{"id":52742,"date":"2025-10-19T13:26:37","date_gmt":"2025-10-19T13:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52742"},"modified":"2025-10-21T21:39:49","modified_gmt":"2025-10-21T21:39:49","slug":"n41-18-ottobre-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52742","title":{"rendered":"n\u00b041 \u2013 18\/10\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Manovra militare, e le banche decidono come tassarsi.<br \/>\n02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Schlein contro Meloni: \u00abLa libert\u00e0 in Italia a rischio con la destra\u00bb<br \/>\nPoco e niente Dall\u2019attentato a Ranucci alla legge di bilancio, effetti retorici della polarizzazione politica: \u00abSi vergogni\u00bb, \u00abNon fare la vittima\u00bb, \u00abcalunnia contro lo Stato\u00bb<br \/>\n03 &#8211; Jeffrey Sachs *: UNA NUOVA POLITICA ESTERA PER L\u2019EUROPA<br \/>\n04 &#8211; Amnesty International. Accordo tra Israele e Hamas: il nostro commento.<br \/>\n05 &#8211; Jacopo Di Miceli Dagli *: Dagli Stati Uniti parte l\u2019attacco globale all\u2019antifascismo.<br \/>\n06 &#8211; LA FAO compie 80 anni, ha ancora un senso? (*)<br \/>\n07 &#8211; Teresa Barone*: Legge di Bilancio 2026. Manovra: fumata nera su lavoro e pensioni.<br \/>\n08 &#8211; Geraldina Colotti*: Latino America. La rubrica mensile di pagine esteri &#8211; America latina, in evidenza. Cuba in africa per l\u2019incontro del MNOAL<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Roberto Ciccarelli*: MANOVRA MILITARE, E LE BANCHE DECIDONO COME TASSARSI. &#8211; POCO E NIENTE IL GOVERNO VARA LA SUA QUARTA LEGGE DI BILANCIO. SI PARTE CON 12 MILIARDI A CANNONI, ESERCITI E MISSILI, POCO PI\u00d9 DI UN CAFF\u00c8 AL GIORNO PER I SALARI IN CRISI. INIZIA IL PERCORSO VERSO IL 5% DI PIL IN SPESA MILITARE CHE PORTER\u00c0 A DISTRUGGERE DEFINITIVAMENTE IL WELFARE. L\u2019IMPEGNO DEL GOVERNO A NASCONDER<\/strong>LO<\/p>\n<p>La quarta legge di bilancio varata ieri dal governo prepara un aumento delle spese militari da 12 miliardi di euro, una volta avuta la certezza del rientro dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo al 3%. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ieri ha regalato un\u2019estemporanea presenza in una conferenza stampa a palazzo Chigi, e il ministro dell\u2019economia Giancarlo Giorgetti, hanno precisato che i fondi ai militari saranno finanziati attraverso il progetto Safe, prestiti a lungo termine da ripagare a tassi convenienti alla Commissione Europea. E che, per ora, il premio alle lobby armate euro-atlantiche non comporter\u00e0 altri tagli alla spesa sociale, in corso, n\u00e9 aumenter\u00e0 le tasse. Accadr\u00e0 dopo la fine della legislatura. Cos\u00ec si finanzier\u00e0 l\u2019aumento della spesa militare al 5% del Pil voluto da Nato e Trump.<\/p>\n<p>\u00abABBIAMO UN PROBLEMA di spese per la difesa, ma anche l\u2019esigenza di tenere in vita l\u2019Ucraina \u2013 ha ammesso Giorgetti \u2013 Ho l\u2019impressione che gli americani non siano molto convinti di contribuire. Fate voi i conti a chi tocca provvedere\u00bb. A Meloni che paga il dazio all\u2019alleanza con Trump. Nella prossima legge di bilancio \u00e8 previsto un incremento della spesa sanitaria solo di 2 miliardi che non compensano quanto \u00e8 stato perso negli ultimi anni rispetto al Pil. La spesa per la sanit\u00e0 privata (oggi a 41 miliardi, dice il Cnel) continuer\u00e0 ad aumentare. Sta tutta qui la differenza tra il disastro italiano del welfare e l\u2019economia di guerra verso la quale il governo Meloni sta portando l\u2019Italia. Il confronto tra le cifre destinate dalla manovra all\u2019uno e all\u2019altra \u00e8 impietoso.<\/p>\n<p>OLTRE CHE AI MILITARI, e alle imprese alle quali ha garantito 4 miliardi di ammortamenti vari, l\u2019esecutivo ha fatto un inchino ai banchieri. \u00c8 la misura \u00absuper pop\u00bb della manovra tanto che pu\u00f2 avere spinto persino una come Meloni a rispondere a qualche domanda dei giornalisti in conferenza stampa. Non accadeva dal gennaio di quest\u2019anno. Dalla commedia sulla \u00abtassa alle banche\u00bb, inscenata in questi giorni, si \u00e8 capito che i banchieri sono tra i pochi a decidere se e come essere tassati in Italia. Pur avendo aumentato in maniera esponenziale i profitti, grazie all\u2019aumento dei tassi di interesse della Bce, Meloni &amp; Co hanno evitato di disturbarli. \u00abNessuno \u00e8 contento di essere tassato\u00bb ha detto Giorgetti che ha omesso di dire quanto sia squilibrato il sistema fiscale che punisce i salari e risparmia i profitti. Ieri il governo non \u00e8 riuscito davvero a spiegare il significato del \u00abcontributo volontario\u00bb chiesto alle banche. E se nel triennio non daranno 11 miliardi alla causa, chi paga? Le coperture di questa manovra sono davvero coperte?<\/p>\n<p>MELONI HA DETTO ieri di avere fatto anche cose buone. Nella manovra da 18 miliardi di euro sono previsti 1,9 miliardi che finanzieranno la detassazione dei premi di produttivit\u00e0 del salario dei turni notturni e festivi. Ci sarebbe anche un fondo per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Colpisce l\u2019esiguit\u00e0 delle risorse rispetto alla mole degli investimenti militari futuri. Ma anche rispetto alla montagna di denaro perso dai lavoratori per l\u2019inflazione post-covid e le speculazioni sul costo dell\u2019energia. La trovata sui salari, ha evidenziato il ministro Giorgetti, sarebbe il segno che il governo ascolta i sindacati. Si tratterebbe di uno \u00absconto\u00bb riservato ai salari contrattuali sotto i 28 mila euro di reddito. La misura, destinata a chi fa lavori usuranti, dimostra anche che non ci sono sufficienti risorse per garantire il dovuto a tutti i lavoratori.<\/p>\n<p>L\u2019ALTRA GAMBA dell\u2019intervento sui salari \u00e8 quella fiscale attraverso il taglio dell\u2019Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino ai 50 mila euro e, si \u00e8 scoperto ieri nella conferenza stampa, addirittura fino ai 200 mila euro. Colpisce l\u2019irrazionalit\u00e0 \u2013 oltre che l\u2019iniquit\u00e0 \u2013 di una norma che pretende di intervenire fiscalmente sulla dinamica salariale, pensando che ci\u00f2 basti per rilanciare i consumi e persino per risolvere il problema della produttivit\u00e0 del lavoro. Come per il \u00abtaglio del cuneo fiscale\u00bb degli anni scorsi, queste costosissime decisioni aumenteranno il risparmio e non i consumi. A partire dai 29 mila euro di reddito si parla di un beneficio annuo 20 euro (1,70 al mese) fino ad arrivare ai 50 mila per cui c\u2019\u00e8 un beneficio annuo 440 euro: 36,70 al mese.<\/p>\n<p>La redazione consiglia:<br \/>\nBastano 2 caff\u00e9 al giorno per risollevare i salari<br \/>\nANCHE NELLE SCIOCCHEZZE c\u2019\u00e8 una logica. Quella del governo ritiene che chi ha pi\u00f9 soldi inizierebbe a spendere di pi\u00f9, ma il problema \u00e8 di chi ha meno e non avvertir\u00e0 alcun beneficio da una misura resa impalpabile anche dal costo reale della vita. Sempre che non scatti un\u2019aliquota Irpef pi\u00f9 alta, aumentando il peso della tassazione, com\u2019\u00e8 gi\u00e0 successo con le altre trovate fiscali del governo. I 2,8 miliardi necessari per il nuovo intervento sull\u2019Irpef rischiano cos\u00ec di essere di nuovo vanificati. Meloni ha insistito su un\u2019altra illusione: quella per cui oggi i salari sono pi\u00f9 alti dell\u2019inflazione. Lo sono solo perch\u00e9 l\u2019inflazione \u00e8 calata. La realt\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altra. I salari non hanno recuperato il +8,1% del 2022 e il +5,7% del 2023. Il potere d\u2019acquisto resta pi\u00f9 basso rispetto a quello di prima del Covid. Anche per questo il \u00ablavoro povero\u00bb aumenta. Ci sar\u00e0 la quinta rottamazione delle cartelle fiscali: durer\u00e0 9 anni con rate bimestrali di pari importo. Varr\u00e0 per chi ha dichiarato, ma non versato. Con il nuovo condono lo Stato agevola il pagamento dei debiti e lascer\u00e0 che ci si impoverisca con pi\u00f9 tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p>MELONI &amp; CO. non hanno intenzione, n\u00e9 la possibilit\u00e0, di rimediare alle conseguenze della svalutazione interna dei salari. Anche loro per\u00f2 non respingono l\u2019idea di aumentarli. Il problema \u00e8 il sistema politico-economico in cui prendono le decisioni. Il patto capestro di stabilit\u00e0, firmato da Meloni a Bruxelles, respinge ogni tentativo di fare politica dei salari. Ieri Giorgetti ha di nuovo fatto l\u2019elogio del record di avanzo primario di bilancio accumulato dalla sua gestione. Non serve a diminuire il debito pubblico record, blocca gli investimenti, ammazza i salari. Ma serve a gonfiare il petto davanti alle agenzie di rating.<br \/>\nLE PENSIONI sono l\u2019altra prova della subalternit\u00e0 delle destre all\u2019egemonia neoliberale. Nella manovra c\u2019\u00e8 l\u2019elemosina di 20 euro ai pensionati al minimo, ma soprattutto l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile: un mese nel 2027, due dal 2028. Cos\u00ec si passer\u00e0 presto da 67 a 70 anni. L\u2019idea \u00e8 lavorare peggio, pagati male, sempre pi\u00f9 a lungo. E dire che volevano abolire la \u00abriforma\u00bb Fornero.<br \/>\nNULLA \u00c8 LA MANOVRA, e non solo perch\u00e9, come altre, non produrr\u00e0 crescita. Non ci sono investimenti. I pochi vengono dal Pnrr, in scadenza a giugno 2026. Da questo piano saranno stornati 5 miliardi che non si riescono a spendere. Saranno usati per le coperture finanziarie della manovra, forse con il benestare di Bruxelles. Solo briciole. Il governo Meloni se le fa bastare.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli.. Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: SCHLEIN CONTRO MELONI: \u00abLA LIBERT\u00c0 IN ITALIA A RISCHIO CON LA DESTRA\u00bb &#8211; POCO E NIENTE DALL\u2019ATTENTATO A RANUCCI ALLA LEGGE DI BILANCIO, EFFETTI RETORICI DELLA POLARIZZAZIONE POLITICA: \u00abSI VERGOGNI\u00bb, \u00abNON FARE LA VITTIMA\u00bb, \u00abCALUNNIA CONTRO LO STATO\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Nel pastone della politica italiana la polarizzazione \u00e8 la prima regola della comunicazione. Ieri lo schema di gioco \u00e8 stato questo, La segretaria del Pd Elly Schlein era ad Amsterdam per un congresso dei Socialisti europei. Dopo avere dato la sua solidariet\u00e0 al giornalista Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato, ha aggiunto: \u00abLa democrazia \u00e8 a rischio, la libert\u00e0 di parola \u00e8 a rischio quando l\u2019estrema destra \u00e8 al governo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSIAMO AL PURO DELIRIO \u2013 le ha risposto la presidente del consiglio Giorgia Meloni \u2013 Vergogna, Elly Schlein, che vai in giro per il mondo a diffondere falsit\u00e0 e gettare ombre inaccettabili sulla nazione\u00bb. In un climax retorico il ministro della difesa Guido Crosetto ieri ha parlato di \u00abcalunnia e danno gravissimo allo Stato\u00bb, quasi che il governo stia preparando una denuncia contro un partito di opposizione. In un video sui social Schlein ha chiesto a Meloni: \u00abLa smetta di fare la vittima. Perch\u00e9 ha detto di no alle opposizioni che le hanno indicato dove prendere 5 miliardi per assumere medici e infermieri? Perch\u00e9 avete bloccato la nostra proposta unitaria sul salario minimo in uno dei paesi che ha i salari pi\u00f9 bassi d\u2019Europa?\u00bb.<\/p>\n<p>DAL LATO DI GIUSEPPE CONTE dei Cinque Stelle \u00e8 giunto un attacco contro Meloni perch\u00e9 sarebbe \u00abfuggita\u00bb dalla conferenza stampa sulla manovra per non rispondere sul fatto che i termini della pensione sono stati spostati e si rester\u00e0 a lavorare pi\u00f9 a lungo. \u00abSi recava ai funerali di Stato dei carabinieri, non stava scappando. Conte pensi al suo partito che perde i pezzi\u00bb ha risposto Fratelli d\u2019Italia. \u00abSquallido, strumentalizzare i funerali dei carabinieri. Vergogna\u00bb hanno ribattuto i Cinque Stelle. Lo scontro \u00e8 stato amplificato, via social e agenzie stampa, da un minestrone di reazioni fotocopia da parte di decine di ministri e parlamentari di entrambi gli schieramenti. L\u2019obiettivo \u00e8, in questi casi, diventare l\u2019hashtag della giornata e scalare le posizioni nei maggiori siti di informazione, sperando in una ripresa nei Tg della sera. E sui giornali di stamattina.<\/p>\n<p>IL RISULTATO \u00e8 una cacofonia che rende indescrivibili i contesti, le ragioni e i contenuti a favore della simulazione di un conflitto in cui ciascuno mantiene le proprie bandierine. E cos\u00ec il governo continua a fare propaganda, inventandosi un nemico simbolico al giorno. E l\u2019opposizione rischia di perdersi in frullatori i retorici, vanificando le ragioni delle sue critiche. A cominciare dall\u2019osservazione sulle \u00absceneggiate\u00bb, cos\u00ec ieri le ha definite Riccardo Magi di Pi\u00f9 Europa, messe in piedi da Meloni per nascondere i problemi strutturali della manovra e, in generale, della sua politica interna.<br \/>\nLO SPETTACOLO ORATORIO non \u00e8 privo di fatti anche se, spesso, rischiano di passare di lato. Il commissario Ue all\u2019Economia Valdis Dombrovskis ieri ha confermato quanto ha sostenuto il ministro dell\u2019economia Giorgetti e ha approvato la prospettiva del governo sul riarmo. A primavera l\u2019Italia rientrer\u00e0 dalla procedura Ue per deficit eccessivo, chieder\u00e0 i prestiti \u00abSafe\u00bb (12\u201314 miliardi) a Bruxelles per il riarmo e finir\u00e0 per attivare la clausola che esenta la spesa militare dal calcolo del deficit. Lo scopo del governo Meloni \u00e8 quello fissato dalla Nato e da Trump: il 5% del Pil in armi e la distruzione del Welfare nei prossimi 10 anni. Non importa se una maggioranza meloniana non ci sar\u00e0 pi\u00f9. Ormai questo destino sembra essere stato scritto nella pietra.<br \/>\nIL TESTO DEFINITIVO del governo sulla manovra, come sempre, non c\u2019\u00e8 ancora. Sarebbe stato varato dal Consiglio dei ministri di venerd\u00ec, ma le banche che attendono di vederlo per capire come, quando e perch\u00e9 dovrebbero pagare qualche spicciolo in pi\u00f9. Gi\u00e0 si annuncia un altro incontro tra l\u2019Abi e il ministero dell\u2019economia per capire cosa avrebbe deciso il governo. Il problema \u00e8 noto. I governi, anche quello Meloni, varano le leggi e continuano a riscriverle alla ricerca dell\u2019ultimo compromesso a misura delle categorie di riferimento. La manovra \u00e8 attesa in parlamento la prossima settimana.<br \/>\nIL PROBLEMA DEI BASSI SALARI, che il governo pretende di affrontare con misure costosissime dall\u2019effetto liofilizzato come il taglio dell\u2019Irpef persiste il problema del \u00abdrenaggio fiscale\u00bb. \u00abSenza fermare la sua macchina infernale, le detassazioni annunciate dal governo non fermeranno il drammatico impoverimento di lavoratori e pensionati\u00bb ha sostenuto il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari.<br \/>\n*(*(Roberto Ciccarelli.. Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Jeffrey Sachs *: UNA NUOVA POLITICA ESTERA PER L\u2019EUROPA<\/strong><\/p>\n<p>1. RUSSIA, STORIA DI UNA MINACCIA INVENTATA. L\u2019ECONOMISTA DI COLUMBIA UNIVERSITY SMONTA LA NARRAZIONE OCCIDENTALE DELLA RUSSIA COME POTENZA ESPANSIONISTA<br \/>\nL&#8217;Europa \u00e8 intrappolata in una crisi di sicurezza ed economica, guidata dalla paura di Russia e Cina e dalla dipendenza dagli Stati Uniti. In questa prima puntata del suo saggio \u00abUna nuova politica estera per l\u2019Europa\u00bb, il professor Jeffrey Sachs sfida la narrazione della Russia come minaccia esistenziale per l\u2019Europa. Ricostruendo gli episodi chiave della storia russa, dall\u2019attacco alla Prussia orientale nel 1914 all\u2019invasione dell\u2019Ucraina del 2022, mostra come la percezione di un\u2019\u00abaggressivit\u00e0 russa\u00bb sia storicamente distorta. E sostiene che le azioni di Mosca erano dettate da motivazioni difensive, non imperialistiche<\/p>\n<p>Russia. L\u2019Unione Europea ha bisogno di una nuova politica estera fondata sui veri interessi economici e di sicurezza del continente. Oggi l\u2019Europa si trova in una trappola economica e di sicurezza in gran parte auto-inflitta: ostilit\u00e0 pericolosa con la Russia, diffidenza reciproca con la Cina e una vulnerabilit\u00e0 estrema nei confronti degli Stati Uniti. La politica estera europea \u00e8 ormai guidata quasi interamente dalla paura di Russia e Cina \u2014 una paura che ha prodotto una dipendenza di sicurezza dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La subordinazione dell\u2019Europa a Washington deriva quasi esclusivamente dal timore, ingigantito, della Russia: un timore amplificato dai Paesi dell\u2019Est con una forte impronta russofoba e da una narrazione distorta della guerra in Ucraina. Convinta che la minaccia alla propria sicurezza venga innanzitutto da Mosca, l\u2019Ue sacrifica tutti gli altri aspetti della propria politica estera \u2013 economia, commercio, ambiente, tecnologia e diplomazia \u2013 agli interessi statunitensi. Ironia della sorte, si stringe a Washington proprio mentre gli Stati Uniti diventano pi\u00f9 deboli, instabili, erratici, irrazionali e persino pericolosi nel loro approccio verso l\u2019Europa, fino a minacciarne apertamente la sovranit\u00e0 (come avvenuto con il caso della Groenlandia).<\/p>\n<p>PER TRACCIARE UNA NUOVA POLITICA ESTERA,<br \/>\nl\u2019Europa dovr\u00e0 superare il falso presupposto della sua estrema vulnerabilit\u00e0 alla Russia. La narrativa diffusa da Bruxelles, da Londra e dalla Nato sostiene che Mosca sia intrinsecamente espansionista e pronta a travolgere l\u2019Europa non appena se ne presenti l\u2019occasione. L\u2019occupazione sovietica dell\u2019Europa orientale tra il 1945 e il 1991 verrebbe addotta come prova di questa minaccia. Ma tale interpretazione distorce in profondit\u00e0 il comportamento russo, sia nel passato sia nel presente.<\/p>\n<p>La prima parte di questo saggio mira a smontare il falso presupposto secondo cui la Russia rappresenterebbe una minaccia mortale per l\u2019Europa. La seconda parte guarda invece a quale nuova politica estera europea potrebbe emergere, una volta superata la russofobia irrazionale.<\/p>\n<p>IL FALSO PRESUPPOSTO DELL\u2019IMPERIALISMO RUSSO VERSO OCCIDENTE<br \/>\nLa politica estera europea poggia sull\u2019idea che la Russia costituisca una minaccia diretta alla sicurezza del continente. Ma si tratta di un presupposto errato. La Russia, nei secoli, \u00e8 stata invasa a pi\u00f9 riprese dalle grandi potenze occidentali (in particolare Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti negli ultimi due secoli) e ha a lungo cercato di garantirsi sicurezza attraverso una zona cuscinetto tra s\u00e9 e le forze occidentali. La zona cuscinetto pesantemente contesa comprende le attuali Polonia, Ucraina, Finlandia e i Paesi Baltici. \u00c8 in questa regione di frontiera fra potenze occidentali e Russia che si concentrano i principali dilemmi di sicurezza tra la Russia e l\u2019Europa occidentale.<\/p>\n<p>Le grandi guerre mosse dall\u2019occidente contro la Russia dal 1800 in poi includono:<\/p>\n<p>\u2022 L\u2019INVASIONE FRANCESE DEL 1812 (GUERRE NAPOLEONICHE)<br \/>\n\u2022 L\u2019INVASIONE ANGLO-FRANCESE DEL 1853-56 (GUERRA DI CRIMEA)<br \/>\n\u2022 LA DICHIARAZIONE DI GUERRA TEDESCA CONTRO LA RUSSIA DEL 1\u00ba AGOSTO 1914 (PRIMA GUERRA MONDIALE)<br \/>\n\u2022 L\u2019INTERVENTO DELLE POTENZE ALLEATE NELLA GUERRA CIVILE RUSSA, 1918-1922 (GUERRA CIVILE RUSSA)<br \/>\n\u2022 L\u2019INVASIONE TEDESCA DELL\u2019URSS NEL 1941 (SECONDA GUERRA MONDIALE)<br \/>\n\u2022 OGNUNA DI QUESTE GUERRE HA RAPPRESENTATO UNA MINACCIA ESISTENZIALE PER LA SOPRAVVIVENZA RUSSA. DAL PUNTO DI VISTA DI MOSCA, LA MANCATA SMILITARIZZAZIONE DELLA GERMANIA DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE, LA CREAZIONE DELLA NATO, L\u2019INGRESSO DELLA GERMANIA OVEST NELL\u2019ALLEANZA NEL 1955, L\u2019ESPANSIONE DELLA NATO A EST DOPO IL 1991 E IL PROGRESSIVO RAFFORZAMENTO DI BASI E SISTEMI MISSILISTICI STATUNITENSI AI CONFINI ORIENTALI DELL\u2019EUROPA HANNO COSTITUITO LE MINACCE PI\u00d9 GRAVI ALLA SICUREZZA NAZIONALE RUSSA DALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.<\/p>\n<p>La Russia, a sua volta, \u00e8 avanzata verso Ovest in varie occasioni:<\/p>\n<p>\u2022 L\u2019ATTACCO ALLA PRUSSIA ORIENTALE NEL 1914<br \/>\n\u2022 IL PATTO MOLOTOV-VON RIBBENTROP DEL 1939, CON LA DIVISIONE DELLA POLONIA FRA LA GERMANIA E L\u2019URSS E L\u2019ANNESSIONE DEI PAESI BALTICI NEL 1940<br \/>\n\u2022 L\u2019INVASIONE DELLA FINLANDIA NEL 1939 (GUERRA D\u2019INVERNO)<br \/>\n\u2022 L\u2019OCCUPAZIONE SOVIETICA DELL\u2019EUROPA ORIENTALE DAL 1945 AL 1989<br \/>\n\u2022 L\u2019INVASIONE RUSSA DELL\u2019UCRAINA DEL FEBBRAIO 2022<br \/>\n\u2022 QUESTI EPISODI VENGONO CONSIDERATI IN EUROPA COME PROVE OGGETTIVE DELL\u2019ESPANSIONISMO RUSSO. IN REALT\u00c0, QUESTA LETTURA \u00c8 INGENUA, STORICAMENTE SCORRETTA E FRUTTO DI PROPAGANDA. IN TUTTI E CINQUE I CASI, MOSCA HA AGITO PER PROTEGGERE LA PROPRIA SICUREZZA NAZIONALE \u2013 SECONDO LA PROPRIA VISIONE \u2013 E NON PER AMBIZIONI IMPERIALI FINE A S\u00c9 STESSE. \u00c8 QUESTA VERIT\u00c0 DI FONDO LA CHIAVE PER SCIOGLIERE OGGI IL CONFLITTO TRA EUROPA E RUSSIA: MOSCA NON CERCA DI CONQUISTARE L\u2019OCCIDENTE, MA DI GARANTIRE LA PROPRIA SOPRAVVIVENZA. EPPURE, L\u2019OCCIDENTE HA A LUNGO RIFIUTATO DI RICONOSCERE, E ANCOR MENO RISPETTARE, GLI INTERESSI VITALI DI SICUREZZA RUSSI.<\/p>\n<p>I PRINCIPALI CASI DI PRESUNTO IMPERIALISMO RUSSO<br \/>\nANALIZZIAMO I CINQUE CASI PRINCIPALI DI PRESUNTO ESPANSIONISMO RUSSO.<\/p>\n<p>IL PRIMO CASO, L\u2019ATTACCO ALL\u2019EUROPA ORIENTALE PRUSSIANA NEL 1914, pu\u00f2 essere liquidato rapidamente. Fu il Reich tedesco a dichiarare guerra alla Russia il primo agosto 1914. L\u2019ingresso dell\u2019esercito zarista in Prussia orientale fu una diretta risposta a quella dichiarazione di guerra.<\/p>\n<p>IL SECONDO CASO, L\u2019ACCORDO TRA LA RUSSIA SOVIETICA E IL TERZO REICH DI ADOLF HITLER PER SPARTIRSI LA POLONIA NEL 1939 E L\u2019ANNESSIONE DEI PAESI BALTICI NEL 1940, \u00e8 visto come la prova pi\u00f9 evidente della perfidia russa. Di nuovo, questa \u00e8 una lettura semplicistica e fuorviante della storia. Come hanno attentamente documentato storici del calibro di E. H. Carr, Stephen Kotkin e Michael Jabara Carley, nel 1939 Stalin si rivolse a Gran Bretagna e Francia per formare un\u2019alleanza difensiva contro Hitler, il quale aveva dichiarato la sua intenzione di condurre una guerra contro la Russia a Est (per il Lebensraum, la manodopera slava ridotta in schiavit\u00f9 e la sconfitta del bolscevismo).<\/p>\n<p>Ma il tentativo di Stalin di forgiare un\u2019alleanza con le potenze occidentali fu completamente respinto. La Polonia non consent\u00ec il passaggio delle truppe sovietiche sul suolo polacco in caso di una guerra con la Germania. L\u2019odio dell\u2019\u00e9lite occidentali per il comunismo sovietico era perlomeno tanto grande quanto la loro paura di Hitler. Infatti, un\u2019espressione comune tra l\u2019\u00e9lite conservatrici britanniche alla fine degli anni Trenta era: \u00abMeglio l\u2019hitlerismo che il comunismo\u00bb.<br \/>\nDi fronte al fallimento nell\u2019assicurare un\u2019alleanza difensiva, Stalin mir\u00f2 allora a creare una zona cuscinetto contro l\u2019imminente invasione tedesca dell\u2019Urss. La spartizione della Polonia e l\u2019annessione dei Paesi baltici furono mosse tattiche per guadagnare tempo in vista della prossima battaglia di Armageddon con gli eserciti di Hitler, che arriv\u00f2 il 22 giugno 1941 con l\u2019invasione tedesca dell\u2019Unione Sovietica durante l\u2019Operazione Barbarossa. La precedente spartizione della Polonia e l\u2019annessione degli Stati baltici possono aver effettivamente ritardato l\u2019invasione e salvato l\u2019Unione Sovietica da una rapida sconfitta per mano di Hitler.<\/p>\n<p>IL TERZO CASO, LA GUERRA D\u2019INVERNO DELLA RUSSIA CONTRO LA FINLANDIA, \u00c8 CONSIDERATO ALLO STESSO MODO IN EUROPA OCCIDENTALE (e soprattutto in Finlandia) come una prova della natura espansionistica della Russia. Eppure, ancora una volta, la motivazione fondamentale dell\u2019Unione sovietica era difensiva, non offensiva. Mosca temeva che l\u2019invasione tedesca potesse avvenire in parte attraverso la Finlandia e che Leningrado sarebbe stata rapidamente conquistata da Hitler.<br \/>\nPer questo l\u2019Unione sovietica propose alla Finlandia uno scambio territoriale (cedendo in particolare l\u2019Istmo diCarelia e alcune isole del Golfo di Finlandia in cambio di terre sovietiche) in modo da proteggere la seconda citt\u00e0 del Paese. La Finlandia rifiut\u00f2 tale proposta e l\u2019Unione Sovietica invase la Finlandia il 30 novembre 1939. Successivamente, la Finlandia si un\u00ec agli eserciti di Hitler nella guerra contro l\u2019Unione Sovietica durante la cosiddetta \u00abGuerra di continuazione\u00bb tra il 1941 e il 1944.<\/p>\n<p>IL QUARTO CASO, L\u2019OCCUPAZIONE SOVIETICA DELL\u2019EUROPA ORIENTALE (E IL MANTENIMENTO DEL CONTROLLO SUGLI STATI BALTICI) DURANTE LA GUERRA FREDDA, \u00c8 CONSIDERATO IN EUROPA COME UN\u2019ULTERIORE, amara prova della minaccia fondamentale alla sicurezza del continente da parte della Russia.L\u2019occupazione sovietica fu senza dubbio brutale, ma anche in questo caso aveva una motivazione difensiva che viene completamente trascurata nella narrazione dell\u2019Europa occidentale e americana.<\/p>\n<p>L\u2019URSS AVEVA PAGATO IL PREZZO PI\u00d9 ALTO PER LA VITTORIA SU HITLER, PERDENDO L\u2019INCREDIBILE NUMERO DI 27 MILIONI DI MORTI DURANTE LA GUERRA.<br \/>\nAl termine del conflitto, la Russia aveva una richiesta primaria alla fine della guerra: che i suoi interessi di sicurezza fossero garantiti da un trattato che la proteggesse da future minacce provenienti dalla Germania e, pi\u00f9 in generale, dall\u2019Occidente. L\u2019Occidente, guidato ora dagli Stati Uniti, rifiut\u00f2 questa fondamentale richiesta di sicurezza. La Guerra fredda \u00e8 il risultato del rifiuto occidentale di rispettare le fondamentali preoccupazioni di sicurezza della Russia. Naturalmente, la storia della Guerra fredda raccontata dalla narrazione occidentale \u00e8 esattamente l\u2019opposto: che la Guerra fredda era stata causata unicamente dai tentativi bellicosi della Russia di conquistare il mondo!<\/p>\n<p>Ecco l\u2019effettiva storia, ben nota agli storici ma quasi completamente ignorata dal pubblico negli Stati Uniti e in Europa. Alla fine della guerra, l\u2019Unione Sovietica cerc\u00f2 un trattato di pace che stabilisse una Germania unificata, neutrale e smilitarizzata. Alla Conferenza di Potsdam nel luglio 1945, a cui parteciparono i leader di Unione Sovietica, Regno Unito e Stati Uniti, le tre potenze alleate concordarono il \u00abcompleto disarmo e smilitarizzazione e disarmo della Germania e l\u2019eliminazione o il controllo di tutta l\u2019industria tedesca che potesse essere utilizzata per la produzione militare\u00bb. La Germania sarebbe stata unificata, pacificata e smilitarizzata. Tutto ci\u00f2 sarebbe stato garantito da un trattato per porre fine alla guerra. In realt\u00e0, Stati Uniti e Regno Unito lavorarono diligentemente per minare questo principio fondamentale.<\/p>\n<p>A partire dal maggio 1945, Winston Churchill incaric\u00f2 il suo Capo di Stato Maggiore di elaborare un piano di guerra per lanciare un attacco a sorpresa contro l\u2019Unione Sovietica a met\u00e0 del 1945, con il nome in codice Operazione impensabile. Sebbene una simile guerra fosse considerata impraticabile dai pianificatori militari britannici, l\u2019idea che americani e britannici dovessero prepararsi a un\u2019imminente guerra con l\u2019Unione Sovietica si radic\u00f2 rapidamente. I pianificatori militari stimarono che il periodo pi\u00f9 probabile per tale guerra sarebbe stato nei primi anni Cinquanta.<br \/>\nL\u2019obiettivo di Churchill, a quanto pare, era impedire che Polonia e altri Paesi dell\u2019Europa orientale cadessero sotto la sfera di influenza sovietica. Anche negli Stati Uniti, a poche settimane dalla resa della Germania nel maggio 1945 i principali pianificatori militari cominciarono a considerare l\u2019Unione Sovietica come il prossimo nemico dell\u2019America. Stati Uniti e Regno Unito reclutarono rapidamente scienziati nazisti e alti funzionari dell\u2019intelligence (come Reinhard Gehlen, un leader nazista che sarebbe stato sostenuto da Washington per creare l\u2019agenzia di intelligence tedesca del Dopoguerra) per iniziare a pianificare la futura guerra con l\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p>La Guerra fredda scoppi\u00f2 principalmente perch\u00e9 americani e britannici rifiutarono la riunificazione e la smilitarizzazione della Germania come concordato a Potsdam. Invece, le potenze occidentali abbandonarono il progetto di riunificazione tedesca per formare la Repubblica Federale di Germania (Rft o Germania Ovest) a partire dalle tre zone di occupazione controllate da Stati Uniti, Regno Unito e Francia. La Rft sarebbe stata re industrializzata e rimilitarizzata sotto l\u2019egida americana. Nel 1955, la Germania Ovest fu ammessa nella Nato.<\/p>\n<p>Sebbene gli storici discutano appassionatamente su chi abbia rispettato o meno gli accordi di Potsdam (ad esempio, con l\u2019Occidente che evidenzia il rifiuto sovietico di permettere un governo realmente rappresentativo in Polonia, come concordato a Potsdam), non c\u2019\u00e8 dubbio che la rimilitarizzazione della Repubblica federale di Germania da parte dell\u2019Occidente sia stata la causa principale della Guerra fredda.<\/p>\n<p>Nel 1952, Stalin propose una riunificazione della Germania basata sulla neutralit\u00e0 e sulla smilitarizzazione. Questa proposta fu rifiutata dagli Stati Uniti. Nel 1955, l\u2019Unione Sovietica e l\u2019Austria concordarono che l\u2019Unione Sovietica avrebbe ritirato le sue forze di occupazione dall\u2019Austria in cambio dell\u2019impegno di quest\u2019ultima a mantenere una neutralit\u00e0 permanente. Il Trattato di Stato austriaco fu firmato il 15 maggio 1955 dall\u2019Unione Sovietica, dagli Stati Uniti, dalla Francia e dal Regno Unito, insieme all\u2019Austria, ponendo cos\u00ec fine all\u2019occupazione.<br \/>\nL\u2019obiettivo dell\u2019Unione Sovietica non era solo risolvere le tensioni sull\u2019Austria, ma anche mostrare agli Stati Uniti un modello di successo di ritiro sovietico dall\u2019Europa associato alla neutralit\u00e0. Ancora una volta, gli Stati Uniti respinsero l\u2019appello sovietico di porre fine alla Guerra fredda basato sulla neutralit\u00e0 e sulla smilitarizzazione della Germania. Fino al 1957, il massimo esperto americano di questioni sovietiche, George Kennan, nella sua terza CONFERENZA REITH PER LA BBC LANCIAVA UN APPELLO PUBBLICO E INFERVORATO AFFINCH\u00c9 GLI STATI UNITI CONCORDASSERO CON L\u2019UNIONE SOVIETICA UN RITIRO RECIPROCO DELLE TRUPPE DALL\u2019EUROPA.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Sovietica, sottolineava Kennan, non mirava n\u00e9 era interessata a un\u2019invasione militare dell\u2019Europa occidentale. Ma i Cold warriors statunitensi, guidati da John Foster Dulles, non ne vollero sapere. \u00c8 nessun trattato di pace con la Germania per porre fine alla Seconda guerra mondiale fu firmato fino alla riunificazione tedesca del 1990.<br \/>\nVale la pena sottolineare che l\u2019Unione Sovietica rispett\u00f2 la neutralit\u00e0 dell\u2019Austria dopo il 1955 e anche quella degli altri Paesi neutrali d\u2019Europa (tra cui Svezia, Finlandia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Portogallo). Il presidente finlandese Alexander Stubb ha recentemente dichiarato che l\u2019Ucraina dovrebbe rifiutare la neutralit\u00e0 basandosi sulla negativa esperienza della Finlandia (con la neutralit\u00e0 finlandese terminata nel 2024, quando il Paese \u00e8 entrato nella Nato). Si tratta di un\u2019idea bizzarra. La Finlandia, durante il periodo di neutralit\u00e0, rimase in pace, raggiunse una notevole prosperit\u00e0 economica e si colloc\u00f2 ai vertici mondiali della felicit\u00e0 (secondo il World Happiness Report).<\/p>\n<p>IL PRESIDENTE JOHN F. KENNEDY MOSTR\u00d2 UNA STRADA POSSIBILE PER PORRE FINE ALLA GUERRA FREDDA, basata sul rispetto reciproco degli interessi di sicurezza di tutte le parti. Kennedy blocc\u00f2 il tentativo del cancelliere tedesco Konrad Adenauer di acquisire armi nucleari dalla Francia e plac\u00f2 in tal modo le preoccupazioni sovietiche riguardo a una Germania dotata di armi nucleari. Su questa base, JFK negozi\u00f2 con successo il Trattato di divieto parziale dei test nucleari con il suo omologo sovietico Nikita Chru\u0161\u010d\u00ebv. Kennedy fu molto probabilmente assassinato alcuni mesi dopo da un gruppo di agenti della Cia a causa della sua iniziativa di pace.<br \/>\nDocumenti resi pubblici nel 2025 confermano il sospetto di lunga data che Lee Harvey Oswald fosse direttamente gestito da James Angleton, un alto funzionario della Cia. La successiva apertura degli Stati Uniti verso la pace con l\u2019Unione Sovietica fu guidata da Richard Nixon. Anch\u2019egli fu rovesciato dagli eventi del Watergate, che presentano anch\u2019essi indizi di un\u2019operazione della CIA mai del tutto chiarita.<\/p>\n<p>MIKHAIL GORBA\u010c\u00cbV MISE FINE ALLA GUERRA FREDDA SMANTELLANDO UNILATERALMENTE IL PATTO DI VARSAVIA e promuovendo attivamente la democratizzazione dell\u2019Europa orientale. Ho partecipato ad alcuni di quegli eventi e ho assistito personalmente ad alcune delle iniziative di pace di Gorba\u010d\u00ebv. Nell\u2019estate del 1989, per esempio, Gorba\u010d\u00ebv disse alla leadership comunista della Polonia di formare un governo di coalizione con le forze dell\u2019opposizione guidate dal movimento Solidarno\u015b\u0107. La fine del Patto di Varsavia e la democratizzazione dell\u2019Europa orientale, tutte guidate da Gorba\u010d\u00ebv, indussero rapidamente il cancelliere tedesco Helmut Kohl a chiedere la riunificazione della Germania.<br \/>\nCi\u00f2 port\u00f2 ai trattati di riunificazione del 1990 tra Rft e Rdt, e al cosiddetto Trattato 2+4 tra le due Germanie e le quattro potenze alleate: Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Unione Sovietica. Nel febbraio 1990, Stati Uniti e Germania promisero chiaramente a Gorba\u010d\u00ebv che la Nato \u00abnon si sarebbe spostata neppure di un pollice verso Est\u00bb nel contesto della riunificazione tedesca, un fatto che ora viene ampiamente negato dalle potenze occidentali ma che \u00e8 facilmente verificabile. Quella promessa chiave di non procedere con l\u2019allargamento della Nato fu fatta in diverse occasioni, ma non fu inclusa nel testo dell\u2019Accordo 2+4, poich\u00e9 quell\u2019accordo riguardava la riunificazione della Germania e non l\u2019espansione a Est della Nato.<\/p>\n<p>IL QUINTO CASO, L\u2019INVASIONE RUSSA DELL\u2019UCRAINA NEL FEBBRAIO 2022, \u00e8 ancora una volta considerato in Occidente come prova dell\u2019incorreggibile imperialismo russo verso Ovest. L\u2019espressione preferita dai media occidentali, dai commentatori e dai propagandisti \u00e8 che l\u2019invasione russa sia stata \u00abnon provocata\u00bb e quindi prova la ferrea volont\u00e0 di Putin non solo di ristabilire l\u2019Impero russo, ma di avanzare ulteriormente verso Ovest, il che significherebbe che l\u2019Europa dovrebbe prepararsi alla guerra con la Russia. Questa \u00e8 una menzogna gigantesca e assurda, ma viene ripetuta cos\u00ec spesso dai media mainstream da essere ampiamente creduta in Europa.<\/p>\n<p>IN REALT\u00c0, L\u2019INVASIONE RUSSA DEL FEBBRAIO 2022 FU PROVOCATA DALL\u2019OCCIDENTE IN MANIERA COS\u00cc EVIDENTE CHE SI SOSPETTA CHE SI TRATT\u00d2 EFFETTIVAMENTE DI UN DISEGNO AMERICANO PER ATTIRARE I RUSSI IN GUERRA AL FINE DI SCONFIGGERE O INDEBOLIRE LA RUSSIA. Si tratta di un\u2019affermazione credibile, come conferma una lunga serie di dichiarazioni di numerosi funzionari statunitensi. Dopo l\u2019invasione, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin dichiar\u00f2 che l\u2019obiettivo di Washington era \u00abvedere la Russia indebolita al punto da non poter pi\u00f9 compiere il tipo di azioni che ha fatto invadendo l\u2019Ucraina. L\u2019Ucraina pu\u00f2 vincere se dispone dell\u2019equipaggiamento giusto e del sostegno adeguato\u00bb.<br \/>\nLa provocazione americana predominante nei confronti della Russia fu l\u2019espansione della Nato verso Est, contrariamente alle promesse del 1990, con un obiettivo importante: circondare la Russia con stati della Nato nella regione del Mar Nero, rendendo cos\u00ec la Russia incapace di proiettare la sua potenza navale di base in Crimea nel Mediterraneo orientale e in Medio Oriente. In sostanza, l\u2019obiettivo degli Stati Uniti era lo stesso di Lord Palmerston e di Napoleone III durante la Guerra di Crimea: bandire la flotta russa dal Mar Nero.<br \/>\nFra i membri della Nato ci sarebbero state Ucraina, Romania, Bulgaria, Turchia e Georgia, formando cos\u00ec un cappio per strangolare la potenza navale russa nel Mar Nero. Zbigniew Brzezinski descrisse questa strategia nel suo libro del 1997 The Grand Chessboard, dove affermava che la Russia si sarebbe sicuramente piegata alla volont\u00e0 occidentale, poich\u00e9 non aveva altra scelta. Brzezinski respinse specificamente l\u2019idea che la Russia si sarebbe mai alleata con la Cina contro l\u2019Europa.<\/p>\n<p>* * * *<\/p>\n<p>2. UNA NUOVA POLITICA ESTERA PER L&#8217;EUROPA<br \/>\nL&#8217;Europa deve ritrovare una propria voce nel mondo, liberandosi dalla dipendenza strategica dagli Stati Uniti e dalla logica militare della Nato. Lo sostiene Jeffrey Sachs nella seconda parte del suo saggio, pubblicato da Krisis in italiano. Il professore statunitense invita gli europei a riportare la diplomazia al centro della loro politica estera, promuovendo cooperazione e sviluppo sostenibile con Russia, Cina, India e Africa. Per Jeffrey Sachs, solo un\u2019Unione europea autonoma, capace di guidare la transizione verde e di rafforzare il multilateralismo, pu\u00f2 contribuire alla sicurezza globale e a un ordine internazionale pi\u00f9 equilibrato<br \/>\nL\u2019intero periodo successivo alla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica nel 1991 \u00e8 stato segnato da una hybris occidentale \u2013 come l\u2019ha definita lo storico Jonathan Haslam nel suo magistrale resoconto \u2013 durante la quale Stati Uniti ed Europa hanno creduto di poter spingere la Nato e i sistemi d\u2019arma americani (come i missili Aegis) sempre pi\u00f9 a Est, senza tener minimamente conto delle legittime preoccupazioni della Russia per la propria sicurezza nazionale.<br \/>\nL\u2019elenco delle provocazioni occidentali \u00e8 troppo lungo per essere esposto nei dettagli, ma se ne pu\u00f2 tracciare una sintesi nei seguenti punti.<\/p>\n<p>LE PROVOCAZIONI OCCIDENTALI IN OTTO PUNTI<br \/>\nPrimo: contrariamente alle promesse fatte nel 1990, gli Stati Uniti iniziarono l\u2019espansione verso Est della Nato con gli annunci del presidente Bill Clinton nel 1994. All\u2019epoca, il segretario alla Difesa William Perry arriv\u00f2 a considerare le dimissioni per la sconsideratezza delle azioni degli Stati Uniti, contrarie alle promesse fatte in precedenza.<br \/>\nLA PRIMA ONDATA DI ALLARGAMENTO DELLA NATO AVVENNE NEL 1999, INCLUDENDO POLONIA, Ungheria e Repubblica Ceca. In quello stesso anno, le forze della Nato bombardarono la Serbia, alleata della Russia, per 78 giorni, smembrandola e installando rapidamente una grande base militare Usa nella provincia secessionista del Kosovo.<br \/>\nNel 2004 arriv\u00f2 la seconda ondata di espansione, con sette nuovi membri, tra cui i Paesi baltici, confinanti direttamente con la Russia, e due Paesi affacciati sul Mar Nero: Bulgaria e Romania. Nel 2008, la maggior parte dei Paesi dell\u2019Unione Europea riconobbe il Kosovo come Stato indipendente, nonostante le continue dichiarazioni europee secondo cui \u00abi confini in Europa sono sacri\u00bb.<\/p>\n<p>SECONDO: GLI STATI UNITI ABBANDONARONO IL QUADRO DI CONTROLLO DEGLI ARMAMENTI NUCLEARI, uscendo unilateralmente dal Trattato Anti-Missili Balistici (Abm) nel 2002. Nel 2019, Washington fece lo stesso abbandonando il Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio (Inf). Nonostante le vigorose obiezioni della Russia, gli Stati Uniti iniziarono a installare sistemi antimissile balistici in Polonia e Romania e nel gennaio 2022 si riservarono il diritto di dispiegarne anche in Ucraina.<\/p>\n<p>TERZO: GLI STATI UNITI SI INFILTRARONO PROFONDAMENTE NELLA POLITICA INTERNA UCRAINA, spendendo miliardi di dollari per plasmare l\u2019opinione pubblica, creare mezzi di comunicazione e orientare la politica interna del Paese. Le elezioni del 2004-2005 in Ucraina sono ampiamente considerate una \u00abrivoluzione colorata\u00bb sostenuta dagli Stati Uniti, che utilizzarono la propria influenza, palese e occulta, e i propri finanziamenti per favorire i candidati filoamericani. Nel 2013\u20132014, Washington ebbe un ruolo diretto nel finanziare le proteste di Maidan e nel sostenere il violento colpo di stato che rovesci\u00f2 il presidente Viktor Yanukovych, favorevole alla neutralit\u00e0, aprendo cos\u00ec la strada a un governo ucraino orientato verso la Nato. Per inciso, fui invitato a visitare Maidan poco dopo il colpo di stato del 22 febbraio 2014 che depose Yanukovych; un\u2019ong statunitense, profondamente coinvolta negli eventi, mi spieg\u00f2 direttamente il ruolo dei finanziamenti americani nel sostegno alle proteste.<\/p>\n<p>QUARTO: A PARTIRE DAL 2008, NONOSTANTE L\u2019OPPOSIZIONE DI DIVERSI LEADER EUROPEI, gli Stati Uniti spinsero la Nato a impegnarsi ufficialmente ad allargarsi a Ucraina e Georgia. All\u2019epoca, l\u2019ambasciatore americano a Mosca, William J. Burns, invi\u00f2 a Washington un dispaccio ormai famoso intitolato \u00abNyet Means Nyet: Russia\u2019s Nato Enlargement Redlines\u00bb (Nyet significa Nyet: le linee rosse della Russia sull\u2019allargamento della Nato, ndr), in cui spiegava che l\u2019intera classe politica russa era fermamente contraria all\u2019estensione della Nato all\u2019Ucraina e temeva che tale mossa avrebbe provocato disordini civili nel Paese.<\/p>\n<p>QUINTO: DOPO IL COLPO DI STATO DI MAIDAN, le regioni dell\u2019Ucraina orientale a maggioranza russa (il Donbass) si staccarono dal nuovo governo filo-occidentale insediato dal golpe. Russia e Germania negoziarono rapidamente gli Accordi di Minsk, secondo i quali le due regioni separatiste (Donetsk e Lugansk) sarebbero rimaste parte dell\u2019Ucraina, ma con ampia autonomia locale, sul modello della regione di lingua tedesca dell\u2019Alto Adige in Italia. Il secondo accordo, Minsk II, sostenuto anche dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu, avrebbe potuto porre fine al conflitto; ma il governo di Kiev, con l\u2019appoggio di Washington, decise di non applicare l\u2019autonomia. Il mancato rispetto di Minsk II avvelen\u00f2 i rapporti diplomatici tra Russia e Occidente.<\/p>\n<p>SESTO: GLI STATI UNITI AMPLIARONO COSTANTEMENTE L\u2019ESERCITO UCRAINO (tra truppe attive e riservisti) fino a circa un milione di uomini nel 2020. L\u2019Ucraina, insieme ai suoi battaglioni paramilitari di estrema destra (come Azov e Pravyj Sektor), condusse ripetuti attacchi contro le due regioni separatiste, con migliaia di vittime civili nel Donbass a causa dei bombardamenti ucraini.<br \/>\nSETTIMO: ALLA FINE DEL 2021, LA RUSSIA PROPOSE AGLI STATI UNITI una bozza di Accordo di sicurezza Russia-Usa, chiedendo principalmente la fine dell\u2019espansione della Nato. Gli Stati Uniti respinsero la proposta e ribadirono la politica della \u00abporta aperta\u00bb dell\u2019Alleanza, secondo la quale Paesi terzi, come la Russia, non avrebbero voce in capitolo sull\u2019allargamento della Nato. Gli Stati Uniti e i Paesi europei ribadirono ripetutamente l\u2019eventuale adesione dell\u2019Ucraina alla Nato. Secondo quanto riferito, il Segretario di Stato statunitense avrebbe detto al Ministro degli Esteri russo, nel gennaio 2022, che gli Stati Uniti si riservavano il diritto di dispiegare missili a medio raggio in Ucraina, nonostante le obiezioni di Mosca.<br \/>\nOTTAVO: DOPO L\u2019INVASIONE RUSSA DEL 24 FEBBRAIO 2022, l\u2019Ucraina accett\u00f2 rapidamente di avviare negoziati di pace basati su un ritorno alla neutralit\u00e0. I colloqui si svolsero a Istanbul, con la mediazione della Turchia. Alla fine del marzo 2022, Russia e Ucraina pubblicarono un memorandum congiunto che segnalava progressi verso un accordo di pace. Il 15 aprile fu presentata una bozza di accordo che si avvicinava molto a una soluzione complessiva.<br \/>\nIn quel momento, gli Stati Uniti intervennero e comunicarono agli ucraini che non avrebbero sostenuto l\u2019intesa, ma che avrebbero invece appoggiato l\u2019Ucraina nel continuare la guerra<\/p>\n<p>GLI ALTI COSTI DI UNA POLITICA ESTERA FALLITA<br \/>\nLa Russia non ha mai avanzato rivendicazioni territoriali contro i Paesi dell\u2019Europa occidentale, n\u00e9 li ha minacciati \u2013 se non nel contesto del diritto di rappresaglia contro eventuali attacchi missilistici lanciati sul proprio territorio con assistenza occidentale. Fino al colpo di Stato di Maidan del 2014, la Russia non aveva espresso alcuna pretesa territoriale nemmeno sull\u2019Ucraina.<br \/>\nDopo il 2014, e fino alla fine del 2022, l\u2019unica richiesta territoriale di Mosca riguardava la Crimea, per evitare che la base navale russa di Sebastopoli cadesse sotto controllo occidentale.<br \/>\nSolo dopo il fallimento del processo di pace di Istanbul \u2013 affondato dall\u2019intervento degli Stati Uniti \u2013 la Russia ha dichiarato l\u2019annessione delle quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia. Oggi, gli obiettivi dichiarati di guerra di Mosca restano limitati: la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina, una parziale smilitarizzazione, la rinuncia definitiva all\u2019adesione alla Nato e il riconoscimento del passaggio alla Russia della Crimea e delle quattro regioni citate, che costituisce circa il 19% del territorio ucraino del 1991.<br \/>\nQuesti non sono segnali di un imperialismo russo rivolto a Ovest e non sono neanche richieste non provocate. Gli obiettivi bellici russi derivano da oltre 30 anni di proteste contro l\u2019espansione a Est della Nato, l\u2019armamento dell\u2019Ucraina, l\u2019abbandono americano dei trattati sul controllo delle armi nucleari e l\u2019ingerenza profonda dell\u2019Occidente nella politica interna ucraina, culminata nel colpo di Stato del 2014 che ha posto Mosca e la Nato su una rotta di collisione diretta.<br \/>\nL\u2019Europa ha scelto di interpretare gli eventi degli ultimi 30 anni come prova dell\u2019inesorabile espansionismo russo, proprio come l\u2019Occidente sosteneva che la Guerra fredda fosse responsabilit\u00e0 esclusiva dell\u2019Unione Sovietica, quando in realt\u00e0 l\u2019Urss aveva proposto pi\u00f9 volte vie di pace basate sulla neutralit\u00e0, l\u2019unificazione e il disarmo della Germania.<br \/>\nCos\u00ec come durante la Guerra fredda, anche oggi l\u2019Occidente ha preferito provocare la Russia invece di riconoscere le sue comprensibili preoccupazioni per la sicurezza. Ogni azione russa \u00e8 stata letta nella chiave pi\u00f9 negativa possibile, come segno di malafede o aggressivit\u00e0, senza mai riconoscere il punto di vista della Russia nel dibattito. Si tratta di un esempio lampante del classico dilemma della sicurezza, in cui gli avversari non si ascoltano, danno per scontato il peggio e agiscono in modo aggressivo sulla base di supposizioni errate.<br \/>\nLa scelta europea di interpretare la Guerra fredda e il post Guerra fredda da questa prospettiva piena di pregiudizi ha avuto per l\u2019Europa un prezzo altissimo e i costi continuano a crescere. Ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 che l\u2019Europa si \u00e8 convinta di essere totalmente dipendente dagli Stati Uniti per la propria sicurezza. Se davvero la Russia fosse irrimediabilmente espansionista, allora Washington sarebbe davvero il salvatore necessario dell\u2019Europa. Ma se, al contrario, il comportamento russo fosse sempre stato espressione di legittime preoccupazioni di sicurezza, allora la Guerra fredda con tutta probabilit\u00e0 si sarebbe potuta concludere decenni fa sul modello della neutralit\u00e0 austriaca e l\u2019era post Guerra fredda sarebbe potuto diventare un periodo di pace e di fiducia crescente tra Russia ed Europa.<br \/>\nIn realt\u00e0, le economie di Europa e Russia sono altamente complementari. La Russia \u00e8 ricca di materie prime (agricole, minerarie, energetiche) e di competenze ingegneristiche, mentre l\u2019Europa ospita industrie ad alta intensit\u00e0 energetica e tecnologie avanzate chiave. Da tempo gli Stati Uniti si oppongono ai crescenti legami commerciali tra Europa e Russia, nati da questa naturale complementarit\u00e0. Washington vede l\u2019industria energetica russa come un concorrente diretto del settore energetico statunitense e pi\u00f9 in generale vede solidi legami commerciali e negli investimenti tra Germania e Russia come una minaccia al predominio politico ed economico degli Stati Uniti in Europa occidentale.<br \/>\nPer queste ragioni, gli Stati Uniti si sono opposti ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 ben prima del conflitto ucraino. Per queste ragioni, Joe Biden promise esplicitamente che avrebbe messo fine al Nord Stream 2 \u2013 come poi avvenne \u2013 in caso di invasione russa dell\u2019Ucraina. L\u2019opposizione americana ai Nord Stream e ai rapporti energetici russo-tedeschi era dettata da un principio generale: UE e Russia dovevano essere mantenute a distanza, affinch\u00e9 gli Stati Uniti non perdessero la loro influenza in Europa.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina e la rottura dei rapporti con la Russia hanno inferto gravi danni all\u2019economia europea. Le esportazioni europee verso la Russia sono crollate da circa 90 miliardi di euro nel 2021 ad appena 30 miliardi nel 2024. I costi energetici sono esplosi, mentre l\u2019Europa \u00e8 passata dal gas naturale russo, economico e fornito tramite gasdotto, al gas naturale liquefatto (Gnl) americano, molto pi\u00f9 costoso. L\u2019industria tedesca ha subito un declino di circa il 10% dal 2020 e sia il settore chimico sia quello automobilistico stanno soffrendo pesantemente. Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l\u2019Ue una crescita economica di appena l\u20191% nel 2025 e intorno all\u20191,5% per il resto del decennio.<br \/>\nIl cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invocato un divieto permanente sulla riattivazione dei flussi di gas attraverso Nord Stream, ma si tratta quasi di un suicidio economico per la Germania. Tale presa di posizione si fonda sulla convinzione di Merz che la Russia abbia mire belliche nei confronti della Germania; ma in realt\u00e0 \u00e8 la Germania che sta provocando una guerra con la Russia, adottando un linguaggio guerrafondaio e avviando un massiccio riarmo.<br \/>\nSecondo Merz, \u00ab\u00e8 necessaria una visione realistica delle aspirazioni imperialiste della Russia\u00bb. E sostiene che \u00abuna parte della nostra societ\u00e0 ha una profonda paura della guerra. Io non la condivido, ma la comprendo\u00bb. Ancora pi\u00f9 allarmante \u00e8 la sua affermazione secondo cui \u00abi mezzi della diplomazia sono esauriti\u00bb \u2014 nonostante, a quanto risulta, non abbia mai nemmeno tentato di parlare con Vladimir Putin da quando \u00e8 al potere. Merz sembra inoltre ignorare volutamente quanto la diplomazia del 2022, durante il processo di Istanbul, fosse vicina a un successo \u2013 prima che gli Stati Uniti la bloccassero.<\/p>\n<p>CRESCITA ECONOMICA CINESE ANTITETICA AGLI INTERESSI USA<br \/>\nL\u2019approccio occidentale alla Cina rispecchia fedelmente quello adottato nei confronti della Russia.<br \/>\nL\u2019Occidente tende ad attribuire alla Cina intenzioni nefaste che, sotto vari punti di vista, sono spesso proiezioni delle proprie ambizioni ostili verso la Repubblica Popolare. La rapida ascesa economica della Cina tra il 1980 e il 2010 port\u00f2 i leader e gli strateghi americani a considerare la sua ulteriore crescita economica come antitetica agli interessi degli Stati Uniti.<br \/>\nNel 2015, due influenti strateghi statunitensi, Robert Blackwill e Ashley Tellis, spiegarono con chiarezza che la strategia globale degli Stati Uniti mira all\u2019egemonia americana e che la Cina costituisce una minaccia a questa egemonia per via della sua grandezza e del suo successo. Blackwill e Tellis proposero un insieme di misure da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati per ostacolare la futura crescita economica cinese: escludere Pechino dai nuovi blocchi commerciali dell\u2019Asia-Pacifico, come limitare l\u2019esportazione di tecnologie occidentali verso la Cina, imporre dazi e altre restrizioni sulle esportazioni cinesi e altre misure anti-cinesi. Da notare che tali misure non venivano giustificate da colpe specifiche della Cina, ma dal semplice fatto che la sua crescita economica era vista come incompatibile con il primato americano.<br \/>\nUna parte fondamentale di questa politica estera nei confronti di Russia e Cina \u00e8 una guerra mediatica, volta a screditare i presunti nemici dell\u2019Occidente. Nel caso della Cina, l\u2019Occidente l\u2019ha accusata di genocidio nello Xinjiang contro la popolazione uigura. Si tratta di un\u2019accusa e gonfiata, lanciata senza seri elementi di prova, mentre l\u2019Occidente chiude un occhio di fronte all\u2019effettivo genocidio di decine di migliaia di palestinesi in corso a Gaza, perpetrato per mano del suo alleato israeliano.<br \/>\nInoltre, la propaganda occidentale ha diffuso anche una serie di tesi assurde sull\u2019economia cinese: la sua iniziativa infrastrutturale Belt and Road (la Nuova Via della seta, ndr), che offre finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo per costruire infrastrutture moderne, viene etichettata come \u00abtrappola del debito\u00bb. La straordinaria capacit\u00e0 cinese di produrre tecnologie verdi \u2013 come i pannelli solari di cui il mondo ha urgente bisogno \u2013 viene derisa dall\u2019Occidente come \u00absovraccapacit\u00e0\u00bb che andrebbe limitata o fermata.<br \/>\nSul piano militare, il dilemma della sicurezza nei confronti della Cina \u00e8 interpretato nel modo pi\u00f9 cupo possibile, proprio come avviene con la Russia. Da tempo gli Stati Uniti proclamano la propria capacit\u00e0 di bloccare le rotte marittime vitali della Cina, ma poi accusano Pechino di militarismo quando risponde adottando misure per rafforzare la propria potenza navale.<br \/>\nPiuttosto che interpretare il rafforzamento militare della Cina come un tipico dilemma di sicurezza da affrontare con la diplomazia, la Marina statunitense dichiara di doversi prepararsi a una guerra con la Cina entro il 2027. Parallelamente, la Nato invoca sempre pi\u00f9 spesso un ruolo attivo anche nell\u2019Asia orientale, diretto contro la Cina. Gli alleati europei degli Stati Uniti si adeguano a questa linea aggressiva, in ambito sia commerciale sia militare.<\/p>\n<p>DIECI PASSI CONCRETI PER UNA NUOVA POLITICA ESTERA<br \/>\nL\u2019Europa si \u00e8 cacciata da sola in un angolo, rendendosi subalterna agli Stati Uniti, rifiutando la diplomazia diretta con la Russia, perdendo la propria competitivit\u00e0 economica attraverso le sanzioni e la guerra, impegnandosi in un massiccio e insostenibile aumento delle spese militari e recidendo i legami commerciali e d\u2019investimento di lungo periodo sia con la Russia sia con la Cina.<br \/>\nCome risultato, ha debiti in crescita, stagnazione economica e un rischio crescente di guerra su larga scala. Una prospettiva che a quanto pare non spaventa il cancelliere tedesco Merz, ma che dovrebbe terrorizzare il resto di noi.<\/p>\n<p>Forse il conflitto pi\u00f9 probabile non sar\u00e0 con la Russia, ma con gli stessi Stati Uniti, che sotto Trump hanno minacciato di prendersi la Groenlandia non l\u2019avesse venduta o ceduta alla sovranit\u00e0 statunitense. \u00c8 del tutto possibile che l\u2019Europa finisca per ritrovarsi senza veri amici: n\u00e9 con la Russia n\u00e9 con la Cina, ma nemmeno con gli Stati Uniti, i Paesi arabi (indignati per l\u2019indifferenza europea di fronte al genocidio israeliano a Gaza), l\u2019Africa (ancora amareggiata dal colonialismo e del neocolonialismo europeo) e cos\u00ec via.<br \/>\nNaturalmente, un\u2019altra via \u00e8 possibile \u2013 anzi, una via altamente promettente \u2013 se i leader europei sapranno riconsiderare i veri interessi e i veri rischi per la sicurezza del continente, riportando la diplomazia al centro della politica estera europea. Propongo qui dieci passi concreti per costruire una politica estera fondata sui reali bisogni dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>1. APRIRE UN DIALOGO DIPLOMATICO DIRETTO CON MOSCA<br \/>\nIl fallimento Il fallimento tangibile dell\u2019Europa nell\u2019avviare una diplomazia diretta con la Russia \u00e8 devastante. L\u2019Europa forse arriva persino a credere alla propria propaganda di politica estera, visto che evita di discutere direttamente le questioni fondamentali con la controparte russa. \u00c8 tempo di ristabilire canali di comunicazione seri, stabili e autonomi da Washington.<\/p>\n<p>2. PREPARARE UNA PACE NEGOZIATA CON LA RUSSIA<br \/>\nL\u2019Europa deve prepararsi a negoziare la pace con la Russia sull\u2019Ucraina e sulla sicurezza collettiva futura europea. Il punto fondamentale \u00e8 che l\u2019Europa dovrebbe convenire con la Russia che la guerra termini sulla base di un impegno fermo e irrevocabile a non estendere la Nato all\u2019Ucraina, alla Georgia o ad altre aree orientali. Inoltre, l\u2019Europa dovrebbe accettare modifiche territoriali pragmatiche in Ucraina a vantaggio della Russia.<\/p>\n<p>3. RIFIUTARE LA MILITARIZZAZIONE DEI RAPPORTI CON LA CINA<br \/>\nL\u2019Europa dovrebbe opporsi per esempio a ogni tentativo di estendere la Nato nell\u2019Asia orientale.<br \/>\nLa Cina non rappresenta alcuna minaccia per la sicurezza europea e l\u2019Europa dovrebbe smettere di sostenere ciecamente le pretese di egemonia americana in Asia, che sono gi\u00e0 di per s\u00e9 pericolose e illusorie, anche senza il supporto europeo. Al contrario, l\u2019Europa dovrebbe rafforzare la cooperazione commerciale, negli investimenti e sul clima con la Cina.<\/p>\n<p>4. RIFORMARE LE ISTITUZIONI DELLA DIPLOMAZIA EUROPEA<br \/>\nL\u2019attuale assetto \u00e8 caotico e inefficace. L\u2019Alto rappresentante dell\u2019Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza serve sostanzialmente come un portavoce della russofobia, mentre la diplomazia di alto livello \u2013 nella misura in cui esiste \u2013 \u00e8 guidata in modo confuso e a fasi alterne dai singoli leader europei, dall\u2019Alto Rappresentante dell\u2019Ue, dal Presidente della Commissione europea, dal Presidente del Consiglio europeo o da qualche combinazione variabile di questi. In breve, nessuno parla chiaramente a nome dell\u2019Europa, poich\u00e9 non esiste in primo luogo una politica estera chiara dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>5. DISSOCIARE LA POLITICA ESTERA UE DALLA NATO<br \/>\nL\u2019Europa dovrebbe riconoscere che la politica estera della Ue deve essere dissociata dalla Nato. In realt\u00e0, l\u2019Europa non ha alcun bisogno dell\u2019Alleanza Atlantica, dato che la Russia non ha intenzione di invadere l\u2019Ue. L\u2019Europa dovrebbe certamente dotarsi di una capacit\u00e0 difensiva autonoma, ma con costi molto inferiori al 5% del Pil \u2013 una cifra assurda, basata su una valutazione totalmente esagerata della minaccia russa. Inoltre, la difesa europea non dovrebbe coincidere con la politica estera europea, sebbene le due si siano diventate completamente confuse nel passato recente.<\/p>\n<p>6. COOPERARE CON RUSSIA, INDIA E CINA<br \/>\nL\u2019UE, la Russia, l\u2019India e la Cina dovrebbero cooperare alla transizione verde, digitale e infrastrutturale dell\u2019intero spazio eurasiatico. Lo sviluppo sostenibile dell\u2019Eurasia rappresenta un vantaggio reciproco per Ue, Russia, India e Cina, e non pu\u00f2 realizzarsi se non attraverso la cooperazione pacifica tra le quattro principali potenze eurasiatiche.<\/p>\n<p>7. COLLABORARE CON LA BELT AND ROAD CINESE<br \/>\nIl Global Gateway europeo, il braccio finanziario per le infrastrutture nei Paesi extra-Ue, dovrebbe collaborare con la Belt and Road Initiative della Cina (BRI). Attualmente, il Global Gateway \u00e8 presentato come un concorrente della BRI. In realt\u00e0, i due programmi dovrebbero unire le forze per cofinanziare le infrastrutture energetiche verdi, digitali e dei trasporti per l\u2019Eurasia.<\/p>\n<p>8. POTENZIARE IL FINANZIAMENTO DEL GREEN DEAL EUROPEO<br \/>\nL\u2019Unione Europea dovrebbe potenziare i finanziamenti al Green Deal europeo (EGD), accelerando la transizione verso un\u2019economia a basse emissioni di carbonio, invece di destinare circa il 5% del Pil a spese militari inutili e prive di reale beneficio per l\u2019Europa. Un aumento degli investimenti nell\u2019EGD porterebbe due vantaggi principali. In primis, contribuirebbe alla sicurezza climatica a livello regionale e globale. In secondo luogo, rafforzerebbe la competitivit\u00e0 europea nelle tecnologie verdi e digitali del futuro, ponendo le basi per un nuovo modello di crescita sostenibile.<\/p>\n<p>9. COLLABORARE CON L\u2019UNIONE AFRICANA<br \/>\nL\u2019UE dovrebbe avviare una stretta collaborazione con l\u2019Unione Africana per promuovere un\u2019ampia espansione dell\u2019istruzione e della formazione tecnica nei Paesi membri dell\u2019Unione Africana. Con una popolazione che passer\u00e0 da 1,4 a circa 2,5 miliardi entro la met\u00e0 del secolo, rispetto ai circa 450 milioni dell\u2019Europa, il destino economico dell\u2019Africa sar\u00e0 strettamente legato a quello europeo. La chiave per la prosperit\u00e0 africana \u00e8 un rapido sviluppo dell\u2019istruzione superiore e delle competenze professionali.<\/p>\n<p>10. SOSTENERE IL NUOVO ORDINE MONDIALE MULTIPOLARE<br \/>\nL\u2019Unione Europea, insieme ai paesi dei Brics, dovrebbe dire chiaramente agli Stati Uniti che il futuro ordine mondiale non si fonda sull\u2019egemonia, ma sul diritto internazionale e sulla Carta delle Nazioni Unite. Questa rappresenta l\u2019unica strada verso una sicurezza autentica per l\u2019Europa e per il mondo. La dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Nato \u00e8 una pericolosa illusione, tanto pi\u00f9 alla luce dell\u2019instabilit\u00e0 degli stessi Stati Uniti. Al contrario, un rinnovato impegno per la Carta dell\u2019Onu pu\u00f2 porre fine alle guerre (per esempio, ponendo fine all\u2019impunit\u00e0 di Israele e dando attuazione alle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia sulla soluzione a due Stati) e per prevenire futuri conflitti.<\/p>\n<p>Articolo originale pubblicato su: https:\/\/www.cirsd.org\/en\/horizons\/horizons-summer-2025\u2013issue-no-31\/a-new-foreign-policy-for-europe (traduzione a cura di Krisis ).<\/p>\n<p>*(Jeffrey D. Sachs: Economista di fama mondiale, \u00e8 un leader nell\u2019ambito dello sviluppo sostenibile. Direttore del Center for Sustainable Development alla Columbia University, presiede anche il Sustainable Development Solutions Network dell&#8217;ONU. \u00c8 autore di numerosi libri, tra cui i bestseller The End of Poverty e The Price of Civilization. Ha collaborato con diversi Segretari generali dell\u2019ONU e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Amnesty International. ACCORDO TRA ISRAELE E HAMAS: IL NOSTRO COMMENTO.<\/strong><br \/>\nLA NOTTE TRA L\u20198 E IL 9 OTTOBRE 2025 ISRAELE E HAMAS HANNO ACCETTATO LA PRIMA FASE DELL\u2019ACCORDO SUL CESSATE IL FUOCO CHE, SECONDO QUANTO RIFERITO DA FONTI D\u2019INFORMAZIONE, RIGUARDA L\u2019IMMEDIATA APERTURA DI CINQUE PUNTI D\u2019INGRESSO DEGLI AIUTI UMANITARI VERSO LA STRISCIA DI GAZA, IL RAPIDO RITORNO A CASA DI TUTTI GLI OSTAGGI IN VITA, ISRAELIANI E DI ALTRE NAZIONALIT\u00c0, IN CAMBIO DI PRIGIONIERI PALESTINESI E IL PARZIALE RITIRO DELLE FORZE ARMATE ISRAELIANE DALLA STRISCIA DI GAZA.<br \/>\n\u201cPer oltre due milioni di persone palestinesi della Striscia di Gaza occupata, che da due anni subiscono un\u2019agonizzante sofferenza, incessanti bombardamenti e una sistematica carestia nel contesto dell\u2019attuale genocidio israeliano, per le persone tenute in ostaggio dai gruppi armati palestinesi e per quelle detenute arbitrariamente in Israele, un accordo che potrebbe porre fine agli orrori degli ultimi due anni arriva crudelmente in ritardo e non canceller\u00e0 ci\u00f2 che hanno subito. In molti ora controlleranno da vicino che non si tratter\u00e0 solo di un altro breve momento di sollievo\u201d, ha dichiarato Agn\u00e8s Callamard, segretaria generale di Amnesty International.<br \/>\n\u201cMettre in pausa o ridurre temporaneamente gli attacchi e permettere a una goccia di aiuti umanitari di entrare nella Striscia di Gaza non \u00e8 abbastanza. Devono esserci una totale cessazione delle ostilit\u00e0 e la completa rimozione del blocco israeliano. Israele deve consentire il flusso, senza ostacoli, di forniture basilari quali cibo, medicine, carburante e materiali per la ricostruzione in tutte le zone della Striscia di Gaza cos\u00ec come il ripristino dei servizi essenziali in modo da assicurare la sopravvivenza di una popolazione che sta annaspando a causa della fame, delle ripetute ondate di sfollamenti di massa e di una campagna di annichilimento. A ci\u00f2 devono aggiungersi il ritiro delle forze armate israeliane dalla Striscia di Gaza e interventi urgenti per ricostruire e riparare infrastrutture fondamentali in tutto il territorio\u201d, ha aggiunto Callamard.<\/p>\n<p>\u201cTUTTE LE PERSONE PALESTINESI CHE SONO STATE COSTRETTE A SFOLLARE ALL\u2019INTERNO DELLA STRISCIA DI GAZA, LA MAGGIOR PARTE DI LORO PI\u00d9 VOLTE, DEVONO POTER TORNARE NELLE LORO TERRE SENZA CHE ISRAELE STABILISCA CHI PU\u00d2 E CHI NON PU\u00d2 FARVI RIENTRO\u201d, HA SOTTOLINEATO CALLAMARD.<br \/>\n\u201cHamas e gli altri gruppi armati palestinesi devono rimettere in libert\u00e0 le persone in ostaggio, ponendo finalmente termine a un incubo durato due anni. Israele deve scarcerare tutte le persone palestinesi sottoposte a detenzione arbitraria, comprese quelle detenute senza accusa n\u00e9 processo o in quanto combattenti illegali, in particolare gli operatori sanitari ingiustamente arrestati solo per aver prestato cure mediche\u201d, ha proseguito Callamard.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 un accordo sul cessate il fuoco sia duraturo, occorre che sia solidamente basato sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale e includa l\u2019immediata fine del genocidio di Israele contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza e misure concrete per porre termine all\u2019occupazione illegale di tutto il Territorio palestinese occupato e per smantellare il sistema di apartheid\u201d, ha commentato Callamard.<br \/>\n\u201c\u00c8 triste constatare che tutto questo \u00e8 assente nel cosiddetto \u2018piano di pace Trump\u2019, che non chiede giustizia e riparazione per le vittime dei crimini di atrocit\u00e0 n\u00e9 chiama a risponderne i responsabili. Fermare il ciclo della sofferenza e delle atrocit\u00e0 richiede la fine di un\u2019impunit\u00e0 radicata nel tempo, che \u00e8 al centro delle ricorrenti violazioni dei diritti umani tanto in Israele quanto nel Territorio palestinese occupato. Gli stati devono tener fede ai loro obblighi di diritto internazionale e portare di fronte alla giustizia i responsabili di crimini di guerra, crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e genocidio\u201d, ha rimarcato Callamard.<br \/>\n\u201cIl progetto israeliano di imporre un \u2018perimetro di sicurezza\u2019, ossia una zona cuscinetto nella parte della Striscia di Gaza dove si trovano i terreni pi\u00f9 fertili, rafforzer\u00e0 ulteriormente il sistema di apartheid, l\u2019occupazione e l\u2019ingiustizia. Qualunque ipotesi di affidare a terzi l\u2019occupazione della Striscia di Gaza senza assicurare la libert\u00e0 di movimento col resto del Territorio occupato non far\u00e0 altro che aggravare la frammentazione territoriale che \u00e8 alla base del sistema israeliano di apartheid. Allo stesso modo, ogni misura destinata ad alterare la composizione demografica e la geografia di altre zone del Territorio occupato, ossia la Cisgiordania e Gerusalemme Est, dev\u2019essere immediatamente annullata\u201d, ha evidenziato Callamard.<br \/>\n\u201cL\u2019attuale piano non assicura una partecipazione attiva e degna di questo nome delle persone palestinesi alle decisioni sul futuro del Territorio palestinese occupato, sul modo in cui esse saranno governate e su come potranno esercitare i loro diritti umani. Un piano che ripeta gli errori e i fallimenti del passato, ignorando i diritti umani e le cause di fondo dell\u2019ingiustizia, non garantir\u00e0 un futuro giusto e sostenibile a tutte le persone che vivono in Israele e nel Territorio palestinese occupato. Dopo due anni di vergognosi doppi standard e di veti che hanno paralizzato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite mentre avveniva un genocidio in diretta mondiale, \u00e8 giunto il momento di cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di porre fine a questo orrore, rimediare agli sbagli fatti e salvare ci\u00f2 che \u00e8 rimasto della nostra comune umanit\u00e0\u201d, ha concluso Callamard.<br \/>\n(Red. Amnesty International)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Jacopo Di Miceli *: DAGLI STATI UNITI PARTE L\u2019ATTACCO GLOBALE ALL\u2019ANTIFASCISMO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ASSASSINIO DI CHARLIE KIRK IL 10 SETTEMBRE HA INNESCATO NEGLI STATI UNITI UNA CAMPAGNA DI DEMONIZZAZIONE DELLA SINISTRA DI UNA SCALA MAI VISTA NEGLI ULTIMI DECENNI, CULMINATA NELLA DESIGNAZIONE DI \u201cANTIFA\u201d &#8211; UNA POSIZIONE POLITICA, NON UN GRUPPO STRUTTURATO &#8211; COME ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA. CON QUESTO ATTO IL PRESIDENTE DONALD TRUMP HA DATO INIZIO A UNA \u201cTERZA PAURA ROSSA\u201d.<br \/>\nCon \u201cPaura Rossa\u201d si intendono due specifici periodi della storia americana: nel primo (1919-1920) sindacalisti e attivisti socialisti, comunisti e anarchici (o presunti tali) furono arrestati ed espulsi per prevenire la minaccia dell\u2019esportazione della rivoluzione russa negli Stati Uniti; nel secondo (1947-1954), anche detto \u201ccaccia alle streghe\u201d o \u201cmaccartismo\u201d, dal nome del senatore repubblicano Joseph McCarthy, commissioni d\u2019inchiesta indagarono ossessivamente ed epurarono sospetti comunisti dalle istituzioni, dalle universit\u00e0 e dall\u2019industria culturale.<br \/>\nL\u2019estrema destra sta usando la morte di Charlie Kirk per normalizzare la violenza contro gli avversari politici<br \/>\nPur essendo ormai trascorsi settant\u2019anni dalla fine della Seconda Paura Rossa, la biografia di Trump ne \u00e8 legata a doppio filo: il suo mentore, l\u2019avvocato Roy Cohn, era stato il braccio destro di McCarthy.<br \/>\nI parametri della Terza Paura Rossa sembrano ispirarsi in parte alle prime due &#8211; a partire dalle restrizioni alla libert\u00e0 di espressione e dai raid anti-immigrazione &#8211; e in parte ai dispositivi della guerra al terrorismo dell\u2019amministrazione Bush. Con due differenze per\u00f2 sostanziali: oggi il nemico \u00e8 fabbricato ad arte, ed \u00e8 il Presidente in persona a guidare la repressione.<br \/>\nI dati parlano chiaro: dal 2001 l\u2019estremismo di sinistra ha causato circa il 5% delle vittime di violenza politica, contro il 75-80% dell\u2019estremismo di destra. Nell\u2019immaginario MAGA, tuttavia, un esercito di sovversivi antifascisti cospirano per devastare le citt\u00e0, uccidere i leader della destra e abbattere con la forza i valori americani. Lo stesso Dipartimento di Giustizia ha di recente rimosso dal proprio sito uno studio sul terrorismo interno che confermava questi dati.<br \/>\nDate le premesse, \u00e8 quasi inutile sottolineare quanto la stessa classificazione di \u201cAntifa\u201d come organizzazione terroristica sia assurda.<br \/>\nInnanzitutto, Antifa non \u00e8 un\u2019organizzazione con leader, sedi, membri e canali ufficiali di finanziamento, ma \u00e8 l\u2019abbreviazione di \u201cantifascismo\u201d e rappresenta quindi un\u2019ideologia, al pi\u00f9 un movimento o uno stile di militanza attiva che &#8211; spiega il giornalista Christopher Mathias &#8211; si riconosce in alcuni principi: \u201cche i gruppi fascisti debbano talvolta essere fisicamente affrontati nelle strade, che ai fascisti non debba essere permesso di organizzarsi su nessuna piattaforma e che non si possa fare affidamento sulle forze dell\u2019ordine nella lotta al fascismo\u201d. In ogni caso, nessun esperto di estremismo ha mai identificato Antifa con un\u2019organizzazione definita, nemmeno il precedente direttore dell\u2019FBI, Chris Wray.<br \/>\nIn secondo luogo, non esiste negli Stati Uniti una legge che consenta la schedatura di organizzazioni nazionali come terroristiche, per quanto in passato ne sia stata sollecitata l\u2019introduzione per sgominare gruppi neonazisti. In realt\u00e0, le agenzie hanno gi\u00e0 ora in dotazione tutti gli strumenti necessari per perseguire il terrorismo interno senza pregiudicare la libert\u00e0 di associazione e il diritto di parola. L\u2019FBI, ad esempio, utilizza da tempo una simile categoria investigativa.<br \/>\nBench\u00e9 l\u2019ordine esecutivo di Trump si intesti un potere non previsto dalla legge, \u201cci\u00f2 che conta\u201d &#8211; sottolinea il think tank libertario Cato Institute &#8211; \u201c\u00e8 che l\u2019amministrazione dichiari l\u2019autorit\u00e0 di poterlo fare e che abbia migliaia di agenti delle forze dell\u2019ordine federali pronti a eseguire gli ordini di Trump\u201d. Nel corso di questi mesi, il presidente ha infatti gi\u00e0 abusato dei suoi poteri, invocando una legge del 1878 per inviare la Guardia Nazionale, un corpo di riservisti sotto il comando dei governatori, a Los Angeles, Washington e Memphis con compiti di gestione dell\u2019ordine pubblico. Dopo aver minacciato Chicago con un\u2019azione bellica sulla falsariga di Apocalypse Now, Trump ha dispiegato le truppe a Portland, che ha descritto come \u201cdevastata dalla guerra\u201d e assediata \u201cda Antifa e altri terroristi interni\u201d. Ha inoltre annunciato l\u2019intenzione di usare le citt\u00e0 americane come \u201ccampi d\u2019addestramento\u201d per l\u2019esercito. \u201cL\u2019America\u201d &#8211; ha detto ai generali riuniti a Quantico &#8211; \u201c\u00e8 invasa dall\u2019interno\u201d. Domenica \u00e8 arrivata nel frattempo la decisione di un giudice federale che ha temporaneamente bloccato l\u2019invio della Guardia Nazionale, perch\u00e9 non ci sarebbero prove a giustificarne l\u2019intervento.<br \/>\nQuesta retorica incendiaria riecheggia, peraltro, quella della campagna elettorale, quando Trump aveva insultato i suoi avversari politici come \u201cparassiti\u201d da \u201csradicare\u201d e sostenuto che il paese fosse in guerra contro un nemico interno. Era, insomma, stato tutto gi\u00e0 annunciato.<br \/>\nL\u2019omicidio di Kirk e la sparatoria contro un centro di detenzione dell\u2019ICE a Dallas, entrambi commessi da due giovani immersi pi\u00f9 nelle sottoculture online che nella politica tradizionalmente intesa, sono stati il pretesto per accelerare la stretta autoritaria, attribuendo la radice della violenza ai \u201cDemocratici della sinistra radicale\u201d, cio\u00e8 agli oppositori. La conseguenza &#8211; prevede Steve Bannon, stratega di Trump nella prima amministrazione &#8211; \u00e8 che, d\u2019ora in poi, chiunque sembri minimizzare o istigare alla violenza &#8211; come avrebbero fatto, secondo la destra, i media e i politici di sinistra dopo l\u2019assassinio di Kirk &#8211; sar\u00e0 passibile di un\u2019indagine federale.<br \/>\nIn effetti, il decreto firmato da Trump prende di mira non solo \u201cAntifa\u201d, qualunque cosa significhi, ma anche chi vi si associa o vi agisce in coordinamento, il che riserva alle autorit\u00e0 un ampio potere discrezionale per identificare i presunti terroristi nazionali e la rete dei suoi sostenitori. La prima vittima, secondo le indiscrezioni raccolte dal New York Times, sar\u00e0 la fondazione filantropica di George Soros &#8211; \u201cun cattivo\u201d che per Trump \u201cdovrebbe essere messo in prigione\u201d &#8211; e di suo figlio Alex, con accuse che variano dal riciclaggio di denaro al finanziamento del terrorismo.<br \/>\nPochi giorni dopo, Trump ha pubblicato un memorandum &#8211; una direttiva con forza di legge, meno prestigiosa dell\u2019ordine esecutivo, ma con il vantaggio di essere esonerata da una stima dell\u2019impatto sul bilancio pubblico &#8211; dove entra pi\u00f9 nel dettaglio del suo provvedimento. Qui il presidente accusa i movimenti riuniti sotto \u201cl\u2019ombrello dell\u2019auto-descritto antifascismo\u201d di tacciare di \u201cfascismo\u201d \u201ci principi fondamentali americani\u201d allo scopo di intimidire, radicalizzare \u00e8condurre un assalto violento alle istituzioni democratiche\u201d. Antiamericanismo, anticapitalismo, anticristianesimo, estremismo in materia di migrazione, razza e genere, e ostilit\u00e0 verso la concezione tradizionale di famiglia, religione e moralit\u00e0 sono elencati tra le spie di una possibile \u201ccondotta violenta\u201d.<br \/>\n\u00c8 difficile presagire come queste indicazioni, tanto pi\u00f9 pericolose quanto pi\u00f9 sono generiche, si tradurranno in efficacia legislativa, visti i limiti dell\u2019azione presidenziale. Eppure, la crescente sottomissione a Trump sia del ministero della giustizia, per tradizione autonomo dal potere esecutivo, sia dell\u2019FBI, guidata dal lealista Kash Patel, fa temere che queste linee guida saranno interpretate come priorit\u00e0 d\u2019indagine dalle procure e dalle agenzie federali. L\u2019obiettivo non \u00e8 tanto ottenere condanne penali, quanto soffocare il dissenso per autocensura, paventando conseguenze terribili per i cittadini comuni.<br \/>\nI veri destinatari della misura \u201canti-terrorismo\u201d saranno associazioni e organizzazioni no-profit, che subiranno un\u2019emorragia di finanziamenti e donazioni, perch\u00e9 nessuno vorr\u00e0 rischiare di essere catalogato come contributore di attivit\u00e0 illecite. In questa strategia, osserva il giornalista Jeff Sharlet, il piano di Trump assomiglia alla legge sulle influenze straniere varata dalla Russia di Putin, che ha prima prosciugato le risorse estere delle ONG e poi le ha bandite in quanto indesiderabili.<br \/>\nIn Europa l\u2019offensiva trumpiana contro l\u2019antifascismo ha subito dato alle destre il pretesto e la legittimazione per stroncare con altrettanta decisione il dissenso nelle piazze.<br \/>\nTrump \u00e8 impegnato in una guerra culturale contro l\u2019Europa attraverso i suoi alleati nell\u2019estrema destra<br \/>\nIl primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e1n ha comunicato lo scorso 27 settembre l\u2019inserimento dei gruppi \u201cAntifa\u201d nell\u2019elenco delle organizzazioni terroristiche, una lista creata appositamente per imporre sanzioni pecuniarie o acquisire il diritto di espellere stranieri prima che commettano reati. Nel suo annuncio, Orb\u00e1n ha fatto esplicito riferimento al caso dell\u2019eurodeputata Ilaria Salis, l\u2019attivista antifascista detenuta per oltre quindici mesi in un carcere di massima sicurezza con l\u2019accusa di aver preso parte all\u2019aggressione di militanti neonazisti.<br \/>\nPersino nel parlamento dei Paesi Bassi \u00e8 stata approvata &#8211; con una maggioranza estesa al partito liberalconservatore &#8211; una mozione dell\u2019estrema destra per chiedere al governo di designare \u201cAntifa\u201d come organizzazione terroristica, nonostante il parere contrario della stessa agenzia antiterrorismo. \u201cLe cellule antifa\u201d &#8211; si legge nel testo &#8211; \u00absono attive anche nel nostro Paese e minacciano i politici, interrompono le riunioni, intimidiscono studenti e giornalisti e non risparmiano l\u2019uso della violenza\u201d.<br \/>\nPer ironia della sorte, il giorno dopo il voto sulla mozione, il 20 settembre, una protesta contro l\u2019immigrazione lanciata dall\u2019estrema destra ha seminato il caos nelle vie dell\u2019Aia, fino all\u2019attacco squadristico contro la sede del partito di centro D66, che \u00e8 stata presa a sassate. I disordini sono stati soprattutto provocati da hooligans, mobilitatisi in seguito all\u2019appello per una contro-manifestazione diffuso da un falso profilo Facebook di \u201cAntifa\u201d, in realt\u00e0 gestito dagli ambienti di estrema destra.<br \/>\nIl 23 settembre i partiti dell\u2019eurogruppo dei Patrioti hanno dato una direzione comune a queste iniziative sparse, sottoscrivendo una mozione per dichiarare \u201cAntifa\u201d un\u2019organizzazione terroristica attraverso una risoluzione del Parlamento Europeo. Il testo, che cita, a giustificazione della misura, l\u2019assassinio di Charlie Kirk e presunte connessioni con George Soros, \u00e8 completamente sdraiato sulla retorica MAGA. Gi\u00e0 nel 2023, va ricordato, un gruppo di eurodeputati di estrema destra tedeschi, austriaci e francesi present\u00f2 una mozione per inserire il movimento Antifa nella lista di organizzazioni considerate terroristiche dall\u2019Unione Europea.<br \/>\nIn Italia alcuni esponenti della Lega, tra i partiti fondatori dei Patrioti, hanno colto la palla al balzo per organizzare un sit-in davanti alla stazione centrale di Milano, teatro degli scontri durante la manifestazione per Gaza del 22 settembre, e chiedere il bando di Antifa. Con i leghisti &#8211; tra cui i consiglieri regionali Alessandro Corbetta e Riccardo Pase, il capogruppo milanese Alessandro Verri e il coordinatore dei giovani lombardi Matteo Mauri &#8211; c\u2019era anche Andrea Ballarati, portavoce italiano del Remigration summit, il convegno sulla remigrazione di Gallarate, cui ha partecipato un estremista di destra olandese arrestato ad agosto con l\u2019accusa di preparare un attacco terroristico.<br \/>\n*(Jacopo Di Miceli &#8211; collabora con Facta, Valigia Blu e Il Fatto Quotidiano ed \u00e8 curatore del progetto di divulgazione &#8230;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; LA FAO COMPIE 80 ANNI, HA ANCORA UN SENSO? (*)<\/strong><\/p>\n<p>NEL 1945 FU CREATA, NELL&#8217;AMBITO ONU, PER IMPEDIRE CHE LE CRISI AGRICOLE E ALIMENTARI SCATENASSERO GUERRE. UN PROBLEMA ATTUALE.<br \/>\nNel 1943, a Seconda guerra mondiale in corso, i rappresentanti di 44 Paesi si riunirono nella cittadina di Hot Springs, in Virginia (Usa): si decise di dar vita a un organismo internazionale dedicato all\u2019agricoltura e al cibo. La memoria della grande<br \/>\ndepressione degli anni Trenta del Novecento e la gestione di eccessi alimentari o di carestie rendevano necessario il coordinamento internazionale in un settore cruciale per la futura pace: dare risposte alle nazioni senza cibo e lottare a livello internazionale contro la fame.<br \/>\nEra necessario modernizzare le tecniche agricole in modo da favorire, ove possibile,<br \/>\nl\u2019autosufficienza alimentare. \u00c8 cos\u00ec che nasce la Fao, Food and Agriculture Organization, agenzia specializzata dell\u2019Onu, nata nel 1945, e dal 1951 a Roma. L\u2019approdo nella capitale italiana deriv\u00f2 dalla proposta del governo italiano (1949) di trasferire il quartier generale da Washington a Roma, offrendo gli edifici progettati nel 1938 dal regime fascista per il Ministero per l\u2019Africa italiana.<br \/>\nA 80 anni dalla nascita, in un quadro di crisi del multilateralismo, e dell\u2019Onu in particolare, la Fao conserva il suo valore: la fame non \u00e8 sparita dal nostro pianeta, e le numerose crisi ne mantengono attuale la missione. Inoltre \u00e8 un foro internazionale qualificato per affrontare i problemi, come quello delle coltivazioni di piante genetica- mente modificate, che richiedono regole e controllo.<\/p>\n<p>ORGANISMI<br \/>\nAssemblea Generale: Organo principale e pi\u00f9 rappresentativo, composto da tutti gli Stati membri.<br \/>\nConsiglio di Sicurezza: Ha il compito di mantenere la pace e la sicurezza internazionali.<br \/>\nSegretariato: L&#8217;organo amministrativo dell&#8217;ONU, guidato dal Segretario Generale.<br \/>\nConsiglio Economico e Sociale (ECOSOC): Si occupa del coordinamento delle attivit\u00e0 economiche e sociali.<br \/>\nConsiglio di Amministrazione Fiduciaria: Sospeso le sue attivit\u00e0 nel 1994.<br \/>\nCorte Internazionale di Giustizia: L&#8217;organo giudiziario principale che risolve le dispute tra Stati.<br \/>\nAgenzie specializzate, fondi e programmi (esempi)<br \/>\nUNICEF: Fondo delle Nazioni Unite per l&#8217;infanzia.<br \/>\nOMS: Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0.<br \/>\nFAO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura.<br \/>\nUNHCR: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.<br \/>\nUNESCO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;educazione, la scienza e la cultura.<br \/>\nUNDP: Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.<br \/>\nPAM: Programma Alimentare Mondiale.<br \/>\n*(ndr)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; TERESA BARONE*: LEGGE DI BILANCIO 2026. MANOVRA: FUMATA NERA SU LAVORO E PENSIONI.<\/strong><\/p>\n<p>SCARSI GLI ESITI DELL\u2019INCONTRO TRA GOVERNO E SINDACATI SUI CONTENUTI DELLA LEGGE DI BILANCIO 2026: NULLA DI FATTO IN MATERIA DI PENSIONI E SALARI.<br \/>\nSi \u00e8 concluso con un nulla di fatto l\u2019incontro tra il Governo e le organizzazioni sindacali sulla Legge di Bilancio 2026. L\u2019unica nota positiva \u00e8 che nella Manovra del prossimo anno ci sar\u00e0 spazio per il taglio dell\u2019aliquota IRPEF al 33% per i redditi fino a 50mila euro e per concedere maggiori risorse alla sanit\u00e0, mentre le richieste avanzate dai sindacati (CGIL, UIL, CISL, UGL e CONFSAL) in tema di salari e pensioni sono rimaste per la maggior parte insoddisfatte. manovra 2026<br \/>\nLavoro: le richieste sindacali per la Legge di Bilancio 2026<br \/>\nDiversamente dalle anticipazioni di stampa dei giorni scorsi, a quanto pare non ci sar\u00e0 la detassazione degli aumenti contrattuali, sebbene potrebbero esserci novit\u00e0 in merito alla contrattazione di secondo livello.<br \/>\nFUMATA NERA ANCHE IN MATERIA DI PENSIONI E PER LA RICHIESTA DI SOSTENERE LA SPESA ENERGETICA A CARICO DELLE FAMIGLIE TAGLIANDO LE BOLLETTE.<br \/>\nIl Ministro Giancarlo Giorgetti ha ribadito la priorit\u00e0 del Governo: ridurre il debito, su cui pesa l\u2019eredit\u00e0 del Super bonus (?) &#8211; la colpa \u00e8 sempre degli altri -, ma anche uscire anticipatamente dalla procedura d\u2019infrazione UE raggiungendo un livello di deficit non superiore al 3% del PIL. La Manovra 2026, quindi, avr\u00e0 un plafond pari a non oltre 16 miliardi di euro<br \/>\n*(Fonte: PMI.it &#8211; Teresa Barone giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Geraldina Colotti*: LATINOAMERICA. LA RUBRICA MENSILE DI PAGINE ESTERI &#8211; AMERICA LATINA, IN EVIDENZA. CUBA IN AFRICA PER L\u2019INCONTRO DEL MNOAL.<\/strong><\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodr\u00edguez, ha iniziato un viaggio in Togo, Benin, Etiopia e Uganda con l\u2019obiettivo di rafforzare i legami con i paesi africani e partecipare a una riunione Ministeriale di Medio Termine del Movimento dei Paesi Non Allineati (MNOAL), che si terr\u00e0 a Kampala (Uganda), il 16 ottobre. Il Mnoal \u00e8 la seconda pi\u00f9 grande organizzazione internazionale intergovernativa al mondo, dopo le Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Nato ufficialmente nel 1961 a Belgrado, in piena Guerra Fredda, su iniziativa di leader come Tito e Nasser, il Mnoal oggi conta circa 120 Stati membri, rappresentando oltre i due terzi di tutti i paesi del mondo, pi\u00f9 numerosi osservatori. I suoi obiettivi includono la promozione del multilateralismo, lo sviluppo sostenibile, l\u2019uguaglianza economica e sociale, la lotta alla povert\u00e0 e la riforma del processo decisionale internazionale (come il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU). La presidenza del Movimento \u00e8 a rotazione e cambia ogni tre anni e attualmente \u00e8 detenuta dall\u2019Uganda.<\/p>\n<p>\u201cUno spazio importante per rafforzare l\u2019unit\u00e0 e i principi di sovranit\u00e0, pace e sviluppo tra le nazioni che ne fanno parte \u2013 ha detto Rodr\u00edguez -, aree in cui Cuba \u00e8 stata un attore impegnato sin dalla fondazione del Movimento\u201d. Cuba \u2013 ha aggiunto \u2013 \u201cha mantenuto uno storico scambio accademico e sanitario con l\u2019Africa, lasciando un\u2019eredit\u00e0 significativa nella formazione di risorse umane e nella cooperazione medica, il che rappresenta un esempio di alleanza fruttuosa per affrontare sfide comuni\u201d. Secondo i dati del Ministero della Sanit\u00e0 Pubblica dell\u2019isola, a ottobre 2024, un totale di 3.633 collaboratori \u2013 tra cui 2.354 medici \u2013 prestavano servizio in 27 nazioni africane, il 50% dei Paesi del continente.<\/p>\n<p>Cuba ha anche espresso la sua profonda preoccupazione e il suo rifiuto per la decisione imposta dal governo degli Stati uniti alla Repubblica Dominicana di escludere tre paesi \u2013 Cuba, Venezuela, e il Nicaragua \u2013 dal X Vertice delle Americhe, che si terr\u00e0 il 4 e 5 dicembre a Punta Cana. L\u2019unit\u00e0 e la difesa della Nostra America \u2013 ha detto il ministero degli Esteri cubano \u2013 passano per un Vertice emisferico senza esclusioni.<\/p>\n<p>Con l\u2019esclusione di vari paesi, si consoliderebbe invece \u201cl\u2019involuzione storica di questo sistema di vertici e renderebbe impossibile uno scambio rispettoso e produttivo dell\u2019America Latina e dei Caraibi con la potenza imperialista che torna a usare la politica delle cannoniere e la Dottrina Monroe contro la nostra regione\u201d. Se questa decisione dovesse persistere \u2013 ha detto ancora Cuba \u2013 prevarr\u00e0 la subordinazione e la sottomissione al vicino vorace ed espansionista, che minaccia la pace, la sicurezza e la stabilit\u00e0 regionali: in aperta sfida al Proclama dell\u2019America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace e comunit\u00e0 di Stati indipendenti e sovrani in esercizio della libera determinazione, in unit\u00e0 basata sulla diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 28 e 29 ottobre, l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite discuter\u00e0 il rapporto Necessit\u00e0 di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d\u2019America contro Cuba, gi\u00e0 presentato alla stampa. Il documento evidenzia che il danno in questa fase ammonta a oltre 7.556 milioni di dollari (MDD) che, rispetto al rapporto del periodo precedente, \u00e8 aumentato del 49%, a causa dell\u2019inasprimento delle misure volte a soffocare l\u2019economia del paese.<\/p>\n<p>Si sottolinea inoltre che a ci\u00f2 si aggiunge la politica migratoria motivata dal governo degli Stati uniti, la quale ha accentuato i flussi migratori da Cuba, sfociando, in un calcolo obiettivo, nella perdita di personale qualificato e forza lavoro del paese, quantificata in 2.570 MDD.<br \/>\nIl deterioramento accumulato in queste oltre sei decadi di blocco \u00e8 quantificato in 170.677 MDD, che \u201cal valore dell\u2019oro, per evitare le fluttuazioni del dollaro nella Banca Centrale, \u00e8 equivalente a 2.103.000 MDD (due trilioni e centotr\u00e9 miliardi di dollari)\u201d. Cosa avrebbe potuto fare Cuba, \u201cal di l\u00e0 di quanto di buono \u00e8 stato fatto in questi 60 anni, con questa cifra esorbitante, per un\u2019economia piccola come la nostra? \u2013 ha denunciato il ministro Rodr\u00edguez, precisando che, se non ci fosse stato il bloqueo, nell\u2019ultimo anno il Prodotto Interno Lordo di Cuba sarebbe cresciuto del 9,2%, una delle crescite pi\u00f9 alte dell\u2019emisfero.<\/p>\n<p>IL PER\u00d9 DI NUOVO IN \u201cVACANCIA\u201d<br \/>\nL\u2019ex Presidente del Congresso peruviano, il deputato Jos\u00e9 Jer\u00ed di Somos Per\u00fa, ha giurato come nuovo capo di Stato. Il Congresso della Repubblica ha destituito Dina Boluarte dalla carica di presidente, invocando come principale motivazione la causa di incapacit\u00e0 morale permanente. \u00c8 stato, quindi, nuovamente attivato il dispositivo giuridico de la \u201cvacancia\u201d (destituzione), un meccanismo costituzionale assai controverso e utilizzato dalla borghesia per regolare i conti fra le diverse fazioni, in lotta per il controllo dell\u2019apparato statale: il principale strumento per l\u2019accumulazione di capitale, attraverso concezioni minerarie, grandi appalti, eccetera.<\/p>\n<p>La frequente destituzione dei presidenti (\u201cvacancia\u201d) \u00e8 il meccanismo che la fazione dominante (il Congresso, storicamente pi\u00f9 legato agli interessi dell\u2019oligarchia finanziaria e mineraria) usa per riaffermare la propria egemonia sull\u2019Esecutivo. In nove anni, sette presidenti sono stati disarcionati mediante la \u201cvacancia\u201d. L\u2019ultimo, Pedro Castillo, il maestro rurale non legato alle cerchie di potere dominanti, \u00e8 ancora in carcere, prima destituito per \u201cincapacit\u00e0 morale\u201d, poi accusato di pesanti reati.<\/p>\n<p>Ora, con la destituzione di Boluarte e in conformit\u00e0 con l\u2019articolo 115 della Costituzione, si attiva la linea di successione presidenziale. Essendo vacanti le cariche di primo e secondo vicepresidente, l\u2019incarico di Capo dello Stato ricade immediatamente sul Presidente del Congresso, il deputato Jos\u00e9 Jer\u00ed. L\u2019assunzione dell\u2019incarico da parte di Jer\u00ed Or\u00e9 avviene dopo che era stata presentata una mozione di sfiducia contro l\u2019Ufficio di Presidenza del Congresso, ma non sono stati raggiunti i voti necessari per l\u2019approvazione di tale richiesta. La gestione di Jer\u00ed Or\u00e9 si \u00e8 caratterizzata per un allineamento politico con le forze predominanti del Parlamento e per diverse controversie che hanno motivato indagini fiscali a suo carico.<\/p>\n<p>Il suo voto come deputato fu a favore della destituzione presidenziale di Pedro Castillo nel dicembre 2022. In seguito, ha mostrato un marcato sostegno all\u2019attuale Esecutivo, venendo segnalato come uno dei parlamentari che hanno appoggiato l\u2019archiviazione delle indagini fiscali contro la presidente Dina Boluarte. \u00c8 stato anche al centro di indagini penali, per sospetta violenza sessuale in complicit\u00e0 di un altro uomo.<\/p>\n<p>L\u2019assemblea plenaria del Congresso ha dibattuto fino a tarda notte quattro mozioni di destituzione promosse da diverse forze politiche che accusavano Boluarte di essere stata incapace di frenare l\u2019ondata di sicariato, estorsioni e violenza criminale che colpisce le regioni del nord e del sud del Paese. La presidente era stata convocata per esercitare la sua difesa davanti al Parlamento, ma, conoscendo dall\u2019interno i meccanismi della \u201cvacancia\u201d, non \u00e8 intervenuta n\u00e9 ha inviato un rappresentante. Chi di \u201cvacancia\u201d colpisce\u2026<\/p>\n<p>Il processo \u00e8 stato promosso da schieramenti che fino a pochi mesi fa sostenevano la sua permanenza, tra cui Fuerza Popular, Alianza para el Progreso, Renovaci\u00f3n Popular, Podemos Per\u00fa, Avanza Pa\u00eds, Acci\u00f3n Popular e Somos Per\u00fa. L\u2019incapacit\u00e0 di Boluarte era stata \u201ctollerata\u201d (il Congresso l\u2019aveva \u201cblindata\u201d sette volte) finch\u00e9 la \u201cusurpadora\u201d era tornata utile per schiacciare le proteste popolari del 2022-2023. Le forze conservatrici l\u2019avevano lasciata al suo posto nonostante le indagini fiscali per i casi Rolex, chirurgia estetica e le morti durante le proteste. Ora, per\u00f2, la votazione per destituirla ha superato ampiamente gli 87 voti richiesti dalla legge, segnando una rottura definitiva tra l\u2019Esecutivo e le forze politiche che sostenevano il regime.<\/p>\n<p>Nel testo della mozione si argomenta che Boluarte non ha adottato misure efficaci n\u00e9 politiche pubbliche chiare per frenare la criminalit\u00e0, il che avrebbe configurato una condotta \u201comissiva\u201d \u00e8 bocciata dalla popolazione\u201d (l\u2019indice di gradimento di Bouluarte era gi\u00e0 da tempo ai minimi termini). \u201cLa situazione di estorsione, sicariato e criminalit\u00e0 ha raggiunto livelli allarmanti\u201d, segnala il documento approvato nell\u2019emiciclo.<\/p>\n<p>L\u2019incapacit\u00e0 di Boluarte di stabilizzare il paese a fronte della crescente ondata di criminalit\u00e0 organizzata e di proteste popolari non garantiva la continuazione indisturbata dell\u2019accumulazione capitalista indisturbata. E, infatti, dopo aver assunto la Presidenza della Repubblica, l\u2019esponente di Somos Per\u00fa ha assicurato che dichiarer\u00e0 guerra alla delinquenza. Al contempo, si \u00e8 riferito alla \u201cGenerazione Z\u201d e ha detto che \u201cmostrer\u00e0 loro che ci saranno cambiamenti nel paese\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019assunzione del potere da parte di figure allineate con il Congresso e la loro promessa di \u201ccambiamenti\u201d per calmare i giovani che protestano sono tentativi di canalizzare il malcontento sociale senza affrontare le radici economiche della crisi strutturale (sfruttamento e disuguaglianza), che muovono le ripetute crisi istituzionali, a colpi di \u201cvacancia\u201d.<\/p>\n<p>CILE, NESSUNA GIUSTIZIA PER I MAPUCHE<\/p>\n<p>Mentre l\u2019America latina progressista ha celebrato la giornata della resistenza indigena, il 12 ottobre, nel Cile che si prepara alle elezioni del 16 novembre, cinque prigionieri politici Mapuche proseguono lo sciopero della fame iniziato l\u20198 settembre scorso, e denunciano il razzismo nel sistema giudiziario cileno. Protestano per le numerose irregolarit\u00e0 che hanno segnato il processo giudiziario contro di loro.<\/p>\n<p>Si tratta del Caso Quilleco, in cui Jos\u00e9 Lienqueo, Oscar Ca\u00f1upan, Roberto Garling, Basti\u00e1n Llaitul e Axel Campos affrontano accuse pesanti, che non sono state debitamente provate, n\u00e9 tanto meno discusse in un tribunale in condizioni minime di giustizia. Dopo quasi due anni di custodia cautelare senza sentenza, i comuneros denunciano un sistema di criminalizzazione politica, discriminazione istituzionale e negazione dei diritti fondamentali, fra i quali: la negazione sistematica della presenza fisica degli imputati in aula, nonostante questo sia un diritto garantito dalla Costituzione cilena e dalla Convenzione 169 dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL); la restrizione della partecipazione di familiari e autorit\u00e0 tradizionali Mapuche, in violazione al diritto a un giudizio pubblico e culturalmente pertinente.<\/p>\n<p>Il processo, che era programmato per il 14 ottobre 2025, \u00e8 stato arbitrariamente rinviato a febbraio 2026, una data che supera ampiamente il limite legale di due anni per mantenere una persona in custodia cautelare senza condanna.<\/p>\n<p>Intanto, Karina Riquelme, l\u2019avvocata della famiglia della difensora ambientale Mapuche Julia Chu\u00f1il, ha affermato che esiste un\u2019intercettazione telefonica autorizzata in cui il proprietario della tenuta dove la donna \u00e8 stata vista l\u2019ultima volta rivela che fu \u201cbruciata\u201d. In una conferenza stampa, la parte querelante ha segnalato di aver avuto accesso alla registrazione attraverso la piattaforma della Procura in Linea, sistema dal quale, successivamente, ha denunciato di essere stata bloccata. Secondo la sua famiglia, Chu\u00f1il \u00e8 stata vista l\u2019ultima volta l\u20198 novembre 2024 nel settore Huichaco del comune di M\u00e1fil, Regione di Los R\u00edos, in circostanze sospette e dopo aver ricevuto molteplici minacce.<\/p>\n<p>Sempre in Cile, \u00e8 pronto per essere convertito in legge dall\u2019Esecutivo il progetto \u2013 approvato dal Parlamento -, che introduce la qualificazione giuridica di \u201cAssente per Scomparsa Forzata\u201d e crea un registro speciale per queste persone, avanzando nell\u2019approvazione di una misura attesa dai familiari delle vittime della dittatura e dalle organizzazioni per i diritti umani. Durante la sua discussione al Senato, sono state apportate modifiche al testo, eliminando la norma che conferiva alla Sottosegreteria dei Diritti Umani la facolt\u00e0 di emettere risoluzioni di riconoscimento giuridico e ritirando il meccanismo standardizzato che regolava tale processo. A tal proposito, Jaime Gajardo, ministro dei Diritti Umani, ha indicato che \u201c1.469 persone sono state vittime della sparizione forzata durante la dittatura militare e di quelle 1.496 persone abbiamo ancora 1.162 persone senza localizzare la loro sorte\u201d.<br \/>\n*(Geraldina Colotti &#8211; Scrittrice nonch\u00e9 analista internazionale e direttrice della versione italiana di \u201cLe Monde diplomatique\u201d)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Manovra militare, e le banche decidono come tassarsi. 02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Schlein contro Meloni: \u00abLa libert\u00e0 in Italia a rischio <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52742\" title=\"n\u00b041 \u2013 18\/10\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-52742","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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