{"id":52111,"date":"2025-05-13T13:58:58","date_gmt":"2025-05-13T13:58:58","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52111"},"modified":"2025-05-13T13:58:58","modified_gmt":"2025-05-13T13:58:58","slug":"domenico-gallo-le-vie-per-la-salvezza-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52111","title":{"rendered":"Domenico Gallo: Le vie per la salvezza dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-summary\">\n<blockquote>\n<h3>E\u2019 illusorio e disonesto pretendere di costruire la pace attraverso la forza. La pace non ha bisogno di forza, n\u00e9 di forzature della realt\u00e0, n\u00e9 di garanzie di sicurezza armate. \u00a0La pace si costruisce avendo come obiettivo la pace, cio\u00e8 il superamento dell\u2019ostilit\u00e0 in una riconquistata dimensione di fraternit\u00e0 fra i popoli.<\/h3>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Negoziato \u00e8 la parola magica che si staglia sullo sfondo della guerra Russo-ucraina. Negoziato \u00e8 la parola proibita, ripudiata, nascosta. Negoziato \u00e8 la parola respinta orgogliosamente dalla NATO \u2013 come ci ha rivelato Stoltenberg il 7 settembre 2023 \u2013 per evitare di fermare il corso degli eventi che ha portato allo scoppio della guerra il 24 febbraio 2022. Negoziato \u00e8 la parola che \u00e8 stata rigorosamente bandita da tutti i documenti della NATO e dell\u2019UE intervenuti dall\u2019inizio della guerra ad oggi. Il negoziato \u00e8 stato anche formalmente vietato con un decreto di Zelensky del 4 ottobre 2022. Al suo posto \u00e8 stata costruita la mitologia necrofila della \u201cvittoria\u201d. Un mito che \u00e8 stato alimentato ed \u00e8 cresciuto su una montagna di cadaveri, per nulla turbato dalla cruda realt\u00e0 delle vittime e delle distruzioni belliche, tanto che il 29 febbraio 2024, dopo il fallimento della controffensiva ucraina, annegata in un mare di sangue, il Parlamento europeo rilanciava ancora l\u2019obiettivo della \u201cvittoria\u201d e precisava che esso poteva essere conseguito \u201csolo attraverso la fornitura continua, sostenuta ed in costante aumento di tutti i tipi di armi convenzionali all\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>Un mito coltivato in perfetta mala fede poich\u00e9 i massimi esperti militari, a cominciare dal Capo di Stato Maggiore dell\u2019esercito USA Mark Milley, avevano avvertito i palazzi della politica, gi\u00e0 dal giugno del 2022 che il conflitto si era trasformato in una \u201cguerra d\u2019attrito\u201d, tipo Prima guerra mondiale. In un\u2019intervista al Financial Times del 16 febbraio 2023, Milley aveva ribadito che n\u00e9 l\u2019Ucraina n\u00e9 la Russia erano in grado di vincere la guerra per cui l\u2019unica soluzione possibile era quella di un negoziato.<\/p>\n<p>Un altro esperto militare Lord David Julian Richards, ex capo di stato maggiore della difesa britannica, in un\u2019intervista rilasciata alla BBC il 20 febbraio 2024, aveva ribadito l\u2019impossibilit\u00e0 della vittoria riproponendo la necessit\u00e0 del negoziato: \u201cE\u2019 sempre pi\u00f9 il caso di dire che dobbiamo negoziare con i russi.\u201d<\/p>\n<p>Il negoziato era stato invocato con accenti drammatici da Papa Francesco all\u2019Angelus del 2 ottobre 2022: \u201cChe cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perch\u00e9 capiamo che la guerra non \u00e8 mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanit\u00e0 che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinch\u00e9 si giunga subito al cessate-il fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonch\u00e9 della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni.\u201d<\/p>\n<p>Appello accolto nel pi\u00f9 gelido silenzio e contraddetto senza vergogna alcuna dalle ripetute istigazioni del Parlamento europeo a prolungare ed intensificare la guerra fino alla \u201cvittoria\u201d.<\/p>\n<p>Non possiamo dimenticare e non possiamo perdonare il coro di insulti che si lev\u00f2 l\u2019anno scorso quando, il 9 marzo 2024, Papa Francesco rilasci\u00f2 un\u2019intervista alla Radio Televisione svizzera esortando direttamente l\u2019Ucraina ad aprire un negoziato per porre fine al prolungamento di una inutile strage: \u00abCredo che \u00e8 pi\u00f9 forte quello che vede la situazione, pensa al popolo e ha il coraggio della bandiera bianca e negoziare. (.). Quella parola negoziare \u00e8 una parola coraggiosa. Quando tu vedi che sei sconfitto, che la cosa non va, devi avere il coraggio di negoziare. E ti vergogni, ma se tu continui cos\u00ec, quanti morti (ci saranno) poi? E finir\u00e0 peggio ancora. Non avere vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggio\u201d. Le parole del Papa fecero scandalo perch\u00e9 introducevano il \u201c\u201dprincipio di realt\u00e0\u201c, mettendo in evidenza l\u2019insensata irresponsabilit\u00e0 di una politica italiana, europea e atlantica che non voleva fare i conti con le proprie scelte e disvelandone il volto velleitario e necrofilo.<\/p>\n<p>Finalmente il tab\u00f9 che aveva interdetto la parola negoziato \u00e8 caduto quando il 12 febbraio 2025, nel corso di una prima telefonata Trump e Putin hanno concordato di avviare negoziati immediati per cercare una soluzione diplomatica al conflitto. Per quanto le scelte di Trump non siano animate da motivi umanitari, ci\u00f2 non toglie che il ritiro degli USA dal sostegno alla guerra contro la Russia apra un capitolo positivo nella storia europea, potendo finalmente porre termine a un orrendo spargimento di sangue fra popoli fratelli e al rischio di una nuova guerra mondiale. Il cessate il fuoco sembrava a portata di mano, invece siamo arrivati al 10 maggio e il conflitto non si \u00e8 ancora arrestato, anzi il cessate il fuoco appare ancora lontano. Il fatto \u00e8 che il partito unico della guerra, saldamente insediato nelle Cancellerie, nei vertici dell\u2019UE e nel Parlamento europeo ha accolto con grande disappunto la scelta della nuova amministrazione americana di ritirarsi dalla guerra per procura combattuta contro la Russia, al punto che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 12 marzo sul fermo sostegno all\u2019Ucraina\u00a0 ha espresso \u201csgomento per quanto riguarda la politica dell\u2019amministrazione statunitense di riappacificarsi con la Russia.\u201d<\/p>\n<p>Il Consiglio europeo straordinario del 5 marzo ha fissato quelli che dovrebbero essere i principi per un accordo di pace, stabilendo che:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>qualsiasi tregua o cessate il fuoco pu\u00f2 avvenire solo nell\u2019ambito di un processo che porti a un accordo di pace globale<\/li>\n<li>qualsiasi accordo di pace deve essere accompagnato da solide e credibili garanzie di sicurezza per l\u2019Ucraina che contribuiscano alla deterrenza di una futura aggressione russa<\/li>\n<li>la pace deve rispettare l\u2019indipendenza, la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nello stesso Consiglio \u00e8 stato approvato il piano Re Arm Europe, presentato dalla Von der Layen che rilancia una straordinaria corsa al riarmo dei paesi europei proponendo la mobilitazione di 800 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per la produzione e l\u2019acquisto di armi. Questo piano di riarmo si inserisce all\u2019interno di una strategia pi\u00f9 vasta e va valutato alla luce di tale strategia. \u201cProntezza 2030\u201d \u00e8 una strategia di preparazione alla guerra che dovrebbe giungere a compimento nel 2030. Lo scopo di questo processo di riarmo \u00e8 quello di prepararci alla guerra, come ha dichiarato il 18 marzo la stessa Ursula Von der Layen durante un discorso alla Royal Danish Military Academy a Copenaghen.<\/p>\n<p>Per rendere ancora pi\u00f9 chiara l\u2019ostilit\u00e0 a concludere un accordo di pace, \u00e8 intervenuto il Parlamento Europeo che, nella medesima Risoluzione del 12 marzo, al punto 7 \u201cribadisce il suo impegno (..) a favore della formula di pace e del piano per la vittoria presentati dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy; ritiene che si tratti di un piano completo (..) che comprende gli elementi costitutivi di una pace globale, giusta e duratura in Ucraina (..) che richiede il completo ripristino dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, l\u2019attribuzione di responsabilit\u00e0 per i crimini di guerra e il crimine di aggressione, il pagamento di risarcimenti da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina, il fatto che i responsabili siano chiamati a rispondere pienamente.\u201d In realt\u00e0 il c.d. piano per la vittoria presentato da Zelensky, non \u00e8 un piano di pace ma di capitolazione e resa della Russia: di conseguenza \u00e8 un piano di continuazione della guerra, tanto pi\u00f9 assurdo in quanto \u00e8 l\u2019Ucraina, non la Russia, che ha perso la guerra. Insistendo su questa strada non si costruisce la pace, ma si pongono dei macigni sul percorso del negoziato. Un altro macigno \u00e8 quello che insiste per l\u2019ammissione dell\u2019Ucraina nella NATO (punto 21).<\/p>\n<p>Per silurare ulteriormente il negoziato di pace, \u00e8 intervenuto nuovamente il Parlamento Europeo il 2 aprile con una Risoluzione monstre in cui si ribadisce ancora una volta l\u2019impegno finanziario e militare per consentire all\u2019Ucraina di \u201cconseguire la vittoria contro la Russia\u201d e \u201cripristinare la sua integrit\u00e0 territoriale entro i confini riconosciuti a livello internazionale.\u201d Per evitare che \u2013 a negoziato in corso \u2013 si possa andare ad un affievolimento della violenza bellica, il Parlamento Europeo \u201cinvita gli Stati membri a revocare tutte le restrizioni che impediscono all\u2019Ucraina di utilizzare sistemi d\u2019arma occidentali contro obiettivi militari legittimi in territorio russo.\u201d<\/p>\n<p>Altro piombo sulle ali del negoziato \u00e8 stato posto dall\u2019iniziativa di Francia e Regno Unito che si sono attivati per dar vita ad una coalizione di volenterosi, disposti ad inviare in Ucraina, non una missione di peacekeeping, ma una \u201cforza di interdizione\u201d, pronta a combattere contro la Russia.<\/p>\n<p>Questo complesso di fattori si inserisce nel quadro di un vero e proprio delirio antirusso che ha contagiato tutti i vertici dell\u2019Unione europea, compreso il Parlamento che, nella deliberazione del 2 aprile, ha attribuito alla Russia \u201cl\u2019intenzione di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli\u201d, dichiarando \u2013 senza ombra di pudore \u2013 \u00a0che il regime russo rappresenta: \u201cla minaccia pi\u00f9 grave e senza precedenti per la pace nel mondo, nonch\u00e9 per la sicurezza ed il territorio dell\u2019UE e dei suoi Stati membri\u201d.<\/p>\n<p>A ben vedere si tratta di una narrazione paranoica funzionale a giustificare una strategia aggressiva dell\u2019Europa contro la Russia. In proposito ha osservato Pino Arlacchi (il Fatto del 27 aprile) \u201cPresentare un Paese come aggressore incombente, in assenza di prove, serve solo a provocare, ad alimentare una spirale di tensione che potrebbe sfuggire al controllo delle parti. E trasformarsi in una profezia che si auto-adempie, dove il nemico immaginario \u00e8 costretto a trasformarsi in nemico reale\u201d.<\/p>\n<p>I documenti europei comunque prendono atto che si sono aperti dei negoziati che \u2013 a dire dell\u2019UE -devono sfociare in \u201cuna pace giusta e duratura\u201d, secondo l\u2019approccio di conseguire \u201cla pace attraverso la forza\u201d. Il vero problema \u00e8 quale sbocco dare al cessate il fuoco prossimo futuro: se deve trattarsi di una tregua permanente, come si \u00e8 verificata in Corea dove, l\u2019armistizio, firmato il 27 luglio 1953, dopo oltre settant\u2019anni non \u00e8 sfociato in un Trattato di pace, oppure se dalla tregua delle armi si deve passare a un progetto di pace che coinvolga la Russia e tutti gli altri popoli europei e incida sulla vita della stessa Ucraina. Alla luce dei presupposti che abbiamo esaminato, i vertici dell\u2019UE non contemplano nessun altro sbocco possibile che non sia una tregua armata, destinata a perdurare nel quadro di una crescente ostilit\u00e0, restando sempre sullo sfondo la possibilit\u00e0 di una ripresa della guerra contro il nemico russo, secondo la logica della profezia che si autoavvera. Invece per costruire una pace vera occorre un progetto di pace. In un\u2019intervista al Corriere della Sera del 28 giugno 2022, Henry Kissinger poneva il problema di come porre fine al conflitto. \u00abStiamo arrivando a un momento \u2013 afferma \u2013 in cui bisogna affrontare la questione della fine della guerra in termini di obiettivi politici altrettanto che militari: non si pu\u00f2 semplicemente continuare a combattere senza un obiettivo\u00bb.. Per Kissinger l\u2019unico obiettivo realistico che pu\u00f2 garantire la pace \u00e8 di reintegrare la Russia nell\u2019Europa, non certo spingerla ad est nelle braccia della Cina. Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto centrale del suo ragionamento: va sconfitta l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, \u00abnon la Russia come Stato e come entit\u00e0 storica\u00bb. E dunque, quando le armi alla fine taceranno, \u00abla questione del rapporto fra Russia ed Europa andr\u00e0 presa molto seriamente\u00bb. Il presupposto, sottolinea Kissinger, \u00e8 che la Russia \u00e8 stata parte della storia europea per cinquecento anni, \u00e8 stata coinvolta in tutte le grandi crisi e \u00abin alcuni dei grandi trionfi della storia europea\u00bb: e pertanto \u00abdovrebbe essere la missione della diplomazia occidentale e di quella russa di tornare al corso storico per cui la Russia \u00e8 parte del sistema europeo. La Russia deve svolgere un ruolo importante\u00bb. Non ci sono solo le ragioni geopolitiche indicate da Kissinger, ci sono ragioni pi\u00f9 profonde di carattere politico, etico, culturale. La Russia ha dato il contributo decisivo alla sconfitta del nazismo e \u2013 superata la guerra fredda \u2013 ha aperto gli orizzonti per la convivenza pacifica e armoniosa di tutti i popoli europei, dagli Urali all\u2019Oceano atlantico; la sua cultura, da Tolstoj a Dostoevskij, da Pasternak a Bulgakov, da Sostakovic a Stravinskij, da Kandisky a Chagall, fa parte del patrimonio spirituale irrevocabile dell\u2019Europa. Non possiamo concepire il cessate il fuoco come una tregua armata in cui si continua a coltivare l\u2019ostilit\u00e0 e si affilano le armi nella prospettiva di un <em>redde rationem <\/em>finale.<\/p>\n<p>Tregua o pace, questo \u00e8 il vero dilemma.<\/p>\n<p>L\u2019approccio dei vertici UE secondo cui i negoziati devono sboccare in una \u201cpace giusta e duratura\u201d, da conseguire \u201cattraverso la forza\u201d rende la pace impossibile e trasforma l\u2019eventuale cessate il fuoco in una semplice tregua d\u2019armi. La pretesa che per pervenire alla pace sia necessario consentire all\u2019Ucraina\u00a0 di \u201cripristinare la sua integrit\u00e0 territoriale entro i confini riconosciuti a livello internazionale\u201d \u00e8 tanto assurda quanto lo sarebbe la pretesa di ricostituire la Jugoslavia entro i confini del 1991. L\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina si \u00e8 sfaldata oltre 11 anni fa per vicende interne che hanno portato alla rottura della convivenza fra la componente ucraina e quella russofona della popolazione, determinata da una politica che ha soffiato sul fuoco di un esasperato ipernazionalismo e delle discriminazioni etniche e linguistiche.<\/p>\n<p>Nel 2014, dopo il traumatico cambio del regime politico a Kiev, il Consiglio Supremo della Repubblica di Crimea vot\u00f2 all\u2019unanimit\u00e0 la dichiarazione d\u2019indipendenza dall\u2019Ucraina e chiese l\u2019annessione alla Russia. Il 16 marzo del 2014 un referendum popolare approv\u00f2 l\u2019annessione alla Russia con il 96,77% di voti favorevoli, con la partecipazione dell\u201983,1% degli aventi diritto al voto. Da allora la Crimea costituisce una Repubblica autonoma inserita nella Federazione Russa.<\/p>\n<p>Nello stesso contesto la popolazione russofona del Donbass si ribell\u00f2 al nuovo potere politico instaurato a Kiev e inizi\u00f2 una sanguinosa guerra civile, che ha provocato circa 14.000 morti e uno strascico di combattimenti che \u00e8 proseguito ininterrottamente fino al 24 febbraio 2022, malgrado gli \u201caccordi di pace\u201d di Minsk I e Minsk II.<\/p>\n<p>Se si vuole ristabilire la pace fra Russia ed Ucraina non si pu\u00f2 prescindere dal \u201cprincipio di realt\u00e0\u201d. Il principio dell\u2019integrit\u00e0 territoriale non pu\u00f2 essere declinato contro la storia e contro l\u2019autodeterminazione dei popoli. Non si pu\u00f2 pretendere di smembrare la Federazione russa, riunificando la Crimea all\u2019Ucraina contro la volont\u00e0 dei suoi stessi abitanti. Nel negoziato di pace non si pu\u00f2 ignorare la guerra civile che ha funestato l\u2019Ucraina determinando la secessione di una parte dei territori del Donbass. Bisogna partire dalla realt\u00e0 per negoziare degli accordi che mettano in equilibrio gli interessi reali e i bisogni dei popoli. Se l\u2019assetto della Crimea non pu\u00f2 essere rimesso in gioco, il vero nodo del negoziato di pace riguarda la nuova delimitazione dei confini nel Donbass. Sul tavolo del negoziato deve essere rimesso in discussione\u00a0 il provvedimento di annessione di quattro oblast ucraini: Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, emesso dal Cremlino il 30 settembre 2022. La delimitazione del nuovo confine non pu\u00f2 essere stabilita dalle linee armistiziali fra gli eserciti. Dovranno essere le popolazioni locali, attraverso un referendum gestito dalle Nazioni Unite, a scegliere da quale parte del confine vogliono vivere. In questo modo il conflitto sulla sovranit\u00e0 verr\u00e0 temperato dal principio dell\u2019autodeterminazione dei popoli.<\/p>\n<p>La pace deve aprire un percorso di riconciliazione fra russi e ucraini, fra russi e tutti gli altri popoli europei, prosciugando il muro d\u2019odio, lastricato da un milione di morti, che la guerra ha creato fra i due popoli. Non \u00e8 un\u2019impresa impossibile. Nel secolo scorso ci sono riusciti i francesi e i tedeschi malgrado le devastazioni e i lutti creati da due guerre mondiali. Lo stesso Putin ha dichiarato in un\u2019intervista del 4 maggio che la riconciliazione \u00e8 inevitabile. Per favorire la riconciliazione \u00e8 importante che la Russia collabori alla ricostruzione dell\u2019Ucraina e che Kiev ponga fine ad ogni discriminazione nei confronti della popolazione russofona e alla demonizzazione della lingua e cultura russa.<\/p>\n<p>Dal cessate il fuoco deve partire un percorso che vada decisamente in direzione contraria ai fatti e misfatti che hanno portato al conflitto. Bisogna tornare indietro rispetto alle scelte che hanno provocato la frattura della convivenza sia all\u2019interno dell\u2019Ucraina, sia fra l\u2019Ucraina e la Russia e la militarizzazione delle rispettive societ\u00e0.<\/p>\n<p>Per favorire la convivenza pacifica in Ucraina devono essere abrogate tutte le misure di discriminazione e di derussificazione culturale che hanno portato all\u2019epurazione di oltre 19 milioni di volumi in lingua russa dalle biblioteche del paese, deve essere ripristinato l\u2019insegnamento della lingua russa come lingua ufficiale accanto a quella ucraina, deve essere revocato il bando degli undici partiti politici messi fuori legge con un decreto del 20 marzo 2022, deve essere revocato il bando, emesso il 20 agosto 2024, della Chiesa ortodossa ucraina affiliata al Patriarcato di Mosca. Un\u2019amnistia generale deve cancellare tutte le condanne ed i procedimenti per reati collegati alla guerra, come disobbedienza, diserzione, mancanza alla chiamata, nonch\u00e9 per i relativi reati d\u2019opinione. Sul fronte della Russia bisogna puntare alla revoca di tutte le misure che hanno provocato un irrigidimento autoritario a causa della guerra. In particolare vanno abrogate le leggi sulla censura e criminalizzazione della critica, i provvedimenti di censura o soppressione dei media indipendenti, i provvedimenti di messa al bando delle ONG. Ugualmente in Russia come in Ucraina \u00e8 necessaria un\u2019amnistia generale per cancellare tutte le condanne ed i procedimenti per reati collegati alla guerra e per i relativi reati d\u2019opinione. Nel processo di riappacificazione l\u2019Unione Europea deve revocare tutte le sanzioni e la Russia deve essere invogliata a partecipare alla ricostruzione delle strutture civili distrutte o danneggiate per effetto della guerra.<\/p>\n<p>E\u2019 illusorio e disonesto pretendere di costruire la pace attraverso la forza. La pace non ha bisogno di forza, n\u00e9 di forzature della realt\u00e0, n\u00e9 di garanzie di sicurezza armate. Soprattutto non si pu\u00f2 costruire nessun percorso di pace alzando una nuova cortina di ferro e identificando la Russia come \u201dla minaccia pi\u00f9 grave per la pace nel mondo\u201d. \u00a0La pace si costruisce avendo come obiettivo la pace, cio\u00e8 il superamento dell\u2019ostilit\u00e0 in una riconquistata dimensione di fraternit\u00e0 fra i popoli.<\/p>\n<p>Non possiamo ignorare che sullo sfondo di questo drammatico conflitto siamo giunti all\u2019ora pi\u00f9 buia dell\u2019Europa, che si riarma e minaccia di precipitarci di nuovo nel baratro di una guerra mondiale.\u00a0 \u00a0Come ha osservato Pino Arlacchi: \u201cCi dibattiamo nella melma di un\u2019Europa ricaduta nell\u2019incivilt\u00e0 e nella barbarie, dove sulla bocca delle sue \u00e9lite, dopo 80 anni di pace, ricompaiono parole di guerra e di aggressione. Bruxelles, Parigi, Londra e Berlino sembrano immemori della lezione di due guerre mondiali che hanno portato il continente sull\u2019orlo dell\u2019autodistruzione.\u201d<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 assurda \u00e8 che noi non abbiamo interessi contrapposti, non siamo animati da ideologie avversarie, come durante la guerra fredda, non abbiamo alcun interesse che possa provocare o giustificare atti di ostilit\u00e0 verso il popolo russo e viceversa. Al contrario abbiamo tutto l\u2019interesse, a riaprire le porte del dialogo con la Federazione russa, a restaurare la collaborazione economica interrotta dalle sanzioni, a riprendere gli scambi culturali che ci arricchiscono reciprocamente.<\/p>\n<p>Per la nostra salvezza, per la salvezza dell\u2019Europa dobbiamo contrastare con tutti i mezzi pacifici possibili questo delirio bellicista delle \u00e8lite europee.<\/p>\n<p>Se i livelli istituzionali sono bloccati dal delirio delle elite, bisogna partire dal basso per costruire un percorso di pace. La costruzione dell\u2019amicizia fra i popoli pu\u00f2 essere oggetto di iniziative di diplomazia popolare.\u00a0 Noi qui in Italia abbiamo l\u2019esempio luminoso di Giorgio La Pira, che \u2013 in un\u2019epoca di fortissima contrapposizione politica, ideologica e militare fra blocchi contrapposti \u2013 fu capace di rompere i muri dell\u2019ostilit\u00e0 e dell\u2019incomprensione e far dialogare le citt\u00e0 nemiche nella prospettiva dell\u2019interesse superiore dell\u2019umanit\u00e0. In piena guerra fredda nel 1955 La Pira riusc\u00ec a radunare a Firenze i sindaci di 37 capitali, fra cui Bombey, Parigi, Londra, Mosca, Pechino, Karachi e Citt\u00e0 del Capo, presente anche l\u2019ambasciatore dell\u2019Unione sovietica, e a stipulare un patto di fraternit\u00e0 e di ripudio della guerra.<\/p>\n<p>Il modo migliore per delegittimare la frenesia bellica di Von der Layen e compagni \u00e8 quello di stimolare il dialogo fra i popoli e di stipulare patti di amicizia fra le citt\u00e0, scambi culturali orientati alla fraternit\u00e0, dai quali emerga che il popolo russo non \u00e8 il nostro nemico, disvelando il volto truffaldino e grottesco dell\u2019invenzione politica del nemico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Domenico Gallo\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Roma, 10 maggio 2025<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.domenicogallo.it\/2025\/05\/le-vie-per-la-salvezza-delleuropa\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>E\u2019 illusorio e disonesto pretendere di costruire la pace attraverso la forza. 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