{"id":54459,"date":"2026-08-01T09:56:06","date_gmt":"2026-08-01T09:56:06","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54459"},"modified":"2026-08-05T09:22:46","modified_gmt":"2026-08-05T09:22:46","slug":"n32-3-agosto-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54459","title":{"rendered":"n\u00b032 \u2013 1\/8\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Luciana Cimino*: \u00abIl governo vuole sostituire lo stato sociale con quello penale\u00bb &#8211; Pessimo stato Intervista a Gianfranco Pagliarulo, presidente dell&#8217;Anpi.<br \/>\n02 \u2013 Fabrizio Tonello*: Il regime predatorio dietro l\u2019apparenza della legalit\u00e0 &#8211; Casa bianca Il presidente Usa ha trasformato il suo secondo mandato in una macchina di arricchimento che combina estorsioni tariffarie pubbliche con grandi operazioni immobiliari<br \/>\n03 &#8211; Alberto Negri\u00b0: Dal Golfo a Gaza \u00e8 un maledetto imbroglio &#8211; La guerra grande L\u2019annuncio di Trump di un accordo \u00abstorico\u00bb per la Striscia \u00e8 funzionale alla costituzione di una coalizione araba (e internazionale) con i sauditi da schierare contro l\u2019Iran e le milizie filo-sciite. Israele dovrebbe starne teoricamente fuori e questo sarebbe stato il senso dell\u2019incontro avuto dal presidente Usa con Netanyahu e poco dopo con il ministro della difesa saudita<br \/>\n04 &#8211; Andrea Valdambrini*: Ue: la mossa dell\u2019Italia non concordata, avrebbe dovuto avvisare<br \/>\nCeuta Il commissario Brunner ridimensiona \u00abil pericolo\u00bb: non si riscontrano flussi verso l&#8217;Europa<br \/>\nLa Commissione Ue non \u00e8 stata informata prima n\u00e9 ha ricevuto la dovuta notifica da parte di Roma in merito alla decisione del ministro Piantedosi di ripristinare i controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna.<br \/>\n05 &#8211; Luciana Cimino*: In schiavit\u00f9 un milione di americani, il \u201cforced labour\u201d \u00e8 quello dello stato.<br \/>\nStati uniti Detenuti sfruttati e esclusione razziale.<br \/>\n06 &#8211; Andrea Capocci*: Ebola fuori controllo in Rdc oltre 2.300 casi confermati<br \/>\nL&#8217;epidemia invisibile Teorie del complotto, il taglio di UsAid, la mancanza di un vaccino alimentano il focolaio<br \/>\n07 &#8211; Matteo Bortolon*; Briciole di deroga per il governo Meloni &#8211; Nuova finanza pubblica La rubrica settimanale di politica economica.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Luciana Cimino*: \u00abIL GOVERNO VUOLE SOSTITUIRE LO STATO SOCIALE CON QUELLO PENALE\u00bb &#8211; PESSIMO STATO INTERVISTA A GIANFRANCO PAGLIARULO, PRESIDENTE DELL&#8217;ANPI<\/strong><\/p>\n<p>IL RAZZISMO SISTEMICO DEGLI STATI UNITI E IL CLIMA DA FAR WEST CHE DA CONTRADDISTINGUE LA NAZIONE GUIDATA DA TRUMP \u00abHA AVUTO PRESA ANCHE IN ITALIA\u00bb. GIANFRANCO PAGLIARULO, PRESIDENTE DELL\u2019ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI PARTIGIANI (ANPI), LEGGE NELLE VICENDE DEL GIOIELLIERE CHE SI \u00c8 FATTO GIUSTIZIA DA SOLO E NELLA MORTE, MENTRE ERA NELLE MANI DELLA POLIZIA, DI ABDERRAHIM FAKIR, \u00abUN SEGNO PESANTISSIMO DI IMBARBARIMENTO E DI AMERICANIZZAZIONE DELLA SOCIET\u00c0\u00bb. \u00abLE DUE STORIE, PUR MOLTO DIVERSE TRA LORO, RICORDANO QUEL CLIMA DA FAR WEST, SEMPRE PRESENTE NEGLI USA, CHE \u00c8 ESPLOSO IN TUTTA LA SUA VIRULENZA CON L\u2019ICE, IL GRUPPO DI SQUADRISTI CHE \u00c8 UNA SPECIE DI GUARDIA DEL PRESIDENTE, \u00c8 MOLTO PREOCCUPANTE\u00bb<\/p>\n<p>COSA VI SPAVENTA?<br \/>\nIl governo ha tentato di sostituirsi al presidente della Repubblica per imporre la grazia all\u2019orafo Mario Roggero. Su Fakir sono state fatte circolare notizie false, attribuendogli reati che non ha mai commesso: c\u2019\u00e8 un movimento di pancia, una nuova barbarie che fa impressione. Che nel ventre di una societ\u00e0 si covino istinti rancorosi o di vendetta, ci pu\u00f2 stare. La cosa grave \u00e8 che questi istinti sono in gran parte sollecitati o creati dalle modalit\u00e0 attraverso cui diverse persone al governo comunicano. La legittima difesa viene travolta da un disegno di legge che non sar\u00e0 mai approvato perch\u00e9 sdogana la pena di morte, appaltandola ai privati.<br \/>\nMeloni ha annunciato in un video la norma che prevede la punibilit\u00e0 dei ragazzini, una stretta dal sapore razzista perch\u00e9 si rivolge a quelli che loro definiscono \u201cmaranza\u201d.<br \/>\nAnche questo \u00e8 frutto della violenza verbale. Non solo: segnala la trasformazione della natura profonda del paese che passa da stato sociale, che trova dei compromessi sociali che migliorano le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini, a stato penale che risolve le contraddizioni sociali attraverso la pena, con l\u2019intervento repressivo e autoritario. I bersagli sono tutti i soggetti deboli e anche politici: i giovani, i lavoratori, le persone a basso reddito. Un lungo film cominciato pochi mesi dopo la nascita del governo con la legge anti rave, il decreto Cutro e quello Caivano, per finire con le leggi sulla sicurezza. Provvedimenti che tentano di impedire il dissenso e il conflitto sociale. Il risultato \u00e8 un aumento patologico delle fattispecie di reato e delle pene per reati gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>COME SI SUPERA QUESTA FASE?<br \/>\nTutte le forze democratiche e costituzionali devono fare un salto di qualit\u00e0 sia nella parte di contrapposizione che in quella di proposizione. Ci\u00f2 richiede un\u2019alleanza che non parta solo dei partiti ma dalle associazioni dei cittadini, un ampio fronte di forze che contrasti in ogni modo questo degrado autoritario del paese e contemporaneamente avanzi delle proposte di attuazione della Costituzione. Bisogna ricostruire il paese dal punto di vista economico e sociale. E anche morale, dato che le guerre sono state normalizzate.<br \/>\nOggi ci saranno centinaia di appuntamenti in tutta Italia per la pastasciutta antifascista che ricorda la grande festa organizzata dalla famiglia Cervi nel 1943 per la caduta del regime fascista. Perch\u00e9 quest\u2019anno l\u2019Anpi l\u2019ha dedicata alla Costituzione?<br \/>\n\u00c8 sotto attacco da tempo ma oggi \u00e8 oggetto di tentativi manipolatori e stravolgenti. La questione pi\u00f9 urgente \u00e8 la nuova legge elettorale che determinerebbe conseguenze pesantissime per il futuro della democrazia. Se si unisce con il resto, a partire dall\u2019autonomia differenziata, ci si rende conto che c\u2019\u00e8 un disegno per demolire la Costituzione. Capisco che a questa subcultura \u201canti \u2013 antifascista\u201d che viene promossa dal governo, questa iniziativa possa dare fastidio.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Luciana Cimino, \u00e8 una giornalista de il manifesto. Si occupa di politica e lavoro)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 \u2013 Fabrizio Tonello*: IL REGIME PREDATORIO DIETRO L\u2019APPARENZA DELLA LEGALIT\u00c0 &#8211; CASA BIANCA IL PRESIDENTE USA HA TRASFORMATO IL SUO SECONDO MANDATO IN UNA MACCHINA DI ARRICCHIMENTO CHE COMBINA ESTORSIONI TARIFFARIE PUBBLICHE CON GRANDI OPERAZIONI IMMOBILIARI<\/strong><\/p>\n<p>Fate girare un mappamondo e poi puntate un dito a caso: ci sono buone probabilit\u00e0 che qualsiasi angolo del mondo abbiate toccato, Trump vi abbia applicato dazi unilaterali. E probabilit\u00e0 altrettanto buone che sia un posto dove Trump e la sua famiglia hanno affari. Il presidente Usa ha trasformato il suo secondo mandato in una macchina di arricchimento che combina estorsioni tariffarie pubbliche sulla base dei pi\u00f9 fantasiosi motivi (l\u2019ultimo, i dazi come lotta al \u00ablavoro forzato\u00bb), perturbazione sistematica dei mercati internazionali, monetizzazione privata del ruolo presidenziale, regolamentazioni \u201cfatte in casa\u201d (per esempio sulle criptovalute) e, naturalmente, uso sistematico delle relazioni politiche per operazioni immobiliari. Non si tratta di corruzione episodica: \u00e8 piuttosto un regime predatorio, dietro un velo di legalit\u00e0 formale.<\/p>\n<p>Le fortune personali e familiari sono illuminanti. Prima di tutto ci sono le criptovalute e la finanza amica. Nel solo 2025 Trump ha dichiarato un reddito di circa 2,2 miliardi di dollari, di cui 1,4 miliardi provenienti da attivit\u00e0 legate alle criptovalute. Buona parte viene da World Liberty Financial, societ\u00e0 cripto cofondata dai figli Eric Trump e Donald Trump Jr.: oltre 500 milioni di dollari di entrate presidenziali. Si sa che la stessa amministrazione Trump controlla direttamente la regolazione del settore. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019uso del marchio Trump su scala globale, che continua a generare decine di milioni di dollari (almeno 23 nel periodo recente) grazie alla visibilit\u00e0 del boss. Naturalmente Trump continua a incassare anche dividendi\/plusvalenze da vari strumenti finanziari e reti politico-affaristiche legate a Peter Thiel o ad altre figure vicine al trumpismo.<br \/>\nDa parte sua Melania ha incassato oltre 10 milioni di dollari per i diritti del documentario Melania prodotto da Amazon, pi\u00f9 circa 6 milioni di proventi da libro di memorie e merchandising. Jared Kushner e Ivanka Trump sono al centro di un maxi-progetto di resort di lusso a Sazan in Albania, con un investimento stimato tra 1,4 e 4 miliardi di euro, su aree protette ad alto valore ambientale. Il governo albanese ha concesso alla societ\u00e0 legata a Kushner lo status di \u00abinvestitore strategico\u00bb, con corsie preferenziali e condizioni agevolate, mentre i cittadini albanesi continuano la loro protesta in difesa della laguna e dei fenicotteri.<br \/>\nTruth Social e l\u2019ecosistema mediatico legato a Trump hanno un forte impatto sui mercati ogni volta che il presidente annuncia decisioni politiche: il petrolio va su o gi\u00f9 in relazione agli annunci di nuovi bombardamenti o, al contrario, promesse di \u00abtregua\u00bb. Si tratta di una piattaforma usata come strumento di market moving pi\u00f9 che come semplice canale politico. In questi giorni si parla di un progetto di abbonamento privilegiato, per la modica cifra di 100.000 dollari per ricevere in anticipo le notizie di Truth Social: in pratica uno schema di insider trading strutturale che permetta di monetizzare la prevedibilit\u00e0 (o imprevedibilit\u00e0) delle sue uscite.<br \/>\nSiamo di fronte alla corruzione classica degli imperi in decadenza o piuttosto a un regime predatorio?<\/p>\n<p>LA CORRUZIONE EPISODICA, SEMPRE ESISTITA NEGLI STATI UNITI ANCHE IN FORMA LEGALIZZATA (LOBBY) SI CARATTERIZZA PER SCAMBI LIMITATI: UNA TANGENTE PER UN CONTRATTO, UN FAVORE PER UNA NOMINA, UN APPALTO IN CAMBIO DI UN FINANZIAMENTO POLITICO.<br \/>\nIl regime predatorio \u00e8, invece, quello in cui il gruppo dirigente utilizza in modo sistematico e strutturale il potere pubblico per estrarre rendite, ridefinendo le regole per normalizzare il proprio arricchimento. La linea di separazione tra Stato e patrimonio privato scompare: le scelte di politica pubblica sono disegnate in funzione degli interessi economici della cerchia al potere.<br \/>\nIl caso Trump quindi appare come uno dei modelli di \u201cplutocrazia regolatoria\u201d, in cui l\u2019\u00e9lite economica controlla direttamente la produzione di regole di mercato. Ci sono i precedenti di regimi ibridi (Ungheria, Russia) nei quali il leader e la sua cerchia privatizzano gradualmente segmenti dello Stato e del territorio, conservando forme elettorali e parvenza di legalit\u00e0. La differenza statunitense sta nel fatto che questi meccanismi emergono dentro un ordinamento dove rimangono ancora controparti (stampa, parte della magistratura, sistema federale), che pongono limiti e producono almeno trasparenza ex post (dichiarazioni patrimoniali, inchieste su Kushner in Albania, ecc.). Tuttavia, la normalizzazione di conflitti di interessi di questa scala sposta l\u2019asticella di ci\u00f2 che \u00e8 considerato \u201caccettabile\u201d nella relazione tra ricchezza privata e potere esecutivo.<\/p>\n<p>*( Fabrizio Tonello (1951) insegna Scienza dell&#8217;Opinione Pubblica presso l&#8217;universit\u00e0 di Padova. Ha insegnato anche nel Dipartimento di Scienze della Comunicazione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Alberto Negri\u00b0: DAL GOLFO A GAZA \u00c8 UN MALEDETTO IMBROGLIO &#8211; LA GUERRA GRANDE L\u2019ANNUNCIO DI TRUMP DI UN ACCORDO \u00abSTORICO\u00bb PER LA STRISCIA \u00c8 FUNZIONALE ALLA COSTITUZIONE DI UNA COALIZIONE ARABA (E INTERNAZIONALE) CON I SAUDITI DA SCHIERARE CONTRO L\u2019IRAN E LE MILIZIE FILO-SCIITE. ISRAELE DOVREBBE STARNE TEORICAMENTE FUORI E QUESTO SAREBBE STATO IL SENSO DELL\u2019INCONTRO AVUTO DAL PRESIDENTE USA CON NETANYAHU E POCO DOPO CON IL MINISTRO DELLA DIFESA SAUDITA<\/strong><\/p>\n<p>Il fronte diplomatico e militare si allarga con la solita sperimentata trappola di Trump per i palestinesi. Ma l\u2019imbroglio riguarda anche l\u2019Italia che, all\u2019insaputa del Parlamento \u2013 occultata di soppiatto tra le audizioni delle commissioni esteri e difesa \u2013 ha dispiegato da mesi una missione \u00abdifensiva\u00bb, militari, aerei e mezzi in Arabia saudita (oltre che in Kuwait, Bahrein, Emirati e Qatar). Una sorta di task force fantasma.<br \/>\nTutto questo mentre la guerra nel Golfo si complica con esiti forse imprevedibili. I sauditi \u2013 sostenuti dall\u2019Occidente \u2013 si sono scoperti una vocazione prussiana bombardando in Iraq con gli Usa e si preparano a un\u2019offensiva in Yemen. Riyadh lancia cos\u00ec una coalizione multinazionale per la difesa marittima sostenuta da 14 stati (tra cui Turchia, Pakistan, Egitto) e chiede agli europei (Germania, Francia, Regno unito e Italia) di aderire a una coalizione per il Mar Rosso dove l\u2019Ue ha gi\u00e0 una missione navale (Aspides, a guida italiana) e non \u00e8 ancora chiaro se gli Houthi yemeniti stiano attuando un blocco generale o diretto soltanto contro l\u2019Arabia saudita.<br \/>\nECCO COME SI SPIEGA l\u2019annuncio di Trump di un accordo \u00abstorico\u00bb per Gaza: \u00e8 funzionale alla costituzione di una coalizione araba (e internazionale) con i sauditi da schierare contro l\u2019Iran e le milizie filo-sciite. Israele dovrebbe starne teoricamente fuori e questo sarebbe stato il senso dell\u2019incontro avuto da Trump con Netanyahu e poco dopo con il ministro della difesa saudita Khalid bin Salman.<br \/>\nI tempi stringono e il presidente Usa, scriveva ieri Haaretz, si fida sempre meno di Bibi e dei suoi piani sull\u2019Iran, falliti finora miseramente. Che poi i sauditi dicano di non volere una escalation fa parte anche del gioco di Trump il quale vuole tenersi aperte almeno due opzioni, quella militare di attacco su larga scala all\u2019Iran, e quella diplomatica, per raggiungere un eventuale accordo con Teheran, proclamare vittoria e ritirarsi, la soluzione \u2013 gi\u00e0 troppo rinviata \u2013 che gli consentirebbe di presentarsi alle elezioni di medio termine con un conflitto chiuso.<br \/>\nE lo Stretto di Hormuz? Per risolvere il problema che mette al tappeto l\u2019economia mondiale la soluzione del premier israeliano \u00e8 semplice: \u00abNon credo che alla fine della guerra gli stretti rappresenteranno una leva cos\u00ec potente, perch\u00e9 gli stati del Golfo sposteranno le pipeline dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso e da l\u00ec a Israele nel Mediterraneo\u00bb, ha dichiarato Netanyahu in un\u2019intervista ad Abc News.<br \/>\nIL PIANO \u00e8 gi\u00e0 in atto \u2013 i sauditi esportano dal Mar Rosso cinque milioni di barili al giorno che passano da Suez \u2013 ma Riyadh deve liberarsi degli Houthi e delle milizie irachene filo-iraniane. Quindi Usa e Arabia saudita hanno condotto insieme attacchi contro le Forze di Mobilitazione popolare irachene, fondate nel 2014 per combattere l\u2019Isis.<br \/>\nPerch\u00e9? Nel settembre del 2019 i sauditi subirono uno spiacevole choc quando fu lanciata una flotta di droni contro i suoi impianti petroliferi pi\u00f9 vitali, Abqaiq e Khurais, che misero fuori uso met\u00e0 delle esportazioni di petrolio. All\u2019epoca si ipotizz\u00f2 che l\u2019attacco fosse degli Houthi yemeniti, poi si scopr\u00ec che gli attacchi erano arrivati dalle milizie filo-iraniane in Iraq.<br \/>\nNel Golfo \u00e8 in corso una guerra per proteggere le riserve saudite di petrolio. E ci partecipano, secondo le indiscrezioni di stampa, quasi tutte le potenze europee. I sauditi presentano la loro svolta \u00abprussiana\u00bb come una reazione a specifici attentati piuttosto che come un ingresso nella pi\u00f9 ampia guerra tra Stati uniti e Israele contro l\u2019Iran. Ma gli attacchi congiunti con gli Usa in Iraq hanno segnato la prima volta in cui il regno ha riconosciuto un coinvolgimento diretto nella guerra, nonostante l\u2019Arabia saudita avesse gi\u00e0 condotto attacchi segreti contro l\u2019Iran all\u2019inizio del conflitto.<br \/>\nQual \u00e8 l\u2019obiettivo di queste manovre? Gli attacchi di Usa e sauditi in Iraq stanno spingendo la regione in un territorio inesplorato e complicano una guerra che si sta allargando in maniera imprevedibile. Ecco che allora bisogna creare, nell\u2019ottica degli Stati uniti e dei loro alleati, un terreno favorevole coinvolgendo altri stati in una coalizione internazionale. Quindi se si vuole almeno trascinare gli arabi e gli europei pi\u00f9 riluttanti dalla propria parte bisogna pur fare qualche cosa.<br \/>\nPRIMA TRUMP ha offerto a Riyadh il nucleare civile ma lo ha immediatamente condizionato al riconoscimento di Israele. Non un gran successo, soprattutto per l\u2019opposizione israeliana. E ora il presidente americano risfodera la terra del martirio e del genocidio, la Striscia di Gaza, con un mirabolante accordo per il disarmo di Hamas collegato al ritiro di Israele che occupa con truppe, muri e barriere pi\u00f9 del 70% del territorio. Ma Israele accetta il ritiro solo con il totale disarmo di Hamas. Nel migliore dei casi \u00e8 un processo complesso con lo schieramento di una forza internazionale che potrebbe durare un anno.<br \/>\nLa realt\u00e0 nuda e cruda: con le elezioni alle porte a ottobre si esclude che Netanyahu faccia qualsiasi concessione. Ed ecco che la guerra del Golfo si trasforma per i palestinesi in una trappola, un maledetto imbroglio, nella Striscia e in tutto il Medio Oriente.<\/p>\n<p>*( Alberto Negri \u00e8 giornalista inviato speciale del \u201cSole 24 Ore\u201d, per il quale da oltre trent\u2019anni viaggia come corrispondente di guerra in Medio Oriente, Balcani, Africa, Asia centrale.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Andrea Valdambrini*: UE: LA MOSSA DELL\u2019ITALIA NON CONCORDATA, AVREBBE DOVUTO AVVISARE &#8211; CEUTA IL COMMISSARIO BRUNNER RIDIMENSIONA \u00abIL PERICOLO\u00bb: NON SI RISCONTRANO FLUSSI VERSO L&#8217;EUROPA &#8211; LA COMMISSIONE UE NON \u00c8 STATA INFORMATA PRIMA N\u00c9 HA RICEVUTO LA DOVUTA NOTIFICA DA PARTE DI ROMA IN MERITO ALLA DECISIONE DEL MINISTRO PIANTEDOSI DI RIPRISTINARE I CONTROLLI ALLE FRONTIERE MARITTIME E AEREE CON LA SPAGNA.<\/strong><br \/>\nLo conferma al manifesto il portavoce dell\u2019esecutivo Ue per gli Affari interni, Guillaume Mercier. Bruxelles chiarisce come il quadro giuridico europeo consenta agli Stati membri di reintrodurre controlli alle frontiere interne dell\u2019area Schengen, a patto che siano di natura eccezionale e temporanea come previsto dall\u2019articolo 25 del Codice frontiere Schengen. Questo passo del governo deve essere anche accompagnato da una spiegazione alle istituzioni europee. In questo caso occorre spiegare \u00abin che modo la situazione di Ceuta costituisca una minaccia grave per il paese\u00bb. Gi\u00e0 ieri sera oltre 48mila migranti su 50mila avevano fatto ritorno volontariamente in Marocco, il che ridimensiona fortemente la presunta crisi.<\/p>\n<p>Sulla carta eccezionali e temporanee ma nei fatti sono tutt\u2019altro che sporadiche le reintroduzioni dei controlli alle frontiere interne di Schengen (che prevede la libera circolazione delle persone nei paesi aderenti). Negli ultimi vent\u2019anni se ne contano circa 500 da parte di diverse capitali. L\u2019Italia ha ripristinato i controlli di frontiera ben 17 volte, l\u2019ultima delle quali con la Francia in occasione delle manifestazioni No Tav. Farlo in occasione di vertici internazionali, dal G8 di Genova del 2001 in poi, \u00e8 una prassi, mentre dal 2023 restano in vigore \u2013 prorogati di sei mesi in sei mesi \u2013 i controlli lungo il confine con la Slovenia. La motivazione ufficiale: prevenire il rischio di infiltrazioni terroristiche lungo la rotta balcanica. Il punto su cui per\u00f2 insiste l\u2019esecutivo europeo \u00e8 che Ceuta ha gi\u00e0 uno statuto a s\u00e9, regolato da uno specifico regime previsto nel trattato di Schengen.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 41 prevede infatti un limite alla libert\u00e0 di movimento: dall\u2019exclave spagnola in Marocco non si esce senza controlli aggiuntivi prima di raggiungere la Spagna continentale e da l\u00ec gli altri paesi Ue. Il commissario all\u2019Immigrazione Magnus Brunner ha precisato ieri che \u00abnon si riscontrano movimenti diretti verso l\u2019Europa e gli altri stati membri\u00bb. Insomma, l\u2019Italia faccia pure ma non se ne vede il bisogno. Se non sfugge l\u2019aspetto pretestuoso della mossa italiana, ancora pi\u00f9 ideologico era stato il tentativo di Meloni di espellere Madrid dall\u2019area Schengen. L\u2019ipotesi aveva diviso le capitali, trovando anche il sostegno del governo socialdemocratico danese di Mette Frederiksen, spesso in sintonia con Roma sui temi migratori. Preoccupata per l\u2019impatto politico del caso Ceuta, Bruxelles \u00e8 sembrata pi\u00f9 interessata a offrire sostegno operativo che reale solidariet\u00e0 a Madrid. Le immagini di Ceuta sono \u00abinaccettabili\u00bb, per von der Leyen, ma nel senso che i rimpatri, secondo le regole europee, devono essere facili e veloci. E Rabat, finanziata dall\u2019Ue, rimane un alleato chiave per il controllo esternalizzato dei flussi migratori.<\/p>\n<p>*( Andrea Valdambrini. Giornalista. Si occupo di Esteri e Unione europea. )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Luciana Cimino*: IN SCHIAVIT\u00d9 UN MILIONE DI AMERICANI, IL \u201cFORCED LABOUR\u201d \u00c8 QUELLO DELLO STATO &#8211; STATI UNITI DETENUTI SFRUTTATI E ESCLUSIONE RAZZIALE.<\/strong><\/p>\n<p>UNA LUNGA STORIA INEDITA IN DUE PUNTATE. IL PRIMO STORICO NUMERO IN EDICOLA DAL 29 LUGLIO. DYLAN DOG ASSIEME ALLE STORIE DI ZEROCALCARE E SHINTARO KAGO. ABBONATI ENTRO IL 5 AGOSTO PER RICEVERE LA SECONDA PUNTATA A CASA TUA.<\/p>\n<p>SCHIAVISTI contro il lavoro forzato, altrui. Stavolta il pretesto degli Stati Uniti per imporre i dazi \u00e8 la lotta contro il lavoro forzato. Non che il presidente degli Usa, Donald Trump, sia diventato improvvisamente socialista, men che mai ha avuto una svolta etica. Dopo la decisione della Corte Suprema che ha invalidato i dazi annunciati durante il Liberation Day del 2025, il tycoon ha trovato un escamotage: le tariffe saranno imposte ai partner che non applicano divieti adeguati contro le merci prodotte con in condizioni di para schiavit\u00f9.<br \/>\nNel novero ci finiscono 60 paesi tra cui Unione europea (considerata come un\u2019unica entit\u00e0), Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e Canada, Cina, India. Il piano prevede un sistema differenziato: ai paesi ritenuti dotati di adeguate misure sar\u00e0 applicata un\u2019aliquota del 10%, per gli altri salir\u00e0 al 12,5%. Per farlo, il presidente si \u00e8 servito della Section 301 del Trade Act del 1974 che intende con la locuzione \u201clavoro forzato\u201d \u00abogni servizio estorto a qualsiasi persona sotto la minaccia di una qualsiasi sanzione\u00bb. Il paradosso \u00e8 che nella lista annunciata dall\u2019Ufficio del rappresentante per il commercio Usa, Jamieson Greer, sono avvantaggiati con l\u2019aliquota pi\u00f9 bassa paesi come l\u2019India o la Cina, segnalati nei rapporti dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) come problematici proprio a causa di lavoro forzato, minorile e i ritmi estremi legati alla ricattabilit\u00e0 e all\u2019indebitamento delle famiglie povere e all\u2019economia informale. Saranno applicati anche a contesti del tutto diversi come il Canada, l\u2019Australia, il Giappone e l\u2019Ue che hanno legislazioni molto avanzate in tema di diritti sul lavoro. Anche se al loro interno, come in Italia (soprattutto in agricoltura ed edilizia) permangono condizioni di sfruttamento. Per Greer anche questi paesi avrebbero \u00abstandard insufficienti\u00bb in quanto incapaci di vietare l\u2019importazione di beni prodotti in maniera irregolare.<br \/>\nLe contraddizioni pi\u00f9 pesanti riguardano, per\u00f2, gli stessi Stati Uniti. Sia all\u2019esterno che al proprio interno. Mentre l\u2019amministrazione Trump colpisce accusa i partner di violazioni etiche nella produzione, continua a stringere accordi economici rilevanti con paesi con severe criticit\u00e0 sui diritti umani. Per di pi\u00f9, gli Usa sono il paese con il numero in assoluto pi\u00f9 alto di persone in schiavit\u00f9 moderna (che si manifesta quando una persona viene sistematicamente privata della propria libert\u00e0 personale a fini di sfruttamento economico o personale) di tutte le Americhe, con ben 1,1 milioni di persone coinvolte. Lo sostiene Walk Free, una ong di Perth (Australia) che ogni anno realizza il Global Slavery Index (Gsi) per fornire dati sulla vulnerabilit\u00e0 dei lavoratori in 160 paesi, misurando anche l\u2019efficacia delle risposte governative.<br \/>\nIl report muove critiche specifiche agli Stati Uniti non solo perch\u00e9 continuano a importare prodotti da paesi ad altissimo rischio di sfruttamento, (esattamente come i paesi a cui impongono i dazi) ma anche perch\u00e9 sono anche tra i pochi posti in cui il lavoro forzato \u00e8 legalmente imposto e gestito dalle autorit\u00e0 statali, insieme a Cina, Corea del Nord e Russia. Per Walk free e Ilo \u00abquesto esclude i detenuti dalle normali tutele del diritto del lavoro, configurando una forma di sfruttamento statale. Chi si rifiuta o non \u00e8 in grado di lavorare (anche per malattia o disabilit\u00e0) subisce dure ritorsioni: isolamento forzato, perdita dei contatti familiari e diniego della libert\u00e0 condizionale\u00bb.<br \/>\nQuesto sistema, per le due organizzazioni dei lavoratori, \u00abgenera profitti sia per lo stato che per le aziende private colpendo in modo sproporzionato le comunit\u00e0 nere e migranti alimentando il fenomeno della carcerazione di massa\u00bb. Lo sfruttamento \u00e8 anche al di fuori delle carceri e, anche in questo caso, colpisce soprattutto i lavoratori stranieri. Non solo braccianti, come in Italia: il settore a pi\u00f9 alto rischio negli States \u00e8 il lavoro domestico. Le vittime (principalmente donne straniere) subiscono ritiro del passaporto, isolamento forzato e violenze. Senza contare che l\u2019amministrazione Trump \u00e8 \u00abla stessa che ha smantellato i finanziamenti per combattere il lavoro forzato attraverso tagli al Bureau of International Labor Affairs e le tutele per i lavoratori\u00bb, ha sottolineato la deputata democratica della California Linda S\u00e1nchez. \u00abPrendere sul serio la questione \u2013 ha spiegato la dem- vuol dire affrontare i nostri problemi qui in patria, contrastando l\u2019esportazione dei prodotti del lavoro carcerario americano\u00bb<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Luciana Cimino, \u00e8 una giornalista de il manifesto. Si occupa di politica e lavoro)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Andrea Capocci*: EBOLA FUORI CONTROLLO IN RDC OLTRE 2.300 CASI CONFERMATI<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;EPIDEMIA INVISIBILE TEORIE DEL COMPLOTTO, IL TAGLIO DI USAID, LA MANCANZA DI UN VACCINO ALIMENTANO IL FOCOLAIO<\/strong><\/p>\n<p>A DUE MESI DALL\u2019INIZIO DELL\u2019EPIDEMIA, IL FOCOLAIO DEL VIRUS EBOLA CHE SI \u00c8 DIFFUSO NEL NORD-OVEST DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO \u00c8 ANCORA FUORI CONTROLLO. I CASI REGISTRATI SONO OLTRE 2.300 E I DECESSI 930, ALL\u201980% CONCENTRATI NELLA PROVINCIA DELL\u2019ITURI MA DISTRIBUITI IN ALTRE QUATTRO PROVINCE. SECONDO LE STIME DELL\u2019ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANIT\u00c0 I CASI IN REALT\u00c0 POTREBBERO ESSERE TRA LE DUE E LE QUATTRO VOLTE PI\u00d9 NUMEROSI, VISTO CHE GLI OSPEDALI NELLA ZONA SCARSEGGIANO E NON INTERCETTANO TUTTI I MALATI. PER CONTENERE LA TRASMISSIONE DEL PATOGENO, GLI OPERATORI ISOLANO LE PERSONE MALATE, MONITORANO I LORO CONTATTI E IMPONGONO RIGIDE MISURE DI SICUREZZA NEI FUNERALI CHE, CON LE FAMIGLIE CHE SI STRINGONO AL CAPEZZALE DEL MALATO, RAPPRESENTANO FORMIDABILI OCCASIONI DI PROPAGAZIONE. MA AL MOMENTO NON BASTA.<\/p>\n<p>\u00abOLTRE L\u201980% dei nuovi casi viene individuato al di fuori delle liste di contatti note, a dimostrazione del fatto che alcune catene di trasmissione continuano a sfuggire al monitoraggio\u00bb, ha detto il direttore generale dell\u2019Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus incontrando i giornalisti. \u00abCirca due terzi dei decessi si verificano in persone che non ricevono assistenza in una struttura sanitaria\u00bb. La velocit\u00e0 di diffusione \u00e8 superiore anche a quella del focolaio di Ebola del 2018-2019, il pi\u00f9 grave della storia del Paese. Ci sono voluti 10 mesi perch\u00e9 l\u2019epidemia del 2018-19 raggiungesse i 2000 casi confermati, e stavolta ne sono bastati due.<\/p>\n<p>LA RISPOSTA \u00e8 complicata da fattori diversi ma collegati tra loro: la diffidenza nei confronti delle istituzioni (anche quelle sanitarie) che facilita la circolazione delle teorie del complotto e spesso degenera in aggressioni, l\u2019assenza di cure contro il ceppo virale \u00abBundibugyo\u00bb e i conflitti tra le milizie che da anni contendono al governo e ai peacekeepers dell\u2019Onu il controllo del territorio.<\/p>\n<p>Gli attacchi a medici e infermieri avvengono spesso durante le sepolture affidate dal governo alla Croce Rossa Internazionale senza partecipazione pubblica, una misura che la popolazione ritiene spesso una forma di repressione ingiustificata.Diversi centri dedicati al trattamento dei casi di Ebola sono stati dati alle fiamme per protesta contro le procedure di isolamento. Gli attacchi documentati sono stati almeno 12 ma le tensioni sono quotidiane e aggravate dalla presenza di milizie ribelli nelle province colpite. Secondo l\u2019ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell\u2019Onu gli operatori feriti finora sono stati 45. Anche chi non subisce direttamente le violenze deve abbandonare le strutture per ragioni di sicurezza, e questo facilita ulteriormente l\u2019allargamento dell\u2019emergenza.<\/p>\n<p>NON TUTTE le milizie per\u00f2 remano a favore del virus. Nelle province del Nord e Sud Kivu, per ampi tratti controllate dal gruppo filo-ruandese AFC\/M23, Ebola sembra essere stato contenuto dopo la scoperta di alcuni casi tra le citt\u00e0 di Goma e Bukavu controllate dai ribelli, risalenti ormai a quattro settimane fa. AFC\/M23 ha affidato la gestione delle operazioni all\u2019epidemiologo Freddy Kaniki, medico congolese formato negli Usa dove ha partecipato in prima linea alla gestione della pandemia, che adesso riconosce il ruolo dei miliziani nel garantire \u00abdisciplina\u00bb e \u00abrapidit\u00e0\u00bb alle procedure di isolamento. Sotto la sua direzione, i ribelli hanno collaborato con le agenzie internazionali e beneficiato degli aiuti del governo ruandese nella gestione del piccolo focolaio locale. \u00abL\u2019AFC\/M23 intende dimostrare la propria capacit\u00e0 di funzionare come uno Stato e di gestire una crisi sanitaria meglio del governo congolese\u00bb, spiega alla Reuters Reagan Miviri del think tank indipendente Ebuteli. \u00abMa se l\u2019epidemia dovesse diffondersi nelle zone di conflitto e i casi dovessero aumentare, la gestione della situazione potrebbe diventare molto pi\u00f9 complessa\u00bb.<\/p>\n<p>A COMPLICARE il lavoro sul campo ci sono anche aspetti sindacali: gli operatori nell\u2019area di Bunia, il capoluogo dell\u2019Ituri e al centro della zona pi\u00f9 colpita non ricevono lo stipendio dall\u2019inizio di maggio. Il 15 luglio l\u2019esasperazione \u00e8 arrivata allo sciopero. La ragione del ritardo dei pagamenti \u00e8 allo stesso tempo causa e effetto dell\u2019epidemia: i flussi finanziari sono in buona parte bloccati dalla sospensione dei voli causata dal virus. Se anche i fondi arrivassero regolarmente, le risorse disponibili sono comunque pi\u00f9 scarse che in passato, soprattutto dopo la decisione di Donald Trump di smantellare l\u2019agenzia UsAid dedicata alla cooperazione internazionale. Gli aiuti appena stanziati dalla Casa bianca ammontano a 23 milioni di dollari, assai meno dei 342 milioni investiti per frenare l\u2019epidemia 2018-2020.<\/p>\n<p>La risposta sanitaria \u00e8 stata lenta all\u2019inizio del contagio, il momento cruciale secondo gli epidemiologi. Oltre alla difficolt\u00e0 nella diagnosi di una variante virale poco conosciuta, hanno pesato le fake news. Secondo un\u2019indagine svolta da ActionAid, ad esempio, oltre un terzo degli intervistati addebitava i primi decessi ai sortilegi commessi da un pastore locale. Come hanno raccontato gli operatori della Croce Rossa al New York Times, una parte della popolazione che attacca i sanitari pensa tuttora che l\u2019infezione sia una bugia alimentata per accaparrare aiuti economici. Sui social prolifera per\u00f2 anche la teoria secondo cui sarebbero i soccorritori stessi a diffondere il virus e non mancano i consigli su rimedi artigianali e inutili.<\/p>\n<p>MA ANCHE LA RISPOSTA farmacologica ufficiale \u00e8 limitata. Nei centri clinici ai malati vengono somministrate al massimo terapie di supporto che puntano soprattutto ad aiutare il sistema immunitario a superare la malattia. I vaccini a disposizione contro il ceppo \u00abZaire\u00bb \u2013 quello che in passato ha colpito con pi\u00f9 frequenza \u2013 risultano inefficaci. I primi test di un vaccino specifico messo a punto dall\u2019universit\u00e0 di Oxford sono iniziati ma, in caso di successo, ci vorranno alcuni mesi per la somministrazione su larga scala.<\/p>\n<p>IN QUESTI GIORNI comunque \u00e8 iniziata la somministrazione a titolo sperimentale di due farmaci antivirali, obeldesivir e remdesivir, entrambi sviluppati come terapie anti-Covid. Gli ebolavirus hanno diverse somiglianze con i coronavirus, e questo fa sperare che i due nuovi farmaci abbassino la mortalit\u00e0. Il rischio che una persona malata viaggi in aereo da un\u2019area in cui il reddito mensile medio \u00e8 pari a trenta dollari \u00e8 basso e questo forse spiega il motivo dello scarso interesse mediatico intorno al quindicesimo focolaio di Ebola in Congo in mezzo secolo. Se sette sono stati registrati nell\u2019ultimo decennio, non \u00e8 solo per i miglioramenti diagnostici. I contatti tra umani e le specie serbatoio sono diventati pi\u00f9 probabili con la deforestazione provocata dalle attivit\u00e0 minerarie, in buona parte gestite dalle milizie, legate soprattutto al rame e al cobalto decisivi per l\u2019industria elettronica e di cui la Repubblica Democratica del Congo \u00e8 tra i principali esportatori.<\/p>\n<p>Oggi, i tre quarti dell\u2019export vanno in Cina ma anche gli Usa ambiscono a una parte della torta. Una partnership con il governo congolese per lo sfruttamento delle miniere, con il prevedibile effetto di accelerare la deforestazione, era in corso di definizione. L\u2019accordo ora \u00e8 rinviato perch\u00e9 il virus ha bloccato i voli tra Washington e Kinshasa: \u00e8 il suo modo di dirci che lo sfruttamento senza limiti non pu\u00f2 continuare.<br \/>\n*(Andrea Capocci &#8211; Collabora con il quotidiano \u201cIl Manifesto\u201d e con la rivista \u201cLe Scienze\u201d.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Matteo Bortolon*; BRICIOLE DI DEROGA PER IL GOVERNO MELONI &#8211; NUOVA FINANZA PUBBLICA LA RUBRICA SETTIMANALE DI POLITICA ECONOMICA. A CURA DI AUTORI VARI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ITALIA STA ABBANDONANDO IL PERCORSO DI RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO PER PRIVILEGIARE CRESCITA E SOSTEGNO ALL\u2019ECONOMIA? QUESTO IL LANCINANTE QUESITO CHE TURBA I SONNI DEI COMMENTATORI ECONOMICI DI QUESTA SETTIMANA.<\/p>\n<p>A marzo scorso era comparsa la solita sfilza di articoli allarmisti che prendendo spunto dall\u2019ultimo bollettino della Banca d\u2019Italia agitava il problema di un debito pubblico di 52.000 euro gravanti sul capo di ogni cittadino italiano, beb\u00e8 inclusi, e pregiudicando il destino delle generazioni future \u2013 chiss\u00e0 come mai, tale amore per i ragazzi del futuro scompare magicamente quando la minaccia futura \u00e8 la guerra che i crescenti bilanci militari evocano\u2026<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che turba i sonni dei nostri soloni dell\u2019austerit\u00e0 \u00e8 che il 18 maggio scorso il governo italiano ha chiesto alla Commissione l\u2019attivazione della clausola nazionale di salvaguardia. Si tratta di una deroga al Patto di Stabilit\u00e0 e di Crescita (Psc).<\/p>\n<p>Riassumiamo lo stato dell\u2019arte: il Psc era stato sospeso con la crisi del Covid nel 2020, e reintrodotto con alcune modifiche alcuni anni dopo. Le modifiche non sono un rovesciamento completo: in precedenza si faceva riferimento al saldo fra entrate e uscite (il famoso deficit del 3%). Nella nuova versione si guarda di pi\u00f9 ad una grandezza chiamata spesa primaria netta; netta nel senso che esclude oltre al costo del debito pubblico (interessi) le ricadute di crisi pi\u00f9 generali che non dipendono dalla volont\u00e0 del governo in carica.<br \/>\nNel 2024 appena il Psc torna in vigore scatta la procedura di infrazione, avendo l\u2019Italia un deficit nel 2023 di oltre il 7%, quindi il governo deve scrivere un documento in cui dice come far\u00e0 a rientrare nei parametri. Abbandonando la logica precedente la Commissione richiede un percorso pluriennale specificamente tarato sul paese interessato, che deve venire approvato. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 ha ricevuto luce verde dalle autorit\u00e0 Ue a dicembre 2024.<br \/>\nL\u2019impegno di austerit\u00e0 d\u00e0 i suoi frutti: nel 2024 e 2025 torniamo a un saldo positivo fra entrate e spese, anche se molto ridotto (+9 miliardi di euro nel \u201824 e +18 nel \u201825); la spesa per interessi invece tira gi\u00f9 il deficit a -70 miliardi per entrambi gli anni. Negli anni precedenti il deficit era di -162 miliardi (2022) e \u2013 160.<br \/>\nAusterit\u00e0 ma non per le armi: nel marzo 2025 si \u00e8 stabilito che tutti gli Stati membri possono aumentare la spesa per la difesa fino all\u20191,5% del Pil all\u2019anno per quattro anni, fino al 2028, senza sanzioni.<br \/>\n\u00c8 questa deroga che Meloni ha chiesto di attivare lo scorso maggio, chiedendone l\u2019applicazione per il settore energia, che il governo sostiene essere una questione strategica.<\/p>\n<p>LA COMMISSIONE HA RISPOSTO DAPPRIMA PRUDENTEMENTE, POI HA AVALLATO LO RICHIESTA.<br \/>\nSi parla di somme veramente ridotte: rispetto all\u20191,5% si utilizzerebbe lo 0,3% del pil all\u2019anno per un periodo limitato (2026-2028) con un tetto complessivo intorno allo 0,6%. Per l\u2019Italia significa circa 13-14 miliardi di euro complessivi. Non si tratta quindi di bloccare o invertire la logica di rientro del debito a botte di avanzi primari, ma solo di un rallentamento di tale processo. \u00abRientro\u00bb significa, assurdamente, riduzione progressiva e crescente verso il\u2026 60% debito\/pil. Considerando che l\u2019Italia \u00e8 al 134% l\u2019obiettivo assume una consistenza mitica.<br \/>\nMarted\u00ec scorso nel corso di un incontro tra Giorgia Meloni e i vertici della maggioranza \u00e8 stato annunciato che tale spazio fiscale sar\u00e0 incorporato nella prossima programmazione finanziaria.<br \/>\nPer quanto ridotta nelle cifre la richiesta manifesta il crescere delle conseguenze della guerra all\u2019Iran: l\u2019energia con il riacutizzarsi delle tensioni \u00e8 un importante fattore di inflazione, che secondo diversi studi potrebbe arrivare nuovamente alla doppia cifra. Non \u00e8 certo un caso la frettolosa visita di Lagarde negli Usa per incontrare il nuovo governatore della Fed e il segretario al Tesoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Luciana Cimino*: \u00abIl governo vuole sostituire lo stato sociale con quello penale\u00bb &#8211; Pessimo stato Intervista a Gianfranco Pagliarulo, presidente dell&#8217;Anpi. 02 \u2013 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54459\" title=\"n\u00b032 \u2013 1\/8\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-54459","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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