5318 VICENZA: Base USA Dal Molin, polizia contro i manifestanti

20080801 16:37:00 redazione-IT

L’aria è cambiata. Lo si vede da queste cose: con la destra al governo, manifestare non è più un diritto e viene represso con la violenza di Stato. È accaduto a Vicenza per il contestato progetto della nuova base Usa, dove c’è stato il primo scontro con la polizia per i “No Dal Molin”. Un folto gruppo di manifestanti – circa duemila – ha marciato verso la stazione ferroviaria, con l’obiettivo di occupare i binari, ma è stato respinto da una carica “d’alleggerimento” della polizia. Sarà stata pure leggera, ma la carica ha causato molti feriti: i manifestanti, che con le mani alzate cercavano di avanzare, sono stati ricacciati indietro dalle manganellate violente della Celere: contusi due poliziotti e due o tre dimostranti.

Ma i ‘No Dal Molin’, che da due anni a questa parte hanno affinato e variato più volte le tecniche della protesta – senza mai arrivare allo scontro fisico – sono riusciti alla fine lo stesso nel loro intento. Correndo lungo i muri esterni della stazione, hanno trovato alla fine un cancello aperto che gli ha consentito l’ingresso in stazione, dove hanno occupato i binari. Una protesta simbolica, durata una decina di minuti, dopodiché i manifestanti, spintonati dalla violenza di polizia e carabinieri, hanno abbandonato spontaneamente la sede ferroviaria. L’occupazione non ha avuto conseguenze sul traffico dei treni.

«Quella di stasera, hanno spiegato i portavoce del movimento contro la base statunitense, voleva essere un’azione simbolica: è infatti previsto l’arrivo in città del commissario governativo Paolo Costa. Questo, due giorni dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso del Governo ad una sentenza del Tar del Veneto favorevole ai contrari al progetto, ha di fatto dato il via libera all’avvio dei lavori della base».

Anche il Codacons intende avviare azioni legali per opporsi al raddoppio della base Usa di Vicenza, dopo l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dal Governo contro il pronunciamento del Tar del Veneto, che aveva accolto la richiesta di sospensione dei lavori. Revocazione dell’ordinanza a una diversa sezione del Giudice d’appello e impugnazione anche in Cassazione della decisione del Consiglio di Stato. Si tratta di un ricorso ex art. 395 codice di procedura civile «che è previsto – precisa il Codacons – nel caso in cui il giudice abbia commesso un errore di fatto nella decisione». «Il prossimo 8 ottobre poi – annuncia Carlo Rienzi, presidente del Codacons – il Tar del Veneto dovrà tornare sull’argomento e chiederemo in quella sede di accertare se i rischi ambientali vi sono o meno». Per Rienzi, «quando un giudice vuole forzare una situazione delicatissima di sicurezza e tutela ambientale per compiacere Berlusconi e La Russa finisce per creare un “casus belli” che ritengo non farà mai realizzare la nuova base».

www.unita.it

 

 

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EmiNews 2008

 

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