2899 Interviste de “La Voce d’Italia” al sen. Pallaro

20070227 21:29:00 webmaster

BUENOS AIRES – “La Voce d’Italia” di Buenos Aires ha intervistato in Argentina il senatore indipendente Luigi Pallaro

"L’ha sorpresa il fatto che sia entrato in crisi il governo?
Non mi ha sorpreso. Era un governo che aveva la maggioranza con il voto dei senatori a vita e con il mio. Gliel’ho dato sempre e gliel’ho dato anche mercoledì 21 febbraio. Si sono astenuti i senatori a vita, Andreotti e Pininfarina e tre dell’Unione. Astenersi al Senato vuol dire votare contro. C’è stata crisi per due voti.

BUENOS AIRES – “La Voce d’Italia” di Buenos Aires ha intervistato in Argentina il senatore indipendente Luigi Pallaro

"L’ha sorpresa il fatto che sia entrato in crisi il governo?
Non mi ha sorpreso. Era un governo che aveva la maggioranza con il voto dei senatori a vita e con il mio. Gliel’ho dato sempre e gliel’ho dato anche mercoledì 21 febbraio. Si sono astenuti i senatori a vita, Andreotti e Pininfarina e tre dell’Unione. Astenersi al Senato vuol dire votare contro. C’è stata crisi per due voti.
Non se n’è meravigliato perché il governo aveva una maggioranza risicata?
Il governo aveva al Senato solo la maggioranza di un voto, il mio. La relazione di D’Alema era da approvare. Si era previsto che l’opposizione l’avrebbe votata, perché in definitiva il governo Prodi continuava la politica estera del governo anteriore.
Allora perché non l’hanno votato?
Ha detto “E’ bene che se l’opposizione non è d’accordo voti contro” e l’opposizione ha votato contro.
Li ha provocati?
Si dà per scontato che le opposizioni ci sono e fanno il loro gioco politico. Quelli che sono mancati sono i voti dell’Unione. Io e Pollastri abbiamo votato sì. E’ delicato contare sugli estremi per portare avanti un progetto di governo.
E ora?
Ci vuole un governo di larghe intese. E’ necessario per portare avanti le riforme, quello che si è iniziato, i progetti che sono semiparalizzati, la Finanziaria. Bisogna mettere in marcia il paese, anche in relazione alla politica estera. I partiti dell’Unione devono mettersi d’accordo sul programma, poi con l’appoggio di un gruppo esterno, devono chiedere la fiducia. Quando tutto sarà in ordine, si dovranno fare nuove elezioni, e chi vincerà avrà la possibilità di governare e arrivare alla fine del periodo di governo.
Lei è a favore di un Prodi bis?
Io credo che un governo di larghe intese potrebbe essere fatto perfettamente da un Prodi 2.
Come si sta in Italia, ora?
Bene. La gente si lamenta della Finanziaria, delle tasse, ma man mano che si consoliderà questa politica finanziaria se ne vedranno i benefici ed il popolo italiano ci guadagnerà.
Che pensa della Finanziaria?
L’Italia non può fare la politica economica che vuole, la deve fare concordata con gli altri Stati, i soci del Mercato Comune.
Cosa pensa dei Dico?
Sono contrario. In questo momento mettere nel programma queste leggi non mi sembra opportuno. Ne ho letto i punti e mi sembrano confusi, poco chiari e poi io sono un emigrante e per noi emigranti la famiglia è la chiave, è l’unico vero appoggio che abbiamo. Va bene dare uno spazio legale a chi non si è sposato, ma per il resto non sono d’accordo.
Ha notato un maggior interesse verso gli italiani all’estero?
Ci siamo dati molto da fare per sensibilizzare nei nostri confronti una struttura quasi insensibile. Io voglio mandare un messaggio ai lettori di Voce d’Italia, abbiamo lavorato moltissimo, abbiamo ottenuto che la Finanziaria non tagli i fondi per l’assistenza. Il vecchio sistema continua fino a giugno. Dopo giugno inizia quello nuovo con l’assicurazione sulla salute per gli italiani, nati in Italia, che ne hanno bisogno.
Un’assicurazione sulla salute?
Sulla salute, per i nati in Italia, e dopo un aiuto per chi non arriva a fine mese. Si passa dai 130 euro ai 150 euro. Questi fondi sono già a disposizione. Prima erano mille duecento euro ora sono millecinquecento all’anno. In questo momento stiamo scegliendo attraverso una gara d’appalto le banche che dovranno dare questi soldi agli emigrati.
Il Consolato gli passerà la lista ed i beneficiati dovranno andare direttamente a ritirarli in banca. Stiamo studiando un sistema per farlo in modo scaglionato, per evitare inutili code e perdite di tempo.

 

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EmiNews 2007

 

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