515 L’ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI STA CONOSCENDO UN INCREMENTO VERTIGINOSO

20051124 16:15:00 rod

L’economia italiana, il credito e le aziende degli immigrati
A Roma un incontro sul contributo dell’imprenditoria multietnica allo sviluppo locale

ROMA – L’attività imprenditoriale degli immigrati nel nostro Paese sta conoscendo negli ultimi anni un incremento vertiginoso. Una particolare vivacità – secondo i dati della Caritas aggiornati al giugno 2005 i titolari di azienda con cittadinanza straniera sono in Italia quasi 95.000 – che contrasta con la staticità dell’imprenditoria nazionale. Per inquadrare questo fenomeno, che appare in positiva evoluzione anche nell’area della capitale, si è svolto in Campidoglio il convegno, promosso dall’Assessorato alle Politiche per le periferie del Comune di Roma, dal titolo "Migranti, credito, sviluppo locale. Nuove relazioni economiche per la qualità sociale".
"Noi crediamo – ha spiegato nel corso dell’incontro l’assessore Paolo Carrazza – che le iniziative imprenditoriali degli immigrati vadano sostenute sia per favorire l’inclusione sociale delle comunità straniere, sia per valorizzare questa risorsa del mercato che favorisce la crescita delle periferie e dell’intera città. A tal fine abbiamo quindi promosso un bando per le imprese immigrate che ha consentito a 30 aziende di accedere ai finanziamenti previsti della legge Bersani per il sostegno della micro impresa delle aree disagiate. Oggi – ha proseguito Carrazza dopo aver ricordato che ogni impresa sarà seguita dagli uffici dell’autopromozione sociale del Comune – intendiamo sviluppare questo lavoro affrontando i problemi di sostenibilità che queste aziende dovranno superare, come ad esempio l’affitto dei locali, normalmente alle imprese degli immigrati vengono richieste 12 mensilità anticipate, e l’accesso al credito". L’assessore ha inoltre parlato della varietà delle aziende coinvolte nell’iniziativa che vanno dal take-away romeno, alla vendita di abbigliamento, fino alle pompe funebri con rito mussulmano.
La necessità di valorizzare nel mercato del lavoro italiano il patrimonio culturale e professionale degli immigrati è stato evidenziato da Cristina Foglia, conduttrice della rubrica "Mia Economia" di Sky TG24. La giornalista ha chiesto che alle imprese degli immigrati vengano concesse le medesime opportunità di sviluppo ed accesso al credito delle aziende a conduzione italiana.
Franco Pittau, Coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, ha ricordato la grande versatilità, mobilità e voglia di riuscire dei lavoratori immigrati. Uomini e donne che dovrebbero essere aiutati da una normativa sul soggiorno capace di dare maggiore stabilità alla presenza degli immigrati nel nostro Paese. Pittau ha inoltre parlato sia dell’esigenza di trasformare in imprenditori di se stessi i tanti stranieri – circa 500.000 – che operano nel campo dell’assistenza familiare e che potrebbero abbandonare questo settore per cercare lavori più idonei alla loro preparazione culturale, sia dello sviluppo di maggiori sinergie fra le numerose strutture, enti locali, camere di commercio, associazioni professionali, patronati e sindacati, che operano per il sostegno dell’imprenditoria immigrata. Un fare sistema, capace anche di favorire la proiezione sui mercati internazionali di queste aziende, che dovrebbe essere affiancato da una vera e propria campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla realtà degli stranieri in Italia. "La battaglia dell’immigrazione – ha infatti spiegato Pittau – sarà vinta quando le problematiche di questo contesto saranno comprese dalla gente comune".
Fra gli altri interventi, oltre a quello di Grazia Naletto dell’associazione antirazzista Lunaria che ha ribadito l’importanza di un permesso di soggiorno meno precario, ricordiamo la testimonianza di Luci Zuvela, presidente dell’associazione culturale delle donne slave (LIPA), che ha auspicato una profonda revisione, volta ad una maggiore apertura, delle politiche di riconoscimento dei titoli di studio degli immigrati. Marco De Giorgi, dell’Ufficio antidiscriminazioni del Dipartimento per le Pari Opportunità, ha rilevato come a tutt’oggi il progetto di cittadinanza economica degli immigrati sia soprattutto ostacolato dalle discriminazioni che si verificano nel campo del lavoro e nell’accesso al credito.
Un problema quello dello sfruttamento dei lavoratori stranieri che è stato sottolineato anche da Piero Soldini, responsabile per l’immigrazione della Cgil. Il sindacalista ha auspicato la realizzazione di un permesso di soggiorno di autotutela che consenta agli occupati stranieri in nero di denunciare, così come oggi avviene per le vittime di sfruttamento sessuale, le vessazioni dei datori di lavoro. Dopo aver chiesto un’offerta pubblica di case per gli immigrati, Soldini ha sottolineato come al momento il rinnovato interesse delle banche per le comunità straniere potrebbe trovare un importante stimolo di credibilità nell’assunzione, da parte degli stessi istituti di credito, di impiegati immigrati. Una strada multietnica che appare valida anche per gli altri servizi e per il pubblico impiego.
Del positivo trend di crescita di questo settore dell’imprenditoria ha invece parlato Francesco Grande, responsabile degli studi economici della Camera di Commercio di Roma. Un notevole dinamismo, quello delle aziende gestite da stranieri, che influisce positivamente sui processi di integrazione delle comunità. "Gli immigrati – ha infine aggiunto Grande – non vengono in Italia per fare gli imprenditori ma lo diventano solo dopo aver seguito un percorso di acquisizione delle conoscenze necessarie". (Goffredo Morgia-Inform/Emigrazione Notizie)

 

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