{"id":52598,"date":"2025-09-27T09:41:56","date_gmt":"2025-09-27T09:41:56","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52598"},"modified":"2025-09-27T16:52:58","modified_gmt":"2025-09-27T16:52:58","slug":"n38-27-settembre-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52598","title":{"rendered":"n\u00b038 \u2013 27\/09\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>00 &#8211; Andrea Fabozzi*: Tocca a loro ma ci riguarda &#8211; La flotta continua Pi\u00f9 che appelli, serve protezione a chi \u00e8 in mare.<\/strong><br \/>\n<strong>01 &#8211; Fabrizio Rostelli*: Roger Waters, al cuore &#8211; Intervista esclusiva Il musicista inglese, storico componente dei Pink Floyd, interviene sulla Palestina, sulla Flotilla e sulla fase politica che stiamo attraversando<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Marina Catucci*: Davanti all\u2019aula vuota Netanyahu mente e accusa mezzo mondo. Terra rimossa Decine di funzionari e ambasciatori lasciano l\u2019Assemblea Onu all\u2019arrivo del premier israeliano. Lui: \u00abState premiando Hamas\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Barbara Weisz*: Legge di Bilancio al via: il calendario 2026 e le prime misure<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Roberto Ciccarelli*: a &#8211; sulla pelle dei poveri: la manovra parte dai tagli ai sussidi e dalla spesa militare. b &#8211; pi\u00f9 poveri al lavoro: in Italia ci sono i salari pi\u00f9 bassi del g20.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Vincenzo Imperitura*: La Corte dei Conti boccia il Ponte sullo Stretto &#8211; Calabria Il Cipess ha 20 giorni per rispondere ai rilievi procedurali e tecnici. Dubbi anche sui costi.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Patrick Zaki*: Crepe su Camp David, Il Cairo non si fida degli Usa e teme l\u2019espansione israeliana Egitto-Israele Alta tensione al confine. Egitto al bivio: non vuole lo scontro ma sa che ogni concessione non potr\u00e0 che causarlo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 &#8211; Andrea Fabozzi*: TOCCA A LORO MA CI RIGUARDA &#8211; LA FLOTTA CONTINUA PI\u00d9 CHE APPELLI, SERVE PROTEZIONE A CHI \u00c8 IN MARE<\/strong><\/p>\n<p>LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA NON \u00c8 UNA SPEDIZIONE ITALIANA MA DI OLTRE QUARANTA PAESI. SOLO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SI \u00c8 PER\u00d2 RIVOLTO AGLI ATTIVISTI. IL MOTIVO?<br \/>\nLE PIAZZE DI LUNED\u00cc SCORSO.<br \/>\nNel nostro paese sono cresciuti solidariet\u00e0 e appoggio alla causa dei palestinesi e adesso sono fortissimi. Sembrano destinati a durare. Anche grazie al coraggioso esempio della Flotilla, si \u00e8 diffuso un movimento ampio, senza leadership riconoscibile, che preoccupa molto il nostro governo. Meloni, lo ha dimostrato anche l\u2019altro giorno all\u2019Onu, \u00e8 tra le pi\u00f9 schierate a copertura di Netanyahu.<br \/>\nLo \u00e8 talmente, schierata e preoccupata, da aver accusato una spedizione mondiale di essersi messa in mare solo per farle dispetto e crearle problemi. La risposta tanto netta e irrituale a questo delirio l\u2019ha data proprio Mattarella, quando ieri ha elogiato il valore dell\u2019iniziativa. A poche ore di distanza, la pesante smentita del Quirinale a palazzo Chigi va incassata come un (altro) successo politico del movimento. Altro che scampagnata di irresponsabili estremisti, come la racconta la destra.<br \/>\nMa i pericoli sono reali. Il governo Netanyahu colpisce persino militari alleati e negoziatori, fa strage di innocenti da due anni, figurarsi se pu\u00f2 avere scrupoli nel puntare imbarcazioni considerate nemiche. La minaccia dunque ha un nome, Israele, e va denunciata come tale: l\u2019attacco a un\u2019imbarcazione in acque internazionali sarebbe un (altro) atto di pirateria. Mentre la missione agisce nella piena legalit\u00e0 internazionale, Israele ne \u00e8 gi\u00e0 abbondantemente fuori. \u00c8 a Israele che bisogna appellarsi, \u00e8 Israele che bisogna fermare.<br \/>\nDa sempre e tanto pi\u00f9 stavolta l\u2019obiettivo della Flotilla va oltre la consegna di aiuti. \u00c8 quello di denunciare il blocco e l\u2019isolamento della Striscia di Gaza. Da vent\u2019anni almeno \u00e8 un blocco criminale che affama, adesso \u00e8 un blocco genocida. A spezzarlo prova la Flotilla da sola, mentre i governi come il nostro collaborano con Israele. \u00c8 per questo che le piazze riconoscono e sostengono la Global Sumud. Ed \u00e8 per questo che quel consenso e quell\u2019appoggio sono cos\u00ec importanti per tutto il movimento e vanno preservati. Pi\u00f9 che appelli, serve protezione a chi \u00e8 in mare. La decisione su come proseguire tocca a loro ma riguarda tutti noi.<br \/>\n*(Andrea Fabozzi &#8211; Cronista parlamentare, al manifesto dal 2001, insegnante di giornalismo a Unisob dal 2010. E\u2019 direttore del manifesto dal 2023.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Fabrizio Rostelli*: Roger Waters, AL CUORE &#8211; INTERVISTA ESCLUSIVA IL MUSICISTA INGLESE, STORICO COMPONENTE DEI PINK FLOYD, INTERVIENE SULLA PALESTINA, SULLA FLOTILLA E SULLA FASE POLITICA CHE STIAMO ATTRAVERSANDO<\/strong><\/p>\n<p>Il suo ultimo tour \u00abTHIS IS NOT A DRILL\u00bb \u00e8 forse la sintesi pi\u00f9 alta e senza compromessi della sua creativit\u00e0 artistica e del suo impegno politico. Un concerto in cui l\u2019estasi musicale accompagna il bombardamento visivo di immagini di denuncia sociale e di resistenza al capitalismo e al fascismo. \u00abSe siete fra quelli che amano i Pink Floyd, ma non sopportano le prese di posizione politiche di Roger, potete andarvene a fanculo al bar\u00bb, questo l\u2019annuncio ad inizio concerto. Roger Waters ha la libert\u00e0 di mirare al cuore, senza fronzoli. Da anni in prima fila per il sostegno al popolo palestinese, ha portato la guerra nei suoi show mostrando il video \u00abcollateral murder\u00bb nel mondo. Waters, da intellettuale, ha scelto di esporsi e prendere posizione. Dall\u2019impegno nella campagna per la liberazione di Assange, al supporto delle comunit\u00e0 native contro l\u2019oleodotto in Dakota, fino all\u2019appello per la riapertura dell\u2019ospedale calabrese di Cariati raccolto nel film sulla sanit\u00e0 pubblica C\u2019era una volta in Italia di Greco e Melchiorre.<\/p>\n<p>LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA HA INIZIATO LA NAVIGAZIONE VERSO GAZA PER CONSEGNARE AIUTI UMANITARI. DIVERSE BARCHE SONO GI\u00c0 STATE ATTACCATE DA DRONI PROBABILMENTE ISRAELIANI. COSA ACCADR\u00c0?<br \/>\n\u00c8 molto improbabile che una qualsiasi delle imbarcazioni della flotilla riesca a consegnare cibo, latte per neonati e medicinali a Gaza, perch\u00e9 gli israeliani le intercetteranno tutte. Potrebbero anche uccidere qualcuno. Sai, non \u00e8 accaduto nulla quando le forze speciali israeliane hanno ucciso tutte quelle persone sulla Mavi Marmara, la nave della Freedom Flotilla nel 2010. Probabilmente arresteranno tutti. Se fossero migliaia di imbarcazioni forse potrebbero riuscire a mettere in difficolt\u00e0 Israele che in realt\u00e0 \u00e8 un paese molto piccolo. Non c\u2019\u00e8 modo di sapere cosa accadr\u00e0 ma applaudo alla flotilla con tutto il cuore.<\/p>\n<p>L\u2019IMPATTO MEDIATICO DI QUESTA INIZIATIVA SULL\u2019OPINIONE PUBBLICA \u00c8 PI\u00d9 IMPORTANTE DELLA MISSIONE IN S\u00c9?<br \/>\nOgni giorno rimango sbalordito dal fatto che i nostri governi non abbiano fermato questo genocidio. Uno degli aspetti interessanti dello scenario che si \u00e8 sviluppato negli ultimi 77 anni, \u00e8 che ci sia voluto cos\u00ec tanto tempo prima che la gente anche solo pensasse a porre fine a tutto questo. Le ragioni sono complesse. Il modello che gli israeliani stanno usando per commettere un genocidio contro il popolo palestinese lo hanno inventato gli europei quando hanno scoperto come attraversare il mondo con grandi navi alla ricerca di pezzi di terra da rubare e di indigeni da uccidere e saccheggiare. Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che sta facendo Israele in Palestina, ma \u00e8 ci\u00f2 che tutti i paesi potenti d\u2019Europa fanno da centinaia di anni. Noi, per lo pi\u00f9 europei bianchi, fingevamo che fosse giusto. Ci\u00f2 che potrebbe essere una novit\u00e0, e per questo la flotilla \u00e8 importante, \u00e8 che noi gente comune in tutto il mondo, il sud del mondo, stiamo iniziando a sviluppare una voce. Noi, le persone che sono sempre state vittime del colonialismo e dell\u2019imperialismo, stiamo iniziando a parlare con i nostri cuori e le nostre menti. E la voce della ragione sta iniziando a farsi un po\u2019 pi\u00f9 forte. Sempre pi\u00f9 persone stanno iniziando a dire: \u2018ci preoccupiamo dei nostri fratelli e sorelle\u2019 e in questo caso specifico, ovviamente, della difficile situazione in Palestina. Un popolo antico che ha vissuto in quella terra per migliaia di anni e che ora viene massacrato perch\u00e9 qualcun altro vuole la sua terra, i suoi ulivi, la sua acqua, il suo cielo. Per quanto tragico sia dover vivere questi tempi e convivere con cos\u00ec tanto dolore e agonia, potrebbe essere l\u2019opportunit\u00e0 che la gente comune di tutto il mondo aspettava per prendere posizione contro queste manifestazioni di avidit\u00e0 fasciste, naziste \u2013 o come volete chiamarle \u2013 imperialiste, disumane, degradanti e disgustose, che stiamo osservando.<\/p>\n<p>IL REPORT DI ALBANESE \u00abDALL\u2019ECONOMIA DELL\u2019OCCUPAZIONE ALL\u2019ECONOMIA DEL GENOCIDIO\u00bb IN QUALCHE MODO \u00c8 ENTRATO NELLA TUA ULTIMA BALLATA, \u00abSUMUD\u00bb, CHE HAI DEDICATO AL POPOLO PALESTINESE. ANCHE NELLA TUA CANZONE SONO CITATE ALCUNE AZIENDE CHE STANNO TRAENDO PROFITTI DAL GENOCIDIO, COME PALANTIR, LOCKHEED, CHEVRON E EXXON. \u00c8 QUESTO L\u2019ASPETTO DI CUI PRENDERE COSCIENZA?<br \/>\nGran parte della forza distruttiva della civilt\u00e0 occidentale \u00e8 generata dall\u2019avidit\u00e0 e dalla convinzione filosofica che l\u2019avidit\u00e0 sia una cosa positiva. \u00c8 come l\u2019idea economica neoliberista secondo cui il libero mercato in qualche modo ci rende liberi. Non lo fa, incoraggia la schiavit\u00f9 salariale. L\u2019unica cosa che interessa \u00e8 il margine di profitto e c\u2019\u00e8 molto profitto in guerra. Come scrisse Butler nel suo opuscolo nel 1935: la guerra \u00e8 un racket e da essa si possono ricavare enormi fortune. Questo \u00e8 uno dei fattori, se non quello determinante, del perch\u00e9 viviamo in uno stato di guerra perpetua. La guerra \u00e8 un ottimo modo per rubare soldi ai poveri e darli ai ricchi. \u00c8 una sorta di meccanismo: tassi i poveri, o semplicemente li derubi, e dai i soldi ai ricchi. Ecco perch\u00e9 alla fine ci sono persone come Bezos, Musk, Zuckerberg e gli altri oligarchi che valgono centinaia di miliardi di dollari, mentre c\u2019\u00e8 gente che muore di fame, a volte a causa delle guerre create da persone cos\u00ec avide da non preoccuparsi delle carestie o di altre cose simili. Tutto ci\u00f2 che gli interessa \u00e8 riempirsi le tasche. E il loro sistema di propaganda \u00e8 cos\u00ec potente che riescono a persuadere la gente comune che non \u00e8 ricca, che non fa parte dell\u2019oligarchia, che non guadagna soldi dalla guerra, che \u00e8 un buon sistema e che dovrebbe essere sostenuto. Viviamo in tempi molto difficili e grazie al cielo abbiamo persone come Francesca Albanese che lottano per noi.<\/p>\n<p>LA REPRESSIONE NEI CONFRONTI DI CHI MANIFESTA SOLIDARIET\u00c0 CON GAZA SEMBRA STIA AUMENTANDO. PERCH\u00c9?<br \/>\n\u00c8 vero, penso a tutte quelle persone arrestate a Londra, sedute in piazza tranquillamente, con i loro fogli di carta e le loro matite, a scrivere sostengo Palestine Action. Tutte in prigione! Questi manifestanti non violenti sono stati considerati un\u2019organizzazione terroristica per aver imbrattato di vernice rossa gli uffici della Elbit Systems (azienda israeliana attiva nello sviluppo di tecnologie per il settore della difesa ndr). Fammelo ribadire: \u2018Io sostengo Palestine Action\u2019. Se tornassi in Inghilterra, cosa che far\u00f2, sar\u00f2 passibile di 14 anni di carcere per aver detto questo. Ovviamente quello che stanno facendo \u00e8 folle ma \u00e8 cos\u00ec che esercitano il potere. Non so esattamente chi sia a finanziare Starmer, ma qualcuno lo fa per fargli vomitare tutte le stronzate e le bugie che lui e gli altri raccontano. Viviamo in tempi bui, ma ogni mattina quando ci alziamo siamo spinti dall\u2019idea che dobbiamo salvare la Palestina. Questo \u00e8 un punto di svolta.<br \/>\n\u00c8 il momento in cui dobbiamo dire \u2018nada mas\u2019, \u2018no\u2019, \u2018ora basta\u2019. Possiamo farlo solo organizzando in massa i lavoratori di tutto il mondo. E stanno iniziando a farlo nei cantieri navali, sui treni, nelle strade e in altri luoghi in molti paesi. I minatori in Per\u00f9 e Bolivia hanno bloccato i loro paesi fino a paralizzarli, perch\u00e9 i nuovi governi nazisti hanno deciso di consegnare i rispettivi paesi alle multinazionali americane per spartirseli tra Bezos, Musk o chiunque altro a cui daranno i soldi dopo averli rubati alle persone a cui quelle terre appartengono. I minatori stanno bloccando le strade e stanno resistendo. Questo si trasformer\u00e0 in una battaglia sanguinosa. Ora stanno mandando delle cannoniere nel Sud dei Caraibi per minacciare il Venezuela, un paese sovrano. Perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 socialista! C\u2019\u00e8 una battaglia in corso tra la rivoluzione bolivariana in America Latina, che significa potere al popolo, e gli altri: le Boluarte e i Bolsonaro. Vogliono riempirsi le tasche proprio come gli americani predicano, ovunque, senza vergogna. Guardate come funziona alla grande in America. Ricaviamo profitti persino dalle prigioni e ne siamo orgogliosi. \u00c8 geniale.<br \/>\nPerch\u00e9 pensi che ci siano pi\u00f9 carcerati negli Stati Uniti che in qualsiasi altro paese al mondo? Perch\u00e9 ci sono soldi in ballo. Fondamentalmente non hanno mai abolito la schiavit\u00f9: i criminali devono lavorare gratis. Si pu\u00f2 fare profitto quasi con tutto e se si riesce a farlo allora si sta costruendo un grande paese dove i ricchi diventano pi\u00f9 ricchi e i poveri pi\u00f9 poveri. Le persone poi si uccidono a vicenda. Puoi procurarti un\u2019arma ovunque e andare a sparare a qualcuno se vuoi. \u00c8 meraviglioso. \u00c8 ci\u00f2 che chiamiamo libert\u00e0. Sventolano la bandiera e dicono che tutti gli altri, tutti i popoli con cui siamo in guerra, sono inferiori. Sono terroristi, tutti quanti.<\/p>\n<p>NEI MESI SCORSI GRUPPI DI SOLDATI DELL\u2019IDF HANNO TRASCORSO LE VACANZE IN ALCUNI RESORT IN ITALIA. SEMBRA AVESSERO BISOGNO DI UNA PAUSA DI DECOMPRESSIONE. LO SAPEVI?<br \/>\nOh, poveri cuccioli. In realt\u00e0 dovrebbero stare in qualche kibbutz a imparare a lavorare la terra, a vivere insieme e a collaborare. Ma bisogna insegnargli di chi \u00e8 quella terra. Questi soldati dovrebbero essere aiutati e stare negli ospedali psichiatrici. Non dovrebbero essere ospitati per rilassarsi in paesi come l\u2019Italia. Non vogliamo i soldati dell\u2019IDF distesi sulle spiagge, che si riposano un po\u2019 prima di tornare a massacrare i nostri fratelli e sorelle. Tutti i nostri governi, a parte forse quello spagnolo, sono complici del genocidio e lo sostengono al 100%. Il Regno Unito, il mio paese, sostiene il genocidio ma non il popolo. Questo \u00e8 vero negli Usa e probabilmente vale anche in Italia. Probabilmente \u00e8 vero ovunque che il popolo non sostiene il genocidio, ma i governi s\u00ec.<\/p>\n<p>DA SEMPRE PORTI IL TUO IMPEGNO POLITICO NELLA MUSICA E NEI CONCERTI. SOSTIENI IL MOVIMENTO BDS E RECENTEMENTE HAI FIRMATO L\u2019APPELLO DI VENICE4PALESTINE. GLI ARTISTI HANNO UNA RESPONSABILIT\u00c0?<br \/>\nPer molte persone del mio settore \u00e8 scomodo parlare di responsabilit\u00e0 umana o sociale ma ce ne sono anche molte che lo fanno, penso al mio amico Brian Eno. Anni fa ho avuto una discussione con Dionne Warwick che mi ha attaccato sui giornali dicendo che avevo cercato di intimidirla per impedirle di esibirsi in Israele. Non era vero. Le ho detto: \u00abIl popolo palestinese ti ha chiesto di boicottare Israele perch\u00e9 sta commettendo una pulizia etnica e tu stai dicendo di no? Puoi mostrare empatia per i tuoi fratelli e sorelle in Palestina? Immagina se quando avevi 8 anni e vivevi con i tuoi genitori un tizio armato in uniforme avesse bussato alla tua porta per dirvi di andarvene a vivere in Canada perch\u00e9 avrebbero preso la vostra casa. Gli avresti risposto: no, siamo americani. \u2018No ora non pi\u00f9\u2019 ti dicono. Tuo padre scende le scale e il tizio lo uccide davanti a te e ti dice: \u2018<\/p>\n<p>AVETE 2 MINUTI PER ANDARE VIA, PRENDI TUA MADRE E TUOI FRATELLI E ANDATE IN CANADA ORA\u2019.<br \/>\nSE TI FOSSE SUCCESSO COME TI SENTIRESTI? \u00c8 CI\u00d2 CHE MIGLIAIA DI PALESTINESI STANNO VIVENDO E TU VUOI ANDARE A CANTARE PER LE PERSONE CHE STANNO FACENDO TUTTO QUESTO? NICK CAVE MI HA DEFINITO \u2018VERGOGNOSO E CODARDO\u2019 PERCH\u00c9 GLI HO DETTO DI NON ANDARE A SUONARE IN ISRAELE.<br \/>\n\u00c8 successo 15 anni fa ma non l\u2019ho dimenticato. Quando si tratta di confrontarsi non solo con il governo israeliano, ma con la lobby israeliana nei vari paesi, c\u2019\u00e8 un prezzo da pagare. Avrei dovuto fare il mio spettacolo The Wall, una nuova produzione, alla Sphere di Las Vegas tra un paio d\u2019anni. Ho investito molti soldi perch\u00e9 ho pensato che sarebbe stato fantastico ma la lobby israeliana l\u2019ha cancellato. Hanno convinto il proprietario della Sphere a non farmi suonare. \u00c8 incredibile quanto sia vasta la loro influenza. A volte si paga un prezzo per l\u2019empatia ma mio Dio, cosa si ottiene in cambio. Non sono in grado di spiegare la sensazione positiva di provare quell\u2019amore nel preoccuparti per gli altri e per la loro situazione difficile, ma anche per la verit\u00e0. A proposito di verit\u00e0 voglio leggerti una cosa. Questo \u00e8 il prologo del mio memoir a cui sto lavorando: Mi sono svegliato da un sogno su un futuro post-apocalittico in cui le canzoni e le storie stavano per diventare pi\u00f9 preziose. Avevamo ancora qualche residuo di vecchia tecnologia, qualche strana serratura, ricordi di gusci di vecchi sentimenti appesi a brandelli di lacci consumati intorno alla gola. Cosa era rimasto? Qualcosa? E cosa resta in questa luminosa mattina a Bridgehampton nello scintillio dello stagno, oltre alla prima tazza di caff\u00e8? \u00c8 evidente, grazie a Dio. Non che Dio esista. Questa verit\u00e0, quella verit\u00e0 \u00e8 l\u2019amore. \u00c8 solo dicendo la verit\u00e0 e agendo di conseguenza che possiamo esprimere il nostro amore per i nostri fratelli e sorelle.<\/p>\n<p>ASSISTIAMO, PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, AD UN GENOCIDIO IN DIRETTA. COME SI FA A NON CEDERE COMPLETAMENTE ALLA RABBIA E ALLA FRUSTRAZIONE?<br \/>\nLa mia regola \u00e8 fare almeno una cosa al giorno. Se ora non stessi parlando con te starei facendo qualcos\u2019altro. Parteciper\u00f2 ad una manifestazione all\u2019esterno dell\u2019Onu per chiedere l\u2019invio dei caschi blu a Gaza. Sto lavorando con un artista palestinese ad una nuova versione di Comfortably Numb con alcune parole nuove e con met\u00e0 del testo in arabo. Una sorta di duetto. Il mio telefono squilla in continuazione e io rispondo. Leggo centinaia di mail ogni giorno, molti chiedono dei soldi e io glieli do. Sono stato cos\u00ec fortunato, non ho mai avuto un vero lavoro. Scrivo solo canzoni e suono musica. Ho avuto molto successo, ho guadagnato bene e mi sono divertito molto. Questo mi ha aiutato ad acquisire la libert\u00e0 di esprimere i miei sentimenti. Faccio quello che posso ma ogni tanto devo staccare la spina altrimenti impazzirei. Devo arrendermi alla vista di bambini che muoiono di fame perch\u00e9 \u00e8 insopportabile. Non posso mettermi un fucile in spalla, nuotare fino in Palestina e iniziare a sparare ai soldati dell\u2019Idf ma faccio tutto ci\u00f2 che posso per incoraggiare pubblicamente i nostri governi a fare la cosa giusta. Al momento, i nostri governi in Italia, in Inghilterra e negli USA stanno supportando il genocidio con entusiasmo. Ne vanno piuttosto fieri. Come riescano a conciliare questo con l\u2019essere degli esseri umani? Non ne ho idea. Non voglio lavorare in un manicomio con persone come Trump o Starmer cercando di farli tornare sani di mente. Mi piacerebbe rinchiuderli perch\u00e9 rappresentano un terribile pericolo per il resto di noi esseri umani.<\/p>\n<p>AL TERMINE DELL\u2019INTERVISTA WATERS HA LANCIATO UN MESSAGGIO DIRETTAMENTE ALLA FLOTILLA:<br \/>\n\u00abIl grande vantaggio che voi della flotilla avete rispetto all\u2019Idf e all\u2019intero stato di Israele, ed \u00e8 un vantaggio enorme soprattutto perch\u00e9 in questo momento vi trovate in alto mare, \u00e8 che avete una bussola morale da seguire. Vi sta guidando nella giusta direzione, siete un esempio per tutti noi. Io sto seguendo la vostra stessa bussola morale e miliardi di persone in tutto il mondo pensano che quello che state facendo sia grandioso. Dobbiamo per\u00f2 cambiare la rotta della nave dello stato perch\u00e9 sta navigando verso gli scogli. Non \u00e8 solo lo stato di re Trump o quello di Starmer. \u00c8 il nostro stato che stanno spingendo verso gli scogli perch\u00e9 non hanno una bussola morale. Non credono nell\u2019amore e nella verit\u00e0. Noi s\u00ec\u00bb<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Fabrizio Rostelli, Giornalista e videomaker. Coordinatore della redazione di Roma di Alanews. Collaboro stabilmente con Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Marina Catucci*: DAVANTI ALL\u2019AULA VUOTA NETANYAHU MENTE E ACCUSA MEZZO MONDO. TERRA RIMOSSA DECINE DI FUNZIONARI E AMBASCIATORI LASCIANO L\u2019ASSEMBLEA ONU ALL\u2019ARRIVO DEL PREMIER ISRAELIANO. LUI: \u00abSTATE PREMIANDO HAMAS\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>NEW YORK &#8211; Mentre i manifestanti cercavano di circondare le Nazioni unite, il premier israeliano Benjamin Netanyahu entrava in una sala dell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu dove sedevano quasi solamente i suoi sostenitori. Quando ha raggiunto il podio i rappresentanti di decine di paesi avevano gi\u00e0 abbandonato platealmente l\u2019aula, ultima protesta pubblica contro Israele da parte dei leader mondiali che per tutta la settimana hanno chiesto la fine della guerra a Gaza.<br \/>\nLe poche potenze mondiali presenti, Canada e Regno unito, non hanno inviato i loro funzionari pi\u00f9 alti in grado, n\u00e9 i loro ambasciatori all\u2019Onu ma solo diplomatici di livello inferiore.<br \/>\nCondanno quei leader che, invece di condannare gli assassini, gli stupratori e i bruciatori di bambini, vogliono dare loro uno Stato nel cuore di Israele<br \/>\nBenjamin Netanyahu<br \/>\nBibi non \u00e8 mai apparso pi\u00f9 isolato mentre, in un discorso di sfida, ha avvertito che la sua nazione \u00abdeve finire l\u2019opera\u00bb contro Hamas a Gaza: \u00abI leader occidentali potrebbero aver ceduto sotto la pressione ma vi garantisco una cosa: Israele non lo far\u00e0 (\u2026) Condanno quei leader che, invece di condannare gli assassini, gli stupratori e i bruciatori di bambini, vogliono dare loro uno Stato nel cuore di Israele\u00bb. La soluzione dei due Stati, che la comunit\u00e0 internazionale ha abbracciato per decenni e in questi giorni al centro del dibattito globale, \u00e8 stata subito stroncata da Netanyahu perch\u00e9 premierebbe Hamas: \u00abNon accadr\u00e0\u00bb, ha promesso. Ma Netanyahu ha attaccato tanto Hamas quanto i \u00abcosiddetti moderati dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese\u00bb, chiarendo che per lui non esistono moderati quando si parla di Palestina e che la narrazione dei fatti non \u00e8 altro che propaganda anti-israeliana.<br \/>\nDAL PODIO dell\u2019Assemblea generale il primo ministro ha affermato che il suo paese non starebbe affamando i palestinesi, anzi, starebbe distribuendo giornalmente cibo pari a 3mila calorie per persona, ma che verrebbe intercettato e distrutto da Hamas. A sostenerlo, oltre al suo piccolo gruppo di fedelissimi, non c\u2019era quasi nessuno. Dallo stesso podio nei giorni precedenti si \u00e8 pi\u00f9 volte parlato apertamente di genocidio a Gaza, affermazione definita \u00abbugia antisemita\u00bb da Netanyahu: pi\u00f9 volte, ha detto, Israele ha ordinato l\u2019evacuazione delle Striscia, cosa che la Germania nazista non ha mai fatto con gli ebrei, tralasciando che proprio tale pratica, che ha portato la maggior parte di 2,2 milioni di palestinesi a fuggire dalle proprie case almeno una volta, viene indicata come parte del genocidio a Gaza, e non come una sua confutazione.<br \/>\nNETANYAHU ha elogiato soltanto, e a pi\u00f9 riprese, Donald Trump, suo principale alleato nell\u2019approccio politico e militare nella regione, sostenendo che i cambiamenti in Medio Oriente hanno creato nuove opportunit\u00e0, come i negoziati avviati da Israele con la Siria per raggiungere accordi di sicurezza con il nuovo governo del paese, guidato da un ex qaedista. Con Trump Netanyahu condivide anche lo stile sopra le righe della politica spettacolo da reality show. Dopo aver ricordato che nelle mani di Hamas ci sono ancora 20 ostaggi in vita, di cui ha letto i nomi, ha spiegato che l\u2019intelligence israeliana ha fatto in modo che il suo discorso all\u2019Onu venisse trasmesso da altoparlanti nella Striscia di Gaza e si \u00e8 rivolto direttamente agli ostaggi in ebraico e poi in inglese: \u00abNon vi abbiamo dimenticati, nemmeno per un secondo. Molti nel mondo non ricordano pi\u00f9 il 7 ottobre, ma noi s\u00ec. Liberate gli ostaggi adesso \u2013 ha continuato rivolgendosi ad Hamas \u2013 Se lo fate vivrete, senn\u00f2 vi daremo la caccia\u00bb.<br \/>\nINDICANDO la propria giacca con sul bavero un Qrcode ha invitato a usare il cellulare per visualizzare le atrocit\u00e0 commesse il 7 ottobre. Come suo solito ha mostrato una mappa della regione, stavolta per spuntare con un pennarello nero i paesi vicini i cui leader sono stati eliminati: Yahya Sinwar a Gaza, Hassan Nasrallah in Libano, met\u00e0 dei leader Houthi in Yemen, il regime di Assad in Siria, i comandanti e gli scienziati nucleari in Iran.<br \/>\nNELL\u2019AULA SEMIVUOTA le affermazioni di Netanyahu sono state accolte dagli applausi di un gruppo di un centinaio di persone agghindate a festa, accreditate come ospiti vip e vestite da cocktail party pi\u00f9 che per un evento politico alle 9 del mattino. Tutti donatori del partito di Netanyahu. Dopo l\u2019intervento sono scesi nei sotterranei dell\u2019Onu \u00abper avere la possibilit\u00e0 di stringere la mano di Bibi\u00bb, come ci dice uno di loro. Chiediamo ad alcuni cosa pensino del discorso: \u00abBrillante, come al solito\u00bb, rispondono, anche loro isolati, che aspettano il loro leader mentre fuori dall\u2019Onu migliaia di organizzazioni ebraiche manifestavano contro quello che sta succedendo a Gaza e che chiamano \u00abgenocidio\u00bb.<br \/>\n*(Marina Catucci. Corrispondente dagli Stati Uniti per Il Manifesto, documentarista, collabora con diverse radio e televisioni italiane.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Barbara Weisz*: LEGGE DI BILANCIO AL VIA: IL CALENDARIO 2026 E LE PRIME MISURE. DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (AL POSTO DELLA NADEF) ENTRO IL 2 OTTOBRE CON I NUMERI PER LA MANOVRA 2026: ECCO LE PRIME MISURE ALLO STUDIO.<\/strong><br \/>\nLa Commissione Bilancio del Senato ha approvato la risoluzione sul nuovo Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), che prende il posto della NaDEF in recepimento della nuova governance economica europea. Il DEF (Documento di Economia e Finanza), infatti, ha lasciato il posto al DFP (Documento di Finanza Pubblica) e per la trasmissione al Parlamento la scadenza \u00e8 il 2 ottobre.<br \/>\nSi tratta di una sorta di passaggio formale che d\u00e0 il via alla sessione di Bilancio 2026, la quale entrer\u00e0 nel vivo il 20 ottobre con l\u2019invio alla Commissione Europea del DPB (Documento Programmatico di Bilancio), contenente le misure fondamentali della nuova manovra e la cornice dei conti pubblici nella quale si inserisce.<br \/>\nVediamo come si sviluppa e con quali tempistiche.<\/p>\n<p>Indice<br \/>\n\u2022 IL CALENDARIO DELLA MANOVRA 2026<br \/>\n\u2022 IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA<br \/>\n\u2022 LO SCENARIO ECONOMICO<br \/>\n\u2022 LE PRIME MISURE IN LEGGE DI BILANCIO<br \/>\nIl CALENDARIO DELLA MANOVRA 2026<br \/>\nPrima della manovra economica, quest\u2019anno va approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, che sostituisce la NaDEF e anticipa il nuovo Documento di Finanza Pubblica (che a sua volta sostituisce il DEF). Il Consiglio dei Ministri deve procedere alla sua approvazione in tempo per la trasmissione al Parlamento entro il 2 ottobre.<br \/>\nNelle due settimane successive a questa approvazione, il CdM deve procedere alla predisposizione dello schema di Legge di Bilancio vero e proprio, che poi intraprender\u00e0 l\u2019iter parlamentare da terminare in tempo per l\u2019entrata in vigore il primo gennaio 2026. In teoria la manovra deve essere approvata entro met\u00e0 ottobre, in pratica la vera scadenza \u00e8 il 20 ottobre, data entro la quale va inviato a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio che ne contiene le principali indicazioni.<br \/>\nIL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA<br \/>\nIl DPFP contiene l\u2019aggiornamento delle previsioni a legislazione vigente riportate nel Documento di finanza pubblica 2025 (DFP 2025), le stime programmatiche, l\u2019articolazione delle misure della Manovra 2026 e dei relativi effetti finanziari, l\u2019aggiornamento dello stato degli impegni di riforma e investimento adottati nel Piano strutturale di bilancio di medio termine, il conto economico delle amministrazioni pubbliche articolato per sotto-settore, l\u2019aggregato di spesa netta con indicazioni sull\u2019andamento delle componenti sottostanti, il saldo di cassa del settore statale. E sar\u00e0 accompagnato da una relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile.<br \/>\nLO SCENARIO ECONOMICO<br \/>\nQuest\u2019anno il Governo \u00e8 nelle condizioni di predisporre la manovra all\u2019insegna di una relativa tranquillit\u00e0 sui conti pubblici. Il costo del debito \u00e8 infatti in costante discesa, con due agenzia di rating, S&amp;P\u2019s e Fitch, che hanno migliorato il giudizio sull\u2019Italia. Si attende analoga decisione da parte di Moody\u2019s in ottobre.<br \/>\nLe ultime stime ISTAT vedono invariata a 0,7% la previsione sulla crescita del PIL 2024 e a -3,4% quella sul deficit; rivista in lieve calo la stima sul debito, che dal 135,3% di marzo si assesta all\u2019attuale 134,9%.<br \/>\nIl Governo non esclude di uscire dalla procedura di infrazione UE in anticipo rispetto al termine del 2026, riportando il target del deficit sotto il 3% del PIL.<br \/>\nAll\u2019insegna della tradizionale prudenza che accompagna la sua impostazione, il ministro dell\u2019Economia, Giancarlo Giorgetti, ha comunque sottolineato che tutte le misure allo studio saranno valutate tenendo conto dell\u2019esigenza di tenere sotto controllo i conti pubblici, in un contesto caratterizzato ancora da turbolenze geopolitiche e macroeconomiche che potrebbero rendere necessarie nuove spese.<br \/>\nLE PRIME MISURE IN LEGGE DI BILANCIO<br \/>\nIl dibattito politico in vista della Manovra \u00e8 intanto gi\u00e0 ampiamente avviato. Fra le misure allo studio c\u2019\u00e8 il taglio IRPEF per il secondo scaglione, con l\u2019aliquota che scenderebbe dal 35 al 33% e la platea allargata ai redditi fino a 60mila euro, dagli attuali 50mila. Tra le ipotesi concrete c\u2019\u00e8 anche la proroga al 2026 delle detrazioni al 50% per la riqualificazione della prima casa, che altrimenti scenderebbe al 36%. Tra le misure ancora in discussione, invece, si sono; una nuova eventuale Rottamazione quinquies, l\u2019innalzamento a 10 euro della soglia esentasse dei buoni pasto.<br \/>\nIn materia di riforma pensioni, oltre alle possibili proroghe degli strumenti di flessibilit\u00e0 in uscita, si parla di un rafforzamento del meccanismo di silenzio-assenso per destinare il TFR dei neo assunti ai fondi pensione. Per le imprese si attendono le decisioni del Governo sul rinnovo o la ricalibrazione degli incentivi per la Transizione 4.0 e 5.0. Per le banche, in vista potrebbe esserci una nuova sospensione delle DTA.<br \/>\n*(Fonte: PMI.it &#8211; Barbara Weisz, Giornalista professionista, scrive di economia, politica e finanza per la stampa specializzata, tra testate online quotidiani e riviste a diffusione nazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Roberto Ciccarelli*: a &#8211; SULLA PELLE DEI POVERI: LA MANOVRA PARTE DAI TAGLI AI SUSSIDI E DALLA SPESA MILITARE. b- PI\u00d9 POVERI AL LAVORO: IN ITALIA CI SONO I SALARI PI\u00d9 BASSI DEL G20.<\/strong><\/p>\n<p>LEGGE DI BILANCIO L&#8217;ANALISI E LE PROPOSTE DELL&#8217;ALLEANZA CONTRO LE POVERT\u00c0: &#8220;DISINVESTITI COMPLESSIVAMENTE 3,2 MILIARDI, CON IL RIARMO SI RISCHIA DI ELIMINARE ALTRE RISORSE AL SOCIALE&#8221;. GIORGETTI RIVENDICA LA STABILIT\u00c0 E CHIEDE ALLE BANCHE UN \u00abSOLLIEVO FISCALE\u00bb. MELONI: \u00abCON GLI ISTITUTI DI CREDITO DI VUOLE IL DIALOGO&#8221;. QUELLO CHE MANCA CON LE QUESTIONI SOCIALI<br \/>\nTra riduzione degli stanziamenti e i risparmi sulla spesa sociale, il governo Meloni ha ridotto le risorse per finanziare le misure per il contrasto alla povert\u00e0 di circa 3,2 miliardi di euro. Nella prospettiva di un aumento progressivo della spesa militare, sottoscritto dal governo Meloni con la Nato (fino al 5% del Pil entro 10 anni), e Bruxelles (il piano \u00abRiarmUe\u00bb), altre risorse possono essere dirottate da un Welfare disastrato.<br \/>\nLo ha sostenuto l\u2019Alleanza contro la povert\u00e0, un network costituito tra gli altri da Acli, Caritas, Cgil, Cisl e Uil, ieri a Roma in un rapporto sulla povert\u00e0 in Italia, discusso con le opposizioni (Furfaro, Pd; Del Barba, Italia Viva); Barzotti, M5S, Piccolotti (Avs) e della maggioranza Morgante (FdI). L\u2019incontro \u00e8 avvenuto in coincidenza con l\u2019inizio del percorso parlamentare della legge di bilancio. Ieri il Senato ha approvato la risoluzione sul Documento programmatico di finanza pubblica che impegna il governo a presentare il testo in aula entro il 2 ottobre.<br \/>\n\u00abNel passaggio dalle vecchie alle nuove misure di contrasto alla povert\u00e0 si \u00e8 pressoch\u00e9 dimezzata la platea dei beneficiari \u2013 ha detto Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la povert\u00e0 \u2013 Centinaia di migliaia di famiglie in condizione di gravi difficolt\u00e0 si \u00e8 trovata senza un sostegno economico su cui, fino a qualche tempo prima, aveva potuto contare. In questo modo, si \u00e8 investito ogni anno per i poveri 1 miliardo di euro in meno\u00bb. In tre anni fanno all\u2019incirca 3,2 miliardi.<br \/>\nIl dato \u00e8 stato analizzato nel dettaglio dallo studio presentato ieri, nonostante la scelta, da parte governativa, di rendere opachi i dati e di centellinarli ogni semestre per rendere difficile una valutazione delle politiche pubbliche. Secondo l\u2019Alleanza contro le povert\u00e0 solo il 60% dei nuclei familiari che percepivano il cosiddetto \u00abreddito di cittadinanza\u00bb ha avuto accesso agli attuali \u00abassegno di inclusione\u00bb \u00e8 supporto formazione lavoro\u00bb. Nel primo semestre 2024 i nuclei beneficiari erano 695 mila, mentre chi prendeva il \u00abreddito di cittadinanza\u00bb erano 1.324 milioni di nuclei.<br \/>\nSulla pelle dei poveri \u00e8 stato dunque realizzato un taglio di 1,7 miliardi. Il fondo complessivo \u00e8 passato da 8,8 miliardi a 7,1 miliardi. Quest\u2019ultimo \u00e8 in diminuzione, considerata la temporaneit\u00e0 di un sussidio come quello dello per la formazione e il lavoro. La significativa diminuzione \u00e8 stata praticata attraverso l\u2019uso di criteri restrittivi, definiti \u00abcategoriali\u00bb. Si accede a un sussidio pi\u00f9 cospicuo del precedente (in media 620 euro, contro i 560 del \u00abreddito di cittadinanza\u00bb), a condizione di avere in famiglia minori, disabili, over 60 o situazioni di \u00absvantaggio certificato\u00bb. Solo la stretta sul contributo agli affitti, che di recente si \u00e8 cercato di correggere, avrebbe provocato l\u2019espulsione dal sistema di 220 mila nuclei familiari.<br \/>\nLa spesa effettiva per l\u2019\u00abassegno di inclusione\u00bb \u00e8 pari a circa 4,5 miliardi di euro; per il supporto di formazione e lavoro la spesa sarebbe di 250 milioni. La minore spesa darebbe pari a circa 1,1 miliardi sull\u2019assegno di inclusione e altrettanti sul \u00absupporto\u00bb. Stando alle stime in Italia oggi una persona su 10 \u00e8 in povert\u00e0 assoluta, 5,7 milioni di persone, mentre cresce considerevolmente il lavoro povero causato da bassi salari, tutele sociali inesistenti e scarsi e inefficienti servizi pubblici. Le pi\u00f9 colpite sono le famiglie numerose, e i nuclei con cittadini stranieri.<br \/>\n\u00abL\u2019Italia ha promesso un aumento vertiginoso della spesa militare \u2013 ha osservato Russo dell\u2019Alleanza contro la povert\u00e0 \u2013 Per onorare l\u2019impegno di alzare prima al 2 per cento poi al 5% il Prodotto interno lordo destinato alle spese militari entro il 2035, l\u2019Italia dovr\u00e0 spendere, secondo l\u2019Osservatorio Milex, ogni anno molti miliardi in pi\u00f9 rispetto a oggi\u00bb. Da dove saranno tolti questi soldi? \u00abLa prossima legge di bilancio ce lo sveler\u00e0 \u2013 ha risposto Russo \u2013 ma un\u2019idea noi gi\u00e0 ce l\u2019abbiamo: le spese per il sociale e quelle destinate a sostenere i pi\u00f9 fragili saranno le prime a essere colpite. Sarebbe gravissimo se, a pagare il prezzo di questa situazione drammatica, fossero sempre gli stessi\u00bb.<br \/>\nL\u2019alleanza ha chiesto misure straordinarie, misura di contrasto universalistica e un tavolo tecnico-politico permanente. Problemi che sembrano lontani dal dibattito economico sulla manovra. Ieri nel suo intervento al Senato il ministro dell\u2019Economia Giorgetti ha rivendicato la stabilit\u00e0 finanziaria del paese e aumenti contrattuali che per\u00f2 hanno recuperato solo un terzo dell\u2019inflazione cumulata. Il suo ministero ha confermato l\u2019intenzione di rientrare dalla procedura Ue per deficit eccessivo sotto il 3% del Pil. Si pensa sia un modo da liberare le risorse da dare alle lobby armate. Giorgetti ha insistito nel chiedere alle banche un contributo per il \u00absollievo fiscale\u00bb. Meloni, da New York, ha promesso di aprire con loro \u00abun confronto aperto e costruttivo\u00bb. Quello che manca per le questioni sociali.<\/p>\n<p>b &#8211; Roberto Ciccarelli*: PI\u00d9 POVERI AL LAVORO: IN ITALIA CI SONO I SALARI PI\u00d9 BASSI DEL G20 &#8211; SALARI AL MINIMO IL DISASTRO CERTIFICATO DALL\u2019ILO \u00c8 IL RISULTATO DI UNA TENDENZA STORICA DAGLI ANNI 90. IL LIVELLO DEI SALARI REALI \u00c8 INFERIORE DI 8,7 PUNTI RISPETTO A QUELLI DEL 2008. E GLI AUMENTI CONTRATTUALI NON HANNO COMPENSATO LE PERDITE DEGLI ULTIMI ANNI<br \/>\nLa crescita dei salari reali avvenuta in Italia nel 2024 non \u00e8 stata sufficiente a compensare le perdite registrate nel biennio precedente, quando l\u2019inflazione ha registrato livelli mai visti negli ultimi 40 anni. L\u2019aumento dei salari del 2,3% non \u00e8 riuscito a recuperare quanto \u00e8 stato perso in potere di acquisto nel 2022 (-3,3%) e nel 2023 (-3,2%). Per l\u2019Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), che ieri ha presentato a Roma il \u00abRapporto mondiale sui salari\u00bb, \u00e8 stato il risultato peggiore dei paesi del G20. In generale i salari nel nostro paese sono inferiori di 8,7 punti rispetto a quelli del 2008. Le meno pagate sono le donne. Il divario retributivo con gli uomini \u00e8 uno dei pi\u00f9 bassi dell\u2019Ue. Mentre i lavoratori migranti dipendenti guadagnano in media il 26,3% in meno dei lavoratori nazionali.<br \/>\nL\u2019ILO HA AVVERTITO l\u2019esistenza di una tendenza storica in Italia. Nel 2008 \u00e8 iniziata la crisi dei mutui subprime e del \u00abdebito sovrano\u00bb. Poi \u00e8 arrivata quella del Covid e quella dell\u2019iper-inflazione per i mega profitti e le speculazioni sull\u2019energia nella guerra russo-ucraina. Il lavoro \u00e8 sempre pagato di meno. In realt\u00e0, sappiamo da ricerche consolidate che in Italia questa tendenza non \u00e8 affatto nuova. Risale ai primi anni Novanta del XX secolo.<br \/>\nL\u2019AUMENTO della parte del salario che permette di acquistare beni e servizi al netto dell\u2019inflazione (\u00absalario reale\u00bb significa questo) \u00e8 stato una goccia nel mare. Nel 2024 non \u00e8 cambiata la tendenza italiana ad abbassare i salari e ad aumentare i profitti. Nel nostro paese, infatti, il sistema economico \u00e8 tarato sulle fasce basse della produzione, sulla precarizzazione del lavoro, sui bassi salari ed \u00e8 votato al terziario povero, all\u2019esportazione e al sabotaggio della domanda interna. Non si ragiona sull\u2019innovazione e sugli investimenti ma sulla competizione al ribasso sul costo del lavoro e sull\u2019accaparramento di fondi pubblici. Quelli che si riescono a spendere. Dovrebbe essere ormai nota l\u2019incapacit\u00e0 italiana di investire i fondi per la coesione territoriale (quelli che la Commissione Ue vorrebbe destinare alle armi), senza contare quelli provenienti dal Pnrr (194 miliardi) che andranno spesi entro giugno 2026.<br \/>\n\u00c8 INTERESSANTE capire cosa ha provocato l\u2019aumento dei \u00absalari reali\u00bb in 12 mesi. La spiegazione si trova nei dati dell\u2019Istat, in particolare quelli sulle retribuzioni contrattuali orarie del 2024. Le ragioni sono due: un maggiore numero di contratti nazionali \u00e8 stato rinnovato. E, soprattutto, \u00e8 calata l\u2019inflazione. Questo significa che gli aumenti non hanno recuperato il potere di acquisto perduto. Ci\u00f2 dimostra inoltre che l\u2019aumento del tasso di occupazione registrato in due anni sotto il governo Meloni ha inciso in maniera marginale sui salari. Il lavoro \u00e8 \u00abpovero\u00bb.<br \/>\nPER L\u2019ISTAT LA CRESCITA delle retribuzioni pi\u00f9 consistente \u00e8 avvenuta nel settore privato (+4,0%), soprattutto nell\u2019industria (+4,6%); mentre si rileva una diminuzione del 14,1% per la pubblica amministrazione. I rinnovi contrattuali che ci sono stati non hanno dunque recuperato il potere di acquisto, n\u00e9 hanno risolto un altro problema strutturale: il mancato rinnovo dei contratti che pu\u00f2 durare anni. Solo in parte i rinnovi recuperano i periodi di \u00abvacanza contrattuale\u00bb. Per l\u2019Istat in questa situazione si trovavano 6,6 milioni di lavoratori, il 50,8% dei dipendenti in Italia che lavorano in 28 settori diversi.<br \/>\n\u00abSERVE UNA VERTENZA sui salari \u2013 ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini \u2013 Non abbiamo sottoscritto i contratti pubblici per i quali il governo ha stanziato un terzo dell\u2019inflazione e pratica l\u2019abbassamento dei salari. Le imprese devono garantire il rispetto dei tempi del rinnovo dei contratti e prevedere aumenti salariali ben oltre l\u2019inflazione\u00bb. \u00abC\u2019\u00e8 bisogno di attivare degli investimenti in Italia e in Europa \u2013 ha detto Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil \u2013 Abbiamo proposto da pi\u00f9 di due anni la possibilit\u00e0 di riutilizzare il programma \u201cSure\u201d utilizzato nella pandemia\u00bb. Oggi tuttavia militaristi di Bruxelles intendano usare gli \u00abEurobond\u00bb del fondo \u00abSafe\u00bb per produrre armi. \u00abGoverno e imprese sono oggi direttamente responsabili della crisi salariale \u2013 ha sostenuto l\u2019Unione Sindacale di Base (Usb) \u2013 Bisogna modificare il meccanismo abominevole e complice creato dal sistema introdotto alla fine del 2008, quando fu stipulato un accordo fra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil che \u00e8 diventato la base di rinnovo di tutti i contratti nazionali in Italia\u00bb.<br \/>\nNELLA MAGGIORANZA i dati dell\u2019Ilo ieri sono stati considerati un successo del governo. \u00ab\u00c8 la dimostrazione che la strada \u00e8 giusta \u2013 ha detto Marco Osnato (Fdi) \u2013 meno tasse sul lavoro, pi\u00f9 soldi nelle buste paga e attenzione alle fasce pi\u00f9 colpite dal caro vita\u00bb. Versione contestata da Arturo Scotto (Pd) secondo il quale i salari non aumentano con i tagli delle tasse a carico del bilancio pubblico: \u00abServe il rinnovo dei contratti e il salario minimo\u00bb. \u00abIl caro energia e l\u2019alta inflazione hanno fatto crollare i salari\u00bb hanno detto Pasquale Tridico e Carolina Morace (M5S).<br \/>\nI METALMECCANICI di Fiom, Fim e Uilm si stanno preparando allo sciopero generale unitario venerd\u00ec 28 marzo per riaprire le trattative sul contratto nazionale di categoria ferme dal 12 novembre dell\u2019anno scorso. \u00abAllo stato attuale siamo in presenza di un attacco all\u2019esistenza stessa del contratto nazionale di lavoro \u2013 ha detto ieri Landini \u2013 Con un\u2019inflazione cumulata del 18%, il governo vorrebbe imporre aumenti del 6%. Cos\u00ec programma la riduzione del potere di acquisto dei salari anzich\u00e9 tutelare il loro potere di acquisto. Anche nel settore metalmeccanico sta succedendo questo con le imprese\u00bb.<br \/>\n\u00ab\u00c8 FONDAMENTALE rinnovare il contratto \u2013 sottolineano da Fim, Fiom e Uilm \u2013 per garantire certezze ai lavoratori e alle imprese che vogliono regole chiare per difendersi dalla concorrenza sleale\u00bb. Ieri a Reggio Emilia i sindacati hanno ottenuto l\u2019appoggio del consiglio comunale. \u00abLa scelta del Comune deve fare riflettere Federmeccanica sull\u2019urgenza di riaprire le trattative\u00bb hanno detto i segretari Alessandro Bonfatti, Simone Vecchi e Jacopo Scialla. Oltre allo sciopero venerd\u00ec prossimo ci saranno manifestazioni in tutto il paese. A Napoli il concentramento \u00e8 fissato per le 9,30 in Piazza Vittoria.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli. Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Vincenzo Imperitura*: LA CORTE DEI CONTI BOCCIA IL PONTE SULLO STRETTO &#8211; CALABRIA IL CIPESS HA 20 GIORNI PER RISPONDERE AI RILIEVI PROCEDURALI E TECNICI. DUBBI ANCHE SUI COSTI<\/strong><\/p>\n<p>OSSERVAZIONI E RICHIAMI SUL PIANO PROCEDURALE, SU QUELLO TECNICO E SU QUELLO ECONOMICO FINANZIARIO: CI SONO VOLUTI MENO DI 15 GIORNI ALLA CORTE DEI CONTI PER SMONTARE IL PROGETTO DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA.<br \/>\nProgetto che ora, nonostante i continui proclami del vice premier (e maggiore sponsor del ponte) Matteo Salvini sull\u2019imminente inizio dei lavori, \u00e8 costretto a tornare ai box nel tentativo di sanare le numerose prescrizioni che i giudici contabili hanno inviato al Dipe (dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del consiglio) in risposta al via libera garantito dalla delibera del Cipess.<br \/>\nTRA LE NUMEROSE ANOMALIE sottolineate dalla magistratura contabile \u00abrisulterebbe non compiutamente assolto l\u2019onere di motivazione, difettando anche in relazione a snodi cruciali dell\u2019iter procedimentale una puntuale valutazione degli esiti istruttori\u00bb per una delibera che \u00absi appalesa pi\u00f9 come una ricognizione delle attivit\u00e0 intestate ai diversi attori istituzionali che come una ponderazione delle risultanze di dette attivit\u00e0\u00bb. Ossia mancano alcuni passaggi fondamentali dell\u2019iter procedurale e, soprattutto, il Cipess si sarebbe limitato a un elenco delle attivit\u00e0 relative al progetto piuttosto che al loro esame. In merito alle procedure super accelerate garantite al progetto dal governo Meloni nel 2023, la Corte dei Conti punta il dito sulla delibera del Consiglio dei ministri dello scorso aprile con cui \u00ab\u00e8 stata approvata la relazione \u201cIropi\u201d relativa ai motivi imperativi di interesse pubblico\u00bb: delibera che nascondeva il progetto ponte sotto il tappetto dell\u2019interesse militare e che, di fatto, escludeva la sostanziale bocciatura relativa alla \u00abvalutazione di incidenza ambientale\u00bb.<br \/>\nMA \u00c8 SUL PROGETTO DEFINITIVO \u2013 e sulla sua frettolosa approvazione \u2013 che i richiami dei giudici contabili diventano ancora pi\u00f9 sorprendenti. A partire dalle \u00abplurime prescrizioni e raccomandazioni che risulterebbero non del tutto ottemperate\u00bb fino all\u2019assenza di alcuni pareri fondamentali come quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici che, si legge nel documento, \u00abnon risulta in atti\u00bb. E poi il piano economico dove saltano all\u2019occhio nelle sei pagine, che potrebbero segnare la pietra tombale del progetto fortemente contestato dalla popolazione, alcune differenze rispetto ai costi dell\u2019opera: a partire da quelli della relazione della societ\u00e0 di consulenza esterna Kpmg che stimava il costo del ponte in 10,48 miliardi, inferiori rispetto a quelli approvati dal quadro economico del 6 agosto scorso che ne certificava 10,51. E poi altre differenze sui costi per la sicurezza (balzati dai 97 milioni del progetto preliminare ai 206 del definitivo) e sui servizi di ingegneria, passati da 235 milioni a 340.<br \/>\nA PREOCCUPARE I GIUDICI (preoccupazione sottolineata anche in quasi tutti i ricorsi presentati dalle amministrazioni comunali di Reggio e Villa San Giovanni e dalle tante associazioni no ponte) lo studio relativo alle stime del traffico e al relativo piano tariffario per il pedaggio. Ma \u00e8 nell\u2019ultimo punto del documento che i giudici contabili calano quello che potrebbe essere il colpo definitivo chiedendo al Cipess \u00abchiarimenti in merito alle valutazioni in relazione alla direttiva 24 dell\u2019Ue\u00bb: quella cio\u00e8 che impedisce a un progetto di essere approvato senza una nuova gara nell\u2019ipotesi che gli aumenti dei costi (come nel caso del ponte sullo Stretto) siano superiori del 50% del valore del contratto iniziale. Ora il Cipess avr\u00e0 20 giorni per presentare le sue controdeduzioni o, in alternativa, \u00abritirare il provvedimento in sede di autotutela\u00bb. Se a gettare acqua sul fuoco ci ha provato l\u2019AD della societ\u00e0 Ponte sullo Stretto, Piero Ciucci (\u00absiamo pronti a fornire tutti gli elementi utili per consentire alla Corte di completare l\u2019istruttoria per la registrazione della delibera Cipess\u00bb), fanno invece festa le opposizioni: \u00abMeloni renda pubblici tutti i documenti sul ponte \u2013 ha dichiarato da Avs Bonelli \u2013 e sostituisca Salvini al ministero\u00bb. Pd e M5s parlano di \u00abuna sonora bocciatura\u00bb e di \u00abuna presa in giro colossale nei confronti di siciliani, calabresi e degli italiani tutti\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Vincenzo Imperitura, giornalista professionista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Patrick Zaki*: CREPE SU CAMP DAVID, IL CAIRO NON SI FIDA DEGLI USA E TEME L\u2019ESPANSIONE ISRAELIANA EGITTO-ISRAELE ALTA TENSIONE AL CONFINE. EGITTO AL BIVIO: NON VUOLE LO SCONTRO MA SA CHE OGNI CONCESSIONE NON POTR\u00c0 CHE CAUSARLO.<\/strong><br \/>\nDa decenni l\u2019Egitto e Israele vivono in una condizione di \u201cpace fredda\u201d fondata sugli Accordi di Camp David, che hanno posto fine alle guerre dirette tra i due Paesi e garantito a Tel Aviv un fronte meridionale stabile, permettendole di concentrare le proprie energie su altri avversari regionali, in primis l\u2019Iran e Hezbollah. Tuttavia, le turbolenze seguite al 7 ottobre \u2013 la guerra a Gaza, l\u2019allargamento del conflitto all\u2019Iran e il raid israeliano contro il Qatar con il tacito avallo degli Stati Uniti \u2013 hanno posto il Cairo davanti a uno scenario strategico completamente diverso, riproponendo un interrogativo antico ma oggi pi\u00f9 pressante: i rapporti egiziano\u2013israeliani rimarranno confinati entro i limiti di tensioni diplomatiche e scontri calcolati, oppure il momento dello scontro diretto \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto si immagini?<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio della guerra a Gaza, l\u2019Egitto ha tentato di svolgere il ruolo di mediatore prudente, mantenendo un equilibrio delicato tra i suoi rapporti con Washington e la sensibilit\u00e0 storica nei confronti di Israele, senza schierarsi apertamente con nessuna delle parti. L\u2019obiettivo principale era contenere la crisi ai propri confini e impedirne la deflagrazione sul territorio nazionale. Tuttavia, l\u2019ipotesi del trasferimento forzato dei palestinesi da Gaza al Sinai ha rappresentato uno shock strategico. Per il Cairo non si trattava pi\u00f9 soltanto di un problema umanitario o negoziale, bens\u00ec di una minaccia diretta alla sicurezza nazionale: svuotare Gaza dei suoi abitanti avrebbe significato spalancare le frontiere orientali dell\u2019Egitto a Israele e trasformare il Sinai in un teatro di conflitto esposto. Cos\u00ec l\u2019Egitto si \u00e8 trovato davanti a un\u2019equazione a somma zero: difendere Gaza come cuscinetto strategico oppure affrontare Israele in uno scontro diretto su un confine che non conosce instabilit\u00e0 dai tempi della guerra dell\u2019ottobre 1973.<br \/>\nParallelamente, il discorso politico israeliano \u00e8 tornato a indossare i panni di vecchie ambizioni. Le dichiarazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu su una \u201cGrande Israele\u201d non sono pi\u00f9 rimaste slogan elettorali, ma si sono trasformate in posizioni politiche sostenute da atti militari concreti. La presa del valico di Rafah e del corridoio di Filadelfia, nel maggio 2024, ha rappresentato per l\u2019Egitto una violazione palese degli Accordi di Camp David e una sfida diretta alla propria sovranit\u00e0 orientale. N\u00e9 l\u2019uccisione, nello stesso mese, di un soldato egiziano da parte del fuoco israeliano \u2013 episodio poi circoscritto \u2013 ha fatto altro che sottolineare la fragilit\u00e0 della situazione e il rischio reale di un\u2019escalation incontrollata, a dispetto degli sforzi di contenimento da entrambe le parti.<br \/>\nIl quadro regionale ha reso la crisi ancor pi\u00f9 complessa. Gli anni successivi al 2014 e la firma degli Accordi di Abramo hanno segnato un evidente arretramento del ruolo egiziano nella regione a favore delle monarchie del Golfo, sostenute da ingenti risorse finanziarie e da rapporti militari privilegiati con Washington. Sembrava che il Cairo, appesantito da crisi economiche e politiche interne, avesse smarrito la sua centralit\u00e0 in Medio Oriente, mentre le capitali del Golfo diventavano i referenti principali della Casa Bianca. Tuttavia, l\u2019ultima guerra ha rimescolato le carte. Stati Uniti e partner regionali hanno riconosciuto che la crisi non pu\u00f2 essere gestita senza l\u2019Egitto: la sua lunga esperienza con le fazioni palestinesi, i legami complessi con Hamas e la sua posizione geografica lo rendono un interlocutore imprescindibile. Ma allo stesso tempo il Cairo ha preso coscienza che le priorit\u00e0 americane non sono mutate: la protezione di Israele resta la bussola strategica, anche a costo di sacrificare alleati come il Qatar o altri Paesi del Golfo. Da qui \u00e8 maturata una consapevolezza nuova: l\u2019eccessiva dipendenza dall\u2019ombrello statunitense non offre pi\u00f9 le garanzie necessarie nei momenti critici, spingendo il presidente al-Sisi a rifiutare finora un incontro diretto con Donald Trump.<br \/>\nQuesta presa d\u2019atto ha indotto l\u2019Egitto a cercare opzioni alternative. Il recente riavvicinamento diplomatico con l\u2019Iran, incluso il sostegno agli sforzi con l\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica, non \u00e8 stata una semplice mossa tattica, ma un messaggio politico rivolto sia a Washington che a Tel Aviv: il Cairo pu\u00f2 riposizionarsi se le circostanze lo richiedono. Non si tratta di un\u2019alleanza strategica a tutto campo con Teheran, ma l\u2019apertura di nuovi canali offre all\u2019Egitto strumenti di pressione aggiuntivi e dimostra che non \u00e8 vincolato a un unico asse. In questo senso, le mosse egiziane degli ultimi mesi appaiono come una difesa su due fronti: proteggere i confini da ogni ipotesi di deportazione forzata dei palestinesi e, al contempo, tentare di recuperare un ruolo regionale eroso da decenni.<br \/>\nAnche il linguaggio ufficiale del Cairo ha subito un\u2019evoluzione significativa. Nel corso della Conferenza arabo\u2013islamica in Qatar, il presidente egiziano ha definito Israele \u201cil nemico\u201d: un termine assente dal lessico diplomatico egiziano da decenni. Non si \u00e8 trattato di un\u2019espressione casuale: il discorso \u00e8 stato indirizzato direttamente al popolo israeliano e non al suo governo, segno che il Cairo considera ormai chiusi i canali di dialogo con Netanyahu e il suo esecutivo di destra. Contestualmente, \u00e8 stata rafforzata in maniera senza precedenti la presenza militare nel Sinai, con il raddoppio di truppe e mezzi corazzati, chiaro segnale che l\u2019Egitto non intende accettare fatti compiuti ai propri confini. Dall\u2019altro lato, Israele ha continuato a ricorrere alla propaganda, diffondendo notizie su presunti \u201cdroni egiziani\u201d penetrati oltre confine senza essere intercettati, con l\u2019evidente scopo di preparare il terreno a future azioni militari. Per l\u2019Egitto si tratta dell\u2019ennesima tattica ben nota: creare un pretesto mediatico prima di un\u2019aggressione.<br \/>\nNeppure le relazioni economiche sono rimaste immuni da tali tensioni. Netanyahu e il ministro dell\u2019Energia Eli Cohen hanno annunciato l\u2019intenzione di rivedere l\u2019accordo di esportazione di gas naturale da 35 miliardi di dollari, firmato di recente con l\u2019Egitto dai partner del giacimento Leviathan nel Mediterraneo orientale, tra cui la multinazionale americana Chevron. Non si tratta di una semplice revisione tecnica di un\u2019intesa economica, bens\u00ec dell\u2019indicazione di una tendenza pi\u00f9 ampia tra i vertici israeliani a mettere in dubbio l\u2019affidabilit\u00e0 dell\u2019Egitto come partner, sia sul piano economico sia su quello della sicurezza. Per il Cairo, simili segnali costituiscono un duplice avvertimento: da un lato la minaccia a entrate energetiche fondamentali in un contesto di crisi economica acuta, dall\u2019altro la conferma che Israele tende a considerare l\u2019Egitto come un alleato revocabile e sottoposto a pressione, in contrasto con l\u2019immagine di partner strategico costruita in oltre quarant\u2019anni di \u201cpace fredda\u201d.<br \/>\nLe leve di forza e i vincoli si distribuiscono in maniera asimmetrica. L\u2019Egitto, pur gravato da difficolt\u00e0 economiche, dispone ancora di asset strategici rilevanti: il Sinai come frontiera vitale per Israele, il Canale di Suez come arteria centrale del commercio globale, la posizione geografica che unisce Asia e Africa e il suo radicato legame storico con la causa palestinese. Israele, dal canto suo, \u00e8 consapevole che un\u2019escalation con l\u2019Egitto la trascinerebbe in una dinamica di logoramento dagli esiti incerti, soprattutto mentre \u00e8 gi\u00e0 impegnata su pi\u00f9 fronti con Gaza, Libano e Iran. Tuttavia, Tel Aviv confida nel sostegno incondizionato di Washington e nella convinzione che il Cairo, bisognoso di assistenza economica e militare occidentale, non spinga lo scontro oltre certi limiti.<br \/>\nIn definitiva, l\u2019Egitto si trova oggi a un bivio strategico. Non intende precipitare in un conflitto aperto che avrebbe costi elevatissimi sul piano economico e politico, ma sa bene che ogni concessione su Gaza o l\u2019accettazione di piani di deportazione significherebbe uno scontro inevitabile con Israele, prima o poi. Da qui il suo attivismo crescente, tanto diplomatico quanto militare, volto ad aumentare il prezzo di qualsiasi avventura israeliana e, al contempo, a mantenere viva la possibilit\u00e0 di mediazione.<br \/>\nGli scenari futuri restano molteplici. Il pi\u00f9 probabile \u00e8 la prosecuzione di una politica di \u201cgestione della tensione\u201d attraverso intese tattiche sui valichi e sugli aiuti umanitari, senza giungere a una soluzione definitiva. Ma il rischio di escalation locale \u00e8 sempre presente, che si tratti di un nuovo incidente di frontiera o di un\u2019operazione israeliana nel Sinai giustificata da motivi di sicurezza. Lo scenario pi\u00f9 pericoloso sarebbe il collasso del percorso di Camp David, con il ritorno a una situazione simile al periodo pre-1979 e il conseguente sconvolgimento degli equilibri di sicurezza regionali. In quel caso, non si tratterebbe soltanto di un conflitto bilaterale tra Il Cairo e Tel Aviv, ma di un evento capace di ridisegnare gli equilibri di potere in tutto il Medio Oriente.<br \/>\nPer Israele, gli Accordi di Camp David hanno garantito quarant\u2019anni di stabilit\u00e0 sul fronte meridionale. Ma quella stabilit\u00e0 oggi non \u00e8 pi\u00f9 assicurata. Per l\u2019Egitto, la questione non \u00e8 pi\u00f9 soltanto quella di una mediazione o di un ruolo regionale, ma di sopravvivenza, confini e sovranit\u00e0. Se Israele continuer\u00e0 nelle sue politiche espansionistiche, lo scontro diretto non sar\u00e0 pi\u00f9 una possibilit\u00e0 remota, ma una prospettiva concreta, destinata a rimescolare le carte e ad aprire una nuova fase nella storia del conflitto arabo\u2013israeliano.<br \/>\n*(Patrick Zaki &#8211; Ricercatore in Diritti Umani e Studioso presso la Scuola Normale Superiore (SNS), Firenze)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Andrea Fabozzi*: Tocca a loro ma ci riguarda &#8211; La flotta continua Pi\u00f9 che appelli, serve protezione a chi \u00e8 in mare. 01 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52598\" title=\"n\u00b038 \u2013 27\/09\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-52598","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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