20080719 12:01:00 redazione-IT
Chiesta la rapida convocazione del Comitato scientifico del nuovo centro museale per utilizzare in tempo utile le risorse rimaste dopo i tagli alle disponibilità del Mae. Il 21 luglio incontro con i parlamentari eletti all’estero.
ROMA- “Abbiamo colto con favore e con personale disponibilità l’idea della costituzione di un museo nazionale delle migrazioni attraverso una prima indicazione di risorse nella finanziaria 2008 e tramite il decreto istitutivo del museo e del suo Comitato scientifico da parte del Ministero degli Affari Esteri. Invitiamo, perciò, i diversi responsabili istituzionali a dare un concreto e solerte sviluppo a queste misure evitando che ritardi di carattere amministrativo possano rimettere in discussione un progetto necessario, utile e di notevole richiamo per i milioni di italiani e discendenti nel mondo”.
E’ questo in sintesi l’appello, promosso dall’Associazione per il Museo delle Migrazioni, che oggi è stato presentato alla stampa presso la sede del Centro Studi Emigrazione di Roma. In pratica la sottoscrizione chiede una rapida convocazione del Comitato scientifico del nuovo museo che permetta porre in essere il progetto previsto e quindi di utilizzare in tempo utile i fondi già accantonati per la costruzione del centro museale. Finanziamenti che sono stati praticamente dimezzati dai risparmi introdotti dal decreto legge per la salvaguardia del potere d’acquisto delle famiglie italiane, realizzato dal ministro dell’Economia Tremonti. Tagli che hanno ridotto di 32 milioni di euro le disponibilità finanziarie del Mae per il 2008.
“Teniamo a sottolineare – si legge nell’appello – che un museo nazionale delle migrazioni è non soltanto culturalmente necessario ed eticamente giusto, ma anche opportuno per un Paese che potrebbe integrare la sua già notevole offerta culturale con una realizzazione museale in grado di collegarsi ai sentimenti e alla volontà di conoscenza di un pubblico potenziale di decine di milioni di persone. La stessa scelta di Roma come sede del museo nazionale, e di Genova e Napoli come sue prime articolazioni nel quadro di un sistema a rete che comprenda i principali musei locali e regionali e i centri di ricerca e documentazione, rappresenta oltre che il riconoscimento nazionale che gli emigrati italiani hanno sempre atteso, anche una nuova opportunità di relazioni e di scambi culturali con analoghe istituzioni mondiali”.
L’appello, consultabile con le relative adesioni sul sito www.roma-intercultura.it, è stato già sottoscritto da numerosi studiosi dell’emigrazione e dell’immigrazione italiana, dai responsabili di quasi tutti i musei regionali dell’emigrazione e dai dirigenti di importanti strutture all’estero come Joseph V. Scelsa, presidente dell’Italian American Museum di New York e Ana Maria da Costa Leitão Vieira, diretora executiva del Memorial do Imigrante, di São Paulo (Brasile). Per chi volesse aderire alla sottoscrizione è a disposizione l’indirizzo di posta elettronica museomigrazioni@cser.it.
La presentazione dell’appello è entrata subito nel vivo con l’intervento di padre Lorenzo Prencipe, direttore del Centro Studi Emigrazione di Roma che ha sottolineato come i fenomeni migratori, che caratterizzino le società moderne, vadano guardati nella loro globalità e non solo dal punto di vista della sicurezza e delle problematicità. “Questo appello – ha spiegato Prencipe – vuole far capire che abbiamo bisogno di un approccio diverso al fenomeno migratorio che accetti questa realtà e riconosca che non possiamo farne a meno. Fare il museo dell’emigrazione in Italia, come è accaduto nei maggiori paesi di immigrazione del mondo e d’Europa, vuol dire riconoscere che le migrazioni, in arrivo ed in partenza dal nostro paese, rappresentano un apporto positivo e un elemento strutturante della nostra società”.
Prencipe, dopo aver ricordato che il museo delle migrazioni ha anche lo scopo di mettere in rete i tanti centri museali dedicati ai fenomeni migratori sparsi per l’Italia, ha sottolineato come a tutt’oggi pochi siamo consapevoli del fatto che il nostro paese continua ad essere terra d’emigrazione. Un tema, quest’ultimo che è stato affrontato anche dalla prof.ssa Maria Immacolata Macioti, della facoltà di sociologia de La Sapienza di Roma. “Quando si parla di migrazioni – ha precisato la docente – l’attenzione si concentra sugli immigrati che vengono in Europa o in Italia. Però ancora oggi gli italiani partono con i pullman dalla Sicilia per andare in Germania o in Svizzera. Non bisogna poi dimenticare i ‘cervelli in fuga’, ovvero i tanti giovani italiani in possesso di elevata preparazione che sono costretti a trovare lavoro all’estero. Quindi l’emigrazione italiana è una realtà che ancora esiste e resiste. Il museo – ha aggiunto la Macioti – non sarà solamente un luogo dove esporre oggetti e fotografie, ma anche uno strumento di comunicazione e di promozione culturale con tante iniziative attive, perché mai come oggi c’è bisogno di conoscere questi fenomeni”.
“Le migrazioni – ha affermato il presidente della Società Geografica italiana Franco Salvatori – sono di straordinaria importanza La geografia del mondo nasce infatti dalla circolazione degli uomini, perché con essi cammina il materiale genetico, il patrimonio culturale e l’innovazione tecnologica. E’ il mescolamento che fa il mondo e questo fenomeno con la modernità ha assunto un peso quantitativo sempre maggiore. Dobbiamo creare il nuovo museo perché i cittadini devono avere dei luoghi dove si comunica e si apprendono le realtà migratorie. In Italia – ha proseguito Salvatori – sono sempre più numerose le iniziative sulle migrazioni. Questa crescente attenzione, fatta di voglia di sapere e di ricordare, ha bisogno di un disegno culturale che lo renda pienamente visibile attraverso la nascita del museo nazionale delle migrazioni”.
Norberto Lombardi, presidente dell’Associazione per il Museo delle Migrazioni e consigliere del Cgie, ha ricordato come inizialmente dalla finanziaria del 2008 fossero stati destinati, per la creazione del museo delle migrazioni”, 2.800.000 di euro. Una somma che dopo i tagli al bilancio del Mae si è ridotta a 1.400.000 euro e che, secondo Lombardi, potrebbe essere ulteriormente decurtata, fino ad arrivare ad un terzo della somma originaria, da eventuali tentativi di recupero di risorse aggiuntive per lo svolgimento della Conferenza mondiale dei Giovani Italiani all’Estero, un’altra iniziativa che ha subito il dimezzamento dei fondi.
“Un forte motivo di allarme – ha aggiunto Lombardi – deriva dal fatto che i 2 milioni 800.000 euro sono stati previsti soltanto per il 2008. Quindi se non si impegneranno entro la fine dell’anno le risorse stanziate per il museo vi è il serio rischio di vedere azzerare tutto il lavoro e di dover ricominciare da capo. E’ quindi necessario che il Comitato scientifico, già nominato per decreto, venga al più presto convocato”. Lombardi ha poi annunciato che l’associazione promotrice dell’appello ha chiesto un incontro con il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. Già programmata invece la riunione con i parlamentari della circoscrizione Estero che avrà luogo il 21 luglio.
“Sul museo – ha infine spiegato il direttore dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR Enrico Pugliese – esiste un’aspettativa largamente diffusa soprattutto nel mondo dell’emigrazione. E’ importante sottolineare questo aspetto perché bisogna capire che dietro l’appello che rivolgiamo alle istituzioni non vi sono orientamenti politici. Il nuovo museo – ha proseguito – aiuterà la comprensione scientifica, politica e sociale del fenomeno migratorio e l’approfondimento del nesso, molto forte in Italia, tra immigrazione ed emigrazione”.
(Goffredo Morgia) – Inform / Eminotizie
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EmiNews 2008
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