20090206 13:04:00 redazione-IT
dom Franzoni, don Mazzi, Hack, Vattimo, don Barbero: il dibattito su www.micromega.net
«Si sta cercando di creare le premesse per una legge proibizionista e negatrice del diritto fondamentale a governare liberamente la propria vita, qual è quella di cui è appena cominciata la discussione in Parlamento».
Stefano Rodotà commenta così, sul sito www.micromega.net, le ultime posizioni prese dal governo (ministro Sacconi) e da alcuni esponenti della maggioranza sulla vicenda di Eluana Elnglaro e sulla legge sul testamento biologico proposta dal Pdl. «È in atto un rifiuto istituzionale di rispettare una sentenza della magistratura. Siamo arrivati al grottesco, se non fosse in atto una tragedia, di chiedere l’immediato intervento del governo, forse con un decreto legge, per impedire che una sentenza passata in giudicato potesse essere eseguita».
Un atteggiamento che, secondo il giurista, si configura «come una sorta di rifiuto della legalità costituzionale». Rodotà commenta poi l’«assordante silenzio dell’opposizione», e in particolare del Pd sulla vicenda: «C’è una cecità politica in questo momento, perché anche in una situazione nella quale il favore dell’opinione pubblica è così forte, il Partito democratico è paralizzato dalle sue frange interne. un’opposizione così non ha futuro». Infine, torna ancora sulla legge sul testamento biologico «che ormai si profila come una legge non solo di restaurazione, ma come una legge che toglie ciò che già i cittadini hanno: andiamo verso una legge incostituzionale».
Sul sito di MicroMega, www.micromega.net, il dibattito è aperto:
don Enzo Mazzi, animatore della Comunità cristiana di base dell’Isolotto di Firenze, si chiede: «Chi ama di più la vita: la suorina che vorrebbe continuare ad alimentare forzatamente una donna in coma o il padre che ha scelto di generare di nuovo la figlia liberando la sua forza vitale da un corpo che la imprigiona da 17 anni?». E aggiunge: «C’è una critica che bisogna fare alle gerarchie cattoliche: l’incapacità a liberarsi dal dominio del sacro, cioè la tendenza a separare le sfere della nostra vita, ciò che è sacro da ciò che non lo è». «Eluana e suo padre», conclude don Mazzi, «stanno seminando senso positivo della vita con sofferenza ma anche con forza. A loro sento di dover essere profondamente grato».
don Franco Barbero, presbitero della Comunità cristiana di base di Pinerolo, dichiara: «Questo è un momento in cui la nostra inciviltà si deve mettere in discussione: non è possibile che noi non partecipiamo e non sentiamo il dolore. Come cittadino sono turbato da uno Stato che non rispetta le volontà di una cittadina e dei suoi familiari. Come credente mi sembra di vivere in una Chiesa che non ha scoperto l’umanità. La nostra Chiesa ci fa compiere un’esperienza di disumanizzazione». E infine lancia un appello: «Cosa aspettano i cristiani a svegliarsi, a parlare chiaro? Altrimenti avremo una casa fatta di Lebfreviani, di tradizionalisti, di razzisti».
Gianni Vattimo: «La tradizione della Chiesa cattolica si basa sul tenere i fedeli sotto minacce terroristiche. La vicenda di Eluana Eglaro dimostra che la Chiesa cattolica come istituzione non è riformabile, merita solo di essere distrutta. Siamo alla follia finale della Chiesa. Io non sono mai stato così consapevole della essenza diabolica della Chiesa cattolica come adesso».
Margherita Hack: «E’ vergognoso che gente che si dichiara cristiana si accanisca in modo fondamentalista contro una persona che è morta da 17 anni, che non ha nessun modo di difendersi e che quando era in vita aveva sempre dichiarato di non voler essere sottoposta all’accanimento terapeutico. Peggio ancora, però, è che siano i politici a intromettersi: chi vuol agire contro la sentenza della Corte di Cassazione, ma anche la passività della sinistra e del Partito democratico, che ha avuto una reazione estremamente debole contro l’ingerenza della Chiesa».
Giovanni Franzoni, ex abate dell’abbazia di San Paolo fuori le mura a Roma: «Se Eluana non percepisce nulla non si capisce in cosa consista questo suo vivere, se invece dovesse talvolta percepire la propria situazione, si tratterebbe di una orrenda tortura. Nella primitiva storia del cristianesimo il morire era una cosa naturale e un avvicinarsi alla vita eterna. C’è una notevole preoccupazione dei vertici vaticani nei confronti della modernità. La Chiesa ormai, non potendo più contare su una maggioranza reale, punta sulla ‘maggioranza morale’: cioè pretende di pesare di più in base a una presunta superiorità dei propri principi morali. E questo è antidemocratico».
Queste e altre dichiarazioni complete su www.micromega.net.
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6647-testamento-biologico-rodota-si-va-verso-legge-anticostituzionale
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EmiNews 2009
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