20080909 09:00:00 redazione-IT
Il vice presidente Murgia (Consiglio Toscani all’Estero) fa il punto sulle iniziative della Toscana per i corregionali nel mondo
Fra gli elementi di forza del programma della Regione i corsi di lingua e cultura per i giovani all’estero, le borse di studio per la formazione professionale e i viaggi che permettono agli anziani nel mondo di rivedere la terra d’origine
CAPANNORI, Lucca – Gli stanziamenti della Regione Toscana per i corregionali all’estero, nonostante il difficile momento economico attraversato dal nostro paese, rimarranno immutati anche nel 2009. Un indubbio segnale di fiducia che appare motivato dalla necessità sia di mantenere saldi i legami costruiti a prezzo di tanta fatica con le nuove generazioni nel mondo, sia di rafforzare le sinergie culturali ed economiche con le comunità all’estero in un mercato globale sempre più competitivo e complesso.
Una duplice valenza che, insieme agli acclarati valori della solidarietà e dei vincoli parentali, rende più stabile e proietta verso il futuro la collaborazione fra la Regione e le comunità nel mondo. Per avere un quadro più preciso delle iniziative che la Toscana intende portare avanti in favore dei corregionali nel mondo, abbiamo incontrato a Capannori il vice presidente vicario del Consiglio dei Toscani all’Estero Lorenzo Murgia.
Durante la tre giorni di lavoro a Capannori il Consiglio dei Toscani all’Estero ha discusso il bilancio e il programma di lavoro per il 2009. Quali iniziative verranno promosse in favore dei corregionali nel mondo?
Il bilancio che abbiamo esaminato è pluriennale e quindi non potevamo fare degli aggiustamenti molto significativi. E’ stato comunque confermato che nel 2009 spenderemo la stessa cifra, circa 830.000 euro, già utilizzata nel 2008. Il 53% di questa somma andrà a finanziare attività per le nuove generazioni. Nella fattispecie noi svolgiamo corsi di lingua e cultura per i nostri giovani all’estero. Sono infatti circa un centinaio i ragazzi che ogni anno vengono in Toscana da tutte le parti del mondo. Questa iniziativa viene sviluppata in collaborazione con l’Università per stranieri di Siena e l’Ateneo di Pisa. Teniamo questi ragazzi per quattro settimane e gli facciamo conoscere un po’ l’Italia che in molti casi risulta praticamente sconosciuta ai giovani. Questa è la principale voce di spesa del bilancio. Promuoviamo inoltre delle borse di studio che riguardano soprattutto la formazione professionale nei settori tipici delle Toscana, quindi dal calzaturiero alla ceramica, fino al restauro del legno e all’oreficeria. Ci vengono avanzate richieste anche per quanto riguarda la formazione gastronomica. Tutto questo viene realizzato in collaborazione con il Cedit, un ente specializzato nella formazione della Confartigianato. Ci attiviamo inoltre per far visitare la Toscana ai corregionali anziani che spesso da oltre 20 anni non vedono la terra d’origine.
Ma, al di là degli aspetti programmatici, come è andato l’incontro. Qual è il valore aggiunto della Giornata dei Toscani all’Estero ?
Questo incontro fra i toscani che vivono nel mondo e quelli residenti nella propria regione ha avuto un esito positivo. Non a caso abbiamo realizzato questa iniziativa a Capannori, in provincia di Lucca, per favorire l’incontro tra i nostri emigranti e le loro famiglie rimaste in Toscana. Questa manifestazione ha inoltre consentito ai toscani all’estero, provenienti ad esempio dall’Australia, dall’Argentina o dall’Europa, di incontrarsi tra di loro, di intrecciare rapporti e di rivedere i vecchi amici. Ma si fanno anche programmi per il futuro magari stabilendo nuove collaborazioni fra associazione diverse. Grazie a questi incontri tutti i convenuti vengono inoltre a conoscenza delle attività svolte dalle varie associazioni e possono quindi trasferire queste nuove esperienze alle loro strutture associative. Manifestazioni come queste consentono anche di rinsaldare i rapporti e i collegamenti con la Toscana.
Nel corso del dibattito,tenutosi a Capannori, è stata più volte sottolineata la necessità di utilizzare l’esperienza migratoria dei nostri connazionali nel mondo per far fronte ai problemi di accoglienza ed integrazione degli immigrati in Italia. Cosa pensa di questa valutazione?
L’esperienza che hanno vissuto i toscani e gli altri italiani all’estero non deve essere dimenticata e può rappresentare anche un esempio per la gestione dell’immigrazione in Italia. Se si guardano le mostre fotografiche sulla nostra diaspora, come ad esempio quelle sull’emigrazione capannorese e lucchese, si vedono bene le numerose similitudini con la difficile situazione odierna di tanti immigrati che compiono i viaggi della speranza. Anche i nostri connazionali che affrontavano il mare spesso non sapevano dove andavano a finire. Magari qualcuno era convinto di sbarcare in America del Nord e invece si ritrovava a Mar del Plata, rimanendo bloccato in quella terra a causa della mancanza di soldi per il viaggio di ritorno. Nonostante queste ed altre difficoltà la capacità di adattarsi e di volgere in positivo le situazioni negative ha permesso a tanti toscani all’estero di affermarsi nel mondo e di divenire dei precursori nel rapporto con i paesi di nuova residenza.
(Goffredo Morgia- Inform/Eminotizie)
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EmiNews 2008
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