3806 La Ministra Emma Bonino incontra gli imprenditori italiani nella sede ICE di New York

20071031 10:26:00 redazione-IT

di Silvana Mangione

Promozione ad alto livello, decentramento, coinvolgimento degli imprenditori: queste le chiavi proposte dal Ministro per il Commercio internazionale e per le politiche europee, On. Emma Bonino, in viaggio lampo a New York.

All’incontro affollatissimo nella sede dell’ICE, che si fregia dello splendido quadro di De Chirico, “Le Muse Inquietanti”, donato nel 1981 dall’Italian Wine and Spirit Industry, la Bonino è stata presentata dal direttore e coordinatore per il Nord America, Aniello Musella, dall’attaché commerciale dell’ambasciata Stefano Beltrame e dal Console Generale di New York, Francesco Maria Talò, che hanno ricordato, rispettivamente, i dati positivi della bilancia commerciale Italia – USA; il successo delle nostre tecnologie, protagoniste della missione Esperia (antico nome greco dell’Italia) dello shuttle Discovery; la necessità di impostare un’azione di aggiornamento dell’immagine Italia, che non può in alcun modo essere affidata alla Parata di Columbus Day, né circoscritta alla sola Manhattan.

La Bonino ha esordito dicendo di essere venuta per ascoltare gli input di imprenditori, economisti e giornalisti presenti, stimolando il dialogo con alcune sottolineature. Fermo restando che si devono fare i conti con due elementi incontrollabili: il dollaro debole e il prezzo crescente del petrolio, la nostra bilancia commerciale tiene, gli investimenti italiani in USA stanno crescendo, bisogna rafforzare le esportazioni dirette e accertare l’entità del fenomeno della triangolazione industria italiana/produzione in Cina/esportazione in USA, visto che «non si può rallentare o impedire alle nostre imprese di investire in Cina». Due sono le linee di azione che il Ministro suggerisce inizialmente: quella interna attraverso gli opportuni interventi nella Finanziaria, sul welfare e per le liberalizzazioni, anche se ammonisce che «il mantenimento dello status quo è ampiamente bipartisan nel nostro Paese»; quella proiettata verso l’esterno, per l’applicazione della legge 394/81 sui provvedimenti per il sostegno delle esportazioni, facilitata da un aumento della disponibilità del suo Ministero cui questa Finanziaria attribuisce €20 milioni in più, dai fondi di promozione straordinaria e di start-up con la Simest per l’aggregazione e l’internazionalizzazione delle PMI (€4 milioni nel 2007 e ulteriori €3 milioni nel 2008). La Bonino, insieme a tutti gli addetti ai lavori presenti, afferma che: «il mercato USA non è ancora maturo, vale a dire non è ancora saturo, è aperto ad altre esportazioni, bisogna capire come rafforzare la nostra presenza» e aggiunge: «Difendere l’esistente è compito mio, come procedere in altro senso è suggerimento vostro». Negli interventi che si susseguono a ritmo serrato, il Presidente della Italy-America Chamber of Commerce, Alberto Comini, cita le dichiarazioni odierne del Ministro del Tesoro americano, Henry Paulson, secondo cui la crisi economica c’è e non ha ancora toccato il fondo. Lucio Caputo, Presidente del Gruppo Esponenti Italiani palesa la preoccupazione per le previsioni di ulteriore apprezzamento dell’euro sul dollaro, la totale assenza di copertura giornalistica del successo della Selenia che per la missione Esperia è riuscita a fare con l’Agenzia Spaziale Italiana quello che la Boeing non era stata capace di fare e concorda che l’unica soluzione è quella di dare ancora maggior rilievo all’immagine dell’Italia. La necessità di eventi ad alto ritorno di immagine è sostenuta un po’ da tutti, insieme all’esigenza di aumentare il numero delle promozioni anche in campo agroalimentare, dove l’Italian sounding (il prodotto americano finto italiano) mette in pericolo i nostri raffinati prodotti DOP – di origine protetta. L’Italian sounding può anche non essere visto in termini di falsificazione, e quindi diventare fattore positivo della crescente appetibilità del prodotto italiano, purché sia accompagnato da un aumento esponenziale del chiarimento della differenza fra l’originale e l’imitazione. Secondo Luciano Moresco il marchio Made in Italy nell’abbigliamento tiene ancora e si colloca sempre più in fasce alte o altissime di mercato, pur essendo penalizzato dalle esose tariffe dei dazi sulle importazioni. Al problema delle promozioni a pioggia di iniziativa regionale, provinciale, comunale, la Bonino risponde: «Non posso certo cambiare la Costituzione italiana. Per coordinare le Regioni ci vogliono soldi o potestà ed io non ho né gli uni né l’altra. Premendo sugli interessi locali gli imprenditori spingono governatori, presidenti e sindaci, che prima o poi devono essere rieletti. Ho già visitato tredici Regioni e intendo andare a parlare con tutte. Bisogna trovare il modo di fare sinergia per non disperdere soldi ed efficacia. Ad esempio, che significato hanno i gemellaggi di Comuni, grandi e piccoli con piccole realtà USA?». Gualtiero Tamburini dell’Assoimmobiliare loda il Governo che ha varato norme che favoriscono gli investimenti stranieri in Italia. Berardo Paradiso, presidente dello IACE (Italian American Committee on Education) insiste sul ruolo fondamentale dell’insegnamento dell’italiano in USA, che ha ormai sorpassato il francese, e della formazione di giovani americani in Italia.
In conclusione il Ministro conferma i suggerimenti venuti dal pubblico: visibilità, qualità, raffinatezza e appeal alle fasce alte dei consumatori USA, da promuovere con i quasi €100 milioni di sua dotazione (paragonati ai 400 della Germania); uscire dalle grandi città; rilanciare “l’italiano vero” senza perdere tempo nella battaglia contro l’Italian sounding. In parole povere, intervenire preventivamente per il contenimento della possibile futura curva negativa. «La bilancia commerciale italiana è passata da un deficit di €15 miliardi a 6 e, se non ci fosse la bolletta energetica, avrebbe segno positivo. I francesi, il cui deficit è di €44 miliardi è venuto a chiedere consigli e lumi all’Italia». Contro l’improvvisazione dell’ultimo minuto «abbiamo varato piani triennali. Gli investimenti italiani in USA sono passati da €5 miliardi del 2006 a già oltre 7 miliardi nel 2007. In senso inverso il problema sta nel fatto che gli americani amano l’Italia, ma dialogano con Londra, Francoforte e Madrid, perché i nostri tempi burocratici e giudiziari sono folli, perfino per gli acquisti immobiliari. L’attrazione dei giovani stranieri in Italia e la diffusione della lingua e della cultura sono veicoli fondamentali di fidelizzazione, la cui importanza non è ancora percepita appieno se paragonata, ad esempio, al fatto che 6.000 cinesi sono andati a studiare in Irlanda». L’incontro è finito. Applaudiamo con calore e sincerità. Poi, due battute fuori microfono. La prima sull’effetto dirompente che qualunque modifica alla legge sul voto italiano all’estero potrebbe avere sull’enorme bacino di consumatori targati Italia. La Bonino pensa che non ci siano le condizioni per un effettivo cambiamento o per l’eliminazione di questa conquista civile e democratica. Infine le chiediamo: «Come va la battaglia per la moratoria delle esecuzioni capitali? Quali sono i Paesi europei che stanno in qualche modo remando contro?». Emma Bonino si dichiara fiduciosa che ce la si farà, malgrado l’effetto di rallentamento causato dalle posizioni drastiche di Paesi come Belgio, Olanda, ed altri del Nord Europa che vorrebbero, da subito, anche il veto alla pena di morte in tutto il mondo.
Silvana Mangione

 

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