{"id":51547,"date":"2025-03-16T08:44:59","date_gmt":"2025-03-16T08:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=51547"},"modified":"2025-03-17T22:46:37","modified_gmt":"2025-03-17T22:46:37","slug":"n-10-15-marzo-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-gz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=51547","title":{"rendered":"n\u00b010 \u2013 15\/3\/2025 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Eliana Riva*: USA E ISRAELE TRATTANO CON PAESI AFRICANI LA DEPORTAZIONE DEI PALESTINESI <\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Luca Serafini*: Il mercante Trump: \u00abO i dazi o la vita!\u00bb \u00abGli economisti non condividono l\u2019entusiasmo di Trump per i dazi. Sono una tassa sulle importazioni che di solito viene scaricata sui consumatori\u00bb scrive Associated Press.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Quando le guerre commerciali sono anche conflitti di classe &#8211; Il nemico americano Dazi trumpiani del 200% sul vino e alcolici europei in risposta a quelli sul whisky che colpiscono i &#8220;CLIENTES&#8221; repubblicani Usa. Per l&#8217;Unione Europea una ritorsione da 4,9 miliardi di euro, in Italia il settore occupa 57 mila persone, l&#8217;export verso gli Usa \u00e8 da 1,9 miliardi<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Marta Facchini, Luci Cavallero*: letture femministe del debito &#8211; Una intervista alla ricercatrice e attivista argentina di \u00abNi Una Menos\u00bb. \u00abOggi siamo in una fase in cui lo sciopero \u00e8 pi\u00f9 importante che mai. Manifestiamo contro la fame e la crudelt\u00e0 del governo Milei<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Barbara Weisz*: 1. Sconto IMU e TARI per pensionati all\u2019estero con reversibilit\u00e0. 2. Pensionati esteri: tutte le regole IMU e TARI.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Sara Segantin, Lorenzo Tecleme*: \u00abLa casa per noi \u00e8 come una tomba\u00bb. L\u2019Afghanistan tre anni e mezzo dopo &#8211; Il racconto da Kabul \u00abOgni giorno ci impongono nuove leggi. Non possiamo uscire senza un parente maschio. Non possiamo lavorare. Se qualcuna protesta, viene arrestata o sparisce\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Claudia Fanti*: Pensionati e ultras contro la motosega di Milei, duri scontri a Buenos Aires<\/strong><br \/>\n<strong>Argentina A difesa delle pensioni scendono in campo anche le tifoserie organizzate di tutte le squadre. Maradona avrebbe applaudito. Ma la risposta spropositata della ministra della Sicurezza Bullrich provoca decine di feriti. Grave il fotografo Pablo Grillo<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; L\u2019arresto dello studente e attivista palestinese voluto da Trump \u00e8 da manuale fascista &#8211; arrestato perch\u00e9 \u201camico di Hamas\u201d. Senza avere uno straccio di prova. (*)<\/strong><\/p>\n<p><em>(a cura di G.Z.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Eliana Riva*: USA E ISRAELE TRATTANO CON PAESI AFRICANI LA DEPORTAZIONE DEI PALESTINESI &#8211; USA E ISRAELE TRATTANO CON PAESI AFRICANI LA DEPORTAZIONE DEI PALESTINESI<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019inchiesta esclusiva dell\u2019Associare Press ha rivelato che gli Stati Uniti e Israele hanno preso contatto con alcuni Paesi africani per trattare sull\u2019ipotesi di deportazione dei palestinesi di Gaza. Il presidente Usa Donald Trump continua a proporre il suo \u201cpiano\u201d di pulizia etnica della Striscia come l\u2019ipotesi migliore \u00e8pi\u00f9 giusta\u201d per la sistemazione post-guerra e la ricostruzione dell\u2019enclave che diverrebbe, secondo i piani del tycoon, una lussuosa riviera turistica priva dei propri abitanti.<br \/>\nL\u2019ostinazione di Trump nel proseguire il tentativo di applicazione del suo piano, anche dopo il diniego dei Paesi arabi che per primi ha tentato di convincere ad accogliere i palestinesi esiliati, si riflette nei contatti stabiliti con Somalia, Somaliland e Sudan. Luoghi poveri e in alcuni casi devastati dalla violenza della guerra, con condizioni economiche complicate o processi di indipendenza non pacifici.<br \/>\nFunzionari del Sudan hanno confermato all\u2019AP di aver ricevuto offerte da parte degli Stati Uniti e di averle rifiutate. Quelli della Somalia e del Somaliland hanno dichiarato ai giornalisti di non essere a conoscenza di proposte del genere. Ma le conferme sono giunte da rappresentanti Usa e israeliani. Il ministro delle finanze, Bezalel Smotrich, ha dichiarato questa settimana che Tel Aviv sta lavorando per identificare i Paesi in cui i palestinesi verranno \u201cassorbiti\u201d e che il governo sta per aprire un \u201cdipartimento per l\u2019emigrazione\u201d.<br \/>\nSUDAN.<br \/>\nIl paese nordafricano era tra le quattro nazioni dell\u2019Accordo di Abramo che hanno accettato di normalizzare le relazioni diplomatiche con Israele nel 2020. Sono 18milioni i bambini che da due anni non hanno la possibilit\u00e0 di andare a scuola a causa della guerra, secondo l\u2019Unicef. Il Fondo delle Nazioni Unite per l\u2019infanzia prevede anche, per questo 2025, che i due terzi della popolazione totale, 30 milioni di persone, avranno bisogno di assistenza umanitaria. Dopo quasi due anni di guerra infrastrutture, sistema sanitario e scolastico, economia e servizi sociali sono al collasso.<br \/>\nAlcuni funzionari sudanesi hanno confermato all\u2019Associare Press di essere stati contattati da personale dell\u2019amministrazione Trump ancor prima che si tenesse la cerimonia di insediamento del nuovo presidente Usa. Washington avrebbe offerto assistenza militare contro le Forze di Supporto Rapido (RSF) in cambio della disponibilit\u00e0 del governo ad accettare i palestinesi. I funzionari hanno dichiarato di aver rifiutato categoricamente l\u2019offerta.<br \/>\nSOMALILAND.<br \/>\nUn funzionario americano ha confermato che gli Stati Uniti stanno tenendo colloqui con i leader del Somaliland per capire cosa possono ottenere in cambio di un riconoscimento dell\u2019indipendenza dell\u2019area che la Somalia considera parte del proprio territorio. Il Somaliland si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 volte disponibile a trattare con diversi stati e governi per ottenere un riconoscimento ampio.<br \/>\nSOMALIA.<br \/>\nLa Somalia, come il Sudan, si \u00e8 opposta a qualunque piano di pulizia etnica dei palestinesi durante il recente vertice della Lega araba al Cairo ma l\u2019AP non esclude la possibilit\u00e0 che si stiano svolgendo negoziati segreti tra Washington e Mogadiscio. I funzionari del Paese hanno negato di aver ricevuto alcuna richiesta, mentre fonti statunitensi hanno confermato l\u2019avvicinamento. Pagine Esteri<br \/>\n*(Fonte: Pagine estere &#8211; Eliana Riva, Storica, editrice e giornalista. Laureata in storia dei paesi islamici, \u00e8 esperta del conflitto israelo-palestinese. Ha realizzato servizi giornalistici, il documentario &#8220;Il cielo di Sabra e Chatila&#8221;, sui campi profughi palestinesi in Libano e &#8220;La rivoluzione di Ayten&#8221;, sulla tortura, le carceri e la situazione degli oppositori politici in Turchia.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Luca Serafini*: IL MERCANTE TRUMP: \u00abO I DAZI O LA VITA!\u00bb \u00abGLI ECONOMISTI NON CONDIVIDONO L\u2019ENTUSIASMO DI TRUMP PER I DAZI. SONO UNA TASSA SULLE IMPORTAZIONI CHE DI SOLITO VIENE SCARICATA SUI CONSUMATORI\u00bb SCRIVE ASSOCIATED PRESS.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTrump sta facendo un\u2019azione incostituzionale usando la dichiarazione di emergenza nazionale per concedersi un\u2019autorit\u00e0 che non ha. Il Congresso, di cui Trump ha usurpato i poteri costituzionali di regolamentazione del commercio, dovrebbe agire rapidamente per mantenere la sua autorit\u00e0 e riportare la stabilit\u00e0 nella politica commerciale degli Stati Uniti\u00bb aggiunge il Council on Foreign Relations.<br \/>\nQuesti commenti ne riassumono decine di altri simili, di economisti e osservatori politici di tutto il mondo, che pongono dubbi e contestano la politica sui dazi che sta intraprendendo il neopresidente USA, Donald Trump.<br \/>\nPer\u00f2, sarebbe troppo semplice imputare questa deriva apparentemente antieconomica alla follia o bizzarria di un singolo personaggio, anche se indubbiamente connotato da comportamenti da operetta. Sappiamo, invece, che dietro un presidente USA si muovono circoli di potere e think tank di cui si pu\u00f2 dire tutto, ma non che siano pazzi o sprovveduti.<br \/>\nIl ricatto di Trump<br \/>\nApre uno spiraglio di comprensione su questa politica economica dai contorni molto ambigui un articolo di Federico Fubini, pubblicato sul Corriere della Sera del 17 febbraio scorso.<br \/>\nSecondo Fubini, il tallone d\u2019Achille dell\u2019America di Trump \u00e8 l\u2019enorme deficit pubblico federale ed \u00e8 questa la ragione di fondo che spinge il presidente a cercare di intimidire gli altri Paesi con la minaccia dei dazi.<br \/>\nIl deficit crescente obbliga gli Stati Uniti a trovare ogni anno compratori di titoli di Stato per almeno 2mila miliardi di dollari in pi\u00f9 dell\u2019anno precedente, cercando al contempo di non dover aumentare gli interessi offerti per attrarre investimenti. Ma nessuna delle grandi banche centrali \u00e8 spontaneamente disposta a incrementare la propria esposizione verso il debito degli Stati Uniti. Di qui la strategia di Trump e dei suoi consiglieri economici per imporlo con un ricatto.<\/p>\n<p>Trump sta cercando di mettere l\u2019Europa davanti a una brutale alternativa: comprare pi\u00f9 debito americano, a scadenza un secolo e con rendimenti contenuti, oppure perdere l\u2019ombrello di sicurezza del Pentagono.<br \/>\nUna volta introdotti i dazi, l\u2019America avr\u00e0 infatti un\u2019arma di pressione per ottenere qualcosa in cambio, contando sul fatto che, pur nel reciproco danno economico, avversari e alleati sono pi\u00f9 deboli e dovranno concedere qualcosa all\u2019America per farle revocare i dazi.<br \/>\nUn ricatto scritto nero su bianco<br \/>\nLa prova che questo piano non sia una fantasia complottista \u00e8 scritta nero su bianco in un saggio di economia, pubblicato nel novembre 2024 da Hudson Bay Capital Management, una societ\u00e0 americana di gestione degli investimenti multistrategia con sede a Greenwich, nel Connecticut. Come quasi sempre avviene, le strategie economico-politiche anglosassoni poggiano, infatti, le loro radici su solide basi accademiche.<br \/>\nIl saggio in questione si intitola A User\u2019s Guide to Restructuring the Global Trading System (Manuale d\u2019uso per la ristrutturazione del sistema commerciale globale), scritto da Stephen Miran, nuovo presidente del Council of Economic Advisors della Casa Bianca, uno degli uomini pi\u00f9 vicini al presidente e pi\u00f9 influenti nella strategia dei dazi: dottorato a Harvard, una carriera da grande investitore a Hudson Bay Capital, vicino al segretario al Tesoro USA, Scott Bessent.<br \/>\nNe riportiamo solo un passaggio significativo, dove Miram fa sue le parole di Zoltan Pozsar, economista ungherese-americano noto per la sua analisi del sistema bancario ombra, fondatore e CEO della Ex Uno Plures (societ\u00e0 di consulenza macroeconomica), gi\u00e0 membro dell\u2019Investment Committee del Credit Suisse, con sede a New York, consulente senior presso il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e visiting scholar presso il Fondo Monetario Internazionale.<\/p>\n<p>Nel suo saggio, Miram cita Poszar:<br \/>\n\u00abL\u2019interpretazione che d\u00e0 Poszar sulle intenzioni dei probabili leader della politica economica di una seconda amministrazione Trump (Miram scriveva a fine 2024, NdR) collega esplicitamente la fornitura di un ombrello di sicurezza da parte degli Stati Uniti con il sistema finanziario internazionale e deduce che gli sforzi per ridurre i tassi di interesse possono contribuire a finanziare la zona di sicurezza.<br \/>\nEgli sintetizza cos\u00ec il Mar-a-Lago Accord, il progetto per ristrutturare il sistema finanziario internazionale, redatto da economisti di area trumpiana e consulenti esterni come Zoltan Pozsar:<br \/>\n1) le zone di sicurezza sono un bene pubblico e i Paesi all\u2019interno di essa devono finanziarle acquistando titoli di Stato USA;<br \/>\n2) le zone di sicurezza sono un bene capitale, quindi vanno finanziate con obbligazioni della durata di un secolo (century bonds), non con denaro a breve termine;<br \/>\n3) le zone di sicurezza hanno fili spinati: se non scambiate le vostre banconote con obbligazioni, i dazi vi terranno fuori dalla protezione del recinto\u00bb.<br \/>\nPagare (due volte) l\u2019ombrello militare americano<br \/>\nLe minacce dei dazi \u00e8 solo una delle due morse della tenaglia che Trump sta stringendo sull\u2019Europa. L\u2019altro \u00e8 il diktat che sia l\u2019Europa a occuparsi della sicurezza dell\u2019Ucraina.<br \/>\nQuindi, da un lato dovremo finanziare il debito americano a tassi irrisori e con durata secolare, per continuare a usufruire dell\u2019ombrello del Pentagono; dall\u2019altra dovremmo sborsare 800 miliardi (per ora\u2026) del piano di ReArme Europe della Von der Leyen: a chi, se non all\u2019industria bellica americana? Come scrive New Lines Magazine:<br \/>\n\u00abIl mercato e l\u2019influente lobby del complesso militare-industriale statunitense possono avere la meglio, per cos\u00ec dire, su qualsiasi tendenza ideologica della Casa Bianca. Vendere armi all\u2019Europa, anche se l\u2019Europa ha intenzione di donarle o venderle all\u2019Ucraina, \u00e8 una prospettiva allettante per qualsiasi amministrazione statunitense, tanto pi\u00f9 per un\u2019amministrazione che si vanta di gestire l\u2019America come un\u2019azienda affamata di entrate\u00bb.<br \/>\nIl Club of Gold-Abstainers<br \/>\nMettere sullo stesso tavolo la gestione della liquidit\u00e0 mondiale e la difesa militare non \u00e8 un\u2019idea originale di Trump.<br \/>\n\u00c8 gi\u00e0 successo con Lyndon Johnson (36\u00ba Presidente USA, 1963-1969) e ha funzionato. Attorno alla met\u00e0 degli anni Sessanta, una soluzione per contenere il crescente deficit USA e far fronte ai costi del mantenimento delle truppe americane (e inglesi) della NATO in Germania arriv\u00f2 con il cosiddetto club of gold-abstainers (il club dei Paesi che si astengono dal chiedere la conversione dei dollari in oro, un\u2019anticipazione del dollar standard che sarebbe arrivato solo nel 1971 con Nixon).<br \/>\nCos\u00ec descrive l\u2019iniziativa Timothy Andrews Sayle, nel suo saggio Enduring Alliance, A History of NATO post War global order, Cornell University Press, 2019:<br \/>\n\u00abI tedeschi accettarono che la Bundesbank acquistasse abbastanza titoli di Stato USA per coprire almeno la met\u00e0 delle eccedenze estere sostenute dagli americani per mantenere le proprie truppe in Germania. Significativamente, essi promettevano di non chiedere la conversione in oro dei dollari. Questo poneva i tedeschi in un \u201cdollar standard\u201d. A Washington le ricadute non solo per la difesa, ma anche per le spese governative furono enormi. Bator1 disse al presidente Johnson che ora \u201cNon dobbiamo pi\u00f9 preoccuparci troppo del nostro deficit\u201d\u00bb.<br \/>\nNote<br \/>\n1 Bator, Francis M., Senior Economic Adviser alla Agency for International Development fino all\u2019aprile 1964; Senior Member del National Security Council Staff, da april 1964 a settembre 1967; Deputy Special Assistant del Presidente per i National Security Affairs da ottobre 1965 fino a settembre 1967. [\u21a9]<br \/>\n(Fonte: Sinistrainrete. Luca Serafini \u00e8 un giornalista e scrittore italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Roberto Ciccarelli*: QUANDO LE GUERRE COMMERCIALI SONO ANCHE CONFLITTI DI CLASSE &#8211;<\/strong> IL NEMICO AMERICANO DAZI TRUMPIANI DEL 200% SUL VINO E ALCOLICI EUROPEI IN RISPOSTA A QUELLI SUL WHISKY CHE COLPISCONO I &#8220;CLIENTES&#8221; REPUBBLICANI USA. PER L&#8217;UNIONE EUROPEA UNA RITORSIONE DA 4,9 MILIARDI DI EURO, IN ITALIA IL SETTORE OCCUPA 57 MILA PERSONE, L&#8217;EXPORT VERSO GLI USA \u00c8 DA 1,9 MILIARDI.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 colpiti saranno, anche in questo caso, chi lavora, ha i bassi salari e stenta ad arrivare a fine mese. Nella spirale tra sanzioni e militarismo von der Leyen annuncia un tentativo di negoziato con il padrino Usa<br \/>\n\u00abPer i nostri clienti cambia poco pagare un vestito 6mila euro o 6500 euro\u00bb. Lo ha detto l\u2019imprenditore umbro Brunello Cucinelli ieri dopo l\u2019ultima ritorsione del padrino della Casa Bianca Donald Trump sui dazi, stavolta su vino e alcolici. Lo stesso vale per un altro mercato del lusso, quello del \u00abSuper Tuscan\u00bb, i vini rossi toscani come il Sassicaia che hanno un target alto e altissimo. Il problema sar\u00e0 \u00abper la stragrande maggioranza delle etichette toscane che ne risentirebbero certamente\u00bb ha detto Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana e di Vigneto Toscana.<br \/>\nDal punto di vista dell\u2019abbigliamento, e del vino, ecco riassunto il senso della guerra mondiale dei dazi lanciata dagli Stati Uniti: le guerre commerciali sono guerre di classe e colpiscono, in primo luogo, chi lavora, chi deve vestirsi e bere ma non pu\u00f2 spendere migliaia di euro. Pagare una bottiglia con un prezzo da supermercato, in linea teorica, il 200% in pi\u00f9 \u00e8 poco probabile. Lo stesso vale per tutte le altre merci che saranno colpite, da un lato e dall\u2019altro lato dell\u2019Atlantico, nella seconda stagione della guerra commerciale trumpiana. Tra l\u2019altro ci\u00f2 rischia di aumentare l\u2019inflazione, e fermare lo stentato aumento dei salari, che si \u00e8 registrato nell\u2019ultimo biennio che ha ingrossato i profitti dall\u2019energia alla farmaceutica fino alle banche.<br \/>\nL\u2019Europa \u00e8 gi\u00e0 presa dal panico, al punto da avere avviato una trasformazione militarista delle proprie societ\u00e0 con il piano \u00abReArm\u00bb. Ieri \u00e8 stato il presidente della Bundesbank Joachim Nagel a incupirsi quando ha detto che la Germania, il perno della svolta verso il Warfare, rischia di tornare in recessione anche quest\u2019anno. Nagel ha affermato che \u00abCi sono solo dei perdenti\u00bb nelle guerre commerciali, ma l\u2019Europa deve reagire \u00abperch\u00e9 non puoi accettare che qualcosa ti remi contro\u00bb. E il prezzo da pagare sar\u00e0 \u00abpi\u00f9 alto per gli americani\u00bb. Non tutti, gli americani. Solo quelli che gi\u00e0 oggi sono in crisi. Domani lo saranno di pi\u00f9. E lo stesso vale per gli europei.<\/p>\n<p>La redazione consiglia:<br \/>\nL\u2019Unione accetta la battaglia \u00abContro-dazi per 26 miliardi\u00bb<br \/>\nLa presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che ha mantenuto il punto e ha detto che il commissario al Commercio (Maros Sefcovic) \u00e8 in contatto con il suo omologo negli Stati Uniti (Howard Lutnik) per \u00abnegoziare\u00bb. In ballo ci sono i dazi europei da 26 miliardi di euro tra i quali ci sono quelli che colpiranno il whisky dei clientes trumpiani negli stati \u00abrepubblicani\u00bb. Una decisione che ha fatto infuriare il boss di Washington. Di questo passo se ne aggiungeranno altri. Sul vino gli europei possono perdere fino a 4,9 miliardi di euro complessivi.<\/p>\n<p>\u00abNon cederemo alle minacce\u00bb ha detto il ministro del commercio francese Laurent Saint-Martin. Quest\u2019ultimo \u00e8 stato contestato dai produttori di vino del suo paese che hanno mostrato insofferenza anche rispetto a Bruxelles: \u00abNe abbiamo abbastanza di venire sistematicamente sacrificati per temi senza rapporto con i nostri\u00bb ha detto Nicolas Ozanam di Fevs. \u00abNessuno vince con le guerre commerciali, a rimetterci sono le imprese e i cittadini\u00bb ha osservato il ministro spagnolo dell\u2019agricoltura Luis Planas.<\/p>\n<p>NON SOLO DAZI, \u00c8 LUNGA LA LISTA DELLE PAURE UE<br \/>\nIl suo omologo italiano Francesco Lollobrigida, deputato a proteggere la \u00absovranit\u00e0 alimentare\u00bb, al momento in cui scriviamo, \u00e8 rimasto ammutolito dall\u2019\u00abamico americano\u00bb. Solo due giorni fa auspicava che i dazi non fossero \u00abcos\u00ec stringenti come vengono annunciati\u00bb. In effetti, fino al prossimo 2 aprile quando scatteranno i dazi Usa, sar\u00e0 cos\u00ec. Un ricatto del 200% dovrebbe preoccupare chi fa il sovranista e inneggia alle virt\u00f9 del \u00abmade in Italy\u00bb. Non basta pi\u00f9 il nome per fare inginocchiare l\u2019Al Capone amico-della-premier.<br \/>\nLe associazioni di categoria sono turbate. Per Cristiano Fini della Cia \u00abgli Usa sono il nostro primo mercato per il vino, con quasi 1,9 miliardi euro\u00bb. Per Christian Marchesini di Confagricoltura Veneto le ritorsioni colpiranno 600 milioni di euro. Gli americani pagheranno di pi\u00f9 il prosecco, il Valpolicella e l\u2019Amarone. L\u2019intero settore vitivinicolo occupa 57 mila persone.<\/p>\n<p>I DAZI DI TRUMP SONO UN REGALO AVVELENATO AL GOVERNO MELONI<br \/>\nIl segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri ha evidenziato i retropensieri dei meloniani (e non solo): \u00abSe i dazi sono articolati per paese e poi ognuno pensa di arrivare a una sua trattativa particolare \u2013 ha detto \u2013 il ruolo dell\u2019Europa sar\u00e0 messo in discussione\u00bb. La guerra commerciale potrebbe selezionare gli amici come Meloni &amp; co. dagli altri. E permettergli di salvare i vini del Veneto o del Friuli leghista. E quelli della Toscana amministrata dal Pd? Scenari da guerra commerciale intestina non da escludere nel trumpismo.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli (Bari, 1973). Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Marta Facchini, Luci Cavallero*: LETTURE FEMMINISTE DEL DEBITO &#8211; UNA INTERVISTA ALLA RICERCATRICE E ATTIVISTA ARGENTINA DI \u00abNI UNA MENOS\u00bb. \u00abOGGI SIAMO IN UNA FASE IN CUI LO SCIOPERO \u00c8 PI\u00d9 IMPORTANTE CHE MAI. MANIFESTIAMO CONTRO LA FAME E LA CRUDELT\u00c0 DEL GOVERNO MILEI\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOggi l\u2019Argentina \u00e8 un laboratorio dell\u2019estrema destra. Stiamo assistendo al chiaro progetto di controllare i movimenti femministi e la loro capacit\u00e0 di creare alleanze e nuove politiche di resistenza al neoliberalismo\u00bb, afferma Luci Cavallero, attivista di Ni Una Menos, sociologa, ricercatrice e autrice, tra gli altri, di Una lectura feminista de la deuda (Tinta Lim\u00f3n Edicion, 2019, pubblicato in Italia nel 2020 da ombre corte con il titolo Vive, libere e senza debiti! Una lettura femminista del debito; traduzione dallo spagnolo di Nicolas Martino; postfazione di Federica Giardini) scritto insieme a Veronica Gago. Nei suoi testi Cavallero ha analizzato il concetto di debito secondo una prospettiva femminista, interpretandolo come una forma di violenza economica che colpisce in particolare le donne.<\/p>\n<p>Secondo la ricercatrice, il debito \u00e8 una costruzione politica che ha radici nelle disuguaglianze e riproduce strutture di potere patriarcali. Si nutre delle politiche neoliberali che costringono a indebitarsi per soddisfare i propri bisogni fondamentali, diventando cos\u00ec una costante nella vita delle persone vulnerabili che tende a controllare e a collocare in una posizione subordinata. Contro \u00able politiche di austerit\u00e0\u00bb, contro \u00abla fame\u00bb e contro \u00abla crudelt\u00e0\u00bb del governo del presidente Javier Milei, Ni Una Menos, e i movimenti femministi e delle donne, scendono in strada l\u20198 marzo. \u00abScioperiamo contro i discorsi di odio, contro uno Stato che solletica passioni fasciste, contro l\u2019estrema destra\u00bb, prosegue Cavallero. \u00abScioperiamo contro lo smantellamento delle politiche di genere\u00bb. Nel primo anno alla Casa Rosada, Milei ha distrutto decenni di politiche femministe. Ha chiuso il ministero delle Donne, genere e diversit\u00e0 insieme al Sottosegretariato contro la violenza di genere.<br \/>\nI programmi in sostegno alle donne che subiscono violenza, come la linea telefonica 144, sono stati sospesi e fortemente depotenziati. Milei ha vietato l\u2019uso del linguaggio inclusivo nell\u2019amministrazione nazionale, ha attaccato il diritto all\u2019aborto e l\u2019insegnamento dell\u2019educazione sessuale completa nelle scuole. Lo scorso novembre l\u2019Argentina \u00e8 stato l\u2019unico Paese a votare contro una risoluzione dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite volta a prevenire ed eliminare ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze.<br \/>\nDomani, nella Giornata Internazionale dei diritti delle donne, Ni Una Menos sar\u00e0 in piazza. Lo sciopero \u00e8 un dispositivo politico nato grazie ai movimenti femministi argentini.<br \/>\nIn Argentina lo sciopero femminista \u00e8 stato un\u2019invenzione politica molto importante: \u00e8 nato nel 2016, ispirato allo sciopero delle donne che in Polonia stavano protestando per ottenere il diritto all\u2019aborto. Noi abbiamo deciso di indire uno sciopero dopo alcuni brutali femminicidi. Ci siamo riunite in assemblee convocate per la prima volta negli spazi del sindacato delle lavoratrici dell\u2019economia popolare.<br \/>\nQuesto ha generato una interessante discussione su come rendere visibili i lavori che fino a quel momento non erano considerati come tali. Lo sciopero ha attivato una riflessione su chi produce la ricchezza nel nostro Paese, su quali sono le forme di lavoro messe ai margini; i lavori delle persone migranti, i lavori domestici e comunitari. Abbiamo messo al centro dell\u2019analisi le violenze economiche e la loro relazione con la violenza di genere. Oggi siamo in una fase in cui lo sciopero \u00e8 pi\u00f9 importante che mai. Manifestiamo contro la fame e la crudelt\u00e0 del governo di Milei. In Argentina c\u2019\u00e8 una grave crisi economica. La povert\u00e0 ha superato il 50% della popolazione. I salari sono sempre pi\u00f9 bassi rispetto al costo delle bollette e del cibo. I licenziamenti nel settore pubblico non si fermano.<br \/>\nIn un anno, Milei ha smantellato decenni di politiche femministe. Solo pochi mesi fa, ha dichiarato di volere eliminare il femminicidio dal codice penale. \u00c8 una guerra culturale?<br \/>\nIn Argentina l\u2019estrema destra sta chiaramente mettendo in pratica il suo progetto politico di controllare la popolazione, colpendo il movimento femminista che \u00e8 un movimento che mette in discussione le strutture della disuguaglianza, l\u2019obbedienza, il sacrificio dei corpi e il lavoro non retribuito. Il movimento femminista pone in primo piano la difesa dei territori e dei corpi e l\u2019opposizione alla concentrazione della ricchezza, attraverso forme che vanno oltre l\u2019individualismo autoritario e possessivo: per questo le destre considerano strategico attaccarlo.<br \/>\nIl femminicidio \u00e8 il riconoscimento giuridico che esistono crimini motivati dall\u2019odio di genere; \u00e8 la constatazione che ci sono strutture patriarcali profonde e una relazione diseguale tra i generi. Da un lato il governo cerca di attaccare il movimento in quanto tale, dall\u2019altro prova a ricollocare le donne nel silenzio e in una condizione di subordinazione. Cos\u00ec \u00abnaturalizza\u00bb la violenza contro le donne perch\u00e9 \u00e8 promossa e sdoganata dallo stesso Stato.<br \/>\nVuol dire che nei luoghi di lavoro o in casa sar\u00e0 pi\u00f9 difficile denunciare un abuso. Siamo oltre la guerra culturale. Ci troviamo di fronte a una guerra che ha a che fare con la materialit\u00e0 pi\u00f9 profonda della nostra societ\u00e0. \u00c8 un attacco contro le nostre condizioni di vita.<br \/>\nNei suoi testi sostiene che violenza economica e finanziaria sono legate. In che modo?<br \/>\nDa tempo stiamo analizzando come l\u2019estrema destra, in nome della libert\u00e0, produce violenza economica e repressione. \u00c8 fondamentale comprendere che cosa significa il fatto che \u00e8 arrivata al governo in modo democratico e appellandosi al concetto di libert\u00e0 e libert\u00e0 finanziaria. Un concetto per cui le disuguaglianze e le problematiche sociali si risolvono con strumenti finanziari, quindi secondo una logica individualista. Ci\u00f2 che emerge \u00e8 che l\u2019estrema destra sta interpretando un cambiamento nelle classi popolari che, per potere sopravvivere, si ritrovano a fare affidamento su una proliferazione di strumenti finanziari.<br \/>\nAll\u2019interno del movimento femminista stiamo discutendo su come l\u2019indebitamento per vivere \u00e8 una forma di violenza economica. \u00c8 importante capire che vivere indebitati, e a tassi di interesse altissimi per sopravvivere come accade in Argentina dal 2018, \u00e8 violenza economica.<br \/>\n\u00c8 fondamentale riprendere il filo di questo processo, che ha avuto inizio con l\u2019ingresso del Fondo Monetario Internazionale nel Paese e con l\u2019imposizione di politiche di austerit\u00e0. Molte persone hanno dovuto integrare il loro reddito indebitandosi, modificando drasticamente il rapporto tra reddito e debito che \u00e8 ormai legato a cibo, farmaci e servizi sanitari, bollette e anche a forme di micro-speculazione tramite strumenti della finanza digitale. La presenza del FMI e delle politiche di austerit\u00e0 ha trasformato il debito in una costante nella vita quotidiana.<br \/>\nQuando il Fondo Monetario internazionale entra in casa? Come colpisce le donne e le dissidenze?<br \/>\nIn modo particolare il debito colpisce le donne perch\u00e9 hanno alti indici di informalit\u00e0 lavorativa e sono occupate in lavori non retribuiti molto pi\u00f9 degli uomini. Sono centrali nel sostenere l\u2019economia domestica; in un contesto di crisi e austerit\u00e0, si indebitano di pi\u00f9 e in condizioni di maggiore informalit\u00e0. Quando lo Stato dedica le sue risorse principali al pagamento del debito estero, come sta succedendo in Argentina dal 2018, si ritira da aree fondamentali come la salute e l\u2019educazione.<br \/>\nDa quando lo Stato \u00e8 nuovamente indebitato con il FMI, sono state sistematicamente ridotte le risorse destinate a permettere alle donne di andare in pensione quando non hanno i contributi necessari a causa degli alti indici di informalit\u00e0 lavorativa. Il debito ostacola la possibilit\u00e0 che le donne e le dissidenze sessuali possano ottenere pi\u00f9 diritti: \u00e8 il nemico principale per il riconoscimento del lavoro non retribuito perch\u00e9 il debito vive di esso e della riproduzione di aree lavorative dove le retribuzioni continuano a peggiorare con livelli di sfruttamento, anche del territorio, sempre pi\u00f9 alti.<br \/>\n*(Marta Facchini \u00e8 una giornalista professionista freelance. Si occupa di diritti, migrazioni e femminismi. Ha scritto per Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano, &#8230; Luci Cavallero, studiosa femminista, insegna alla Facolt\u00e0 di Scienze sociali dell&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires. Nei suoi lavori si concentra soprattutto sul rapporto tra debito, capitale e violenza)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Barbara Weisz*: 1. Sconto IMU e TARI per pensionati all\u2019estero con reversibilit\u00e0. 2. Pensionati esteri: tutte le regole IMU e TARI<\/strong><br \/>\n01 &#8211; LA REVERSIBILIT\u00c0 INPS \u00c8 EQUIPARATA A UNA NORMALE PENSIONE E PERMETTE QUINDI (UNITA ALLA PENSIONE ESTERA), DI AVER DIRITTO ALLA RIDUZIONE IMU DEL 50% PER UN CITTADINO ITALIANO CHE RISIEDE ALL\u2019ESTERO?<br \/>\nIl trattamento di reversibilit\u00e0 \u00e8 una pensione a tutti gli effetti, di conseguenza d\u00e0 diritto alla riduzione IMU del 50% nei casi previsti. La normativa non prevede eccezioni in questo senso e l\u2019agevolazione si riferisce a tutti i pensionati residenti all\u2019estero titolari di un trattamento previdenziale maturato in regime di convenzione internazionale con l\u2019Italia. Il requisito fondamentale \u00e8 quindi che il paese estero abbia una convenzione che consente di totalizzare i contributi con quelli versati in Italia.<br \/>\nL\u2019agevolazione IMU si pu\u00f2 applicare a un solo immobile a uso abitativo, che non deve essere dato in locazione oppure in comodato d\u2019uso. Il riferimento normativo \u00e8 il comma 48 della Legge 178\/2020.<br \/>\nPENSIONATI ESTERI: TUTTE LE REGOLE IMU E TARI<br \/>\nDal 2021 prevede la riduzione del 50% dell\u2019IMU (la tassa sugli immobili) per una sola unit\u00e0 immobiliare con le caratteristiche sopra descritte, posseduta in Italia a titolo di propriet\u00e0 o usufrutto da soggetti titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l\u2019Italia, e residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall\u2019Italia.<\/p>\n<p>2 &#8211; PENSIONATI ESTERI: TUTTE LE REGOLE IMU E TARI<br \/>\nL&#8217;unico caso di agevolazione IMU per i residenti all&#8217;estero proprietari di un immobile in Italia \u00e8 la titolarit\u00e0 di una pensione in regime di totalizzazione internazionale: come funziona.<br \/>\nI proprietari di immobili in Italia che risiedono all\u2019estero possono avere uno sconto su IMU e TARI nel caso in cui siano anche titolari di una pensione in regime di convenzione internazionale con l\u2019Italia. La riduzione IMU \u00e8 del 50% mentre la TARI si paga in misura ridotta di due terzi. L\u2019agevolazione, introdotta con la Legge di Bilancio 2021 (comma 48 legge 178\/2020), \u00e8 applicabile a un solo immobile, che deve essere a uso abitativo e non locato.<br \/>\nVediamo esattamente come funziona e chi la pu\u00f2 utilizzare, anche sulla base delle istruzioni applicative contenute nella Risoluzione 5\/2021 del Dipartimento delle Finanze.<br \/>\nPartiamo dal testo della legge, in base al quale \u00aba partire dall\u2019anno 2021 per una sola unit\u00e0 immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d\u2019uso, posseduta in Italia a titolo di propriet\u00e0 o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l\u2019Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall\u2019Italia\u00bb l\u2019IMU \u00ab\u00e8 applicata nella misura della met\u00e0 e la tassa sui rifiuti avente natura di tributo o la tariffa sui rifiuti avente natura di corrispettivo \u00e8 dovuta in misura ridotta di due terzi\u00bb.<br \/>\nLA RESIDENZA ALL\u2019ESTERO<br \/>\nLa norma parla di \u00absoggetti non residenti nel territorio dello stato\u00bb, quindi non si applica solo ai cittadini italiani ma indipendentemente dalla nazionalit\u00e0 del proprietario dell\u2019immobile. Lo stato di residenza, sottolinea la risoluzione delle Finanze, deve essere quello che eroga la pensione. Quindi, se un cittadino italiano, o una persona di altra nazionalit\u00e0, vive (per ipotesi) in Francia, ma \u00e8 titolare di una pensione che viene versata dalla Germania, non rientra nel perimetro agevolativo. Per gli italiani residenti all\u2019estero, non rileva il fatto che siano o meno iscritti all\u2019Aire.<\/p>\n<p>IL REQUISITO: PENSIONE IN TOTALIZZAZIONE INTERNAZIONALE<br \/>\nIMU COME SECONDA CASA PER RESIDENTI ALL&#8217;ESTERO<\/p>\n<p>Il requisito fondamentale \u00e8 la titolarit\u00e0 di una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l\u2019Italia. Questa definizione si riferisce a una pensione maturata in regime di totalizzazione internazionale, cio\u00e8 sommando sia contributi versati in Italia sia contributi versati nel paese di residenza. La formulazione esclude sostanzialmente tutte le ipotesi diverse dalla pensione in totalizzazione internazionale. Un italiano che vive all\u2019estero ma ha una pensione totalmente maturata in Italia, non ha diritto all\u2019agevolazione.<br \/>\nPer applicare la totalizzazione internazionale, bisogna che il paese estero rientri fra quelli che hanno una specifica convenzione bilaterale con l\u2019Italia, quindi:<\/p>\n<p>Tutti i paesi Ue, o dello spazio economico europeo SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein), la Svizzera e il Regno Unito;<br \/>\nPaesi extraeuropei che hanno stipulato con l\u2019Italia convenzioni bilaterali di sicurezza sociale (pensione in regime di convenzione bilaterale):<\/p>\n<p>ARGENTINA, AUSTRALIA, BRASILE, CANADA E QUEBEC, ISRAELE, ISOLE DEL CANALE E ISOLA DI MAN, PRINCIPATO DI MONACO, CAPO VERDE, REPUBBLICA DI SAN MARINO, SANTA SEDE, TUNISIA, TURCHIA, URUGUAY, USA, VENEZUELA, BOSNIA ED ERZEGOVINA, KOSOVO, MACEDONIA, MONTENEGRO, SERBIA E VOJVODINA (REGIONE AUTONOMA).<br \/>\nInfine, l\u2019agevolazione si applica a una sola unit\u00e0 immobiliare, che non deve essere locata e nemmeno data in comodato d\u2019uso.<br \/>\nRicordiamo che la legge di Bilancio 2022 ha previsto, limitatamente all\u2019anno scorso, uno sconto IMU del 62,5% (quindi pi\u00f9 favorevole, si paga il 37,5%), ma dal 2023 \u00e8 tornata la sopracitata regola che vede l\u2019IMU al 50%. Quella appena descritta \u00e8, al momento, l\u2019unica agevolazione IMU prevista per i residenti all\u2019estero.<br \/>\nQuindi, qualsiasi altra ipotesi prevede il pagamento dell\u2019imposta sugli immobili con le modalit\u00e0 ordinarie (tendenzialmente, con l\u2019aliquota delle seconde case).<br \/>\n*(Fonte: PMI.it &#8211; Barbara Weisz, Giornalista professionista, scrive di economia, politica e finanza per la stampa specializzata, tra testate online quotidiani e riviste a diffusione nazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Sara Segantin, Lorenzo Tecleme*: \u00abLA CASA PER NOI \u00c8 COME UNA TOMBA\u00bb. L\u2019AFGHANISTAN TRE ANNI E MEZZO DOPO<\/strong> &#8211; IL RACCONTO DA KABUL \u00abOGNI GIORNO CI IMPONGONO NUOVE LEGGI. NON POSSIAMO USCIRE SENZA UN PARENTE MASCHIO. NON POSSIAMO LAVORARE. SE QUALCUNA PROTESTA, VIENE ARRESTATA O SPARISCE\u00bb<br \/>\nSono passati tre anni e mezzo da quando l\u2019esercito talebano \u00e8 entrato a Kabul, ponendo fine al debole governo filo-occidentale di Ashraf Ghani e instaurando un regime di repressione e violenza che ha privato le donne dei diritti fondamentali alla libert\u00e0, all\u2019istruzione e, spesso, anche alla vita e alla dignit\u00e0.<br \/>\n\u00abPRIMA DELL\u2019ARRIVO dei Talebani non eravamo al sicuro, era pericoloso c\u2019erano attentati, ma almeno potevamo rivendicare i nostri diritti. Io studiavo perch\u00e9 volevo diventare medica. Poi non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 niente\u00bb. Asmira \u2013 nome di fantasia per motivi di sicurezza \u2013 parla da Kabul. \u00abI Talebani dicono che \u2018la casa \u00e8 il posto per una donna\u2019, ma la casa \u00e8 una tomba. Sono viva, ma non vivo. Ogni giorno ci impongono nuove leggi. Non possiamo uscire senza un mahram \u2013 un parente maschio. Non possiamo lavorare. Anche andare al parco \u00e8 vietato. Se qualcuna protesta, viene arrestata o sparisce. Una mia amica \u00e8 stata frustata perch\u00e9 il suo velo si era leggermente spostato mentre camminava. Io sono fortunata, la mia famiglia \u00e8 ancora qui. Le donne i cui uomini sono morti o sono dovuti fuggire, come fanno? Non possono neanche fare la spesa\u00bb.<br \/>\nI talebani controllavano ampie zone dell\u2019Afghanistan da ben prima della presa di Kabul. Ma con la ritirata definitiva delle truppe occidentali \u2013 decisa da Donald Trump e attuata da Joe Biden \u2013 nel 2021 le grandi citt\u00e0 sono cadute e l\u2019esercito regolare afghano si \u00e8 arreso, a una velocit\u00e0 che nessun analista aveva previsto. L\u2019ex presidente Ghani \u00e8 fuggito e l\u2019Emirato Islamico dell\u2019Afghanistan \u00e8 tornato in vita.<br \/>\nFRA I TANTI GIOVANI che si sono battuti per la libert\u00e0 dell\u2019Afghanistan c\u2019\u00e8 Shaheen Hussian Zada, poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, uno dei pochi riusciti a fuggire. \u00abHo sempre odiato la guerra eppure sono stato costretto a crescere in guerra. Sono l\u2019opposto di coloro che hanno portato via la gioia e i sogni di milioni di famiglie\u00bb, ci racconta. \u00abLa mia scelta l\u2019ho fatta quando ho sacrificato tutto per difendere la mia citt\u00e0: o libero o morto. Per la libert\u00e0 di tutti e di tutte mi batter\u00f2 sempre. Ero molto giovane quando ho scelto di combattere per resistere, avevo paura, ma non volevo che i Talebani portassero via tutto. Uccidono, torturano, stuprano. Io c\u2019ero quando nel 2021 hanno preso Herat e poi una dopo l\u2019altra le province sono cadute. Il 15 agosto sono entrati a Kabul. Io e la mia famiglia vivevamo l\u00ec. Mi ricordo il terrore. Ho lasciato la capitale alle 13.00, circa due ore prima che arrivassero. Sono andato nel Panshir, dove ancora si resisteva. Abbiamo tenuto duro un paio di settimane, ma il mondo se n\u2019era andato e i Talebani disponevano di armi leggere e pesanti, mentre noi avevamo poche attrezzature e poca esperienza: non eravamo soldati, eravamo solo ragazzi che volevano difendere la libert\u00e0\u00bb.<br \/>\nSHAHEEN rappresenta un pezzo di societ\u00e0 afghana \u2013 urbana, istruita \u2013 che da sempre guarda con ostilit\u00e0 all\u2019iper-conservatorismo islamico, ma che non \u00e8 riuscita ad essere un contraltare sufficiente ai Talebani. \u00ab\u00c8 chiaro che se uccidi tutti quelli che la pensano diversamente e chiudi in casa met\u00e0 della societ\u00e0 magari hai meno \u201cinstabilit\u00e0\u201d e le persone forse si sentono pi\u00f9 sicure. Ma qual \u00e8 il prezzo?\u00bb. \u00abOltre a essere ingiusto non ha senso! \u2013 gli fa eco Asmira \u2013 come fa una societ\u00e0 a stare in piedi senza met\u00e0 del suo popolo? Se queste restrizioni continueranno, il Paese dovr\u00e0 affrontare problemi economici, sociali e politici sempre pi\u00f9 gravi\u00bb.<br \/>\nLE CANCELLERIE europee non paiono particolarmente turbate. Tra il 2018 e il 2020 circa la met\u00e0 delle richieste di asilo presentate da afghani sono state respinte, il governo di Ghani prima di cadere era stato finanziato dall\u2019Ue perch\u00e9 trattenesse i migranti e a poco tempo dal ritorno dei Talebani diversi Paesi \u2013 Germania, Belgio \u2013 hanno dichiarato l\u2019Afghanistan \u00abposto sicuro\u00bb per il rimpatrio dei migranti. \u00abChi \u00e8 rimasto, chi \u00e8 riuscito a fuggire, non \u00e8 un numero in un telegiornale. Siamo persone con speranze, sofferenze, sogni. Abbiamo un\u2019identit\u00e0 e una storia: vogliamo imparare, ma anche raccontare e dirvi di non dimenticare\u00bb, dice Shaheen. \u00abL\u2019Afghanistan quello lontano e quello poco oltre le vostre porte di casa, non vuole piet\u00e0 n\u00e9 compassione, chiede rispetto e giustizia nella sua lotta per la libert\u00e0. Sono solo un ragazzo e non ho risposte, ma ho visto cose che non volevo vedere e non voglio pi\u00f9 che esistano. Ho visto anche la forza e il coraggio. Nelle donne afgane, che resistono a una condizione che nessuno di noi qui pu\u00f2 immaginare. In chi in Europa non si arrende all\u2019odio. Possiamo essere forti e liberi solo insieme, donne e uomini da ogni paese, oltre gli stereotipi e i pregiudizi per costruire un mondo in cui l\u2019umanit\u00e0 sia pi\u00f9 forte delle frontiere\u00bb.<br \/>\n\u00abPERCH\u00c9 questo silenzio?\u00bb, si chiede Asmira. \u00abLe ragazze afgane non interessano a nessuno? Noi stiamo resistendo. Ma siamo sole. Pi\u00f9 c\u2019\u00e8 libert\u00e0 pi\u00f9 c\u2019\u00e8 responsabilit\u00e0. Chiedo a voi, popoli d\u2019Europa, di unirvi alla voce del popolo afgano e di lottare contro le ingiustizie\u00bb.<br \/>\n*(Sara Segantin,` scrittrice, comunicatrice scientifica e alpinista. Collabora con Geo &#8211; Rai3 per servizi e approfondimenti inerenti la sostenibilit\u00e0 e la giustizia climatica &#8211; Lorenzo Tecleme, Scrive di politica, di clima e delle due cose assieme. Suoi articoli sono stati pubblicati su Domani, il Manifesto, Valori.it, Jacobin Italia.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Claudia Fanti*: PENSIONATI E ULTRAS CONTRO LA MOTOSEGA DI MILEI, DURI SCONTRI A BUENOS AIRES &#8211; ARGENTINA A DIFESA DELLE PENSIONI SCENDONO IN CAMPO ANCHE LE TIFOSERIE ORGANIZZATE DI TUTTE LE SQUADRE. MARADONA AVREBBE APPLAUDITO. MA LA RISPOSTA SPROPOSITATA DELLA MINISTRA DELLA SICUREZZA BULLRICH PROVOCA DECINE DI FERITI. GRAVE IL FOTOGRAFO PABLO GRILLO<\/strong><\/p>\n<p>Sono scesi in piazza, come ogni mercoled\u00ec, per chiedere l\u2019adeguamento delle pensioni e protestare contro i colpi della motosega di Milei. Ma stavolta i pensionati non erano soli: ad accompagnarli c\u2019erano anche gruppi ultras di club come River Plate, Boca Junior, Independiente, Racing, Argentinos Juniors, Estudiantes e diversi altri, tutti uniti, oltre le barriere del tifo, a sostegno della loro lotta. Oltre a sindacati, movimenti sociali, partiti di opposizione.<br \/>\nLa ministra della Sicurezza Patricia Bullrich non poteva certo lasciarsi sfuggire un\u2019occasione del genere: dare una lezione, in un colpo solo, a due delle categorie pi\u00f9 combattive del paese, dispiegando migliaia di agenti delle forze di sicurezza al completo, polizia federale e locale, gendarmeria, prefettura e servizio penitenziario.<br \/>\nE cos\u00ec, gi\u00e0 un\u2019ora e mezzo prima dell\u2019inizio ufficiale della protesta, aveva ordinato alla polizia di bloccare l\u2019avanzata dei manifestanti che si stavano riunendo di fronte al Congresso. Di l\u00ec a poco sarebbero partite le cariche della polizia, con tutto l\u2019armamentario repressivo delle grandi occasioni: lacrimogeni, proiettili di gomma, idranti ad alta pressione e manganellate indiscriminate, di cui ha fatto le spese anche una pensionata di 87 anni, Beatriz Blanco, caduta a terra e ricoverata con trauma cranico.<br \/>\n\u00c8 iniziata cos\u00ec una battaglia campale che ha lasciato \u2013 insieme a cassonetti in fiamme, una volante distrutta, resti di barricate e migliaia di pietre sull\u2019asfalto \u2013 anche decine di feriti, tra cui uno ricoverato in condizioni gravissime: il fotografo Pablo Grillo, colpito alla testa da un fumogeno sparato dalla polizia ad altezza d\u2019uomo mentre era impegnato a riprendere l\u2019azione delle forze di sicurezza. Operato per una frattura cranica, sta lottando tra la vita e la morte. \u00abUn incidente non previsto\u00bb, ha commentato il governo.<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 stata repressione fin dal primo momento\u00bb, ha denunciato Francisco \u201cPaco\u201d Olveira, del Gruppo dei preti dell\u2019opzione per i poveri, accusando il governo di operare come una dittatura: colpito anche lui dalla polizia, \u00e8 sfuggito all\u2019arresto solo perch\u00e9 un agente ha detto: \u00abQuesto no, che \u00e8 un sacerdote\u00bb.<br \/>\nIncurante delle critiche per la selvaggia repressione, Bullrich ha accusato i manifestanti di voler \u00abinvadere il Congresso\u00bb e di essere \u00abpronti a uccidere\u00bb. E ancora pi\u00f9 in l\u00e0 si \u00e8 spinto il capo di gabinetto Guillermo Francos, il quale ha denunciato l\u2019intenzione del peronismo di promuovere niente di meno che \u00abuna specie di colpo di stato\u00bb, mettendo gruppi di ultras \u00aba difendere i diritti dei pensionati\u00bb.<br \/>\nSe fosse ancora vivo, Maradona \u2013 sulla cui morte \u00e8 iniziato in Argentina il processo contro sette medici accusati di negligenza \u2013 di certo approverebbe. \u00abDobbiamo essere proprio dei cacasotto (\u201cmuy cagones\u201d) per non difendere i pensionati\u00bb, aveva detto nell\u2019ottobre del 1992, quando, durante un altro mercoled\u00ec, organizzazioni dei pensionati protestavano per i loro diritti contro il governo di Carlos Menem, tanto apprezzato da Milei.<br \/>\n33 anni pi\u00f9 tardi, a gennaio, un 75enne di nome Carlos con la maglia del Chacarita Juniors, una societ\u00e0 calcistica di Buenos Aires, mentre marciava contro i tagli di Milei, avrebbe spiegato a un giornalista di Radio Gr\u00e1fica: \u00abSe non lotto non mi sento bene. Ho uno stent, ho avuto un infarto, i miei figli mi sgridano, ma se non lo faccio mi deprimo. Non vengo a fare casino, ma a difendere i diritti dei pensionati\u00bb. Mercoled\u00ec 5 marzo, dieci tifosi del Chacarita avevano seguito il suo esempio, marciando insieme a lui. In quello successivo, due giorni fa, gli ultras sono venuti in massa. Guai a essere \u00abcagones\u00bb.<br \/>\n*(Claudia Fanti: Giornalista, scrive da pi\u00f9 di 20 anni sul settimanale Adista, collabora con \u201cil manifesto\u201d e con altre testate)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; L\u2019ARRESTO DELLO STUDENTE E ATTIVISTA PALESTINESE VOLUTO DA TRUMP \u00c8 DA MANUALE FASCISTA &#8211; ARRESTATO PERCH\u00c9 \u201cAMICO DI HAMAS\u201d. SENZA AVERE UNO STRACCIO DI PROVA.<\/strong> MAHMOUD KHALIL, STUDENTE PALESTINESE LAUREATO ALLA COLUMBIA UNIVERSITY TRA I PI\u00d9 ATTIVI NELLE PROTESTE PRO-PALESTINA INIZIATE LO SCORSO APRILE NELL\u2019UNIVERSIT\u00c0 STATUNITENSE, \u00c8 STATO ARRESTATO SABATO MATTINA DALL\u2019IMMIGRATION AND CUSTOMS ENFORCEMENT (ICE) IN ATTUAZIONE DEGLI \u201cORDINI ESECUTIVI DEL PRESIDENTE TRUMP CHE PROIBISCONO L\u2019ANTISEMITISMO\u201d, PER CUI CHI HA PARTECIPATO ALLE PROTESTE HA PERSO IL DIRITTO DI RIMANERE NEGLI STATI UNITI, COME AFFERMATO DALLA PORTAVOCE DEL DIPARTIMENTO PER LA SICUREZZA INTERNA, TRICIA MCLAUGHLIN, DOPO DUE GIORNI DI SILENZIO SULLE SORTI DI KHALIL. (*)<\/p>\n<p>Solo luned\u00ec 10 marzo si \u00e8 saputo infatti dove era detenuto, nel centro di Jena\/LaSalle in Louisiana. McLaughlin ha spiegato che Khalil, cittadino algerino di origine palestinese, ha \u201ccondotto attivit\u00e0 allineate ad Hamas, un&#8217;organizzazione terroristica designata\u201d. Tuttavia, non ha fornito alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.<br \/>\nIn un post su X la Columbia ha dichiarato che le forze dell&#8217;ordine devono presentare un mandato prima di entrare nella propriet\u00e0 dell&#8217;universit\u00e0. Tuttavia, contattati da diversi media, i portavoce dell&#8217;universit\u00e0 hanno rifiutato di dire se l&#8217;universit\u00e0 avesse ricevuto un mandato per l&#8217;arresto di Khalil.<br \/>\nStando a quanto dichiarato ad AP dalla sua avvocata, Amy Greer, quando sono arrivati nel campus gli agenti hanno minacciato anche di arrestare la moglie di Khalil, cittadina statunitense, incinta di otto mesi. Uno degli agenti ha detto a Greer che il visto studentesco di Khalil era stato revocato e, quando l\u2019avvocata ha fatto notare che lo studente palestinese si trovava negli Stati Uniti non con un visto ma da residente permanente con un green card, le \u00e8 stato risposto che stavano revocando anche quella.<br \/>\n\u201cSi tratta di una chiara escalation \u2013 ha detto Greer ad AP \u2013 L\u2019amministrazione ha iniziato a dare seguito alle minacce\u201d. L\u2019arresto di Khalil \u00e8 avvenuto il giorno dopo l\u2019annuncio dell\u2019amministrazione Trump di avere tagliato circa 400 milioni di dollari in contratti e sovvenzioni governative alla Columbia University \u201cper non aver protetto i suoi studenti ebrei\u201d. E come affermato in un post su X dal Segretario di Stato Marco Rubio, d\u2019ora in avanti l\u2019amministrazione \u201crevocher\u00e0 i visti e\/o le green card dei sostenitori di Hamas in America in modo che possano essere espulsi\u201d. Rubio \u2013 scrive Axios \u2013 intende revocare i visti ai cittadini stranieri ritenuti sostenitori di Hamas o di altri gruppi terroristici, utilizzando l&#8217;intelligenza artificiale (IA) per individuare le persone.<br \/>\nMa su quali basi? Come osserva Marina Catucci su Il Manifesto, \u201cla legge USA ha sempre previsto che il Department of Homeland Security, per una gamma di presunte attivit\u00e0 criminali \u2013 incluso il sostegno a gruppi terroristici \u2013 possa espellere anche i titolari di green card, ma la detenzione di un residente permanente legale, che non \u00e8 stato accusato di alcun crimine, \u00e8 una mossa straordinaria con un fondamento legale traballante\u201d.<br \/>\nJohn Sandweg, ex direttore ad interim dell&#8217;ICE, ha dichiarato in una e-mail alla CNN che il ricorso a una disposizione per espellere un titolare di carta verde \u00e8 raro e spesso utilizzato con altre accuse di immigrazione, \u201cincluso il fatto che la persona abbia mentito nella domanda di carta verde e non abbia rivelato legami con l&#8217;organizzazione terroristica\u201d. Tuttavia, come detto, non ci sono prove fondate delle connessioni tra Khalil e Hamas.<br \/>\n\u201cL&#8217;amministrazione potrebbe anche fare affidamento su un&#8217;altra disposizione che presumibilmente consente all&#8217;ICE di espellere qualcuno quando il &#8216;Segretario di Stato ha ragionevoli motivi per ritenere&#8217; che la presenza o le attivit\u00e0 della persona negli Stati Uniti presentino &#8216;gravi conseguenze negative per la politica estera degli Stati Uniti&#8217;\u201d, ha aggiunto Sandweg, sottolineando che il ricorso anche a questa disposizione \u00e8 raro.<br \/>\nIntanto, un giudice federale di New York ha bloccato l\u2019espulsione di Khalil in attesa di decidere se il caso debba rimanere a Manhattan, essere trasferito nel New Jersey, dove Khalil era stato inizialmente detenuto, o in Louisiana, dove lo studente \u00e8 attualmente detenuto. Il governo ha presentato documenti in cui chiede al giudice Jesse Furman di respingere in toto l&#8217;istanza di habeas corpus di Khalil o di trasferirla nel distretto occidentale della Louisiana, dove i casi a favore dei repubblicani sono quasi sempre affidati ai giudici nominati da Trump. Per gli avvocati di Khalil \u00e8 un tentativo per mettere a tacere il dissenso politico.<br \/>\nSe il giudice decider\u00e0 che le accuse sono fondate, Khalil potr\u00e0 comunque richiedere un provvedimento di sgravio delle accuse e l&#8217;intero processo potrebbe trascinarsi per mesi, secondo Camille Mackler, fondatrice e direttrice esecutiva di Immigrant ARC, una coalizione che fornisce servizi legali a New York. \u201cC&#8217;\u00e8 da chiedersi se il giusto processo sar\u00e0 garantito a noi o a chiunque altro\u201d, ha dichiarato Mackler. \u2018Stiamo vedendo l&#8217;amministrazione Trump usare il potere del governo per perseguire persone o istituzioni che non le piacciono o con cui non \u00e8 d&#8217;accordo. In una societ\u00e0 libera questo non dovrebbe accadere\u2019.<br \/>\nL\u2019arresto di Khalil \u00e8 arrivato dopo una stretta da parte di una nuova commissione disciplinare universitaria &#8211; l&#8217;Office of Institutional Equity &#8211; contro studenti della Columbia che hanno espresso critiche nei confronti di Israele, secondo i documenti condivisi con AP. Nelle ultime settimane, l&#8217;ufficio ha inviato avvisi a decine di studenti per attivit\u00e0 che vanno dalla condivisione di post sui social media a sostegno del popolo palestinese all&#8217;adesione a proteste \u201cnon autorizzate\u201d. Uno studente attivista \u00e8 indagato per aver affisso fuori dal campus adesivi che imitavano i manifesti &#8220;Wanted&#8221;, con le sembianze di amministratori dell&#8217;universit\u00e0. Un altro, presidente di un club letterario del campus, rischia una sanzione per aver ospitato una mostra d&#8217;arte fuori dal campus incentrata sull&#8217;occupazione di un edificio del campus la scorsa primavera.<br \/>\nMARYAM ALWAN, studentessa giordana di origine palestinese, laureata in Studi comparati palestinese-americani, \u00e8 stata fermata con l\u2019accusa di molestie per un articolo non firmato sul Columbia Spectator che esortava l\u2019universit\u00e0 a ridurre i legami accademici con Israele che \u201cpotrebbe aver sottoposto altri studenti a comportamenti indesiderati basati sulla loro religione, origine nazionale o servizio militare\u201d.<br \/>\nDurante le proteste Khalil aveva svolto un ruolo di negoziatore tra studenti e funzionari universitari. Per la sua attivit\u00e0 era stato sanzionato dall\u2019universit\u00e0, in particolare per \u201caver aiutato a organizzare un corteo non autorizzato\u201d in cui era stato \u201cglorificato l\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre 2023\u201d e per aver svolto un \u201cruolo sostanziale\u201d nella circolazione di post sui social media in cui si criticava il sionismo. In un\u2019intervista ad AP della scorsa settimana, Khalil aveva negato ogni coinvolgimento rispetto ai post circolati sui social.<br \/>\n\u201cIn base a come si sono svolti questi casi, sembra che l&#8217;universit\u00e0 stia rispondendo alle pressioni governative per sopprimere e soffocare la libert\u00e0 di parola\u201d, spiega ancora l\u2019avvocata Greer. \u201cSta operando come un&#8217;azienda, proteggendo i suoi beni prima dei suoi studenti, docenti e personale\u201d.<br \/>\nTempo fa i repubblicani della Camera avevano dato agli amministratori della Columbia tempo fino al 27 febbraio per consegnare i registri disciplinari degli studenti relativi a quasi una dozzina di manifestazioni nel campus, tra cui le proteste che, secondo i repubblicani, &#8220;promuovevano il terrorismo e vilipendevano le forze armate statunitensi&#8221;, nonch\u00e9 la mostra d&#8217;arte fuori dal campus. Un portavoce della Columbia ha rifiutato di specificare quali documenti siano stati consegnati al Congresso e se includano i nomi degli studenti, aggiungendo di non poter commentare le indagini in corso.<br \/>\nSecondo le politiche della nuova commissione della Columbia, gli studenti sono tenuti a firmare un accordo di non divulgazione prima di accedere al materiale del caso o di parlare con gli investigatori. Coloro che hanno parlato con gli investigatori dicono che \u00e8 stato chiesto loro di fare i nomi di altre persone coinvolte in gruppi e proteste pro-palestinesi nel campus. Hanno detto che gli investigatori non hanno fornito indicazioni chiare sul fatto che alcuni termini &#8211; come &#8220;sionista&#8221; o &#8220;genocidio&#8221; &#8211; possano essere considerati molesti. Diversi studenti e docenti che hanno parlato con AP hanno detto che la Commissione li ha accusati di aver partecipato a manifestazioni a cui non hanno preso parte o di aver contribuito a far circolare messaggi sui social media che non hanno pubblicato. Come nel caso di Khalil che, dopo aver rifiutato di firmare l&#8217;accordo di non divulgazione, aveva subito la minaccia dall\u2019universit\u00e0 di bloccare il suo libretto e di impedirgli di laurearsi.<br \/>\n\u201cPrendere di mira uno studente attivista \u00e8 un affronto ai diritti di Mahmoud Khalil e della sua famiglia. Questo atto palesemente incostituzionale invia un messaggio deplorevole, ovvero che la libert\u00e0 di parola non \u00e8 pi\u00f9 protetta in America. Inoltre, Khalil e tutte le persone che vivono negli Stati Uniti hanno diritto a un giusto processo. Una carta verde pu\u00f2 essere revocata solo da un giudice dell&#8217;immigrazione, il che dimostra ancora una volta che l&#8217;amministrazione Trump \u00e8 disposta a ignorare la legge per instillare paura e promuovere il suo programma razzista\u201d, ha dichiarato Murad Awawdeh, presidente e amministratore delegato della New York Immigration Coalition. \u201cKhalil va immediatamente rilasciato\u201d. \u201cLa vergognosa detenzione di Mahmoud da parte dell&#8217;amministrazione Trump \u00e8 progettata per instillare il terrore negli studenti che si esprimono a favore della libert\u00e0 palestinese e delle comunit\u00e0 di immigrati\u201d, ha affermato Jewish Voice for Peace in una dichiarazione sull&#8217;arresto. \u201cQuesto \u00e8 il manuale fascista. Dobbiamo tutti respingerlo con fermezza e le universit\u00e0 devono iniziare a proteggere i propri studenti\u201d.<br \/>\nNel frattempo sono stati fermati altri due studenti della Columbia University, entrambi avevano partecipato a proteste filo-palestinesi. Il primo ha lasciato il paese dopo che gli \u00e8 stato annullato il visto per studenti; il secondo \u00e8 stato arrestato per aver prolungato il soggiorno oltre la scadenza del visto, secondo quanto comunicato dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale.<br \/>\n*(Fonte: Valigia Blu &#8211; valigiablu.itinfo@valigiablu.it )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Eliana Riva*: USA E ISRAELE TRATTANO CON PAESI AFRICANI LA DEPORTAZIONE DEI PALESTINESI 02 &#8211; Luca Serafini*: Il mercante Trump: \u00abO i dazi <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=51547\" title=\"n\u00b010 \u2013 15\/3\/2025 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":41459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[315],"tags":[],"class_list":["post-51547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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