20071207 10:33:00 redazione-IT
”Io sono della destra sociale, spesso definita statalista nonchè assistenzialista. Ma non posso che strabuzzare gli occhi nel leggere proposte di una demagogia assistenzialista al cubo da parte di due parlamentari esponenti del centrodestra liberista – scrive Gian Luigi Ferretti su L’Italiano, il quotidiano che dirige, a proposito delle prese di posizione della senatrice Rebuzzi sull’assistenza sanitaria – e continua: “Se un italiano va a vivere ai Caraibi dubito lo faccia per andare a lavorare nelle miniere di carbone. Sospetto che lo faccia per una sua scelta di vita: pancia al sole, costo della vita modico, ragazze belle e disponibili. Scelta che rispetto e per certi versi invidio. Ma io – che esco il mattino presto nell’aria fredda di dicembre e ritorno a casa la sera tardi per andare a lavorare e pagare fin troppe tasse – non riesco a capire perchè dovrei pagare un’assicurazione sanitaria all’italo-caraibico. Sia detto con tutto l’affetto che ho per gli italiani nel mondo. Figuriamoci come la pensano quelli che questo affetto non lo hanno. Via, siamo seri”.
Ferretti ritorna anche sul caso delle dimissioni di Rapanà da Vicesegretario del Cgie, dimissioni più volte annunciate ma mai presentate.
” Vorrei parlare seriamente delle famose dimissioni di Giovanni Rapanà da Vicesegretario del Cgie, per quanto mi renda conto che ce ne vuole per accostare l’avverbio seriamente alle dimissioni di Rapanà” – è l’inizio della sua argomentazione, che, prendendo spunto dalla notizia che la Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro deve considerare dimissioni a tutti gli effetti quando un lavoratore, sia pure in un momento d’ira, dice che se ne va. Continua pertanto Ferretti: “ Mi pare del tutto evidente l’analogia, anche se Giovanni Rapanà le dimissioni non le ha date per uno scatto d’ira. No, le ha dapprima date a Miami alla Conferenza continentale e poi le ha date davanti al datore di lavoro cioè l’Assemblea Plenaria del Cgie.
Quindi le sue dimissioni devono essere considerate valide a tutti gli effetti e si deve provvedere al più presto a votare il sostituto. Adesso ce lo dice addirittura la Cassazione. A questo punto sarebbe meglio se il suo consigliori la smettesse di istigarlo a resistere, resistere, resistere”.
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EmiNews 2007
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