3942 Immigrazione e Sicurezza: tra razzismo e neo-autoritarismo

20071121 18:24:00 redazione-IT

di Aly Baba FAYE (*)

Si sa che è un comportamento molto diffuso il fatto che quando si viene punzecchiati da una formica spesso ci si sente legittimati a fare una strage di formiche. Così come se si viene pizzicati da una zanzara bisogna avercela con tutte le zanzare del mondo per tutta la vita in una logica di guerra perpetua. Siamo di fronte ad un modello diffuso di comportamento umano, anche se ciò non giustifica una tale reazione né la rende accettabile sul piano della civiltà. E quando questa logica viene applicata alla sfera delle relazioni umane essa porta inevitabilmente verso una società selvaggia. Peggio della Legge del Taglione, qui si rischia di scivolare nella barbaria !

Faccio questa premessa per cercare una spiegazione alla lettera di Poverini, quel famoso elettore di sinistra che nelle pagine di Repubblica annunciava il suo scivolamento nel razzismo, in seguito a episodi incresciosi di alcuni immigrati. Una lettera che ha trovato comprensione e persino condivisione da parte di molti uomini di sinistra. Qualcuno si è spinto fino a dire che “non è razzismo se uno si preoccupa per la sicurezza propria e delle proprie figlie”. Si noti en passant la finezza del riferimento al genere femminile! Dunque, si può essere razzisti e di sinistra! D’altronde sia Hitler che Mussolini si dichiaravano socialisti, quindi di sinistra. Senza disquisire sul rapporto tra Sinistra o Razzismo, c’è da chiedersi che diavolo c’entra il razzismo con la sicurezza. E perché assistiamo ad una dérive sécuritaire che fomenta e alimenta il razzismo? Ma davvero si ha coscienza su dove può portare questo sdoganamento del razzismo?

Come molti immigrati oggi mi sento esposto in questo paese. E non nascondo il timore per la mia incolumità fisica e la sicurezza dei miei figli. Davvero ho paura per le conseguenze che questa polveriera potrebbe determinare. Infatti, la degenerazione cui assistiamo oggi non promette nulla di buono, e non vorrei neppure pensare ad eventuali pulizie etniche considerando che nell’opinione pubblica il disordine e l’illegalità sono associati alla presenza degli immigrati. Certo che c’è un problema di illegalità diffusa nel paese dell’impunità e dell’indulto che va affrontato. Ma quel che non posso accettare è che in nome del pragmatismo si crei un cortocircuito politico e culturale dalle conseguenze incalcolabili.

Ordine e legalità, mano dura e tolleranza zero, sembrano gli imperativi categorici della New Governance post-ideologica di impronta Sarkoziana che sta mettendo radici in Italia. Davvero, c’è da stare allerta, e come si dice occorre maneggiare con cura quelle ricette perché potrebbero avere effetti devastanti. Considerando che oggi in Italia legalità e sicurezza si sovrappongono in maniera pericolosa all’immigrazione appunto lungo le linee della diversità etnica e culturale. Dunque, ordine e legalità. Principi che non sono né di destra né di sinistra anzi la dicotomia destra e sinistra sembra non avere più ragion d’essere.

Già, siamo nell’era del post-ideologismo cioè quel nuovo pragmatismo che nega valore e senso alle ideologie facendosi essa stessa ideologia nel senso di falsa coscienza. E si dice che il consenso passa da qui ed è questa la New Deal politica. E’ giù di lì l’accanimento con i lavavetri a Firenze, la segregazione dei rom fuori le mura delle città, la cacciata quotidiana dei vu comprà nelle strade, senza contare l’aggressione continua dei media, i processi sommari nelle piazze pubbliche, negli autobus dove le molestie psicologiche contro gli immigrati sono diventate quotidiane. Si può dire di tutto contro Rom e contro i musulmani, tanto sono loro il problema, sono loro che creano disordine e turbano la quiete delle famiglie. E allora rigore e determinazione per fare piazza pulita contro l’invasione dei barbari!

E in questa ottica, c’è persino chi vorrebbe la schedatura dei musulmani proponendo niente meno che un albo degli imam cioè di ogni fedele che si trova a officiare ad una preghiera. Rammento che nell’Islam non essendoci un clero ogni musulmano può officiare ad una preghiera. Siamo sicuri che il sicuritarismo sia un buon investimento per la coesione sociale? Forse non importa! Quel che conta è sicurezza, ordine e legalità a tutti i costi. Dunque via alla pulizia della “racaille” per parafrasare Sarkozy.

Dando per scontato che legalità e sicurezza siano una condizione sine qua non dell’esistenza di una società ordinata, resta però la questione di sapere come garantire l’ordine. Come diceva Ghandi, dal mezzo si intravede il fine! Rammento che le dittature sono state finora i veri campioni del culto dell’ordine. Ahimé! anche le dittature non sono né di destra né di sinistra! Si può optare per la militarizzazione della società o per la segregazione, come si può immaginare forme di gestione inclusive per una convivenza civile nel rispetto reciproco.

Se legalità e ordine sono il nuovo Vangelo per ampi strati della politica italiana, perché mai il Governo attuale volge lo sguardo altrove di fronte alla domanda di legalità avanzata dai circa 750.000 stranieri che chiedono la regolarizzazione? Oppure vale anche qui il criterio dell’etnos per stabilisce quali cittadini siano meritevoli dell’attenzione dello Stato!

Rincresce il fatto che questa nuova escalation di populismo che fa leva sulla sicurezza abbia fortemente connotato il dibattito che ha accompagnato la nascita del PD. E in atto un vero e proprio cedimento sul terreno dei valori a nome del pragmatismo. Produrre fatti basta che siano vendibili nel mercato politico! Non voglio demonizzare il PD ma non è sfuggito a nessuno il coro di reazioni da parte di esponenti significativi del nascente PD alla lettera di Poverini.

La legalità non è né di destra né di sinistra si sostiene in ogni occasione! Un’affermazione che mi pare del tutto inutile poiché trattandosi di un’ovvietà. Chiunque sa che una società non regge se non sotto il dominio della legge. Ma temo che dietro la riaffermazione di queste ovvietà ci sia un tentativo di legittimazione di politiche reazionari contro le popolazione immigrate oramai individuate come i principali responsabili dell’insicurezza. Già! Perché la percezione di insicurezza è associata all’immigrazione, allora vai contro gli immigrati.

L’invocazione della tolleranza zero come l’architrave della nuova One Best Way del modello di governance necessita di una delicatezza che se qualche leader politico può avere chiaro non è detto che i capi-popolo che guidano le rivolte nei quartieri lo abbiano. Ed è con questa volontà di potenza che si espone alla violenza molte persone portatrici di diversità e si alimentano le pulsioni meno nobili dei cittadini. Vorrei continuare a credere che il rinnovamento della cultura politica nel PD non significhi solo il passaggio dal lassismo al razzismo così come il leaderismo non debba passare solo attraverso un cavalcare il disagio dei cittadini.

Spero soltanto che la pur legittima ricerca del consenso non si riduca a mero consensualismo pena scivolare nella demagogia e nel populismo. Si sa che la repressione contro i delinquenti (naturalmente stranieri) si rivela di fatto come un’aggressione morale nei confronti degli immigrati onesti. E che la stigmatizzazione della diversità mette a rischio la sicurezza di ogni immigrato solo perché diverso. Ma forse le preoccupazioni delle popolazioni immigrate non sono più degne dell’attenzione di una certa sinistra. Forse va anche bene che i cittadini promuovono ronde notturne, presidi padani, battute di caccia allo straniero, molestie psicologiche contro i musulmani? Tant’è, bisogna reagire all’insicurezza !

Se questa è la nuova stagione politica che si profila, allora si deve sapere che è un’enormità che può risvegliare tentazioni neo-fasciste. E dunque, la mia speranza è che nel PD vi siano degli argini etico-morali per evitare una nuova Repubblica di Salò. Infine è mia convinzione che la questione della sicurezza possa essere affrontata seriamente senza cedere né al lassismo né al razzismo.

* Aly Baba FAYE
E membro dell’Esecutivo Nazionale di Sinistra Democratica

 

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EmiNews 2007

 

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