{"id":52636,"date":"2025-10-05T09:26:57","date_gmt":"2025-10-05T09:26:57","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52636"},"modified":"2025-10-05T18:00:12","modified_gmt":"2025-10-05T18:00:12","slug":"n39-04-ottobre-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52636","title":{"rendered":"n\u00b039 \u2013 04-10-25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Andrea Fabozzi: * L\u2019umanit\u00e0 fuori dall\u2019angolo. C&#8217;\u00e8 una strada \u00c8 un paese reattivo e vitale quello che sciopera in solidariet\u00e0 con Gaza<br \/>\n02 &#8211; Giuliano Santoro*: Un movimento eclettico e spiazzante &#8211; Non si arresta La mobilitazione permanente di questi giorni e una nuova composizione in piazza. Non funzioneranno le operazioni egemoniche, ma occorre pi\u00f9 organizzazione.<br \/>\n03 &#8211; Lorenzo D&#8217;Agostino*: Derisi, picchiati, senz\u2019acqua. Due giorni in cella in Israele &#8211; Assalto nel buio Il racconto del collaboratore del Il Manifesto, Lorenzo D\u2019Agostino, catturato sulla Sumud Flotilla.<br \/>\n04 &#8211; Andrea Carugati*: \u00abNelle carceri di Israele le scene di Bolzaneto (**)\u00bb Flotilla I quattro parlamentari di Pd, Avs e M5S rientrati in Italia: \u00abCi hanno chiamato terroristi, senza acqua e al gelo e privi di assistenza legale. Preoccupati per i 15 italiani ancora detenuti, serve una forte pressione diplomatica\u00bb. \u00abMeloni? Non ci ha neppure chiamati\u00bb. La portavoce Delia annuncia due esposti alla procura di Roma per sequestro di persona.<br \/>\n05 &#8211; Sar\u00e0 un mese particolarmente denso di appuntamenti europei quello di ottobre. (*)<br \/>\n06 &#8211; Trump impone nuovi dazi. Cina: stop acquisti soia Usa fino a revoca. Trump annuncia dazi dal 1\u00b0 ottobre su farmaci al 100% (ma nella Ue resteranno al 15%), mobili da cucina e bagno al 50% e camion al 25%. La Cina \u00e8 il maggiore acquirente mondiale di soia statunitense.<br \/>\nI punti chiave<br \/>\n07 &#8211; Barbara Weisz*: a &#8211; Le anticipazioni di Governo sulla Manovra 2026 nel DPFP . B &#8211; lavoro: le richieste sindacali per la legge di bilancio 2026.<br \/>\n08 &#8211; Paolo Rodari*: Il poverello di Assisi \u00abriformista\u00bb. Palazzo Chigi Nel suo intervento ad Assisi, Giorgia Meloni ha definito San Francesco \u00abun riformatore, non un rivoluzionario\u00bb. Una frase rassicurante, forse utile alla narrazione politica, ma storicamente e spiritualmente discutibile.<br \/>\n(Ndr, quando il potere usa i santi tempi duri si prospettano al paese)<br \/>\n09 &#8211; Andrea Carugati*: Meloni usa San Francesco: \u00abUOMO DI PACE MAI ESTREMISTA\u00bb LA PREMIER CONTESTATA CHIEDE DI \u00abCAPIRE LE RAGIONI DEGLI ALTRI\u00bb. POI ATTACCA LE PIAZZE PER GAZA.<br \/>\n10 &#8211; Silvio Messinetti*: Calabria, morire in attesa dell\u2019ambulanza &#8211; Sanit\u00e0 Serafino Congi e Carlotta La Croce, due casi che hanno scosso la regione. Il governatore uscente (ricandidato) evita il tema ma le procure indagano:<br \/>\n11 &#8211; Paolo Di Marco *: Kirk, bufale e boomerang. Ci risiamo! Continuano a prenderci per idioti\u2026<br \/>\n12 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Non solo generale, ma generalizzato: \u00e8 di nuovo sciopero<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Andrea Fabozzi: * L\u2019UMANIT\u00c0 FUORI DALL\u2019ANGOLO. C&#8217;\u00c8 UNA STRADA \u00c8 UN PAESE REATTIVO E VITALE QUELLO CHE SCIOPERA IN SOLIDARIET\u00c0 CON GAZA<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 vero, non pu\u00f2 essere un corteo a duemila e pi\u00f9 chilometri da Gaza, per quanto immenso, a interrompere il genocidio che l\u00ec si consuma da due anni. Ma proprio perch\u00e9 sono passati due anni, sappiamo che senza il protagonismo dei cittadini, senza una sollevazione forte ed evidente delle opinioni pubbliche mondiali la pulizia etnica dei palestinesi continuer\u00e0 identica a se stessa. E rester\u00e0 aperto quel baratro nel quale sta cadendo un bel pezzo della nostra umanit\u00e0, non solo la Palestina.<br \/>\nI governi, in prima fila il nostro, lasciano fare il \u00ablavoro sporco\u00bb a Netanyahu. Con le azioni \u2013 continuano lo scambio civile e militare con Israele, scelgono di non riconoscere lo stato di Palestina \u2013 e le omissioni \u2013 non interrompono gli accordi di collaborazione, restano acquiescenti persino di fronte all\u2019arresto illegale e alla tortura dei connazionali imbarcati sulla Flotilla (e fortuna che il nostro Lorenzo D\u2019Agostino ora pu\u00f2 raccontarlo). Dunque cittadine e cittadini restano l\u2019unica speranza per imporre una svolta, fosse anche solo per l\u2019opportunismo dei governanti. E se questa speranza nel nostro paese ha tardato a manifestarsi pi\u00f9 che altrove, adesso conquista l\u2019attenzione del mondo. Per giorni ha riempito le piazze in un crescendo, una mobilitazione permanente di cui da decenni si erano perse le tracce, fino al corteo di ieri di Roma. Ma corteo non rende l\u2019idea di quanto la citt\u00e0 sia stata invasa, anche fuori dai percorsi programmati, da centinaia e centinaia di migliaia di persone arrivate da ovunque. Una massa con le dimensioni di quelle che cambiano, se non ancora la storia, certamente la prospettiva con cui guardare alla cronaca.<br \/>\n\u00c8 un paese reattivo e vitale quello che sciopera in solidariet\u00e0, che non si stanca di scendere in strada, che riempie le facciate di bandiere della Palestina. Non ce la fa (pi\u00f9) a voltarsi dall\u2019altra parte e non accetta che un colossale tradimento dell\u2019umanit\u00e0 possa continuare cos\u00ec a lungo in suo nome o con la sua distrazione.<br \/>\nE non \u00e8 l\u2019importanza della giornata di ieri \u2013 e di tutte le precedenti giornate dal 22 di settembre \u2013 a sfuggire al governo, al contrario \u00e8 il governo che fugge dalla realt\u00e0 provando a raccontare le piazze come adunate di violenti. Gonfiare qualche stupido episodio che vale quanto quelli di una domenica allo stadio (bench\u00e9 frutto di una rabbia assai pi\u00f9 leggibile) \u00e8 il solito scontato tentativo di nascondere, con l\u2019aiuto dell\u2019informazione amica, la portata di una manifestazione che evidentemente fa paura.<br \/>\nEd \u00e8 giusto che faccia paura al governo. Perch\u00e9 le strade stracolme di Roma dimostrano come Meloni si trovi adesso in un angolo lontanissimo dal sentimento popolare. Dove si \u00e8 messa da sola. La modalit\u00e0 unica che la premier ha di reagire a qualsiasi fatto non combaci con la sua propaganda, lo sperimentato vittimismo aggressivo, \u00e8 clamorosamente inadatta quando si tratta di affrontare l\u2019immenso orrore di Gaza che tutti vedono. Nessuno pu\u00f2 credere veramente che i milioni di persone che in questi giorni hanno manifestato lo abbiano fatto per avere un giorno in pi\u00f9 di vacanza o che in fondo \u00abse ne fregano\u00bb dei palestinesi o della sorte della Flotilla, perch\u00e9 sono solo estremisti e violenti. Prigioniera ormai di questo inverosimile racconto, Meloni non pu\u00f2 pi\u00f9 tentare di riposizionarsi. Per cui se il movimento durer\u00e0 non \u00e8 difficile prevedere che la metter\u00e0 seriamente in difficolt\u00e0.<br \/>\nDopo la giornata di ieri proprio questo bisogna chiedersi, quanto a lungo sar\u00e0 in campo questa mobilitazione. Servir\u00e0 tempo per capirlo, ma intanto Roma ha dimostrato che la bandiera della Palestina sventola per tanto altro oltre alla tenace volont\u00e0 di restare umani di fronte al genocidio. C\u2019\u00e8 un destino apparecchiato di sopraffazione, riarmo, guerra e devastazione ambientale. Ma c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra strada.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Andrea Fabozzi &#8211; Cronista parlamentare, al manifesto dal 2001, insegnante di giornalismo a Unisob dal 2010. \u00c8 direttore del manifesto dal 2023.)<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Giuliano Santoro*: UN MOVIMENTO ECLETTICO E SPIAZZANTE &#8211; NON SI ARRESTA LA MOBILITAZIONE PERMANENTE DI QUESTI GIORNI E UNA NUOVA COMPOSIZIONE IN PIAZZA. NON FUNZIONERANNO LE OPERAZIONI EGEMONICHE, MA OCCORRE PI\u00d9 ORGANIZZAZIONE.<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di due milioni di persone in piazza, i flussi produttivi bloccati, l\u2019agenda politica costretta a inseguire. Lo sciopero generale, parola quasi vintage che consideravamo legata al mito novecentesco, ritrova senso in una giornata di inizio autunno che contiene diverse indicazioni, pi\u00f9 di qualche promessa e alcune domande aperte. Si far\u00e0, come \u00e8 inevitabile e giusto che sia, un bilancio di questo movimento per Gaza e la Flotilla, delle sue forme organizzative, delle scelte estetiche, della composizione di classe e delle componenti generazionali. La verit\u00e0 \u00e8 che questi livelli si intrecciano ora pi\u00f9 che mai, perch\u00e9 \u00e8 difficile discernere tra collocazione produttiva e attitudine comunicativa, tra dati anagrafici e metodi di coordinamento.<br \/>\nOGNI MOVIMENTO ha un suo rapporto col tempo e col passato. L\u2019altro giorno, ad esempio, parlando in conferenza stampa alla camera, lo storico esponente dei Cobas Vincenzo Miliucci si \u00e8 trovato assieme a Guido Lutrario di Usb e a Maurizio Landini della Cgil a parlare di questo sciopero generale. Di per s\u00e9 la fotografia rappresentava un evento. Ma bisognava ascoltarlo, Miliucci. Bisognava sentire uno che viene da via dei Volsci, che ha visto da vicino gli attentati dinamitardi filoisraeliani a Radio Onda Rossa (era il 1982) e vissuto gli alti e bassi dell\u2019appoggio alla causa palestinese, citare il socialista Gino Giugni sul diritto di sciopero e papa Bergoglio sulla terza guerra mondiale a pezzi. Ci\u00f2 serve a capire la natura eclettica di queste giornate. Ulteriore segnale: se fai notare a uno dei giovanissimi che gli eredi di quelli che mezzo secolo fa cacciarono Lama dalla Sapienza hanno fatto uno sciopero generale con i discendenti di Lama, questo ti guarda come se stai parlando delle guerre puniche. Tuttavia, chi ha i capelli bianchi, chi c\u2019era fin dalla prima intifada, constata con soddisfazione che dopo anni le piazze sono finalmente piene perch\u00e9 i giovani sovrastano i vecchi.<br \/>\nA PROPOSITO di generazioni che si accavallano, nel tentativo di trovare un precedente in molti richiamano alle mobilitazioni contro la guerra in Vietnam. Le analogie sono suggestive, a partire dall\u2019incontro tra lavoratori e studenti attorno a un tema legato alla solidariet\u00e0 internazionalista. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una differenza sostanziale, che introduce un altro elemento utile a capire cosa accade. Il Vietnam suscitava entusiasmi perch\u00e9 la vittoria era percepita, cosa che effettivamente accadde, come a portata di mano. In questo caso, ci si batte per una causa che parrebbe perduta in partenza. Se la bandiera del Vietnam era il simbolo della rivoluzione che contagiava l\u2019intero pianeta, quella della Palestina \u00e8 il simbolo delle vittime che cercano disperatamente di sopravvivere. La sumud, la persistenza tenace, non \u00e8 la ricerca del grande balzo in avanti che interrompe il corso lineare della storia. \u00c8 la tignosa affermazione della vita e della lotta. Collocata nei contesti metropolitani, nella prospettiva no future dei figli della generazione precaria resi ancora pi\u00f9 precari dal collasso climatico e dalla guerra, questa tenacia indica una strada: la mobilitazione permanente e i cortei che si succedono senza sosta che avevamo visto nelle lotte francesi degli scorsi anni.<br \/>\nIN ITALIA la temporalit\u00e0 delle piazze \u00e8 storicamente scandita dalla forma \u00abcorteo nazionale\u00bb, oggetto di attesa spasmodica e appuntamento ciclico nel corso del quale regolare i conti e misurare i rapporti di forza. Invece, le piazze di cui parliamo, i quattro giorni di mobilitazione, sono luoghi da abitare in forma quasi permanente, luoghi del conflitto e della convivialit\u00e0. Le maree che invadono le citt\u00e0 le avevamo viste di recente con le fiammate del movimento transfemminista Non una di meno o con l\u2019insorgenza ambientalista dei Friday for future. Qui tuttavia coesistono le tante anime e l\u2019unit\u00e0 di intenti, le articolazioni delle sigle e il macro-contenitore: diverse soggettivit\u00e0 sotto una bandiera. Che ha scoperto man mano di avere un nemico nel governo Meloni, destinatario di slogan crescenti. L\u2019esecutivo fino a poche settimane fa era percepito come il comprimario del villain, il piccoletto in cattiva fede che sghignazza accanto al cattivo pi\u00f9 grosso. La presidente del consiglio sarebbe rimasta in quella posizione di comodo se non avesse tirato fuori antichi traumi della destra contro i movimenti di massa, per dileggiare e lanciare segnali di disprezzo a milioni di italiani. Non \u00e8 difficile capire il motivo: in poco tempo l\u2019equipaggio di terra della Flotilla ha rianimato lo strumento dello sciopero, spazzato via le paure generate dal decreto sicurezza, messo in difensiva Meloni sul terreno della politica estera, quello sul quale si sentiva pi\u00f9 sicura.<br \/>\nPER RIEMPIRE l\u2019interminabile vuoto dei movimenti italiani c\u2019\u00e8 voluto un collante che \u00e8 costituito da un fattore complesso, sfuggente, ma decisivo: la credibilit\u00e0. Ci voleva un esempio pratico, 400 uomini donne da ogni parte del mondo su 40 barche in mezzo al mare, per costruire una cornice che tenesse insieme la goccia che scava nella vita quotidiana dell\u2019everyday politics e la potenza degli scenari globali. \u00c8 una dimensione tipica delle lotte single issue ma capace di inglobare tantissime vertenze. Qui si colloca un movimento plurale che non pu\u00f2 essere mortificato da tentativi egemonici. E che tuttavia ha la necessit\u00e0 di non illudersi che basti la spontanea indignazione per tenere botta nei prossimi tempi.<br \/>\n*(Giuliano Santoro \u2013giornalista, \u00e8 arrivato al manifesto occupandosi di politica al tempo della crisi della rappresentanza.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Lorenzo D&#8217;Agostino*: DERISI, PICCHIATI, SENZ\u2019ACQUA. DUE GIORNI IN CELLA IN ISRAELE &#8211; ASSALTO NEL BUIO IL RACCONTO DEL COLLABORATORE DEL IL MANIFESTO, LORENZO D\u2019AGOSTINO, CATTURATO SULLA SUMUD FLOTILLA.<\/strong><br \/>\n<strong>SIAMO STATI INTERCETTATI ALLE 1.58 DI GIOVED\u00cc. SULLA MIA BARCA, LA HIO, PARTE DELLA MISSIONE DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA, SONO SALITI CINQUE SOLDATI ISRAELIANI, I MITRA SPIANATI CON I LASER PUNTATI SU DI NOI. UN MESE ESATTO DOPO LA PARTENZA DA BARCELLONA.<\/strong><br \/>\nA bordo i militari ci hanno consentito di andare in bagno e di mangiare, di bere e di fumare. Hanno dirottato la barca verso il porto di Ashdod. Siamo rimasti attraccati al molo un paio d\u2019ore. Prima di farci scendere, un soldato ha voluto parlare con il nostro capitano: \u00abMy friend, my friend, listen to me, questa ti piacer\u00e0: quando i nani proiettano ombre lunghe vuol dire che il sole \u00e8 basso\u00bb. \u00c8 l\u2019ultima cosa che ci ha detto.<br \/>\nMENTRE SCENDEVAMO, ho sentito qualcuno dalle altre barche della missione gridare: la polizia sar\u00e0 peggio. Ho toccato piede a terra e, senza nemmeno rendermi conto, un agente mi ha preso il braccio e me lo ha girato dietro la schiena, per farmi pi\u00f9 male possibile. Poi ci hanno fatto mettere seduti sul pavimento, su una spianata di cemento.<\/p>\n<p>GRETA THUNBERG \u00c8 STATA AVVOLTA NELLA BANDIERA ISRAELIANA, COME FOSSE UN TROFEO DI GUERRA. L\u2019HANNO MESSA SEDUTA IN UN ANGOLO, GLI AGENTI LA CIRCONDAVANO E SI SCATTAVANO SELFIE<br \/>\n\u00c8 l\u00ec che hanno raccolto tutti. Poco prima di me, era scesa Greta Thunberg. Una ragazza di ventidue anni, una donna coraggiosa. L\u2019hanno avvolta nella bandiera israeliana, come fosse un trofeo di guerra. L\u2019hanno messa seduta in un angolo, un poliziotto le diceva che quello l\u00ec era uno \u00abspecial place for a special girl\u00bb. Altri agenti le si sono messi intorno e si sono scattati dei selfie con Greta costretta dentro la bandiera.<br \/>\nPoi si sono accaniti contro un\u2019altra ragazza, Hanan. L\u2019hanno obbligata a sedersi davanti alla bandiera israeliana, perch\u00e9 la guardasse. Hanno preso a calci le persone, ci hanno ordinato di piegare la testa, guardare a terra, chi alzava lo sguardo veniva messo in ginocchio. Un attivista pi\u00f9 anziano si \u00e8 urinato addosso. Qualsiasi oggetto richiamasse la Palestina veniva strappato via, preso, buttato a terra e calpestato. Hanno strappato a tutti i braccialetti ai polsi. Una ragazza \u00e8 stata trascinata a terra perch\u00e9 il braccialetto non si rompeva. Non era nemmeno la bandiera palestinese, era quella somala.<br \/>\nSONO RIMASTO sul cemento un paio d\u2019ore, altri molto di pi\u00f9, cinque o sei ore. Hanno chiesto i passaporti degli italiani e ci hanno fatto passare dal controllo immigrazione. L\u00ec mi hanno aperto lo zaino: tutto quello che richiamava la Palestina, veniva preso e buttato nella spazzatura. Nella mia borsa hanno trovato anche una copia del Corano e sono impazziti, come in un cortocircuito: si sono convinti che fossi di fede musulmana e per due ore ogni poliziotto che mi passava davanti mi derideva.<br \/>\nNella trousse, hanno trovato delle salviette umide di colore rosa e mi hanno detto \u00absei una femmina\u00bb, ridevano, si davano pacche sulle spalle. Dopo il controllo di frontiera, ci hanno fatto spogliare, lasciandoci addosso solo le mutande. Abbiamo subito due interrogatori, soltanto in uno dei due era presente un\u2019avvocata. Ci hanno chiesto se volessimo essere deportati, e alla fine l\u2019annuncio: si va in galera. \u00c8 l\u00ec che \u00e8 arrivato Itamar Ben Gvir, il ministro della sicurezza nazionale di Israele. Ci stava aspettando ad Ashdod per assicurarsi che fossimo trattati come terroristi perch\u00e9 pensava che lo fossimo.<br \/>\nCe lo ha urlato, che siamo dei terroristi. Ce l\u2019avevo proprio davanti. Di fronte a lui gli agenti israeliani hanno voluto mostrarsi feroci: ci hanno messo una benda sugli occhi e le fascette di plastica ai polsi, strettissime.<br \/>\nCI HANNO FATTO salire su un blindato, con addosso solo una maglietta leggera: l\u2019aria condizionata era accesa al massimo, era davvero freddo. Nel nostro blindato, c\u2019era un ragazzo scozzese, \u00e8 riuscito a liberarsi delle fascette e con l\u2019aiuto di un italiano, Marco, le ha allentate a tutti. Quando abbiamo visto i compagni scendere dagli altri blindati, avevano le mani viola. Alcuni le fascette le avevano addosso fin dall\u2019intercettazione: si sono fatti tutto il viaggio verso il carcere con le mani legate. Dalle due del mattino alle quattro del pomeriggio.<br \/>\nLA PRIMA NOTTE non ci hanno permesso di dormire: venivano a svegliarci e ci facevano alzare tutti in piedi, oppure usavano gli altoparlanti. La seconda notte ci hanno fatto cambiare le celle. Non ci hanno mai dato acqua minerale, c\u2019era soltanto l\u2019acqua del rubinetto, usciva caldissima. Abbiamo protestato, sbattuto sulle porte di ferro, gridato \u00abPalestina libera\u00bb, cantato \u00abBella Ciao\u00bb.<br \/>\nNella seconda cella con me c\u2019era il vice ministro degli esteri turco dell\u2019epoca di Ahmet Davutoglu. Aveva il braccio rotto, era gonfio. Si \u00e8 fasciato da solo perch\u00e9 non gli hanno dato n\u00e9 fasce n\u00e9 antidolorifici. Le medicine non le hanno date a nessuno, nemmeno a un uomo che soffriva di epilessia. Abbiamo protestato, chiesto un medico. Il secondo giorno \u00e8 arrivata l\u2019assistenza consolare: la console italiana ci ha chiesto se avessimo subito abusi e ci ha detto che, se avessimo firmato la deportazione, ci avrebbero rimandato in Italia il giorno dopo.<br \/>\nMolti si sono convinti a firmare ma non so cosa sia successo a chi non lo ha fatto, ci sono ancora quindici italiani in cella. Io ho firmato: era un documento in cui accettavo di rinunciare al processo e di essere deportato entro settantadue ore. Nessuna ammissione di colpevolezza.<br \/>\nHANNO CONDOTTO nuovi interrogatori. A farci domande era un giudice, senza avvocato. Lo abbiamo chiesto, un legale, hanno risposto che non era necessario, era solo una chiacchierata. Siamo comunque rimasti in silenzio. Io ho soltanto detto di essere un giornalista, nell\u2019esercizio della mia professione, e che non avrei parlato di altro senza un avvocato o assistenza consolare. Mi hanno chiesto perch\u00e9 volessi andare a Gaza, se non sapessi che esisteva un blocco su Gaza. Ad altri hanno fatto altre domande pi\u00f9 \u00abpolitiche\u00bb, chiedevano dei Fratelli musulmani.<br \/>\nLa notte successiva le guardie sono state pi\u00f9 violente. La console italiana era andata via da poco, era venuta a raccogliere altre \u00abfirme\u00bb per la deportazione, quando sono arrivate le forze speciali. Hanno spalancato le celle, ci hanno puntato i fucili addosso con i laser e hanno fatto l\u2019appello. In alcune celle gli hanno aizzato contro i cani. In una cella hanno trovato una scritta, \u00abPalestine\u00bb: l\u2019avevano lasciata i detenuti usando dei pezzetti di peperone avanzato e l\u2019acqua del rubinetto. Per cancellarla, i poliziotti hanno lanciato secchiate di varechina, la notte i prigionieri hanno dormito con i materassi impregnati.<br \/>\nQUELLA NOTTE, per rappresaglia, hanno ridistribuito le celle, eravamo in dieci, siamo diventati quindici, cos\u00ec che non ci fosse posto per tutti. Abbiamo girato i materassi per poter poggiarci sopra tutti la testa. Nella mia cella c\u2019erano Maso Notarianni e un consigliere del Partito democratico della Lombardia, Paolo Romano.<br \/>\nHo avuto la sensazione di trovarmi in un luogo davvero barbaro e speravo davvero che questa barbarie finisse presto.<br \/>\nIeri mattina, molto presto, ci hanno svegliato e ci hanno caricato sullo stesso blindato del viaggio di andata. Immaginavamo ci stessero portando in aeroporto, ma spiavamo comunque i cartelli dalle fessure del blindato, temevamo ci potessero trasferire in un altro centro di detenzione.<br \/>\nIL VIAGGIO \u00e8 durato tre ore, era caldissimo, non si respirava. Abbiamo chiesto dell\u2019acqua, ci hanno detto che ormai eravamo quasi a destinazione. In aeroporto, a Eliat. Ci hanno messo su un aereo, destinazione Istanbul. L\u00ec ci hanno accolto festosi, una propaganda in stile Erdogan: una parlamentare del suo partito ci ha accolto con vestiti nuovi, scarpe per tutti e kefieh. In tarda serata siamo saliti sull\u2019ultimo aereo, direzione Roma.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Lorenzo D\u2019Agostino &#8211; Giornalista investigativo specializzato in politiche di frontiera)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Andrea Carugati*: \u00abNELLE CARCERI DI ISRAELE LE SCENE DI BOLZANETO (**)\u00bb FLOTILLA I QUATTRO PARLAMENTARI DI PD, AVS E M5S RIENTRATI IN ITALIA: \u00abCI HANNO CHIAMATO TERRORISTI, SENZA ACQUA E AL GELO E PRIVI DI ASSISTENZA LEGALE. PREOCCUPATI PER I 15 ITALIANI ANCORA DETENUTI, SERVE UNA FORTE PRESSIONE DIPLOMATICA\u00bb. \u00abMELONI? NON CI HA NEPPURE CHIAMATI\u00bb. LA PORTAVOCE DELIA ANNUNCIA DUE ESPOSTI ALLA PROCURA DI ROMA PER SEQUESTRO DI PERSONA.<\/strong><br \/>\nI Stanchi, impauriti, ma combattivi. I quattro parlamentari italiani della Flotilla si presentano in conferenza stampa con un pensiero fisso: i compagni ancora detenuti nelle carceri israeliane, fuori da ogni diritto (una quindicina dopo il rientro di 26 ieri notte). \u00abIl nostro appello \u00e8 a rilasciare tutti i connazionali detenuti. La pressione diplomatica deve essere molto forte\u00bb, dice Arturo Scotto del Pd. Lo ripetono anche gli altri tre, la dem Annalisa Corrado, Benedetta Scuderi di Avs e Paolo Croatti del M5S.<br \/>\nRaccontano le ore passate nelle mani della polizia di Ben Gvir come un incubo, \u00abci hanno trattato come pacchi postali, nessuno ci ha dato spiegazioni, nessuna possibilit\u00e0 di comunicare con l\u2019esterno, abbiamo avuto difficolt\u00e0 anche ad avere acqua o l\u2019accesso ai servizi igienici\u00bb. Ma ammettono che il loro racconto \u00e8 incompleto, quasi un\u2019autocensura: \u00abCi sono altri ancora detenuti\u00bb. Scotto spiega le ragioni della prudenza: \u00abLa polizia israeliana \u00e8 Ben Gvir e la deriva di quel paese \u00e8 cilena. Alcune scene che abbiamo visto ricordano Bolzaneto, a Genova nel 2001, e i pi\u00f9 vecchi tra di noi lo ricordano bene\u00bb.<br \/>\nLa portavoce italiana del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, ha annunciato due esposti alla procura di Roma da parte della Flotilla: il primo per il sequestro degli attivisti, il secondo per l\u2019attacco subito in acque internazionali circa una settimana fa. \u00abGli attivisti sono stati detenuti illegalmente senza alcuna base giuridica, prelevati dalla Marina militare israeliana senza che avessero commesso alcun reato. Sono stati sequestrati, non arrestati perch\u00e9 l\u2019arresto presuppone un\u2019ipotesi di reato. In prigione sono stati negati i diritti basilari di difesa e la fornitura di beni e servizi fondamentali\u00bb. Per Delia il trattamento sub\u00ecto \u00e8 l\u2019occasione per denunciare \u00abquello che accade da anni ai palestinesi che vengono arrestati e detenuti per anni subendo trattamenti disumani\u00bb.<br \/>\n\u00abSiamo arrivati a 35 miglia da Gaza e non era scontato\u00bb, dice Scotto. \u00abQuelle miglia non abbiamo potuto percorrerle perch\u00e9 i governio europei nion hanno fatto una vera pressione su Netanyahu\u00bb. \u00abMeloni dice che avremmo interferito sul piano di pace? La menzogna pi\u00f9 grave. Lo spiraglio di pace \u00e8 figlio della mobilitazione di milioni di persone nel mondo, non certo dei governi. E un premier non pu\u00f2 sindacare sull\u2019attivit\u00e0 dei parlamentari\u00bb.<\/p>\n<p>I quattro raccontano gli interrogatori, i medicinali buttati, i cellulari e le carte di credito sequestrate. \u00abNon abbiamo potuto decidere nulla, neppure il fatto di essere rispediti per primi in Italia\u00bb, racconta Corrado. \u00abAbbiamo solo ottenuto, dopo un video in cui dicevamo di stare bene, che venisse portata dell\u2019acqua agli altri della Flotilla\u00bb. Niente sonno, gli attivisti sono stati sballottati da un furgone all\u2019altro, tenuti al gelo dell\u2019aria condizionata \u00absenza poter avere neppure una maglia\u00bb, racconta Scuderi. \u00abIsraele sta venendo meno a qualsiasi forma di stato di diritto\u00bb, l\u2019accusa. \u00abPerch\u00e9 il governo italiano tolleri questa situazione va chiesto a Meloni: la premier dandoci degli irresponsabili ha messo in pericolo la nostra incolumit\u00e0\u00bb.<br \/>\n\u00abAttorno a noi c\u2019erano sempre almeno 40 persone armate\u00bb, dice Corrado. \u00abCi hanno chiamato terroristi e ci hanno minacciato\u00bb, spiega Croatti, \u00absole le piazze ci hanno protetto\u00bb. Il personale dell\u2019ambasciata italiana si \u00e8 palesato all\u2019aeroporto, poco prima del volo di rientro. Poi gli insulti dei cittadini israeliani nello scalo e durante il volo verso Roma. \u00abCi facevano il dito medio, ci insultavano\u00bb, dice Corrado. \u00abMa gli assistenti di volo ci hanno portato dei taralli e qualcuno, in aereo, ha detto agli altri di smetterla\u00bb. Quanto agli aiuti sulle barche, \u00absono stati sequestrati dai militari, non abbiamo idea di dove siano finiti\u00bb. Dopo il rientro, la premier non li ha chiamati. \u00abCrosetto per\u00f2 \u00e8 sempre stato in contatto con noi e lo ringraziamo\u00bb, dice Scotto.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Andrea Carugati \u2013 Giornalista professionista, fotografo, autore di libri, produttore cinema e tv. Ho lavorato per ANSA per oltre vent&#8217;anni in qualit\u00e0 prima di redattore.)<br \/>\n**(Bolzaneto \u00e8 un quartiere di Genova, storicamente noto per essere stato al centro di un grave evento di violenza e maltrattamento ai danni di manifestanti durante il G8 del 2001, avvenuto nella caserma dei Carabinieri locale. Questo evento \u00e8 tristemente noto come lo &#8220;Stato di reclusione a Bolzaneto&#8221; e ha portato alla condanna di alcuni pubblici ufficiali. Governo di destra)<\/p>\n<p>05 &#8211; SAR\u00c0 UN MESE PARTICOLARMENTE DENSO DI APPUNTAMENTI EUROPEI QUELLO DI OTTOBRE. (*)<br \/>\nAl di l\u00e0 delle elezioni nazionali previste in Olanda e in Repubblica Ceca, le prossime settimane saranno segnate da due vertici europei e da due mozioni di sfiducia nei confronti della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L\u2019establishment europeo \u00e8 drammaticamente in bilico tra la consapevolezza di quanto l\u2019Unione sia ormai indispensabile in un mondo in grave sconvolgimento e la perdurante tentazione di perseguire la via nazionale, spesso ritenuta pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 rassicurante.<br \/>\nNel vertice di mercoled\u00ec a Copenaghen, i capi di Stato e di governo discuteranno di difesa, e in concreto del nuovo muro anti-droni diventato urgente mentre non passa quasi giorno senza che velivoli manovrati da terra o da nave sorvolino pericolosamente il territorio comunitario. C\u2019\u00e8 chi crede che la nuova barriera si presti a una collaborazione tra i Ventisette, tenuto conto che lo spazio aereo \u00e8 senza confini e quindi bene comune.<br \/>\nLa vulnerabilit\u00e0 dei Paesi membri presi singolarmente salta agli occhi e potrebbe indurre a nuova unit\u00e0. In ultima analisi, maggiore coesione tra i Ventisette potrebbe forse aiutare la stessa presidente von der Leyen, la cui gestione \u00e8 criticata insistentemente e da pi\u00f9 parti.<br \/>\n(*) ndr<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; TRUMP IMPONE NUOVI DAZI. CINA: STOP ACQUISTI SOIA USA FINO A REVOCA. TRUMP ANNUNCIA DAZI DAL 1\u00b0 OTTOBRE SU FARMACI AL 100% (MA NELLA UE RESTERANNO AL 15%), MOBILI DA CUCINA E BAGNO AL 50% E CAMION AL 25%. LA CINA \u00c8 IL MAGGIORE ACQUIRENTE MONDIALE DI SOIA STATUNITENSE.<\/strong><br \/>\nI punti chiave<br \/>\nUE: \u00abSU FARMACI LIMITE 15% A DAZI \u00c8 POLIZZA ASSICURATIVA\u00bb<br \/>\nLE TARIFFE FARMACEUTICHE AL 100% NON SI APPLICHERANNO A UE E GIAPPONE<br \/>\nCINA SOSPENDE ACQUISTI SOIA USA FINO A REVOCA DAZI<br \/>\nNuova raffica di dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump, in vigore dal primo ottobre. Scatteranno dazi al 50% per i mobili da cucina, da bagno e prodotti correlati. La decisione \u00e8 stata presa, sostiene Trump, perch\u00e9 gli Stati Uniti sono \u00abinondati da questi prodotti che arrivano da altri paesi. \u00c8 ingiusto e dobbiamo proteggere, per motivi di sicurezza nazionale, il processo manifatturiero\u00bb.<br \/>\nColpiti anche i farmaci: \u00abImporremo dazi al 100% su qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che un\u2019azienda non stia costruendo il proprio stabilimento di produzione farmaceutica in America\u00bb, annuncia il presidente Usa sul suo social Truth, precisando che \u00abla costruzione sar\u00e0 definita come un cantiere in fase di avvio e\/o di costruzione. Pertanto, non ci saranno dazi su questi prodotti farmaceutici se la costruzione \u00e8 iniziata\u00bb.<\/p>\n<p>TERZA MISURA DECISA DAL PRESIDENTE USA: DAZI AL 25% SULLE IMPORTAZIONI DI CAMION PESANTI NEGLI STATI UNITI LA DECISIONE \u00c8 DETTATA DALLA NECESSIT\u00c0 DI PROTEGGERE I \u00abNOSTRI PRODUTTORI\u00bb, SCRIVE SEMPRE SU<br \/>\nUE: \u00abSU FARMACI LIMITE 15% A DAZI \u00c8 POLIZZA ASSICURATIVA\u00bb<br \/>\n\u00abIl limite tariffario globale del 15% per le esportazioni dell\u2019Ue\u00bb inserito nell\u2019accordo quadro su prodotti farmaceutici, legname e semiconduttori \u00abrappresenta una polizza assicurativa che garantisce agli operatori economici Ue che non saranno applicate tariffe pi\u00f9 elevate. L\u2019Ue e gli Stati Uniti continuano a impegnarsi per attuare gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta, esplorando al contempo ulteriori settori per le esenzioni e una pi\u00f9 ampia cooperazione\u00bb, sottolinea il portavoce della Commissione Ue Olof Gill, commentando l\u2019annuncio di Trump sui nuovi farmaci nel caso in cui la produzione non avvenga in Usa.<\/p>\n<p>LE TARIFFE FARMACEUTICHE AL 100% NON SI APPLICHERANNO A UE E GIAPPONE<br \/>\nPoco dopo il commento Ue \u00e8 arrivata la conferma da parte di un funzionario della Casa Bianca: i nuovi dazi sulle importazioni di prodotti farmaceutici imposti dal presidente Donald Trump non si applicheranno ai paesi con accordi negoziati con gli Stati Uniti che contengono disposizioni sui farmaci, garantendo il sollievo promesso a economie come l\u2019Unione Europea e il Giappone.<br \/>\nSecondo i termini dell\u2019accordo quadro, i dazi sui prodotti farmaceutici provenienti dall\u2019UE saranno limitati al 15%, ha affermato il funzionario. Anche ai farmaci giapponesi verr\u00e0 applicata la tariffa stabilita nel patto, ha aggiunto il funzionario. In dettaglio, nella dichiarazione congiunta USA-Giappone si afferma che le aliquote tariffarie americane sui farmaci e sui semiconduttori giapponesi non dovrebbero superare quelle applicate ad altri paesi, tra cui l\u2019UE.<br \/>\nTrump ha dichiarato gioved\u00ec che gli Stati Uniti imporranno una tariffa del 100% \u201csu qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che una societ\u00e0 NON COSTRUISCA il proprio impianto di produzione farmaceutica in America,\u201d definita come \u201cin fase di avvio e\/o in costruzione.\u201d Non verr\u00e0 applicata alcuna tariffa \u201cse la costruzione \u00e8 iniziata\u201d, ha scritto il presidente sui social media.<br \/>\nL\u2019annuncio improvviso non includeva altri dettagli, lasciando alcune capitali straniere a chiedersi se i loro accordi con Washington si applicassero ancora alle nuove tariffe farmaceutiche. Se un\u2019azienda annuncia che costruir\u00e0 uno stabilimento negli Stati Uniti, i suoi prodotti saranno esentati mentre il Dipartimento del Commercio esamina l\u2019annuncio e conduce un processo di approvazione, ha affermato il funzionario.<br \/>\nRecentemente l\u2019amministrazione Trump ha adottato altre misure per attuare l\u2019intesa commerciale dell\u2019UE. All\u2019inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno tagliato i dazi sulle auto al 15%, passando dal 25% in su rispetto alle tariffe esistenti.<\/p>\n<p>CINA SOSPENDE ACQUISTI SOIA USA FINO A REVOCA DAZI<br \/>\nGli Stati Uniti dovrebbero revocare i dazi \u201cirragionevoli\u201d e creare le condizioni per un maggiore commercio bilaterale, ha dichiarato il ministero del Commercio cinese ai media americani, per consentire a Pechino di riprendere gli acquisti di soia dagli Stati Uniti.<br \/>\nDopo la ritirata della coalizione occidentale nel 2021 e il ritorno del Talebani al potere, l\u2019Afghanistan sembra tornato al Medioevo, mentre i segni e le rovine della lunga guerra sono dappertutto. In&#8230;<br \/>\n\u201cPer quanto riguarda il commercio di soia, gli Stati Uniti dovrebbero adottare misure proattive per rimuovere i dazi doganali irragionevoli, creare le condizioni per espandere il commercio bilaterale e infondere maggiore stabilit\u00e0 e certezza nello sviluppo economico globale\u201d, ha dichiarato il portavoce del ministero, He Yadong. La Cina \u00e8 il maggiore acquirente mondiale di soia statunitense.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Barbara Weisz*: A &#8211; LE ANTICIPAZIONI DI GOVERNO SULLA MANOVRA 2026 NEL DPFP . B &#8211; LAVORO: LE RICHIESTE SINDACALI PER LA LEGGE DI BILANCIO 2026.<\/strong><\/p>\n<p>A &#8211; CON IL DPFB DIVENTANO UFFICIALI I NUMERI PER IMPOSTARE LA MANOVRA 2026 E NEL COMMENTO DEL MEF SI DELINEANO LE PRIME MISURE DI SOSTEGNO A FAMIGLIE E IMPRESE.<\/p>\n<p>Il ministero dell\u2019Economia fornisce i primi dettagli ufficiali sul modo in cui il Governo sta predisponendo la Manovra 2026, dopo l\u2019approvazione del Documento programmatico di finanza pubblica, che non presenta sorprese rispetto alle anticipazioni: taglio delle tasse al ceto medio, eventualmente altri interventi a sostegno del reddito dei lavoratori, misure di stimolo agli investimenti delle imprese, strumenti di conciliazione vita-lavoro, rifinanziamento del fondo sanitario nazionale.<br \/>\nIl dato pi\u00f9 positivo \u00e8 quello relativo al deficit, che nel 2025 torna al 3% delineando uno scenario<br \/>\nd\u2019uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Quello invece meno confortante riguarda la crescita rivista al ribasso di un decimo di punto sia per quest\u2019anno (+0,5%) sia per il 2026 (+0,7%). (?)<br \/>\nNon si attende quindi un impatto particolarmente espansivo delle misure che saranno inserite in questa Legge di Bilancio, che pure promette di fare passi avanti sulla riforma fiscale riducendo le tasse al ceto medio e contenendo \u2013 come anticipato dal MEF \u2013 nuovi incentivi anche per le imprese.<\/p>\n<p>Indice<br \/>\n1. IL DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA DEL MEF<br \/>\n2. LE MISURE FISCALI ATTESE IN MANOVRA 2026<br \/>\n3. LE NOVIT\u00c0 2026 PER IL LAVORO E LE IMPRESE<br \/>\n4. I PRIMI STANZIAMENTI CERTI<\/p>\n<p>IL DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA DEL MEF<br \/>\nCrescita economica: le nuove stime e l&#8217;impatto sulla Manovra 20262 ottobre 2025.<br \/>\nVediamo innanzitutto i numeri contenuti nel documento approvato dal Consiglio dei Ministri. Quest\u2019anno, come detto, crescita dello 0,5% e deficit al 3%, che \u00e8 il tetto massimo previsto dalle regole comunitarie. Nel 2026, incremento del prodotto interno loro pari allo 0,7% e deficit al 2,8%. La curva della crescita resta debole nei due anni successivo, con incrementi limitati a un decimo di punto: +0,8% nel 2027 e +0,9% nel 2028. Il deficit invece nel 2028 si porta al 2,3% del PIL, un livello sensibilmente al di sotto del 3% che rappresenta il limite del patto di stabilit\u00e0 europeo.<br \/>\nSono numeri che indicano finanze pubbliche relativamente in salute e che, in mancanza di nuovi scossoni, dovrebbero produrre la fuoriuscita della procedura di infrazione UE, lasciando quindi maggiori margini di manovra in termini di politiche economiche. Su questo decider\u00e0 Bruxelles, nei primi mesi del 2026, quando analizzer\u00e0 i bilanci dei paesi membri UE.<\/p>\n<p>LE MISURE FISCALI ATTESE IN MANOVRA 2026<br \/>\nSono anche i contorni all\u2019interno dei quali il Governo si muover\u00e0 nel mettere a punto le misure da inserire in Legge di Bilancio. Ci sono ancora circa due settimane di tempo prima dell\u2019ufficialit\u00e0, visto che l\u2019Esecutivo tendenzialmente approva la manovra intorno a met\u00e0 ottobre. Le indicazioni fornite dal Mef si concentrano su misure che evidentemente si possono dare per certe.<br \/>\nCon la manovra si dar\u00e0 luogo a una ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l\u2019incidenza del carico sui redditi da lavoro.<br \/>\nLo si legge nel comunicato stampa del Ministero dell\u2019Economia e Finanze a margine dell\u2019approvazione del DPFP.<br \/>\nIl pacchetto fiscale in Legge di Bilancio: Rottamazione, taglio IRPEF e aiuti alle famiglie2 ottobre 2025Il riferimento \u00e8 con ogni probabilit\u00e0 attribuibile alla riduzione dell\u2019aliquota fiscale, dal 35 al 33%, sul secondo scaglione IRPEF. Si era ipotizzato che questa misura potesse essere accompagnata da un allargamento della platea ricompresa in questo scaglione da 50mila fino a 60mila euro ma negli ultimi giorni questo secondo passaggio \u00e8 diventato pi\u00f9 incerto.<br \/>\nNon ci sono invece nuovi elementi sulle misure in tema di agevolazioni edilizie: qui le attese si concentrano sulla possibilit\u00e0 di prorogare l\u2019aliquota al 50% sulle ristrutturazioni e sugli interventi di riqualificazione energetica della prima casa. Da sottolineare la mancanza di riferimenti nel comunicato ufficiale del MEF ad ipotesi di Rottamazione quinquies. Non significa necessariamente che il progetto sia stato accantonato, ma va ricordata la tradizionale prudenza del ministero dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti su questo punto.<br \/>\n=&gt; Taglio IRPEF e rottamazione in Manovra 2026: Giorgetti prudente<\/p>\n<p>LE NOVIT\u00c0 2026 PER IL LAVORO E LE IMPRESE<br \/>\nLe novit\u00e0 per il lavoro dipendente in Manovra 202630 settembre 2025.<br \/>\nAttese anche altre forme di sostegno ai redditi da lavoro dipendente. L\u2019esecutivo Meloni conferma la volont\u00e0 di proseguire nel percorso di sostegno della natalit\u00e0 e della conciliazione vita-lavoro. Sul primo fronte potrebbero esserci novit\u00e0 di carattere fiscale, sul secondo disposizioni in ambito welfare.<br \/>\nSaranno previste anche \u00abspecifiche misure volte a stimolare gli investimenti delle imprese e a garantirne la competitivit\u00e0\u00bb. In questo capitolo della Manovra si attende la conferma dell\u2018IRES premiale introdotta in via sperimentale nel 2025 con la riduzione dell\u2019aliquota dal 24 al 20% per le imprese che reinvestono gli utili, aumentano la base occupazionale e acquistano macchinari e software innovativi. La richiesta \u00e8 che diventi strutturale e sia semplificata.<br \/>\nMolta attesa, infine, sulle scelte di Governo in materia di credito d\u2019imposta per la digitalizzazione e la Transizione energetica (i cosiddetti Bonus 4.0 e 5.0) e sulle misure per ridurre il costo dell\u2019energia per le imprese.<br \/>\nI primi stanziamenti certi<br \/>\n\u201cSul fronte della spesa, l\u2019unica anticipazione ufficiale riguarda il rifinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale. Confermato anche il programma di destinare alla Difesa lo 0,15% del PIL nel 2026, lo 0,3% nel 2027 e lo 0,5% nei due anni successivi con un percorso subordinato alla fuoriuscita dalla procedura per deficit eccessivi.\u201d (ndr, stiamo entrando in una economia di guerra)<\/p>\n<p>(B) &#8211; LAVORO: LE RICHIESTE SINDACALI PER LA LEGGE DI BILANCIO 2026<\/p>\n<p>IN TEMA DI LAVORO, I SINDACATI CHIEDONO RINNOVI CONTRATTUALI, DEFISCALIZZAZIONE TREDICESIMA E SALARIO DI PRODUTTIVIT\u00c0 IN LEGGE DI BILANCIO 2026.<br \/>\nSostegno al ceto medio, misure per il lavoro dipendente, stimoli fiscali per i rinnovi contrattuali: sono queste, in estrema sintesi, le richieste rivolte al Governo dalla segretaria generale Cisl, Daniela Fumarola, in vista della Manovra 2026.<br \/>\nSui rinnovi, peraltro, \u00e8 in corso un tavolo di lavoro che dovrebbe produrre una proposta condivisa le altre sigle confederali Cgil e Uil e Confindustria. In base alle varie dichiarazioni, sembra che le parti sociali siano relativamente d\u2019accordo sulla richiesta di arrivare il prima possibile ad aggiornare tutti i contratti scaduti, prevedendo eventualmente strumenti legislativi di stimolo, come ad esempio una defiscalizzazione.<\/p>\n<p>Vediamo tutto.<br \/>\nMISURE PER IL CETO MEDIO IN MANOVRA 2026<br \/>\nRINNOVI CONTRATTUALI<br \/>\nSICUREZZA SUL LAVORO<\/p>\n<p>MISURE PER IL CETO MEDIO IN MANOVRA 2026<br \/>\nLe novit\u00e0 per il lavoro dipendente in Manovra 2026. In generale, Fumarola auspica \u00abmisure concrete su salari e pensioni, sanit\u00e0 pubblica, e un\u2019attenzione particolare al sostegno alle famiglie, alle donne e ai giovani soprattutto al Sud\u00bb. Una richiesta specifica riguarda invece le tredicesime, che secondo la Cisl vanno defiscalizzate. Anche questa \u00e8 una misura allo studio dei tecnici dell\u2019esecutivo, che stanno esplorando l\u2019applicazione di aliquote ridotte sulla mensilit\u00e0 di dicembre e anche su altre voci della busta paga, come gli straordinari. In realt\u00e0 per\u00f2 Fumarola chiede che la defiscalizzazione si applichi gi\u00e0 alle tredicesime 2025. Analoga richiesta riguarda il salario di produttivit\u00e0, che per\u00f2 prevede gi\u00e0 una tassazione separata agevolata al 5% fino al 2027.<br \/>\nBene anche l\u2019ipotesi di taglio IRPEF sul secondo scaglione, portando l\u2019aliquota dal 35 al 33%, e di allargarlo ai redditi fino a 60mila euro. Qui ricordiamo che in realt\u00e0 su quest\u2019ultimo punto le attese si sono intiepidite, la mancanza di risorse finanziarie potrebbe portare alla riduzione dell\u2019aliquota abbandonando invece l\u2019ampliamento della platea.<\/p>\n<p>RINNOVI CONTRATTUALI<br \/>\nPer quanto riguarda la contrattazione.<br \/>\nCgil e Uil insistono invece in modo pi\u00f9 mirato su quest\u2019ultimo punto. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini chiede \u00abun provvedimento che vede la defiscalizzazione degli aumenti dei contratti nazionali\u00bb. Il numero uno della Uil Pier Paolo Bombardieri presenta richiesta analoga, \u00abper consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di recuperare il potere d\u2019acquisto perso in tutti questi anni\u00bb.<br \/>\nla Cisl si dichiara d\u2019accordo con Confindustria (come al solito ndr) sul fatto che \u00abaumentare la produttivit\u00e0 significa redistribuirla sulle buste paga dei lavoratori, ma per farlo bisogna intervenire sulla contrattazione, quindi occorre rinnovare tutti i contratti pubblici e privati, agevolare soprattutto la contrattazione di secondo livello e prevedere delle defiscalizzazioni\u00bb.<\/p>\n<p>SICUREZZA SUL LAVORO<br \/>\nInfine, in materia di sicurezza sul lavoro, Fumarola chiede maggiori controlli, pi\u00f9 ispettori, un piano formativo con un potente investimento, sanzioni severe per chi non rispetta le regole. \u00abBisogna creare quell\u2019alleanza ampia tra imprese, sindacati e istituzioni perch\u00e9 si trovino i rimedi\u00bb, sottolinea.<br \/>\n(Fonte: PMI.it &#8211; Barbara Weisz, Giornalista professionista, esperta di questioni economiche, politiche e finanziarie, collabora da anni con numerose testate on line, quotidiani e riviste)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Paolo Rodari*: IL POVERELLO DI ASSISI \u00abRIFORMISTA\u00bb. PALAZZO CHIGI NEL SUO INTERVENTO AD ASSISI, GIORGIA MELONI HA DEFINITO SAN FRANCESCO \u00abUN RIFORMATORE, NON UN RIVOLUZIONARIO\u00bb. UNA FRASE RASSICURANTE, FORSE UTILE ALLA NARRAZIONE POLITICA, MA STORICAMENTE E SPIRITUALMENTE DISCUTIBILE.<\/strong><br \/>\n(Ndr, quando il potere usa i santi tempi duri si prospettano al paese)<\/p>\n<p>Nel suo intervento ad Assisi, Giorgia Meloni ha definito San Francesco \u00abun riformatore, non un rivoluzionario\u00bb. Una frase rassicurante, forse utile alla narrazione politica, ma storicamente e spiritualmente discutibile.<br \/>\nSan Francesco fu tutto fuorch\u00e9 un semplice correttore del sistema. Rinunci\u00f2 al nome, alla famiglia, ai beni, alle strutture ecclesiastiche del suo tempo.<br \/>\nNon volle adattare la Chiesa al Vangelo, ma riportarla al suo nucleo pi\u00f9 puro e scandaloso: la povert\u00e0, la fraternit\u00e0 universale, l\u2019amore radicale per il creato. Questo non \u00e8 riformismo: \u00e8 rivolta evangelica. E non solo. Nel pieno delle Crociate, salp\u00f2 con una flottiglia verso il Medio Oriente per incontrare il Sultano d\u2019Egitto, Malik al-Kamil.<br \/>\nUn gesto inaudito per l\u2019epoca, che sfidava tanto l\u2019odio religioso quanto le logiche di guerra. Non un atto di prudenza, ma una scelta profetica, radicale e profondamente rivoluzionaria. Fu talmente rivoluzionario che ancora oggi inquieta.<br \/>\nPerch\u00e9 la sua scelta disarma, spoglia, mette a disagio tanto il potere quanto il privilegio. Forse \u00e8 proprio questo che rende necessario, di tanto in tanto, addomesticarlo a parole. Ma la storia \u2013 e il Vangelo \u2013 ricordano un\u2019altra verit\u00e0.<br \/>\n*(Paolo Rodari &#8211; Giornalista della Radiotelevisione della Svizzera italiana, ha iniziato al Riformista, poi al Foglio, quindi inviato a Repubblica)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Andrea Carugati*: Meloni usa San Francesco: \u00abUOMO DI PACE MAI ESTREMISTA\u00bb LA PREMIER CONTESTATA CHIEDE DI \u00abCAPIRE LE RAGIONI DEGLI ALTRI\u00bb. POI ATTACCA LE PIAZZE PER GAZA.<\/strong><\/p>\n<p>Giorgia Meloni arriva ad Assisi nel giorno di San Francesco con un ramoscello d\u2019ulivo in mano.<br \/>\nMA NELLE SUE PAROLE SI INTRAVEDONO LA RABBIA E LA FRUSTRAZIONE PER IL SUCCESSO DELLE MANIFESTAZIONI PER GAZA, CHE LA INDICANO COME \u201cCOMPLICE\u00bb DEI CRIMINI DI NETANYAHU\u201d.<\/p>\n<p>NEL PRATO DAVANTI alla Basilica superiore sventolano bandiere palestinesi, una anche sulla statua del santo. Qualcuno la contesta appena inizia a parlare: \u00abRicordo che San Francesco insegnava anche il rispetto nell\u2019ascolto, nel comprendersi, nel capire le ragioni degli altri\u00bb, la replica della premier. \u00abSan Francesco non \u00e8 stato un sognatore, ma un uomo di azione, non amava i compromessi, le mezze verit\u00e0, i sotterfugi, \u00e8 stato estremo ma non estremista\u00bb, la stoccata rivolta alle opposizioni e alle piazze. E ancora: \u00abInsegna che la pace non si materializza quando la si invoca ma quando si costruisce con impegno, pazienza e coraggio con la forza della responsabilit\u00e0 e l\u2019efficacia della ragionevolezza.<br \/>\nCi auguriamo che sia quello che accade in Palestina\u00bb. Per la premier il piano Trump \u00e8 \u00abuna luce di pace che squarcia la tenebra della guerra e dobbiamo fare tutti quanto nelle nostre possibilit\u00e0 perch\u00e9 questa preziosa e fragile opportunit\u00e0 abbia successo\u00bb. Poi una excusatio non petita per l\u2019atteggiamento fin troppo morbido verso il genocidio: \u00abSono fiera di quanto fatto dall\u2019Italia, in prima linea per gli aiuti umanitari e interlocutore credibile per tutti gli attori coinvolti, senza cadere nella trappola della contrapposizione frontale che molti pi\u00f9 per interesse che per convinzione invocavano\u00bb.<br \/>\nSegue una spruzzata di tricolore sul patrono dell\u2019Italia: \u00ab\u00c8 una delle figure fondanti dell\u2019identit\u00e0 italiana, ha incarnato la somma di quel genio che rende il nostro popolo un unicum apprezzato nel mondo\u00bb. \u00ab\u00c8 stato uomo di pace, dialogo e confronto. Ha portato il suo messaggio dove altri non avevano osato\u00bb, prosegue Meloni. \u00abCi insegna che si deve tentare di parlare con tutti, avversari e nemici. Dove si esaurisce il dialogo e la pazienza della relazione col diverso, con chi non ti piace o non la pensa come te, \u00e8 l\u00ec che germoglia il virus della guerra\u00bb.<\/p>\n<p>LA PRESIDENTE DELL\u2019UMBRIA PROIETTI: \u00abCHI SI RICONOSCE NEL SANTO RIPUDIA LA GUERRA\u00bb<\/p>\n<p>CI PENSA FRATE MARCO Moroni, CUSTODE DEL CONVENTO DI ASSISI, A RICORDARE AI PRESENTI (CON MELONI C\u2019\u00c8 IL MINISTRO DELLA CULTURA GIULI) ALCUNI FONDAMENTALI DEL PENSIERO FRANCESCANO: \u00abLA PACE NON SI COSTRUISCE QUANDO SI CONTINUANO A FABBRICARE E COMMERCIARE ARMI. FRANCESCO RICORDA CHE NASCE DAL DISARMARE IL CUORE E DAL DEPORRE LE ARMI, SCEGLIENDO VIE DI DIALOGO E RICONCILIAZIONE\u00bb. \u00abLA FRATERNIT\u00c0 DIVENTA REALE SOLO NELLA CONDIVISIONE CON I POVERI, CON CHI \u00c8 FRAGILE E CON CHI CERCA ACCOGLIENZA\u00bb, HA AGGIUNTO MORONI, RICORDANDO CHE \u00abLA CUSTODIA DEL CREATO \u00c8 RESPONSABILIT\u00c0 DI TUTTI, SINGOLI E GOVERNI, PER CONSEGNARE ALLE NUOVE GENERAZIONI UN MONDO ABITABILE\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019Italia, che si riconosce in San Francesco, \u00e8 un popolo di pace che chiede la pace e che, come ricorda la nostra Costituzione, ripudia la guerra\u00bb, le parole della presidente dell\u2019Umbria Stefania Proietti, gi\u00e0 sindaca di Assisi. \u00abNegli ultimi giorni \u2013 ha detto ancora la presidente umbra \u2013 numerose manifestazioni di piazza hanno testimoniato la volont\u00e0 delle persone di esprimere, in maniera pacifica, un forte appello alla non violenza.<br \/>\nAppelli che si rinnoveranno da questa stessa piazza il 12 ottobre con la Marcia della Pace Perugia-Assisi, che unisce il sentimento pacifista di San Francesco a quello di Aldo Capitini. Queste voci devono essere ascoltate e ciascuno, nella propria sfera di responsabilit\u00e0, \u00e8 chiamato a fare la sua parte\u00bb.<br \/>\nLA PREMIER, COMMENTANDO la oceanica manifestazione di Roma per la Palestina, ha scelto di concentrarsi solo sul vandalismo ai danni della statua di Giovanni Paolo II alla stazione Termini (la scritta era \u00abfascista di merda\u00bb): \u00abDicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace \u00e8 stato un vero difensore e costruttore. Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall\u2019ideologia\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Andrea Carugati &#8211; Giornalista professionista, fotografo, autore di libri, produttore cinema e tv. Ho lavorato per ANSA per oltre vent&#8217;anni in qualit\u00e0 prima di redattore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Silvio Messinetti*: CALABRIA, MORIRE IN ATTESA DELL\u2019AMBULANZA &#8211; SANIT\u00c0 SERAFINO CONGI E CARLOTTA LA CROCE, DUE CASI CHE HANNO SCOSSO LA REGIONE. IL GOVERNATORE USCENTE (RICANDIDATO) EVITA IL TEMA MA LE PROCURE INDAGANO:<\/strong><\/p>\n<p>SAN GIOVANNI IN FIORE (CS)<br \/>\n\u00c8 in ferie, Serafino Congi. Si gode gli ultimi scampoli delle vacanze di natale nella sua casa di san Giovanni in Fiore. Fuori, i prati nevosi incorniciano il pranzo in famiglia. Una normale mattinata di quiete silana si trasforma in tragedia. \u00c8 il 3 gennaio. Serafino ha un malore. Si sente soffocare, insiste con la moglie Caterina per andare al pronto soccorso del capoluogo dell\u2019altipiano.<\/p>\n<p>Insieme alle figlie di 7 e 10 anni, i coniugi Congi si recano al nosocomio. Malgrado i sintomi e la forte agitazione gli viene assegnato solo un codice giallo. Due ore dopo i responsabili del reparto dicono che ha un infarto in corso ma l\u2019ambulanza per trasportarlo in ospedale non pu\u00f2 partire perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 neanche un medico. Dei sei in organico ne \u00e8 presente soltanto uno. Ma \u00e8 impegnato in un\u2019altra emergenza. Il destino di Serafino \u00e8 segnato.<\/p>\n<p>Per ore rimane in corsia senza nessuno che si possa occupare di lui n\u00e8 possa trasportarlo nell\u2019ospedale pi\u00f9 vicino. Niente medico, niente ambulanza. E niente elisoccorso. Deve attendere il mezzo del 118 partito dall\u2019ospedale Annunziata di Cosenza. Quando arriva \u00e8 ormai buio, sono le 18.15. Serafino spira in ambulanza alle 18.50. Aveva 48 anni. A queste latitudini la sopravvivenza delle persone dipende dal luogo di residenza. E il sistema dell\u2019emergenza-urgenza non offre alcuna garanzia nelle aree montane di Calabria.<\/p>\n<p>Dove la sanit\u00e0 \u00e8 una lotteria e solo a ridosso delle elezioni il tema riprende una certa eco. Il 26 luglio c\u2019\u00e8 stato un nuovo caso: stavolta a morire di malasanit\u00e0 \u00e8 stata una bambina. Aveva 12 anni, si chiamava Carlotta La Croce. Ha atteso per due ore l\u2019arrivo dell\u2019ambulanza per essere trasferita dall\u2019ospedale di Soverato a quello di Catanzaro. Deceduta poco dopo il ricovero.<\/p>\n<p>La Procura di Catanzaro ha aperto un fascicolo d\u2019indagine per accertare eventuali responsabilit\u00e0 mediche e per chiarire se il ritardo nell\u2019arrivo del mezzo abbia influito sul decesso. Secondo quanto ricostruito nella denuncia presentata dai familiari, la 12enne aveva accusato un malore mentre si trovava nei pressi delle giostre del paese, un dolore dorsale con irradiazione allo stomaco e perdita della sensibilit\u00e0 alle gambe.<br \/>\nLe prime cure erano state prestate all\u2019ospedale soveratese. I medici avevano disposto il trasferimento a Catanzaro per eseguire ulteriori accertamenti. Tardando l\u2019ambulanza ad arrivare, i genitori si erano resi disponibili a fare intervenire un mezzo privato a proprie spese ma la risposta \u00e8 stata: si deve aspettare la vettura da Maida. L\u2019autoambulanza \u00e8 quindi arrivata ma dopo 2 ore dalla chiamata. Giunta all\u2019ospedale del capoluogo, la bambina avrebbe manifestato prima difficolt\u00e0 respiratorie. Poi avrebbe perso coscienza fino a morire.<br \/>\nAnche il caso di Serafino Congi \u00e8 diventato un caso giudiziario. Ma prima di tutto \u00e8 un caso politico: simbolo della sanit\u00e0 al collasso che l\u2019opposizione ha brandito contro il presidente uscente ed ex commissario ad acta, Roberto Occhiuto (Fi), durante l\u2019intera campagna elettorale. A nove mesi dalla morte, la moglie Caterina Perri chiede che l\u2019Asp di Cosenza pubblichi i risultati dell\u2019indagine interna. \u00abIntollerabile \u2013 dice al manifesto \u2013 giustificarsi e trincerarsi dietro l\u2019inchiesta della procura\u00bb.<br \/>\nSotto l\u2019impulso della moglie \u00e8 nata l\u2019associazione \u201cSiamo tutti Serafino nel segno di Antigone\u201d. Anche la segretaria dem Schlein si \u00e8 rivolta all\u2019Asp di Cosenza durante il suo comizio davanti all\u2019ospedale di san Giovanni in Fiore: \u00abSostenete la richiesta di verit\u00e0 e giustizia di questa donna, mettete in campo trasparenza per capire come \u00e8 andata quest\u2019indagine amministrativa che \u00e8 stata annunciata da otto mesi e di cui ancora non si sa nulla, perch\u00e9 si spera di aspettare l\u2019inchiesta penale. Queste famiglie meritano risposte adesso, e non un presidente di regione che su questo non ha messo la faccia per dire qualcosa\u00bb.<br \/>\nOcchiuto non commenta. La sanit\u00e0 \u00e8 il suo tallone d\u2019Achille. Dice che arriveranno altri 500 medici cubani. \u00abIl 70% delle ambulanze viaggia senza medici a bordo e gli interventi della struttura commissariale che avrebbero dovuto risolvere il problema risultano inadeguati.<br \/>\nSessanta ambulanze, acquistate dall\u2019Asp di Cosenza con procedura di gara diretta e senza passare per la piattaforma Consip, sono inutilizzate e abbandonate in parcheggi nella periferia della citt\u00e0 \u2013 sottolinea Delio di Blasi, dirigente Cgil Funzione Pubblica -. Forse perch\u00e8, dopo che l\u2019Asp aveva speso per l\u2019acquisto dei 60 mezzi di soccorso oltre 11 milioni, la regione ha dovuto stanziarne altri 13 per dotarli delle apparecchiature indispensabili per poter gestire un\u2019emergenza\u00bb.<br \/>\n*(Silvio Messinetti (Crotone 1972), avvocato e mediattivista. \u00c8 collaboratore de il manifesto dal 2008, scrive di ambiente, immigrazione, politica, mafie, .)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Paolo Di Marco *: KIRK, BUFALE E BOOMERANG. CI RISIAMO! CONTINUANO A PRENDERCI PER IDIOTI\u2026<\/strong><\/p>\n<p>1- La versione ufficiale-FBI- dell\u2019assassinio di Kirk sembra un film di Ridolini: il colpevole dichiarato, Tyler Robinson, arriva in macchina sotto l\u2019edificio perfetto per il tiro, parcheggia e sale sul tetto con un enorme Mauser, invisibile ma supposto infilato smontato nello zainetto di 40\u00d750 (??). Sul tetto si cambia (!sic), monta il fucile col cacciavite, spara un colpo solo mortale su Kirk che \u00e8 di fronte a lui a 150m, smonta il fucile col cacciavite- che per\u00f2 dimentica l\u00ec, si cambia di nuovo (?!serve a far tornare i conti con le telecamere), scende dal tetto col fucilone nello zainetto (sempre invisibile), corre in vista della gente parcheggiata, si infila in un boschetto dove lascia il fucile montato (?senza il cacciavite che era rimasto sul tetto, con su il suo DNA, ma con intorno uno straccio che ha sempre il suo DNA-ma non il fucile); riprende la macchina, guida 300 miglia, appena arrivato a casa confessa tutto sui social, dove scrive anche dichiarazioni d\u2019amore strampalate a un suo amico, poi confessa tutto al padre -che viene dichiarato ex poliziotto ma invece \u00e8 imprenditore edile; il padre lo consegna subito all\u2019FBI e incassa la taglia da un milione.<br \/>\nE il colpevole \u00e8 subito in prima pagina con l\u2019FBI trionfante.<br \/>\nPossiamo pensare che questo pasticcio mal riuscito sia dovuto al fatto che il nuovo FBI di Patel sia pasticcione e incompetente come il suo direttore, ma conviene andare a vedere i fatti da vicino.<\/p>\n<p>2- il primo dato \u00e8 il colpo mortale: quello che si vede da tutte le riprese video \u00e8 che sotto l\u2019effetto del colpo Kirk ha un sussulto e poi si accascia sulla sinistra; il foro visibile \u00e8 anch\u2019esso sulla sinistra della gola (poco di fianco al pomo d\u2019Adamo), grande come una monetina 10 cent; la fotocamera alle spalle di Kirk (recuperata da uno di Turning Point e mostrata a Candace Owens) non mostra alcuna traccia di sangue posteriormente.<\/p>\n<p>L\u2019FBI DICE CHE IL FORO \u00c8 QUELLO DI ENTRATA DAL COLPO -L\u2019UNICA SPIEGAZIONE COMPATIBILE COL TIRO FRONTALE E IL COLPEVOLE DICHIARATO. IL CORONER NON TROVA IL FORO D\u2019USCITA. [1]<br \/>\nIl guaio \u00e8 che tutti gli esperti di balistica su You Tube \u2013 dai cecchini dei Navy Seals ai cacciatori ai tiratori professionisti che conoscono il Mauser, di destra, di centro, anarchici (Marin, Vahalla, Range DayBro\u2026) che siano \u2013 dicono tutti che la ricostruzione FBI \u00e8 impossibile: quel Mauser 98, 30-06 \u00e8 un fucile di origine militare (1a e 2a guerra, poi caccia) che spara colpi devastanti: un melone colpito da 150 metri esplode letteralmente, un cranio umano lo stesso, e se non prende le ossa spande profluvi di sangue e schegge; e quello che si vedrebbe sarebbe anche il corpo che per effetto dell\u2019urto viene catapultato all\u2019indietro.<\/p>\n<p>IL RUMORE ANCHE SAREBBE BEN PI\u00d9 FORTE DEL \u2018POP\u2019 SMORZATO CHE TUTTI SENTONO- ANCHE SE MOLTI LO SENTONO PASSARE SOPRA LA TESTA.<br \/>\nIl sussulto e l\u2019accasciarsi alla sua sinistra sono solo compatibili con un colpo di un piccolo calibro (o rivoltella) proveniente dalla sua destra (e che colpisce l\u2019orecchio poi scende alla gola).<br \/>\nMazzucco (LuogoComune2) analizza nel video gli strani movimenti di 3 personaggi alla destra di Kirk prima e durante, e crede di individuare una pistola che fa fuoco da sotto l\u2019ascella. Ma l\u2019angolazione basso-alto torna male, anche rispetto al rumore, e anche per un professionista sarebbe un colpo di grande difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>QUELLO CHE IN OGNI CASO \u00c8 INCONFUTABILE \u00c8 CHE LA VERSIONE FBI NON REGGE, E IL SUO COLPEVOLE DICHIARATO \u00c8 TOTALMENTE IMPROBABILE.<br \/>\nANDREBBE ANCHE SOTTOLINEATO -COME CURIOSIT\u00c0 FORSE- COME NEI COMPLOTTI COI COLPEVOLI COSTRUITI A TAVOLINO IL FUCILE SIA SEMPRE EUROPEO: STAVOLTA UN MAUSER, PER KENNEDY UN CARCANO-MANNLICHER.<\/p>\n<p>3- E col colpevole cade anche penosamente l\u2019incriminazione della \u2018sinistra\u2019 per l\u2019omicidio; dalla propaganda becera e opportunista delle nostre Angurie- mossa che una \u2018sinistra\u2019 con un minimo di palle potrebbe ora trasformare in un boomerang- fino alla messa al bando dell\u2019antifascismo da parte di Trump: mossa per lui coerente ma giuridicamente demenziale.<br \/>\nMa visto che di complotto si tratta: finto colpevole e FBI che racconta favole+assassino professionista (come dicono gli esperti citati) = complotto, sarebbe bello capire chi sono i mandanti.<br \/>\nPurtroppo qui le illazioni si sprecano ma i dati sono pochi. Da destra e da sinistra si punta molto il dito contro Israele, ma l\u2019unico elemento plausibile che viene addotto sono le recenti timide critiche al genocidio ammesse nei recenti comizi\u2026un po\u2019 poco.<br \/>\nPreliminarmente per\u00f2 conviene mettere meglio a fuoco il personaggio: l\u2019organizzazione di cui \u00e8 stato fondatore ed efficace portavoce, Turning Point USA (punto di svolta), ha un bilancio di 80 milioni, alimentato da piccole donazioni ma anche da milionari; anonimi (e non, come il Fondo Bradley); l\u2019organizzazione \u00e8 molto vasta, con 1500 sedi in giro per le scuole degli USA e centinaia di migliaia di iscritti.<br \/>\nKirk era la parte pi\u00f9 visibile di un movimento che \u00e8 qualcosa di nuovo per gli Stati Uniti: una formazione cristiana di base, radicata nelle scuole di tutti i livelli, politicizzata e socialmente impegnata (simile alla nostra Comunione e Liberazione d\u2019antan), che sviluppa dalla base le battaglie della destra, dalla lotta all\u2019aborto a quella ai vaccini.<\/p>\n<p>\u00c8 una gamba fondamentale del polipo della nuova destra, che si appoggia per le altre sugli evangelici (con i loro 30 milioni di voti per Trump), ma che sono ora movimento internazionale d\u2019assalto in America latina (Bolsonaro e Milei frutti loro) come in Africa e Asia (in Corea hanno superato il buddismo come prima religione)) e poi sul Maga, coacervo socialmente disomogeneo ma ben unito ideologicamente e ormai anche blocco di potere. (Il fatto che \u2013 tradotto in termini nostrani \u2013 sia un mix tra Lega e FdI ci indica la presenza di meccanismi ormai simili di creazione del consenso).<br \/>\nMa mentre Maga ed Evangelici sono uniti da un abbraccio diabolico ormai indissolubile (i pochi evangelici indipendenti o non di destra sono stati emarginati senza sforzo), Turning Point \u00e8 un movimento indipendente che pu\u00f2 seguire logiche autonome, soprattutto proiettato nel futuro; il che in certe situazioni poteva essere molto imbarazzante. Di pi\u00f9 ora non sappiamo\u2026tranne che questo pericolo \u00e8 stato scongiurato.<br \/>\n*(Fonte: Sinistrainrete. Paolo Di Marco &#8211; \u00e8 responsabile didattico e docente di diversi corsi all&#8217;interno del Master in Marketing&amp;Sales, Master in Digital Marketing for T \/ EM, Master in Finanza,)<\/p>\n<p>Nota<br \/>\n[1] Le indiscrezioni di un chirurgo vicino alla famiglia presente all\u2019autopsia-la cui relazione sar\u00e0 consegnata tra un mese privatamente- dicono tre cose:<br \/>\n\u2013 non c\u2019\u00e8 foro di uscita<br \/>\n\u2013 il proiettile \u00e8 nel collo sotto la pelle<br \/>\n\u2013 le ossa di Kirk erano talmente dense da aver fermato un proiettile che avrebbe potuto uccidere quelli che gli stavano vicini<br \/>\nQui siamo in pieno fumetto, con un Superman le cui ossa sono talmente forti da aver fermato un proiettile che viaggiava al doppio della velocit\u00e0 del suono e contemporaneamente talmente elastiche da averne assorbito l\u2019urto.<br \/>\nTeniamo conto che i proiettili del Mauser 30-06 hanno un\u2019energia all\u2019uscita che varia tra i 2200 joule e i 3400 joule, col pi\u00f9 leggero \u2018scamiciato\u2019 che all\u2019ingresso si frammenta e distribuisce in giro la propria energia distruggendosi e distruggendo tutto il bersaglio (ma se l\u2019han trovato non \u00e8 questo), e quello pi\u00f9 pesante incamiciato (full metal jacket) che ha una distruzione pi\u00f9 mirata e un\u2019energia cinetica maggiore-capace di spostare violentemente tutta la parte di bersaglio (testa o tronco) -ma dai video questo non succede per nulla.<br \/>\nQuindi siamo ancora in piena favolistica.\u2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Albertina Sanchioni, Beatrice Sofia Urso*: La protesta invade tutte le piazze. \u00abL\u2019Italia sa da che parte stare\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Sono giorni di piazze piene da nord a sud: nel ricostruire quanto accade in Italia si fa prima a contare le citt\u00e0 in cui non c\u2019\u00e8 stato un flash mob, un sit in, un corteo, un\u2019occupazione. Ieri sciopero generale di sindacati di base, studenti e (a differenza del 22 settembre) anche della Cgil. Lo sviluppo delle manifestazioni non \u00e8 stato dappertutto uguale: a Bologna il corteo ha attraversato le strade della citt\u00e0 e ha poi occupato la A14 per quasi cinque ore. L\u00ec le forze dell\u2019ordine, in assetto antisommossa, hanno sparato lacrimogeni e hanno effettuato alcune cariche contro i manifestanti. Due persone sono state fermate durante gli scontri. Pi\u00f9 di 150 mila partecipanti, che il Sindacato generale di base (Sgb) ha definito \u00abuna massa umana fatta di lavoratori, studenti, disoccupati, giovani, famiglie e anziani\u00bb.<br \/>\nBlocco massiccio in tutta la citt\u00e0 di Torino: la manifestazione principale \u00e8 partita nella mattinata da piazza del Municipio, con pi\u00f9 di 100 mila partecipanti. Il corteo si \u00e8 poi diviso in tre per \u00abbloccare la citt\u00e0 in pi\u00f9 punti\u00bb. Lo spezzone in corso Francia si \u00e8 fermato davanti alla sede di Leonardo, cercando di sfondare i cancelli dell\u2019azienda. Gli agenti hanno tentato di disperdere la folla, ma il corteo \u00e8 poi proseguito e si \u00e8 ricongiunto agli altri spezzoni. Blocco riuscito alla sede Amazon di Brandizzo, vicino Torino. In tarda serata una nuova mobilitazione ha percorso le strade della citt\u00e0.<\/p>\n<p>A Salerno nella mattina di ieri diversi manifestanti si sono diretti al varco di ponente del porto, con lo striscione \u00abcacciamo il governo, complice del genocidio\u00bb. Scontri con le forze dell\u2019ordine di fronte ai cancelli della struttura. Un altro corteo composto da studenti e lavoratori si \u00e8 svolto davanti alla prefettura e sul lungomare.<br \/>\nOperazione riuscita a Napoli: dopo il tentativo del giorno precedente, ieri il porto \u00e8 stato occupato. Il corteo, all\u2019altezza del varco Immacolatella, si \u00e8 diviso: una parte si \u00e8 diretta nella piazzola della nave Msc Edit II, proveniente da Haifa. I manifestanti hanno interdetto il traffico per qualche ora, bloccando la rampa d\u2019accesso dell\u2019A3 Napoli-Salerno.<br \/>\nL\u2019occupazione delle superstrade \u00e8 avvenuta anche in altre citt\u00e0: a Milano il corteo da Porta Venezia \u00e8 proseguito fino a entrare in tangenziale est. La polizia ha utilizzato idranti e lacrimogeni contro la nutrita folla, che per\u00f2 non si \u00e8 dispersa. L\u2019occupazione delle carreggiate \u00e8 continuata fin dopo le 17. I lacrimogeni sono stati usati anche a Padova contro i manifestanti che stavano cercando di rompere il cordone di sicurezza dell\u2019interporto. I partecipanti hanno quindi arretrato e si sono sparsi nelle strade della citt\u00e0. La protesta \u00e8 proseguita nel pomeriggio con un altro corteo: \u00abSiamo quasi 40mila\u00bb racconta una manifestante. Anche nel resto della regione la partecipazione \u00e8 stata consistente: a Venezia pi\u00f9 di 30 mila attivisti sono confluiti sul Ponte della Libert\u00e0, bloccando l\u2019unica strada che dalla terraferma porta alla laguna.<br \/>\nLa mobilitazione \u00e8 stata diffusa anche nel resto del paese. In Puglia cortei da Bari a Taranto, Lecce, Brindisi. A Brescia decine di migliaia di partecipanti e blocco della tangenziale.<br \/>\nDiverse migliaia di cittadini in piazza a Palermo. Manifestazioni anche a Messina, Trapani, Ragusa. A Catania 200 persone hanno invaso i binari della stazione centrale. \u00abIl governo non pu\u00f2 ignorare le piazze: siamo 150 mila in tutta l\u2019isola\u00bb, ha commentato Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia.<br \/>\nSoddisfazione anche in Sardegna: \u00abUna delle manifestazioni pi\u00f9 partecipate degli ultimi decenni\u00bb. A Cagliari lungo corteo fino al consiglio regionale, dove \u00e8 stata srotolata dall\u2019ultimo piano una bandiera della Palestina. Poi un gruppo di manifestanti ha occupato i binari della stazione di Santa Gilla, traffico fermo anche sulla statale 195.<br \/>\nIn Emilia Romagna cortei in quasi tutte le citt\u00e0: pi\u00f9 di 200mila persone in piazza e grande adesione allo sciopero. In Toscana fiumi di persone: bloccato il traffico e l\u2019interporto centrale della Toscana a Prato, mentre a Livorno il corteo ha occupato il porto. A Pisa la protesta \u00e8 arrivata in aeroporto, con il blocco del traffico aereo per un breve periodo. A Firenze, dove l\u2019universit\u00e0 \u00e8 occupata da giorni, sono scesi in piazza in 50 mila per un pacifico corteo unitario che ha riempito il capoluogo.<br \/>\nA Cosenza gli attivisti hanno bloccato le principali arterie cittadine, con una forte partecipazione studentesca e universitaria. \u00abNon sono cresciuta nella mia terra perch\u00e9 \u2013 ha urlato dai microfoni Ahlam, una ragazza palestinese che vive in citt\u00e0 \u2013 la mia famiglia \u00e8 stata in parte sterminata e in parte costretta a scappare. Sono qui con voi per far sapere al mio popolo che sto lottando per la sua libert\u00e0 ed esistenza\u00bb.<br \/>\nA ovest, la Liguria si \u00e8 mobilitata in massa, la sensibilit\u00e0 delle piazze \u00e8 alta, visto che due ragazzi della Global Sumud Flotilla, ora fermati in Israele, sono originari proprio di queste zone. Diecimila in corteo a La Spezia, manifestazioni importanti anche a Savona e Imperia, 40mila a Genova, dove sono state bloccate per ore le stazioni ferroviarie di Principe e Sampierdarena.<br \/>\n*(Albertina Sanchioni, Giornalista freelance, svolgo la scuola di giornalismo Lelio Basso. Scrivo di migrazioni e diritti social &#8211; Beatrice Sofia Urso<br \/>\nHanno collaborato Riccardo Bottazzo, Claudio Dionesalvi e Andrea Cegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Roberto Ciccarelli*: NON SOLO GENERALE, MA GENERALIZZATO: \u00c8 DI NUOVO SCIOPERO &#8211; CONTINUA UNA PRASSI CHE HA COINVOLTO ANCHE I DETENUTI DEL CARCERE DI BOLOGNA SALVINI E LA LEGA REAGISCONO E PROGETTANO L\u2019ATTACCO A UN DIRITTO. LE DESTRE AL POTERE ACCUSANO IL COLPO E ANNUNCIANO INTERVENTI ANTI-COSTITUZIONALI<\/strong><br \/>\nNon solo generale, ma uno sciopero generalizzato. Quest\u2019ultima espressione \u00e8 stata ripetuta ieri nei cortei che hanno unito un vasto e inedito fronte sindacale, da quello di base alla Cgil, con la potenza di un movimento diffuso che chiede la liberazione degli attivisti della Global Sumud Flotilla rapiti da Israele e contro il genocidio a Gaza. Per capire il significato di \u00absciopero generalizzato\u00bb bisogna raccontare quello dei detenuti del carcere bolognese della Dozza che lavorano per \u00abFare Imprese in Dozza\u00bb, un\u2019azienda interna all\u2019istituto detentivo. Ieri hanno deciso di aderire allo sciopero generale.<br \/>\n\u00abPER NOI RECLUSI andare a lavorare \u00e8 un momento di libert\u00e0 dal contesto carcerario in cui viviamo \u2013 hanno scritto in una lettera letta dal segretario della Camera del Lavoro di Bologna Michele Bulgarelli \u2013 Rinunciamo a un giorno di libert\u00e0 e al nostro stipendio. Questa decisione \u00e8 stata presa per manifestare tutta la nostra indignazione per il genocidio tutt\u2019ora in atto e per supportare le persone della Flotilla arrestate con l\u2019unica colpa di essere ambasciatori d\u2019umanit\u00e0. Questo \u00e8 il minimo che possiamo fare per poter ringraziare tutti quei cittadini che ogni giorno si battono per i diritti dei detenuti\u00bb.<br \/>\nLA PRESA DI POSIZIONE dei detenuti bolognesi restituisce la straordinaria intensit\u00e0 di una mobilitazione che mescola forme antiche e nuove, quelle di uno sciopero generale che riguarda i lavoratori salariati e quella generalizzata che interessa altre attivit\u00e0 che stanno tra il lavoro e il non lavoro, anche nei luoghi della contenzione. Questo nuovo tipo di sciopero, il secondo in poco pi\u00f9 di dieci giorni, va dunque osservato in due modi: a partire dai dati sulle adesioni alla protesta nei luoghi di lavoro e anche dalle stime su chi ha partecipato ai pi\u00f9 dei 100 cortei da Nord a Sud: si dice due milioni di persone.<\/p>\n<p>LO SCIOPERO \u2013 sostiene la Cgil \u2013 ha ricevuto un\u2019adesione media del 60% dei lavoratori salariati nel settore pubblico e, soprattutto, in quello privato. Secondo la Fiom l\u2019adesione alla protesta nelle fabbriche \u00e8 andata oltre l\u201980%. In Lombardia, ad esempio, la partecipazione allo sciopero contro un attacco all\u2019ordine costituzionale italiano, e contro la violazione del diritto internazionale, ha raggiunto punte del 100% in aziende come la Cem di Mantova negli appalti delle biblioteche di Bergamo, dell\u201980% nei negozi Feltrinelli di Milano, cos\u00ec \u00e8 stato anche nel commercio e nel terziario. Nelle costruzioni la partecipazione \u00e8 stata fino al 70%. I lavoratori attivi nelle strutture della Cgil devolveranno le ore trattenute per lo sciopero, pari a 100 mila euro, a iniziative umanitarie per il popolo palestinese. Numeri pi\u00f9 bassi nei trasporti, ma significativi. Per Usb ha aderito il 50% dei lavoratori delle Ferrovie Appulo-Lucane in Puglia. A Milano hanno chiuso due linee della metropolitana, la M1 e la M3. A Roma, secondo l\u2019Atac, in mattinata ha aderito il 27,3%. Per la Filt Cgil, a Napoli ha scioperato il 38% del personale dell\u2019Atm. Nella scuola, l\u2019adesione sarebbe stata solo del 7,43%, mentre per la Flc Cgil la partecipazione nelle piazze dei docenti, e soprattutto degli studenti, \u00e8 stata \u00abstraordinaria\u00bb. La sede romana dell\u2019Istat \u00e8 rimasta chiusa per l\u2019adesione totale dei dipendenti allo sciopero.<\/p>\n<p>LE FREDDE CIFRE, e le sterili contese sulla loro interpretazione, non riescono tuttavia a restituire il significato politico di una giornata come quella di ieri. Per paradosso, tale significato pu\u00f2 essere colto dalla violenza della reazione del governo e, in particolare della Lega, prima con il vicepremier ministro dei trasporti Salvini e poi il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Dopo avere compreso che lo sciopero, generale e generalizzato, ha spazzato via d\u2019un colpo le contestate valutazioni della Commissione di \u00abgaranzia\u00bb degli scioperi, tra l\u2019altro strumentalizzata dal governo, Salvini e Durigon hanno confermato l\u2019intenzione di attaccare il diritto di sciopero con la proposta anti-costituzionale di imporre una specie di \u00abcauzione\u00bb a chi organizza proteste e manifestazioni.<\/p>\n<p>DUE SONO LE IDEE che percorrono il risentimento leghista: quella del \u00abChi rompe, paga\u00bb e quella di una \u00abriforma sugli scioperi\u00bb al fine di renderli ancora pi\u00f9 difficili da organizzare. Il collante tra la prima e la seconda idea \u00e8 stato fornito dal vile riferimento a una \u00abspeculazione politica sulle vittime a Gaza\u00bb. Argomentazione usata per occultare le responsabilit\u00e0 del governo, e la sua complicit\u00e0, con il genocidio perpetrato da Israele. Uno degli argomenti pi\u00f9 diffusi nei cortei di ieri. Anche il ministro della P.a. Paolo Zangrillo, come del resto il governo e la maggioranza, ieri hanno cercato inutilmente di isolare Maurizio Landini e la Cgil dalla pluralit\u00e0 irrappresentabile del movimento. \u00abNon avevo mai visto nella mia vita rappresentanti dello Stato minacciare i cittadini se esercitano un diritto sancito dalla giustizia \u2013 ha risposto Landini \u2013 Chi sciopera dovrebbe essere invece ringraziato perch\u00e9 sta tenendo alto l\u2019onore del paese\u00bb.<br \/>\nLa redazione consiglia:<br \/>\nLo sciopero \u00e8 politico come dice l\u2019art. 40 della Costituzione<\/p>\n<p>ESSERE CONTRO IL GENOCIDIO e contro il governo Meloni. Questo \u00e8 il binomio indigesto per le destre. Lo hanno rivelato ieri sia il ministro dell\u2019industria Urso che il presidente del Senato La Russa. Sono tutte reazioni che attestano una difficolt\u00e0, a cominciare dagli insulti di Meloni. Ci\u00f2 che si teme \u00e8 il coagulo della potenza del movimento pro-Gaza con l\u2019opposizione sociale e quella sindacale. Oggi \u00e8 un\u2019eccezione, ma questa potrebbe essere una risorsa per le prossime settimane. Va registrato un dato politico. Il \u00abdecreto sicurezza\u00bb, pilastro del melonismo, \u00e8 inapplicabile quando nelle piazze, e sulle tangenziali, c\u2019\u00e8 un rapporto di forza di massa.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli (Bari, 1973). Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Andrea Fabozzi: * L\u2019umanit\u00e0 fuori dall\u2019angolo. 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