484 IMMIGRAZIONE: PER IL PATRONATO CISL, UNA SCELTA LIBERA DA TUTELARE

20051115 13:25:00 rod

Cuneo – Nei giorni del disagio degli immigrati in Francia, le risposte dell’Inas-Cisl in un seminario

Si è svolto questa mattina a Cuneo il primo seminario nazionale organizzato da un patronato per parlare di tutela degli immigrati. L’iniziativa dell’Inas-Cisl, è stata realizzata per presentare uno strumento che cambierà il modo di pensare l’assistenza agli stranieri nel nostro Paese, come hanno spiegato i dirigenti del Dipartimento Emigrazione/Immigrazione dell’Inas:

Si tratta del protocollo – in via di definizione – tra patronati e ministero dell’Interno, che affiderà ai primi l’assistenza agli immigrati per quanto riguarda l’informazione, la compilazione e l’invio della domanda per permessi e carte di soggiorno. La scelta di Cuneo per il seminario è dovuta al fatto che “qui si è tenuta la prima sperimentazione relativa all’assistenza agli immigrati, con risultati molto positivi. Risultati che vogliamo trasferire anche a livello nazionale – attraverso la collaborazione tra il patronato, gli altri servizi, le categorie, con un ruolo forte delle Ust -Cisl – per fare sì che le norme siano conosciute da tutti, consentendo così una reale affermazione della legalità. Un’attività, questa, in cui l’Inas manterrà la propria identità, data dalla tutela individuale, da integrarsi con quella collettiva della Cisl. Inoltre, questo importante lavoro si avvarrà anche della rete delle associazioni come Caritas e Migrantes e da istituzioni come l’Inps”, come ha spiegato il presidente dell’Inas-Cisl Giancarlo Panero. “Solo coniugando il riconoscimento delle identità – derivante dal confronto tra l’immigrato e gli italiani – con la sussidiarietà della valorizzazione dell’associazione sindacale dei progetti sul territorio e con la solidarietà, sarà possibile rendere lo straniero un nuovo cittadino italiano, non solo da considerare per l’aspetto utilitaristico”, ha detto Panero. Visione, questa, condivisa da Franco Pittau, curatore del Dossier statistico sull’immigrazione di Caritas/Migrantes: “Da noi non si corre il rischio, come in Francia, che l’immigrazione esploda come un problema nelle periferie. Ma c’è la possibilità che essa stessa diventi una periferia, una marginalità. I flussi migratori sono per l’Italia una realtà strutturale di dimensioni rilevanti. Ad essa bisogna applicare un’idea di convivenza che contrasti la visione dell’immigrato come subordinato”. Dunque, come ha detto il presidente dell’organismo nazionale di coordinamento per le Politiche di integrazione sociale degli stranieri del Cnel, Giorgio Alessandrini, “oggi il tema centrale sono le modalità di inserimento degli immigrati nella società, sulla base di un ordinamento – previsto dalla legge Turco- Napoletano – che sottende un modello di integrazione per l’impegno sul terreno complicato del rispetto delle diversità, nell’osservanza delle norme”. Una prospettiva realizzabile – questa – a partire dalla fondamentale azione del patronato che, come ha rilevato Gustavo De Santis, della Fondazione Pastore, l’Inas in parte già svolge. E la sperimentazione di Cuneo l’ha dimostrato, come confermato da Gianfranco Pantaleo dell’Inas Cuneo, anche grazie alla stretta collaborazione con il sindacato e con le istituzioni. “In effetti – ha confermato Enrico Scala, della questura di Cuneo – il lavoro al fianco del patronato ci ha fornito una prospettiva del tutto nuova, culturalmente viva, delle esigenze e della realtà degli immigrati, che noi non avevamo prima di questa esperienza”. Nelle conclusioni, Matteo Carena, segretario generale della Cisl di Cuneo, ha messo in evidenza come la questione dell’immigrazione si stia trasformando: da sfida per il Paese, con la necessità di coinvolgere gli stranieri, a sfida del Paese, in cui immigrati e italiani lavorano insieme per raggiungere nuovi orizzonti. Quegli orizzonti di legalità, giustizia e centralità della persona che l’Inas – in totale concordanza con i valori della Cisl – contribuirà a perseguire, anche di fronte alle sfide che una nuova visione delle migrazioni impone.

 

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