20071108 12:21:00 redazione-IT
Il dibattito sulla proposta di riforma della legge 153, sulle linee guida indicate dal documento della iv commissione tematica
ROMA – Nel corso del dibattito, seguito ai due interventi di Graziano Tassello, presidente della IV Commissione tematica “Scuola e cultura” del CGIE, e Gherardo La Francesca, direttore generaòe della Promozione e cooperazione culturale del MAE, si è discusso in Assemblea sul progetto di riforma della legge 153 preparato della stessa Commissione.
Archimede Bontempi, consigliere di nomina governativa in rappresentanza della Lega Nord, ha insistito sul carattere dei destinatari degli interventi di una legge 153 riformata. “Tutti sono i potenziali interessati – egli ha detto – e non dobbiamo mettere limiti all’accesso o alle diverse modalità con cui persone di origine o estrazione sociale diversa possono voler venire a contatto con l’italiano”.
Silvana Mangione (USA) ha ricordato l’esperienza statunitense e il progresso nello sviluppo dell’interesse e della diffusione dello studio della lingua italiana grazie al riconoscimento di crediti formativi che vale oggi nel sistema scolastico a stelle e strisce. “Questo risultato – ha detto – è stato raggiunto dopo anni di trattative e non può essere considerato garantito per sempre. Occorre continuare a stimolare il numero dei giovani e sostenerli nell’apprendimento della lingua italiana, non penalizzare l’operato degli enti gestori che lavorano bene e rimarcare la necessità che le risorse dedicate alla promozione arrivino puntualmente”.
Giangi Cretti (Svizzera, rappresentante della Fusie) ha rimarcato l’importanza della puntualità nella nomina dei docenti di italiano nello scuole: “un aspetto che, quando non viene rispettato, lede in maniera grande l’immagine della scuola italiana all’estero. Inoltre le certificazioni riconosciute – ha aggiunto – non devono essere considerate in competizione tra loro”. Cretti ha insistito infine sulla necessità di instaurare un rapporto di collaborazione tra consoli e dirigenti degli enti scolastici.
Alberto Bertali (Gran Bretagna) ha sottolineato come l’insegnamento della lingua italiana non possa rappresentare solo un costo ma vada percepito come un investimento per l’Italia.
“E’ necessaria una nuova legge per le necessità impellenti che la promozione della lingua e della cultura richiede – ha detto Fernando Marzo (Belgio) – così come occorre professionalità nel corpo docente assunto”.
Una nota polemica ha sollevato l’intervento di Tommaso Conte (Germania). “Nella relazione del direttore del MAE per le politiche culturali è indicativo il fatto che il CGIE non venga mai citato – ha detto – dal momento che quella direzione generale ha l’abitudine di operare senza alcun rapporto con noi. Lo dimostra – ha aggiunto – la settimana della lingua italiana nel mondo, serie di eventi che si ripetono da vari anni, che non ci ha mai visto protagonisti”.
Marina Salvarezza (Ecuador) ha invece sottolineato la necessità di considerare l’esperienza del CGIE per la strutturazione dei diversi tipi di intervento nei piani paese e il beneficio anche in termini di promozione che deriverebbe dal coinvolgere tutte le strutture interessate alla promozione della cultura italiana all’estero.
“La proposta del CGIE per la riforma della legge 153 – ha detto Andrea Amaro (vice segretario generale di nomina governativa, rappresentante della Cgil) – è molto importante ed è ora il momento di passare dalla fase della progettazione alla fase della concretizzazione”.
Anche Norberto Lombardi (Ds) ha rimarcato l’importanza dell’esperienza maturata dal CGIE con il lavoro svolto in questi anni e lo “sguardo strategico che deve accompagnare lo spirito della riforma della 153 perché essa rispecchi un interesse genuinamente comune”.
“Non dobbiamo dimenticare la prassi positiva che la legge ci ha consentito di far maturare – ha proseguito Lombardi – anche se sentiamo da tempo l’esigenza di approntare uno strumento nuovo che sappia gestire il passaggio dall’insegnamento dell’italiano da lingua materna a lingua di cultura. Dobbiamo credere nella possibilità di concretizzare questa riforma in tempi brevi, cercando di fare in modo che queste proposte vengano messe all’ordine del giorno in tempi brevi”.
“Mi preme rimarcare come questa legge, seppur con le sue limitazioni – ha detto Lorenzo Losi (vice segretario per l’Europa e il Nord Africa, Gran Bretagna) – abbia portato notevoli risultati sul campo della promozione della lingua italiana, per cui sono per una sua riforma solo nel caso in cui la norma destinata a sostituirla sia migliorativa rispetto all’esperienza precedente”.
Francisco Nardelli (Argentina) ha sottolineato il carattere di investimento che una nuova legge potrebbe costituire per le collettività italiane all’estero e per l’Italia stessa.
Ha risposto alle osservazioni sollevate nel corso del dibattito Salvatore Cilento, della direzione per la Promozione e cooperazione culturale. “A mio avviso – egli ha detto – le critiche mosse sono state eccessivamente severe. Noi, vi confermo, siamo impegnati costantemente a creare questo rapporto sinergico con la Direzione per gli italiani all’estero, come ha sottolineato lo stesso La Francesca prima di me. Avevamo dato infatti istruzioni nel contesto della settimana dedicata alla promozione della lingua italiana di coinvolgere negli eventi tutte le rappresentanze italiane presenti sul territorio; se ci sono stati effetti diversi da quelli prospettati non sono dovuti a mancanza di collaborazione a livello centrale. Vi prego di considerare anche l’esiguità delle risorse con le quali facciamo fronte alle attività anche se vi attesto comunque la disponibilità della nostra collaborazione”.
Concorda sull’impegno e sulla disponibilità a collaborare Adriano Benedetti, Direttore generale per gli Italiani all’estero del MAE.
“Il documento sulla promozione di lingua e cultura italiana nel mondo ci trova pienamente d’accordo – ha detto – e vorrei pregarvi di considerare anche un nostro contributo nell’elaborazione e nell’impegno messo in vista di questa tutela. E’necessario il mantenimento del sistema attuale che fa perno sugli enti gestori ma con una iniezione in più di controllo pubblico del loro operato. Considero ragionevole – ha concluso Benedetti – la creazione di un coordinamento all’interno del MAE finalizzato alla promozione della cultura italiana. Le due direzioni generali pertanto devono lavorare in sinergia e questo richiede un cambiamento di mentalità che forse non ha ancora pienamente raggiunto le sedi all’estero”.
Dopo l’intervento di Benedetti, l’Assemblea ha approvato all’unanimità il testo del documento redatto dalla IV Commissione tematica.
(Viviana Pansa-Inform/Eminotizie)
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EmiNews 2007
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