11701 LOST GENERATION”: GLI SCATTI DI ALESSANDRO PENSO AL FESTIVAL HEAD ON di SYDNEY

20150505 00:21:00 redazione-IT

Si inaugura giovedì, 7 maggio, alle ore 18, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney la mostra "Lost generation" del fotografo romano Alessandro Penso. La mostra presso l’Istituto è stata allestita grazie al contributo di FILEF, Genovese Coffee, Photography Studies College di Melbourne e Viatour.
Si tratta di una raccolta di immagini che raccontano la situazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Grecia e Bulgaria.
La mostra è inserita, a pieno titolo, nel Festival Internazionale di Fotografia Head On che si svolge nella città australiana da diversi anni e con cui l’Istituto è giunto alla sua terza collaborazione.

Alessandro Penso ha fatto dell’immigrazione in Europa e nell’area del Mediterraneo il soggetto principale del suo lavoro negli aultimi anni, fotografando diverse situazioni tra cui migrant che lavorano nel settore agro-alimentare in sud Italia, la piaga dei giovani migrant in Grecia, i campi di detenzione a Malta, la crisi dei rifugiati in Bulgaria, in Francia, Spagna e Marocco.
"Lost generation" prende in considerazione, come si accennava, in particolare la Grecia e la Bulgaria, con la ben nota crisi economica che da anni colpisce questi ed altri Paesi europei.
In Grecia l’alto numero di rifiuti a richieste di asilo spinge i giovani migranti, spesso minorenni e soli, a nascondersi cercando di evitare la detenzione. Essi tentano di lasciare il Paese ellenico illegalmente perchè, qualora fossero scoperti, il loro "sogno europeo" si infrangerebbe.
La Bulgaria, dal suo canto, si è trovata improvvisamente ad essere crocevia di un flusso migratorio mai verificatosi con tale entità. Questo fenomeno, che ha colto il Paese totalmente impreparato, ha fatto dichiarare ai propri governanti che esso rappresenta la più grave emergenza umanitaria degli ultimi cento anni.
Estremamente onorato che il suo lavoro sia ospitato presso l’Istituto, Alessandro Penso ha ricordato che l’anno scorso l’UHNCR (agenzia ONU per i Rifugiati) ha dichiarato che globalmente il 2014 ha visto il più alto numero di migranti dalla Seconda Guerra mondiale. "Per questo motivo, per creare consapevolezza e solidarietà", sottolinea Penso, "è importante mostrare le condizioni in cui vivono queste persone".
"In questo periodo di emergenza umanitaria nel Mediterraneo", ha dal canto suo detto la direttrice dell’Istituto, Donatella Cannova, "il lavoro di Penso assume un’importanza particolare. La sua capacità di mettere a nudo certe situazioni, rappresentate con vero senso di comprensione e solidarietà, agisce come monito per coloro che hanno la responsabilità di dare risposte concrete al fenomeno della migrazione di massa da Paesi martoriati da conflitti e in preda al caos".
Recentemente i lavori del freelance romano sono stati pubblicati sulle rivista online Lightbox (gruppo Time) e Take. Nel 2014 Penso ha vinto il World Press Photo Award per una foto in campo rifuciati in Bulgaria (presente nella mostra) e il prestigioso Magnum Foundation Emergency Fund per continuare il suo lavoro nel Paese balcanico. Sempre nel 2014 Penso ha lavorato sulla situazione dei giovani migranti in Grecia, allestendo poi una mostra itinerante intitolata "The European Dream: Road to Bruxelles", che con il sostegno dell’UNHCR ha viaggiato esposta su di un container dall’Italia fino alla sede del Parlamento Europeo nella capitale belga.

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