{"id":9976,"date":"2017-04-15T19:02:50","date_gmt":"2017-04-15T17:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/9258-assemblea-generale-onu-cosa-dice-il-sud-del-mondo\/"},"modified":"2019-06-20T14:20:05","modified_gmt":"2019-06-20T14:20:05","slug":"9258-assemblea-generale-onu-cosa-dice-il-sud-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=9976","title":{"rendered":"9258 ASSEMBLEA GENERALE ONU: COSA DICE IL SUD DEL MONDO"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20110929 00:08:00 redazione-IT<\/p>\n<p>SUDAFRICA \u2013 \u201cIn questa fase in cui si cerca un ritorno alla normalit\u00e0 in Libia, chiediamo la fine delle ostilit\u00e0 e la fine dei bombardamenti della Nato\u201d: lo ha chiesto dal Palazzo di Vetro il presidente Jacob Zuma, ricordando che il suo paese, insieme all\u2019Unione africana, si \u00e8 sempre opposto all\u2019opzione militare in Libia. Zuma ha espresso preoccupazioni per la circolazione di armi in Libia e chiesto misure urgenti per fermare le discriminazioni ai danni dei migranti subsahariani. Pieno sostegno \u00e8 stato garantito alla richiesta del riconoscimento di uno Stato Palestinese, ma anche alla lotta del popolo sahrawi. Zuma ha chiesto inoltre che venga rimosso l\u2019embargo economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da circa mezzo secolo.<\/p>\n<p>PARAGUAY \u2013 Riportare l\u2019uomo e la dignit\u00e0 umana al centro delle preoccupazioni dei governanti, per cercare di ridurre i divari e le ingiustizie in un mondo in cui prevalgono gli interessi economici sui valori: \u00e8 stato il perno dell\u2019intervento del presidente Fernando Lugo M\u00e9ndez. \u201cNon \u00e8 logico che i nostri paesi \u2013 ha detto Lugo riferendosi all\u2019America Latina \u2013 proprio quelli che esportano risorse naturali, ossigeno, cibo, energie rinnovabili, quelli che generano la ricchezza altrove, stiano camminando nella povert\u00e0\u201d. Anche Lugo ha Lugo ha attirato l\u2019attenzione sull\u2019embargo imposto all\u2019Avana, auspicandone la fine.<\/p>\n<p>MOZAMBICO \u2013 Servono \u201capprocci multilaterali\u201d in questo momento \u201ccritico\u201d segnato dagli effetti della crisi finanziaria, dall\u2019aumento dei prezzi di cibo e petrolio, da rinnovate tensioni in Nord Africa e Medio Oriente, da malattie e da frequenti disastri naturali. Lo ha detto il presidente Armando Emilio Guebuza, insistendo sull\u2019importanza dei processi di mediazione nella risoluzione delle crisi e dei conflitti, tema di questa 66ma Assemblea dell\u2019Onu in corso fino al 30 settembre.<\/p>\n<p>TANZANIA \u2013 Un\u2019azione globale e concertata per ripristinare la stabilit\u00e0 economica e non cadere in una recessione mondiale che avrebbe conseguenze devastanti per i paesi poveri: l\u2019ha chiesta il presidente Jakaya Mrisho Kikwete durante il dibattito generale all\u2019Assemblea generale delle Nazioni unite. \u201c\u00c8 triste vedere che nessun progresso sia stato compiuto nelle riforme del Consiglio di sicurezza per una maggiore integrazione dei paesi dell\u2019Africa, dell\u2019America latina e dell\u2019Asia\u201d ha aggiunto, dopo aver illustrato i ruoli ricoperti dal suo paese in vari processi di mediazione per la risoluzione di crisi. Kikwete si \u00e8 espresso a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina e per la fine dell\u2019embargo economico contro Cuba.<\/p>\n<p>COSTA D\u2019AVORIO \u2013 Per il suo primo intervento davanti all\u2019Assemblea, il presidente Alassane Dramane Ouattara ha espresso \u201cprofonda gratitudine per il contributo delle Nazioni Unite\u201d nella risoluzione della crisi post-elettorale che ha sconvolto il paese tra dicembre 2010 e maggio 2001. Riferendosi alla crisi economico-finanziaria mondiale Ouattara \u2013 un economista \u2013 ha sottolineato che non basta una crescita economica per garantire al mondo stabilit\u00e0, ma serve accesso al lavoro, giustizia e sicurezza. Il peso delle crisi alimentari, energetiche, le catastrofe naturali \u201cmostrano quanto il destino dei popoli \u00e8 legato, nessun confine geografico, religioso o razziale pu\u00f2 resistere a tali fenomeni\u201d pertanto servono \u201crisposte multilaterali\u201d ha detto ancora. Auspicabile, ha aggiunto, sarebbe la riduzione delle spese militari globali. Parlando della situazione specifica del suo paese, ha condiviso con l\u2019assemblea l\u2019ambizione di \u201cfare della Costa d\u2019Avorio un paese emergente, una nazione riconciliata, uno Stato moderno rispettoso delll\u2019indipendenza della giustizia che lotter\u00e0 contro l\u2019impunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>ZIMBABWE \u2013 \u201cLa Carta delle Nazioni Unite deve essere rispettata alla lettera se vogliamo il mantenimento della pace e della stabilit\u00e0 nel mondo. Non dobbiamo manipolarla per servire le  ambizioni di ciascuno\u201d: \u00e8 il monito lanciato dal presidente Robert Mugabe, riferito esplicitamente all\u2019intervento militare in Libia al quale ha dedicato ampia parte del suo discorso. Ricordando che \u201cla mediazione come risoluzione dei conflitti\u201d \u00e8 il tema di questa assemblea generale, Mugabe ha sottolineato che solo sei mesi fa \u201calla soluzione attraverso il negoziato non \u00e8 stata data una chance\u201d. L\u2019Unione Africana, ha aggiunto, \u201cnon avrebbe mai pensato di imporre una leadership sul popolo libico come la Nato ha cercato illegalmente di fare\u201d. Mugabe ha inoltre criticato la Corte penale internazionale, che \u201csembra esistere solo per i presunti trasgressori agli occhi del mondo sviluppato, per la maggior parte africani. Sugli altri dirigenti dei paesi occidentali, come Bush e Blair, si chiude sempre un occhio\u201d.<\/p>\n<p>KENYA \u2013 Un appello urgente a mobilitarsi per la pace e la stabilit\u00e0 in Somalia, con l\u2019invito a rafforzare la locale missione di pace dell\u2019Unione africana \u00e8 stato rivolto dal presidente Mwai Kibaki. Nel suo breve intervento il presidente ha incoraggiato buone relazioni tra Sudan e Sud Sudan, auspicato soluzioni per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e della siccit\u00e0 nell\u2019Africa orientale e espresso il suo sostegno al riconoscimento dello Stato palestinese.<\/p>\n<p>CRISI E CONFLITTI, COLOMBIA CHIEDE \u201cMENO INTERVENTI E PI\u00d9 PREVENZIONE\u201d<br \/>\nE\u2019 giunto a sorpresa dalla Colombia, paese in preda a un conflitto interno da quasi mezzo secolo, un appello alla comunit\u00e0 internazionale per promuovere i meccanismi di prevenzione delle guerre privilegiandoli sugli interventi. Il presidente Juan Manuel Santos, gi\u00e0 ministro della Difesa sotto il suo predecessore Alvaro Uribe (2002-2010), ha chiesto al Consiglio di sicurezza \u2013 in cui la Colombia occupa un seggio non permanente \u2013 di utilizzare come prassi generale ogni mezzo diplomatico a sua disposizione prima di ricorrere al capitolo 7, che consente l\u2019uso della forza.<\/p>\n<p>\u201cSottoscriviamo quanto osservato dal segretario generale nel suo rapporto del 2009, poich\u00e9 \u00e8 sorprendente che, nonostante la mediazione abbia mostrato la sua efficacia come mezzo di risoluzione delle controversie, le siano state dedicate poca attenzione e poche risorse nel sistema delle Nazioni Unite\u201d ha detto Santos. La Colombia, ha ribadito, \u201cpromuove la risoluzione pacifica dei conflitti e l\u2019uso dei canali democratici per evitare quello della forza\u201d.<\/p>\n<p>Santos ha citato \u201cuna delle pi\u00f9 recenti esperienze\u201d in America Latina, ovvero \u201cla mediazione portata avanti da Colombia e Venezuela affinch\u00e9 l\u2019Honduras rientrasse, come accaduto, in seno all\u2019Organizzazione degli Stati americani (Osa), contribuendo a risolvere la crisi nata nel 2009\u201d con il golpe che rovesci\u00f2 l\u2019allora presidente Manuel Zelaya.<\/p>\n<p>In qualsiasi contesto, ha precisato, \u201cla mediazione deve essere agile ed efficace e condotta tra Stati e non con attori illegali che operano fuori o contro il sistema\u201d dell\u2019Onu. Al Consiglio di sicurezza, Santos ha chiesto anche di ampliare lo sguardo verso strategie a lungo termine: \u201cLa Carta ci offre gli strumenti per farlo, come i negoziati diretti, i buoni uffici, le indagini, la conciliazione, l\u2019arbitraggio, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 invitare le parti a risolvere le loro divergenze con questi stessi mezzi\u201d.<\/p>\n<p>ASSEMBLEA GENERALE : COSA DICE IL SUD DEL MONDO (2)<br \/>\n(26\/09\/2011)<\/p>\n<p>NIGER \u2013 Non ha risparmiato le sue critiche nei confronti delle errate politiche monetarie delle istituzioni di Bretton Woods il presidente Mahamadou Issoufou che vede in \u201cmalgoverno, dominazione del capitale finanziario, scambi iniqui e crescenti ineguaglianze sociali\u201d altrettante cause di \u201cdisturbo della pace mondiale\u201d. Dati alla mano, Issoufou ricorda che negli ultimi 40 anni il numero di paesi molto poveri \u00e8 raddoppiato e quello delle nazioni povere \u00e8 raddoppiato in soli tre decenni, comprovando il \u201cfallimento\u201d dell\u2019applicazione dei modelli di sviluppo. Dai suoi omologhi si aspetta \u201cuna scelta coraggiosa per risolvere definitivamente la questione israelo-palestinese\u201d, insistendo che \u201csenza questa soluzione dei due Stati verranno presto cancellati gli effetti positivi della primavera araba dal punto di vista dell\u2019affermazione della democrazia ma anche della sicurezza e della pace in Medio Oriente\u201d. Per il presidente nigerino la crisi in Libia ha invece \u201caggravato molte minacce che gi\u00e0 colpivano i paesi del Sahel: terrorismo, traffici di droga e armi\u201d con rischi crescenti di instabilit\u00e0 regionale. \u201cCome musulmano, vorrei, per\u00f2, dire che il terrorismo non ha nulla a che vedere con l\u2019Islam. L\u2019Islam ha sempre posto l\u2019accento sulla fratellanza e la giustizia\u201d ha insistito il presidente del Niger.<\/p>\n<p>MALI \u2013 Buona parte dell\u2019intervento del primo ministro del Mali, Cisse Mariam Kaidama Sidibe, \u00e8 stata dedicata all\u2019insicurezza internazionale e all\u2019instabilit\u00e0 regionale alimentate dal terrorismo, la criminalit\u00e0 organizzata, i traffici di armi, droghe ed esseri umani. \u201cNessuno \u00e8 al riparo del terrorismo (\u2026) Gli eventi in Libia e i loro effetti collaterali potrebbero tuttavia aggravare la situazione gi\u00e0 preoccupante dei nostri paesi del Sahel, ledere allo sviluppo armonioso della regione\u201d ha detto la Sidibe, proponendo di \u201crafforzare la cooperazione regionale per rispondere alla sfida della sicurezza\u201d. Altra sfida comune da non sottovalutare \u00e8, secondo la Sidibe, la desertificazione e i cambiamenti climatici, che \u201cminacciano lo sviluppo e la sopravivenza stessa\u201d delle popolazioni. Il primo ministro ha poi ricordato l\u2019importante scadenza elettorale delle presidenziali in Mali nel 2012 e l\u2019attuazione del \u2018Programma speciale\u2019 per ristabilire pace, sicurezza e generare sviluppo nelle instabili regioni settentrionali.<\/p>\n<p>ERITREA \u2013 Secondo il presidente Isaias Afwerki, a 50 anni dall\u2019emergenza di un\u2019Africa decolonizzata e indipendente, il bilancio \u00e8 piuttosto \u201cdeludente e cupo\u201d, ma \u201csi sta aprendo una nuova era per il continente in cui una parte dell\u2019Africa \u00e8 gi\u00e0 consapevole delle proprie risorse umani e naturali, decisive per  raggiungere il successo\u201d. Per questo motivo, \u00e8 giunta l\u2019ora di \u201cdare precedenza alla cooperazione regionale e continentale per sviluppare le proprie infrastrutture e far crescere commercio e economia\u201d ha aggiunto Afwerki, dicendosi convinto che \u201coramai nessun paese pu\u00f2 farcela da solo\u201d. A proposito dell\u2019annoso conflitto in Somalia, \u201cc\u2019\u00e8 bisogno di un nuovo approccio visto che il precedente \u00e8 arrivato a capolinea e pu\u00f2 solo portare a ulteriori complicazioni (\u2026) ma soprattutto di coinvolgere tutti gli attori politici nazionali, inclusi i governi del Somaliland e del Puntland\u201d.<\/p>\n<p>BURUNDI \u2013 Il presidente Pierre Nkurunziza ha spiegato il clima di insicurezza con \u201cil non ben riuscito reinserimento socio-economico degli ex combattenti, il perdurare di comportamenti che risalgono al periodo di guerra\u201d ma anche al \u201ccrescente impoverimento della popolazione dovuto al carovita e alla diminuzione della produzione agricola\u201d. Ha per\u00f2 ribadito che \u201cle istituzioni oggi funzionanti sono legali e legittime\u201d e che \u201channo il dovere costituzionale di proteggere la popolazione e garantire la sicurezza\u201d del Burundi. Nonostante il processo di disarmo in atto, Nkurunziza ha riferito di \u201cincidenti per lo pi\u00f9 causati dal banditismo armato, da forze negative in alcune aree dei Grandi Laghi e da conflitti fondiari\u201d. Inoltre, nel condannare \u201cla tragedia macabra\u201d di Gatumba, verificatasi il 18 settembre, ha chiesto il sostegno della comunit\u00e0 internazionale nella ricerca dei responsabili dell\u2019attentato che ha causato una quarantina di vittime.<\/p>\n<p>COMORE \u2013 Ha invitato tutti i paesi in cerca di \u201cpace, libert\u00e0 e giustizia\u201d a fare come la Palestina che ambisce al \u201csuo riconoscimento come Stato\u201d, il presidente dell\u2019Unione delle Comore, Ikililou Dhoinine,  chiedendo alle Nazioni Unite di inserire all\u2019ordine del giorno dell\u2019Assemblea generale la questione dell\u2019isola di Mayotte, da 30 anni al centro di una controversia diplomatica tra le Comore e la Francia. Per Dhoinine non \u201cha alcun valore giuridico la decisione unilaterale presa dalla Francia di trasformare Mayotte in un dipartimento francese\u201d. Il presidente comoriano denuncia anche \u201cil visto imposto dalle autorit\u00e0 francesi ai comoriani delle altre tre isole che ha gi\u00e0 distrutto intere famiglie, trasformando il braccio di mare tra Mayotte e l\u2019isola sorella di Anjouan in un immenso cimitero di migliaia di compatrioti che volevano semplicemente raggiungere una parte del nostro territorio\u201d. In sede Onu Dhoinine ha ribadito la \u201cnostra legittima determinazione a rivendicare il reintegro di Mayotte nel suo contesto naturale\u201d, quello delle Isole Comore.<\/p>\n<p>GUINEA \u2013   Nel suo intervento il presidente Alpha Cond\u00e9 ha denunciato \u201catti terroristici che seminano lutto in famiglie innocenti, traffici di droga, circolazione illecita di armi leggere e di piccolo calibro che danneggiano le nostre economie e lacerano le nostre societ\u00e0\u201d. Per quanto riguarda la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, Cond\u00e9 ha proposto di rafforzare le organizzazioni regionali che possono dare un contributo decisivo \u201cassieme alla societ\u00e0 civile, in particolare donne e giovani\u201d, chiedendo che \u201cla priorit\u00e0 venga data ai meccanismi africani di mediazione che hanno gi\u00e0 dato prova di efficacia\u201d. Per questo motivo sollecita con urgenza una \u201crappresentativit\u00e0 pi\u00f9 equa dell\u2019Africa\u201d nel Consiglio di sicurezza.<\/p>\n<p>MADAGASCAR \u2013 Dopo tre anni di crisi politica e di mancata partecipazione del Madagascar ai lavori dell\u2019Assemblea generale, \u00e8 intervenuto il presidente di transizione, Andry Rajoelina. Ha ringraziato la Comunit\u00e0 di sviluppo dell\u2019Africa australe (Sadc) e tutte le altre organizzazioni internazionali impegnate dal 2009 nella mediazione che ha portato alla firma, lo scorso 17 settembre, di \u201cun consenso che ha ridato speranza al popolo\u201d ha detto Rajoelina in riferimento all\u2019accordo firmato tra i principali partiti politici per una \u201cgestione consensuale ed inclusiva\u201d della transizione. Ha spiegato che nonostante le gravi difficolt\u00e0 socio-economiche e le rivalit\u00e0 politiche, il caso del Madagascar \u00e8 \u201cemblematico dell\u2019importanza del dialogo e del negoziato per risolvere pacificamente una crisi\u201d. In vista delle prossime elezioni generali che il governo di transizione deve organizzare, ha sollecitato un ulteriore sostegno da parte della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>INDIA \u2013 La crisi economica e finanziaria globale con tutti i suoi impatti negativi per il Sud del mondo sin dal 2008 spingono ad \u201cinterrogarsi sull\u2019efficienza delle istituzioni di Bretton Woods\u201d secondo il primo ministro indiano, Manmohan Singh che ha elencato tutte le sfide che la comunit\u00e0 internazionale deve affrontare. Aumenti dei prezzi alimentari e delle fonti di energia sono causa di nuova instabilit\u00e0 soprattutto nei paesi in via di sviluppo. \u201cDobbiamo prestare un\u2019attenzione particolare all\u2019Africa, le cui risorse fondamentali non sono i minerali ma le persone\u201d ha insistito Singh. Inoltre l\u2019India rinnova il \u201csuo pieno sostegno alla lotta del popolo palestinese per la sua sovranit\u00e0, indipendenza, viabilit\u00e0 e per uno Stato unitario con Gerusalemme Est come capitale che conviva nella pace con Israele e diventa membro delle Nazioni Unite\u201d.<\/p>\n<p>LESOTHO \u2013 Il primo ministro del Lesotho, Pakalitha B. Mosisili si \u00e8 interrogato sulle motivazioni che in Libia hanno spinto alcuni membri del Consiglio di sicurezza a scegliere la strada dell\u2019intervento armato piuttosto che quella del dialogo e del negoziato. \u201cIl costo dell\u2019intervento militare \u00e8 stato catastrofico per civili innocenti, distruggendo infrastrutture e economia. Quanto accaduto in Libia \u00e8 un caso tutto da studiare\u201d ha insistito il capo dell\u2019esecutivo del Lesotho, deplorando la marginalizzazione dell\u2019Unione Africana che all\u2019inizio del conflitto aveva elaborato un piano di uscita di crisi pacifica. Secondo Mosisili , \u201cse non vogliamo ripiombare nel conflitto pi\u00f9 in l\u00e0\u201d Onu e Unione Africana vanno coinvolti nella ricostruzione e nella riconciliazione in Libia, \u201cnon solo i pochi paesi con interessi economici diretti\u201d. Per il raggiungimento della libert\u00e0 e dell\u2019indipendenza del Sahara Occidentale e della Palestina \u201c\u00e8 la mediazione che deve prevalere oltre al coinvolgimento di tutte le parti\u201d. Una soluzione simile viene proposta dal Lesotho per risolvere \u201cil problema tra Cuba e Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>GUINEA-BISSAU \u2013 Il primo ministro Carlos Gomes Junior \u00e8 intervenuto sabato 24 settembre, giorno in cui la Guinea Bissau celebrava il 38\u00b0 anniversario della sua indipendenza. Dal punto di vista della democrazia, della libert\u00e0, del rispetto dei diritti umani e dell\u2019affermarsi della propria dignit\u00e0, \u201cla richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese \u00e8 da considerarsi molto positiva\u201d cos\u00ec come \u201ci cambiamenti avvenuti nei paesi arabi che hanno tutta la nostra simpatia e solidariet\u00e0\u201d. Nel caso della Libia, ma non solo, \u201cdeploriamo l\u2019elevato costo umano per portare questi paesi sulla strada della transizione\u201d ha aggiunto. Gomes chiede a Washington di \u201cporre fine a 50 anni di embargo ai danni di Cuba e di liberare i cubani ancora detenuti\u201d. Alla luce della globalizzazione e delle responsabilit\u00e0 crescenti, urge procedere a riforme nel Consiglio di sicurezza tenendo conto del peso demografico delle regioni, dell\u2019emergenza di nuovi paesi e dei nuovi equilibri geopolitici.<\/p>\n<p>TOGO \u2013 Manifestazioni e sollevamenti in corso in Africa sono \u201clegittimi in quanto contribuiscono all\u2019affermazione democratica di interi popoli\u201d ma \u201cvanno accompagnati per evitare derive negative per la pace e la coesione nazionali\u201d ha detto il primo ministro togolese, Gilbert Fossoun Houngbo, insistendo sul fatto che \u201cal di fuori del negoziato non ci sono soluzioni sostenibili\u201d. Per questo motivo, ha aggiunto, va ricercata \u201cuna soluzione politica all\u2019annoso conflitto medio-orientale: Israele e Palestina devono convivere in due Stati indipendenti dai confini ben delineati, nella pace e la sicurezza (\u2026) Le aspirazioni del popolo palestinese ad avere una propria nazione e quelle degli israeliani a vivere nella pace e la sicurezza non sono obiettivi contraddittori ma complementari\u201d. Secondo Houngbo le Nazioni Unite sono per\u00f2 chiamate a rispondere a nuove sfide: terrorismo, traffico di droga, pirateria marittima e criminalit\u00e0 via la rete internet, \u201cmotivi per cui a 65 anni dalla nascita le sue istituzioni devono subire riforme\u201d. Il Togo \u00e8 candidato a uno dei cinque seggi di membro non permanente al Consiglio di sicurezza, che verranno eletti il 13 ottobre.<\/p>\n<p>NEPAL \u2013 \u201cNel mondo globalizzato di oggi, l\u2019Onu ha pi\u00f9 che mai la responsabilit\u00e0 di creare un ordine globale equo e inclusivo\u201d ha detto il primo ministro Baburam Bhattarai secondo cui \u201cle crisi economiche e finanziarie ricorrenti ma anche quelle del cibo e delle fonti di energia indicano una crisi strutturale pi\u00f9 profonda che dovrebbe spingerci a superare i paradigmi attuali per creare un nuovo ordine pi\u00f9 giusto\u201d. In vista della scadenza del 2015 per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, \u201cva adottato un approccio di sviluppo che tenga maggiormente conto dei diritti delle persone, inclusi i migranti\u201d in un mondo dove \u201cil 75% degli abitanti dei paesi meno sviluppati vivono ancora nella fame e la povert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>VENEZUELA CRITICA NAZIONI UNITE E USA<\/p>\n<p>Nazioni Unite asservite agli interessi degli Stati Uniti e responsabili \u201cdelle pi\u00f9 spietate ingiustizie\u201d nel mondo: non ha usato mezzi termini il presidente del Venezuela, Hugo Ch\u00e1vez, nel suo intervento all\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu attraverso una nota di cui ha dato lettura il ministro degli Esteri di Caracas, Nicol\u00e1s Maduro.<\/p>\n<p>Ch\u00e1vez, in convalescenza a causa di un tumore diagnosticatogli in primavera, ha chiesto ai partecipanti di \u201cfrenare una nuova guerra imperialista\u201d riferendosi alla Libia. L\u2019attuale Onu, secondo Ch\u00e1vez, \u00e8 in \u201ccrisi di credibilit\u00e0\u201d e \u201cse il suo segretario generale, insieme al procuratore capo della Corte penale internazionale, partecipano a un atto di guerra, come \u00e8 il caso della Libia \u2013 ha detto \u2013 non c\u2019\u00e8 nulla da sperare dall\u2019attuale composizione di questa organizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Ch\u00e1vez ha criticato anche \u201cl\u2019appoggio dell\u2019Onu a politiche internazionali contro la Libia o la Siria\u201d e per il suo \u201cfallimento storico\u201d nella lotta alla fame nel Corno d\u2019Africa. Ha quindi chiesto alla plenaria di \u201cfrenare Washington e i suoi interventi militari\u201d rinnovando l\u2019appello per la fine dell\u2019embargo americano contro Cuba. La Casa Bianca, ha aggiunto, continua inoltre a frenare l\u2019ascesa dei paesi emergenti. \u201cLo fa negoziando grandi interessi con i suoi soci e seguaci per dare al multipolarismo la direzione che vuole l\u2019impero\u201d.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Si \u00e8 concluso ieri sera il dibattito all\u2019Assembla generale delle Nazioni Unite. Nell\u2019ultima giornata si sono espressi diversi rappresentanti del Sud del mondo. Riportiamo di seguito, come nei giorni scorsi, alcuni stralci dei loro interventi.<\/p>\n<p>FILIPPINE \u2013 Eliminazione degli armamenti nucleari e lotta al traffico e alla circolazione di armi: sono essenziali per la garanzia di una stabilit\u00e0 mondiale secondo Libran N. Cabactulan, ambasciatore e rappresentante permanente presso le Nazioni Unite. Di vitale importanza \u00e8 anche il sostegno allo sviluppo dei paesi del Sud del mondo, \u201cassicurandoci che le regole del commercio mondiale abbiano tale fine\u201d ha aggiunto. Sottolineando la centralit\u00e0 della dignit\u00e0 della persona umana, il rappresentante di Manila ha ricordato i 10 milioni di migranti filippini che lavorano all\u2019estero e insistito sull\u2019importanza di contrastare il traffico delle persone.<\/p>\n<p>TAILANDIA \u2013 \u201cPer rispondere ai cambiamenti dei nostri tempi, dopo gli avvenimenti epocali nati dalla \u2018primavera araba\u2019, risulta pi\u00f9 che mai essenziale una riforma dell\u2019ordine mondiale. Deve essere pi\u00f9 inclusivo e dare ascolto a tutti gli Stati e alle societ\u00e0 civili\u201d ha detto Surapong Tovichakchaikul, ministro degli Esteri del neo governo di Bangkok. A proposito del tema di questa sessione, la risoluzione dei conflitti attraverso la mediazione, il rappresentante tailandese ha insistito sull\u2019importanza della \u201cvolont\u00e0 politica\u201d.<\/p>\n<p>COREA DEL NORD \u2013 Molto schiette sono state le accuse di Pak Kil Yon, ministro degli Esteri: \u201cLe relazioni internazionali sono segnate da logiche di potere e stanno diventando sempre pi\u00f9 evidenti politiche tiranniche che ostacolano il principio di equit\u00e0 tra i paesi membri delle Nazioni Unite\u201d ha detto. \u201cUn piccolo gruppo di paesi \u2013 ha aggiunto \u2013 sta interferendo negli affari interni di alcune nazioni usando la forza per tentare di dominare alcune regioni di interesse strategico, con la giustificazione di dover proteggere i civili e di difendere la pace. Purtroppo. In questo processo, si fa un cattivo uso delle Nazioni Unite\u201d. Pak Kil Yon ha espresso sostegno al riconoscimento dello Stato di Palestina. Ha anche sostenuto che il governo del \u201cgrande generale Kim Yong Il sta compiendo progressi senza precedenti in ambito economico, per migliorare le condizioni di vita della popolazione\u201d. Buona parte dell\u2019intervento \u00e8 stata dedicata alla questione delle relazioni intercoreane.<\/p>\n<p>MYANMAR \u2013 Ha sottolineato le riforme politiche intraprese dal suo paese, dotato per la prima volta di un governo civile nato da elezioni tenute lo scorso novembre il ministro degli Esteri U Wunna Maung Lwin. Dopo l\u2019elenco di una serie di riforme economico-sociali che \u2013 ha sostenuto \u2013 dovrebbero aiutare la popolazione a contrastare l\u2019aumento generale dei prezzi, il ministro ha ricordato gli sforzi del suo governo per un\u2019apertura verso la comunit\u00e0 internazionale, la collaborazione con il consiglio dell\u2019Onu per i diritti umani e i tentativi in atto per porre fine ai recenti scontri tra gruppi armati delle minoranze etniche e le forze armate nazionali. Alla comunit\u00e0 internazionale, ha chiesto un\u2019azione concertata per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, dalle conseguenze significative per un paese agricolo come il Myanmar.<\/p>\n<p>PAKISTAN \u2013 Dell\u2019importanza del multilateralismo, nel rispetto delle differenze, ha parlato il ministro degli Esteri Hina Rabbani Khar, prima di affrontare i temi della guerra nel vicino Afghanistan e del terrorismo. \u201cPochissimi paesi sono stati colpiti dal terrorismo cos\u00ec intensamente come il Pakistan\u201d ha detto la signora Rabbani Khar, elencando 30.000 vittime, tra civili e militari, negli ultimi dieci anni, e ribadendo l\u2019impegno di Islamabad a lottare contro i gruppi terroristici.<\/p>\n<p>http:\/\/www.misna.org\/<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20110929 00:08:00 redazione-IT SUDAFRICA \u2013 \u201cIn questa fase in cui si cerca un ritorno alla normalit\u00e0 in Libia, chiediamo la fine delle ostilit\u00e0 e la <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=9976\" title=\"9258 ASSEMBLEA GENERALE ONU: COSA DICE IL SUD DEL MONDO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104],"tags":[],"class_list":["post-9976","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2011"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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