{"id":52362,"date":"2025-07-12T13:56:13","date_gmt":"2025-07-12T13:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362"},"modified":"2025-07-14T20:39:07","modified_gmt":"2025-07-14T20:39:07","slug":"n27-12-luglio-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362","title":{"rendered":"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Emanuele Dattilo*: L\u2019inesauribile attrazione per i diversi e lontani mondi. Il profilo Raccontava di viaggi, incontri, amicizie, Fritz Lang e della Mensa per i bambini proletari. Una mobilit\u00e0 inarrestabile che rappresenta una delle chiavi per comprenderlo. Era portato a spingersi anche al di l\u00e0 delle posizioni che poteva rivendicare nei gruppi o riviste che animava<br \/>\n02 &#8211; Andrea Fumagalli*: Oro italiano in mano agli Usa &#8211; Operazione Goldfinger Un gruppo di economisti chiede di far rientrare le 2.452 tonnellate di metallo prezioso custodite a Fort Knox. Effetto della dipendenza economica post bellica<br \/>\n03 &#8211; Enrico Tomaselli *: La guerra ineluttabile &#8211; Possiamo certamente affermare che la lunga fase di transizione che stiamo vivendo, che cerca di traghettare il mondo dall\u2019epoca dell\u2019illusione unipolare statunitense a una nuova epoca, basata sul multilateralismo, \u00e8 caratterizzata pi\u00f9 che mai dalla presenza pregnante della guerra.<br \/>\n04 &#8211; \u201cEconomia del genocidio\u201d *: il rapporto ONU che identifica le aziende che fiancheggiano Israele \u201cdall\u2019economia dell\u2019occupazione all\u2019economia del genocidio\u201d. \u00c8 questo il titolo dell\u2019ultimo rapporto della relatrice speciale delle nazioni unite sui territori palestinesi occupati, FRANCESCA ALBANESE.<br \/>\n05 &#8211; GAZA*: I mercenari assunti dalla ug solution, impiegati per proteggere i punti di distribuzione degli aiuti umanitari a gaza, stanno utilizzando non solo granate stordenti e spray al peperoncino contro civili palestinesi disperati in cerca di cibo ma anche le armi da fuoco.<br \/>\n06 &#8211; Soldi a ricchi e difesa, pagano i lavoratori: la \u201cgrande e bellissima legge\u201d di Trump. \u00abCon questa legge ho mantenuto tutte le promesse che avevo fatto\u00bb. \u00c8 quanto ha affermato ieri il presidente statunitense Donald Trump durante un comizio in Iowa sulla \u201cOne Big Beautiful Bill Act\u201d (la \u201cgrande e bellissima legge\u201d), approvata ieri in via definitiva dalla Camera controllata dai<br \/>\n07 &#8211; Alessandro Visalli*: La collina e la pianura. Posizioni egemoniche e pretese imperiali &#8211; Siamo nei pressi di quegli ispidi passi di montagna nei quali i sentieri si biforcano. Da una parte il largo sentiero battuto dell\u2019Occidente prosegue il suo lungo restringersi. Dall\u2019altra un rivolo si amplia, al contempo facendosi via via pi\u00f9 liscio e comodo. Il vecchio sentiero, da qualche tempo si fa per molti pi\u00f9 ripido, pietroso, denso di rischi, il nuovo \u00e8 cresciuto sotto molti profili all\u2019ombra, ma nel tempo si \u00e8 fatto via via pi\u00f9 largo e forte. I due sentieri sembrano divaricarsi repubblicani. (*)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Emanuele Dattilo*: L\u2019INESAURIBILE ATTRAZIONE PER I DIVERSI E LONTANI MONDI. IL PROFILO RACCONTAVA DI VIAGGI, INCONTRI, AMICIZIE, FRITZ LANG E DELLA MENSA PER I BAMBINI PROLETARI. UNA MOBILIT\u00c0 INARRESTABILE CHE RAPPRESENTA UNA DELLE CHIAVI PER COMPRENDERLO. ERA PORTATO A SPINGERSI ANCHE AL DI L\u00c0 DELLE POSIZIONI CHE POTEVA RIVENDICARE NEI GRUPPI O RIVISTE CHE ANIMAVA<\/strong><\/p>\n<p>Goffredo Fofi non amava che si parlasse di lui. Presentava ogni mese quattro o cinque libri in giro per l\u2019Italia, ma diceva che non aveva mai presentato in pubblico un proprio libro, e che quella gli sembrava la iattura estrema, da cui si era sempre tenuto scaramanticamente lontano. Cos\u00ec, quando qualcuno gli chiedeva una dedica o un autografo sul frontespizio di un suo libro, Goffredo non lo dedicava e molto raramente firmava.<br \/>\nPREFERIVA DISEGNARE \u2013 come sembra facesse Elsa Morante \u2013 due o tre grandi stelle, a cinque punte, magari con un pennarello colorato. Anni fa, un fisioterapista gli aveva prescritto un esercizio per la cervicale da fare ogni giorno davanti allo specchio: doveva torcere il collo a destra e a sinistra, e poi sopra e sotto, avanti e indietro, per alcuni minuti. Essere costretto a guardarsi in faccia per lunghi minuti, in bagno, facendo quelle smorfie: quella era secondo lui la vera tortura, molto peggio di vertigini e cervicali.<br \/>\nEppure Fofi, tutti lo sanno, amava molto raccontare di s\u00e9. Dei suoi viaggi, degli incontri, delle sue amicizie. Tutto poteva diventare materia inesauribile dei suoi racconti: Gubbio, Parigi, Napoli, Palermo; ma anche Milano e Torino, e perfino \u2013 ma con disprezzo \u2013 Roma.<br \/>\nE non solo luoghi: il mondo contadino e il mondo industriale, Fritz Lang e la Mensa per i bambini proletari, le sue traduzioni del ciclo pornografico di Emmanuelle per un editore bordighista, la ranchera messicana, Faulkner, i fumetti.<br \/>\nUn suo libro scritto negli anni \u201980 si intitolava Storie di treno. Quanto ha viaggiato Fofi? Quale regione gli era ignota? E quante storie conosceva, quanti i suoi amici fraterni, sparsi ovunque? Ma mi domando: parlava davvero di s\u00e9, in quelle storie? Credo di no. Goffredo era attratto dai mondi: dai molti diversi lontani mondi che ha saputo attraversare, mentre cresceva e si popolava quell\u2019unico mondo povero di storie che tutti abitiamo.<br \/>\nQuesta imprendibilit\u00e0 di Fofi, questo irrequieto rapporto con se stesso, credo che fosse una delle sue risorse pi\u00f9 vitali e preziose. Lo si \u00e8 rimproverato di poca coerenza, di avere predilezioni e antipatie troppo arbitrarie, di non avere un solido fondamento teorico per le sue critiche. Ma \u00e8 chiaro: Fofi era mosso, anzitutto, da una propria irrefrenabile dionisiaca vitalit\u00e0, per cui poteva contraddire o trasgredire se stesso e i propri editti papali, senza colpa. Fofi amava e odiava; imprecava e pregava; dava morsi e pugni e abbracci, spesso insieme; si commuoveva, cedeva ogni volta, si pentiva, si disilludeva. Era insieme Pinocchio e Geppetto.<br \/>\nUna specie di puer capriccioso, umorale e intelligentissimo, con una perfetta capacit\u00e0 di sintesi umoristica, con un profondo intuito sociologico. Nulla gli era pi\u00f9 lontano del giudizio estetico, letterario.<br \/>\nIL SUO EROS MERCURIALE, insofferente, lo portava ogni volta al di l\u00e0 delle posizioni che poteva rivendicare nei gruppi o riviste che animava. Quelle posizioni, infatti, erano anzitutto prese di posizione. Dunque: inizio del movimento.<br \/>\nQuesta mobilit\u00e0 inarrestabile credo sia una chiave per comprenderlo. A un certo punto le sue riviste furono invase dalle dure lettere polemiche di un tale Saverio Esposito: lo pseudonimo che utilizzava per scuotere le proprie stesse fondamenta.<br \/>\nSe doveva definire s\u00e9 stesso, Goffredo Fofi preferiva il suo antico nobile titolo di diploma: \u00abmaestro elementare\u00bb. E Fofi sapeva bene che non conta tanto ci\u00f2 che un maestro dice o insegna, ma importa soprattutto come \u00e8. Questa virt\u00f9 apparentemente pi\u00f9 inafferrabile \u00e8 proprio ci\u00f2 che viene trasmesso dal maestro all\u2019allievo. E credo che proprio questo, come Goffredo generosamente era, chi l\u2019ha conosciuto non pu\u00f2 dimenticarlo.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto- Emanuele Dattilo. \u00e8 dottore di ricerca in Filosofia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, con una tesi su Giordano Bruno)<\/p>\n<p><strong><br \/>\n02 &#8211; Andrea Fumagalli*: ORO ITALIANO IN MANO AGLI USA &#8211; OPERAZIONE GOLDFINGER UN GRUPPO DI ECONOMISTI CHIEDE DI FAR RIENTRARE LE 2.452 TONNELLATE DI METALLO PREZIOSO CUSTODITE A FORT KNOX. EFFETTO DELLA DIPENDENZA ECONOMICA POST BELLICA.<\/strong><\/p>\n<p>Era il 1964 e nelle sale cinematografiche usciva il terzo film della serie di James Bond: Agente 007 operazione Goldfinger, sicuramente quello che ha avuto il maggior successo di pubblico. Nella trama si faceva esplicito riferimento al ruolo dell\u2019oro non solo come catalizzatore della ricchezza ma anche e soprattutto come unit\u00e0 di misura del valore economico. Eravamo in pieno periodo fordista, fondato su un ordine mondiale che vedeva non solo la contrapposizione tra Usa da un lato e Urss (e Cina in subordine) dall\u2019altro ma anche la centralit\u00e0 della produzione manifatturiera materiale su scala nazionale.<br \/>\nLa regolazione dei pagamenti internazionali era fondata sull\u2019egemonia del dollaro Usa, unica valuta che aveva una parit\u00e0 fissa con l\u2019oro (appunto un\u2019unit\u00e0 di misura, pari convenzionalmente a 35 dollari per oncia d\u2019oro). La Federal Reserve nei forzieri di Fort Knox deteneva ingenti quantit\u00e0 di riserve auree proprio per garantire la stabilit\u00e0 di quel rapporto.<br \/>\nQuesta architettura \u00e8 il frutto degli accordi di Bretton Woods del 1944 che avevano sancito la gerarchia capitalistica internazionale. In Operazione Goldfinger l\u2019obiettivo finale era osare l\u2019inosabile, ovvero rubare l\u2019oro di Fort Knox. In caso di successo, l\u2019economia Usa sarebbe entrata in una crisi strutturale a seguito della perdita di centralit\u00e0 del dollaro come valuta di riferimento internazionale, con tutti gli effetti geopolitici che possiamo immaginare.<br \/>\nSE IL FILM \u00e8 abbastanza noto, non lo \u00e8 il fatto che nei forzieri della Federal Reserve \u00e8 racchiusa anche parte delle riserve aure di alcuni paesi occidentali. In particolare, Germania e Italia hanno stoccato negli Usa una quota rilevante del proprio oro: rispettivamente 3.352 tonnellate e 2.452 tonnellate. Segue la Francia con poco meno di 2.300 tonnellate. Per l\u2019Italia si tratta del 43% del totale di oro detenuto dalla Banca d\u2019Italia, per un valore pari a 221,5 miliardi di euro. Tale situazione \u00e8 andata maturando all\u2019indomani degli accordi di Bretton Woods, durante il periodo di crescita economica del dopoguerra.<br \/>\nL\u2019obiettivo era duplice: da un lato, preservare il valore dell\u2019oro italiano grazie al rapporto di parit\u00e0 aurea detenuto dal dollaro, dall\u2019altro favorire la stessa parit\u00e0 aurea grazie a una maggior disponibilit\u00e0 di oro gestibile dalla Federal Reserve.<br \/>\nAmmesso (ma non concesso) che tali ragioni potessero esse fondate in un contesto di dipendenza economica e militare (vedi Nato) dei due paesi usciti sconfitti dalla II Guerra Mondiale, oggi tutto \u00e8 cambiato. \u00c8 cambiato il modello di accumulazione capitalistica, che oggi si fonda prevalentemente sulla produzione intangibile e sulla messa a valore della vita umana, \u00e8 cambiato il paradigma tecnologico (dall\u2019automazione si \u00e8 passati al linguaggio), \u00e8 cambiata l\u2019organizzazione di impresa (dalla grande fabbrica manageriale alle piattaforme digitali), \u00e8 cambiato lo sfruttamento (da quello prevalentemente operaio a quello che opera su pi\u00f9 piani sino a innervare la stessa vita umana, sempre pi\u00f9 oggetto di mercificazione e valorizzazione), sono cambiate le fondamenta dell\u2019ordine geo-economico e politico mondiale.<br \/>\nNON C\u2019\u00c8 QUINDI nessuna ragione che possa giustificare il deposito di quasi la met\u00e0 delle riserve aure del nostro paese nei caveaux della Federal Reserve di New York. Anche in Italia, dopo un articolo al riguardo pubblicato dal Financial Time, si inizia a porre la questione. L\u2019economista Enrico Grazzini ha sostenuto: \u00abLasciare il 43% delle riserve auree italiane in America sotto un\u2019amministrazione Trump inaffidabile \u00e8 molto pericoloso per l\u2019interesse nazionale\u00bb.<br \/>\nIl ritorno di Trump alla Casa bianca e le sue ripetute critiche al presidente della Fed, Jerome Powell, hanno infatti accentuato i timori sulla tenuta dell\u2019indipendenza della banca centrale americana, minando in tal modo la fiducia europea nella gestione statunitense delle riserve auree. A tutto ci\u00f2 poi si aggiungono le ripetute minacce di guerra economica che Trump ha rivolto contro il continente europeo. L\u2019introduzione dei dazi \u00e8 oggi un possibile strumento di ritorsione che domani potrebbe interessare proprio la gestione delle riserve auree altrui.<br \/>\n\u00c8 STATO REDATTO in questi giorni, su proposta dello stesso Grazzini, un \u00abAppello per il trasferimento dell\u2019oro italiano dagli Stati Uniti in Italia\u00bb firmato da prestigiosi economisti e intellettuali italiani. Occorre tuttavia considerare che le riserve auree, dopo il crollo di Bretton Woods, non rappresentano pi\u00f9 un asset strategico per la stabilit\u00e0 finanziaria e creditizia. Il venir meno della parit\u00e0 aurea ha fatto s\u00ec che la moneta perdesse qualsiasi rapporto con la materialit\u00e0, diventando a tutti gli effetti pura \u201cmoneta segno\u201d.<br \/>\nOggi il valore della moneta non dipende pi\u00f9 dalla politica monetaria delle Banche centrali ma dalle convenzioni speculative che si originano nei mercati finanziari. Paradossalmente, pi\u00f9 la Banca centrale diventa \u201cautonoma\u201d dal potere politico, pi\u00f9 diventa succube delle dinamiche oligarchiche delle grandi multinazionali della finanza. Le manovre sui tassi d\u2019interessi della Federal Reserve non sono tanto rivolte a contenere l\u2019aumento dei prezzi (che ha cause non monetarie) ma piuttosto a proteggere il dollaro perch\u00e9 mantenga il suo ruolo di valuta di riferimento internazionale.<br \/>\nCON L\u2019AVVENTO dei paesi Brics+, infatti, la globalizzazione, inizialmente trainata dal Washington Consensus a trazione unipolare Usa, comincia a minacciare la supremazia statunitense soprattutto nel campo tecnologico e logistico. L\u2019aumento del debito estero di Washington ne \u00e8 una delle conseguenze, a cui si pu\u00f2 porre riparo con un elevato surplus dei movimenti dei capitali se il dollaro e le borse americane continuano a svolgere il loro ruolo attrattivo.<br \/>\nMa tale possibilit\u00e0 \u00e8 oggi sempre pi\u00f9 messa in discussione. Il processo di dedollarizzazione \u00e8 gi\u00e0 avviato seppur ancora in misura modesta. Fort Knox rischia di svuotarsi. Riportare in Italia le riserve auree depositate a New York non \u00e8 quindi una questione di sovranit\u00e0 finanziaria (concetto ridicolo al giorno d\u2019oggi) n\u00e9 di solo interesse nazionale: significa sottolineare che l\u2019Italia spinge per un nuovo ordine multipolare non governato esclusivamente dagli interessi nazionalisti del Maga (Make America great again) ma aperto a nuove prospettive geopolitiche<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Andrea Fumagalli, \u00e8 un economista italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Enrico Tomaselli *: LA GUERRA INELUTTABILE &#8211; POSSIAMO CERTAMENTE AFFERMARE CHE LA LUNGA FASE DI TRANSIZIONE CHE STIAMO VIVENDO, CHE CERCA DI TRAGHETTARE IL MONDO DALL\u2019EPOCA DELL\u2019ILLUSIONE UNIPOLARE STATUNITENSE A UNA NUOVA EPOCA, BASATA SUL MULTILATERALISMO, \u00c8 CARATTERIZZATA PI\u00d9 CHE MAI DALLA PRESENZA PREGNANTE DELLA GUERRA.<\/strong><\/p>\n<p>Non che questa sia mai stata assente dall\u2019orizzonte globale, e segnatamente da quello occidentale, ma \u2013 com\u2019\u00e8 storicamente sempre stato \u2013 l\u2019approssimarsi di grandi cambiamenti geopolitici \u00e8 sempre preceduto dall\u2019accentuarsi delle tensioni conflittuali. E quello che stiamo attraversando \u00e8, con tutta evidenza, particolarmente significativo, epocale: stiamo infatti parlando del tramonto dell\u2019occidente (per usare l\u2019espressione di Emmanuel Todd), cio\u00e8 della fine di una egemonia militare, economica e quindi politica, protrattasi per secoli. La guerra, sia essa cinetica o ibrida, \u00e8 dunque il terreno su cui si consuma la transizione, in cui si definiscono i nuovi rapporti di forza. \u00c8 l\u2019inevitabile passaggio per arrivare alla definizione di un nuovo ordine mondiale. La Pace di Westfalia, il Congresso di Vienna, il Vertice di Yalta, sono stati il punto d\u2019arrivo di un processo, che in quelle sedi ha ridefinito il quadro geopolitico, ma che \u00e8 stato delineato sui campi di battaglia. Pensare che si possa eludere oggi questo passaggio \u00e8 una grande ingenuit\u00e0. Il massimo per cui si pu\u00f2 operare \u00e8 la riduzione del danno.<br \/>\nLa prima cosa di cui dobbiamo avere consapevolezza, \u00e8 la necessit\u00e0 di spersonalizzare il conflitto. Rimuovere l\u2019idea che questo dipenda \u2013 per un verso o per un altro \u2013 da questo o quel leader politico, e che quindi l\u2019affermarsi di tizio o la rimozione di caio abbiano una qualche significativa incidenza sul processo in atto. A essere in azione sono forze profonde, radicate nella storia e nella geografia, e dobbiamo pensarle come uno scontro tra faglie tettoniche, piuttosto che come un duello tra leader politico-militari. La cui leadership pu\u00f2 modificare lo sviluppo tattico dello scontro, ma non pu\u00f2 arrestarlo n\u00e9 modificarne la natura strategica.<br \/>\nEsemplificando \u2013 anche ai limiti della banalizzazione \u2013 la leadership di Biden ha rappresentato il prevalere (all\u2019interno degli Stati Uniti) di una linea tattica che riteneva di fermare la perdita di egemonia globale attraverso una politica aggressiva, che puntasse a colpire le potenze competitrici una alla volta, nella convinzione di disporre ancora della sufficiente capacit\u00e0 (militare, industriale, economica\u2026) per poterlo fare; a sua volta, la leadership di Trump rappresenta (anche a seguito del macroscopico fallimento di quella linea) la presa d\u2019atto che quella capacit\u00e0 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e che quindi la priorit\u00e0 e ricostituirla.<br \/>\nSe sgombriamo il campo dalla fuffa propagandistica, di cui l\u2019occidente si \u00e8 nutrito negli ultimi decenni, e soprattutto dai retaggi del suprematismo occidentale, e guardiamo invece agli accadimenti degli ultimi anni \u2013 quelli in cui, appunto, si \u00e8 manifestata acutamente la tattica aggressiva dell\u2019amministrazione USA \u2013 possiamo chiaramente vedere quel che Washington vede, ma che non pu\u00f2 riconoscere: la capacit\u00e0 egemonica (in senso complessivo) dell\u2019occidente, ovvero la sua possibilit\u00e0 di imporre le proprie scelte strategiche e le proprie priorit\u00e0, che gi\u00e0 da molto tempo aveva cominciato a manifestare segni di cedimento, ha ormai raggiunto un livello di crisi manifesta. E, aggiungo, manifestamente irreversibile.<br \/>\nGli Stati Uniti, che dal 1945 hanno rappresentato il centro imperiale dell\u2019occidente, esattamente nel corso della seconda guerra mondiale (che li ha consacrati come grande potenza) hanno sviluppato l\u2019idea cardine della propria egemonia militare, ovvero mantenere la capacit\u00e0 di combattere due guerre contemporanee, in due teatri diversi. Che allora furono la Germania in Europa e il Giappone nel Pacifico.<br \/>\nQuesta capacit\u00e0 ha cominciato a degradare significativamente gi\u00e0 dagli anni novanta del secolo scorso, quando \u2013 con la caduta dell\u2019URSS \u2013 si \u00e8 fatta strada a Washington l\u2019idea di un mondo sostanzialmente unipolare, in cui non esistevano pi\u00f9 potenze globali capaci di fronteggiare l\u2019impero statunitense, ma solo potenze regionali, che potevano essere facilmente tenute sotto controllo.<br \/>\nCon questa convinzione da un lato, e la caduta di ogni residuo bilanciamento politico del potere economico dall\u2019altro, la potenza militare-industriale che aveva vinto il conflitto mondiale ha imboccato la strada suicida della finanziarizzazione dell\u2019economia e della globalizzazione. Ne \u00e8 conseguito per un verso lo smantellamento della capacit\u00e0 manifatturiera degli USA (quando Trump lamenta disavanzi commerciali, finge di non sapere che questi sono diretta conseguenza della ridotta produttivit\u00e0 statunitense), e per un altro della svolta high-tech dello strumento militare.<br \/>\nRitenendo di non avere pi\u00f9 dinanzi paesi in grado di affrontare gli Stati Uniti su un piano di parit\u00e0, ma solo piccole potenze contro le quali condurre guerre veloci e distruttive, le forze armate USA si sono poco a poco convertite in uno strumento bellico che faceva affidamento sulla propria (presunta) superiorit\u00e0 tecnologica, e che quindi si basava su un numero (relativamente) ristretto di personale professionale, e su armamenti di alta tecnologia. Che per\u00f2, come poi si \u00e8 visto, non solo avevano numerosi limiti (costo elevato, tempi di produzione lunghi e quantitativi ristretti, necessit\u00e0 di manutenzione molto frequente, etc), ma alla lunga si sono rivelati persino nemmeno cos\u00ec superiori tecnologicamente.<br \/>\nIgnorando totalmente questo aspetto della propria condizione militare, e sottovalutando enormemente l\u2019altro, gli strateghi neocon che hanno influenzato la politica statunitense negli ultimi decenni, hanno creduto possibile ottenere comunque un risultato aprendo una guerra con la Russia attraverso un proxy che mettesse la carne da cannone, e mobilitando dietro questo l\u2019intera NATO ed altri paesi alleati, nel ruolo di fornitori hardware (sistemi d\u2019arma) e software (sistemi d\u2019intelligence).<br \/>\nLa fallacia di questo disegno \u00e8 apparsa subito evidente a chiunque non avesse gli occhi foderati dal prosciutto della propaganda, ma ha richiesto tre anni perch\u00e9 a Washington si cogliesse la portata del fallimento (a Bruxelles la notizia non \u00e8 invece ancora arrivata\u2026).<br \/>\nMosca, infatti, ha scelto la strada di una lenta guerra di logoramento, che ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di ridurre al minimo le perdite, nonch\u00e9 il tempo per sviluppare appieno la propria capacit\u00e0 industriale di sostegno al conflitto. Capacit\u00e0 che oggi sovrasta di gran lunga quella occidentale nel suo complesso.<br \/>\nIn termini strategici, il conflitto in Ucraina ha messo in evidenza una serie di fattori. Innanzi tutto, appunto, che la Russia \u00e8 assai pi\u00f9 di \u201cuna pompa di benzina con l\u2019atomica\u201d, come invece si raccontavano a Washington dandosi di gomito i vari Ron De Santis, John McCain e Joseph Borrell.<br \/>\nLa Russia non solo \u00e8 pi\u00f9 di una semplice potenza regionale, ma ha dimostrato di avere tutti i numeri per essere un attore globale, di pari potenza, o comunque in grado di sfidare la potenza statunitense, e di batterla.<br \/>\nMa ci\u00f2 che \u00e8 emerso in questa guerra, \u00e8 anche che la tecnologia militare made in US non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec superiore, n\u00e9 cos\u00ec performante. Anzi, in alcuni casi, \u00e8 addirittura inferiore e\/o in ritardo \u2013 basti pensare alla missilistica ipersonica. E che la capacit\u00e0 industriale occidentale \u00e8 spaventosamente al di sotto del minimo necessario per affrontare una guerra di logoramento, anche solo contro un singolo avversario.<br \/>\nIl conflitto riaccesosi in Medio Oriente, poi, ha dato il colpo definitivo alla mitologia della superiorit\u00e0 occidentale. L\u2019accordo separato che l\u2019amministrazione Trump \u00e8 corsa a ricercare col governo yemenita di Ansarullah, dopo il vano tentativo di piegarlo, \u00e8 stato da questo punto di vista emblematico. Ma ancor pi\u00f9 il triplo fallimento nella guerra dei dodici giorni pesa come un macigno. Triplo perch\u00e9 \u00e8 fallito il tentativo israelo-statunitense di provocare un regime change a Teheran, \u00e8 fallita la difesa aerea dello stato ebraico (nonostante il massiccio impiego di tutto l\u2019arsenale USA \u2013 aereo e anti-missile navale e terrestre \u2013 del Medio oriente, nonch\u00e9 delle aviazioni britannica e giordana), \u00e8 fallita la ricerca di imporre la supremazia strategica (con Israele che chiede il cessate il fuoco dopo aver aperto le ostilit\u00e0, e gli USA che per cavare entrambe d\u2019impiccio devono mettere in scena un attacco-show preconcordato, con relativo contrattacco iraniano altrettanto telefonato).<br \/>\nLa sanzione definitiva del rovesciamento strategico arriva nel momento in cui, dovendo scegliere, il Pentagono preferisce inviare i sistemi anti-missile in Israele piuttosto che in Ucraina. Non si tratta semplicemente di una mossa di sganciamento dal teatro europeo, ma della fine certificata della dottrina statunitense delle due guerre contemporanee.<br \/>\nQuello che, come si diceva all\u2019inizio, a Washington sanno ma non possono dire, \u00e8 che lo strumento militare \u2013 che ha consentito agli Stati Uniti di esercitare un potere globale per quasi un secolo \u2013 semplicemente non esiste pi\u00f9. Quantomeno per come \u00e8 esistito sinora. Neanche la deterrenza nucleare \u00e8 pi\u00f9 una carta che si possa giocare, in quanto la Russia sopravanza gli USA sia per quantit\u00e0 di testate che per quantit\u00e0 di vettori.<br \/>\nPersino una guerra contro una media potenza regionale, come l\u2019Iran, avrebbe oggi un prezzo troppo elevato per renderla anche solo considerabile. E infatti, andata buca la mossa israeliana, si sono precipitati a mettere una pezza e chiudere il match.<br \/>\nDa tutto ci\u00f2 deriva una ulteriore riflessione. Se consideriamo lo stato pietoso \u2013 assai pi\u00f9 di quello statunitense \u2013 in cui versano gli eserciti europei della NATO, appare evidente che questa alleanza, sempre ammesso che sopravviva, verrebbe semplicemente sbaragliata se dovesse impegnare il blocco avverso (Russia, Iran, Corea del Nord, Cina). E dal momento che vari paesi europei cominciano a siglare patti di mutua assistenza militare, segno che la fiducia nella garanzia dell\u2019art.5 \u00e8 a sua volta evaporata, il dubbio sulla durata dell\u2019Alleanza Atlantica \u00e8 pi\u00f9 che legittimo.<br \/>\nDel resto \u00e8 abbastanza evidente che vi regni il caos. Washington mostra di non avere pi\u00f9 alcuna considerazione per il teatro europeo, e dopo aver evirato economicamente gli alleati recidendo il cordone ombelicale energetico con la Russia, adesso \u00e8 impegnata esclusivamente a cercare di succhiarne le ultime stille di sangue, imponendo grosse quote di import delle sue produzioni militari. Bruxelles, cos\u00ec come le varie cancellerie, nonostante sembrino avere posizioni radicalmente diverse da quelle USA su una questione nodale come il conflitto ucraino, non riescono per\u00f2 a opporre nulla ai diktat d\u2019oltre Atlantico, e sottoscrivono silenti l\u2019impegno di portare il contributo alla NATO al 5% del PIL.<\/p>\n<p>Impegno che non si capisce bene se debba sommarsi a quello per il ReArm Europe, o se l\u2019uno comprenda l\u2019altro, ma in ogni caso si rivela essere \u2013 in entrambe i casi \u2013 un\u2019operazione che con la difesa ha poco o nulla a che vedere. A parte l\u2019ovvia considerazione che l\u2019impegno per il 5% \u00e8 inteso da raggiungere \u201centro il 2035\u201d (cio\u00e9 quando i governi che l\u2019hanno accettato saranno quasi tutti caduti, Trump non sar\u00e0 pi\u00f9 presidente, e la guerra in Ucraina sar\u00e0 finita da un pezzo) mentre continuano a ripeterci che la Russia ci attaccher\u00e0 entro il 2029, \u00e8 proprio l\u2019ordine dei fattori a denunciarlo. Non c\u2019\u00e8 infatti, n\u00e9 a livello NATO, n\u00e9 tantomeno a livello europeo, uno straccio di disegno strategico, nel quale vengano fissati gli obiettivi, e quindi venga delineato il quadro delle necessit\u00e0 per conseguirli (quali e quanti sistemi d\u2019arma, quali infrastrutture logistiche, quali quantitativi di manpower\u2026), e solo successivamente si indichi la spesa necessaria. Si parte invece dall\u2019indicazione del volume di spesa, stabilito non si capisce in base a quale criterio, che potrebbe benissimo risultare insufficiente o, al contrario, ridondante.<br \/>\nMa, come detto, l\u2019unica difesa con cui ha a che fare tutto ci\u00f2 \u00e8 quella degli interessi industriali.<br \/>\nWASHINGTON vi fa affidamento per finanziare il rilancio della sua produzione manifatturiera, e Bruxelles coltiva a sua volta l\u2019illusione che una iniezione massiva di miliardi possa far resuscitare la boccheggiante industria europea. Come se produrre carri armati piuttosto che auto elettriche fosse una soluzione praticabile \u2013 e del tutto indipendente dai costi energetici, dai costi sociali, e dalla ricostruzione di una filiera commerciale per tutte le componenti di cui abbisogna.<br \/>\nIl punto \u00e8 che, con ogni evidenza, le classi dirigenti occidentali hanno completamente perso la bussola, ed oscillano costantemente tra la convinzione di poter invertire il processo di declino e la convinzione di esser ancora alla guida della potenza egemone globale. E tutto questo produce l\u2019incapacit\u00e0 di produrre una strategia coerente ed efficace, in grado anche solo di garantirne la sopravvivenza.<br \/>\nEd \u00e8 proprio questa incapacit\u00e0 strategica a produrre i rischi maggiori. Quello che abbiamo sotto gli occhi, infatti, \u00e8 un quadro in cui le leadership occidentali fanno mosse avventate e avventuriste, che alimentano sempre nuovi conflitti, ma senza alcuna capacit\u00e0 di risolverne positivamente nessuno. E, oltretutto, all\u2019interno di questo quadro, va tenuto presente che agisce la variabile impazzita rappresentata da Israele, che avverte con maggiore chiarezza e maggiore urgenza che la propria parabola storica si avvicina alla fine, e che quindi mette in campo azioni dettate da un mix di delirio messianico e disperazione, solo apparentemente rivestite di una qualche razionalit\u00e0 politica o militare.<br \/>\n\u00c8 insomma dall\u2019occidente che promanano i pericoli di una deriva devastante, che pu\u00f2 trascinare gran parte del pianeta in una guerra cinetica; che a sua volta, proprio in virt\u00f9 della sua insostenibilit\u00e0 per l\u2019occidente stesso, porta con s\u00e9 l\u2019ulteriore rischio di scivolare in un confronto nucleare.<br \/>\nVale ripeterlo ancora una volta: nelle condizioni attuali, una guerra cinetica che vedesse in azione l\u2019intero fronte delle nazioni che si oppongono al dominio occidentale, e vedrebbe prevalere. Ma le leadership di queste sono consapevoli che ci\u00f2 comporterebbe estese devastazioni da entrambe le parti, e quindi operano per evitare il pi\u00f9 possibile questo esito, anche nella convinzione che il tempo gioca a loro favore, e quanto pi\u00f9 si riesce a mantenere il conflitto al di sotto di una certa soglia, logorando la capacit\u00e0 occidentale giorno dopo giorno, tanto pi\u00f9 diventa probabile che questa arrivi autonomamente a un punto di pre-collasso. In tal modo, sperano che la guerra inevitabile sia comunque pi\u00f9 breve e pi\u00f9 ristretta territorialmente.<br \/>\nQuando il ministro degli esteri cinese Wang Yi dice alla insignificante Kaja Kallas che la Cina \u201cnon pu\u00f2 permettere che la Russia subisca una sconfitta in Ucraina\u201d, sta mandando un messaggio assai preciso, che intende placare i bollori bellicisti dell\u2019Unione Europea. Il messaggio \u00e8: non pensiate di poter ribaltare le sorti del conflitto (anche ammesso che ne foste in grado). Il senso \u00e8: cercare di impedire che l\u2019avventurismo di qualche leader faccia pi\u00f9 danni di quanto strettamente necessario.<br \/>\nLe classi egemoni europee e statunitensi, chiuse nella propria bolla dorata, sono in preda al panico, all\u2019idea di perdere anche solo una parte dei propri privilegi. Nel loro mondo, il pensiero che domani potrebbero non potersi pi\u00f9 permettere di affittare una citt\u00e0 per farne il set del proprio matrimonio (o anche solo di esservi invitati) appare intollerabile.<br \/>\nIl che, unito alla sensazione di possedere un potere illimitato, li spinge inesorabilmente alla guerra. Che \u00e8 vista come molto pi\u00f9 che una semplice occasione di arricchimento ulteriore, quanto piuttosto come una grande operazione di polizia, per sgomberare il campo da bande di predoni barbari che vorrebbero sottrargli ricchezze e privilegi.<br \/>\nPrima di arrivare a cedere \u2013 che si tratti di ricchezze, di potere o di terre rubate \u2013 si batteranno con le unghie e coi denti. E prima di arrivare ad una nuova Yalta, che ridefinisca equilibri non egemonici, la strada \u00e8 ancora lunga, e irta di pericoli.<br \/>\nPrepararsi a questa prospettiva significa molto pi\u00f9 che predisporre lo zainetto col kit di sopravvivenza, come suggeriscono in Germania. Significa decidere da che parte stare.<br \/>\n\u201cO la rivoluzione impedir\u00e0 la guerra, oppure la guerra provocher\u00e0 la rivoluzione\u201d.<br \/>\nMao Zedong<br \/>\n*(Fonte: Sinistrainrete, Enrico Tomaselli, ricercatore)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; \u201cEconomia del genocidio\u201d: IL RAPPORTO ONU CHE IDENTIFICA LE AZIENDE CHE FIANCHEGGIANO ISRAELE \u201cDALL\u2019ECONOMIA DELL\u2019OCCUPAZIONE ALL\u2019ECONOMIA DEL GENOCIDIO\u201d. \u00c8 QUESTO IL TITOLO DELL\u2019ULTIMO RAPPORTO DELLA RELATRICE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE SUI TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI, FRANCESCA ALBANESE. <\/strong><\/p>\n<p>Nel documento, Albanese esplora \u00abi meccanismi aziendali che sostengono il progetto coloniale israeliano\u00bb. Il rapporto scoperchia il proverbiale vaso di Pandora, mostrando chi guadagna da questa duplice operazione di cancellazione e sostituzione dei palestinesi dalla propria terra: dietro vi sono aziende belliche come l\u2019italiana Leonardo, di sorveglianza tecnologica come Palantir, di commercio digitale come Amazon, ma non solo; si parla dell\u2019industria alimentare di Tnuva, dei supermercati di Carrefour, dei colossi del turismo globale di AirBnB e Booking, delle ONG, delle universit\u00e0, dei fondi pensionistici. Una fitta rete di interessi che fa spesso capo ai maggiori gruppi finanziari del mondo, come Vanguard e Blackrock, e che risponde a quella domanda che tutti si pongono quando vengono quotidianamente esposti alle immagini atroci di ci\u00f2 che accade a Gaza: come \u00e8 possibile che il genocidio continui? La risposta, conclude il rapporto, \u00e8 semplice: \u00abperch\u00e9 \u00e8 redditizio per molti\u00bb.<\/p>\n<p>COME LE AZIENDE VIOLANO IL DIRITTO INTERNAZIONALE<br \/>\nIl rapporto di Albanese indaga sui meccanismi e i legami aziendali che contribuiscono allo sfollamento e alla sostituzione dei palestinesi nei territori occupati, mostrando le entit\u00e0 che traggono profitto \u00abdall\u2019economia israeliana di occupazione illegale, apartheid e, ora, genocidio\u00bb. Albanese ha sviluppato un database di oltre 1.000 entit\u00e0 aziendali che collaborano con la macchina economica israeliana: con \u201centit\u00e0 aziendali\u201d \u00absi intendono imprese commerciali, societ\u00e0 multinazionali, entit\u00e0 a scopo di lucro e non a scopo di lucro, private, pubbliche o statali\u00bb. Aiutando Israele, queste aziende violano i Principi guida su imprese e diritti umani, e le norme pi\u00f9 fondamentali del diritto internazionale.<br \/>\nAl centro delle violazioni, c\u2019\u00e8 la duplice logica di eradicazione e sostituzione dell\u2019eredit\u00e0 palestinese dal territorio. Questa pratica si \u00e8 affermata sin da prima della fondazione di Israele, con l\u2019istituzione del Fondo Nazionale Ebraico nel 1901, \u00e8 con l\u2019aiuto crescente di entit\u00e0 aziendali\u00bb. Specialmente dopo il 1967, il settore aziendale ha fornito a Israele tutto il necessario per distruggere l\u2019eredit\u00e0 palestinese, aiutando lo Stato ebraico a segregare e reprimere le comunit\u00e0 arabe, per infine incentivare la loro sostituzione e la presenza militare israeliana. In cambio, le aziende hanno tratto e traggono ancora oggi profitto da tale sistema, sfruttando il lavoro e le risorse palestinesi, costruendo e alimentando le colonie, e vendendo e commercializzando beni e servizi in Israele. Con gli accordi di Oslo, la situazione \u00e8 peggiorata, perch\u00e9 il \u00abmonopolio di Israele\u00bb \u00e8 stato istituzionalizzato \u00absul 61% della Cisgiordania ricca di risorse (Area C)\u00bb. Oggi questo sistema costa alla Palestina almeno il 35% del suo PIL, e questa forma di economia coloniale si \u00e8 trasformata in un\u2019economia del genocidio.<\/p>\n<p>LA CANCELLAZIONE: ARMI, TECNOLOGIA E CIVILE<br \/>\nUn mezzo della Caterpillar viene utilizzato nei campi a ovest di Betlemme, in Cisgiordania.<br \/>\nIl primo tassello fondamentale del progetto coloniale e genocidario israeliano \u00e8 quello della cacciata dei palestinesi dalla propria terra, che ha dato vita a una vera e propria economia della cancellazione di un popolo. Nell\u2019economia del genocidio, gli arei F-16 ed F-35, i droni, i quadricotteri, gli esacotteri, fino ad arrivare alle armi da fuoco e ai proiettili risultano centrali. Molte tecnologie sono sviluppate in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology; alcuni materiali robotici sono forniti dalla giapponese FANUC Corporation; le componenti sono consegnate da aziende di trasporto come la danese Maersk; diversi progetti, tra cui quelli della caccia, sono realizzati dalle israeliane Elbit Systems e Israeli Aerospace Industries, dalla statunitense Lockheed Martin e dall\u2019italiana Leonardo. \u00abPer aziende israeliane come Elbit e IAI, il genocidio in corso \u00e8 stato un\u2019impresa redditizia\u00bb, scrive Albanese. Nel 2024 la spesa militare israeliana \u00e8 aumentata del 65% e ha generato un forte aumento dei profitti annuali di tali aziende.<\/p>\n<p>Accanto al settore militare, c\u2019\u00e8 quello della sorveglianza e in generale della tecnologia. Le stesse aziende tecnologiche israeliane nascono dal settore militare: \u00e8 il caso di NSO Group, sorto su iniziativa dell\u2019unit\u00e0 8200 delle IDF, le cui tecnologie di riconoscimento vengono utilizzate contro gli attivisti palestinesi ed esportate in tutto il mondo. La statunitense IBM opera in Israele dal 1972, addestrando personale militare e di intelligence; IBM gestisce anche il database centrale di alcune istituzioni israeliane, e consente la raccolta, l\u2019archiviazione e l\u2019uso governativo dei dati biometrici sui palestinesi. Accanto a IBM, c\u2019\u00e8 HP, che ha a lungo \u00ababilitato i sistemi di apartheid di Israele, fornendo tecnologia al COGAT, al servizio carcerario e alla polizia\u00bb. Le tecnologie di Microsoft sono integrate con il sistema israeliano, \u00abnel servizio carcerario, nella polizia, nelle universit\u00e0 e nelle scuole, comprese le colonie\u00bb, nonch\u00e9 nell\u2019esercito. Col passare degli anni, questo fitto sistema tecnologico ha iniziato ad avere bisogno di tecnologie cloud per l\u2019archiviazione e l\u2019elaborazione di dati, che nel 2021 Israele ha assegnato ad Alphabet (Google) e Amazon, con un contratto da 1,2 miliardi di dollari. La tecnologia, sottolinea Albanese, \u00e8 redditizia: nel 2024 Israele ha registrato un aumento del 143% delle start-up di tecnologia militare, prodotti che hanno rappresentato il 64% delle esportazioni israeliane durante il genocidio.<\/p>\n<p>Ultimo, ma non meno importante, elemento dell\u2019economia della distruzione \u00e8 l\u2019impiego di tecnologie civili e mezzi pesanti per distruggere campi, abitazioni, e infrastrutture palestinesi. A guadagnare dalle operazioni di demolizione \u00e8 stata, per decenni, la statunitense Caterpillar, fornendo attrezzature e mezzi pesanti, anche attraverso il programma statunitense di finanziamento militare estero. In collaborazione con aziende come IAI, Elbit Systems e RADA Electronic Industries (in mano alla nostra Leonardo) Israele ha trasformato il bulldozer D9 della Caterpillar in un armamento automatizzato dell\u2019esercito israeliano. Anche Hyundai e Volvo sono da tempo collegate alla distruzione di propriet\u00e0 palestinesi, fornendo \u00abattrezzature attraverso rivenditori israeliani autorizzati esclusivamente\u00bb. I mezzi di queste aziende sono oggi utilizzati tanto nella Striscia di Gaza quanto in Cisgiordania.<\/p>\n<p>LA SOSTITUZIONE: RISORSE, COMMERCIO E TURISMO<br \/>\nIn parallelo alla cacciata, alla segregazione e alla cancellazione dei palestinesi, le aziende hanno anche aiutato nella costruzione di ci\u00f2 che li sostituisce: le colonie e tutto ci\u00f2 che le circonda. Dopo ottobre 2023 queste ultime attivit\u00e0 sono aumentate. Nel 2024, infatti, il bilancio del Ministero delle Costruzioni e dell\u2019Edilizia Abitativa israeliano \u00e8 raddoppiato. Oltre ai gi\u00e0 citati mezzi pesanti per distruggere gli insediamenti palestinesi, Israele \u00absaccheggia milioni di tonnellate di roccia dolomitica dalla cava di Nahal Raba su terreni confiscati ai villaggi palestinesi in Cisgiordania\u00bb concedendo licenze alla tedesca Heidelberg Materials. Proprio lo sfruttamento delle risorse e il conseguente controllo dei servizi essenziali risultano centrali nell\u2019economia del genocidio israeliano: Mekorot detiene il monopolio dell\u2019acqua nel territorio palestinese occupato; Gaza dipende dalle importazioni di carbonio e carburante di cui Drummond Company e Swiss Glencore sono i principali fornitori; lo Stato ebraico ha concesso licenze per l\u2019esplorazione di idrocarburi a Chevron e BP. Il consorzio della Chevron fornisce inoltre pi\u00f9 del 70% del consumo interno di gas naturale israeliano.<br \/>\nIsraele guadagna e fa guadagnare alle aziende anche nei settori agricolo, commerciale e turistico. Tnuva, il pi\u00f9 grande conglomerato alimentare israeliano, ora di propriet\u00e0 maggioritaria della cinese Bright Dairy &amp; Food, ha alimentato e beneficiato dell\u2019espropriazione delle terre palestinesi, aumentando la dipendenza palestinese dall\u2019industria alimentare israeliana; in molti Paesi non si fa distinzione tra i prodotti provenienti da Israele e quelli provenienti dalle sue colonie; alcune catene di supermercati come Carrefour operano direttamente nelle colonie, cos\u00ec come le piattaforme di commercio elettronico come Amazon; Booking e AirBnb affittano propriet\u00e0 e camere d\u2019albergo nelle colonie israeliane, tanto che negli ultimi cinque anni il numero di tali annunci \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato.<\/p>\n<p>GLI ABILITATORI: FONDI PENSIONISTICI, ONG, ISTITUTI FINANZIARI<br \/>\nA oliare l\u2019articolata macchina dell\u2019economia del genocidio, permettendo la speculazione, sono ONG, banche, gruppi assicurativi, fondi sovrani e pensionistici, istituti finanziari. \u00abDal 2022 al 2024, il bilancio militare israeliano \u00e8 cresciuto dal 4,2% all\u20198,3% del PIL, portando il bilancio pubblico a un deficit del 6,8%\u00bb. Ad aumentare la fiducia degli investitori sono intervenute alcune tra le pi\u00f9 grandi banche del mondo, quali BNP Paribas e Barclays, che hanno sottoscritto i titoli israeliani, consentendo al Paese di contenere il premio del tasso di interesse, malgrado un declassamento del credito. Ad acquistarli, le maggiori societ\u00e0 di gestione patrimoniale: Blackrock, per 68 milioni di dollari, Vanguard per 546 milioni di dollari, e la sussidiaria di gestione patrimoniale di Allianz, PIMCO, per 960 milioni di dollari. Queste stesse societ\u00e0 possiedono una cospicua percentuale di diverse delle aziende citate precedentemente: Blackrock \u00e8 il secondo maggiore investitore in Palantir (8,6%), Microsoft (7,8%), Amazon (6,6%), Alphabet (6,6%) e IBM (8,6%), e il terzo maggiore in Lockheed Martin (7,2%) e Caterpillar (7,5%); Vanguard \u00e8 il maggiore investitore istituzionale in Caterpillar (9,8%), Chevron (8,9%) e Palantir (9,1%), e il secondo maggiore in Lockheed Martin (9,2%) ed Elbit Systems (2,0%). BNP Paribas \u00e8 stato uno dei principali finanziatori europei dell\u2019industria delle armi che rifornisce Israele, prestando, tra le altre cose, 410 milioni di dollari a Leonardo; nel 2024, Barclays ha fornito 862 milioni di dollari a Lockheed Martin e 228 milioni di dollari a Leonardo.<br \/>\nAccanto agli istituti bancari e finanziari ci sono anche i fondi sovrani e pensionistici: dopo il 2023, il pi\u00f9 grande fondo sovrano del mondo, il Norwegian Government Pension Fund Global (GPFG), ha aumentato i suoi investimenti in societ\u00e0 israeliane del 32%, toccando quota 1,9 miliardi di dollari. Entro la fine del 2024, il GPFG aveva investito almeno 121,5 miliardi di dollari nelle aziende citate da Albanese, il 6,9% del suo valore totale. La Caisse de D\u00e9p\u00f4t et Placement du Qu\u00e9bec, un fondo pensionistico canadese, vi ha invece investito 6,67 miliardi di dollari. Anche le organizzazioni di beneficenza religiose \u00absono diventate importanti facilitatori finanziari di progetti illegali\u00bb, sfruttando i propri vantaggi fiscali. Il Fondo Nazionale Ebraico (KKL-JNF) e le sue oltre 20 affiliate finanziano l\u2019espansione dei coloni e progetti legati all\u2019esercito; dall\u2019ottobre 2023, piattaforme come Israel Gives \u00abhanno consentito il crowdfunding deducibile dalle tasse in 32 Paesi per unit\u00e0 militari e coloni israeliani\u00bb; Christian Friends of Israeli Communities con sede negli Stati Uniti, Dutch Christians for Israel e affiliati globali, hanno inviato oltre 12,25 milioni di dollari nel 2023 a vari progetti che sostengono le colonie, \u00abcompresi alcuni che addestrano coloni estremisti\u00bb.<br \/>\n*(Dario Lucisano &#8211; Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano, collabora come redattore per L\u2019Indipendente dal 2024)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; GAZA*: I MERCENARI ASSUNTI DALLA UG SOLUTION, IMPIEGATI PER PROTEGGERE I PUNTI DI DISTRIBUZIONE DEGLI AIUTI UMANITARI A GAZA, STANNO UTILIZZANDO NON SOLO GRANATE STORDENTI E SPRAY AL PEPERONCINO CONTRO CIVILI PALESTINESI DISPERATI IN CERCA DI CIBO MA ANCHE LE ARMI DA FUOCO.<\/strong><\/p>\n<p>Lo denuncia il quotidiano \u201cPolitico\u201d, che riporta la testimonianza di due contractor statunitensi anonimi in merito alle pratiche definite \u201cpericolose e irresponsabili\u201d di \u201cpersonale armato non qualificato e apparentemente autorizzato a usare la forza senza controllo\u201d. In alcuni casi, affermano i due intervistati, i mercenari hanno sparato in aria o a terra, ma spesso anche contro i civili causando un alto numero di vittime.<br \/>\nVideo visionati da \u201cPolitico\u201d mostrano centinaia di palestinesi ammassati tra cancelli metallici, mentre si sentono spari, esplosioni e lamenti causati dal gas urticante.<br \/>\nIn un video visionato invece dall\u2019agenzia Associated Press si vedono gli uomini delle ditte appaltatrici in piedi in cima a un cumulo di terra e, dopo una serie di spari, si sentono delle voci fuori campo che esultano in inglese e dicono \u201cPenso che ne hai colpito uno\u201d e poi \u201cDiavolo, s\u00ec, ragazzo!\u201d. Il contractor che ha filmato la scena ha dichiarato all\u2019AP che gli altri hanno inizialmente sparato nel tentativo di disperdere la folla, ma poi hanno continuato a farlo deliberatamente, in direzione dei palestinesi che avevano raccolto i loro aiuti e stavano solo lasciando il sito.<br \/>\nL\u2019inchiesta di \u201cPolitico\u201d si somma alle diverse testimonianze emerse nei giorni scorsi che mettono sotto accusa per le stragi di civili non solo i soldati israeliani ma anche le guardie di sicurezza della \u201cGaza Humanitarian Foundation\u201d, un\u2019organizzazione statunitense istituita lo scorso febbraio per gestire direttamente la distribuzione di aiuti umanitari nella Striscia dopo che gli occupanti e Washington hanno esautorato l&#8217;\u201dAgenzia dell\u2019Onu per i rifugiati palestinesi\u201d (Unrwa). Il governo statunitense ha donato 30 milioni di dollari alla fondazione, sostenuta anche da Israele, ma i suoi finanziamenti restano in gran parte opachi.<br \/>\nLa decisione di espellere l\u2019Unrwa \u00e8 giunta dopo che Israele aveva completamente bloccato, per oltre due mesi, l\u2019ingresso di cibo, acqua e medicinali a Gaza. Da qualche settimana gli aiuti sono ricominciati ad affluire, seppure con il contagocce, e la distribuzione \u00e8 divenuta occasione di massacri quotidiani.<br \/>\nI giornalisti non hanno accesso ai centri di distribuzione, situati in aree sotto controllo militare israeliano, e negli ultimi mesi sono stati denunciati numerosi casi di attacchi ai civili in attesa degli aiuti da parte di militari israeliani.<br \/>\nNumerosi testimoni riferiscono che le forze israeliane aprono quotidianamente il fuoco sui corridoi che portano ai punti di distribuzione. Nell\u2019ultimo mese sono state uccise 550 persone e circa 4000 sono state ferite.<br \/>\nDa parte sua Israele sostiene di sparare solo colpi di avvertimento e nega di prendere deliberatamente di mira civili, affermando di voler ridurre la \u201cfrizione con la popolazione\u201d.<br \/>\nIntanto oggi, secondo l\u2019ufficio per le informazioni del governo di Gaza, almeno 94 persone sono state uccise nella Striscia, tra cui 33 civili in attesa di aiuti alimentari. Le autorit\u00e0 locali accusano le truppe di Israele di aver colpito aerei aree civili sovraffollate, come rifugi, centri di sfollamento, abitazioni, mercati popolari e punti di distribuzione alimentare gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf).<br \/>\nSecondo fonti mediche citate dall\u2019emittente televisiva qatariota \u201cAl Jazeera\u201d, tredici persone sono morte nel bombardamento di una tenda ad al Mawasi, nel sud della Striscia, mentre altre undici sono state uccise in un raid che ha colpito la scuola Mostafa Hafez, a ovest di Gaza City, dove avevano trovato riparo sfollati interni.<br \/>\n*(Da Deir al Balah, il corrispondente della tv araba, Tareq Abu Azzoum, ha raccolto testimonianze di sopravvissuti che parlano di \u201cfuoco improvviso e non annunciato\u201d mentre centinaia di persone attendevano razioni alimentari. \u201cLa zona era inaccessibile ai soccorritori a causa della densit\u00e0 degli spari\u201d, ha dichiarato il giornalista. Redazione Mappamondo, Medioriente)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; SOLDI A RICCHI E DIFESA, PAGANO I LAVORATORI: LA \u201cGRANDE E BELLISSIMA LEGGE\u201d DI TRUMP. \u00abCON QUESTA LEGGE HO MANTENUTO TUTTE LE PROMESSE CHE AVEVO FATTO\u00bb. \u00c8 QUANTO HA AFFERMATO IERI IL PRESIDENTE STATUNITENSE DONALD TRUMP DURANTE UN COMIZIO IN IOWA SULLA \u201cONE BIG BEAUTIFUL BILL ACT\u201d (LA \u201cGRANDE E BELLISSIMA LEGGE\u201d), APPROVATA IERI IN VIA DEFINITIVA DALLA CAMERA CONTROLLATA DAI REPUBBLICANI. (*)<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante le divergenze e le perplessit\u00e0 che circolavano tra i repubblicani, alla fine solo due dei 220 membri della Camera hanno votato contro, dopo una notte di stallo. Si tratta di una delle iniziative legislative pi\u00f9 importanti del secondo mandato di Trump che si fonda su due pilastri: la riduzione della pressione fiscale e l\u2019aumento della spesa per la sicurezza e la difesa delle frontiere. Un punto, quest\u2019ultimo, su cui il presidente statunitense ha posto subito l\u2019accento affermando che \u00abmetteremo fine all\u2019invasione dei nostri confini\u00bb, una tematica particolarmente sentita dal suo elettorato. Secondo i repubblicani, la legge ridurr\u00e0 le tasse per gli americani in tutte le fasce di reddito e stimoler\u00e0 la crescita economica, ma a smentirli \u00e8 intervenuto subito il CBO (Congressional Budget Office), l\u2019agenzia indipendente del Congresso degli Stati Uniti, secondo cui gli americani pi\u00f9 ricchi trarrebbero i maggiori benefici dal disegno di legge, mentre le persone con redditi pi\u00f9 bassi vedrebbero di fatto diminuire i propri redditi a causa dei tagli alla spesa pubblica e allo stato sociale. In altre parole, la legge si concretizzerebbe in un travaso di ricchezza verso le classi sociali pi\u00f9 ricche e pagarne il prezzo pi\u00f9 alto sarebbero solo i lavoratori e le classi sociali meno abbienti.<br \/>\nNello specifico, secondo il CBO, la legge ridurrebbe le entrate fiscali di 4,5 trilioni di dollari in 10 anni e taglierebbe la spesa di 1,1 trilioni di dollari: a risentire dei tagli alla spesa sarebbe innanzitutto il Medicaid, il programma sanitario che copre 71 milioni di americani a basso reddito. La \u201cgrande e bellissima legge\u201d, infatti, inasprirebbe i requisiti di iscrizione al programma e limiterebbe un meccanismo di finanziamento utilizzato dagli Stati per incrementare i pagamenti federali, lasciando quasi 12 milioni di persone senza assicurazione, secondo il CBO. Oltre ai tagli alla sicurezza sanitaria, la legge ridurrebbe anche i fondi relativi alla sicurezza alimentare e azzererebbe decine di incentivi per l\u2019energia \u201cverde\u201d. Al contrario, invece, la legge stanzierebbe la cifra senza precedenti di 170 miliardi di dollari per il controllo dell\u2019immigrazione, secondo un\u2019analisi dell\u2019American Immigration Council, un ente pro-immigrazione, e secondo un\u2019analisi dell\u2019agenzia di stampa Reuters. Di questi 170 miliardi, 45 sarebbero spesi per la detenzione degli immigrati, aumentando cos\u00ec il numero di persone detenute dalle attuali 41.500 al giorno, in media, ad almeno 100.000, il numero pi\u00f9 alto di sempre.<\/p>\n<p>Oltre alla riduzione della pressione fiscale e l\u2019aumento delle spese per la sicurezza interna, la legge estender\u00e0, rendendo permanenti, i tagli fiscali del 2017, approvati durante il primo mandato del tycoon. Tra le nuove agevolazioni fiscali previste ci saranno quelli sulle mance, gli straordinari, gli anziani e i prestiti per le auto, tutte cose promesse da Trump durante la campagna elettorale. Inoltre, il provvedimento approvato al Congresso intende ridurre gli sprechi pubblici e innalzare il tetto del debito degli Stati Uniti. Proprio quest\u2019ultimo punto ha suscitato preoccupazione per le finanze pubbliche, in quanto si teme che l\u2019eccesso di debito possa limitare lo stimolo economico previsto dalla norma, creando un rischio di maggiori costi di indebitamento a lungo termine.<\/p>\n<p>Uno dei punti pi\u00f9 critici del provvedimento, tuttavia, resta il potenziale trasferimento di ricchezza dai poveri verso i ricchi segnalato dal CBO: secondo l\u2019ufficio di bilancio del Congresso, infatti, entro il 2033, il 10% delle famiglie con il reddito pi\u00f9 basso vedrebbe le risorse finanziarie a loro disposizione diminuire del 4% ogni anno, mentre il 10% con il reddito pi\u00f9 alto le vedrebbe aumentare del 2%. Secondo alcuni analisti, l\u2019esenzione fiscale sulle mance avrebbe pochi vantaggi sui cittadini americani a basso reddito e coloro che ne trarranno beneficio potrebbero comunque vedere i guadagni controbilanciati dai tagli all\u2019assistenza sanitaria e alimentare. Inoltre, le persone con redditi pi\u00f9 bassi vedrebbero di fatto diminuire i propri redditi, poich\u00e9 i tagli alla rete di sicurezza sociale supererebbero i tagli alle tasse. Nonostante ci\u00f2, l\u2019idea di rendere esentasse le mance, e in generale la legge fiscale nel suo complesso, ha riscosso una grande approvazione tra l\u2019elettorato trumpiano.<br \/>\nIl capo democratico della Camera, Hakeem Jeffries, in un discorso record di otto ore e 46 minuti ha invece affermato che \u00abL\u2019obiettivo di questa proposta di legge, la giustificazione per tutti i tagli che danneggeranno la gente comune americana, \u00e8 quello di garantire massicce agevolazioni fiscali ai miliardari\u00bb. Come prevedibile, le disposizioni fiscali di Trump hanno rinvigorito le divisioni presenti nella societ\u00e0 americana, avvantaggiando per\u00f2 con ogni probabilit\u00e0 le classi ricche della popolazione, sebbene gli elettori del capo della Casa Bianca siano in gran parte cittadini della classe media e lavoratori.<br \/>\n*(Giorgia Audiello &#8211; Laureata in Economia e gestione dei beni culturali presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano. Si occupa principalmente di geopolitica ed economia con particolare attenzione alle dinamiche internazionali e alle relazioni di potere globali.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Alessandro Visalli*: LA COLLINA E LA PIANURA. POSIZIONI EGEMONICHE E PRETESE IMPERIALI &#8211; SIAMO NEI PRESSI DI QUEGLI ISPIDI PASSI DI MONTAGNA NEI QUALI I SENTIERI SI BIFORCANO. DA UNA PARTE IL LARGO SENTIERO BATTUTO DELL\u2019OCCIDENTE PROSEGUE IL SUO LUNGO RESTRINGERSI. DALL\u2019ALTRA UN RIVOLO SI AMPLIA, AL CONTEMPO FACENDOSI VIA VIA PI\u00d9 LISCIO E COMODO. IL VECCHIO SENTIERO, DA QUALCHE TEMPO SI FA PER MOLTI PI\u00d9 RIPIDO, PIETROSO, DENSO DI RISCHI, IL NUOVO \u00c8 CRESCIUTO SOTTO MOLTI PROFILI ALL\u2019OMBRA, MA NEL TEMPO SI \u00c8 FATTO VIA VIA PI\u00d9 LARGO E FORTE. I DUE SENTIERI SEMBRANO DIVARICARSI.<\/strong><\/p>\n<p>Ad aprile, in \u201cConsiderazioni intermedie su tempi complessi\u201d [1], proponevo di saggiare prudentemente i bordi di quel consolidato e rassicurante schema mentale per il quale siamo solo in una perturbazione, se mai ciclica, del cammino indefettibile e (perch\u00e9 tale) provvidenziale dell\u2019umano universale. Un umano che, alla fine liberato dai vincoli ascrittivi delle tradizioni, e ovunque secolarizzato [2], vedr\u00e0 in ogni luogo e tempo l\u2019affermazione dei diritti \u201cuniversali\u201d (con essi della democrazia, forma perfetta della loro espressione). Il cammino indefettibile risulterebbe in questa visione pi\u00f9 forte di ogni eccezione temporanea alla finale \u201coccidentalizzazione\u201d del mondo. Chi vede questi tempi confusi sotto questa lente tradizionale non pu\u00f2 che vederli come un incomprensibile incidente, un\u2019aberrazione (ed \u00e8 quel che il buon cittadino cerca di fare, dichiarando sistematicamente come \u201cpazzi\u201d coloro che deviano). Ci\u00f2 che scuote il buon cittadino \u00e8 la nascita e il rafforzamento dei Brics[3], la crescita lungo la catena del valore della Cina[4], e, facendo leva sulle modifiche delle basi produttive per effetto dell\u2019introduzione di nuovi ecosistemi tecnologici, dietro di lei di altri[5], i movimenti politici non liberali nei santuari occidentali[6], l\u2019indisponente rifiuto della Russia a riconoscersi sconfitta nella guerra in Ucraina, o dell\u2019Iran a conformarsi all\u2019invito di scegliere meglio i suoi governanti durante lo scontro con Usa e Israele nella \u201cguerra dei 12 giorni\u201d[7].<br \/>\nStazionando nei bordi di questo rassicurante schema mentale, di questa cosmologia e fede trascendente, sorge il sospetto che le anomalie abbiano un segreto. E che sia semplice: l\u2019egemonia tecnica, economica e politica dell\u2019Occidente non era il segno della designazione divina, come vorrebbero le due principali teocrazie mondiali (i due governi pi\u00f9 trascendenti del mondo [8]), quella americana e quella israeliana, ma un fatto meramente e pienamente storico. Come tale provvisorio.<br \/>\nMa se \u00e8 provvisorio, diventa possibile chiedersi cosa cresce fuori.<\/p>\n<p>Zhang Weiwei [9], in un articolo di giugno 2025 su Guancha [10], sottolinea un\u2019importante differenza tra ci\u00f2 che \u00e8 fuori delle munite colline dell\u2019occidente anglosassone e il \u2018giardino\u2019, come si trov\u00f2 a chiamarlo Joseph Borrell [11]: i popoli controegemonici cinese e russo possiedono secondo questa lettura un\u2019eredit\u00e0 culturale che deriva dalla medesima struttura familiare (qui echeggiando, da avversario, l\u2019analisi di Todd [12]) e di paese. Un caratteristico stile che attribuisce valore al collettivo prima che all\u2019individuo e l\u2019esperienza di una storia nella quale hanno grandemente sofferto (entrambi in occasione delle Guerre Mondiali promosse dall\u2019Occidente). Come sostiene Weiwei, chi ha memoria, e riposa nella certezza della propria identit\u00e0 e forza, non ha bisogno di schiacciare l\u2019altro. Pu\u00f2 praticare lo spirito di Bandung: il non allineamento, non confronto e non prendere di mira terze parti.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 una differenza, che lo stesso Weiwei sottolinea, la Russia \u00e8 un attore che cerca attivamente di cambiare l\u2019ordine internazionale unipolare, opponendo forza a forza e che \u00e8 giunta, dal suo punto di vista per autodifesa[13], fino alla guerra di aggressione per affermare il proprio diritto alla sicurezza. La Cina, invece, \u00e8 piuttosto un paziente riformatore, che cerca di integrarsi negli scambi internazionali, si sforza pragmaticamente di accumulare benefici bilaterali e di evitare danni. Dunque, la differenza tra le due posture \u00e8 che quella cinese punta a un nuovo ordine multipolare senza egemoni centrali, equo e cooperativo, mentre gli Usa, provenendo dalla fase unipolare, vogliono ripristinare lo schema mercantilista e il sistema di Yalta.<br \/>\nViceversa, i principi di non allineamento, non conflitto e non attacco a terze parti, sono l\u2019esatto contrario della postura statunitense che consiste nel cercare sempre chi \u00e8 il nemico. Postura che individua ora come nemico la Russia e la Cina, ma non disdegna di identificarne in ogni quadrante geostrategico.<br \/>\nPer capire per quale ragione l\u2019Occidente vede autoritarismo dove altri vedono coesione sociale in termini di sistemi-paese, e con particolare riferimento alla Russia, ci si pu\u00f2 riferire ad una lettura critica del potente, ma semplificato, schema di Todd[14]. Come ricorda l\u2019autore francese dal 2000 l\u2019Occidente collettivo ha iniziato un processo di mobilitazione, percependo la Russia come avversario strategico e nemico esistenziale in particolare dalle sinistre (in Usa, Francia, Gran Bretagna e altrove). Ad esempio, nel 2016 la postura verso il mondo Russo fu oggetto di scontri isterici nella campagna presidenziale americana. Riemerse la russofobia che ha radici storiche e, secondo la lettura di Todd, antropologiche. I valori comunitari che caratterizzano il popolo russo sono sempre percepiti nell\u2019Occidente liberale, e quindi tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 \u00e8 liberale (da sinistra verso destra), come autoritarismo o \u201ctotalitarismo\u201d[15].<br \/>\nMa la radice di tale \u201cverticalismo elettorale\u201d non \u00e8 da rintracciare nel controllo dei media, o in altri fattori patologici o leaderistici, quanto nell\u2019essere una \u2018democrazia-ceppo\u2019. Ovvero, nell\u2019organizzazione sociale che nel sistema caratterizzato dalla famiglia comunitaria esogama[16] (Russia, Serbia, Albania, Cina, Vietnam, Italia centrale, Finlandia) \u00e8 organizzato tradizionalmente per grandi famiglie patriarcali e comunit\u00e0 di villaggio, in Russia sotto l\u2019autorit\u00e0 del mir. La differenza che rende incomprensibile questa visione per la mente \u201coccidentale\u201d (in realt\u00e0 per la mente anglosassone) \u00e8 determinata dalla distanza con le tradizioni familiari nucleari e bilaterali (nell\u2019Est quelle della Polonia e di parte dell\u2019Ucraina). O, come dice Todd, con le \u201cfamiglie stipide\u201d [17] (Scozia, Irlanda, Norvegia, Svezia, Germania, Austria, Svizzera), nelle quali la trasmissione ereditaria avviene verso il primogenito, con conseguente dottrina della predestinazione e della disuguaglianza, da una parte, e con le famiglie \u201cnucleari\u201d [18] anglosassoni, poi estremizzate in America e tradotte in quello che Todd chiama la \u201cdemocrazia razziale\u201d [19]. Una democrazia nella quale il razzismo non \u00e8 imperfezione, ma caratteristica strutturale. Nel senso che il gruppo, altrimenti minacciato costantemente di frammentazione identitaria e individuale, forma la propria coesione per differenza con gli \u201cAltri\u201d (nativi prima, neri dopo, varie minoranze in mezzo, e oggi chi non appare allineato); ovvero nel sentirsi superiore perch\u00e9 predestinato. L\u2019affermazione di s\u00e9, come gruppo, avviene tramite il rigetto dell\u2019altro, precisamente, scrive Todd, \u201cdi tutti gli altri\u201d.<\/p>\n<p>Per le stesse ragioni l\u2019Occidente, fino a che tra le sue molte anime prevarr\u00e0 quella anglosassone, nella versione estrema americana, non riesce a comprendere e accettare la differenza di sistemi comunitari ed egualitari, e spesso patrilineari ed autoritari, come quello cinese (e, per certi versi, anche arabo). Il punto \u00e8 che si tratta di visioni del mondo, radicate in un orientamento antropologico di base, opposte che portano a visioni geopolitiche inconciliabili. E porta alla caratteristica postura \u201ctrascendente\u201d della politica statunitense.<br \/>\nCome riassume lo stesso Todd, ormai ben otto anni fa:<br \/>\n\u201ca livello internazionale, l\u2019egualitarismo cinese porta ad una visione vicina a quella della Russia, quella di un mondo multipolare costituito da nazioni equivalenti. La Cina si presenta quindi come un attore ragionevole e affidabile sulla scena internazionale\u201d[20].<br \/>\nSenza condividere l\u2019approccio weberiano ed hegeliano dell\u2019autore, e quindi la sua drastica svalutazione del dinamismo cinese (che nel 2017 prevede sull\u2019orlo della stagnazione[21], contraddetto fragorosamente nei successivi otto anni[22]), questa semplificata visione monocausale (che riconduce tutto, religione inclusa, all\u2019unica radice delle strutture familiari e in esse delle dinamiche padre\/figli e uomo\/donna), contribuisce a spiegare la reciproca incomprensione. Chiaramente il modello di Todd[23], che valorizza le culture \u201cdel testo\u201d[24], incontra obiezioni e confutazioni significative nella sua rigidit\u00e0; ad esempio quando il nesso weberiano tra protestantesimo, individuo autonomo, coscienza razionale e critica, e spinta conseguente verso l\u2019istruzione di massa e l\u2019alfabetizzazione, si scontra con il fatto della storica superiore alfabetizzazione e istruzione di massa del mondo arabo, gi\u00e0 dal IX secolo, e del mondo cinese dalla dinastia Song (960-1279) in poi. L\u2019Islam e il confucianesimo sono entrambe culture \u201cdel testo\u201d, ma non diventano per diverse ragioni incubatori n\u00e9 della democrazia liberale n\u00e9 della modernit\u00e0 all\u2019occidentale. Insomma, il pensiero di Todd rischia di restare impigliano nell\u2019eurocentrismo. Ovvero di leggere la storia umana come una parabola verso la modernit\u00e0 occidentale, e di valutare altre civilt\u00e0 in base alla loro conformit\u00e0 o distanza da questo modello. Viceversa, come mostrano storici come Kenneth Pomeranz[25] o Jack Goody[26], la storia globale \u00e8 segnata da molteplici vie alla modernit\u00e0, e l\u2019Europa non deteneva su queste alcuna superiorit\u00e0 predeterminata. Per richiamare la sintesi di Goody, l\u2019idea che l\u2019Europa abbia acquisito un vantaggio precoce (nel \u201cmiracolo greco\u201d, ad esempio), poi perso nel medioevo, e recuperato per via di una superiorit\u00e0 militare dall\u2019anno mille (tesi di Landers[27]), o per effetto del cristianesimo (tesi di Dumont[28]) o all\u2019individualismo germanico originario (tesi di Macfarlane[29]), o, ancora, dell\u2019innovazione tecnica derivante da una superiore creativit\u00e0 (tesi di Brenner[30]), o, per effetto dell\u2019espansione coloniale (tesi di Wallerstein[31]), ma anche dell\u2019illuminismo (Habermas[32] e Giddens[33]), o, come sintesi di molte di queste linee alla \u201crivoluzione industriale\u201d.<\/p>\n<p>La differenza che si manifesta, come si vede da lungo tempo, tra le culture \u201ccomunitarie\u201d e quelle dominate dall\u2019individualismo ed improntate alla \u201cdemocrazia razziale\u201d occidentale, contiene la fine della legittimit\u00e0 della pretesa, nutrita da cinque secoli, di incarnare e guidare la modernizzazione e le sue costanti transizioni. Modernizzazione che \u00e8 al contempo sinonimo di sviluppo scientifico e tecnologico, di liberazione dalle tradizioni e dall\u2019influenza di spiriti e religioni, di creazione del \u201csociale\u201d come espressione collettiva del \u201ccivile\u201d e quindi del concetto di \u201ccittadino\u201d e di \u201cindividuo\u201d.<br \/>\nConcetti, tutti, che fanno rete nella nostra mente e gli consentono anche di assumere quella tipica postura \u201ccritica\u201d che \u00e8 il lascito dell\u2019et\u00e0 delle rivoluzioni (tra le quali anche quelle non \u201coccidentali\u201d, anzi, in effetti, soprattutto queste: quella di Haiti, che \u00e8 la prima, le rivoluzioni anticoloniali sud americane, la Messicana e quella Cinese che partono negli anni Dieci del Novecento, quella Russa, che non \u00e8 pienamente tale, i tanti movimenti di liberazione anti-coloniale, quella cubana, e via dicendo). Postura critica che, vista dall\u2019Occidente, si definisce tramite un catalogo come soggetto, individuo, cittadinanza, diritti umani, societ\u00e0 civile, sfera pubblica, sovranit\u00e0 popolare, stato, democrazia, giustizia sociale. Mentre, da quello della gran parte del mondo, il catalogo \u00e8, piuttosto rappresentato dalle parole, comune, autonomia, libert\u00e0 sociale e collettiva, indipendenza, sovranit\u00e0 nazionale, stato, giustizia. Quindi, da una parte sono valorizzati individuo, diritti, cittadinanza, dall\u2019altro, comunit\u00e0, autonomia, giustizia collettiva. Reti di concetti ai quali non possiamo e dobbiamo rinunciare e che non dobbiamo reciprocamente svalutare, ma che dobbiamo vedere nella loro provenienza etnografica e storica, ma anche nella loro funzione (talvolta) di schermo e giustificazione. Spesso nella loro disponibilit\u00e0 a farsi tradire, proprio nel momento in cui sono pretesi come universali senza alcun bisogno di traduzione.<br \/>\nQuando immaginiamo il primo catalogo come universale, posto come destino. Allora prevale la \u201ccitt\u00e0 sulla collina\u201d [34] americana, poi divenuta eccezionalismo missionario, giustificazione dell\u2019interventismo, universalismo militarizzato; causa che \u00e8 sempre \u201cjust, moral, right\u201d [35], e trasforma l\u2019iniziale impulso di colonialismo religioso (implicitamente razzista) in impulso laico che vede un \u201caltro\u201d da liberare, istruire, civilizzare, se necessario con la forza. Ci\u00f2 in quanto, \u201cThe survival of liberty in our land increasingly depends on the success of liberty in other lands\u2026 The call of freedom comes to every mind and every soul.\u201d (discorso di insediamento di George W. Bush nel 2005).<br \/>\nQuesta vocazione ad un tempo universalista, trascendente nel senso gi\u00e0 detto, e differenziale per effetto di una predestinazione, conduce gli Stati Uniti[36], e prima la Gran Bretagna imperiale, ma anche un paese per certi versi simile quanto a ispirazione[37] come Israele, a definire alleanze, dottrine strategiche, obiettivi ed ambizioni in una prospettiva che vede il mondo intero e l\u2019eternit\u00e0 come unica destinazione.<br \/>\nNel momento in cui questo caratteristica spinta universalista e provvidenziale \u00e8 stata trattenuta da limiti di potenza, durante l\u2019ascesa nel XIX secolo, o il confronto con altri progetti imperiali e trascendenze (delle potenze europee, dei fascismi e del comunismo, per dire i principali) nella prima met\u00e0 del XX gli Stati Uniti sono stati limitati; come lo sono stati dal blocco sovietico (una trascendenza intramondana particolarmente forte, ma meno espansiva nella pratica, anche per limiti interni di capacit\u00e0) durante la Guerra Fredda. Al termine di questa, nel 1991 e seguenti, si \u00e8 avuta una rapida espansione non frenata e una fase di ubriacatura unipolare, durante la quale l\u2019\u2019eccezionalismo\u2019 \u00e8 stato rilanciato ideologicamente e praticamente. Ma questo ha portato ad una sovra estensione e alla crescita di nuovi e vecchi concorrenti egemonici.<br \/>\nSi rende ormai necessaria una \u201critirata imperiale\u201d che restringa le catene logistiche bisognose di protezione e riduca drasticamente i costi di protezione sostenuti in proprio (convertendoli in ampliamento della spesa militare dei satelliti), rinegozi il multilateralismo, e quindi i margini di autonomia degli attori principali, si garantista gli spazi effettivi di autonomia strategica che poggiano sulla industrializzazione e l\u2019equilibrio delle partite commerciali e finanziarie. Chiaramente, e qui viene la difficolt\u00e0 forse insormontabile, questo programma di rivolgimento presume da una parte conservare il consenso delle masse (ovvero la formazione di un \u201cblocco sociale populista\u201d di riferimento), dall\u2019altra la messa sotto controllo da parte dello Stato delle forze animali del capitale mobile (facendo leva su quelle delle diverse forme di capitale fisso), dunque l\u2019affermazione della \u201clogica territorialista\u201d (Arrighi[38]) alla scala opportuna. Questa \u201critirata\u201d strategica \u00e8 resa indispensabile da cinque fattori:<br \/>\nL\u2019attuale amministrazione americana \u00e8 espressione, ed ultimo risultato, dell\u2019esaurimento per estenuazione, soprattutto sociale, e dopo numerosi tentativi falliti di recupero, del modello di \u2018accumulazione per spoliazione\u2019 del liberismo. Tale modello fallisce soprattutto per l\u2019aumento della concorrenza internazionale (come avvenne nel ciclo di fine Ottocento e inizio Novecento descritto da Karl Polanyi[39]che pose termine all\u2019egemonia inglese).<br \/>\nE\u2019 quindi espressione del tentativo di trovare una nuova formula politica di gestione della situazione.<br \/>\nParte necessaria di questo tentativo \u00e8 il superamento con assorbimento-incorporazione e quindi funzionalizzazione delle spinte popolari. Il populismo deve diventare forma di governo e rientrare. Al contrario del tentativo di Obama, questo avviene sul piano del \u201cnazionalismo imperiale\u201d (un poco come fece Benjamin Disraeli[40]).<br \/>\nLa ricerca di un \u201cprelievo imperiale\u201d[41], intorno al quale ritrovare l\u2019equilibrio interno necessario per vincere (pacificamente si spera) la sfida storico-epocale con la Cina, deve perci\u00f2 passare per l\u2019estrazione dalle province (principalmente l\u2019Europa, come peraltro tentava di fare Biden), e la creazione di una nuova coalizione di potere, con referenti sociali precisi.<br \/>\nQuindi per la ricerca di una soluzione storica che abbia la forza di riattivare un ciclo di egemonia che rivoluzioni-conservando per stabilizzare l\u2019impero e la nazione insieme (questa \u00e8 la novit\u00e0 direi), sopendo e reprimendo e creando nuova gerarchia.<br \/>\nDal lato americano questo progetto, abbozzato ma necessario, prevede un\u2019aspra riorganizzazione del mondo su base bi o tripolare, e quindi una nuova divisione dei compiti e delle gerarchie che ne consegue. Perderanno, o almeno questa \u00e8 l\u2019idea, i centri industriali e finanziari semi-rivali (la Germania, l\u2019Italia, il Giappone, la Francia probabilmente l\u2019Inghilterra) se non accettano di stare al loro posto di fortini di confine.<br \/>\nIn questa struttura d\u2019ordine, potrebbe esserci uno spostamento relativo di ricchezza dall\u2019economia dell\u2019intrattenimento e immateriale, privilegiata nella fase finanziaria, a quella produttiva. Non \u00e8 necessariamente una buona notizia nelle condizioni della tecnologia contemporanea e perch\u00e9 servono competenze diverse. Ma potrebbe essere necessario in un mondo nel quale la Cina laurea molti pi\u00f9 ingegneri (e migliori) di tutto l\u2019Occidente messo insieme, ed in India il doppio (che \u00e8 dieci volte il numero USA) e nel quale l\u2019Iran ne laurea come gli USA, la Russia il doppio (e per lo pi\u00f9 donne).<br \/>\nDunque, dal lato occidentale il \u201cNazionalismo imperiale\u201d potrebbe essere la nuova forma ideologica adatta a questa configurazione (che richieder\u00e0 anni per affermarsi) che, nella versione Usa, potrebbe essere vestita di universalismo predatorio esattamente come il progressismo liberal, ma sotto vesti di diverso colore (che all\u2019inizio confonderanno). D\u2019altra parte, se si tratta di ridefinire, ed al contempo consolidare, il \u201cperimetro di protezione\u201d[42], la questione centrale resta definire una \u201cpropria area\u201d. E qui, in un mondo multipolare conter\u00e0 anche lo stile di egemonia, ovvero la capacit\u00e0 di esprimere quel che Nye chiama \u201csoft power\u201d[43].<br \/>\nUna risorsa che la mossa della Presidenza americana, nella sua franca brutalit\u00e0, mette a rischio nel medio termine. Abbiamo, infatti, avuto come prime mosse della nuova amministrazione Trump, minacce agli alleati danesi per il dominio di aree geografiche decisive per la competizione nel Grande Nord (Artico), al Canada, a Panama; una brutale serie di semi-ultimatum all\u2019Europa sulla spesa militare, sul sostegno alla guerra ucraina (che cerca di terminare), una sconvolgente guerra dei dazi verso tutti, seguita da una trattativa uno-ad-uno che ha visto uno scontro con numeri a tre cifre con la Cina e un compromesso che \u00e8 apparso a tutti da posizione di debolezza relativa. Per effetto di tali mosse, un significativo indebolimento del dollaro, che aiuta su due piani l\u2019amministrazione, favorendo le esportazioni e inibendo le importazioni e riducendo in valore reale il debito, ma rischia di provocare la fuga dai Titoli del Tesoro, con conseguente innalzamento del servizio del debito. Inoltre, rischia di alimentare l\u2019inflazione (per ora non vista) e, insieme alla nuova legge finanziaria BBB[44], appena approvata, pu\u00f2 spostare i rapporti di forza economici ancora pi\u00f9 verso le \u00e9lite, rendendo difficile l\u2019equilibrio politico[45] che ha portato al potere Trump.<br \/>\nIl contesto generale \u00e8 dato da un deficit insostenibile e crescente, ormai pari al 120% sul Pil ed in peggioramento[46], perdita di credibilit\u00e0 internazionale, di influenza geopolitica, crescenti difficolt\u00e0 di finanziare le spese \u201cimperiali\u201d (soldati all\u2019estero[47], armi per gli amici[48], gestione di scontri frizionali[49], erogazioni compensative verso \u2018clientes\u2019 contesi dalla controparte), e una competizione ideologica in termini di progetti-mondo che si sta riaccendendo per effetto della sfida sistemica dei Brics, che propongono un modello alternativo di ordine mondiale che sia multipolare, non preveda egemonie fisse e rigide, enfatizzi la sovranit\u00e0, la non-ingerenza, lo sviluppo e il rispetto culturale e politico. Un confronto, questo ultimo, che vede da una parte la logica dell\u2019universalismo liberale (mercati \u2018aperti\u2019, primato americano in quanto parte del destino manifesto) e dall\u2019altro il pluralismo culturale (modello di sviluppo e politici differenti, nuove centralit\u00e0 regionali).<br \/>\nLa perdita di credibilit\u00e0 internazionale, un asset cruciale, potrebbe essere accelerata anche dallo svolgimento e dagli esiti della \u201cGuerra dei 12 giorni\u201d con l\u2019Iran. Infatti, un effetto della guerra \u00e8, contro alcune apparenze dovute alla copertura mediatica orientata e propagandistica in Occidente, la dimostrazione di vulnerabilit\u00e0 di Israele ad attacchi con mezzi moderni (missili ipersonici che per lo pi\u00f9 non sono stati intercettati) o massivi. Inoltre, la conferma di alcune alleanze iraniane (Pakistan e Yemen), l&#8217;influenza sotto traccia della Cina e della stessa Russia, che hanno esibito incontri bilaterali subito prima dello show Usa (bombardamento annunciato dei siti nucleari e risposta iraniana sulle basi americane, anch\u2019essa annunciata, entrambe senza vittime) e seguente cessate il fuoco. Ci\u00f2 viene confermato dalla rapidit\u00e0 con cui Cina e Russia hanno chiesto il cessate il fuoco (appena dopo il blitz americano) che non pu\u00f2 essere interpretato in altro modo che come una dimostrazione coordinata di forza negoziale (ed accordo preventivo): le controparti hanno lasciato che la guerra rivelasse i limiti di Israele, per poi spingere su tavoli multipolari e chiudere l\u2019accordo con gli Usa (probabilmente imponendolo ad un riluttante Netanyahu, che rischia libert\u00e0 e carriera politica[50]).<br \/>\nIn altre parole, questo scontro ad alto contenuto simbolico e danni tutto sommato limitati, con intensit\u00e0 medio-alta ma controllata da entrambe le parti (colpi mirati e repliche calibrate), \u00e8 in effetti da vedere come uno dei luoghi di insorgenza del nuovo Ordine Multipolare. Il messaggio che resta \u00e8 che l&#8217;Occidente pu\u00f2 essere fermato, o limitato, e la risposta dei contro-egemoni, se coordinata e sostenuta a strati, pu\u00f2 essere efficace. Potrebbe essere letto tra qualche tempo, insieme all\u2019esito che si avvicina della crisi ucraina, nella quale la Russia insiste a voler raggiungere i suoi obiettivi e la risposta occidentale ha sempre meno margini, come una soglia di mutazione dell\u2019ordine internazionale. Ordine nel quale si presentano equilibri di fatto che impediscono esiti come quello siriano (o libico), in favore, se mai, di messe in scena geopolitiche per saggiare determinazione e resistenza nei punti di margine. La posta delle prossime micro-guerre, che saranno numerose e per un tempo non breve, sar\u00e0 la ridefinizione e l\u2019aggiustamento della percezione e della determinazione in contesto di confronto altamente \u201cibrido\u201d[51]. Lo stato pi\u00f9 piccolo, aggressore ma tecnologicamente avanzato e con l\u2019alleato pi\u00f9 forte, \u00e8 stato mostrato vulnerabile ad attacchi militari asimmetrici, informatici, diplomatici e propagandistici, oltre che minacce al sistema mondiale energetico, l\u2019obiettivo era la coesione interna e la percezione pubblica, la mente prima del territorio. Nel campo simbolico lo stato pi\u00f9 grande, ma meno sostenuto direttamente e aggredito, ha lottato sul terreno simbolico, esibendo resilienza, alleanze ibride anche nuove, ed anche implicite, profondit\u00e0 strategica e orgoglio. Sembra essere stato la prova di una strategia di \u201cdeterrenza inversa\u201d, che punta a dimostrate che l\u2019Occidente pu\u00f2 essere limitato anche senza sconfiggerlo in un troppo costoso (per tutti) scontro militare diretto generalizzato. Una strategia la cui posta sono l\u2019apertura di fratture sistemiche, la creazione di tensioni interne nella struttura politico-sociale della controparte, la rinegoziazione implicita delle sfere di presenza ed influenza.<br \/>\nIl punto \u00e8, allargando la prospettiva, che in questo scontro storico per la preminenza globale &#8211; visto dalla \u201ccollina\u201d occidentale come una lotta per mantenere il primato, e dalla \u201cpianura\u201d come il tentativo di affermare relazioni pi\u00f9 paritarie \u2013 il vero campo di battaglia non sar\u00e0 solo quello degli scontri \u201cibridi\u201d di confine. Sar\u00e0 decisivo imporre come egemone la propria \u201cpiattaforma geo-tecnologica\u201d[52] e quindi ridurre al margine l\u2019altra. Non si tratta qui solo di imporre il proprio ritmo di innovazione, quanto di: orientare gli standard internazionali (tecnici, commerciali e legali); definire una rete di partner che intrecciano le proprie economie e condividono le tecnologie-chiave; estendere le proprie reti finanziarie e infrastrutturali; consolidare flussi di uomini e competenze, ampliando e gestendo le relative \u201cdiaspore\u201d; sviluppare il soft power, l\u2019influenza ed il prestigio culturale; controllare l\u2019immaginario e il futuro. Ora, detto in modo altamente schematico, la \u201cpiattaforma geo-tecnologica\u201d cinese si impernia su un sistematico e programmatico, ma anche profondamente radicato nella cultura storica, rifiuto della logica amico-nemico, sostituito dalle molteplici vie (Dao) alla comune umanit\u00e0. Invece, la \u201cpiattaforma geo-tecnologica\u201d americana, immagina una gerarchia e l\u2019ineguaglianza in modo che, ordinatamente, ognuno abbia i \u201csuoi\u201d satelliti da gestire (verso i quali regolare a proprio favore le ragioni di scambio) e da \u201cproteggere\u201d (cosa che costa), e tra questi ci siano scambi regolati dai rapporti di forza.<br \/>\nDunque Trump immaginava di rovesciare il tavolo inclinato del declino relativo americano, facendo un accordo separato con la Russia, confinando la Cina nello scacchiere Indopacifico, al contempo avendo via libera per estendere la propria marcatura geopolitica all\u2019intero continente americano, integrando strettamente in posizione subalterna Canada e Goenlandia, il Canale di Panama (da sottrarre alla proiezione di capitali cinesi), recuperando in Argentina (per ora fatto, grazie a Milei) e Brasile, e quindi nell\u2019intero sub-continente. Ci\u00f2 comporta il superamento della sfida sistemica dei Brics+ e la formalizzazione di una sorta di Nuova Yalta.<br \/>\nMa la Cina non appare disponibile. Oltre ad essere una postura storica del \u201cpaese di mezzo\u201d, questa impostazione segue anche una lettura pratica e storica: sul piano storico la Cina ha imparato dall\u2019esperienza della spartizione con Yalta dell\u2019Europa in aree di influenza tra l\u2019Urss da una parte e gli Stati Uniti e il Regno Unito dall\u2019altra. Un accordo che aveva definito la quantificazione in percentuale del rispettivo potere in ciascun Paese. Alla fine, questi accordi, nel complesso dello svolgimento del quarantennio della loro vigenza, imposero a Usa e Urss costi elevatissimi per la continua stabilizzazione sul piano militare ed economico dei \u201csatelliti\u201d. Inoltre, cost\u00f2 all\u2019Urss il danno reputazionale della repressione dell\u2019Ungheria nel \u201956, e della Cecoslovacchia nel \u201968 o, infine, della Polonia nel \u201978, fino a che gli Usa decisero di sostenere Solidarnosc e fare crollare il Muro di Berlino. Gli Usa dovettero sostenere l\u2019Europa, favorire la reindustrializzazione tedesca, giapponese e italiana, detenere importanti forze di occupazione fino ad ora, compiere decine di interventi militari in centro e sud-America, in Medio-Oriente, in Asia, favorire regimi fascisti e colpi di stato, etc.<br \/>\nSul piano pratico la Cina sa che i rapporti con i vicini nell\u2019Indopacifico sono tutt\u2019altro che semplici, storicamente molti di loro si sono sempre sentiti contenuti dalla presenza del gigante economico e demografico asiatico. Per non parlare del rapporto con i due rivali ad Oriente ed Occidente, Giappone e India, che in una prospettiva meramente confinata non sarebbe gestibile. Insomma, restare confinato in una sola regione, ricchissima ma altamente complessa, non \u00e8 nel suo interesse e ridurrebbe enormemente le prospettive del paese.<br \/>\nPechino, dunque, non intende abbandonare la sua storica postura per il Sud del mondo e il suo millenario orientamento alla \u201cComunit\u00e0 umana dal futuro condiviso\u201d (per usare la formula programmatica di Xi). Ovvero alla vocazione a \u2018risuonare\u2019 e \u2018trasformare\u2019, raggiungere \u2018l\u2019unit\u00e0 nella molteplicit\u00e0\u2019, e \u2018l\u2019armonia senza riduzione all\u2019Uno\u2019. Quindi non rinuncia allo schema plurale (e per questo ad un tempo modesto e contraddittorio, caratteristica che guardata da occhi occidentali \u00e8 una debolezza, da orientali una forza) dei Brics+; ovvero a cooperazioni orizzontali tra diversi e lontani, basate su pragmatici interessi, e rispetto reciproco.<br \/>\nAnche su questo piano, delle rispettive visioni strategiche, si gioca il futuro del mondo.<br \/>\n*(Alessandro Visalli &#8211; architetto e dottore di ricerca in Pianificazione territoriale. Da anni si occupa di scienze del territorio e di ambiente, e nel blog \u201cNella fertilit\u00e0 cresce il tempo\u201d)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><br \/>\n[1] &#8211; Alessandro Visalli, \u201cConsiderazioni intermedie su tempi complessi\u201d, Tempofertile, 14 aprile 2025.<br \/>\n[2] &#8211; Si veda il meraviglioso libro di Charles Taylor, L\u2019et\u00e0 secolare. Feltrinelli 2007 (ed. or. 2007).<br \/>\n[3] &#8211; Nel 2001 l\u2019acronimo Bric (Brasile, Russia, India, Cina) fu creato da Jim O\u2019Neill di Goldman Sachs, secondo il quale si trattava delle economie emergenti destinate a dominare il XXI secolo. Questa profezia diventa un organismo di cooperazione interstatale nel 2009 con il primo vertice di Ekaterinburg, in Russia. Nel 2010 ader\u00ec il Sud Africa. Da allora i cinque paesi tengono summit regolari per coordinare le politiche economiche e finanziarie, ed in misura minore, geopolitiche. Nel 2104 il gruppo fond\u00f2 la Nuova Banca di Sviluppo (NDB) e poi il Contingent Reserve Arrangement (CRA), espressamente disegnati per fornire alternative alla BM e FMI ai paesi del Sud del mondo. I Brics sono impegnati, con qualche ambiguit\u00e0 nelle politiche indiane e differenze di vedute in quelle russe e cinesi, nella promozione di un ordine multipolare, nella riforma dell\u2019ONU, la cooperazione Sud-Sud, e la riduzione del ruolo centrale del dollaro. Dal 2023 al 2025 sono entrati Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, mentre hanno acquisito lo status intermedio di \u201cpartner associati\u201d la Bielorussia, Bolivia, Cuba, Kazakistan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda, Uzbekistan, Vietnam. Tra i progetti strategici si trova: il sistema di pagamento alternativo all\u2019Occidentale SWIFT, una valuta digitale dei Brics, alcuni corridoi infrastrutturali come l\u2019International North-South Transport Corridor (INSTC) che dovrebbe collegare India, Iran, Russia e Asia Centrale, l\u2019integrazione e potenziamento della Belt and Road Initiative cinese. I Brics+ controllano il 40% della produzione petrolifera mondiale, ovvero insieme agli Usa definiscono l\u201980% della produzione. Altri venticinque paesi hanno presentato domanda ufficiale di ingresso o manifestato la volont\u00e0, sono Afghanistan, Arabia Saudita, Azerbaigian, Bahrein, Bangladesh, Birmania (Myanmar), Iraq, Kuwait, Laos, Pakistan, Palestina, Sri Lanka, Siria, Turchia, Yemen, Algeria, Angola, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, RD del Congo, Ghana, Guinea Equatoriale, Libia, Mali, Senegal, Sudan, Sudan del Sud, Tunisia, Zimbabwe, Bolivia, Colombia, El Salvador, Messico, Nicaragua, Per\u00f9, Uruguay, Venezuela, Serbia.<br \/>\n[4] &#8211; Malgrado l\u2019opinione prevalente degli osservatori economici occidentali fino a tutti gli anni Dieci, la Cina nel secondo decennio del XXI secolo si \u00e8 trasformata da semplice fornitore (da \u201cfabbrica del mondo\u201d, status raggiunto intorno al 2010) a protagonista strategico delle catene globali del valore (GVC). La quota di valore domestico nelle esportazioni cinesi \u00e8 salita dal 61 al 71%, trattenendo maggiore ricchezza, il programma Made in China 2025 punta, con enormi e persistenti investimenti pubblici e privati, a raggiungere e superare l\u2019occidente nelle industrie chiave dei semiconduttori, intelligenza artificiale, veicoli elettrici, biotecnologie. Per ora solo nel terzo il risultato \u00e8 raggiunto, ma negli altri la distanza diminuisce. Nelle tecnologie connesse alla transizione energetica la Cina ha ormai quote dell\u201980% della produzione mondiale, nella cantieristica navale il 70%, nelle telecomunicazioni il dominio tecnologico \u00e8 saldamente in mano a Huawei e ZTE, ci sono progressi nell\u2019aerospazio. La nuova classe media urbana conta ormai quasi mezzo miliardo di persone, una fascia sociale giovane, istruita, digitalizzata e altoconsumatrice, ci sono ancora problemi di potenziamento del welfare, riduzione della propensione al risparmio familiare, accesso ai servizi pubblici, differenze storiche tra citt\u00e0 e campagna, alcune universit\u00e0 sono ormai di primo piano (Fudan, Tsinghua).<br \/>\n[5] &#8211; Ad esempio, l\u2019ASEAN sta attirando investimenti esteri record in microelettronica, microchip e batterie, in parte a causa di strategie di riposizionamento delle multinazionali occidentali a causa della tendenza alla divaricazione con la Cina; Messico, Brasile e Cile stanno scalando la catena del valore in settori come l\u2019automotive, l\u2019agritech e il green tech; l\u2019India continua a crescere.<br \/>\n[6] &#8211; Ovvero i movimenti politici \u201cpopulisti\u201d, promossi in particolare dalla crisi finanziaria globale del 2008, lo Jobbik in Ungheria nel 2008, il Tea Party Movement in Usa nel 2009, il Fidesz di Orban nel 2010, Syriza in Grecia nel 2011, Podemos in Spagna nel 2012, AFD in Germania nel 2013, il nuovo Front National in Francia nel 2014, il MAGA di Trump nel 2015, la France Insoumise nel 2015, l\u2019UKIP in Gran Bretagna nel 2016, VOX in Spagna nel 2017, il M5S tra il 2013 e 2018, una fase della Lega di Salvini nel 2018, Fratelli d\u2019Italia nel 2019, il People\u2019s Party of Canada nel 2020, Milei in Argentina nel 2023.<br \/>\n[7] &#8211; Dal 13 al 24 giugno 2025, mentre erano in corso i negoziati tra Usa e Iran per il rinnovo del trattato sul nucleare annullato unilateralmente da Trump nel precedente mandato, Israele ha improvvisamente attaccato l\u2019Iran, lanciando l\u2019operazione \u201cLeone nascente\u201d. Un attacco ibrido contro impianti nucleari (Natanz, Fordow, Isfahan), basi militari, infrastrutture civili, militari con le loro famiglie, scienziati con le loro famiglie. L\u2019Iran ha reagito vigorosamente lanciando droni e missili balistici (probabilmente pi\u00f9 di 500) sia di vecchia concezione che ipersonici. Sono state duramente colpite le citt\u00e0 israeliane di Tel Aviv, Haifa e Been Sheva. Il 22 giugno gli Usa sono intervenuti direttamente colpendo tre siti nucleari con bombe ad alto potenziale. Il 24 giugno, su iniziativa americana e sottostanti accordi con Russia e Cina, \u00e8 stato annunciato il cessate il fuoco. La valutazione di tale evento vede almeno i seguenti elementi: la celebrata difesa antimissile a strati israeliana (vertice della tecnologia occidentale) si \u00e8 dimostrata solo in parte efficace, in particolare contro la pi\u00f9 avanzata missilistica iraniana (che potrebbe essere stata sostenuta dalla tecnologia russa e coreana del Nord, e da forniture di combustibile solido cinese), gli alleati storici Houti e Hezbollah, se pure indeboliti da attacchi antecedenti, hanno mostrato la loro utilit\u00e0 in attacchi \u201cdi saturazione\u201d. Il Pakistan ha offerto aiuto, la copertura multipolare di Cina e Russia, se pure non esibita, potrebbe essere stata decisiva. La conclusione ha tutta l\u2019apparenza di un accordo preso a livello di \u201cmondo multipolare\u201d (ovvero tra Usa e Russia\/Cina). Quindi il messaggio che nei circoli del Sud del mondo \u00e8 passato \u00e8: l\u2019egemonia israeliana \u00e8 fragile e contestabile, la deterrenza americana \u00e8 soggetta a limiti geopolitici di escalation, come durante la Guerra Fredda.<br \/>\n[8] &#8211; Intendendo, come vedremo, per \u201ctrascendenza\u201d l&#8217;orientamento a pensare il proprio ruolo nel mondo, la propria missione, e quindi azioni, come innervate da un mandato del cielo. Qualcosa come un destino manifesto e una funzione storico-epocale che deriva dall&#8217;accesso ad una superiore verit\u00e0, ad una predestinazione. Questo spirito ha natura diversa da paesi come l\u2019Iran (che ha una componente teocratica, ma si vede in una missione difensiva in favore degli sciiti e non universalistica), o l\u2019Arabia Saudita (che si vede come custode dei luoghi santi, ma si riferisce ad una legittimit\u00e0 dinastica).<br \/>\n[9] &#8211; Direttore del National High-level Think Tank Council, Preside dell&#8217;Istituto Cinese dell&#8217;Universit\u00e0 di Fudan.<br \/>\n[10] &#8211; Zhang Weiwei, Liu Jun, Dove sta andando il triangolo Cina_Stati Uniti-Russia? Guancha, 22 giugno 2025. Si veda anche, Zhang Weiwei, The China Wave: Rise of a Civilizational State, World Century Publishing, 2012<br \/>\n[11] &#8211; Ex responsabile della politica estera europea, che pronunci\u00f2 nel 2022 queste memorabili parole: \u201cL\u2019Europa \u00e8 un giardino. Il resto del mondo \u00e8 una giungla, e la giungla pu\u00f2 invadere il giardino\u201d.<br \/>\n[12] &#8211; In particolare, in Emmanuel Todd, Breve storia dell\u2019umanit\u00e0. Dall\u2019homo sapiens all\u2019homo oeconomicus, LEG Edizioni, 2020 (ed. or. 2017), cap.XVIII \u201cLe societ\u00e0 comunitarie: la Russia e la Cina\u201d, da p. 495.<br \/>\n[13] &#8211; Si tratta di un tema chiaramente complesso e delicato, la catena degli eventi che ha portato alla drammatica divaricazione tra i due paesi ex sovietici, legati da storie intrecciate che affondano nei millenni, tra il \u201cRus\u201d di Kiev e quello di Mosca, ha un punto di svolta negli accordi che sovraintendono al pacifico smantellamento della stessa Unione Sovietica, realt\u00e0 in crisi sociale ed economica da almeno un paio di decenni ma iperarmata e in grado di far cessare il mondo. L\u2019incredibile evento che la generazione nata negli anni Cinquanta e Sessanta riteneva impossibile, la fine del colosso sovietico senza alcuna guerra con l\u2019Occidente, per eutanasia, ha alla sua base anche gli impegni che la presidenza americana assunse con Gorbaciov: non avanzare verso Est. Questo accordo sarebbe stato preso nel contesto della trattativa per consentire da parte sovietica la riunificazione tedesca e formalizzato dalla dichiarazione di James Baker (Segretario di Stato Usa) \u00abNot one inch eastward.\u00bb del 9 febbraio 1990 durante i colloqui con Gorbaciov e Shevardnadze (Ministro degli Esteri sovietico). Nel National Security Archive \u00e8 presente questo documento (https:\/\/nsarchive.gwu.edu\/briefing-book\/russia-programs\/2017-12-12\/nato-expansion-what-gorbachev-heard-western-leaders-early) che lo confermerebbe. Tuttavia, il Trattato 2+4 del settembre 1990 non assume impegni formali in tal senso. Questo impegno, tradito anche per l\u2019autonoma spinta di paesi come la Polonia che richiese l\u2019associazione all\u2019Occidente (ed alla UE) per ragioni di storica ostilit\u00e0 al mondo russo, o dell\u2019Ungheria, legata da legami storici con il mondo austriaco, \u00e8 considerato da parte russa un impegno politico e morale. La sua violazione come un rischio di sicurezza (per l\u2019avvicinamento di sistemi d\u2019arma a lungo raggio ai suoi confini, e quindi al cuore della Russia) e la negazione dello spirito di cooperazione che si immaginava per il dopo \u201cGuerra Fredda\u201d. Dopo l\u2019ingresso nella Nato di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca (1999) e poi Bulgaria, Romania, Paesi Baltici (2004), l\u2019Ucraina e la Georgia furono designate dalla Russia come \u201clinea rossa\u201d. In particolare, la percezione di pericolo \u00e8 stata amplificata dall\u2019aggressione da parte Nato e Usa di due storici paesi vicini al sistema socialista come la Serbia (1999) e la Libia (2011), oltre che per il sostegno alle \u201crivoluzioni colorate\u201d, tra le quali quella in Siria. Dopo la caduta del governo \u201cfilorusso\u201d (eletto regolarmente) Ucraino nel 2014 e l\u2019avvio della guerra civile nel Donbass (regione a maggioranza filorussa, parte dell\u2019Impero Russo fino al 1700) e l\u2019intervento diretto in Crimea, nel 2022, mentre l\u2019esercito ucraino si apprestava a liquidare le milizie del Donbass la Russia ha invaso l\u2019Ucraina ed \u00e8 iniziata la guerra.<br \/>\n[14] &#8211; Emmanuel Todd, Breve storia dell\u2019umanit\u00e0, op.cit., p. 494.<br \/>\n[15] &#8211; Sulla storia di questo termine altamente ambiguo e caratterizzato si veda Enzo Traverso, Il totalitarismo. Storia di un dibattito, Ombre Corte, 2015.<br \/>\n[16] &#8211; Sistema in cui le famiglie allargate formano unit\u00e0 comunitarie con autorit\u00e0 collettiva, come l\u2019Obscina, che \u00e8 l\u2019organo decisionale di origine medioevale delle comunit\u00e0 rurali russe.<br \/>\n[17] &#8211; Sistema patrilineare e inegualitario (es.: primogenitura). Cfr. Emmanuel Todd, Breve storia dell\u2019umanit\u00e0, op.cit., p. 163<br \/>\n[18] &#8211; Sistema bilaterale, egualitario o individualista. Cfr. Emmanuel Todd, Breve storia dell\u2019umanit\u00e0, op.cit., p. 239<br \/>\n[19] &#8211; Cfr. Emmanuel Todd, Breve storia dell\u2019umanit\u00e0, op.cit., p. 306<br \/>\n[20] &#8211; Cfr. Emmanuel Todd, Breve storia dell\u2019umanit\u00e0, op.cit., p. 525<br \/>\n[21] &#8211; In sostanza Todd, che vede il sistema russo come \u201cdemocrazia autoritaria\u201d e quello cinese semplicemente come \u201ctotalitarismo\u201d, un paese fondamentalmente poliziesco e corrotto, individua semplicemente le ragioni della crescita cinese tra il 1978 ed il 2017 come \u201cparadiso dei profitti enormi delle classi agiate occidentali\u201d, le quali hanno avuto dal partito Comunista al potere la licenza di sfruttare manodopera sottopagata. Un modello non perpetuabile perch\u00e9 spinto solo da investimenti in stile \u201csovietico\u201d (eccessivi rispetto al Pil, ma con rendimenti decrescenti). Questa rozza lettura, ma condivisa con la maggior parte delle \u00e9lite occidentali, porta alla diagnosi che il crollo sia vicino. Con una previsione che ricorda il ricorrente ritornello dell\u2019Economist, \u201cdifatti, in considerazione del peso incredibile degli investimenti sul Pil del paese, il tasso di crescita ufficiale, leggermente inferiore al 7% nel 2016, dovrebbe rapidamente avvicinarsi allo zero\u201d (ivi, p.515).<br \/>\n[22] &#8211; Dopo otto anni \u00e8 ancora superiore al 4%, se pure in fisiologico rallentamento, ma, soprattutto in questi anni la Cina ha ridotto le esportazioni rispetto al Pil e ha avviato con successo crescente la transizione in societ\u00e0 dei ceti medi.<br \/>\n[23] &#8211; Un punto di vista al quale si potrebbero muovere obiezioni. Da una parte la cultura non dovrebbe essere ridotta ad un solo asse, ma andrebbe conservato il suo carattere polisemico e simbolico. La stessa parentela non si esaurisce in relazioni di autorit\u00e0 o egualitarie. In base alle letture di autori come Mary Douglas, Pierre Bourdieu, Clifford Geertz, ma anche studiosi come James Clifford o Marilyn Strathern, non pu\u00f2 essere individuata una \u201ccausa prima\u201d che sia in grado di spiegare tutte le variazioni storiche e culturali, ma sono all\u2019opera contingenze, rotture, ibridazioni che sono lette nello schema di Todd come eccezioni e anomalie. La tendenza di Todd ad essenzializzare le culture, insomma, soffre della sottovalutazione dei meccanismi simbolici e performativi, ma anche delle determinanti storico-economiche, all\u2019irruzione di eventi geopolitici e delle politiche relative. Quello di Todd si pu\u00f2 capire come una sorta di weberismo ridotto, o naturalizzato, e pi\u00f9 rigido. Inoltre, resta legato ad una valutazione simpatetica del protestantesimo calvinista ugonotto francese (in particolare in L\u2019origine des syst\u00e8mes familiaux) in quanto portatore di una autonomia individuale, razionalit\u00e0 etica e egalitarismo familiare in grado di favorire l\u2019alfabetizzazione precoce, la mobilit\u00e0 sociale e lo sviluppo economico.<br \/>\n[24] &#8211; Culture nelle quali un testo sacro (la Bibbia, il Corano, il corpus dei testi Confuciani) \u00e8 centrale nel percorso di definizione individuale e accesso alla verit\u00e0.<br \/>\n[25] &#8211; Kenneth Pomeranz, La Grande divergenza. La Cina, l\u2019Europa e la nascita dell\u2019economia mondiale moderna, Il Mulino 2004 (ed. or. 2000).<br \/>\n[26] &#8211; Jack Goody, Capitalismo e modernit\u00e0. Il grande dibattito, Raffaello Cortina Editore, 2005 (ed. or. 2004).<br \/>\n[27] &#8211; Landers D., Prometeo liberato, Einaudi 2000 (ed. or. 1969)<br \/>\n[28] &#8211; Dumont, L., From Mandeville to Marx: the genesis and triumph of economic ideology, University of Chicago Press, 1977<br \/>\n[29] &#8211; Macfarlan, A., The origins of english individualism: the family property and social transition, Blackwell, 1978<br \/>\n[30] &#8211; Brenner, R., The origin of capitalismo development: a critique of neo-smithian marxism, in New Left Review, 104, 1977.<br \/>\n[31] &#8211; Wallerstein, I., Il sistema mondiale dell\u2019economia moderna, Il Mulino 1978 (ed. or. 1974)<br \/>\n[32] &#8211; Habermas, J., Protestbewegung und hochschulreform, Surhrkamp, 1969<br \/>\n[33] &#8211; Giddens, A., Capitalismo e teoria sociale. Marx, Durkheim, and Max Weber, Il Saggiatore 1991 (ed.or. 1971)<br \/>\n[34] &#8211; John Winthrop, approdando con l\u2019Arabella nel 1630, fondando la Massachusetts Bay Colony, pronunci\u00f2 un sermone (A Model of Christian Charity) nel quale, riferendosi a Matteo 5:14 (\u201cVoi siete la luce del mondo; una citt\u00e0 posta sopra un monte non pu\u00f2 restare nascosta.\u201d) invit\u00f2 i coloni a costruire una comunit\u00e0 fondata sulla carit\u00e0 cristiana e l\u2019unit\u00e0, sapendo che \u201cgli occhi del mondo sarebbero stati puntati su di loro\u201d. Questo concetto, connesso con il radicalismo religioso puritano, fu ripreso in tutt\u2019altro contesto e per ben altri scopi da due Presidenti in particolare, da John F. Kennedy, per stimolare responsabilit\u00e0 e onore pubblico e da Ronald Reagan che nella \u201cshining city on a hill\u201d, vedeva un paese forte, aperto e moralmente guida per il mondo (nel Discorso di addio alla nazione, 11 gennaio 1989, \u201cI&#8217;ve spoken of the shining city all my political life&#8230; a tall, proud city built on rocks stronger than oceans, wind-swept, God-blessed, and teeming with people of all kinds living in harmony and peace\u201d). Di qui, al \u201cNuovo ordine mondiale\u201d di George H.W.Bush, e soprattutto, nel contesto neocon la \u201cluce tra le nazioni\u201d di George W.Bush che, nel discorso di insediamento dice: \u201cThe survival of liberty in our land increasingly depends on the success of liberty in other lands&#8230; The call of freedom comes to every mind and every soul\u201d.<br \/>\n[35] &#8211; I tre termini con i quali Bush giustifica al Congresso la campagna di aggressione \u201cDesert Storm\u201d contro l\u2019Iraq.<br \/>\n[36] &#8211; Cfr. ad esempio, Robert Bellah, La religione civile in America, Morcelliana, 2021 (ed. or.1967)<br \/>\n[37] &#8211; Cfr. Gershom Scholem, Il messianismo ebraico, Einaudi, 1990 (Ed. Or. 1971)<br \/>\n[38] &#8211; Si veda Giovanni Arrighi, Il lungo XX secolo, Il Saggiatore, 1996 (Ed. Or. 1994), anche in Alessandro Visalli, Dipendenza, Meltemi 2020.<br \/>\n[39] &#8211; Karl Polanyi, La grande trasformazione, Einaudi 1974 (ed. or. 1944).<br \/>\n[40] &#8211; Primo Ministro inglese nel 1868 e nel 1874-80, che offr\u00ec alle classi lavoratrici organizzate dai cartisti e dai protosocialisti l\u2019orgoglio di appartenere ad un Impero e il relativo \u2018dividendo\u2019.<br \/>\n[41] &#8211; Chiamo \u201cprelievo imperiale\u201d l\u2019insieme di ragioni di scambio squilibrate, vere e proprie esazioni dirette ed indirette, imposizione di standard e regolamenti che sbilanciano il piano negoziale, minacce, talvolta, che consentono di vendere beni o servizi a prezzi maggiorati, di regolare gli scambi finanziari in modo da attirare e gestire flussi, etc. Alcuni esempi, oltre al mio Alessandro Visalli, Dipendenza, Meltemi 2020, in Qiao Liang, L\u2019arco dell\u2019impero, Leg Edizioni 2021, e Qiao Liang, Wang Xiangsui, Guerra senza limiti, Leg Edizioni, 2001, anche utile Giacomo Gabellini, Krisis, Mimesis 2021.<br \/>\n[42] &#8211; Chiamo qui semplicemente \u201cperimetro di protezione\u201d l\u2019area nella quale si estende il potere politico-militare americano e che determina stati pi\u00f9 o meno pronunciati di sovranit\u00e0 limitata. La protezione costa, sia per la necessit\u00e0 di tenere in piedi la capacit\u00e0 di minaccia (che tante volte \u00e8 stata dispiegata), sia perch\u00e9 l\u2019arma del controllo \u00e8 il predominio del dollaro, sempre pi\u00f9 sfidato, e questo rende necessario tecnicamente che ci sia richiesta della moneta americana che si pu\u00f2 ottenere o vendendo pi\u00f9 beni e servizi americani di quanti se ne comprano (ma non \u00e8 cos\u00ec), o costringendo gli altri a comprare commodites e asset in dollari, anche quando le due parti non sono americane. Per ottenere questo ci vuole una rete di influenza e penetrazione nei sistemi economico-politici che costa una continua sorveglianza, mobilitazione, presenza.<br \/>\n[43] &#8211; Robert Nye, Soft Power. Un nuovo futuro per l\u2019America, Einaudi 2005.<br \/>\n[44] &#8211; La legge \u201cOne Big Beautiful Bill\u201d, prevede tagli fiscali permanenti, spesa su difesa e immigrazione con incrementi di ca 300 mld di dollari, per contenere il deficit cos\u00ec creato, tagli a Medicaid\/Medicare e agli altri programmi assistenziali, riduzioni dei crediti alle rinnovabili. Potrebbero esserci danni alla protezione sociale di almeno 10 milioni di persone, costi energetici, incremento del deficit di 2-3.000 miliardi in dieci anni.<br \/>\n[45] &#8211; Una strana alleanza tra la base populista del MAGA, basata sul lavoro povero bianco e alcune minoranze integrate e minacciate da nuovi ingressi, e l\u2019\u00e9lite tecnologica che ha fatto il salto dai democratici.<br \/>\n[46] &#8211; Anche per effetto indiretto della disgregazione interna, che obbliga, per assenza di direzione politica condivisa, di \u2018comprare\u2019 i vari gruppi e interessi uno ad uno.<br \/>\n[47] &#8211; Oltre 750 basi all\u2019estero, questo \u00e8 uno dei fattori cruciali che, in contesto di indebolimento della sterlina, port\u00f2 a decidere la ritirata imperiale inglese nei primi decenni del Novecento.<br \/>\n[48] &#8211; L\u2019elenco \u00e8 lungo ed oneroso, come si vede dalle recenti dichiarazioni non pi\u00f9 sostenibile: Ucraina, Israele, Taiwan, Asean, paesi NATO.<br \/>\n[49] &#8211; Come la lotta nel cyber spazio permanente, le proxy war, le competizioni industriali in settori cruciali per lo sviluppo ed il controllo della nuova \u201cpiattaforma tecnologica\u201d.<br \/>\n[50] &#8211;<br \/>\n[51] &#8211; Si veda Qiao Liang, Wang Xiangsui, Guerra senza limiti, LEG 2001 (ed. or. 1999), Qiao Liang, L\u2019arco dell\u2019Impero. Con la Cina e gli Stati Uniti alle estremit\u00e0, LEG 2021 (ed. or. 2016).<br \/>\n[52] &#8211; Sinteticamente definibile come insieme integrato di tecnologie, standard normativi, istituzioni e modelli valoriali capaci di orientare i flussi economici, sociali e politici su scala globale, ed ancorati nel loro complesso ad una cosmologia e quindi una \u201ccosmotecnica\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Emanuele Dattilo*: L\u2019inesauribile attrazione per i diversi e lontani mondi. Il profilo Raccontava di viaggi, incontri, amicizie, Fritz Lang e della Mensa per <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362\" title=\"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-52362","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"01 &#8211; Emanuele Dattilo*: L\u2019inesauribile attrazione per i diversi e lontani mondi. Il profilo Raccontava di viaggi, incontri, amicizie, Fritz Lang e della Mensa per [...]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-07-12T13:56:13+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-07-14T20:39:07+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"326\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"245\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"Red-Roma\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Red-Roma\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"80 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362\"},\"author\":{\"name\":\"Red-Roma\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340\"},\"headline\":\"n\u00b027\u2013 12\\\/7\\\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\",\"datePublished\":\"2025-07-12T13:56:13+00:00\",\"dateModified\":\"2025-07-14T20:39:07+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362\"},\"wordCount\":15009,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"articleSection\":[\"Newsletter\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362\",\"name\":\"n\u00b027\u2013 12\\\/7\\\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"datePublished\":\"2025-07-12T13:56:13+00:00\",\"dateModified\":\"2025-07-14T20:39:07+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/MONDO-326x245-1.png\",\"width\":326,\"height\":245},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=52362#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"n\u00b027\u2013 12\\\/7\\\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"name\":\"Emi-News\",\"description\":\"Emigrazione Notizie\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\",\"name\":\"Emi-News\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"width\":390,\"height\":115,\"caption\":\"Emi-News\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340\",\"name\":\"Red-Roma\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Red-Roma\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?author=2\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News","og_description":"01 &#8211; Emanuele Dattilo*: L\u2019inesauribile attrazione per i diversi e lontani mondi. Il profilo Raccontava di viaggi, incontri, amicizie, Fritz Lang e della Mensa per [...]","og_url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362","og_site_name":"Emi-News","article_published_time":"2025-07-12T13:56:13+00:00","article_modified_time":"2025-07-14T20:39:07+00:00","og_image":[{"width":326,"height":245,"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","type":"image\/png"}],"author":"Red-Roma","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Red-Roma","Tempo di lettura stimato":"80 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362"},"author":{"name":"Red-Roma","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340"},"headline":"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI","datePublished":"2025-07-12T13:56:13+00:00","dateModified":"2025-07-14T20:39:07+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362"},"wordCount":15009,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","articleSection":["Newsletter"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362","name":"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI - Emi-News","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","datePublished":"2025-07-12T13:56:13+00:00","dateModified":"2025-07-14T20:39:07+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#primaryimage","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/MONDO-326x245-1.png","width":326,"height":245},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52362#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"n\u00b027\u2013 12\/7\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","name":"Emi-News","description":"Emigrazione Notizie","publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization","name":"Emi-News","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","width":390,"height":115,"caption":"Emi-News"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/786e128280764a98b9ab7a21f7e18340","name":"Red-Roma","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/149a239185d39867f3db352ecf9bab45fcb225b19d644527b690b1e54d50bba8?s=96&d=mm&r=g","caption":"Red-Roma"},"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?author=2"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=52362"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52362\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52366,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52362\/revisions\/52366"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=52362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=52362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=52362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}