{"id":54200,"date":"2026-06-07T23:29:26","date_gmt":"2026-06-07T23:29:26","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54200"},"modified":"2026-06-08T16:01:27","modified_gmt":"2026-06-08T16:01:27","slug":"n24-6-giugno-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54200","title":{"rendered":"n\u00b024 \u2013 06\/06\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Il monologo di Paola Cortellesi per il 2 giugno: \u201cPromesse fatte a donne coraggiose non mantenute\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Francesca Luci*: Stragi di soldati e civili e fosforo sui villaggi: in Libano tutto \u00e8 nel mirino<\/strong><br \/>\n<strong>03 \u2013 2 giugno 1946 &#8211; Tutto quello che ieri sera, in Piazza del Quirinale, davanti al Presidente Mattarella ed alla Premier Giorgia Meloni c&#8217;era da dire sugli 80 anni di vita della nostra Repubblica lo ha detto la straordinaria regista e attrice Paola Cortellesi non a caso pluripremiata per il suo capolavoro &#8220;C&#8217;\u00e8 ancora domani&#8221; che proprio il tema del 2 giugno e della lotta per l&#8217;emancipazione femminile tocca. Discorso lungo ma credetemi val la pena di leggerlo tutto d&#8217;un fiato.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Teresa Barone*: Pensioni estere e vitalizi: il Fisco chiarisce dove si pagano le tasse.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Beda Romano*: UE &#8211; 5 Paesi (tra cui l\u2019Italia) chiedono pi\u00f9 protezione sui beni dalla Cina. Francia, Spagna, Lituania e Olanda, col governo di Roma, invocano il contrasto di coercizione economica e protezionismo<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Alfiero Grandi*: STRISCIAROSSA.IT &#8211; I danni del governo Meloni sono profondi, la societ\u00e0 civile affianchi e stimoli l\u2019opposizione, porti idee e proposte per l\u2019alternativa politica. MA QUALE NUCLEARE, BOCCIATO GI\u00c0 DA DUE REFERENDUM.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Davide Malacaria *: Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio NATO. Ai negoziati di Istanbul dell\u2019aprile 2022 Russia e Ucraina avevano concordato la pace, poi la Nato spinse Kiev a proseguire la guerra.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Giacomo Salvini *; A Giorgia tutto \u00e8 permesso ma per gli italiani solo lacrime e sangue! Non ci preoccupano solo i costi aumentati incautamente ed opportunisticamente dall\u2019entourage di governo, quanto piuttosto il fatto che gli aumenti non abbiano sortito alcun miglioramento nella vita dei cittadini! Fatti! Non parole!..<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Accertamento INPS della disabilit\u00e0: dal 1\u00b0 giugno doppio binario per gli over 70.<\/strong><br \/>\n<strong>PATOLOGIE CRONICHE E PROGRESSIVA RIDUZIONE ATTIVIT\u00c0 FISIOLOGICHE CON VECCHIA PROCEDURA, PER GLI ALTRI OVER 70 NUOVO ITER DI ACCERTAMENTO DISABILIT\u00c0.<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Colombia al bivio: la destra di De La Espriella avanti di misura, Cepeda contesta il risultato e rinvia il verdetto al ballottaggio &#8211; La sfida decisiva sar\u00e0 il 21 giugno e si annuncia come un referendum di fatto sulle politiche del presidente di sinistra Gustavo Petro. (Redazione Pagine Esteri) *<\/strong><br \/>\n<strong>11 &#8211; Alfiero Grandi &#8220;Il ritorno al nucleare \u00e8 come una vendetta sul No al referendum&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; IL MONOLOGO DI PAOLA CORTELLESI PER IL 2 GIUGNO: \u201cPROMESSE FATTE A DONNE CORAGGIOSE NON MANTENUTE\u201d<br \/>\nL\u2019INTERVENTO INTEGRALE DELLA REGISTA DI \u201cC\u2019\u00c8 ANCORA DOMANI\u201d IN PIAZZA DEL QUIRINALE PER GLI OTTANT\u2019ANNI DELLA REPUBBLICA (4 minuti di lettura)<\/p>\n<p>Ecco il testo del monologo con cui Paola Cortellesi, attrice e regista del capolavoro \u201cC\u2019\u00e8 ancora domani\u201d, ha commosso i presenti alla festa per gli ottant\u2019anni della Repubblica in piazza del Quirinale e gli spettatori di RaiUno in tv:<br \/>\nOTTANT\u2019ANNI FA NASCEVA LA REPUBBLICA ITALIANA.<br \/>\nNacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza. Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, da un gesto semplice e insieme rivoluzionario; dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto. E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne.<br \/>\nDopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra Monarchia e Repubblica e all\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente. Finalmente, almeno li dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro.<br \/>\nPrima di quel momento, la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un\u2019idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte, anche per legge, a un unico ruolo considerato \u201cnaturale\u201d: moglie, madre, custode del focolare.<br \/>\nLa propaganda fascista celebrava la maternit\u00e0 come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c\u2019era un progetto preciso di limitazione dell\u2019autonomia femminile.<br \/>\nAlle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori di Insegnare materie considerate di alto profilo come filosofia e storia nei licei. l\u2019istruzione di bambine e ragazze fu orientata verso \u201clavori donneschi\u201d ovvero, mansioni domestiche.<br \/>\nGli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati, E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l\u2019arroganza di proseguire gli studi avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti.<br \/>\nAccanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile. In questi passaggi del volume \u201cPolitica della famiglia\u201d del 1938, scritto dall\u2019economista fascista Ferdinando Lo\ufb00redo, a\ufb03ora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe:<br \/>\n\u00abLa indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione pu\u00f2 essere da essa provata solo nella famiglia\u00bb<br \/>\nFrancesco Bei *: CORTELLESI E LE PARTIGIANE, LA MEMORIA CHE COMMUOVE LA PIAZZA DELLA REPUBBLICA<br \/>\nDetto ci\u00f2, con tali presupposti era facile che molte di loro si percepissero come delle nullit\u00e0. Non potevano scegliere liberamente del proprio futuro, spesso non osavano nemmeno immaginarlo.<br \/>\nEppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi; in un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram ma voleva dire mettere a rischio la propria vita.<br \/>\nAdottarono un nome di battaglia come misura di sicurezza per s\u00e9 e per i compagni e si unirono alle circa 300mila persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo.<br \/>\nT<br \/>\nERESA VERGALLI \u2013 nome di battaglia Annuska \u2013 sta\ufb00etta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce, e una piccola rivoltella nel reggipetto, per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei nazisti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra, gir\u00f2 per le campagne con il fac-simile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento.<\/p>\n<p>TINA ANSELMI aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all\u2019impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla Resistenza. Dedic\u00f2 poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.<\/p>\n<p>IRMA BANDIERA venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni a\ufb03nch\u00e9 rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata, uccisa da una ra\ufb03ca di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente, perch\u00e9 tutti vedessero qual\u2019 era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.<\/p>\n<p>Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Non avevano ancora il diritto di voto, ma stavano gi\u00e0 scegliendo il futuro dell\u2019Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale: il carcere, la tortura, la morte.<br \/>\nAlcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell\u2019Assemblea Costituente.<\/p>\n<p>NILDE IOTTI, che aveva partecipato alla Resistenza nei Gruppi di Difesa della Donna, divenne una delle ventuno donne costituenti, e anni dopo, la prima Presidente della Camera.<\/p>\n<p>TERESA MATTEI, partigiana a vent\u2019anni, contribu\u00ec alla scrittura dell\u2019articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l\u2019uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.<\/p>\n<p>Ma accanto a queste figure straordinarie c\u2019era la moltitudine silenziosa delle donne comuni. Quelle piegate dal lavoro fin dall\u2019infanzia, indottrinate alla sottomissione; destinate, nei casi migliori, a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame e sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane, e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra. Insomma, quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate.<br \/>\nProviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine: non pi\u00f9 soltanto madri o mogli ma persone titolari di una volont\u00e0 politica e di diritti.<br \/>\nEssere convocate, attraverso il voto, a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo: si saranno percepite come una goccia nel mare o come parte attiva di qualcosa di pi\u00f9 grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento?<br \/>\nLa giornalista ANNA GAROFALO raccont\u00f2 cos\u00ec quei giorni:<\/p>\n<p>\u00abLe schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un\u2019autorit\u00e0 silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano pi\u00f9 preziose della tessera del pane\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abAbbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d\u2019esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d\u2019amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Da pari.<br \/>\nCon quel gesto nasceva la promessa di una Repubblica fondata sulla dignit\u00e0 e sull\u2019uguaglianza. La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, dissentire, scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura.<br \/>\nUna Nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall\u2019obbedienza imposta. L\u2019e\ufb00ettiva parit\u00e0 salariale \u2013 la libert\u00e0 di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumit\u00e0\u2026<br \/>\nEcco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute. Dobbiamo lavorarci. Dico \u201cdobbiamo\u201d perch\u00e9 se \u00e8 vero che la sovranit\u00e0 appartiene al popolo allora ogni cittadino pu\u00f2 e deve partecipare.<br \/>\nMolto \u00e8 cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare e quel diritto conquistato ottant\u2019anni fa continua a ricordarci che la democrazia non \u00e8 qualcosa di scontato, e che ogni libert\u00e0 esiste perch\u00e9 qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla.<br \/>\nOggi festeggiare gli ottant\u2019anni della Repubblica serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia; che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libert\u00e0 e a impegnarci, ogni giorno, a meritarla.<br \/>\nIRMA BANDIERA prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre:<br \/>\n\u201cDitele che sono caduta perch\u00e9 quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l\u2019ho tanto voluto io stessa.\u201d<br \/>\nQUELLI \u201cDOPO DI LEI\u201d, SIAMO NOI.<br \/>\n*(Paola Cortellesi, \u00e8 un&#8217;attrice, sceneggiatrice e regista italiana. Attiva nel panorama televisivo e teatrale dagli anni novanta e in quello cinematografico dai primi anni 2000, parallelamente a una brillante carriera come comica, si \u00e8 affermata come attrice e ha infine esordito anche come regista)<br \/>\n*(Francesco Bei. Giornalista, ha lavorato per periodici, tv, radio, quotidiani e agenzie di stampa tra cui Radio radicale)<\/p>\n<p>02 &#8211; Francesca Luci*: STRAGI DI SOLDATI E CIVILI E FOSFORO SUI VILLAGGI: IN LIBANO TUTTO \u00c8 NEL MIRINO<br \/>\nORIZZONTE DI FUOCO CADE LA MASCHERA DELLA \u00abTREGUA A ZONE\u00bb: ISRAELE SPARA SULL\u2019ESERCITO. PROVE DELL\u2019USO DI ARMI CHIMICHE SU AREE DENSAMENTE POPOLATE. NEL GOLFO NUOVO SCAMBIO A FUOCO TRA USA E IRAN, IL NEGOZIATO \u00c8 CONGELATO<\/p>\n<p>Si incrocia l\u2019inasprimento delle tensioni drammatiche lungo due fronti critici: Libano meridionale e Golfo Persico. Gli Stati uniti non riescono a controllare il loro alleato israeliano che continua a soffocare qualsiasi speranza di pace nella regione. Mentre il governo libanese cerca di mantenere aperti i canali diplomatici con Washington, un attacco israeliano ha ucciso tre militari dell\u2019esercito regolare, tra cui un generale di brigata e un capitano. Oltre ai tre ufficiali uccisi sulla strada Khardali-Nabatieh, il bilancio complessivo dei raid israeliani nella zona \u00e8 di almeno dieci vittime.<br \/>\nIL PRESIDENTE LIBANESE Joseph Aoun ha condannato l\u2019accaduto, definendolo una \u00abflagrante violazione della sovranit\u00e0 nazionale\u00bb e delle norme internazionali, proprio mentre il paese \u00e8 impegnato in delicati negoziati negli Stati uniti. Sembra che il presidente libanese si sia appena accorto che da settimane un terzo del paese \u00e8 sotto occupazione militare israeliana e che la sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 da tempo violata.<br \/>\nUn \u00abcrimine deliberato\u00bb: Hezbollah ha definito cos\u00ec l\u2019attacco israeliano, accusando le autorit\u00e0 statali libanesi di eccessiva debolezza e di aver fatto \u00abconcessioni gratuite\u00bb ai tavoli diplomatici di Washington. Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, aveva gi\u00e0 bocciato la proposta di accordo mediata tra Israele e il governo libanese. Hezbollah era rimasto escluso dai negoziati e considera l\u2019intesa una semplice ratifica degli equilibri militari esistenti, dato che non contempla il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese.<br \/>\nLa risposta israeliana non si discosta dal copione abituale: il veicolo operava in una \u00abzona di combattimento attiva\u00bb e sarebbe stato scambiato per una minaccia. \u00c8 stata aperta un0indagine e il resto si perder\u00e0 nella nebbia di una assurda guerra.<br \/>\nIntanto, secondo le analisi di esperti, ong e video verificati dal New York Times, l\u2019esercito israeliano sta utilizzando munizioni al fosforo bianco in diverse aree popolate del sud del Libano. Le tracce del materiale sono state osservate in citt\u00e0 e villaggi come Nabatieh, Tiro, Qlayaa, Khiam e Yohmor. L\u2019esercito israeliano non ha commentato i casi specifici citati. Il fosforo bianco si incendia a contatto con l\u2019aria e pu\u00f2 provocare ustioni gravissime, incendi e danni respiratori.<br \/>\nORGANIZZAZIONI per i diritti umani e ricercatori segnalano che l\u2019uso di queste munizioni in contesti urbani pu\u00f2 causare incendi diffusi, danni ambientali e gravi rischi per la popolazione civile, oltre a effetti a lungo termine su suolo e vegetazione. Israele ha gi\u00e0 fatto ricorso al fosforo bianco in conflitti precedenti, incluso Libano e Gaza, e il tema resta oggetto di controversia internazionale.<br \/>\nDa parte sua Teheran considera il rispetto del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah come una delle condizioni per un eventuale accordo di pace con Washington. Malgrado le pressioni di Trump, Israele ha ribadito che le proprie forze non si ritireranno dal Libano n\u00e9 sospenderanno le operazioni militari, nonostante le crescenti tensioni con gli Usa.<br \/>\nTra Stati uniti e Iran continua una specie di cessate il fuoco che Trump ha definito \u00absparare in modo pi\u00f9 moderato\u00bb. Probabilmente il presidente americano descriveva grezzamente la tattica militare che il comando statunitense sta applicando nel Golfo Persico. Gli americani ieri hanno colpito postazioni radar iraniane nello Stretto di Hormuz dopo l\u2019abbattimento di quattro droni lanciati da Teheran contro il traffico marittimo regionale.<br \/>\nL\u2019IRAN HA RIVENDICATO attacchi missilistici contro basi Usa in Kuwait e Bahrein; Washington sostiene di aver intercettato la maggior parte dei vettori. Le parti sembrano impegnate in un continuo scambio di colpi, come se fossero ai comandi dei joystick di un videogioco, con attacchi calibrati per mantenere la pressione sull\u2019avversario senza oltrepassare determinate soglie di escalation.<br \/>\nIl ministero degli esteri iraniano ha affermato che l\u2019azione statunitense ha violato il cessate il fuoco dell\u20198 aprile, aggiungendo che ripetute violazioni di questo tipo dimostrano che Washington non ha alcuna intenzione di ridurre le tensioni. Ha inoltre avvertito che gli Stati uniti si assumeranno la responsabilit\u00e0 delle conseguenze delle loro \u00abazioni illegali\u00bb e di qualsiasi ulteriore escalation.<br \/>\nMentre continuano gli scontri periodici sul campo, un accordo sembra irraggiungibile. L\u2019Iran continua di fatto a bloccare Hormuz e gli americani impongono il blocco navale su tutti i porti iraniani.<br \/>\nI media statali iraniani hanno inoltre riferito che il ministro dell\u2019interno pakistano, Mohsin Naqvi, si trovava ieri a Teheran nell\u2019ambito degli sforzi di mediazione. Secondo una fonte pakistana, Naqvi avrebbe consegnato un messaggio di Islamabad alla Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei.<br \/>\n*(Francesca Luci, giornalista, si occupa principalmente di geopolitica e Medio Oriente. Profonda conoscitrice dell&#8217;Iran,)<\/p>\n<p>03 \u2013 2 giugno 1946 &#8211; TUTTO QUELLO CHE IERI SERA, IN PIAZZA DEL QUIRINALE, DAVANTI AL PRESIDENTE MATTARELLA ED ALLA PREMIER GIORGIA MELONI C&#8217;ERA DA DIRE SUGLI 80 ANNI DI VITA DELLA NOSTRA REPUBBLICA LO HA DETTO LA STRAORDINARIA REGISTA E ATTRICE PAOLA CORTELLESI NON A CASO PLURIPREMIATA PER IL SUO CAPOLAVORO &#8220;C&#8217;\u00c8 ANCORA DOMANI&#8221; CHE PROPRIO IL TEMA DEL 2 GIUGNO E DELLA LOTTA PER L&#8217;EMANCIPAZIONE FEMMINILE TOCCA. DISCORSO LUNGO MA CREDETEMI VAL LA PENA DI LEGGERLO TUTTO D&#8217;UN FIATO.<\/p>\n<p>&#8220;OTTANT&#8217;ANNI FA NASCEVA LA REPUBBLICA ITALIANA.<br \/>\nNacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.<br \/>\nE nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne.<br \/>\nDopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all&#8217;elezione dell&#8217;assemblea costituente. Finalmente, almeno l\u00ec dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro.<\/p>\n<p>Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un&#8217;idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte anche per legge a un unico ruolo considerato naturale: moglie, madre, custode del focolare.<br \/>\nLa propaganda fascista celebrava la maternit\u00e0 come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c&#8217;era un progetto di limitazione dell&#8217;autonomia femminile. Alle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo, come filosofia e storia nei licei.<br \/>\nL&#8217;istruzione di bambini e ragazze fu orientata verso lavori donneschi, ovvero mansioni domestiche. Gli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati. E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l&#8217;arroganza di proseguire gli studi, avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti.<br \/>\nAccanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile.<br \/>\nIn questi passaggi del volume &#8220;Politica della famiglia&#8221; del 1938, scritto dall&#8217;economista fascista Ferdinando Loffredo, affiora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe: &#8220;La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione pu\u00f2 essere da essa provata solo nella famiglia.<br \/>\nIl lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l&#8217;aumento della disoccupazione maschile&#8221;.<br \/>\nIn sintesi \u00e8: vengono a rubarci il lavoro. Questo concetto, devo dire, va ancora fortissimo. \u00c8 un jolly da giocarsi a seconda delle categorie. Allora erano le donne. Eppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza, ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi. In un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram, ma voleva dire mettere a rischio la propria vita.<br \/>\nAdottarono un nome di battaglia, come misura di sicurezza per s\u00e9 e per i compagni, e si unirono alle circa 300.000 persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo.<br \/>\nTERESA VERGALLI, nome di battaglia Annuska, staffetta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce e una piccola rivoltella nel reggipetto per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei nazisti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra gir\u00f2 per le campagne con il facsimile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento.<br \/>\nTINA ANSELMI aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all&#8217;impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla resistenza. Dedic\u00f2 poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.<br \/>\nIRMA BANDIERA venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni affinch\u00e9 rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata e uccisa da una raffica di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente perch\u00e9 tutti vedessero qual era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.<br \/>\nMolte di quelle ragazze erano adolescenti. Molte di quelle ragazze erano adolescenti, non avevano ancora il diritto di lavoro, ma stavano gi\u00e0 scegliendo il futuro dell&#8217;Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale. Il carcere, la tortura, la morte.<br \/>\nAlcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell&#8217;assemblea costituente. NILDE IOTTI, che aveva partecipato alla resistenza nei gruppi di difesa della donna, divenne una delle 21 donne costituenti e anni dopo la prima presidente della Camera. TERESA MATTEI, partigiana a 20 anni, contribu\u00ec alla scrittura dell&#8217;articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.<br \/>\nMa accanto a queste figure straordinarie c&#8217;era la moltitudine silenziosa delle donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall&#8217;infanzia, indottrinate alla sottomissione, destinate nei casi migliori a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame, sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra.<br \/>\nInsomma: quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate. Proviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine, non pi\u00f9 soltanto madri o mogli, ma persone. Titolari di una volont\u00e0 politica e di diritti, essere convocate attraverso il voto a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo.<br \/>\nSi saranno percepite come gocce nel mare o come parte attiva di qualcosa di pi\u00f9 grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento? La giornalista Anna Garofalo raccont\u00f2 cos\u00ec quei giorni: &#8220;Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un&#8217;autorit\u00e0 silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano pi\u00f9 preziose della tessera del pane.<br \/>\nAbbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d&#8217;esame. Ripassiamo mentalmente la lezione, quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d&#8217;amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari&#8221;.<br \/>\nDA PARI. Con quel gesto nasceva la promessa di una repubblica fondata sulla dignit\u00e0 e sull&#8217;uguaglianza. La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura. Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall&#8217;obbedienza imposta.<br \/>\nL&#8217;effettiva parit\u00e0 salariale, la libert\u00e0 di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumit\u00e0. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute. Dobbiamo lavorarci.<br \/>\nDico &#8220;DOBBIAMO&#8221; perch\u00e9 se \u00e8 vero che la sovranit\u00e0 appartiene al popolo, allora ogni cittadino pu\u00f2 e deve fare la sua parte. Molto \u00e8 cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare. E quel diritto conquistato 80 anni fa continua a ricordarci che la democrazia non \u00e8 qualcosa di scontato e che ogni libert\u00e0 esiste perch\u00e9 qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla.<br \/>\nOggi, festeggiare gli 80 anni della Repubblica Serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia, che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libert\u00e0 e a impegnarci ogni giorno a meritarla.<br \/>\nIRMA BANDIERA, prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: &#8216;Ditele che sono caduta perch\u00e9 quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l&#8217;ho tanto voluto io stessa&#8217; Quelli dopo di lei siamo noi&#8221;.<br \/>\nPurtroppo Giorgia applaudire solo alla parata. Avresti fatto bene ad applaudire a Paola. Applaudire forte.<br \/>\n*(NdR)<\/p>\n<p>04 &#8211; Teresa Barone*: PENSIONI ESTERE E VITALIZI: IL FISCO CHIARISCE DOVE SI PAGANO LE TASSE.<br \/>\nPENSIONI E VITALIZI DEI RESIDENTI ALL\u2019ESTERO: IL FISCO CHIARISCE DOVE SI PAGANO LE IMPOSTE TRA ITALIA, LUSSEMBURGO, FRANCIA E TUNISIA.<br \/>\nTre nuovi interpelli dell\u2019Agenzia delle Entrate intervengono sulla tassazione di pensioni estere, pensioni italiane pagate a residenti all\u2019estero e vitalizi, chiarendo quando il reddito va assoggettato a imposta in Italia, quando spetta allo Stato estero e quando la doppia imposizione viene corretta con il credito d\u2019imposta. I casi esaminati riguardano una pensione ENPAM pagata a una contribuente residente in Lussemburgo, un trattamento francese percepito da un soggetto che trasferisce la residenza in Italia e un assegno vitalizio erogato a un ex consigliere regionale residente in Tunisia.<br \/>\nIndice<br \/>\nTASSE SULLE PENSIONI ESTERE O PER RESIDENTI ALL\u2019ESTERO<br \/>\nPENSIONE INPS CON LIBERA PROFESSIONE: DUE TASSAZIONI<br \/>\nPENSIONE ESTERA CON CREDITO D\u2019IMPOSTA IN ITALIA<br \/>\nVITALIZIO ALL\u2019ESTERO SENZA IMPOSTA ITALIANA<\/p>\n<p>TASSE SULLE PENSIONI ESTERE O PER RESIDENTI ALL\u2019ESTERO<br \/>\nPensionati INPS all\u2019estero: accertamenti 202619 Marzo 2026Le risposte n. 112, 113 e 114 del 2026 confermano che la tassazione delle pensioni estere dipende dalla natura del reddito, dallo Stato di residenza fiscale del percettore e dalla Convenzione contro le doppie imposizioni applicabile. La stessa pensione pu\u00f2 essere trattata in modo diverso se deriva da libera professione, lavoro pubblico, sicurezza sociale o cariche elettive. Il criterio di base \u00e8 la qualificazione giuridica del reddito. Occorre verificare quale attivit\u00e0 ha generato il trattamento e quale norma convenzionale regola quella fattispecie.<br \/>\nPENSIONE INPS CON LIBERA PROFESSIONE: DUE TASSAZIONI<br \/>\nCon la risposta n. 112\/2026, l\u2019Agenzia delle Entrate esamina il caso di una contribuente residente in Lussemburgo che percepisce una pensione ENPAM erogata dall\u2019INPS, maturata attraverso attivit\u00e0 svolte in Italia sia come libera professionista sia come medico specialista ambulatoriale presso una ASL.<br \/>\nSecondo il Fisco, la quota collegata alla libera professione medica e all\u2019iscrizione all\u2019Albo non deriva da un cessato impiego. Per questa parte trova applicazione l\u2019articolo 22 della Convenzione tra Italia e Lussemburgo, con tassazione esclusiva nello Stato di residenza, quindi in Lussemburgo. Diverso il trattamento della quota riferita all\u2019attivit\u00e0 ambulatoriale prestata presso la ASL. In questo caso il reddito viene ricondotto alle pensioni pubbliche disciplinate dall\u2019articolo 19 della Convenzione e resta imponibile in Italia, come Stato della fonte.<br \/>\nPENSIONE ESTERA CON CREDITO D\u2019IMPOSTA IN ITALIA<br \/>\nLa risposta n. 113\/2026 riguarda un contribuente che intende trasferire la residenza fiscale in Italia e percepisce una pensione dalla CNIEG, maturata per il precedente lavoro presso EDF, societ\u00e0 francese del settore elettrico poi interamente controllata dallo Stato. L\u2019Agenzia esclude che la natura pubblica assunta da EDF determini automaticamente la tassazione esclusiva in Francia. Il trattamento rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale gi\u00e0 qualificate dall\u2019accordo amichevole Italia-Francia del 20 dicembre 2000 e ricade nell\u2019articolo 18, paragrafo 2, della Convenzione bilaterale.<br \/>\nLa conseguenza \u00e8 una tassazione concorrente tra Francia e Italia. La Francia applica il prelievo come Stato della fonte, mentre l\u2019Italia tassa il reddito in base alla residenza del contribuente. La doppia imposizione viene corretta attraverso il credito d\u2019imposta sui redditi prodotti all\u2019estero previsto dall\u2019articolo 165 del TUIR.<br \/>\nVITALIZIO ALL\u2019ESTERO SENZA IMPOSTA ITALIANA<br \/>\nPensionati INPS all&#8217;estero: stretta per il rientro3 Marzo 2026La risposta n. 114\/2026 affronta il caso di un ex consigliere regionale residente fiscalmente in Tunisia e titolare di un assegno vitalizio erogato da una Regione italiana dopo la cessazione della carica elettiva. Per l\u2019Agenzia delle Entrate, il vitalizio non viene qualificato come pensione. Ai fini del TUIR rientra tra le indennit\u00e0 per la cessazione di cariche elettive, ma per i soggetti non residenti assume rilievo solo se il reddito \u00e8 considerato prodotto nel territorio dello Stato secondo l\u2019articolo 23 del TUIR.<br \/>\nNel caso esaminato, l\u2019assegno non rientra tra i redditi imponibili in Italia per i non residenti. L\u2019imposta italiana quindi non \u00e8 dovuta e la valutazione sulla Convenzione tra Italia e Tunisia viene assorbita dalla disciplina interna.<br \/>\n*(Fonte: PMI.It \u2013 Teresa Barone, Giornalista pubblicista, collabora da molti anni con PMI.it occupandosi di imprese e green economy, mondo del lavoro e nuove tecnologie applicate al business)<\/p>\n<p>05 &#8211; Beda Romano*: UE &#8211; 5 PAESI (TRA CUI L\u2019ITALIA) CHIEDONO PI\u00d9 PROTEZIONE SUI BENI DALLA CINA. FRANCIA, SPAGNA, LITUANIA E OLANDA, COL GOVERNO DI ROMA, INVOCANO IL CONTRASTO DI COERCIZIONE ECONOMICA E PROTEZIONISMO<\/p>\n<p>BRUXELLES \u2013 Cinque paesi, tra cui la Francia e l\u2019Italia, hanno suggerito all\u2019Unione europea di rafforzare gli strumenti di protezione del mercato unico, in un contesto nel quale si moltiplicano le forme di coercizione economica e di protezionismo commerciale. La proposta \u00e8 stata firmata anche dalla Spagna, dalla Lituania e dall\u2019Olanda, un paese quest\u2019ultimo tradizionalmente liberista. L\u2019iniziativa giunge mentre si discute sempre pi\u00f9 del rischio di deindustrializzazione del continente.<br \/>\n\u00abAlcuni dei principali partner commerciali dell\u2019Unione europea stanno venendo meno al quadro multilaterale, imponendo nuove barriere commerciali o contribuendo a una sovraccapacit\u00e0 industriale sistemica e strutturale\u00bb, si legge nel documento di sette pagine fatto circolare qui a Bruxelles nel fine settimana. \u00abQuesta situazione ha avuto un impatto diretto sull\u2019industria europea, che ha perso un milione di posti di lavoro tra il 2019 e il 2025\u00bb.<br \/>\nIn questo contesto, spiegano i paesi firmatari, \u00abspetta all\u2019Unione ripristinare le condizioni di parit\u00e0 di trattamento, sia sul proprio mercato che nei rapporti con i propri partner, affinch\u00e9 gli scambi commerciali possano prosperare e la concorrenza possa svolgere appieno il proprio ruolo all\u2019interno di un quadro giuridico sicuro\u00bb. Lo sguardo corre alla Cina, che per via della sua straordinaria forza esportatrice sta contribuendo a un processo di deindustrializzazione dell\u2019Europa.<br \/>\nI cinque paesi membri propongono alcune misure. La prima \u00e8 di rafforzare il personale della Commissione europea incaricato di monitorare i casi di protezionismo e di concorrenza sleale. La seconda \u00e8 di moltiplicare le indagini dinanzi a crisi settoriali. Misure di salvaguardie dovrebbero essere utilizzate a titolo complementare rispetto ai dazi introdotti in risposta a dumping o a sussidi. Il documento suggerisce di utilizzare misure di salvaguardie anche a titolo temporaneo e per periodi lunghi.<br \/>\n\u00abAlcuni paesi terzi ricorrono a pratiche sempre pi\u00f9 ambigue e complesse per eludere i dazi doganali dell\u2019Unione europea\u00bb, si legge nella proposta fatta circolare nel fine settimana. \u00abSebbene talvolta costituiscano un chiaro caso di elusione, alcune di queste pratiche non possono essere affrontate dalla Commissione europea alla luce delle norme vigenti e dell\u2019uso che ne viene attualmente fatto\u00bb.<br \/>\nSul fronte normativo, i cinque governi propongono quindi \u00abpiccoli cambiamenti chirurgici\u00bb, in particolare per quanto riguarda l\u2019assemblaggio dei prodotti. La proposta mette in evidenza alcuni casi relativi ai biocarburanti americani e all\u2019acciaio indonesiano e sostiene che le norme sul contenuto locale dovrebbero essere inasprite per impedire ai paesi di ricorrere a stabilimenti all\u2019estero per l\u2019assemblaggio dei prodotti al fine di eludere i dazi commerciali.<br \/>\nIl documento \u00e8 particolarmente dettagliato e tecnico nelle sue proposte. Politicamente riflette un irrigidimento delle posizioni di molti paesi nei confronti della Cina. Sar\u00e0 interessante capire la reazione tedesca che in questi anni ha sempre agito con cautela nei confronti di Pechino, tenuto conto degli stretti rapporti economici. Proprio del tema cinese dovrebbe discutere questa settimana il collegio dei commissari.<br \/>\nL\u2019Unione europea registra da tempo un deficit commerciale nel settore dei beni con la Cina. Nel 2025 il disavanzo \u00e8 aumentato del 2,7% annuo, attestandosi a 359,9 miliardi di euro. In termini di volume, il deficit \u00e8 salito da 44,8 milioni di tonnellate nel 2024 a 58,1 milioni di tonnellate nel 2025. Nel periodo 2015-2025, il deficit commerciale della Ue nei confronti della Cina \u00e8 aumentato di oltre cinque volte (5,2 volte) in volume, mentre \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato in valore (2,4 volte).<br \/>\n(Fonte: 24Ore \u2013 Beda Romano, \u00e8 un giornalista e scrittore italiano)<\/p>\n<p>06 &#8211; Alfiero Grandi*: STRISCIAROSSA.IT &#8211; I DANNI DEL GOVERNO MELONI SONO PROFONDI, LA SOCIET\u00c0 CIVILE AFFIANCHI E STIMOLI L\u2019OPPOSIZIONE, PORTI IDEE E PROPOSTE PER L\u2019ALTERNATIVA POLITICA. MA QUALE NUCLEARE, BOCCIATO GI\u00c0 DA DUE REFERENDUM.<\/p>\n<p>Il recente voto amministrativo \u00e8 meno brutto di come l\u2019informazione l\u2019ha presentato, (vedi Ciliberto su Strisciarossa due giorni fa) \u00e8 curioso che siano altre testate, attente e meno corrive alla propaganda meloniana, a correggere le esagerazioni, inoltre c\u2019\u00e8 il ballottaggio tra non molto, il totale si far\u00e0 alla fine.<br \/>\nCerto si pu\u00f2 concordare con chi mette in luce la differenza abissale tra la spinta potenziale messa in evidenza dal referendum costituzionale del 22\/23 marzo, al punto da suscitare qualche entusiasmo di troppo, e questo esito che non segnala lo sfondamento dell\u2019opposizione, semmai \u00e8 una guerra di posizione, con sfumature che non rientrano nei canoni consueti. Evitiamo il contrario dell\u2019entusiasmo post referendario.<\/p>\n<p>UNA RIFLESSIONE PROFONDA SULLA COSTITUZIONE<br \/>\nI giovani e una parte importante di quanti si erano astenuti in precedenza hanno fatto la differenza nel referendum. Le ragioni confluite nel risultato finale sono pi\u00f9 di una ma riguardano un segnale di discontinuit\u00e0 che si voleva dare al paese. Anzitutto sulla Costituzione. Dovrebbe essere chiara la velleit\u00e0 di chi ha cercato di manometterla, contraddicendo il ruolo strategico della Costituzione, che \u00e8 un insieme di principi, valori, ruoli istituzionali attentamente vagliati, scritti in modo semplice, comprensibile ai pi\u00f9.<br \/>\nNegli ultimi decenni troppo volte si \u00e8 sbagliato a dare per scontato che la Costituzione al riparo da attacchi. Errore blu. La prima conseguenza ora dovrebbe essere proporre la Costituzione come materia scolastica insieme alla storia del periodo in cui fu scritta dopo la cacciata dei nazifascisti. Se \u00e8 il fondamento dello stare insieme in Italia va almeno fatta conoscere, capire.<br \/>\nCambiarla non \u00e8 una scelta banale. Quella americana \u00e8 stata modificata 27 volte con emendamenti, importanti ma la struttura di fondo dura da 250 anni. In Italia negli ultimi 40 anni ci sono stati ripetuti tentativi di autonominarsi \u201cnipoti\u201d costituenti, con risultati deludenti, se \u00e8 vero che l\u2019autonomia regionale differenziata scritta dal centro sinistra nel titolo V\u2019\u00e8 stata interpretata da Calderoli in modo eversivo per l\u2019unit\u00e0 e la solidariet\u00e0 nazionale. Il tentativo \u00e8 ancora in corso, anche dopo le sentenze della Corte costituzionale.<br \/>\nCi si dovr\u00e0 ancora misurare con questo problema perch\u00e9 la Lega \u00e8 ora alla canna del gas e vede nell\u2019autonomia regionale differenziata un\u2019offa per prendere respiro. Vedremo se Vannacci dopo avere fatto il vice di Salvini difender\u00e0 l\u2019unit\u00e0 nazionale, che per ora \u00e8 trattabile anche per Fratelli d\u2019Italia. Curiosa questa nostra destra (di governo?) che non difende l\u2019unit\u00e0 nazionale e che pur di restare al potere mette in difficolt\u00e0 realt\u00e0 importanti nel mezzogiorno dove governa o ha un peso rilevante.<\/p>\n<p>IL DISASTRO AMBIENTALE<br \/>\nL\u2019opposizione deve precisare cosa pensa di fare nella prossima legislatura, se avr\u00e0 la maggioranza, sulla Costituzione. Alcune modifiche dei \u201cnipoti\u201d costituenti meriterebbero di essere cambiate, penso all\u2019articolo 81, modificato con inutile zelo inserendo in Costituzione il pareggio di bilancio, mai attuato n\u00e9 da chi l\u2019ha voluto, n\u00e9 da chi si \u00e8 opposto allora ma ha cambiato idea quando \u00e8 arrivato al governo come Giorgia Meloni, che non avendo risorse se la prende con quell\u2019Europa che ha dato all\u2019Italia gran parte dei 194 miliardi di euro, a fondo perduto e prestiti a lungo termine. Tuttavia il governo sta cercando, con faccia di bronzo rara, flessibilit\u00e0 nei conti dall\u2019Europa, senza chiedersi se un\u2019immissione di quattrini europei cos\u00ec massiccia non abbia avuto destinazioni sbagliate<br \/>\nGuardiamo all\u2019ambiente, devastato e fragile, messo in secondo piano rispetto al ponte sullo stretto, insegna ormai abbandonata.<br \/>\nLa destra al governo \u00e8 stata un disastro per i risultati ma non poteva fare altro perch\u00e9 \u00e8 arrivata al governo con poche idee forti quanto sbagliate. Ad esempio che il contrasto al cambiamento climatico era (trumpianamente) da rivedere.<br \/>\nC\u2019\u00e8 uno scritto illuminante di Giorgia Meloni nella prefazione al libro del sodale Procaccini, non c\u2019\u00e8 una risposta positiva nemmeno per sbaglio, solo la convinzione che \u00e8 tutto sbagliato e tutto da rifare quello che hanno fatto prima. Il risultato \u00e8 che dopo la campagna contro le auto elettriche ed ibride in nome della neutralit\u00e0 tecnologica si \u00e8 arrivati comunque alla crisi delle auto endotermiche e a importare dalla Cina le auto elettriche, come era gi\u00e0 avvenuto per i pannelli Ftv. Il mercato va guidato, indirizzato, non subito dal governo, altrimenti le imprese vanno in confusione, preda di spinte contrastanti. Un pericoloso rivoluzionario come Donat Cattin diceva pi\u00f9 o meno cos\u00ec.<\/p>\n<p>QUALE SVILUPPO? QUALE INDUSTRIA?<br \/>\nI neomercatisti dovrebbero guardare attenzione a questo presidente americano, il meno liberale di sempre, che concepisce tutto come affari e tornaconto, meglio se anche personali, ovviamente via le regole. Orsini di Confindustria \u00e8 patetico nell\u2019attacco alla burocrazia di Bruxelles, fonte di ogni nefandezza, in tandem (ora) con Meloni, dimentica che le imprese hanno lavorato per togliere le regole e ottenere il fai da te, ci sono purtroppo riuscite e hanno trovato dei \u201cgiganti al governo\u201d come i Ministri dello sviluppo e dell\u2019ambiente che stanno distruggendo la manifattura italiana. Chi \u00e8 causa del suo mal\u2026 in realt\u00e0 purtroppo questo riguarda tutti noi.<\/p>\n<p>Dal disastro della destra non deriva automaticamente consenso all\u2019opposizione tanto pi\u00f9 che a volte sembra fin troppo articolata. Schlein \u00e8 testardamente unitaria ma non basta a risolvere il problema. Per questo se la spinta del referendum, fatta di obiettivi precisi e alti come la Costituzione, di unit\u00e0 dello schieramento del no pur con ruoli ben distinti e un\u2019autonomia dei soggetti che non ha danneggiato il risultato. Ciascuno ha fatto la sua parte. Insegnamento da tenere a mente anche nei prossimi appuntamenti. Giovani ed ex astenuti hanno capito e si sono recati a votare, pi\u00f9 o meno 3 milioni hanno fatto la differenza.<\/p>\n<p>PENSIAMO, DA SUBITO, ALLE PROSSIME POLITICHE, E AI PROGRAMMI<br \/>\nIl prossimo appuntamento saranno le elezioni politiche. Questo governo prima se ne va meglio \u00e8, tirarla in lunga favorisce Giorgia Meloni ma l\u2019Italia ci rimette, se occorre un provvedimento tampone per garantire la fine della legislatura qualche mese prima si faccia, coster\u00e0 comunque meno che continuare cos\u00ec.<br \/>\nViste le difficolt\u00e0 dell\u2019opposizione \u00e8 giunto il momento che dalla societ\u00e0, dalle competenze intellettuali, dall\u2019associazionismo diffuso vengano contributi per il programma dell\u2019alternativa. Se non \u00e8 richiesto facciamolo comunque. Facciamo riposare la Costituzione, evitiamo interventi nella prossima legislatura, se non spinti dall\u2019esigenza di risolvere la differenza tra rappresentanza e governabilit\u00e0 che se la destra riesce ad approvare una nuova legge elettorale pu\u00f2 diventare un problema perch\u00e9 entrano in sofferenza i quorum di garanzia (elezione del Presidente della Repubblica in primis). Lasciamo perdere l\u2019argomento della destra che altrimenti torna il Draghi di turno, se Forza Italia e la Lega non lo volevano quel governo non ci sarebbe stato, solo FdI con il 4% era fuori e nessuno si era preoccupato.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che conquistato il governo la destra non lo vuole mollare e si inventa di tutto pur di restarci.<br \/>\nCambiare la Costituzione per risolvere difficolt\u00e0 politiche dei partiti \u00e8 uno sport che deve finire. Il fatto stesso che esista il problema conferma che la differenza tra i padri costituenti e i nipoti \u00e8 un abisso.<\/p>\n<p>MA QUALE NUCLEARE, BOCCIATO GI\u00c0 DA DUE REFERENDUM<br \/>\nLa destra sta ormai mettendo nella caldaia del suo vaporetto la mobilia pregiata. Sul nucleare vuole approvare una legge comunque, anche il tentativo di togliere poteri a regioni, enti locali, associazioni, cittadini velocizzer\u00e0 pi\u00f9 di tanto, Giorgia Meloni pensa di militarizzare l\u2019Italia per imporre l\u2019insediamento di 15\/20 centrali \u201cpiccole\u201d?<br \/>\nDopo il referendum costituzionale sarebbe un delitto democratico decidere di buttare nella spazzatura i risultati di due referendum abrogativi che a maggioranza degli aventi diritto al voto hanno detto no. La Corte costituzionale ha chiarito che le leggi non possono reintrodurre quello che i referendum hanno abrogato. Il governo sta cercando di dimostrare l\u2019indimostrabile: che questo nucleare da fissione \u00e8 diverso da quello dei referendum. Giorgio Parisi, che se ne intende, si \u00e8 gi\u00e0 espresso. Le modifiche tecnologiche non cambiano la sostanza delle centrali nucleari da fissione. Saranno pi\u00f9 sicure? Fatecele vedere, controllare, verificare, ecc.<\/p>\n<p>IL NUCLEARE DA FUSIONE SAREBBE UN\u2019ALTRA STORIA MA PER ORA NON \u00c8 DISPONIBILE.<br \/>\nI CITTADINI, LE ASSOCIAZIONI, INIZINO A DISCUTERE SUBITO<br \/>\nQuesta destra revanchista e senza idee vuole riesumare il nucleare come fece Berlusconi, come ha fatto con la magistratura. Sar\u00e0 necessario un terzo referendum abrogativo? Il governo sa che nel 2027 il referendum non ci pu\u00f2 essere perch\u00e9 si voter\u00e0 per le politiche, ma se tutti i tentativi di fermarlo dovessero fallire sarebbe comunque necessario promuoverlo.<br \/>\nLa Costituzione va attuata nella prossima legislatura (pace, lavoro, diritti, ecc.) visto che il referendum l\u2019ha difesa efficacemente, ma ci sono questioni come fare funzionare la giustizia per i cittadini, l\u2019intelligenza artificiale da controllare, regolare, sviluppare senza creare una nuova frattura sociale (come ha detto il Papa), un fisco progressivo non come oggi che premia il 5% pi\u00f9 ricco e la progressivit\u00e0 \u00e8 diluita da imposte sostitutive piatte, investimenti fondamentali: scuola e sanit\u00e0, servizi per le fasce pi\u00f9 deboli. Insomma libert\u00e0 si e uguaglianza pure, rimuovendo gli ostacoli come afferma la Costituzione.<br \/>\nIniziamo come cittadini a fare circolare elaborazioni, proposte che potrebbero essere parte del programma dell\u2019alternativa. Se non ora quando?<br \/>\n*(Fonte. Sostieni strisciarossa.it &#8211; Alfiero Grandi<\/p>\n<p>07 &#8211; Davide Malacaria *: NEGOZIATI RUSSIA-UCRAINA DEL 2022: CONFERMATO IL SABOTAGGIO NATO. AI NEGOZIATI DI ISTANBUL DELL\u2019APRILE 2022 RUSSIA E UCRAINA AVEVANO CONCORDATO LA PACE, POI LA NATO SPINSE KIEV A PROSEGUIRE LA GUERRA.<\/p>\n<p>A quanto avvenne allora abbiano dedicato varie note, ma il nuovo libro di Richard Sakwa, The Russo-Ukrainian War: Follies of Empire\u201d pone un sigillo irrevocabile a tale realt\u00e0 denegata. Ted Snider, su The American Conservative, riporta ampi brani del volume, che riprendiamo di seguito.<br \/>\nSakwa osserva che \u201c\u2018sette degli otto membri della delegazione [ucraina] confermano che a Istanbul era stato raggiunto un accordo di pace dettagliato\u2019. L\u2019ottavo non lo conferm\u00f2 perch\u00e9 non pot\u00e9: Denis Kireev fu assassinato dai servizi segreti ucraini al suo ritorno a Kiev dai colloqui in Bielorussia\u201d. \u201c<br \/>\nDavid Arakhamia, leader del partito Servi del Popolo di Zelensky al parlamento ucraino, era uno dei due capi della delegazione negoziale ucraina. Arakhamia ha confermato l\u2019esistenza di una sorta di accordo, che a suo dire avrebbe firmato personalmente. Ha aggiunto che la Russia era \u2018disposta a porre fine alla guerra se avessimo accettato la neutralit\u00e0 e ci fossimo impegnati a non aderire alla NATO\u2019. Secondo Arakhamia i colloqui furono un successo, attribuendo loro un punteggio di \u20188 su 10\u2019 riguardo la soddisfazione degli obiettivi prefissati\u201d. \u201c<br \/>\nAlexey Arestovych, all\u2019epoca consigliere dell\u2019ufficio del presidente dell\u2019Ucraina e membro della squadra negoziale ucraina a Istanbul, afferma che i colloqui di Istanbul furono un successo [\u2026]. E li valuta in modo ancora pi\u00f9 ottimistico di Arakhamia, affermando che l\u2019accordo di Istanbul era pronto al 90% e che ci\u00f2 che restava da definire era \u2018la questione del numero di forze armate ucraine in tempo di pace\u2019, aggiungendo che, al ritorno da Istanbul, la squadra negoziale ucraina \u2018stapp\u00f2 lo champagne&#8217;\u201d. \u201c<br \/>\nOleksandr Chalyi, ex viceministro degli Esteri e membro del team negoziale, afferma che le delegazioni \u2018hanno redatto il cosiddetto Comunicato di Istanbul. Eravamo molto vicini, tra met\u00e0 e fine aprile, a far finire la guerra con una soluzione pacifica\u2019. Aggiunge che Putin \u2018ha dimostrato un sincero impegno per trovare un compromesso realistico e raggiungere la pace\u2019. Putin, afferma, \u2018ha fatto tutto il possibile per raggiungere un\u2019intesa con l\u2019Ucraina\u2019 \u00e8 voleva veramente trovare una soluzione pacifica\u2019. Chalyi afferma che i due team negoziali \u2018erano riusciti a trovare un compromesso molto concreto\u2019 e che Putin aveva \u2018deciso personalmente di accettare il testo di quel comunicato&#8217;\u201d.<br \/>\nQuanti hanno rivelato tale denegata realt\u00e0 concordano sul fatto che a mandare in fumo l\u2019accordo fu il premier britannico Boris Johnson, inviato a Kiev dalla Nato a tale scopo. Sawka ricorda come Ukrainska Pravda abbia \u201criportato che il 9 aprile 2022 Johnson si rec\u00f2 a Kiev per dire a Zelensky che con Putin \u2018era necessario continuare a fare pressione, non negoziare\u2019 e che, sebbene l\u2019Ucraina fosse pronta a firmare un\u2019intesa con la Russia, \u2018l\u2019Occidente non era altrettanto pronto\u2019. Arakhamia ha confermato la notizia, affermando: \u2018Al nostro ritorno da Istanbul, Boris Johnson giunse a Kiev e disse che non avremmo firmato assolutamente niente e che dovevamo semplicemente combattere&#8217;\u201d. \u201c<br \/>\nMeno nota del viaggio di Johnson a Kiev \u00e8 la precedente telefonata, durante la quale Johnson, scrive Sakwa, disse a Zelensky che il Regno Unito \u2018non si sarebbe fatto garante [dell\u2019intesa] e lo esort\u00f2 a rifiutare l\u2019accord\u00f2. Lungi dall\u2019essere una posizione isolata, secondo Sakwa, l\u2019opposizione all\u2019accordo con l\u2019Ucraina \u2018era stata decisa dai leader occidentali (Johnson, Biden, Scholz, Macron e il primo ministro italiano Mario Draghi) in una telefonata collettiva [tenuta] il 29 marzo, il giorno dei colloqui di Istanbul&#8217;\u201d. \u201c<br \/>\nL\u2019ostacolo posto dall\u2019Occidente a una soluzione negoziata \u00e8 stato testimoniato praticamente da tutte le parti coinvolte. L\u2019allora premier israeliano Naftali Bennett, su invito di Zelensky, medi\u00f2 tra le parti. Bennett afferma che \u2018c\u2019era una buona possibilit\u00e0 di raggiungere un cessate il fuoco\u2019, ma l\u2019Occidente \u2018blocc\u00f2\u2019 [le trattative]. Secondo Bennett, \u2018un cessate il fuoco era a portata di mano in quel momento, con entrambe le parti disposte a fare concessioni significative. Tuttavia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, in particolare, interruppero il processo, optando per la continuazione della guerra\u2019\u201d. \u201c<br \/>\nAnche l\u2019ex cancelliere tedesco Gerhard Schr\u00f6der fu incaricato da Zelensky di fare da mediatore. Egli conferma la versione di Bennett: \u2018Gli ucraini non accettarono la pace perch\u00e9 non gli era permesso. Dovevano prima chiedere il permesso agli americani per ogni cosa\u2026 Tutto veniva deciso a Washington. Questo fu fatale&#8217;\u201d. v \u201cLa Turchia ospit\u00f2 i colloqui e i funzionari turchi confermano questa versione. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu afferma che i colloqui erano instradati verso la soluzione del conflitto, ma \u2018c\u2019erano persone all\u2019interno degli Stati della NATO che volevano che la guerra continuasse [\u2026] per indebolire la Russia\u2019. Il vicepresidente del partito di governo turco, Numan Kurtulmus, ha dichiarato che \u2018gli Stati Uniti ritenevano che fosse di loro interesse che la prosecuzione della guerra [\u2026] Putin e Zelensky stavano per firmare, ma qualcuno non volle&#8217;\u201d. v \u201cJean-Daniel Ruch, ambasciatore svizzero in Turchia durante i colloqui, stava lavorando sull\u2019ipotesi della neutralit\u00e0 ucraina. Anche lui afferma: \u2018L\u2019Occidente ha interrotto i negoziati che stavano per produrre un cessate il fuoco\u2026 La tregua era a portata di mano, a dire di no sono stati gli americani e i loro alleati britannici&#8217;\u201d. \u201c<br \/>\nPersino Victoria Nuland, ex sottosegretaria di Stato americana per gli affari politici e referente per l\u2019Ucraina nell\u2019amministrazione Obama, ha affermato che i negoziati di Istanbul sono falliti quando delle \u2018persone al di fuori dell\u2019Ucraina\u2019 hanno messo in discussione l\u2019accordo\u201d.<br \/>\nDa ultimo, ricorda Snider, tutto ci\u00f2 \u00e8 stato confermato da Yulia Mendel, al tempo addetta stampa di Zelensky, nell\u2019intervista rilasciata a Tucker Carlson agli inizi di maggio. Senza il sabotaggio della Nato, l\u2019Ucraina sarebbe rimasta integra e sovrana e le vittime sarebbero state contenute. Non \u00e8 andata cos\u00ec e c\u2019\u00e8 da chiedersi se, a breve o medio termine, rester\u00e0 ancora sulle cartine geografiche.<br \/>\n*(Fonte: InsideOver &#8211; Davide Malacaria, giornalista e blogger, ha scritto sul mensile cattolico &#8220;30giorni&#8221; e attualmente scrive sul sito di informazione &#8220;Piccole Note&#8221;)<\/p>\n<p>08 &#8211; Giacomo Salvini *; A GIORGIA TUTTO \u00c8 PERMESSO MA PER GLI ITALIANI SOLO LACRIME E SANGUE! NON CI PREOCCUPANO SOLO I COSTI AUMENTATI INCAUTAMENTE ED OPPORTUNISTICAMENTE DALL\u2019ENTOURAGE DI GOVERNO, QUANTO PIUTTOSTO IL FATTO CHE GLI AUMENTI NON ABBIANO SORTITO ALCUN MIGLIORAMENTO NELLA VITA DEI CITTADINI! FATTI! NON PAROLE!<\/p>\n<p>IL RENDICONTO DI PALAZZO CHIGI: NEL 2025 SPESE SU PER EVENTI, PORTABORSE E COMMISSARI<br \/>\nIl bilancio definitivo del 2025 firmato Meloni: variazione di 9 miliardi rispetto al previsto. I ministri chiedono pi\u00f9 rimborsi, Il Rendiconto di Palazzo Chigi: nel 2025 spese su per eventi, portaborse e commissari<br \/>\nAlla fine dell\u2019anno scorso, i collaboratori di ministri e sottosegretari potevano essere felici: nel 2025, per loro, Palazzo Chigi aveva stanziato 300mila euro in pi\u00f9 rispetto a quanto previsto a inizio dello stesso anno. Una cifra simile per i compensi dei commissari straordinari di governo, ministri e sottosegretari che hanno viaggiato per missioni istituzionali e una piccola crescita (85mila euro) \u00e8 stata attribuita anche per le loro retribuzioni. Per non parlare dei soldi stanziati in pi\u00f9 per i consulenti e portaborse, per l\u2019accoglienza di leader e omologhi da altri Paesi e per i vertici istituzionali sempre pi\u00f9 \u201cnumerosi\u201d per rispondere alla \u201ccrisi globale\u201d del 2025. Non possono restare all\u2019asciutto, in questo quadro, i i voli di Stato per cui \u00e8 previsto un aumento di 60mila euro e i 15mila per il noleggio delle auto blu.<br \/>\nDpcm ecco il bilancio \u201825<br \/>\nCifre messe nero su bianco nel rendiconto finanziario della Presidenza del Consiglio approvato con decreto del presidente del Consiglio il 20 maggio scorso e firmato dalla premier Giorgia Meloni. Il dpcm con annessa relazione del segretario generale di Palazzo Chigi, che Il Fatto ha letto in anteprima, serve per certificare le spese finali del 2025 rispetto al bilancio di previsione approvato nel dicembre 2024 che invece quantificava le spese da \u201cprevedere\u201d.<br \/>\nDalle 64 pagine di rendiconto emerge un aumento delle entrate di mezzo miliardo dovuto soprattutto ad atti legislativi che hanno portato a ingrossare il bilancio di Palazzo Chigi e una variazione di 9,4 miliardi \u2013 in linea con gli anni precedenti \u2013 delle spese tra cui 5,6 per spese correnti e 3,7 in conto capitale. In totale l\u2019impegno di spesa finale della Presidenza del Consiglio \u00e8 di 14,8 miliardi.<br \/>\nPi\u00f9 fondi per consulenti, affitto ed eventi<br \/>\nTra queste, rispetto al 2024, aumenta la voce sul personale di circa 35 milioni di cui la maggior parte riguardano dirigenti e personale in prestito da altre amministrazioni, ma anche collaboratori a chiamata diretta (+400mila euro per quelli del sottosegretario al Sud Luigi Sbarra) e di strutture di missione (+6 milioni per il Pnrr e Milano-Cortina), mentre calano i fondi per i commissari straordinari e autorit\u00e0 di governo per la soppressione della struttura di missione sulla Zona Economica Speciale.<br \/>\nAumenta anche di oltre 1 milione (arrivando a quota 115 milioni) la spesa dei \u201cbeni e servizi\u201d di Palazzo Chigi, ovvero tutte quei fondi utilizzati per il funzionamento della Presidenza del Consiglio. Rispetto all\u2019anno precedente, l\u2019aumento riguarda le spese di facchinaggio e pulizia (+527mila euro), esperti e consulenti (+1,1 milioni che favoriscono i dipartimenti per l\u2019Innovazione Tecnologica di Alessio Butti e della Disabilit\u00e0 di Alessandra Locatelli), eventi istituzionali (+350mila euro per i \u201cnumerosi vertici\u201d dovuti alla \u201ccrisi globale\u201d del 2025), strutture di missione (+80 mila euro) mentre Palazzo Chigi non \u00e8 immune all\u2019aumento dei canoni di affitto con un incremento delle spese di 289mila euro. Tagliati invece i buoni pasto, le missioni, le spese di rappresentanza e le utenze.<br \/>\nCasta +60 mila per i voli, 15 per auto blu e premio di Lollo<br \/>\nLe spese di funzionamento di Palazzo Chigi sono soprattutto sotto la voce \u201csegretariato generale\u201d che pu\u00f2 contare su una variazione di 4 miliardi rispetto allo stanziamento iniziale. Tra le spese di funzionamento ci sono 84mila euro in pi\u00f9 per le retribuzioni, 300mila per gli stipendi degli uffici di diretta collaborazione, 650mila per l\u2019accoglienza durante gli eventi istituzionali, 60mila per i voli di Stato, 1,1 milioni per i rimborsi spese delle missioni di ministri e sottosegretari, 358mila per i commissari di governo e 350mila per l\u2019installazione, la gestione e la manutenzione degli apparati tecnologici. Poi ci sono gli interventi mirati e una tantum che vanno dal trattamento e la gestione dei rifiuti in Campania dei commissari (+20 milioni) al premio \u201cDe Agri Cultura\u201d (+40mila euro) fino ai 2 milioni per il Giubileo e i 6 per le cerimonie nazionali.<br \/>\nESTERO I MINISTRI CHIEDONO PI\u00d9 RIMBORSI PER LE MISSIONI<br \/>\nTra i ministri senza portafogli, quasi tutti chiedono pi\u00f9 fondi per le missioni istituzionali all\u2019Italia e all\u2019estero: per il titolare dei Rapporti col Parlamento Luca Ciriani sono stati stanziati 55mila euro in pi\u00f9 rispetto al previsto, 60mila per il ministro degli Affari europei Tommaso Foti, 20mila per la ministra delle Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati, 27.500 per Paolo Zangrillo (Pubblica Amministrazione), 55mila per Eugenia Roccella (Famiglia e Pari Opportunit\u00e0, 19mila per Alberto Barachini (Editoria) e 70mila per Nello Musumeci (Protezione civile e Mare).<br \/>\n*(Giacomo Salvini &#8211; Fatto Quotidiano prima come corrispondente dalla Toscana e poi come cronista.)<\/p>\n<p>09 &#8211; Giorgio Bianchi *: IL COMPLOTTO MONDIALE REAZIONARIO CONTRO LA SPAGNA DI SANCHEZ E I SOCIALISTI. \u00c8 un copione gi\u00e0 visto quello che si sta abbattendo in Spagna su Sanchez e il Partito Socialista Operaio Spagnolo.( Spagna, Iran e Ucraina)<\/p>\n<p>Sanchez \u00e8 il capo dell\u2019unico governo occidentale che ha tenuto testa a Trump sui dazi, sulle spese per le armi, sulla guerra in Iran, l\u2019unico che ha agito contro l\u2019aggressivit\u00e0 di Netanyahu. Sanchez \u00e8 il presidente dell\u2019Internazionale Socialista ed \u00e8 una figura di riferimento per la sinistra internazionale. Sanchez si oppone agli USA, non \u00e8 un finto socialista, servo degli USA, come Tony Blair. Non si \u00e8 potuto batterlo sul piano elettorale. Allora scatta con una scelta di tempo perfetta, l\u2019intervento di alcuni giudici spagnoli, accompagnato dal suono della grancassa della destra fascista e neofranchista.<br \/>\nLa storia si ripete. Ogni volta che un leader progressista prova ad opporsi allo strapotere USA, fa una brutta fine. \u00c8 capitato tragicamente a Salvador Allende e a Olof Palme, Oscar Lafontaine fu pugnalato e si salv\u00f2 per miracolo. Antonio Costa in Portogallo fu costretto alle dimissioni, dopo aver stravinto le elezioni, grazie a un giochino sporco della magistratura che aveva equivocato su u\u2019 omonimia. Lula in Brasile fini addirittura in carcere per impedirgli di sconfiggere la destra di Bolsonaro. Jeremy Corbyn in GB fu fatto fuori dai seguaci di Blair con false accuse di antisemitismo. Lo stesso Craxi in Italia dovette pagare lo scotto di Sigonella.<br \/>\nNon importa come si governi, La Spagna ha, in questo momento l\u2019economia che va meglio in Europa, con una crescita record del PIL, un forte aumento dell\u2019occupazione e tante riforme sociali e ambientali straordinarie.<br \/>\nPer\u00f2 si oppone a Trump e questo ai grandi poteri occulti non piace. [30\/05, 16:32] +39 340 272 3688: https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/05\/30\/fassina-ucraina-ue-italia-costituzione\/<br \/>\nUna informazione interessante che pu\u00f2 aiutare a capire le dimensioni in gioco nella guerra in Europa. I Russi hanno una riserva delle forze armate pari a 32.000.000 (trentadue milioni) di soldati. Per soldato della riserva si intende chiunque abbia fatto il servizio militare, o abbia esperienza di combattimento, e sia richiamabile in azione. In pratica pi\u00f9 di un Russo su cinque ha avuto a che fare con l&#8217;addestramento militare o ha esperienza di combattimento. \u00c8 un numero enorme! Inoltre la politica di arruolamento volontario condotta per la guerra in corso ha privilegiato un altissimo tasso di rotazione sul campo proprio con l&#8217;obbiettivo di espandere ancora la massa dei Russi con esperienza di combattimento. [30\/05, 17:35] +39 348 130 4330:<br \/>\nDimenticavo! Non \u00e8 vero che gli operatori di droni operino al di fuori dei rischi del campo di battaglia. Al contrario sono obbiettivi ambitissimi e odiatissimi da entrambe le parti ma in particolare da parte dei Russi. La ragione \u00e8 proprio la lunga collana di stragi deliberate di civili, compiute da parte ucraina con i droni, tutte passate nel silenzio in occidente, nonostante le prove fornite dai Russi in sede ONU. I Russi conducono una guerra spietata ai dronisti Ucraini e la loro vita sul campo \u00e8 in realt\u00e0 piuttosto breve. [30\/05, 17:35] +39 348 130 4330:<br \/>\nBell&#8217;articolo. Aggiungo una mia considerazione derivata dall&#8217;aver visto ore di filmati di operatori di droni ucraini, seduti comodamente in bunker sotterranei altamente tecnologico e informatizzati, intenti a puntare i loro obbiettivi. Spesso soldati, fanti, Russi, appiedati e inseguiti come animali. Ma tutt&#8217;altro che raramente anche auto di civili. Le reazioni emotive dell&#8217;operatore del drone attaccante non differivano in niente da quelle di un giocatore ai videogiochi. Anzi, semmai aumentavano di intensit\u00e0. Delusione e imprecazione quando il colpo falliva, il che sembra accadere in una ampia percentuale di casi per i droni FPV. Ed entusiasmo e grida e risate di soddisfazione quando il malcapitato fante nemico, o altro obbiettivo, veniva dilaniato dall&#8217;esplosione. Gli ucraini, non so dire dei Russi, hanno anche istituito un sistema di valutazione del singolo operatore basato su un punteggio. Ogni obbiettivo ha il suo valore in punti. E questi si sommano dando diritto a benefit di varia natura che premiano il dronista. Anche i civili fanno punteggio. Cos\u00ec accade che se un drone in perlustrazione non trova un obbiettivo militare pagante ma, magari perch\u00e9 ha consumato troppa batteria, non pu\u00f2 tornare al punto di partenza, e il dronista vede un vecchio civile Russo, col suo nipotino, lo scelga come bersaglio per non perdere i punti. L&#8217;attacco ai civili, in particolare nelle zone occupate dai Russi, \u00e8 sistematico e incoraggiato. E fa&#8217; punteggio con premi. Droni di sorveglianza ispezionando i caseggiati dalle finestre e indirizzano i dronisti a colpire dove vedono movimento di civili dentro le abitazioni. Non ho elementi per giudicare con prove il comportamento della controparte Russa ma al momento mentre ci sono prove, si trovano anche di YouTube, e dichiarazioni ufficiali, fra l&#8217;altro dello stesso Zelensky, di questa strategia deliberata dell&#8217;ucciso del civile Russo non v&#8217;\u00e8 ne sono del contrario. Poi ovviamente il civile ucciso in azione di guerra per circostanze particolari esiste e fa&#8217; tragicamente parte dell&#8217;orrore della guerra. [30\/05, 17:35] +39 348 130 4330:<br \/>\nDroni, la rivoluzione dei cieli: \u00e8 la pi\u00f9 ingiusta delle guerre<br \/>\nIl velivolo armato sposta il conflitto a met\u00e0 strada tra guerra e operazione di polizia, la trasforma in caccia all\u2019uomo e trasforma il nemico in selvaggina. Questa forma di violenza telecomandata cancella la faccia a faccia e perfino la percezione diretta degli obiettivi da colpire. Ed espone la societ\u00e0 civile a rischi inediti<\/p>\n<p>(Raffaele Simone \u2013 editorialedomani.it) \u2013 L\u2019imporsi dei droni come arma riapre un capitolo di riflessione trascurato, che potremmo chiamare filosofia della guerra. Nella modernit\u00e0 \u2013 quando ha visto la luce un enorme numero di nuove armi \u2013 questa riflessione ha avuto diversi capitoli importanti. In R\u00e9flexions sur la guerre (\u201cRiflessioni sulla guerra\u201d), un saggio del 1933, Simone Weil osserv\u00f2 che la guerra e le armi non sono strumenti neutri, ma vanno analizzati come i mezzi di produzione di una fabbrica.<br \/>\nInfatti, il tipo di armamento utilizzato influisce sull\u2019organizzazione sociale: un armamento che richiede gestione centralizzata, forte specializzazione tecnica e grandi apparati industriali si correla a uno Stato burocratico, oppressivo e militarizzato. Inoltre, nella guerra moderna l\u2019arma cessa di essere un prolungamento del braccio del soldato. \u00c8 il soldato, all\u2019inverso, a essere subordinato a un complesso meccanismo di addestramento e di distruzione, perdendo ogni autonomia decisionale e morale (come l\u2019operaio con la catena di montaggio).<\/p>\n<p>Dominio delle macchine Uno scrupolo analogo aveva agitato Georges Bernanos, il famoso scrittore cattolico, che, nel saggio La France contre les robots (\u201cLa Francia contro i robot\u201d, 1947), in cui attaccava in toto il crescente predominio delle macchine, sottolineava l\u2019elemento di orrore che la guerra aerea contiene in s\u00e9: il pilota \u2013 osservava \u2013 pu\u00f2 annientare migliaia di persone senza neanche vederne le sagome, e soprattutto senza che la sua coscienza ne esca in alcun modo turbata. \u00abUn gentleman\u00bb notava ironicamente \u00abpu\u00f2 portare a termine la sua missione senza lordarsi n\u00e9 i polsini della camicia n\u00e9 l\u2019immaginazione\u00bb.<br \/>\nQuesta linea di pensiero si approfondisce in Carl Schmitt, che la riprese in pi\u00f9 scritti, soprattutto nell\u2019imponente Il nomos della Terra (1950). Schmitt nota che la guerra aerea introduce nuove dimensioni, perch\u00e9 compie una Raumrevolution (\u201crivoluzione spaziale\u201d). A differenza della guerra per terra e mare, che \u00e8 \u00aborizzontale\u00bb, quella aerea \u00e8 \u00abverticale\u00bb. Quindi \u00abnon ha pi\u00f9 n\u00e9 teatro n\u00e9 spettatori\u00bb, perch\u00e9 non si sviluppa pi\u00f9 \u00abin un confronto orizzontale\u00bb, ma si svolge in un\u2019asimmetria insuperabile: \u00abChi sta sopra\u00bb domina incontrastato \u00abchi sta sotto\u00bb, e chi sta sotto non \u00e8 pi\u00f9 un nemico alla pari, ma un \u00abdelinquente\u00bb che deve essere annientato.<br \/>\nLa guerra per droni introduce una variante cruciale in quest\u2019ordine di ragionamenti. \u201cChi sta sopra\u201d non \u00e8 pi\u00f9 un pilota, anzi non esiste neppure. A manovrare il drone \u00e8 infatti un operatore (che potrebbe non essere un militare e neanche un essere umano), a chiss\u00e0 quale distanza, che non vede fisicamente il suo obiettivo. Ad avviare questa riflessione \u00e8 stato il filosofo francese Gr\u00e9goire Chamayou, autore di un denso libro dal titolo Teoria del drone (Th\u00e9orie du drone, edizioni La Fabrique), che, essendo uscito nel 2013, ben prima delle guerre che oggi allarmano il mondo, possiamo ben definire profetico.<\/p>\n<p>Analizzando (nello spirito di Weil sopra menzionato) le implicazioni etiche e sociali dell\u2019uso di quell\u2019arma, allora ancora poco nota e pochissimo usata, Chamayou si chiede infatti: quali sono gli effetti del drone e del suo uso sulla situazione di guerra, e soprattutto sul rapporto con il nemico? Pi\u00f9 in profondit\u00e0, quali relazioni sociali prefigura, che tipo di dominio lascia intravvedere? Il drone, secondo Chamayou, \u00e8 strumento di una violenza a distanza, che permette di vedere senza esser visti, toccare senza esser toccati, togliere vite senza rischiare la propria. Questa forma di violenza telecomandata, che cancella il faccia a faccia e perfino la percezione diretta del proprio obiettivo, obbliga a ripensare concetti apparentemente evidenti: avremo combattenti senza combattimento e zone di conflitto in cui le parti sono a distanza ignota. Il fatto di eliminare del tutto la simmetria nell\u2019esposizione alla violenza modifica anche i principi convenzionali dell\u2019ethos militare, tradizionalmente basato sul coraggio e lo spirito di sacrificio.<\/p>\n<p>Per questo, il drone mette in discussione la nozione stessa di \u201cguerra\u201d: il drone sposta la guerra a met\u00e0 strada tra guerra e operazione di polizia, la trasforma in caccia all\u2019uomo cos\u00ec come trasforma il nemico in selvaggina. Per questo Chamayou segnala che la diffusione dei droni espone anche la societ\u00e0 civile a rischi inediti. Come potr\u00e0 un movimento pacifista manifestare per protesta, se corre il rischio di trovarsi di fronte a una truppa di robot programmati per annientarlo? Cosa sar\u00e0 dello spirito militare, visto che gli operatori dei droni non si espongono e che combattono manovrando un joystick, come in un gioco elettronico? Per queste specificit\u00e0, la guerra di droni \u00e8 soggetta a valutazioni opposte. Per alcuni, il drone \u00e8 l\u2019arma dei vili, che praticamente non corrono rischi. I suoi sostenitori lo considerano invece un\u2019arma altamente etica, visto che evita lo scontro e limita le perdite a una parte sola.<br \/>\nCome che sia, a me pare che la guerra per droni abbia anche un importante risvolto cognitivo (o pi\u00f9 propriamente semiotico). Essa, infatti, continua e estende ad in un campo nuovo una fortissima tendenza della modernit\u00e0 digitale: favorisce la perdita del senso della realt\u00e0 e l\u2019impulso a scambiare il vero col falso, confermando l\u2019acutissima profezia lanciata nel 1992 da Guy Debord (in La societ\u00e0 dello spettacolo) secondo cui \u00abnel mondo realmente rovesciato, il vero \u00e8 un momento del falso\u00bb.<\/p>\n<p>Quei \u201cpuntini\u201d di Welles. L\u2019obiettivo della guerra per droni \u00e8 un essere umano oppure solo una manciata di pixel che si muovono sul display del suo operatore? L\u2019uso di droni avr\u00f2 risonanze emotive in chi li manovra? Questi, infatti, somiglia a Henry Lime (il personaggio interpretato da Orson Welles nel Terzo uomo di Carol Reed, 1949), che, salito su un vagone della ruota del Prater di Vienna col suo amico Rollo Martins (che lo accusa di aver provocato la morte di tanta gente spacciando penicillina avariata), gli mostra dall\u2019alto quei \u00abpuntini\u00bb che sono le persone laggi\u00f9, cos\u00ec lontane: \u00abGuarda laggi\u00f9. Sentiresti piet\u00e0 se uno di quei \u2018puntini\u2019 si fermasse per sempre?\u00bb.<br \/>\nLa guerra per droni fa un passo avanti anche rispetto a questa terribile situazione: i \u201cpuntini\u201d di Henry Lime ormai non sono pi\u00f9 neanche persone che si vedono da lontano, sono solo pixel su un display.<br \/>\nQueste immagini non provengono da un campo di concentramento del secolo scorso, ma dalla Cisgiordania, dove i palestinesi, bambini compresi, vengono rapiti e condotti in centri di tortura in pieno giorno.<br \/>\nSe queste immagini provenissero da un paese &#8220;nemico&#8221;, come. Iran, Cuba o Russia, le vedresti in TV a tutte le ore fino alla nausea&#8230; ma siccome provengono da &#8220;Israele&#8221;, c&#8217;\u00e8 silenzio totale nei media e le immagini vengono nascoste.<\/p>\n<p>REPORTAGE DA CUBA: L&#8217;ASSEDIO CONTRO LA POPOLAZIONE<br \/>\nCuba \u00e8 stretta dall\u2019embargo economico decretato dagli Stati Uniti dal 1962. Nelle parole dei suoi stessi architetti, l\u2019obiettivo dell\u2019embargo era \u201cprovocare fame, disperazione e rovesciare il governo\u201d.<br \/>\nAll\u2019atterraggio all\u2019Avana, i passeggeri applaudono. Fuori, splende il sole, le palme immobili, l\u2019aria tiepida. \u201cGuardati bene intorno,\u201d mi dice un giornalista americano che viene a Cuba da anni. \u201cNon ti sembra strano? Sembra tutto normale. Ma in quest\u2019isola si sta morendo di fame\u201d.<br \/>\nCuba \u00e8 stretta dall\u2019embargo economico decretato dagli Stati Uniti dal 1962, come ricorda con dovizia di particolari un signore che si aggira per le vie del centro e che un tempo intratteneva i turisti per strada facendo chiacchierare il suo pappagallo per qualche soldo. \u201cFu di febbraio [1962] l\u2019ordine esecutivo del presidente Kennedy, quando firm\u00f2 per imporre l\u2019embargo \u2026 Queste sanzioni sono state riconfermate da tutte le amministrazioni successive [democratiche e repubblicane ndr.], ma Donald Trump \u00e8 stato implacabile\u201d.<br \/>\nNelle parole dei suoi stessi architetti, l\u2019obiettivo dell\u2019embargo era \u201cprovocare fame, disperazione e rovesciare il governo\u201d. Nel tempo\u2026<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;IRAN POTREBBE AVER USATO MISSILI CINESI PER ABBATTERE UN CACCIA STATUNITENSE\u201d La Cina potrebbe aver fornito all&#8217;Iran anche un radar di allerta precoce a lungo raggio che individua aerei stealth destinati a sfuggire alla rilevazione, riferiscono persone a conoscenza della questione a NBC NewsFonte: NBC News<br \/>\nWASHINGTON \u2014 Il caccia F-15 abbattuto sopra il sud-ovest dell&#8217;Iran il mese scorso e ha dato il via a una pericolosa missione di salvataggio \u00e8 stato probabilmente colpito da un missile cinese lanciato da spalla, hanno riferito tre persone a conoscenza della questione a NBC News.Nei primi giorni del conflitto, la Cina potrebbe aver fornito all&#8217;Iran anche un radar di allerta precoce a lungo raggio che individua aerei stealth destinati a sfuggire al rilevamento, secondo una delle persone e un funzionario statunitense a conoscenza della questione. Le autorit\u00e0 statunitensi stanno ancora indagando sulle circostanze legate all&#8217;abbattimento dell&#8217;F-15E Strike Eagle americano in aprile, hanno detto le fonti. \u00c8 stata la prima volta in decenni che un caccia statunitense \u00e8 stato abbattuto dal fuoco nemico. Non \u00e8 chiaro quando l&#8217;equipaggiamento militare sia stato consegnato. Ma l&#8217;uso da parte dell&#8217;Iran di armi prodotte in Cina complica il rapporto tra gli americani e Pechino in un momento in cui il presidente Donald Trump ha cercato l&#8217;aiuto della Cina per porre fine al conflitto. Le trattative per porre fine alla guerra sono in corso mentre gli Stati Uniti continuano a lanciare quelli che definiscono attacchi &#8220;difensivi&#8221;. https:\/\/t.me\/rossobruni\/62429<br \/>\nIl senato americano ha ammesso la perdita di 44 velivoli nelle operazioni contro l\u2019Iran. [30\/05, 21:30] +39 338 675 9895: Non sono pochi, specie se con piloti a bordo. [30\/05, 21:32] +39 338 675 9895: Gli americani invasori hanno cominciato a \u201cdifendersi\u201d gi\u00e0 dai padroni di casa invasi e sterminati.<br \/>\nViva l\u2019Ucraina nella Ue: anche quella filo-nazi di Daniela Ranieri &#8211; Il Fatto Quotidiano<br \/>\nVedrete che, da qui a quando saranno pronte le carte per l\u2019entrata ufficiale dell\u2019Ucraina nell\u2019Unione europea, subiremo un lavaggio del cervello d\u2019impeto futurista al cui confronto quello per farci apprezzare la guerra era una bazzecola: \u201cAccelerazione dell\u2019Ue, via al dossier sull\u2019adesione di Kiev\u201d (Repubblica); \u201cDall\u2019Europa una spinta sull\u2019adesione dell\u2019Ucraina\u201d (Corriere), mentre Il Foglio dipinge una Meloni irremovibile che \u201cferma Salvini che dice No all\u2019Ucraina nella Ue\u201d (il quale Salvini fa \u201cle bizze\u201d secondo Rep).<br \/>\nPerch\u00e9 questa accelerazione, proprio adesso che Putin rilancia l\u2019idea di colloqui di pace? La narrazione ufficiale adduce tre motivi (impariamoli a memoria: la formula \u201cc\u2019\u00e8 un aggressore e c\u2019\u00e8 un aggredito\u201d \u00e8 diventata un po\u2019 fan\u00e9): la sconfitta di Orb\u00e1n in Ungheria; la proposta del cancelliere tedesco Merz (quello per il quale Israele sta facendo il lavoro sporco per noi sterminando i palestinesi) di \u201cassociare\u201d l\u2019Ucraina, proposta rifiutata da Zelensky; la necessit\u00e0 di avere dalla parte dell\u2019Europa \u201cl\u2019esercito pi\u00f9 grande del Vecchio continente\u201d (cos\u00ec Rep). Cio\u00e8, noi abbiamo mandato talmente tante armi all\u2019Ucraina, e ne abbiamo talmente carenza, che ci farebbe comodo riprendercele, sempre in vista dell\u2019imminente attacco russo all\u2019Europa che nessuno ci ha minacciato e non \u00e8 nei piani di Putin, ma che diventerebbe paradossalmente pi\u00f9 probabile proprio nel momento dell\u2019entrata dell\u2019Ucraina in Europa. Forse dovremmo temere un attacco pi\u00f9 dagli Usa che si sfilano dalla Nato e vogliono prendersi la Groenlandia (danese), ma abbiamo avuto prova di non avere governanti razionali.<br \/>\nCos\u00ec quel che finora da parte nostra era facoltativo \u2013 difendere un Paese non Ue e non Nato in nome della \u201cdemocrazia\u201d \u2013 diventerebbe obbligatorio. Si direbbe che ai piani alti dell\u2019Ue ci si sia accorti che un Paese armato fino ai denti e pieno di milizie incontrollabili \u00e8 meglio averlo amico che costantemente alla porta con la mano tesa, soprattutto nell\u2019ottica della Difesa comune che ci consentirebbe di recuperare un po\u2019 della ferraglia che abbiamo comprato dagli Usa o che hanno prodotto le nostre aziende grazie allo sbarazzino provvedimento detto Asap (Act in Support of Ammunition Production) con cui l\u2019Europa della Von der Leyen ha sottratto soldi al Pnrr per darli all\u2019industria bellica (colpo di genio: farli rientrare sotto la seconda \u201cr\u201d del Pnrr, la famosa \u201cresilienza\u201d; scemi noi, che pensavamo servisse a rafforzare le terapie intensive).<br \/>\nMa quali sono i criteri per diventare membri dell\u2019Ue? Copia-incolliamo dal sito del Parlamento europeo: \u201cIl primo criterio \u00e8 quello di rispettare i valori democratici su cui si basa l\u2019Unione europea. Il Paese deve avere istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani, il rispetto delle minoranze e la loro tutela. Per avviare un negoziato questa condizione \u00e8 imprescindibile\u201d. Ah, ma allora tutto a posto, potevano dircelo prima. Zelensky ha messo fuori legge gli 11 partiti d\u2019opposizione, oscurato 3 reti televisive, istituito la legge marziale; il governo controlla la magistratura, l\u2019esercito nazionale ingloba milizie naziste, le minoranze delle regioni russofone, vedi il Donbass, non godono degli stessi diritti degli ucraini; l\u2019Ucraina ha l\u2019indice di corruzione pi\u00f9 elevato d\u2019Europa (Transparency International) ed \u00e8 al 79\u00b0 posto su 108 per libert\u00e0 di stampa (Index Rsf). Un concentrato di \u201cnostri valori\u201d. Che aspettiamo ad accoglierlo? Tanto pi\u00f9 alla luce del fatto che il 25 maggio Zelensky ha ricevuto con tutti gli onori la salma di Andriy Melnyk, davanti alla cui tomba in terra ucraina si \u00e8 inginocchiato. Chi \u00e8 Melnyk? \u00c8 il co-fondatore dell\u2019Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Onu), nata nel 1929 per l\u2019indipendenza dall\u2019Urss. Melnyk ammirava Mussolini, ma non il nazismo, venerato invece da un altro componente dell\u2019Onu: Stepan Bandera.<br \/>\n*(Giorgio Bianchi, \u00e8 un fotogiornalista, documentarista e film-maker freelance italiano. \u00c8 noto principalmente per i suoi reportage dai teatri di guerra, in particolare in Siria e in Ucraina, dove si concentra sul conflitto nel Donbass)<\/p>\n<p>09 &#8211; Accertamento INPS della disabilit\u00e0: dal 1\u00b0 giugno doppio binario per gli over 70.<br \/>\nPATOLOGIE CRONICHE E PROGRESSIVA RIDUZIONE ATTIVIT\u00c0 FISIOLOGICHE CON VECCHIA PROCEDURA, PER GLI ALTRI OVER 70 NUOVO ITER DI ACCERTAMENTO DISABILIT\u00c0.<br \/>\nCon il messaggio n. 1750 del 27 maggio 2026, l\u2019INPS ha fornito ai medici certificatori e ai loro assistiti le istruzioni per avviare il procedimento di accertamento della disabilit\u00e0 per gli over 70, aggiornate alle modifiche introdotte dal decreto legge n. 19\/2026, convertito nella legge n. 50\/2026, e dal Milleproroghe. Le istruzioni hanno validit\u00e0 dal 1\u00b0 giugno 2026 e riguardano in particolare le persone con almeno 70 anni affette da patologie croniche e ingravescenti di cui all\u2019articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 29\/2024.<br \/>\nIndice<br \/>\n1. ACCERTAMENTO DISABILIT\u00c0 PER OVER 70<br \/>\n2. VERIFICA CONDIZIONI E SCELTA DELLA PROCEDURA<br \/>\n3. DUE CONDIZIONI CLINICHE CON VECCHIA PROCEDURA<br \/>\n4. UNA SOLA CON NUOVO CERTIFICATO MEDICO<br \/>\nACCERTAMENTO DISABILIT\u00c0 PER OVER 70<br \/>\nLa regola generale risultante dal sovrapporsi delle diverse disposizioni normative, si legge nel documento di prassi, \u00e8 che:<br \/>\nl\u2019accertamento della condizione di disabilit\u00e0 deve seguire la procedura valutativa previgente alla riforma della disabilit\u00e0 di cui al decreto legislativo 62\/2024, anche nei territori interessati dalla sperimentazione.<br \/>\nLa sperimentazione della riforma sulle politiche in favore delle persone anziane \u00e8 stata rinviata al 1\u00b0 gennaio 2027; l\u2019entrata a regime su tutto il territorio nazionale avverr\u00e0 dal 1\u00b0 gennaio 2028. Nelle province non ancora coinvolte dalla sperimentazione, la vecchia procedura si applica a tutti i richiedenti indipendentemente dall\u2019et\u00e0.<br \/>\nVERIFICA CONDIZIONI E SCELTA DELLA PROCEDURA<br \/>\nLa procedura inizia con l\u2019inserimento nel sistema di compilazione del certificato medico del codice fiscale dell\u2019assistito. Se quest\u2019ultimo ha almeno 70 anni e risiede in una provincia di sperimentazione, il sistema richiede al medico di attestare la presenza o l\u2019assenza di ciascuna delle seguenti condizioni cliniche:<br \/>\n\u2022 la persona \u00e8 affetta da almeno una patologia cronica;<br \/>\n\u2022 la persona presenta condizioni cliniche caratterizzate, anche in funzione dell\u2019et\u00e0 anagrafica, dalla progressiva riduzione delle normali funzioni fisiologiche, suscettibili di aggravarsi con l\u2019invecchiamento e di determinare il rischio di perdita dell\u2019autonomia nelle attivit\u00e0 fondamentali della vita quotidiana, tenuto conto delle specifiche condizioni sociali, ambientali e familiari.<br \/>\nDUE CONDIZIONI CLINICHE CON VECCHIA PROCEDURA<br \/>\nSe il medico certifica entrambe le condizioni, il sistema lo indirizza alla compilazione del vecchio certificato medico introduttivo e lo invita ad avvertire il paziente della necessit\u00e0 di abbinare al certificato la domanda amministrativa. Il paziente ha 90 giorni dal rilascio del certificato per presentare la domanda di accertamento sanitario dello stato di invalidit\u00e0 civile, cecit\u00e0 civile, sordit\u00e0, sordocecit\u00e0 e della condizione di disabilit\u00e0 ai sensi della legge 104\/1992. La domanda si presenta per via telematica tramite il portale INPS, con possibilit\u00e0 di rivolgersi a patronati o associazioni di categoria.<br \/>\nUNA SOLA CON NUOVO CERTIFICATO MEDICO<br \/>\nRiforma disabilit\u00e0 in 60 province23 Marzo 2026Se il medico certifica una sola delle due condizioni \u2014 o le esclude entrambe \u2014 il sistema richiede la compilazione del nuovo certificato medico introduttivo, che avvia la valutazione di base ai sensi del decreto legislativo n. 62\/2024, senza necessit\u00e0 di ulteriori adempimenti da parte del paziente. Queste regole attuano le novit\u00e0 introdotte dall\u2019articolo 4, comma 4-quater, del decreto legge n. 19\/2026 e dal Milleproroghe. Per gli ulteriori dettagli procedurali, l\u2019INPS rinvia alla circolare 42\/2025.<br \/>\n*(Redazione PMI.it)<\/p>\n<p>10 &#8211; Colombia al bivio: LA DESTRA DI DE LA ESPRIELLA AVANTI DI MISURA, CEPEDA CONTESTA IL RISULTATO E RINVIA IL VERDETTO AL BALLOTTAGGIO &#8211; LA SFIDA DECISIVA SAR\u00c0 IL 21 GIUGNO E SI ANNUNCIA COME UN REFERENDUM DI FATTO SULLE POLITICHE DEL PRESIDENTE DI SINISTRA GUSTAVO PETRO. (REDAZIONE PAGINE ESTERI) *<\/p>\n<p>Pagine Esteri (nella foto fermo immagine da YouTube il candidato della sinistra Ivan Cepeda) \u2013 La Colombia si prepara a una delle elezioni pi\u00f9 polarizzate degli ultimi decenni. Il primo turno delle presidenziali ha consegnato un risultato sorprendente sotto molti punti di vista: il candidato di destra radicale Abelardo De La Espriella ha ottenuto il 43,7% dei voti, precedendo di poco meno di due punti percentuali il senatore di sinistra Ivan Cepeda, fermo a poco sotto il 41%. Tra i due contendenti la differenza \u00e8 stata di circa 668.000 voti, un margine non sufficiente a chiudere la partita prima del ballottaggio del 21 giugno.<\/p>\n<p>L\u2019esito finale \u00e8 oggetto di discussione. Cepeda e i suoi alleati hanno invitato alla prudenza, sostenendo che occorre attendere la verifica formale dei risultati da parte delle commissioni elettorali. Nel suo discorso ai sostenitori riuniti a Bogot\u00e0, il parlamentare sessantatreenne ha affermato che il suo movimento sta raccogliendo informazioni su possibili irregolarit\u00e0 e frodi registrate in un numero ancora imprecisato di seggi.<\/p>\n<p>\u00abStiamo verificando, attraverso il nostro meccanismo di sicurezza e di osservazione elettorale, il numero esatto delle persone coinvolte\u00bb, ha dichiarato Cepeda. Secondo il candidato progressista, solo dopo il completamento delle verifiche sar\u00e0 possibile esprimere una valutazione definitiva sull\u2019esito del voto.<\/p>\n<p>La sfida tra i due candidati \u00e8 uno spartiacque. In gioco di fatto vi \u00e8 il giudizio degli elettori sul governo del presidente Gustavo Petro, il primo leader di sinistra eletto nella storia moderna della Colombia. Dopo quattro anni caratterizzati da ambiziose riforme sociali, tensioni con il mondo imprenditoriale e risultati controversi sul fronte della sicurezza, il Paese appare diviso tra chi vuole proseguire il percorso avviato e chi si lasciare attirare dalla retorica della destra, senza dimenticare la pesante influenza degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>De La Espriella, avvocato quarantasettenne senza precedenti incarichi elettivi, ha costruito la propria candidatura presentandosi come un outsider estraneo alle tradizionali \u00e9lite politiche. Il suo stile diretto e le sue proposte securitarie gli hanno attirato paragoni con il presidente salvadoregno Nayib Bukele, estremista di destra e stretto alleato di Trump. Al centro della sua campagna vi sono la promessa di una dura offensiva contro i gruppi armati, la costruzione di dieci mega-carceri e un rafforzamento delle forze dello Stato contro narcotraffico e criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Parallelamente, il candidato della destra ha cercato di ampliare il proprio consenso promettendo investimenti nell\u2019istruzione, nell\u2019assistenza sanitaria e nell\u2019edilizia popolare per le fasce pi\u00f9 povere della popolazione. De La Espriella sostiene inoltre di aver finanziato la sua campagna senza contributi di partiti politici o grandi imprese, una dichiarazione che non ha potuto essere verificata in modo indipendente.<\/p>\n<p>Sul fronte opposto, Ivan Cepeda ha impostato la propria candidatura sulla continuit\u00e0 con molte delle riforme sociali promosse dall\u2019attuale governo. Figlio di un dirigente comunista assassinato durante la lunga stagione della violenza politica colombiana, Cepeda \u00e8 una figura storica della difesa dei diritti umani e delle vittime del conflitto armato.<\/p>\n<p>Il candidato della sinistra propone di rilanciare il dialogo con i gruppi armati illegali nel tentativo di raggiungere accordi di pace pi\u00f9 ampi, nonostante i risultati limitati ottenuti finora dalla strategia negoziale dell\u2019amministrazione Petro. Sul piano economico intende approfondire le politiche redistributive, aumentando la tassazione dei redditi pi\u00f9 elevati, ampliando la copertura sanitaria e assegnando un milione di ettari di terra alle vittime del conflitto interno che per oltre sessant\u2019anni ha insanguinato il Paese.<\/p>\n<p>Lo scontro tra i due candidati \u00e8 stato anche se non soprattutto una battaglia ideologica. Cepeda ha definito il rivale un rappresentante del \u00abfascismo mafioso\u00bb, richiamando il suo passato professionale di avvocato. De La Espriella, dal canto suo, accusa Cepeda di voler perpetuare le politiche economiche di Petro, comprese le restrizioni ai nuovi progetti petroliferi.<\/p>\n<p>Le prospettive per il secondo turno sembrano favorire De La Espriella. Diversi esponenti della destra e del centrodestra hanno gi\u00e0 annunciato il loro sostegno a De La Espriella. Tra questi figura la senatrice Paloma Valencia, esponente vicina all\u2019ex presidente \u00c1lvaro Uribe, che dopo aver ottenuto meno del 7% dei voti ha invitato i propri elettori a convergere sul candidato conservatore. Anche Uribe ha espresso il suo appoggio.<\/p>\n<p>Tuttavia il risultato finale resta aperto. L\u2019affluenza si \u00e8 fermata al 58% dei circa 41 milioni di aventi diritto, lasciando un ampio bacino di cittadini che potrebbero essere mobilitati nelle prossime settimane. La capacit\u00e0 dei due candidati di convincere gli astensionisti potrebbe rivelarsi decisiva.<\/p>\n<p>La campagna elettorale \u00e8 stata inoltre attraversata da tensioni diplomatiche con il vicino Ecuador. Alla vigilia del voto, il ministero degli Esteri colombiano ha accusato il presidente ecuadoriano Daniel Noboa di interferenza nelle elezioni dopo che quest\u2019ultimo aveva annunciato la futura eliminazione dei dazi commerciali bilaterali a seguito di una conversazione con De La Espriella.<\/p>\n<p>Mentre le autorit\u00e0 elettorali completano le verifiche e le accuse di irregolarit\u00e0 vengono esaminate, la Colombia entra ora nella fase pi\u00f9 delicata della campagna. Il ballottaggio del 21 giugno non decider\u00e0 soltanto il nome del prossimo presidente, ma determiner\u00e0 anche se il Paese continuer\u00e0 lungo il percorso di riforme inaugurato da Petro o se imboccher\u00e0 una strada completamente diversa, fondata sulla sicurezza e su una marcata svolta conservatrice.<br \/>\n*(Pagine estere)<\/p>\n<p>11 &#8211; Alfiero Grandi &#8220;IL RITORNO AL NUCLEARE \u00c8 COME UNA VENDETTA SUL NO AL REFERENDUM&#8221;<br \/>\nREFERENDUM<br \/>\nDOPO LA DEBACLE, ORA CI RIPROVANO<br \/>\nCON UN TEMA GI\u00c0 DECISO DALLA CORTE<\/p>\n<p>Inizia alla Camera l\u2019esame della proposta del governo per il ritorno al nucleare. Non \u00e8 solo problema di politica energetica, di ambiente e di sicurezza, ma \u00e8 anzitutto una grande questione di democrazia e di Costituzione.<br \/>\nMeloni vuole la legge entro l\u2019estate perch\u00e9 le destre non sono in grado di correggere gli errori e non capiscono il risultato del referendum costituzionale che ha bocciato il loro attacco all\u2019indipendenza della magistratura.<br \/>\nSe dopo l\u2019esito del referendum costituzionale sulla magistratura passasse questo attacco frontale ai referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si aprirebbe una crisi di credibilit\u00e0 democratica, istituzionale e costituzionale. Sarebbe un pessimo segnale affossare i risultati dei referendum abrogativi sul nucleare dopo il voto sulla Costituzione. Chi si \u00e8 convinto che il suo voto era utile ora potrebbe ripensarci.<br \/>\nSarebbe legittimo pensare ad una vendetta contro i referendum. Per di pi\u00f9 la Corte costituzionale ha chiarito nel 2012 (sentenza 199 Tesauro) che le materie abrogate con referendum non si possono riproporre con legge e il Nobel Giorgio Parisi ha chiarito alla Camera che questo nucleare non \u00e8 nuovo rispetto ai referendum abrogativi.<br \/>\nIl nucleare proposto sembrava essere a scopo civile ma la maggioranza ha bocciato l\u2019emendamento che voleva escludere il nucleare per la guerra &#8211; quello negato da Trump all\u2019Iran &#8211; e questo apre uno scenario molto pi\u00f9 grave.<br \/>\nLa proposta del governo \u00e8 un ritorno al passato, simile all\u2019attacco all\u2019indipendenza della magistratura bocciato il 22\/23 marzo. Ha la stessa ispirazione berlusconiana.<br \/>\nLa legge Berlusconi approvata nel 2009 fu bocciata nel referendum abrogativo del 2011 dalla maggioranza dei votanti, come del resto nel 1987. Il ritorno al nucleare sarebbe in sostanza una rivincita sui referendum.<br \/>\nQuesta legge non mitigherebbe le conseguenze dell\u2019aggressione degli Usa all\u2019Iran perch\u00e9 per l\u2019entrata in funzione di una centrale servirebbero almeno 10 anni, sempre che si riesca ad avere un Smr per dimostrare che \u00e8 sicuro, conveniente, accettato dalle popolazioni locali.<br \/>\nGli allarmi dell\u2019Aiea un giorno si e l\u2019altro pure sulla centrale di Zaporigia, ora anche su Chernobyl, causa guerra in Ucraina, rendono improbabile la corsa dei Comuni a chiedere centrali.<br \/>\nGli Smr non sono cos\u00ec piccoli visto che la centrale sul Garigliano, in smantellamento, aveva una potenza di 160 MW e gli Smr avranno potenza doppia, 300 MW.<br \/>\nVerranno prodotte nuove scorie radioattive mentre ancora non si sa dove metteremo quelle attuali, infatti il governo ha prudentemente lasciato quelle pi\u00f9 pericolose in custodia, a caro prezzo, ai francesi.<br \/>\nNon si sa quale sar\u00e0 la credibilit\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0 tecnica che dovrebbe garantire buon funzionamento e sicurezza delle centrali perch\u00e9 il governo si sta facendo assegnare deleghe pressoch\u00e9 in bianco. Si gioca sull\u2019equivoco tra fissione e fusione nucleare come fossero la stessa cosa. Il governo poteva rafforzare la ricerca sulla fusione nucleare, visto che la sua utilizzazione \u00e8 ancora lontana.<br \/>\nIl governo vuole tornare alla fissione nucleare, la stessa delle centrali chiuse, la definizione di nuova generazione serve ad ingannare la Consulta. La sostanza della fissione nucleare \u00e8 la stessa, in pi\u00f9 aumenta il rischio di attentati o conflitti, un potenziale disastro.<br \/>\nI costi sono taroccati. Il fotovoltaico e l\u2019eolico costano molto meno per investimenti necessari e per l\u2019energia prodotta. Accumuli di Terna e idroelettrico potrebbero equilibrare la rete. Il nucleare costerebbe di pi\u00f9.<br \/>\nIl materiale fissile andrebbe acquistato all\u2019estero, forse dalla russa Rosatom che non \u00e8 sanzionata.<br \/>\nSarebbe preferibile evitare ad elettrici ed elettori di doversi pronunciare in un 3\u00b0 referendum contro il nucleare solo perch\u00e9 le destre non si rassegnano ai risultati del voto popolare, creando nuove ragioni di sfiducia e di crescita dell\u2019astensione.<br \/>\n*(Alfiero Grandi (Argelato, 24 luglio 1944) \u00e8 un politico e sindacalista italiano. Deputato della Repubblica Italiana. Durata mandato, 2001 \u2013 2006.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Il monologo di Paola Cortellesi per il 2 giugno: \u201cPromesse fatte a donne coraggiose non mantenute\u201d 02 &#8211; Francesca Luci*: Stragi di soldati <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54200\" title=\"n\u00b024 \u2013 06\/06\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-54200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>n\u00b024 \u2013 06\/06\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - 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