{"id":53797,"date":"2026-04-04T13:56:38","date_gmt":"2026-04-04T13:56:38","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797"},"modified":"2026-04-04T14:33:31","modified_gmt":"2026-04-04T14:33:31","slug":"n15-04-aprile-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797","title":{"rendered":"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Gad Lerner*: La destra peggiore in cerca di riscossa &#8211; Dopo la batosta Non lasciamoci trarre in inganno dal ghigno di La Russa improvvisamente divenuto bonario. Di qui all\u2019autunno torneranno a impazzare slogan contro i migranti e i sovversivi<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Luisa Canciello*: A Ginevra gli stupri di palestinesi nelle carceri israeliane. L\u2019Italia non parla<\/strong><br \/>\n<strong>GINEVRA &#8211; Palestina Presentato il rapporto di Francesca Albanese<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Meloni ostaggio di Trump e del patto di stabilit\u00e0 Ue. Il caso Il Consiglio dei ministri vara la proroga del taglio delle accise fino al primo maggio. Sacrificata la transizione ecologica per finanziare gli sconti sui carburanti ancora per 3 settimane. Giorgetti evoca una modifica dell\u2019intesa economica tra i paesi europei<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Annelle Sheline*: Le monarchie del Golfo resteranno fuori dalla guerra di Usa e Israele all\u2019Iran?<\/strong><br \/>\n<strong>\u00c8 trascorso pi\u00f9 di un mese dalla guerra del presidente Donald Trump contro l\u2019Iran e, come previsto, i paesi pi\u00f9 colpiti sono i sei membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). La domanda ora \u00e8 se questi sei governi non vedranno altra opzione se non quella di rischiare tutto entrando in guerra al fianco di Stati Uniti e Israele.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Teresa Barone*: pensioni anticipate, il calo INPS conferma la stretta di governo &#8211; i nuovi dati INPS sulle pensioni in Italia mostrano sempre meno uscite anticipate e un sorpasso netto dei trattamenti di vecchiaia: pesano l&#8217;addio a quota 103 e opzione donna.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Paulo Llana *: Lo Spi sbarca in Argentina 30 marzo 2026 &#8211; L\u2019organizzazione che tutela le persone ritirate dal lavoro \u00e8 arrivata a Buenos Aires per creare una rete sul territorio. Alla presentazione hanno partecipato l\u2019ex ministro Carlos Tomada e dirigenti sindacali.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Carlo Formenti*: l futuro dell&#8217;ordine mondiale secondo Amitav Acharya<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Gad Lerner*: LA DESTRA PEGGIORE IN CERCA DI RISCOSSA &#8211; DOPO LA BATOSTA NON LASCIAMOCI TRARRE IN INGANNO DAL GHIGNO DI LA RUSSA IMPROVVISAMENTE DIVENUTO BONARIO. DI QUI ALL\u2019AUTUNNO TORNERANNO A IMPAZZARE SLOGAN CONTRO I MIGRANTI E I SOVVERSIVI<\/strong><\/p>\n<p>PREPARIAMOCI CHE LA SCONFITTA REFERENDARIA, LA CONGIUNTURA INTERNAZIONALE E LE DIVISIONI INTERNE SOSPINGERANNO LA DESTRA A MAGGIORE AGGRESSIVIT\u00c0, NON CERTO ALLA MODERAZIONE.<br \/>\nProvocare e cavalcare l\u2019allarme sociale sar\u00e0 la leva motrice della campagna elettorale alla quale si accingono in cerca di riscossa, non potendo fregiarsi di fronte agli italiani n\u00e9 di crescita economica n\u00e9 di riforme strutturali, pur avendo beneficiato di una solida maggioranza parlamentare.<br \/>\nNon lasciamoci trarre in inganno dal ghigno divenuto improvvisamente bonario del presidente del Senato, l\u2019uomo pi\u00f9 potente di Milano, Ignazio La Russa, prodigo di interviste settimanali al Corriere \u2013 \u00e8 pur sempre la seconda carica dello Stato \u2013 i cui temi svariano dal festival di Sanremo all\u2019Inter, dalla famiglia del bosco alla Nazionale, con un passaggio appena sull\u2019amica Santanch\u00e8.<br \/>\nStrizzare l\u2019occhio alla cronaca spicciola eludendo i colpi di scena della storia, l\u2019esercizio della futilit\u00e0 nei momenti drammatici, sono tipici espedienti di chi, nel mentre tesse la ragnatela del potere, coltiva il senso comune per incanalarlo in spirito di conservazione.<br \/>\nCi sono partite complicate di riassetto del sistema non rinviabili: il passaggio dal controllo di Mediobanca all\u2019espugnazione delle Generali, le nomine nelle grandi aziende pubbliche, il ricambio di vertice in regione Lombardia, la sfida urbanistica e politica al Comune di Milano. Tutto ci\u00f2 \u00e8 meglio giocarlo nell\u2019ombra, cianciando d\u2019altro in pubblico.<br \/>\nMa intanto per le strade di Milano compaiono i manifesti di una convocazione minacciosa, sabato18 aprile, niente meno che in piazza Duomo: \u00abSenza paura. In Europa padroni a casa nostra!\u00bb. Un uomo fotografato di spalle sventola una bandiera crociata. Nessun simbolo di partito, solo la sigla patriots.eu, per il lancio del raduno in cui Matteo Salvini far\u00e0 sua la parola d\u2019ordine dell\u2019estrema destra europea: remigrazione. Di qui all\u2019autunno a destra non ci sar\u00e0 pi\u00f9 spazio per la finta goliardia senile di La Russa. In concorrenza e in consonanza fra loro torneranno a impazzare gli slogan contro i migranti, i sovversivi, la sinistra asservita alle consorterie finanziarie. Ordine pubblico e sicurezza che richiedono una mano forte torner\u00e0 ad essere il leit motiv.<br \/>\nCercheranno la provocazione di piazza cos\u00ec come l\u2019orribile delitto da sbattere in apertura di telegiornale perch\u00e9 i colpi di mano necessitano di emozioni forti.<\/p>\n<p>Se conviene, si torna al passato. Ieri il Secolo d\u2019Italia, edito dalla Fondazione Alleanza Nazionale, titolava a caratteri cubitali: \u00abLa mano di Soros\u00bb, col finanziere effigiato come nelle campagne di Orb\u00e1n e dei Maga trumpiani in cui lo descrivono burattinaio dei flussi migratori e destabilizzatore dei governi nazionalisti. FdI non usa pi\u00f9 \u201cusuraio\u201d come nel 2019 ma grida alla vergogna perch\u00e9 Soro avrebbe finanziato associazioni legate a parlamentari di sinistra. Ricominciano, insomma: il nemico interno eterodiretto da potentati stranieri.<br \/>\nCerto non \u00e8 facile fare i sovranisti e i revanscisti in casa propria quando i maggiorenti della destra mondiale mettono in pratica il culto della forza passando dalle minacce all\u2019azione violenta. Illiberali e pacifisti, a destra, \u00e8 un ben strano mix. Ma la violenza verbale da qualche parte \u00e8 destinata a tracimare, arroccati come sono nella difesa di un governo che considerano una conquista storica. Per questo dobbiamo aspettarci delle sorprese ed evitare \u2013 come si diceva una volta \u2013 di cadere nelle provocazioni. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo in molti, sabato scorso, quando la grande manifestazione romana No Kings si \u00e8 conclusa senza incidenti. Rileggendo le parole scelte quella mattina dal capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, \u00e8 difficile sfuggire alla sensazione che proprio a uno scontro frontale mirassero, commentando il controllo di polizia \u201cpreventivo\u201d alla deputata europea Ilaria Salis: \u00ab\u00c8 l\u00e0 che piagnucola, povera stella, la rivoluzionaria con l\u2019immunit\u00e0 in tasca. Per tanti italiani il posto in cui dovrebbe stare \u00e8 un altro\u00bb \u2026<br \/>\n*()<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Luisa Canciello*: A GINEVRA GLI STUPRI DI PALESTINESI NELLE CARCERI ISRAELIANE. L\u2019ITALIA NON NE PARLA &#8211; GINEVRA &#8211; PALESTINA PRESENTATO IL RAPPORTO DI FRANCESCA ALBANESE<\/strong><\/p>\n<p>NEL CENTRO DI DETENZIONE NEL DESERTO DEL NAQAB, I PRIGIONIERI PALESTINESI DETENUTI DALLE FORZE ISRAELIANE SONO SOTTOPOSTI A TORTURE SISTEMATICHE E A CONDIZIONI CHE TRASFORMANO LA DETENZIONE IN UNA FORMA QUOTIDIANA DI ANNIENTAMENTO.<br \/>\nKhaled M. \u00e8 il primo avvocato a cui \u00e8 stato permesso entrare in questi centri. Dopo anni in questo campo, afferma di aver assistito a un livello di violenze senza precedenti. Lo incontriamo a Ginevra, al Palais de Nations, durante la presentazione del rapporto della relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Khaled racconta di un uomo di 67 anni stuprato mentre aveva mani e piedi legati, filmato e deriso. Di un ragazzo di 20 anni spogliato e sottoposto a waterboarding. Un soldato \u00e8 arrivato con un estintore; la parte superiore \u00e8 stata inserita nell\u2019ano \u2013 Khaled si scusa per la crudezza- la sostanza spruzzata all\u2019interno. Il ragazzo vive oggi con gravi conseguenze psicologiche. Anche il personale medico \u00e8 coinvolto: \u00abI prigionieri vengono amputati senza anestesia\u00bb.<br \/>\nL\u2019avvocato riporta un\u2019altra testimonianza, di una donna: \u00abMi hanno chiesto di sedermi sulle ginocchia, hanno inserito una bottiglia nella mia vagina, e mi hanno costretto a toglierla pi\u00f9 volte. Sei persone\u00bb.<br \/>\nA DIMOSTRAZIONE di ci\u00f2, l\u2019ottavo report di Albanese, \u00abTortura e genocidio\u00bb, raccoglie oltre 300 testimonianze, identificando nella tortura uno dei simboli di questo genocidio configurandola come strumento di sterminio, perpetuata attraverso la sistematica e violenta deprivazione della dignit\u00e0 umana. Un inferno quotidiano, imposto a corpi e vite, reso possibile non solo dall\u2019azione di Israele, ma anche dalla complicit\u00e0 e dal silenzio dei nostri governi. Durante la presentazione, Albanese presta la sua voce ai sopravvissuti, le cui testimonianze continuano a vivere nonostante l\u2019annientamento subito: \u00abUno dei soldati mi ha violentato inserendo con forza un bastone nel mio ano. Dopo circa un minuto lo ha tolto e lo ha inserito di nuovo con pi\u00f9 forza mentre urlavo. Poi mi ha costretto ad aprire la bocca e a leccare il bastone. Desideravo morire mentre mi stavano violentando\u00bb.<br \/>\n\u00c8 SOLO UNA delle testimonianze riportate da Albanese, che documentano crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e violazioni della Convenzione contro la tortura e della Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio. \u00abA Israele \u00e8 stata di fatto concessa una licenza per torturare i palestinesi perch\u00e9 la maggior parte dei vostri governi, dei vostri ministri, lo ha permesso \u2013 denuncia Albanese \u2013 Tra ottobre 2023 e gennaio 2026, le forze israeliane hanno arrestato pi\u00f9 di 18.500 palestinesi, inclusi bambini, soprattutto se erano medici, giornalisti, o operatori umanitari. Quasi 100 di loro sono morti in custodia. 4mila risultano ancora vittime di sparizione forzata. Migliaia sono stati detenuti senza accuse, trattenuti in condizioni disumane, picchiati, incatenati, abusati sessualmente, privati di cure mediche, affamati, stuprati\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo la presentazione del rapporto, numerosi stati tra cui Slovenia, Irlanda, Spagna, hanno espresso sostegno al mandato della relatrice e denunciato l\u2019uso sistemico della tortura da parte di Israele contro il popolo palestinese. L\u2019Italia, invece, non ha espresso n\u00e9 sostegno n\u00e9 condanna: si \u00e8 limitata a richiamare la relatrice al dovere di attenersi al proprio codice di comportamento, senza esprimersi nel merito delle accuse. Il divieto di tortura \u00e8 una norma inderogabile (ius cogens): il silenzio non \u00e8 neutralit\u00e0, \u00e8 complicit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019immobilit\u00e0 politica e la mancanza di volont\u00e0 di agire rivelano i limiti di un sistema internazionale di matrice coloniale, formalmente costruito per tutelare il diritto, ma oggi incapace di farlo rispettare, fino a svuotarlo e sgretolarlo.<br \/>\nL\u2019ambasciatore palestinese presso la sede Onu a Ginevra, Ibrahim Khraishi, intervistato nella sala del Caf\u00e9 Suisse, afferma: \u00abI doppi standard stanno uccidendo l\u2019Europa. Si parla di valori condivisi con Israele, ma quali valori? Come si pu\u00f2 dire di condividere i valori del genocidio? Gli europei devono difendersi\u00bb. A queste parole fanno eco quelle di Albanese: \u00abHo fatto appello all\u2019essere umano che \u00e8 in voi: non siete stanchi? La diplomazia, in tempo di genocidio, non \u00e8 neutrale. Com\u2019\u00e8 possibile che questa realt\u00e0 non abbia ancora portato alla sospensione delle vostre relazioni con Israele?\u00bb.<br \/>\nL\u2019IMPUNIT\u00c0 alimenta i crimini: \u00abLa tortura fa all\u2019individuo ci\u00f2 che il genocidio fa a un gruppo in quanto tale. Un genocidio \u00e8 diventato la forma estrema di tortura. Ci\u00f2 che viene perso in Palestina sar\u00e0 perso ovunque\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: IL manifesto, Luisa Canciello is a master&#8217;s student in international security at the University of Trento and the Sant&#8217;Anna School of Advanced Studies)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Roberto Ciccarelli*: MELONI OSTAGGIO DI TRUMP E DEL PATTO DI STABILIT\u00c0 UE. IL CASO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA LA PROROGA DEL TAGLIO DELLE ACCISE FINO AL PRIMO MAGGIO. SACRIFICATA LA TRANSIZIONE ECOLOGICA PER FINANZIARE GLI SCONTI SUI CARBURANTI ANCORA PER 3 SETTIMANE. GIORGETTI EVOCA UNA MODIFICA DELL\u2019INTESA ECONOMICA TRA I PAESI EUROPEI<\/strong><\/p>\n<p>Il consiglio dei ministri ha varato la proroga fino al primo maggio del decreto che abbassa di 25 centesimi il prezzo dei carburanti, ma non del gasolio che si vende in media a 2,1 euro al litro. E ha deciso di versare altri 500 milioni di euro nelle tasche dei petrolieri per integrare i loro profitti. Invece di imporre un tetto ai prezzi, e tassare la speculazione sui carburanti, il governo Meloni ha mangiato la colomba e sta sperando in un miracolo: che il presidente degli Stati Uniti rinunci alla guerra condotta con Netanyahu contro l\u2019Iran ed eviti agli italiani di pagare ancora la tassa-Trump alla pompa di benzina o nelle bollette di luce e gas.<\/p>\n<p>IN REALT\u00c0, l\u2019improvvisato attendismo dell\u2019esecutivo \u00e8 l\u2019esito di una politica economica messa in ginocchio dalla guerra. Trump ha riportato a terra un governo che veleggiava verso una grassa legge di bilancio elettorale al fine di spartirsi i suoi dividendi nelle urne. Una prospettiva, al momento, pi\u00f9 difficile da realizzare. Anche perch\u00e9 non \u00e8 certo che prima della guerra in Iran fosse assodata la possibilit\u00e0 di fare di pi\u00f9, e peggio, delle precedenti leggi di bilancio.<\/p>\n<p>LA POSTA IN GIOCO sono le prossime elezioni, anticipate o meno. E il problema si chiama \u00abPatto di Stabilit\u00e0 e crescita\u00bb. \u00c8 stato firmato dall\u2019esecutivo con la Commissione europea ed \u00e8 riemerso ieri prima che il ministro dell\u2019economia Giancarlo Giorgetti facesse gli auguri di Pasqua ai giornalisti e prendesse un aereo. \u00abPer quanto riguarda il 3%, e la volont\u00e0 di chiedere o non chiedere la clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica \u2013 ha detto Giorgetti \u2013 la riflessione a livello europeo se situazione non cambia sar\u00e0 inevitabile\u00bb. E poi: \u00abHo espresso questa mia valutazione gi\u00e0 all\u2019inizio del conflitto, l\u2019ho ribadita all\u2019Eurogruppo a inizio settimana e lo far\u00f2 in qualsiasi consesso internazionale a cui parteciper\u00f2 perch\u00e9 questa \u00e8 la realt\u00e0\u00bb. La \u00abrealt\u00e0\u00bb di cui parla Giorgetti \u00e8 aperta a interpretazioni diverse. Si potrebbe fare pi\u00f9 deficit, cio\u00e8 salire oltre il 3% nel rapporto tra il deficit e il Pil per pagare la tassa Trump e dare anche 14,9 miliardi previsti dal fondo europeo \u00abSafe\u00bb ai militari e alle loro lobby industriali senza che la Commissione Ue calcoli nel deficit la spesa supplementare. Oppure si pu\u00f2 mandare all\u2019aria il finanziamento al complesso militare-industriale, non rientrare anticipatamente dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo e pagare le conseguenze della guerra illegale di Washington. Comunque sia, Giorgetti ha evocato una deroga al patto di stabilit\u00e0. Ci\u00f2 non significa \u00absospendere\u00bb il capestro dove il governo ha messo la testa degli italiani. Bruxelles lo farebbe solo in caso di grave recessione.<\/p>\n<p>ACCETTATO DI MALAVOGLIA, e rivendicato quando faceva pi\u00f9 comodo, oggi il patto di stabilit\u00e0 sta strozzando il paese. Si tratta di un accordo antistorico ed economicamente assurdo nell\u2019attuale congiuntura. I suoi effetti erano prevedibili, anche perch\u00e9 sono stati gi\u00e0 sperimentati. Ci\u00f2 che per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 rilevante \u00e8 il fatto che il governo non pu\u00f2 pi\u00f9 nascondersi dietro i numeretti. Con la crescita dimezzata allo 0,4%, l\u2019inflazione in ascesa, le bollette di gas e luce impazzite, e i salari a terra, pu\u00f2 diventare difficile intonare l\u2019inno del melonismo il prossimo 22 aprile. Sar\u00e0 il giorno in cui l\u2019Eurostat potrebbe confermare che il deficit rientra statisticamente nel 3%. Il trucco non servir\u00e0 a nascondere la gravit\u00e0 della situazione. E non lo far\u00e0 il Documento di Finanza Pubblica (Dfp): l\u2019esercizio di stile al quale si dedicher\u00e0 il governo nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>DIECI MINUTI ci sono voluti ieri per varare un decreto che dovrebbe confluire in un emendamento al primo decreto sul taglio delle accise ora al Senato. Oltre al taglio delle accise il testo contiene il rimedio da 1,5 miliardi di euro al pasticcio fatto dall\u2019esecutivo sulla \u00abTransizione 5.0\u00bb. C\u2019\u00e8 anche un intervento da 30 milioni per finanziare un credito di imposta del 20% e coprire il caro-gasolio agricolo, gi\u00e0 adottato per la pesca. Previsto un intervento per le imprese che lavorano sull\u2019export. Le coperture, circa 200 milioni, arriveranno dall\u2019extra-gettito Iva con il meccanismo delle accise mobili. I restanti 300 milioni circa arriveranno dal \u00abcongelamento\u00bb delle aste CO2 e da un \u00abtesoretto\u00bb del ministero dell\u2019economia di circa 1,3 miliardi di euro. L\u2019operazione contabile non tocca i saldi di finanza pubblica.<\/p>\n<p>PARLIAMO DEI FAMOSI ETS. Nel giro di pochi giorni, sono passati da nemico a rimedio-tampone. \u00c8 l\u2019ultima giravolta di un governo che, per finanziare il primo decreto anti-rincari, ha tagliato la spesa sociale a cominciare da quella sanitaria. Ora finanzia il taglio delle accise con il meccanismo che intende sterilizzare, come si \u00e8 visto sia dal \u00abdecreto bollette\u00bb, ora in conversione al senato, sia all\u2019ultimo consiglio europeo dove la proposta meloniana di sospendere gli Ets \u00e8 stata respinta. L\u2019idea pu\u00f2 essere spiegata cos\u00ec: usare i proventi degli Ets come salvadanaio per pagare le compagnie petrolifere \u2013 o per ingrossare l\u2019avanzo di bilancio e finanziare l\u2019austerit\u00e0 che lo sta strozzando (lo sostengono gli ambientalisti dal Wwf a Legambiente). Questi soldi dovrebbero finanziare la transizione energetica fuori dagli idrocarburi e garantire un mix energetico capace di garantire all\u2019Italia un\u2019autonomia strategica dalla dipendenza di petrolio e gas.<br \/>\nMELONI NON CONCEPISCE minimamente questo discorso, come dimostra il suo viaggio pasquale nelle petro-monarchie del Golfo. La sua politica \u00e8: cancellare il Green Deal, restando dipendenti dalle energie fossili. Ma questo progetto \u00e8 crollato nel primo mese di guerra contro l\u2019Iran. I decreti-placebo contro il caro carburanti servono a prendere tempo e a occultare un clamoroso errore politico. Il conto dei danni del sovranismo fossile \u00e8 all\u2019inizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Annelle Sheline*: LE MONARCHIE DEL GOLFO RESTERANNO FUORI DALLA GUERRA DI USA E ISRAELE ALL\u2019IRAN? \u00c8 TRASCORSO PI\u00d9 DI UN MESE DALLA GUERRA DEL PRESIDENTE DONALD TRUMP CONTRO L\u2019 IRAN E, COME PREVISTO, I PAESI PI\u00d9 COLPITI SONO I SEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI COOPERAZIONE DEL GOLFO (CCG). LA DOMANDA ORA \u00c8 SE QUESTI SEI GOVERNI NON VEDRANNO ALTRA OPZIONE SE NON QUELLA DI RISCHIARE TUTTO ENTRANDO IN GUERRA AL FIANCO DI STATI UNITI E ISRAELE.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Iran ha preso di mira gli Stati del Golfo in misura molto maggiore rispetto a Israele: l\u201983% dei missili e dei droni iraniani \u00e8 stato indirizzato verso i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), contro solo il 17% diretto verso Israele. Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito di gran lunga il maggior numero di attacchi: al 26 marzo, l\u2019Iran aveva lanciato 2.187 attacchi che avevano causato 8 morti e 161 feriti. Il Kuwait \u00e8 il secondo Paese pi\u00f9 colpito, con 951 attacchi che hanno provocato 5 morti e 103 feriti. L\u2019Arabia Saudita \u00e8 al terzo posto, con 802 attacchi che hanno causato 3 morti e 15 feriti.<br \/>\nL\u2019attenzione di Teheran sugli Emirati Arabi Uniti potrebbe riflettere il fatto che Abu Dhabi ha normalizzato le relazioni con Israele nel 2020. Tuttavia, il Kuwait non ha normalizzato i rapporti con Israele eppure ha subito il secondo maggior numero di attacchi, il che indica che la vicinanza geografica sia degli Emirati Arabi Uniti che del Kuwait potrebbe influenzare le decisioni sugli obiettivi. Tutti gli stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) hanno strette collaborazioni in materia di sicurezza con gli Stati Uniti e ospitano installazioni militari americane, il che li rende tutti obiettivi dal punto di vista dell\u2019Iran.<br \/>\nIl 14 marzo, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha esortato i \u201cfratelli vicini a espellere gli aggressori stranieri\u201d la cui \u201cunica preoccupazione \u00e8 Israele\u201d, facendo leva sulla diffusa percezione che gli Stati Uniti siano molto pi\u00f9 impegnati nella sicurezza di Israele che in quella dei loro partner del Consiglio di Cooperazione del Golfo, come dimostrato dalla corsa all\u2019acquisto di intercettori nelle prime settimane di guerra.<br \/>\nNonostante l\u2019elevato numero di attacchi, le difese aeree del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) si sono dimostrate in gran parte efficaci nel proteggere le proprie popolazioni, come dimostrano l\u2019alto numero di attacchi e il tasso di vittime relativamente basso. Tuttavia, la guerra rappresenta una minaccia ben maggiore per il modello economico a lungo termine del CCG. Alcuni hanno ipotizzato che gli attacchi contro gli stati del Golfo potrebbero allontanare le migliaia di lavoratori provenienti dall\u2019Asia meridionale e sudorientale, che costituiscono la spina dorsale delle loro economie: finora, la maggior parte delle vittime apparteneva a questa classe sociale svantaggiata, piuttosto che a cittadini del Golfo.<\/p>\n<p>Tuttavia, la promessa di lavoro continuer\u00e0 probabilmente ad attrarre coloro che desiderano disperatamente un\u2019opportunit\u00e0 per sostenere le proprie famiglie. Gli espatriati benestanti, al contrario, sono meno propensi a tornare. Gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar, in particolare, fanno molto affidamento sulla loro reputazione di lusso e glamour, che ha attratto migliaia di espatriati facoltosi e persone influenti. Molti se ne andranno a causa della minaccia di un possibile conflitto futuro. Anche gli investitori stranieri, i turisti e i viaggiatori di transito potrebbero essere lenti a tornare, e alcuni potrebbero evitare completamente la regione.<\/p>\n<p>Questa situazione \u00e8 particolarmente pericolosa per l\u2019Arabia Saudita, in un momento in cui il principe ereditario Mohammed bin Salman ha investito centinaia di miliardi di dollari in Vision 2030, il suo piano per ridurre la dipendenza economica del regno dai combustibili fossili. Sebbene l\u2019Arabia Saudita abbia l\u2019economia pi\u00f9 grande della regione, ha anche la popolazione pi\u00f9 numerosa del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), il che significa che ha margini di manovra pi\u00f9 ristretti rispetto a stati ultra-ricchi come gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar, che possono sostenere agevolmente le loro piccole popolazioni.<\/p>\n<p>Questa vulnerabilit\u00e0 fondamentale all\u2019instabilit\u00e0 regionale ha spinto il Principe ereditario a ridurre le tensioni con l\u2019Iran, portando alla normalizzazione delle relazioni nel marzo 2023.<\/p>\n<p>Eppure, quasi immediatamente dopo l\u2019inizio della guerra da parte di Trump, sono emerse notizie secondo cui l\u2019Arabia Saudita avrebbe esortato gli Stati Uniti ad attaccare l\u2019Iran, con il Washington Post che citava quattro funzionari anonimi il 28 febbraio. Il 24 marzo, anche il New York Times ha riportato che Riad stava spingendo gli Stati Uniti a continuare la guerra. Il governo saudita ha negato con fermezza queste affermazioni, sebbene il ministro degli Esteri, il principe Faisal bin Farhan bin Abdullah, abbia affermato che la pazienza del regno ha un limite e che si riserva il diritto di respingere l\u2019aggressione iraniana.<\/p>\n<p>Da un lato, sia Israele che gli Stati Uniti hanno esercitato forti pressioni sui Paesi del Golfo affinch\u00e9 attaccassero attivamente l\u2019Iran, o quantomeno consentissero agli americani di lanciare attacchi dal loro territorio, cosa che gli Stati del CCG hanno finora rifiutato. \u00c8 possibile che le notizie sul sostegno del principe ereditario agli attacchi statunitensi contro l\u2019Iran siano invenzioni create per servire a questo scopo.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, sebbene Riyadh possa aver inizialmente tentato di prevenire la guerra, ora che \u00e8 iniziata, MBS potrebbe semplicemente ritenere preferibile che gli Stati Uniti mettano fuori combattimento l\u2019Iran piuttosto che lasciarlo ferito, ma ancora pi\u00f9 paranoico e pericoloso.<\/p>\n<p>Resta quindi da chiedersi se le monarchie arabe si uniranno agli attacchi contro l\u2019Iran. Gli Emirati sembrano spingere affinch\u00e9 gli Stati del Golfo si allineino pi\u00f9 strettamente con Israele e gli Stati Uniti. \u201cCredo che un attacco a tutto campo dell\u2019Iran contro gli Stati del Golfo rafforzer\u00e0 di fatto il ruolo di Israele nel Golfo\u201d, ha affermato Anwar Gargash, un importante consigliere del presidente emiratino Mohamed bin Zayed. \u201cMolti di noi nel Golfo oggi non vedono i missili provenire da Israele; vediamo i missili provenire dall\u2019Iran\u201d.<\/p>\n<p>A tal proposito, in un post del 24 marzo su X, il vice capo della polizia di Dubai ha scritto: \u201cO popolo del Golfo Persico\u2026 rafforzate la vostra cooperazione con Israele: questo \u00e8 un consiglio. Non c\u2019\u00e8 niente di buono nei paesi della regione\u201d. Ci\u00f2 ha provocato una notevole reazione negativa: il commentatore saudita Turki Al Rumaih ha replicato: \u201cCosa ha offerto Israele ai suoi alleati nella regione durante questa guerra?\u201d. Il CEO del think tank kuwaitiano Abdulaziz Al Anjeri ha descritto Israele come \u201cun peso per la sicurezza, la morale e la strategia\u201d e ha avvertito che fidarsi di esso equivale a \u201criporre fiducia nella fonte del pericolo\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo, si diffondevano voci secondo cui le Guardie Rivoluzionarie sarebbero state infiltrate dal Mossad e che gli attacchi contro infrastrutture chiave del Golfo facessero in realt\u00e0 parte del tentativo di Israele di provocare il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) affinch\u00e9 entrasse in guerra.<\/p>\n<p>Tuttavia, se la maggior parte degli Stati del Golfo non sembra intenzionata a normalizzare i rapporti con Israele in seguito alla guerra, resta da capire come affronteranno le loro nuove e evidenti vulnerabilit\u00e0. Otto giorni dopo l\u2019attacco israeliano a Doha, il 9 settembre, Arabia Saudita e Pakistan hanno firmato un accordo di mutua difesa. Il 4 febbraio, Egitto e Turchia hanno firmato un accordo di cooperazione militare. Recentemente a Riyadh, i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Pakistan, Turchia ed Egitto hanno discusso, su sollecitazione di Ankara, la possibilit\u00e0 di un patto di sicurezza quadrilaterale.<\/p>\n<p>Le basi statunitensi si sono dimostrate pi\u00f9 un peso che una fonte di sicurezza, sebbene gli Stati del Golfo abbiano investito cos\u00ec tanto nel rapporto di sicurezza con gli Stati Uniti che una transizione per allontanarsene sarebbe sia costosa che lenta. Eppure, gli Stati del Golfo farebbero bene a considerare delle alternative, come ho scritto in un rapporto per il Quincy Institute pubblicato appena due giorni prima che Trump lanciasse questa guerra che ha devastato le loro economie e societ\u00e0.<\/p>\n<p>Trump ha detto ai suoi collaboratori che si aspetta che il conflitto finisca entro poche settimane. Tuttavia, con il dispiegamento di migliaia di soldati statunitensi in pi\u00f9 nella regione, non \u00e8 chiaro in che misura le sue dichiarazioni siano intese a calmare i mercati nervosi e a far scendere i prezzi del petrolio.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il 23 marzo l\u2019Iran ha permesso il transito di sole sei navi nello Stretto di Hormuz, una minima parte rispetto alla media storica di 138 navi al giorno. Sebbene i Paesi del Golfo siano stati i pi\u00f9 direttamente colpiti, il mondo intero sta risentendo degli effetti dell\u2019inutile guerra di Trump.<\/p>\n<p>*(Annelle Sheline, \u00e8 ricercatrice presso il programma sul Medio Oriente del Quincy Institute for Responsible Statecraft.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Teresa Barone*: PENSIONI ANTICIPATE, IL CALO INPS CONFERMA LA STRETTA DI GOVERNO &#8211; I NUOVI DATI INPS SULLE PENSIONI IN ITALIA MOSTRANO SEMPRE MENO USCITE ANTICIPATE E UN SORPASSO NETTO DEI TRATTAMENTI DI VECCHIAIA: PESANO L&#8217;ADDIO A QUOTA 103 E OPZIONE DONNA.<\/strong><\/p>\n<p>Le nuove pensioni INPS sono diminuite dell\u20191,8% ed il calo si concentra sulle pensioni anticipate, che arretrano confermando l\u2019impatto della stretta sulle formule di uscita flessibile. Dentro questa fotografia, lo spostamento pi\u00f9 importante lo registra la composizione dei pensionamenti: si esce sempre meno prima del tempo e sempre pi\u00f9 spesso si arriva alla pensione di vecchiaia o si resta agganciati ai canali ordinari.<\/p>\n<p><em>Indice<\/em><\/p>\n<p>1. IN CALO LE PENSIONI ANTICIPATE<br \/>\n2. FLESSIBILIT\u00c0 IN USCITA SEMPRE MENO ACCESSIBILE<br \/>\n3. I NUMERI DELLE PENSIONI INPS<br \/>\n4. ITALIA SPACCATA IN DUE, IN MOLTI SENSI<br \/>\n5. LE STRADE APERTE NEL 2026<br \/>\n6. MENO USCITE NON VUOL DIRE SPESA PI\u00d9 LEGGERA<\/p>\n<p>IN CALO LE PENSIONI ANTICIPATE<br \/>\nOsservatorio INPS sulle pensioni 202627 marzo 2026Se si guarda ai flussi di pensionamento monitorati dall\u2019INPS, il ridimensionamento delle uscite anticipate emerge con pi\u00f9 nettezza del dato complessivo. Nel 2025 le pensioni anticipate scendono a 202.708, in calo rispetto alle 225.046 del 2024. Nello stesso periodo, le pensioni di vecchiaia passano da 276.603 a 267.332. Il confronto \u00e8 utile perch\u00e9 mostra dove si \u00e8 aperta davvero la forbice. Le pensioni di vecchiaia arretrano, ma meno. Le anticipate, invece, perdono quasi il 10% su base annua e il loro peso relativo si riduce anche nel rapporto con la vecchiaia: si passa da 81 pensioni anticipate ogni 100 vecchiaie nel 2024 a 76 nel 2025.<br \/>\n\u00c8 un segnale coerente con un sistema che negli ultimi anni ha ristretto sempre di pi\u00f9 la flessibilit\u00e0 in uscita.<\/p>\n<p>FLESSIBILIT\u00c0 IN USCITA SEMPRE MENO ACCESSIBILE<br \/>\nLo scorso anno, Quota 103 \u00e8 rimasta formalmente in piedi ma con condizioni meno favorevoli rispetto alle vecchie quote, fra calcolo contributivo e tetto all\u2019assegno. Opzione Donna ha continuato a muoversi su una platea molto ristretta. Dal 2026, peraltro, il quadro si \u00e8 fatto ancora pi\u00f9 selettivo: la flessibilit\u00e0 in uscita resta confinata a poche misure, mentre per Quota 103 e Opzione Donna vale solo la cristallizzazione dei diritti gi\u00e0 maturati.<\/p>\n<p>I NUMERI DELLE PENSIONI INPS<br \/>\nNel totale liquidazioni 2025, il 54,2% \u00e8 composto da prestazioni previdenziali. \u00c8 qui che si vede meglio la redistribuzione interna delle uscite. Le nuove pensioni previdenziali INPS sono 834.658 e si dividono cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u2022 le pensioni di vecchiaia in senso ampio sono 520.327, pari al 62,3% del totale previdenziale;<br \/>\n\u2022 dentro questa categoria, le sole anzianit\u00e0 e anticipate sono 218.062, pari al 26,1%;<br \/>\n\u2022 le pensioni di vecchiaia in senso stretto sono 302.265, pari al 36,2%;<br \/>\n\u2022 le pensioni ai superstiti sono 242.828, pari al 29,1%;<br \/>\n\u2022 le pensioni di invalidit\u00e0 previdenziale sono 71.503, pari all\u20198,6%.<\/p>\n<p>Per la componente assistenziale, invece, il 92,1% delle nuove liquidazioni riguarda prestazioni di invalidit\u00e0 civile e il 7,9% assegni sociali. Il dato complessivo, quindi, non racconta solo un rallentamento quantitativo ma anche un riequilibrio interno fra pensioni contributive, uscite anticipate e prestazioni assistenziali.<\/p>\n<p>ITALIA SPACCATA IN DUE, IN MOLTI SENSI<br \/>\nScende l&#8217;et\u00e0 di pensionamento anticipato in Italia22 gennaio 2026La fotografia dell\u2019Osservatorio INPS va oltre il numero delle nuove pensioni e aiuta a leggere il contesto in cui le uscite anticipate stanno perdendo peso. Al 1\u00b0 gennaio 2026, il 46,6% delle pensioni vigenti si concentra nel Nord Italia, il 31,8% nel Sud e nelle Isole, il 19,7% nel Centro, mentre l\u20191,8% \u00e8 pagato a residenti all\u2019estero.<br \/>\nAnche la distribuzione per importi resta fortemente sbilanciata. Le pensioni sotto i 750 euro al mese riguardano il 35,5% degli uomini e il 53,7% delle donne, per una platea complessiva di 9,7 milioni di trattamenti. Solo il 42,2% di queste pensioni, per\u00f2, \u00e8 collegato a prestazioni con requisiti reddituali bassi, come integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali, assegni sociali o invalidit\u00e0 civile. Sul versante opposto, tra le pensioni di vecchiaia maschili il 48,2% si colloca nella fascia tra 1.500 e 3.000 euro mensili, segnalando un divario distributivo ancora marcato rispetto alla componente femminile.<\/p>\n<p>LE STRADE APERTE NEL 2026<br \/>\nPer chi oggi ragiona sull\u2019uscita dal lavoro, il tema non \u00e8 solo il calo delle pensioni anticipate ma anche quali canali restino davvero praticabili nel 2026. Il quadro delle opzioni ordinarie e anticipate si \u00e8 ristretto e ruota soprattutto attorno a queste formule:<\/p>\n<p>\u2022 la pensione anticipata ordinaria resta accessibile con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne;<br \/>\n\u2022 restano in piedi i canali per precoci, lavori usuranti e APE Sociale, ma con platee limitate e requisiti stringenti;<br \/>\n\u2022 la pensione anticipata contributiva continua a rappresentare uno sbocco possibile a 64 anni, ma solo in presenza delle condizioni richieste dalla disciplina vigente;<br \/>\n\u2022 per Quota 103 e Opzione Donna non si maturano nuovi diritti nel 2026, salvo quelli gi\u00e0 cristallizzati entro le scadenze previste.<\/p>\n<p>MENO USCITE NON VUOL DIRE SPESA PI\u00d9 LEGGERA<br \/>\nIl rallentamento delle nuove liquidazioni non alleggerisce automaticamente la spesa pensionistica. Gli importi annualizzati delle pensioni liquidate nel 2025 arrivano a 18,6 miliardi di euro e valgono da soli il 5,3% della spesa complessiva in pagamento al 1\u00b0 gennaio 2026. Il sistema, quindi, eroga meno nuovi trattamenti ma continua a incorporare assegni mediamente robusti, soprattutto nelle categorie con carriere pi\u00f9 lunghe e continue.<br \/>\n\u00c8 qui che il calo delle pensioni anticipate assume un significato pi\u00f9 ampio. Non racconta soltanto una minore propensione a uscire prima, ma anche un sistema che premia sempre meno la flessibilit\u00e0 e riporta il baricentro verso la vecchiaia ordinaria o verso canali anticipati molto pi\u00f9 selettivi. Per questo i dati INPS del 2025 non sono solo un bilancio annuale: sono una misura del nuovo equilibrio previdenziale costruito dalle regole degli ultimi due anni<br \/>\n*(Fonte: PMI.it, Teresa Barone, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Paulo Llana *: LO SPI SBARCA IN ARGENTINA 30 MARZO 2026 &#8211; L\u2019ORGANIZZAZIONE CHE TUTELA LE PERSONE RITIRATE DAL LAVORO \u00c8 ARRIVATA A BUENOS AIRES PER CREARE UNA RETE SUL TERRITORIO. ALLA PRESENTAZIONE HANNO PARTECIPATO L\u2019EX MINISTRO CARLOS TOMADA E DIRIGENTI SINDACALI.<\/strong><\/p>\n<p>BUENOS AIRES \u2014 Organizzare e rappresentare i pensionati italiani in Argentina. \u00c8 l\u2019obiettivo della missione del Sindacato Pensionati Italiani (Spi), arrivato in Argentina con una delegazione ufficiale, venerd\u00ec pomeriggio, nella sede del Patronato Inca de barrio Monserrat (Tacuar\u00ed 445).<br \/>\nAll\u2019incontro hanno partecipato dirigenti sindacali e politici, tra cui l\u2019ex ministro del Lavoro Carlos Tomada e rappresentanti della Central de Trabajadores de la Argentina (Cta).<br \/>\nL\u2019iniziativa mira a colmare un vuoto: l\u2019assenza di una struttura sindacale specifica per i pensionati italiani sul territorio nazionale. In questo contesto, i promotori hanno sottolineato la necessit\u00e0 di costruire un\u2019organizzazione con radicamento territoriale, capacit\u00e0 di interlocuzione politica e presenza quotidiana nella comunit\u00e0.<br \/>\nLo Spi conta oltre 2,3 milioni di iscritti, \u00e8 presente in tutte le 21 regioni italiane, con 1.500 leghe territoriali e pi\u00f9 di 2.500 sedi in tutta Italia, sostenute da una rete di migliaia di volontari e collaboratori pensionati.<br \/>\n\u00c8 inoltre attivo a livello internazionale in 26 Paesi, in coordinamento con il patronato Inca \u2014 la rete di assistenza tecnica per la sicurezza sociale \u2014 e altre reti sindacali europee. Inca e Spi sono entrambi legati alla Cgil.<br \/>\nA differenza dell\u2019Inca, che opera come patronato e intermediario tra lo Stato italiano \u2014 in particolare attraverso l\u2019Inps (l\u2019ente previdenziale italiano, equivalente dell\u2019Anses argentina) \u2014 e gli assistiti per la gestione delle pratiche, lo Spi agisce come sindacato: rappresenta pensionati e anziani davanti allo Stato, negozia con governi locali e nazionali e promuove diritti legati non solo alla pensione, ma anche alla salute, all\u2019assistenza e alla cittadinanza.<br \/>\n\u201cAbbiamo portato avanti una grande battaglia per ottenere una legge che aiuti queste persone ad avere una vita dignitosa, con servizi sanitari, sostegno economico e un\u2019organizzazione adeguata dei servizi nelle citt\u00e0\u201d, ha affermato Carla Mastrantonio, segretaria nazionale Spi, mettendo al centro uno dei temi principali dell\u2019incontro: la dignit\u00e0 nella vecchiaia e la necessit\u00e0 di politiche pubbliche per le persone anziane.<br \/>\nIn questa direzione, la dirigente ha ricordato che lo Spi ha promosso in Italia una legge, approvata nel 2022, per affrontare il problema della non autosufficienza delle persone anziane.<br \/>\nSecondo quanto spiegato, la norma mirava a garantire assistenza sanitaria, supporto economico e una migliore organizzazione dei servizi di cura, anche se la sua attuazione risulta ancora bloccata. \u201cQuella legge l\u2019abbiamo ottenuta nel 2022, ma il governo Meloni non l\u2019ha mai finanziata al 100%\u201d, ha avvertito.<br \/>\nMastrantonio ha inoltre sottolineato che la battaglia del sindacato punta a sottrarre questo tema alla sfera puramente privata.<br \/>\n\u201c\u00c8 un\u2019emergenza per tante famiglie \u2013 ha detto \u2013. Vogliamo portare questo tema nello spazio pubblico, farlo emergere come una questione reale, non come un problema che ciascuno gestisce da solo in casa. \u00c8 una responsabilit\u00e0 della societ\u00e0 nel suo insieme\u201d. Per lo Spi, ha ribadito, l\u2019obiettivo \u00e8 che le persone, una volta finita la vita lavorativa attiva, \u201cpossano invecchiare con dignit\u00e0\u201d.<br \/>\nUn altro aspetto evidenziato durante l\u2019incontro \u00e8 stato l\u2019assetto interno del sindacato, caratterizzato da una regola di parit\u00e0 del 50% tra uomini e donne negli organi dirigenti. Anche la leadership nazionale risponde a questo criterio: \u00e8 guidata da una donna e composta in modo paritario.<br \/>\nIn questo quadro riveste un ruolo centrale il coordinamento donne, uno spazio dedicato in cui si affrontano le problematiche specifiche delle pensionate, si elaborano proposte e si promuovono politiche di genere sul territorio.<br \/>\nLe dirigenti hanno spiegato che ci\u00f2 risponde a una realt\u00e0 sociale e demografica: le donne sono la maggioranza tra la popolazione anziana, hanno una maggiore aspettativa di vita, vivono pi\u00f9 spesso situazioni di fragilit\u00e0 e sono inoltre gravate da responsabilit\u00e0 di cura, sia verso i nipoti sia verso genitori anziani. Per questo il sindacato considera questa agenda una dimensione strutturale della propria azione.<br \/>\nSILVANA CAPUCCIO, responsabile delle relazioni internazionali del sindacato, ha richiamato la tradizione storica dello Spi, ricordando che l\u2019organizzazione fu concepita nel 1946 da Giuseppe Di Vittorio, fondatore anche della Cgil. \u201cEbbe l\u2019intuizione che i lavoratori, una volta usciti dal lavoro, non perdono la loro identit\u00e0\u201d, ha affermato, sottolineando che la pensione non cancella la condizione di lavoratore n\u00e9 i diritti di cittadinanza.<br \/>\nNella stessa linea, ha evidenziato che il sindacato \u00e8 generale e non di categoria: rappresenta chiunque vada in pensione, indipendentemente dal lavoro svolto.<br \/>\nCapuccio ha inoltre indicato come sfida attuale il rilancio del lavoro con i pensionati italiani in Argentina, nell\u2019ambito di una strategia internazionale che lo Spisviluppa in tutti i Paesi in cui \u00e8 presente anche l\u2019Inca.<br \/>\nROBERTO ASTUDILLO sar\u00e0 uno dei responsabili dell\u2019organizzazione politica di questa nuova fase nel Paese. Con esperienza sindacale sia in Italia sia in Argentina, il suo nome \u00e8 legato al compito di costruire una base territoriale solida e uno sviluppo concreto dell\u2019iniziativa.<br \/>\nRoberto Astudillo si occuper\u00e0 del coordinamento e organizzazione.<br \/>\nDurante l\u2019atto di lancio, Astudillo ha definito la proposta come uno strumento di aggregazione per la comunit\u00e0 italiana: \u201cOgnuno di noi porta un pensionato dentro di s\u00e9\u201d, ha affermato, sottolineando come questa condizione condivisa possa diventare un punto di incontro per chi arriva dall\u2019Italia o gi\u00e0 vive nel Paese.<br \/>\nLa proposta di Astudillo ha anche una dimensione personale. Come ha raccontato, \u00e8 stato proprio nella sede di Tacuar\u00ed che ha trovato soluzioni per la documentazione della moglie al suo arrivo in Argentina. \u00c8 questa esperienza che intende ora replicare: trasformare il sindacato e il patronato in uno spazio di sostegno e organizzazione. \u201cSenza dialogo e senza unit\u00e0 non riusciremo a risolvere i problemi\u201d, ha concluso.<br \/>\n(FONTE: Cambia il mondo &#8211; https:\/\/ilglobo.com\/news\/pensionati-di-tutto-il-mondo-unitevi-lo-spi-sbarca-in-argentina-143243\/#)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Carlo Formenti*: IL FUTURO DELL&#8217;ORDINE MONDIALE SECONDO AMITAV ACHARYA<\/strong><br \/>\n<strong>UN&#8217;ANALISI CRITICA &#8211; MENTRE \u00c8 PARTITO IL CONTO ALLA ROVESCIA PER L&#8217;USCITA, PREVISTA FRA TRE MESI PER I TIPI DI MELTEMI, DEI DUE VOLUMI DI OLTRE L&#8217;OCCIDENTE, FIRMATI DA ALESSANDRO VISALLI E DAL SOTTOSCRITTO, IL TEMA DELLA CRISI DELL&#8217;EGEMONIA DELL&#8217;OCCIDENTE COLLETTIVO \u00c8 AL CENTRO DI UN NUMERO CRESCENTE DI OPERE. UNA DELLE PI\u00d9 CORPOSE E RECENTI \u00c8 STORIA E FUTURO DELL&#8217;ORDINE MONDIALE. PERCH\u00c9 LA CIVILT\u00c0 GLOBALE SOPRAVVIVR\u00c0 AL DECLINO DELL&#8217;OCCIDENTE, DELL&#8217;ACCADEMICO DI ORIGINE INDIANA AMITAV ACHARYA (FAZI EDITORE).<\/strong><\/p>\n<p>Il punto di vista di questo autore \u00e8 decisamente diverso sia da quello di chi scrive che da quello di Visalli, accomunati da un approccio marxista ancorch\u00e9 eretico: Acharya, come vedremo, \u00e8 un progressista liberal democratico, assai lontano tanto dal marxismo teorico quanto dalle sue messe in pratica sociopolitiche (vedi la sua scarsa simpatia, per usare un eufemismo, nei confronti dell&#8217;esperimento cinese). Tuttavia \u00e8 proprio questo a renderlo interessante, in quanto certifica che l&#8217;egemonia dell&#8217;Occidente &#8211; gramscianamente intesa come capacit\u00e0 di una \u00e9lite dominante nazionale o mondiale, di influenzare le idee di classi, popolazioni e nazioni subalterne &#8211; non fa pi\u00f9 presa nemmeno su quegli esponenti delle \u00e9lite culturali del Sud mondiale che riconoscono il valore universale di certi aspetti della civilt\u00e0 occidentale (sia pure contestandone &#8211; come in questo caso &#8211; il merito esclusivo di averli &#8220;inventati&#8221;). Articoler\u00f2 l\u2019analisi delle idee di questo autore in cinque sezioni: definizioni e concetti generali; critica delle presunte radici storiche dell&#8217;ordine mondiale occidentale; debiti della civilt\u00e0 occidentale nei confronti delle civilt\u00e0 del resto del mondo; ascesa e declino dell&#8217;Occidente; l&#8217;ordine mondiale post occidentale.<\/p>\n<p><em>Concetti e definizioni:<\/em><\/p>\n<p>Per ordine mondiale Acharya intende \u201cil modo in cui il mondo, o parte di esso, \u00e8 organizzato politicamente, economicamente e culturalmente e il modo in cui le strutture del potere, i legami economici, le idee politiche e la leadership operano allo scopo di garantire la pace e la stabilit\u00e0 del genere umano\u201d.<\/p>\n<p>Il concetto in questione si applica sia agli imperi (per esempio l\u2019impero romano), sia ai sistemi di Stati sovrani (per esempio l\u2019Europa dopo la pace di Vestfalia), sia ai sistemi tributari (per esempio l\u2019impero cinese e gli Stati confinanti).<\/p>\n<p>Prima osservazione. Come vedremo dagli esempi di ordini mondiali pre occidentali che l\u2019autore ci propone, per mondo si intende sempre una parte del mondo stesso, sia perch\u00e9 nessuna delle civilt\u00e0 precedenti a quella occidentale \u00e8 mai riuscita a dominare l\u2019intero pianeta, sia perch\u00e9 ognuna di esse concepiva il mondo come il proprio mondo, si autoconcepiva cio\u00e8 come il centro dell\u2019ordine mondiale. Del resto lo stesso Acharya specifica che \u201cl&#8217;ordine mondiale non deve necessariamente includere l&#8217;intero pianeta\u201d.<\/p>\n<p>Seconda osservazione. L\u2019unico processo di mondializzazione che sia riuscito a estendersi al punto da abbracciare (quasi) l\u2019intero pianeta \u00e8 quello messo in atto dal concerto delle potenze occidentali. Il motore del processo in questione \u00e8 stato \u2013 ma questo non \u00e8 il punto di vista di Acharya, che come si \u00e8 detto non \u00e8 marxista &#8211; il modo di produzione capitalistico e non, o almeno in misura assai minore e prevalentemente come ideologia di legittimazione, l\u2019intento di \u201ccivilizzare\u201d il resto del mondo. Ci\u00f2 detto, nemmeno in campo marxista il concetto di \u201csistema mondo\u201d (1) si applica necessariamente alla totalit\u00e0 del pianeta. Per Fernand Braudel (2), per esempio, nessuno dei sistemi-mondo che si sono succeduti dal Cinquecento a oggi ha mai raggiunto dimensioni realmente planetarie. Viceversa il concetto rigorosamente marxista di sistema-mondo (3) tende ad attribuire al sistema egemone, e allo Stato-nazione che lo incarna in una determinata fase, un dominio planetario.<\/p>\n<p>Terza osservazione. Che lo scopo degli ordini mondiali \u2013 e ci\u00f2 vale sia per quelli pre occidentali che per quello occidentale \u2013 sia quello di \u201cgarantire la pace e la stabilit\u00e0 del genere umano\u201d \u00e8 ad avviso di chi scrive a dir poco opinabile. Del resto, come lo stesso Acharya dimostra, tutte le \u201cpaci\u201d imperiali, da quella romana a quella statunitense, sono state ben poco pacifiche e, pi\u00f9 che un fine, sono state il mezzo per garantire il dominio della (o delle) potenza\/e egemone\/i di turno. Ci\u00f2 \u00e8 evidente nel caso dell\u2019ordine occidentale che, mentre celebrava il libero mercato come agente di pace, ne imponeva le regole a colpi di cannone, ma vale anche per quelli precedenti, anche se nel loro caso gli obiettivi prioritari non erano quelli della conquista di nuovi mercati e dell\u2019accumulazione allargata del capitale. Certo, nessun ordine mondiale si \u00e8 mai basato sul puro dominio, ma ha potuto imporre e conservare tale dominio anche e soprattutto grazie alla propria capacit\u00e0 di esercitare egemonia culturale (senza egemonia il puro dominio non dura a lungo), ma ci\u00f2 non vuol dire che lo scopo prioritario dei padroni di turno fosse quello di assicurare la pace e la stabilit\u00e0 del genere umano.<\/p>\n<p>Descritto il modo in cui Acharya definisce il concetto di ordine mondiale, e anticipate le mie perplessit\u00e0 su tale definizione, passo alle tre tesi di fondo che l\u2019accademico indiano si propone di dimostrare: 1) la costruzione di un ordine mondiale non \u00e8 appannaggio di una singola nazione o civilt\u00e0 ma di un&#8217;impresa collettiva; 2) nemmeno l\u2019ordine mondiale che nascer\u00e0 dopo la fine di quello occidentale sar\u00e0 fondato su una singola nazione; 3) il nuovo ordine post occidentale non sar\u00e0 il regno dell\u2019utopia ma non sar\u00e0 una catastrofe e rischier\u00e0 invece di essere migliore di quello attuale. In linea generale mi sento di condividere tali affermazioni, al tempo stesso condivido solo in parte gli argomenti con cui l\u2019autore le sostiene, ma mi riservo di avanzare le mie critiche a mano a mano che verr\u00f2 esponendo i contenuti del libro.<\/p>\n<p><em>A proposito delle radici immaginarie della civilt\u00e0 occidentale<\/em><\/p>\n<p>La costruzione delle presunte radici \u201cclassiche\u201d dell\u2019Occidente \u00e8 un\u2019operazione che ha richiesto cinque secoli, dal Rinascimento ai giorni nostri passando per l\u2019Illuminismo, e ha impegnato generazioni di storici, filosofi e intellettuali europei. Acharya si occupa, in particolare, dell\u2019esaltazione della civilt\u00e0 greco-romana come antenata dei valori che fondano l\u2019ordine occidentale del mondo.<\/p>\n<p>La cultura del sistema greco delle citt\u00e0 stato, scrive, \u00e8 forse quella che pi\u00f9 di ogni altra \u00e8 stata mitizzata a tale proposito. Come gi\u00e0 sostenuto da altri (4), Acharya argomenta che quella della Grecia non fu una civilt\u00e0 \u201ceuropea\u201d \u2013 n\u00e9 del resto si consider\u00f2 mai tale \u2013 bens\u00ec mediterranea, \u201ccon solide fondamenta asiatiche\u201d (anche se sarebbe pi\u00f9 appropriato parlare di fondamenta afroasiatiche, visto l\u2019enorme debito \u2013 peraltro riconosciuto &#8211; dei Greci nei confronti della civilt\u00e0 egizia).<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 osserva giustamente che la tesi secondo cui la Grecia avrebbe inventato la democrazia \u00e8 del tutto insostenibile, se per democrazia intendiamo il sistema che oggi denotiamo con tale parola. Non solo perch\u00e9 la partecipazione del demos alla gestione della cosa pubblica era limitato a un\u2019esigua minoranza di cittadini (ne erano esclusi schiavi, donne e meteci), ma perch\u00e9 ad Atene, come conferma la condanna a morte di Socrate per empiet\u00e0, le libert\u00e0 personali potevano essere revocate in ogni momento dal demos. N\u00e9 la cultura greca, come argomentato pi\u00f9 approfonditamente da altri autori (5), pu\u00f2 essere in alcun modo considerata \u201cindividualista\u201d, era cio\u00e8 del tutto priva di uno dei principali fattori caratterizzanti della moderna civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019opposizione fra una Grecia democratica, civile ed evoluta a una Persia tirannica e barbara \u2013 un\u2019idiozia sancita dai nostri manuali di storia e ribadita da sofisticati filosofi (6), Acharya la liquida ricordando che l\u2019impero persiano ha rappresentato una potenza ben pi\u00f9 importante e stabilizzante ai fini degli sviluppi storici successivi, a partire dall\u2019impero alessandrino, il cui fondatore non sgomin\u00f2 l&#8217;impero persiano ma ne usurp\u00f2 il trono, preferendo la monarchia di tipo orientale alla repubblica alla greca. Per tacere del fatto che il lascito della civilt\u00e0 greca ci \u00e8 stato trasmesso dalla cultura islamica in un momento in cui quest\u2019ultima ci surclassava sotto ogni aspetto.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 problematico il riferimento al lascito dell\u2019antica Roma. La \u201cdemocrazia\u201d della Roma repubblicana, assunta a modello dalle grandi rivoluzioni borghesi (in particolare da quella americana che ne esaltava il principio del bilanciamento dei poteri) si fondava su istituzioni che avevano un carattere indiscutibilmente oligarchico. Roma, tanto in et\u00e0 repubblicana quanto in et\u00e0 imperiale, fu una societ\u00e0 fondata sulla schiavit\u00f9 e una potenza espansionista e militarista spietata con i popoli nemici (vedi l\u2019annientamento di Cartagine e il milione di Galli sterminati da Giulio Cesare). Quindi posto che, come sopra affermato, ritengo che nessun ordine mondiale sia mai stato costruito \u201cper garantire la pace e la stabilit\u00e0 del genere umano\u201d, non esiste alcuna possibilit\u00e0 di attribuire tale intenzione a una potenza che, come dichiar\u00f2 ironicamente una delle sue vittime, \u201cfece un deserto e poi lo chiam\u00f2 pace\u201d.<\/p>\n<p>Quanto al presunto contributo romano all\u2019idea di Occidente, scrive Acharya, esso fu piuttosto un costrutto della Chiesa cattolica, elaborato dopo la caduta dell\u2019impero. Il che rinvia all\u2019altra radice storica della civilt\u00e0 occidentale che \u00e8 la religione cristiana, aspetto che nel libro di Acharya non \u00e8 a mio avviso adeguatamente sviscerato, anche se gli va riconosciuto il merito di non sbandierare le presunte radici ebraico-cristiane che siamo abituati a sentirci spiattellare fino alla nausea da intellettuali che ignorano il carattere ossimorico di quel trait d\u2019union &#8211; vedi in proposito l\u2019analisi, fra gli altri, di Costanzo Preve (7).<\/p>\n<p><em>I debiti dell\u2019Occidente nei confronti del resto del mondo<\/em><\/p>\n<p>Parto da tre affermazioni di Acharya che trovo illuminanti del suo approccio al tema dei debiti occidentali nei confronti delle storie del resto del mondo. Scrive il nostro: 1) \u201cmi oppongo all&#8217;idea che l&#8217;odierno ordine mondiale sia un prodotto della storia occidentale\u201d; 2)\u201d gli ingredienti (di questo) ordine c\u2019errano gi\u00e0 negli ordini mondiali precedenti\u201d; 3) \u201cmolti degli ideali che riteniamo inventati dall&#8217;Occidente sono in realt\u00e0 nati in altre civilt\u00e0\u201d. Queste tesi ci fanno capire che l\u2019operazione di Acharya \u00e8, al tempo stesso, idealistica e comparatistica. Mi spiego: Acharya mette a confronto idee, valori ed istituzioni che sono nate in contesti storico geografici profondamente diversi, dalle quali estrae essenze \u201cidealtipiche\u201d che possono essere considerate equivalenti solo se si prescinde dalle concrete matrici storico-culturali che le hanno generate.<\/p>\n<p>Si tratta di un metodo che, mentre si propone di rivendicare il primato temporale di certi aspetti culturali delle civilt\u00e0 pre occidentali che l\u2019Occidente si sarebbe limitato a ereditare e rielaborare, finisce paradossalmente per portare acqua al mulino dell\u2019ideologia occidentalocentrica (termine da preferire al classico eurocentrica, da quando il dominus dell\u2019Occidente collettivo sono gli Stati Uniti), nel senso che rafforza il pregiudizio secondo cui le idee, i valori e le istituzioni occidentali hanno carattere universale, trans storico. Il fatto che l\u2019Occidente non le abbia inventate ma ereditate, da questo punto di vista, \u00e8 marginale, se non irrilevante, nel senso che basterebbe che l\u2019Occidente riconoscesse il proprio debito per ristabilire un giusto equilibrio fra gli apporti che le varie civilt\u00e0 hanno dato alla costruzione dell\u2019odierno ordine mondiale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le cose sono assai pi\u00f9 complicate, come dimostrano sia il fatto che la critiche dei Paesi del Sud del mondo alle pretese egemoniche occidentali rivendicano la differenza e l\u2019originalit\u00e0 delle proprie tradizioni civili e culturali, sia il fatto che lo stesso Acharya ammette che l\u2019odierno ordine del mondo \u00e8 in crisi e che un nuovo ordine post occidentale dovr\u00e0 necessariamente fondarsi sui contributi innovativi del resto del mondo, e non semplicemente sulla riscoperta delle loro antiche tradizioni. Ci\u00f2 detto elenco qui di seguito alcune delle civilt\u00e0 che, secondo Acharya, avevano gi\u00e0 sviluppato idee, valori ed istituzioni che sono state fatte proprie dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Il primo ordine mondiale (pur tenendo conto dei limiti con cui tale aggettivo va inteso, vedi sopra) descritto da Acharya \u00e8 quello costruito dalle antiche civilt\u00e0 sumer ed egizia che, argomenta il nostro, rappresentano altrettanti esempi, da un lato, di un concerto di citt\u00e0 stato autonome bench\u00e9 unite da una comune cultura (Sumer, anche se in epoche successive la Mesopotamia ospiter\u00e0 imperi quali l\u2019assiro e i persiano), dall\u2019altro di una civilt\u00e0 che si struttura fin dall\u2019inizio come imperiale e centralizzata (l\u2019Egitto). Fra questi due grandi potenze si costruisce una rete di scambi economici e culturali, di alleanze e rapporti diplomatici, che garantiscono a lungo la stabilit\u00e0 e la pace in un\u2019ampia regione che abbraccia il Medio Oriente e l\u2019Africa Nord Orientale. Un\u2019area che, fra le altre cose, ha lasciato in eredit\u00e0 ai successivi ordini mondiali il concetto di monarchia di diritto divino e principi giuridici \u201cprogressisti\u201d che garantivano i legami comunitari e la protezione dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>I due esempi successivi riguardano India e Cina, due subcontinenti che hanno a loro volta ospitato civilt\u00e0 assai pi\u00f9 antiche di quella occidentale e che, come quella sumerica, hanno attraversato una fase \u201canarchica\u201d (convivenza di una pluralit\u00e0 di entit\u00e0 statuali) successivamente evolutesi in imperi.<\/p>\n<p>Nel metterne a confronto antichit\u00e0 e meriti Acharya auspica che gli storici indiani e cinesi rinuncino alle rispettive preferenze nazionalistiche, ma poi smentisce tale premessa non nascondendo la propria predilezione per quella indiana. Entrambe sono antiche, sostiene, ma quella indiana lo \u00e8 di pi\u00f9; entrambe hanno elaborato raffinati sistemi filosofici che nulla hanno da invidiare alla filosofia occidentale, ma quello cinese \u00e8 tributario degli apporti del Buddhismo indiano che ha contaminato le tradizioni confuciana e taoista cinese (8).<\/p>\n<p>Quanto alla tradizione pacifista che entrambe le civilt\u00e0 rivendicano, a partire dalle modalit\u00e0 con cui hanno sviluppato i propri rapporti con i popoli e le nazioni confinanti, Acharya considera valida solo la rivendicazione dell\u2019India, della quale scrive che si tratta dell\u2019 \u201cesempio pi\u00f9 straordinario di come una civilt\u00e0 possa esportare le proprie idee politiche e la propria religione in terra straniera senza conquista o coercizione\u201d e celebra l\u2019apologia di Asoka, terzo imperatore della dinastia Maurya (terzo secolo a.C.) in quanto antesignano di una cultura dei diritti umani e della tolleranza religiosa (ma deve ammettere l\u2019esistenza di altre fasi storiche, tutt\u2019altro che \u201cpacifiche\u201d).<\/p>\n<p>Della Cina Acharya afferma invece \u2013 con giudizio tranchant in contrasto con altre valutazioni (9) \u2013 \u201cche non \u00e8 stata una nazione pacifica\u201d. Per esempio, pur ammettendo che i suoi rapporti di vicinato erano ispirati al modello tributario (vedi sopra) piuttosto che basati sull\u2019aggressione coloniale, aggiunge che tali rapporti erano comunque imposti dai rapporti di forza. Inoltre, citando la celebre spedizione navale dell\u2019ammiraglio Zheng He, la descrive come un progetto colonialista ante litteram, anche se riconosce che si tratta di una tesi opinabile (10). Ci\u00f2 detto, come cita il regno di Asoka quale esempio di una cultura dei diritti umani e della tolleranza religiosa ante litteram, cos\u00ec ricorda che la civilt\u00e0 cinese fu ammirata da grandi intellettuali europei \u2013 economisti, filosofi e pensatori politici &#8211; come Leibniz, Voltaire, Quesnay e Adam Smith e che il suo metodo di reclutamento tramite concorsi dei quadri della burocrazia statale venne assunto come modello democratico, alternativo della tradizione di cooptazione per censo dell\u2019Ancien Regime europeo.<\/p>\n<p>Dell\u2019espansione islamica, che attinse una dimensione globale in misura maggiore di quelle sinora citate, Acharya scrive che il suo carattere fu assai meno violento di quanto venga generalmente sostenuto, che si tratt\u00f2 di un dominio tollerante, sotto il quale veniva lasciato spazio ai non musulmani che non di rado assumevano incarichi di vertice nell\u2019apparato burocratico e anche in quello militare; ma soprattutto ricorda che l\u2019Islam si appropri\u00f2 di ideali greci, persiani, indiani e cinesi arricchendoli con tratti propri, dando vita, nella Spagna islamica, a un bazar di risorse intellettuali caratterizzate da una visione universalista (e in alcuni casi di modernissime concezioni materialiste ed evoluzioniste) che permise a un\u2019Europa sprofondata nell\u2019ignoranza e nel fondamentalismo religioso di recuperare le sue stesse radici cadute nell\u2019oblio.<\/p>\n<p>Con l\u2019impero mongolo si raggiungono dimensioni mai pi\u00f9 raggiunte in seguito \u2013 perlomeno sul piano del dominio territoriale, se non su quello del dominio indiretto mediato dal mercato (11) \u2013 da un ordine mondiale. Acharya riscatta l\u2019impero mongolo dall\u2019accusa di essere stato in assoluto il pi\u00f9 efferato per le modalit\u00e0 con cui ha realizzato le proprie conquiste (a suo avviso il numero delle vittime dell\u2019espansione mongola \u00e8 sopravvalutato) e gli riconosce il merito di avere a sua volta contribuito a generare certi presupposti dell\u2019ordine mondiale moderno, fra i quali il fatto di non avere imposto alcun dogma religioso o culturale alle popolazioni sottomesse, il fatto di avere associato a una struttura centralizzata la concessione di autonomie locali e infine di avere operato come un potente \u201cconnettore\u201d fra culture e civilt\u00e0 diverse, in particolare grazie alla sua capacit\u00e0 di garantire la sicurezza degli scambi mediati dalla via della seta, pi\u00f9 precari sotto la gestione di Cina e India.<\/p>\n<p>Infine Acharya denuncia la sistematica rimozione dei contributi delle civilt\u00e0 latinoamericane e africane da parte di una cultura occidentale che nega loro qualsiasi rilevanza storica. Vedi l\u2019affermazione di autorevoli monumenti della cultura europea (a partire da Hegel) che hanno definito l\u2019Africa un \u201ccontinente senza storia\u201d, legittimando la cancellazione della sua vita politica, sociale e culturale (basti citare gli \u201cimperi dimenticati\u201d di Ghana, Mali e Songhai e i vasti sistemi tributari sviluppati sotto il loro dominio). Vedi anche la cancellazione della memoria del fiorente commercio interafricano su lunghe distanze, stroncato dai monopoli coloniali imposti dalle potenze europee, nonch\u00e9 di una visione del mondo comunitaria e solidaristica condivisa da popolazioni anche molto lontane e diverse fra loro (visione che riemerge oggi nell\u2019ideologia panafricanista). Una visione del mondo olistica che ritroviamo nelle antiche culture latinoamericane come l\u2019impero incaico, del quale Acharya ricorda sia i caratteri moderni \u2013 una burocrazia e un sistema delle comunicazioni efficienti \u2013 sia la capacit\u00e0 d\u2019ispirare ancora oggi una concezione alternativa di sviluppo economico, sociale e umano (12).<\/p>\n<p><em>Ascesa e crisi dell\u2019ordine mondiale occidentale<\/em><\/p>\n<p>Nella parte del libro dedicata all\u2019ascesa e crisi dell\u2019ordine mondiale occidentale, Acharya affronta una serie di temi troppo ampia per poterli analizzare e descrivere nello spazio ridotto di un articolo, per cui scelgo di evidenziarne quattro: come sono riusciti l\u2019Europa prima e l\u2019Occidente collettivo poi a stabilire il proprio dominio sul mondo; come si sono auto assolti dai crimini commessi per costruire il proprio ordine mondiale; quali effetti ha avuto tale dominio sulla loro capacit\u00e0 di capire il resto del mondo; quali fattori hanno determinato la crisi dell\u2019ordine mondiale occidentale.<\/p>\n<p>Acharya identifica la nascita dell\u2019ordine mondiale occidentale con la pace di Vestfalia che, nel Seicento, ha posto fine alle guerre di religione che avevano a lungo dilaniato l\u2019Europa. Si tratta di un evento che ha creato un sistema di Stati sovrani nel Vecchio Continente e ha instaurato un \u201cdoppio standard\u201d globale: all\u2019interno del sistema si afferma un ordine antiegemonico almeno in linea teorica (13) &#8211; in ragione del quale \u00e8 proibito sottomettere i vicini pi\u00f9 deboli e vigono i principi di non ingerenza negli affari altrui, nonch\u00e9 di parit\u00e0 e uguaglianza fra i vari membri del sistema; al suo esterno, la Pax europea favorisce l&#8217;imperialismo delle singole potenze che possono liberamente occupare i territori del resto del mondo e opprimerne e sfruttarne le popolazioni.<\/p>\n<p>Come ha potuto l\u2019Occidente, che fino a poco prima era a un livello inferiore, tanto sul piano economico quanto sul piano culturale (14), rispetto agli ordini mondiali descritti nel paragrafo precedente? Come \u00e8 nato il sorpasso o, come altri l\u2019hanno definita- vedi Kenneth Pomeranz (15) -, la Grande Divergenza fra Occidente e resto del mondo? Com\u2019\u00e8 noto, la stragrande maggioranza degli storici occidentali la attribuiscono a fattori di supremazia endogeni al sistema, quali la superiorit\u00e0 tecnologica (navi, vele e cannoni), la crescita economica stimolata dalla concorrenza reciproca fra Stati europei, le scoperte scientifiche (16), o addirittura le condizioni sociopolitiche create dalla stessa \u201carretratezza\u201d dell\u2019Europa (\u00e8 la tesi di Samir Amin (17)).<\/p>\n<p>Contro questa vulgata, Acharya si schiera con la minoranza di coloro, vedi fra gli altri i gi\u00e0 citati Pomeranz e un autore come Eric Williams (18) che associano la sostituzione dei precedenti ordini mondiali da parte di quello occidentale con il ruolo strategico giocato da imperialismo e colonialismo. Senza la \u201cscoperta\u201d dell\u2019America e la sanguinosa espropriazione delle risorse dei popoli amerindi cui hanno partecipato Spagna, Portogallo, Inghilterra e Francia; senza lo sfruttamento e l\u2019impoverimento dell\u2019India (19) e di altri Paesi asiatici da parte delle Compagnie delle Indie Orientali inglese e olandese, senza l\u2019osceno commercio triangolare di schiavi fra Africa, Europa e America, l\u2019economia europea non avrebbe potuto svilupparsi ai ritmi con cui si \u00e8 sviluppata grazie alla rapina delle risorse altrui.<\/p>\n<p>Mentre la supremazia occidentale alimentava instabilit\u00e0, ingiustizia e disordine, secoli di dominio hanno indotto l&#8217;Occidente a coltivare arroganza e ignoranza nei confronti del resto (in questo termine, &#8220;resto&#8221;, sono implicite l\u2019arroganza e l\u2019ignoranza in questione) del mondo. E su questi sentimenti si sono bastate le giustificazioni ideologiche del dominio. Come la giustificazione della schiavit\u00f9 da parte di un campione del liberalismo europeo quale fu John Locke; come lo specioso argomento in base al quale la schiavit\u00f9 era esistita in Africa anche prima dell\u2019arrivo dei colonialisti occidentali (20); come l\u2019appello al superiore standard di civilt\u00e0 occidentale (\u201cil fardello dell\u2019uomo bianco\u201d) che venne fatto valere anche nei confronti di civilt\u00e0 come l\u2019indiana e la cinese, nate quando l\u2019Europa era ancora territorio di trib\u00f9 selvagge; come la piaga del razzismo, alimentata persino da giganti del pensiero illuminista come Kant, Hume ed Hegel, (per inciso, Acharya condivide la tesi del sopra citato Eric Williams, secondo il quale fu la schiavit\u00f9 a generare il razzismo come giustificazione ideologica di una lucrosa pratica commerciale, e non viceversa).<\/p>\n<p>Acharya smonta infine il mito del presunto \u201canticolonialismo\u201d degli Stati Uniti. A smentirlo basterebbe il genocidio delle popolazioni autoctone, sistematicamente sterminate con l\u2019obiettivo di impadronirsi delle loro terre \u2013 considerate terrae nullius in quanto non tutelate dal diritto di propriet\u00e0, vale a dire la principale, se non l\u2019unica, attestazione di appartenenza al mondo \u201ccivile\u201d. Si aggiunga la guerra aggressiva contro il Messico che ha permesso agli Stati Uniti di appropriarsi di un terzo del territorio di quella nazione, per concludere con la dottrina Monroe, formulata nel 1823 dall\u2019omonimo presidente e rinnovata e ampliata da Theodore Roosevelt a fine Ottocento e da Donald Trump ai nostri giorni, che stabilisce la clausola di esclusione di altri interessi occidentali nell\u2019area caraibica e centro-sud americana, riservate al dominio esclusivo statunitense.<\/p>\n<p>Quanto alla pretesa di erigersi a garante delle libert\u00e0 e della democrazia mondiali da parte di Washington, non si vede come possa essere rivendicata da una nazione che ha fondato la propria ricchezza sullo sfruttamento della schiavit\u00f9 e sul prolungamento dei suoi effetti fino ai giorni nostri, nei quali la parit\u00e0 di diritti per la popolazione afroamericana resta un miraggio. Del resto, i ricorrenti riferimenti al modello \u201cdemocratico\u201d della Roma repubblicana conferma che l\u2019ideale di democrazia statunitense si ispira all\u2019ammirazione dei Padri fondatori della Rivoluzione per il sistema romano del bilanciamento dei poteri, mentre sorvola sul carattere oligarchico di quel modello \u201cclassico\u201d, che viene oggi riproposto da un sistema di rappresentanza che garantisce ai super ricchi il monopolio pressoch\u00e9 esclusivo sugli incarichi di rappresentanza politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * * *<\/p>\n<p>Ragionando sulle cause della progressiva erosione dell\u2019ordine mondiale occidentale, Acharya respinge la tesi secondo cui la decolonizzazione del Terzo Mondo sarebbe stato l\u2019esito di un \u201critrarsi\u201d volontario delle potenze occidentali dai loro possedimenti. Cos\u00ec come rifiuta l\u2019idea che i nuovi Paesi nati dal processo di decolonizzazione avrebbero \u201ccopiato\u201d il modello westfaliano dell\u2019Occidente. In particolare, contro coloro che descrivono il processo di emancipazione del Terzo Mondo come frutto di una serie di riforme dall\u2019alto, promosse da \u00e9lite formatesi nelle capitali occidentali, sostiene che tale processo fu l\u2019esito di movimenti rivoluzionari guidati da leader locali sostenuti dalle masse popolari e non da ristrett\u00ec strati intellettuali.<\/p>\n<p>Il concetto stesso di Terzo Mondo (oggi sempre pi\u00f9 rimpiazzato da quello di Sud globale) nasce negli anni Cinquanta alla Conferenza di Bandung, un\u2019assemblea di nazioni di recente autonomia che venne fortemente osteggiata dalle grandi potenze occidentali le quali tentarono in tutti i modi di manipolarne gli esiti. A quell\u2019evento fece seguito la nascita del movimento dei Paesi non Allineati che, svincolandosi dalla polarizzazione fra Usa e Urss generata dalla Guerra fredda, tent\u00f2 di indirizzare verso obiettivi autonomi di sviluppo economico, politico e sociale i Paesi usciti dalla lunga interruzione che l&#8217;imperialismo e il colonialismo avevano imposto alla loro evoluzione storica.<\/p>\n<p>Nell\u2019analizzare la lunga fase storica che ha portato al rovesciamento dei rapporti di forza fra Occidente e resto del mondo, emergono tuttavia i limiti connaturati all\u2019approccio liberal democratico di Acharya e alla sua manifesta idiosincrasia nei confronti del marxismo e delle sue incarnazioni storico-politiche. Parlando del principio di autodeterminazione dei popoli, per esempio, manca qualsiasi riferimento alla formulazione che ne diede Lenin e all\u2019apporto decisivo che la Rivoluzione Russa ha dato ai movimenti di liberazione nazionale prima e dopo la Seconda guerra mondiale. Parlando della lotta della Cina contro il dominio straniero (occidentale e giapponese) esalta Sun Yat-sen ma non spende una parola su Mao e sulla Rivoluzione del 1949, che fu il vero inizio della emancipazione e della successiva ascesa della Cina. Parlando delle rivoluzioni latinoamericane valorizza &#8211; giustamente \u2013 l\u2019ispirazione che tali movimenti hanno ricevuto dalle civilt\u00e0 originarie del subcontinente, ma si limita a citare in merito le tesi di Mariategui (il grande marxista peruviano che forse apprezza in quanto \u201ceretico\u201d) senza accennare alla rivoluzione cubana n\u00e9, tanto meno, a Fidel Castro.<\/p>\n<p>La crisi dell\u2019ordine mondiale occidentale e i sintomi dell\u2019emergenza di un ordine alternativo sono descritti in termini prevalentemente economici: la crescita esponenziale dell&#8217;interscambio commerciale fra Paesi del Sud globale e la percentuale sempre pi\u00f9 elevata del PIL mondiale che essi rappresentano. Ma come si \u00e8 arrivati a tale risultato malgrado la feroce opposizione politico-militare oltre che economica dell\u2019Occidente collettivo, malgrado l\u2019ininterrotta catena di golpe, militari, regime change, manovre finanziarie e altre aggressioni perpetrate in Africa (21), America Latina e altrove? Acharya non riesce a dare risposte convincenti a questi interrogativi, n\u00e9 come stiamo per vedere, a delineare uno scenario convincente di ordine mondiale post occidentale.<\/p>\n<p><em>L\u2019ordine post occidentale secondo Acharya. Considerazioni conclusive<\/em><\/p>\n<p>Lo spazio che Acharya dedica alla propria visione dell\u2019ordine mondiale post occidentale \u00e8 collocato nella parte finale del libro ed occupa uno spazio relativamente limitato rispetto alle parti precedenti. Le sue tesi in merito (parzialmente anticipate all\u2019inizio di questo articolo) sono sintetizzabili in tre affermazioni:<\/p>\n<p>1) Il futuro ordine mondiale sar\u00e0 post occidentale e non solo post americano. Si tratta di un punto di vista che considero non solo condivisibile ma anche essenziale per il seguente motivo: l\u2019idea dei teorici del sistema mondo, e in minor misura di uno storico della lunga durata come Braudel, \u00e8 che ogni ordine mondiale sia incarnato da una determinata potenza e che il suo tramonto coincida con l\u2019emergere di un nuovo ordine, incarnato da un&#8217;altra potenza egemone. Agli Stati Uniti potrebbe per esempio subentrare la Cina. Acharya nega quest\u2019ultima possibilit\u00e0 (lo stesso vale per chi scrive, anche se i motivi con cui la neghiamo sono radicalmente diversi, come vedremo fra poco) e sostiene che in futuro non ci saranno pi\u00f9 le condizioni perch\u00e9 una sola potenza svolga tale ruolo.<\/p>\n<p>2) In assenza di un nuovo dominus dell\u2019ordine mondiale, scrive, non emerger\u00e0 un ordine multipolare (caratterizzato cio\u00e8 dall\u2019equilibrio fra un limitato numero di grandi potenze) bens\u00ec un ordine che definisce multiplex, alla cui costruzione parteciperanno cio\u00e8 non solo i Paesi di ogni parte del mondo, ivi comprese le piccole-medie potenze, ma anche imprese, ONG, movimenti, associazioni e quant\u2019altro. Dissento da questa visione irenica che mette sullo stesso piano entit\u00e0 eterogenee sia per natura (statuali, politiche, economiche, culturali, ecc.) che per \u201cpeso\u201d specifico. Tale visione potr\u00e0 apparire gradevole agli occhi delle sinistre postmoderne, che la vedranno come una realizzazione dei propri valori pacifisti, \u201corizzontalisti\u201d e politicamente corretti, ma \u00e8 solo apparentemente e ingannevolmente irenica, come lo stesso Acharya ammette implicitamente con la terza affermazione che riporto qui di seguito.<\/p>\n<p>3) Il nuovo ordine, scrive, non sar\u00e0 il paradiso perch\u00e9 nessun ordine mondiale sar\u00e0, cos\u00ec come non \u00e8 mai stato, esente da conflitti e guerre. E con questo presupposto \u201crealista\u201d, che ritengo difficilmente contestabile, viene a cadere la tesi precedente. Quest\u2019ultima \u00e8 equiparabile sia all\u2019utopia degli economisti piccolo borghesi che negano l\u2019inevitabile tendenza alla concentrazione dei capitali (la concorrenza, che dovrebbe mettere tutti sullo stesso piano, divora s\u00e9 stessa creando i presupposti che consentono al grande di mangiare il piccolo), sia alla ridicola finzione secondo cui capitalista e lavoratore si presenterebbero sul mercato del lavoro con gli stessi diritti (a parit\u00e0 di diritti, commenta Marx, prevale la legge del pi\u00f9 forte). Il mondo multiplex sognato da Acharya non si realizzer\u00e0 mai e, ove si realizzasse, si convertirebbe rapidamente, nella migliore delle ipotesi, in un mondo multipolare.<\/p>\n<p>La critica che ho appena avanzato \u00e8 analoga a quelle anticipate in precedenza, con le quali converge nell\u2019identificare il limite principale dell\u2019analisi di Acharya nella sua visione liberal-democratica (ancorch\u00e9 in versione \u201caltermondista\u201d), che manca della lucidit\u00e0 analitica che solo un approccio storico di ispirazione marxista \u00e8 in grado di fornire. Cos\u00ec il suo elenco dei \u201cmeriti\u201d degli ordini mondiali pre occidentali rischia di vedere in caratteristiche come la tolleranza religiosa e culturale, la mitezza nei confronti dei sudditi in generale e dei pi\u00f9 deboli in particolare, l&#8217;atteggiamento pacifico verso le nazioni e i popoli confinanti, ecc. altrettante anticipazioni che la civilt\u00e0 occidentale avrebbe \u201ccopiato\u201d da quelle precedenti, pur misconoscendone il valore. Ma in questo modo, da un lato, si pecca di anacronismo (si attribuiscono cio\u00e8 a certi tratti culturali un\u2019essenza e un valore trans storici) e dall&#8217;altro si confermano paradossalmente le pretese di universalismo della civilt\u00e0 occidentale (pu\u00f2 darsi che hanno \u201ccopiato\u201d dal passato certi valori, ma ci\u00f2 non ne inficia il presunto carattere universale). Del resto Acharya fatica a riconoscere il fatto che civilt\u00e0 diverse possono elaborare valori, non solo diversi da quelli certificati dall\u2019attuale ordine mondiale, ma anche ugualmente, se non pi\u00f9, in grado di contribuire alla stabilit\u00e0 e alla pace mondiali. Tipico il suo radicale pregiudizio anticinese (antimarxista e anticomunista) che gli fa affermare che la Cina non sar\u00e0 la nuova potenza egemone non perch\u00e9, come afferma la sua leadership politica, non nutre affatto tale ambizione, bens\u00ec perch\u00e9 non dispone di sufficiente forza militare per realizzarla.<\/p>\n<p>Concludo dicendo che, malgrado tutti questi limiti, il libro di Acharya \u00e8 un\u2019opera lodevole e utilissima per vari motivi. In primo luogo perch\u00e9, malgrado le sue cinquecento pagine, pu\u00f2 essere definito una specie di pamphlet per la chiarezza espositiva che lo rende una lettura gradevole anche per non addetti ai lavori; poi perch\u00e9 contiene un\u2019ampia messe di notizie e informazioni sulla storia delle civilt\u00e0 non occidentali e pre occidentali (da raccomandare caldamente alle nostre nuove generazioni, alle quali viene tuttora insegnata una storia anacronisticamente eurocentrica); infine perch\u00e9 pur peccando di un certo utopismo, e di una visione \u201cdi parte\u201d (leggi filo indiana) nel delineare i tratti di un ordine post occidentale, ha il merito indiscutibile di far capire anche al lettore sviato da pregiudizi eurocentrici che la fine dell\u2019attuale ordine mondiale non sar\u00e0 un\u2019apocalisse, bens\u00ec un\u2019occasione di cambiamento positivo.<br \/>\n*(Fonte: Sinistrainrete &#8211; Carlo Formenti \u00e8 un giornalista e scrittore italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note<\/em><\/p>\n<p>(1) Cfr. I. Wallerstein, Comprendere il mondo. Introduzione all\u2019analisi dei sistemi-mondo, Asterios, Trieste 2013.<br \/>\n(2) Cfr. F. Braudel, Civilt\u00e0 materiale, economia e capitalismo, 3 voll., Einaudi, Torino 1979.<br \/>\n(3) Vedi G. Arrighi, Denaro, potere e le origini del nostro tempo, Il Saggiatore, Milano 1996. Metto a confronto il concetto di sistema mondo che Arrighi elabora in quest\u2019opera con quello di Braudel citato nella nota precedente in Oltre l&#8217;Occidente (in via di pubblicazione presso Meltemi).<br \/>\n(4) La presunta natura europea della civilt\u00e0 greca \u00e8 contestata, fra gli altri, da Samir Amin (cfr.<br \/>\nEurocentrismo. Modernit\u00e0, religione e democrazia. Critica dell\u2019eurocentrismo, critica dei culturalismi, La Citt\u00e0 del Sole, Napoli-Potenza 2022) e da Costanzo Preve (cfr.<br \/>\nOpere, vol. II, Manifesto filosofico del comunismo comunitario. Elogio del comunitarismo, Inschibboleth, Roma 2022).<br \/>\n(5) Scrive in merito Costanzo Preve: \u201cEsiste un luogo comune nella cultura filosofica occidentale, di cui \u00e8 stato purtroppo parzialmente responsabile il grande Hegel, per cui il concetto moderno di libera coscienza individuale nasce nella Grecia antica, contrapposta al dispotismo orientale, che conoscerebbe unicamente l\u2019arbitrio del despota\u201d. In realt\u00e0, aggiunge Preve nella pagina successiva, \u201cil profilo antropologico greco non era individualistico, ed \u00e8 allora fuorviante attribuire ai greci la scoperta della libert\u00e0 dell\u2019individuo\u201d (op. cit.).<br \/>\n(6) Ne Il socialismo \u00e8 morto. Viva il socialismo! Dalla disfatta della sinistra al momento populista (Meltemi, Milano 2019), ho polemizzato con Roberto Esposito che legittima questa tesi in un articolo apparso sulla rivista aut aut (Europa e filosofia, in \u201caut aut\u201d, n. 378, 2018, pp. 51-63).<br \/>\n(7) Nell\u2019opera citata Preve sostiene che, laddove cristianesimo e islamismo sono modelli di universalismo religioso, ebraismo e induismo sono modelli di religione \u201ctribale\u201d. Dopodich\u00e9 aggiunge che, mentre la cultura semitica conosce solo la feroce onnipotenza dell\u2019Uno, quella cristiano-cattolica si basa su una triade dialettica: la verit\u00e0 (Padre) esce da s\u00e9 nel mondo (Figlio) e torna a s\u00e9 stessa (Spirito Santo). Viceversa il protestantesimo veterotestamentario privilegia il Padre, divenendo cos\u00ec una sorta di \u201ceresia ebraica\u201d.<br \/>\n(8) Ma Acharya rimuove il fatto che il Buddhismo adottato dalla Cina, dai Paesi del Sud Est asiatico e dal Giappone \u00e8 quasi del tutto sparito dall\u2019India, dove \u00e8 stato marginalizzato dall\u2019induismo, religione assai meno \u201cpacifica\u201d.<br \/>\n(9) Sulla lunga tradizione pacifista della politica estera cinese, cfr. G. Arrighi, Adam Smith a Pechino. Genealogie del ventunesimo secolo, Feltrinelli, Milano 2008.<br \/>\n(10) Della spedizione di Zheng He si occupano, fra gli altri, F. Braudel (op. cit.) G. Arrighi (op. cit.) e K. Pomeranz (La grande divergenza. La Cina, l\u2019Europa e la nascita dell\u2019economia mondiale moderna, Il Mulino, Bologna 2004), nessuno dei quali sposa la tesi degli intenti colonialisti dell\u2019impresa in questione. Viceversa Acharya, che sostiene la tesi opposta pur ammettendo che \u00e8 controversa, dovrebbe spiegare perch\u00e9 gli imperatori Ming ordinarono la distruzione della flotta di Zheng He quando costui fece ritorno in patria.<br \/>\n(11) A distinguere fra dinamiche imperiali territorialiste e capitaliste \u00e8 Giovanni Arrighi in Il lungo XX secolo, cit.<br \/>\n(12) Alla cultura originaria dei popoli andini e al loro concetto di buen vivir fondato sulle loro tradizioni solidaristiche, comunitarie e rispettose dell\u2019ambiente naturale si sono ispirate le rivoluzioni ecuadoriana e boliviana (oggi travolte dalla controffensiva delle destre neoliberiste). Vedi ci\u00f2 che ho scritto in proposito in Magia bianca magia nera. Ecuador: la guerra fra culture come guerra di classe (Jaca Book, Milano 2014); vedi inoltre A. G. Linera La potencia plebeya. Acci\u00f3n colectiva e identidades ind\u00edgenas, obreras y populares en Bolivia (Clacso\/Prometeo libros, Buenos Aires 2008); vedi infine, dello stesso autore, Forma valor y forma comunidad (Traficantes de sue\u00f1os, Quito 2015).<br \/>\n(13) Un tragico esempio di applicazione dell\u2019ideologia colonialista da parte di una potenza europea nei confronti di altri Paesi del Vecchio Continente, che ha sovvertito i principi dell\u2019ordine westfaliano, \u00e8 quello dell\u2019aggressione nazista nei confronti dall\u2019Unione Sovietica e di altri popoli slavi. L\u2019accostamento fra l\u2019ideologia nazista e il colonialismo razzista delle potenze europee liberal democratiche \u00e8 il grande rimosso di una cultura storica che tenta di liquidare il nazismo come una parentesi aliena alla tradizione occidentale. Una rimozione denunciata da Aim\u00e9e C\u00e9saire che in<br \/>\nDiscorso sul colonialismo (Ombre Corte, Verona 2020) scrive: \u201cVarrebbe la pena di studiare, clinicamente, in dettaglio, tutti i passi di Hitler e dell\u2019hitlerismo, per rivelare al borghese distinto, umanista, cristiano del XX secolo, che anch\u2019egli porta dentro di s\u00e9 un Hitler nascosto, rimosso; ovvero che Hitler abita in lui, che Hitler \u00e8 il suo demone e che, pur biasimandolo, manca di coerenza, perch\u00e9 in fondo ci\u00f2 che non perdona a Hitler non \u00e8 il crimine in s\u00e9, non \u00e8 il crimine contro l\u2019uomo, non \u00e8 l\u2019umiliazione dell\u2019uomo in quanto tale, ma il crimine contro l\u2019uomo bianco, il fatto di avere applicato in Europa quei trattamenti tipicamente coloniali che sino ad allora erano stati prerogativa esclusiva degli arabi d\u2019Algeria, dei coolie dell\u2019India e dei negri dell\u2019Africa\u201d.<br \/>\n(14) Ci\u00f2 era riconosciuto, fra gli altri da giganti del pensiero occidentale come Voltaire e Adam Smith.<br \/>\n(15) Cfr. K. Pomeranz, op. cit.<br \/>\n(16) La storia occidentale sottovaluta sistematicamente l\u2019apporto della scienza e della tecnologia cinesi (carta, stampa, bussola, fusione dell\u2019acciaio, ecc.) alla civilt\u00e0 europea. (<br \/>\n(17) Cfr. Samir Amin, Eurocentrismo, cit,<br \/>\n(18) Cfr. E. Williams, Capitalismo e schiavit\u00f9. Il colonialismo come motore della Rivoluzione industriale (Meltemi, Milano 2024).<br \/>\n(19) Per una denuncia ancora pi\u00f9 spietata di quella formulata da Acharya dei crimini commessi dall&#8217;imperialismo inglese in India vedi C. Elkins, Un\u2019eredit\u00e0 di violenza. Una storia dell\u2019Impero britannico, Einaudi, Torino 2024.<br \/>\n(20) Nessuno storico onesto pu\u00f2 sostenere che la tratta transatlantica sia, per numero delle vittime, ferocia, oppressione, sfruttamento e impatto sulla demografia e sulle societ\u00e0 dei Paesi e dei popoli colpiti, anche solo lontanamente paragonabile a precedenti fenomeni storici.<br \/>\n(21) Sulla spietata controffensiva messa in atto dall\u2019imperialismo occidentale contro le lotte di liberazione in Africa Cfr. K. O. Okoth, Red Africa. Questione coloniale e politiche rivoluzionarie, Meltemi, Milano 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Gad Lerner*: La destra peggiore in cerca di riscossa &#8211; Dopo la batosta Non lasciamoci trarre in inganno dal ghigno di La Russa <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797\" title=\"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-53797","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"01 &#8211; Gad Lerner*: La destra peggiore in cerca di riscossa &#8211; Dopo la batosta Non lasciamoci trarre in inganno dal ghigno di La Russa [...]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-04-04T13:56:38+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-04T14:33:31+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"326\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"245\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"Red-Roma\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Red-Roma\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"64 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797\"},\"author\":{\"name\":\"Red-Roma\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340\"},\"headline\":\"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\",\"datePublished\":\"2026-04-04T13:56:38+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-04T14:33:31+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797\"},\"wordCount\":12000,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"articleSection\":[\"Newsletter\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797\",\"name\":\"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"datePublished\":\"2026-04-04T13:56:38+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-04T14:33:31+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"width\":326,\"height\":245},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=53797#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"name\":\"Emi-News\",\"description\":\"Emigrazione Notizie\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\",\"name\":\"Emi-News\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"width\":390,\"height\":115,\"caption\":\"Emi-News\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340\",\"name\":\"Red-Roma\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Red-Roma\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?author=2\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News","og_description":"01 &#8211; Gad Lerner*: La destra peggiore in cerca di riscossa &#8211; Dopo la batosta Non lasciamoci trarre in inganno dal ghigno di La Russa [...]","og_url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797","og_site_name":"Emi-News","article_published_time":"2026-04-04T13:56:38+00:00","article_modified_time":"2026-04-04T14:33:31+00:00","og_image":[{"width":326,"height":245,"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","type":"image\/png"}],"author":"Red-Roma","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Red-Roma","Tempo di lettura stimato":"64 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797"},"author":{"name":"Red-Roma","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340"},"headline":"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI","datePublished":"2026-04-04T13:56:38+00:00","dateModified":"2026-04-04T14:33:31+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797"},"wordCount":12000,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","articleSection":["Newsletter"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797","name":"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","datePublished":"2026-04-04T13:56:38+00:00","dateModified":"2026-04-04T14:33:31+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#primaryimage","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","width":326,"height":245},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53797#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"n\u00b015 \u2013 4 Aprile 2026 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","name":"Emi-News","description":"Emigrazione Notizie","publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization","name":"Emi-News","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","width":390,"height":115,"caption":"Emi-News"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340","name":"Red-Roma","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g","caption":"Red-Roma"},"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?author=2"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53797"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53797\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53803,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53797\/revisions\/53803"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}