{"id":52337,"date":"2025-07-05T10:25:36","date_gmt":"2025-07-05T10:25:36","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52337"},"modified":"2025-07-05T11:21:42","modified_gmt":"2025-07-05T11:21:42","slug":"n26-05-luglio-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52337","title":{"rendered":"n\u00b026\u2013 05\/07\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Andrea Valdambrini*: ENERGIA, BASTA SANZIONI E RIAVVIO DEL NORD STREAM &#8211; RAPPORTI USA-EUROPA \u00c8 UNA TELA DI PENELOPE QUELLA CHE IMPEGNA BRUXELLES SUL FRONTE RUSSO-UCRAINO, CON WASHINGTON CHE NON PERDE OCCASIONE PER DISFARLA<\/strong><br \/>\n<strong>02 \u2013 Anna Maria Merlo*: La lettera di Trump a 170 paesi: cos\u00ec mi pagherete tutti &#8211; C&#8217;\u00e8 posta per voi Bombardato l\u2019Iran e passata la sua mega-finanziaria, il vincitore di ogni battaglia scrive al mondo: ecco i miei dazi, dal 10% al 70<\/strong><br \/>\n<strong>03 \u2013 Marco Avati*: Minacce, patteggiamenti e cause miliardarie: l\u2019assedio di Trump ai media americani.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; \u200aaumentano le emissioni di gas serra? Il green deal ha perso slancio?<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Massimo Marzi *: 2025 NOTA SULLA RUSSIA e sull\u2019informazione.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Alfiero Grandi*: Bomba o non bomba, troppi rischi con il nucleare. Il governo punta sul cavallo sbagliato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Andrea Valdambrini*: ENERGIA, BASTA SANZIONI E RIAVVIO DEL NORD STREAM &#8211; RAPPORTI USA-EUROPA \u00c8 UNA TELA DI PENELOPE QUELLA CHE IMPEGNA BRUXELLES SUL FRONTE RUSSO-UCRAINO, CON WASHINGTON CHE NON PERDE OCCASIONE PER DISFARLA<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una tela di Penelope quella che impegna Bruxelles sul fronte russo-ucraino, con Washington che non perde occasione per disfarla. L\u2019ultimo sgambetto arriva dell\u2019inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff.<\/p>\n<p>Secondo quanto rivelano fonti ben informate alla testata Politico.eu, il fedelissimo di Trump vorrebbe sollevare Mosca dalle sanzioni energetiche. Al centro dell\u2019interesse comune del Cremlino e di Washington ci sarebbero i gasdotti Nord Stream, ora inattivi, ma che fino al sabotaggio del 2022 hanno trasportato combustibile fossile dalla Russia direttamente in Europa.<br \/>\nA Bruxelles \u00e8 evidente la preoccupazione per una mossa che rischia di schiacciare l\u2019Europa tra due sfere d\u2019influenza. Perch\u00e9 le intenzioni americane vanno in direzione opposta a quelle europee. A inizio maggio, la Commissione Ue aveva presentato il suo piano per l\u2019indipendenza energetica dalla Russia entro il 2027: punto qualificante la dismissione definitiva del Nord Stream. Il progetto russo-tedesco ha rappresentato a lungo un grande problema per Zelensky, dato che le forniture di combustibile fossile aggiravano completamente il passaggio in territorio ucraino. Kiev ha bloccato il gas che invece passava per i propri confini a partire dal 1 gennaio di quest\u2019anno, una mossa che il presidente ucraino ha definito \u00abuna della pi\u00f9 grandi sconfitte per Mosca\u00bb.<\/p>\n<p>SOLO CHE 20 GIORNI DOPO TRUMP SI \u00c8 INSEDIATO ALLA CASA BIANCA, RIBALTANDO IL RAPPORTO CON LA RUSSIA.<br \/>\nAll\u2019Ue non resta che mettere la testa sotto la sabbia, pi\u00f9 per impotenza che per vergogna. Riuniti gioved\u00ec a Copenaghen, in occasione dell\u2019inizio del semestre di presidenza danese del Consiglio Ue, i leader hanno riconfermato a Zelensky sostegno militare e strategico, proprio mentre Trump annunciava lo stop alle forniture di armi all\u2019Ucraina. E adesso che Witkoff fa capire che le sanzioni energetiche potrebbero saltare, Bruxelles \u00e8 nel pieno della macchina delle proprie sanzioni.<br \/>\nI governi dei 27 hanno infatti appena rinnovato per sei mesi le misure economiche contro Putin. Un nuovo pacchetto di provvedimenti ancora pi\u00f9 duri, il 18esimo dall\u2019invasione russa dell\u2019 Ucraina, \u00e8 sul gi\u00e0 tavolo degli ambasciatori Ue. L\u2019accordo di massima si scontra per\u00f2 con l\u2019opposizione della Slovacchia, che minaccia il veto se non avr\u00e0 garanzie sugli effetti dello stop al gas russo, che ancora fluisce verso Bratislava, come verso la vicina Budapest.<br \/>\nContro la riattivazione del Nord Stream si \u00e8 espresso il cancelliere tedesco Merz. Eppure, a partire proprio dalla Germania, i sovranisti europei seguono la linea del \u00abma chi ce lo fa fare?\u00bb in un quadro di prezzi dei combustibili sempre pi\u00f9 incerto e volatile date le crisi internazionali. Cos\u00ec come volatili sono le opinioni dell\u2019inquilino della Casa Bianca. Tranne quando c\u2019\u00e8 da umiliare l\u2019Europa, che si tratti di dazi, Ucraina o sanzioni alla Russia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 \u2013 Anna Maria Merlo*: LA LETTERA DI TRUMP A 170 PAESI: COS\u00cc MI PAGHERETE TUTTI &#8211; C&#8217;\u00c8 POSTA PER VOI BOMBARDATO L\u2019IRAN E PASSATA LA SUA MEGA-FINANZIARIA, IL VINCITORE DI OGNI BATTAGLIA SCRIVE AL MONDO: ECCO I MIEI DAZI, DAL 10% AL 70%<\/strong><\/p>\n<p>PARIGI<br \/>\nUn\u2019ordalia di dazi. Pi\u00f9 di 170 paesi sono in attesa della lettera che Donald Trump ha promesso: \u00ab10-20 spedite gi\u00e0 da oggi\u00bb, ha affermato ieri il presidente Usa, \u00abaltre nei prossimi giorni\u00bb. Tutte entro il 9 luglio, la data stabilita da Trump per farla finita con la saga delle tariffe doganali, dopo aver \u201cconcesso\u201d una moratoria di 90 giorni all\u2019inizio di aprile, in seguito alla minaccia dei dazi \u00abreciproci\u00bb, che reciproci non sono per nulla.<br \/>\nLa minaccia \u00e8 chiara: Trump ha affermato che \u00abil valore dei dazi varier\u00e0 tra il 60% e il 70% e dal 10% al 20%\u00bb. E ha precisato: tutti i paesi \u00abcominceranno a pagare il 1\u00b0 agosto e da quella data i soldi cominceranno a entrare negli Usa\u00bb. Tutto da vedere: i partner commerciali perdono, perch\u00e9 i prezzi delle merci esportate aumentano, ma i produttori faranno ricadere l\u2019aumento dei costi sui consumatori americani.<br \/>\nFINORA GLI USA hanno concluso solo due accordi commerciali, uno con la Gran Bretagna e l\u2019altro con il Vietnam, mentre per Messico, Canada e Cina ci sono strade specifiche piene di alti e bassi. La Ue, che a maggio aveva criticato le concessioni di Londra, che ha accettato un accordo-quadro del 10% di dazi (con accordi settoriali a latere), adesso spera, al meglio, di ottenere la stessa cosa: in queste ore il pessimismo dilaga, forse luned\u00ec sar\u00e0 la giornata decisiva. Trump aumenta le minacce: adesso ci sarebbe l\u2019ipotesi di un 17% sui prodotti alimentari Ue. Il \u201cmodello\u201d Vietnam \u00e8 da escludere: a Hanoi Trump ha imposto il 20%, che sale al 40% per le merci che transitano dal Vietnam, una \u00abreciprocit\u00e0\u00bb molto ineguale, visto che i prodotti Usa nel Vietnam sono a dazi zero.<\/p>\n<p>IL COMMISSARIO europeo al commercio Maros Sefcovic, di ritorno da un ultimo viaggio a Washington di due giorni, ieri ha informato gli ambasciatori dei 27 sull\u2019andamento dei negoziati dell\u2019ultima ora. L\u2019unica buona notizia \u00e8 che non c\u2019\u00e8 stata la corsa tra i 27 per accordi nazionali. Bruxelles punta a un accordo-quadro entro la scadenza del 9 luglio, per poi poter continuare a trattare adattamenti settoriali: la Ue spera in ribassi per i prodotti farmaceutici, i semi-conduttori, l\u2019alcool, gli aerei commerciali, oltre a riduzioni sul 25% ora imposto alle auto e sul 50% per acciaio e alluminio.<\/p>\n<p>CI SONO STATE TENSIONI tra i 27, alcuni paesi come la Francia in un primo tempo avrebbero preferito ritorsioni \u2013 ci sono due liste Ue di prodotti Usa da colpire, una prima intorno ai 20 miliardi, che avrebbe dovuto essere messa in atto come risposta ai dazi su auto e metalli ma \u00e8 stata sospesa, e una seconda sui 90 miliardi, da scatenare in caso di messa in atto delle minacce del 50% di aprile. Altri, come la Germania, hanno fretta di concludere accettando costi anche elevati in cambio della fine dell\u2019incertezza. La Ue ha anche il bazooka dello Strumento anti-coercizione, studiato per la Cina ma mai messo in atto, che pu\u00f2 escludere gli Usa dai mercati pubblici Ue, sulla carta anche le compagnie tech come bersagli: negli scambi con gli Usa la Ue \u00e8 in attivo sui beni e in passivo sui servizi.<\/p>\n<p>L\u2019UNIONE \u00e8 schiacciata tra le minacce di Trump e l\u2019assalto della Cina, che non solo riversa in Europa le merci che non riesce a vendere negli Usa ma fa la sua guerra contro le decisioni anti-dumping della Ue contro le auto elettriche made in China. Ieri Pechino ha confermato i dazi temporanei gi\u00e0 in atto da un anno sui brandy europei, che da oggi e per 5 anni saranno tassati tra il 27,3% e il 34,9%. La Commissione condanna \u00abmisure ingiuste e ingiustificate, che non riflettono le norme internazionali\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 un \u00abampio campo di esenzioni\u00bb, si \u00e8 rallegrato il ministro degli esteri francese Jean-No\u00ebl Barrot, che ieri ha ricevuto a Parigi il suo omologo cinese Wang Yi e che ha ottenuto dei vantaggi per i big francesi del cognac: R\u00e9my Cointreau, Pernod-Ricard e Hennessy (del miliardario Arnaud), assieme a una trentina di altri produttori (che rappresentano il 98% dell\u2019export Ue di cognac in Cina) hanno sottoscritto un accordo sui prezzi minimi (pi\u00f9 cari, ma il cognac \u00e8 un lusso). \u00abUna tappa positiva per mettere fine a un contenzioso che minacciava il nostro export\u00bb, ha affermato Emmanuel Macron. Tassata ai massimi invece la grappa. Un vertice Ue-Cina si svolger\u00e0 a Pechino il 24-25 luglio<br \/>\nLA UE CERCA anche di rivolgersi altrove. C\u2019\u00e8 stata l\u2019ipotesi, poi rimangiata, di un accordo con l\u2019area Pacifico per sostituire la Wto, che da anni \u00e8 sotto tiro da parte degli Usa. \u00c8 in attesa la firma dell\u2019accordo con i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay). Ma questa settimana \u00e8 stata rimandata la pubblicazione della versione giuridica dell\u2019accordo, che era prevista il 30 giugno. La Francia, con la Polonia, contesta i rischi per gli agricoltori locali.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Andrea Valdambrini- \u00c8 ricercatore aggregato del Centro interdisciplinare di Scienze per la Pace dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 \u2013 Marco Avati*: MINACCE, PATTEGGIAMENTI E CAUSE MILIARDARIE: L\u2019ASSEDIO DI TRUMP AI MEDIA AMERICANI.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl Presidente rilascer\u00e0 la sua scheda fitness?<br \/>\nSembra pi\u00f9 in forma di quanto non sia mai stato\u201d.<br \/>\n\u00c8 una domanda fatta a Karoline Leavitt, la portavoce della Casa Bianca, da Cara Castronuova, opinionista per LindellTV, media di propriet\u00e0 di Mike Lindell, imprenditore che ha finanziato cause per ribaltare il risultato delle elezioni del 2020, nonch\u00e9 uno dei principali sostenitori della tesi infondata della vittoria di Trump a quelle elezioni. Il motivo per cui questa tv siede tra i corrispondenti ufficiali della Casa Bianca si trova nei cambiamenti che Donald Trump ha effettuato nella composizione dei giornalisti accreditati: sempre pi\u00f9 infastidito dalle domande dei media tradizionali, con cui continua ad avere confronti aggressivi, ha selezionato a rotazione cosiddetti \u201cnew media\u201d per assistere alle conferenze stampa. Questi provengono principalmente dalla galassia informativa a lui favorevole, piccole reti conservatrici o podcaster di destra, che fanno domande tendenti a rimarcare quanto il Presidente stia facendo un buon lavoro o, come nel caso citato, quanto sia in forma.<\/p>\n<p>I PRIMI CENTO GIORNI DI PRESIDENZA TRUMP SI SONO CARATTERIZZATI, TRA LE ALTRE COSE, PER UN CLIMA SEMPRE PI\u00d9 DURO NEI CONFRONTI DELL\u2019INFORMAZIONE:<br \/>\n\u2022 Trump ha vietato l\u2019ingresso per mesi ad Associated Press alle conferenze stampa, perch\u00e9 la redazione aveva deciso di non cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d\u2019America,<br \/>\n\u2022 ha tagliato fondi governativi a radio che fornivano informazione libera in paesi autoritari, come Radio Free Europe e Voice of America,<br \/>\n\u2022 ha minacciato di togliere fondi pubblici a NPR e PBS, cio\u00e8 i canali radiotelevisivi pubblici,<br \/>\n\u2022 ha citato in giudizio giornali e reti televisive per coperture non gradite. NPR ha deciso di citare in giudizio Trump, in virt\u00f9 del fatto che starebbe violando il primo emendamento cercando di eliminare fondi per via del pensiero politico.<\/p>\n<p>NPR ha deciso di citare in giudizio Trump, in virt\u00f9 del fatto che starebbe violando il primo emendamento cercando di eliminare fondi per via del pensiero politico. Nel caso di un colosso come ABC, che secondo molti esperti avrebbe potuto vincere in tribunale, la decisione \u00e8 stata quella di patteggiare con l\u2019amministrazione, per evitare un confronto duro. Alcuni proprietari dei giornali hanno deciso di porsi verso questa presidenza in modo opposto rispetto a come avevano fatto nel primo mandato: se il Washington Post, di propriet\u00e0 del fondatore di Amazon Jeff Bezos, aveva inaugurato con le parole \u201cDemocracy dies in darkness\u201d il primo quadriennio Trump, quest\u2019anno ha dovuto ritirare l\u2019endorsement verso Kamala Harris per volont\u00e0 dell\u2019editore stesso, che ha richiesto anche che la sezione opinioni si concentrasse soltanto \u201csulle libert\u00e0 personali e il libero mercato\u201d. Inoltre, \u00e8 stato annunciato che Amazon produrr\u00e0 un documentario sulla first lady, Melania Trump, con un budget di ben 40 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Nelle ultime settimane, un nuovo caso ha deteriorato i rapporti tra Trump e i media: il presidente ha infatti citato in giudizio la CBS, chiedendo la cifra esorbitante di 20 miliardi di dollari per via di una copertura a suo dire scorretta della campagna elettorale. Secondo la versione di Trump, il programma televisivo d\u2019informazione \u201c60 Minutes\u201d, uno dei pi\u00f9 visti dal pubblico americano, avrebbe volontariamente editato una risposta di Kamala Harris sull\u2019invasione in corso a Gaza nel tentativo di migliorarla, dandole un vantaggio politico. Come analizzato da vari media, e riportato approfonditamente da John Oliver nell\u2019ultima puntata di Last Week Tonight, Harris ha dato una risposta piuttosto lunga alla domanda dell\u2019intervistatore. CBS, nel suo lavoro di editing, ha spezzato a met\u00e0 la risposta, che ripeteva lo stesso concetto, peraltro piuttosto confuso, per due volte, e ne ha mandato in onda met\u00e0 durante \u201c60 Minutes\u201d e met\u00e0 durante un altro programma della rete, \u201cFace the Nation\u201d. Lo stesso Trump, che per questo fatto ha citato in giudizio la rete, ne sarebbe venuto a conoscenza proprio perch\u00e9 avrebbe visto da un programma della stessa CBS i secondi tagliati dell\u2019intervista.<\/p>\n<p>CBS ha deciso di patteggiare, acconsentendo a pagare 16 milioni di dollari alla Presidential Library di Donald Trump e a rilasciare i verbali di ogni intervista futura a possibili candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Come per il caso di ABC, molti legali hanno detto che la causa non avrebbe avuto alcun merito, e che quindi CBS avrebbe vinto in tribunale: nonostante questo la rete ha deciso di acconsentire alle richieste della presidenza, dopo che il produttore esecutivo del programma, Bill Owens, si \u00e8 licenziato adducendo una mancanza di indipendenza giornalistica. Anche la CEO di CBS News, Wendy McMahon, ha lasciato la rete, rivendicando un mancato supporto del network. Nei primi accordi per un possibile patteggiamento sembrava prevista anche una scusa formale di CBS per come \u00e8 stata mandata in onda l\u2019intervista; scuse che, per\u00f2, i giornalisti del programma non avevano nessuna intenzione di fornire all\u2019amministrazione, e che alla fine sono state espunte dall\u2019accordo finale.<br \/>\nPerch\u00e9 CBS ha deciso di patteggiare, nonostante l\u2019esempio di ABC, che ha adottato la stessa scelta mesi fa senza per\u00f2 migliorare il rapporto con la Casa Bianca? Una delle motivazioni, come viene spiegato sui giornali, ha a che fare con un&#8217;importante fusione di Paramount, il gruppo di cui CBS fa parte, con SkyDance Media. La fusione deve per\u00f2 essere preventivamente autorizzata dalla Federal Communications Commission (FCC), un\u2019agenzia federale indipendente che ha un compito di sorveglianza e regolamentazione delle telecomunicazioni: tra le altre cose, approva le fusioni e ha la facolt\u00e0 di revocare le licenze di trasmissione alle reti. Da quando \u00e8 tornato al potere, Trump ha posto a capo dell\u2019agenzia Brendan Carr, un avvocato suo sostenitore che ne fa parte dal 2017. Ancora nel 2021, Carr riteneva che \u201cil modo in cui una redazione sceglie di seguire una storia dev\u2019essere fuori dalla portata di qualsiasi ufficiale governativo\u201d. Oggi, per\u00f2, ritiene che i democratici abbiano eliminato l\u2019imparzialit\u00e0 al governo, utilizzando il potere come un\u2019arma contro il conservatorismo e proprio per questo verr\u00e0 adesso dato maggior risalto al pensiero conservatore. Carr ha iniziato una formale indagine contro l\u2019intervista di \u201c60 Minutes\u201d per cui lo stesso Trump ha fatto causa, e Anna Gomez, avvocata che Biden ha scelto come membro di FCC durante la sua presidenza, ha detto che staremmo assistendo a un\u2019agenzia indipendente che sta diventando uno strumento di censura politica. Proprio la possibilit\u00e0 che Carr non approvi la fusione fa s\u00ec che CBS abbia voluto evitare uno scontro aperto con l\u2019amministrazione nonostante le ampie possibilit\u00e0 di vincere, avendo preferito un patteggiamento, piegandosi a richieste che dovrebbero essere irricevibili da un media libero. Il mese scorso, la Freedom of the Press Foundation ha mandato una lettera di avvertimento a Paramount, che controlla CBS, facendo sapere che li avrebbe citati in giudizio nel caso avessero deciso di accordarsi con Trump, in quanto le aziende non dovrebbero accordarsi con chi ha l\u2019obiettivo di distruggere le garanzie del Primo emendamento. Anche tre senatori, Elizabeth Warren, Bernie Sanders e Ron Wyden, hanno scritto che si sarebbero accodati. A oggi, la Freedom of the Press Foundation sta valutando quali sono le sue opzioni legali per poter procedere.<br \/>\n*(Marco Avati. Giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; \u200aAUMENTANO LE EMISSIONI DI GAS SERRA?<\/strong><br \/>\nLe ondate di calore, prolungate e ripetute, preoccupano anche i cittadini: secondo Euro barometro l\u201985% degli europei ritiene che il cambiamento climatico sia \u201cun problema serio\u201d e che la lotta contro i suoi effetti debba essere considerata una priorit\u00e0 per migliorare la salute e la qualit\u00e0 della vita. Inoltre l\u201981% degli intervistati sostiene l\u2019obiettivo dell\u2019Ue di neutralit\u00e0 climatica entro il 2050.<br \/>\nQuasi 8 cittadini europei su dieci ritengono inoltre che \u201cil costo dei danni dovuti al cambiamento climatico sia molto pi\u00f9 elevato dell\u2019investimento necessario per una transizione verso zero emissioni nette\u201d. Esperti di clima e opinione pubblica per una volta concordano. Se le ondate di caldo estremo saranno sempre pi\u00f9 comuni, bisogner\u00e0 attrezzarsi: \u201cOgni frazione di grado di aumento della temperatura \u00e8 importante, perch\u00e9 accentua i rischi per le nostre vite, per le economie e per il pianeta\u201d, afferma Celeste Saulo, capo dell\u2019Organizzazione Meteorologica Mondiale. \u201cL\u2019adattamento \u00e8 fondamentale\u201d. Ma nonostante le tendenze e proiezioni preoccupanti, le emissioni globali di gas serra continuano ad aumentare. Secondo il rapporto annuale dell\u2019Energy Institute \u2013 che comprende professionisti dell\u2019energia a tutti i livelli, insieme alle societ\u00e0 di consulenza \u2013 il 2024 ha segnato un altro record per l\u2019approvvigionamento dell\u2019energia a livello globale, trainato dalle incertezze e crescenti tensioni geopolitiche: le emissioni globali di CO2 del settore energetico hanno raggiunto un livello record per il quarto anno consecutivo, mentre l\u2019uso di combustibili fossili continua ad aumentare. Gli analisti che monitorano i progressi affermano che, nonostante siano state aggiunte quantit\u00e0 record, il mondo non \u00e8 sulla buona strada per raggiungere l\u2019obiettivo globale di triplicare la capacit\u00e0 di energia rinnovabile entro il 2030.<\/p>\n<p>IL GREEN DEAL HA PERSO SLANCIO?<br \/>\nNeanche l\u2019Europa sfugge all\u2019aumento della richiesta di energia osservato dagli esperti a livello globale. Ma pur restando l\u2019Unione un modello nell\u2019azione per il clima, la sensazione \u00e8 che l\u2019agenda europea per la lotta ai cambiamenti climatici abbia perso slancio. Le ragioni sono molteplici: da un lato \u2013 come osserva Politico \u2013 il Partito popolare europeo, che rincorre i partiti di destra rafforzati dalle ultime elezioni europee, preme per riformulare la politica della Commissione, e dall\u2019altro il mutato contesto geopolitico sta facendo il resto. Lanciato nel 2019, all\u2019inizio del primo mandato di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea, il Green Deal prometteva di rivoluzionare completamente l\u2019economia del blocco, riducendo a zero l\u2019inquinamento che provoca il riscaldamento globale, e rimodellando l\u2019agricoltura, i trasporti e rimettendo in armonia con la natura industria, aziende e cittadini. Da allora, per\u00f2, gli eventi che si sono susseguiti \u2013 dalla pandemia, alla guerra russo ucraina prima e in Medio Oriente poi \u2013 hanno spinto la Commissione a scendere a compromessi su una serie di norme ambientali. \u201cLo scenario in cui si muoveva il Green Deal \u00e8 mutato drasticamente e, con esso, la sua stessa natura\u201d osserva Francesco Sassi, passando da \u201cbigliettino da visita delle ambizioni globali Ue\u201d al rischio di far germogliare nel cuore dell\u2019Europa \u201cl\u2019ennesimo seme di corsa al protezionismo e alla frammentazione delle supply chains. Il tutto senza alcuna assicurazione che l\u2019industria verde europea sia in grado di consolidare il proprio terreno\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013Massimo Marzi*: 2025 NOTA SULLA RUSSIA e sull\u2019informazione &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1992 \u00a11 The New York Times pubblic\u00f2 un documento strategico elaborato anni prima da Paul Wolfowitz, che in seguito diventer\u00e0 il segretario alla Difesa USA sotto il Presidente George W. Bush nonch\u00e9 Presidente della Banca Mondiale, in cui sosteneva che per garantire la sicurezza americana occorreva impedire la nascita di una forza egemonica in Eurasia, che avrebbe potuto tentare di contrastare il dominio degli Stati Uniti nel mondo.<br \/>\nA ben vedere si tratta della celebre tesi elaborata dal britannico Halford John Mackinder (1861 &#8211; 1947).<\/p>\n<p>Mackinder riteneva che l&#8217;unione tra la Russia e la Germania, che si caratterizza per essere un&#8217;ampia area geografica inaccessibile dal mare, avrebbe potuto consentire la nascita di un soggetto politico che con il tempo avrebbe potuto sfidare le potenze marittime (Usa e Gran Bretagna). Questa precisa area geografica viene individuata il come il cuore del mondo, l&#8217;Heartland. E\u2019 proprio il controllo dell&#8217;Heartland da parte di una potenza egemone che avrebbe potuto consentire di ottenere il dominio del mondo. Pertanto, secondo Mackinder \u00e8 assolutamente indispensabile impedire che la Germania guardi ad Est, ed evitare a qualunque costo un&#8217;alleanza tra Unione Sovietica (ora Russia) e Germania.<br \/>\nSempre sulla linea di questi pensieri strategici si colloca Zbigniew Brzezinski , che \u00e8 stato tra i fondatori della Commissione Trilatelrale e consigliere per la politica estera durante la seconda parte dell\u2019amministrazione di Jimmy Carter (1976-1980), il quale ha individuato tre imperativi strategici della politica statunitense per l&#8217;Eurasia:<\/p>\n<p>1) Evitare l\u2019ascesa di un egemone eurasiatico, a partire dalla Russia o da una combinazione di potenze.<br \/>\n2) Impedire una possibile rinascita della Russia facendo anche leva sulle divisioni etniche dell&#8217;area cauc\u00e1sica;<br \/>\n3) \u201cFavorire il perpetuarsi della condizione di vassalli degli stati europei. Per favorire questo obiettivo, gli Stati Uniti avrebbero dovuto spingere per allargare la Nato il pi\u00f9 possibile all&#8217;interno dell&#8217;ex sfera di influenza sovietica, e quindi non solo in Europa centrale, ma anche nell&#8217;area baltica, in Ucraina e in Transcaucasica&#8230;&#8221;, come ci ricorda il Prof. Federico Bordonaro, autore del libro &#8220;La geopolitica anglosassone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL CORDONE DEL DIAVOLO e l\u2019Intermarium. Dividere Germania e Russia<\/strong><\/p>\n<p>2 &#8211; Nel 1919 Mackinder aveva sostenuto l&#8217;idea di creare una catena di stati cuscinetto tra la Germania e la Russia volta a separare le due grandi potenze. Si tratta della \u00abcatena di mezzo\u00bb, creata proprio per evitare un possibile conflitto ma anche per evitare un&#8217;intesa.<br \/>\nLa separazione tra la Russia e alla Germania si realizza attraverso la separazione e la parcellizzazione dell&#8217;Europa orientale al fine di evitare che una potenza possa unificare lo spazio russo-tedesco.<br \/>\nQuesta linea di azione strategica corrisponde esattamente agli interessi inglesi e francesi. Dall&#8217;altro lato, negli anni 30, il celebre geopolitico tedesco Karl Haushofer promuoveva, invece, l&#8217;integrazione eurasiatica in contrapposizione al potere marittimo anglo-statunitense. Haushofer, che sosteneva la necessit\u00e0 di creare un blocco continentale euroasiatico tedesco-russo, defin\u00ec la \u00abcintura del diavolo\u00bb quel \u00abcordone sanitario\u00bb, stabilito alla fine della prima guerra mondiale nel Trattato di Versailles, costituito dagli Stati della Piccola Intesa Jugoslavia, Romania e Cecoslovacchia), e dalla Polonia.<br \/>\nIn tempi recenti l&#8217;ex comandante dell&#8217;esercito degli Stati Uniti in Europa negli anni 2014-2018, il generale Ben Hodges, per descrivere la strategia degli Stati Uniti in Europa centrale e orientale ha fatto ri-ferimento all\u2019lntermarium. Il significato strategico dell&#8217;lntermarium risiede principalmente \u00abnella volont\u00e0 di creazione di un terzo polo geopolitico tra Germania e Russia\u00bb.<br \/>\nElntermarium, \u00abla terra tra i mari\u00bb, comprende quel territorio ricompreso tra il mar Baltico, il Mar Nero e il mare Adriatico.<br \/>\nL\u2019idea originaria dell&#8217;lntermarium \u00e8 stata concepita nel 1905 dal Generale e Capo di Stato polacco Josef Pilsudski. Essa coincide con quel territorio controllato dalla nobilt\u00e0 polacca nella Confederazione polacco-lituana (1569-1795).<br \/>\nIn seguito alla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica avvenuta nel 1991, questa area geografica ha assunto un&#8217;importanza strategica. Questa area \u00e8 stata storicamente stretta fra le ambizioni tedesche verso est e quelle russe (e poi sovietiche) verso l&#8217;Europa centrale. La NATO ha svolto un ruolo essenziale \u00abper mantenere sotto controllo le spinte egemoniche (vere o presunte) della Germania riunificata come il \u00abrevanscismo\u00bb della Federazione russa post-sovietica\u00bb. Il progetto di Intermarium ha una forte connotazione filo-atlantica ed ha uno sguardo meno conciliante nei confronti della Russia rispetto agli altri paesi europei quali l&#8217;Italia, la Francia, la Germania, l&#8217;Austria. Inoltre, esercita un fascino sui movimenti populisti dell&#8217;est Europa per essere la \u00abvera Europa\u00bb, unico baluardo contro il nazional-bolscevismo della Russia ed il modello neoliberista, multiculturale, laico di Bruxelles.<\/p>\n<p>3 &#8211; La natura informativa dei diversi contenuti mediatici \u00e8 slittata pericolosamente verso un perverso orientamento alle scelte del peggio, della negativit\u00e0 e del pessimismo. Nonostante la concorrenza di internet la televisione resta la regina dei media con milioni di spettatori soprattutto nel &#8220;prime time&#8221;; questo medium sempre popolare ed autorevole ha per\u00f2 dimenticato di raccontare la forza di un umanesimo vivo, pro-attivo e positivo che agisce&#8230; la realt\u00e0 ogni giorno esprime il meglio di s\u00e9 in ogni circostanza, ma che non viene notato dal giornalismo distratto dei nostri giorni&#8230;purtroppo il bene quotidiano non viene colto, n\u00e9 tantomeno raccolto e poich\u00e9 ignorato non pu\u00f2 essere raccontato e promosso. Per questa grave deriva etica, non c\u2019\u00e8 una responsabilit\u00e0 concentrata, ma una complessa corresponsabilit\u00e0 distribuita. Quello che vediamo oggi in TV \u00e8 l&#8217;esito di una lenta migrazione dell&#8217;informazione verso le cronache del peggio, per una serie di ragioni e di concause. Tutto questo degrado \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato per quali motivi? Per comodit\u00e0, o consuetudine, o per altre opportunit\u00e0, o perch\u00e9 in fondo la gente guarda la TV con un occhio e scappa con l&#8217;altro, similmente a quanto accade in presenza di un grave incidente stradale, dove non vorremmo avere il dispiacere di vedere \u201cferiti o morti&#8221;\u2019 La televisione, forse , anche quando non tratta argomenti \u201cpositivi&#8221;, ci incolla comunque allo schermo, esattamente come in presenza di una sciagura della strada, un&#8217;istintiva e morbosa curiosit\u00e0 ci obbliga a soffermarci e guardare lo scenario di quel doloroso evento. Ma ora la misura \u00e8 colma, anzi c&#8217;\u00e8 un&#8217;esondazione<br \/>\ninsopportabile e ingiustificabile delle cronache del peggio, \u00e8 il momento di cambiare le attuali teorie sulla &#8220;notizi abilit\u00e0&#8221;; occorre un nuovo orientamento per la scelta e la<br \/>\ndiffusione delle notizie e dei fatti; la TV deve diventare formativa, deve essere realmente utile e soprattutto deve occuparsi anche delle cose migliori, con ottimismo, con una precisa focalizzazione verso il bene comune.<br \/>\nUna nuova televisione moltiplicatrice del valore e del merito che invogli a diventare migliori e induca ai buoni comportamenti nella vita quotidiana. Noi italiani fondamentalmente meritiamo un&#8217;informazione pi\u00f9 ragionata e puntuale, pi\u00f9 selettiva e giusta, pi\u00f9 obiettiva e rassicurante. Dobbiamo avere la convinzione, la forza, la determinazione per creare nuovi palinsesti che non escludano mai il bene anzi includano preferenzialmente il meglio di tutto ci\u00f2 che accade su questo nostro pianeta. Ci auguriamo di far crescere un &#8220;bene-giornalismo\u201d fatto con intelligenza e con molto cuore, non pi\u00f9 motivato dai dettami del consumismo e dai dati dell&#8217;audience, concepito e sviluppato intorno ai veri bisogni informativi ed evolutivi della gente.<br \/>\n*( Massimo Marzi &#8211; Giornalista e autore multimediale &#8230;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Alfiero Grandi*: BOMBA O NON BOMBA, TROPPI RISCHI CON IL NUCLEARE. IL GOVERNO PUNTA SUL CAVALLO SBAGLIATO.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019ERA UNA VOLTA LA (FALSA) PROVETTA MOSTRATA DA POWELL (USA) ALL\u2019ONU CHE DOVEVA PROVARE AL MONDO L\u2019ESISTENZA DEI MEZZI DI STERMINIO DI MASSA DI SADDAM HUSSEIN E QUINDI GIUSTIFICARE L\u2019ATTACCO MILITARE DEGLI USA, CON IL SUPPORTO DEGLI ALLEATI \u201cVOLENTEROSI\u201d ALL\u2019IRAQ NEL 2003.<\/p>\n<p>NETANYAHU HA RIPETUTO UNA SCENEGGIATA SIMILE PER GIUSTIFICARE CON IL PERICOLO DELLA BOMBA NUCLEARE L\u2019ATTACCO (PREVENTIVO) ALL\u2019IRAN.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di Netanyahu era impedire un accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran. Netanyahu voleva trascinare Trump al suo fianco nella guerra contro l\u2019Iran e c\u2019\u00e8 riuscito. Dopo avere fornito a Israele le bombe per bombardare Gaza, Trump ha deciso il bombardamento americano dei siti nucleari iraniani per giustificare la richiesta di tregua. Va detto che a Trump sarebbe bastato smettere di fornire le bombe a Israele.<br \/>\nPurtroppo Israele sta continuando a straziare Gaza, con il tragico rosario di decine e decine di morti al giorno durante la consegna degli aiuti alimentari alla popolazione civile affamata, aiuti largamente insufficienti. La condanna della orribile strage compiuta da Hamas il 7 ottobre 2023 non pu\u00f2 essere dimenticata ma non pu\u00f2 giustificare la reazione di Israele che si \u00e8 manifestata con vittime, distruzioni e un\u2019escalation militarista che ignora umanit\u00e0, diplomazia e ragionevolezza. Il rapporto tra le vittime del 7 ottobre e quelle di Gaza \u00e8 oltre 1 a 40. Purtroppo finora l\u2019Europa non ha svolto alcun ruolo per fermare il massacro n\u00e9 per la guerra portata da Israele in Iran. L\u2019afasia \u00e8 la costante dell\u2019Europa, che non prende iniziative, non ha il coraggio di smarcarsi dal grande protettore americano.<\/p>\n<p>BOMBA O NON BOMBA<br \/>\nIl bombardamento in Iran delle strutture nucleari non ha ricevuto l\u2019attenzione necessaria. Non si tratta solo della bomba atomica e dei relativi pericoli. L\u2019Iran aveva accettato il trattato di non proliferazione nucleare, rinunciando (almeno in teoria) alla bomba atomica e comunque erano in corso trattative tra Usa e Iran.<br \/>\nSe i bombardamenti prima israeliani e poi americani avessero colpito l\u2019uranio arricchito (pare al 60 %) ci sarebbero state conseguenze radioattive pericolose. Se l\u2019Aiea afferma che non ci sono rilasci radioattivi \u00e8 immaginabile che sappia che nei siti bombardati non c\u2019era il materiale che poteva diffondere radiazioni.<br \/>\nDa quando c\u2019\u00e8 la guerra in Ucraina il mondo \u00e8 rimasto pi\u00f9 volte con il fiato sospeso per i colpi sulla centrale nucleare di Zaporigia, la pi\u00f9 grande d\u2019Europa, ed \u00e8 ricapitato proprio in questi giorni. Per fortuna non ci sono state conseguenze. La guerra ha portato al parziale spegnimento dei reattori della centrale perch\u00e9 \u00e8 indispensabile che la fornitura di energia elettrica sia garantita alla centrale in caso di black out.<br \/>\nZaporigia non \u00e8 una bomba ma \u00e8 un impianto nucleare civile per la produzione di energia elettrica. Questo dovrebbe ricordarci che il nucleare \u00e8 non solo un pericolo in s\u00e9 (vedi esplosione e fuoruscita di radiazioni a Chernobyl) in quanto \u00e8 una produzione basata sulla fissione, ma che pu\u00f2 diventare ancora pi\u00f9 pericoloso se attorno \u00e8 in corso una guerra, perch\u00e9 i colpi sparati potrebbero provocare un disastro come quello del 1986.<br \/>\nIn Iran la situazione \u00e8 paragonabile. Se gli impianti iraniani non sono in grado di arrivare alla bomba atomica, almeno per ora, resta pur sempre il materiale fissile, in particolare per usi civili. Causare esplosioni in questi impianti pu\u00f2 provocare un incidente nucleare grave, con danni alla salute delle popolazioni e all\u2019ambiente in aree molto vaste.<br \/>\nPer questo la domanda \u00e8 perch\u00e9 mai l\u2019Italia dovrebbe tornare al nucleare ora che il mondo \u00e8 meno sicuro e che ci sono rischi di guerra ? Sarebbe un rischio evidente disseminare nel territorio nazionale delle centrali nucleari civili che potrebbero diventare bersagli di attacchi militari, o del terrorismo.<\/p>\n<p>PER DI PI\u00d9 NEL 1987 E NEL 2011 DUE REFERENDUM POPOLARI HANNO DETTO NO AL NUCLEARE IN ITALIA.<br \/>\nGOVERNO NUCLEARE<br \/>\nGiorgia Meloni ha gi\u00e0 preso l\u2019impegno in sedi internazionali (ad es. di fronte a Trump) che l\u2019Italia torner\u00e0 al nucleare. Dal canto suo il ministro Pichetto Fratin ha formalizzato l\u2019entrata dell\u2019Italia nell\u2019alleanza nucleare europea. Entrambi hanno annunciato scelte che l\u2019Italia non ha mai deciso con legge, perch\u00e9 occorre anzitutto una nuova legge per procedere, inoltre occorre il rispetto dei vincoli di costituzionalit\u00e0 posti dai 2 referendum abrogativi e ricordati da una sentenza della Corte costituzionale (199\/2012). Va ricordato inoltre che potrebbe esserci anche un ulteriore referendum abrogativo.<br \/>\nQuesto chiacchierare sul \u201cnuovo\u201d nucleare \u2013 che nessuno finora sa dire cosa sia e di cui non esistono prototipi funzionanti per valutarne la sicurezza e la convenienza \u2013 sta assorbendo tutte le energie del governo. Governo che non \u00e8 capace neppure di realizzare i depositi delle scorie radioattive gi\u00e0 prodotte in Italia (95.000 mc.) e di quelle riprocessate che stanno per tornare da Francia e Gran Bretagna entro l\u2019anno. Se il governo non riesce a costruire neppure i depositi per le scorie nucleari, divise per tasso di radioattivit\u00e0 come afferma la legge esistente e rinvia i tempi fissando la realizzazione al 2039, come si pu\u00f2 pensare di insediare nuove centrali in Italia?<br \/>\nPer rendere il Paese pi\u00f9 autonomo sul piano energetico anzich\u00e9 chiacchierare di nucleare si dovrebbe investire in modo programmato ed efficiente nelle fonti rinnovabili, unica vera garanzia di autonomia nazionale, per di pi\u00f9 per larga ammissione pi\u00f9 convenienti del gas e di altre fonti fossili. Non a caso il Presidente di Confindustria ha chiesto di disaccoppiare il prezzo dell\u2019energia elettrica dal gas e questo non fa che confermare la convenienza delle rinnovabili.<br \/>\nPurtroppo il governo ha sbagliato anche il decreto per localizzare gli impianti delle rinnovabili, evidentemente non ha dedicato a questa scelta la stessa attenzione che ha avuto per il nucleare da fissione, che ha costi molto alti e comunque non potrebbe entrare in funzione in tempo per raggiungere gli obiettivi di de carbonizzazione.<br \/>\nIl governo ha dato un\u2019impostazione ideologica sbagliata sul futuro energetico dell\u2019Italia facendo perdere tempo prezioso al nostro paese e da ultimo esponendoci ai contraccolpi speculativi dei prezzi delle fonti fossili in conseguenza della guerra portata in Iran.<br \/>\nA questo si aggiunge il concreto pericolo che in questo clima di guerra ai rischi del nucleare civile si aggiungano quelli di una situazione sempre pi\u00f9 tesa nelle relazioni internazionali con decisioni di riarmo che aumentano ulteriormente i rischi. Il nucleare \u00e8 una scelta che per tempi e convenienza non porterebbe benefici all\u2019Italia.<br \/>\nQuindi: nucleare no grazie, sia militare che civile.<br \/>\n*(Fonte: Sinistrainrete &#8211; Alfiero Grandi, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Andrea Valdambrini*: ENERGIA, BASTA SANZIONI E RIAVVIO DEL NORD STREAM &#8211; RAPPORTI USA-EUROPA \u00c8 UNA TELA DI PENELOPE QUELLA CHE IMPEGNA BRUXELLES SUL <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52337\" title=\"n\u00b026\u2013 05\/07\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315,118],"tags":[],"class_list":["post-52337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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