{"id":54562,"date":"2026-09-19T13:33:44","date_gmt":"2026-09-19T13:33:44","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54562"},"modified":"2026-09-19T13:33:44","modified_gmt":"2026-09-19T13:33:44","slug":"n38-19-09-202n38-19-09-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54562","title":{"rendered":"n\u00b038 \u2013 19  09 202n\u00b038 \u2013 19  09 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO."},"content":{"rendered":"<p>01 &#8211; Claudia Fanti*: Scandalo bancario, in Brasile tremano giudici e politici &#8211; America Latina Coinvolto de Moraes, che fece condannare Bolsonaro. Ma anche il figlio dell\u2019ex presidente02 &#8211; Roberto Ciccarelli*:  La fine del bollo porta allo scontro con l\u2019Ue e enti locali &#8211; Poveri ma bellici Per Bruxelles l\u2019esenzione \u00abstrutturale\u00bb della tassa su auto e moto non pu\u00f2 essere finanziata con il Pnrr, Giorgetti: \u00abSono soldi nostri\u00bb. Il presidente della Toscana Giani: \u00abRegioni compensati la met\u00e0 di quanto incasserebbero\u00bb<br \/>\n03 &#8211; Valigia Blu*: Negazionismo climatico di Stato: Trump d\u00e0 il via libera ai grandi inquinatori industriali<br \/>\n04 &#8211; Marco Arvati *: Come Trump sta cercando di truccare le carte per vincere le elezioni di met\u00e0 mandato &#8211; La Corte Suprema blocca il piano dell\u2019amministrazione Trump per controllare le schede elettorali inviate per posta alle elezioni di medio termine<br \/>\n05 &#8211;  Africa, In Evidenza, Sudafrica &#8211; Gli Usa contro la riparazione dell\u2019apartheid: nuove sanzioni al Sudafrica<br \/>\n6 &#8211; Filippo La Porta*:  L\u2019alterit\u00e0 nella lingua di un comunista sempre controcorrente &#8211; Indagini Intorno al volume \u00abUmberto Terracini, primo fra i pari\u00bb (Mimesis) che raccoglie gli atti di un convegno al Senato. Litig\u00f2 con Lenin si oppose al patto Molotov-Ribbentrop critic\u00f2 Togliatti sui Patti Lateranensi<br \/>\n07 &#8211; Alfiero Grandi: l\u2019alternativa alla destra tarda ad arrivare: si rischia di ripetere gli errori del 2022 -forse c\u2019era qualche illusione eccessiva ma ora la discussione sull\u2019alternativa costituzionale alla destra sembra in alto mare, come dopo il referendum costituzionale del 22\/23 marzo scorso.<\/p>\n<p>01 &#8211; Claudia Fanti*: SCANDALO BANCARIO, IN BRASILE TREMANO GIUDICI E POLITICI &#8211; AMERICA LATINA COINVOLTO DE MORAES, CHE FECE CONDANNARE BOLSONARO. MA ANCHE IL FIGLIO DELL\u2019EX PRESIDENTE<\/p>\n<p>A poco pi\u00f9 di due settimane dalle presidenziali brasiliane, dei risultati ottenuti dal governo Lula o dei programmi dei candidati non si parla praticamente pi\u00f9: a dominare il dibattito politico, infatti, \u00e8 la clamorosa crisi della Corte Suprema (o Supremo tribunale federale), la quale, investita in pieno dallo scandalo del Banco Master, ha mandato in fumo tutto il prestigio guadagnato con la sua difesa della democrazia dopo il tentato golpe di Jair Bolsonaro nel 2022.<br \/>\nLa pi\u00f9 grande frode bancaria della storia del Brasile, orchestrata dal banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere, \u00e8 in realt\u00e0 sotto i riflettori da quasi un anno, rivelando un\u2019immensa rete di corruzione in cui sono cadute le principali istituzioni del paese.<br \/>\nMa a far esplodere davvero lo scandalo \u00e8 stata la decisione del giudice del Stf Andr\u00e9 Mendon\u00e7a, di chiara fede bolsonarista, di desecretare, il primo settembre, il rapporto elaborato su sua richiesta dalla Polizia federale sulla base di materiali recuperati dal cellulare di Vorcaro: una divulgazione selettiva di documenti mirata a rivelare come il giudice Alexandre de Moraes \u2013 artefice principale della condanna di Jair Bolsonaro \u2013 avesse ricevuto favori dall\u2019ex banchiere, compreso un contratto milionario stipulato con lo studio legale di sua moglie.<\/p>\n<p>PUNTUALE era scattata la reazione di Moraes, il quale si era scagliato a sua volta contro Mendon\u00e7a, con il sostegno della Procura generale, contestando la modalit\u00e0 con cui il suo collega aveva gestito l\u2019indagine sul Banco Master. E che il \u00abgiudice terribilmente evangelico\u00bb \u2013 come lo aveva definito Bolsonaro per fargli un complimento \u2013 intendesse favorire la sua parte politica ci sono ben pochi dubbi.<\/p>\n<p>Non a caso, quando \u2013 forzato dal presidente del Stf Edson Fachin, dalla Procura e dallo stesso governo Lula \u2013 Mendon\u00e7a aveva dovuto togliere il 10 settembre il segreto istruttorio su tutti gli atti dell\u2019indagine sul Banco Master, era emerso \u2013 sorpresa! \u2013 come la Corte Suprema stesse indagando gi\u00e0 dal 22 luglio su Fl\u00e1vio Bolsonaro, nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta, strettamente collegata, sui finanziamenti sospetti al film Dark Horse, il biopic su suo padre, con le accuse di peculato, falsit\u00e0 documentale, riciclaggio, associazione per delinquere e irregolarit\u00e0 negli appalti. Un\u2019indagine che Mendon\u00e7a aveva tenuto nascosta, cos\u00ec come il collegamento con lo scandalo di due giudici della Corte Suprema vicini all\u2019ex presidente: Luis Fux e Kassio Nunes Marquez.<br \/>\nIL COINVOLGIMENTO DIRETTO del primogenito di Bolsonaro \u2013 lo \u00abzero uno\u00bb -, il quale avrebbe chiesto a Vorcaro circa 20 milioni di euro (130 milioni di reais) per finanziare Dark Horse, dei quali circa la met\u00e0 sarebbe stata versata, \u00e8 stato tuttavia parecchio oscurato dal caso dei presunti collegamenti tra l\u2019ex banchiere e Moraes. Un caso di cui si \u00e8 occupata marted\u00ec scorso una storica sessione della Corte Suprema, la quale per\u00f2 ha deciso di rinviare (fino a un massimo di 90 giorni) la decisione sull\u2019eventuale \u2013 e assolutamente inedita \u2013 apertura di un\u2019indagine contro uno dei suoi membri, il nemico giurato del clan Bolsonaro e dell\u2019amministrazione Trump.<\/p>\n<p>DELLO SCANDALO ha subito approfittato Fl\u00e1vio Bolsonaro per rilanciare la sua versione secondo cui la Corte Suprema sarebbe un organo autoritario e corrotto allineato al governo \u2013 \u00abChi vota Lula vota Alexandre de Moraes\u00bb, ha dichiarato in un comizio a S\u00e3o Paulo -, con l\u2019ovvio corollario dell\u2019illegalit\u00e0 della condanna di suo padre.<br \/>\nAl crollo di credibilit\u00e0 del Stf ha reagito anche Lula, non solo evidenziando come la maxi frode di Vorcaro abbia avuto luogo sotto il governo Bolsonaro, ma anche prendendo le distanze dai giudici \u2013 \u00abun ministro della Corte Suprema non pu\u00f2 essere tale per arricchirsi\u00bb \u2013 e difendendo l\u2019introduzione di limiti di mandato per la massima istanza giudiziaria: \u00abNessuno dovrebbe mantenere la stessa posizione per 40 anni\u00bb, ha spiegato il presidente, annunciando una profonda riforma del potere giudiziario in caso di rielezione.<br \/>\nUN PO\u2019 PREOCCUPATO, tuttavia, Lula deve esserlo di sicuro, considerando l\u2019ampio consenso tra gli analisti sul fatto che le indagini sul crack del Banco Master potrebbero danneggiare pi\u00f9 lui che Fl\u00e1vio Bolsonaro, a fronte dell\u2019associazione operata da una parte significativa dell\u2019elettorato tra Moraes e il governo, malgrado Xand\u00e3o, come viene chiamato il giudice, non possa certo essere definito di sinistra.<\/p>\n<p>Del resto, dinanzi al serrato testa a testa tra i due candidati pronosticato dai sondaggi nel pressoch\u00e9 certo ballottaggio del 25 ottobre, basta pochissimo a spostare l\u2019ago della bilancia a favore dell\u2019uno e dell\u2019altro.<br \/>\nChe poi ad essere direttamente coinvolto nello scandalo sia lo \u00abzero uno\u00bb e non il presidente, che anzi ha sollecitato a pi\u00f9 riprese la massima trasparenza nelle indagini, \u00e8 solo uno dei tanti paradossi del paese.<br \/>\n*(Claudia Fanti: Giornalista, scrive da pi\u00f9 di 20 anni sul settimanale Adista, collabora con \u201cil manifesto\u201d e con altre testate. Autore del libro &#8220;il cosmo &#8230;)<\/p>\n<p>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*:  LA FINE DEL BOLLO PORTA ALLO SCONTRO CON L\u2019UE E ENTI LOCALI &#8211; POVERI MA BELLICI PER BRUXELLES L\u2019ESENZIONE \u00abSTRUTTURALE\u00bb DELLA TASSA SU AUTO E MOTO NON PU\u00d2 ESSERE FINANZIATA CON IL PNRR, GIORGETTI: \u00abSONO SOLDI NOSTRI\u00bb. IL PRESIDENTE DELLA TOSCANA GIANI: \u00abREGIONI COMPENSATI LA MET\u00c0 DI QUANTO INCASSEREBBERO\u00bb<\/p>\n<p>Ammettere l\u2019impraticabilit\u00e0 di una strada per giustificare l\u2019imbocco di un vicolo cieco. \u00c8 la parabola disegnata ieri dal ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti dall\u2019Ecofin, dove ha richiesto con Germania, Spagna, Portogallo e Austria una tassa europea sugli extraprofitti energetici. Sul caro-carburanti, invece, Giorgetti ha dichiarato la resa: la politica di sconti sulle accise seguita dall\u2019esecutivo fin dallo scorso marzo \u00e8 diventata \u00abinsostenibile finanziariamente\u00bb. Lo dimostra la mini-proroga di sole due settimane del taglio sul diesel, destinato a scendere dagli iniziali 17 centesimi a 12,2 centesimi tra il 18 e il 25 settembre, per poi prosciugarsi a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre.<br \/>\nPER QUESTA RAGIONE si \u00e8 preferito virare sullo stop al bollo per le auto non di lusso e confezionare una misura \u00abpop\u00bb. Ma dietro la vetrina di un intervento esplicitamente elettorale c\u2019\u00e8 un\u2019operazione a cortissimo respiro, i cui effetti collaterali scaricheranno il conto sui servizi essenziali: la sanit\u00e0 e il trasporto pubblico locale di competenza di Regioni ed enti locali, ai quali il governo dovr\u00e0 garantire i circa 2,36 miliardi sottratti dall\u2019abolizione della tassa. La trovata non risolver\u00e0 la crisi energetica: pur risparmiando sul bollo, gli automobilisti continueranno a spendere un patrimonio al distributore, mentre l\u2019inflazione si manger\u00e0 i loro salari.<\/p>\n<p>UN ALTRO CORTOCIRCUITO \u00e8 spuntato sulle coperture rastrellate tra le pieghe del Pnrr. La Commissione europea ha fatto sapere ieri che valuter\u00e0 attentamente l\u2019operazione contabile fatta sul bollo, che dirotta fondi destinati agli investimenti per finanziare un alleggerimento fiscale. Giorgetti, a quel punto, ha abbandonato il pragmatismo ragionieristico per esibire un inedito sovranismo contabile: \u00abI risparmi su prestiti che l\u2019Italia ha avuto con il Pnrr sono soldi nazionali, non risorse europee \u2013 ha detto \u2013. Sono risorse del bilancio dello Stato: il governo e soprattutto il parlamento ne dispongono come meglio ritengono\u00bb.<\/p>\n<p>SEMPRE AMMESSO che a Bruxelles siano d\u2019accordo, la contraddizione resta. Meloni e Giorgetti promettono che l\u2019abolizione del bollo sar\u00e0 permanente, ma i risparmi sui fondi Pnrr sono una tantum, utili forse per coprire il solo 2027. Giorgetti ha avanzato l\u2019ipotesi di fare cassa con la clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica pari allo 0,3% del Pil richiesta a Bruxelles, ma non \u00e8 sicuro che l\u2019UE autorizzi l\u2019uso di quelle risorse per cancellare un balzello automobilistico. In ogni caso la valvola di sfogo svanir\u00e0 nel giro di un biennio. Questa \u00e8 un\u2019altra cambiale in bianco che il governo Meloni scarica sulla prossima legislatura.<\/p>\n<p>C\u2019\u00c8 UN GIALLO SUI NUMERI. Il Ministero delle Infrastrutture ha parlato di una platea di 24,6 milioni di automobilisti con veicoli entro gli 80 kW. Per il Codacons erano veri e propri \u00abnumeri al lotto\u00bb: con un costo medio di 141 euro a bollo servirebbero infatti 3,4 miliardi, aprendo una voragine da oltre 1,2 miliardi nei conti pubblici. Nella relazione tecnica del decreto \u00e8 stato invece calcolato un solo veicolo a testa. Cos\u00ec i beneficiari reali sono scesi a 13,2 milioni di auto e 2 milioni di moto, per 15,5 milioni di cittadini, con un costo certificato in 2,2 miliardi.<\/p>\n<p>CIFRE BALLERINE che hanno spinto il presidente della Toscana Eugenio Giani a denunciare un blitz \u00absuperficiale, demagogico e chiaramente elettorale\u00bb ai danni delle Regioni. Mentre l\u2019emiliano-romagnolo Michele de Pascale ha chiamato in causa il ministro della Salute Orazio Schillaci, chiedendo se i 5 miliardi necessari per il fondo sanitario ci saranno nella prossima legge di bilancio o se serviranno piuttosto a compensare i due miliardi sottratti al servizio sanitario.<\/p>\n<p>\u00abHA FATTO PI\u00d9 CLAMORE l\u2019eliminazione del bollo rispetto ai 40-50 miliardi di riduzione di tasse e contributi\u00bb si \u00e8 lamentato Giorgetti. Ma il \u201crumore\u201d l\u2019ha generato la stessa premier Meloni, pretendendo lo stop al bollo, mentre la pressione fiscale reale \u00e8 salita, stando ai dati Istat, al 43,1%. Un fenomeno che sarebbe stato causato per la Cgil dal drenaggio fiscale che l\u2019esecutivo sostiene invece di avere contenuto.<\/p>\n<p>LE ACROBAZIE DI MELONI &amp; CO. sul bollo auto si spiegano con la ristrettezza delle risorse a disposizione causata dalla rigida osservanza del patto di stabilit\u00e0 Ue. Ma c\u2019\u00e8 anche da considerare un altro gioco delle tre carte sul tavolo degli extraprofitti. La contraddizione \u00e8 stata esplicitata da Angelo Bonelli (Avs) che ha notato il tentativo del governo (non solo italiano in realt\u00e0) di affidare l\u2019istituzione della tassa sugli extraprofitti a Bruxelles evitando di crearne almeno una a livello nazionale. Il commissario Ue all\u2019Economia Valdis Dombrovskis non ha escluso la possibilit\u00e0 di farlo a livello sovranazionale ma ha di nuovo sollecitato i governi a procedere di loro iniziativa. Ma questi ultimi, a cominciare dagli italiani, non hanno alcuna intenzione di farlo. Tutt\u2019al pi\u00f9 organizzeranno una nuova partita di giro: a chi sta guadagnando dalla crisi sar\u00e0 chiesto un \u00abcontributo\u00bb che sar\u00e0 restituito fiscalmente nei prossimi anni.<\/p>\n<p>IN VISTA DELLA REVISIONE del deficit 2025 attesa il 22 settembre dall\u2019Istat e dall\u2019Eurostat, da cui dipendono i margini della manovra, il governo ha aperto un altro fronte con Bruxelles. Il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato la sua \u00abideologia pseudo-green\u00bb e ha annunciato un decreto per bloccare lo stop ai diesel Euro 5 nel 2027. Poco importa se da quell\u2019Ue \u00abpseudo-green\u00bb l\u2019Italia incasser\u00e0 14 miliardi per la transizione energetica, oltre ai 22 per le armi.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli). Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb)<\/p>\n<p>03 &#8211; VALIGIA BLU*: NEGAZIONISMO CLIMATICO DI STATO: TRUMP D\u00c0 IL VIA LIBERA AI GRANDI INQUINATORI INDUSTRIALI<\/p>\n<p>PRENDERE DECISIONI VIVENDO IN UNA REALT\u00c0 PARALLELA CHE ADERISCE PERFETTAMENTE AI PROPRI PERNICIOSI INTERESSI FINANZIARI, STRATEGICI E INDUSTRIALI. DEVE ESSERE QUESTA LA MOLLA CHE GUIDA LE DECISIONI DELL\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP CHE, IN BARBA A QUANTO RILEVANO ORMAI DISPERATAMENTE I RAPPORTI DI STUDIOSI, RICERCATORI E SCIENZIATI SUL RISCALDAMENTO GLOBALE E SUL TEMPO CHE STRINGE (E AGLI EFFETTI ORMAI SEMPRE PI\u00d9 DEVASTANTI OVUNQUE NEL PIANETA), CONTINUA A LEGIFERARE A SUON DI NEGAZIONISMO CLIMATICO. <\/p>\n<p>Il discorso aberrante di Trump all\u2019Onu: il negazionismo climatico \u00e8 parte del disegno autocratico<br \/>\nE cos\u00ec mentre il riscaldamento globale ci sta dando l\u2019avviso di rescissione del contratto di abitabilit\u00e0 con la Terra, il direttore dell\u2019Agenzia per la Protezione dell\u2019Ambiente (EPA), Lee Zeldin, ha annunciato in un discorso durante il G20 sull\u2019energia a Houston, che l\u2019amministrazione Trump abolir\u00e0 le norme che limitano le emissioni di gas serra delle centrali elettriche, adottate durante la presidenza Biden per ridurre il rilascio di inquinanti atmosferici come l\u2019anidride carbonica. <\/p>\n<p>Gli interventi approvati da Biden prevedevano una significativa riduzione delle emissioni di carbonio provenienti dalle centrali elettriche, dai veicoli e dagli impianti industriali. Si stimava che le norme avrebbero ridotto di 1 miliardo di tonnellate le emissioni di gas serra entro il 2047, generando benefici netti pari a 370 miliardi di dollari, e che avrebbero evitato 1.200 decessi prematuri e 360.000 attacchi d\u2019asma nel solo 2035, grazie al miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria. Ma sotto l\u2019amministrazione Trump, l\u2019EPA ha eliminato dai propri calcoli il beneficio in termini monetari derivante dal salvataggio di vite umane grazie alla riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico. E cos\u00ec Zeldin ha potuto sostenere che, siccome i gas serra sono di natura globale e i danni potenziali sono troppo \u201cincerti, congetturali, remoti e contorti per essere collegati alle centrali elettriche statunitensi, questi esulano dall\u2019autorit\u00e0 dell\u2019agenzia e dal Clean Air Act in materia di regolamentazione\u201d. <\/p>\n<p>In altre parole, gli impatti delle emissioni delle centrali elettriche non sarebbero quantificabili a livello globale e pertanto non sarebbero di competenza dell\u2019EPA. Alla luce di questa posizione, abolendo le norme dell\u2019era Biden, l\u2019EPA impedir\u00e0 alle future amministrazioni USA di regolamentare i gas serra delle centrali elettriche.<\/p>\n<p>\u00abLa realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019America produce energia in modo migliore e pi\u00f9 pulito rispetto a qualsiasi altra parte del mondo e una centrale elettrica non dovrebbe essere presa di mira in modo cos\u00ec assurdo\u00bb, ha affermato Zeldin. <\/p>\n<p>Se approvata, la proposta potrebbe far risparmiare oltre 300 miliardi di dollari, ha dichiarato l\u2019EPA. \u00abGli anni di lavoro delle amministrazioni Obama e Biden per distruggere il carbone e il gas naturale sono finiti\u00bb, ha aggiunto Aaron Szabo, vicedirettore dell\u2019EPA. \u00abGrazie alle nostre azioni odierne, le aziende agricole e le imprese americane beneficeranno di costi dell\u2019elettricit\u00e0 pi\u00f9 bassi\u00bb. Le nuove norme (che saranno sottoposte a consultazione pubblica), ha aggiunto, \u00abgarantiranno un approvvigionamento energetico accessibile e affidabile e ridurranno i costi dei trasporti, del riscaldamento, dei servizi pubblici, dell\u2019agricoltura e dell\u2019industria manifatturiera, rafforzando al contempo la nostra sicurezza nazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Le affermazioni e i numeri esibiti dai vertici dell\u2019EPA sono in evidente contraddizione con i dati di studi e rilevazioni scientifiche. Secondo le Nazioni Unite, i combustibili fossili, tra cui il carbone e il gas naturale, sono di gran lunga la principale causa dei cambiamenti climatici globali. Gli Stati Uniti sono attualmente il secondo maggior emettitore di gas serra che causano il riscaldamento globale, come l\u2019anidride carbonica, dopo la Cina. E il settore energetico rappresenta circa un quarto delle emissioni statunitensi, con circa 1,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente all\u2019anno, secondo le ultime stime disponibili. Ci\u00f2 significa che le emissioni del settore energetico statunitense sono superiori alle emissioni totali di quasi tutti i paesi tranne una manciata.<\/p>\n<p>Il gas naturale rappresenta poco pi\u00f9 del 40% del mix di fonti energetiche degli Stati Uniti per la produzione di energia elettrica. L\u2019uso del carbone \u00e8 diminuito drasticamente negli ultimi decenni e ora rappresenta meno di un quinto delle fonti energetiche. Secondo i calcoli proprio dell\u2019EPA, l\u2019abolizione dei limiti d\u2019emissione per le centrali a carbone e a gas comporter\u00e0 123 milioni di tonnellate metriche di emissioni di carbonio aggiuntive nel prossimo decennio.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 poco da stupirsi. Trump, che ha definito il cambiamento climatico una \u201cbufala\u201d e una \u201cstronzata\u201d, sta smantellando a spron battuto le protezioni ambientali, sta abolendo le normative sulle emissioni dei tubi di scarico e degli elettrodomestici, screditando e declassando i rapporti scientifici secondo cui i gas serra sono pericolosi. A inizio anno, il presidente USA ha revocato una storica dichiarazione dell\u2019EPA del 2009, sostenuta da una sentenza della Corte Suprema, secondo la quale i gas serra rappresentano una minaccia significativa per la salute pubblica e l\u2019ambiente. Questa decisione \u00e8 stata contestata da diversi Stati e amministrazioni locali. <\/p>\n<p>L\u2019ordine mondiale di Trump: un enorme \u201cfottetevi tutti\u201d rivolto al mondo intero<br \/>\nLa strategia \u00e8 lineare ed evidente: restituire forza alle industrie dei combustibili fossili, in particolare il gas naturale e il carbone, che avevano lamentato come le norme sul clima e il piano di elettrificazione del sistema energetico voluto da Biden stesse portando alla chiusura dei loro impianti e delle loro miniere. Trump ha cercato di incentivare l\u2019uso del carbone da parte delle industrie di produzione di energia anche in altri modi, ordinando alle centrali a carbone di rimanere in servizio ben oltre le date previste per la loro dismissione. La scorsa settimana una Corte d\u2019Appello federale ha dichiarato illegittimo un ordine dell\u2019amministrazione che bloccava la chiusura di una centrale a carbone nel Michigan.<br \/>\n(Fonte. Valigia Blu valigiablu.itinfo@valigiablu.it)<\/p>\n<p>04 &#8211; Marco Arvati *: COME TRUMP STA CERCANDO DI TRUCCARE LE CARTE PER VINCERE LE ELEZIONI DI MET\u00c0 MANDATO &#8211; LA CORTE SUPREMA BLOCCA IL PIANO DELL\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP PER CONTROLLARE LE SCHEDE ELETTORALI INVIATE PER POSTA ALLE ELEZIONI DI MEDIO TERMINE<br \/>\nAggiornamento 15 settembre 2026: La Corte Suprema ha bloccato un provvedimento dell&#8217;amministrazione Trump che avrebbe modificato radicalmente le modalit\u00e0 di voto per corrispondenza degli americani in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Si tratta di una decisione dura per il presidente Trump che da tempo sostiene, senza prove, che il voto per corrispondenza sia segnato da frodi dilaganti.<br \/>\nLa controversia ha origine in un ordine esecutivo firmato da Trump alla fine di marzo, che imponeva al Servizio Postale di elaborare nuove linee guida per il voto per corrispondenza. Diversi procuratori generali democratici, gruppi per i diritti di voto e leader nazionali del Partito Democratico hanno fatto ricorso per contestare l\u2019ordine, sostenendo che violasse la Costituzione che attribuisce agli Stati e al Congresso la responsabilit\u00e0 delle elezioni. Le nuove regole avrebbero richiesto agli Stati di presentare elenchi degli elettori autorizzati a ricevere le schede elettorali per corrispondenza in modo tale che potessero votare per posta solo chi era presente in queste liste. Ma secondo i ricorrenti modificare le modalit\u00e0 di voto a cos\u00ec poche settimane dalle elezioni di medio termine avrebbe generato confusione e il \u201crischio significativo che a milioni di elettori in pi\u00f9 fosse negata la possibilit\u00e0 di votare\u201d.<br \/>\nLa decisione della Corte \u00e8 stata accolta con favore anche dai responsabili elettorali di sette Stati controllati dal Partito Repubblicano. Tuttavia, la battaglia legale, durata settimane, potrebbe aver generato una certa confusione e accreditare la narrazione di Trump che da tempo cerca di gettare dubbi sull\u2019integrit\u00e0 del voto in un\u2019elezione che il suo partito potrebbe perdere.<br \/>\nIn pieno contrasto con le deleghe costituzionali, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ieri che i repubblicani dovrebbero nazionalizzare le elezioni, continuando a riproporre false teorie cospirative sulle frodi elettorali che, a suo dire, avrebbero portato Biden a vincere nel 2020. In realt\u00e0 queste affermazioni sono parte della strategia del presidente statunitense di condizionare le elezioni di met\u00e0 mandato che si terranno a novembre.<\/p>\n<p>Le parole di Trump arrivano meno di una settimana dopo che l&#8217;FBI ha fatto irruzione in un ufficio elettorale a Fulton, in Georgia, con l\u2019ordine di confiscare tutte le schede fisiche riguardanti le elezioni del 2020, i registri delle macchine elettorali e le immagini prodotte durante il conteggio. La giustificazione utilizzata per questa azione sarebbe la possibile mancata preservazione dei registri ufficiali, una frode nei confronti degli elettori. <\/p>\n<p>Fulton \u00e8 stata, tra la fine del 2020 e l\u2019inizio del 2021, l\u2019epicentro della battaglia di Donald Trump per sovvertire il risultato elettorale: da qui \u00e8 partita la cosiddetta \u201cBig Lie\u201d, quella secondo cui il vero vincitore delle elezioni presidenziali del 2020 sarebbe stato proprio Trump (ma era questa la vera bugia). L\u2019allora presidente aveva anche telefonato al segretario di Stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, chiedendogli di trovare abbastanza voti, circa diecimila, per sovvertire il vantaggio di Biden, primo democratico a vincere in Georgia dal 1992. I cospirazionisti Maga hanno esultato per l\u2019azione dell\u2019Fbi e del Dipartimento di Giustizia: per loro sarebbe la conferma che quell\u2019elezione \u00e8 stata davvero rubata. I democratici hanno sottolineato la gravit\u00e0 delle perquisizioni e definito l\u2019azione della Fbi una \u201csovversione del processo democratico\u201d. Tutti i tentativi di portare il risultato delle elezioni del 2020 in tribunale sono falliti, a riprova di come fossero le asserzioni di Trump la vera bugia.<\/p>\n<p>Donald Trump, durante il suo primo mandato da presidente, ha tentato in ogni modo di non certificare la netta vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020, arrivando a un tentativo di golpe il 6 gennaio del 2021 per rimanere in carica: tornato al potere, ha graziato tutte le persone in carcere per avervi preso parte. A novembre si terranno le elezioni di midterm, che saranno centrali per il prosieguo della stagione trumpiana: i democratici, infatti, sono favoriti per tornare in possesso della Camera, e se ce la facessero potrebbero fare un maggiore ostruzionismo alle politiche autoritarie trumpiane e ricorrere nuovamente allo strumento dell\u2019impeachment. Uno strumento detestato dall\u2019attuale presidente degli Stati Uniti e che \u2013 ha detto apertamentamente ai repubblicani \u2013 in caso di sconfitta alle elezioni verr\u00e0 utilizzato nuovamente contro di lui. Nonostante non ci siano i numeri perch\u00e9 una misura del genere passi il vaglio del Senato, Trump \u00e8 stato gi\u00e0 messo due volte sotto impeachment, ma ha fatto rimuovere da alcuni musei, come la National Portrait Gallery di Washington, i riferimenti a questi fatti. <\/p>\n<p>Per poter continuare a dettare l\u2019agenda politica, i repubblicani devono vincere le elezioni: nei giorni scorsi i democratici hanno ottenuto un successo insperato con ben 14 punti di vantaggio in un\u2019elezione suppletiva per il Senato statale del Texas in una contea dove Trump aveva battuto Harris con 17 punti di margine. A oggi, \u00e8 difficile comprendere in che contesto politico si voter\u00e0, ma quello che \u00e8 certo \u00e8 che il presidente si sta portando avanti, con mosse mirate a invalidare il processo elettorale, o perlomeno a porre dubbi sulla sua veridicit\u00e0. Con un lavoro ampio e dettagliato, il Washington Post ha prefigurato alcuni scenari che potrebbero presentarsi.<\/p>\n<p>Anche se sembra un quadro troppo fosco, non \u00e8 nulla di nuovo. Gi\u00e0 nel 2020, Donald Trump, nonostante la pandemia di Covid in corso, impose ai suoi elettori di votare solo di persona ai seggi, e non per posta: il voto per posta veniva definito \u201ctruccato\u201d e in quanto tale andava evitato. Questo contribu\u00ec al cosiddetto \u201cmiraggio rosso\u201d, studiato a tavolino dalla Casa Bianca: i voti ai seggi, infatti, sono conteggiati prima di quelli postali, che a volte arrivano anche giorni dopo l\u2019Election day. Questo ha portato a una situazione in cui Trump, durante la notte elettorale, si trovava in vantaggio in tutti gli Stati chiave, e ha potuto annunciare di aver vinto, nonostante mancassero ancora milioni di voti da conteggiare. Nei giorni successivi, l\u2019onda di voti per posta favorevoli a Biden ha ribaltato il risultato, ma oramai la \u201cbugia\u201d si era fatta strada tra gli elettori del presidente: Trump aveva falsamente pronosticato che i democratici avrebbero provato a truccare i risultati attraverso i voti postali, e Biden aveva vinto proprio con quei voti. Dopo le elezioni, Trump ha provato a contestare i risultati con ogni mezzo, fino all\u2019assalto al Campidoglio: in quello stesso giorno, 147 repubblicani, tra deputati e senatori, avevano deciso di votare contro l\u2019insediamento di Biden come presidente.<\/p>\n<p>Durante un\u2019intervista concessa al New York Times il mese scorso, Trump ha dichiarato di essersi pentito di \u201cnon aver sequestrato le macchine elettorali negli Stati chiave nel 2020\u201d. Inoltre, ad agosto, ha detto che avrebbe guidato un movimento per abolire a tutti i livelli il voto per posta: secondo il presidente, \u201cun tentativo che verrebbe osteggiato dai democratici, che rubano a livelli mai visti prima\u201d. Il punto \u00e8 che la Costituzione non d\u00e0 al potere federale il compito di decidere come si tiene il processo elettorale, ma ai singoli Stati. Ognuno di questi ha regole diverse su come accettare o meno il voto per posta, e infatti ogni tentativo dell\u2019esecutivo di bloccare questa tipologia di voto \u00e8 stato portato in tribunale. L\u2019ultimo di questi avrebbe impedito di contare tutti i voti pervenuti agli uffici elettorali dopo l\u2019Election Day, un caso che la Corte Suprema ha deciso di prendere in carico, e su cui quindi ci sar\u00e0 nel futuro un verdetto ufficiale.<\/p>\n<p>Intanto, gi\u00e0 da mesi Trump ha iniziato una battaglia per ridisegnare i collegi elettorali. Una richiesta inusuale, sia perch\u00e9 il disegno dei collegi \u00e8 di competenza statale, sia perch\u00e9 questi vengono disegnati ogni dieci anni, a seguito del censimento che determina anche, in base alla popolazione, l\u2019allocazione dei seggi alla Camera per ciascuno stato. Il presidente non ha fatto mistero del perch\u00e9 voleva fare questa mossa: ha affermato, infatti, di volere \u201ccinque seggi in pi\u00f9 in Texas per i repubblicani\u201d. Una mossa che non ha sortito gli effetti sperati, sia perch\u00e9 alcune delle nuove mappe sono state portate in tribunale, rendendo il processo pi\u00f9 lento, sia perch\u00e9 i democratici, anzich\u00e9 stare a guardare, si sono mossi di conseguenza. Di fronte all\u2019ipotesi di ridisegnare il collegio del Texas per favorire i repubblicani, infatti, il governatore della California Gavin Newsom ha risposto ridisegnando i propri collegi per avere un vantaggio per i democratici: \u00e8 difficile, a oggi, stabilire quale partito otterr\u00e0 pi\u00f9 seggi da questo ridisegno, ma nessuno dei due dovrebbe ottenere un particolare vantaggio come nella speranza iniziale di Trump.<\/p>\n<p>Un altro tentativo di manipolazione del processo elettorale passa dalla Corte Suprema: \u00e8 infatti all\u2019attenzione dei giudici un caso che potrebbe distruggere un passaggio chiave del Voting Rights Act del 1965, la legge che tutela il diritto di voto delle minoranze nel paese e garantisce i cosiddetti \u201ccollegi di minoranza\u201d. In uno Stato con forte presenza di una minoranza, si pensi per esempio agli afroamericani al Sud, deve essere garantito almeno un collegio che possa eleggere un suo rappresentante al Congresso. Per questo accade che in Stati a larga maggioranza repubblicana sono le minoranze a garantire rappresentativit\u00e0 al partito democratico: eliminare quel passaggio significherebbe una vittoria a tappeto del partito repubblicano in alcuni Stati, cambiando in modo strutturale la composizione della Camera. La Louisiana ha presentato un esposto alla Corte per \u201cincostituzionalit\u00e0\u201d. La decisione \u00e8 attesa nelle prossime settimane, e data la vicinanza a Trump della maggioranza dei giudici c\u2019\u00e8 una buona possibilit\u00e0 che decidano a vantaggio del presidente. Tuttavia, pi\u00f9 il tempo passa pi\u00f9 diventa improbabile che i collegi possano essere ridisegnati in tempo per le elezioni di novembre: in tal caso, se ne parlerebbe per il 2028, quando ci saranno anche le presidenziali.<\/p>\n<p>Nel frattempo, senza nessuna evidenza, Trump continua a ritenere disastrose le macchine per votare, che garantiscono comunque un margine d\u2019errore pi\u00f9 basso rispetto al conteggio umano. Il presidente vorrebbe macchine pi\u00f9 affidabili, con standard per\u00f2 non presenti sul mercato, oppure tornare al conteggio manuale: un problema, anche perch\u00e9 gli Stati Uniti non hanno tanti scrutatori, e i pochi ufficiali elettorali stanno rinunciando da quando il voto \u00e8 diventato talmente polarizzato da generare disordini.<br \/>\nGli ufficiali elettorali, che gestiscono il processo di voto lavorando concretamente ai seggi, infatti, sono costantemente sotto attacco: nel 2024, secondo il Brennan Center for Justice, il 38 per cento di questi ha subito intimidazioni e abusi e molti si sono dimessi per timori riguardanti la propria sicurezza. Dopo il 2020, una dozzina di Stati a guida repubblicana ha legiferato per criminalizzare azioni compiute dagli ufficiali elettorali, come per esempio sollecitare l\u2019invio di una scheda per posta. Nel frattempo, il Dipartimento della Sicurezza Interna, salito agli onori delle cronache per gli omicidi dell\u2019Ice in questi giorni, ha tagliato i fondi al CISA, un\u2019agenzia che si occupa di proteggere le elezioni da attacchi cyber e minacce fisiche.<br \/>\nInoltre, il Dipartimento di Giustizia, che in questa amministrazione ha perso la sua imparzialit\u00e0, sta collezionando informazioni sui cittadini: ha richiesto che 23 Stati forniscano le informazioni personali di tutti i votanti, tra cui dati sensibili come il numero di codice fiscale. Il governo ha detto che si tratterebbe di un controllo per sistemare eventuali errori, ma in molti hanno sottolineato come questi controlli incrociati rischino di togliere dalle liste votanti legittimi, o magari trovare reali errori in percentuali risibili, di nullo impatto sui risultati finali, che per\u00f2 servirebbero a Trump per contestare il processo elettorale in toto. Un amministratore in Texas ha affermato che circa un quarto dei cittadini della contea di Travis, con diritto di voto, \u00e8 invece identificato nei database federali come \u201cnon cittadini\u201d. C\u2019\u00e8, inoltre, la questione di come il Dipartimento di Giustizia conserver\u00e0\u00e0 questi dati, poich\u00e9 non ha dato indicazioni sulla difesa da possibili attacchi hacker.<br \/>\nDurante il dislocamento delle milizie ICE in Minnesota, Pam Bondi aveva offerto un ritiro delle truppe in cambio della consegna dei registri elettorali. Tra l\u2019altro, Bondi \u00e8 una nota negazionista del risultato elettorale del 2020, e quando \u00e8 stata interrogata al Senato per ottenere la conferma per guidare il Dipartimento di Giustizia, si \u00e8 rifiutata di rispondere alla domanda su chi avesse vinto le elezioni del 2020. E non \u00e8 l\u2019unica. Il direttore dell\u2019Fbi, Kash Patel, nel 2023 aveva parlato dei giornalisti che \u201channo aiutato Biden a rubare le elezioni\u201d e E Martin, avvocato che assiste il presidente nell\u2019esercizio della grazia, ha definito \u201ctruccato\u201d il processo elettorale del 2020.<br \/>\nAnche Steve Bannon nel suo podcast, War Room, ha toccato il tema del processo elettorale, e ha parlato di mandare agenti federali nelle citt\u00e0 a maggioranza liberal, cercare in ogni modo di rendere illegale il voto per posta, spingere per una ridefinizione dei collegi e cercare di sopprimere l\u2019affluenza chiedendo una prova di riconoscimento al seggio. Bannon oggi non fa parte del team di Trump, ma i suoi consigli sono del tutto simili alle mosse che la Casa Bianca ha portato avanti in questi mesi.<br \/>\n*(Marco Arvati &#8211; collabora con Valigia Blu su temi di attualit\u00e0 e politica statunitense.)<\/p>\n<p>05 &#8211;  AFRICA, IN EVIDENZA, SUDAFRICA &#8211; GLI USA CONTRO LA RIPARAZIONE DELL\u2019APARTHEID: NUOVE SANZIONI AL SUDAFRICA. &#8211; GLI STATI UNITI IMPONGONO RESTRIZIONI AI VISTI CONTRO FUNZIONARI ACCUSATI DI DISCRIMINARE I BIANCHI. PRETORIA DENUNCIA UN\u2019INGERENZA NELLE PROPRIE SCELTE DEMOCRATICHE. DIETRO LO SCONTRO CI SONO LA REDISTRIBUZIONE DELLA TERRA, LE POLITICHE DI AFFIRMATIVE ACTION E UNA CAMPAGNA DELLA DESTRA AFRIKANER ARRIVATA FINO ALLA CASA BIANCA.<br \/>\nLe politiche con cui il Sudafrica tenta di correggere alcune delle disuguaglianze prodotte da quasi mezzo secolo di apartheid sono diventate motivo di sanzione per gli Stati Uniti. Mercoled\u00ec 16 settembre il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato nuove restrizioni ai visti per funzionari sudafricani accusati da Washington di avere promosso \u201cdiscriminazioni razziali\u201d contro bianchi e altre minoranze. I nomi delle persone colpite non sono stati resi pubblici.<br \/>\nLa risposta di Pretoria \u00e8 arrivata poche ore dopo. Il ministro degli Esteri Ronald Lamola ha accusato l\u2019amministrazione statunitense di basarsi sulla rappresentazione costruita da \u201cgruppi marginali\u201d che pretendono di parlare a nome degli afrikaner. Il governo ha rivendicato il proprio diritto sovrano a introdurre leggi destinate a correggere \u201csecoli di ingiustizia razziale\u201d e ha ricordato che superare le divisioni prodotte dall\u2019apartheid non \u00e8 una scelta ideologica dell\u2019esecutivo, ma un mandato inscritto nella Costituzione democratica del Paese.<br \/>\n\u00c8 il punto che scompare quasi completamente nella narrazione costruita dalla destra statunitense. A pi\u00f9 di trent\u2019anni dalla fine dell\u2019apartheid, la distribuzione della ricchezza sudafricana continua infatti a riflettere profondamente la gerarchia razziale sulla quale era stato costruito il vecchio regime. Le politiche di affirmative action, il Black Economic Empowerment e la riforma fondiaria non nascono da un sistema che privilegiava storicamente la maggioranza nera, ma dal tentativo di modificare un ordine economico nel quale terra, capitale e opportunit\u00e0 erano stati assegnati per legge alla minoranza bianca.<br \/>\nL\u2019amministrazione Donald Trump ha rovesciato questa prospettiva. Fin dall\u2019inizio del mandato ha presentato gli afrikaner come vittime di una persecuzione razziale, rilanciando accuse di confische arbitrarie e violenze sistematiche contro gli agricoltori bianchi che Pretoria contesta. Gli Stati Uniti hanno persino aperto un canale privilegiato per accogliere afrikaner come rifugiati, mentre restringevano drasticamente l\u2019accesso al Paese per profughi provenienti da numerose altre aree del mondo.<br \/>\nLa questione della terra occupa il centro dello scontro. Washington contesta in particolare la legge sudafricana che consente, in circostanze limitate, espropri senza indennizzo. Il governo sostiene che la norma non autorizzi confische indiscriminate ma fornisca uno strumento per affrontare una concentrazione fondiaria che sopravvive alla segregazione legale. \u00c8 proprio su questo terreno che una questione interna di giustizia redistributiva si \u00e8 trasformata in uno strumento di pressione internazionale<br \/>\nLe restrizioni sui visti sono infatti soltanto l\u2019ultimo tassello. Washington ha gi\u00e0 ridotto programmi di assistenza, compresi finanziamenti sanitari, ha escluso Pretoria dal prossimo G20 di Miami e l\u2019ambasciatore statunitense ha avvertito che le misure annunciate da Rubio rappresentano soltanto l\u2019inizio.<br \/>\nLo scontro razziale si intreccia cos\u00ec con una divergenza geopolitica molto pi\u00f9 ampia. Il Sudafrica mantiene stretti rapporti con Cina e Russia all\u2019interno dei Brics, ha rifiutato di allinearsi automaticamente alla politica estera statunitense e ha portato Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia accusandolo di genocidio a Gaza. Pretoria \u00e8 diventata uno degli Stati del Sud globale pi\u00f9 disposti a utilizzare le istituzioni internazionali contro alleati strategici dell\u2019Occidente.<br \/>\n\u00c8 difficile separare completamente questa autonomia dalla crescente ostilit\u00e0 della Casa Bianca. Le politiche razziali sudafricane forniscono all\u2019amministrazione Trump un terreno particolarmente efficace sul piano ideologico: consentono di trasformare misure nate per correggere gli effetti materiali dell\u2019apartheid nella prova di una presunta persecuzione dei bianchi.<br \/>\nLamola arriver\u00e0 negli Stati Uniti nei prossimi giorni per l\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo far\u00e0 mentre Washington rivendica il diritto di decidere quali politiche redistributive adottate da un altro Stato costituiscano una discriminazione sufficiente a giustificare sanzioni personali. Una controversia sui visti \u00e8 diventata cos\u00ec una disputa molto pi\u00f9 profonda su chi abbia il potere di stabilire come una societ\u00e0 uscita dall\u2019apartheid possa correggerne l\u2019eredit\u00e0<br \/>\n*(Fonte: Redazione Pagine Esteri)<\/p>\n<p>6 &#8211; Filippo La Porta*:  L\u2019ALTERIT\u00c0 NELLA LINGUA DI UN COMUNISTA SEMPRE CONTROCORRENTE &#8211; INDAGINI INTORNO AL VOLUME \u00abUMBERTO TERRACINI, PRIMO FRA I PARI\u00bb (MIMESIS) CHE RACCOGLIE GLI ATTI DI UN CONVEGNO AL SENATO. LITIG\u00d2 CON LENIN SI OPPOSE AL PATTO MOLOTOV-RIBBENTROP CRITIC\u00d2 TOGLIATTI SUI PATTI LATERANENSI<\/p>\n<p>Umberto Elia Terracini \u00e8 una figura certamente nobile, ma un poco monumentale, polverosa. Si fatica perfino ad associare il nome a una persona fisica, a un volto. Eppure se rivediamo in Rete le sue interviste colpisce subito una cosa: parlava una lingua lievemente, felicemente straniata. C\u2019\u00e8 da credere che proprio questo minuscolo scarto dalla norma \u2013 una diversit\u00e0 etica oltre che linguistica -, il suo sottrarsi al lessico convenzionale della politica, costituisca oggi la sua inattuale attualit\u00e0. Abbiamo imparato tutti che \u00e8 veramente contemporaneo chi non coincide col proprio tempo!<\/p>\n<p>MA COMINCIAMO dalla sua biografia e da un libretto uscito ora da Mimesis (pp. 88, euro 15) \u2013 Umberto Terracini, primo fra i pari (atti di un convegno svoltosi al Senato, con De Cristofaro, Violante, Casini, Bertinotti, Grasso, Boldrini, Fico, Vendola) \u2013 curato e introdotto da David Tozzo. Fa bene il curatore a parlare di un \u00abirregolare orizzontale\u00bb, e Bertinotti di un \u00abcomunista liberale\u00bb (ma si potrebbe dire \u00ablibertario\u00bb). Per definire Terracini occorre adoperare qualche ossimoro: dissidente disciplinato, contestatore responsabile, eretico entro l\u2019ortodossia. Il dissenso ce l\u2019ha nel carattere, nel dna e forse \u2013 grande genovese \u2013 \u00e8 imparentato con il sano mugugno anarchico dei suoi concittadini De Andr\u00e9 e Ivano Fossati.<\/p>\n<p>Amico di Gramsci, gi\u00e0 nel 1921 litiga nientedimeno che con Lenin, rifiutando di piegarsi alla sua autorit\u00e0 (sar\u00e0 espulso dall\u2019Esecutivo dell\u2019Internazionale). Nel 1929 contesta la linea del Cominform sulla teoria (autodistruttiva) del socialfascismo. Antifascita irriducibile \u2013 scont\u00f2 11 anni di galera sotto il fascismo) \u2013 nel 1939 si oppose al patto Molotov-Ribbentrop insieme a Camilla Ravera (in Francia Paul Nizan). Durante la Costituente, di cui fu presidente, difese anche contro Togliatti un intransigente laicismo nella discussione sui Patti Lateranensi, nei \u201970 critic\u00f2 il compromesso storico e avvers\u00f2 le leggi eccezionali sul terrorismo (mor\u00ec nel 1983).<\/p>\n<p>Controcorrente sempre: durante la Guerra dei Sei giorni, lui di famiglia ebraica, volle difendere il diritto di Israele all\u2019esistenza. Sui fatti di Ungheria accett\u00f2 la disciplina di partito ma con un grave travaglio che espresse solo nelle sedi interne, mentre pi\u00f9 tardi solidarizz\u00f2 con Dubcek: il socialismo non si pu\u00f2 imporre dall\u2019alto! Va bene, resisteva per motivi generazionali a capire il \u201968 \u2013 \u00abgli studenti devono studiare!\u00bb -, ma si accorse presto che la parte migliore di quel movimento studiava tanto, oltre a lottare. Paladino convinto del Parlamento come spazio del conflitto regolato, contro il feticcio della governabilit\u00e0, e difensore delle garanzie liberali contro ogni appello all\u2019emergenza.<\/p>\n<p>SINGOLARE CHE UNO COME LUI, si potrebbe dire \u00abontologicamente\u00bb comunista, possa aiutarci oggi a vedere meglio i tratti illiberali del governo Meloni! Favorevole a tutte le forme di democrazia diretta e sostenitore di ogni referendum. Filo rosso della sua biografia politica \u00e8 infine un impegno pacifista costante, da quando venne arrestato nel 1916 per propaganda contro la guerra. Va inoltre ricordato che nel 1978 era favorevole a salvare la vita a Moro.<\/p>\n<p>Ma proviamo a riflettere su un aspetto, prima citato, e qui sfiorato solo da Vendola: il suo italiano \u00abdi stampo ottocentesco\u00bb (in fondo era nato in quel secolo). Dunque, la sua intrattabile \u00abdiversit\u00e0\u00bb linguistica. Usava una lingua a tratti anacronistica, e una sintassi elaborata. Ma \u2013 e questo \u00e8 il punto \u2013 era una lingua che oltre ad essere innovativa gli apparteneva, apparteneva alla sua storia oltre che ai suoi studi. L\u00ec c\u2019\u00e8 la sua alterit\u00e0, estraneit\u00e0 a clich\u00e9 e automatismi. Ad esempio: non dice solo \u00abingiustizie della societ\u00e0\u00bb ma \u00abingiustizie e malvagit\u00e0 della societ\u00e0\u00bb. \u00abMalvagit\u00e0\u00bb? Chi userebbe una parola del genere oggi? Eppure trattiene per un istante di pi\u00f9 l\u2019attenzione di chi ascolta. Non chiedo a Elly Schlein di usarla, ma i leader della nostra sinistra non dovrebbero provare a dire i loro programmi con parole proprie, magari ritraducendoli, riformulandoli? Non sarebbero pi\u00f9 comunicativi?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 in Rete un\u2019intervista a Terracini di Minoli, 1980. A un certo punto gli chiede quale sia lo scopo della democrazia, o almeno quello che loro, i padri costituenti, si prefiggevano. Risposta: \u00absviluppare la benevolenza delle genti\u00bb. Ora, sappiamo che la democrazia vive fisiologicamente del conflitto, e ci hanno quasi convinto che lo schema amico-nemico del nazi Carl Schmitt \u00e8 il massimo di lucidit\u00e0 filosofica, ma il fine ultimo della politica non \u00e8 il conflitto, la guerra tra le genti. Una volta Pasolini disse che tutta la poesia, molto semplicemente, consiste in questo: trasformare l\u2019odio in amore. Ottimo punto di partenza per qualsiasi definizione successiva. Ecco, Terracini ci ha fatto intravedere, per un attimo e senza volerlo, il lato poetico della democrazia.<\/p>\n<p>07 &#8211; Alfiero Grandi: L\u2019ALTERNATIVA ALLA DESTRA TARDA AD ARRIVARE: SI RISCHIA DI RIPETERE GLI ERRORI DEL 2022 -FORSE C\u2019ERA QUALCHE ILLUSIONE ECCESSIVA MA ORA LA DISCUSSIONE SULL\u2019ALTERNATIVA COSTITUZIONALE ALLA DESTRA SEMBRA IN ALTO MARE, COME DOPO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22\/23 MARZO SCORSO.<br \/>\nHO LETTO LE SENSATE CONSIDERAZIONI DI GOFFREDO BETTINI MA LE TROVO TROPPO RASSICURANTI, LA SITUAZIONE \u00c8 SERIA E VA AFFRONTATA CON RISPOSTE CHIARE, NON SI PU\u00d2 CONTINUARE CON UN SUSSEGUIRSI DI STOP AND GO.<br \/>\nOCCORRE RIPARTIRE DAI FONDAMENTALI, NON SONO BARUFFE CHIOZZOTTE.<\/p>\n<p>Non dobbiamo ritrovarci con la nefasta divisione che ha portato alla sconfitta nel 2022. Non avere calcato la mano sugli errori commessi nel 2022 forse porta a sottovalutare la gravit\u00e0 del ripeterli. Non solo perseverare sarebbe diabolico ma far vincere ancora questa destra, che abbiamo conosciuto nelle sue pulsioni antidemocratiche, perfino eversive, porterebbe ad uno stravolgimento della Costituzione e dell\u2019assetto democratico che ha retto, malgrado diverse tragedie, per 80 anni.<br \/>\nOccorre lavorare a una alternativa costituzionale<br \/>\nQualcuno sta dimenticando la modifica costituzionale detta premierato? La destra vorrebbe almeno un succedaneo del presidenzialismo, che oggi \u2013 dopo la sconfitta nel referendum \u2013 cerca di approvare ad ogni costo nella forma di una nuova legge elettorale. Anche il \u201cmoderato\u201d Tajani esiste in quanto Giorgia Meloni lo ritiene suo proconsole in Forza Italia e infatti il ministro voter\u00e0 la proposta di FdI.<br \/>\nSiamo al tentativo di blindare, qualunque sia il risultato elettorale effettivo, questa destra al potere. Per fortuna a volte i calcoli sono sbagliati, vedi porcellum. Non tutti hanno apprezzato il risultato straordinario del referendum del 22\/23 marzo: nel sud le percentuali dei no sono state le pi\u00f9 alte perch\u00e9 alla destra \u00e8 mancata parte del suo elettorato, non convinto dell\u2019attacco alla magistratura (hanno scritto: il sud ha tradito il governo); i giovani hanno votato a maggioranza no, rendendo possibili 5 milioni di voti in pi\u00f9 a favore del no.<br \/>\nDopo 5 mesi non c\u2019\u00e8 ancora un\u2019iniziativa per raccogliere questa spinta formidabile, non a caso i sondaggi segnalano spostamenti di decimali, non coerenti con la valanga dei no.<br \/>\nQuesto \u00e8 il primo punto che la coalizione alternativa deve affrontare, sia pure con ritardo, rivolgendosi a questa formidabile spinta per chiedere appoggio e per interpretarne le istanze. Schlein anzitutto deve rivolgersi a questo patrimonio politico, non diverso da quello che l\u2019ha eletta.<\/p>\n<p>La prima istanza \u00e8 la Costituzione. Dopo averla difesa occorre attuarla, concretizzandone i principi e i valori, realizzando il concetto che \u201cla repubblica rimuove gli ostacoli\u201d, non solo lo stato ma tutte le istituzioni con una leale collaborazione, che non c\u2019\u00e8 nell\u2019autonomia regionale differenziata portata avanti da Calderoli in disprezzo delle sentenze della Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Questa destra ha scritto nella legge elettorale che nella scheda deve esserci il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, obbligatorio per tutte le coalizioni, ma consapevole dello stravolgimento della Costituzione riconosce \u2013 bont\u00e0 sua \u2013 che vanno fatti salvi i poteri del Presidente della Repubblica di nominare il capo del governo, una ovviet\u00e0 ma che segnala il pericolo. Fino a quando Giorgia Meloni non avr\u00e0 preso il posto di Mattarella. La destra afferma che verr\u00e0 rispettato l\u2019articolo 67 ma questa proposta di legge nega la libert\u00e0 di voto dei parlamentari.<\/p>\n<p>Il disegno della destra \u00e8 chiaro: eleggere Meloni presidente della Repubblica nel 2029<\/p>\n<p>Chiaro il disegno? Eleggere Meloni Presidente della Repubblica nel 2029 per avere la possibilit\u00e0 di modificare la composizione del Csm e della Corte costituzionale, puntando ad una congrua maggioranza parlamentare ottenuta anche per pochi voti o per meccanismi elettorali inventati per restare al potere.<\/p>\n<p>In sostanza: le prossime elezioni saranno decisive per il futuro della democrazia in Italia, senza trascurare il contributo che potrebbe dare a sconfiggere l\u2019offensiva Maga, una destra tecnoautoritaria di cui Trump \u00e8 l\u2019interprete peggiore.<\/p>\n<p>Per questo l\u2019alternativa non pu\u00f2 che essere di natura costituzionale contro la destra che la vuole stravolgere, affossare. Naturalmente i valori debbono prendere forma e diventare scelte politiche concrete. Prima delle primarie, ove si decida di farle, occorre concentrarsi sull\u2019alternativa politica. Sbagliare questa volta sarebbe pi\u00f9 pesante della vittoria \u201cregalata\u201d nel 2022.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alternativa a vincere le elezioni con qualunque legge elettorale, quindi occorre suscitare una reazione popolare, di massa, forte, agguerrita, unitaria come nel referendum del marzo scorso, chiedendo a chi ha votato No di contribuire a sconfiggere la destra, primo passo urgente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che l\u2019attuale opposizione non riesce a interpretare una spinta popolare. Altre volte una spinta referendaria non \u00e8 stata capita, il nucleare \u00e8 tra queste. La destra vuole approvare la sua assurda legge per tornare al nucleare, ma deve trovare un contrasto che abbia la forza politica necessaria, denunciando che con una legge si vogliono stravolgere i risultati di ben due tornate referendarie (1987 e 2011) vinte con la maggioranza degli aventi diritto al voto. Questo pone una grande questione democratica da sottoporre alla Corte costituzionale. \u00c8 lecito con legge abolire due risultati referendari? costringendo a promuovere un terzo referendum? Non \u00e8 questa una grande questione democratica e costituzionale? La destra anche in questo caso vuole stravolgere la Costituzione.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza per l\u2019alternativa costituzionale deve mettere ordine nel percorso e negli argomenti per arrivare ad un progetto politico di legislatura, prima delle primarie, possibili solo sulla base di un patto di coalizione.<\/p>\n<p>La questione pace si pone con forza. Il disastro Trump sta portando ad un rischio per la pace nel mondo. Occorre ricostruire con proposte ed iniziative la credibilit\u00e0 delle sedi mondiali, a partire dall\u2019Onu. Senza un nuovo ordine, con regole definite, aggiornate, da fare rispettare continuerebbe la situazione nevrotica e distruttiva attuale, nella quale emergono solo i reciproci riconoscimenti o contrasti delle grandi potenze. Un\u2019iniziativa per la pace si impone e va costruita con un\u2019iniziativa corale, lavorando con altri stati. Sarebbe importante un ruolo dell\u2019Europa, ma oggi non lo ha e le resistenze delle destre europee, istigate dalla nefasta influenza Maga, potrebbero non consentire all\u2019Europa di svolgere il ruolo che le spetterebbe. Per questo una verifica nella coalizione che ha eletto Von der Leyen si impone per correggere uno slittamento a destra, il cui simbolo pi\u00f9 evidente \u00e8 che dopo aver attaccato il green deal come fonte di ogni nefandezza ci troviamo con la crisi delle auto tradizionali e con una temibile concorrenza cinese sulle auto elettriche.<\/p>\n<p>La destra ha fatto perdere all\u2019Italia 5 anni. La crisi dell\u2019auto \u00e8 colpa sua. L\u2019Europa \u00e8 in crisi per le fobie delle destre alla ricerca di un nemico e prigioniere di ideologie antistoriche.<\/p>\n<p>Per questo va detto che l\u2019Italia lavorer\u00e0 per fermare il riarmo, per razionalizzare la difesa europea, bloccando la distorsione dell\u2019economia verso le armi e la guerra.<\/p>\n<p>Le risorse debbono andare a sviluppo, clima, occupazione, nuovo stato sociale. Va rifiutata la via trumpiana al riarmo per vendere pi\u00f9 armi Usa, avanzando proposte per il disastro di Gaza e della Palestina da gestire attraverso sedi internazionali legittime, per una soluzione equilibrata in Ucraina puntando a convincere la Russia a correggere gli errori dell\u2019aggressione, per una soluzione concordata della guerra in Iran, per regolare le troppe aree di guerra nel mondo. No alla logica della grande potenze che imprimono una distorsione tecno capitalistica che entra in collisione con la stessa democrazia.<\/p>\n<p>Il mondo deve fermarsi a riflettere per prendere decisioni per la pace, disarmata e disarmante, come ha giustamente chiesto papa Leone XIV. Altrimenti i rischi sono enormi. Per la tenuta della democrazia anzitutto, perch\u00e8 si profilano evidenti logiche da nuove crociate, all\u2019esterno e all\u2019interno.<br \/>\nLe elezioni in Italia saranno parte di queste alternative in campo per fermare le destre e difendere la democrazia.<br \/>\nIl clima \u00e8 passato da essere al centro dell\u2019attenzione internazionale per iniziative condivise ad iniziative che favoriscono la\u201d esplosione\u201d climatica della terra. La destra \u00e8 protagonista del rilancio dei fossili pi\u00f9 nucleare, l\u2019alternativa netta \u00e8 100% fonti rinnovabili prima possibile.<br \/>\nOccorre bloccare il riarmo \u2013 le 800.000 armi finite alla malavita in Ucraina sono un allarme rosso \u2013 riaprire i canali di confronto e di accordo, per questo un\u2019iniziativa di pace deve iniziare dall\u2019Ucraina con una conferenza internazionale di pace sul modello Helsinky 1975 e con una gestione Onu della striscia di Gaza, togliendo di mezzo la finzione trumpiana che sta causando morti e distruzione come e peggio di prima.<br \/>\nIn sostanza occorre indicare le vie concrete dell\u2019alternativa alla destra.<br \/>\nCi sono tanti altri punti di fondo: lo strazio del sistema fiscale lo rende incapace di mantenere unitariet\u00e0, progressivit\u00e0 e aiuto alle fasce sociali pi\u00f9 deboli; il sistema sanitario nazionale \u00e8 a rischio implosione che vuol dire privatizzazione all\u2019americana (Crisanti), di cui l\u2019autonomia regionale differenziata \u00e8 un ulteriore tassello; istruzione e ricerca sono ai materassi; un nuovo stato sociale di cui faccia parte un lavoro dignitoso e retribuito in modo da fare rientrare i giovani dall\u2019estero e da difendere il potere di acquisto di chi lavora, la qualit\u00e0 del suo impegno; una politica industriale che abbia il coraggio di avere nello stato un protagonista del nuovo, a partire dall\u2019ex Ilva, che rischia di finire male.<\/p>\n<p>Sui punti dirimenti occorre chiamare le persone, le associazioni pi\u00f9 svariate a discutere, a partecipare, a sostenere l\u2019alternativa costituzionale, per questo occorre che conoscano la piattaforma che vengano chiamate a sostenere, ad aiutare; a decidere le scelte, a lottare se necessario.<\/p>\n<p>La destra vuole un capo che decide su tutto, perch\u00e9 mai l\u2019alternativa costituzionale dovrebbe seguirla su questo stravolgimento costituzionale? Certo sarebbe utile una legge elettorale che consenta ad elettrici ed elettori di scegliere i rappresentanti, mentre il testo della maggioranza non lo far\u00e0, ma resta l\u2019imperativo categorico che occorre vincere le elezioni comunque e si pu\u00f2 fare solo su una chiara alternativa alla destra di Giorgia Meloni.<br \/>\n*(Fonte: Strisciarossa &#8211; Alfiero Grandi giornalista)<br \/>\n6 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTE<br \/>\n01 &#8211; Claudia Fanti*: Scandalo bancario, in Brasile tremano giudici e politici &#8211; America Latina Coinvolto de Moraes, che fece condannare Bolsonaro. Ma anche il figlio dell\u2019ex presidente02 &#8211; Roberto Ciccarelli*:  La fine del bollo porta allo scontro con l\u2019Ue e enti locali &#8211; Poveri ma bellici Per Bruxelles l\u2019esenzione \u00abstrutturale\u00bb della tassa su auto e moto non pu\u00f2 essere finanziata con il Pnrr, Giorgetti: \u00abSono soldi nostri\u00bb. Il presidente della Toscana Giani: \u00abRegioni compensati la met\u00e0 di quanto incasserebbero\u00bb<br \/>\n03 &#8211; Valigia Blu*: Negazionismo climatico di Stato: Trump d\u00e0 il via libera ai grandi inquinatori industriali<br \/>\n04 &#8211; Marco Arvati *: Come Trump sta cercando di truccare le carte per vincere le elezioni di met\u00e0 mandato &#8211; La Corte Suprema blocca il piano dell\u2019amministrazione Trump per controllare le schede elettorali inviate per posta alle elezioni di medio termine<br \/>\n05 &#8211;  Africa, In Evidenza, Sudafrica &#8211; Gli Usa contro la riparazione dell\u2019apartheid: nuove sanzioni al Sudafrica<br \/>\n6 &#8211; Filippo La Porta*:  L\u2019alterit\u00e0 nella lingua di un comunista sempre controcorrente &#8211; Indagini Intorno al volume \u00abUmberto Terracini, primo fra i pari\u00bb (Mimesis) che raccoglie gli atti di un convegno al Senato. Litig\u00f2 con Lenin si oppose al patto Molotov-Ribbentrop critic\u00f2 Togliatti sui Patti Lateranensi<br \/>\n07 &#8211; Alfiero Grandi: l\u2019alternativa alla destra tarda ad arrivare: si rischia di ripetere gli errori del 2022 -forse c\u2019era qualche illusione eccessiva ma ora la discussione sull\u2019alternativa costituzionale alla destra sembra in alto mare, come dopo il referendum costituzionale del 22\/23 marzo scorso.<\/p>\n<p>01 &#8211; Claudia Fanti*: SCANDALO BANCARIO, IN BRASILE TREMANO GIUDICI E POLITICI &#8211; AMERICA LATINA COINVOLTO DE MORAES, CHE FECE CONDANNARE BOLSONARO. MA ANCHE IL FIGLIO DELL\u2019EX PRESIDENTE<\/p>\n<p>A poco pi\u00f9 di due settimane dalle presidenziali brasiliane, dei risultati ottenuti dal governo Lula o dei programmi dei candidati non si parla praticamente pi\u00f9: a dominare il dibattito politico, infatti, \u00e8 la clamorosa crisi della Corte Suprema (o Supremo tribunale federale), la quale, investita in pieno dallo scandalo del Banco Master, ha mandato in fumo tutto il prestigio guadagnato con la sua difesa della democrazia dopo il tentato golpe di Jair Bolsonaro nel 2022.<br \/>\nLa pi\u00f9 grande frode bancaria della storia del Brasile, orchestrata dal banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere, \u00e8 in realt\u00e0 sotto i riflettori da quasi un anno, rivelando un\u2019immensa rete di corruzione in cui sono cadute le principali istituzioni del paese.<br \/>\nMa a far esplodere davvero lo scandalo \u00e8 stata la decisione del giudice del Stf Andr\u00e9 Mendon\u00e7a, di chiara fede bolsonarista, di desecretare, il primo settembre, il rapporto elaborato su sua richiesta dalla Polizia federale sulla base di materiali recuperati dal cellulare di Vorcaro: una divulgazione selettiva di documenti mirata a rivelare come il giudice Alexandre de Moraes \u2013 artefice principale della condanna di Jair Bolsonaro \u2013 avesse ricevuto favori dall\u2019ex banchiere, compreso un contratto milionario stipulato con lo studio legale di sua moglie.<\/p>\n<p>PUNTUALE era scattata la reazione di Moraes, il quale si era scagliato a sua volta contro Mendon\u00e7a, con il sostegno della Procura generale, contestando la modalit\u00e0 con cui il suo collega aveva gestito l\u2019indagine sul Banco Master. E che il \u00abgiudice terribilmente evangelico\u00bb \u2013 come lo aveva definito Bolsonaro per fargli un complimento \u2013 intendesse favorire la sua parte politica ci sono ben pochi dubbi.<\/p>\n<p>Non a caso, quando \u2013 forzato dal presidente del Stf Edson Fachin, dalla Procura e dallo stesso governo Lula \u2013 Mendon\u00e7a aveva dovuto togliere il 10 settembre il segreto istruttorio su tutti gli atti dell\u2019indagine sul Banco Master, era emerso \u2013 sorpresa! \u2013 come la Corte Suprema stesse indagando gi\u00e0 dal 22 luglio su Fl\u00e1vio Bolsonaro, nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta, strettamente collegata, sui finanziamenti sospetti al film Dark Horse, il biopic su suo padre, con le accuse di peculato, falsit\u00e0 documentale, riciclaggio, associazione per delinquere e irregolarit\u00e0 negli appalti. Un\u2019indagine che Mendon\u00e7a aveva tenuto nascosta, cos\u00ec come il collegamento con lo scandalo di due giudici della Corte Suprema vicini all\u2019ex presidente: Luis Fux e Kassio Nunes Marquez.<br \/>\nIL COINVOLGIMENTO DIRETTO del primogenito di Bolsonaro \u2013 lo \u00abzero uno\u00bb -, il quale avrebbe chiesto a Vorcaro circa 20 milioni di euro (130 milioni di reais) per finanziare Dark Horse, dei quali circa la met\u00e0 sarebbe stata versata, \u00e8 stato tuttavia parecchio oscurato dal caso dei presunti collegamenti tra l\u2019ex banchiere e Moraes. Un caso di cui si \u00e8 occupata marted\u00ec scorso una storica sessione della Corte Suprema, la quale per\u00f2 ha deciso di rinviare (fino a un massimo di 90 giorni) la decisione sull\u2019eventuale \u2013 e assolutamente inedita \u2013 apertura di un\u2019indagine contro uno dei suoi membri, il nemico giurato del clan Bolsonaro e dell\u2019amministrazione Trump.<\/p>\n<p>DELLO SCANDALO ha subito approfittato Fl\u00e1vio Bolsonaro per rilanciare la sua versione secondo cui la Corte Suprema sarebbe un organo autoritario e corrotto allineato al governo \u2013 \u00abChi vota Lula vota Alexandre de Moraes\u00bb, ha dichiarato in un comizio a S\u00e3o Paulo -, con l\u2019ovvio corollario dell\u2019illegalit\u00e0 della condanna di suo padre.<br \/>\nAl crollo di credibilit\u00e0 del Stf ha reagito anche Lula, non solo evidenziando come la maxi frode di Vorcaro abbia avuto luogo sotto il governo Bolsonaro, ma anche prendendo le distanze dai giudici \u2013 \u00abun ministro della Corte Suprema non pu\u00f2 essere tale per arricchirsi\u00bb \u2013 e difendendo l\u2019introduzione di limiti di mandato per la massima istanza giudiziaria: \u00abNessuno dovrebbe mantenere la stessa posizione per 40 anni\u00bb, ha spiegato il presidente, annunciando una profonda riforma del potere giudiziario in caso di rielezione.<br \/>\nUN PO\u2019 PREOCCUPATO, tuttavia, Lula deve esserlo di sicuro, considerando l\u2019ampio consenso tra gli analisti sul fatto che le indagini sul crack del Banco Master potrebbero danneggiare pi\u00f9 lui che Fl\u00e1vio Bolsonaro, a fronte dell\u2019associazione operata da una parte significativa dell\u2019elettorato tra Moraes e il governo, malgrado Xand\u00e3o, come viene chiamato il giudice, non possa certo essere definito di sinistra.<\/p>\n<p>Del resto, dinanzi al serrato testa a testa tra i due candidati pronosticato dai sondaggi nel pressoch\u00e9 certo ballottaggio del 25 ottobre, basta pochissimo a spostare l\u2019ago della bilancia a favore dell\u2019uno e dell\u2019altro.<br \/>\nChe poi ad essere direttamente coinvolto nello scandalo sia lo \u00abzero uno\u00bb e non il presidente, che anzi ha sollecitato a pi\u00f9 riprese la massima trasparenza nelle indagini, \u00e8 solo uno dei tanti paradossi del paese.<br \/>\n*(Claudia Fanti: Giornalista, scrive da pi\u00f9 di 20 anni sul settimanale Adista, collabora con \u201cil manifesto\u201d e con altre testate. Autore del libro &#8220;il cosmo &#8230;)<\/p>\n<p>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*:  LA FINE DEL BOLLO PORTA ALLO SCONTRO CON L\u2019UE E ENTI LOCALI &#8211; POVERI MA BELLICI PER BRUXELLES L\u2019ESENZIONE \u00abSTRUTTURALE\u00bb DELLA TASSA SU AUTO E MOTO NON PU\u00d2 ESSERE FINANZIATA CON IL PNRR, GIORGETTI: \u00abSONO SOLDI NOSTRI\u00bb. IL PRESIDENTE DELLA TOSCANA GIANI: \u00abREGIONI COMPENSATI LA MET\u00c0 DI QUANTO INCASSEREBBERO\u00bb<\/p>\n<p>Ammettere l\u2019impraticabilit\u00e0 di una strada per giustificare l\u2019imbocco di un vicolo cieco. \u00c8 la parabola disegnata ieri dal ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti dall\u2019Ecofin, dove ha richiesto con Germania, Spagna, Portogallo e Austria una tassa europea sugli extraprofitti energetici. Sul caro-carburanti, invece, Giorgetti ha dichiarato la resa: la politica di sconti sulle accise seguita dall\u2019esecutivo fin dallo scorso marzo \u00e8 diventata \u00abinsostenibile finanziariamente\u00bb. Lo dimostra la mini-proroga di sole due settimane del taglio sul diesel, destinato a scendere dagli iniziali 17 centesimi a 12,2 centesimi tra il 18 e il 25 settembre, per poi prosciugarsi a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre.<br \/>\nPER QUESTA RAGIONE si \u00e8 preferito virare sullo stop al bollo per le auto non di lusso e confezionare una misura \u00abpop\u00bb. Ma dietro la vetrina di un intervento esplicitamente elettorale c\u2019\u00e8 un\u2019operazione a cortissimo respiro, i cui effetti collaterali scaricheranno il conto sui servizi essenziali: la sanit\u00e0 e il trasporto pubblico locale di competenza di Regioni ed enti locali, ai quali il governo dovr\u00e0 garantire i circa 2,36 miliardi sottratti dall\u2019abolizione della tassa. La trovata non risolver\u00e0 la crisi energetica: pur risparmiando sul bollo, gli automobilisti continueranno a spendere un patrimonio al distributore, mentre l\u2019inflazione si manger\u00e0 i loro salari.<\/p>\n<p>UN ALTRO CORTOCIRCUITO \u00e8 spuntato sulle coperture rastrellate tra le pieghe del Pnrr. La Commissione europea ha fatto sapere ieri che valuter\u00e0 attentamente l\u2019operazione contabile fatta sul bollo, che dirotta fondi destinati agli investimenti per finanziare un alleggerimento fiscale. Giorgetti, a quel punto, ha abbandonato il pragmatismo ragionieristico per esibire un inedito sovranismo contabile: \u00abI risparmi su prestiti che l\u2019Italia ha avuto con il Pnrr sono soldi nazionali, non risorse europee \u2013 ha detto \u2013. Sono risorse del bilancio dello Stato: il governo e soprattutto il parlamento ne dispongono come meglio ritengono\u00bb.<\/p>\n<p>SEMPRE AMMESSO che a Bruxelles siano d\u2019accordo, la contraddizione resta. Meloni e Giorgetti promettono che l\u2019abolizione del bollo sar\u00e0 permanente, ma i risparmi sui fondi Pnrr sono una tantum, utili forse per coprire il solo 2027. Giorgetti ha avanzato l\u2019ipotesi di fare cassa con la clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica pari allo 0,3% del Pil richiesta a Bruxelles, ma non \u00e8 sicuro che l\u2019UE autorizzi l\u2019uso di quelle risorse per cancellare un balzello automobilistico. In ogni caso la valvola di sfogo svanir\u00e0 nel giro di un biennio. Questa \u00e8 un\u2019altra cambiale in bianco che il governo Meloni scarica sulla prossima legislatura.<\/p>\n<p>C\u2019\u00c8 UN GIALLO SUI NUMERI. Il Ministero delle Infrastrutture ha parlato di una platea di 24,6 milioni di automobilisti con veicoli entro gli 80 kW. Per il Codacons erano veri e propri \u00abnumeri al lotto\u00bb: con un costo medio di 141 euro a bollo servirebbero infatti 3,4 miliardi, aprendo una voragine da oltre 1,2 miliardi nei conti pubblici. Nella relazione tecnica del decreto \u00e8 stato invece calcolato un solo veicolo a testa. Cos\u00ec i beneficiari reali sono scesi a 13,2 milioni di auto e 2 milioni di moto, per 15,5 milioni di cittadini, con un costo certificato in 2,2 miliardi.<\/p>\n<p>CIFRE BALLERINE che hanno spinto il presidente della Toscana Eugenio Giani a denunciare un blitz \u00absuperficiale, demagogico e chiaramente elettorale\u00bb ai danni delle Regioni. Mentre l\u2019emiliano-romagnolo Michele de Pascale ha chiamato in causa il ministro della Salute Orazio Schillaci, chiedendo se i 5 miliardi necessari per il fondo sanitario ci saranno nella prossima legge di bilancio o se serviranno piuttosto a compensare i due miliardi sottratti al servizio sanitario.<\/p>\n<p>\u00abHA FATTO PI\u00d9 CLAMORE l\u2019eliminazione del bollo rispetto ai 40-50 miliardi di riduzione di tasse e contributi\u00bb si \u00e8 lamentato Giorgetti. Ma il \u201crumore\u201d l\u2019ha generato la stessa premier Meloni, pretendendo lo stop al bollo, mentre la pressione fiscale reale \u00e8 salita, stando ai dati Istat, al 43,1%. Un fenomeno che sarebbe stato causato per la Cgil dal drenaggio fiscale che l\u2019esecutivo sostiene invece di avere contenuto.<\/p>\n<p>LE ACROBAZIE DI MELONI &amp; CO. sul bollo auto si spiegano con la ristrettezza delle risorse a disposizione causata dalla rigida osservanza del patto di stabilit\u00e0 Ue. Ma c\u2019\u00e8 anche da considerare un altro gioco delle tre carte sul tavolo degli extraprofitti. La contraddizione \u00e8 stata esplicitata da Angelo Bonelli (Avs) che ha notato il tentativo del governo (non solo italiano in realt\u00e0) di affidare l\u2019istituzione della tassa sugli extraprofitti a Bruxelles evitando di crearne almeno una a livello nazionale. Il commissario Ue all\u2019Economia Valdis Dombrovskis non ha escluso la possibilit\u00e0 di farlo a livello sovranazionale ma ha di nuovo sollecitato i governi a procedere di loro iniziativa. Ma questi ultimi, a cominciare dagli italiani, non hanno alcuna intenzione di farlo. Tutt\u2019al pi\u00f9 organizzeranno una nuova partita di giro: a chi sta guadagnando dalla crisi sar\u00e0 chiesto un \u00abcontributo\u00bb che sar\u00e0 restituito fiscalmente nei prossimi anni.<\/p>\n<p>IN VISTA DELLA REVISIONE del deficit 2025 attesa il 22 settembre dall\u2019Istat e dall\u2019Eurostat, da cui dipendono i margini della manovra, il governo ha aperto un altro fronte con Bruxelles. Il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato la sua \u00abideologia pseudo-green\u00bb e ha annunciato un decreto per bloccare lo stop ai diesel Euro 5 nel 2027. Poco importa se da quell\u2019Ue \u00abpseudo-green\u00bb l\u2019Italia incasser\u00e0 14 miliardi per la transizione energetica, oltre ai 22 per le armi.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli). Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb)<\/p>\n<p>03 &#8211; VALIGIA BLU*: NEGAZIONISMO CLIMATICO DI STATO: TRUMP D\u00c0 IL VIA LIBERA AI GRANDI INQUINATORI INDUSTRIALI<\/p>\n<p>PRENDERE DECISIONI VIVENDO IN UNA REALT\u00c0 PARALLELA CHE ADERISCE PERFETTAMENTE AI PROPRI PERNICIOSI INTERESSI FINANZIARI, STRATEGICI E INDUSTRIALI. DEVE ESSERE QUESTA LA MOLLA CHE GUIDA LE DECISIONI DELL\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP CHE, IN BARBA A QUANTO RILEVANO ORMAI DISPERATAMENTE I RAPPORTI DI STUDIOSI, RICERCATORI E SCIENZIATI SUL RISCALDAMENTO GLOBALE E SUL TEMPO CHE STRINGE (E AGLI EFFETTI ORMAI SEMPRE PI\u00d9 DEVASTANTI OVUNQUE NEL PIANETA), CONTINUA A LEGIFERARE A SUON DI NEGAZIONISMO CLIMATICO. <\/p>\n<p>Il discorso aberrante di Trump all\u2019Onu: il negazionismo climatico \u00e8 parte del disegno autocratico<br \/>\nE cos\u00ec mentre il riscaldamento globale ci sta dando l\u2019avviso di rescissione del contratto di abitabilit\u00e0 con la Terra, il direttore dell\u2019Agenzia per la Protezione dell\u2019Ambiente (EPA), Lee Zeldin, ha annunciato in un discorso durante il G20 sull\u2019energia a Houston, che l\u2019amministrazione Trump abolir\u00e0 le norme che limitano le emissioni di gas serra delle centrali elettriche, adottate durante la presidenza Biden per ridurre il rilascio di inquinanti atmosferici come l\u2019anidride carbonica. <\/p>\n<p>Gli interventi approvati da Biden prevedevano una significativa riduzione delle emissioni di carbonio provenienti dalle centrali elettriche, dai veicoli e dagli impianti industriali. Si stimava che le norme avrebbero ridotto di 1 miliardo di tonnellate le emissioni di gas serra entro il 2047, generando benefici netti pari a 370 miliardi di dollari, e che avrebbero evitato 1.200 decessi prematuri e 360.000 attacchi d\u2019asma nel solo 2035, grazie al miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria. Ma sotto l\u2019amministrazione Trump, l\u2019EPA ha eliminato dai propri calcoli il beneficio in termini monetari derivante dal salvataggio di vite umane grazie alla riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico. E cos\u00ec Zeldin ha potuto sostenere che, siccome i gas serra sono di natura globale e i danni potenziali sono troppo \u201cincerti, congetturali, remoti e contorti per essere collegati alle centrali elettriche statunitensi, questi esulano dall\u2019autorit\u00e0 dell\u2019agenzia e dal Clean Air Act in materia di regolamentazione\u201d. <\/p>\n<p>In altre parole, gli impatti delle emissioni delle centrali elettriche non sarebbero quantificabili a livello globale e pertanto non sarebbero di competenza dell\u2019EPA. Alla luce di questa posizione, abolendo le norme dell\u2019era Biden, l\u2019EPA impedir\u00e0 alle future amministrazioni USA di regolamentare i gas serra delle centrali elettriche.<\/p>\n<p>\u00abLa realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019America produce energia in modo migliore e pi\u00f9 pulito rispetto a qualsiasi altra parte del mondo e una centrale elettrica non dovrebbe essere presa di mira in modo cos\u00ec assurdo\u00bb, ha affermato Zeldin. <\/p>\n<p>Se approvata, la proposta potrebbe far risparmiare oltre 300 miliardi di dollari, ha dichiarato l\u2019EPA. \u00abGli anni di lavoro delle amministrazioni Obama e Biden per distruggere il carbone e il gas naturale sono finiti\u00bb, ha aggiunto Aaron Szabo, vicedirettore dell\u2019EPA. \u00abGrazie alle nostre azioni odierne, le aziende agricole e le imprese americane beneficeranno di costi dell\u2019elettricit\u00e0 pi\u00f9 bassi\u00bb. Le nuove norme (che saranno sottoposte a consultazione pubblica), ha aggiunto, \u00abgarantiranno un approvvigionamento energetico accessibile e affidabile e ridurranno i costi dei trasporti, del riscaldamento, dei servizi pubblici, dell\u2019agricoltura e dell\u2019industria manifatturiera, rafforzando al contempo la nostra sicurezza nazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Le affermazioni e i numeri esibiti dai vertici dell\u2019EPA sono in evidente contraddizione con i dati di studi e rilevazioni scientifiche. Secondo le Nazioni Unite, i combustibili fossili, tra cui il carbone e il gas naturale, sono di gran lunga la principale causa dei cambiamenti climatici globali. Gli Stati Uniti sono attualmente il secondo maggior emettitore di gas serra che causano il riscaldamento globale, come l\u2019anidride carbonica, dopo la Cina. E il settore energetico rappresenta circa un quarto delle emissioni statunitensi, con circa 1,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente all\u2019anno, secondo le ultime stime disponibili. Ci\u00f2 significa che le emissioni del settore energetico statunitense sono superiori alle emissioni totali di quasi tutti i paesi tranne una manciata.<\/p>\n<p>Il gas naturale rappresenta poco pi\u00f9 del 40% del mix di fonti energetiche degli Stati Uniti per la produzione di energia elettrica. L\u2019uso del carbone \u00e8 diminuito drasticamente negli ultimi decenni e ora rappresenta meno di un quinto delle fonti energetiche. Secondo i calcoli proprio dell\u2019EPA, l\u2019abolizione dei limiti d\u2019emissione per le centrali a carbone e a gas comporter\u00e0 123 milioni di tonnellate metriche di emissioni di carbonio aggiuntive nel prossimo decennio.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 poco da stupirsi. Trump, che ha definito il cambiamento climatico una \u201cbufala\u201d e una \u201cstronzata\u201d, sta smantellando a spron battuto le protezioni ambientali, sta abolendo le normative sulle emissioni dei tubi di scarico e degli elettrodomestici, screditando e declassando i rapporti scientifici secondo cui i gas serra sono pericolosi. A inizio anno, il presidente USA ha revocato una storica dichiarazione dell\u2019EPA del 2009, sostenuta da una sentenza della Corte Suprema, secondo la quale i gas serra rappresentano una minaccia significativa per la salute pubblica e l\u2019ambiente. Questa decisione \u00e8 stata contestata da diversi Stati e amministrazioni locali. <\/p>\n<p>L\u2019ordine mondiale di Trump: un enorme \u201cfottetevi tutti\u201d rivolto al mondo intero<br \/>\nLa strategia \u00e8 lineare ed evidente: restituire forza alle industrie dei combustibili fossili, in particolare il gas naturale e il carbone, che avevano lamentato come le norme sul clima e il piano di elettrificazione del sistema energetico voluto da Biden stesse portando alla chiusura dei loro impianti e delle loro miniere. Trump ha cercato di incentivare l\u2019uso del carbone da parte delle industrie di produzione di energia anche in altri modi, ordinando alle centrali a carbone di rimanere in servizio ben oltre le date previste per la loro dismissione. La scorsa settimana una Corte d\u2019Appello federale ha dichiarato illegittimo un ordine dell\u2019amministrazione che bloccava la chiusura di una centrale a carbone nel Michigan.<br \/>\n(Fonte. Valigia Blu valigiablu.itinfo@valigiablu.it)<\/p>\n<p>04 &#8211; Marco Arvati *: COME TRUMP STA CERCANDO DI TRUCCARE LE CARTE PER VINCERE LE ELEZIONI DI MET\u00c0 MANDATO &#8211; LA CORTE SUPREMA BLOCCA IL PIANO DELL\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP PER CONTROLLARE LE SCHEDE ELETTORALI INVIATE PER POSTA ALLE ELEZIONI DI MEDIO TERMINE<br \/>\nAggiornamento 15 settembre 2026: La Corte Suprema ha bloccato un provvedimento dell&#8217;amministrazione Trump che avrebbe modificato radicalmente le modalit\u00e0 di voto per corrispondenza degli americani in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Si tratta di una decisione dura per il presidente Trump che da tempo sostiene, senza prove, che il voto per corrispondenza sia segnato da frodi dilaganti.<br \/>\nLa controversia ha origine in un ordine esecutivo firmato da Trump alla fine di marzo, che imponeva al Servizio Postale di elaborare nuove linee guida per il voto per corrispondenza. Diversi procuratori generali democratici, gruppi per i diritti di voto e leader nazionali del Partito Democratico hanno fatto ricorso per contestare l\u2019ordine, sostenendo che violasse la Costituzione che attribuisce agli Stati e al Congresso la responsabilit\u00e0 delle elezioni. Le nuove regole avrebbero richiesto agli Stati di presentare elenchi degli elettori autorizzati a ricevere le schede elettorali per corrispondenza in modo tale che potessero votare per posta solo chi era presente in queste liste. Ma secondo i ricorrenti modificare le modalit\u00e0 di voto a cos\u00ec poche settimane dalle elezioni di medio termine avrebbe generato confusione e il \u201crischio significativo che a milioni di elettori in pi\u00f9 fosse negata la possibilit\u00e0 di votare\u201d.<br \/>\nLa decisione della Corte \u00e8 stata accolta con favore anche dai responsabili elettorali di sette Stati controllati dal Partito Repubblicano. Tuttavia, la battaglia legale, durata settimane, potrebbe aver generato una certa confusione e accreditare la narrazione di Trump che da tempo cerca di gettare dubbi sull\u2019integrit\u00e0 del voto in un\u2019elezione che il suo partito potrebbe perdere.<br \/>\nIn pieno contrasto con le deleghe costituzionali, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ieri che i repubblicani dovrebbero nazionalizzare le elezioni, continuando a riproporre false teorie cospirative sulle frodi elettorali che, a suo dire, avrebbero portato Biden a vincere nel 2020. In realt\u00e0 queste affermazioni sono parte della strategia del presidente statunitense di condizionare le elezioni di met\u00e0 mandato che si terranno a novembre.<\/p>\n<p>Le parole di Trump arrivano meno di una settimana dopo che l&#8217;FBI ha fatto irruzione in un ufficio elettorale a Fulton, in Georgia, con l\u2019ordine di confiscare tutte le schede fisiche riguardanti le elezioni del 2020, i registri delle macchine elettorali e le immagini prodotte durante il conteggio. La giustificazione utilizzata per questa azione sarebbe la possibile mancata preservazione dei registri ufficiali, una frode nei confronti degli elettori. <\/p>\n<p>Fulton \u00e8 stata, tra la fine del 2020 e l\u2019inizio del 2021, l\u2019epicentro della battaglia di Donald Trump per sovvertire il risultato elettorale: da qui \u00e8 partita la cosiddetta \u201cBig Lie\u201d, quella secondo cui il vero vincitore delle elezioni presidenziali del 2020 sarebbe stato proprio Trump (ma era questa la vera bugia). L\u2019allora presidente aveva anche telefonato al segretario di Stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, chiedendogli di trovare abbastanza voti, circa diecimila, per sovvertire il vantaggio di Biden, primo democratico a vincere in Georgia dal 1992. I cospirazionisti Maga hanno esultato per l\u2019azione dell\u2019Fbi e del Dipartimento di Giustizia: per loro sarebbe la conferma che quell\u2019elezione \u00e8 stata davvero rubata. I democratici hanno sottolineato la gravit\u00e0 delle perquisizioni e definito l\u2019azione della Fbi una \u201csovversione del processo democratico\u201d. Tutti i tentativi di portare il risultato delle elezioni del 2020 in tribunale sono falliti, a riprova di come fossero le asserzioni di Trump la vera bugia.<\/p>\n<p>Donald Trump, durante il suo primo mandato da presidente, ha tentato in ogni modo di non certificare la netta vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020, arrivando a un tentativo di golpe il 6 gennaio del 2021 per rimanere in carica: tornato al potere, ha graziato tutte le persone in carcere per avervi preso parte. A novembre si terranno le elezioni di midterm, che saranno centrali per il prosieguo della stagione trumpiana: i democratici, infatti, sono favoriti per tornare in possesso della Camera, e se ce la facessero potrebbero fare un maggiore ostruzionismo alle politiche autoritarie trumpiane e ricorrere nuovamente allo strumento dell\u2019impeachment. Uno strumento detestato dall\u2019attuale presidente degli Stati Uniti e che \u2013 ha detto apertamentamente ai repubblicani \u2013 in caso di sconfitta alle elezioni verr\u00e0 utilizzato nuovamente contro di lui. Nonostante non ci siano i numeri perch\u00e9 una misura del genere passi il vaglio del Senato, Trump \u00e8 stato gi\u00e0 messo due volte sotto impeachment, ma ha fatto rimuovere da alcuni musei, come la National Portrait Gallery di Washington, i riferimenti a questi fatti. <\/p>\n<p>Per poter continuare a dettare l\u2019agenda politica, i repubblicani devono vincere le elezioni: nei giorni scorsi i democratici hanno ottenuto un successo insperato con ben 14 punti di vantaggio in un\u2019elezione suppletiva per il Senato statale del Texas in una contea dove Trump aveva battuto Harris con 17 punti di margine. A oggi, \u00e8 difficile comprendere in che contesto politico si voter\u00e0, ma quello che \u00e8 certo \u00e8 che il presidente si sta portando avanti, con mosse mirate a invalidare il processo elettorale, o perlomeno a porre dubbi sulla sua veridicit\u00e0. Con un lavoro ampio e dettagliato, il Washington Post ha prefigurato alcuni scenari che potrebbero presentarsi.<\/p>\n<p>Anche se sembra un quadro troppo fosco, non \u00e8 nulla di nuovo. Gi\u00e0 nel 2020, Donald Trump, nonostante la pandemia di Covid in corso, impose ai suoi elettori di votare solo di persona ai seggi, e non per posta: il voto per posta veniva definito \u201ctruccato\u201d e in quanto tale andava evitato. Questo contribu\u00ec al cosiddetto \u201cmiraggio rosso\u201d, studiato a tavolino dalla Casa Bianca: i voti ai seggi, infatti, sono conteggiati prima di quelli postali, che a volte arrivano anche giorni dopo l\u2019Election day. Questo ha portato a una situazione in cui Trump, durante la notte elettorale, si trovava in vantaggio in tutti gli Stati chiave, e ha potuto annunciare di aver vinto, nonostante mancassero ancora milioni di voti da conteggiare. Nei giorni successivi, l\u2019onda di voti per posta favorevoli a Biden ha ribaltato il risultato, ma oramai la \u201cbugia\u201d si era fatta strada tra gli elettori del presidente: Trump aveva falsamente pronosticato che i democratici avrebbero provato a truccare i risultati attraverso i voti postali, e Biden aveva vinto proprio con quei voti. Dopo le elezioni, Trump ha provato a contestare i risultati con ogni mezzo, fino all\u2019assalto al Campidoglio: in quello stesso giorno, 147 repubblicani, tra deputati e senatori, avevano deciso di votare contro l\u2019insediamento di Biden come presidente.<\/p>\n<p>Durante un\u2019intervista concessa al New York Times il mese scorso, Trump ha dichiarato di essersi pentito di \u201cnon aver sequestrato le macchine elettorali negli Stati chiave nel 2020\u201d. Inoltre, ad agosto, ha detto che avrebbe guidato un movimento per abolire a tutti i livelli il voto per posta: secondo il presidente, \u201cun tentativo che verrebbe osteggiato dai democratici, che rubano a livelli mai visti prima\u201d. Il punto \u00e8 che la Costituzione non d\u00e0 al potere federale il compito di decidere come si tiene il processo elettorale, ma ai singoli Stati. Ognuno di questi ha regole diverse su come accettare o meno il voto per posta, e infatti ogni tentativo dell\u2019esecutivo di bloccare questa tipologia di voto \u00e8 stato portato in tribunale. L\u2019ultimo di questi avrebbe impedito di contare tutti i voti pervenuti agli uffici elettorali dopo l\u2019Election Day, un caso che la Corte Suprema ha deciso di prendere in carico, e su cui quindi ci sar\u00e0 nel futuro un verdetto ufficiale.<\/p>\n<p>Intanto, gi\u00e0 da mesi Trump ha iniziato una battaglia per ridisegnare i collegi elettorali. Una richiesta inusuale, sia perch\u00e9 il disegno dei collegi \u00e8 di competenza statale, sia perch\u00e9 questi vengono disegnati ogni dieci anni, a seguito del censimento che determina anche, in base alla popolazione, l\u2019allocazione dei seggi alla Camera per ciascuno stato. Il presidente non ha fatto mistero del perch\u00e9 voleva fare questa mossa: ha affermato, infatti, di volere \u201ccinque seggi in pi\u00f9 in Texas per i repubblicani\u201d. Una mossa che non ha sortito gli effetti sperati, sia perch\u00e9 alcune delle nuove mappe sono state portate in tribunale, rendendo il processo pi\u00f9 lento, sia perch\u00e9 i democratici, anzich\u00e9 stare a guardare, si sono mossi di conseguenza. Di fronte all\u2019ipotesi di ridisegnare il collegio del Texas per favorire i repubblicani, infatti, il governatore della California Gavin Newsom ha risposto ridisegnando i propri collegi per avere un vantaggio per i democratici: \u00e8 difficile, a oggi, stabilire quale partito otterr\u00e0 pi\u00f9 seggi da questo ridisegno, ma nessuno dei due dovrebbe ottenere un particolare vantaggio come nella speranza iniziale di Trump.<\/p>\n<p>Un altro tentativo di manipolazione del processo elettorale passa dalla Corte Suprema: \u00e8 infatti all\u2019attenzione dei giudici un caso che potrebbe distruggere un passaggio chiave del Voting Rights Act del 1965, la legge che tutela il diritto di voto delle minoranze nel paese e garantisce i cosiddetti \u201ccollegi di minoranza\u201d. In uno Stato con forte presenza di una minoranza, si pensi per esempio agli afroamericani al Sud, deve essere garantito almeno un collegio che possa eleggere un suo rappresentante al Congresso. Per questo accade che in Stati a larga maggioranza repubblicana sono le minoranze a garantire rappresentativit\u00e0 al partito democratico: eliminare quel passaggio significherebbe una vittoria a tappeto del partito repubblicano in alcuni Stati, cambiando in modo strutturale la composizione della Camera. La Louisiana ha presentato un esposto alla Corte per \u201cincostituzionalit\u00e0\u201d. La decisione \u00e8 attesa nelle prossime settimane, e data la vicinanza a Trump della maggioranza dei giudici c\u2019\u00e8 una buona possibilit\u00e0 che decidano a vantaggio del presidente. Tuttavia, pi\u00f9 il tempo passa pi\u00f9 diventa improbabile che i collegi possano essere ridisegnati in tempo per le elezioni di novembre: in tal caso, se ne parlerebbe per il 2028, quando ci saranno anche le presidenziali.<\/p>\n<p>Nel frattempo, senza nessuna evidenza, Trump continua a ritenere disastrose le macchine per votare, che garantiscono comunque un margine d\u2019errore pi\u00f9 basso rispetto al conteggio umano. Il presidente vorrebbe macchine pi\u00f9 affidabili, con standard per\u00f2 non presenti sul mercato, oppure tornare al conteggio manuale: un problema, anche perch\u00e9 gli Stati Uniti non hanno tanti scrutatori, e i pochi ufficiali elettorali stanno rinunciando da quando il voto \u00e8 diventato talmente polarizzato da generare disordini.<br \/>\nGli ufficiali elettorali, che gestiscono il processo di voto lavorando concretamente ai seggi, infatti, sono costantemente sotto attacco: nel 2024, secondo il Brennan Center for Justice, il 38 per cento di questi ha subito intimidazioni e abusi e molti si sono dimessi per timori riguardanti la propria sicurezza. Dopo il 2020, una dozzina di Stati a guida repubblicana ha legiferato per criminalizzare azioni compiute dagli ufficiali elettorali, come per esempio sollecitare l\u2019invio di una scheda per posta. Nel frattempo, il Dipartimento della Sicurezza Interna, salito agli onori delle cronache per gli omicidi dell\u2019Ice in questi giorni, ha tagliato i fondi al CISA, un\u2019agenzia che si occupa di proteggere le elezioni da attacchi cyber e minacce fisiche.<br \/>\nInoltre, il Dipartimento di Giustizia, che in questa amministrazione ha perso la sua imparzialit\u00e0, sta collezionando informazioni sui cittadini: ha richiesto che 23 Stati forniscano le informazioni personali di tutti i votanti, tra cui dati sensibili come il numero di codice fiscale. Il governo ha detto che si tratterebbe di un controllo per sistemare eventuali errori, ma in molti hanno sottolineato come questi controlli incrociati rischino di togliere dalle liste votanti legittimi, o magari trovare reali errori in percentuali risibili, di nullo impatto sui risultati finali, che per\u00f2 servirebbero a Trump per contestare il processo elettorale in toto. Un amministratore in Texas ha affermato che circa un quarto dei cittadini della contea di Travis, con diritto di voto, \u00e8 invece identificato nei database federali come \u201cnon cittadini\u201d. C\u2019\u00e8, inoltre, la questione di come il Dipartimento di Giustizia conserver\u00e0\u00e0 questi dati, poich\u00e9 non ha dato indicazioni sulla difesa da possibili attacchi hacker.<br \/>\nDurante il dislocamento delle milizie ICE in Minnesota, Pam Bondi aveva offerto un ritiro delle truppe in cambio della consegna dei registri elettorali. Tra l\u2019altro, Bondi \u00e8 una nota negazionista del risultato elettorale del 2020, e quando \u00e8 stata interrogata al Senato per ottenere la conferma per guidare il Dipartimento di Giustizia, si \u00e8 rifiutata di rispondere alla domanda su chi avesse vinto le elezioni del 2020. E non \u00e8 l\u2019unica. Il direttore dell\u2019Fbi, Kash Patel, nel 2023 aveva parlato dei giornalisti che \u201channo aiutato Biden a rubare le elezioni\u201d e E Martin, avvocato che assiste il presidente nell\u2019esercizio della grazia, ha definito \u201ctruccato\u201d il processo elettorale del 2020.<br \/>\nAnche Steve Bannon nel suo podcast, War Room, ha toccato il tema del processo elettorale, e ha parlato di mandare agenti federali nelle citt\u00e0 a maggioranza liberal, cercare in ogni modo di rendere illegale il voto per posta, spingere per una ridefinizione dei collegi e cercare di sopprimere l\u2019affluenza chiedendo una prova di riconoscimento al seggio. Bannon oggi non fa parte del team di Trump, ma i suoi consigli sono del tutto simili alle mosse che la Casa Bianca ha portato avanti in questi mesi.<br \/>\n*(Marco Arvati &#8211; collabora con Valigia Blu su temi di attualit\u00e0 e politica statunitense.)<\/p>\n<p>05 &#8211;  AFRICA, IN EVIDENZA, SUDAFRICA &#8211; GLI USA CONTRO LA RIPARAZIONE DELL\u2019APARTHEID: NUOVE SANZIONI AL SUDAFRICA. &#8211; GLI STATI UNITI IMPONGONO RESTRIZIONI AI VISTI CONTRO FUNZIONARI ACCUSATI DI DISCRIMINARE I BIANCHI. PRETORIA DENUNCIA UN\u2019INGERENZA NELLE PROPRIE SCELTE DEMOCRATICHE. DIETRO LO SCONTRO CI SONO LA REDISTRIBUZIONE DELLA TERRA, LE POLITICHE DI AFFIRMATIVE ACTION E UNA CAMPAGNA DELLA DESTRA AFRIKANER ARRIVATA FINO ALLA CASA BIANCA.<br \/>\nLe politiche con cui il Sudafrica tenta di correggere alcune delle disuguaglianze prodotte da quasi mezzo secolo di apartheid sono diventate motivo di sanzione per gli Stati Uniti. Mercoled\u00ec 16 settembre il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato nuove restrizioni ai visti per funzionari sudafricani accusati da Washington di avere promosso \u201cdiscriminazioni razziali\u201d contro bianchi e altre minoranze. I nomi delle persone colpite non sono stati resi pubblici.<br \/>\nLa risposta di Pretoria \u00e8 arrivata poche ore dopo. Il ministro degli Esteri Ronald Lamola ha accusato l\u2019amministrazione statunitense di basarsi sulla rappresentazione costruita da \u201cgruppi marginali\u201d che pretendono di parlare a nome degli afrikaner. Il governo ha rivendicato il proprio diritto sovrano a introdurre leggi destinate a correggere \u201csecoli di ingiustizia razziale\u201d e ha ricordato che superare le divisioni prodotte dall\u2019apartheid non \u00e8 una scelta ideologica dell\u2019esecutivo, ma un mandato inscritto nella Costituzione democratica del Paese.<br \/>\n\u00c8 il punto che scompare quasi completamente nella narrazione costruita dalla destra statunitense. A pi\u00f9 di trent\u2019anni dalla fine dell\u2019apartheid, la distribuzione della ricchezza sudafricana continua infatti a riflettere profondamente la gerarchia razziale sulla quale era stato costruito il vecchio regime. Le politiche di affirmative action, il Black Economic Empowerment e la riforma fondiaria non nascono da un sistema che privilegiava storicamente la maggioranza nera, ma dal tentativo di modificare un ordine economico nel quale terra, capitale e opportunit\u00e0 erano stati assegnati per legge alla minoranza bianca.<br \/>\nL\u2019amministrazione Donald Trump ha rovesciato questa prospettiva. Fin dall\u2019inizio del mandato ha presentato gli afrikaner come vittime di una persecuzione razziale, rilanciando accuse di confische arbitrarie e violenze sistematiche contro gli agricoltori bianchi che Pretoria contesta. Gli Stati Uniti hanno persino aperto un canale privilegiato per accogliere afrikaner come rifugiati, mentre restringevano drasticamente l\u2019accesso al Paese per profughi provenienti da numerose altre aree del mondo.<br \/>\nLa questione della terra occupa il centro dello scontro. Washington contesta in particolare la legge sudafricana che consente, in circostanze limitate, espropri senza indennizzo. Il governo sostiene che la norma non autorizzi confische indiscriminate ma fornisca uno strumento per affrontare una concentrazione fondiaria che sopravvive alla segregazione legale. \u00c8 proprio su questo terreno che una questione interna di giustizia redistributiva si \u00e8 trasformata in uno strumento di pressione internazionale<br \/>\nLe restrizioni sui visti sono infatti soltanto l\u2019ultimo tassello. Washington ha gi\u00e0 ridotto programmi di assistenza, compresi finanziamenti sanitari, ha escluso Pretoria dal prossimo G20 di Miami e l\u2019ambasciatore statunitense ha avvertito che le misure annunciate da Rubio rappresentano soltanto l\u2019inizio.<br \/>\nLo scontro razziale si intreccia cos\u00ec con una divergenza geopolitica molto pi\u00f9 ampia. Il Sudafrica mantiene stretti rapporti con Cina e Russia all\u2019interno dei Brics, ha rifiutato di allinearsi automaticamente alla politica estera statunitense e ha portato Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia accusandolo di genocidio a Gaza. Pretoria \u00e8 diventata uno degli Stati del Sud globale pi\u00f9 disposti a utilizzare le istituzioni internazionali contro alleati strategici dell\u2019Occidente.<br \/>\n\u00c8 difficile separare completamente questa autonomia dalla crescente ostilit\u00e0 della Casa Bianca. Le politiche razziali sudafricane forniscono all\u2019amministrazione Trump un terreno particolarmente efficace sul piano ideologico: consentono di trasformare misure nate per correggere gli effetti materiali dell\u2019apartheid nella prova di una presunta persecuzione dei bianchi.<br \/>\nLamola arriver\u00e0 negli Stati Uniti nei prossimi giorni per l\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo far\u00e0 mentre Washington rivendica il diritto di decidere quali politiche redistributive adottate da un altro Stato costituiscano una discriminazione sufficiente a giustificare sanzioni personali. Una controversia sui visti \u00e8 diventata cos\u00ec una disputa molto pi\u00f9 profonda su chi abbia il potere di stabilire come una societ\u00e0 uscita dall\u2019apartheid possa correggerne l\u2019eredit\u00e0<br \/>\n*(Fonte: Redazione Pagine Esteri)<\/p>\n<p>6 &#8211; Filippo La Porta*:  L\u2019ALTERIT\u00c0 NELLA LINGUA DI UN COMUNISTA SEMPRE CONTROCORRENTE &#8211; INDAGINI INTORNO AL VOLUME \u00abUMBERTO TERRACINI, PRIMO FRA I PARI\u00bb (MIMESIS) CHE RACCOGLIE GLI ATTI DI UN CONVEGNO AL SENATO. LITIG\u00d2 CON LENIN SI OPPOSE AL PATTO MOLOTOV-RIBBENTROP CRITIC\u00d2 TOGLIATTI SUI PATTI LATERANENSI<\/p>\n<p>Umberto Elia Terracini \u00e8 una figura certamente nobile, ma un poco monumentale, polverosa. Si fatica perfino ad associare il nome a una persona fisica, a un volto. Eppure se rivediamo in Rete le sue interviste colpisce subito una cosa: parlava una lingua lievemente, felicemente straniata. C\u2019\u00e8 da credere che proprio questo minuscolo scarto dalla norma \u2013 una diversit\u00e0 etica oltre che linguistica -, il suo sottrarsi al lessico convenzionale della politica, costituisca oggi la sua inattuale attualit\u00e0. Abbiamo imparato tutti che \u00e8 veramente contemporaneo chi non coincide col proprio tempo!<\/p>\n<p>MA COMINCIAMO dalla sua biografia e da un libretto uscito ora da Mimesis (pp. 88, euro 15) \u2013 Umberto Terracini, primo fra i pari (atti di un convegno svoltosi al Senato, con De Cristofaro, Violante, Casini, Bertinotti, Grasso, Boldrini, Fico, Vendola) \u2013 curato e introdotto da David Tozzo. Fa bene il curatore a parlare di un \u00abirregolare orizzontale\u00bb, e Bertinotti di un \u00abcomunista liberale\u00bb (ma si potrebbe dire \u00ablibertario\u00bb). Per definire Terracini occorre adoperare qualche ossimoro: dissidente disciplinato, contestatore responsabile, eretico entro l\u2019ortodossia. Il dissenso ce l\u2019ha nel carattere, nel dna e forse \u2013 grande genovese \u2013 \u00e8 imparentato con il sano mugugno anarchico dei suoi concittadini De Andr\u00e9 e Ivano Fossati.<\/p>\n<p>Amico di Gramsci, gi\u00e0 nel 1921 litiga nientedimeno che con Lenin, rifiutando di piegarsi alla sua autorit\u00e0 (sar\u00e0 espulso dall\u2019Esecutivo dell\u2019Internazionale). Nel 1929 contesta la linea del Cominform sulla teoria (autodistruttiva) del socialfascismo. Antifascita irriducibile \u2013 scont\u00f2 11 anni di galera sotto il fascismo) \u2013 nel 1939 si oppose al patto Molotov-Ribbentrop insieme a Camilla Ravera (in Francia Paul Nizan). Durante la Costituente, di cui fu presidente, difese anche contro Togliatti un intransigente laicismo nella discussione sui Patti Lateranensi, nei \u201970 critic\u00f2 il compromesso storico e avvers\u00f2 le leggi eccezionali sul terrorismo (mor\u00ec nel 1983).<\/p>\n<p>Controcorrente sempre: durante la Guerra dei Sei giorni, lui di famiglia ebraica, volle difendere il diritto di Israele all\u2019esistenza. Sui fatti di Ungheria accett\u00f2 la disciplina di partito ma con un grave travaglio che espresse solo nelle sedi interne, mentre pi\u00f9 tardi solidarizz\u00f2 con Dubcek: il socialismo non si pu\u00f2 imporre dall\u2019alto! Va bene, resisteva per motivi generazionali a capire il \u201968 \u2013 \u00abgli studenti devono studiare!\u00bb -, ma si accorse presto che la parte migliore di quel movimento studiava tanto, oltre a lottare. Paladino convinto del Parlamento come spazio del conflitto regolato, contro il feticcio della governabilit\u00e0, e difensore delle garanzie liberali contro ogni appello all\u2019emergenza.<\/p>\n<p>SINGOLARE CHE UNO COME LUI, si potrebbe dire \u00abontologicamente\u00bb comunista, possa aiutarci oggi a vedere meglio i tratti illiberali del governo Meloni! Favorevole a tutte le forme di democrazia diretta e sostenitore di ogni referendum. Filo rosso della sua biografia politica \u00e8 infine un impegno pacifista costante, da quando venne arrestato nel 1916 per propaganda contro la guerra. Va inoltre ricordato che nel 1978 era favorevole a salvare la vita a Moro.<\/p>\n<p>Ma proviamo a riflettere su un aspetto, prima citato, e qui sfiorato solo da Vendola: il suo italiano \u00abdi stampo ottocentesco\u00bb (in fondo era nato in quel secolo). Dunque, la sua intrattabile \u00abdiversit\u00e0\u00bb linguistica. Usava una lingua a tratti anacronistica, e una sintassi elaborata. Ma \u2013 e questo \u00e8 il punto \u2013 era una lingua che oltre ad essere innovativa gli apparteneva, apparteneva alla sua storia oltre che ai suoi studi. L\u00ec c\u2019\u00e8 la sua alterit\u00e0, estraneit\u00e0 a clich\u00e9 e automatismi. Ad esempio: non dice solo \u00abingiustizie della societ\u00e0\u00bb ma \u00abingiustizie e malvagit\u00e0 della societ\u00e0\u00bb. \u00abMalvagit\u00e0\u00bb? Chi userebbe una parola del genere oggi? Eppure trattiene per un istante di pi\u00f9 l\u2019attenzione di chi ascolta. Non chiedo a Elly Schlein di usarla, ma i leader della nostra sinistra non dovrebbero provare a dire i loro programmi con parole proprie, magari ritraducendoli, riformulandoli? Non sarebbero pi\u00f9 comunicativi?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 in Rete un\u2019intervista a Terracini di Minoli, 1980. A un certo punto gli chiede quale sia lo scopo della democrazia, o almeno quello che loro, i padri costituenti, si prefiggevano. Risposta: \u00absviluppare la benevolenza delle genti\u00bb. Ora, sappiamo che la democrazia vive fisiologicamente del conflitto, e ci hanno quasi convinto che lo schema amico-nemico del nazi Carl Schmitt \u00e8 il massimo di lucidit\u00e0 filosofica, ma il fine ultimo della politica non \u00e8 il conflitto, la guerra tra le genti. Una volta Pasolini disse che tutta la poesia, molto semplicemente, consiste in questo: trasformare l\u2019odio in amore. Ottimo punto di partenza per qualsiasi definizione successiva. Ecco, Terracini ci ha fatto intravedere, per un attimo e senza volerlo, il lato poetico della democrazia.<\/p>\n<p>07 &#8211; Alfiero Grandi: L\u2019ALTERNATIVA ALLA DESTRA TARDA AD ARRIVARE: SI RISCHIA DI RIPETERE GLI ERRORI DEL 2022 -FORSE C\u2019ERA QUALCHE ILLUSIONE ECCESSIVA MA ORA LA DISCUSSIONE SULL\u2019ALTERNATIVA COSTITUZIONALE ALLA DESTRA SEMBRA IN ALTO MARE, COME DOPO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22\/23 MARZO SCORSO.<br \/>\nHO LETTO LE SENSATE CONSIDERAZIONI DI GOFFREDO BETTINI MA LE TROVO TROPPO RASSICURANTI, LA SITUAZIONE \u00c8 SERIA E VA AFFRONTATA CON RISPOSTE CHIARE, NON SI PU\u00d2 CONTINUARE CON UN SUSSEGUIRSI DI STOP AND GO.<br \/>\nOCCORRE RIPARTIRE DAI FONDAMENTALI, NON SONO BARUFFE CHIOZZOTTE.<\/p>\n<p>Non dobbiamo ritrovarci con la nefasta divisione che ha portato alla sconfitta nel 2022. Non avere calcato la mano sugli errori commessi nel 2022 forse porta a sottovalutare la gravit\u00e0 del ripeterli. Non solo perseverare sarebbe diabolico ma far vincere ancora questa destra, che abbiamo conosciuto nelle sue pulsioni antidemocratiche, perfino eversive, porterebbe ad uno stravolgimento della Costituzione e dell\u2019assetto democratico che ha retto, malgrado diverse tragedie, per 80 anni.<br \/>\nOccorre lavorare a una alternativa costituzionale<br \/>\nQualcuno sta dimenticando la modifica costituzionale detta premierato? La destra vorrebbe almeno un succedaneo del presidenzialismo, che oggi \u2013 dopo la sconfitta nel referendum \u2013 cerca di approvare ad ogni costo nella forma di una nuova legge elettorale. Anche il \u201cmoderato\u201d Tajani esiste in quanto Giorgia Meloni lo ritiene suo proconsole in Forza Italia e infatti il ministro voter\u00e0 la proposta di FdI.<br \/>\nSiamo al tentativo di blindare, qualunque sia il risultato elettorale effettivo, questa destra al potere. Per fortuna a volte i calcoli sono sbagliati, vedi porcellum. Non tutti hanno apprezzato il risultato straordinario del referendum del 22\/23 marzo: nel sud le percentuali dei no sono state le pi\u00f9 alte perch\u00e9 alla destra \u00e8 mancata parte del suo elettorato, non convinto dell\u2019attacco alla magistratura (hanno scritto: il sud ha tradito il governo); i giovani hanno votato a maggioranza no, rendendo possibili 5 milioni di voti in pi\u00f9 a favore del no.<br \/>\nDopo 5 mesi non c\u2019\u00e8 ancora un\u2019iniziativa per raccogliere questa spinta formidabile, non a caso i sondaggi segnalano spostamenti di decimali, non coerenti con la valanga dei no.<br \/>\nQuesto \u00e8 il primo punto che la coalizione alternativa deve affrontare, sia pure con ritardo, rivolgendosi a questa formidabile spinta per chiedere appoggio e per interpretarne le istanze. Schlein anzitutto deve rivolgersi a questo patrimonio politico, non diverso da quello che l\u2019ha eletta.<\/p>\n<p>La prima istanza \u00e8 la Costituzione. Dopo averla difesa occorre attuarla, concretizzandone i principi e i valori, realizzando il concetto che \u201cla repubblica rimuove gli ostacoli\u201d, non solo lo stato ma tutte le istituzioni con una leale collaborazione, che non c\u2019\u00e8 nell\u2019autonomia regionale differenziata portata avanti da Calderoli in disprezzo delle sentenze della Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Questa destra ha scritto nella legge elettorale che nella scheda deve esserci il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, obbligatorio per tutte le coalizioni, ma consapevole dello stravolgimento della Costituzione riconosce \u2013 bont\u00e0 sua \u2013 che vanno fatti salvi i poteri del Presidente della Repubblica di nominare il capo del governo, una ovviet\u00e0 ma che segnala il pericolo. Fino a quando Giorgia Meloni non avr\u00e0 preso il posto di Mattarella. La destra afferma che verr\u00e0 rispettato l\u2019articolo 67 ma questa proposta di legge nega la libert\u00e0 di voto dei parlamentari.<\/p>\n<p>Il disegno della destra \u00e8 chiaro: eleggere Meloni presidente della Repubblica nel 2029<\/p>\n<p>Chiaro il disegno? Eleggere Meloni Presidente della Repubblica nel 2029 per avere la possibilit\u00e0 di modificare la composizione del Csm e della Corte costituzionale, puntando ad una congrua maggioranza parlamentare ottenuta anche per pochi voti o per meccanismi elettorali inventati per restare al potere.<\/p>\n<p>In sostanza: le prossime elezioni saranno decisive per il futuro della democrazia in Italia, senza trascurare il contributo che potrebbe dare a sconfiggere l\u2019offensiva Maga, una destra tecnoautoritaria di cui Trump \u00e8 l\u2019interprete peggiore.<\/p>\n<p>Per questo l\u2019alternativa non pu\u00f2 che essere di natura costituzionale contro la destra che la vuole stravolgere, affossare. Naturalmente i valori debbono prendere forma e diventare scelte politiche concrete. Prima delle primarie, ove si decida di farle, occorre concentrarsi sull\u2019alternativa politica. Sbagliare questa volta sarebbe pi\u00f9 pesante della vittoria \u201cregalata\u201d nel 2022.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alternativa a vincere le elezioni con qualunque legge elettorale, quindi occorre suscitare una reazione popolare, di massa, forte, agguerrita, unitaria come nel referendum del marzo scorso, chiedendo a chi ha votato No di contribuire a sconfiggere la destra, primo passo urgente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che l\u2019attuale opposizione non riesce a interpretare una spinta popolare. Altre volte una spinta referendaria non \u00e8 stata capita, il nucleare \u00e8 tra queste. La destra vuole approvare la sua assurda legge per tornare al nucleare, ma deve trovare un contrasto che abbia la forza politica necessaria, denunciando che con una legge si vogliono stravolgere i risultati di ben due tornate referendarie (1987 e 2011) vinte con la maggioranza degli aventi diritto al voto. Questo pone una grande questione democratica da sottoporre alla Corte costituzionale. \u00c8 lecito con legge abolire due risultati referendari? costringendo a promuovere un terzo referendum? Non \u00e8 questa una grande questione democratica e costituzionale? La destra anche in questo caso vuole stravolgere la Costituzione.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza per l\u2019alternativa costituzionale deve mettere ordine nel percorso e negli argomenti per arrivare ad un progetto politico di legislatura, prima delle primarie, possibili solo sulla base di un patto di coalizione.<\/p>\n<p>La questione pace si pone con forza. Il disastro Trump sta portando ad un rischio per la pace nel mondo. Occorre ricostruire con proposte ed iniziative la credibilit\u00e0 delle sedi mondiali, a partire dall\u2019Onu. Senza un nuovo ordine, con regole definite, aggiornate, da fare rispettare continuerebbe la situazione nevrotica e distruttiva attuale, nella quale emergono solo i reciproci riconoscimenti o contrasti delle grandi potenze. Un\u2019iniziativa per la pace si impone e va costruita con un\u2019iniziativa corale, lavorando con altri stati. Sarebbe importante un ruolo dell\u2019Europa, ma oggi non lo ha e le resistenze delle destre europee, istigate dalla nefasta influenza Maga, potrebbero non consentire all\u2019Europa di svolgere il ruolo che le spetterebbe. Per questo una verifica nella coalizione che ha eletto Von der Leyen si impone per correggere uno slittamento a destra, il cui simbolo pi\u00f9 evidente \u00e8 che dopo aver attaccato il green deal come fonte di ogni nefandezza ci troviamo con la crisi delle auto tradizionali e con una temibile concorrenza cinese sulle auto elettriche.<\/p>\n<p>La destra ha fatto perdere all\u2019Italia 5 anni. La crisi dell\u2019auto \u00e8 colpa sua. L\u2019Europa \u00e8 in crisi per le fobie delle destre alla ricerca di un nemico e prigioniere di ideologie antistoriche.<\/p>\n<p>Per questo va detto che l\u2019Italia lavorer\u00e0 per fermare il riarmo, per razionalizzare la difesa europea, bloccando la distorsione dell\u2019economia verso le armi e la guerra.<\/p>\n<p>Le risorse debbono andare a sviluppo, clima, occupazione, nuovo stato sociale. Va rifiutata la via trumpiana al riarmo per vendere pi\u00f9 armi Usa, avanzando proposte per il disastro di Gaza e della Palestina da gestire attraverso sedi internazionali legittime, per una soluzione equilibrata in Ucraina puntando a convincere la Russia a correggere gli errori dell\u2019aggressione, per una soluzione concordata della guerra in Iran, per regolare le troppe aree di guerra nel mondo. No alla logica della grande potenze che imprimono una distorsione tecno capitalistica che entra in collisione con la stessa democrazia.<\/p>\n<p>Il mondo deve fermarsi a riflettere per prendere decisioni per la pace, disarmata e disarmante, come ha giustamente chiesto papa Leone XIV. Altrimenti i rischi sono enormi. Per la tenuta della democrazia anzitutto, perch\u00e8 si profilano evidenti logiche da nuove crociate, all\u2019esterno e all\u2019interno.<br \/>\nLe elezioni in Italia saranno parte di queste alternative in campo per fermare le destre e difendere la democrazia.<br \/>\nIl clima \u00e8 passato da essere al centro dell\u2019attenzione internazionale per iniziative condivise ad iniziative che favoriscono la\u201d esplosione\u201d climatica della terra. La destra \u00e8 protagonista del rilancio dei fossili pi\u00f9 nucleare, l\u2019alternativa netta \u00e8 100% fonti rinnovabili prima possibile.<br \/>\nOccorre bloccare il riarmo \u2013 le 800.000 armi finite alla malavita in Ucraina sono un allarme rosso \u2013 riaprire i canali di confronto e di accordo, per questo un\u2019iniziativa di pace deve iniziare dall\u2019Ucraina con una conferenza internazionale di pace sul modello Helsinky 1975 e con una gestione Onu della striscia di Gaza, togliendo di mezzo la finzione trumpiana che sta causando morti e distruzione come e peggio di prima.<br \/>\nIn sostanza occorre indicare le vie concrete dell\u2019alternativa alla destra.<br \/>\nCi sono tanti altri punti di fondo: lo strazio del sistema fiscale lo rende incapace di mantenere unitariet\u00e0, progressivit\u00e0 e aiuto alle fasce sociali pi\u00f9 deboli; il sistema sanitario nazionale \u00e8 a rischio implosione che vuol dire privatizzazione all\u2019americana (Crisanti), di cui l\u2019autonomia regionale differenziata \u00e8 un ulteriore tassello; istruzione e ricerca sono ai materassi; un nuovo stato sociale di cui faccia parte un lavoro dignitoso e retribuito in modo da fare rientrare i giovani dall\u2019estero e da difendere il potere di acquisto di chi lavora, la qualit\u00e0 del suo impegno; una politica industriale che abbia il coraggio di avere nello stato un protagonista del nuovo, a partire dall\u2019ex Ilva, che rischia di finire male.<\/p>\n<p>Sui punti dirimenti occorre chiamare le persone, le associazioni pi\u00f9 svariate a discutere, a partecipare, a sostenere l\u2019alternativa costituzionale, per questo occorre che conoscano la piattaforma che vengano chiamate a sostenere, ad aiutare; a decidere le scelte, a lottare se necessario.<\/p>\n<p>La destra vuole un capo che decide su tutto, perch\u00e9 mai l\u2019alternativa costituzionale dovrebbe seguirla su questo stravolgimento costituzionale? Certo sarebbe utile una legge elettorale che consenta ad elettrici ed elettori di scegliere i rappresentanti, mentre il testo della maggioranza non lo far\u00e0, ma resta l\u2019imperativo categorico che occorre vincere le elezioni comunque e si pu\u00f2 fare solo su una chiara alternativa alla destra di Giorgia Meloni.<br \/>\n*(Fonte: Strisciarossa &#8211; Alfiero Grandi giornalista)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Claudia Fanti*: Scandalo bancario, in Brasile tremano giudici e politici &#8211; America Latina Coinvolto de Moraes, che fece condannare Bolsonaro. 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