20080521 18:45:00 redazione-IT
NEL 1992 UNO SCIOPERO DEI LAVORATORI IMMIGRATI E SVEDESI IN RISPOSTA AL RAZZISMO
di Antonella Dolci
Negli anni ’80, in un periodo in cui la disoccupazione era in aumento e crescente il numero di richiedenti asilo provenienti da paesi extraeuropei, manifestazioni di razzismo (scritte, gruppetti di estrema destra) coinciarono ad essere all’ordine del giorno in Svezia.
Contro questo si formò una piattaforma di collaborazione, Fermiamo il razzismo, che includeva associazioni di immigrati e movimenti e partiti di sinistra. La piattaforma criticava anche la politica statale nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
I gruppetti neonazisti e razzisti iniziarono a fare dimostrazioni per strada, quasi sempre “disturbate” dai gruppi antirazzisti.
È rimasta celebre la foto del 1985 di una vecchia signora che, nella cittadina meridionale di Växjö, insegue con una borsa un gruppetto di naziskin con bandiere svedesi, per dare una borsata in testa ad uno dei porta stendardi..
Uno spostamento a destra dell’opinione pubblica rendeva il limite di tolleranza per espressioni, opinioni e comportamenti razzisti più ampio. Si rivendicava il diritto “ di tutti ad esprimere le proprie opinioni” e cose del genere. Nel miglior dei casi, si suggeriva di lasciarli fare e non dargli importanza: era la miglior medicina. Altri invece descrivevano gli scontri tra neonazisti e razzisti con antifascisti come “scontri tra opposti estremismi”.
Verso la fine degli anni 80 si producono episodi più gravi di violenza per strada e di maltrattamenti che portano sino alla morte. Gli scontro nelle strade tra gruppi neonazisti e neofascisti erano diventati più frequenti.
Nel 91 era entrato per la prima volta in parlamento un gruppo di estrema destra e dichiaratamente anti immigrati, Ny Demokrati.
La situazione peggiorò nel 91-92, quando una serie misteriosa di attentati ebbe luogo a Stoccolma contro immigrati (iraniani, africani) con un’arma laser. Circa 9 attentati, se ricordo bene, di cui uno mortale e due che procurarono alle vittime danni per tutta la vita. Tutti parlavano dell’uomo del laser. Ed allora nacque l’idea, in alcuni gruppi di immigrati, giornali dell’immigrazione ecc. di organizzare uno sciopero di un’ora con il motto:Senza noi immigrati si ferma la Svezia. L’idea era che badanti, conduttori di autobus e di metro, infermiere ed aiutoinfermiere, ecc ecc, tutte le professioni in cui enorme era il numero di persone di origine straniera, si fermassero per un’ora. Alla preparazione dello sciopero cominciarono a collaborare anche organizzazioni di emigrati europei(italiani, finlandesi ecc.) e fu allora che avvenne il mutamento di rotta. Infatti i telefoni delle associazioni che avevano costituito il comitato per lo sciopero ricevevano una pioggia di telefonate, sia di singoli che di associazioni, movimenti per i diritti umani , pensionati ecc che dicevano che volevano aderire alla manifestazione.
Non pareva logico tenere gli svedesi fuori, per cui si cambiò la manifestazione in una fermata totale di cinque minuti, in silenzio, contro il razzismo e la zenofobia.
Mi pare che avvenne nel febbraio del 1992 e fu un enorme successo. La gente uscí dai negozi e rimase ferma per sstrada e si fermarono molti autobus , scuole, asili ecc.
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EmiNews 2008
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