{"id":52031,"date":"2025-04-26T14:23:42","date_gmt":"2025-04-26T14:23:42","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52031"},"modified":"2025-04-26T14:58:14","modified_gmt":"2025-04-26T14:58:14","slug":"n-16-26-aprile-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=52031","title":{"rendered":"n\u00b0 16 \u2013 26\/04\/25 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 \u2013 Luca Kocci*: Con il rito del funerale si chiude il pontificato di Francesco. Oggi le esequie del papa argentino A San Pietro i \u201cpotenti della terra\u201d: 164 delegazioni fra cui 14 sovrani, 54 capi di Stato e 15 premier.<br \/>\n02 &#8211; Micaela Bongi*: La resistenza non chiude per lutto &#8211; 25 Aprile Per questo splendido 25 aprile c\u2019\u00e8 chi merita dei ringraziamenti particolari. Per primo il ministro della protezione civile e soprattutto, in questo caso, del mare perch\u00e9 \u00e8 anche merito suo [\u2026]<br \/>\n03 &#8211; Giovanna Branca*: Cento violazioni in 100 giorni. L\u2019assalto Usa ai diritti umani &#8211; Stati uniti Alison Parker di Human Rights Watch commenta il report dell\u2019organizzazione. \u00abLa democrazia americana si sta dirigendo verso un regime che rifiuta ogni nozione di giustizia\u00bb<br \/>\n04 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Non si sa nulla su dazi e riarmo, voto al buio sulla finanza pubblica<br \/>\nIl caso Legge di bilancio ai primi passi e gi\u00e0 nel tunnel: le Camere si esprimono su un documento scritto sull&#8217;acqua. Il governo guidato dal pilota automatico: senza programmazione, &#8220;ma i conti sono solidi&#8230;&#8221;. Giorgetti, assente in aula, a Wasghinton dall\u2019FMI si \u00e8 detto &#8220;rammaricato<br \/>\n05 &#8211; Marco Santopadre *: Trump invia le truppe a Panama \u201ccontro l\u2019influenza cinese\u201d, proteste nel paese.<br \/>\n06 &#8211; SIRIA. La vendetta dei jihadisti contro le donne alawite: rapite e uccise Rapite in pieno giorno, torturate e poi fatte sparire<br \/>\n07 &#8211; Trump: prove di compromesso? Il presidente statunitense si avvicina ai cento giorni alla Casa Bianca, ma dopo la spinta propulsiva delle prime settimane si ritrova a fare i conti con i limiti imposti dalla realt\u00e0, soprattutto economica. (*)<br \/>\n08 &#8211; Lorenzo Lamperti*: La Cina gela Washington: \u00abNon c\u2019\u00e8 alcun negoziato\u00bb. Dazi Un braccio di ferro simmetrico, cos\u00ec Pechino replica alle aperture e chiusure degli americani.<br \/>\n09 &#8211; Matteo Bartocci*: Incontro Trump-Zelensky dentro la basilica di San Pietro.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 \u2013 Luca Kocci*: CON IL RITO DEL FUNERALE SI CHIUDE IL PONTIFICATO DI FRANCESCO. OGGI LE ESEQUIE DEL PAPA ARGENTINO A SAN PIETRO I \u201cPOTENTI DELLA TERRA\u201d: 164 DELEGAZIONI FRA CUI 14 SOVRANI, 54 CAPI DI STATO E 15 PREMIER.<\/strong><br \/>\nAd attendere il feretro, all\u2019entrata della basilica di Santa Maria Maggiore, \u00abun gruppo di poveri e bisognosi\u00bb Da domani la marcia di avvicinamento al Conclave che sceglier\u00e0 il nuovo papa, fra il 5 e il 10 maggio si chiuderanno le porte della Cappella Sistina e inizieranno le votazioni<\/p>\n<p>In una Roma protetta da truppe di terra (4mila uomini e donne delle forze dell\u2019ordine), di mare (il cacciatorpediniere lanciamissili della Marina militare Caio Duilio ancorato al largo di Fiumicino) e di aria (elicotteri e uno squadrone di Eurofighter pronto a decollare da Grosseto), tutto \u00e8 pronto per i funerali di papa Francesco.<br \/>\nLA MESSA inizier\u00e0 oggi alle dieci sul sagrato di San Pietro, sar\u00e0 presieduta dal cardinale Re, 91enne decano del collegio cardinalizio, e concelebrata da 150 fra cardinali e patriarchi e almeno altrettanti vescovi.<br \/>\nOltre 200mila le persone attese in piazza San Pietro, lungo via della Conciliazione e davanti ai cinque maxischermi piazzati in zona Vaticano. Imprecisato il numero di coloro che aspetteranno dietro le transenne lungo il tracciato di sei chilometri che, al termine della messa, verr\u00e0 percorso dal breve corteo funebre che in automobile porter\u00e0 la bara con il corpo di Bergoglio fino a Santa Maria Maggiore, dove verr\u00e0 tumulato.<br \/>\nAd attenderlo, all\u2019entrata della basilica, \u00abun gruppo di poveri e bisognosi\u00bb, informa una nota della sala stampa della Santa sede: una quarantina di persone senza fissa dimora, migranti, transessuali, donne vittime di tratta, detenuti in permesso che hanno ricevuto aiuto o assistenza da enti e strutture cattoliche.<br \/>\nA SAN PIETRO, invece, ci saranno i \u201cpotenti della terra\u201d: 164 delegazioni nazionali (fino all\u2019ultima comunicazione di ieri alle 13), fra cui 14 sovrani e principi ereditari, 54 capi di Stato e 15 primi ministri che parteciperanno alle esequie.<br \/>\nIn prima fila, secondo protocollo, Argentina e Italia, Paese natale e Stato ospite di Bergoglio, con i presidenti della Repubblica Milei e Mattarella, la premier Meloni e diversi ministri. Poi i rappresentanti degli altri Paesi \u2013 prima i regnanti poi i capi di Stato \u2013 disposti nell\u2019ordine alfabetico francese, la lingua della diplomazia vaticana.<br \/>\nGrandi assenti il presidente russo Putin (che si far\u00e0 rappresentare dalla ministra della Cultura Lyubimova) e il primo ministro israeliano Netanyahu (che invier\u00e0 l\u2019ambasciatore presso la Santa sede Sideman), sui quali pende un mandato di arresto della Corte penale internazionale, che per\u00f2 non sarebbe stato eseguito: l\u2019Italia ha rilasciato un generale libico assassino e torturatore, figuriamoci se arresterebbe l\u2019amico Bibi o il presidente russo.<br \/>\nNegli ultimi tre giorni, comunica la sala stampa vaticana, circa 250mila persone fra fedeli e turisti hanno reso omaggio a papa Francesco, la cui salma \u00e8 rimasta esposta nella basilica di San Pietro fino alle 19 di ieri sera.<br \/>\nAlle 20 il rito di chiusura della bara, all\u2019interno della quale \u2013 in base al cerimoniale \u2013 \u00e8 stata posta una borsa con le monete coniate dallo Stato vaticano nel periodo in cui Bergoglio \u00e8 stato papa e un tubo di metallo con il rogito, un suo breve profilo biografico.<br \/>\nCON IL FUNERALE e la sepoltura oggi si chiuder\u00e0, anche simbolicamente il pontificato di Francesco, il papa venuto \u00abquasi dalla fine del mondo\u00bb, come disse egli stesso ai fedeli in piazza subito dopo l\u2019elezione, il 13 marzo 2013.<br \/>\nDa domani la marcia di avvicinamento al Conclave che sceglier\u00e0 il nuovo papa proceder\u00e0 in maniera pi\u00f9 spedita fino a quando, in un giorno ancora da definire fra il 5 e il 10 maggio, si chiuderanno le porte della Cappella Sistina e si dar\u00e0 inizio alle votazioni.<br \/>\nIeri mattina si \u00e8 svolta la quarta Congregazione generale, la riunione dei cardinali gi\u00e0 a Roma, con 149 presenti su 252 (ma gli elettori under 80 sono 133, con due defezioni per motivi di salute gi\u00e0 comunicate), durante la quale \u00e8 cominciata la \u00abriflessione condivisa sulla Chiesa e il mondo\u00bb.<br \/>\nLE RIUNIONI riprenderanno luned\u00ec e, oltre ad alcune decisioni importanti \u2013 come l\u2019ammissione in Conclave del cardinale Becciu, condannato dal Tribunale vaticano per truffa e peculato \u2013, si entrer\u00e0 nel merito: qual \u00e8 la situazione della Chiesa? E del mondo? Chi \u00e8 il pi\u00f9 adatto a fare il papa?<br \/>\n\u00c8 da questo confronto, rigorosamente a porte chiuse, che prenderanno corpo, si consolideranno e si dissolveranno candidature e autocandidature al soglio pontificio. Prima dell\u2019extra omnes (fuori tutti quelli che non sono chiamati all\u2019elezione, ndr) e dell\u2019apertura delle urne elettorali.<br \/>\n*(Luca Kocci (Roma, 1973), insegnante di italiano e storia nelle scuole superiori. Collabora con il quotidiano il manifesto e con l&#8217;agenzia settimanale Adista.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Micaela Bongi*: LA RESISTENZA NON CHIUDE PER LUTTO &#8211; 25 APRILE PER QUESTO SPLENDIDO 25 APRILE C\u2019\u00c8 CHI MERITA DEI RINGRAZIAMENTI PARTICOLARI. PER PRIMO IL MINISTRO DELLA PROTEZIONE CIVILE E SOPRATTUTTO, IN QUESTO CASO, DEL MARE PERCH\u00c9 \u00c8 ANCHE MERITO SUO [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Per questo splendido 25 aprile c\u2019\u00e8 chi merita dei ringraziamenti particolari. Per primo il ministro della protezione civile e soprattutto, in questo caso, del mare perch\u00e9 \u00e8 anche merito suo se nella soleggiata Milano dal cielo terso ieri soffiava quella brezza leggera.<br \/>\nNon sarebbe giusto per\u00f2 farlo salire da solo sul podio: anche se \u00e8 stato lui a mettersi pi\u00f9 di altri in mostra chiedendo di festeggiare la Liberazione dal nazifascismo con \u00absobriet\u00e0\u00bb causa lutto nazionale, a ispirarlo (per non dire a dettargli legge) \u00e8 stata la sua capa, la presidente del consiglio Giorgia Meloni.<br \/>\nForse con le sue disposizioni la premier sperava di seminare non un venticello, ma una tempesta: reazioni esacerbate, rabbia scomposta, violenze e saccheggi. E invece ha raccolto cortei festosi corredati dall\u2019inevitabile dose di rabbia, colori, vino, musica e protesta.<br \/>\nMa nelle varie piazze, nessuno ha prestato il fianco a una destra pronta a scagliarsi contro la sinistra che usa il 25 aprile \u2013 si \u00e8 sentito anche questo dalle parti degli ultr\u00e0 meloniani \u2013 per giustificare il \u201ccomunismo\u201d putiniano (sic!) e l\u2019islamismo (arisic!).<br \/>\nMa forse invocando sobriet\u00e0 il governo cercava solo l\u2019ennesima occasione per acquattarsi sobriamente in una giornata che sotto l\u2019esecutivo pi\u00f9 a destra della storia della repubblica suscita grande nervosismo. Una giornata che, vale la pena di ricordare, ai tempi del \u201cliberale\u201d Silvio Berlusconi, il padre che tutto alla sua destra inglobava, era stata ridotta con la complicit\u00e0 di una parte del centrosinistra a un trito gioco delle parti.<br \/>\nE invece la ricorrenza del 25 aprile, grazie a una risposta in primo luogo \u201cdemocratica\u201d e \u201ccivile\u201d, non guidata da partiti ancora disorientati, \u00e8 tornata centrale negli ultimissimi anni, animata da una forza capace di smontare nuove trappole e vecchie retoriche.<br \/>\nCome l\u2019ultimissima provocazione \u2013 non troppo bene orchestrata dal governo \u2013 che non solo non ha suscitato morti e feriti, ma non ha nemmeno fornito argomenti utili per essere utilizzati dai governisti compiacenti dell\u2019entourage mediatico, pronti a sostenere la tesi insostenibile ma comoda del \u201cchiudiamola qui con un a pari e patta\u201d. Ma ha invece corroborato, da Roma a Milano, piazze vivaci e determinate.<\/p>\n<p>DOPO LE POLEMICHE MUSUMECI INSISTE<br \/>\nDal canto suo la presidente del consiglio quest\u2019anno si \u00e8 spinta addirittura a sostenere che il 25 aprile \u00abonoriamo quei valori democratici che il fascismo aveva negato\u00bb.<br \/>\nForse \u00e8 stato l\u2019inciampo (per non dire l\u2019enormit\u00e0) del tentativo di contrapporre il lutto per Bergoglio alla festa pi\u00f9 importante della repubblica a farla riflettere. Forse \u00e8 stata una suggestione arrivata dal Colle pi\u00f9 alto: \u00ab\u00c8 sempre tempo di resistenza\u00bb ha rimarcato Sergio Mattarella a Genova.<br \/>\nQuello che le piazze di ieri hanno chiarito, nonostante gli imbarazzanti, per non dire allarmanti eccessi di zelo (multe, divieti e anatemi contro le iniziative per la Liberazione) \u00e8 che la Resistenza non chiude per lutto perch\u00e9 il 25 aprile si commemora la fine di una guerra che ha provocato milioni di orribili lutti.<br \/>\nForse chiss\u00e0, inciampo dopo inciampo, anche la premier erede di Giorgio Almirante e della sua fiamma ci arriver\u00e0. Lo auguriamo a lei e soprattutto lo auguriamo a tutti noi<br \/>\n*(Micaela Bongi, Giornalista, Gruppo Il Manifesto),<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Giovanna Branca*: CENTO VIOLAZIONI IN 100 GIORNI. L\u2019ASSALTO USA AI DIRITTI UMANI &#8211; STATI UNITI ALISON PARKER DI HUMAN RIGHTS WATCH COMMENTA IL REPORT DELL\u2019ORGANIZZAZIONE. \u00abLA DEMOCRAZIA AMERICANA SI STA DIRIGENDO VERSO UN REGIME CHE RIFIUTA OGNI NOZIONE DI GIUSTIZIA\u00bb<\/strong><br \/>\nCento attacchi ai diritti umani in cento giorni, quelli raggiunti ieri dall\u2019amministrazione di Donald Trump. La lista \u00e8 stilata da un report di Human Rights Watch \u00abper illustrare \u2013 dice al manifesto la vicedirettrice dell\u2019ufficio statunitense dell\u2019organizzazione, Alison Parker \u2013 la magnitudine di ci\u00f2 che questo governo sta facendo alle vite delle persone comuni negli Stati uniti e in tutto il mondo\u00bb. \u00c8 importante notare come questa lista, che ha l\u2019aspetto di un bollettino di guerra, riguardi danni arrecati a \u00abogni aspetto della vita delle persone\u00bb: dalla loro \u00abcapacit\u00e0 di sfamare se stesse e i propri figli\u00bb, all\u2019aspettativa di \u00abricevere un trattamento giusto e imparziale da parte del governo\u00bb. Dal \u00abdiritto alla salute\u00bb alla \u00abprevidenza sociale, la libert\u00e0 di parola, la possibilit\u00e0 di accedere alle informazioni e manifestare il proprio dissenso\u00bb.<br \/>\nMOLTE DELLE VIOLAZIONI citate sono note: hanno occupato in queste settimane le prime pagine dei giornali. A partire dal ritiro dall\u2019accordo di Parigi che, si legge nel report, accelerer\u00e0 il cambiamento climatico ai danni non solo degli statunitensi \u2013 i secondi produttori al mondo di gas serra \u2013 ma di milioni di persone in tutto il mondo.<br \/>\nUno dei casi pi\u00f9 gravi \u00e8 quello delle \u00absparizioni forzate\u00bb di centinaia di migranti. La vicenda di Kilmar Abrego Garcia, finito in una prigione di massima sicurezza del Salvador, ha fatto il giro del mondo e rischia di precipitare gli Usa in una crisi costituzionale dopo il rifiuto dell\u2019amministrazione Trump di riportarlo negli Stati uniti nonostante gli ordini dei giudici. \u00abUna chiara dimostrazione \u2013 dice Parker \u2013 di come questa amministrazione si senta al di sopra della legge\u00bb.<br \/>\nTANTI CASI analizzati dal report di Hrw sono per\u00f2 passati sotto i radar dei media, bombardati quotidianamente da decine di dichiarazioni, ordini esecutivi, assalti alla legge. Un esempio fra i tanti: la revoca di un ordine esecutivo dell\u2019ex presidente Joe Biden che istituiva un registro federale delle forze di polizia dove venivano annotati i casi di cattiva condotta e violenza, per fare in modo che i dipartimenti di polizia non riassumessero quegli agenti. O l\u2019attacco ai diritti dei nativi, penalizzati su ogni fronte \u2013 a partire dalla revoca delle gi\u00e0 poche agevolazioni disposte per l\u2019amministrazione degli affari tribali.<br \/>\nIn molti sono al corrente di uno dei punti denunciati con maggior forza dal report: la guerra dichiarata dal governo americano alle misure Dei (diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione), che ha fatto s\u00ec che in istituzione pubbliche e private sia stata abbandonata ogni linea guida sull\u2019inclusione delle minoranze. A partire dalla comunit\u00e0 afroamericana, con i docenti che sono arrivati ad autocensurarsi sull\u2019insegnamento della storia dello schiavismo, e anche sulle pari opportunit\u00e0 di genere. Ma resta ignoto ai pi\u00f9 che, dopo aver sospeso le indagini dell\u2019Ufficio per i diritti civili, il dipartimento di Giustizia \u00e8 arrivato a ordinare controindagini sulla \u00abdiscriminazione inversa\u00bb nei confronti dei bianchi.<br \/>\nIN QUESTO, i giornalisti hanno un ruolo fondamentale anche se, come osserva ancora Parker, \u00able loro voci e le loro testate sono minacciate\u00bb. \u00abA fornirne le prove \u00e8 proprio l\u2019attivit\u00e0 giornalistica, ma a minare la comprensione di ci\u00f2 che accade, facendo il gioco dell\u2019amministrazione Trump, c\u2019\u00e8 anche la pratica di prestare troppa attenzione al caos deliberatamente messo in scena: \u00abRiportare le dichiarazioni dell\u2019amministrazione, o le sue politiche caotiche, ha meno importanza della realt\u00e0 vissuta dalla gente negli Stati uniti\u00bb.<br \/>\nLe violazioni riportate ha Hrw sono troppe per essere elencate, da quelle alla legge internazionale \u2013 ancora una volta sui diritti delle persone migranti, alle quali \u00e8 ora proibito anche solo presentare domanda d\u2019asilo \u2013 a quelle dei dati sensibili e della privacy dei cittadini, con le squadre del Doge di Elon Musk che gettano i dati di milioni di americani in pasto all\u2019intelligenza artificiale, e a \u00abopachi algoritmi\u00bb.<br \/>\nABBIAMO CHIESTO a Parker perch\u00e9, secondo lei, la risposta delle opposizioni, compresa quella di piazza e nonostante le manifestazioni che si sono cominciate a vedere nelle ultime settimane, sia ben pi\u00f9 silenziosa rispetto al primo mandato di Trump. \u00abIl movimento per i diritti umani \u2013 dice \u2013 \u00e8 basato sulle azioni delle persone normali, che si fanno avanti ed esigono le libert\u00e0 essenziali a cui tutti gli esseri umani hanno diritto\u00bb. \u00abLe manifestazioni delle scorse settimane ne sono una prova, e ce ne aspettiamo altre. Per prendere parola e assembrarsi liberamente le persone fanno affidamento su quegli stessi diritti umani che ora sono sotto attacco: la posta in gioco \u00e8 molto alta\u00bb.<br \/>\n\u00c8 IL RISCHIO dello scivolamento nell\u2019autoritarismo: \u00abLa democrazia americana \u00e8 eretta su valori di libert\u00e0 e eguaglianza ma non ha mai rispettato allo stesso modo i diritti di tutti \u2013 americani neri, comunit\u00e0 Lgbt, donne e molti altri gruppi storicamente svantaggiati\u00bb. Ma questi gruppi, \u00abe ora tutta la popolazione degli Stati uniti, affrontano ora minacce nuove e crescenti. La democrazia americana si sta dirigendo rapidamente verso un regime che rifiuta ogni nozione di giustizia, uguaglianza e dignit\u00e0 umana, e che denigra alcune persone per distrarre l\u2019attenzione da mosse politiche ed economiche a beneficio di una piccola minoranza\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Giovanni Branca &#8211; Docente-ricercatore Senior e Responsabile Gestione edifici, Istituto sostenibilit\u00e0 applicata all&#8217;ambiente costruito &#8230;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Roberto Ciccarelli*: NON SI SA NULLA SU DAZI E RIARMO, VOTO AL BUIO SULLA FINANZA PUBBLICA &#8211; IL CASO LEGGE DI BILANCIO AI PRIMI PASSI E GI\u00c0 NEL TUNNEL: LE CAMERE SI ESPRIMONO SU UN DOCUMENTO SCRITTO SULL&#8217;ACQUA. IL GOVERNO GUIDATO DAL PILOTA AUTOMATICO: SENZA PROGRAMMAZIONE, &#8220;MA I CONTI SONO SOLIDI&#8230;&#8221;. GIORGETTI, ASSENTE IN AULA, A WASGHINTON DALL&#8217;FMI SI \u00c8 DETTO &#8220;RAMMARICATO&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di quello che \u00e8 scritto nel Documento di finanza pubblica (Dfp), sul quale ieri le camere hanno votato una risoluzione di maggioranza, \u00e8 interessante ci\u00f2 \u00e8 sottinteso. Il primo passo verso la prossima legge di bilancio ha confermato che la politica economica del governo Meloni la fa il \u00abpilota automatico\u00bb: il patto di stabilit\u00e0 che ha gi\u00e0 imposto dal 2025 12 miliardi di tagli; il piano di riarmo dell\u2019Europa e della Nato, con l\u2019aumento della spesa militare al 2 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) che l\u2019esecutivo si \u00e8 impegnato a realizzare senza per\u00f2 avere la certezza di poterlo fare.<br \/>\nL\u2019idea di recuperare almeno 11 miliardi di euro, da oggi a dicembre, contabilizzando le spese dei carabinieri, della guardia di finanza e di quella costiera come spese militari \u00e8 stata pi\u00f9 volte rifiutata dalla Nato. I soldi devono essere freschi e vanno messi sui cannoni e missili. Forse Meloni \u00e8 riuscita a convincere Trump nel recente bilaterale a Washington. Altrimenti dovr\u00e0 trovare i soldi. Dalla spesa sociale, probabilmente. In ogni caso ieri il rapporto annuale del segretario generale della Nato Mark Rutte ha confermato: l\u2019Italia spende l\u20191,5% del Pil. Deve trovare lo 0,5% in pi\u00f9 in pochi mesi.<br \/>\nIl ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti ha detto di non voler ricorrere alla clausola di salvaguardia chiesta e ottenuta dal patto di stabilit\u00e0 Ue per le spese militari. Non vuole fare un scostamento di bilancio. Se fosse questo il caso, andrebbe votato entro il 30 aprile. In pi\u00f9 non si sa a quanto ammonta il pizzo chiesto dalla Nato e da Donald Trump: il 3% del Pil? Il 3,5%, o il 5%? Lo si decider\u00e0, forse, al vertice dell\u2019Aja, in Olanda, il 24 e 25 giugno. Da allora anche la presidente della Commissione Ue von der Leyen capir\u00e0 se il suo piano di riarmo avr\u00e0 un futuro.<\/p>\n<p>BIG TECH, GAS E ARMI: IL COSTO SALATO DELL\u2019ALLEANZA TRUMP-Meloni<br \/>\nIl governo italiano aspetta un\u2019altra data per sapere come procedere al buio. \u00c8 il 9 luglio, allora scadr\u00e0 la tregua sui dazi concessa da Trump all\u2019Unione Europea, per sapere se e quanto incider\u00e0 la guerra commerciale lanciata dall\u2019amico americano. In fondo non si sa nemmeno quanto impatteranno i dazi. E se mai li metter\u00e0, visto che ricever\u00e0 una bastonata mentre digrigna i denti. Fino ad allora Meloni &amp; Co. continueranno a non avere idea se il Pil rester\u00e0 dimezzato allo 0,6% (lo avevano stimato all\u20191,2% pochi mesi fa) o andr\u00e0 pi\u00f9 su o pi\u00f9 gi\u00f9.<\/p>\n<p>IL DONO DI MELONI AL GANGSTER TRUMP: SPESA MILITARE AL 2% DEL PIL<br \/>\nL\u2019idea dell\u2019economia delle destre al governo \u00e8: il destino \u00e8 cinico e baro, aspettiamo la pioggia e apriremo gli ombrelli. In realt\u00e0, qualcosa dicono anche i documenti scritti sull\u2019acqua. Lo 0,6% di crescita nel 2025 \u00e8 il risultato di 25 mesi di calo consecutivo della produzione industriale. Insomma, qualcosa ha fatto questo governo. Valutazioni di \u00abeconomia reale\u00bb, si sarebbe detto un tempo, che per\u00f2 non rientrano nell\u2019orizzonte del governo. Ieri durante il dibattito parlamentare, la maggioranza ha usato la stessa logica. Non contano gli effetti storici di una politica economica, ma i criteri contabili stabiliti dal patto di stabilit\u00e0 che ha imposto l\u2019austerit\u00e0 per riportare i \u00abconti in ordine\u00bb. \u00c8 su questa base che Giorgetti pu\u00f2 sostenere che la finanza pubblica \u00e8 \u00absolida\u00bb o \u00e8 stato salvaguardato il potere di acquisto delle famiglie. Non dice che i soldi del taglio del cuneo fiscale (10 miliardi) o gli aumenti in alcuni contratti nazionali non hanno recuperato l\u2019inflazione cumulata e i salari restano bassi.<\/p>\n<p>CRESCE SOLO LA SPESA PER LE ARMI: I LAVORATORI PAGANO L\u2019AUSTERIT\u00c0 SELETTIVA<br \/>\nQuesta politica vive in una surreale sospensione. Ieri il Pd ha sostenuto che il documento di finanza pubblica sarebbe \u00abillegittimo\u00bb perch\u00e9 \u00abnon esiste nella normativa contabile vigente, lo stanno approvando perch\u00e9 lo ha chiesto il governo e la maggioranza in parlamento ha obbedito\u00bb. A riprova dello scarso interesse dello stesso governo, ieri mancava in aula Giorgetti. Il ministro si \u00e8 detto \u00abrammaricato\u00bb, ma era a Washington per gli incontri di primavera del Fondo Monetario Internazionale. La legge di bilancio non vale un cambio di agenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Marco Santopadre *: TRUMP INVIA LE TRUPPE A PANAMA \u201cCONTRO L\u2019INFLUENZA CINESE\u201d, PROTESTE NEL PAESE &#8211; PAGINE ESTERI \u2013 SABATO SCORSO NEL PICCOLO PAESE CENTROAMERICANO ALCUNE MIGLIAIA DI PERSONE SONO SCESE IN PIAZZA RISPONDENDO ALL\u2019APPELLO DEI PARTITI DELL\u2019OPPOSIZIONE, DEI MAGGIORI SINDACATI E DELLE ORGANIZZAZIONI STUDENTESCHE CHE ACCUSANO WASHINGTON DI AVER LANCIATO UNA VERA E PROPRIA \u201cINVASIONE CAMUFFATA\u201d DI PANAMA CON LA SCUSA DI \u201cPROTEGGERE IL CANALE DALL\u2019INFLUENZA MALIGNA DELLA CINA\u201d.<\/strong><br \/>\n\u201cACCORDO STORICO\u201d<br \/>\nAd appena tre giorni dalla visita del Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth \u2013 anche questa accolta da proteste popolari \u2013 per la firma di un accordo con il suo omologo locale Frank \u00c1brego, il presidente Donald Trump ha avvisato di \u00abaver inviato molte truppe a Panama\u00bb.<br \/>\nDa parte sua Hegseth ha informato che nei prossimi giorni Washington aumenter\u00e0 ulteriormente la propria presenza militare dislocando i propri soldati in tre ex basi che erano gi\u00e0 state affidate agli Stati Uniti fino al 1999 quando \u2013 sulla base degli accordi siglati nel 1977 tra i rispettivi presidenti Torrijos e Carter \u2013 il controllo del Canale pass\u00f2 interamente sotto il controllo del governo locale.<br \/>\nL\u2019invio delle truppe statunitensi a Panama avviene in un momento di forte tensione tra Washington e Pechino proprio sullo sfruttamento dello strategico collegamento ed \u00e8 il risultato di forti pressioni economiche e di minacce dirette di intervento militare dell\u2019amministrazione Trump nei confronti del presidente Jos\u00e9 Ra\u00fal Mulino, espressione di una coalizione di destra.<br \/>\nGrazie ad un accordo siglato dal governo locale con la Casa Bianca e della durata iniziale di tre anni, ora gli Stati Uniti potranno schierare le proprie truppe e i membri di societ\u00e0 militari private presso le installazioni controllate da Panama per la realizzazione di attivit\u00e0 di addestramento, esercitazioni e compiti umanitari.<br \/>\nSi tratterebbe, secondo l\u2019esecutivo, di una presenza \u201cnon permanente\u201d che non violerebbe quindi il trattato di neutralit\u00e0 del Canale secondo cui nessuna potenza straniera pu\u00f2 mantenere sul territorio nazionale di Panama forze o basi militari di alcun tipo.<br \/>\nMa l\u2019opposizione denuncia quella che Ricardo Lombana, leader del \u201cMovimiento otro camino\u201d, ha definito \u00abun\u2019invasione realizzata senza sparare un colpo, ma grazie all\u2019uso del manganello e delle minacce\u00bb.<br \/>\nNonostante le rassicurazioni da parte del presidente Mulino sul fatto che il paese non accetter\u00e0 mai di concedere basi militari a Washington, il Memorandum d\u2019intesa siglato con la Casa Bianca include riferimenti diretti al fatto che le forze militari statunitensi utilizzeranno per le proprie attivit\u00e0 Fort Sherman, la base navale di Rodman e quella aerea di Howard. L\u2019accordo inoltre non fissa alcun limite massimo al numero di soldati statunitensi da \u201cospitare\u201d.<br \/>\nDi fatto le minacce di Trump hanno riportato il paese ad una condizione di sudditanza diretta da Washington esistente prima del 1999, e l\u2019invio di truppe statunitensi richiama alla mente i bombardamenti e l\u2019invasione americana del 1989, realizzata per rovesciare il regime di Manuel Noriega, che causarono centinaia di morti e la distruzione di interi quartieri della capitale.<br \/>\nSecondo vari sondaggi due terzi dei panamensi disapprovano l\u2019operato del governo Mulino che sembra non solo incapace di frenare gli appetiti statunitensi sul Canale, ma ha anche fatto approvare una impopolare riforma della previdenza sociale e potrebbe ora concedere la riapertura di una grande miniera di rame chiusa nel 2023 dopo massicce proteste ambientaliste.<br \/>\nCome se non bastasse, gli accordi siglati da Washington e Panama \u2013 annunciati dopo settimane di negoziati tenuti in gran parte segreti \u2013 prevedono che le imbarcazioni militari statunitensi siano sostanzialmente esentate (attraverso un meccanismo di compensazione ancora non del tutto chiaro) dal versamento dei pedaggi dovuti per l\u2019attraversamento del Canale in cambio di non meglio precisate attivit\u00e0 di sorveglianza e di sicurezza. Potrebbe essere un primo passo, accusano le opposizioni, verso l\u2019esenzione di tutte le merci americane su cui insistono da mesi Trump e i suoi collaboratori e comunque una ulteriore violazione del trattato di neutralit\u00e0.<br \/>\nAnche se dopo l\u2019incontro tra Hegseth e Mulino quest\u2019ultimo ha affermato che il membro del governo statunitense avrebbe riconosciuto la \u201csovranit\u00e0 inalienabile\u201d di Panama sul canale, nella conferenza stampa organizzata mercoled\u00ec scorso il segretario Usa alla Difesa non ha fatto alcun cenno al tema e nella versione in inglese della dichiarazione congiunta diffusa dai due governi il passaggio presente in quella in spagnolo \u00e8 stata eliminata.<br \/>\nInoltre, nel corso di una riunione del governo americano, Hegseth ha affermato: \u00abAbbiamo firmato diversi accordi storici (\u2026) e stiamo procedendo alla riconquista del canale. La Cina ha avuto troppa influenza\u00bb. Contemporaneamente Mulino, in visita in Per\u00f9, ha affermato che Washington pretendeva non solo la concessione di basi militari permanenti ma anche la cessione di alcuni territori.<\/p>\n<p>PECHINO CERCA DI BLOCCARE LA VENDITA A BLACKROCK DEI PORTI SUL CANALE<br \/>\nL\u2019offensiva dell\u2019amministrazione Trump contro Panama si \u00e8 indurita dopo che il governo cinese ha annunciato la volont\u00e0 di opporsi alla vendita ad un consorzio guidato dal fondo di investimento statunitense BlackRock di due porti situati ai due ingressi nel Canale sul Pacifico e sull\u2019Atlantico, da parte di un\u2019impresa sussidiaria della CK Hutchinson Holdings, con sede a Hong Kong.<br \/>\nLa vendita delle due strategiche installazioni, annunciata all\u2019inizio di marzo nell\u2019ambito della cessione a BlackRock di un totale di 40 porti in tutto il mondo, sembrava consegnare definitivamente a Washington il controllo commerciale del Canale.<br \/>\nMa in un clima di crescente tensione alimentato dalla decisione statunitense si imporre dazi draconiani sulle merci cinesi, il governo Pechino ha annunciato la propria opposizione ad autorizzare la cessione delle infrastrutture, che rappresenterebbe una minaccia agli interessi nazionali del gigante asiatico e che per ora \u00e8 stata rinviata, in attesa del pronunciamento da parte dell\u2019autorit\u00e0 cinese sulla concorrenza.<br \/>\nPer tutta risposta, su pressione della Casa Bianca, il governo panamense ha accusato la Panama Ports Company, che gestisce le attivit\u00e0 del Canale ed \u00e8 controllata dalla CK Hutchinson, di non rispettare i propri obblighi contrattuali.<br \/>\nMentre la societ\u00e0 ha respinto una verifica contabile che suggeriva il mancato pagamento di 1,3 miliardi di dollari dovuti in base alla concessione, il revisore generale dei conti di Panama, Anel Flores, ha annunciato l\u2019intenzione di intentare una causa contro i funzionari governativi che hanno dato il via libera al rinnovo, nel 2021, della concessione alla PPC della gestione dei porti di Balboa e San Cristobal.<\/p>\n<p>IL CANALE RALLENTA<br \/>\nIntanto, a causa della guerra commerciale innescata da Washington, delle tensioni sul controllo del Canale e di una contrazione dei commerci mondiali, il traffico di merci lungo il collegamento tra il Pacifico e l\u2019Atlantico che gestisce il 40% del traffico container degli Stati Uniti e il 5% del commercio mondiale sembra diminuire.<br \/>\nSecondo i dati diffusi nei giorni scorsi dall\u2019autorit\u00e0 amministrativa, a marzo il numero di imbarcazioni commerciali che hanno attraversato il Canale \u00e8 sceso a una media di 33,7 al giorno dalle 34,8 di febbraio. Pagine Esteri<br \/>\n* (Marco Santopadre, giornalista e saggista, gi\u00e0 direttore di Radio Citt\u00e0 Aperta, \u00e8 un analista dell\u2019area del Mediterraneo, del Medio oriente e dell\u2019Africa. Scrive anche di Spagna e movimenti di liberazione nazionale. Collabora con Pagine Esteri, il Manifesto, El Salto Diario e Berria)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; SIRIA. LA VENDETTA DEI JIHADISTI CONTRO LE DONNE ALAWITE: RAPITE E UCCISE RAPITE IN PIENO GIORNO, TORTURATE E POI FATTE SPARIRE.<\/strong><br \/>\n\u00c8 QUANTO EMERGE DAI RACCONTI DI UN NUMERO CRESCENTE DI DONNE, QUASI TUTTE ALAWITE, RAPITE SULLA COSTA SIRIANA. UN FENOMENO CHE SI CONSUMA SOTTO GLI OCCHI DELLA COMUNIT\u00c0 LOCALE E CHE SI NASCONDE DIETRO UN MURO DI SILENZI IMPOSTI DALLA PAURA, DALLO STIGMA E DA MINACCE DIRETTE. E SOPRATTUTTO NEL DISINTERESSE DEL NUOVO REGIME CHE FA CAPO AD AHMAD SHARAA, PRESIDENTE AUTOPROCLAMATO DELLA SIRIA E LEADER DEL GRUPPO QAEDISTA HAY\u2019AT TAHRIR A-SHAM<br \/>\nRabab, nome di fantasia per proteggerne l\u2019identit\u00e0, \u00e8 una delle poche sopravvissute al rapimento che ha trovato il coraggio di raccontare. \u00c8 stata rapita in una piazza pubblica di un villaggio costiero, in pieno giorno. Spinta con forza su un furgone che non si \u00e8 fermato a nessun posto di blocco, \u00e8 stata portata in una casa sconosciuta. Con lei c\u2019era Basma, anch\u2019essa rapita, anch\u2019essa alawita. Legate, picchiate, insultate. \u00abCi torturavano e ci vietavano di parlarci\u00bb, ha raccontato Rabab. \u00abUno parlava con un accento straniero, l\u2019altro con uno di Idlib. Ci odiavano perch\u00e9 eravamo alawite\u00bb.<br \/>\nIl caso di Rabab non \u00e8 isolato. L\u2019associazione Daraj ha documentato almeno dieci rapimenti analoghi, ciascuno con dinamiche diverse, accomunati per\u00f2 dalla brutalit\u00e0 e dalla costante minaccia di morte. Le vittime sono tutte donne giovani, rapite nei mercati, lungo le strade, talvolta mentre si recavano a scuola o al lavoro. Basma non \u00e8 mai tornata a casa. Rabab l\u2019ha lasciata in quella casa-prigione, dopo che uno dei rapitori avrebbe dichiarato di \u00abessersi innamorato di lei\u00bb. Il silenzio delle famiglie \u00e8 un macigno che grava sulla possibilit\u00e0 di fare luce. \u00abSperiamo di morire\u00bb, ha dichiarato il padre di una ragazza rapita, esprimendo la disperazione di chi non solo perde una figlia, ma si ritrova muto davanti a una societ\u00e0 che giudica, e a uno Stato che non protegge. In molti casi, le famiglie hanno ricevuto minacce dirette: \u00abSe parlate, la restituiremo cadavere\u00bb. Alcune ragazze sono riuscite a contattare i familiari tramite messaggi vocali o telefonate da numeri stranieri, persino dalla Costa d\u2019Avorio o da paesi arabi. \u00abSto bene. Non dite nulla. Sono viva\u00bb, ripetono le voci registrate. Poi, il silenzio.<br \/>\nL\u2019\u201coperazione militare\u201d lanciata il mese scorso dal nuovo governo siriano per \u201cripulire\u201d la regione costiera dalla presenza di ex combattenti lealisti del deposto presidente Bashar Assad ha lasciato dietro di s\u00e9 un\u2019ombra lunga. Human Rights Watch e Amnesty International hanno denunciato centinaia di uccisioni indiscriminate e casi di tortura contro civili alawiti. Ma nessuna cifra ufficiale \u00e8 stata fornita. Secondo i centri di documentazione fuori dalla Siria, oltre 2.000 persone sono state uccise. Nelle ultime settimane migliaia di siriani alawiti sono scappati dalla Siria cercando rifugio in Libano.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che si inserisce il fenomeno dei rapimenti, in un ambiente devastato dalla vendetta politica, dal collasso istituzionale e dalla riemersione di pratiche antiche. Alcune voci parlano di bande autonome, altre evocano lo spettro del ritorno della \u201cprigionia\u201d delle donne, una pratica gi\u00e0 vista con l\u2019ISIS ai danni delle ezide.<br \/>\nLa difficolt\u00e0 di ottenere prove \u00e8 accentuata dalla paura dei sopravvissuti e delle famiglie. In un contesto sociale conservatore, una ragazza rapita \u00e8 vista con sospetto al suo ritorno, nella sua comunit\u00e0 si ritiene che sia stata stuprata. Alcune famiglie hanno ricevuto \u201cconsigli\u201d dalle autorit\u00e0: \u00abLasciate la Siria\u00bb o \u00abOra che \u00e8 tornata, \u00e8 come se fosse divorziata\u00bb. Nessuna parola di conforto, nessuna promessa credibile di giustizia. \u00abNon c\u2019\u00e8 nessuno a cui chiedere conto\u00bb, ha detto una madre, disperata. Le indagini sono inconsistenti: furgoni senza targa, telefoni non rintracciabili, mancanza di mezzi e volont\u00e0. In un caso, le telecamere di sorveglianza hanno immortalato un furgone durante un rapimento, ma il veicolo era senza targa e non ha potuto essere identificato.<br \/>\nSpesso i funzionari di polizia, legati al nuovo regime sunnita imposto da Sharaa, mostrano simpatia proprio per i sequestratori, ritenendoli gli esecutori di \u201cgiuste vendette\u201d contro la comunit\u00e0 alawita considerata alleata di Assad e \u201capostata\u201d da un punto di vista religioso.<br \/>\nIl blackout mediatico imposto nelle zone costiere complica ulteriormente la situazione. Le notizie faticano a emergere. Gli appelli delle famiglie si moltiplicano online, spesso accompagnati da foto delle ragazze scomparse e da numeri di telefono. Ma ogni pubblicazione comporta il rischio di nuove minacce. \u00abSe pubblicate ancora, la uccidiamo\u00bb, recitano i messaggi anonimi. La pratica del terrore si accompagna a una strategia sofisticata di controllo dell\u2019informazione.<br \/>\nNel vuoto lasciato dallo Stato, la paura si \u00e8 trasformata in normalit\u00e0. I rapimenti continuano, le storie si accumulano sui social media, come quella di ragazza rapita a Latakia e ritrovata giorni dopo a Damasco. Senza spiegazioni. Senza giustizia. La sensazione \u00e8 che nulla cambier\u00e0.<br \/>\nNel video la telefonata di Aya Qasim, una giovane donna alawita, rapita alle 8 del mattino dopo essere uscita di casa. Pi\u00f9 tardi, quello stesso giorno, il suo telefono \u00e8 stato acceso e la sua famiglia ha ricevuto due telefonate dai jihadisti ritenuti responsabili del rapimento. La ragazza Aya \u00e8 disperata e chiede aiuto. Non \u00e8 pi\u00f9 tornata a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; TRUMP: PROVE DI COMPROMESSO? Il presidente statunitense si avvicina ai cento giorni alla Casa Bianca, ma dopo la spinta propulsiva delle prime settimane si ritrova a fare i conti con i limiti imposti dalla realt\u00e0, soprattutto economica. (*)<\/strong><br \/>\nIl best seller \u201cThe Art of the Deal\u201d, redatto da Donald Trump in collaborazione con il Ghostwriter Tony Schwartz, suggerisce di iniziare qualsiasi trattativa con propositi ambiziosi, persino inaccettabili, anche se si \u00e8 disposti a cedere qualcosa, con l\u2019obiettivo di ottenere il massimo risultato possibile. Questo stile sembra aver guidato i primi tre mesi dell\u2019amministrazione Trump 2.0, insediata il 20 gennaio scorso. Nelle ultime settimane, tuttavia, l\u2019inquilino della Casa Bianca \u00e8 stato costretto a rimodulare alcune sue posizioni o a fare \u2013 del tutto o in parte \u2013 marcia indietro su determinati dossier. Ultimo in ordine di tempo, il caso di Jerome Powell, capo della Federal Reserve (FED), che Trump aveva minacciato di silurare, per poi tornare sui suoi passi tranquillizzando i mercati (gi\u00e0 scossi dal clima d\u2019incertezza dovuto ai dazi). Altro esempio, nelle ultime ore, le dichiarazioni di apertura verso la Cina del segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha fatto sapere di aspettarsi una de-escalation nella guerra commerciale con Pechino in un \u201cfuturo assai prossimo\u201d. Anche il fatto di essere flessibili ed imprevedibili \u00e8 parte della \u201cArt of the deal\u201d, ma quelli in atto sembrano piuttosto chiari segnali della necessit\u00e0 di scendere a compromessi, almeno in determinati contesti.<\/p>\n<p>POWELL NON SI TOCCA?<br \/>\nIl presidente degli Stati Uniti aveva ripetutamente criticato Powell in varie occasioni, soprattutto per non essersi mosso pi\u00f9 rapidamente per abbassare i tassi di interesse. Powell, presidente del Consiglio dei governatori dal 2018, \u00e8 stato nominato dallo stesso Trump e poi confermato per un secondo mandato da Joe Biden nel 2022. \u201cVorrei vederlo un po&#8217; pi\u00f9 attivo riguardo alla sua idea di abbassare i tassi di interesse. Questo \u00e8 il momento perfetto per farlo. Se non lo fa, \u00e8 la fine? No, non lo \u00e8. Non ho intenzione di licenziarlo\u201d, ha dichiarato Trump alla stampa in riferimento a Powell. La smentita sulla rimozione del capo della banca centrale \u00e8 stata salutata positivamente dai mercati: nella giornata di marted\u00ec, l&#8217;indice S&amp;P 500 ha chiuso in rialzo di oltre il 2,5%, mentre il Nasdaq ha chiuso in rialzo di oltre il 2,7%, per poi muoversi positivamente anche nella giornata di mercoled\u00ec. L\u2019eventuale cacciata di Powell, cosa mai successa a un capo della FED nel pieno del suo mandato, avrebbe aggiunto ulteriori tensioni a un contesto gi\u00e0 scosso dalle politiche commerciali di Trump, al netto dell\u2019annunciata sospensione dei dazi reciproci imposti nel \u2018Liberation Day\u2019, il 2 aprile scorso.<\/p>\n<p>USA-Cina: lavorare insieme?<br \/>\nAd allentare ulteriormente il nervosismo a Wall Street e sulle altre piazze sono arrivate le dichiarazioni di Bessent, titolare del Tesoro, che si sta ritagliando sempre pi\u00f9 il ruolo di \u2018mitigatore\u2019 degli eccessi trumpiani. Secondo quanto riporta la Cnbc, in un incontro a porte chiuse l\u2019esponente dell\u2019amministrazione repubblicana ha dichiarato che si aspetta \u201cuna de-escalation\u201d nella\u202fguerra commerciale con\u202fla Cina. \u201cNessuno pensa che lo status quo sia sostenibile\u201d, con le tariffe ai livelli attuali, ha affermato Bessent. Il segretario al Tesoro ha esortato la Cina a smettere di fare affidamento sulle esportazioni e ad aumentare i consumi, affermando che ci\u00f2 contribuirebbe ad allentare le tensioni commerciali. &#8220;Se vogliono riequilibrare, facciamolo insieme&#8221;, ha aggiunto Bessent. L\u2019apertura verso la Cina, rilanciata poi anche dallo stesso Trump, \u00e8 stata tuttavia smorzata da Pechino. In risposta a una domanda riguardante un articolo del Wall Street Journal, secondo cui la Casa Bianca starebbe valutando di ridurre i dazi verso la Cina dall&#8217;attuale 145% a una percentuale compresa tra il 50 e il 65%, il portavoce del ministro degli Esteri cinese Guo Jiakun ha attaccato l\u2019atteggiamento \u201cunilaterale e aggressivo\u201d degli USA. \u201cSe gli Stati Uniti cercano davvero di risolvere i problemi attraverso il dialogo e la negoziazione, dovrebbero abbandonare il loro approccio di massima pressione, smettere di fare minacce e di ricorrere alla coercizione e avviare un dialogo con la Cina sulla base di uguaglianza e rispetto reciproco\u201d, ha affermato.<\/p>\n<p>SCENDERE A PATTI?<br \/>\nL\u2019atteggiamento possibilista di Bessent \u2013 che il Telegraph britannico gi\u00e0 ha incoronato come \u201cL\u2019uomo che ha salvato l\u2019economia mondiale, per ora\u201d \u2013 sembra riecheggiare un certo tipo di approccio verso la Cina adottato anche nell\u2019era Biden: competere quando possibile, cooperare quando necessario. In generale, al netto della guerra tariffaria in s\u00e9, lo scenario a tre mesi dall\u2019insediamento vede Trump puntare sempre in alto, usare toni aggressivi e slogan potenti, senza timore di cadere in contraddizione, per poi fare i conti con la realt\u00e0 e \u2018aggiustare il tiro\u2019 tramite il suo gabinetto (o su pressione del medesimo). Il presidente, spiega l\u2019emittente CNN, sperava che i primi 100 giorni del suo secondo mandato avrebbero portato con s\u00e9 una serie di accordi lampo, simile a quelli descritti \u201cnel testo fondamentale del trumpismo\u201d, ossia il libro di Trump sulle trattative. Ma il Tycoon newyorchese si \u00e8 ritrovato a dover\u202fammorbidire i toni\u202fsulla sua guerra commerciale con la Cina, a mettere in pausa i dazi reciproci\u202fe a perdere la pazienza per\u202fla guerra in Ucraina, dopo aver promesso per mesi \u202fche sarebbe finita in 24 ore. Le trattative da presidente, conclude un\u2019analisi firmata da Elisabeth Buchwald e Kevin Liptak, si stanno \u201crivelando pi\u00f9 complesse\u201d, dal momento che \u201cla posta in gioco non sono grattacieli e casin\u00f2, ma intere economie, la credibilit\u00e0 dei leader e la sovranit\u00e0 nazionale\u201d.<\/p>\n<p>IL COMMENTO<br \/>\nDI GIANLUCA PASTORI, ISPI SENIOR ASSOCIATE RESEARCH FELLOW<br \/>\n\u201cLe battute d\u2019arresto e le retromarce dell\u2019amministrazione Trump riflettono i limiti di un\u2019agenda politica costruita, sinora, pi\u00f9 sugli slogan che sui fatti reali. Allo stesso tempo, mettono in evidenza come il sistema dei \u2018pesi e contrappesi\u2019 che sta alla base del sistema istituzionale statunitense continui a funzionare in maniera \u2013 tutto sommato \u2013 efficace. Per un Presidente dalle ambizioni \u2018decisioniste\u2019 si tratta di uno smacco pesante, che il tentativo di presentare alcuni di questi passi indietro come prove del successo della sua strategia non riesce davvero a mascherare. Tuttavia, sembra improbabile che Trump decida di rinunciare al suo atteggiamento antagonistico. Pi\u00f9 probabilmente, la retorica della \u2018guerra contro il deep state\u2019 e i \u2018nemici del paese\u2019 finir\u00e0 per trovare alimento nelle contraddizioni della politica concreta; uno sviluppo che, d\u2019altra parte, appare in linea con un personaggio che deve il successo politico anche alla capacit\u00e0 di veicolare all\u2019elettorato robuste dosi di contro-verit\u00e0\u201d.<br \/>\n*(Fonte: ISPT &#8211; Gianluca Pastori, PhD, is Associate Professor, History of political relations between North America and Europe, Faculty of Political and Social Sciences,<br \/>\nhttps:\/\/www.ispionline.it \u203a Home \u203a &#8211; Peoples)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Lorenzo Lamperti*: LA CINA GELA WASHINGTON: \u00abNON C\u2019\u00c8 ALCUN NEGOZIATO\u00bb. DAZI UN BRACCIO DI FERRO SIMMETRICO, COS\u00cc PECHINO REPLICA ALLE APERTURE E CHIUSURE DEGLI AMERICANI.<\/strong><br \/>\nTAIPEI<br \/>\n\u00abPura speculazione che non si basa su fatti concreti\u00bb. La Cina raffredda gli entusiasmi sui possibili progressi nei colloqui commerciali con gli Stati uniti. He Yadong, portavoce del ministero del commercio, ha chiarito che al momento non \u00e8 partito nessun vero negoziato. Poco pi\u00f9 di 24 ore prima, il ministero degli esteri aveva definito \u00abspalancate\u00bb le porte della Cina di fronte a eventuali colloqui, anche se i media internazionali hanno in ampia parte tralasciato la precondizione posta da Pechino: la fine di \u00abminacce ed estorsioni\u00bb da parte della Casa bianca.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la promessa di Trump di abbassare sensibilmente i dazi sui prodotti cinesi rappresenta proprio quel passo concreto necessario alla Cina per giustificare il potenziale avvio dei colloqui. Per Xi Jinping, \u00e8 fondamentale non mostrarsi debole n\u00e9 bisognoso o eccessivamente desideroso di cercare un accordo. Il possibile taglio delle tasse aggiuntive da parte di Trump consentirebbe invece di mostrare gli Usa come la parte debole e con maggiore fretta di sedersi a un tavolo. Convinta che la \u00abprova di resistenza\u00bb contro quello che definisce \u00abbullismo unilaterale\u00bb stia funzionando, E Pechino rallenta, consapevole che in ogni caso l\u2019obiettivo primario di Washington sia proprio quello di colpirla.<\/p>\n<p>Per questo la risposta alle mosse di Trump continua a essere simmetrica. Non solo in termini di dazi, ma anche di postura politico-strategica. Ieri sono stati annullati gli ordini di carne suina americana: cancellate le spedizioni di 12mila tonnellate. Qualche giorno fa, il presidente americano ha chiesto ad aziende e paesi terzi di scegliere da che parte stare tra Washington e Pechino. Il colosso asiatico ha risposto dichiarando di \u00abopporsi fermamente\u00bb a qualsiasi accordo commerciale che la prenda di mira. Un avvertimento esplicito ai governi (Italia compresa) che pensano di inserire clausole o garanzie anti-cinesi nei loro negoziati con la Casa bianca. Cos\u00ec come gli Usa bloccano le esportazioni in Cina di prodotti tecnologici che contengono componenti americani, Pechino si muove sulle spedizioni di terre rare. Nei giorni scorsi, diverse aziende della Corea del sud hanno ricevuto degli avvertimenti ufficiali dal governo cinese di interrompere l\u2019esportazione di qualsiasi apparecchiatura elettrica contenente metalli pesanti con origine nella Repubblica popolare. Il divieto vale in particolare per gli appaltatori militari e le forze armate americane.<\/p>\n<p>La Cina prova anche ad allargare il circolo degli amici. Dopo il viaggio di Xi Jinping nel Sud-est asiatico, il premier Li Qiang ha inviato una lettera al suo omologo giapponese Shigeru Ishiba per sollecitare una risposta coordinata ai dazi. La missiva, trasmessa tramite l\u2019ambasciata cinese a Tokyo, invita i due paesi a \u00abcombattere insieme il protezionismo\u00bb. Difficile che possa esserci un vero allineamento, ma la Cina prova a fare leva sulla percezione di instabilit\u00e0 e incertezza trasmesse (tregua o non tregua) da Trump, sia sul fronte commerciale che su quello strategico. Si guarda anche all\u2019Europa. Il parlamento di Bruxelles ha confermato le indiscrezioni della stampa tedesca, secondo cui Pechino si sta preparando a revocare le sanzioni imposte ad alcuni deputati europei nel 2021. In tal modo, si spera di rilanciare i colloqui per l\u2019accordo sugli investimenti che Xi vorrebbe rimettere sul tavolo prima del summit Cina-Ue di luglio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi ovviamente il Sud globale. William Ruto, presidente del Kenya in visita in questi giorni in Cina, ha firmato una serie di nuovi accordi su infrastrutture ed energia. E soprattutto ha annunciato l\u2019intenzione di aderire ai Brics, rafforzando la presenza africana nella piattaforma delle economie emergenti che nella prospettiva cinese sta diventando sempre pi\u00f9 un\u2019alternativa al G7. In questa sede, si punta ad ampliare l\u2019utilizzo dello yuan. Intanto, le principali banche russe hanno istituito un sistema di compensazione dei pagamenti denominato \u201cChina Track\u201d per le transazioni con la Cina, allo scopo di ridurre la loro visibilit\u00e0 alle autorit\u00e0 di regolamentazione occidentali e mitigare il rischio di sanzioni secondarie. Un test per schermarsi da sanzioni e dazi, in modo forse pi\u00f9 sicuro degli incerti colloqui con Trump.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Lorenzo Lamperti, giornalista professionista, di base a Taipei. Per Wired si occupa di Asia orientale, con particolare attenzione agli intrecci tra &#8230;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Matteo Bartocci*: INCONTRO TRUMP-ZELENSKY DENTRO LA BASILICA DI SAN PIETRO .<\/strong><\/p>\n<p>Il presidente americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymir Zelensky hanno avuto un colloquio durato circa 15 minuti dentro la basilica di San Pietro a margine dei funerali di [\u2026]<br \/>\nLa Casa bianca ha definito l\u2019incontro \u201cmolto produttivo\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Kiev, l\u2019Ucraina avrebbe presentato agli Stati uniti una propria proposta di pace con la Russia.<br \/>\nSuccessivamente, si sarebbero uniti al breve colloquio anche il premier britannico Starmer e il presidente francese Macron.<br \/>\nIl tweet di Zelensky<br \/>\n\u201cUn incontro positivo, abbiamo discusso faccia a faccia molte cose. Spero che seguiranno risultati concreti su tutte le questioni che abbiamo affrontato. Proteggere la vita del nostro popolo. Un cessate il fuoco totale e senza condizioni. Una pace reale e duratura che prevenga l\u2019esplosione di un ulteriore conflitto. Un incontro molto simbolico ma che ha il potenziale per diventare storico, se otterremo risultati condivisi. Grazie presidente Trump\u201d<br \/>\n*(Matteo Bartocci \u00e8 un giornalista italiano esperto di progetti editoriali digitali. Giornalista parlamentare, \u00e8 tra i fondatori nel 2012 di il nuovo manifesto societ\u00e0 cooperativa editrice)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 \u2013 Luca Kocci*: Con il rito del funerale si chiude il pontificato di Francesco. 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