{"id":9072,"date":"2017-04-15T19:00:27","date_gmt":"2017-04-15T17:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/8339-eventi-ed-emozioni-della-missione-abruzzese-in-argentina\/"},"modified":"2017-04-15T19:00:27","modified_gmt":"2017-04-15T17:00:27","slug":"8339-eventi-ed-emozioni-della-missione-abruzzese-in-argentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=9072","title":{"rendered":"8339 EVENTI ED EMOZIONI DELLA MISSIONE ABRUZZESE IN ARGENTINA"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20101115 12:11:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]All\u2019universit\u00e0 di Buenos Aires, poi Berazategui in festa, un libro di racconti e il desaparecido d\u2019Abruzzo[\/b]<br \/>\ndi Goffredo Palmerini<\/p>\n<p>BUENOS AIRES \u2013 Scorrono i giorni, nella capitale argentina, mentre la primavera avanza solenne e fa esplodere di colori i fiori dei giardini e di verde smeraldo i prati dei parchi. Anche gli alberi di \u201clapacho\u201d in fioritura tingono di rosa e di lill\u00e0 le prospettive delle strade ai cui bordi dimorano e i contorni delle piazze. Belle giornate a Buenos Aires, nei giorni che seguono il meeting del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM), conclusosi il 3 novembre. Intanto c\u2019\u00e8 ancora un appuntamento in programma, per il CRAM. Siamo ospiti dell\u2019Associazione Abruzzese \u201cVilla S. Vincenzo di Guardiagrele\u201d in San Martin, la sera successiva alla conclusione dei lavori. Ci attendono la presidente della FEDAMO, Alicia Carosella, il presidente e l\u2019intero Comitato direttivo del club, nella bella sede che in tanti anni di sacrifici e di volontario impegno i soci hanno pian piano costruito.<\/p>\n<p>Quasi settecento metri quadrati coperti con un ampio giardino attrezzato, un complesso efficiente e funzionale per la vita associativa e ricreativa degli abruzzesi di Guardiagrele e dintorni, residenti nell\u2019area della capitale argentina, dove anche altre associazioni abruzzesi operano attivamente nelle loro belle strutture. Tre anni fa mi capit\u00f2 di visitare quella di San Isidro, dove il coro Cappella Ars Musicalis in tourn\u00e9e tenne un indimenticabile concerto. Nella sede dell\u2019associazione, la Maiella domina con le sue immagini. Aria di festa, volti sorridenti e dalle cucine il profumo intenso dell\u2019asado. E\u2019 una calorosa rimpatriata, dove la parte dell\u2019ospite \u201cspeciale\u201d spetta al Consigliere regionale Franco Caramanico, che di Guardiagrele \u00e8 stato sindaco per sette anni e consigliere comunale fin dal 1983. E\u2019 proprio di casa, in famiglia con i suoi compaesani. Ma altrettanto calorosa \u00e8 l\u2019accoglienza riservata agli altri due Consiglieri regionali, Ricardo Chiavaroli e Antonio Prospero, al vice presidente del CRAM, Franco Santellocco, a tutti i componenti del Consiglio degli Abruzzesi nel Mondo, al dirigente regionale Giorgio Chiarini, ed ai funzionari dell\u2019ufficio Emigrazione della Regione Abruzzo, Giuseppe Leuzzi e Michele Presutti. Davvero una bella serata, forte di emozioni e densa di ricordi, come solo le nostre comunit\u00e0 all\u2019estero sanno esprimere. <\/p>\n<p>Gli impegni ufficiali del CRAM sono finiti, l\u2019indomani le varie delegazioni cominciano a rientrare nei rispettivi Paesi. Io mi trattengo ancora alcuni giorni a Buenos Aires, ho qualche impegno da assolvere. L\u2019intera giornata del 4 novembre \u00e8 dedicata all\u2019Universit\u00e0, Facultad de Derecho (Giurisprudenza). Mi aspetta la prof. Laura Lora, una docente che per alcuni giorni, qualche anno fa, venne all\u2019Aquila, innamorandosi della citt\u00e0. Era in Italia per una serie d\u2019appuntamenti negli atenei di Roma La Sapienza, Milano e Teramo, per incontri sul diritto di famiglia e sulle adozioni internazionali, di cui la prof. Lora \u00e8 un\u2019esperta riconosciuta. Mi contatt\u00f2 prima di partire dall\u2019Argentina, attraverso un amico comune di Pinzolo, cittadina trentina della Val Rendena dove per pi\u00f9 d\u2019un anno lei aveva lavorato in giovent\u00f9. Fui ben lieto d\u2019accoglierla e di farle conoscere L\u2019Aquila nelle sue bellezze e nella sua storia. Ne rimase entusiasta, intrigata. Il terremoto del 6 aprile 2009, che cos\u00ec profondamente ha lacerato la citt\u00e0, le ha procurato sofferenza e preoccupazione. In pi\u00f9 occasioni, mentre ci esprimeva solidariet\u00e0 e vicinanza, s\u2019informava per telefono come procedessero le cose, quali le prospettive per la ricostruzione. Non potevo, dunque, mancare di ringraziarla di tanta attenzione. Mi attende davanti l\u2019ingresso della Facolt\u00e0, sotto al colonnato in pietra dell\u2019imponente palazzo. Entriamo. C\u2019\u00e8 un via vai frenetico di studenti, professori ed ospiti per un importante congresso giuridico internazionale che si tiene in questi giorni nell\u2019aula magna. Mi guida in visita per la Facolt\u00e0, tra le pi\u00f9 prestigiose del Paese, dove si sono formati una dozzina di Presidenti dell\u2019Argentina, le cui effigi campeggiano sulle pareti del rettorato. <\/p>\n<p>Ci fermiamo nel salone riservato ai professori. La prof. Lora mi fa domande sull\u2019attuale situazione all\u2019Aquila, sui problemi dell\u2019emergenza, su come e quando la straordinaria citt\u00e0 che ha conosciuto potr\u00e0 tornare al suo splendore. La raggiungono un gruppo di studenti, alcuni con ascendenti d\u2019origine italiana. Anche loro mi chiedono dell\u2019Aquila, li informo come meglio posso in obiettivit\u00e0. Ringrazio tutti per l\u2019attenzione affettuosa che ci hanno riservato nei giorni della tragedia e dopo. Saluto i ragazzi, mentre lasciamo la Facolt\u00e0. Parliamo ancora dell\u2019Aquila, in auto, mentre facciamo un giro per la citt\u00e0, sopra tutto nei barrios di Palermo e Recoleta. Mi informo dalla prof. Lora sui molteplici suoi impegni professionali, che la vedono spesso in giro per il mondo.  A quelli accademici altri ne aggiunge, nel Senato della Repubblica, dove \u00e8 consulente giuridica, e presso il Consiglio Superiore della Magistratura della Citt\u00e0 di Buenos Aires. Ci fermiamo a Recoleta per un drink d\u2019eccezione nel magnifico Parco Hyatt di Palazzo Duhau, un resort prezioso gioiello d\u2019architetture e arredi  in art deco, sull\u2019Avenida Alvear, nei cui ambienti s\u2019ammirano sculture ed opere d\u2019arte moderna di notevole valore. E\u2019 certamente uno dei palazzi pi\u00f9 prestigiosi del quartiere pi\u00f9 bello, magnificente ed esclusivo della capitale argentina, la Recoleta appunto, dove si susseguono stupende residenze e rappresentanze diplomatiche. Laura Lora torner\u00e0 presto a trovare L\u2019Aquila, a vederla anche nelle sue ferite, non appena gli impegni la riporteranno in Italia. Approfitto della sua disponibilit\u00e0 per fare una visita di cortesia agli uffici di redazione di Italiani d\u2019Argentina, testata giornalistica diretta da Roman Luna Marossero, della quale sono assiduo collaboratore. Ha la sede nelle vicinanze, in Juan Maria Gutierrez 2700. Arriviamo che \u00e8 passato l\u2019orario d\u2019apertura. Chiamo comunque al cellulare, per un saluto, il direttore e poi Natalia Paratore, punto di riferimento in redazione. Penser\u00e0 l\u2019amica Laura Lora a recapitare in omaggio al giornale una copia con dedica del mio volume \u201cL\u2019Aquila nel mondo\u201d. <\/p>\n<p>Il 5 novembre si va a Berazategui, una visita al Circolo Ricreativo Abruzzese di quella citt\u00e0. Berazategui sta vivendo giornate particolari di festa, per le celebrazioni del 50\u00b0 anniversario della nascita del Comune. Mi viene a prendere Maria D\u2019Alessandro, abruzzese di San Vito Chietino, arrivata in Argentina con la famiglia quando aveva 4 anni. Studi nel Paese, poi un master a Firenze e una vita d\u2019insegnante di Geografia, ora in pensione. Ha una grande passione per la storia dell\u2019emigrazione e per le tradizioni abruzzesi, oltre che per il canto corale. Arriva con Carlos Vigil, suo marito, docente universitario in Scienze ambientali, e con il figlio Lucas. Si parte dal mio albergo in Vicente Lopez, si deve attraversare in lungo tutta la citt\u00e0 sull\u2019Avenida 9 de Julio, per poi prendere l\u2019autostrada per La Plata. Una trentina di chilometri e c\u2019\u00e8 l\u2019uscita per Berazategui. La citt\u00e0, un continuum con la capitale, \u00e8 uno dei tanti centri della cintura urbana che formano la Grande Buenos Aires. Conta 323 mila abitanti e appunto 50 anni fa venne scorporata da Quilmes per formare un municipio autonomo. Principalmente dedita all\u2019agricoltura nei primi anni del Novecento, l\u2019area si \u00e8 nei decenni successivi sviluppata con industrie vetrarie, tessili e chimiche, specie nel settore delle fibre artificiali. Numerosa la comunit\u00e0 italiana &#8211; e abruzzese in particolare &#8211; che s\u2019insedi\u00f2 nell\u2019area, arrivata con il flusso migratorio specie nel secondo dopoguerra. Ben organizzata e attiva \u00e8 la comunit\u00e0 abruzzese, che ha svolto e svolge un importante ruolo sociale nella citt\u00e0. Con le sue capacit\u00e0 d\u2019iniziativa ha contribuito significativamente allo sviluppo cittadino. Dall\u2019Abruzzo giunsero nell\u2019area numerosi nuclei familiari, specie dalla provincia di Chieti, dai paesi costieri come dall\u2019entroterra. <\/p>\n<p>Non \u00e8 casuale, quindi, che il gemellaggio con la Municipalit\u00e0 di Berazategui sia stato stretto dalla citt\u00e0 di Lanciano, per sottolineare il ruolo avuto dalla gente d\u2019Abruzzo nella crescita della citt\u00e0. E proprio il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, con una delegazione civica, \u00e8 presente in questi giorni a Berazategui per le celebrazioni del Cinquantenario della nascita del Comune. I grandi festeggiamenti, inaugurati il 4 novembre dal sindaco Juan Jos\u00e8 Mussi, hanno avuto il privilegio della presenza della Presidente della Repubblica, Cristina Fernandez Kirchner, dei ministri Julio De Vido, Debora Giorgi e Florencio Randazzo, del governatore della Provincia di Buenos Aires, Daniel Scioli, e di molti sindaci delle citt\u00e0 vicine. Un posto di rilievo, nella cerimonia, l\u2019ha appunto avuto la delegazione di Lanciano, citt\u00e0 gemella, con il suo sindaco Filippo Paolini. La presidente Cristina Fernandez, parlando a pochi giorni dall\u2019improvvisa scomparsa del marito, ha voluto richiamare l\u2019impegno del governo nel favorire lo sviluppo delle autonomie, ma sopra tutto ricordare l\u2019ex presidente Nestor Kirchner che ha avuto il consenso di milioni d\u2019argentini. \u201cCredetemi &#8211; ha detto tra l\u2019altro la Presidente &#8211; \u00e8 stato un privilegio essere stata compagna della sua vita ed anche un\u2019enorme responsabilit\u00e0 nel realizzare i sogni di tutti gli argentini. So di non essere sola, quindi posso andare avanti. Le cose che faremo, non le faremo per Cristina, ma per l\u2019Argentina e in memoria di questo grande uomo argentino. Abbiamo un grande amore per le cose che continueremo a costruire, abbiamo un profondo amore per il popolo e l&#8217;amore per la nostra storia\u201d. I festeggiamenti tra le due citt\u00e0 gemelle, Berazategui e Lanciano, sono proseguiti il 5 novembre con varie iniziative ed incontri ufficiali, cui ha partecipato la comunit\u00e0 abruzzese guidata dal suo presidente, Onorio (Nino) Di Nenno.<\/p>\n<p>Con Maria D\u2019Alessandro giungiamo alla sede del Circolo Abruzzese quando sta calando la sera. Ci accolgono all\u2019ingresso Angelo Di Donato, esponente storico dell\u2019Associazione, pi\u00f9 volte presidente, l\u2019ing. Bruno Di Nardo, Santino Alleva e Alberto Cillo, componenti del direttivo. Il Coro Folcloristico dell\u2019associazione, in un ambiente al primo piano del grande complesso &#8211; che al pian terreno ha un\u2019ampia sala con palcoscenico per ricevimenti e spettacoli &#8211; fa le prove sul suo repertorio di canti tradizionali abruzzesi. Il gruppo corale \u00e8 diretto da Adriana Pietro, mentre Camillo Pasquini accompagna alla fisarmonica. L\u2019indomani dar\u00e0 un importante concerto nell\u2019ambito delle manifestazioni del Cinquantenario. Saranno presenti i sindaci di Berazategui e Lanciano, si deve dunque far bella figura. Il direttore \u00e8 una garanzia di professionalit\u00e0. Adriana Pietro \u00e8 un\u2019artista apprezzata, musicista e cantante di tango, musica pop e folclore argentino. Formatasi all\u2019Istituto Clara Leclech in chitarra e canto, tiene concerti con un gruppo di musicisti diretti dal pianista Leo Bernstein. Di recente ha pubblicato il Cd \u201cSue\u00f1o del alma\u201d ed \u00e8 in tour con lo spettacolo \u201cNosotros y el tango\u201d, prodotto da Claudia Cartie. Nata a Buenos Aires da madre bresciana e padre abruzzese &#8211; Angelo Di Pietrantonio, di Sant\u2019Eufemia a Maiella, socio del Circolo &#8211; volentieri si dedica anche alla preparazione del Gruppo Folcloristico Abruzzese. <\/p>\n<p>E\u2019 tutta una festa quando entriamo in sala. Il canto si ferma, si fanno le presentazioni, anche se alcuni gi\u00e0 mi conoscono sul web, sulle testate per le quali scrivo, attraverso la posta elettronica che quotidianamente invio agli amici all\u2019estero ed alle associazioni abruzzesi. Maria D\u2019Alessando introduce la mia visita. Li saluto con il cuore, li ringrazio per quanto fanno per conservare le radici e la cultura abruzzese, ma sono loro particolarmente grato per l\u2019onore che rendono all\u2019Italia ed alla regione d\u2019origine con testimonianze di vita esemplari. Va loro la gratitudine dell\u2019Abruzzo e della Patria. Come pure la gratitudine della citt\u00e0 capoluogo d\u2019Abruzzo per quanto hanno fatto per testimoniare affetto e solidariet\u00e0 alle popolazioni terremotate, anche raccogliendo aiuti per la ricostruzione. Mi chiedono dell\u2019Aquila e dell\u2019Abruzzo. Gli occhi si fanno lucidi, molti da anni non tornano nella terra natale, complici le traversie dell\u2019economia argentina nel decennio passato, dalle quali per fortuna il Paese sta definitivamente uscendo, e il rapporto di cambio con l\u2019euro. La prova del Coro, come d\u2019abitudine, si chiude con l\u2019inno di Mameli, cantato con la mano sul cuore. Pensare che in Italia c\u2019\u00e8 voluta tutta la determinazione del presidente Ciampi per riportare in auge il nostro inno nazionale. Gli italiani all\u2019estero invece ci insegnano, eccome, l\u2019amor di Patria ed il rispetto dei simboli della Nazione. Altro che il ciarpame che gira nel nostro Paese!<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro evento che mi ha portato a Berazategui. Si diceva dell\u2019amore di Maria D\u2019Alessandro per le tradizioni abruzzesi e per la storia della nostra emigrazione. Ebbene, per molti anni lei ha raccolto testimonianze, storie, poesie, racconti e aneddoti dagli abruzzesi anziani di Berazategui. Quest\u2019anno ha messo in ordine gli appunti, ne ha scritto un testo bilingue, italiano e spagnolo, e lo ha pubblicato in proprio. Questo \u00e8 il giorno in cui, fresco d\u2019inchiostro, il volumetto di 100 pagine \u201cMemorie di racconti abruzzesi\u201d vede la luce. Viene da tutti accolto con curiosit\u00e0, interesse e gioia. Del libro ho scritto la prefazione. Cos\u00ec, tra l\u2019altro, vi annoto: \u201cHo raccolto con prontezza l\u2019invito che Maria D\u2019Alessandro mi ha rivolto tempo fa, di scrivere una prefazione al libro \u201cMemoria di racconti abruzzesi\u201d che stava preparando, raccogliendo dalla viva voce dei suoi conterranei storie vissute a cavallo di due continenti: ricordi, memorie, racconti, poesie, indovinelli, aneddoti ed ogni altra traccia della cultura d\u2019origine. S\u00ec, d\u2019una cultura popolare che si nutre della sedimentazione di secolari saggezze tramandate per via orale, come d\u2019abitudine nelle civilt\u00e0 contadine. E dunque anche nei nostri paesi d\u2019Abruzzo. Il fatto \u00e8 che questo avviene non in terra d\u2019Abruzzo, ma in un Paese tanto fisicamente lontano, com\u2019\u00e8 in effetti l\u2019Argentina, quanto straordinariamente vicino, se si considera la meritoria opera di Maria D\u2019Alessandro nel ricucire la trama e l\u2019ordito della propria cultura attraverso una certosina ricostruzione della memoria delle proprie radici attraverso testimonianze e racconti raccolti tra gli emigrati abruzzesi della comunit\u00e0 nella quale vive, a Berazategui, nell\u2019area metropolitana della Grande Buenos Aires.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 rimarchevole \u00e8 questo impegno, se si considera il complesso delle attivit\u00e0 che l\u2019Autrice svolge nell\u2019ambito del Circolo Ricreativo Abruzzese e nel Coro Folcloristico che ella anima in quella citt\u00e0. Tutto riporta a quel desiderio di coltivare, in comunione, tradizioni e culture popolari che sono il retaggio, dolce ed emozionante, della propria terra d\u2019origine. \u201cLa memoria &#8211; ha scritto Octavio Paz, premio Nobel per la letteratura &#8211; non \u00e8 ci\u00f2 che ricordiamo, ma ci\u00f2 che ci ricorda. La memoria \u00e8 un presente che non finisce mai di passare\u201d.  Lo si scopre leggendo questo lavoro, prezioso se non altro per la passione che lo anima e per la corale partecipazione d\u2019una comunit\u00e0 regionale, residente in una citt\u00e0 d\u2019Argentina, ansiosa di non disperdere nell\u2019oblio il senso profondo del proprio passato, talvolta lontano nel tempo. Maria D\u2019Alessandro questo fa, documentando non solo lacerti della propria cultura e della memoria collettiva d\u2019una comunit\u00e0, partita in gran parte dalla provincia di Chieti, in Abruzzo, nel secondo dopoguerra e ritrovatasi in Argentina a costruire la prospettiva del proprio futuro, ma anche rafforzando quel senso di comune appartenenza che illustra al meglio l\u2019associazionismo d\u2019origine abruzzese in ogni continente. <\/p>\n<p>Dunque, per quanto questo volume appaia nella sua sobriet\u00e0 ed innocente freschezza, in effetti \u00e8 un prezioso contributo al rafforzamento del legame tra coloro che condividono comuni radici, coltivandone con orgoglio la memoria e scrivendone, fors\u2019anche inconsapevolmente, una tessera di storia civile. (\u2026) E\u2019 infatti un\u2019opera che raccoglie memorie, tradizioni, storie e ricordi finora trasmessi oralmente e che, probabilmente, senza questo volume, si sarebbero man mano affievoliti disperdendosi con le generazioni future per via del sempre pi\u00f9 labile cordone ombelicale con la terra d\u2019origine dei padri. Ora questo non accadr\u00e0 facilmente, potendosi contare su un documento scritto che resta, raccogliendo biografie, racconti e tradizioni che contribuiscono efficacemente a conservare i contorni di quel senso di comunit\u00e0 regionale, attraverso il medium della cultura popolare, che connota, oltre i confini, un grande Abruzzo nel mondo. L\u2019Autrice pu\u00f2 quindi legittimamente sentirsi fiera di questo lavoro. (\u2026) Sono certo che la comunit\u00e0 abruzzese di Berazategui avr\u00e0 ragione di sentirsi pi\u00f9 forte ed unita. Disporre d\u2019un proprio patrimonio di memoria affidato al futuro, qual \u00e8 la sorte d\u2019un libro, di solito alimenta ulteriori attenzioni e ricerche fino ad arricchirlo progressivamente. E di questo l\u2019Abruzzo dentro i confini non pu\u00f2 che essere lieto, considerando che l\u2019altro Abruzzo all\u2019estero \u00e8 orgoglioso delle proprie origini e di coltivare al meglio l\u2019attaccamento alla propria terra. La lettura di questo volume davvero mi ha colpito, scorrendo le storie d\u2019emigrazione nella loro essenzialit\u00e0, i sentimenti celati nei versi, l\u2019ironia popolare in certi racconti rusticani, i valori positivi alla base della cultura contadina dalla quale gran parte di noi ha provenienza. E sono grato a Maria D\u2019Alessandro per l\u2019impegno che ha profuso, mettendo a frutto la sua sensibilit\u00e0 al servizio della cultura abruzzese. La sua opera ci arricchir\u00e0 un po\u2019 tutti, aggiungendo un piccolo tassello di conoscenza e consapevolezza a quel grande mosaico dell\u2019emigrazione abruzzese nel mondo\u201d. <\/p>\n<p>Dopo una breve presentazione del volume, abbiamo parlato molto, tante le storie. Ognuno desidera  raccontarmi del paese d\u2019origine e dell\u2019arrivo in Argentina, terra che amano come seconda Patria. Mi parlano della loro vita, dei loro figli, fanno a gara. Enrico Spinelli, che \u00e8 originario di Perano, un paese nella Val di Sangro in provincia di Chieti, mi tira cortesemente da un lato. Vuole raccontarmi la sua storia, una storia vissuta fino a rischio della vita in un periodo particolare e terribile. Della sua esperienza nelle carceri argentine mi racconta, arrestato e torturato sotto la dittatura di Rafael Videla. Rischi\u00f2 d\u2019essere uno dei trentamila desaparecidos scomparsi nel nulla durante la \u201cguerra sucia\u201d, la Guerra Sporca del regime militare. L\u2019azione delle nostre rappresentanze diplomatiche sul regime riusc\u00ec a sventare un esito che sarebbe stato certamente drammatico. Enrico Spinelli venne rilasciato e le nostre autorit\u00e0 gli assicurarono sicurezza in Italia, dove rest\u00f2 fin quando la dittatura non croll\u00f2, nel 1983, dopo il tragico esito della guerra con gli inglesi seguita all\u2019occupazione argentina delle isole Falkland, o Malvinas. Anche questa di Enrico Spinelli \u00e8 una tessera del contributo reso dagli Abruzzesi alla libert\u00e0 e alla democrazia dell\u2019Argentina. Ma su questa storia avremo forse modo di tornare, con la testimonianza di chi visse in prima persona quella terribile esperienza.<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20101115 12:11:00 redazione-IT [b]All\u2019universit\u00e0 di Buenos Aires, poi Berazategui in festa, un libro di racconti e il desaparecido d\u2019Abruzzo[\/b] di Goffredo Palmerini BUENOS AIRES \u2013 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=9072\" title=\"8339 EVENTI ED EMOZIONI DELLA MISSIONE ABRUZZESE IN ARGENTINA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[86],"tags":[],"class_list":["post-9072","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2010"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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