5189 Zapatero rieletto segretario del PSOE: lancia il Psoe nel futuro e si sposta sinistra

20080707 11:05:00 redazione-IT

Rieletto segretario generale con il 98,5% dei voti
(da l’Unità)

José Luis Rodriguez Zapatero ha assorbito le critiche della sinistra socialista promettendo un’ampia modifica della legislazione sull’aborto, la revisione della legge sulla libertà religiosa (abolizione dei funerali di stato con rito cattolico e dei crocefissi nelle scuole e negli edifici pubblici), l’introduzione del voto amministrativo per gli immigrati con regolare permesso di soggiorno. La 31enne Leire Pajin, promotrice nel 2003 delle grandi marce contro la guerra in Iraq è stata nominata responsabile dell’organizzazione del Psoe, la numero tre nella gerarchia socialista, dopo Zapatero e il vice-segretario Joè Blanco.

Zapatero lancia il Psoe nel futuro

Rieletto segretario generale con il 98,5% dei voti
Il premier spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero è stato rieletto segretario nazionale del Partido Socialista Obrero Espanol con il 98,5% dei voti del congresso. La 37° assise dei socialisti iberici si è chiuso sabato 6 luglio presso la cittadella avveniristica di Madrd, il campo de la Las Naciones. Fuori qualche lacrima tra i delegati e le note de l’Internazionale cantate con il pugno alzato, dentro contenuti tutti politici. La tanto temuta fronda dell’ala sinistra del Psoe non c’è stata, come dimostrano le percentuali “bulgare” con le quali Zapatero è stato rieletto segretario. Quel che c’è stato, invece, è stata una svolta “izquierdista”, una svolta di sinistra dell’intero gruppo dirigente, almeno nelle intenzioni.

Nel suo discorso conclusivo, Zapatero ha attaccato la destra che lo accusa di inerzia di fronte ai crescenti affanni di un’economia che solo oggi sta cominciando a rallentare, ed ha ribadito che la Spagna uscirà dall’empasse senza ridurre salari e pensioni, ma anzi pensando in primis a tutelare “chi è più debole e vulnerabile”, ha centrato le conclusioni sui “valori umani che prevalgono sulla logica del denaro”, sul “socialismo come progetto di convivenza e integrazione”, sul “diritto agli immigrati di partecipare al benessere del Paese”, ha strappato applausi scroscianti rivolgendosi ai 995 delegati di “un partito unito capace di produrre idee e cultura politica”.

José Luis Rodriguez Zapatero ha assorbito le critiche della sinistra socialista promettendo un’ampia modifica della legislazione sull’aborto, la revisione della legge sulla libertà religiosa (abolizione dei funerali di stato con rito cattolico e dei crocefissi nelle scuole e negli edifici pubblici), l’introduzione del voto amministrativo per gli immigrati con regolare permesso di soggiorno. La 31enne Leire Pajin, promotrice nel 2003 delle grandi marce contro la guerra in Iraq è stata nominata responsabile dell’organizzazione del Psoe, la numero tre nella gerarchia socialista, dopo Zapatero e il vice-segretario Joè Blanco.

Nonostante la fresca rielezione dello scorso 9 marzo, il 37° congresso del Psoe non si presentava come una passeggiata per Zapatero. In particolare, il premier ha subito negli ultimi mesi una serie di attacchi incrociati, sia da parte della stampa, sia da una parte, seppur piccola, del suo stesso partito. Al centro, tre temi in particolare: la presunta inattività legislativa, un progressivo cedimento alla destra sui temi dell’immigrazione, l’occultamento della verità sulla crisi economica.

Quanto alla prima questione, Zapatero ha assicurato che la Spagna “proseguirà sulla strada delle riforme per la modernizzazione”, elencando una serie di iniziative in cantiere. A partire dalla revisione della legge sull’aborto, invariata da 23 anni. Negli emendamenti approvati dal congresso, in particolare, si parla di “rispetto della volontà della donna” e di “diritto alla salute e al controllo della maternità”. Quanto al dibattito in corso sull’eutanasia, i documenti congressuali non parlano espressamente di eutanasia, ma il leader ha accennato al diritto “ad una morte degna” e nelle relazioni approvate si accenna ad un “aiuto per porre fine all’accanimento terapeutico”.

In quanto al contrastato rapporto con la Chiesa cattolica, il leader socialista si è limitato a ribadire «il carattere laico dello Stato», approvando così indirettamente le indicazioni emerse nel dibattito. Il congresso, de facto, porta avanti la proposta di includere nel programma politico di governo una riforma della Legge organica sulla libertà religiosa (Lolr) “per abbordare la progressiva scomparsa dei simboli e delle liturgie religiosi negli spazi pubblici e negli atti ufficiali
dello Stato”.

Al tema dell’immigrazione Zapatero ha dedicato buona parte del suo intervento. Molti militanti, anche pubblicamente, hanno manifestato dissenso per l’appoggio dato dagli europerlamentari del Psoe alla Direttiva del Rientro che apre la strada alla detenzione anche per 18 mesi nei Cpt.

Zapatero ha spiegato che la Spagna si oppone all’immigrazione illegale, ma “allo stesso modo, dobbiamo adoperarci per raggiungere la piena integrazione nella nostra società delle persone che vengono a lavorare e vivere nel nostro Paese. Questa piena integrazione è una garanzia per la nostra prosperità, la nostra libertà, la nostra dignità”. Poi ha scatenato l’applauso della platea aggiungendo che «se negli asili non ci sono posti liberi non è colpa degli immigrati e dei loro figli, ma degli amministratori».

Quanto alla crisi economica, Zapatero ha ribadito che intende tutelare salari e pensioni e «tutti coloro che sono vulnerabili» e che è fiducioso nelle capacità della Spagna (inflazione in crescita, salari in diminuzione, crescira rallentata) di superare le difficoltà anche perché "gli investimenti stranieri sono aumentati del 50%".

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