{"id":52487,"date":"2025-08-30T10:56:38","date_gmt":"2025-08-30T10:56:38","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52487"},"modified":"2025-08-31T09:57:03","modified_gmt":"2025-08-31T09:57:03","slug":"n34-30-agosto2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52487","title":{"rendered":"n\u00b034 &#8211; 30\/08\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>00 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Il Pil frena, i prezzi corrono: l\u2019Italia che Meloni non vede &#8211; Decrescita felice Il caro vita morde d\u2019estate: l\u2019Istat registra le speculazioni sui beni essenziali e i loro effetti sulla crescita in contrazione. Il Prodotto interno lordo cala dello 0,1% nel secondo trimestre, fare la spesa \u00e8 sempre pi\u00f9 un salasso.<\/strong><br \/>\n<strong>01 &#8211; Elena Basile*. dall\u2019Ucraina a Gaza: il doppio standard dell\u2019Occidente .Se vogliamo avere contezza delle contraddizioni delle oligarchie illiberali bisogna concentrarsi sul pensiero progressista e stanare l\u2019ipocrisia che lo domina. Sono colpita da come i media pi\u00f9 ascoltati riescano a continuare a sabotare i deboli tentativi di mediazione che Mosca e Washington potrebbero raggiungere sull\u2019Ucraina e presentarsi, insieme alle classi dirigenti europee, come i detentori di una morale basata su Rule of Law e diritti umani. Era chiaro ai pi\u00f9 che la difesa di questa narrativa non era conciliabile con il sostegno al genocidio in corso a opera di Netanyahu.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; 246 GIORNALISTI E OPERATORI DEI MEDIA SONO STATI UCCISI NELLA STRISCIA DI GAZA DALL&#8217;ESERCITO ISRAELIANO TRA IL 7 OTTOBRE 2023 E IL 26 AGOSTO 2025. UN DATO CHE NON HA PRECEDENTI.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Andrea Carugati*: Meloni al Meeting, crociata contro giudici e migranti &#8211; Lo show \u00abLe toghe non ci fermeranno\u00bb. Promette aiuti alle famiglie, case a basso costo per giovani coppie e altri soldi per le scuole private, cita santi e papi, invita al pentimento i \u00abprofeti di sventura\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Andrea Fabozzi*: Una potente metafora della nostra epoca &#8211; Rimini e misfatti La politica estera, quella che per \u00abi profeti di sventura\u00bb sarebbe dovuta essere il problema principale della prima presidente del Consiglio post fascista, \u00e8 stata invece l\u2019occasione per il suo completo sdoganamento, per la legittimazione di una leader con la fiamma nel simbolo e nel cuore.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Roberto Pietrobon*: \u00abInfiltrati di Trump in Groenlandia\u00bb, l\u2019ira del governo in Danimarca<\/strong><br \/>\n<strong>Lo scoop I servizi danesi hanno scoperto una rete Maga sull&#8217;isola artica. L\u2019ambasciatore non smentisce: \u00abIl nostro governo non pu\u00f2 controllare privati cittadini\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Usa dazi zero, resa preventiva della Ue &#8211; Usa-Ue L\u2019Unione Europea cercher\u00e0 di accelerare l\u2019iter legislativo entro la fine della settimana per rimuovere tutti i dazi sui beni industriali statunitensi.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Hebron, soldati nelle scuole: arresti e confische &#8211; Cisgiordania Nel quartiere Sheikh i militari hanno fatto irruzione in sei scuole, arrestato alcuni insegnanti davanti agli alunni e confiscato libri scolastici.(*)<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Mattia Marasti *: Il capitalismo corrotto della presidenza Trump &#8211; La politica commerciale dell\u2019amministrazione Trump sta aprendo scenari inediti. I dazi imposti sulle importazioni, a partire dai paesi europei, costituiscono un netto cambiamento rispetto alle politiche di apertura al commercio e alla libera circolazione delle merci che hanno contraddistinto il mondo negli ultimi decenni.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 &#8211; Roberto Ciccarelli*: IL PIL FRENA, I PREZZI CORRONO: L\u2019ITALIA CHE MELONI NON VEDE &#8211; DECRESCITA FELICE IL CARO VITA MORDE D\u2019ESTATE: L\u2019ISTAT REGISTRA LE SPECULAZIONI SUI BENI ESSENZIALI E I LORO EFFETTI SULLA CRESCITA IN CONTRAZIONE. IL PRODOTTO INTERNO LORDO CALA DELLO 0,1% NEL SECONDO TRIMESTRE, FARE LA SPESA \u00c8 SEMPRE PI\u00d9 UN SALASSO<\/strong><\/p>\n<p>Il Prodotto interno lordo cala e corre il \u00abcarrello della spesa\u00bb che si \u00e8 mangiato un\u2019altra quota dei salari da lavoro per pagare beni alimentari, per la casa e la cura della persona. C\u2019\u00e8 la conferma che il \u00abboom\u00bb dell\u2019occupazione \u00abda un milione di posti di lavoro\u00bb vantato da Giorgia Meloni davanti ai plaudenti ciellini di Rimini corrisponde alla crescita del lavoro povero.<br \/>\nLE STIME PRELIMINARI su agosto comunicate ieri dall\u2019Istat sono state come al solito equivocate dal governo e dalla sua maggioranza in nome del \u00abbene della Nazione\u00bb, mentre hanno spinto le opposizioni a parlare di \u00abGiorgia che vive nel mondo dei sogni\u00bb. Sono versioni parziali di un problema in cui il paese \u00e8 imprigionato. Ad agosto 2025 l\u2019inflazione generale sarebbe scesa all\u20191,6% su base annua (contro l\u20191,7% di luglio). Tuttavia, i prezzi del carrello della spesa sono aumentati: +3,5% rispetto al +3,2% del mese precedente. I beni ad alta frequenza d\u2019acquisto sono saliti da +2,3% a +2,4%. Rallentano i beni energetici (-4,4%). Tra quelli alimentari sono aumentati i prodotti non lavorati del +5,6%, quelli lavorati del +3%. Sono cresciuti anche i prezzi dei servizi per trasporti (+2,1%) e per la cura della persona (+0,3%). \u00c8 calato leggermente il costo degli energetici non regolamentati (-1,7%). L\u2019effetto per\u00f2 \u00e8 stato marginale per chi deve fare i conti con gli aumenti su pane, frutta, carne, detergenti e prodotti base.<br \/>\nNEL SECONDO TRIMESTRE del 2025, il Pil ha registrato una flessione dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell\u2019anno, quando aveva segnato un +0,3%. Su base annua, la crescita \u00e8 rallentata allo 0,4% (dal precedente +0,7%), con una crescita acquisita per l\u2019anno ferma allo 0,5%. Per l\u2019Istat, la causa principale \u00e8 da attribuire ai \u00abcontributi nulli dei consumi delle famiglie, delle Istituzioni sociali private e della spesa pubblica\u00bb. Dunque: meno crescono i salari, pi\u00f9 si fanno sentire i tagli del patto di stabilit\u00e0 accettato dal governo Meloni, pi\u00f9 aumentano i prezzi e pi\u00f9 diminuisce la crescita allo zero virgola.<br \/>\nUNA FAMIGLIA CON DUE FIGLI \u2013 ha stimato l\u2019Unione Nazionale Consumatori subir\u00e0 un rincaro annuo pari a 611 euro (erano 606 a luglio). Di questi, 403 euro sono dovuti solo all\u2019aumento del carrello della spesa (contro i 376 di un mese fa) e 384 euro riguardano alimenti e bevande analcoliche. Rincari sentiti in particolare durante l\u2019estate, con il Codacons che ha parlato di \u00abvacanze 2025 all\u2019insegna dei rincari\u00bb e di un comparto turistico travolto da aumenti \u00abcome uno tsunami\u00bb. E sta per arrivare la stangata di settembre, tra libri, materiali scolastici e servizi per il rientro in classe.<br \/>\nTRE ANNI DI GOVERNO Meloni ci hanno abituato all\u2019irrisoriet\u00e0 dei rimedi, alcuni dei quali costosissimi e con effetti paradossali. Il \u00abTrimestre anti-inflazione\u00bb, annunciato in pompa magna, \u00e8 stato archiviato nel silenzio. Il taglio del cuneo fiscale \u2014 misura da oltre dieci miliardi \u2014 continua a essere riproposto anche nella prossima legge di bilancio, ma senza effetti strutturali sul potere di acquisto che, in alcuni casi, ha dovuto pagare anche l\u2019aumento delle tasse generato dalla nuova Irpef.<br \/>\nMELONI CONTINUA a vantare dati positivi sull\u2019occupazione, ma dietro la sua stucchevole retorica si nasconde il problema di fondo: cresce s\u00ec l\u2019occupazione, ma \u00e8 occupazione povera. Contratti a tempo indeterminato che garantiscono stabilit\u00e0 formale, senza per\u00f2 adeguata retribuzione n\u00e9 reale tutela. Una dinamica iniziata nel post-Covid, che sotto l\u2019attuale governo si \u00e8 trasformata in sistema.<br \/>\nI DATI SULCOSTO DELLA VITA, che incide sui salari gi\u00e0 bassi, insieme al calo progressivo del Pil, sono l\u2019altra faccia dell\u2019aumento del lavoro povero a tempo indeterminato. Meloni, come del resto i suoi predecessori, continua a dare per inteso che basti un provvedimento governativo sul mercato del lavoro, o nel suo caso l\u2019ingiunzione delle mani, per cambiare qualcosa.<br \/>\nQUESTI SONO ESEMPI di populismo capitalistico che peggiora una situazione gi\u00e0 compromessa a danno dei lavoratori, come dimostra l\u2019ultimo quarantennio, Meloni compresa. La perdita di salario che \u00e8 continuata in maniera macroscopica nell\u2019attuale legislatura lo conferma. Quando si parla di \u00aboccupazione\u00bb non si parla solo di dati quantitativi legati alle ore lavorate e al numero dei contratti. Bisogna capire cosa si produce, con quale valore, in quali relazioni e secondo quanti investimenti. L\u2019erosione del Pil e le difficolt\u00e0 salariali confermano che la crescita \u00e8 della povert\u00e0 del lavoro. \u00c8 la logica conseguenza degli interessi che Meloni e le destre difendono e rivendicano alla vigilia della quarta Legge di bilancio, dove si parla di misure fiscali a sostegno dei redditi medio alti e non dell\u2019aumento del potere di acquisto dei salari della maggioranza. Il problema non \u00e8 tanto il consenso di Meloni tra i dominanti e i ben strutturati, bens\u00ec l\u2019inerzia della maggioranza che vive all\u2019insegna del \u00abbisogna adattarsi\u00bb.<br \/>\n*( Roberto Ciccarelli &#8211; Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Elena Basile*. DALL\u2019UCRAINA A GAZA: IL DOPPIO STANDARD DELL\u2019OCCIDENTE .SE VOGLIAMO AVERE CONTEZZA DELLE CONTRADDIZIONI DELLE OLIGARCHIE ILLIBERALI BISOGNA CONCENTRARSI SUL PENSIERO PROGRESSISTA E STANARE L\u2019IPOCRISIA CHE LO DOMINA.<\/strong><br \/>\n<strong>SONO COLPITA DA COME I MEDIA PI\u00d9 ASCOLTATI RIESCANO A CONTINUARE A SABOTARE I DEBOLI TENTATIVI DI MEDIAZIONE CHE MOSCA E WASHINGTON POTREBBERO RAGGIUNGERE SULL\u2019UCRAINA E PRESENTARSI, INSIEME ALLE CLASSI DIRIGENTI EUROPEE, COME I DETENTORI DI UNA MORALE BASATA SU RULE OF LAW E DIRITTI UMANI. ERA CHIARO AI PI\u00d9 CHE LA DIFESA DI QUESTA NARRATIVA NON ERA CONCILIABILE CON IL SOSTEGNO AL GENOCIDIO IN CORSO A OPERA DI NETANYAHU.<\/strong><\/p>\n<p>Questo spiega come mai su alcuni giornali del mainstream la denuncia dei crimini di guerra in Cisgiordania, del genocidio di Gaza e del regime fascista di Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir sia ormai comune. Articoli che ci consolano e che potrebbero uscire dalla nostra penna. La denuncia del terrorismo di Stato di Israele non \u00e8 tuttavia accompagnata dalla proposizione realistica di politiche di concreto isolamento del Paese. L\u2019unica possibilit\u00e0 di frenare la hybris israeliana sarebbe costituita dalla fine della cooperazione politico-militare, economica ed energetica con Israele da parte dei Paesi europei. Sanzioni dure, diciotto pacchetti di sanzioni alla stregua di quelle applicate alla Russia, dovrebbero essere fortemente sostenute. Ursula von der Leyen e Kallas potrebbero essere assediate e costrette ad affermare che l\u2019UE ha raggiunto una decisione comune dalla quale si astengono l\u2019Ungheria, l\u2019Italia e pochi altri. Non avviene, purtroppo.<br \/>\nMessi alle strette, i Macron, Starmer e Scholz, per citare i pi\u00f9 influenti, che fingono di disapprovare il genocidio, l\u2019apartheid e l\u2019invasione di Gaza, non oserebbero prendere alcuna misura concreta che penalizzi Israele. Si tratta della stessa posizione di tanta parte della diaspora ebraica che si mette la coscienza a posto con la critica al genocidio di Netanyahu, considerato un incidente di percorso di una storia di Israele mai esaminata nelle sue premesse, che hanno determinato i crimini odierni.<br \/>\nSi comprende allora come Trump, Meloni, Orb\u00e1n e la destra radicale che sta crescendo in Europa non siano poi cos\u00ec differenti dal partito trasversale DEM al potere. \u00c8 vero che la forma ha una sua rilevanza politica. Tra Hitler e i ceti capitalistici che si esprimevano nei liberali tedeschi, e che hanno permesso l\u2019ascesa del dittatore al potere, esisteva una differenza. Churchill non era Hitler, sebbene durante i primi incontri sia stato favorevolmente colpito dalla personalit\u00e0 del razzista psicopatico. Rimane importante comprendere che la Meloni oggi \u00e8 al potere perch\u00e9 abbiamo sperimentato la politica del pensiero unico DEM, la cui migliore manifestazione si \u00e8 avuta in Draghi. E in effetti la destra radicale \u00e8 oggi sdoganata e benedetta.<\/p>\n<p>IL NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, emblema del pensiero liberale e democristiano, progressista, filo-atlantico e subordinato alla lobby dei DEM, convive con la Meloni, sostiene la guerra in Ucraina e, molto cautamente, ha iniziato a pronunciare qualche parola di condanna contro la violenza esercitata contro i Palestinesi, i nuovi paria, i nuovi ebrei. Per stanare i farisei di regime, le opposizioni dovrebbero, con una mobilitazione costante in Parlamento e nella societ\u00e0 civile, pretendere dai governi europei sanzioni durissime e l\u2019isolamento dello Stato canaglia. Disperdersi in mille iniziative, rilevanti in quanto prova dell\u2019indignazione civile ma prive di effetto, non giova alla nostra causa.<br \/>\nHo letto con molto interesse gli articoli di Migone e D\u2019Orsi, di cui ammiro da tempo il pensiero e la passione civile. Dubito tuttavia che riusciremo a resuscitare i caschi blu dell\u2019ONU, che dovrebbero cimentarsi in un confronto militare con Israele coperto e difeso dagli USA. Cina, Russia e Paesi arabi non potrebbero sostenere un\u2019azione in grado di provocare un\u2019escalation verso la terza guerra mondiale. La sola azione unitaria che rimane \u00e8 una guerra economica a Israele. Cerchiamo di svelare l\u2019ipocrisia dei DEM al potere per mostrare all\u2019opinione pubblica moderata e manipolata che essi non sono diversi da Trump o dalla destra radicale che si fa i selfie con Netanyahu. Si potr\u00e0 in questo modo ricostruire il filo di una politica europea che ha tradito i suoi principi ed \u00e8 divenuta, come volevano i suoi artefici da Draghi a Gentiloni, da Macron a Starmer, il braccio operativo della NATO per le guerre imperiali in Ucraina come in MO.<br \/>\nNel discorso surrealistico di Rimini, Draghi ha criticato l\u2019UE che si arrende a Trump, accettando i dazi e il diktat su energia e investimenti. Ha finto di non sapere che l\u2019UE mercato e burocrazia sottomessa alle lobby degli affari \u00e8 stata costruita da lui, da Monti, da Prodi, da Gentiloni e dai loro colleghi europei. Almeno i nordici e i britannici non piangono lacrime di coccodrillo. Loro sanno bene che l\u2019UE odierna \u00e8 una cinghia di trasmissione degli interessi di BlackRock. L\u2019osmosi \u00e8 evidente. Il cancelliere Scholz, come \u00e8 noto, lavorava per Larry Fink. Le politiche neoliberiste e di austerit\u00e0, volute fortemente da Draghi, sono state alla base della dipendenza dell\u2019Europa dal capitalismo finanziario USA, dell\u2019affossamento dell\u2019euro, di una relazione debitori-creditori che \u00e8 stata a vantaggio dei creditori. I debitori, chiamati gentilmente PIIGS, hanno ceduto sovranit\u00e0 economica senza ottenere solidariet\u00e0 e meccanismi di compensazione.<br \/>\nL\u2019accettazione del sistema creato a Maastricht e dei fiscal compact ha portato a un drenaggio di risorse dai pi\u00f9 poveri Stati meridionali ai pi\u00f9 ricchi del Nord. Il \u201cquantitative easing\u201d, le iniezioni di liquidit\u00e0 promosse da Draghi a imitazione di quanto andava facendo la FED a Washington, e le politiche di austerit\u00e0 hanno contribuito alla crescita dei profitti bancari e finanziari a spese delle classi lavoratrici europee. Chiedere oggi un mercato di capitali europei, debito comune, unione bancaria e fiscalit\u00e0 comune da parte di Draghi \u00e8 un paradosso tragicomico.<\/p>\n<p>L\u2019UE CHE QUESTA CLASSE DIRIGENTE HA VOLUTO \u00c8 STATA UN\u2019ORGANIZZAZIONE BUROCRATICA, DOMINATA ECONOMICAMENTE DAI TEDESCHI E COLONIA GEOPOLITICA DEGLI USA. L\u2019allineamento alle guerre dei neoconservatori USA in Ucraina e Medio Oriente ha tolto all\u2019UE quel residuo di dignit\u00e0 che le era rimasto. Il tradimento degli interessi del popolo europeo \u00e8 eclatante. Draghi ha inoltre difeso a Rimini l\u2019integrazione UE, fingendo di non sapere che essa, senza legittimit\u00e0 democratica, rafforzerebbe la burocrazia al servizio dell\u2019imperialismo USA.<br \/>\nL\u2019UE FEDERALE NON PU\u00d2 ESSERE COSTRUITA CON PICCOLI EMENDAMENTI. Non \u00e8 il voto a maggioranza che render\u00e0 l\u2019UE capace di una politica estera autonoma e di perseguire gli interessi geopolitici ed economici delle classi lavoratrici europee. Il popolo europeo esiste se viene individuato un interesse comune basato sul compromesso geopolitico ed economico tra Nord e Sud dell\u2019Europa. L\u2019interesse comune esiste se ci limitiamo all\u2019Europa continentale del nocciolo duro, non a quella dei 27 Stati, di cui una buona parte vuole soltanto partecipare ai benefici economici e obbedire agli interessi di Washington.<br \/>\nL\u2019Europa federale, unione politica democratica, si pu\u00f2 perseguire soltanto con una rivoluzione dell\u2019impianto istituzionale e una revisione importante dei Trattati. Il progetto di Draghi e di Gentiloni \u00e8 tuttavia differente: essi perseguono una UE burocratica e asservita agli interessi non di Trump ma dello stato profondo USA, del partito trasversale DEM di cui la loro carriera politica \u00e8 debitrice. Bisogna vincere le resistenze nazionali e statali, la maggioranza deve schiacciare la minoranza per rafforzare il potere di un\u2019organizzazione senza anima che ha tradito gli ideali di pace e prosperit\u00e0, il sogno federale e di una politica estera basata sull\u2019autonomia strategica da Washington, lo Stato sociale, un modello di societ\u00e0 opposto a quello neoliberista statunitense. Lo stato profondo USA si sposta a Bruxelles. L\u2019Occidente non si \u00e8 spezzato: rantola e sopravvive nel contrasto ai parvenu alla Trump, generati da un sistema fallito.<br \/>\nRIPETITA IUVANT E CON RILUTTANZA RITORNO SULLA POSSIBILE PACE IN UCRAINA. Premetto che la difesa delle ragioni geopolitiche della Russia mi porta soltanto svantaggi, ad esempio l\u2019ostracismo dell\u2019establishment, la mancanza di incarichi cosmetici e danarosi che tanti ex ambasciatori ottengono, soprattutto la mancanza di recensioni sui giornali pi\u00f9 letti e nei media pi\u00f9 ascoltati dei miei sette libri di narrativa. Sono l\u2019unica donna in Italia, ex ambasciatrice, che scrive romanzi e racconti. Soltanto per questo dovrei forse ricevere un minimo di attenzione, di critica anche soltanto negativa. Premessa necessaria per rispondere ai filoatlantici, che dalle loro esternazioni a favore della narrativa NATO traggono benefici e prebende. Con una protervia unica gli stessi accusano i dissenzienti di filo putinismo, come se noi avessimo dei tornaconti personali, come loro, nell\u2019ascoltare la nostra coscienza e nell\u2019analizzare le dinamiche internazionali con onest\u00e0 intellettuale.<br \/>\nLa Russia non ha chiesto il vertice in Alaska ma lo ha concesso. Il Paese avanza sul campo militare e il tempo gioca a suo favore. Avanza lentamente per non sprecare le vite dei russi e per non commettere crimini di guerra contro una popolazione affratellata come quella ucraina. Potrebbe radere al suolo le citt\u00e0 come noi abbiamo fatto con Dresda, oppure pi\u00f9 recentemente con Baghdad. Invito coloro che si deliziano nel chiamare Putin il mostro, il macellaio, a spiegarmi il contrario. Contiamo le vittime civili di questo conflitto e paragoniamo il numero con altri conflitti durati tre anni. Cerchiamo di essere onesti. Soprattutto, vergognamoci di paragonare la Russia a Israele.<br \/>\nMosca non ha cambiato la sua posizione. Vuole una pace durevole in Europa che annulli le cause del conflitto. La neutralit\u00e0 ucraina deve tornare in costituzione, il Paese deve essere smilitarizzato oppure contare su un esercito nazionale ridimensionato, non su una piattaforma occidentale, anglosassone per l\u2019attacco alla Russia.<br \/>\nI territori occupati, soprattutto quelli gi\u00e0 annessi del Donbass, le cui popolazioni russofone, bombardate dal governo centrale ucraino con la complicit\u00e0 occidentale durante la guerra civile durata otto anni, hanno da tempo espresso il desiderio di fare parte della Russia. Dopo tre anni di guerra Mosca, che per tasso demografico decrescente, estensione della sua superficie e materie prime non \u00e8 interessata alla conquista di nuovi territori, non potr\u00e0 che fare minime concessioni. La maggiore \u00e8 fermarsi. No Ucraina nella NATO significa no NATO in Ucraina. La Russia considera la NATO ai suoi confini una minaccia esistenziale. Le garanzie di sicurezza NATO all\u2019Ucraina permetterebbero a Kiev di ritornare con mille provocazioni al conflitto, trascinando i Paesi NATO o alcuni di essi. Le garanzie possono essere soltanto quelle dei Paesi europei e BRICS, come comprenderebbe anche un bambino, in nome dell\u2019equit\u00e0 e di una pace duratura. Altre concessioni vi potrebbero essere in un negoziato aperto con un Occidente che ha cambiato postura, elimina le sanzioni e torna ai principi di Helsinki, difesi recentemente dal Papa.<br \/>\nGLI EUROPEI E IL LORO FANTOCCIO, ZELENSKI, chiedono invece il cessate il fuoco che consentirebbe all\u2019Ucraina di meglio armarsi e riprendere la guerra. Impongono condizioni alla potenza che vince sul campo militare, cosa mai vista nella storia, e accentuano una postura bellicista, continuando a utilizzare Kiev per erodere il potere russo, in accordo al piano ben illustrato da Brzezinski nella Grande scacchiera pubblicata nel 1997. Si permettono ancora di affermare che l\u2019Ucraina entrer\u00e0 un giorno nella NATO. Esitano tuttavia a farla entrare in Europa, malgrado Putin abbia affermato di non essere contrario a un percorso di avvicinamento di Kiev all\u2019UE.<br \/>\nQualcuno ha avuto la brillante idea di affermare che le sorti del conflitto con la Russia possono essere mutate come \u00e8 avvenuto con la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. Dimenticano che all\u2019epoca non avevamo l\u2019arma nucleare, un piccolo dettaglio che strateghi e politici occidentali continuano a cancellare. La Russia in caso di sconfitta, essendo la NATO molto pi\u00f9 potente politicamente, economicamente e militarmente, ricorrerebbe all\u2019arma nucleare in propria difesa, come \u00e8 chiaramente sancito nella dottrina militare russa. A prescindere dal nucleare, Mosca pu\u00f2 essere sconfitta da un\u2019entrata in guerra, con gli stivali sul campo, di americani ed europei per contrastare un milione e trecentomila unit\u00e0 russe. Proporrei che i figli dei leader guerrafondai diano l\u2019esempio e comincino da ora a combattere per Kiev.<br \/>\nVaneggiano. Non so se ne sono consapevoli. In effetti per ora obbediscono agli ordini. Bisogna continuare il conflitto fino all\u2019ultimo ucraino a beneficio della finanza e delle lobby delle armi. Naturalmente non lo confessano la sera guardandosi nello specchio. Non ascoltano il grillo parlante come Pinocchio, si sono ormai immedesimati nei loro alibi, nella favola di Parsi: la difesa di una democrazia aggredita contro un mostro, un autocrate senza scrupoli.<br \/>\nIn Medio Oriente il progetto del Grande Israele continua. La tappa pi\u00f9 recente \u00e8 costituita dall\u2019invasione di Gaza. Il governo neonazista di Netanyahu realizza in modo coerente la cancellazione di un popolo, massacrato, torturato, affamato. Bambini mutilati, denutriti, senza soccorsi sono ritratti da giornalisti e civili palestinesi. Al netto della retorica, dei piagnistei e dei finti riconoscimenti della Palestina, l\u2019Occidente \u00e8 complice del genocidio. Soltanto la fine di ogni cooperazione politica, economica e militare, accompagnata da sanzioni economiche durissime, potrebbe temperare la violenza di uno Stato canaglia come Israele. Tel Aviv attacca i vicini contro ogni norma internazionale. Gli Houthi sono, come gli Hezbollah, gli unici che sulla propria pelle si ribellano all\u2019azione nazista di Israele, incarnando un\u2019eroica resistenza. Sono puniti da una potenza militare, nucleare e tecnologica senza uguali nella regione.<br \/>\nIL GOVERNO DELLA DESTRA MESSIANICA ISRAELIANA HA BISOGNO DELLE GUERRE PER RESTARE IN PIEDI. Le campagne contro la Siria, il Libano, l\u2019Iran si alternano a quelle contro Gaza. Il 7 ottobre ha reso maggiormente evidente l\u2019illegalit\u00e0 internazionale, l\u2019ideologia nazista e razzista e la violenza militare di un Paese che, tuttavia, in passato non ha rispettato il diritto internazionale e le Risoluzioni, anche quelle vincolanti del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, ha colonizzato terre non proprie, ha creato forme di apartheid, ha incarcerato minori, ha praticato la tortura contro civili inermi, non solo contro i miliziani di Hamas. In Cisgiordania il sopruso razzista e l\u2019illegalit\u00e0 non sono cessati, malgrado Hamas non esista in questo territorio vessato da decenni da Tel Aviv.<\/p>\n<p>HAMAS \u00c8 UN\u2019ORGANIZZAZIONE DEDITA ALLA LOTTA ARMATA, SEGRETAMENTE FINANZIATA DALLA CIA E DA ISRAELE CONTRO AL-FATAH AL FINE DI ROMPERE L\u2019UNIT\u00c0 PALESTINESE. \u00c8 stata eletta democraticamente e nel 2007 ha cercato un dialogo politico. L\u2019Occidente non ha mai voluto iniziare con Hamas quel processo virtuoso realizzato con l\u2019OLP, nata come organizzazione terrorista e che ha permesso i negoziati di Oslo. Dal 2000 in poi la destra israeliana ha sconfessato la soluzione dei due Stati e il progetto del Grande Israele \u00e8 stato portato avanti con la complicit\u00e0 dell\u2019Occidente.<br \/>\nQueste premesse hanno portato al genocidio odierno, giustificato dall\u2019attacco subito il 7 ottobre, un attacco feroce e terrorista anche contro la popolazione civile. Si attende, tuttavia, un\u2019inchiesta indipendente internazionale al fine di verificare quanti morti siano dovuti al fuoco amico e alla direttiva israeliana Hannibal, che permette l\u2019uccisione da parte dell\u2019esercito nazionale di civili israeliani al fine di non farli divenire ostaggi. Le atrocit\u00e0 attribuite dalla propaganda occidentale a Hamas, quali decapitazione di bambini e stupri di donne, sono state smentite. Si deve ancora verificare se il governo israeliano ha peccato di negligenza o di complicit\u00e0, al fine di permettere l\u2019attacco del 7 ottobre, utilizzato da Netanyahu e dall\u2019Occidente come alibi per giustificare il genocidio del popolo palestinese.<br \/>\nTUTTI GLI INTELLETTUALI, GLI ATTIVISTI E GLI ESPERTI GIURIDICI DELL\u2019ONU SONO COSTRETTI DALLA STAMPA DI REGIME A UNA CONDANNA ASTORICA E MORALISTICA DEL TERRORISMO DI HAMAS, PER POTER DARE CREDIBILIT\u00c0 ALLA DENUNCIA DELLE ATTIVIT\u00c0 CRIMINALI DI ISRAELE.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che Hamas esiste perch\u00e9 esiste la violenza razzista e illegale di Israele contro una popolazione indifesa. Condannare Hamas senza tenere conto della realt\u00e0 storico-politica nella quale nasce \u00e8 un\u2019operazione sottoculturale e di regime.<br \/>\nSe ci fsse stata la volont\u00e0 politica israeliana e occidentale, oggi in Palestina avremmo due Stati che convivono e hanno risolto diplomaticamente le loro controversie. Come ho scritto in Occidente e il nemico permanente, il fallimento della diplomazia \u00e8 dovuto in gran parte all\u2019Occidente e alle lobby di Israele. I Paesi arabi hanno perseguito i propri interessi, utilizzando la causa palestinese per i propri giochi geopolitici. La miopia politica di al-Fatah e il massimalismo hanno contribuito a far morire un dialogo a vantaggio dei Palestinesi. Il terrorismo di Hamas \u00e8 una conseguenza di un quadro geopolitico, di un processo storico e della distruzione del multilateralismo.<br \/>\nRepetita iuvant, ma la lotta \u00e8 impari. Il soft power occidentale \u00e8 invincibile. La maggioranza \u00e8 manipolata o impotente. L\u2019autoritarismo avanza. L\u2019assurdo \u00e8 che l\u2019Occidente, artefice principale dell\u2019illegalit\u00e0 internazionale e del disordine nel quale viviamo, si presenta come il difensore della pace, della democrazia e dei diritti umani. Orwell, uno scrittore visionario, aveva previsto la manipolazione a opera di un potere dittatoriale e l\u2019adesione surrealistica della societ\u00e0 civile. L\u2019assurdo e il grottesco sono le dimensioni consone al XXI secolo.<br \/>\n*(Elena Basile &#8211; scrittrice ed editorialista per Il Fatto Quotidiano, \u00e8 stata Ambasciatrice italiana in Svezia e in Belgio.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; 246 GIORNALISTI E OPERATORI DEI MEDIA SONO STATI UCCISI NELLA STRISCIA DI GAZA DALL&#8217;ESERCITO ISRAELIANO TRA IL 7 OTTOBRE 2023 E IL 26 AGOSTO 2025. UN DATO CHE NON HA PRECEDENTI.<\/strong><br \/>\nNello stesso periodo almeno in 520 sono stati feriti da proiettili o missili israeliani, mentre i familiari di giornalisti uccisi sono oltre 800. Israele ha distrutto 115 strutture o centri logistici dei media nella Striscia mentre in Cisgiordania e a Gerusalemme ha chiuso 12 tipografie sgradite e &#8220;spento&#8221; cinque canali.<br \/>\nSecondo i dati raccolti dal Sindacato dei giornalisti palestinesi, dall&#8217;ottobre 2023 sarebbero stati registrati 206 casi di arresto e detenzione di colleghi da parte delle autorit\u00e0 israeliane: 55 restano detenuti nelle carceri israeliane, tra cui cinque giornalisti che erano gi\u00e0 stati imprigionati prima del 7 ottobre di due anni fa. Farah Abu Ayash di Beit Ummar a Hebron risulta ancora rinchiusa in isolamento nel centro di detenzione di Moskobiya.<br \/>\nSi sono perse le tracce di Nidal Al-Wahidi e Haitham Abdul Wahid, &#8220;il che costituisce un vero e proprio crimine di sparizione forzata in chiara violazione del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate adottata dalle Nazioni Unite e in vigore dal 2010&#8221;, come denuncia il Sindacato.<br \/>\nIl nostro pensiero va a loro, e non da oggi. Esattamente un anno fa pubblicavamo infatti il podcast &#8220;La guerra dei giornalisti&#8221; di Anna Maria Selini, dedicato proprio ai reporter sotto attacco a Gaza, in Israele e nei Territori occupati. Puoi ascoltarlo dal nostro sito o sulle principali piattaforme. Intervengono Nahum Barnea, Ugo Tramballi, Haggai Matar, Anton Abu Akleh, Shuruq As\u2019ad, Nasser Abu Baker, Yehuda Shaul, Duccio Facchini, Andrea De Domenico, Amira Hass. Materiale utilissimo per comprendere l&#8217;attualit\u00e0 e provare a restare umani.<br \/>\nAIUTACI A DIFFONDERLO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Andrea Carugati*: MELONI AL MEETING, CROCIATA CONTRO GIUDICI E MIGRANTI &#8211; LO SHOW \u00abLE TOGHE NON CI FERMERANNO\u00bb. PROMETTE AIUTI ALLE FAMIGLIE, CASE A BASSO COSTO PER GIOVANI COPPIE E ALTRI SOLDI PER LE SCUOLE PRIVATE, CITA SANTI E PAPI, INVITA AL PENTIMENTO I \u00abPROFETI DI SVENTURA\u00bb<\/strong><br \/>\n(ndr. INCREDIBILE. Italiani senza memoria)<br \/>\nINVIATO A RIMINI<br \/>\nMadre e cristiana, ma assai poco misericordiosa, soprattutto verso i migranti e i giudici che fanno \u00abinvasioni di campo\u00bb sbarrando la strada ai suoi campi di detenzione in Albania.<br \/>\nGiorgia Meloni si presenta al Meeting di Rimini fresca di vacanze, il viso paonazzo per l\u2019abbronzatura, e cita papi, preti e santi, quasi una litania, per mostrarsi devota che di pi\u00f9 non si pu\u00f2. E pronta a fare \u00abogni sforzo\u00bb per frenare l\u2019inverno della denatalit\u00e0 aiutando le famiglie: con un piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie (progetto a cui stava lavorando Salvini a cui lei soffia l\u2019annuncio).<\/p>\n<p>Invoca una \u00absociet\u00e0 amica delle famiglie\u00bb senza citare mai la questione dei salari, tanto che sar\u00e0 poi il leghista a ricordarle che con gli stipendi fermi a venti anni fa mettere su famiglia \u00e8 quasi impossibile. Lei si concentra sulle promesse di nuovi denari per le scuole private, tanto care ai ciellini: \u00abDobbiamo assicurare la libert\u00e0 educativa anche alle famiglie con minori risorse, basta con i pregiudizi contro la parit\u00e0 scolastica\u00bb. A Maurizio Lupi brillano gli occhi.<br \/>\nSI DICE \u00abPRAGMATICA\u00bb ma \u00e8 a suo agio solo nell\u2019ideologia, quando prende a sassate la sinistra dei \u00abcattivi maestri\u00bb che hanno definito \u00abla genitorialit\u00e0 un concetto arcaico e patriarcale\u00bb. \u00abNon c\u2019\u00e8 nulla di moderno nell\u2019affittare l\u2019utero di una donna povera, nel privare per legge un bambino della figura del padre o della madre\u00bb. A suo agio anche quando cita don Giussani per rivendicare lo stop al reddito di cittadinanza: \u00abUn uomo disoccupato soffre un attentato grave alla coscienza di se stesso\u00bb.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 spazio per lotte e diritti. \u00abTra imprenditori e lavoratori serve condivisione, non scontro. Non ho mai conosciuto un datore di lavoro che non considerasse i dipendenti la sua risorsa pi\u00f9 preziosa\u00bb. In trance a tratti mistica, si inerpica a pi\u00f9 riprese nell\u2019esegesi di T.S. Eliot, a partire dalla frase che d\u00e0 il titolo al Meeting 2025, \u00abNei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi\u00bb. \u00abNel deserto di Eliot, un mondo dove non c\u2019\u00e8 spazio per la tensione spirituale, ci sono elementi in comune con la storia di Atreju, sapete bene quanto conta per me la sua lotta contro il Nulla\u00bb.<br \/>\nTRA UNA CITAZIONE E L\u2019ALTRA, arrivano le bordate politiche. \u00abOgni tentativo che verr\u00e0 fatto di impedirci di governare il fenomeno dell\u2019immigrazione illegale verr\u00e0 rispedito al mittente: non c\u2019\u00e8 giudice, politico o burocrate che possa impedirci di fare rispettare la legge, di garantire la sicurezza dei cittadini, di combattere gli schiavisti del terzo millennio\u00bb. E ancora: \u00abAndremo avanti con la riforma della giustizia nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati che provano a sostituirsi al Parlamento e alla volont\u00e0 popolare\u00bb.<br \/>\nAvanti, aggiunge con toni roboanti, \u00abnon per sottomettere il potere giudiziario a quello politico, ma per rendere la giustizia meno condizionata dalla mala pianta delle correnti, per liberarla dalla politica\u00bb. Sembra di risentire Berlusconi, molto amato al Meeting negli anni d\u2019oro, ma qui non c\u2019entrano le aziende di famiglia: il disegno di sottomissione delle toghe \u00e8 tutto politico.<br \/>\nE in fondo era dai tempi del Cavaliere che un premier politico in carica non veniva accolto con tanto calore dal popolo ciellino. Con Bernard Scholz, presidente della Fondazione Meeting, che lancia la standing ovation iniziale con parole al miele: \u00abCara presidente, anche chi non condivide il suo orientamento politico deve riconoscere che lei sta rappresentando il suo governo a livello internazionale con grande senso di responsabilit\u00e0, coraggio, sincerit\u00e0 e affidabilit\u00e0\u00bb. Meloni ringrazia, si alza in piedi a mani giunte, le scappa pure una lacrima.<br \/>\nMa, al netto delle affettuosit\u00e0, la premier arriva e se ne va dalla fiera di Rimini senza visitare neppure uno stand o stringere la mano a un volontario. Blindatissima, coi ragazzi del servizio d\u2019ordine con le magliette verdi catechizzati a dovere: \u00abI giornalisti non si possono avvicinare\u00bb. Un\u2019ossessione gi\u00e0 manifestata nel famoso fuori onda di qualche giorno fa a Washington, e che si mostra in modo plastico tra i ciellini, con volontari che prendono per le braccia i cronisti.<br \/>\nTONIFICATA DA TANTA STIMA, Meloni apre il fuoco contro chi aveva pronosticato che la politica estera sarebbe stato il suo \u00abtallone d\u2019Achille\u00bb: \u00abSpero che quei profeti di sventura siano ora contenti di essersi sbagliati\u00bb. Su Netanyahu qualche ovviet\u00e0 sulla sproporzione tra l\u2019attacco subito il 7 ottobre 2023 e la macelleria di Gaza. E la blanda richiesta, senza alcuna ipotesi di sanzioni che pure il governo potrebbe decidere, di \u00abfermare l\u2019occupazione di Gaza e l\u2019espansione delle colonie in Cisgiordania\u00bb. Ricorda che \u00abl\u2019Italia \u00e8 il primo paese non musulmano nel numero di evacuazioni sanitarie da Gaza\u00bb. Mentre qualcuno, e cio\u00e8 le opposizioni, \u00abscrive mozioni e urla slogan, noi salviamo vite umane\u00bb.<br \/>\nMeloni si concede anche una affilata carezza a Mario Draghi, che proprio qui al Meeting qualche giorno fa aveva denunciato i rischi di \u00abirrilevanza\u00bb dell\u2019Europa. Critiche che \u00abcondivido cos\u00ec tanto da averle formulate molto spesso nel corso degli anni, tanto da venire criticata aspramente anche da chi oggi si spella le mani. Sapevo che prima o poi tutti avrebbero dovuto fare i conti con la realt\u00e0\u00bb.<br \/>\nCRITICHE CONDIVISE ANCHE da Salvini, che contesta per\u00f2 la medicina di Draghi: \u00abServe meno Europa, non di pi\u00f9, bisogna tornare alla Cee\u00bb. Il leghista arriva al Meeting all\u2019ora di pranzo, mentre Meloni sta ancora parlando. I tentativi di un incontro tra gli stand a favore di telecamere, perorati da Salvini e dagli organizzatori, si infrangono contro il muro di Meloni, che fugge subito verso San Patrignano, per una visita privatissima.<br \/>\nIl leghista annulla il punto stampa previsto per le 13, sarebbe stato uno sgarbo all\u2019alleata che stava ancora parlando, e inizia a girovagare tra gli stand come un\u2019anima in pena, per due ore, fino a quando trova pace in quello del Mit, dove viene intervistato da Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettrice del Tg2 in quota Lega. Definisce \u00abguardonismo d\u2019agosto\u00bb le domande sul mancato incontro con Meloni. \u00abCi siamo sentiti al telefono, come facciamo quasi ogni giorno per lavoro\u00bb. E rinfocola lo scontro con Macron: \u00abNon l\u2019ho insultato, gli ho detto che a combattere in Ucraina ci va lui, non i soldati italiani. E \u201ctaches al tram\u201d \u00e8 un modo di dire simpatico in milanese. Lo inviter\u00f2 sulla prima auto che attraverser\u00e0 il ponte di Messina\u00bb.<br \/>\nIn mezzo a questo teatrino, affiora anche per un tema serio: la proposta di Giorgetti di un contributo dalle banche per la manovra, gi\u00e0 tentato gli anni scorsi e stoppato anche stavolta da Tajani. Salvini rincara: \u00abI soggetti economici che hanno guadagnato 46 miliardi possono dare un contributo alle famiglie ella crescita. Gi\u00e0 da questa manovra\u00bb.<br \/>\n*( ANDREA CARUGATI. Giornalista professionista, fotografo, autore di libri, produttore cinema e tv. Ho lavorato per ANSA per oltre vent&#8217;anni in qualit\u00e0 prima di redattore)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Andrea Fabozzi*: UNA POTENTE METAFORA DELLA NOSTRA EPOCA &#8211; RIMINI E MISFATTI LA POLITICA ESTERA, QUELLA CHE PER \u00abI PROFETI DI SVENTURA\u00bb SAREBBE DOVUTA ESSERE IL PROBLEMA PRINCIPALE DELLA PRIMA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO POST FASCISTA, \u00c8 STATA INVECE L\u2019OCCASIONE PER IL SUO COMPLETO SDOGANAMENTO, PER LA LEGITTIMAZIONE DI UNA LEADER CON LA FIAMMA NEL SIMBOLO E NEL CUORE.<\/strong><\/p>\n<p>Lei, che non rinuncia mai a marcare il territorio, si riferiva ad Atreju, l\u2019eroe della sua giovent\u00f9 (nazionale). E anche a Thomas Stearns Eliot, l\u2019autore della citazione scelta quest\u2019anno dal Meeting, \u00abun autore a me molto caro\u00bb che se rileggesse oggi giudicherebbe un antisemita. Ma noi potremmo dirlo di lei stessa, dopo averla ascoltata in mezzo agli applausi del pubblico di Comunione e liberazione: Giorgia Meloni \u00e8 \u00abuna potente metafora della nostra epoca\u00bb.<br \/>\nPerch\u00e9 ha ragione quando dice che la politica estera, quella che per \u00abi profeti di sventura\u00bb sarebbe dovuta essere il problema principale della prima presidente del Consiglio post fascista, \u00e8 stata invece l\u2019occasione per il suo completo sdoganamento, per la legittimazione di una leader con la fiamma nel simbolo e nel cuore.<br \/>\nMa non perch\u00e9 \u00e8 riuscita a fare dell\u2019Italia \u00abuna nazione forte, fiera, schietta e leale\u00bb, come ha detto alzando i toni e guardando negli occhi un nemico inesistente \u2013 almeno a Rimini. Quelle sono chiacchiere da propaganda. Se si \u00e8 trovata inaspettatamente eppure perfettamente a suo agio nel consesso internazionale \u00e8 perch\u00e9 il panorama \u00e8 cambiato rispetto ai tempi in cui strillava dall\u2019opposizione contro l\u2019Europa, i suoi codici e i suoi istituti, il debito comune e i vaccini. Per quella che \u00e8 oggi l\u2019Unione europea, Meloni che fino a ieri proponeva nei fatti di uscirne, disapplicandone i trattati, \u00e8 l\u2019interprete ideale.<br \/>\nInfatti agli osannanti ciellini ha potuto spiegare che la via per far tirare fuori l\u2019Europa da quella crisi che indica anche Draghi (da tempo un suo riferimento) \u00e8 fare esattamente quello che Trump si aspetta che faccia. Arrendersi come si \u00e8 arresa sulle tariffe che vuole Washington, impegnarsi come si \u00e8 impegnata a comprare senza dazi qualunque cosa dagli Stati uniti, dal maiale anabolizzato al gas sette volte pi\u00f9 caro. Alle armi, naturalmente. Una tragedia soprattutto per l\u2019Italia il suo debito e le sue produzioni, ma \u00abil prezzo della libert\u00e0\u00bb secondo una versione riveduta e assai corretta del sovranismo.<br \/>\nNemmeno l\u2019urlo imperiale della presidente del Consiglio, \u00abnon c\u2019\u00e8 giudice che ci fermer\u00e0\u00bb, riesce a fare scandalo. Come dovrebbe farlo chi non riconosce altra autorit\u00e0 al di fuori del suo governo e di se stessa, non il diritto costituzionale ed europeo che i tribunali gli hanno imposto di rispettare nella guerra ai migranti. Ma ormai anche su questo l\u2019Unione europa \u00e8 pi\u00f9 in sintonia con Meloni che con le sue antiche Carte e i suoi vecchi principi, tra cui il diritto di asilo, ormai in via di smantellamento. E poi che scandalo dovrebbe fare la premier italiana che strilla mentre il presidente americano gi\u00e0 licenzia o fa arrestare chi dissente. La donna, la madre e la cristiana non sono pi\u00f9 un\u2019inquietante stranezza. Sono una metafora.<br \/>\n*(Andrea Fabozzi &#8211; Cronista parlamentare, al manifesto dal 2001, insegnante di giornalismo a Unisob dal 2010. E\u2019 direttore del manifesto dal 2024)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Roberto Pietrobon*: \u00abINFILTRATI DI TRUMP IN GROENLANDIA\u00bb, L\u2019IRA DEL GOVERNO IN DANIMARCA &#8211; LO SCOOP I SERVIZI DANESI HANNO SCOPERTO UNA RETE MAGA SULL&#8217;ISOLA ARTICA. L\u2019AMBASCIATORE NON SMENTISCE: \u00abIL NOSTRO GOVERNO NON PU\u00d2 CONTROLLARE PRIVATI CITTADINI\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUomini con legami con Trump stanno cercando di infiltrarsi in Groenlandia\u00bb. Sono le 6 di ieri mattina quando l\u2019emittente televisiva pubblica danese Dr lancia il suo scoop per denunciare il tentativo di almeno tre statunitensi, con legami con il presidente Usa e il mondo Maga, di infiltrarsi nella societ\u00e0 groenlandese per favorire la nascita di un movimento secessionista dalla corona danese. L\u2019inchiesta della tv pubblica di Copenaghen si basa su almeno otto testimonianze dirette di cittadini dell\u2019isola artica che avrebbero avuto contatti con gli emissari trumpiani. Uno di questi avrebbe gi\u00e0 stilato, nei mesi scorsi, una lista di groenlandesi favorevoli all\u2019annessione agli Stati uniti.<br \/>\nQueste azioni rappresentano, di fatto, la terza fase della strategia della nuova presidenza americana per portare a termine un obiettivo gi\u00e0 enunciato durante il primo mandato di Trump e ribadito appena \u00e8 stato rieletto nel novembre scorso: la Groenlandia deve diventare statunitense.<br \/>\nGi\u00e0 ad inizio anno il presidente Usa aveva inviato nella capitale Nuuk il figlio Donald junior che, per un pomeriggio, aveva girato per le case della citt\u00e0 groenlandese, distribuendo cappellini Maga e ricevendo inaspettate porte in faccia da cittadine e cittadini comuni, niente affatto persuasi di passare dalla corona danese al cappellino trumpiano. Nonostante le frasi di circostanza pronunciate dal padre, la visita del figlio non aveva dato l\u2019esito sperato.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 andata in scena una seconda fase con la visita del vicepresidente Usa J.D. Vance lo scorso 29 marzo, a due settimane dalle elezioni anticipate volute dall\u2019allora premier di sinistra M\u00fate Bourup Egede. Appena prima dell\u2019arrivo di Vance i \u201cdemocratici\u201d (liberali e vincitori delle elezioni), socialdemocratici e sinistra indipendentista avevano per\u00f2 formato un esecutivo chiaramente contrario all\u2019annessione con gli Usa estromettendo proprio il Narelaq, partito considerato di simpatie trumpiane. La visita di Vance si \u00e8 quindi limitata a un breve giro presso la base militare statunitense sull\u2019isola e a parole di circostanza sull\u2019 \u00abamicizia che lega il popolo americano a quello groenlandese\u00bb.<\/p>\n<p>Questa terza fase, secondo Dr, sarebbe un chiarissimo tentativo di \u201csoft power\u201d e a riguardo ha riportato una nota del Pet (l\u2019intelligence danese) che ha affermato di essere a conoscenza di questi tentativi di infiltrazione: \u00abCi\u00f2 potrebbe essere fatto sfruttando disaccordi esistenti o inventati, ad esempio in relazione a casi individuali noti o promuovendo o rafforzando determinate opinioni in Groenlandia riguardo al Regno di Danimarca e agli Stati uniti o ad altri paesi con un interesse speciale in Groenlandia\u00bb.<br \/>\nLa notizia degli infiltrati ha subito unito tutta la politica danese che ha bollato come \u00abinaccettabile\u00bb queste interferenze chiedendo immediati chiarimenti dall\u2019amministrazione Usa. Per ora l\u2019ambasciata statunitense a Copenaghen ha inviato una risposta da parte di un rappresentante del governo statunitense che non smentisce n\u00e9 prende le distanze dai fatti: \u00abSingoli cittadini statunitensi possono avere interessi in Groenlandia. Il governo degli Stati uniti non controlla n\u00e9 dirige le azioni dei privati cittadini\u00bb.<br \/>\nMentre \u00e8 proprio l\u2019amministrazione Trump ad aver sospeso, la scorsa settimana, il progetto del parco eolico che avrebbe dovuto fornire elettricit\u00e0 a 350mila abitazioni tra il Rhode Island e il Connecticut per un valore di 1,5 miliardi di dollari. Il progetto, gi\u00e0 completato all\u201980% con 45 turbine (su 65) gi\u00e0 installate, \u00e8 del colosso danese Orsted \u2013 le cui azioni in borsa in questi giorni sono crollate.<br \/>\n*( Roberto Pietrobon. (Biella, 1978), dottore in scienze pedagogiche, \u00e8 maestro di scuola primaria. Giornalista pubblicista ha scritto per \u00abLiberazione\u00bb,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; USA DAZI ZERO, RESA PREVENTIVA DELLA UE &#8211; USA-UE L\u2019UNIONE EUROPEA CERCHER\u00c0 DI ACCELERARE L\u2019ITER LEGISLATIVO ENTRO LA FINE DELLA SETTIMANA PER RIMUOVERE TUTTI I DAZI SUI BENI INDUSTRIALI STATUNITENSI. (ndr)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea cercher\u00e0 di accelerare l\u2019iter legislativo entro la fine della settimana per rimuovere tutti i dazi sui beni industriali statunitensi, una richiesta avanzata dal presidente Trump prima che gli Stati Uniti abbassino i dazi sulle esportazioni di automobili europee. Lo scrive l\u2019agenzia Bloomberg.<br \/>\nPer fonti vicine alla questione, la Commissione europea \u2013 titolare delle questioni commerciali per l\u2019Ue \u2013 conceder\u00e0 anche tariffe preferenziali su determinati prodotti agricoli e ittici. L\u2019Ue ha ammesso che l\u2019accordo commerciale raggiunto con Trump favorisce gli Usa, ma che \u00e8 necessario per garantire stabilit\u00e0 e certezza alle imprese. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen lo aveva precedentemente descritto come \u00abun accordo solido, se non perfetto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; HEBRON, SOLDATI NELLE SCUOLE: ARRESTI E CONFISCHE &#8211; CISGIORDANIA NEL QUARTIERE SHEIKH I MILITARI HANNO FATTO IRRUZIONE IN SEI SCUOLE, ARRESTATO ALCUNI INSEGNANTI DAVANTI AGLI ALUNNI E CONFISCATO LIBRI SCOLASTICI.(*)<\/strong><br \/>\nIeri mattina, in Cisgiordania, l\u2019esercito israeliano ha compiuto numerosi arresti in diverse citt\u00e0. Tra le pi\u00f9 colpite Hebron, dove nel quartiere Sheikh i militari hanno fatto irruzione in sei scuole, arrestato alcuni insegnanti davanti agli alunni e confiscato libri scolastici. Immediata la protesta del ministero dell\u2019educazione dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese che ha denunciato anche violenze fisiche sui docenti. Intanto mercoled\u00ec l\u2019Onu, in vista della ripresa dell\u2019anno scolastico, ha ricordato come \u00abi bambini palestinesi di Gaza saranno privati dell\u2019educazione per il terzo anno consecutivo\u00bb.<br \/>\n*(Redazione: Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Mattia Marasti *: IL CAPITALISMO CORROTTO DELLA PRESIDENZA TRUMP &#8211; LA POLITICA COMMERCIALE DELL\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP STA APRENDO SCENARI INEDITI. I DAZI IMPOSTI SULLE IMPORTAZIONI, A PARTIRE DAI PAESI EUROPEI, COSTITUISCONO UN NETTO CAMBIAMENTO RISPETTO ALLE POLITICHE DI APERTURA AL COMMERCIO E ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI CHE HANNO CONTRADDISTINTO IL MONDO NEGLI ULTIMI DECENNI.<\/strong><br \/>\nAllo stesso tempo, sul fronte economico domestico, l\u2019amministrazione Trump ha imboccato una strada votata a un controllo sempre pi\u00f9 opprimente su agenzie indipendenti. Un esempio \u00e8 il licenziamento di Erika McEntarfer del Bureau of Labor Statistics (BLS), accusata senza prove di aver manipolato i dati per far apparire pessimi i risultati economici dell\u2019amministrazione.<br \/>\nL\u2019accordo con Trump \u00e8 una trappola per l\u2019Unione Europea: gli errori di Germania e Italia<br \/>\nLe indiscrezioni degli ultimi giorni sugli accordi che l\u2019amministrazione \u00e8 intenzionata a fare anche con il settore privato, a partire dal gigante dei chip Nvidia, rendono la situazione ancora pi\u00f9 preoccupante per quel che riguarda la degenerazione degli Stati Uniti in uno stato in cui la commistione tra potere politico ed economico raggiunge livelli inesplorati.<\/p>\n<p>DI COSA PARLIAMO IN QUESTO ARTICOLO:<br \/>\n\u2022 L\u2019IMPOSTA SULLE ESPORTAZIONI E LA GIUSTIZIA SECONDO TRUMP<br \/>\n\u2022 IL PERICOLO DEL CAPITALISMO TRUMPIANO<br \/>\n\u2022 LA COMPETIZIONE CON LA CINA SULL\u2019AI<br \/>\n\u2022 LA SICUREZZA NAZIONALE \u00c8 A RISCHIO?<br \/>\n\u2022 I TENTACOLI DELL\u2019AMMINISTRAZIONE SUL RESTO DELL\u2019ECONOMIA<\/p>\n<p>L\u2019IMPOSTA SULLE ESPORTAZIONI E LA GIUSTIZIA SECONDO TRUMP.<br \/>\nNEL MESE DI AGOSTO, COME RIPORTA IL GUARDIAN, SI SONO SVOLTI A PORTE CHIUSE COLLOQUI TRA I CEO DELLE BIG TECH E L\u2019AMMINISTRAZIONE TRUMP. AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE LA GUERRA COMMERCIALE CON LA CINA CHE RISCHIA DI METTERE A DURA PROVA LE AZIENDE AMERICANE DEL SETTORE.<br \/>\nTra questi incontri, per\u00f2, uno ha destato particolare attenzione. Riguarda gli accordi che l\u2019amministrazione Trump avrebbe preso con due aziende come Nvidia e la rivale Advanced Micro Devices (AMD). Entrambe le aziende lavorano nel campo dei semiconduttori e quindi dell\u2019Intelligenza artificiale (AI), con la produzione di processori e schede grafiche. Pi\u00f9 in generale, sono legate alla produzione di chip, una piastrina di silicio che permette di svolgere le operazioni necessarie per l\u2019elaborazione delle informazioni. Questi chip sono alla base della moderna elettronica e in particolare delle risorse computazionali necessarie per lo sviluppo dei modelli di AI.<br \/>\nDurante il colloquio si sarebbe delineata una licenza per esportare verso la Cina. In particolare, per vendere alcuni chip, come l\u2019H20 di Nvidia e l\u2019MI308 di AMD, le aziende dovranno poi versare il 15 per cento dei ricavi ottenuti nelle casse federali. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha poi dichiarato che questo tipo di accordo rappresenterebbe un modello replicabile anche in futuro. Il suo contenuto ha generato perplessit\u00e0 tra gli esperti, su vari fronti.<br \/>\nC\u2019\u00e8 prima di tutto un aspetto giuridico da considerare. Di fatto si \u00e8 delineata un\u2019imposta sulle esportazioni. La Costituzione degli Stati Uniti, articolo I sezione 9 clausola 5, vieta di imporre tasse o tributi nei confronti delle esportazioni verso un qualunque altro paese. Il portale di informazione giuridica Justia ha recentemente chiarito se l\u2019accordo raggiunto con Nvidia e AMD, di cui non sappiamo ancora precisamente ulteriori dettagli, rientri o meno nelle definizione, risultando quindi incostituzionale.<br \/>\nL\u2019analisi di Justia, scritta dal professore di Legge Michael Dorf, parte chiedendosi se si pu\u00f2 classificare come tassa la richiesta del 15 per cento dei ricavi. La tradizione giuridica statunitense ha chiarito che se i pagamenti obbligatori hanno le caratteristiche di una tassa allora devono essere classificati come tali. Poich\u00e9 si tratta di fatto di un\u2019imposizione sui volumi esportati dalle due aziende, quindi ha tutte le caratteristiche di una tassa, l\u2019accordo ricade nella definizione.<br \/>\nIl secondo quesito da affrontare, pi\u00f9 complesso, riguarda le tasse sulle esportazioni. Entrambe le aziende progettano i chip negli Stati Uniti, ma non li costruiscono direttamente. Questo passaggio \u00e8 invece affidato alla Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) che come suggerisce il nome opera a Taiwan. Ma, recentemente, TSMC ha cominciato a produrre in Arizona. Come spiegato da Justia, non c\u2019\u00e8 la certezza che la fabbrica in Arizona si occupi dei chip H20 e MI308. Tuttavia, \u00e8 verosimile che l\u2019imposizione del 15 per cento sui ricavi non si applichi soltanto alla vendita di questi chip, ma anche ad altre tipologie. Se queste sono prodotte da TSMC in Arizona, allora si rientrerebbe appieno nel caso di tasse sulle esportazioni.<br \/>\nAl di l\u00e0 degli aspetti sul piano del diritto, rimane la questione centrale: chi dovrebbe ricorrere alla Corte Suprema? Anche qualora i contenuti dell\u2019accordo si rivelassero incostituzionali, le due aziende non avrebbero alcun incentivo a scontrarsi con il governo. Se l\u2019accordo \u00e8 stato raggiunto significa che l\u2019imposta \u00e8 pi\u00f9 conveniente di non fare affari con la Cina. Dorf chiarisce che in questo caso non c\u2019\u00e8 da chiedersi se l\u2019amministrazione Trump stia agendo nel perimetro della legalit\u00e0. La vera domanda \u00e8 se, come spesso accade, riuscir\u00e0 a farla franca infrangendo la legge. E la risposta, sottolinea Dorf, \u00e8 \u201cprobabilmente s\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>IL PERICOLO DEL CAPITALISMO TRUMPIANO<br \/>\nProprio sul ragionamento economico che ha spinto le due aziende ad accettare l&#8217;accordo vale la pena soffermarsi per comprendere le distorsioni economiche causate dal capitalismo della corruzione dell\u2019amministrazione Trump.<br \/>\nL\u2019accordo \u00e8 un chiaro messaggio da parte dell\u2019amministrazione: siamo noi a decidere chi commercia con chi, e lo decidiamo in base a chi \u00e8 disposto a darci quello che vogliamo. Questo di fatto distorce il sistema economico. Da una parte, le imprese pi\u00f9 grandi possono fare attivit\u00e0 di lobbying per garantirsi fette di mercato interdette ai competitor; dall\u2019altra, l\u2019amministrazione controlla, attraverso questo potere decisionale, il comportamento delle imprese che devono quindi sottostare alle sue volont\u00e0. Ci\u00f2 va a creare un sistema di coesione ancora pi\u00f9 forte tra il potere politico e quello economico, a discapito della competizione.<br \/>\nInoltre, i segnali lanciati anche da altre aziende mostrano quanto la strategia protezionistica per rilanciare la produzione manifatturiera sia discutibile. In questo caso l\u2019esempio \u00e8 Apple: negli ultimi mesi ha intrapreso una serie di investimenti negli USA, regalando poi a Trump un manufatto di vetro e oro da 24 carati. Il gesto \u00e8 stato letto come un tentativo da parte di Tim Cook, CEO di Apple, di appagare Trump e ridurre il peso economico che i dazi causeranno su Apple.<br \/>\nA primo impatto, potrebbe sembrare che i dazi abbiano fatto leva sulle scelte economiche di Apple, spingendola a investire maggiormente negli Stati Uniti. Tuttavia, la strada \u00e8 ancora lunga e pensare che i prossimi prodotti Apple siano prodotti interamente negli USA \u00e8 irrealistico. Tuttavia, concentrandoci soltanto sugli investimenti di Apple in USA, viene da chiedersi se non ci fossero vie pi\u00f9 efficaci per rilanciare la manifattura negli Stati Uniti, visti i costi sull\u2019economia nazionale dei dazi.<br \/>\nUn altro strumento potrebbe essere la politica industriale, dove il governo collabora con i privati in settori cruciali. Questa cooperazione pu\u00f2 richiedere delle condizionalit\u00e0, come ha scritto ampiamente l\u2019economista di Harvard Dani Rodrik. Proprio gli investimenti in aree svantaggiate rappresentano un campo in cui la politica industriale pu\u00f2 giocare un ruolo importante. In questo caso, le aziende riceverebbero ingenti fondi per investire in queste aree, ma allo stesso tempo dovrebbero sottostare a condizionalit\u00e0 riguardanti, ad esempio, l\u2019impatto ambientale o la creazione di buoni posti di lavoro. Come sottolineano gli studi pi\u00f9 recenti, questo tipo di politiche ha avuto dei buoni risultati su questo fronte. Si tratta comunque di una strategia che non \u00e8 scevra da problemi: il rischio, anche in questo caso, \u00e8 che si crei una collusione tra aziende e Stato.<br \/>\nAl contrario, se la strategia di Trump avr\u00e0 successo \u00e8 da vedere, ma \u00e8 molto improbabile: la nuova ondata protezionista negli Stati Uniti, unita alle eccezioni per le imprese vicine all\u2019amministrazione, peggiorer\u00e0 la vita della classe media americana, che vedr\u00e0 il proprio potere d\u2019acquisto eroso dall\u2019inflazione. Invece andr\u00e0 a salvaguardare e proteggere gli interessi e i profitti di quelle imprese che si sono accodate a Trump.<\/p>\n<p>LA COMPETIZIONE CON LA CINA SULL\u2019AI<br \/>\nC\u2019\u00e8 un altro aspetto che vale la pena trattare: quello che riguarda la competizione con la Cina. Fin dalla sua prima amministrazione Trump ha individuato nella Cina un avversario contro cui scagliarsi. Anche l\u2019amministrazione Biden ha seguito la stessa linea. Oltre a innalzare alcuni dazi imposti da Trump, Biden aveva imposto divieti e restrizioni all\u2019esportazione di vari prodotti, in particolare quelli relativi ai chip necessari per lo sviluppo di modelli di AI.<br \/>\nQuesta sottile distinzione va evidenziata maggiormente, proprio perch\u00e9 le valutazioni sono pressoch\u00e9 opposte. C\u2019\u00e8 un fenomeno pi\u00f9 macroscopico, cio\u00e8 la guerra commerciale con la Cina portata avanti dall\u2019amministrazione Trump. Secondo le idee spesso sconclusionate dei suoi consiglieri, serve un approccio muscolare fatto di dazi e altre restrizioni alle importazioni cinesi. Il fine dichiarato \u00e8 il rilancio della manifattura statunitense. Questa guerra rischia di lasciare feriti sul campo e di non portare alcun vantaggio.<br \/>\nAll\u2019interno di questo c\u2019\u00e8 poi la guerra per il predominio sull\u2019AI. E si tratta di una questione pi\u00f9 complessa. A oggi, gli Stati Uniti hanno sicuramente un vantaggio nel campo. A dimostrarlo ci sono i progressi fatti sui Large Language Models (LLMs) come ChatGPT di OpenAI. Non \u00e8 un caso che l\u2019amministrazione Trump abbia gi\u00e0 investito in maniera massiccia su questo frangente. La Cina, per\u00f2, sta tenendo il passo. A dimostrarlo c\u2019\u00e8 stato lo scorso gennaio il lancio del LLM cinese DeepSeek.<br \/>\nNonostante le politiche aggressive dell\u2019amministrazione Trump, prima, e di quella Biden, poi, riguardo i chip Nvidia, la Cina \u00e8 comunque riuscita a produrre il suo modello che aveva capacit\u00e0 di ragionamento simili a quelle delle versioni del tempo di ChatGPT. Non avendo il predominio sulla parte hardware, nonostante lo sviluppo di chip domestici, l\u2019azienda cinese ha addestrato DeepSeek lavorando sull\u2019algoritmo, puntando su un miglioramento dell\u2019efficienza e dell\u2019architettura sottostante. La pubblicazione di DeepSeek aveva provocato un certo tumulto negli Stati Uniti: non solo per gli investitori, con Nvidia che aveva avuto un netto calo nel prezzo delle azioni, ma anche sul fronte legislativo con l\u2019amministrazione Biden che aveva ulteriormente incrementato i vincoli sul commercio di prodotti critici per lo sviluppo dell\u2019AI.<br \/>\nPer quanto i LLMs siano un esempio paradigmatico al giorno d\u2019oggi, il predominio nel settore dell\u2019AI va ben oltre. Le applicazioni dell\u2019AI e dei modelli di Deep\/Reinforcement learning riguardano settori critici come quello medico e soprattutto quello militare. Quindi lo sviluppo dell\u2019AI porta con s\u00e9 un vantaggio-teoricamente- anche in altri settori di vitale importanza per il benessere e la sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>LA SICUREZZA NAZIONALE \u00c8 A RISCHIO?<br \/>\nProprio su quest&#8217;ultimo aspetto vi sono state molte voci critiche rispetto alle scelte di Trump. In una lettera inviata al Segretario del commercio Lutnick, vari esperti di sicurezza nazionale hanno manifestato la loro contrariet\u00e0 ad allentare le restrizioni per la vendita di chip Nvidia H20 alla Cina. Nella lettera si legge che i chip H20 non sarebbero affatto datati e che garantirebbero uno sviluppo ancora pi\u00f9 rapido del settore dell\u2019AI della Cina. Le applicazioni, sempre secondo gli autori, andrebbero anche a causare un rapido sviluppo della capacit\u00e0 militare di Pechino. Nonostante gli ordini relativi ai chip H20 siano prevalentemente di aziende private, queste lavorano a stretto contatto con il governo cinese, che quindi sfrutterebbe questa collaborazione per lo sviluppo di armamenti automatizzati, sistemi di sorveglianza e di decision making in scenari bellici.<br \/>\nSono arrivate critiche anche dall\u2019interno dello stesso Partito Repubblicano. John Moolenaar, rappresentante per lo Stato del Michigan, ha sottolineato lo stesso rischio di garantire alla Cina maggior spazio per lo sviluppo del settore dell\u2019AI. Mentre Raja Krishnamoorthi, rappresentante per i Democratici dello Stato dell\u2019Illinois, ha attaccato l\u2019amministrazione affermando che con questo tipo di accordi si d\u00e0 l\u2019idea che la sicurezza nazionale sia barattabile per il giusto prezzo.<\/p>\n<p>LA CINA, DAL CANTO SUO, ha invitato le aziende a non utilizzare i chip Nvidia. Anche in questo caso, la questione \u00e8 estremamente delicata: da una parte la Cina, come si \u00e8 visto, ha puntato sulla produzione domestica di chip, dall\u2019altra ancora oggi dipende dall\u2019estero. Colmare questa dipendenza richieder\u00e0 ancora tempo e i chip Nvidia rappresentano un\u2019opportunit\u00e0 notevole per il mercato cinese.<\/p>\n<p>I TENTACOLI DELL\u2019AMMINISTRAZIONE SUL RESTO DELL\u2019ECONOMIA<br \/>\nQuello che emerge dalle recenti decisioni e dalle dichiarazioni dei membri dell\u2019amministrazione \u00e8 l\u2019ennesimo tassello del capitalismo corrotto dell\u2019america trumpiana. Se anche in precedenza i principi di un mercato equo e competitivo erano stati intaccati dagli interessi lobbistici, con l\u2019amministrazione Trump questa tendenza viene istituzionalizzata, con un governo federale pronto a infilare i tentacoli ovunque. Non ci sono solo gli accordi con le aziende come Nvidia e le parole di Bessent sulla replicabilit\u00e0 del modello: si pensi ad esempio agli attacchi continui di Trump nei confronti della FED e delle decisioni di politica monetaria assunte dal board dei governatori e da Jerome Powell. Anche la decisione da parte dell\u2019amministrazione di acquistare il 10 per cento delle azioni di Intel, dopo averla ferocemente criticata, si pone su questa linea.<br \/>\nQuesto atteggiamento interventista di Trump in economia ha spinto certi osservatori a chiedersi se Trump stia diventando socialista. Come giustamente osserva Massimo Gaggi in un suo articolo su Il Corriere della Sera, l\u2019interventismo non \u00e8 una caratteristica riconducibile solo al socialismo, anzi. Il socialismo, almeno in teoria, coniuga l\u2019interventismo statale con la giustizia sociale e una maggior uguaglianza, temi completamente assenti dalle politica di Trump come mostra il Bill passato alla camera. Al contrario, il sistema trumpiano somiglia pi\u00f9 agli affari nel Real Estate fatti proprio da Trump a cavallo tra gli anni \u201870 e \u201880: cerca di portare a casa la miglior offerta possibile. Nel farlo, ovviamente, crea un sistema mafioso simile, per certi versi, a quello della Russia di Putin.<\/p>\n<p>QUELLO DI DONALD TRUMP NON \u00c8 ISOLAZIONISMO, \u00c8 \u2018MAFIA IMPERIALISM\u2019<br \/>\nUna strategia di questo tipo per\u00f2, come abbiamo visto, potrebbe portare anche a conseguenze avverse di pi\u00f9 ampia portata. Per portare a casa maggiori entrate, utili eventualmente per la propaganda sugli effetti dei dazi sul bilancio, si mette a rischio la sicurezza nazionale. Non possiamo sapere oggi quali saranno gli effetti sulla traiettoria dello sviluppo dell\u2019AI in Cina delle mosse di Trump. Tuttavia, \u00e8 possibile che questo permette a Pechino di ridurre le distanze con gli USA in quel campo.<br \/>\nLe scelte economiche di Trump stanno portando gli Stati Uniti (e non solo) in un territorio inesplorato. I principi del libero mercato sono stati da tempo abbandonati e le regole che dovrebbero salvaguardare la concorrenza sono costantemente ignorate. Al loro posto c\u2019\u00e8 un capitalismo corrotto clientelare. C\u2019\u00e8 da chiedersi quanto questa strada verr\u00e0 seguita anche da altri paesi, soprattutto quelli europei che si rifanno alle idee trumpiane.<br \/>\n*(Mattia Marasti &#8211; Scrive per Valigia Blu e Gli Stati Generali di economia e politica, su Domani con Nicola Lacetera.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Il Pil frena, i prezzi corrono: l\u2019Italia che Meloni non vede &#8211; Decrescita felice Il caro vita morde d\u2019estate: l\u2019Istat registra <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52487\" title=\"n\u00b034 &#8211; 30\/08\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-52487","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>n\u00b034 - 30\/08\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52487\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"n\u00b034 - 30\/08\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"00 &#8211; 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