5127 Da Chianciano parta il nostro "Manifesto per l'Europa"

20080624 21:12:00 redazione-IT

Il voto sulla direttiva rimpatri e l’esito negativo del referendum in Irlanda sul Trattato di Lisbona sono senza dubbio due brutti segnali che ci arrivano dall’Europa.

Il primo é stato un pessimo debutto legislativo del Parlamento europeo nel campo degli affari interni che conferma la decisione presa dai rappresentanti dei 27 governi europei, compresi quelli di sinistra. E le reazioni di protesta delle organizzazioni non governative, della Chiesa, della maggior parte dei governi africani e sud-americani dimostrano quanto pericoloso sia questo passo indietro di un’Europa che invece di trovare politiche comuni di integrazione, si rifugia in una regola che asseconda le paure alimentate dalle destre, discrimina e punisce gli immigrati in quanto tali.

Il secondo rischia di bloccare o per lo meno di mettere a repentaglio l’approvazione di un Trattato che, lungi dall’essere perfetto, comunque fornisce all’ Unione Europea regole e strumenti che le permetterebbero di fare meglio fronte alle sfide interne ed esterne che é chiamata ad affrontare.

Il vento che spira in Europa ha dunque virato vorticosamente verso destra? Ottocentomila irlandesi (meno del 1% della popolazione europea) possono con un NO fatto di paure e pregiudizi arrestare un processo politico che coinvolge tutta l’Europa?

Credo sia necessario dare delle risposte a queste domande e che il tema "Europa" entri di peso nell’agenda politica e programmatica di Sinistra Democratica in vista della sua prima Assemblea Nazionale di Chianciano.

E non solo in termini di appartenenza a questo o a quel gruppo politico; occorre una riflessione seria ed approfondita sul tema "Europa" nella sua globalità: sulla funzionalità delle sue istituzioni, sulla definizione delle sue politiche, sul rilancio del processo di integrazione, sul ruolo dell’Unione Europea nel panorama geo-politico internazionale. Che l’”europeismo” non sia una concetto astratto da sventagliare opportunisticamente con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali ma un tema fondante della Costituente della Sinistra italiana che vuole partire da Chianciano.

A cominciare da una posizione netta sulla ratifica del Trattato di Lisbona che non si deve assolutamente arrestare e deve entrare in vigore prima delle prossime elezioni europee, perché se é vero che ogni stato membro ha il diritto di rifiutare impegni ulteriori, é altresì vero che non si possono vietare i progressi degli altri.

Ma non basta. Il metodo intergovernativo che decide e poi delega ai referendum nazionali non funziona, perché ogni categoria vede solamente i propri interessi e non valuta l’interesse generale, cosa che solo un Parlamento legittimamente eletto può fare. Il processo di riforma deve oltrepassare il trattato di Lisbona, a partire dal riconoscere poteri costituenti al Parlamento Europeo e dal coinvolgimento reale di movimenti, di associazioni, di cittadini.

Ed é per questo necessario da parte di Sinistra Democratica un esercizio quotidiano di informazione e di verità che contrasti politicamente chi (governo, partiti, stampa) contribuisce a intrattenere l’immagine di un’Europa burocratica e politicamente irresponsabile a dispetto degli inequivocabili benefici e risultati che quotidianamente l’Unione Europa con le sue politiche mette a disposizione dei suoi cittadini, a cominciare dai Fondi strutturali, fino alla politica monetaria ed alle regole sulla concorrenza.

Ha ragione il Capo dello Stato Giorgio Napolitano nel puntare l’indice contro quei governi che hanno utilizzato ed utilizzano in questi anni l’Unione Europea come "capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze".

Occorre avanzare un pensiero forte che contrasti le nostalgie nazionaliste che temono l’Europa sovra-nazionale, richiedono potere ai governi, predicano la chiusura dei mercati, vogliono zittire e limitare il ruolo delle istituzioni comunitarie (Banca centrale, Commissione e Parlamento europeo).

Occorre rilanciare, articolando una grammatica comunitaria che non ignori i settori strategici da tutelare contro gli assalti esterni (alcuni parti del commercio, quote alimentari, energia) ma che allo stesso tempo proponga una governance multilaterale capace di imprimere un volto europeo alla globalizzazione, secondo una sintesi di libertà politica, competitività economica,diritti, che tuteli e difenda l’uguaglianza sociale e garantisca la ridistribuzione delle risorse.

Una grande forza di Sinistra in Italia ed in Europa deve presentare un’alternativa credibile ed incisiva, da costruire insieme alle altre forze e non solo all’interno del PSE. Anche se la presenza di Martin Schulz a Chianciano dimostra quanto sia forte e convinto l’ancoraggio di Sinistra democratica al gruppo socialista, per fare fronte all’offensiva di questa destra che governa nella grande maggioranza dei paesi europei, occorre aprire un confronto continuo con tutte le forze di Sinistra e ambientaliste in Europa.

La compattezza con la quale i parlamentari europei della Sinistra arcobaleno che, pur appartenendo a tre gruppi parlamentari distinti, hanno votato contro la direttiva sui rimpatri, hanno impedito l’attuazione della direttiva Bolkenstein sulla privatizzazione dei servizi e si opporranno alla proposta di aumentare gli orari di lavoro fino a 65 ore settimanali, dimostra quanto concreta possa essere questa collaborazione.

E`francamente desolante assistere ad un dibattito nazionale in cui si cercano nuove e strumentali collocazioni politiche in Europa senza parlare di contenuti, di modelli, di idee che diano risposte a problemi quali la questione dell’aumento dei prezzi del petrolio e delle derrate alimentari, la carenza delle risorse energetiche, la precarietà in cui versano milioni di famiglie.

L’Europa nata sulle ceneri della seconda guerra mondiale deve contrastare il riemergere di fenomeni pericolosi come l’ intolleranza e la xenofobia, preservare il suo essere accogliente e tollerante, promuovere la cultura della pace e dell’integrazione dei popoli.

Abbiamo bisogno di un attore politico globale che sappia raccogliere queste sfide. Ma per farlo l’Unione Europea deve migliorare la sua capacità decisionale, rendere più legittime le sue istituzioni, più efficaci le sue politiche.

In Italia, il risultato delle ultime elezioni ha respinto il falso mito dell’autosufficienza, ha segnalato che i confini politici e geografici della sinistra vanno allargati. Ed allora credo che un confronto sull’Europa e sulle diverse realtà politiche europee sia necessario al nostro dibattito su quale sinistra costruire nel nostro paese.

Per questo a Chianciano vorrei proporre di dare vita ad un gruppo di studio per l’elaborazione di un "Manifesto per l’Europa", che coinvolga tutti i partecipanti, i rappresentanti locali e nazionali, aprendo un confronto e sperando che si possa dare, anche grazie all’Europa, un contributo alla definizione politica-ideologica e culturale di un nuovo soggetto della Sinistra italiana.

Lanfranco Fanti

 

 

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