{"id":53761,"date":"2026-03-30T17:32:55","date_gmt":"2026-03-30T17:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53761"},"modified":"2026-03-30T18:01:36","modified_gmt":"2026-03-30T18:01:36","slug":"n14-28-marzo-2026-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=53761","title":{"rendered":"n\u00b014 \u2013 28\/03\/26 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*:UE-AUSTRALIA: CAR\u00c8, INTESA STRATEGICA CHE D\u00c0 FORZA A EUROPA E ITALIA NELL\u2019INDO-PACIFICO.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*: CAMERA: CAR\u00c8, RAFFORZARE ASSETTI 231 E FLUSSI TRA CONTROLLI AZIENDALI &#8211; A Montecitorio confronto tecnico su OdV, compliance e governance d\u2019impresa.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Andrea Colombo*: Una premier a met\u00e0. La messa in scena della forza senza sostanza. Oggi a me Pi\u00f9 vipera che pitonessa. Daniela Santanch\u00e8 ha comunicato le sue soffertissime dimissioni con un distillato di puro cianuro che non risparmia nessuno<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Anna Fabi *: Istat, crolla in Italia la fiducia dei consumatori, torna lo spettro della crisi. A marzo 2026 l&#8217;indice Istat di fiducia dei consumatori crolla a 92,6, toccando il minimo da ottobre 2023. Clima economico e futuro peggiorano.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Anna Fabi*: Referendum Giustizia, il No trionfa: riforma bocciata, cosa succede ora. ( SI DOVREBBERO DIMETTERE TUTTI ha vinto l\u2019Italia e hanno vinto i giovani ndr)<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Gas, prezzi e inflazione: ora solo il meteo pu\u00f2 aiutare Meloni &#8211; Vedo nero Lo stop del Gnl dal Qatar spinge Meloni a tornare in Algeria. Caro-carburanti senza tregua, tanti decreti: l\u2019effetto placebo non funziona. Lagarde (Bce) non esclude l\u2019aumento dei tassi: governi nei guai<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Marina Catucci*: Le 3.500 citt\u00e0 ribelli Usa: \u00abFacciamo male al re\u00bb &#8211; DA NEW YORK A MINNEAPOLIS Nella Grande Mela il corteo pi\u00f9 partecipato di sempre. Il Minnesota cuore della resistenza. \u00abNo alla guerra, no all\u2019Ice, no a Trump\u00bb: l\u2019altra America non ha paura di protestare<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Luca Celada *: La minaccia \u00e8 globale, la risposta anche &#8211; NO KINGS Dagli Usa di Trump al resto del mondo.<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Anna Fabi *:Compagnie aeree verso lo stop, ancora un mese di carburante: quali voli sono a rischio. Le compagnie aeree avvertono: carburante garantito per circa un mese a causa della guerra in Medio Oriente. A rischio i voli verso l&#8217;Asia, biglietti gi\u00e0 pi\u00f9 cari.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*:UE-AUSTRALIA: CAR\u00c8, INTESA STRATEGICA CHE D\u00c0 FORZA A EUROPA E ITALIA NELL\u2019INDO-PACIFICO.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia \u00e8 una notizia politica di primo piano, che arriva dopo anni di negoziato e segna una scelta chiara: rafforzare la presenza dell\u2019Europa nell\u2019Indo-Pacifico, consolidare il rapporto con un partner strategico come l\u2019Australia e aprire nuove opportunit\u00e0 per imprese, lavoro, ricerca e innovazione\u201d.Lo dichiara il deputato Pd Nicola Car\u00e8, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.<br \/>\n\u201cNon siamo davanti soltanto a un\u2019intesa commerciale. La conclusione del negoziato sul libero scambio, il nuovo partenariato su sicurezza e difesa e l\u2019avvio del confronto sull\u2019associazione dell\u2019Australia a Horizon Europe compongono insieme un messaggio politico molto netto: l\u2019Europa sceglie di investire in alleanze solide tra democrazie, nella cooperazione economica e nella sicurezza comune, in una fase internazionale segnata da instabilit\u00e0, competizione strategica e ridefinizione degli equilibri globali\u201d. \u201cPer l\u2019Italia questa intesa deve rappresentare una priorit\u00e0 concreta. Vuol dire pi\u00f9 spazio per il nostro export, pi\u00f9 occasioni per le imprese italiane, pi\u00f9 collaborazione nei settori ad alto valore aggiunto, dalla transizione energetica all\u2019innovazione, dalla ricerca alle materie prime strategiche. Vuol dire anche riconoscere il valore della presenza italiana in Australia, una comunit\u00e0 dinamica che da anni costruisce relazioni, opportunit\u00e0 e crescita\u201d. \u201cChi guarda a questi accordi come a passaggi tecnici non coglie il punto politico essenziale: oggi rafforzare l\u2019asse tra Europa e Australia significa difendere il ruolo delle democrazie aperte, sostenere regole condivise, investire in sviluppo e sicurezza in una delle aree pi\u00f9 decisive del mondo\u201d. \u201c\u00c8 una scelta giusta e lungimirante, che l\u2019Italia deve accompagnare con visione, iniziativa e presenza politica. Perch\u00e9 il futuro dei nostri interessi economici e strategici si gioca sempre di pi\u00f9 anche nella capacit\u00e0 di costruire partnership forti, credibili e durature\u201d.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide &#8211; Camera dei Deputati &#8211; IV Commissione Difesa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*: CAMERA: CAR\u00c8, RAFFORZARE ASSETTI 231 E FLUSSI TRA CONTROLLI AZIENDALI &#8211; A Montecitorio confronto tecnico su OdV, compliance e governance d\u2019impresa.<\/strong><br \/>\nRoma, 25 mar. \u2013 \u201cOggi pi\u00f9 che mai le imprese hanno bisogno di regole chiare, controlli efficaci e strumenti moderni di prevenzione. Rafforzare gli assetti organizzativi e i flussi comunicativi tra le funzioni di controllo aziendale non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019opzione, ma una necessit\u00e0 per garantire legalit\u00e0, trasparenza e competitivit\u00e0 al nostro sistema produttivo\u201d. Lo ha dichiarato Nicola Car\u00e8, patrocinatore dell\u2019iniziativa, intervenendo all\u2019incontro tecnico dal titolo \u201cAdeguati assetti 231 e presidi di effettivit\u00e0: l\u2019Organismo di Vigilanza nell\u2019ecosistema dei controlli aziendali\u201d, svoltosi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati e trasmesso in diretta streaming sul canale tv di Montecitorio. L\u2019iniziativa, coordinata da Alessandro Parrotta, componente della Commissione ministeriale di riforma al d.lgs. 231\/01, ha riunito professionisti, imprese e rappresentanti istituzionali per un confronto sul ruolo dell\u2019Organismo di Vigilanza all\u2019interno del sistema dei controlli societari. In apertura dei lavori, Car\u00e8 ha sottolineato la crescente centralit\u00e0 degli assetti di compliance nella governance d\u2019impresa, evidenziando anche la necessit\u00e0 di una riflessione legislativa volta a rafforzare modalit\u00e0 e tempistiche dei flussi informativi tra le diverse funzioni di controllo. \u201cIl legislatore \u2013 ha aggiunto \u2013 deve accompagnare questa evoluzione, mettendo le aziende nelle condizioni di prevenire i rischi, tutelare il patrimonio e consolidare una cultura della responsabilit\u00e0 che sia fattore di sviluppo e non mero adempimento formale\u201d. Nel corso del dibattito \u00e8 emersa l\u2019esigenza di un maggiore coordinamento tra i diversi presidi di controllo societario. Valeria Raimondo, penalista e componente della Commissione di riforma al d.lgs. 231\/01, ha richiamato l\u2019importanza dell\u2019integrazione tra OdV e collegio sindacale; Marcella Vulcano, professionista incaricata dall\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria della funzione di Commissario giudiziale nelle maxi-inchieste, ha evidenziato il ruolo dell\u2019OdV nelle situazioni di crisi e nelle procedure concorsuali; Annalisa De Vivo del CNDCEC ha posto l\u2019attenzione sul tema dei flussi informativi e sul rapporto tra imprenditore in crisi e assetti organizzativi. Dal confronto \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di collocare al centro l\u2019Organismo di Vigilanza, indicato come perno del sistema integrato dei controlli aziendali e presidio essenziale di prevenzione e legalit\u00e0.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 -Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide-Camera dei Deputati &#8211; IV Commissione Difesa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Andrea Colombo*: UNA PREMIER A MET\u00c0. LA MESSA IN SCENA DELLA FORZA SENZA SOSTANZA. OGGI A ME PI\u00d9 VIPERA CHE PITONESSA. DANIELA SANTANCH\u00c8 HA COMUNICATO LE SUE SOFFERTISSIME DIMISSIONI CON UN DISTILLATO DI PURO CIANURO CHE NON RISPARMIA NESSUNO<\/strong><\/p>\n<p>UN ATTIMO, MERITI UNA SPIEGAZIONE.<br \/>\nSe leggi il manifesto da 5 minuti o da 10 anni, speriamo comunque che ti abbia dato una conoscenza che vale almeno 4 \u20ac. Dal 1971 come te siamo ancora persone libere, non raccogliamo i tuoi dati e non usiamo algoritmi. Meno del 2% dei nostri utenti dona, se il manifesto ti ha dato una conoscenza che vale almeno 4 \u20ac, dona oggi. In cambio, ti daremo un abbonamento che vale 10 giorni.<br \/>\nPi\u00f9 vipera che pitonessa. Daniela Santanch\u00e8 ha comunicato le sue soffertissime dimissioni con un distillato di puro cianuro che non risparmia nessuno. Meno di tutti la premier stessa, accusata nemmeno troppo fra le righe di cercare capri espiatori per una sconfitta di cui porta invece la principale responsabilit\u00e0. Per mettere alla porta una ministra andata molto oltre la semplice impresentabilit\u00e0, la premier abituata a dettare legge ha dovuto esporsi con una incresciosa richiesta pubblica imposta dalla ghigliottinanda.<\/p>\n<p>POI, COME SE NON BASTASSE, HA DOVUTO SORBIRSI ANCHE LA SUA AVVELENATA RAMANZINA. QUANTO A PROVA DI FORZA LASCIA A DESIDERARE.<br \/>\nA mostrare la corda \u00e8 per\u00f2 l\u2019intera manovra decisa dalla premier e forse dettata pi\u00f9 dall\u2019ira e dal panico che dal freddo calcolo. Per le pulizie di pasqua non \u00e8 mai troppo presto: in questo caso \u00e8 decisamente troppo tardi. Daniela Santanch\u00e8 ha fatto le valigie con un paio d\u2019anni di ritardo sul dovuto e sono troppi anche se \u00e8 comunque il caso di dire \u00abfinalmente\u00bb alzando i calici. Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro hanno lasciato via Arenula pi\u00f9 tempestivamente ma non tanto da dissipare il poderoso dubbio che se il referendum fosse andato diversamente anche la loro sorte sarebbe stata un\u2019altra. \u00c8 un dubbio che da solo vanifica in larga misura il senso di un repulisti che avrebbe altrimenti meritato l\u2019applauso.<br \/>\nQuei ritardi esiziali in realt\u00e0 dicono tutto. Spiegano perch\u00e9 Giorgia Meloni si \u00e8 decisa a fare quel che una premier davvero forte avrebbe fatto a tempo debito. Tirare le redini al suo branco di famelici underdog, avventatisi sul banchetto del potere con insaziabile e atavico appetito, la avrebbe accreditata agli occhi del suo paese molto pi\u00f9 dei complimenti di Donald Trump. Ma appena una settimana fa quella voracit\u00e0 insaziabile le sembrava tutt\u2019al pi\u00f9 prova di veniale leggerezza.<br \/>\nRimettere la \u00abpitonessa\u00bb al suo posto, cio\u00e8 fuori dal governo, avrebbe giovato alla sua immagine molto pi\u00f9 delle battutacce con le quali si \u00e8 dilettata per tre anni e mezzo. Non ne ha avvertito la necessit\u00e0 e non la avvertirebbe neppure adesso se la sberla elettorale non le avesse dimostrato che quell\u2019immagine, nonostante i sondaggi che la hanno vellicata e vezzeggiata settimana dopo settimana, \u00e8 invece ormai incrinata.<br \/>\nIl senso della sua piccola Notte dei lunghi coltelli \u00e8 tutto qui: recuperare smalto, dimostrare con la mannaia di essere ancora Giorgia l\u2019Invincibile, la leader forte e drastica che ha sempre raccontato di essere. Questione di tornaconto elettorale, non di etica politica. Manovra opportunista, non presa d\u2019atto responsabile del problema enorme e mai affrontato che si annida nel suo governo e nel suo partito. \u00c8 una manovra perdente. Somiglia davvero alla ricerca di capri espiatori denunciata dalla perfida dimissionata.<br \/>\n\u00c8 una messa in scena della forza alla quale non corrisponde pi\u00f9 alcuna sostanza. Il referendum non \u00e8 stato un incidente di percorso, per quanto tra i pi\u00f9 gravi: \u00e8 un terremoto che obbliga a ridisegnare per intero le mappe della politica e c\u2019\u00e8 da chiedersi se la premier se ne sia resa conto o sia ancora tanto tramortita dalla sberla da illudersi di vivere nel mondo di ieri.<br \/>\nIn quello di oggi Giorgia Meloni non ha pi\u00f9 i mezzi per imporre la sua legge elettorale, se si parla di premierato deve guardare da un\u2019altra parte e fingersi distratta, con gli alleati deve imparare a trattare invece di ordinare. E siccome si sa che le disgrazie non vengono mai sole ha anche le tasche troppo vuote per ricompare quel che ha perso con una finanziaria ricca di prebende. Con tanti ringraziamenti a Donald Trump, uno di quegli amici che rendono superflui i nemici dichiarati.<br \/>\n\u00c8 vero che nessuno le chiede di sloggiare, perch\u00e9 nessuno, da Mattarella ai leader dell\u2019opposizione, ha interesse e utilit\u00e0 nell\u2019affrontare crisi e voto. Di qui alle elezioni politiche il posto di lavoro a palazzo Chigi \u00e8 assicurato. Ma senza pi\u00f9 alcuna ambizione, senza sperare di governare davvero.<br \/>\nNon significa che Giorgia Meloni sia una leader finita, pensarlo sarebbe una pericolosa illusione. Ma la forza che aveva e che ha perso pu\u00f2 ridargliela solo chi gliela ha tolta, il popolo votante. \u00c8 la democrazia, bellezza.<br \/>\n*( FONTE: Il Manifesto &#8211; Andrea Colombo &#8211; giornalista, scrittore e commentatore politico italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Anna Fabi *: ISTAT, CROLLA IN ITALIA LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI, TORNA LO SPETTRO DELLA CRISI.A MARZO 2026 L&#8217;INDICE ISTAT DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI CROLLA A 92,6, TOCCANDO IL MINIMO DA OTTOBRE 2023. CLIMA ECONOMICO E FUTURO PEGGIORANO.<\/strong><\/p>\n<p>La guerra in Iran lasciato il segno nei bilanci emotivi delle famiglie italiane: a marzo 2026, l\u2019indice di fiducia dei consumatori rilevato dall\u2019Istat crolla a 92,6, il livello pi\u00f9 basso da ottobre 2023. Il calo \u2014 quasi cinque punti rispetto ai 97,4 di febbraio \u2014 ha sorpreso anche i mercati, che attendevano un dato di 95,5. Le imprese, nel frattempo, reggono: l\u2019indice composito del clima di fiducia delle imprese resta sostanzialmente invariato a 97,3. \u00c8 la fotografia di un\u2019Italia a due velocit\u00e0, dove i cittadini guardano al futuro con crescente preoccupazione mentre il sistema produttivo non ha ancora ceduto.<\/p>\n<p>Indice<br \/>\nFIDUCIA CONSUMATORI: IL CALO PI\u00d9 NETTO DA OTTOBRE 2023<br \/>\nTUTTE LE COMPONENTI IN ROSSO, TRANNE IL RISPARMIO<br \/>\nGUERRA IN IRAN, CARBURANTI E BOLLETTE: LE PRESSIONI SULLE FAMIGLIE<br \/>\nIMPRESE: COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SERIA DIFFICOLT\u00c0<br \/>\nI RISCHI IMMEDIATI PER I CONSUMI E LE PMI<br \/>\nFIDUCIA CONSUMATORI: IL CALO PI\u00d9 NETTO DA OTTOBRE 2023<\/p>\n<p>FIDUCIA CONSUMATORI: IL CALO PI\u00d9 NETTO DA OTTOBRE 2023<br \/>\nI dati Istat, elaborati sulla base delle risposte raccolte nei primi quindici giorni di marzo 2026, riflettono il clima delle famiglie italiane nel pieno delle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente. L\u2019indicatore di fiducia dei consumatori scende da 97,4 a 92,6: un calo di 4,8 punti che riporta l\u2019indice ai valori minimi dalla rilevazione di ottobre 2023, quando si era fermato a 91,1. Il risultato \u00e8 uscito ben al di sotto del consensus degli analisti, fissato a 95,5. L\u2019Istat sottolinea che il peggioramento \u00e8 diffuso a tutte le componenti dell\u2019indice, con un\u2019unica eccezione.<\/p>\n<p>TUTTE LE COMPONENTI IN ROSSO, TRANNE IL RISPARMIO<br \/>\nLe componenti che registrano il peggioramento pi\u00f9 accentuato sono i giudizi e soprattutto le attese sulla situazione economica generale. Nel dettaglio delle quattro variabili sintetiche:<\/p>\n<p>\u2022 IL CLIMA ECONOMICO CADE DA 99,1 A 88,1, CON UN CROLLO DI OLTRE UNDICI PUNTI IN UN SOLO MESE;<br \/>\n\u2022 IL CLIMA FUTURO SCENDE DA 93,1 A 85,3;<br \/>\n\u2022 IL CLIMA PERSONALE CALA DA 96,8 A 94,2;<br \/>\n\u2022 IL CLIMA CORRENTE DIMINUISCE DA 100,7 A 98,0.<br \/>\nL\u2019unica componente in controtendenza riguarda l\u2019opportunit\u00e0 di risparmio nella fase attuale, in rialzo. Va letto come un segnale di cautela, non di ottimismo: le famiglie tendono ad accantonare risorse quando percepiscono lo scenario come incerto e potenzialmente peggiorativo.<\/p>\n<p>GUERRA IN IRAN, CARBURANTI E BOLLETTE: LE PRESSIONI SULLE FAMIGLIE<br \/>\nIl calo della fiducia si inserisce in un contesto di forti pressioni esogene. La raccolta dei dati \u00e8 avvenuta nei primi quindici giorni di marzo, nel pieno delle tensioni legate al conflitto che coinvolge l\u2019Iran, con ricadute dirette sui prezzi dei carburanti e sul mercato dell\u2019energia. Per l\u2019Unione Nazionale Consumatori si tratta del dato peggiore da ottobre 2023 \u2014 e non basterebbe il solo quadro internazionale a spiegarne la portata: a precipitare non sarebbero solo i giudizi sull\u2019economia del Paese, ma anche quelli sulla situazione della famiglia.<br \/>\nA pesare sul sentiment ci sarebbero anche il ritardo del governo nell\u2019intervenire sul rincaro dei carburanti e l\u2019imminente aggiornamento da parte di ARERA delle tariffe della luce per il secondo trimestre 2026. Nello stesso periodo, l\u2019OCSE ha tagliato le stime di crescita per l\u2019Italia: +0,4% nel 2026 e +0,6% nel 2027, con un\u2019inflazione attesa in rialzo.<\/p>\n<p>IMPRESE: COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SERIA DIFFICOLT\u00c0<br \/>\nL\u2019indice composito del clima di fiducia delle imprese subisce solo una riduzione marginale, da 97,4 a 97,3, ma sotto la superficie i settori si muovono in direzioni opposte. Tre comparti avanzano, uno arretra:<br \/>\n\u2022 la manifattura sale da 88,5 a 88,8: gli imprenditori giudicano in miglioramento l\u2019andamento degli ordini, pur attendendosi una flessione nella produzione e un calo delle scorte di prodotti finiti;<br \/>\n\u2022 le costruzioni avanzano da 103,1 a 103,6, con tutte le componenti in miglioramento;<br \/>\n\u2022 i servizi di mercato crescono da 102,1 a 102,7, con giudizi positivi sugli ordini e un generale ottimismo sull\u2019andamento degli affari, pur con attese sugli ordini in calo;<br \/>\n\u2022 il commercio al dettaglio scende da 104,9 a 100,6, con tutte le componenti in peggioramento.<br \/>\nUn segnale di prudenza emerge anche sugli investimenti: secondo i giudizi degli imprenditori manifatturieri, nel 2026 l\u2019ottimismo sulle variazioni degli investimenti rispetto all\u2019anno precedente \u00e8 inferiore a quello rilevato nel 2025 rispetto al 2024.<\/p>\n<p>I RISCHI IMMEDIATI PER I CONSUMI E LE PMI<br \/>\nL\u2019impatto pi\u00f9 diretto sul tessuto delle piccole imprese riguarda il commercio al dettaglio. Secondo Confesercenti, la fiducia in questo comparto \u00e8 crollata di oltre sette punti nei negozi di vicinato e di quattro punti nella grande distribuzione, con valori tra i pi\u00f9 bassi degli ultimi tre anni. L\u2019associazione stima che il rincaro di energia, gas e carburanti potrebbe sottrarre 3,9 miliardi di euro alla spesa delle famiglie gi\u00e0 nel 2026, aggravando una dinamica dei consumi gi\u00e0 fragile.<br \/>\nLe famiglie, secondo questa lettura, stanno tirando il freno a mano in risposta a uno scenario globale percepito come imprevedibile. Una parziale eccezione arriva dal turismo, ancora in dinamica positiva grazie alla stagione pasquale e ai ponti primaverili \u2014 ma si tratta di un fenomeno congiunturale e stagionale, non strutturale. Unimpresa, dal canto suo, invita a non sopravvalutare i rischi: la tenuta della fiducia delle imprese indicherebbe che le fondamenta dell\u2019economia reale restano solide e che il sistema produttivo conserva capacit\u00e0 di adattamento anche di fronte a shock esterni.<br \/>\n*(Fonte: PMI.it &#8211; Anna Fabi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Anna Fabi*: Referendum Giustizia, il No trionfa: riforma bocciata, cosa succede ora. ( SI DOVREBBERO DIMETTERE TUTTI ha vinto l\u2019Italia e hanno vinto i giovani ndr)<\/strong><\/p>\n<p>Il No vince il referendum sulla giustizia col 54%: la riforma Nordio \u00e8 bocciata. Governo indebolito, campo largo in piazza. Gli scenari.<br \/>\nIl No al referendum sulla giustizia ha vinto con il 54% dei voti, un\u2019affluenza record del 58,9% e un margine di quasi due milioni di schede. La riforma costituzionale voluta dal governo Meloni \u2014 separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, doppio CSM e Alta Corte Disciplinare \u2014 \u00e8 bocciata. Giorgia Meloni parla di \u00aboccasione persa\u00bb ma esclude qualsiasi ipotesi di dimissioni. Il centrosinistra esplode di gioia in piazza Barberini, a Roma, e lancia le primarie di coalizione in vista delle politiche del 2027. Il referendum sulla giustizia ha aperto una nuova stagione politica.<\/p>\n<p>Indice<br \/>\nIL RISULTATO PI\u00d9 NETTO DEL PREVISTO<br \/>\nDIFESA DELLA COSTITUZIONE, IL MOTORE DEL VOTO NO<br \/>\nIL CAMPO LARGO FESTEGGIA E GUARDA GI\u00c0 AL 2027<br \/>\nMELONI RIMANE MA L\u2019AURA DI INVINCIBILIT\u00c0 SI INCRINA<br \/>\nLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA \u00c8 SEPOLTA<br \/>\nIL 2027 SI AVVICINA E NASCE UNA NUOVA PARTITA POLITICA<\/p>\n<p>IL RISULTATO PI\u00d9 NETTO DEL PREVISTO<br \/>\nGli instant poll alla chiusura dei seggi davano il No tra il 49,5% e il 53,5%. Il risultato definitivo si \u00e8 assestato sul 53,7% \u2014 circa 15 milioni di voti contrari alla riforma della giustizia contro 13 milioni di favorevoli \u2014 con uno scarto di quasi due milioni di schede che rende il verdetto difficile da rileggere come semplice voto sul merito di una norma tecnica.<br \/>\nIl dato che pi\u00f9 ha sorpreso \u00e8 il 58,9% di partecipazione: la seconda affluenza pi\u00f9 alta nella storia dei referendum costituzionali italiani, e la nona su 23 tornate referendarie dal 1946 a oggi. Per confronto: al referendum abrogativo del 2025 su lavoro e cittadinanza aveva votato il 29,8%; alle europee del 2024 il 49,7%. La mobilitazione del fronte del No ha ampiamente superato il bacino elettorale tradizionale dei partiti che lo sostenevano, segnale che il voto ha intercettato qualcosa di pi\u00f9 largo delle appartenenze politiche consolidate.<br \/>\nLa geografia del voto \u00e8 altrettanto eloquente. Il No ha prevalso in tutte le regioni italiane tranne tre \u2014 Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, tradizionali bastioni del centrodestra \u2014 e ha raggiunto il risultato pi\u00f9 alto in Campania, con il 67% dei contrari alla riforma. A Roma il No ha toccato il 60,31%, con un\u2019affluenza del 64,25%, superiore alla media nazionale. Il dato generazionale \u00e8 forse il pi\u00f9 dirompente: nella fascia 18-34 anni i voti contro la riforma hanno raggiunto il 61%.<\/p>\n<p>RISULTATI REFERENDUM<br \/>\nDifesa della Costituzione, il motore del voto No<br \/>\nL\u2019analisi del voto prodotta da YouTrend alla chiusura dei seggi sgombra il campo da letture semplicistiche. Il 61% dei votanti No ha indicato come motivazione principale il desiderio di non modificare la Costituzione: un orientamento conservativo-istituzionale che trascende la contrapposizione governo-opposizione. Al secondo posto il contrasto al sorteggio dei componenti dei nuovi CSM (39%). Solo al terzo posto il voto di opposizione al governo Meloni, indicato dal 31% dei No.<br \/>\nLa riforma, approvata dal Parlamento nell\u2019ottobre 2025 senza raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria a evitare il referendum, prevedeva tre modifiche strutturali all\u2019ordinamento giudiziario: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, elevata a principio costituzionale; lo sdoppiamento del CSM nell\u2019istituzione di un doppio organo di autogoverno, uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti; e la nascita di un\u2019Alta Corte Disciplinare.<br \/>\nI sostenitori del S\u00ec \u2014 centrodestra compatto, pi\u00f9 Azione e una parte marginale di +Europa \u2014 avevano argomentato che la riforma avrebbe garantito la terziet\u00e0 del giudice e ridotto il peso delle correnti interne alla magistratura. L\u2019opposizione aveva ribattuto che la riforma avrebbe indebolito l\u2019autonomia delle toghe, frammentandone l\u2019autogoverno e aprendo spazi di influenza del potere politico sulla magistratura. A vincere \u00e8 stata la seconda lettura \u2014 ma con una motivazione prevalente che ha poco di ideologico e molto di istituzionale. Il procuratore antimafia Nicola Gratteri ha parlato di \u00absegnale forte e chiaro: la societ\u00e0 civile \u00e8 viva e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali\u00bb.<br \/>\nIl fronte del S\u00ec aveva anche tentato, nelle ultime settimane di campagna, di agitare argomenti pi\u00f9 emotivi \u2014 il rischio che la bocciatura della riforma avrebbe favorito la scarcerazione di detenuti pericolosi. Una strategia che, stando ai dati sull\u2019affluenza e sulla distribuzione del voto, si \u00e8 rivelata controproducente: secondo l\u2019istituto Piepoli, la rimonta del No \u00e8 coincisa esattamente con il momento in cui la premier \u00e8 entrata in campagna con temi divisivi estranei al merito della riforma.<\/p>\n<p>IL CAMPO LARGO FESTEGGIA E GUARDA GI\u00c0 AL 2027<br \/>\nMigliaia di persone in piazza Barberini a Roma, cortei spontanei a Milano, Napoli, Catania, Palermo. La vittoria del No ha trasformato la serata elettorale in qualcosa che assomigliava a una festa di piazza con bandiere della Cgil, cori di \u00abBella ciao\u00bb e striscioni con la scritta \u00abL\u2019Italia che resiste ancora\u00bb. La segretaria del Pd Elly Schlein ha sintetizzato cos\u00ec il significato del risultato: \u00abARRIVA UN MESSAGGIO POLITICO CHIARO. C\u2019\u00c8 GI\u00c0 UNA MAGGIORANZA ALTERNATIVA AL GOVERNO. QUESTO VOTO CI CONSEGNA UNA GRANDE RESPONSABILIT\u00c0\u00bb.<br \/>\nIl leader del M5S Giuseppe Conte, reduce da una campagna referendaria molto attiva, ha parlato di \u00abavviso di sfratto\u00bb per il governo. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra ha chiesto \u00abcoraggio, poca ambiguit\u00e0 e stop ai tentennamenti\u00bb nella costruzione di una proposta alternativa. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha convocato la piazza come simbolo di \u00abuna nuova primavera del Paese\u00bb.<br \/>\nLa notizia politica pi\u00f9 rilevante, tuttavia, \u00e8 arrivata quasi in contemporanea dai tre leader principali del campo avverso al governo: Matteo Renzi, Giuseppe Conte ed Elly Schlein hanno evocato le primarie di coalizione in vista delle politiche del 2027. Una convergenza accelerata dalla vittoria referendaria, ma che sconta gi\u00e0 le prime tensioni: Riccardo Magi di Pi\u00f9 Europa ha invitato a \u00abnon pensare subito allo strumento delle primarie\u00bb, preferendo costruire prima una proposta programmatica condivisa. La posizione di Azione \u2014 che aveva sostenuto il S\u00ec con Carlo Calenda, rimasto isolato dal resto dell\u2019opposizione \u2014 e quella di Italia Viva, che aveva lasciato libert\u00e0 di voto ai propri elettori, rendono la ricomposizione del campo largo pi\u00f9 complicata di quanto i festeggiamenti di piazza suggeriscano.<\/p>\n<p>MELONI RIMANE MA L\u2019AURA DI INVINCIBILIT\u00c0 SI INCRINA<br \/>\nGiorgia Meloni \u00e8 stata la prima leader della maggioranza a farsi fotografare al seggio domenica 22 marzo e la prima a commentare il risultato con un videomessaggio sui social: \u00abGli italiani hanno deciso. Rispettiamo questa decisione. Resta il rammarico per un\u2019occasione persa di modernizzare l\u2019Italia, ma questo non cambia il nostro impegno a lavorare per il bene della nazione\u00bb. Nessuna ipotesi di dimissioni \u2014 esclusa fin dall\u2019inizio della campagna e riconfermata dopo il voto. Renzi le ha consigliato in modo diretto di \u00abavere il coraggio di dimettersi come feci io\u00bb dopo la sconfitta del 2016: una frecciata rimasta, per ora, senza risposta.<\/p>\n<p>La stampa internazionale ha letto il risultato in modo pi\u00f9 severo rispetto alla versione ufficiale del governo. Politico.eu ha scritto che la sconfitta \u00abindebolir\u00e0 probabilmente la posizione politica del primo ministro in vista delle elezioni generali\u00bb. Euractiv ha parlato di \u00abduro colpo politico\u00bb. Le Monde ha citato un politologo britannico dell\u2019Universit\u00e0 del Surrey secondo cui \u00abl\u2019immagine di invincibilit\u00e0 di Meloni si incrina\u00bb.<\/p>\n<p>IN ITALIA, LA CRITICA PI\u00d9 DIRETTA \u00c8 VENUTA DALL\u2019INTERNO DELLA STESSA MAGGIORANZA: IL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA GIORGIO MUL\u00c8 HA AMMESSO CHE \u00abPI\u00d9 CHE UN REFERENDUM SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, \u00c8 DIVENTATO UN REFERENDUM SUL GOVERNO MELONI S\u00cc O MELONI NO\u00bb.<br \/>\nLa lettura preferita dal fedelissimo della premier Giovanbattista Fazzolari \u00e8 diversa: \u00abIn situazioni di grande incertezza i cittadini non vogliono fare salti nel vuoto e preferiscono lo status quo\u00bb. Una chiave di lettura che, politicamente, ha il vantaggio di non chiamare in causa la leadership \u2014 ma che fatica a reggere di fronte a un\u2019affluenza del 59%, la pi\u00f9 alta nelle ultime tornate elettorali nazionali. Il braccio destro della premier predica \u00abserenit\u00e0\u00bb e \u00abmaggiore compattezza\u00bb della coalizione, consapevole che il centrodestra \u00e8 entrato in una lunga stagione di campagna elettorale.<br \/>\nI sondaggi effettuati contestualmente al voto chiariscono la frattura: il 54% degli italiani ritiene che Meloni debba continuare a guidare il governo anche dopo la sconfitta, il 26% chiede le dimissioni. Ma tra chi ha votato No, il 47% vorrebbe che la premier lasciasse: un dato che segnala quanto il referendum, pur non essendo formalmente un voto di fiducia, abbia finito per esserlo nella percezione di una parte rilevante dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p>LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA \u00c8 SEPOLTA<br \/>\nLa vittoria del No non equivale a un\u2019approvazione dello stato attuale della giustizia italiana. Molti tra i sostenitori del No lo hanno detto con chiarezza nel corso della campagna. Il presidente delle Acli Emiliano Manfredonia ha commentato il risultato come \u00abun monito chiaro: la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza. Se si interviene sulla Carta, lo si fa insieme, con il pi\u00f9 ampio consenso possibile\u00bb. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha preso atto del risultato con sobriet\u00e0: \u00abAbbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare la complessit\u00e0 di questa riforma\u00bb. Il vicepremier Antonio Tajani ha aggiunto: \u00abLa riforma della giustizia rimane un tema aperto. Non rinunceremo a occuparcene\u00bb.<br \/>\nSul piano giuridico, la bocciatura referendaria significa che la legge costituzionale non entra in vigore e che la Costituzione resta invariata. Se il governo vorr\u00e0 riproporre una riforma della magistratura, dovr\u00e0 ripercorrere l\u2019intero iter di revisione costituzionale dall\u2019inizio: doppia approvazione di Camera e Senato, con la necessit\u00e0 \u2014 per evitare un nuovo referendum \u2014 di raggiungere la maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere nelle seconde deliberazioni. Una condizione che, nell\u2019attuale composizione parlamentare e con le opposizioni pi\u00f9 coese di prima, appare fuori portata nel breve periodo.<br \/>\nRestano per\u00f2 aperti i nodi che avevano giustificato il percorso riformatore: il peso delle correnti interne alla magistratura, il rapporto tra toghe e politica, le inefficienze del sistema disciplinare. Il CSM unico, l\u2019organo di autogoverno della magistratura, continuer\u00e0 a funzionare secondo le regole attuali. Il dibattito su come intervenire \u2014 con riforme ordinarie invece che costituzionali, e con un metodo diverso da quello della contrapposizione frontale \u2014 resta aperto e, probabilmente, si riaprir\u00e0 gi\u00e0 nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>IL 2027 SI AVVICINA E NASCE UNA NUOVA PARTITA POLITICA<br \/>\nLe elezioni politiche sono attese entro la fine del 2027. Il referendum ha accelerato i tempi di una campagna elettorale che, secondo pi\u00f9 di un esponente della stessa maggioranza, \u00abdurer\u00e0 un anno\u00bb. Per il centrodestra l\u2019obiettivo \u00e8 restare compatto su un programma di governo che giustifichi il mandato ricevuto nel 2022, senza cedere alla pressione di un campo avverso che per la prima volta, dall\u2019insediamento di Meloni a Palazzo Chigi, si presenta con slancio politico alle spalle. La parola d\u2019ordine nei corridoi della maggioranza \u00e8 \u00abnon farsi rosolare\u00bb e non lasciare al centrosinistra il tempo di costruire un\u2019alternativa credibile.<br \/>\nPer il campo largo la sfida \u00e8 opposta: trasformare una vittoria referendaria \u2014 ottenuta su un tema di garanzia istituzionale, non su un programma di governo \u2014 in una coalizione politica strutturata e credibile. Le primarie evocate nella notte del 23 marzo restano un cantiere aperto, con tensioni gi\u00e0 visibili tra chi vuole accelerare e chi preferisce costruire prima una proposta programmatica condivisa. La questione della legge elettorale, che il governo sta ridisegnando e su cui le opposizioni hanno gi\u00e0 alzato i toni, potrebbe diventare il terreno di scontro pi\u00f9 aspro dei prossimi mesi: cambiare le regole del gioco a un anno dalle elezioni \u00e8 una mossa ad alto rischio politico per chiunque la faccia.<br \/>\nSullo sfondo rimane il dato pi\u00f9 difficile da ignorare: nella fascia 18-34 anni i voti No hanno raggiunto il 61%. Un segnale generazionale che le opposizioni leggono come una grande opportunit\u00e0 politica e che il centrodestra dovr\u00e0 imparare ad ascoltare, se vuole competere nel 2027 senza affidarsi soltanto alla frammentazione del campo avversario. La nuova partita politica italiana \u00e8 appena cominciata.<br \/>\n*( Fonte: PMI.it. Anna Fabi, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Roberto Ciccarelli*: GAS, PREZZI E INFLAZIONE: ORA SOLO IL METEO PU\u00d2 AIUTARE MELONI &#8211; VEDO NERO LO STOP DEL GNL DAL QATAR SPINGE MELONI A TORNARE IN ALGERIA. CARO-CARBURANTI SENZA TREGUA, TANTI DECRETI: L\u2019EFFETTO PLACEBO NON FUNZIONA. LAGARDE (BCE) NON ESCLUDE L\u2019AUMENTO DEI TASSI: GOVERNI NEI GUAI<\/strong><\/p>\n<p>Bollette, carburanti e veleni: i contestati successi di Meloni<br \/>\nSe leggi il manifesto da 5 minuti o da 10 anni, speriamo comunque che ti abbia dato una conoscenza che vale almeno 4 \u20ac. Dal 1971 come te siamo ancora persone libere, non raccogliamo i tuoi dati e non usiamo algoritmi. Meno del 2% dei nostri utenti dona, se il manifesto ti ha dato una conoscenza che vale almeno 4 \u20ac, dona oggi. In cambio, ti daremo un abbonamento che vale 10 giorni.<br \/>\nLo stop del gas del Qatar per la guerra di Trump e di Netanyahu contro l\u2019Iran sta spingendo la competizione per ottenere di pi\u00f9 dall\u2019Algeria. Ieri l\u2019Italia ha bruciato sul tempo la Spagna di Sanchez. Giorgia Meloni ha incontrato il presidente Abdelmadjid Tebboune per ricevere rassicurazioni sulle consegne future contrattualizzate da Draghi nel 2022 e ottenere forniture aggiuntive di gas a prezzi fissi. Eni e Sonatrach, le due compagnie di bandiera, continueranno a lavorare per l\u2019estrazione e lo sfruttamento di nuove fonti fossili algerine: lo shale gas e le trivellazioni offshore in mare.<\/p>\n<p>ANZICH\u00c9 PUNTARE sull\u2019autonomia energetica basata sulle rinnovabili e l\u2019elettrificazione, il governo aumenta la dipendenza da forniture esterne di energie fossili. E, in pi\u00f9, secondo il think tank ECCO si espone l\u2019Algeria a futuri shock economici, data la sua elevata dipendenza dalle esportazioni energetiche verso il mercato europeo. I soldi ci sarebbero anche per comprare il tempo, per esempio gli oltre 4 miliardi di euro provenienti dalle aste del sistema europeo ETS (Emission Trading System) che per\u00f2 sono usate per finanziare l\u2019austerit\u00e0, quella che \u00e8 presentata come il fiore all\u2019occhiello di un governo in crisi politica dopo il rovescio prodotto dal No al referendum sulla giustizia.<\/p>\n<p>IL SEGNALE che le cose si stanno mettendo male \u00e8 giunto ieri dalla presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde. L\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia porter\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 a un sussulto dell\u2019inflazione; in questa prospettiva Francoforte potrebbe aumentare, anche dello 0,25%, i tassi di interesse. E ci\u00f2 avverrebbe anche se la guerra statunitense-israeliana durasse ancora per poco. Bisogna impedire che la crescita dei prezzi si consolidi ma, aumentando il costo del denaro, aumenterebbero gli interessi sul debito pubblico. Questa ipotesi \u00e8 stata giudicata \u00abgrave\u00bb dal ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti, per cui \u00abaumentare i tassi non serve contro il caro-energia\u00bb. Le banche centrali non stampano il petrolio, in compenso agiscono in modo da favorire l\u2019inflazione da profitti com\u2019\u00e8 gi\u00e0 accaduto con la guerra russa in Ucraina nel 2022.<\/p>\n<p>IL CENTRO STUDI di Confindustria ha confermato che il Pil italiano crescer\u00e0 quest\u2019anno appena dello 0,5%. Se invece la guerra dovesse prolungarsi fino al secondo trimestre, il Pil sarebbe stimato in stagnazione, o addirittura in recessione se la guerra durasse fino al quarto trimestre. L\u2019inflazione potrebbe toccare il 3% a causa dei rincari energetici. A rischio \u00e8 uno degli obiettivi del governo: l\u2019uscita dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo, gi\u00e0 complicata e da verificare il prossimo 22 aprile con i dati Eurostat. L\u2019uscita sarebbe rimandata e il governo non sarebbe in grado di rispettare gli impegni ad aumentare la spesa per le armi promessa a Trump, alla Nato e alla Commissione Europea. L\u2019esecutivo vorrebbe accelerare sul riarmo per accreditarsi presso i partner atlantici, ma la crisi rende politicamente insostenibile questa prospettiva. \u00c8 a rischio l\u2019ultima legge di bilancio di cui si \u00e8 favoleggiato dall\u2019autunno scorso.<\/p>\n<p>IERI \u00c8 STATO IL TERZO giorno di rialzo per i prezzi dei carburanti alla pompa, dopo l\u2019effetto del taglio delle accise deciso nel tentativo di risollevare le vane speranze elettorali. E per l\u2019Unione dei Consumatori, Codacons e Federconsumatori mancherebbero tre giorni all\u2019esaurimento delle risorse stornate dal governo alla spesa sociale per fare lo sconto di 24,4 centesimi fino al 7 aprile. Il giorno dopo il prezzo medio del gasolio, se i rialzi proseguiranno all\u2019attuale velocit\u00e0, schizzer\u00e0 sopra i 2,5 euro al litro in tutta Italia. In questa dinamica fuori controllo che ha messo a tappeto il governo gi\u00e0 ora si calcola una spesa di +282,60 euro annui per i pieni di carburante e +247,40 euro annui sui beni trasportati.<\/p>\n<p>CHE IL GOVERNO stia andando avanti senza una direzione chiara \u00e8 stato confermato dalla convocazione del Consiglio dei ministri sul dl Fiscale dove non ci sar\u00e0 un nuovo tampone contro il caro-prezzi. A livello parlamentare il decreto carburanti approvato prima del referendum, e incardinato in commissione Finanze del Senato, \u00e8 stato rinviato alla prossima settimana. E, mentre si aspettano ulteriori misure, \u00e8 stato comunicato che il \u201cdecreto bollette\u201d, gi\u00e0 superato, approder\u00e0 alla Camera luned\u00ec 30 marzo. Insomma, si stanno discutendo due provvedimenti inefficaci, mentre il governo \u00e8 alla ricerca di altre risorse da utilizzare come ha fatto con quelle tolte ai ministeri, a cominciare dalla sanit\u00e0.<\/p>\n<p>UN RAGGIO DI LUCE giunge dalle stime di Terna sul ritorno all\u2019ora legale tra il 28 e il 29 marzo. Lo spostamento delle lancette comporter\u00e0 un risparmio di circa 80 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 302 milioni di kWh, pari al fabbisogno annuo di 115mila famiglie. Sperano nella bella stagione, quella che per il governo \u00e8 alle spalle.<\/p>\n<p>07 &#8211; Marina Catucci*: Le 3.500 citt\u00e0 ribelli Usa: \u00abFacciamo male al re\u00bb &#8211; DA NEW YORK A MINNEAPOLIS Nella Grande Mela il corteo pi\u00f9 partecipato di sempre. Il Minnesota cuore della resistenza. \u00abNo alla guerra, no all\u2019Ice, no a Trump\u00bb: l\u2019altra America non ha paura di protestare<\/p>\n<p>\u00abStai andando alla manifestazione?\u00bb, chiede la prima persona che incontriamo appena uscite di casa. Dopo pochi passi, la domanda non si pone pi\u00f9, perch\u00e9 tutte le persone che si stanno dirigendo verso la metropolitana, nonostante manchino due ore all\u2019inizio del corteo, hanno cartelli inequivocabili: \u00abNo alla guerra, no all\u2019Ice, no a Trump\u00bb.<\/p>\n<p>ALLE 13.50, Letitia James, procuratrice generale dello Stato, Jumaane Williams, difensore civico della citt\u00e0, Robert De Niro, il reverendo Al Sharpton e Padma Lakshmi si erano gi\u00e0 schierati in prima fila tra la folla, dietro striscioni dipinti a mano con la scritta: \u00abProteggiamo la nostra democrazia \u2013 Il popolo prima dei miliardari \u2013 Proteggiamo i nostri vicini\u00bb. E si sono uniti ai membri del sindacato e ai newyorkesi di tutte le et\u00e0 perch\u00e9, a differenza delle precedenti manifestazioni No Kings, partecipate pi\u00f9 dai senior che dagli junior, questo terzo corteo \u00e8 anagraficamente trasversale. \u00abVorrei un mondo migliore \u2013 ci dicono dei ragazzi del Queens \u2013 Pare che dobbiamo iniziare a costruirlo da soli\u00bb.<\/p>\n<p>La manifestazione era stata preannunciata come una delle pi\u00f9 partecipate di sempre. Mentre New York e la East Coast cominciavano a marciare, erano gi\u00e0 arrivate le notizie e le foto dei cortei che si erano svolte nel resto del mondo con lo stesso messaggio: No Kings, nessun re. \u00abQuesta non \u00e8 e non sar\u00e0 mai una monarchia \u2013 dice Eileen, 67 anni \u2013 Non sono abituata ad andare a manifestare, ma oggi sento il bisogno di farlo, perch\u00e9 ci stiamo giocando la nostra stessa identit\u00e0. In America diciamo \u2018siamo meglio di cos\u00ec\u2019. Beh, \u00e8 l\u2019ora di dimostrarlo al resto del mondo\u00bb.<\/p>\n<p>A New York il corteo si forma vicino a Central Park, da dove partono due spezzoni: uno si snoda su Broadway e uno sulla Seventh Avenue; quando confluiscono a Times Square, una delle piazze pi\u00f9 grandi del mondo sembra troppo piccola per contenere quella che pare proprio essere la manifestazione pi\u00f9 grande mai organizzata negli Stati uniti.<\/p>\n<p>Intervistata per strada dai media americani, Donna Lieberman, direttrice esecutiva della New York Civil Liberties Union, ha definito Trump il \u00abcapo dei prepotenti\u00bb della nazione e ha affermato che i residenti di Minneapolis \u00abhanno costretto l\u2019aspirante re a ritirare le sue truppe d\u2019assalto\u00bb. \u00abVogliono che abbiamo paura di protestare \u2013 aveva dichiarato poche ore prima del corteo in conferenza stampa \u2013 Che abbiamo paura di non poter fare nulla per fermarli. Ma sapete una cosa? Si sbagliano di grosso\u00bb.<\/p>\n<p>GI\u00c0 VENERD\u00cc, l\u2019attrice Jane Fonda si era unita a giornalisti, musicisti e scrittori davanti al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington per esortare i cittadini statunitensi a \u00abrompere il silenzio\u00bb e a \u00abopporsi con fermezza all\u2019autoritarismo\u00bb. In una manifestazione organizzata dal Committee for the First Amendment, un collettivo di artisti che promuove la libert\u00e0 di espressione, un centinaio di invitati si sono riuniti per ascoltare oratori e cantanti che si sono espressi senza sfumature contro i divieti sui libri, la censura politica e tutte le minacce alla libert\u00e0 rappresentate dalla presidenza di Trump.<\/p>\n<p>A JANE FONDA si sono uniti l\u2019attore Sam Waterston, la poetessa Rupi Kaur, la sceneggiatrice comica Bess Kalb e la cantante Joan Baez. Il loro messaggio non \u00e8 risuonato soltanto nelle citt\u00e0 a guida democratica: manifestazioni No Kings si sono svolte in tutte le citt\u00e0 degli Stati Uniti; si parla di oltre 3.500 manifestazioni, oltre 3.500 piazze piene. L\u2019evento principale, per\u00f2, \u00e8 quello di Minneapolis-Saint Paul, in Minnesota. Lo Stato del Midwest \u00e8 diventato un punto focale della repressione dell\u2019immigrazione voluta da Trump a dicembre quando ha lanciato l\u2019Operazione Metro Surge e, di conseguenza, il centro della resistenza Usa. Alla manifestazione hanno preso parte attivisti, sindacalisti e politici; c\u2019\u00e8 stato un intervento di Bernie Sanders e l\u2019icona del rock Bruce Springsteen ha cantato insieme a Joan Baez.<\/p>\n<p>IN TUTTE LE CITT\u00c0 si sono visti i simboli di questa nuova ondata di opposizione a Trump: le rane e i costumi gonfiabili che, da Portland, Oregon, hanno preso piede nel resto degli Stati uniti, i costumi da re e le maschere di Trump con il naso da pagliaccio. \u00abEssere qua fa male a lui e fa bene a noi \u2013 ci dicono Samuel e Ken, entrambi quarantenni \u2013 Essere circondati da altri che, come noi, vogliono dire ad alta voce che tutto quello a cui stiamo assistendo accade contro il nostro volere \u00e8 importante, ci d\u00e0 forza. Perch\u00e9 questa \u00e8 una lunga maratona. Ci dimentichiamo che in una prigione di Brooklyn c\u2019\u00e8 il presidente di uno Stato sudamericano che abbiamo rapito. Intanto si bombarda l\u2019Iran e si fanno pressioni inaccettabili su Cuba. Ma ci pensi che, da quando Trump \u00e8 tornato alla Casa bianca, \u00e8 passato solo poco pi\u00f9 di un anno?\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto \u2013 Marina Catucci, giornalista,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; LUCA CELADA *: LA MINACCIA \u00c8 GLOBALE, LA RISPOSTA ANCHE &#8211; NO KINGS DAGLI USA DI TRUMP AL RESTO DEL MONDO.<\/strong><\/p>\n<p>NO KINGS, NO ICE, NO WAR. GLI SLOGAN HANNO UNIFICATO MIGLIAIA DI MANIFESTAZIONI CONTRO AUTORITARISMO, SUPREMATISMO E L\u2019EGEMONISMO MILITARISTA CHE MAGA HA SCATENATO SUGLI USA E SUL MONDO.<br \/>\nIl terzo No Kings, dopo quelli del febbraio 2025 e dello scorso giugno, \u00e8 stato il pi\u00f9 globale, la necessaria risposta, cio\u00e8, alla globalizzazione dell\u2019attacco kamikaze delle destre eugenetiche e post costituzionali agli ordinamenti democratici e al diritto internazionale. Sullo sfondo della guerra, pi\u00f9 palesemente illegale perfino dell\u2019aggressione all\u2019Iraq, centinaia di migliaia di persone in strada hanno a tratti evocato quella \u00abseconda potenza mondiale\u00bb che nel 2003 era scesa nelle piazze del mondo contro la guerra di Bush.<\/p>\n<p>Il paragone \u00e8 probabilmente incongruo alla luce delle mutazioni profonde degli ultimi vent\u2019anni, nel modo di concepire e manipolare i consensi \u201cnazional-popolari\u201d e di imporre il potere quando quei movimenti si trasformano in regimi. Ma quello che la giornata di ieri ha chiaramente espresso \u00e8 stata la volont\u00e0 di reagire globalmente a una minaccia globale.<\/p>\n<p>Il movimento decentralizzato e orizzontale espresso dal coordinamento Indivisible ha nuovamente dimostrato di saper veicolare l\u2019opposizione diffusa, e maggioritaria ormai, alla caotica escalation del regime di Trump. Allo stesso tempo il caos \u201cstrategico\u201d sembra confermarsi sempre pi\u00f9 lo stato naturale del trumpismo che, oltre agli interessi di un\u2019oligarchia rapace, \u00e8 inesorabilmente legato alla personalit\u00e0 (e alle psicopatologie) del leader.<\/p>\n<p>Mentre divampa la polveriera mediorientale a cui il sovrano americano col partner israeliano ha disinvoltamente appiccato fuoco, lui, il \u201cking\u201d ha continuato ad alternare discorsi deliranti (la discussione sui vantaggi dei pennarelli preferiti per le firme) ai ritocchi estetici al proprio imperio. Negli ultimi giorni Trump ha visitato Graceland, la villa di Elvis Presley a Memphis, avviando contemporaneamente nuove ristrutturazioni alla Casa bianca che, oltre alla sala da ballo e gli orpelli dorati, avr\u00e0 ora pavimenti di granito nero e capitelli corinzi per somigliare presumibilmente di pi\u00f9 alla mini-reggia kitsch del re del rock. E dopo la medaglia d\u2019oro coniata con le sue sembianze, i dollari recheranno impressa la sua firma personale.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec il calendario presidenziale ha compreso un discorso agli agricoltori il cui comparto versa in una crisi aggravata dai dazi di Trump e ora dalle interruzioni della filiera dei fertilizzanti legate alla guerra. A loro il presidente ha promesso ulteriori sussidi pubblici ma soprattutto si \u00e8 dilungato in elogi del trattore cingolato dipinto d\u2019oro che lo staff aveva posizionato davanti alla Casa bianca a mo\u2019 di vitello dorato.<\/p>\n<p>In questo teatro quotidiano la vertiginosa miscela di ridicolo e criminale restituisce l\u2019immagine di un sovrano squilibrato mentre la guerra con le sue ricadute sempre pi\u00f9 plausibilmente catastrofiche ne riassume il pericolo per il mondo intero.<br \/>\nMentre nelle piazze del No Kings si dava forma concreta all\u2019urgenza del momento, alla periferia di Dallas \u00e8 andato in onda il CPAC, festival e comizio annuale della galassia Maga con il prevedibile tripudio di cappelletti, paillettes e bandiere. Numerose quest\u2019anno anche quelle dello Shah Reza Pahvlavi invocato da parti della diaspora iraniana a favore della guerra. Accanto a loro per\u00f2 ci sono stati anche segnali di un dissenso insolitamente esplicito da parte della corrente isolazionista Maga, insofferente alla guerra. N\u00e9 sono previsti, in questa edizione, gli interventi canonici di Trump e del suo vice JD Vance.<br \/>\nLe fratture interne, assieme ai sondaggi che confermano l\u2019opposizione generale alla guerra (55% contrari) sono avvisaglie di crisi. Ma \u00e8 soprattutto lo tsunami economico in inesorabile avvicinamento a presagire un altrettanto inevitabile ulteriore erosione dei consensi e rafforzare la sensazione dell\u2019inizio di una parabola discendente di cui sono per\u00f2 ancora ignote la durata e la traiettoria.<br \/>\nE alla sensazione di disequilibrio si accompagna quella che il regime stia passando dalla gestione dei consensi alla neutralizzazione del dissenso. E che per farlo conti su uno stato di conflitto permanente. Come interpretare altrimenti il veto presidenziale al compromesso che era stato raggiunto in Senato sullo shutdown e il caos della sicurezza negli aeroporti. Trump ha ordinato che i Maga della Camera rifiutassero l\u2019accordo se non vi fosse stato accorpata la \u00abriforma\u00bb elettorale giustificata con gli inesistenti \u00abmassicci brogli\u00bb e scritta per esautorare gli avversari (\u00abse passa vinceremo per i prossimi 50 anni\u00bb).<\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso dispositivo dell\u2019emergenza generata ad arte per imporre la soluzione unilaterale che sembra essere stata immaginata per la guerra perseguita e innescata dopo aver stracciato il \u00abpiano d\u2019azione congiunto globale\u00bb che nel 2015 aveva siglato un accordo multilaterale, verificabile ed effettivamente stabilizzante sul nucleare iraniano.<br \/>\nIl trattato che Trump \u00e8 infine riuscito a sostituire con una guerra incontrollabile che esprime il modello suo e degli altri uomini che del nostro mondo vorrebbero essere re.<br \/>\nA loro soprattutto hanno risposto le piazze di ieri: \u00abNo Kings!\u00bb<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto \u2013 Luca Celada, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Anna Fabi *:COMPAGNIE AEREE VERSO LO STOP, ANCORA UN MESE DI CARBURANTE: QUALI VOLI SONO A RISCHIO. LE COMPAGNIE AEREE AVVERTONO: CARBURANTE GARANTITO PER CIRCA UN MESE A CAUSA DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE. A RISCHIO I VOLI VERSO L&#8217;ASIA, BIGLIETTI GI\u00c0 PI\u00d9 CARI.<\/strong><\/p>\n<p>La guerra in Medio Oriente sta colpendo il settore aereo attraverso il prezzo del petrolio in aumento e la contemporanea riduzione delle scorte di carburante per far volare gli aerei. Diversi manager e dirigenti del settore hanno dichiarato al Financial Times che le scorte attuali garantiscono al massimo un altro mese di traffico regolare. Dopo, il rischio \u00e8 di dover tagliare il numero di voli \u2014 soprattutto sulle rotte verso l\u2019Asia.<\/p>\n<p>Indice<br \/>\nLA SITUAZIONE AEROPORTO PER AEROPORTO<br \/>\nIL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ<br \/>\nRYANAIR NON TEME TAGLI, AIR FRANCE-KLM PIANIFICA RIDUZIONI<br \/>\nBIGLIETTI AEREI GI\u00c0 PI\u00d9 CARI, VOLI SULL\u2019ASIA a rischio<br \/>\nCOSA RISCHIA CHI VIAGGIA PER LAVORO<\/p>\n<p>LA SITUAZIONE AEROPORTO PER AEROPORTO<br \/>\nIl problema non \u00e8 ancora emergenziale ma la finestra di sicurezza si sta restringendo. Hari Marar, amministratore delegato dell\u2019aeroporto internazionale di Bangalore, in India, ha dichiarato che lo scalo dispone di carburante per circa 25 giorni.<br \/>\nIl Vietnam ha gi\u00e0 avvertito di poter essere costretto a limitare i voli nelle prossime settimane. Diversi altri dirigenti aeroportuali hanno confermato al Financial Times scenari analoghi per i loro scali. I paesi asiatici sono i pi\u00f9 esposti perch\u00e9 sono quelli che importano di pi\u00f9 dai paesi coinvolti nel conflitto.<\/p>\n<p>IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ<br \/>\nLa causa strutturale del problema \u00e8 la perturbazione dei traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz, il corridoio di 54 chilometri tra la penisola arabica e le coste iraniane attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto di tutto il petrolio e gas venduti al mondo. Quando le rotte marittime si interrompono o si restringono, le forniture di carburante avio \u2014 il cherosene con cui volano gli aerei \u2014 iniziano ad assottigliarsi, prima negli aeroporti asiatici che dipendono da quelle importazioni, poi potenzialmente altrove. \u00c8 un problema di rifornimento, non solo di prezzo: senza cherosene, gli aerei non decollano, indipendentemente da quanto costa il biglietto.<\/p>\n<p>RYANAIR NON TEME TAGLI, AIR FRANCE-KLM PIANIFICA RIDUZIONI<br \/>\nL\u2019esposizione al problema varia molto a seconda del tipo di rotte servite. Willie Walsh, ex amministratore delegato di British Airways e oggi a capo della IATA \u2014 la principale associazione internazionale del trasporto aereo \u2014 ha parlato di un problema di approvvigionamento pi\u00f9 grave di qualsiasi situazione precedente.<br \/>\nMichael O\u2019Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha detto che la sua compagnia non prevede n\u00e9 carenza di carburante n\u00e9 tagli ai voli: Ryanair opera solo in Europa, dove le scorte per ora tengono. L\u2019amministratore delegato di EasyJet, Kenton Jarvis, ha invece dichiarato che i propri fornitori non riescono a garantire disponibilit\u00e0 di carburante oltre le prossime tre settimane.<br \/>\nDiversa la posizione di Air France-KLM: il suo amministratore delegato Ben Smith ha dichiarato che stanno gi\u00e0 elaborando piani per gestire la carenza, e che l\u2019idea \u00e8 di ridurre nelle prossime settimane i voli verso l\u2019Asia. Il rischio concreto, ha spiegato Smith, \u00e8 che gli aerei arrivino in Asia e non riescano a fare il rifornimento necessario per tornare, restando bloccati l\u00ec con effetti a cascata su tutto il traffico internazionale.<\/p>\n<p>BIGLIETTI AEREI GI\u00c0 PI\u00d9 CARI, VOLI SULL\u2019ASIA A RISCHIO<br \/>\nSul fronte dei prezzi, gli effetti sono gi\u00e0 visibili. Alcune compagnie hanno gi\u00e0 aumentato il costo dei biglietti in risposta al rialzo del prezzo del petrolio; altre hanno cancellato voli. I biglietti aerei per voli nazionali registravano a febbraio un aumento del 37,8% su base annua, secondo i dati Istat.<\/p>\n<p>Le tratte pi\u00f9 a rischio di riduzione sono quelle intercontinentali verso Asia orientale e Sud-Est asiatico: sono le pi\u00f9 lunghe, consumano pi\u00f9 carburante, e i loro scali di destinazione sono anche quelli con meno scorte disponibili.<\/p>\n<p>COSA RISCHIA CHI VIAGGIA PER LAVORO<br \/>\nPer lavoratori che guardano alle ferie estive o imprese che pianificano trasferte internazionali verso l\u2019Asia \u2014 fiere, meeting, missioni commerciali \u2014 il consiglio \u00e8 di verificare la disponibilit\u00e0 delle tratte con largo anticipo e di valutare politiche di flessibilit\u00e0 sui biglietti. Le cancellazioni di volo per cause straordinarie legate alla crisi energetica potrebbero non rientrare nei casi di rimborso automatico previsti dalla normativa europea.<br \/>\nSul fronte dei costi, l\u2019impatto del caro carburante si trasferir\u00e0 progressivamente sui biglietti di tutte le tratte \u2014 non solo quelle asiatiche \u2014 attraverso i supplementi fuel surcharge che le compagnie applicano quando il prezzo del cherosene supera determinate soglie. Chi gestisce rimborsi spese o note spese legate ai trasporti aerei dovr\u00e0 aspettarsi voci in aumento nelle prossime settimane.<br \/>\n*(Anna Fabi -Esperta di Economia, Fisco e Information Technology, scrive da anni di attualit\u00e0 legata al mondo delle piccole e medie imprese.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; On. 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