{"id":52387,"date":"2025-07-20T15:49:40","date_gmt":"2025-07-20T15:49:40","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52387"},"modified":"2025-07-22T16:51:56","modified_gmt":"2025-07-22T16:51:56","slug":"n28-19-luglio-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52387","title":{"rendered":"n\u00b028 \u2013 19\/07\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Eliana Riva*: Esami fra le rovine: la prima maturit\u00e0 a Gaza dal 7 ottobre &#8211; Palestina Ieri a Gaza centinaia di studenti hanno sostenuto gli esami di maturit\u00e0, i primi dall\u2019inizio dell\u2019attacco israeliano alla Striscia. Nelle tende attrezzate, nei punti internet o nei caff\u00e8 con connessione<br \/>\n02 \u2013 Sara Tirrito*: Dazi, il Nobel Joseph Stiglitz: \u201cL\u2019Ue non ceda, risponda con una tassa aggiuntiva sulle aziende Usa \u201dIl premio Nobel: \u201cTrump non ha alcun principio economico, \u00e8 solo un bullo. La sua America \u00e8 in declino, le imprese italiane dovranno guardare altrove\u201d<br \/>\n03 \u2013 Sergio Rizzo*: Non riusciva, Giorgia Meloni, a celare l\u2019indignazione per il trattamento riservato alle Camere dal governo di Mario Draghi: \u00abIl governo procede solo per decreti legge e fiducia. Il Parlamento non ha neppure il tempo di studiare i provvedimenti. Allora, che \u00e8 questo sistema?\u00bb.<br \/>\n04 &#8211; Lorenzo Mae*: 14 milioni di morti entro il 2030, il vero costo della fine di UsAid &#8211; Lo studio Il rapporto di The Lancet, nel contesto della crisi globale del sistema di assistenza umanitaria.<br \/>\n05 &#8211; Alfiero Grandi *: strisciarossa.it &#8211; Dazi, armi, Nato: Europa timida davanti ai diktat Usa. E Meloni rema contro gli interessi di Italia e Ue<br \/>\n06 &#8211; Luca Celada*: Stati uniti, processo alle universit\u00e0 e alla libert\u00e0 di parola &#8211; Usa La \u00abcommissione parlamentare contro l\u2019antisemitismo\u00bb chiama sul banco degli imputati Cuny, Berkeley e Georgetown<br \/>\n07 &#8211; Roberto Della Seta*: Genocidio, \u00e8 \u00abcomprensibile attribuirlo al sionismo reale\u00bb &#8211; Israele Intervista allo storico Gadi Algazi<br \/>\n08 &#8211; Fulvio Grimaldi: Terroristi i partigiani quando sono palestinesi? &#8212; Medioriente, carta vince, carta perde- Non solo RAI, La7, Mediaset &#8211; La BBC, magistra informationis, che mi avvi\u00f2, con notevole rigore e ricchezza di istruzioni, al mestiere che da quegli anni \u201960 cerco di praticare, quanto meno con integrit\u00e0, \u00e8 sotto schiaffo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Eliana Riva*: ESAMI FRA LE ROVINE: LA PRIMA MATURIT\u00c0 A GAZA DAL 7 OTTOBRE &#8211; PALESTINA IERI A GAZA CENTINAIA DI STUDENTI HANNO SOSTENUTO GLI ESAMI DI MATURIT\u00c0, I PRIMI DALL\u2019INIZIO DELL\u2019ATTACCO ISRAELIANO ALLA STRISCIA. NELLE TENDE ATTREZZATE, NEI PUNTI INTERNET O NEI CAFF\u00c8 CON CONNESSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ieri a Gaza centinaia di studenti hanno sostenuto gli esami di maturit\u00e0, i primi dall\u2019inizio dell\u2019attacco israeliano alla Striscia. Nelle tende attrezzate, nei punti internet o nei caff\u00e8 con connessione, ragazzi e ragazze hanno percorso anche chilometri, tra le macerie e le bombe, per provare a riprendersi il proprio futuro. Il ministero dell\u2019istruzione di Gaza ha messo online una piattaforma basata sulla formazione a distanza gi\u00e0 testata durante il periodo del Covid 19. Questa volta, i tecnici hanno lavorato per gestire le riconnessioni e le interruzioni di corrente, garantendo il salvataggio continuo dei dati. Lo scorso gioved\u00ec, due giorni prima degli esami, il ministero ha somministrato dei questionari di simulazione per verificare la stabilit\u00e0 del sistema.<br \/>\nNONOSTANTE migliaia di studenti vivano da sfollati nelle classi scolastiche in cui avrebbero dovuto seguire le lezioni, in 1.500 si sono iscritti alla piattaforma tramite computer o applicazione per smartphone. Prima dei bombardamenti a Gaza erano circa 40mila a completare ogni anno gli esami finali per garantirsi l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0. Lo scorso anno il ministero ha tentato di spostare a febbraio 2025 le prove della sessione 2023-2024. Ma solo con l\u2019inizio del cessate il fuoco, a gennaio, gli studenti hanno potuto ricominciare a seguire alcuni dei corsi tenuti da insegnanti, organizzazioni internazionali, Nazioni unite.<br \/>\nGli esami sono stati cancellati e a marzo i bombardamenti sono ricominciati. La popolazione di Gaza \u00e8 composta quasi per la totalit\u00e0 da sfollati. Sulle automobili, sui carretti trainati dagli animali o a piedi, le famiglie hanno portato con loro il necessario per sopravvivere e i libri sono rimasti nelle case o, pi\u00f9 spesso, sotto le macerie. Con caparbiet\u00e0, in molti hanno continuato a studiare da soli, coprendo distanze anche lunghe per raggiungere luoghi che garantissero una connessione internet abbastanza stabile da scaricare qualche videolezione. Ma nelle tende si vive con tutta la famiglia, anche 15 persone insieme, e trovare la concentrazione diventa una sfida.<br \/>\nSECONDO LE STIME delle Nazioni unite, Israele ha distrutto il 95 per cento delle infrastrutture educative, tagliando fuori dall\u2019istruzione oltre 660mila bambini e ragazzi, quasi l\u2019intera popolazione in et\u00e0 scolare della Striscia. L\u2019Unrwa (agenzia Onu per i profughi palestinesi), ritiene che circa 68mila studenti siano riusciti ad accedere a luoghi temporanei di apprendimento. Non solo le associazioni umanitarie ma anche gli insegnanti di Gaza, seppur nei campi e nei rifugi, quando possibile offrono lezioni e supporto. Per gli esami di ieri, sono stati aperti punti dedicati, con computer e internet. Ma l\u2019accesso alla rete e anche la possibilit\u00e0 di ricaricare i dispositivi elettronici sono tutt\u2019altro che garantiti.<br \/>\nSECONDO un rapporto di giugno pubblicato dalla Commissione indipendente d\u2019inchiesta incaricata dalle Nazioni unite, \u00able forze israeliane hanno utilizzato attacchi aerei, bombardamenti, incendi e demolizioni controllate per danneggiare o distruggere oltre il 90 per cento delle scuole e degli edifici universitari in tutta Gaza\u00bb. Un livello di devastazione che \u00abequivale a crimini di guerra\u00bb. Il nord della Striscia \u00e8 stato il pi\u00f9 colpito, con il 100 per cento degli edifici scolastici distrutti o danneggiati. Il 92,8 per cento nel governatorato di Gaza City.<br \/>\nMentre studenti e studentesse sostenevano gli esami, Israele bombardava pesantemente la Striscia, uccidendo pi\u00f9 di cento persone dall\u2019alba al tramonto e ferendone cinquecento. Un attacco ha colpito la casa del capo della polizia di Nuseirat, uccidendolo insieme a undici membri della sua famiglia. 36 palestinesi sono morti mentre cercavano di raggiungere gli aiuti umanitari e diversi testimoni hanno raccontato ai medici e ai giornalisti che le armi dell\u2019esercito puntavano direttamente alla folla, per uccidere. I carri armati dei soldati sono arrivati da un lato e le jeep degli appaltatori armati americani dall\u2019altro. Senza nessun avviso hanno cominciato a sparare.<br \/>\nSONO TRASCORSI dieci giorni da quando l\u2019Alta rappresentante dell\u2019Unione europea, Kaja Kallas, dichiar\u00f2 trionfante che grazie a un nuovo accordo con Tel Aviv, pi\u00f9 cibo, pi\u00f9 carburante e pi\u00f9 aiuti sarebbero arrivati a Gaza, addirittura riaprendo l\u2019attraversamento con l\u2019Egitto. Ma nella Striscia nulla \u00e8 cambiato. L\u2019agenzia Onu ha pubblicato l\u2019ennesimo appello: \u00abL\u2019Unrwa ha scorte di cibo sufficienti per l\u2019intera popolazione di Gaza per oltre tre mesi Le forniture sono disponibili. I sistemi sono installati. Aprite i cancelli, togliete l\u2019assedio\u00bb. Solo ieri altri due palestinesi sono morti di denutrizione, tra cui un neonato di 35 giorni. I medici hanno raccontato che le persone vengono portate in ospedale perch\u00e9 trovate per la strada prive di sensi.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Storica, giornalista, editrice \u00b7 Esperienza: Rai &#8211; Radiotelevisione Italiana \u00b7 Formazione: Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 \u2013 Sara Tirrito*: Dazi, il Nobel Joseph Stiglitz: \u201cL\u2019Ue non ceda, risponda con una tassa aggiuntiva sulle aziende Usa \u201dIl premio Nobel: \u201cTrump non ha alcun principio economico, \u00e8 solo un bullo. La sua America \u00e8 in declino, le imprese italiane dovranno guardare altrove\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019Unione europea, se unita, ha un\u2019economia pi\u00f9 forte di quella statunitense. Non deve cedere ai ricatti di Donald Trump\u00bb. Parla cos\u00ec Joseph Stiglitz, premio Nobel per l\u2019Economia e gi\u00e0 capo economista della Banca Mondiale, pochi minuti dopo l\u2019annuncio di dazi del 30% dagli Usa all\u2019Ue. Sostenitore di una politica economica comune europea, da sempre critico nei confronti dell\u2019amministrazione Trump, Stiglitz ritiene che la mossa della Casa bianca non sia solo ingiustificata: \u00e8 pericolosa. \u00abTrump non agisce secondo alcun principio economico \u2013 dice \u2013 \u00e8 semplicemente un bullo che usa il potere economico come unica leva. Se potesse, userebbe quello militare\u00bb. Commentando a caldo la lettera Usa contro l\u2019Unione, Stiglitz non ha dubbi: \u00abTrump non conosce lo stato di diritto. Gli Stati Uniti hanno perso credibilit\u00e0. Il futuro sar\u00e0 altrove, l\u2019Ue risponda con una tassa aggiuntiva alle aziende americane\u00bb.<br \/>\nProfessor Stiglitz, Trump ha appena annunciato dazi del 30% sull\u2019Unione europea. Se lo aspettava?<br \/>\n\u00abDall&#8217;inizio della sua amministrazione, Donald Trump \u00e8 stato continuamente incostante. Ha sempre fatto un tira e molla: ora s\u00ec, ora no. Non c&#8217;\u00e8 alcun principio economico alla base di quello che sta facendo. \u00c8 semplicemente un bullo che usa l&#8217;unico strumento di potere che pensa di avere. Se fosse pi\u00f9 facile usare il potere militare, probabilmente lo farebbe. Ma ora ha in mano il potere economico\u00bb.<br \/>\nCrede che ci sia una strategia politica dietro questa scelta?<br \/>\n\u00abTrump pensa che, siccome gli Stati Uniti sono la pi\u00f9 grande economia e tutti vogliono vendere negli Stati Uniti, lui abbia un enorme potere. Come ha detto pi\u00f9 volte, pensa di avere le carte giuste in mano. Ma \u00e8 una visione profondamente distorta dei rapporti economici internazionali\u00bb.<br \/>\nCome dovrebbe reagire l\u2019Unione europea secondo lei?<br \/>\n\u00abLa mia opinione \u00e8 molto netta: l&#8217;Europa non dovrebbe cedere. Gli accordi attuali sono frutto di negoziati durati a lungo. E l&#8217;Europa, se resta unita, \u00e8 un\u2019economia pi\u00f9 grande degli Stati Uniti. La Cina ha dimostrato che, quando rispondi con la forza, Trump fa marcia indietro. Ma se cedi, lui chieder\u00e0 sempre di pi\u00f9. Sarebbe un errore molto grave mostrarsi arrendevoli. Certo, ci sono dispute di lunga data, ma sono state gestite in modo ragionevole\u00bb.<br \/>\nTrump sostiene che l\u2019Europa penalizza gli Stati Uniti, in particolare nel settore automobilistico. Cosa risponde?<br \/>\n\u00abL\u2019Europa compra meno automobili dagli Stati Uniti rispetto a quante ne esporta nel Paese. Ma questo succede perch\u00e9 le automobili statunitensi non sono adatte alle strade europee. Consumano troppa benzina, e in Europa il carburante \u00e8 molto pi\u00f9 caro. Non \u00e8 discriminazione, \u00e8 una questione di domanda e offerta. Gli Stati Uniti non producono ci\u00f2 che gli europei vogliono comprare. Trump ha totalmente torto nel parlare di trattamento ingiusto\u00bb.<br \/>\nE sul fronte tecnologico? Anche l\u00ec Trump accusa l\u2019Ue di colpire i colossi digitali americani.<br \/>\n\u00abIl Digital Services Act non \u00e8 una legge contro le Big Tech americane. \u00c8 una norma pensata per proteggere i cittadini europei dai pericoli posti dalle piattaforme digitali, che siano americane, cinesi o di qualsiasi altro Paese. Non c&#8217;\u00e8 alcuna discriminazione. \u00c8 perfettamente legittimo che l\u2019Europa voglia tutelarsi. La maggior parte delle piattaforme sar\u00e0 pure americana, ma la legge \u00e8 globale. E necessaria\u00bb.<br \/>\nSecondo lei come dovrebbe articolarsi la risposta europea ai nuovi dazi?<br \/>\n\u00abServe una risposta economica equivalente. Bisogna fare in modo che la reazione non danneggi i cittadini europei come le tariffe di Trump danneggiano i consumatori americani. L\u2019Ue dovr\u00e0 essere selettiva, come ha gi\u00e0 dimostrato di saper fare. Potrebbe anche valutare ulteriori azioni contro specifiche aziende americane. Una possibilit\u00e0 \u00e8 imporre una tassa aggiuntiva sui profitti delle grandi aziende statunitensi, per compensare i danni inflitti all\u2019economia europea\u00bb.<br \/>\nTrump continua a dire che riporter\u00e0 l\u2019industria negli Stati Uniti. Ci riuscir\u00e0 attraverso i dazi?<br \/>\n\u00abNon penso che le tariffe genereranno posti di lavoro. Danneggeranno invece tutti i consumatori americani. Come ha mostrato la Cina, \u00e8 difficile avere una guerra economica limitata. Gli Stati Uniti hanno iniziato la guerra commerciale e la Cina ha risposto, ampliando il conflitto a settori strategici come i minerali critici e i magneti. E ora vediamo che persino il Brasile \u00e8 stato attaccato per aver difeso lo stato di diritto contro Bolsonaro. Trump non si ferma davanti a nulla\u00bb.<br \/>\nCrede che l\u2019Europa possa ancora negoziare con Trump?<br \/>\n\u00abNon c&#8217;\u00e8 limite a quello che Trump far\u00e0. Chi pensa che si debba cedere si sbaglia completamente. Non ha senso dello stato di diritto, n\u00e9 giustizia, n\u00e9 equit\u00e0. Agisce secondo una logica miope e mutevole. Non \u00e8 affidabile. Sarebbe sciocco pensare di poter concludere un accordo significativo con lui. Se gli Stati Uniti impongono dazi del 30%, l\u2019Europa deve rispondere con una contromossa economica intelligente\u00bb.<br \/>\nGuardando al futuro: l\u2019Asia pu\u00f2 davvero sostituire il mercato americano per le imprese europee?<br \/>\n\u00abNon \u00e8 solo l&#8217;Asia. \u00c8 anche l&#8217;America Latina. \u00c8 l\u2019Africa. Il mondo sta cambiando. Ci sar\u00e0 una nuova geoeconomia in cui gli Stati Uniti avranno un ruolo minore. Hanno dimostrato di non essere partner commerciali affidabili. Non rispettano il diritto internazionale. Firmano accordi e poi li stracciano. Sono una quota in declino del Pil globale. L\u2019attacco alle universit\u00e0, alla scienza e alla tecnologia indebolir\u00e0 ulteriormente il Paese. Le aziende non possono prosperare in un ambiente cos\u00ec incerto. Guarderanno altrove\u00bb. E per non dimenticare.<br \/>\n*(Sara Tirrito, giornalista ANSA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 \u2013 Sergio Rizzo*: NON RIUSCIVA, GIORGIA MELONI, A CELARE L\u2019INDIGNAZIONE PER IL TRATTAMENTO RISERVATO ALLE CAMERE DAL GOVERNO DI MARIO DRAGHI: \u00abIL GOVERNO PROCEDE SOLO PER DECRETI LEGGE E FIDUCIA. IL PARLAMENTO NON HA NEPPURE IL TEMPO DI STUDIARE I PROVVEDIMENTI. ALLORA, CHE \u00c8 QUESTO SISTEMA?\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>DICEVA QUESTO A DICEMBRE DEL 2021, POCHI MESI PRIMA DI PRENDERE A PALAZZO CHIGI IL POSTO DI DRAGHI. Per seguire, alla testa di un governo politico, le orme del governo tecnico dell\u2019ex presidente della Banca centrale europea. E riservare identico trattamento a Camera e Senato. Riuscendo, per essere ancora pi\u00f9 precisi, addirittura a migliorarne di un pelo la performance.<br \/>\nNell\u2019arco di 973 giorni Giorgia Meloni ha sfornato la bellezza di 103 decreti legge, cio\u00e8 in media un decreto d\u2019urgenza ogni 9 giorni, 10 ore e 33 minuti. Contro uno ogni 9 giorni e 14 ore del governo Draghi. Il ritmo meloniano \u00e8 invece assolutamente identico a quello del secondo gabinetto di Giuseppe Conte. Che per\u00f2, a differenza del governo Meloni e al pari dell\u2019esecutivo Draghi, ha avuto a che fare con altre rogne. Tipo l\u2019emergenza della pandemia, per intenderci.<br \/>\nEppure Il 27 maggio 2024 \u00e8 il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano che pronuncia una sentenza di completa assoluzione perch\u00e9 il fatto non sussiste: \u00abPer numero di decreti legge siamo in linea con i due governi precedenti\u00bb. Bel risultato. Il governo di Giorgia Meloni detiene il record assoluto della decretazione d\u2019urgenza degli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<p>*(L\u2019articolo di Sergio Rizzo continua sul nuovo numero de L\u2019Espresso)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Lorenzo Mae*: 14 MILIONI DI MORTI ENTRO IL 2030, IL VERO COSTO DELLA FINE DI USAID &#8211; LO STUDIO IL RAPPORTO DI THE LANCET, NEL CONTESTO DELLA CRISI GLOBALE DEL SISTEMA DI ASSISTENZA UMANITARIA.<\/strong><\/p>\n<p>SECONDO UN RAPPORTO PUBBLICATO A FINE GIUGNO DA THE LANCET, I TAGLI ALL\u2019AIUTO PUBBLICO ALLO SVILUPPO (APS) DA PARTE DEGLI STATI UNITI POTREBBERO CAUSARE OLTRE 14 MILIONI DI MORTI AGGIUNTIVE ENTRO IL 2030. LA DECISIONE AMERICANA HA INNESCATO UNA CRISI GLOBALE DEL SISTEMA UMANITARIO, CON UNA RIDUZIONE STIMATA IN OLTRE 31 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2025, DOVUTA ANCHE AL DISIMPEGNO DI ALTRI DONATORI. QUESTO HA RESO EVIDENTE LA VULNERABILIT\u00c0 STRUTTURALE DELL\u2019AIUTO INTERNAZIONALE, RIVELANDO UNA FRAGILIT\u00c0 COLLETTIVA PROFONDA.<br \/>\nALL\u2019INIZIO DEL 2025, l\u2019amministrazione Trump ha annunciato un congelamento di 90 giorni su tutti i programmi di aiuto estero, eccetto quelli per assistenza alimentare d\u2019emergenza e aiuti militari. Il blocco ha riguardato oltre 40 miliardi di dollari destinati a progetti dell\u2019Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (UsAid), attore dominante per volume e influenza nel settore dello sviluppo. Al termine dei 90 giorni, il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato la cancellazione dell\u201983% dei programmi. Il primo luglio 2025, dopo oltre sessant\u2019anni di attivit\u00e0, UsAid ha cessato definitivamente di esistere e le iniziative sopravvissute \u2013 meno di un quinto del portafoglio \u2013 sono state assorbite dal Dipartimento di Stato.<br \/>\nSe il taglio americano rappresenta la contrazione pi\u00f9 significativa \u2013 nel 2023 gli Usa avevano contribuito al 43% delle donazioni governative al sistema umanitario globale \u2013 tendenze simili si registrano anche tra altri storici donatori. Nel 2024, i 17 principali donatori del Comitato per l\u2019aiuto allo sviluppo dell\u2019Ocse hanno erogato 198 miliardi di dollari, con un calo del 7% rispetto all\u2019anno precedente. Per il 2025 si prevede un ulteriore calo di 31 miliardi.<br \/>\nNEL 2024, GLI USA avevano investito quasi 10 miliardi nell\u2019assistenza umanitaria e altrettanti nella salute, con l\u2019Africa subsahariana come principale destinataria. Secondo lo studio di The Lancet, Evaluating the Impact of Two Decades of UsAid Interventions and Projecting the Effects of Defunding on Mortality up to 2030, negli ultimi venti anni gli interventi UsAid hanno evitato oltre 91 milioni di morti, inclusi 30 milioni di bambini, contribuendo a ridurre le morti da Hiv\/Aids del 65%, da malaria del 51% e da malattie tropicali trascurate del 50%. I tagli potrebbero ora causare una riduzione dell\u201988% degli aiuti per la salute materna e infantile, dell\u201987% per la sorveglianza epidemiologica e del 94% per la pianificazione familiare. Se i fondi non verranno ripristinati, si stimano oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030, di cui 4,5 milioni tra bambini sotto i 5 anni.<br \/>\nL\u2019IMPATTO dei tagli ha generato un danno strutturale che va ben oltre la sospensione di singoli programmi. Il sistema umanitario si fonda su un\u2019operativit\u00e0 continua, resa possibile dall\u2019interconnessione tra attori e settori a livello globale e locale. \u00c8 questa rete a garantire tempestivit\u00e0, adattabilit\u00e0 e capacit\u00e0 di risposta. Interruzioni prolungate paralizzano le catene di approvvigionamento di medicinali e alimenti, determinano il licenziamento di personale qualificato e compromettono l\u2019efficacia degli interventi.<br \/>\nSE I TAGLI ALL\u2019APS hanno colpito programmi essenziali, come l\u2019assistenza alimentare nelle aree di crisi \u2014 secondo il Wfp, nel 2025 \u00e8 prevista una riduzione o sospensione degli aiuti in 28 delle operazioni pi\u00f9 critiche \u2014, il danno pi\u00f9 profondo riguarda lo smantellamento delle reti territoriali. Molte organizzazioni non governative si sono viste costrette a interrompere i programmi e a licenziare il personale locale, con effetti duraturi sulla capacit\u00e0 operativa. Non si tratta dunque soltanto di una contrazione finanziaria, ma della disgregazione di un\u2019infrastruttura operativa \u2013 logistica, reti di distribuzione, partenariati \u2013 che consente di raggiungere ogni giorno le comunit\u00e0 pi\u00f9 isolate. Anche qualora i tagli venissero revocati e i fondi reintegrati, sarebbero necessari mesi per ristabilire condizioni operative adeguate. Nel frattempo, l\u2019assenza di interventi in ambiti cruciali rischiano di avere conseguenze irreversibili, con un aumento evitabile della mortalit\u00e0.<br \/>\nI TAGLI ALL\u2019AIUTO pubblico allo sviluppo vanno letti alla luce della congiuntura storica attuale, segnata dalla moltiplicazione dei conflitti, dal riarmo delle grandi potenze e dal progressivo indebolimento dell\u2019ordine multilaterale. In questo scenario, la questione umanitaria non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un ambito separato, ma deve essere compresa come parte integrante delle dinamiche politiche e strategiche che oggi ridefiniscono le relazioni internazionali. Ripristinare e rimodellare il sistema degli aiuti non significa soltanto reintegrare risorse finanziarie, ma ripensare l\u2019intera infrastruttura che traduce gli impegni economici in sostegno concreto. L\u2019obiettivo non pu\u00f2 essere un ritorno alla normalit\u00e0, ma la costruzione di un sistema resiliente, in grado di garantire continuit\u00e0 operativa al di l\u00e0 delle decisioni unilaterali dei singoli attori.<br \/>\n*( Lorenzo Mae. Giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Alfiero Grandi *: STRISCIAROSSA.IT &#8211; DAZI, ARMI, NATO: EUROPA TIMIDA DAVANTI AI DIKTAT USA. E MELONI REMA CONTRO GLI INTERESSI DI ITALIA E UE<\/strong><\/p>\n<p>DOPO LA LETTERA DI TRUMP A VON DER LEYEN LE CARTE SONO SUL TAVOLO, BASTA VOLERLE LEGGERE. NON SI \u00c8 MAI VISTO IN UNA TRATTATIVA A DUE (PRESUNTI ALLEATI) CHE UN SOGGETTO DECIDA DI MANDARE UN ULTIMATUM ALL\u2019ALTRO, COME HA FATTO TRUMP CHE HA ANNUNCIATO DAZI DEL 30 % PER L\u2019EUROPA DAL PROSSIMO 1\u00b0 AGOSTO. POCO SOTTO IL CANADA. VA RICORDATO CHE LA RECENTE RIUNIONE NATO SI \u00c8 CONCLUSA CON LA DECISIONE DI AUMENTARE LA SPESA MILITARE AL 5 % DEL PIL PER I SINGOLI STATI IN 10 ANNI. QUALCHE MARGINE INTERPRETATIVO NON CONTRADDICE LA SOSTANZA. STUPISCE CHE L\u2019UNIONE EUROPEA ABBIA SUBITO QUESTO DIKTAT DI TRUMP, PORTATO AVANTI DA RUTTE \u2013 CHE SI RIVELA FIGURA TANTO IMBARAZZANTE QUANTO SUBALTERNA \u2013 SENZA PORSI IL PROBLEMA DI UN RAPPORTO COMPLESSIVO CON L\u2019ATTUALE PRESIDENZA USA: RIARMO, DAZI, UCRAINA, GAZA, ECC.<\/p>\n<p>Avere accettato prima l\u2019imposizione del riarmo senza tenere presenti i dazi e altri problemi \u00e8 stato un errore, dovuto alla subalternit\u00e0 che governi come quello italiano e in particolare Giorgia Meloni hanno dimostrato verso Trump. Questo sta creando un serio problema per l\u2019interesse nazionale.<br \/>\nNon si \u00e8 riflettuto abbastanza sul fatto che se verr\u00e0 rispettato l\u2019obiettivo del 5%, superiore all\u2019attuale percentuale di spesa militare americana, le economie dei singoli stati Nato avranno una torsione militarista che ridurr\u00e0 lo spazio per la spesa sociale (sanit\u00e0, scuola, pensioni, ecc.) e cambier\u00e0 la qualit\u00e0 stessa del sistema produttivo. Non \u00e8 un mistero che c\u2019\u00e8 chi pensa di sostituire la produzione di auto con quella di mezzi militari.<br \/>\nRobert Kennedy oltre 60 anni fa aveva denunciato che era una deviazione morale e sociale che le armi di distruzione di massa (fece l\u2019esempio del napalm) venissero conteggiate nel Pil, cio\u00e8 nella ricchezza nazionale prodotta, mentre i disastri che provocavano queste armi o le misure preventive per l\u2019ambiente non venivano conteggiate. Da l\u00ec part\u00ec una riflessione tuttora non risolta su come si dovrebbe calcolare la ricchezza nazionale, perch\u00e9 guadagno e profitti non sono tutti uguali, alcuni infatti vengono calcolati sul peggioramento delle condizioni di vita, sulle distruzioni, sulla cancellazione della vita stessa.<br \/>\nLa pretesa di Trump di fare pagare alla Nato gli impegni degli Usa a sostegno dell\u2019Ucraina \u00e8 un corollario della logica di prendere decisioni mettendole a carico di altri, come se i singoli stati non avessero gi\u00e0 da anni preso impegni costosi per l\u2019Ucraina, anche se purtroppo gli impegni sono solo per il sostegno militare e ancora non c\u2019\u00e8 un\u2019iniziativa autonoma per cercare soluzioni di pace, anzi si continua stancamente con i pacchetti di sanzioni alla Russia, siamo al 17\u00b0. Anche i ragionamenti fatti sulla ricostruzione dell\u2019Ucraina nell\u2019incontro di Roma presuppongono la fine dei combattimenti e quindi una soluzione di pace che non c\u2019\u00e8 e per la quale non c\u2019\u00e8 neppure un\u2019iniziativa europea degna di questo nome.<br \/>\nIL SOVRANISMO DEI DAZI<br \/>\nAl 5 % si aggiunge ora la manovra di Trump sui dazi che con prepotenza pretende di fare pagare una parte del debito pubblico degli Usa all\u2019Europa, come del resto sta facendo con altri stati storicamente alleati. Senza dimenticare che la richiesta si completa con quella di togliere di mezzo leggi europee che regolano le importazioni dagli Usa (ad es: regole per la salute nell\u2019agroalimentare, fiscalit\u00e0 e uso dei dati per le grandi aziende informatiche, ecc.) decise in piena sovranit\u00e0 dall\u2019Unione europea. Gi\u00e0 dazi al 10% avrebbero creato problemi, il 30% avrebbe delle conseguenze addirittura gravi. L\u2019Italia sarebbe spinta in recessione. Se entrer\u00e0 in vigore l\u2019impianto dei dazi che Trump vorrebbe imporre con l\u2019atteggiamento prepotente e ricattatorio che lo caratterizza cambierebbe in profondit\u00e0 il sistema di rapporti tra Usa e il resto del mondo, a partire dagli \u201calleati\u201d europei.<br \/>\nQuesto scontro evidente e pericoloso per l\u2019intera economia mondiale porterebbe a recessione, inflazione e riduzione dell\u2019occupazione per molti paesi, compresi gli Usa, ad un ulteriore divaricazione nella ricchezza e nelle condizioni di vita, \u00e8 il risultato della concezione sovranista per il futuro degli Usa, sintetizzato dal Maga.<br \/>\nI sovranisti di altri paesi, a partire dall\u2019Italia, sono spiazzati perch\u00e9 dopo avere flirtato con Trump, sognando di avere un riferimento mondiale e di ottenere condizioni privilegiate dal loro riferimento politico oggi sono incapaci di affrontare la dura realt\u00e0. Basta vedere l\u2019imbarazzo di Giorgia Meloni, la cui unica linea politica \u00e8 cercare di non rompere con Trump e prendere tempo. Trump \u00e8 una importante fonte di legittimazione per il governo delle destre italiane.<br \/>\nSta accadendo quello che era prevedibile: il sovranismo come dottrina politica (di cui Maga \u00e8 il perno) porta gli interessi di ogni stato ad entrare in collisione con quello degli altri. In questo caso l\u2019America contro stati europei e contro l\u2019Europa come istituzione, che si sta mostrando purtroppo impreparata ad affrontare un ruolo di rappresentanza politica ed economica dei 27 stati e che quindi rischia di pagare un prezzo pesante di credibilit\u00e0 e forse peggio.<br \/>\nGOVERNO ANTI-ITALIANO<br \/>\nIl governo italiano \u00e8 sovranista e non ha mai nascosto di avere in Trump il suo punto di riferimento. Per questo dimostra di essere incapace di affrontare uno scontro con Trump per gli interessi dell\u2019Italia, anche in contrasto con quelli degli Usa. Di fronte ai dazi al 30% risponde con un \u201ctrattiamo\u201d ancora, quasi fosse sul tavolo la proposta al 10 %, gi\u00e0 accettata da Giorgia Meloni, forse sperando di limare qualcosa per cercare di venderlo come un improbabile successo nei rapporti \u201cprivilegiati\u201d con il Presidente Usa.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che il governo Meloni \u00e8 incapace di cambiare una linea politica che \u00e8 chiaramente in contrasto con gli interessi dell\u2019Italia e con i principi della nostra Costituzione. E\u2019 un governo contro gli interessi nazionali dell\u2019Italia e che ha contribuito ad indebolire la coesione europea perch\u00e9 incapace di sostenere una linea europea di autonomia e indipendenza anche dagli Usa. Basta pensare che Salvini sostiene che \u00e8 l\u2019Unione europea che dovrebbe rinunciare alle sue politiche per l\u2019ambiente e per la transizione energetica per evitare il disastro ambientale.<br \/>\nSiamo arrivati al capolinea di questo governo. Ci sono state finora tante avvisaglie, ad esempio il governo sta tentando con prepotenza e durezza di cambiare la Costituzione per arrivare ad un governo autocratico e autoreferenziale. In sostanza la Costituzione vista come scalpo per dimostrare che l\u2019ingresso delle destre cresciute fuori dal recinto costituzionale aveva ottenuto cambiamenti di fondo. Anche sul piano sociale ed economico con la cancellazione di provvedimenti come il reddito di cittadinanza negandone l\u2019utilit\u00e0 e sequestrandone le risorse finanziarie per altri scopi, la negazione del reddito minimo, il disimpegno dai rinnovi contrattuali e dalle politiche industriali, l\u2019incapacit\u00e0 di garantire sbocchi positivi a crisi strategiche come l\u2019acciaio ex Ilva.<br \/>\nLa cultura di queste destre ha confermato che non sono un\u2019alternativa credibile, che i condoni, la moltiplicazione del numero dei reati e l\u2019aumento delle pene, la visione autoritaria delle relazioni sociali, sono tutti aspetti che portano ad una deriva securitaria, e situazioni sociali che avrebbero bisogno di soluzioni politiche vengono minacciate di repressione, per non parlare dei migranti, problema senza soluzione n\u00e9 per la parte di ingressi legali \u2013 i meccanismi restano immutati \u2013 n\u00e9 per la parte dei soccorsi in mare che continuano a essere contrastati, fino alla non \u201csoluzione\u201d albanese, emblema di diritti negati e spreco.<br \/>\nOra occorre che l\u2019Italia aiuti l\u2019Europa a reagire tenendo testa alle pretese di Trump e adottando misure nazionali per reggere lo scontro e mettendo in discussione le stesse decisioni sugli armamenti, come ha fatto la Spagna. Questo governo non \u00e8 in grado di farlo e questo diventa un peso insopportabile per gli interessi dell\u2019Italia e dell\u2019Europa. Per questo occorre cogliere questa occasione per porre il problema di fondo: il sovranismo ha gi\u00e0 dimostrato di essere impraticabile e nefasto e deve lasciare il posto ad una politica di coesistenza tra diversi, di riforma e rilancio delle sedi internazionali per porre fine alle guerre, di collaborazione e coesistenza tra culture.<br \/>\nPrima si arriva ad un cambio politico meglio \u00e8. E\u2019 gi\u00e0 tardi. E\u2019 urgente presentare all\u2019Italia un\u2019alternativa politica credibile per mandare a casa questo governo.<br \/>\n*( Fonte: strisciarossa.it &#8211; Alfiero Grandi, \u00e8 un politico e sindacalista italiano. Alfiero Grandi. Deputato della Repubblica Italiana. Durata mandato, 2001 \u2013 2006.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Luca Celada*: STATI UNITI, PROCESSO ALLE UNIVERSIT\u00c0 E ALLA LIBERT\u00c0 DI PAROLA &#8211; USA LA \u00abCOMMISSIONE PARLAMENTARE CONTRO L\u2019ANTISEMITISMO\u00bb CHIAMA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI CUNY, BERKELEY E GEORGETOWN<\/strong><\/p>\n<p>LOS ANGELES &#8211; Davanti alla \u00abcommissione parlamentare contro l\u2019antisemitismo\u00bb questa volta sono stati convocati i rettori di Georgetown University, Berkeley e Cuny (l\u2019universit\u00e0 pubblica di New York). Presieduta oggi da membri della maggioranza repubblicana, la commissione rappresenta in realt\u00e0 un elemento di continuit\u00e0 con Biden, sotto la cui amministrazione era stata istituita, una sorta di alto tribunale politico sostenuto da lobby pro-Israele per la criminalizzazione del movimento studentesco contro la strage di Gaza.<br \/>\nCON IL REGIME Trump, la commissione \u00e8 stata assorbita nella pi\u00f9 generale crociata contro le universit\u00e0, dipinte come crogiolo di elitismo di sinistra la cui umiliazione viene esibita alla base politica come trofeo di un risorgente egemonismo conservatore. La campagna ha preso la forma di una persecuzione coordinata contro studenti e docenti stranieri e la sottrazione di fondi a campus come Harvard e Columbia.<br \/>\nLE UDIENZE formano ora parte integrante dell\u2019intimidazione degli atenei da parte del governo ed una rete di facoltosi fiancheggiatori. Solo la scorsa settimana i miliardario tech Marc Andreesen ribadiva che le universit\u00e0 avrebbero \u00abpagato caro il Dei\u00bb (le politiche di diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione), una delle prescrizioni anche del Project 2025. Luned\u00ec la stessa Corte suprema ha avvallato l\u2019abrogazione del ministero per la pubblica istruzione.<br \/>\nE la colpevolizzazione degli amministratori \u00abimputati\u00bb era insita gi\u00e0 nel titolo dell\u2019udienza di ieri sul \u00abruolo di docenti, finanziamenti ed ideologia\u00bb nella promozione dell\u2019antisemitismo.<br \/>\nLe audizioni hanno seguito lo sperimentato copione fatto di requisitorie di parlamentari repubblicani inalberati in ostentata indignazione per la discriminazione filoterrorista tollerata ed anzi fomentata dagli amministratori. \u201cL\u2019inchiesta\u201d \u00e8 stata dunque fondata sulla familiare falsa equivalenza fra antisemitismo e critiche ad Israele e fra opposizione alla strage palestinese e filo terrorismo \u2013 la doppia fallacia prescritta da Project Esther (il dossier della Heritage Society per \u00absopprimere il movimento pro palestinese\u00bb).<\/p>\n<p>ECCO QUINDI puntuale l\u2019oratoria di Elise Stefanik, parlamentare trumpista di New York, contro l\u2019assunzione a Cuny di Abd Alla, gi\u00e0 membro di Cair(associazione per diritti civili musulmani) e quindi \u00abfilo terrorista\u00bb (nel 2023 Stefanik aveva ottenuto le dimissioni delle rettrici di Harvard e U Penn con simili insinuazioni). Ha fatto seguito Rick Allen che ha giudicato una dimostrazione di tendenze \u00abpro Hamas\u00bb della prestigiosa universit\u00e0 di Georgetown il fatto di avere ospitato per un ciclo di lezioni la relatrice Onu Francesca Albanese, sanzionata la scorsa settimana dal governo Trump come \u00abfilo terrorista e anti americana\u00bb. Altra prova inequivocabile dell\u2019antisemitismo propagato da quell\u2019ateneo, secondo Allen, uno dei professori della facolt\u00e0 di legge ha avuto l\u2019ardire di contribuire alla difesa di Mahmoud Khailil, l\u2019attivista palestinese della Columbia University, recentemente scarcerato dopo tre mesi di detenzione politica.<br \/>\n\u00c8 PREVALSO insomma il tenore neo maccartista ormai normalizzato dal governo e dal Congresso degli Stati uniti, come hanno denunciato i membri democratici della commissione. Ilhan Omar, ad esempio, ha ricordato come pochi giorni fa siano stati resi noti atti relativi all\u2019uso del sito anonimo di dossieraggio Canary Mission per l\u2019arresto e l\u2019espulsione di numerosi docenti e studenti stranieri designati come \u00absovversivi\u00bb dal governo.<br \/>\nQuasi del tutto assente dai discorsi \u00e8 stato invece l\u2019eccidio che prosegue quotidianamente, ora con la partecipazione diretta di contractor americani nelle \u201czone umanitarie\u201d dove da maggio sono morte oltre 800 persone in attesa di ricevere razioni alimentari. La ferocia dei crimini di guerra documentati ha indotto persino storici della Shoah a definire \u00abgenocidio\u00bb la campagna di pulizia etnica ad opera di Israele \u2013 il caso di Omer Bartov, studioso ebreo dell\u2019olocausto che domenica sul New York Times ha scritto \u00abSo riconoscere (un genocidio) quando lo vedo\u00bb.<br \/>\nMALGRADO le lettere di sostegno alle universit\u00e0 firmate da numerosi docenti ebrei, chi sperava in una accesa difesa della libert\u00e0 intellettuale da parte degli \u201cimputati\u201d \u00e8 rimasto deluso. Vi \u00e8 semmai stata una nuova prova di inefficace acquiescenza da parte degli amministratori che hanno saputo fare poco pi\u00f9 di balbettare i regolamenti sulla libert\u00e0 di parola assicurando comunque massima severit\u00e0 per i \u201ctrasgressori\u201d (ognuno ha assicurato che tende ed accampamenti per la pace non verranno pi\u00f9 tollerati).<br \/>\nAnche se non vi fossero nuove dimissioni, le audizioni hanno restituito la fotografia di una societ\u00e0 profondamente compromessa nei suoi fondamentali meccanismi democratici.<br \/>\n*( Luca Celada, giornalista e documentarista, \u00e8 stato per oltre vent\u2019anni corrispondente della Rai da Los Angeles occupandosi di attualit\u00e0, tematiche sociali, immigrazione, con fine messicano, afroamericani, a partire dalle rivolte di Los Angeles nel 1992. ..)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Roberto Della Seta*: GENOCIDIO, \u00c8 \u00abCOMPRENSIBILE ATTRIBUIRLO AL SIONISMO REALE\u00bb &#8211; ISRAELE &#8211; INTERVISTA ALLO STORICO GADI ALGAZI<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa storia della mia famiglia \u00e8 la storia degli ebrei della diaspora perseguitati, la mia storia \u00e8 quella di un ebreo israeliano cresciuto in una societ\u00e0 segregata ma cresciuto dove vivono mescolati ebrei e palestinesi, e che fino da bambino ha respirato ribellione allo status quo colonialista\u00bb. Questa in tre righe la biografia di Gadi Algazi, storico del Medioevo che insegna all\u2019Universit\u00e0 di Tel Aviv e da decenni attivista contro le guerre di Israele.<br \/>\n\u00abMia madre \u2013 racconta Algazi \u2013 nacque a Belgrado e fugg\u00ec a Budapest con sua madre e sua sorella dopo l\u2019invasione nazista della Jugoslavia e l\u2019assassinio di suo padre. Sopravvisse alla Shoah grazie a persone che rischiarono la vita per nasconderla, nel 1948 arriv\u00f2 in Israele. Mio padre \u00e8 cresciuto in un quartiere arabo di Alessandria, nel \u201953 con la famiglia lasci\u00f2 l\u2019Egitto e si trasfer\u00ec in Israele. Entrambi sono stati iscritti per anni al Partito comunista, scelto perch\u00e9 era l\u2019unico partito binazionale che si batteva per l\u2019uguaglianza di diritti tra tutti gli israeliani e contro l\u2019occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania\u00bb.<br \/>\nLA \u201cRIBELLIONE\u201d ATTIVA di Gadi Algazi \u00e8 cominciata nel 1979, quando aveva 18 anni: \u00abOrganizzai il primo gruppo di giovani \u2013 studenti delle scuole superiori, maschi e femmine \u2013 che dichiararono pubblicamente di non essere disposti a prestare il servizio militare nei territori occupati. Per avere rifiutato in pi\u00f9 occasioni l\u2019ordine di arruolamento in Cisgiordania ho avuto processi e trascorso periodi in prigione, poi grazie a una forte campagna di solidariet\u00e0 in mio favore fui congedato, \u201ccon disonore\u201d, dal servizio militare\u00bb.<br \/>\nOggi in Israele l\u2019obiezione di coscienza, generale o \u201cselettiva\u201d (solo a combattere nei territori occupati), \u00e8 un fenomeno diffuso. Particolarmente significativa \u00e8 la scelta di decine di migliaia di soldati, soprattutto riservisti, che rifiutano di combattere nei territori occupati: in questi mesi di guerra di sterminio a Gaza il loro numero \u00e8 cresciuto come mai prima, secondo stime attendibili sono intorno ai 100 mila. Infine ci sono obiettori di coscienza arabo-israeliani. La maggior parte degli arabo-israeliani \u00e8 esentata dal servizio militare, un privilegio che condividono con gli ebrei ortodossi ma che nel loro caso \u00e8 anche simbolo di una cittadinanza di \u2018serie B\u2019. Gli arabi arruolati appartengono soprattutto alle comunit\u00e0 druse e beduine; proprio tra i drusi gi\u00e0 alla fine degli anni \u201950 sono nate le prime forme di obiezione di coscienza.<\/p>\n<p>L\u2019OBIEZIONE DI COSCIENZA ha rappresentato per Algazi una sorta di apprendistato anticolonialista. Gli chiedo se ritenga il sionismo un\u2019ideologia intrinsecamente coloniale: \u00abIl sionismo \u2013 risponde \u2013 \u00e8 stato per buona parte una risposta all\u2019antisemitismo, ma non riesco a vederlo come un pensiero e un movimento di liberazione nazionale: non si sconfiggono l\u2019antisemitismo e il razzismo colonizzando la terra di altri, e questo voci illuminate del mondo sionista l\u2019avevano capito e detto gi\u00e0 all\u2019inizio del Novecento. Io non credo che il sionismo possa essere considerato solo materia per gli storici: \u00e8 l\u2019ideologia, attualissima, su cui si fonda lo Stato d\u2019Israele, ed \u00e8 un\u2019ideologia sempre pi\u00f9 suprematista, segregazionista, colonialista.<br \/>\nOvviamente non tutti i sionisti sono assassini di massa, ma lo Stato \u201csionista\u201d di Israele \u00e8 di fatto coinvolto in un assassinio di massa, in un genocidio, di proporzioni terribili ed \u00e8 perci\u00f2 comprensibile che quanti denunciano questo crimine generalizzato lo attribuiscano, prendo in prestito una formula usata a suo tempo per definire i regimi filosovietici, al \u201csionismo reale\u201d\u00bb.<br \/>\nFIGLIO DI UN\u2019EBREA EUROPEA e di un ebreo orientale, Algazi respinge, anche, le interpretazioni che riconducono l\u2019attuale, conclamata, postura colonialista e razzista di Israele a una degenerazione dell\u2019idea sionista dovuta al prevalere progressivo tra gli ebrei israeliani di immigrati dal Nord Africa e dal Medio Oriente: \u00abIsraele \u00e8 stato governato dalla sua nascita per decenni da ebrei di origine europea. Non sono stati gli ebrei dei Paesi arabi a espellere i palestinesi e a spartirsi il bottino dell\u2019espropriazione; non sono stati loro a volere e perpetuare l\u2019occupazione della Cisgiordania; e non sono stati i sefardim o i mizrahim, gli ebrei non europei, a fondare il movimento dei coloni che sta perseguitando milioni di palestinesi e minando le istituzioni liberali in Israele.<\/p>\n<p>A COSTRUIRE IL \u2018MALE\u2019 DELL\u2019ODIERNO ISRAELE SONO STATI EBREI CHE ARRIVAVANO DALL\u2019EUROPA\u00bb.<br \/>\nPu\u00f2 liberarsi Israele dalla sua impronta colonialista? Algazi non ha certezze: \u00abIl colonialismo \u00e8 un processo, non un passaggio istantaneo. \u00c8 un processo continuo di espropriazione di beni materiali \u2013 le case, le terre \u2013 e di diritti, che crea da una parte miseria e frustrazione e dall\u2019altra profitti e privilegi. \u00c8 una guerra sociale ininterrotta, combattuta con le armi ma anche e molto con i bulldozer, i piani regolatori, la burocrazia. Io da anni lavoro con i beduini del Negev che cercano di resistere a una sistematica azione colonialista di Israele che li costringe dentro ghetti miserabili costruendo sulla loro terra insediamenti riservati agli ebrei\u00bb.<br \/>\nRIVOLGO ad Algazi un\u2019ultima domanda: dopo il 7 ottobre? \u00abIn me il dolore per il 7 ottobre \u2013 quel giorno ho perso il mio amico Oded Lifshitz, kibbutznik e pacifista, e Cindy Flash, una mia amatissima ex-studentessa \u2013 si \u00e8 subito e totalmente mescolato con la sofferenza per i tanti amici palestinesi che mi raccontavano delle loro famiglie massacrate. Vedo anche che soprattutto in Europa quanto succede a Gaza crea nuove occasioni per il riemergere del fiume eterno dell\u2019antisemitismo. Cosa succeder\u00e0? Non lo so. So una cosa: Israele potr\u00e0 vivere in pace solo se e quando rispetter\u00e0 i diritti dei palestinesi. Uno Stato binazionale, due Stati, una confederazione? Questo \u00e8 secondario, contano solo tre parole da far vivere finalmente su questa terra: uguaglianza, libert\u00e0, democrazia\u00bb<br \/>\n*( Roberto Della Seta, \u00e8 un giornalista, storico e politico italiano. Dal 2003 al 2007 \u00e8 stato presidente nazionale di Legambiente.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Fulvio Grimaldi: Terroristi i partigiani quando sono palestinesi? &#8212; Medioriente, carta vince, carta perde<\/strong> (https:\/\/www.sinistrainrete.info\/geopolitica\/30920-fulvio-grimaldi-terroristi-i-partigiani-quando-sono-palestinesi-medioriente-carta-vince-carta-perde.html?idU=1&amp;utm_source=newsletter_2360&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=newsletter-sinistrainrete&amp;acm=8045_2360)<\/p>\n<p>Non solo RAI, La7, Mediaset<br \/>\nLa BBC, magistra informationis, che mi avvi\u00f2, con notevole rigore e ricchezza di istruzioni, al mestiere che da quegli anni \u201960 cerco di praticare, quanto meno con integrit\u00e0, \u00e8 sotto schiaffo. Uno schiaffone non da poco, somministrato nientemeno che da oltre un centinaio di suoi giornalisti, alcuni tra i pi\u00f9 prestigiosi e da pi\u00f9 di 300 professionisti del reparto audiovisivo. Il documento, pubblicato su tutti i media, denuncia dell\u2019augusta \u201cAuntie\u201d (zia, come la si chiama da sempre) le indecenti manipolazioni, falsit\u00e0, distorsioni, gli occultamenti. Il tutto sotto il<br \/>\ntitolo \u201cDisinformazione sistematica dell\u2019informazione BBC sul conflitto israelo-palestinese e, specificamente, su Gaza\u201d.<br \/>\nI rimproveri, a volte dure proteste, mirati personalmente al direttore generale Tim Davie e che chiedono le dimissioni di Sir Robbie Gibb, Consigliere d\u2019Amministrazione e gi\u00e0 capo delle Comunicazioni del governo tory di Theresa May, parlano di strutturale faziosit\u00e0 filo-israeliana e<br \/>\nfiloccidentale, di censure editoriali, pressioni interne e silenziamento delle voci fuori dal coro, con minacce di rappresaglie a chi non sta agli \u201cordini di servizio\u201d.<br \/>\n\u201cCi hanno negato il nostro lavoro di giornalisti. Ci hanno censurato articoli critici di Israele. Si pretende da noi una neutralit\u00e0 che in realt\u00e0 si traduce nell\u2019invisibilizzazione della sofferenza dei palestinesi e della loro resistenza\u201d, dichiara il testo. Con particolare indignazione<br \/>\nviene poi menzionata la cancellazione del documentario \u201cMedici sotto attacco\u201d, che documenta le distruzioni e stragi israeliane di tutti gli ospedali di Gaza.<br \/>\nIl documento, che solo un\u2019allucinazione potrebbe immaginare ripetuto dai giornalisti e dipendenti del nostro servizio pubblico e magari indirizzato anche a Enrico Mentana, cos\u00ec conclude: \u201cSiamo collassati in termini dei nostri tradizionali standard deontologici. Non stiamo informando con<br \/>\ncorrettezza e contesto, n\u00e9 rappresentando le vittime palestinesi con umanit\u00e0. Si priorizza la protezione di Israele da qualsiasi critica piuttosto che riferire la verit\u00e0\u201d<br \/>\n*(Fulvio Grimaldi \u2013 giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Eliana Riva*: Esami fra le rovine: la prima maturit\u00e0 a Gaza dal 7 ottobre &#8211; Palestina Ieri a Gaza centinaia di studenti hanno <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52387\" title=\"n\u00b028 \u2013 19\/07\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-52387","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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