5491 Voto agli immigrati, don Albanesi: ''Nessun motivo per attendere''

20080903 16:06:00 redazione-IT

La proposta di Veltroni piace al presidente della comunità di Capodarco: ”E’ ragionevole e giusta. Fermarsi alla cronaca nera, alle leggi sulla sicurezza, ai proclami dei sindaci significa dimenticare chi vive con dignità”

* Borghezio (Lega): ‘Il voto amministrativo? Lo vedranno con il binocolo’
* Livi Bacci (Pd): ‘Sul voto siamo aperti ad alleanze con l’Udc’
* Opporsi al diritto di voto? ‘E’ creare l’apartheid’
* Cgil: ‘La concessione del voto è un diritto sacrosanto’

CAPODARCO DI FERMO – “Non c’è ragione di aspettare, il voto agli immigrati è indispensabile segnale di integrazione”. A sostenerlo è don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco. “La proposta dell’onorevole Veltroni per il diritto al voto degli immigrati – spiega don Albanesi – è ragionevole e giusta. Sono milioni oramai le persone straniere che vivono da molto tempo in Italia, lavorando, vivendo nelle città con le proprie famiglie, mandando i figli a scuola, contribuendo allo sviluppo economico del paese. Come sempre la politica sembra (o vuole) essere in ritardo: non si sa bene se per presa di posizione ideologica, per interesse, per miopia”.

“La tutela dei diritti dei cittadini – prosegue don Albanesi – è stata la spina dorsale che ha portato democrazia in Italia dal dopoguerra: spesso costata fatiche e dolori. Gli stessi immigrati hanno pagato prezzi di sangue: il nostro mare è pieno di morti in cerca di lavoro. Non ci sono motivi di attendere per concedere loro il diritto ad essere rappresentati. Si tratterà di vedere in quali termini e con quali modalità. Però è indispensabile lanciare un segnale importante di integrazione”.

“Fermarsi alla cronaca nera, alle leggi sulla sicurezza, ai proclami dei sindaci significa dimenticare quanti vivono con dignità, nel rispetto delle leggi. E’ pericoloso e dannoso ingigantire le storture dell’immigrazione irregolare , dimenticando il bene dei molti immigrati regolari. Essi sono oramai indispensabili per noi tutti: per il nostro invecchiamento, per la manodopera giovane che fornisce, per la produzione di beni e servizi. Ci auguriamo che l’ottusità di pochi non continui a gestire il paese con la convinzione che l’immigrazione è un fenomeno emergenziale. Siamo diventati meticci per necessità e non per generosità. Tanto vale prenderne atto”, conclude don Albanesi.

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Borghezio (Lega): ”Il voto amministrativo? Lo vedranno con il binocolo”
Roma – "Finche’ la Lega Nord sara’ forza determinante di maggioranza gli elettori, che hanno schiacciato all’opposizione i buonisti della sinistra pro-immigrati, possono stare tranquilli. Il voto amministrativo, gli immigrati lo vedranno solo col binocolo…". Lo dichiara il leghista Mario Borghezio.

"Il resto- continua Borghezio- sono chiacchiere da fine stagione e demagogia pura: tutto cio’ che il povero Veltroni riesce ad esprimere quanto a proposte concrete per i problemi della nostra gente". (DIRE)

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Livi Bacci (Pd): ”Sul voto siamo aperti ad alleanze con l’Udc”
Roma – "Per il Partito Democratico, la proposta di Veltroni sul diritto di voto amministrativo agli extracomunitari va ben oltre la lettera a Gianfranco Fini". È quanto afferma, intervistato da Nessuno Tv, l’esponente del Pd Massimo Livi Bacci, sottolineando che questo e’ "un impegno serio che prendiamo e non da oggi, per allargare i diritti e includere in maniera attiva i nuovi cittadini". Su questo tema, conclude Bacci, "siamo aperti al contributo importante che potra’ dare a questa battaglia di civilta’ anche l’Udc , anche se si tratta di principi per i quali bisogna pronunciarsi anche quando non si hanno i numeri". (DIRE)

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Opporsi al diritto di voto? ”E’ creare l’apartheid”

Dire no ”significa avere un’idea regressiva del fenomeno migratorio”. Così Francesco Marsico, vicedirettore Caritas Italiana. ”L’Italia ciclicamente pone la questione, ma tutto si esaurisce nel confronto tra maggioranza e opposizione”

ROMA – “Il nostro Paese ciclicamente pone questa questione fondamentale, ma poi tutto si esaurisce nel confronto tra maggioranza e opposizione. Ma il nodo dell’integrazione non può non passare attraverso il riconoscimento del voto amministrativo. Ciò ci metterebbe alla pari degli altri Paesi europei”. Così Francesco Marsico, vicedirettore della Caritas Italiana, dopo la richiesta di Veltroni alla maggioranza di riconsiderare la possibilità di concedere il voto agli immigrati presenti in Italia. Opporsi, per Marsico, significa avere un’idea regressiva del fenomeno migratorio, oppure sottintende la volontà di creare un apartheid tra cittadini si serie A e cittadini di serie B.

La Caritas già nel 2005 pubblicò un documento in cui si formulava un percorso culturale e di azione politica, che passava anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza. “Una strada obbligata – aggiunge Marsico – per tutte quelle persone, e sono molte, che hanno scelto di vivere stabilmente nel nostro Paese. Lavorano qui, hanno figli che frequentano le nostre scuola. Non si può non tener conto di questo. Chi non lo fa, ha un’idea regressiva dell’immigrazione. Non cioè come fenomeno stabile, che accompagnerà il Paese per il futuro, ma un’idea strumentale, esclusivamente lavorativa, come a immaginare persone che scompaiono dopo pochi anni, assieme al lavoro. Così non è, perché cresce sempre più il numero di persone che hanno scelto di vivere nel nostro paese. In molti l’hanno capito, e mi riferisco a Confindustria, e allo stesso sistema bancario italiano”.

“Come Caritas non entriamo nel merito della proposta politica – conclude Marsico -. Dal 2005 abbiamo detto della necessità di un percorso che porti al voto dei migranti, passando per la cittadinanza e arrivando fino alla concessione del voto politico. L’intenzione è quella di riconoscere diritti di cittadinanza effettiva”.

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Cgil: ”La concessione del voto è un diritto sacrosanto”
Roma – "Consentire agli immigrati che sono stabilmente residenti nel nostro paese da cinque anni di votare alle elezioni amministrative, ed aggiungerei anche alle elezioni Europee, e’ un diritto sacrosanto che farebbe bene alle nostra democrazia". È quanto sostiene il responsabile dell’ufficio per le Politiche dell’immigrazione della Cgil Nazionale, Pietro Soldini, in merito alla proposta lanciata dal leader del Pd, Walter Veltroni, e dall’ex ministro della Salute, Livia Turco.

Un’iniziativa, aggiunge Soldini, "sicuramente positiva perche’ riapre la discussione sul diritto di voto per gli immigrati; e se si vuole fare una discussione seria non serve molto rivangare le contraddizioni e gli errori che su questo tema hanno caratterizzato l’azione e le posizioni espresse in passato sia dal centro sinistra che dal centro destra".

Riguardo alla proposta del segretario del Pd, spiega pero’ il sindacalista, "non mi convince, ancora una volta, la proposta di legge costituzionale di riforma dell’articolo 48 della nostra Costituzione: e’ una posizione vecchia e sbagliata, sulla quale si e’ incagliato questo tema negli ultimi dieci anni". Al contrario, suggerisce Soldini, "a mio avviso, e anche di autorevoli costituzionalisti, sarebbe sufficiente, per concedere il diritto di voto agli immigrati non comunitari, una legge ordinaria di recepimento del capitolo C della Convenzione fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992; cosi’ e’ stato fatto anche per i cittadini europei, che non sono italiani, e che possono votare alle elezioni amministrative senza inciampi costituzionali".

In conclusione, conclude Soldini, "bando alle chiacchiere e ai tatticismi: ci vuole convinzione, determinazione e chiarezza per fare una battaglia limpida, credibile, convincente e, auspichiamo, vincente".

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