20090116 17:05:00 redazione-IT
Gaza – Infopal/Eminotizie. Il ministero dell’Istruzione palestinese ha reso noto che in 21 giorni di massacri israeliani contro la Striscia di Gaza assediata e sigillata, sono stati uccisi 335 bambini e feriti altri 1497.
Ad ammazzarli sono stati missili ad uranio impoverito e bombe al fosforo, armi non convenzionali proibite dalle convenzioni internazionali, lanciate dagli aerei da guerra israeliani, dagli F16, dagli elicotteri apache, dall’artiglieria e dai carrarmati.
Il ministero, in un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it a Gaza ha ricevuto una copia, ha confermato che "i brutali crimini commessi dall’esercito di occupazione israeliano contro i bambini della Striscia di Gaza sono intenzionali. Essi intendono colpire selvaggiamente ogni aspetto dell’umanità".
Il ministero ha aggiunto che gli effetti della guerra di distruzione non si limitano all’uccisione fisica, o ai danni inflitti in modo permanente, ma causano anche devastanti problemi psicologici. Gli attacchi aerei, i bombardamenti di cielo, terra e mare, le sparatorie a tappeto, causano ai bambini insonnia, enuresi notturna, dislessia, panico, terrore di venire uccisi e altri disturbi. Le loro abitazioni, scuole, moschee, ospedali sono diventati luoghi insicuri, a causa dei feroci bombardamenti, e non esiste riparo alcuno per loro. Questo li rende ancora più fragili, insicuri e impauriti.
Il ministero dell’Istruzione ha accusato Israele di violazione della legge internazionale, in particolare la IV Convenzione di Ginevra, che chiede la protezione dei civili durante le guerre.
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Perché i bambini palestinesi vengono uccisi?
Mohammad Habib, corrispondente Infopal da Gaza
La piccola Hadil, approfittando delle tre ore della cosiddetta tregua “umanitaria”, è uscita dalla scuola dove si è rifugiata insieme agli altri quattro membri della sua famiglia, per cercare tra le macerie della sua casa, bombardata dagli aerei da guerra israeliani, quanto è rimasto dei suoi vestiti e giocattoli.
Hadil è seduta sulle rovine della sua casa, con gli occhi lacrimanti e la speranza di trovare ancora un giocattolo o un vestito pulito.
Nella stessa situazione di Hadil si trovano centinaia di altri bambini che hanno perso tutto – casa, abiti, giochi, libri, familiari, scuola -, quando sono stati così fortunati da non aver perso anche la vita.
Chi di noi non ha visto il piccolo Luai Subh, il bambino che abita a nord della Striscia di Gaza? I suoi occhi sono stati letteralmente sciolti dalle armi chimici usate dagli israeliani, quando, la scorsa settimana, hanno bombardato la sua casa. Luai è condannato alla cecità permanente.
E chi non ha visto in televisione la piccola Jamila al-Hayash, rimasta senza gambe a causa di un missile israeliano che si è abbattuto su di lei e sui suoi cugini mentre stavano giocando sulla terrazza di casa?
Nello stesso bombardamento è stata uccisa sua sorella Jalila di 11 anni, sua cugina Isra’a di 13, e suo cugino Mohammad ha perso la gamba sinistra.
I bambini della Striscia di Gaza, che rappresentano il 56% dell’intera popolazione, lottano per sopravvivere all’aggressione israeliana, "Piombo fuso", iniziata il 27 dicembre 2008.
L’"Associazione per i Diritti del bambino" denuncia la minaccia rappresentata dal proseguimento dell’escalation israeliana contro la Striscia e dell’assedio: manca il cibo, l’acqua, la luce, le medicine, il carburante. Ogni diritto umano, anche più elementare, è violato.
Il dott. Eyad al-Sarraj, psichiatra e direttore del GCMHP – Gaza community mental health program (Programma per la salute mentale di Gaza) -, ha dichiarato: "I bambini di Gaza sono sotto shock. Sono molto disturbati dai continui bombardamenti. Soffrono di ansia, sono terrorizzati, provano odio. Fare la pipì addosso è diventata la norma".
Al-Sarraj ha chiarito che i bambini sono esposti a un danno psicologico a lungo termine: "Hanno perso, dentro di sé, la figura del padre, o dell’adulto, come loro protettore, perciò, per sostituirla, tentano di unirsi ai gruppi armati".
www.infopal.it
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EmiNews 2009
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