20141024 12:41:00 redazione-IT
Certamente vi sarà sfuggita la notizia diffusa dai media italiani e dalle agenzie di stampa del taglio di quasi il 40%, previsto nella Legge di Stabilità 2015 predisposta dal governo, che colpirà il Fondo patronati. Se questo taglio dovesse essere approvato dal parlamento è evidente che i patronati non potranno più garantire l’attuale loro presenza sul territorio in Italia ed all’estero a tutela dei diritti sociali e previdenziali dei cittadini italiani e non è difficile immaginare che le prime sedi che i patronati chiuderanno saranno quelle all’estero con tutte le conseguenze negative per i servizi ai nostri emigrati.
Cittadini italiani residenti all’estero per i quali, in molte aree geografiche (come tutti noi ben sappiamo) solo gli uffici di patronato sono gli ultimi presidi di italianità ai quali possono rivolgersi per i loro bisogni di tutela e di assistenza, dopo la desertificazione della rete consolare italiana che vi è stata negli ultimi lustri.
A titolo di esempio di cosa significhino i patronati per l’Italia e gli italiani, in Italia ed all’estero, basta leggere quanto è stato affermato nella presentazione del Bilancio Sociale dell’INPS del 2013:
[i]“ (..) Questo risultato è stato possibile anche per la collaborazione fattiva dei Patronati sul territorio che tanto lavoro hanno svolto anche per consentire l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Al riguardo, detto per inciso, è stato stimato che per garantire lo stesso livello di servizio e accessibilità oggi assicurato dalla capillare rete di sportelli dei Patronati, la Pubblica Amministrazione dovrebbe aprire e gestire circa 6.000 nuovi uffici permanenti. In particolare, l’INPS dovrebbe aumentare gli organici di 5.350 unità. In termini economici, il sistema dei Patronati garantisce un risparmio annuo di 564 milioni di euro per L’INPS occorrenti per garantire annualmente gli stessi servizi. Va, inoltre, ricordato che tali conteggi non considerano l’attività che i Patronati svolgono all’estero a favore dei cittadini là residenti.(..)”.[/i]
Ed a quest’ultimo proposito, sempre secondo i dati dell’INPS, mi sembra importante ricordare che i patronati italiani all’estero – oltre all’attività relativa alla tutela dei diritti dei connazionali nei confronti degli istituti previdenziali locali ed italiani – vengono coinvolti annualmente nella gestione di circa 400’000 pensioni di emigrati tra cui, per esempio, le attestazioni di esistenza in vita e ben 212’358 dichiarazioni reddituali.
Tutto questo, per sollecitare una nostra protesta nei confronti del governo italiano per questo incredibile provvedimento e sollecitare tutti i Comites nel mondo a sostenere le iniziative già programmate dal CE.PA. dal prossimo 27 ottobre:
Raccolta firme dei cittadini su petizione cartacea e on-line;
Manifestazione in tutte le città davanti alle Prefetture, alle sedi Inps e Inail ed all’estero davanti ai Consolati;
Incontri con i Parlamentari;
Chiusura per protesta degli uffici di Patronato in Italia e all’Estero;
Manifestazione nazionale a Roma dei lavoratori del Patronato;
Invio massiccio di documenti in tutti i canali informatici del Governo.
Certo che tutto il Cgie concorderà con la necessità di attivarci immediatamente per contribuire a far ritornare il governo su questa scellerata decisione di tagliare in modo così pesante il Fondo patronati, l’occasione è gradita per porgere un cordiale saluto.
Dino Nardi, consigliere Cgie
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