{"id":54069,"date":"2026-05-16T13:20:33","date_gmt":"2026-05-16T13:20:33","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54069"},"modified":"2026-05-16T14:46:07","modified_gmt":"2026-05-16T14:46:07","slug":"n21-16-maggio-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=54069","title":{"rendered":"n\u00b021 \u2013 16\/05\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI."},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Redazione Pagine Esteri*: GAZA. MSF: \u201cMalnutrizione causata da Israele ha avuto conseguenze devastanti su donne incinte e neonati\u201d Medici Senza Frontiere in un rapporto denuncia che tra giugno 2025 e gennaio 2026, il 90% dei bambini nati da madri malnutrite \u00e8 stato partorito prematuro.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Giorgio Trucchi*: America Latina, Argentina, Honduras, In Evidenza, Stati Uniti<\/strong><br \/>\n<strong>I file audio che svelano il piano di Trump e Netanyahu per la colonizzazione dell\u2019America Latina.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Lorenzo Lamperti*: \u00abFantastici accordi\u00bb. Ma dal G2 emerge solo il nuovo ruolo cinese.<\/strong><br \/>\n<strong>TAIPEI &#8211; Affari suoi La visita di Trump si conclude con la dichiarazione di Xi: \u00abMaga e il grande rinnovamento della Cina possono andare di pari passo\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Claudia Fanti*: Dal Per\u00f9 profondo dei \u00abnessuno\u00bb arriva lo sfidante di Keiko Fujimori &#8211; America latina Roberto S\u00e1nchez \u00e8 il candidato della sinistra, contro di lui gi\u00e0 si muove la procura<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Roberto Livi*: La Cia \u00e8 sbarcata all\u2019Avana e ci tiene a farlo sapere &#8211; L&#8217;AVANA &#8211; Cuba L\u2019inusuale missione non segreta di John Ratcliffe per colloqui con il governo cubano. Serie d\u2019incontri con generali e politici, che ribadiscono: \u00abCuba non \u00e8 un pericolo per voi\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Manovra correttiva: Tajani smentito, governo in confusione. Paese reale Tra inflazione che cresce e salari a pezzi. Aumenti dalle uova alle verdure, profitti alle stelle. Trattativa continua con Bruxelles.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Antonio De Lellis*: Non \u00e8 comunismo, ma giustizia sociale &#8211; Nuova finanza pubblica La rubrica settimanale di politica economica. A cura di autori vari.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Alfiero Grandi*: A quando un nuovo referendum sul nucleare ? Alfiero Grandi su Adista rivista &#8211; Sulla rivista dell&#8217;agenzia Adista, articolo di Alfiero Grandi sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia, con il titolo A quando il terzo referendum sul nucleare ?<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Jonathan Cook* bolla di illusioni dell\u2019Occidente su Israele \u2013 e su se stesso \u2013 sta per scoppiare \u2013 Starmer. Per decenni, due narrazioni inconciliabili su Israele e le sue motivazioni sono coesistite in parallelo.<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Jeffrey D. Sachs*: la guerra contro l\u2019Iran finir\u00e0 probabilmente con una ritirata americana &#8211; l\u2019impero americano non pu\u00f2 vincere la guerra contro l\u2019Iran a costi finanziari, militari e politici accettabili.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Redazione Pagine Esteri*: GAZA. MSF: \u201cMALNUTRIZIONE CAUSATA DA ISRAELE HA AVUTO CONSEGUENZE DEVASTANTI SU DONNE INCINTE E NEONATI\u201d MEDICI SENZA FRONTIERE IN UN RAPPORTO DENUNCIA CHE TRA GIUGNO 2025 E GENNAIO 2026, IL 90% DEI BAMBINI NATI DA MADRI MALNUTRITE \u00c8 STATO PARTORITO PREMATURO<\/strong><\/p>\n<p>Secondo un\u2019analisi dei dati medici pubblicata da Medici Senza Frontiere (MSF), la malnutrizione artificiosamente provocata da Israele a Gaza ha avuto conseguenze devastanti sulle donne incinte e su quelle che allattano, sui neonati e sui bambini di et\u00e0 inferiore ai 6 mesi durante i periodi di intense ostilit\u00e0 e assedio, come quello di met\u00e0 2025.<br \/>\nIn quattro strutture sanitarie gestite e supportate da MSF, tra la fine del 2024 e l\u2019inizio del 2026, i team di MSF hanno registrato livelli pi\u00f9 elevati di prematurit\u00e0 e mortalit\u00e0 tra i neonati nati da madri affette da malnutrizione durante la gravidanza, alti livelli di aborti spontanei, e un forte aumento delle interruzioni delle cure tra i bambini malnutriti.<br \/>\nMSF attribuisce questi dati al blocco dei beni essenziali imposto da Israele e agli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le strutture mediche. L\u2019insicurezza, gli sfollamenti, le restrizioni agli aiuti e l\u2019accesso limitato al cibo e alle cure mediche hanno avuto conseguenze devastanti per la salute materna e neonatale.<br \/>\nMSF avverte che la situazione rimane estremamente fragile nonostante il cosiddetto cessate il fuoco ed esorta le autorit\u00e0 israeliane a consentire immediatamente l\u2019ingresso senza ostacoli di assistenza e rifornimenti vitali.<br \/>\nLE DEVASTANTI CONSEGUENZE DELLA MALNUTRIZIONE DURANTE LA GRAVIDANZA<br \/>\n\u201cLa crisi di malnutrizione \u00e8 interamente artificiale\u201d afferma Merc\u00e8 Rocaspana, referente medico di MSF per le emergenze. \u201cPrima della guerra, la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente. Da 2 anni e mezzo, il blocco sistematico degli aiuti umanitari e delle merci commerciali, unito all\u2019insicurezza, ha fortemente limitato l\u2019accesso al cibo e all\u2019acqua potabile. Le strutture sanitarie sono state costrette a chiudere e le condizioni di vita sono gravemente peggiorate. Di conseguenza, le persone pi\u00f9 vulnerabili sono esposte a un rischio maggiore di malnutrizione\u201d.<br \/>\nMSF ha analizzato i dati raccolti da 201 madri di neonati in cura nelle unit\u00e0 di terapia intensiva neonatale degli ospedali Al Nasser e Al Helou, a Khan Younis e Gaza City, tra giugno 2025 e gennaio 2026. Pi\u00f9 della met\u00e0 delle donne ha sofferto di malnutrizione* nel corso della gravidanza e il 25% era ancora malnutrito al momento del parto.<br \/>\nIl 90% dei bambini nati da madri affette da malnutrizione \u00e8 nato prematuro e l\u201984% presentava un basso peso alla nascita \u2014 un\u2019incidenza molto pi\u00f9 elevata rispetto ai bambini nati da madri non malnutrite al momento del parto. La mortalit\u00e0 neonatale era doppia tra i neonati nati da madri affette da malnutrizione rispetto a quelli nati da madri non malnutrite.<br \/>\n.<br \/>\nGLI SFOLLAMENTI E L\u2019INSICUREZZA IMPEDISCONO LE CURE<br \/>\nTra ottobre 2024 e dicembre 2025, i team di MSF hanno ammesso 513 neonati di et\u00e0 inferiore ai 6 mesi nei programmi ambulatoriali di alimentazione terapeutica presso le strutture sanitarie di base di Al Mawasi e Al Attar a Khan Younis. Di questi, il 91% era a rischio di ritardi nella crescita e nello sviluppo. A dicembre, 200 neonati non facevano pi\u00f9 parte del programma: solo il 48% di loro era guarito, il 7% era deceduto, il 7% era stato indirizzato a un programma per bambini pi\u00f9 grandi e un incredibile 32% aveva interrotto il trattamento, principalmente a causa dell\u2019insicurezza e dello sfollamento.<br \/>\n\u201cLa riduzione dei ricoveri tra la fine di luglio e l\u2019inizio di agosto 2025 ha coinciso con un periodo di intensificata insicurezza e interruzioni nella distribuzione di cibo\u201d afferma Marina Pomares, coordinatrice medica di MSF per la Palestina. \u201cLa maggior parte delle madri ha richiesto sostegno nutrizionale anche quando ai bambini non era ancora stata diagnosticata la malnutrizione, il che riflette la diffusa insicurezza alimentare causata dal blocco imposto da Israele, che ha di fatto impedito l\u2019ingresso di cibo a Gaza per mesi. Le famiglie hanno adottato meccanismi di adattamento, spesso dando la priorit\u00e0 agli uomini e ai bambini rispetto alle madri nella distribuzione del cibo limitato\u201d.<br \/>\nUNA CRISI DI MALNUTRIZIONE PROVOCATA ARTIFICIOSAMENTE<br \/>\nPrima della guerra non esistevano reparti specializzati nell\u2019alimentazione terapeutica. I team di MSF hanno individuato i primi casi di malnutrizione infantile nel gennaio 2024. Da allora fino a febbraio 2026, MSF ha ricoverato 4.176 bambini di et\u00e0 inferiore ai 15 anni \u2013 il 97% dei quali sotto i 5 anni \u2013 per malnutrizione acuta nell\u2019ambito dei programmi ambulatoriali e di ricovero. Nello stesso periodo, 3.336 donne in gravidanza e in allattamento sono state inserite nei programmi ambulatoriali.<br \/>\n\u201cIl mio figlio pi\u00f9 piccolo \u00e8 morto a 5 mesi a causa di una grave malnutrizione\u201d racconta Mona, una donna di 23 anni curata da MSF. \u201cAnche io ho sofferto di malnutrizione durante la gravidanza e ho avuto problemi di diarrea e debolezza. Vivo in una casa parzialmente distrutta. Mio marito era un pescatore con una piccola barca, che i bombardamenti israeliani hanno distrutto. Non abbiamo un reddito fisso\u201d.<br \/>\nIl cessate il fuoco del gennaio 2025 \u00e8 terminato a met\u00e0 marzo 2025. Entro la fine di maggio 2025, i punti di distribuzione alimentare sono passati da circa 400 ai soli 4 della Gaza Humanitarian Foundation (GHF). Inoltre, il blocco sui camion commerciali di generi alimentari ha limitato drasticamente l\u2019accesso al cibo. \u201cI punti [di distribuzione alimentare] erano militarizzati e pericolosi, funzionavano a malapena o erano aperti in orari sfalsati, limitando ulteriormente l\u2019accesso all\u2019assistenza alimentare di cui c\u2019era tanto bisogno\u201d afferma Jos\u00e9 Mas, capo dell\u2019unit\u00e0 di emergenza di MSF.<br \/>\nNei mesi successivi, le strutture supportate da MSF hanno registrato un forte aumento dei pazienti in cerca di cure a causa delle violenze perpetrate nei punti di distribuzione alimentare e della malnutrizione legata alla privazione di cibo. Molte donne hanno anche riferito di aver vissuto uno stress e un\u2019ansia estremi legati ai rischi significativi affrontati dai membri maschi della famiglia che tentavano di procurarsi cibo nei siti della GHF, nonch\u00e9 agli intensi bombardamenti aerei e agli sfollamenti che ne sono derivati. Le \u00e9quipe di MSF hanno osservato un numero elevato di aborti spontanei durante questo periodo, identificando l\u2019alto livello di stress come un fattore determinante.<br \/>\nLIVELLI DI MALNUTRIZIONE SENZA PRECEDENTI<br \/>\nTra il 16 ottobre e il 30 novembre 2025, secondo la Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (IPC) \u2014 che ad agosto aveva dichiarato una carestia, la prima in assoluto nella regione mediorientale \u2014 si stima che circa 3\/4 della popolazione di Gaza abbiano dovuto affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta.<br \/>\n\u201cLe restrizioni sistematiche imposte da Israele all\u2019ingresso di cibo, la militarizzazione dei corridoi umanitari e dei siti di distribuzione, nonch\u00e9 gli attacchi mirati alle infrastrutture essenziali di Gaza hanno creato un contesto in cui la fame viene deliberatamente utilizzata come strumento di controllo sulla popolazione\u201d dichiara Jos\u00e9 Mas, capo dell\u2019unit\u00e0 di emergenza di MSF. \u201cSebbene l\u2019attuale cosiddetto di cessate il fuoco abbia portato una certa stabilit\u00e0 alla situazione, questa rimane comunque estremamente fragile. I nostri team continuano a ricoverare nuovi pazienti per malnutrizione, poich\u00e9 la popolazione di Gaza \u00e8 costretta a sopportare condizioni di vita deliberatamente indegne e non ha accesso all\u2019assistenza, al reddito e alle risorse di base. MSF chiede alle autorit\u00e0 israeliane, in quanto potenza occupante, e agli Stati alleati, compresi gli Stati Uniti, di facilitare l\u2019ingresso adeguato e sostenuto di aiuti vitali per le persone che vivono a Gaza, al fine di ripristinare livelli accettabili di salute, nutrizione e dignit\u00e0\u201d.<br \/>\n*Nota: La malnutrizione nelle donne in gravidanza e in allattamento e nei neonati di et\u00e0 inferiore ai 6 mesi viene generalmente classificata come denutrizione, piuttosto che come malnutrizione acuta moderata o grave. I pazienti presentano uno \u00abstato nutrizionale carente\u00bb o sono \u00aba rischio nutrizionale\u00bb.<br \/>\n*(Pagina esteri)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Giorgio Trucchi*: AMERICA LATINA, ARGENTINA, HONDURAS, IN EVIDENZA, STATI UNITI<\/strong><br \/>\n<strong>I FILE AUDIO CHE SVELANO IL PIANO DI TRUMP E NETANYAHU PER LA COLONIZZAZIONE DELL\u2019AMERICA LATINA &#8211; LE REGISTRAZIONI CONFERMANO IL PROGETTO DI TRASFORMARE L\u2019INTERA REGIONE IN UN\u2019ENCLAVE ESTRATTIVISTA BASATA SU CARCERI DISUMANE E MANIPOLAZIONE RELIGIOSA FINANZIATA CON FONDI PUBBLICI SOTTRATTI ALLE INFRASTRUTTURE STATALI.<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un vero e proprio piano strategico per riappropriarsi di territori, per imporre, anche militarmente, una sempre pi\u00f9 feroce politica espansionistica e un modello economico neoliberista estrattivista, quello disegnato dall\u2019amministrazione MAGA (Make America Great Again) e dal governo Netanyahu per America Latina, con il sostegno dell\u2019argentino Javier Milei e come testa di ponte l\u2019ex presidente honduregno Juan Orlando Hern\u00e1ndez, condannato negli Stati Uniti a 45 anni di carcere per traffico di droga e poi perdonato da Trump. Obiettivo immediato \u00e8 frenare l\u2019espansione e il dominio cinese nella lavorazione dei minerali critici \u2013 controlla circa l\u201985% della raffinazione delle terre rare del mondo \u2013 intervenendo nelle zone di maggiore incidenza come lo \u00e8 la regione latinoamericana. Ma anche riprendere protagonismo e controllo egemonico sul \u201ccortile di casa\u201d e destabilizzare governi e partiti progressisti e di sinistra. Corruzione, ricatti, valanghe di denaro drenato allo Stato, repressione e violenza omicida, campagne di diffamazione e killeraggio mediatico sono gli strumenti adottati dalla strategia trumpiana.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto rivelano i 37 audio pubblicati da Canal RED e Hondurasgate nei giorni scorsi, che restituiscono uno scenario a dir poco inquietante per la popolazione latinoamericana. Dopo aver svelato gli intrighi dietro l\u2019ingerenza statunitense e israeliana nelle elezioni honduregne e la grazia concessa all\u2019ex presidente in vista di un suo ritorno in patria come possibile candidato nel 2029 e come operatore politico di Trump e della lobby israeliana nella regione, il portale web Hondurasgate ha pubblicato un secondo lotto di file audio che confermerebbero la strategia destabilizzatrice di Washington in America Latina e il ruolo dell\u2019Honduras come enclave strategico per recuperare il controllo della regione, mediante \u201cuna combinazione di lawfare, controllo militare delle risorse strategiche, narcoterrorismo, manipolazione religiosa e mediatica\u201d.<\/p>\n<p>Sul piatto c\u2019\u00e8 l\u2019espansione delle famigerate Zone di impiego e sviluppo economico (Zede, per la sua sigla in spagnolo), una sorta di enclave neocoloniale gestito autonomamente dal capitale multinazionale, in particolare quello nordamericano, l\u2019installazione in questi territori di una nuova base militare statunitense, l\u2019approvazione di una legge che incentivi l\u2019investimento statunitense e israeliano in intelligenza artificiale e anche la costruzione di un mega carcere sulla falsariga del tristemente noto Centro di Confinamento del Terrorismo (CECOT) in El Salvador, su cui sono piovute feroci critiche per le condizioni disumane in cui vivono i reclusi e per gli oltre 500 morti denunciati dalle organizzazioni Cristosal e Socorro Jur\u00eddico Humanitario. Tra i progetti anche \u201cl\u2019aggiudicazione a General Motors dell\u2019appalto per la costruzione del tratto ferroviario interoceanico\u201d e \u201cl\u2019acquisto di metalli in esclusiva ad Argentina e Stati Uniti, escludendo cos\u00ec Cina e Canada dall\u2019affare\u201d, spiega in un audio il presidente Asfura a Hern\u00e1ndez.<\/p>\n<p>Una strategia che non avrebbe futuro senza un adeguato apparato repressivo pronto ad annichilire, anche fisicamente, chi non fosse d\u2019accordo. Particolarmente perturbatore risultano gli audio in cui Hern\u00e1ndez ordina al presidente del Congresso, il fedelissimo Tom\u00e1s Zambrano, di usare qualsiasi tipo di violenza per controllare gli oppositori. \u201cIn Honduras serve la forza, la logistica e il sangue. Se vuoi controllare la gente devi reprimerla, spremerla, devi contrastare la violenza generando violenza (\u2026) Come diceva Pablo Escobar, non essere debole, altrimenti non riesci a portare a termine il lavoro\u201d. Fondamentale per l\u2019ex presidente honduregno mantenersi in sella, costi quel che costi. \u201cNon molleremo il potere e faremo tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario per tenerlo. E se la situazione precipita bisogna dare la colpa ai comunisti. Questa \u00e8 la narrazione che dobbiamo imporre: sono loro i violenti che provocano, noi stiamo solo rispondendo agli attacchi\u201d.<\/p>\n<p>Per fare ci\u00f2, Hern\u00e1ndez si sarebbe messo in contatto con l\u2019ex generale golpista Romeo V\u00e1squez Vel\u00e1squez, condannato per l\u2019assassinio del diciannovenne Isy Obed Murillo, primo martire della resistenza contro il colpo di Stato civico militare del 2009, e da oltre un anno latitante. In uno degli audio, l\u2019ex capo delle Forze armate assicura di avere gi\u00e0 il sostegno di alcuni reparti dell\u2019esercito. \u201cHo solo bisogno che mi confermi la lista delle persone e iniziamo. Abbiamo le risorse (economiche), le persone, solo aspettiamo un suo ordine\u201d.<\/p>\n<p>Un ulteriore pilastro del piano strategico \u00e8 costituito dall\u2019elemento ideologico, in questo caso il coinvolgimento delle sette religiose, in particolare della chiesa evangelica. Rivolgendosi sempre a Zambrano, l\u2019ex presidente spiega che bisogna allineare le chiese affinch\u00e9 manipolino la percezione che la popolazione ha del governo progressista di Xiomara Castro. \u201cDobbiamo far s\u00ec che la gente si dimentichi di quel governo e che pensi sia stato un disastro. Questo \u00e8 uno dei modi che ci permetter\u00e0 di tenerci stretto il governo\u201d.<\/p>\n<p>Creare un team di comunicazione finanziato con fondi pubblici honduregni e argentini per colpire mediaticamente i governi di Gustavo Petro (Colombia) e Claudia Sheinbaum (Messico), nonch\u00e9 esponenti di rilievo ed ex funzionari pubblici del Partito Libert\u00e0 e Rifondazione (Honduras), \u00e8 una delle strategie promosse dagli USA e che Juan Orlando Hern\u00e1ndez fa propria, discutendone con membri del suo partito (Nacional) e dell\u2019attuale governo honduregno. Il piano prevede l\u2019invio all\u2019ex presidente di circa 300 mila dollari sottratti al Ministero delle infrastrutture e servizi pubblici, per affittare un appartamento in cui istallare \u201cun\u2019unit\u00e0 di giornalismo digitale\u201d. Il pool si occuperebbe di creare dossier ad hoc per attaccare avversari politici attraverso un nuovo portale web creato dall\u2019entourage di Donald Trump.<\/p>\n<p>\u201cSi stanno preparando dossier contro il Messico, la Colombia e, soprattutto, contro l\u2019Honduras, in questo caso contro la famiglia Zelaya (Manuel Zelaya 2006-2009 e Xiomara Castro 2022-2025)\u201d, spiega in un audio Hern\u00e1ndez all\u2019attuale presidente Nasry Asfura. Un fatto particolarmente grave se si pensa che tra meno di un mese (31 maggio) si svolgeranno le elezioni in Colombia, dove il candidato progressista del Pacto Hist\u00f3rico, Iv\u00e1n Cepeda, \u00e8 avanti in tutti i sondaggi e le minacce e i ricatti di Trump contro il Messico sono continui e persistenti. A finanziare il tutto parteciperebbe anche il governo argentino, con un apporto di 350 mila dollari, e un \u201cgrande amico messicano\u201d di cui per\u00f2 non si fa il nome. \u201cDobbiamo avere liquidit\u00e0 per estirpare il cancro della sinistra dall\u2019Honduras e dall\u2019America Latina\u201d, spiega Hern\u00e1ndez in un altro audio alla vicepresidente honduregna Mar\u00eda Antonieta Mej\u00eda.<\/p>\n<p>Per Bertha Oliva, coordinatrice del Comitato dei famigliari dei detenuti scomparsi in Honduras (Cofadeh), il Paese si trova a un bivio. \u201cCi troviamo di fronte a uno scontro tra ricchi e poveri, a un conflitto di classe, a una collisione tra due modelli economici, tra chi concentra il potere e la ricchezza e chi deve accontentarsi delle briciole e fa fatica a sopravvivere, tra chi depreda terre, territori e beni comuni e cede la sovranit\u00e0 nazionale come pe\u00f3n dell\u2019impero e chi resiste e lotta per un Honduras diverso, per un modello economico inclusivo, solidale, che riduce le disuguaglianze, che protegge il patrimonio nazionale e che non svende il Paese\u201d, dice a Pagine Esteri.<\/p>\n<p>La pubblicazione del terzo e ultimo blocco di audio marca la durezza del piano ordito da Washington e Tel Aviv, con Tegucigalpa come alfiere nello scacchiere latinoamericano. Per raggiungere gli obiettivi \u00e8 necessario prendere d\u2019assalto le istituzioni ed eliminare, anche fisicamente, ci\u00f2 che resta della presenza di Libre. Per fare ci\u00f2 vengono definite tre fasi: persecuzione e minacce contro gli avversari politici che occupano ancora cariche istituzionali, acquisto di coscienze in Parlamento per assicurarsi i voti necessari per la loro destituzione attraverso lo strumento del juicio pol\u00edtico e la reincorporazione in posizioni di potere di personaggi del passato legati a Juan Orlando Hern\u00e1ndez. Oltre ai nomi gi\u00e0 citati in questo articolo, i nuovi audio coinvolgono la consigliere elettorale Cossette L\u00f3pez Osorio, il deputato liberale (ex Libre) Jorge Calix e l\u2019ex presidente dell\u2019estinto Tribunale supremo elettorale, David Matamoros, artefice dei brogli del 2017, anche in quel caso legittimati da Washington, quando la repressione della polizia cost\u00f2 la vita ad oltre 30 persone che protestavano nelle strade dell\u2019Honduras.<\/p>\n<p>Principale bersaglio \u00e8 il consigliere Marlon Ochoa, che prima, durante e dopo le elezioni del novembre scorso aveva denunciato irregolarit\u00e0 e brogli grossolani da parte dei due partiti tradizionali, nonch\u00e9 l\u2019ingerenza di Trump. Fuggito in esilio prima di essere destituito, aveva raccontato in esclusiva a Pagine Estere di essere in possesso di informazioni circa un piano per processarlo, condannarlo, incarcerarlo e infine assassinarlo. Gli audio pubblicati da Hondurasgate ne confermano la veridicit\u00e0. \u201cCome facciamo ad andare avanti se prima non buttiamo fuori questo cabr\u00f3n di Marlon (\u2026) Deve essere l\u2019obiettivo numero uno. Lo dico chiaro e tondo: carcere o morte\u201d, dice Cossette L\u00f3pez in un audio di gruppo.<\/p>\n<p>In un\u2019altra registrazione, Hern\u00e1ndez e Zambrano discutono sulla strategia per attribuirgli la responsabilit\u00e0 di un crimine che contempli un mandato di cattura internazionale e la relativa cattura all\u2019estero con l\u2019aiuto dell\u2019intelligence statunitense. Per raccogliere i voti necessari al suo defenestramento, invece, sarebbero stati pagati centinaia di migliaia di dollari a 12 deputati liberali. \u201cDatemi pi\u00f9 denaro perch\u00e9 io ne ho gi\u00e0 messo troppo\u201d, si lamenta Calix. \u201cTi d\u00f2 3 milioni di lempiras (113 mila dollari) dei miei soldi e altri 2 milioni (75 mila dollari) di Carlos Flores (ex presidente liberale). Ma non sono per intascarteli, come dicono che stai facendo. Sono per quei figli di puttana di deputati che si stanno tirando indietro\u201d, risponde Cossette L\u00f3pez.<\/p>\n<p>Dai loro account social, Juan Orlando Hern\u00e1ndez e Tom\u00e1s Zambrano ridicolizzano quello che considerano un tentativo disperato della sinistra nazionale e internazionale per gettare fango sull\u2019ex presidente e sul partito di governo. Canal RED e Hondurasgate rispondono con una pubblicazione dettagliata sull\u2019audit forense realizzato su ogni audio con Phonexia Voice Inspector, il cui risultato ne conferma l\u2019autenticit\u00e0 dal punto di vista acustico e biometrico.<\/p>\n<p>\u201cIl disegno \u00e8 lo stesso degli anni 80\u201d, spiega Oliva, \u201cL\u2019oligarchia e la politica ultraconservatrice locale si articolano con i loro simili a livello internazionale per annientare chi mette in pericolo i loro interessi. Si sta nuovamente configurando una narcodittatura che vuole governare per i prossimi decenni, sorretta dall\u2019apparato militare e mediatico. Questo non pu\u00f2 fare altro che generare repressione, criminalizzazione, esilio e morte\u201d. Per la storica difensora dei diritti umani \u201cstiamo vivendo momenti molto difficili e siamo preoccupati, ma non possiamo smettere di sognare. I popoli alla fine trionfano sempre perch\u00e9 hanno la ragione dalla loro parte\u201d.<br \/>\n(Pagine Esteri)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Lorenzo Lamperti*: \u00abFANTASTICI ACCORDI\u00bb. MA DAL G2 EMERGE SOLO IL NUOVO RUOLO CINESE. TAIPEI &#8211; AFFARI SUOI LA VISITA DI TRUMP SI CONCLUDE CON LA DICHIARAZIONE DI XI: \u00abMAGA E IL GRANDE RINNOVAMENTO DELLA CINA POSSONO ANDARE DI PARI PASSO\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCom\u2019\u00e8 andata da 1 a 10? 9,99\u00bb. Donald Trump abbassa il punteggio del suo summit con Xi Jinping, rispetto al 12 che aveva enfaticamente assegnato all\u2019incontro dello scorso ottobre a Busan, quando i due leader siglarono la tregua commerciale. Una tregua che regge, pur senza tramutarsi in un\u2019intesa pi\u00f9 profonda e strutturale. Il viaggio in Cina del presidente degli Stati uniti ha prodotto tanti complimenti e parole buone, ma dietro la patina di una forma pi\u00f9 che cordiale la sostanza pare piuttosto scarna. E dire che Trump parla di \u00abfantastici accordi\u00bb raggiunti con Xi, sui quali per\u00f2 emergono sin qui non molti dettagli.<\/p>\n<p>LA SECONDA GIORNATA di colloqui si \u00e8 aperta a Zhongnanhai, con una passeggiata nel giardino privato della residenza della leadership del Partito comunista. Qui, ha indicato i cosiddetti \u00abcipressi intrecciati\u00bb: due alberi vecchi di secoli con tronchi e radici incrociati. Chiss\u00e0, quasi a simboleggiare l\u2019interdipendenza tra Washington e Pechino. Xi e Trump si sono poi fatti scattare una \u00abfoto dell\u2019amicizia\u00bb e hanno tenuto un dialogo informale durante una cerimonia tradizionale del t\u00e8. Chiusura con un pranzo di lavoro a base di merluzzo tritato, polpette di aragosta, pollo Kung Pao e ravioli al vapore. Trump ha definito pi\u00f9 volte un \u00abonore\u00bb incontrare Xi, il quale ha ribadito che \u00abMake America Great Again e il grande rinnovamento della nazione cinese possono andare di pari passo per lo sviluppo comune di America e Cina\u00bb. Concetto ribadito dal ministero degli Esteri. Sembra un\u2019adulazione della politica Maga, ma \u00e8 anche un modo per sottolineare la parit\u00e0 raggiunta nei rapporti tra i due paesi.<\/p>\n<p>PRIMA DI SALIRE sull\u2019Air Force One, Trump ha parlato calorosamente col ministro degli esteri Wang Yi, appoggiandogli entrambe le mani sulle spalle. Una volta a bordo, si \u00e8 lasciato andare a una serie di dichiarazioni, ribadendo in sostanza gli accordi anticipati la sera prima. La Cina si sarebbe impegnata a un aumento degli acquisti di carne bovina e soia \u00abper decine di miliardi di dollari\u00bb, ma anche di 200 jet della Boeing. Xi avrebbe \u00abmostrato interesse\u00bb su petrolio e gas naturale liquefatto. In cambio, ci sarebbe un allentamento delle restrizioni all\u2019export di chip di Nvidia e la creazione di un \u00abconsiglio del commercio\u00bb per facilitare gli investimenti cinesi negli Stati uniti, in settori non sensibili. Elon Musk, presente al vertice, potrebbe invece ottenere l\u2019approvazione della guida autonoma completa di Tesla.<\/p>\n<p>Non si sarebbe comunque parlato di un ulteriore taglio ai dazi, mentre tecnologia e terre rare sono destinati a restare motivo di tensione, due armi negoziali nessuno dei contendenti vuole smettere di impugnare. Il segretario di stato Marco Rubio ha dichiarato che \u00e8 stata chiesta la liberazione di Jimmy Lai, il magnate dell\u2019editoria di Hong Kong condannato a 20 anni di carcere. Il tempo dir\u00e0 se ha funzionato.<\/p>\n<p>SULL\u2019IRAN, TRUMP sostiene che Xi gli ha garantito che non invier\u00e0 armi a Teheran e che \u00e8 disponibile a \u00abdare un aiuto\u00bb. Vaghezza anche su Taiwan, tema che Trump ha menzionato solo una volta a bordo dell\u2019Air Force One. \u00abLa nostra politica resta invariata\u00bb, ha detto, confermando di aver parlato della vendita di armi a Taipei, su cui \u00abprender\u00f2 presto una decisione\u00bb. Poi i due passaggi pi\u00f9 critici. \u00abNon sto cercando di permettere a qualcuno di diventare indipendente e poi dover percorrere 9.500 miglia per combattere una guerra\u00bb, ha detto alla Fox. E infine: \u00abSulle armi dovr\u00e0 parlare con la persona che guida Taiwan\u00bb. Cio\u00e8 Lai Ching-te, che Xi ritiene un \u00absecessionista\u00bb. Insomma, frasi contraddittorie che rischiano di allarmare sia Taipei sia Pechino.<\/p>\n<p>La Cina ha confermato che Trump e Xi hanno raggiunto \u00abuna serie di nuovi consensi\u00bb, ma non ha sin qui fornito maggiori specifiche. La retorica del leader e il racconto dei media confermano che per Pechino la priorit\u00e0 del summit era la dimostrazione dei nuovi rapporti di forza paritari con l\u2019America.<\/p>\n<p>IERI, Trump ha utilizzato nuovamente il termine G2 per definire i rapporti con Xi. Contribuiscono al messaggio anche una serie di video diventati virali sui social. Per esempio, Rubio che osserva ammirato il soffitto della Grande Sala del Popolo. Oppure Musk, che prima dichiara che il figlio sta studiando il mandarino e poi chiede un selfie col fondatore del colosso cinese degli smartphone Xiaomi. O ancora, il giornalista di Fox, Bret Baier, che gioca a ping pong con un anziano cinese in un parco. Il pi\u00f9 citato \u00e8 per\u00f2 Jensen Huang. L\u2019amministratore delegato di Nvidia, colosso dei chip, \u00e8 stato pizzicato mentre mangiava un piatto tipico di tagliatelle fritte in uno dei pi\u00f9 celebri hutong di Pechino.<\/p>\n<p>Se Trump ha ragione, potrebbero esserci addirittura altri tre incontri con Xi entro la fine dell\u2019anno. Il presidente cinese \u00e8 stato invitato alla Casa bianca a settembre, mentre potrebbero esserci le reciproche partecipazioni al summit Apec di Shenzhen e al G20 di Miami.<\/p>\n<p>DI CERTO, gi\u00e0 ieri Trump ha telefonato alla premier giapponese Sanae Takaichi per rassicurarla sull\u2019alleanza tra Washington e Tokyo. Mercoled\u00ec prossimo, invece, Xi ricever\u00e0 il presidente russo Vladimir Putin.<br \/>\n*(Lorenzo Lamperti \u00e8 un giornalista professionista, di base a Taipei. Per Wired si occupa di Asia orientale,)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Claudia Fanti*: DAL PER\u00d9 PROFONDO DEI \u00abNESSUNO\u00bb ARRIVA LO SFIDANTE DI KEIKO FUJIMORI &#8211; AMERICA LATINA ROBERTO S\u00c1NCHEZ \u00c8 IL CANDIDATO DELLA SINISTRA, CONTRO DI LUI GI\u00c0 SI MUOVE LA PROCURA<\/strong><\/p>\n<p>IL PER\u00d9 PROFONDO DEI \u201cNINGUNEADOS\u201d, TUTTI I NESSUNO DELLE AREE INTERNE IGNORATI PERSINO DAI SONDAGGI ELETTORALI, HA NUOVAMENTE BATTUTO UN COLPO. SAR\u00c0 UN LORO RAPPRESENTANTE, ROBERTO S\u00c1NCHEZ DI JUNTOS POR EL PER\u00da, VICINISSIMO ALL\u2019EX PRESIDENTE DEPOSTO PEDRO CASTILLO, A SFIDARE AL BALLOTTAGGIO DEL 7 GIUGNO KEIKO FUJIMORI, FIGLIA DELL\u2019EX DITTATORE, AL SUO QUARTO TENTATIVO DI ARRIVARE ALLA PRESIDENZA. ED \u00c8 INDICATIVO DELL\u2019ESTREMA FRAMMENTAZIONE POLITICA DEL PAESE CHE I DUE, INSIEME, NON ARRIVINO AL 30% DEI VOTI: 17,1% LEI E 12% LUI.<\/p>\n<p>NON \u00c8 STATO un cammino facile quello di S\u00e1nchez, entrato realmente in gara solo dopo la met\u00e0 dello spoglio, quando, man mano che venivano conteggiati i voti provenienti dalle aree interne del paese, sempre gli ultimi ad arrivare, ha iniziato la sua sorprendente rimonta, finita poi con il sorpasso sul miliardario ed ex sindaco di Lima Rafael L\u00f3pez Aliaga, fino ad allora secondo con il 15% delle preferenze. Da quel momento, \u00e8 stato un lunghissimo testa a testa, con una manciata di voti a separare i due candidati, finch\u00e9 l\u2019esiguo vantaggio di S\u00e1nchez \u2013 12,03% contro 11,9% \u2013 non \u00e8 diventato definitivo.<\/p>\n<p>E MENTRE SI ATTENDE per domenica la proclamazione ufficiale, anche Porky, come si fa chiamare il miliardario di estrema destra, si \u00e8 dovuto arrendere, accettando la sconfitta dopo settimane di accuse di brogli, attacchi contro le autorit\u00e0 elettorali, appelli alla mobilitazione di piazza e richieste di annullamento delle elezioni, malgrado nessuna prova di frode, al di l\u00e0 dei clamorosi problemi logistici, fosse stata riscontrata dalle autorit\u00e0 nazionali e dagli osservatori internazionali. \u00abChe resti nella storia che ho combattuto fino all\u2019ultimo respiro\u00bb, ha dichiarato.<br \/>\nMa per le forze di destra non tutte le speranze sono svanite. Puntuale come un orologio svizzero, si \u00e8 mossa infatti la procura, che, andando a recuperare un\u2019accusa vecchia di oltre sei anni, ha chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi di prigione, insieme all\u2019inabilitazione politica, per il candidato progressista, accusato di aver dichiarato il falso all\u2019Onpe (Ufficio nazionale per i processi elettorali) sui contributi per la campagna elettorale di Juntos por el Per\u00fa tra il 2018 e il 2020, bench\u00e9 la responsabilit\u00e0 per le presunte dichiarazioni false fosse semmai del tesoriere.<\/p>\n<p>E BISOGNER\u00c0 aspettare l\u2019udienza del 27 maggio per sapere se S\u00e1nchez \u2013 la cui condotta da ministro del Commercio e del turismo sotto il governo Castillo non \u00e8 stata, in realt\u00e0, priva di ombre \u2013 dovr\u00e0 o meno affrontare un processo.<\/p>\n<p>Cinque anni dopo, in ogni caso, la storia si ripete pari pari \u2013 sempre come farsa \u2013 all\u2019interno della tragedia pi\u00f9 vasta sofferta dal popolo peruviano. Se, nel 2021, lo scontro era tra la Se\u00f1ora K e Pedro Castillo, il prossimo 7 giugno sar\u00e0 tra la stessa figlia di Fujimori e l\u2019erede politico dell\u2019ex presidente e maestro rurale, oggi in carcere con l\u2019accusa di autogolpe. Vale a dire, di nuovo, tra le regioni urbane e costiere e quelle interne, e in particolare tra Lima, dove Keiko \u00e8 in netto vantaggio, e le aree andine, dove invece ha stravinto S\u00e1nchez, anche con percentuali superiori al 40%, come a Cajamarca, a Huancavelica e ad Apur\u00edmac.<\/p>\n<p>E, ora come allora, la destra fascista e corrotta, a cui si deve in massima parte la cronica instabilit\u00e0 politica peruviana, far\u00e0 tutto il possibile per scongiurare la vittoria del candidato progressista \u2013 con le sue pericolose proposte di un maggiore intervento dello Stato nei settori strategici del paese \u2013 o, se dovesse andargli male anche stavolta, per impedirgli di governare, destituendolo o, come avvenuto con Castillo, costringendolo a un disperato strappo democratico.<\/p>\n<p>TUTTO INDICA, intanto, che il 7 giugno sar\u00e0 un altro testa a testa, con i due candidati al momento affiancati nei sondaggi. Quale dei due avr\u00e0 la meglio, dipender\u00e0 soprattutto dal voto \u201ccontro\u201d: se, cio\u00e8, si imporr\u00e0 il finora assai radicato anti-fujimorismo \u2013 a causa del quale Keiko ha perso tre ballottaggi di fila \u2013 o il timore di un leader che si riveli impreparato o radicale, o entrambe le cose, come una parte significativa della popolazione ritiene sia stato Pedro Castillo.<br \/>\n*( Claudia Fanti, giornalista, scrive da pi\u00f9 di 20 anni sul settimanale Adista e collabora con il Manifesto e con altre testate. Esperta di movimenti ecclesiali e sociali dell\u2019America Latina e di ecoteologia, \u00e8 co-fondatrice dell\u2019Associazione Amig@s Movimento Senza Terra Italia e co-curatrice dell\u2019edizione italiana dei Testi dell\u2019Agenda Latinoamericana, tiene corsi di educazione ambientale nelle scuole e conferenze in tutto il territorio italiano sui temi legati a scienza e spiritualit\u00e0. Tra le sue pubblicazioni: El Salvador)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Roberto Livi*: LA CIA \u00c8 SBARCATA ALL\u2019AVANA E CI TIENE A FARLO SAPERE &#8211; L&#8217;AVANA &#8211; CUBA L\u2019INUSUALE MISSIONE NON SEGRETA DI JOHN RATCLIFFE PER COLLOQUI CON IL GOVERNO CUBANO. SERIE D\u2019INCONTRI CON GENERALI E POLITICI, CHE RIBADISCONO: \u00abCUBA NON \u00c8 UN PERICOLO PER VOI\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>UNA SITUAZIONE DEL TUTTO INUSUALE SI \u00c8 PRODOTTA GIOVED\u00cc SCORSO. IL DIRETTORE DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE \u00c8 SBARCATO ALL\u2019AEROPORTO DELL\u2019AVANA DOVE, PER RICHIESTA DELL\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP, SI \u00c8 RIUNITO CON ALTI PERSONAGGI DEL GOVERNO CUBANO.<\/p>\n<p>INUSUALE, sia per la richiesta, ma soprattutto per la pubblicit\u00e0 data all\u2019avvenimento. L\u2019agenzia spionistica nordamericana ha addirittura pubblicato una foto della riunione del suo capo, mostrando una sala da conferenze con un tavolo ovale, auricolari per la traduzione simultanea e con alcuni volti opportunamente sfumati. Ma si sa che Ratcliffe si \u00e8 riunito con alti funzionari del ministero dell\u2019Interno, tra I quali il generale di brigata Ram\u00f3n Romero Curbelo (capo della divisione spionaggio), il generale L\u00e1zaro Alberto \u00c1lvarez Casas, ministro dell\u2019Interno.<\/p>\n<p>Non solo, dando seguito alle iniziative gi\u00e0 intraprese dal segretario di Stato, Marco Rubio, il capo della Cia si \u00e8 incontrato anche con Ra\u00fal Guillermo Rodr\u00edguez Castro, ormai famoso come \u201cel Cangrejo\u201d, il Granchio, nipote del minore dei Fratelli Castro e ufficiale del ministero degli Interni.<\/p>\n<p>A tale importante ospite nordamericano, generali e politici hanno ribadito che \u00abCuba non rappresenta alcun pericolo per la sicurezza degli Usa\u00bb, e dunque che la permanenza di Cuba nella lista nera dei Paesi che \u2013 secondo gli Usa \u2013 appoggiano il terrorismo \u00e8 solo una mossa politica aggressiva, in quanto il governo dell\u2019Avana \u00e8 attivo nella lotta al terrorismo.<\/p>\n<p>I DIRIGENTI CUBANI hanno anche dato assicurazioni che non permettono che il territorio cubano sia usato da potenze straniere: secondo accuse della Cia vi sarebbero a Cuba quattro stazioni di ascolto cinesi orientate a registrare anche mail e telefonate cellulari in partenza dagli Usa.<\/p>\n<p>Ratcliffe ha anche incontrato nell\u2019Ambasciata americana l\u2019incaricato di affari Usa Mike Hammer, col quale si \u00e8 fatto fotografare di fronte all\u2019immobile diplomatico sito nel Malec\u00f3n dell\u2019Avana.<\/p>\n<p>CHE COSA \u00c8 \u00abINUSUALE\u00bb di tale missione? Secondo diversi esperti, il fatto che il viaggio di Ratcliffe sia stato reso noto e soprattutto le foto diffuse del direttore della Cia. In passato, quando avvenivano, tali missioni si svolgevano sempre in un clima di riservatezza. Viene citata la visita dell\u2019allora direttore della Cia John Brennan a Cuba nel 2015, quando incontr\u00f2 l\u2019allora colonnello Alejandro Castro Espin, figlio di Ra\u00fal e responsabile dei servizi segreti cubani. Allora la visita fu segreta ed era lo sviluppo del breve disgelo volute dal presidente Barack Obama l\u2019anno prima.<\/p>\n<p>Dunque le trattative tra l\u2019Amministrazione Trump e I vertici cubani continuano. Ma \u00e8 sugli esiti che vige nell\u2019isola un profondo scetticismo. Da parte nordamericana si offrono aperture economiche, oltre che la possibilit\u00e0 di connettersi al sistema internet Starlink di Musk, ma si chiedono condizioni politiche che vengono giudicate inaccettabili da parte cubana, in quando violano la sovranit\u00e0 dell\u2019isola. Su questo punto \u00e8 stato chiaro il ministro degli Esteri, Bruno Rodr\u00edguez.<\/p>\n<p>PI\u00d9 POSSIBILISTA sembra essere il presidente Miguel D\u00edaz- Canel, che da tempo ha confermato l\u2019esistenza di colloqui, anche se ha confermato che da parte cubana non si ammette alcuna interferenza nella politica nazionale.<\/p>\n<p>Mentre il segretario di Stato Marco Rubio, continua a sottolineare l\u2019inefficienza del governo cubano e la necessit\u00e0 di cambiamenti politici, anche , per ora almeno e a differenza del presidente, non fa riferimento a interventi militari.<\/p>\n<p>LA MISSIONE di Ratcliffe \u00e8 avvenuta in una fase estremamente drammatica per Cuba. Da cinque mesi \u00e8 in vigore il blocco energetico volute da Trump. Unica eccezione l\u2019arrivo della petroliera Kolodkin, il cui greggio per\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 stato consumato. Cos\u00ec nei giorni scorsi si \u00e8 sfiorato quello che Trump vuole e che qui si teme: un collasso nella produzione elettrica.<\/p>\n<p>Con due centrali in riparazione, senza combustibile si sono susseguiti tre giorni in cui all\u2019Avana gli apagones duravano 20 ore. La riparazione di una centrale ha ieri migliorato un poco la situazione che ovviamente rimane tragica. Senza luce, senza carburante, il trasporto pubblico \u00e8 quasi inesistente ormai afidato ai tricicli elettrici, i quali per\u00f2 funzionano per tragitti brevi. Non solo, la crisi del trasporto si trasferisce sui prezzi gi\u00e0 alti, mentre negli ultimi giorni le provviste acquisite a caro prezzo hanno corso il rischio di andare a male per l\u2019assenza di corrente ai frigoriferi.<br \/>\n*( Roberto LIVI. Ruolo attuale: Professore Ordinario Onorario; SSD: FIS\/02 &#8230; Dipartimento di Fisica e Astronomia.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Roberto Ciccarelli*: MANOVRA CORRETTIVA: TAJANI SMENTITO, GOVERNO IN CONFUSIONE<\/strong><br \/>\n<strong>PAESE REALE TRA INFLAZIONE CHE CRESCE E SALARI A PEZZI. AUMENTI DALLE UOVA ALLE VERDURE, PROFITTI ALLE STELLE. TRATTATIVA CONTINUA CON BRUXELLES<\/strong><\/p>\n<p>IL GOVERNO NON PU\u00d2 CONTARE SU RISORSE SUFFICIENTI PER AFFRONTARE L\u2019EMERGENZA DEL CARO ENERGIA, L\u2019AUMENTO DELLA SPESA MILITARE E IL SOSTEGNO AI SALARI IN UN PAESE CHE TRACCHEGGIA E RISPARMIA IN VISTA DEL PEGGIO. TUTTO QUESTO ACCADE MENTRE L\u2019IMPERIZIA, E LA CONFUSIONE, REGNANO TRA I \u00abSOVRANISTI\u00bb. IERI L\u2019ULTIMO CONTORCIMENTO: IL VICEPREMIER ANTONIO TAJANI \u00c8 STATO SMENTITO DA FONTI ANONIME TRA PALAZZO CHIGI E IL MINISTERO DELL\u2019ECONOMIA. TAJANI AVEVA IPOTIZZATO UNA \u00abMANOVRA CORRETTIVA\u00bb PER BRUCIARE QUALCHE ALTRO MILIARDO SUL CARO-ENERGIA, CONTRO IL PARERE DEI MASTINI DELLA COMMISSIONE EUROPEA. LA RISPOSTA: \u00abL\u2019IPOTESI NON \u00c8 SUL TAVOLO\u00bb. UNA FIGURACCIA.<\/p>\n<p>La linea \u00e8 un\u2019altra: trattare con Bruxelles per allargare la clausola di salvaguardia per i fondi della difesa anche all\u2019energia. \u00c8 un lavoro tra le righe del patto di stabilit\u00e0, il cappio al quale si \u00e8 impiccato l\u2019esecutivo nel 2023. Una soluzione andr\u00e0 trovata gi\u00e0 la prossima settimana quando scadr\u00e0 l\u2019ultimo sconto sul gasolio (\u00e8 quasi finito quello sulla benzina). Lo scontro con l\u2019Ue andr\u00e0 avanti a lungo.<br \/>\nSta di fatto che, davanti al caro-prezzi, il governo comunica un\u2019immagine di immobilismo e impotenza. Prendiamo gli ultimi dati Istat sull\u2019aumento dell\u2019inflazione. Costano di pi\u00f9 verdure, pesce, carne, legumi, uova: +5,9%. E poi, con il blocco dello stretto di Hormuz, una fiammata al 9,2% dei prezzi energetici. Ad aprile l\u2019inflazione su base annua ha fatto un balzo al 2,7% rispetto all\u20191,7% di marzo. I salari, gi\u00e0 modesti, continuano ad essere divorati dal carrello della spesa. Per una coppia con due figli +1.024 euro all\u2018anno, +269 per mangiare sostiene l\u2019Unione nazionale dei consumatori.<\/p>\n<p>Questi dati vanno visti in una prospettiva medio-lunga. In Italia i salari erano stati fatti a pezzi gi\u00e0 durante e soprattutto dopo la fase acuta del Covid. Tra il 2021 e il 2025 la spesa ha prosciugato i portafogli: meno 25 per cento. E i salari sono pi\u00f9 bassi di allora dell\u20198%. Nonostante gli aumenti contrattuali dell\u2019ultimo biennio sotto il governo Meloni che non ha mancato di decontestualizzare anche questi dati, ricostruendoli in una maniera tutta sua. I fatti: a fine marzo, i contratti in attesa di rinnovo erano 29, coinvolgevano circa 4,1 milioni di dipendenti, di cui 1,2 milioni nel settore privato e 2,8 nella pubblica amministrazione. I rinnovi non hanno recuperato l\u2019inflazione cumulata dal 2022 con la guerra russa in Ucraina.<\/p>\n<p>Per capire le ragioni che stanno corrodendo la residuale credibilit\u00e0 dell\u2019esecutivo vanno considerati due processi intrecciati: il declino dei salari pi\u00f9 impoveriti d\u2019Europa e bloccati dalla svalutazione interna dagli anni Novanta del XX secolo a favore di un aumento spettacolare dei profitti (elemento strutturale del capitalismo italiano). Poi c\u2019\u00e8 la persistenza dell\u2019inflazione \u00abda costi\u00bb, cio\u00e8 l\u2019aumento dei prezzi dei beni primari e di quelli energetici che avviene quando le imprese scaricano su consumatori e lavoratori i loro costi. Una prova dell\u2019esistenza di questo problema \u00e8 stata data dall\u2019Antitrust quando ha aperto un\u2019istruttoria sulle speculazioni realizzate in questi anni dalla grande distribuzione.<\/p>\n<p>Meloni &amp; Co. hanno cercato di rimediare agendo sulla leva fiscale, in particolare sull\u2019Irpef, per aumentare gli stipendi. Queste costose trovate da 10 miliardi all\u2019anno (in pratica quasi una legge di bilancio) hanno prodotto vantaggi minimi o nulli per i redditi medio-bassi e non hanno dato una risposta strutturale all\u2019emergenza salariale. Del resto, non si agisce sul fisco per aumentare le paghe, per di pi\u00f9 con una crescita dello zero virgola. Ma \u00e8 proprio quello che \u00e8 stato ripetuto per tutta la legislatura.<\/p>\n<p>I fondamentali dell\u2019economia muovono verso il peggio. Ieri Bankitalia ha registrato un nuovo record del debito pubblico: 3,159 miliardi, 19,5 miliardi in pi\u00f9 nel solo mese di marzo. E se, causa inflazione, la Bce aumentasse i tassi andrebbe peggio per la prossima legge di bilancio, l\u2019ultima di questo governo. Volevano servire troppi padroni. Faranno pagare il conto a chi non se lo pu\u00f2 permettere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Antonio De Lellis*: NON \u00c8 COMUNISMO, MA GIUSTIZIA SOCIALE &#8211; NUOVA FINANZA PUBBLICA LA RUBRICA SETTIMANALE DI POLITICA ECONOMICA. A CURA DI AUTORI VARI.<\/strong><\/p>\n<p>NON \u00c8 COMUNISMO, MA IL PI\u00d9 ELEMENTARE BUONSENSO. UNA PICCOLA PATRIMONIALE SULLO 0,1% DEI PI\u00d9 RICCHI CAMBIEREBBE SANIT\u00c0, ISTRUZIONE, LA SOCIET\u00c0 INTERA. CON QUESTE PAROLE RICCARDO STAGLIAN\u00d2 STIMOLA UN DIBATTITO FONDAMENTALE.<\/p>\n<p>Ma chi paga in Italia le imposte? A ben guardare i dati delle dichiarazioni Irpef 2025 si delinea il peccato dell\u2019Irpef, ormai diventata l\u2019imposta del lavoro dipendente e dei pensionati, che dichiarano quasi l\u201985% del totale. Le aliquote Irpef 2026 in Italia sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% per la parte eccedente e fino a 50.000 euro, 43% per la fascia superiore di reddito. Contro le 32 aliquote presenti inizialmente nel 1974.<br \/>\nOggi solo il 3,3% dei contribuenti dichiara redditi sopra i 75mila euro a fronte degli 11,3 milioni di contribuenti che non versano Irpef. Infatti ci sono categorie pi\u00f9 benestanti che ottengono redditi da pi\u00f9 fonti. Pu\u00f2 succedere ad esempio che un contribuente ottiene introiti per affitti, per interessi su depositi bancari, dividendi su azioni, titoli di stato, buoni postali e redditi professionali o d\u2019impresa calcolati forfettariamente. Se questi redditi sono tassati separatamente, le aliquote pi\u00f9 alte non scattano mai e la progressivit\u00e0 rimane azzoppata.<\/p>\n<p>Per esempio, Piazza Affari ha distribuito quest\u2019anno 43 miliardi di euro, una pioggia di dividendi, pagandoci imposte, il 26% se persone fisiche, il 24% se societ\u00e0 di capitale, e fino a 1,2%. Se fossero attivi la progressivit\u00e0 e il cumulo dei redditi, avrebbero pagato probabilmente dal 17% a quasi il 42% in pi\u00f9. In questo modo i pi\u00f9 ricchi diventano sempre pi\u00f9 ricchi aumentando la forbice sociale.<\/p>\n<p>Tutto questo mentre, tra il primo trimestre 2021 e il quarto del 2025, le retribuzioni contrattuali si sono ridotte del 7,8% in termini reali. Inoltre, se c\u2019\u00e8 evasione fiscale o se non tutti pagano le imposte, secondo progressivit\u00e0, il debito pubblico aumenta. Perch\u00e9 ci sono meno risorse per sostenere gli investimenti sociali, si riduce l\u2019avanzo primario che occorre per pagare gli interessi sui titoli di stato, obbligandoci all\u2019indebitamento e all\u2019anatocismo (interessi su interessi) che aumenta esponenzialmente il debito.<\/p>\n<p>Eppure basterebbe utilizzare l\u2019Isee, come metodo di determinazione della base imponibile, quindi della reale capacit\u00e0 contributiva di ogni contribuente e applicare delle aliquote per livelli elevati di patrimonio e reddito, come proposto da Rocco Artifoni e Francesco Gesualdi in Dossier Fisco e debito pubblicato da Cadtm. Anche un recente studio della Scuola di Sant\u2019Anna evidenzia: un generalizzato aumento della concentrazione del reddito per le classi pi\u00f9 abbienti (Top); le persone pi\u00f9 povere sono quelle pi\u00f9 colpite dalla condizione economica e sociale; la disuguaglianza colpisce maggiormente i giovani, le donne e le regioni del Sud; i patrimoni non sono tassati in base a criteri di progressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma oltre oceano non va molto meglio. Basti pensare al fisco a favore dei ricchi di Trump, ove 1% della popolazione, il pi\u00f9 ricco, risparmier\u00e0 circa mille miliardi in dieci anni grazie ai tagli fiscali concessi dal presidente Usa. Altreconomia ci dice che le quattro corporation Amazon, Alphabet, Meta e Tesla, hanno pagato un\u2019aliquota fiscale media del 4,9% nel 2025, con Tesla e Palantir, in particolare, che hanno evitato il 100% delle tasse.<\/p>\n<p>Ecco come si crea la concentrazione di capitali in mano a poche persone, andando a rafforzare quelle che Emiliano Brancaccio chiama le oligarchie capitalistiche e i tecno-padroni. Essi sottraendosi alla polis, plasmano la politica a loro immagine e somiglianza anche attraverso il controllo dei mezzi della propaganda, generando, come ha denunciato Papa Leone XIV, una manciata di tiranni che devasta il mondo con le guerre e le violenze. Mentre, dietro la cortina fumogena del caos, l\u2019obiettivo \u00e8 arricchirsi sempre di pi\u00f9, determinando un oltrefascismo. Con la sua terrificante ascesa dovremmo misurarci.<br \/>\n*( De Lellis Antonio. Laureato in economia, diplomato in Dottrina sociale della Chiesa, revisore legale dei conti, consigliere nazionale di Pax Christi Italia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Alfiero Grandi*: A QUANDO UN NUOVO REFERENDUM SUL NUCLEARE ? ALFIERO GRANDI SU ADISTA RIVISTA &#8211; SULLA RIVISTA DELL&#8217;AGENZIA ADISTA, ARTICOLO DI ALFIERO GRANDI SUL NUCLEARE CIVILE CHE IL GOVERNO VORREBBE REINTRODURRE IN ITALIA, CON IL TITOLO A UANDO IL TERZO REFEREDNUM SUL NUCLEARE ?<\/strong><\/p>\n<p>Lorenzo Bini Smaghi, BCE, in un\u2019intervista ha detto: Il \u201cgreen deal\u201d \u00e8 stato rimesso in discussione perch\u00e9 troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che dipendere troppo dal fossile \u00e8 ancora pi\u00f9 costoso.<br \/>\nUna valutazione che affonda l\u2019attacco della destra al green deal da cui sono derivati passi indietro importanti. Prima ancora di una valutazione sulla utilit\u00e0 e sui rischi del nucleare da fissione per produrre energia elettrica la sua re-introduzione aggiungerebbe un altro tassello alla dipendenza dall\u2019estero dell\u2019Italia.<br \/>\nOggi ci si rende conto che la scelta di fondo sulle energie da fonti rinnovabili \u00e8 indispensabile per contrastare il cambiamento climatico (che solo l\u2019insostenibile posizione negazionista trumpiana pu\u00f2 ritenere non obbligata) e ancora di pi\u00f9 \u00e8 conveniente per i costi inferiori e perch\u00e9 renderebbe il nostro paese sempre meno dipendente dalle crisi internazionali.<br \/>\nLa destra purtroppo ha una visione ideologica, forse sarebbe meglio dire un pregiudizio che non riesce a mettere in discussione di fronte all\u2019evidenza e quindi si butta su posizioni revanchiste, perde di lucidit\u00e0.<br \/>\nEppure l\u2019amministratore delegato di A2A, importante impresa energetica, ha detto agli azionisti: \u201cnon riesco ad immaginare il nucleare nel funzionamento dei nostri impianti che si debbono accendere e spegnere in un\u2019ora in caso di necessit\u00e0. Se un nuvolone bloccasse il fotovoltaico Terna interverrebbe e farebbe partire gli impianti termoelettrici in un\u2019ora. Il nucleare invece richiede investimenti che per essere ripagati dovrebbero farlo funzionare per 8 mila ore\/anno\u201d.<br \/>\nSembra ripetersi il copione del referendum sulla magistratura. Giorgia Meloni ha fortemente voluto e poi ha perso il referendum costituzionale. Per inciso la vittoria del NO dar\u00e0 ancora dispiaceri alla destra e gli sconvolgimenti per il governo non sono finiti. Sul nucleare dopo 2 referendum abrogativi (1987 e 2011) in cui ha vinto il No con grande margine, ora il governo di destra ci riprova. E\u2019 un tentativo di rivalsa verso i risultati referendari passati, dimenticando che la Corte costituzionale con sentenza 199\/2012 (Tesauro) ha stabilito che le materie abrogate con referendum popolare non possono essere riproposte, si pu\u00f2 tornare sull\u2019argomento solo cambiando la sostanza dell\u2019oggetto per non contraddire il risultato del voto popolare.<br \/>\nE\u2019 chiaro che la proposta del governo, che ha iniziato la discussione alla Camera in questi giorni, ripropone il nucleare da fissione, sia pure con centrali pi\u00f9 piccole (non poi tanto visto che si parla di 300 MW e quella chiusa sul Garigliano ne aveva 160) ma la sostanza \u00e8 quella. Altro discorso sarebbe il nucleare da fusione che oggi non \u00e8 disponibile, su cui continua la sperimentazione ma nessuno pu\u00f2 dire quando sar\u00e0 possibile costruire centrali di produzione. Quindi il nucleare di cui si parla \u00e8 esattamente quello abrogato con voto popolare, quindi incostituzionale.<\/p>\n<p>Il governo deve avere ricevuto consigli di prudenza perch\u00e9 insiste a dire che le (vecchie) centrali chiuse con le relative tecnologie saranno dismesse e cerca di dimostrare che si parla di roba nuova, peccato che non sia in grado di dimostrarlo come ha sottolineato il premio Nobel Giorgio Parisi nell\u2019audizione alla Camera. E\u2019 proprio ricordando le considerazioni di Parisi che la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu, sempre in un\u2019audizione alla Camera, ha dimostrato che se la materia \u00e8 la stessa abrogata la legge proposta dal governo \u00e8 incostituzionale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il governo si \u00e8 infilato in questo cul de sac ? Perch\u00e9 la destra non \u00e8 in grado di ammettere gli errori e tanto meno di cambiare di fronte all\u2019evidenza, pu\u00f2 essere sconfitta, ma non pu\u00f2 ammettere di avere sbagliato. Questa \u00e8 ideologia o almeno pregiudizio, infatti recupera le velleit\u00e0 di Berlusconi\/Scaiola del 2009, sconfitte nel referendum del 2011.<\/p>\n<p>Allora come oggi i referendum provocano scosse negli equilibri politici. Non a caso Berlusconi sei mesi dopo gett\u00f2 la spugna (novembre 2011) a favore di Mario Draghi, creando un altro falso mito della destra: il complotto.<\/p>\n<p>La presunzione di avere il potere assoluto in mano port\u00f2 ad errori marchiani, dal nucleare ad un governo del bilancio pubblico che spinse lo spread troppo in alto per le finanze pubbliche italiane. Sarebbe statolo peggio se il governo Berlusconi avesse preso impegni con i francesi per gli Epr, visto che centrali simili hanno richiesto il triplo del tempo previsto e sono costate 4 volte di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Anche oggi il referendum costituzionale ha aperto una crisi politica che non si vuole ammettere e il nucleare promette di aggiungere un\u2019ulteriore motivo di difficolt\u00e0. Nella campagna elettorale \u00e8 stato raccontato dalla destra che il green deal era l\u2019origine di tutte le malefatte della sinistra mentre il ritorno al nucleare era la panacea in materia energetica. Anche Confindustria si \u00e8 fatta fregare, ora sembra pi\u00f9 riflessiva.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che il nucleare costa un patrimonio, non \u00e8 conveniente rispetto alle fonti rinnovabili che costano molto meno, entrano in funzione con rapidit\u00e0 e renderebbero l\u2019Italia pi\u00f9 autosufficiente.<\/p>\n<p>L\u2019ineffabile Ministro Pichetto Fratin ha ammesso che prima del 2035 il nucleare non entrerebbe in funzione e che un contributo significativo potrebbe arrivare solo nel 2050. Di cosa stiamo parlando ? La crisi energetica \u00e8 adesso. Le risposte debbono essere verso l\u2019autosufficienza maggiore possibile. Quindi occorre investire nelle rinnovabili a tutto spiano per recuperare i ritardi che il governo sta accumulando perch\u00e9 ha costruito un percorso di autorizzazioni tortuoso e ingestibile.<\/p>\n<p>Pensiamo all\u2019eolico off shore proposto al largo di Civitavecchia, potrebbe sostituire la centrale a carbone, essere collocato fuori vista a 20\/30 chilometri dalla costa. Il progetto c\u2019\u00e8 da anni, il territorio \u00e8 favorevole, gli investitori hanno presentato le proposte ma \u00e8 tutto fermo. Non \u00e8 l\u2019unico caso.<\/p>\n<p>Le fonti rinnovabili non sono costanti ? Vero, l\u2019eolico ha bisogno del vento e il fotovoltaico del sole ma ormai le rinnovabili in certe ora del giorno producono pi\u00f9 di quanto si consuma, basta accumulare, per questo Terna ha preparato un piano di investimenti in accumuli e anche l\u2019idroelettrico pu\u00f2 essere usato per stabilizzare la rete.<br \/>\nUnire i punti e il disegno compare, ma questo esercizio il governo non lo fa e continua a trastullarsi con una proposta di legge sul ritorno al nucleare, per di pi\u00f9 incostituzionale.<br \/>\nQuella del governo non \u00e8 determinazione, \u00e8 mandare a sbattere l\u2019Italia, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto con il gas Usa che costa molto di pi\u00f9.<br \/>\nIl governo dovrebbe preparare un piano di emergenza sull\u2019energia che rimetta in moto tutti gli investimenti possibili, l\u2019Unione europea ha chiarito che ci sono fondi a disposizione. Si potrebbe riprendere un progetto interrotto bruscamente sull\u2019auto elettrica, che arriva dalla Cina anzich\u00e9 essere prodotta in Italia, mentre i nostri stabilimenti vengono messi in cig, per ora. Senza dimenticare che Enel aveva previsto lo stabilimento di Catania, il pi\u00f9 grande d\u2019Europa, per rientrare nel fotovoltaico da protagonista e sono tanti i settori delle rinnovabili in cui si possono ottenere risultati importanti e con potenzialit\u00e0 produttive. Pensiamo all\u2019ex Ilva, le pale eoliche richiedono acciaio e qualcuno deve produrlo, da tempo ci sono proposte per offrire all\u2019ex Ilva risanata un nuovo spazio produttivo, ne ha parlato recentemente anche un\u2019iniziativa di Lega ambiente.<br \/>\nUn governo serio dovrebbe mettere insieme tutte le idee e le potenzialit\u00e0 e favorire investimenti mirati come parte di un\u2019unica politica energetica, ma l\u2019ideologia del nemico da battere lo blocca e quindi lo ritroviamo a blaterare di nucleare, che se dovesse diventare legge troverebbe ovviamente una risposta adeguata di chi non ha dimenticato i rischi del nucleare da fissione, \u00e8 il 40\u00b0 dell\u2019esplosione di Chernobyl. Questo governo ha azzerato il lavoro fin qui fatto per lo stoccaggio delle scorie radioattive e ora vorrebbe far costruire nuove centrali che produrrebbero nuove scorie che si sommerebbero a quelle che abbiamo sparso in Italia senza la necessaria sicurezza e in Europa dove paghiamo salato.<br \/>\nDulcis in fundo: le piccole centrali da disseminare in Italia, qua e l\u00e0, non hanno prototipi verificabili, di cosa stiamo parlando ? Non si sa. Il progetto di legge del governo \u00e8 un rovo intricato di deleghe pressoch\u00e9 in bianco al governo.<br \/>\nNessuno si meravigli se si arriver\u00e0 al terzo referendum abrogativo sul nucleare, con buona pace di Calenda.<br \/>\n*( Alfiero Grandi &#8211; \u00e8 un politico e sindacalista italiano. Deputato della Repubblica Italiana. Durata mandato, 2001 \u2013 2006.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Jonathan Cook* BOLLA DI ILLUSIONI DELL\u2019OCCIDENTE SU ISRAELE \u2013 E SU SE STESSO \u2013 STA PER SCOPPIARE \u2013 STARMER. PER DECENNI, DUE NARRAZIONI INCONCILIABILI SU ISRAELE E LE SUE MOTIVAZIONI SONO COESISTITE IN PARALLELO.<\/strong><\/p>\n<p>DA UN LATO, LA NARRAZIONE UFFICIALE OCCIDENTALE RITRAE UN CORAGGIOSO E ASSEDIATO STATO DI ISRAELE \u201cEBRAICO\u201d, DISPERATAMENTE IMPEGNATO A RAGGIUNGERE LA PACE CON I SUOI OSTILI VICINI ARABI. ANCORA OGGI, QUESTA NARRAZIONE DOMINA IL PANORAMA POLITICO, MEDIATICO E ACCADEMICO.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, o almeno cos\u00ec ci viene detto, Israele ha teso un ramoscello d\u2019ulivo agli \u201carabi\u201d, cercando l\u2019accettazione, ma \u00e8 sempre stato respinto.<\/p>\n<p>Un sottotesto in gran parte inespresso suggerisce che i regimi presumibilmente irrazionali, sanguinari e antisemiti di tutta la regione avrebbero portato a termine il programma di sterminio nazista se non fosse stato per la protezione umanitaria offerta dall\u2019Occidente a una minoranza vulnerabile.<\/p>\n<p>La contro-narrazione palestinese, condivisa in gran parte del resto del mondo, viene soffocata nel silenzio in Occidente come una \u201ccalunnia del sangue\u201d antisemita.<\/p>\n<p>Il libro presenta Israele come uno stato etnicamente suprematista, fortemente militarizzato, armato dagli Stati Uniti e dall\u2019Europa, determinato all\u2019espansione, alle espulsioni di massa e al furto di terre.<\/p>\n<p>Secondo questa interpretazione, l\u2019Occidente ha impiantato Israele come avamposto militare coloniale, con lo scopo di sottomettere la popolazione palestinese autoctona e terrorizzare gli stati confinanti, costringendoli alla resa attraverso dimostrazioni di forza implacabili e schiaccianti.<\/p>\n<p>I palestinesi non possono raggiungere la pace n\u00e9 alcun tipo di accordo, perch\u00e9 Israele persegue solo la conquista, il dominio e l\u2019annientamento. Non \u00e8 possibile alcuna via di mezzo.<\/p>\n<p>La prova, fanno notare i palestinesi, \u00e8 il persistente rifiuto di Israele di definire i propri confini. Con la crescita della sua potenza militare decennio dopo decennio, sono emerse agende politiche sempre pi\u00f9 estreme, che chiedono non solo l\u2019annessione da parte di Israele degli ultimi lembi di territorio palestinese illegalmente occupato, ma anche l\u2019espansione verso stati confinanti come il Libano e la Siria.<\/p>\n<p>Ubriaco di potere<br \/>\nEcco due narrazioni contrastanti in cui ciascuna parte si presenta come vittima dell\u2019altra.<\/p>\n<p>A due anni e mezzo dall\u2019inizio di una serie di guerre israeliane contro i popoli di Gaza, Iran e Libano, come si stanno evolvendo queste due prospettive?<\/p>\n<p>Israele appare come un \u201cpacificatore frustrato\u201d che si scontra con avversari barbari, o come uno \u201cstato canaglia\u201d la cui aggressione decennale ha provocato proprio quella violenza di rappresaglia sfruttata per giustificare le sue continue guerre?<\/p>\n<p>Israele \u00e8 un piccolo e riluttante stato-fortezza che si difende, oppure un cliente militare occidentale talmente inebriato dal proprio potere da non riuscire a limitare le proprie ambizioni territoriali pi\u00f9 di quanto un grande squalo bianco possa smettere di nuotare?<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che gli ultimi 30 mesi hanno messo in luce in modo lampante non solo ci\u00f2 che Israele \u00e8 sempre stato, ma, per estensione, anche ci\u00f2 che i nostri stessi stati occidentali aspiravano a ottenere attraverso il loro cliente prediletto in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Il mese scorso, in un momento di imprudenza, Christian Turner, successore di Peter Mandelson come ambasciatore britannico negli Stati Uniti, ha detto ad alta voce ci\u00f2 che tutti pensavano in silenzio. Washington, il centro nevralgico dell\u2019impero occidentale, ha affermato, non nutriva una profonda lealt\u00e0 verso i suoi alleati, fatta eccezione per uno.<\/p>\n<p>Ignaro che le sue parole venissero registrate, disse a un gruppo di studenti in visita: \u201cCredo che ci sia probabilmente un solo Paese che ha un rapporto speciale con gli Stati Uniti, e quello \u00e8 probabilmente Israele\u201c.<\/p>\n<p>Questo rapporto speciale richiede che la classe politica e mediatica degli altri stati clienti di Washington, come la Gran Bretagna, proteggano la Sparta occidentale in Medio Oriente da qualsiasi esame critico.<\/p>\n<p>Le atrocit\u00e0 commesse da Israele sono diventate cos\u00ec evidenti che il governo britannico ha annunciato il mese scorso la chiusura dell\u2019unit\u00e0 del Ministero degli Esteri incaricata di monitorare i crimini di guerra, adducendo la necessit\u00e0 di tagli, piuttosto che rischiare di esporre ulteriormente la propria complicit\u00e0 in tali crimini.<\/p>\n<p>Se il governo britannico si rifiuta di monitorare i crimini di guerra di Israele, non aspettatevi di pi\u00f9 dai media mainstream.<\/p>\n<p>Da mesi Israele sta radendo al suolo villaggio dopo villaggio nel sud del Libano, costringendo milioni di abitanti ad abbandonare terre abitate per millenni dai loro antenati, e la cosa non suscita quasi alcuna reazione nei nostri politici e nei nostri media.<\/p>\n<p>Israele sta distruggendo le riserve idriche di Gaza, come gi\u00e0 fatto in precedenza con gli ospedali e il sistema sanitario della piccola enclave, garantendo un\u2019ulteriore diffusione della malattia, e i nostri politici e media non ne parlano quasi per niente.<\/p>\n<p>Israele uccide giornalisti e personale di soccorso a Gaza e in Libano settimana dopo settimana, mese dopo mese, e la classe politica e i media non battono ciglio.<\/p>\n<p>Israele dichiara unilateralmente \u201clinee gialle \u201d a Gaza e in Libano, delimitando confini ampliati che formalizzano il furto di terre altrui, e questo diventa immediatamente la nuova normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Israele viola continuamente i cessate il fuoco a Gaza e in Libano, diffondendo miseria e alimentando ulteriore rabbia e amarezza, e ancora una volta i nostri politici e i nostri media chiudono un occhio.<\/p>\n<p>Quali testate giornalistiche occidentali stanno mettendo in evidenza un dato sorprendentemente rivelatore: Israele ora occupa una porzione di Libano maggiore di quella occupata dalla Russia in Ucraina?<br \/>\nPregiudizi dei media<br \/>\nUn\u2019analisi condotta il mese scorso dal gruppo di monitoraggio dei media Newscord ha confermato ricerche precedenti: i media britannici evitano accuratamente di nominare \u201cpulizia etnica\u201d e \u201cgenocidio\u201d quando a perpetrarli \u00e8 Israele, e non la Russia.<br \/>\nConfrontando la copertura mediatica delle testate giornalistiche britanniche pi\u00f9 \u201cautorevoli\u201d \u2013 la BBC, il Guardian e Sky \u2013 con quella di Al Jazeera, lo studio ha rilevato che i media del Regno Unito scelgono sistematicamente di minimizzare la responsabilit\u00e0 di Israele per i suoi crimini.<br \/>\nIsraele \u00e8 stato identificato come responsabile degli attacchi a Gaza solo in circa la met\u00e0 dei notiziari britannici, a differenza di quasi il 90% di quelli di Al Jazeera. Come ha osservato Newscord: \u201cNella met\u00e0 dei casi, ai lettori della BBC non viene detto chi ha ucciso la persona citata nella notizia\u201c.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 stato illustrato in modo lampante da un famigerato titolo della BBC: \u201cHind Rajab, 6 anni, trovata morta a Gaza giorni dopo le telefonate di richiesta di aiuto\u201c.<br \/>\nDi fatto, un carro armato israeliano ha crivellato di colpi un\u2019auto ferma, nonostante l\u2019esercito israeliano sapesse da ore che al suo interno si trovava una ragazzina palestinese, unica sopravvissuta a un precedente attacco, che i soccorritori stavano disperatamente cercando di raggiungere. Israele ha ucciso anche i membri della squadra di soccorso.<br \/>\nUn altro dato rivelatore emerso dalla ricerca di Newscord \u00e8 che quattro reportage su cinque della BBC sulle vittime causate dagli attacchi israeliani utilizzavano la complessa forma passiva, anzich\u00e9 quella attiva, chiaramente con l\u2019intento di minimizzare la colpevolezza e la brutalit\u00e0 di Israele.<br \/>\nI media britannici hanno inoltre attivamente minimizzato l\u2019enormit\u00e0 del bilancio delle vittime palestinesi a Gaza, attribuendo regolarmente le cifre a un ministero della salute \u201caffiliato ad Hamas\u201c, sebbene i numeri, attualmente ben oltre 70.000 palestinesi, siano quasi certamente una sottostima considerevole, data la precoce distruzione del governo dell\u2019enclave da parte di Israele e la sua capacit\u00e0 di contare i morti.<br \/>\nIl fatto che le Nazioni Unite abbiano ritenuto credibili i dati relativi a Gaza \u00e8 stato menzionato solo nello 0,6% dei rapporti.<br \/>\nIntento genocida<br \/>\nAnalogamente, la BBC e il Guardian hanno scelto di umanizzare i prigionieri israeliani di Hamas con una frequenza doppia rispetto ai prigionieri palestinesi dello Stato israeliano.<br \/>\nL\u2019inadeguatezza di questo doppio standard \u00e8 sottolineata dalle continue insinuazioni di politici e media secondo cui Hamas avrebbe \u201cdecapitato bambini\u201d e commesso stupri sistematici il 7 ottobre 2023, pi\u00f9 di due anni dopo che tali affermazioni erano state completamente smentite.<br \/>\nSi confronti questa situazione con l\u2019efficace insabbiamento da parte dei media del rapporto di Euro-Med Monitor del mese scorso sulla ripugnante pratica, da parte dell\u2019esercito israeliano, di violentare prigioniere palestinesi con cani addestrati proprio a questo scopo.<br \/>\nSono giunte numerose testimonianze di palestinesi tenuti prigionieri da Israele che denunciano stupri e abusi sessuali sistematici, confermate da gruppi per i diritti umani e dalle testimonianze di soldati e medici israeliani che hanno denunciato tali abusi. Ben poco di tutto ci\u00f2 trova spazio nei media occidentali.<\/p>\n<p>Newscord mette in luce un ulteriore problema, pi\u00f9 subdolo, che distorce la copertura mediatica occidentale: l\u2019omissione di fatti accertati ma scomodi, che presenterebbero Israele sotto una luce depravata, ovvero veritiera.<br \/>\nAd esempio, osserva Newscord, la BBC ha completamente omesso di riportare tutte, tranne una, delle centinaia di dichiarazioni chiaramente genocidarie pronunciate da funzionari israeliani, a partire dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu.<br \/>\n\u00c8 facile capirne il motivo. Le autorit\u00e0 giudiziarie solitamente faticano a stabilire con certezza se si tratti di genocidio perch\u00e9, aspetto cruciale, ci\u00f2 dipende dalla capacit\u00e0 di intuire l\u2019intento, che in genere \u00e8 celato da chi commette le atrocit\u00e0.<br \/>\nNel caso di Israele, le sue azioni a Gaza non solo sembrano configurarsi come un genocidio, ma i suoi leader sono stati chiarissimi nell\u2019affermare che tali azioni sono finalizzate a un genocidio. Un comportamento del genere si riscontra solo in chi \u00e8 inebriato da un senso di impunit\u00e0.<br \/>\nAncora una volta, i media britannici si sono debitamente assunti il compito di proteggere Israele da qualsiasi rischio legale, il tutto nell\u2019interesse di un\u2019informazione obiettiva, si capisce.<\/p>\n<p><em>Una vecchia storia<\/em><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 niente di nuovo. \u00c8 la stessa storia da prima della violenta creazione di Israele nella patria palestinese nel 1948 , quando l\u201980% della popolazione autoctona fu sottoposta a pulizia etnica da Israele nel nuovo Stato autoproclamatosi \u201cebraico\u201d. O da quando, per usare il linguaggio ingannevole impiegato dalle \u00e9lite politiche, mediatiche e accademiche occidentali, circa 750.000 palestinesi \u201cfuggirono\u201c.<br \/>\nL\u2019obiettivo \u00e8 stato quello di creare e mantenere una bolla di illusione per il pubblico occidentale, una bolla in cui i nostri crimini \u2013 e quelli dei nostri alleati \u2013 rimangono invisibili ai nostri occhi.<br \/>\nA questo proposito, si noti la decisa esclusione di Israele da parte del governo britannico da una recente inchiesta \u201cindipendente\u201d condotta dall\u2019ex funzionario di Whitehall, Philip Rycroft, sulle influenze finanziarie straniere maligne nella politica britannica. Naturalmente, \u00e8 stata la Russia a finire principalmente sotto i riflettori.<br \/>\nCome prevedibile, ad aprile il governo di Keir Starmer ha respinto una petizione firmata da oltre 114.000 persone che chiedeva un\u2019analoga inchiesta pubblica sull\u2019influenza della potente lobby israeliana.<br \/>\nCi\u00f2 non ha destato sorpresa, dato che qualsiasi indagine di questo tipo avrebbe rischiato di portare alla luce le centinaia di migliaia di sterline che Starmer e i suoi ministri avrebbero ricevuto da lobbisti filo-israeliani.<br \/>\nLa stessa classe politica e mediatica britannica, cos\u00ec restia a indagare sulla nefasta influenza della lobby filo-israeliana, ignora anche la sistematica distruzione di villaggi e infrastrutture da parte di Israele nel sud del Libano, in flagrante violazione di un presunto cessate il fuoco.<br \/>\nI soldati israeliani hanno dichiarato ai media locali che il loro compito \u00e8 quello di colpire indiscriminatamente tutte le strutture, siano esse civili o \u201cterroristiche\u201d, con l\u2019obiettivo di impedire agli abitanti libanesi di tornare nei loro villaggi.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 in linea con l\u2019annuncio di Israele di non avere intenzione di ritirarsi al termine dei combattimenti e con i piani diffusi di colonizzazione dei territori occupati in Libano con insediamenti ebrei.<br \/>\nSe non fosse per i video di Israele che fa saltare in aria le comunit\u00e0 libanesi, emersi sui social media nonostante la censura algoritmica, forse non verremmo a conoscenza dei vasti sforzi di Israele per attuare una pulizia etnica nel sud del Libano.<\/p>\n<p>In risposta a questi video, il Guardian ha pubblicato un raro reportage \u201cmainstream\u201d sulla campagna di distruzione, edulcorando l\u2019orrore provato dalle famiglie libanesi che scoprivano le proprie case distrutte, insieme a ricordi e cimeli di inestimabile valore. Questa esperienza \u00e8 stata descritta dal giornale \u2013 in modo assurdo \u2013 come \u201cagrodolce\u201c.<\/p>\n<p>I critici evidenziano uno schema ricorrente. Israele non sta radendo al suolo solo il Libano meridionale; negli ultimi 30 mesi ha raso al suolo quasi tutti gli edifici anche a Gaza.<\/p>\n<p>Ma il modello per entrambi ha origini ben pi\u00f9 antiche, come ogni palestinese apprende fin dalla tenera et\u00e0.<br \/>\nDopo aver espulso la maggior parte dei palestinesi dalle loro case nel 1948, Israele ha trascorso anni a radere al suolo circa 500 villaggi uno dopo l\u2019altro, mentre i leader israeliani affermavano pubblicamente di implorare i rifugiati di tornare e i leader occidentali esaltavano Israele come \u201cl\u2019unica democrazia\u201d in Medio Oriente.<br \/>\nLe espulsioni che l\u2019Occidente continua a fingere non siano avvenute ottant\u2019anni fa vengono ora trasmesse in diretta streaming. Questa volta, \u00e8 impossibile negarle, cos\u00ec come \u00e8 impossibile negare l\u2019agenda coloniale e suprematista che si cela dietro di esse.<br \/>\nDenigrare il messaggero<br \/>\nSe il messaggio insito nelle atrocit\u00e0 commesse da Israele non pu\u00f2 pi\u00f9 essere fatto sparire, ripulito o normalizzato \u2013 come accadeva in un\u2019epoca precedente alle notizie in tempo reale 24 ore su 24 e ai social media \u2013 allora \u00e8 necessaria una strategia diversa: demonizzare il messaggero.<br \/>\nQuesto \u00e8 il compito politico del nostro tempo.<br \/>\nLa sinistra antirazzista viene demonizzata come \u201cbigotta antisemita\u201d per aver cercato di far scoppiare la bolla di illusioni che da tempo avvolge l\u2019Occidente, denunciando a gran voce sia le atrocit\u00e0 commesse da Israele, presumibilmente in nome degli ebrei, sia la complicit\u00e0 dei propri governi in tali atrocit\u00e0.<br \/>\nIl mese scorso, il governo di Starmer ha fatto approvare alla Camera dei Comuni una legge che consente alla polizia di vietare le proteste che causano \u201cdisturbi cumulativi\u201d, ovvero proteste ripetute come quelle contro il genocidio israeliano a Gaza. I media non hanno battuto ciglio.<br \/>\nL\u2019aggressione subita questa settimana da due uomini ebrei a Golders Green, presumibilmente per mano di un individuo affetto da disturbi mentali con una lunga storia di violenza, viene rapidamente strumentalizzata dai principali partiti per preparare restrizioni ancora pi\u00f9 severe al diritto di protestare.<br \/>\nI cittadini britannici che cercano di fermare i crimini di guerra israeliani, sia prendendo di mira le fabbriche di morte israeliane situate nel Regno Unito, sia esibendo cartelli a sostegno di questo tipo di azione diretta, continuano a essere trattati come \u201cterroristi\u201d, anche dopo una sentenza del tribunale che ha dichiarato illegale la messa al bando di Palestine Action.<br \/>\nPoich\u00e9 le giurie si dimostrano spesso restie a emettere sentenze di condanna, lo Stato britannico sta apertamente cercando di influenzare i verdetti a proprio favore. Alle giurie viene impedito di conoscere le ragioni per cui sono state prese di mira le fabbriche di armi israeliane, la principale linea di difesa dell\u2019imputato. I giudici istruiscono le giurie a condannare.<br \/>\nI cittadini che manifestano silenziosamente con cartelli fuori dal tribunale vengono arrestati per aver ricordato alle giurie un diritto consolidato dalla legge di disobbedire a tali istruzioni, seguire la propria coscienza e assolvere l\u2019imputato: un abuso di potere da parte della polizia che contravviene a centinaia di anni di precedenti legali e che i tribunali sembrano sempre pi\u00f9 disposti a tollerare.<br \/>\nEsistono delle reticenze, debitamente rispettate dai media, su altre pratiche illecite segrete ideate per aiutare il governo britannico a ottenere i verdetti necessari a fermare l\u2019attivismo contro il genocidio. Lo sappiamo solo perch\u00e9 la deputata del vostro partito, Zarah Sultana, ha usato l\u2019immunit\u00e0 parlamentare per portare la questione all\u2019attenzione del pubblico.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che questa settimana, nel processo di ripetizione a carico di sei imputati di Palestine Action, cinque di loro abbiano rinunciato ai propri avvocati per le arringhe finali. Hanno fatto notare, con tono cupo, che i loro rappresentanti legali non potevano tutelarli adeguatamente a causa di \u201cdecisioni prese dal tribunale\u201d.<br \/>\nNel frattempo, il governo Starmer sta portando avanti i piani per sbarazzarsi definitivamente delle giurie problematiche e lasciare che siano giudici pi\u00f9 affidabili a decidere da soli questi processi politici farsa.<\/p>\n<p>Benvenuti al rapido smantellamento dei diritti costituzionali pi\u00f9 preziosi della Gran Bretagna, necessari, a quanto pare, soprattutto per proteggere un paese lontano che, secondo la Corte Internazionale di Giustizia, commette il crimine di apartheid contro i palestinesi e potrebbe plausibilmente commettere un genocidio a Gaza.<br \/>\nLezione dolorosa<br \/>\nMa, ovviamente, il governo britannico \u2013 come i governi statunitense, tedesco e francese \u2013 non sta svuotando la propria democrazia liberale solo per proteggere Israele. \u00c8 costretto a tali estremi per disperazione.<br \/>\nL\u2019Occidente non pu\u00f2 pi\u00f9 sostenere la bolla di illusioni \u2013 sulla propria superiorit\u00e0 morale o di civilt\u00e0 \u2013 in un mondo con risorse in diminuzione, un mondo in cui le \u00e9lite occidentali sono disposte a causare l\u2019immolazione del pianeta per proteggere i profitti derivanti dai combustibili fossili, di cui si sono arricchite a dismisura.<br \/>\nL\u2019agenda della \u201cclasse Epstein\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 trasparente in patria e sempre pi\u00f9 messa in discussione all\u2019estero. Il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Libano hanno esaurito la legittimit\u00e0 morale dell\u2019Occidente. Ora l\u2019Iran sta lentamente erodendo il primato militare dell\u2019Occidente.<br \/>\nNon sorprende che un impero statunitense ormai al tramonto, un impero costruito sul controllo dei combustibili fossili, abbia scelto come luogo della sua fine lo Stretto di Hormuz, il pi\u00f9 grande rubinetto petrolifero del mondo.<br \/>\nIsraele \u00e8 stato effettivamente insediato nella regione otto decenni fa come uno stato-cliente fortemente militarizzato, il cui compito principale era quello di proiettare la potenza occidentale, ovvero quella statunitense, nel Medio Oriente ricco di petrolio.<br \/>\nGli Stati Uniti hanno protetto Israele dalle indagini sull\u2019oppressione dei palestinesi e sul furto della loro terra.<br \/>\nIn cambio, il \u201ccoraggioso\u201d Israele ha aiutato gli Stati Uniti a costruire una narrativa di comodo che richiedeva il contenimento e il rovesciamento dei governi nazionalisti laici in Medio Oriente, proteggendo al contempo monarchie retrograde che si atteggiavano a oppositori di Israele mentre segretamente cospiravano con esso.<br \/>\nGli stati che si formarono nella regione, assediati e divisi, erano maturi per essere controllati. Mancavano di governi responsabili, in grado di rispondere alle esigenze dei propri cittadini e di allearsi per proteggere gli interessi della regione dalle interferenze coloniali occidentali.<br \/>\nOra l\u2019Iran sta mettendo a dura prova questo sistema, in vigore da decenni, fino a portarlo alla distruzione. Sta costringendo gli stati del Golfo a scegliere: continuare a servire gli Stati Uniti, nonostante questi abbiano dimostrato di non essere in grado di proteggerli, o allearsi con l\u2019Iran, che si sta affermando come nuova grande potenza, imponendo dazi per il transito attraverso lo stretto?<br \/>\nL\u2019Occidente sta rapidamente imparando che i droni a basso costo possono eludere persino i suoi sistemi di rilevamento pi\u00f9 sofisticati e che poche mine e cannoniere possono bloccare gran parte del carburante da cui dipende l\u2019economia globale.<br \/>\nLa bolla dell\u2019illusione \u00e8 finalmente scoppiata. L\u2019Occidente sta ricevendo la punizione che si merita da tempo. La lezione sar\u00e0 davvero dolorosa.<br \/>\n*(Fonte: Sinistrainrete &#8211; Jonathan Cook, nato intorno al 1965, \u00e8 uno scrittore britannico e giornalista freelance precedentemente residente a Nazareth, in Israele, che scrive sul conflitto israelo-palestinese. Scrive una rubrica fissa per The National of Abu Dhabi e Middle East Ey)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Jeffrey D. Sachs*: LA GUERRA CONTRO L\u2019IRAN FINIR\u00c0 PROBABILMENTE CON UNA RITIRATA AMERICANA &#8211; L\u2019IMPERO AMERICANO NON PU\u00d2 VINCERE LA GUERRA CONTRO L\u2019IRAN A COSTI FINANZIARI, MILITARI E POLITICI ACCETTABILI.<\/strong><\/p>\n<p>QUESTA NON \u00c8 STATA N\u00c9 UNA GUERRA DI NECESSIT\u00c0, N\u00c9 UNA GUERRA DI SCELTA. \u00c8 STATA UNA GUERRA DI CAPRICCIO. LA PREMESSA DI FONDO ERA L\u2019EGEMONIA. GLI STATI UNITI STAVANO TENTANDO DI PRESERVARE UN DOMINIO GLOBALE CHE NON POSSIEDONO PI\u00d9, E ISRAELE STAVA CERCANDO DI STABILIRE UN DOMINIO REGIONALE CHE NON AVR\u00c0 MAI.<br \/>\nA DISTANZA DI CINQUE ANNI POSSIAMO RIPERCORRERE GLI EVENTI DEL PERIODO EMERGENZIALE 2020-3, CHE SONO STATI ESSENZIALMENTE IL TENTATIVO DI UN COLPO DI STATO GLOBALE, IN CUI PRATICAMENTE TUTTI GLI STATI HANNO AGITO SECONDO UN COPIONE?<br \/>\n* * * *<br \/>\nLa guerra contro l\u2019Iran che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato il 28 febbraio 2026 finir\u00e0 probabilmente con una ritirata americana. Gli Stati Uniti non possono continuare la guerra senza provocare conseguenze disastrose. Una nuova escalation porterebbe probabilmente alla distruzione delle infrastrutture petrolifere, del gas e di desalinizzazione della regione, causando una catastrofe globale prolungata. L\u2019Iran pu\u00f2 imporre in modo credibile costi che gli Stati Uniti non possono sopportare e che il mondo non dovrebbe subire.<br \/>\nIl piano di guerra USA-Israele era un attacco decapitante, venduto al presidente Donald Trump dal primo ministro Benjamin Netanyahu e da David Barnea, il direttore del Mossad. La premessa era che un\u2019aggressiva campagna di bombardamenti congiunta USA-Israele avrebbe cos\u00ec degradato la struttura di comando del regime iraniano, il programma nucleare e l\u2019alta leadership dell\u2019IRGC da provocare la frattura del regime. Gli Stati Uniti e Israele avrebbero poi imposto un governo malleabile a Teheran.<br \/>\nTrump sembra essere stato convinto che l\u2019Iran avrebbe seguito lo stesso percorso di quanto accaduto in Venezuela. L\u2019operazione statunitense in Venezuela nel gennaio 2026 ha rimosso il presidente venezuelano Nicolas Maduro in quella che sembra essere stata un\u2019operazione coordinata tra la CIA ed elementi all\u2019interno dello Stato venezuelano. Gli Stati Uniti hanno ottenuto un regime pi\u00f9 malleabile, mentre la maggior parte della struttura di potere venezuelana \u00e8 rimasta al suo posto. Trump sembra aver creduto ingenuamente che lo stesso risultato si sarebbe verificato in Iran.<br \/>\nL\u2019operazione in Iran, tuttavia, non \u00e8 riuscita a produrre un regime malleabile a Teheran. L\u2019Iran non \u00e8 il Venezuela, n\u00e9 dal punto di vista storico, n\u00e9 tecnologico, n\u00e9 culturale, n\u00e9 geografico, n\u00e9 militare, n\u00e9 demografico, n\u00e9 geopolitico. Qualunque cosa sia successa a Caracas aveva ben poco a che fare con ci\u00f2 che sarebbe accaduto a Teheran.<br \/>\nIl governo iraniano non si \u00e8 frammentato. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), lungi dall\u2019essere decapitato, \u00e8 emerso con un comando interno rafforzato e un ruolo ampliato nell\u2019architettura della sicurezza nazionale. L\u2019ufficio della Guida Suprema ha tenuto; l\u2019establishment religioso ha serrato i ranghi dietro di esso; e la popolazione si \u00e8 mobilitata contro l\u2019attacco esterno.<br \/>\nA due mesi di distanza, Trump e Netanyahu non hanno alcun governo iraniano successore sotto il loro controllo, nessuna resa iraniana per porre fine alla guerra e nessuna via militare verso la vittoria. L\u2019unica via, e quella che gli Stati Uniti sembrano intraprendere, \u00e8 una ritirata, con l\u2019Iran al comando dello Stretto di Hormuz e nessuna delle altre questioni tra Stati Uniti e Iran risolta.<br \/>\nDiverse ragioni spiegano i disastrosi errori di valutazione degli Stati Uniti e i successi dell\u2019Iran.<br \/>\nIn primo luogo, i leader americani hanno fondamentalmente sottovalutato l\u2019Iran. L\u2019Iran \u00e8 una grande civilt\u00e0 con 5.000 anni di storia, una cultura profonda, resilienza nazionale e orgoglio. Il governo iraniano non avrebbe ceduto alle intimidazioni e ai bombardamenti degli Stati Uniti, soprattutto considerando che gli iraniani ricordano come gli Stati Uniti abbiano distrutto la democrazia iraniana nel 1953 rovesciando un governo democraticamente eletto e instaurando uno stato di polizia che \u00e8 durato 27 anni.<br \/>\nIn secondo luogo, i leader americani hanno drammaticamente sottovalutato la sofisticazione tecnologica dell\u2019Iran. L\u2019Iran vanta un\u2019ingegneria e una matematica di livello mondiale. Ha costruito una base industriale di difesa autoctona, con missili balistici avanzati, un\u2019industria dei droni sviluppata in casa e una capacit\u00e0 di lancio orbitale autoctona. Il percorso di sviluppo tecnologico dell\u2019Iran, costruito nonostante 40 anni di sanzioni sempre pi\u00f9 severe, \u00e8 uno straordinario risultato nazionale.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la tecnologia militare si \u00e8 evoluta in modo da favorire l\u2019Iran. I missili balistici iraniani costano una piccola frazione degli intercettori statunitensi schierati contro di essi. I droni iraniani costano 20.000 dollari; i missili intercettori della difesa aerea statunitense costano 4 milioni di dollari. I missili antinave iraniani, con costi nell\u2019ordine delle centinaia di migliaia di dollari, minacciano i cacciatorpediniere statunitensi che costano 2-3 miliardi di dollari.<br \/>\nLa rete anti-accesso e di negazione dell\u2019area dell\u2019Iran intorno al Golfo, la difesa aerea a pi\u00f9 livelli, la capacit\u00e0 di saturazione di droni e missili e la capacit\u00e0 di negazione marittima nello stretto hanno reso il costo operativo dell\u2019imposizione della volont\u00e0 americana sull\u2019Iran molto pi\u00f9 alto di quanto gli Stati Uniti possano sostenere, soprattutto tenendo conto della distruzione di ritorsione che l\u2019Iran pu\u00f2 infliggere ai paesi vicini.<\/p>\n<p>Quarto, il processo politico statunitense \u00e8 diventato irrazionale. La guerra contro l\u2019Iran \u00e8 stata decisa da una ristretta cerchia di fedelissimi del presidente a Mar-a-Lago, senza alcun processo interagenzia formale e con un Consiglio di Sicurezza Nazionale che era stato svuotato nel corso dell\u2019anno precedente. Il direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo di Trump, Joe Kent, si \u00e8 dimesso il 17 marzo con una lettera pubblica in cui descriveva una \u201ccamera di risonanza\u201d utilizzata per ingannare il presidente. La guerra \u00e8 stata il risultato di un sistema decisionale in cui l\u2019apparato deliberativo era stato disattivato.<br \/>\nQuesta non \u00e8 stata n\u00e9 una guerra di necessit\u00e0, n\u00e9 una guerra di scelta. \u00c8 stata una guerra di capriccio. La premessa di fondo era l\u2019egemonia. Gli Stati Uniti stavano tentando di preservare un dominio globale che non possiedono pi\u00f9, e Israele stava cercando di stabilire un dominio regionale che non avr\u00e0 mai.<br \/>\nIl probabile esito finale, alla luce di tutto ci\u00f2, \u00e8 che la guerra finir\u00e0 con un ritorno a qualcosa di simile allo status quo ante, fatta eccezione per tre nuovi fatti sul campo. In primo luogo, l\u2019Iran avr\u00e0 il controllo operativo dello Stretto di Hormuz. In secondo luogo, la posizione deterrente dell\u2019Iran sar\u00e0 notevolmente rafforzata. In terzo luogo, la presenza militare a lungo termine degli Stati Uniti nel Golfo sar\u00e0 significativamente ridotta. Le altre questioni che presumibilmente hanno spinto gli Stati Uniti ad attaccare l\u2019Iran \u2014 il programma nucleare iraniano, i proxy regionali, l\u2019arsenale missilistico \u2014 molto probabilmente rimarranno dove erano all\u2019inizio della guerra.<br \/>\nAnche se gli Stati Uniti si ritirano, l\u2019Iran non sfrutter\u00e0 il proprio vantaggio contro i vicini. Tre ragioni spiegano il perch\u00e9. Primo, l\u2019Iran ha un interesse strategico a lungo termine nella cooperazione con i vicini del Golfo, non in una guerra continua. In secondo luogo, l\u2019Iran non avr\u00e0 alcun interesse a ricominciare una guerra che ha appena concluso con successo. In terzo luogo, l\u2019Iran sar\u00e0 frenato, se mai fosse necessario, dai suoi protettori, le grandi potenze Russia e Cina, che desiderano entrambe una regione stabile e prospera. La leadership iraniana lo capisce chiaramente e porr\u00e0 fine ai combattimenti.<br \/>\nTrump cercher\u00e0 senza dubbio di dipingere l\u2019imminente ritiro come una grande vittoria militare e strategica. Nessuna di queste affermazioni sar\u00e0 vera. La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Iran \u00e8 molto pi\u00f9 sofisticato di quanto gli Stati Uniti avessero compreso; la decisione di entrare in guerra era irrazionale; e la tecnologia alla base della guerra si \u00e8 spostata a sfavore degli Stati Uniti. L\u2019impero americano non pu\u00f2 vincere la guerra contro l\u2019Iran a un costo finanziario, militare e politico accettabile. Ci\u00f2 che l\u2019America pu\u00f2 recuperare, tuttavia, \u00e8 una certa dose di razionalit\u00e0. \u00c8 ora che gli Stati Uniti mettano fine alle loro operazioni di cambio di regime e tornino al diritto internazionale.<\/p>\n<p>*(di Jeffrey D. Sachs &#8211; \u00e8 un economista e saggista statunitense. \u00c8 stato direttore dell&#8217;Earth Institute alla Columbia University dal 2002 al 2016. Nel 2004 e nel 2005 \u00e8 stato inserito fra i Time 100.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Redazione Pagine Esteri*: GAZA. 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