{"id":53857,"date":"2026-04-17T15:09:30","date_gmt":"2026-04-17T15:09:30","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53857"},"modified":"2026-04-22T21:01:00","modified_gmt":"2026-04-22T21:01:00","slug":"n17-18-aprile-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53857","title":{"rendered":"n\u00b017 \u2013 18\/04\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; On. Nicola Car\u00e8 * (PD)*: Vietnam, Car\u00e8: incontro con il Presidente dell\u2019Assemblea Nazionale Tr\u1ea7n Thanh M\u1eabn rafforzare relazioni nell\u2019Indo-Pacifico.<br \/>\n02 &#8211; Eleonora Martini*: A Ginevra il governo balbetta davanti al Comitato Onu contro la tortura . Erosione dello Stato di diritto Carceri e agenti, scudo penale e reato di rivolta, ma anche Almasri e il CPR in Albania.<br \/>\n03 &#8211; Vito Todeschini*: Di fronte al genocidio sospendere l\u2019accordo \u00e8 solo il primo passo &#8211; Italia\/Palestina Le azioni compiute da Israele sin dall\u2019inizio dell\u2019offensiva militare nella Striscia hanno avuto il risultato non solo previsto, bens\u00ec pienamente voluto, di diffondere fame, malnutrizione e malattie contagiose tra la popolazione civile. Tutto ci\u00f2 corrisponde a un preciso atto proibito secondo la Convenzione sul genocidio del 1948<br \/>\n04 &#8211; Barbara Weisz*: Pensionati esteri con flat tax al 7%, dal 2026 i Comuni ammessi salgono fino a 30mila abitanti<br \/>\n05 \u2013 Mario Lavia*: Che fare? Meloni, e il dilemma di non sapere cosa dire agli italiani per un altro anno e mezzo. Le idee scarseggiano, di grandi riforme nemmeno l\u2019ombra, e anche la narrazione della statura internazionale sta crollando.<br \/>\n06 &#8211; Claudia Fanti*: Vota il Per\u00f9, dove i presidenti cadono come birilli &#8211; Elezioni generali domenica record di 35 candidati, la figlia dell&#8217;ex dittatore Fujimori non arriva al 20% e tutti gli altri dietro, il solo di sinistra non esce dalla voce \u201cotros\u201d.<br \/>\n07 &#8211; Giorgio Trucchi *: I MAGA provano a prendersi l\u2019America Latina con lo \u201cscudo\u201d di Trump &#8211; Il 7 marzo scorso, il presidente statunitense Donald Trump e dodici capi di Stato latinoamericani e caraibici si sono riuniti a Doral, comune della Contea di Miami-Dade in Florida, dando vita a quello che si conosce come \u201cScudo delle Americhe\u201d (Shield of the Americas).<br \/>\n08 &#8211; Maria Panariello *:LA GIORNATA DELLA TERRA IN PALESTINA &#8211; Sperpetuo, in napoletano, \u00e8 un trambusto, un&#8217;agitazione dell&#8217;anima. Per me, \u00e8 il modo di esprimere una sensazione di angoscia che non d\u00e0 tregua, di fronte all\u2019ennesima guerra, a un\u2019ingiustizia, a una notizia amara letta e mal digerita<br \/>\n09 \u2013 Russia &#8211; Lorenzo Lamperti*: In arrivo Trump e si prepara Putin, tutti da Xi al centro delle mediazioni. La guerra grande Lavrov a Pechino: \u00abcompenseremo ogni choc energetico\u00bb In arrivo Trump e si prepara Putin, tutti da Xi al centro delle mediazioni<br \/>\n10 &#8211; STRISCIAROSSA.IT Alfiero Grandi*: L\u2019alternativa di governo si costruisce sul campo<br \/>\nGiorgia Meloni ha risposto con una linea demagogica e urlata alla vittoria del No nel referendum sulla Costituzione. Forse non sa fare di meglio per compattare i suoi sostenitori, attacca le opposizioni ripetendo una narrazione dei risultati del governo che in realt\u00e0 non esiste<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; On. Nicola Care&#8217; * (PD)*: VIETNAM, CAR\u00c8: INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELL\u2019ASSEMBLEA NAZIONALE TR\u1ea6N THANH M\u1eaaN RAFFORZARE RELAZIONI NELL\u2019INDO-PACIFICO.<\/strong><\/p>\n<p>Roma, 17 Apr-\u2013 Insieme alla collega Chiara Gribaudo, Presidente del Gruppo parlamentare di amicizia Italia-Vietnam, ho incontrato Tr\u1ea7n Thanh M\u1eabn, neo eletto Presidente dell\u2019Assemblea Nazionale del Vietnam, nel quadro di un confronto istituzionale di grande rilievo per il rafforzamento dei rapporti tra i nostri due Paesi.Si \u00e8 trattato di un incontro importante sotto il profilo politico e parlamentare, che assume per me un significato particolare anche in ragione del fatto che il Vietnam rientra nella circoscrizione Estero che rappresento in Parlamento. Proprio per questo, considero il consolidamento delle relazioni con Hanoi una parte concreta del mio impegno istituzionale a favore della presenza italiana nel mondo e del rafforzamento del dialogo con un\u2019area strategica come quella dell\u2019Indo-Pacifico. Nel corso dell\u2019incontro \u00e8 stato ribadito il valore della diplomazia parlamentare come strumento essenziale per consolidare rapporti di amicizia, collaborazione e confronto tra istituzioni, favorendo una cooperazione sempre pi\u00f9 ampia sul piano politico, economico e culturale. Il rapporto tra Italia e Vietnam, infatti, non si esaurisce nel dialogo tra Assemblee legislative, ma si misura anche nella crescita degli scambi economici, nelle opportunit\u00e0 per il sistema produttivo italiano, nella presenza delle nostre imprese e nel ruolo svolto dagli italiani che vivono e lavorano in Vietnam. Si tratta di una relazione che va sostenuta con una visione politica chiara, capace di accompagnare l\u2019internazionalizzazione delle aziende italiane, valorizzare il Made in Italy e rafforzare la rete delle nostre comunit\u00e0 all\u2019estero. L\u2019Italia deve continuare a investire nelle relazioni con il Vietnam, sia sul piano istituzionale sia sul piano economico e sociale. Parliamo di un Paese dinamico, centrale negli equilibri dell\u2019Asia e sempre pi\u00f9 rilevante per le prospettive di cooperazione internazionale, per le nostre imprese e per la presenza italiana nell\u2019area. Rafforzare questo legame significa dare pi\u00f9 forza alla proiezione internazionale dell\u2019Italia e costruire nuove opportunit\u00e0 per i nostri territori, per il nostro sistema produttivo e per i nostri connazionali all\u2019estero.\u201d<br \/>\nL\u2019incontro conferma la volont\u00e0 di proseguire lungo un percorso di cooperazione solido e strutturato, fondato sul rispetto reciproco, sul dialogo tra istituzioni democratiche e sulla volont\u00e0 condivisa di promuovere sviluppo, stabilit\u00e0 e nuove occasioni di partenariato tra Italia e Vietnam.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 (PD) &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide &#8211; Camera dei Deputati &#8211; IV Commissione Difesa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Eleonora Martini*: A GINEVRA IL GOVERNO BALBETTA DAVANTI AL COMITATO ONU CONTRO LA TORTURA . EROSIONE DELLO STATO DI DIRITTO CARCERI E AGENTI, SCUDO PENALE E REATO DI RIVOLTA, MA ANCHE ALMASRI E IL CPR IN ALBANIA.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019erosione dello Stato di diritto in Italia preoccupa gli organismi sovranazionali. Se nello scorso anno particolarmente insistente \u00e8 stata l\u2019attenzione del Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) europeo che ha chiesto e ottenuto incontri ad alto livello con il ministro Nordio soprattutto per sollecitare soluzioni strutturali ai problemi del sovraffollamento carcerario e dell\u2019alto tasso di morti e suicidi in cella, ieri a Ginevra il governo Meloni ha dovuto rispondere alle domande poste dal Comitato Onu contro la tortura (Cat) che il giorno prima aveva acquisito le osservazioni delle ong italiane presentate \u2013 a porte chiuse \u2013 dall\u2019associazione Antigone e da Medici senza frontiere. L\u2019osservazione a cui in questo caso \u00e8 sottoposta l\u2019Italia \u00e8 periodica, ma i rilievi sollevati dal Cat sono stati pesanti e hanno impegnato non poco la ventina di funzionari ministeriali che componevano la delegazione di Palazzo Chigi, eccezionalmente folta per questa circostanza.<\/p>\n<p>Tra i tanti temi toccati, l\u2019Onu ha insistito particolarmente sui tentativi legislativi delle destre nostrane di abrogare il reato di tortura e di inventare scudi penali; sulla scarsa formazione degli agenti alla prevenzione dei maltrattamenti; sulla mancanza dei codici identificativi; sui pochi dati statistici riguardanti i provvedimenti disciplinari e i procedimenti penali contro le divise accusate di violazione dei diritti umani.<\/p>\n<p>Il Cat ha chiesto poi di depenalizzare il delitto di rivolta in carcere quando configurato con la resistenza passiva; ha voluto i numeri sulla custodia cautelare e sul fermo preventivo senza autorizzazione giurisdizionale; ha stigmatizzato il sovraffollamento crescente anche negli Istituti per minori, i troppi suicidi, le troppe morti e i troppi detenuti con disturbi mentali; ha chiesto conto dell\u2019uso crescente dei metodi coercitivi e violenti da parte della polizia penitenziaria, delle deportazioni, del blocco navale e del contrasto ai giudici che si occupano di immigrazione. E infine ha preteso delucidazioni ulteriori sul caso Almasri, sulla lista dei Paesi considerati sicuri dal governo italiano e sull\u2019esternalizzazione in Albania dei centri per migranti, e ha accusato l\u2019Italia di ostacolare la Corte penale internazionale.<\/p>\n<p>\u00abUna bacchettata del Cat \u00e8 stata riservata anche al Garante nazionale dei diritti dei detenuti per aver risposto una sola volta alle nostre sette sollecitazioni\u00bb, riferisce Antigone.<\/p>\n<p>Osservazioni, queste, probabilmente affini a quelle contenute nell\u2019ultimo rapporto del Cpt del Consiglio d\u2019Europa trasmesso un mese fa al ministero di via Arenula, il quale per\u00f2 non ha ancora dato l\u2019autorizzazione a pubblicarlo n\u00e9, come fanno gli altri Paesi Ue, ha attivato la pubblicazione automatica.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciatore a Ginevra e la delegazione inviata all\u201984esima sessione del Comitato Onu contro la tortura, in occasione del VII rapporto periodico sull\u2019Italia, hanno risposto ovviamente minimizzando le problematiche e tranquillizzando il consesso internazionale riguardo la supposta ferrea vocazione democratica dei sovranisti italiani. A cominciare dai ddl che propongono di abrogare il reato di tortura introdotto nell\u2019ordinamento italiano solo nel 2017: \u00abSono ddl di iniziativa parlamentare e dal 2023 il loro iter \u00e8 fermo, quindi \u00e8 probabile che non si arriver\u00e0 all\u2019abolizione entro la fine della legislatura\u00bb, ha spiegato una funzionaria del gabinetto di Nordio.<\/p>\n<p>Sui numeri dei procedimenti penali aperti a carico di presunti torturatori, la rappresentante ministeriale snocciola numeri che non hanno alcun senso in quel contesto, perch\u00e9 si riferiscono al reato commesso da cittadini comuni. Mentre accenna soltanto alle azioni giudiziarie per tortura a carico della polizia penitenziaria, spiegando che i dati sono stati comunicati per iscritto. \u00abAd oggi ci sono 34 agenti sospesi in connessione a procedimenti per tortura\u00bb, si limita a riferire la dirigente segnalando che \u00abla sospensione dura al massimo 5 anni\u00bb. Sono invece importanti i numeri che i rappresentanti del governo snocciolano riguardo l\u2019isolamento disciplinare riservato ai detenuti: se nel 2022 questo tipo di sanzioni applicate erano 1657, nel 2025 sono arrivate a 1869 e nei primi tre mesi del 2026 sono gi\u00e0 582.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il sovraffollamento carcerario, \u00e8 l\u2019ambasciatore a ricordare che il governo Meloni \u00e8 fermamente convinto del proprio piano di edilizia penitenziaria tramite il quale \u00abrealizzer\u00e0 ben 10 mila posti entro il 2027\u00bb. Peccato che nonostante il mega progetto, \u00abla capienza regolamentare dei nostri istituti continua a calare \u2013 ricorda Antigone -: i posti regolamentari al 31 marzo erano 51.259, 9 in meno del mese scorso, 24 in meno di un anno fa, mentre i posti effettivamente disponibili sono 46.353, 262 in pi\u00f9 del mese scorso, ma 460 in meno di un anno fa. Oggi, a fronte di un sovraffollamento medio del 138%, sono 66 gli istituti penitenziari in cui il tasso di affollamento \u00e8 pari o superiore al 150%, mentre in 8 istituti \u00e8 superiore al 190%\u00bb. Le osservazioni finali del Cat le conosceremo la prossima settimana.<br \/>\n*(Eleonora Martini- giornalista, \u00e8 cronista e inviata de il manifesto, per cui lavora dal 1986 e per cui si occupa di politica, societ\u00e0 e scienze.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Vito Todeschini*: DI FRONTE AL GENOCIDIO SOSPENDERE L\u2019ACCORDO \u00c8 SOLO IL PRIMO PASSO &#8211; ITALIA\/PALESTINA LE AZIONI COMPIUTE DA ISRAELE SIN DALL\u2019INIZIO DELL\u2019OFFENSIVA MILITARE NELLA STRISCIA HANNO AVUTO IL RISULTATO NON SOLO PREVISTO, BENS\u00cc PIENAMENTE VOLUTO, DI DIFFONDERE FAME, MALNUTRIZIONE E MALATTIE CONTAGIOSE TRA LA POPOLAZIONE CIVILE. TUTTO CI\u00d2 CORRISPONDE A UN PRECISO ATTO PROIBITO SECONDO LA CONVENZIONE SUL GENOCIDIO DEL 1948<\/strong><\/p>\n<p>A seguito degli attacchi statunitensi e israeliani in Iran e Libano e delle crisi che li hanno preceduti, sulla Striscia di Gaza \u00e8 caduto un silenzio mediatico preoccupante. Eppure il genocidio contro i palestinesi di Gaza non si \u00e8 fermato nonostante il cosiddetto cessate il fuoco tra Israele e Hamas dell\u2019ottobre 2025.<\/p>\n<p>Contrariamente alle disposizioni di tale accordo, Israele non ha sospeso gli attacchi aerei contro la popolazione e le infrastrutture civili, riducendone solo intensit\u00e0 e frequenza, e ha disatteso le disposizioni riguardanti gli aiuti umanitari, continuando a limitarne l\u2019ingresso e la distribuzione con restrizioni severe e arbitrarie.<\/p>\n<p>Nel dicembre 2024 Amnesty International ha pubblicato un rapporto in cui concludeva che Israele aveva commesso e stava commettendo un genocidio nei confronti dei palestinesi di Gaza, aggiungendosi alle denunce nello stesso senso gi\u00e0 espresse da ong e accademici palestinesi, esperti internazionali e dalla Relatrice speciale dell\u2019Onu Francesca Albanese.<\/p>\n<p>NONOSTANTE le pressioni della societ\u00e0 civile e gli ordini vincolanti emessi dalla Corte internazionale di giustizia, Israele ha continuato ad attuare le sue azioni e politiche illegali. Il blocco totale all\u2019ingresso di beni e servizi essenziali a Gaza tra il 2 marzo e il 18 maggio 2025, che ha intenzionalmente portato la popolazione civile alla fame, e la creazione della Gaza Humanitarian Foundation, un sistema militarizzato, deliberatamente caotico e letteralmente mortale di distribuzione degli aiuti umanitari, ne sono gli esempi pi\u00f9 paradigmatici e crudeli.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungano la chiusura delle operazioni e degli uffici dell\u2019agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) in violazione del diritto internazionale, come sancito dalla Corte internazionale di giustizia, e la restrizione arbitraria alle operazioni delle ong umanitarie. Nel settembre 2025 un rapporto della Commissione di inchiesta dell\u2019Onu sul Territorio palestinese occupato e Israele dimostrava come tutto ci\u00f2 si inscrivesse nel genocidio gi\u00e0 in corso a Gaza.<\/p>\n<p>Le azioni compiute da Israele sin dall\u2019inizio dell\u2019offensiva militare nella Striscia, lanciata a seguito dei gravi attacchi compiuti da Hamas e altri gruppi palestinesi il 7 ottobre 2023, hanno avuto il risultato non solo previsto, bens\u00ec pienamente voluto, di diffondere fame, malnutrizione e malattie contagiose tra la popolazione civile, effetti nefasti che si sono verificati simultaneamente e ininterrottamente, aggravandosi a vicenda. Tutto ci\u00f2 corrisponde a un preciso atto proibito secondo la Convenzione sul genocidio del 1948: l\u2019imposizione deliberata ai membri di un gruppo protetto di condizioni di vita intese a provocarne la distruzione fisica, totale o parziale.<br \/>\nSu il manifesto la scrittrice di Gaza Eman Abu Zayed ha descritto tali condizioni di vita nel campo di al-Mawasi: \u00abNessun sistema fognario adeguato, nessuna infrastruttura organizzata, nessuna distanza tra le famiglie e nemmeno spazio sufficiente per piantare una nuova tenda\u2026Al-Mawasi si \u00e8 trasformata in una caotica citt\u00e0 di tende, non pianificata, non protetta dal caldo o dal freddo e priva di qualsiasi sistema sanitario in grado di prevenire la diffusione delle malattie\u00bb.<br \/>\nNel marzo 2026 Amnesty International ha inoltre denunciato lo specifico impatto di genere che il genocidio ha sulle donne di Gaza, costrette a partorire senza adeguata attenzione medica, a portare avanti gravidanze e a trascorrere il periodo post-parto sfollate in luoghi sovraffollati e pericolosi per la salute, cos\u00ec come ad affrontare la fame, le malattie e i traumi in assenza di privacy e protezione e senza accesso a servizi fondamentali, dovendo occuparsi al contempo di altre persone.<br \/>\nLE PAROLE di Maysoun Abu Bureik, ostetrica all\u2019ospedale di al-Awda a Gaza, descrivono le terribili condizioni affrontate dalle neomamme: \u00abLa cosa peggiore \u00e8 quando devi assistere una madre che ha perso il marito o la famiglia. Non c\u2019\u00e8 nulla che puoi dire o che puoi fare per consolarla. Deve cavarsela per conto suo e contemporaneamente dare sostegno emotivo alla sua piccola figlia quando lei stessa ha un disperato bisogno di quel sostegno emotivo, soprattutto quando non c\u2019\u00e8 una casa vera e propria dove tornare\u00bb.<br \/>\nIn tutto ci\u00f2 il governo italiano non ha saputo far di meglio che aderire come osservatore al cosiddetto Board of Peace dell\u2019amministrazione Trump, un piano attuato in palese disprezzo del diritto internazionale e dei diritti umani. Il governo dovrebbe invece adottare tutte le misure a propria disposizione per fermare il genocidio contro i palestinesi a Gaza. La decisione di sospendere il rinnovo automatico dell\u2019accordo di difesa con Israele deve essere solo il primo passo verso la cessazione totale di ogni tipo di assistenza militare e vendita di armi. \u00c8 inoltre fondamentale che il governo sostenga l\u2019interruzione dell\u2019accordo di associazione tra Unione europea e Israele, formalmente richiesta da un milione di cittadini europei.<br \/>\n*(Vito Todeschini. Aarhus University) is Legal Adviser at the International Commission of Jurists, Middle East and North Africa Programm)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Barbara Weisz*: PENSIONATI ESTERI CON FLAT TAX AL 7%, DAL 2026 I COMUNI AMMESSI SALGONO FINO A 30MILA ABITANTI<\/strong><\/p>\n<p>LA LEGGE PMI 2026 ESTENDE LA FLAT TAX AL 7% SULLE PENSIONI ESTERE AI COMUNI FINO A 30MILA ABITANTI. REQUISITI, AREE AMMESSE E DURATA DELL&#8217;OPZIONE.<br \/>\nDal 7 aprile 2026 la flat tax al 7% sulle pensioni estere \u00e8 accessibile anche nei Comuni del Mezzogiorno fino a 30mila abitanti, rispetto ai 20mila della norma originaria. La modifica \u00e8 introdotta dall\u2019articolo 26 della Legge annuale PMI (L. n. 34\/2026) e amplia la platea dei territori in cui il pensionato estero che trasferisce la residenza in Italia pu\u00f2 optare per l\u2019imposta sostitutiva unica su tutti i propri redditi di fonte estera. Il regime \u00e8 regolato dall\u2019articolo 24-ter del TUIR (DPR 917\/1986).<\/p>\n<p>Indice<\/p>\n<p>\u2022 Quali pensionati accedono al regime agevolato<br \/>\n\u2022 Su quali redditi esteri si applica la flat tax<br \/>\n\u2022 I Comuni ammessi dopo la Legge PMI 2026<br \/>\n\u2022 Come si esercita l\u2019opzione e quanto dura<br \/>\n\u2022 Decadenza, revoca e versamento dell\u2019imposta<br \/>\n\u2022 Quali pensionati accedono al regime agevolato<\/p>\n<p>Pensioni INPS erogate all&#8217;estero: Ddl in Senato per il rientro &#8211; Fuga all&#8217;estero dei pensionati: si studia il rientro.<\/p>\n<p>Nel pi\u00f9 vasto quadro della tassazione agevolata delle pensioni estere, possono optare per questo regime le persone fisiche titolari di redditi da pensione erogati da soggetti esteri che trasferiscono la residenza fiscale in Italia in un Comune ammesso. Il richiedente non deve essere stato fiscalmente residente in Italia nei cinque periodi d\u2019imposta precedenti al trasferimento. Il Paese di provenienza deve avere in vigore con l\u2019Italia accordi di cooperazione amministrativa in materia fiscale: il requisito esclude in pratica i paradisi fiscali.<\/p>\n<p>SU QUALI REDDITI ESTERI SI APPLICA LA FLAT TAX<br \/>\nPENSIONE<br \/>\nPensionati stranieri: flat tax al 7% anche sui redditi di capitale &#8211; 25 Novembre 2025<br \/>\nIl tratto distintivo del regime \u00e8 che l\u2019imposta sostitutiva del 7% non copre solo la pensione: si applica a tutti i redditi prodotti all\u2019estero dal soggetto trasferito, inclusi redditi di capitale e redditi finanziari di fonte estera. Il comma 8 dell\u2019articolo 24-ter TUIR consente per\u00f2 di escludere dall\u2019imposta sostitutiva i redditi prodotti in specifici Paesi esteri, ai quali continuer\u00e0 ad applicarsi la tassazione IRPEF ordinaria con relativo credito d\u2019imposta. Questa scelta di esclusione parziale pu\u00f2 essere esercitata o modificata anche nei periodi d\u2019imposta successivi.<\/p>\n<p>I COMUNI AMMESSI DOPO LA LEGGE PMI 2026<br \/>\nIl regime si applica al pensionato che trasferisce la residenza in una delle seguenti aree:<\/p>\n<p>Comuni con popolazione non superiore a 30mila abitanti nelle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia \u2014 soglia elevata da 20mila a 30mila dalla Legge PMI 2026, in vigore dal 7 aprile 2026;<br \/>\nComuni colpiti dai terremoti del Centro Italia del 2016-2017 inclusi negli allegati 1, 2 e 2-bis del DL 189\/2016;<\/p>\n<p>COMUNI COLPITI DAGLI EVENTI SISMICI DEL 2009 A L\u2019AQUILA.<br \/>\nPer i Comuni danneggiati da sismi (secondo e terzo punto) non si applica alcun limite demografico: l\u2019inclusione negli allegati di legge \u00e8 il criterio esclusivo. Per i Comuni del Mezzogiorno, la soglia demografica di riferimento \u00e8 la Rilevazione comunale annuale del movimento e calcolo della popolazione pubblicata dall\u2019ISTAT. Chi ha gi\u00e0 esercitato l\u2019opzione con il vecchio limite dei 20mila abitanti non subisce alcun impatto: il regime in corso prosegue invariato.<\/p>\n<p>COME SI ESERCITA L\u2019OPZIONE E QUANTO DURA<br \/>\nPensioni tasse estero<\/p>\n<p>PENSIONATI: I 20 PAESI DOVE TRASFERIRSI PER PAGARE MENO TASSE<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario presentare una domanda specifica: l\u2019opzione si esercita direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d\u2019imposta del trasferimento, indicando i seguenti elementi:<\/p>\n<p>lo status di non residente in Italia per almeno cinque periodi d\u2019imposta precedenti l\u2019inizio di validit\u00e0 dell\u2019opzione;<br \/>\n\u2022 la giurisdizione o le giurisdizioni dell\u2019ultima residenza fiscale, tra quelle con cui l\u2019Italia ha accordi di cooperazione amministrativa in materia fiscale;<br \/>\n\u2022 gli eventuali Stati o territori per i quali si intende escludere l\u2019applicazione dell\u2019imposta sostitutiva, optando per la tassazione ordinaria con credito d\u2019imposta (facolt\u00e0 prevista dal comma 8 dell\u2019articolo 24-ter TUIR, esercitabile anche nei periodi successivi);<br \/>\n\u2022 lo Stato di residenza del soggetto estero erogante la pensione;<br \/>\n\u2022 il totale dei redditi di fonte estera da assoggettare all\u2019imposta sostitutiva.<br \/>\nL\u2019imposta sostitutiva si versa in un\u2019unica soluzione entro la scadenza del saldo per il versamento delle imposte sui redditi, tramite modello F24.<\/p>\n<p>Il regime ha una durata complessiva di dieci anni: copre il periodo d\u2019imposta del trasferimento e i nove successivi. \u00c8 possibile trasferirsi in un altro Comune ammesso senza perdere il beneficio, purch\u00e9 il nuovo Comune soddisfi i requisiti geografici e demografici previsti dalla norma. La revoca \u00e8 possibile in qualsiasi momento direttamente in dichiarazione dei redditi.<\/p>\n<p>DECADENZA, REVOCA E VERSAMENTO DELL\u2019IMPOSTA<br \/>\nDall\u2019opzione scatta la decadenza al verificarsi di una delle seguenti cause:<\/p>\n<p>\u2022 perdita dei requisiti soggettivi previsti dalla norma;<br \/>\n\u2022 omesso o parziale versamento dell\u2019imposta sostitutiva entro i termini previsti (la decadenza non scatta automaticamente:<br \/>\n\u2022 il contribuente pu\u00f2 sanare versando entro la scadenza del saldo relativo al periodo d\u2019imposta successivo, con interessi e sanzioni;<br \/>\n\u2022 solo il mancato pagamento anche entro questo termine rende definitiva la decadenza);<br \/>\n\u2022 trasferimento della residenza in un Comune privo dei requisiti previsti dalla norma;<br \/>\n\u2022 trasferimento della residenza all\u2019estero.<br \/>\nIn caso di revoca o decadenza, non \u00e8 possibile esercitare nuovamente l\u2019opzione.<br \/>\n*(Fonte: PMI.it. Barbara Weisz &#8211; Giornalista professionista, scrive di economia, politica e finanza per la stampa specializzata, tra testate online quotidiani e riviste a diffusione nazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Mario Lavia*: CHE FARE? MELONI, E IL DILEMMA DI NON SAPERE COSA DIRE AGLI ITALIANI PER UN ALTRO ANNO E MEZZO. LE IDEE SCARSEGGIANO, DI GRANDI RIFORME NEMMENO L\u2019OMBRA, E ANCHE LA NARRAZIONE DELLA STATURA INTERNAZIONALE STA CROLLANDO.<\/strong><\/p>\n<p>\u2022 Ve bene che vuole battere il record di longevit\u00e0.<br \/>\n\u2022 Va bene che i parlamentari vogliono maturare la pensione.<br \/>\n\u2022 Va bene, infine, che \u00e8 bello viaggiare per il mondo e frequentare i grandi della Terra.<\/p>\n<p>E, per\u00f2, per fare tutto questo, Giorgia Meloni ha un piccolo problema: che cosa dire agli italiani per un altro anno e mezzo?<\/p>\n<p>IL PROBLEMA DEL FAMOSO \u201cRACCONTO\u201d. CHE POI SI SOSTANZIA NELLE COSE CONCRETE.<br \/>\nE QUI CASCA L\u2019ASINO.<\/p>\n<p>Le idee scarseggiano, di grandi riforme nemmeno l\u2019ombra. I soldi per fare cose importanti non ci sono. E adesso \u2013 questa \u00e8 la novit\u00e0 forse pi\u00f9 importante della fase \u2013 sta crollando l\u2019impalcatura di cartapesta su cui si reggeva la narrazione della statura internazionale della presidente del Consiglio.<br \/>\nEra un\u2019illusione ottica, ma per un po\u2019 ha funzionato. Nell\u2019era del sovranismo trionfante, Meloni si era ritagliata un bello spazio: la trumpiana d\u2019Europa, non poca roba.<br \/>\nMa la situazione \u00e8 cambiata. L\u2019uomo della Casa Bianca sta provocando disastri umani e economici. Lei, anche per questo, ha perso il referendum.<br \/>\nEd \u00e8 probabile che domenica le urne ungheresi per la stessa ragione mandino a casa, Viktor Orb\u00e1n, l\u2019altro \u201cfratello d\u2019Europa\u00bb.<br \/>\nEmanciparsi dal tycoon non \u00e8 facile. Anzi, \u00e8 impossibile, al netto di qualche provvisorio e malfermo distinguo. E l\u2019Europa, che da sempre diffida di Giorgia, certo non intende pi\u00f9 di tanto aprirle le porte.<br \/>\nIsolata, dunque. Sovranista ma non completamente trumpiana, europeista ma non compiutamente filo Ue. Strategicamente, un disastro. Del \u00abponte\u00bb tra Stati Uniti ed Europa che lei voleva essere sono crollati i due piloni, da una parte e dall\u2019altra.<br \/>\nSi tratta, dunque, di reimpostare una linea, pi\u00f9 rivolta alla politica interna. Ma alla testa di una coalizione stanca e impaurita. I turbamenti di Forza Italia ne sono un bell\u2019esempio, con un segretario, Antonio Tajani, sostanzialmente commissariato dalla famiglia Berlusconi. E la Lega colpita alle spalle dal generale Roberto Vannacci. Il colpo in faccia del referendum ha innervosito la premier come forse mai prima d\u2019ora.<br \/>\nSar\u00e0 un caso, ma la cacciata di Roberto Cingolani \u00e8 stata da lei decisa quando, proprio quel marted\u00ec 24 marzo, il giorno dopo la vittoria del No, Meloni si \u00e8 trovata spiattellata su Repubblica un\u2019intervista dell\u2019amministratore delegato di Leonardo in cui rilanciava il progetto Michelangelo Dome. Un progetto che Meloni non aveva mai apprezzato.<br \/>\nGi\u00e0 il 13 febbraio, come raccontato sul Corriere da Simone Canettieri, Cingolani era in volo con Meloni sull\u2019aereo che li portava in missione in Etiopia, e in quella occasione la premier si era irritata per la troppa autonomia rispetto a temi strategici. Tra questi, appunto, il programma Michelangelo Dome. Trovarselo riproposto su Repubblica le \u00e8 andato di traverso. L\u00ec, probabilmente, Cingolani \u00e8 caduto definitivamente in disgrazia. Via Cingolani, dentro un po\u2019 di gente amica (ma fra questi non figura Lorenzo Mariani, che ne prende il posto). Una botta decisionista che tradisce il nervosismo di una premier alla ricerca del bandolo della matassa.<br \/>\nSe non lo dovesse trovare non esiterebbe a chiedere al presidente della Repubblica di anticipare il voto come minimo alla primavera dell\u2019anno prossimo se non alla fine del 2026. Ma adesso il problema di Meloni \u00e8 un altro, \u00e8 quello posto a suo tempo da Lenin: che fare?<br \/>\n*(Mario Lavia &#8211; \u00e8 un noto giornalista e notista politico italiano, con una lunga esperienza nell&#8217;analisi delle dinamiche di governo e di partito. Ha ricoperto il ruolo di vice direttore del quotidiano Europa e collabora con testate come Linkiesta, Il Riformista e La Ragione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Claudia Fanti*: VOTA IL PER\u00d9, DOVE I PRESIDENTI CADONO COME BIRILLI &#8211; ELEZIONI GENERALI DOMENICA RECORD DI 35 CANDIDATI, LA FIGLIA DELL&#8217;EX DITTATORE FUJIMORI NON ARRIVA AL 20% E TUTTI GLI ALTRI DIETRO, IL SOLO DI SINISTRA NON ESCE DALLA VOCE \u201cOTROS\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Ma chiunque vinca, il potere \u00e8 in una coalizione-monoblocco che non perde mai<br \/>\nNel panorama latinoamericano il Per\u00f9 rappresenta un po\u2019 un\u2019eccezione: qui l\u2019autoritarismo, in crescita in tutto il continente, non si esprime attraverso un leader \u2013 un Milei, un Kast, un Noboa \u2013 ma tramite una coalizione di potere che controlla saldamente il paese a prescindere da chi ci sia al governo. Cos\u00ec, mentre i presidenti cadono uno dopo l\u2019altro \u2013 otto in soli dieci anni \u2013 in mezzo a scandali di corruzione, attacchi alla democrazia e denunce di collusione con il crimine organizzato, le forze che dominano il Congresso sembrano al contrario invincibili. E continueranno a esserlo anche dopo le elezioni generali di domenica.<br \/>\nNel passaggio, ormai consumato, dal presidenzialismo a un parlamentarismo di fatto, l\u2019equilibro tra i poteri \u00e8 infatti completamente saltato: il Congresso, che \u00e8 dominato da forze di destra pi\u00f9 o meno estrema e controlla istituzioni chiave come il Tribunale costituzionale, destituisce i presidenti come fossero birilli, o attraverso la \u201cvacancia\u201d (cio\u00e8 l\u2019impeachment) per \u201cincapacit\u00e0 morale permanente\u201d, una formula cos\u00ec vaga che ci si pu\u00f2 far rientrare un po\u2019 tutto, o tramite una semplice censura, che richiede appena una maggioranza semplice, di cui ha fatto le spese l\u2019ultimo presidente deposto, Jos\u00e9 Jeri.<br \/>\nE questo indipendentemente se sia la societ\u00e0 a mobilitarsi contro il governo, anche sfidando una repressione feroce \u2013 cos\u00ec \u00e8 stato con Dina Boluarte, davvero moralmente incapace \u2013 o se si consumi tutto nella totale apatia della popolazione, come nel caso di Jer\u00ed.<br \/>\nN\u00e9 cambia qualcosa se, per una congiunzione astrale, esce dal cilindro un presidente progressista, come accaduto nel 2021 con Pedro Castillo: il suo destino sar\u00e0, invariabilmente, quello di essere risucchiato dalla coalizione di potere o di venire rovesciato, quando non le due cose insieme.<br \/>\n\u00c8 in questo quadro che oggi pi\u00f9 di 18 milioni di elettori sono chiamati alle urne per eleggere il prossimo presidente e i membri di un Parlamento diventato nel 2024 nuovamente bicamerale. Con un livello di disaffezione nei confronti della classe politica che non potrebbe essere pi\u00f9 alto: se c\u2019\u00e8 qualcosa che la maggior parte dei peruviani proprio non si aspetta \u00e8 che il prossimo governo, quale che sia il vincitore, sia in grado l\u2019affrontare sul serio i problemi del paese.<br \/>\nFra ben 35 candidati tra cui scegliere \u2013 un record \u2013 i favoriti, secondo sondaggi ritenuti per\u00f2 poco affidabili anche per l\u2019alto numero di indecisi, sarebbero comunque Keiko Fujimori, la figlia dell\u2019ex dittatore \u2013 e massima espressione della destra fascista e corrotta \u2013 al suo quarto tentativo alle presidenziali; il miliardario dell\u2019Opus Dei, anche lui ultraconservatore, Rafael L\u00f3pez Aliaga e l\u2019ex comico Carlos \u00c1lvarez, che fa del pragmatismo la sua bandiera, seguiti da Alfonso L\u00f3pez Chau (Ahora Naci\u00f3n), Jorge Nieto (Partido del Buen Gobierno) e il progressista Roberto S\u00e1nchez (Juntos por el Per\u00fa) considerato l\u2019erede di Castillo. Nessuno, peraltro, con la minima chance di superare il 50% al primo turno: la Se\u00f1ora K (come viene chiamata la leader di Fuerza Popular), che sarebbe in testa, resta ben lontana dal 20% delle preferenze.<br \/>\nMa se i candidati sono tanti, la maggior parte di loro propone le stesse ricette: misure di austerit\u00e0 fiscale, allineamento con l\u2019amministrazione Trump, difesa del ruolo del Per\u00f9 come nazione esportatrice di materie prime, a cominciare dal rame. E se qualche eccezione c\u2019\u00e8 pure, come nel caso della Alianza Venceremos di cui fanno parte diverse forze di sinistra, il suo candidato, l\u2019ex leader studentesco e avvocato progressista Ronald Atencio, non compare ai primi posti in nessun sondaggio, finendo semplicemente nella voce \u201cotros\u201d.<br \/>\nE ci\u00f2 malgrado il suo programma preveda, tra molto altro, la rifondazione delle istituzioni del paese con il ristabilimento dell\u2019equilibrio tra i poteri, una riforma tributaria, investimenti nell\u2019industrializzazione delle materie prime, una politica di credito per i lavoratori informali (il 70% della popolazione economicamente attiva), una nuova riforma agraria e un\u2019educazione accessibile a tutti. Programma forse eccessivamente ambizioso a fronte della sfiducia generalizzata di una popolazione rimasta scottata davvero troppe volte.<br \/>\n*(Claudia Fanti &#8211; Giornalista, scrive soprattutto di America Latina. Da pi\u00f9 di 20 anni scrive sul settimanale Adista e collabora con il Manifesto e con altre testate.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Giorgio Trucchi *: I MAGA PROVANO A PRENDERSI L\u2019AMERICA LATINA CON LO \u201cSCUDO\u201d DI TRUMP &#8211; IL 7 MARZO SCORSO, IL PRESIDENTE STATUNITENSE DONALD TRUMP E DODICI CAPI DI STATO LATINOAMERICANI E CARAIBICI SI SONO RIUNITI A DORAL, COMUNE DELLA CONTEA DI MIAMI-DADE IN FLORIDA, DANDO VITA A QUELLO CHE SI CONOSCE COME \u201cSCUDO DELLE AMERICHE\u201d (SHIELD OF THE AMERICAS).<\/strong><\/p>\n<p>Il documento finale firmato dai tredici governanti, tra cui Javier Milei (Argentina), Jos\u00e9 Antonio Kast (Cile), Daniel Noboa (Ecuador), Nayib Bukele (El Salvador), Nasry Asfura (Honduras) e Jos\u00e9 Ra\u00fal Mulino (Panama), prevede la messa in campo e l\u2019utilizzo di \u201ctutte le risorse necessarie e le facolt\u00e0 legali disponibili\u201d per smantellare i cartelli (della droga) e le organizzazioni terroriste nell\u2019emisferooccidentale, togliendo loro qualsiasi controllo territoriale, accesso a finanziamento o ad altre risorse. Tra gli obiettivi anche quello di \u201ctenere a bada le minacce esterne\u201d, tra cui \u201cle influenze straniere maligne extra emisfero occidentale\u201d.<br \/>\nPer questa pseudo crociata contro il narcoterrorismo, come ama definirlo Trump, gli Stati Uniti lanciano una sorta di progetto di cooperazione militare multilaterale con governi ultraconservatori, dichiaratamente allineati con il trumpismo e gli interessi geopolitici e geostrategici di Washington. In tutto ci\u00f2, la lotta contro il traffico di droga c\u2019entra poco o nulla e il mancato invito a potenze politiche ed economiche latinoamericane come Brasile, Colombia e Messico, i cui governi non seguono pedissequamente gli ordini di Washington, ne \u00e8 la conferma.<br \/>\n\u201cSi tratta di una riedizione 2.0 della vecchia dottrina Monroe di dominazione continentale e dell\u2019imposizione dell\u2019ideologia MAGA (Make America Great Again \u2013 America First). La retorica della lotta contro il narcotraffico non \u00e8 altro che una facciata che serve a mascherare il processo accelerato di riposizionamento USA in America Latina, ridefinendo il suo perimetro di sicurezza e inasprendo le politiche interventiste e la militarizzazione della regione\u201d, spiega a Pagine Esteri, Giovani Del Prete, coordinatore operativo della segreteria continentale di ALBA Movimientos.<br \/>\nPer poter avanzare con il suo progetto, continua Del Prete, Trump stringe alleanze con governi satellite, espressioni della destra ultra neoliberista latinoamericana, che garantiscono, costi quel che costi, gli interessi \u201cstelle e strisce\u201d. Oltre a ricomporre l\u2019influenza statunitense sul continente, gli obiettivi del decantato \u201cScudo\u201d sono quelli di scardinare il processo d\u2019integrazione e indipendenza latinoamericana iniziato con la creazione di Alba-Tcp (Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America \u2013 Trattato di commercio dei popoli) e Celac (Comunit\u00e0 degli stati latinoamericani e dei caraibi) e stroncare l\u2019avanzata cinese (e le influenze russe) come principale partner commerciale del Centro e Sud America, in settori strategici come infrastrutture, tecnologie ed energia. Attualmente, pi\u00f9 di venti paesi del continente hanno firmato memorandum d\u2019intesa per partecipare alla Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta).<br \/>\nIn particolare, gli USA vogliono assicurarsi il controllo di risorse strategiche e corridoi logistici, molto spesso in mano ad aziende appaltatrici cinesi. Tra i governi alleati di Washington, il panamense \u00e8 tra quelli che per primi hanno agito di conseguenza. Poche settimane fa, infatti, ha annullato i contratti portuali chiave detenuti da Panama Ports Company, una filiale di CK Hutchison con sede a Hong Kong. La sentenza della Corte suprema di giustizia ha dichiarato incostituzionali le ventennali concessioni per operare nei terminal Balboa e Crist\u00f3bal del Canale di Panama.<br \/>\nAltri segnali vengono dai governi di Costarica e Paraguay, che hanno espresso profonda preoccupazione per le misure commerciali imposte dalla Cina nei propri porti a navi battenti bandiera panamense, sottoponendole a \u201cispezioni arbitrarie e ingiuste che causano forti ritardi\u201d. La situazione era stata segnalata e condannata come \u201cminaccia diretta alla stabilit\u00e0 delle catene globali del valore\u201d dal segretario di Stato USA, Marco Rubio, ed aveva immediatamente riscosso il sostegno di altri governi satelliti, tra cui Israele, Ucraina, Honduras e Per\u00f9.<br \/>\nA questo si aggiunge la militarizzazione dei Caraibi, l\u2019invasione e il sequestro del presidente venezuelano Nicol\u00e1s Maduro e della deputata e consorte Cilia Flores, le minacce contro i governi di Brasile, Colombia e Messico, l\u2019inasprimento dell\u2019embargo contro Cuba volto a strangolare il settore energetico, a criminalizzare le brigate mediche sparse per il mondo e a isolare politicamente la pi\u00f9 grande delle Antille.<\/p>\n<p>PREOCCUPA anche l\u2019Accorda SOFA (Status of ForcesAgreement) firmato da Paraguay ed Ecuador con gli Stati Uniti, secondo il quale si permette automaticamente l\u2019entrata di truppe statunitensi e si concede a militari, civili e contrattisti esenzioni e immunit\u00e0 equiparate a quelle di cui gode il personale diplomatico.<br \/>\n\u201cCi\u00f2 a cui stiamo assistendo \u00e8 il tentativo grossolano di chi si crede re e vuole accaparrare tutto a spese dei nostri popoli. \u2018O cooperi con me o t\u2019invado\u2019. Veniamo da pi\u00f9 di 500 anni di colonialismo e questa non \u00e8 altro che la versione aggiornata di un crimine protratto nei secoli che, purtroppo, conta sempre sulla complicit\u00e0 di governi cipayos (collaborazionisti). Governi autoritari e repressivi, molto spesso collusi con il crimine organizzato, disposti a sacrificare la propria gente, il suo benessere e il suo futuro, per garantire gli interessi economici e strategici di un padrone che sta affrontando una gravissima crisi economica e di credibilit\u00e0\u201d, spiega Pablo Rojas, dottore in studi latinoamericani dell\u2019Universit\u00e0 nazionale autonoma del Messico (Unam).<br \/>\nE se l\u2019unit\u00e0 e l\u2019integrazione regionale diventano un ostacolo per gli interessi statunitensi, Trump punta allora a frammentare e dividere attraverso la subordinazione, la pressione, le minacce, le sanzioni, l\u2019accerchiamento militare, il blocco commerciale ed energetico. In questo senso, segnala il collettivo giornalistico indipendente Misi\u00f3n Verdad, il \u201cprezzo\u201d di stare nello Scudo delle Americhe \u00e8 l\u2019annullamento definitivo delle autonomie nazionali a favore di un\u2019egemonia perenne e di una militarizzazione costante. In definitiva, una \u201csovranit\u00e0\u201d che da principio inviolabile si converte in variabile negoziabile.<br \/>\nLa nuova iniziativa di Washington va quindi a integrare quanto gi\u00e0 stabilito come priorit\u00e0 dalla Strategia sulla Sicurezza Nazionale (SSN) 2025 e 2026. \u201cLa designazione di cartelli latinoamericani come organizzazioni terroriste straniere abilita giuridicamente operazioni militari extraterritoriali, congelamento di attivi e vigilanza internazionale senza contrappesi legali. Questa fusione tra \u2018guerra alla droga\u2019 e \u2018guerra al terrore\u2019 converte territori sovrani in aree di azione geostrategica, in cui si normalizza la presenza militare statunitense in funzione della sicurezza\u201d, avverte Misi\u00f3n Verdad.<br \/>\nLo Scudo opera come uno strumento di proiezione di potere in un emisfero che gli Stati Uniti considerano da sempre il proprio \u201ccortile\u201d, scartando a priori i concetti di cooperazione orizzontale, solidale, complementare e di autodeterminazione dei popoli.<br \/>\n\u201cA Trump serve anche come cortina di fumo per i suoi elettori di fronte a una crisi economica e sociale interna sempre pi\u00f9 grave. Ogni giorno vediamo come negli Stati Uniti aumentano le proteste e dilaga il malcontento\u201d, segnala Del Prete. \u201cLa popolazione latinoamericana \u00e8 ribelle e sa come resistere alle strategie colonialiste di dominazione. Dobbiamo rafforzare la visione antimperialista perch\u00e9 si tratta di sopravvivenza. L\u2019unica forma per cercare di ribaltare questo nuovo corso autoritario e interventista \u00e8 attraverso la ribellione popolare\u201d, conclude Rojas.<br \/>\n*(Giorgio Trucchi, , giornalista, residente in Centro America dal 1998, \u00e8 corrispondente dell&#8217;agenzia Rel UITA e collabora con diversi media internazionali)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Maria Panariello *:LA GIORNATA DELLA TERRA IN PALESTINA &#8211; Sperpetuo, in napoletano, \u00e8 un trambusto, un&#8217;agitazione dell&#8217;anima. Per me, \u00e8 il modo di esprimere una sensazione di angoscia che non d\u00e0 tregua, di fronte all\u2019ennesima guerra, a un\u2019ingiustizia, a una notizia amara letta e mal digerita.<\/strong><\/p>\n<p>Il 30 marzo in Palestina marca l\u2019appartenenza del popolo palestinese ai loro alberi di ulivo, alla loro terra, alla loro identit\u00e0. In quella data, ormai cinquant\u2019anni fa, 6 palestinesi disarmati furono uccisi e oltre 100 furono feriti dall\u2019esercito israeliano, che voleva confiscare, come poi ha fatto, 2 mila ettari di terre palestinesi in Galilea: l\u2019equivalente di circa tremila campi di calcio.<br \/>\nDa allora quei fatti drammatici vengono celebrati ogni anno, in quella che per i palestinesi \u00e8 la Giornata della Terra. Ogni anno, i palestinesi residenti in Israele e nei territori occupati (Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est) celebrano questa ricorrenza con manifestazioni, veglie e con la piantumazione di ulivi, gesto simbolo del loro profondo radicamento al territorio, di resistenza e riappropriazione attraverso un albero intrecciato alla storia e al futuro del popolo palestinese, alla sua stessa sussistenza.<br \/>\nIn Palestina molti ulivi hanno pi\u00f9 di 1.000 anni, alcuni arrivano anche a 3.000. Dall&#8217;inizio della scorsa stagione di raccolta delle olive, l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha documentato 126 attacchi da parte dei coloni israeliani in 70 citt\u00e0 e villaggi, che hanno interrotto le attivit\u00e0 di raccolta, ferito circa 112 palestinesi e vandalizzato pi\u00f9 di 4.000 alberi e giovani piante. E questo accade per espandere i confini di Israele, e quindi per eliminare ogni traccia di esistenza dei palestinesi.<br \/>\nOrganizzazioni per i diritti umani e diversi paesi hanno condannato il piano di annessione territoriale da parte di Israele. Secondo Peace Now, un gruppo israeliano che si batte contro gli insediamenti, Israele ha approvato 12.349 unit\u00e0 abitative nel 2023, 9.884 nel 2024 e un numero record di 27.941 nel 2025. Un sopruso denunciato in queste ore anche da L\u2019Espresso. La foto di copertina del settimanale, contro cui si \u00e8 scagliato l\u2019ambasciatore israeliano a Roma che ha accusato il giornale di averla manipolata con l\u2019intelligenza artificiale, mostra il ghigno di un colono israeliano che irride una donna in Cisgiordania, e apre un\u2019inchiesta che racconta la pulizia etnica e i massacri perpetrati da coloni ed esercito israeliano agli ordini della destra di Netanyahu e dei suoi ministri.<\/p>\n<p>LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA DELL\u2019ONU<br \/>\nIl prossimo 22 aprile si celebra la 56esima Giornata mondiale della Terra delle Nazioni Unite per la salvaguardia del pianeta. Una data istituita grazie alla pressione del movimento ambientalista nato in America tra gli anni Sessanta e Settanta, a seguito di un incidente a una piattaforma petrolifera in California, che caus\u00f2 lo sversamento di circa dieci milioni di litri di petrolio nell\u2019oceano. Una mobilitazione che and\u00f2 ad affiancarsi a quella pacifista contro la guerra del Vietnam. Devastazione ambientale, petrolio, guerra: sessant\u2019anni dopo, gli ingredienti sono rimasti esattamente gli stessi.<br \/>\nIl tema della Giornata di quest\u2019anno \u00e8 \u201cOur power. Our planet\u201d (Il nostro potere. Il nostro pianeta) con cui si pone in rilievo l\u2019importanza dell\u2019impegno del singolo individuo e delle sue scelte quotidiane. Un tema che vuole provocare la partecipazione e l\u2019attivazione delle singole persone di cui sicuramente abbiamo bisogno.<br \/>\nEppure sarebbe da ricordare, proprio in questa data, le responsabilit\u00e0 politiche di chi ha contribuito a rompere il vero legame tra la terra e l\u2019uomo, le politiche miopi, l\u2019attacco sistematico ai territori, ai redditi, agli accordi internazionali. Le frane di Niscemi, in Abruzzo e in Molise, agli effetti delle piogge torrenziali in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna non sono altro che la rappresentazione drammatica di questa inazione politica. Altro che fatalit\u00e0!<\/p>\n<p>DEDICARE UN GIORNO A TUTTO QUESTO VERAMENTE NON PU\u00d2 BASTARE.<br \/>\nCon Terra! lavoriamo tutti i giorni per denunciare quello che sta accadendo in campo, in tavola e sugli scaffali dei supermercati, raccontando di migliaia di agricoltori che lasciano le loro aziende perch\u00e9 i loro redditi non consentono di tirare avanti e perch\u00e9 i cambiamenti climatici stanno cambiando il loro futuro; denunciando come questo \u201cpatto\u201d con la terra si sia rotto da tempo; mostrando un modello che porta chi produce a non riuscire pi\u00f9 a vivere della propria terra e chi consuma a faticare ad accedere a un cibo sano e di qualit\u00e0; costruendo politiche e progetti che avvicinano le comunit\u00e0 ai territori, come a Lampedusa, dove su uno \u201cscoglio\u201d brullo, abbiamo dato vita ad Agricola Mpidusa, una cooperativa agricola sociale, che ha fatto guerra alla desertificazione dell\u2019isola.<br \/>\nPer noi \u00e8 il nostro lavoro, il nostro attivismo, il nostro modo di stare nel mondo, ma c\u2019\u00e8 chi a questi temi penser\u00e0 solo il 22 aprile.<\/p>\n<p>LA LEZIONE DELLA PALESTINA PER LA SALVAGUARDIA DELLA TERRA<br \/>\nPer rendere questo un impegno quotidiano per tutte e tutti, forse dovremmo imparare proprio dai palestinesi e da come celebrano la loro Giornata della terra, prendendo in prestito la ferma convinzione che i destini della loro terra e dei loro ulivi siano uniti indissolubilmente alla loro stessa esistenza. Il nostro \u201csuperomismo\u201d disperato ci porta a credere di poter controllare e dominare ci\u00f2 che ci circonda anche con le nostre scelte individuali, eppure dalla Palestina, da oltre cinquant\u2019anni, ci arriva un lezione diversa: convivere pacificamente con ci\u00f2 che la terra offre nel luogo che chiamiamo \u201ccasa\u201d.<br \/>\nEcco anche perch\u00e9 la causa dei palestinesi \u00e8 anche la nostra, ecco perch\u00e9 siamo scesi in piazza nei mesi di guerra e perch\u00e9 sosteniamo la Flotilla che riparte verso Gaza, per difendere questo popolo e il suo diritto a esistere dove \u00e8 e dove vuole essere.<br \/>\n*(Maria Panariello, napoletana trapiantata a Roma, \u00e8 un&#8217;attivista di Non Una di Meno. Giornalista e condirettrice di Paese Sera &#8211; Piccolo Sperpetuo &#8211; Sperpetuo, in napoletano, \u00e8 un trambusto, un&#8217;agitazione dell&#8217;anima. Per me, \u00e8 il modo di esprimere una sensazione di angoscia che non d\u00e0 tregua, di fronte all\u2019ennesima guerra, a un\u2019ingiustizia, a una notizia amara letta e mal digerita)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 \u2013 Russia &#8211; Lorenzo Lamperti*: IN ARRIVO TRUMP E SI PREPARA PUTIN, TUTTI DA XI AL CENTRO DELLE MEDIAZIONI. LA GUERRA GRANDE LAVROV A PECHINO: \u00abCOMPENSEREMO OGNI CHOC ENERGETICO\u00bb IN ARRIVO TRUMP E SI PREPARA PUTIN, TUTTI DA XI AL CENTRO DELLE MEDIAZIONI.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon ci sono piani, al momento, per un vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin in Cina\u00bb. Il Cremlino allontana la suggestione di un trilaterale senza precedenti tra Stati uniti e Russia alla presenza di Xi Jinping. Di certo, a meno di nuovi rinvii, nel giro di poche settimane sia il presidente americano che quello russo saranno a Pechino, sempre pi\u00f9 epicentro della diplomazia globale. Secondo Trump, Xi lo accoglier\u00e0 con \u00abun grande e caloroso abbraccio\u00bb. Motivo? La presunta \u00abriapertura permanente\u00bb dello Stretto di Hormuz. \u00abLo sto facendo anche per loro\u00bb, ha scritto Trump su Truth, aggiungendo che Xi \u00abha accettato di non inviare armi all\u2019Iran\u00bb in un presunto scambio di lettere con la Casa bianca.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019iniziativa congiunta col Pakistan e i quattro punti per la pace lanciati due giorni fa alla presenza del principe ereditario di Abu Dhabi, la Cina lascia intravedere un ruolo ufficioso di mediazione. Anche ieri sera, il ministro degli esteri Wang Yi ha parlato con l\u2019omologo iraniano Abbas Araghchi, al quale ha ribadito il sostegno \u00aballa dinamica dei negoziati di pace\u00bb, definiti \u00abnell\u2019interesse del popolo dell\u2019Iran\u00bb.<br \/>\nAl di l\u00e0 della veridicit\u00e0 della discussione diretta in materia di armi, la presa di posizione di Trump \u00e8 significativa, perch\u00e9 arriva dopo che il Financial Times ha scritto che i pasdaran avrebbero utilizzato un satellite cinese per monitorare e colpire le basi americane in Asia occidentale. Il dispositivo, denominato Tee-01B, sarebbe stato acquisito a fine 2024, dunque ben prima della guerra. Il tutto si aggiunge a recenti ricostruzioni dell\u2019intelligence americana, secondo cui la Cina sarebbe pronta a consegnare un nuovo sistema di difesa aerea all\u2019Iran. La scontata smentita di Pechino, secondo cui si tratta di \u00abvoci fabbricate motivate da secondi fini\u00bb, viene dunque rafforzata dallo stesso Trump, che pare intenzionato a confermare il summit con Xi previsto per met\u00e0 maggio. Secondo Reuters, nella sua delegazione ci sar\u00e0 anche il figlio imprenditore Eric.<br \/>\nPoco dopo, Xi ricever\u00e0 anche Putin. Ieri, il Cremlino ha confermato che il presidente russo sar\u00e0 in Cina \u00abentro la prima met\u00e0 dell\u2019anno\u00bb. L\u2019annuncio \u00e8 arrivato dopo che il leader cinese (reduce da un vertice con il leader vietnamita To Lam ha ricevuto Sergej Lavrov, presente a Pechino proprio per mettere a punto i preparativi della visita di Putin. Durante l\u2019incontro, Cina e Russia hanno ribadito la loro opposizione al blocco navale di Hormuz imposto dagli Usa, definito \u00abpericoloso e irresponsabile\u00bb. Le nostre relazioni \u00abrestano salde di fronte a tutte le tempeste\u00bb, ha garantito il ministro degli esteri russo.<br \/>\nEppure, gli interessi dei due paesi sulla guerra in corso non sono del tutto allineati. Pechino \u00e8 sin qui stata ampiamente in grado di limitare l\u2019impatto dello shock energetico e intravede anche delle opportunit\u00e0 su rinnovabili e auto elettriche. Ma il rallentamento della domanda globale sta iniziando a farsi sentire sul ritmo delle esportazioni e sull\u2019aumento dei prezzi interni. Mosca, invece, \u00e8 senz\u2019altro favorita dalle turbolenze sul Golfo. Soprattutto per la possibilit\u00e0 di intensificare le vendite di gas e petrolio. Un tema toccato esplicitamente anche da Lavrov. \u00abLa Russia \u00e8 pronta a compensare il deficit di energia che si \u00e8 venuto a creare per la Cina e per altri partner\u00bb, ha detto. Per Mosca si tratta di un\u2019opportunit\u00e0 per rilanciare gli scambi con Pechino, che nel 2025 si sono ridotti, e ridurre lo squilibrio nelle relazioni bilaterali. Dopo la guerra in Ucraina, il rapporto tra Russia e Cina si era progressivamente sbilanciato a favore di Pechino, che ha potuto negoziare condizioni vantaggiose sulle forniture energetiche.<br \/>\nLa crisi iraniana, sommata alla cattura di Maduro in Venezuela, sembrano restituire a Mosca una leva negoziale pi\u00f9 forte. Nel nuovo piano quinquennale approvato a met\u00e0 marzo, Pechino sembra aver avvicinato il via libera definitivo al Power of Siberia 2, il super gasdotto su cui Putin spinge da anni. Allo stesso tempo, Xi sembra voler continuare a diversificare le forniture. La prossima settimana, il vicepremier Ding Xuexiang sar\u00e0 in Turkmenistan per visitare dei giacimenti di gas del paese dell\u2019Asia centrale. Durante la sua missione, parteciper\u00e0 alla cerimonia di posa della prima pietra per l\u2019impianto di Galkynysh, su cui \u00e8 stato appena siglato un accordo di sviluppo congiunto.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Lorenzo Lamperti &#8211; Giornalista professionista dal 2012. Si occupa da diversi anni di Asia orientale con particolare attenzione sulla Repubblica Popolare Cinese)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; STRISCIAROSSA.IT Alfiero Grandi*: L\u2019ALTERNATIVA DI GOVERNO SI COSTRUISCE SUL CAMPO.<\/strong><br \/>\n<strong>GIORGIA MELONI HA RISPOSTO CON UNA LINEA DEMAGOGICA E URLATA ALLA VITTORIA DEL NO NEL REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE. FORSE NON SA FARE DI MEGLIO PER COMPATTARE I SUOI SOSTENITORI, ATTACCA LE OPPOSIZIONI RIPETENDO UNA NARRAZIONE DEI RISULTATI DEL GOVERNO CHE IN REALT\u00c0 NON ESISTE<\/strong><\/p>\n<p>Questa linea condanna l\u2019Italia a galleggiare. \u00c8 la crisi del sovranismo come dimostra l\u2019anatema di Trump contro Giorgia Meloni. La destra americana vuole adepti fedeli. Meloni che ne aveva bisogno per legittimarsi, ora \u00e8 nel mirino. Anche l\u2019Europa \u00e8 investita da un arretramento, le scelte passano sempre pi\u00f9 con un accordo tra Ppe e destre. Meloni ha lavorato per un\u2019Europa debole, senza autonomia, facendo del green deal il feticcio di tutti i mali.<\/p>\n<p>I lager dei migranti in Albania sono la spia della volont\u00e0 della destra di scardinare regole e diritti e dell\u2019incapacit\u00e0 di ammettere che scelte sbagliate e inefficaci andrebbero semplicemente cambiate. Meloni \u00e8 prigioniera della sua ideologia politica sbagliata, la cultura politica e istituzionale di questa destra la rende incapace di imparare dai suoi errori che per definizione non esistono.<\/p>\n<p>Il significato politico di quei tanti no al referendum<\/p>\n<p>In un quadro di incapacit\u00e0 di governare \u00e8 intervenuto con forza il risultato del referendum costituzionale, con una vittoria del No. Sono tornati al voto elettrici ed elettori che non partecipavano e hanno fatto la differenza. Solo se si riuscir\u00e0 a convincerli che \u00e8 importante tornare alle urne nelle politiche l\u2019attuale opposizione potr\u00e0 avere una vittoria netta, raccogliendo la spinta del referendum<\/p>\n<p>Ha votato NO la maggioranza dei giovani. Lo stesso ha fatto il Mezzogiorno, dove i sostenitori del NO sono andati alle urne con percentuali da record, mentre l\u2019appello di Meloni a sostenere il governo non ha sortito effetti, questo spiega perch\u00e9 con meno partecipanti al voto il No ha prevalso alla grande. Il Sud ha capito, malgrado la propaganda di Meloni, che il governo ha scelto il nord per compiacere la Lega, con il risultato di condannare il Mezzogiorno all\u2019abbandono, all\u2019emigrazione interna ed internazionale. Scegliere il Nord a spese del Sud \u00e8 un\u2019altra narrazione sbagliata. Con l\u2019autonomia regionale differenziata Calderoli e il governo hanno deluso tanti elettori di destra. Il referendum sulla legge Calderoli \u00e8 stato negato dalla Corte costituzionale nel gennaio 2025 malgrado 1.300.000 firme, ritenendo che le sue sentenze l\u2019avessero bloccata. Purtroppo la Corte non ha tenuto in conto che quando \u00e8 in campo un\u2019impostazione sbagliata e c\u2019\u00e8 Calderoli di mezzo si pu\u00f2 arrivare a 4 accordi fotocopia con le regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria per il trasferimento di poteri e soldi, che il Veneto ha gi\u00e0 calcolato in 300 milioni e la Lombardia in 500, mentre la Calabria, ad esempio, dovr\u00e0 aumentare il numero dei medici cubani per garantire i servizi e mettere a bilancio 70 milioni per i rimborsi dei ricoveri dei calabresi a partire dagli ospedali del nord.<\/p>\n<p>Il patto di potere delle destre per il governo porta a un\u2019Italia sempre pi\u00f9 divisa. Un governo che si ritiene investito dalla volont\u00e0 popolare ma dimentica che rappresenta una minoranza, il resto \u00e8 il frutto del \u201cregalo\u201d del 15% di parlamentari fatto dalla legge elettorale e dalla demenziale divisione dell\u2019attuale opposizione nel 2022.<\/p>\n<p>Il governo Meloni invece di preparare subito un piano serio sulle energie da fonti rinnovabili pensa alla proroga del carbone e tenta di reintrodurre in Italia il nucleare civile, bocciato da due referendum, che arriverebbe comunque fuori tempo massimo. Delle piccole centrali Smr non esistono prototipi verificabili e approvabili, mentre la crisi energetica dopo la guerra scatenata da Trump e Nethanyau in Iran ha bisogno di risposte ora.<\/p>\n<p>La spinta che viene dal referendum \u00e8 forte e va oltre la bocciatura della legge Meloni\/Nordio. Le opposizioni per\u00f2 non possono contare su un automatismo dopo il referendum. Elettrici ed elettori debbono essere convinti ad avere fiducia nei partiti coalizzati per governare. Bisogna proporre, convincere, e sarebbe un errore partire dalle primarie per il leader, anzitutto perch\u00e9 non si pu\u00f2 essere subalterni al mito del capo\/a della destra.<\/p>\n<p>Occorre un gruppo dirigente plurale capace di costruire un rapporto vero con gli elettori, occorre un Parlamento che si riprenda la sua funzione centrale. Per questo \u00e8 necessaria una legge elettorale che dia la possibilit\u00e0 di scelta dei parlamentari, che non possono pi\u00f9 essere nominati dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Quindi, ora si discuta di cosa fare, si elabori un programma di legislatura, discusso e approvato anche sottoponendo agli elettori scelte da decidere, chiamandoli a costruire da protagonisti l\u2019alternativa politica alla destra.<\/p>\n<p>Ripartire da senso profondo della Costituzione<\/p>\n<p>Le opinioni nel referendum erano diverse ma sono riuscite a coesistere, a collaborare per arrivare alla vittoria del NO. Pi\u00f9 complesso \u00e8 costruire un\u2019alternativa politica ma le diverse posizioni vanno unificate, nel rispetto di tutti e con disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto.<\/p>\n<p>La Costituzione \u00e8 un complesso di valori e indirizzi istituzionali e deve essere il riferimento per il programma alternativo alla destra, che non a caso ne ha fatto un bersaglio. Basta con il revisionismo costituzionale. La Costituzione va difesa ed attuata, questa \u00e8 la parola d\u2019ordine che deve essere in testa al programma dell\u2019alternativa alle destre a partire dall\u2019articolo 11 (l\u2019Italia ripudia la guerra).<\/p>\n<p>Il patrimonio di mobilitazione costruito attorno al No nel referendum ha la complessit\u00e0 e variet\u00e0 descritta da Gaetano Azzariti sul manifesto e il radicamento nella Costituzione descritto da Daniela Padoan. Dovrebbe bastare per riflettere su come dare continuit\u00e0 alla partecipazione della societ\u00e0 che nessuno rappresenta da solo, nemmeno la pi\u00f9 importante organizzazione e che potrebbe essere uno straordinario contributo alla costruzione di un\u2019alternativa politica, senza fare coincidere i ruoli ma convergendo su obiettivi da realizzare.<\/p>\n<p>Le destre vorrebbero cambiare la legge elettorale per mantenere il potere. Nella discussione occorrono posizioni chiare, se ci si discosta dal proporzionale su cui sono costruiti i meccanismi previsti dalla Costituzione occorre che vengano alzate le clausole di garanzia a salvaguardia di compiti che non debbono essere monopolio della maggioranza, qualunque essa sia. \u00c8 una vecchia e saggia proposta dei Comitati Dossetti. Meglio una legge proporzionale. Un tempo piaceva quella tedesca, se fosse passata di moda occorre comunque un meccanismo che consenta all\u2019elettore di decidere chi vuole mandare in parlamento.<\/p>\n<p>La maggioranza ha i numeri per approvare la sua legge elettorale, ma l\u2019opposizione dovrebbe dire in modo chiaro che \u00e8 pronta a bloccare tutto quanto \u00e8 bloccabile per impedire di buttare anche la prossima legislatura, senza trascurare il ricorso alle sedi che possono impedire lo scempio.<br \/>\nL\u2019alternativa politica \u00e8 un risultato possibile dopo il referendum in cui si \u00e8 stabilita una connessione tra l\u2019obiettivo e la maggioranza dei votanti.<br \/>\n*( Fonte: SINISTRAINRETE &#8211; Alfiero Grandi, )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; On. 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