20091117 13:41:00 redazione-IT
Anche gli oltre 6.000 frontalieri italiani occupati nella Repubblica di San Marino, analogamente a quelli in Svizzera, sarebbero ingiustamente sottoposti, per le medesime ragioni, ad un ulteriore ingiusto tributo, oltre alle imposte che già pagano ad entrambi gli Stati, italiano e sammarinese, qualora non venissero esentati dallo scudo fiscale: di seguito il comunicato in proposito del Consiglio sindacale interregionale Emilia Romagna – Marche – Repubblica di San Marino, composto da CGIL, CISL e UIL per parte italiana, da CDLS e CSdL per parte sammarinese.
Insieme ai colleghi responsabili nazionali frontalieri di CISL e UIL, chiederemo al più presto un incontro con i Comitati per gli Italiani all’Estero di Camera e Senato, per affrontare e cercare di risolvere definitivamente la questione, impegnando il Governo ad esentare dallo scudo fiscale tutti i frontalieri italiani, che non soltanto non sono evasori internazionali, ma contribuiscono con le loro rimesse e con le imposte pagate e ristornate all’Italia, ad accrescere la ricchezza del Paese.
Claudio Pozzetti
Responsabile CGIL CSIR/frontalieri
[b]Scudo fiscale: i frontalieri non possono essere annoverati tra coloro che detengono illegalmente capitali all’estero!
È necessario fare piena chiarezza sulla esenzione dei frontalieri dallo scudo fiscale, per evitare il rischio di una non corretta interpretazione delle norme. Prendiamo atto della precisazione di oggi dell’Agenzia delle Entrate[/b]
10 novembre 2009- Il Consiglio Sindacale Interregionale San Marino – Emilia Romagna – Marche, da tempo è anch’esso impegnato a tutelare i lavoratori frontalieri, di fronte al rischio che – in mancanza della necessaria chiarezza – possa verificarsi una non corretta interpretazione delle norme italiane sullo scudo fiscale. Va sottolineato in premessa che si tratta di una problematica più generale, che riguarda tutti i lavoratori italiani occupati oltre confine, nei vari Stati con cui l’Italia è confinante.
Da parte sua il CSIR San Marino – Emilia Romagna – Marche si riconosce nelle posizioni e iniziative assunte dalle Confederazioni Sindacali italiane e dai Consigli Sindacali Interregionali numericamente più consistenti, come quello dei lavoratori italiani occupati in Svizzera, dalle quali sono scaturite anche due specifiche interrogazioni al Parlamento italiano, promosse dagli On.li Farina, Narducci, Braga e Damiano (del PD), dall’On.le Cosio (Lega Nord), e dal Sen. Butti (PDL).
Il CSIR San Marino – Emilia Romagna – Marcheauspica che, anche nel rispondere a tali interrogazioni, da parte delle autorità italiane venga fatta al più presto totale chiarezza circa l’esenzione dei frontalieri dallo scudo fiscale, così come è già stato fatto per i cittadini di Campione d’Italia e per coloro che lavorano negli organismi comunitari.
I lavoratori frontalieri, infatti, in qualsiasi paese lavorino, non possono in nessun modo essere annoverati tra coloro che esportano o detengono illegalmente capitali all’estero; al contrario, con le loro rimesse ed i ristorni fiscali, contribuiscono ad aumentare la ricchezza in Italia, in particolare quella dei territori di frontiera. Nello specifico, molte aziende sammarinesi hanno consolidato la prassi di versare i salari e gli stipendi dei propri dipendenti presso i loro istituti di credito di riferimento, dai quali i lavoratori attingono le loro retribuzioni. Una prassi, questa, perfettamente trasparente, e che in alcun modo può essere equiparata alla detenzione illegale di capitali all’estero.
Intanto prendiamo atto del comunicato stampa diffuso oggi dall’Agenzia delle Entrate, la quale precisa, in riferimento ai lavoratori italiani all’estero, che "nulla hanno a che fare con l’evasione internazionale."
Il CSIR San Marino – Emilia Romagna – Marche
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EmiNews 2009
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