{"id":51377,"date":"2025-02-09T03:21:47","date_gmt":"2025-02-09T03:21:47","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=51377"},"modified":"2025-02-09T22:58:45","modified_gmt":"2025-02-09T22:58:45","slug":"n06-08-febbraio-2025-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=51377","title":{"rendered":"N\u00b006 \u2013 08\/02\/25 \u2013 Rassegna di news nazionali e internazionali"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 \u2013 Alberto Leiss, Vincenzo Vita*: Gridava la sinistra \u00e8 la libert\u00e0. ADDIO ALDO TORTORELLA \u00c8 stato un vero maestro. Il senso dei suoi contributi: la sinistra per salvarsi deve cambiare profondamente e affiancare alla polarit\u00e0 dialettica dell\u2019uguaglianza la categoria della libert\u00e0<br \/>\n02 &#8211;<br \/>\n03 &#8211; Luciana Cimino*: La premier scappa, Nordio e Piantedosi annaspano in Aula &#8211; Melina Caso Elmasry, bagarre alle Camere. Minoranze sulle barricate: \u00abInformativa insufficiente e deludente. Governo in confusione\u00bb Le opposizioni protestano alla Camera durante l&#8217;informativa dei ministri<br \/>\n04 &#8211; Fosco Giannini*: Il minaccioso imperialismo di Trump e del capitalismo della sorveglianza tecnologica e il compito dei comunisti &#8211; La presa diretta del potere da parte del \u201cquinto capitalismo\u201d chiede ai comunisti di riappropriarsi pienamente dell\u2019intera visione del mondo leninista e gramsciana.<br \/>\n05 &#8211; \u00c8 stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr &#8211; Dopo mesi di richieste e appelli, finalmente siamo in grado di rendere pubblici i dati sulla spesa e i pagamenti di ognuno dei quasi 270mila progetti del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Un risultato frutto di una mobilitazione collettiva. (*)<br \/>\n06 &#8211; I dati aggiornati sulla spesa dei fondi Pnrr confermano le difficolt\u00e0 e i ritardi &#8211; Una recente relazione della corte dei conti conferma che molti interventi sono in ritardo e che c\u2019\u00e8 bisogno di recuperare il tempo perso. Per questo si \u00e8 resa necessaria anche un\u2019ulteriore riprogrammazione della spesa. (*)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 \u2013 Alberto Leiss, Vincenzo Vita*: Gridava la sinistra \u00e8 la libert\u00e0. ADDIO ALDO TORTORELLA \u00c8 STATO UN VERO MAESTRO. IL SENSO DEI SUOI CONTRIBUTI: LA SINISTRA PER SALVARSI DEVE CAMBIARE PROFONDAMENTE E AFFIANCARE ALLA POLARIT\u00c0 DIALETTICA DELL\u2019UGUAGLIANZA LA CATEGORIA DELLA LIBERT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>Con la scomparsa di Aldo Tortorella perdiamo uno degli ultimi Sacerdoti del Tempio. Parliamo di quel mondo assimilabile per molti versi ad una chiesa (un po\u2019 pagana, ma neanche troppo) che ha segnato la storia italiana. E non solo. Infatti, per diversi decenni il Partito comunista italiano di cui Tortorella \u00e8 stato uno dei massimi dirigenti \u00e8 sembrato l\u2019esempio migliore di una tradizione capace di innervarsi nella e sulla modernit\u00e0: cresciuto nella impareggiabile scuola della Resistenza e allo stesso tempo forte di un insediamento sociale straordinario. La moderata politologia dell\u2019epoca si suggestionava attorno al cosiddetto fattore K, scudo per coloro che vollero contro ogni logica sbarrare l\u2019accesso alle stanze del governo ad un universo lontano dalle malefatte e dalle mediocrit\u00e0 dominanti, nonch\u00e9 da ogni autoritarismo.<br \/>\nSe Gramsci sta alle origini della peculiarit\u00e0 italiana e se Togliatti e Longo realizzarono il sogno di una vera organizzazione di massa, fu Enrico Berlinguer a conferire al Pci un volto davvero inedito. Di quella stagione Tortorella rimase a lungo protagonista e persino ispiratore del Berlinguer che venne dopo il 1980 con la \u00abseconda svolta di Salerno\u00bb. Il segretario, talvolta in minoranza nella stessa direzione nazionale, che volle incontrare il femminismo, i movimenti per la pace e l\u2019ambiente, l\u2019intellettualit\u00e0 meno paludata (questo, sottolineava Tortorella, era il vero senso del rinomato convegno tenutosi al teatro Eliseo di Roma nel gennaio del 1977), l\u2019innovazione tecnologica da non rimuovere ma da declinare negli assetti democratici.<\/p>\n<p>ORA CHE TORTORELLA NON C\u2019\u00c8 PI\u00d9 GLI DOBBIAMO IL RICONOSCIMENTO IMPORTANTE DI PERSONA LUCIDA E CAPACE DI INTERAGIRE CRITICAMENTE CON LE TEORIE E LE PRATICHE CONSOLIDATE.<br \/>\nParlamentare, giornalista dell\u2019Unit\u00e0 e giornalista sempre per la voglia di esplorare territori faticosi e inediti, non si \u00e8 arreso fino all\u2019ultimo. Non per caso, l\u2019associazione che insieme al compianto Beppe Chiarante fond\u00f2 nel 1998 si chiam\u00f2 \u00abper il rinnovamento della sinistra\u00bb. Era convinto, pur esprimendo i concetti con una prosa precisa e coltissima figlia degli studi con il filosofo Antonio Banfi e del confronto con l\u2019impegnato cenacolo di Critica marxista, la rivista del cui indice parlava persino negli ultimi giorni attraversati da un malanno non banale, che servissero creativit\u00e0 e coraggio. Il senso e il filo conduttore dei suoi contributi erano univoci: la sinistra per salvarsi deve cambiare profondamente, e introdurre accanto alla polarit\u00e0 dialettica dell\u2019uguaglianza la categoria della libert\u00e0. Quest\u2019ultima andava intesa, ci disse in una riunione preparatorio di un convegno (che terremo in suo onore) pensato insieme al Centro per la riforma dello stato e alla Fondazione Di Vittorio, non come mero diritto borghese e individualistico, bens\u00ec come valore sociale per realizzare il bene comune.<br \/>\nQuanto abbiamo imparato da Tortorella. Un vero maestro,<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto. Alberto Leiss, giornalista, ha lavorato all&#8217;Unit\u00e0 fino al 2000. Ha collaborato con la Rai (La storia siamo noi) e ha tenuto corsi di storia dei media all&#8217;Universit\u00e0 della Calabria.<br \/>\nVincenzo Vita, un politico, giornalista e saggista italiano. Vincenzo Maria Vita. Senatore della Repubblica Italiana.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Andrea Colombo*: IL GOVERNO NON CHIARISCE. LE OPPOSIZIONI: VENGA IN AULA &#8211; CIMICI E BARI DOPO LE RIVELAZIONI DEL QUOTIDIANO BRITANNICO. IL SOTTOSEGRETARIO BARACHINI: \u00abIN QUESTO MOMENTO LE NOTIZIE SONO RISERVATE\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Il governo non \u00e8 ancora del tutto riuscito a \u201cvoltare pagina\u201d sul caso Elmasry \u00e8 gi\u00e0 rischia di trovarsi alle prese con un\u2019altra faccenda incandescente. A tirare la palla avvelenata stavolta \u00e8 il Guardian. Rivela che la Paragon Solution, la societ\u00e0 israeliana che produce il micidiale software grazie al quale sono stati spiati alcuni giornalisti e operatori sociali, certamente Luca Casarini e il direttore di Fanpage Francesco Cancellato ma secondo palazzo Chigi anche altri cinque italiani su una novantina in tutta Europa, avrebbe interrotto i rapporti con il governo di Roma. La societ\u00e0 israeliana aveva inizialmente sospeso il contratto venerd\u00ec scorso, quando erano uscite le prime notizie sull\u2019uso del software per finalit\u00e0 di spionaggio. Due giorni fa avrebbe fatto un deciso passo in pi\u00f9, arrivando alla rescissione del contratto perch\u00e9 l\u2019Italia avrebbe violato i termini del contratto e il codice etico concordato nel contratto.<br \/>\nLa rivelazione del quotidiano inglese non si concilia con la versione del governo che mercoled\u00ec sera, con una scarna e burocratica nota aveva escluso controlli dell\u2019intelligence sui \u00absoggetti tutelati dalla legge del 3 agosto 2007, compresi i giornalisti\u00bb. Ieri, nel silenzio generale, \u00e8 tornato sul tema solo il sottosegretario con delega all\u2019Informazione Barachini. Ma lo ha fatto solo per dire il meno possibile: \u00abLa protezione dei giornalisti e la cyber sicurezza sono temi centrali per il governo. Le autorit\u00e0 predisposte stanno indagando ed \u00e8 bene che indaghino fino in fondo per poi dare le notizie che in questo momento sono riservate\u00bb.<br \/>\nTuttavia \u00e8 un fatto che lo spionaggio ci sia stato, e con un software estremamente sofisticato, dal quale \u00e8 impossibile liberarsi se non cambiando telefono, e che quel software fosse a disposizione del governo. La legge europea, passata in mezzo a una marea di critiche e previa l\u2019apposizione di vincoli abbastanza stringenti, consente da quest\u2019anno ai governi l\u2019uso del Paragon per spiare giornalisti e attivisti. Deve per\u00f2 esserci un\u2019autorizzazione del magistrato, il quale deve verificare se davvero sia in ballo la sicurezza nazionale. I governi nazionali avrebbero voluto una ben maggiore libert\u00e0 d\u2019azione. Il parlamento ha almeno alcuni vincoli che in realt\u00e0 quasi tutti i governi ignorano spesso. Ma se emergesse apertamente un\u2019attivit\u00e0 di spionaggio al di fuori di questi vincoli lo scandalo sarebbe enorme.<br \/>\nL\u2019opposizione non intende mollare la presa. Pd, M5S e Avs chiedono, anche sulla base dell\u2019articolo non smentito del Guardian, che il governo riferisca in Parlamento e il verde Bonelli specifica che l\u2019informativa deve essere pubblica, cio\u00e8 in aula, e non solo di fronte al Copasir, quindi secretata. Il M5S ha presentato una seconda interrogazione nel giro di 24 ore, stavolta con Conte tra i primi firmatari: \u00abVenire a sapere che ci sono giornalisti spiati \u00e8 attentato alla libert\u00e0 di stampa e ai diritti di uno Stato democratico. Ci aspettiamo che il governo chiarisca perch\u00e9 \u00e8 una vicenda gravissima\u00bb. Anche Luca Casarini, che luned\u00ec prossimo sar\u00e0 in conferenza stampa con Cancellato, annuncia un esposto alla magistratura di Roma e Palermo: \u00abVogliamo sapere chi ha ordinato di spiare e per quanto \u00e8 andata avanti la faccenda\u00bb. L\u2019ordine dei giornalisti si associa con prudenza: \u00abPrendiamo atto delle dichiarazioni del governo ma serve chiarezza sui rapporti della Paragon con apparati dello Stato e sulla notizia riportata dal Guardian\u00bb.<br \/>\nI precedenti del caso Elmasry non autorizzano grandi speranze nella disponibilit\u00e0 del governo a chiarire la situazione. Ancor meno a farlo nelle aule del Parlamento.<br \/>\n*( Andrea Colombo. giornalista professionista e saggista specializzato in letteratura anglo americana.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Luciana Cimino*: LA PREMIER SCAPPA, NORDIO E PIANTEDOSI ANNASPANO IN AULA &#8211; MELINA CASO ELMASRY, BAGARRE ALLE CAMERE. MINORANZE SULLE BARRICATE: \u00abINFORMATIVA INSUFFICIENTE E DELUDENTE. GOVERNO IN CONFUSIONE\u00bb LE OPPOSIZIONI PROTESTANO ALLA CAMERA DURANTE L&#8217;INFORMATIVA DEI MINISTRI.<\/strong><\/p>\n<p>La settimana intercorsa tra la l\u2019informativa cancellata e quella infine concessa ieri al Parlamento ha consentito ai ministri Nordio e Piantedosi di farsi preparare dall\u2019avvocata Giulia Bongiorno. Ma non di coordinarsi tra di loro. Bongiorno, che \u00e8 anche senatrice della Lega, \u00e8 stata scelta per la difesa del gruppo del governo. Ha gi\u00e0 assistito Salvini nel processo Open Arms e a lei si sono affidati la premier, il sottosegretario Mantovano, il guardasigilli e il ministro dell\u2019Interno per il caso Elmasry. E sempre alla senatrice \u00e8 stato affidato il coordinamento delle informative dei due ministri alla Camera e al Senato. Con tanto di divisione dei compiti: a Nordio accusare di incompetenza la Corte penale internazionale (Cpi), a Piantedosi convincere deputati e senatori che l\u2019espulsione del torturatore libico Elmasry con aereo di stato fosse stata dovuta alla sua pericolosit\u00e0.<br \/>\nQUEST\u2019ULTIMA \u00e8, di tutte le parole pronunciate dai ministri, l\u2019unica su cui l\u2019opposizione ha concordato. E proprio per questo i parlamentari hanno replicato ritenendo del tutto \u00abinsufficienti\u00bb e \u00abdeludenti\u00bb le ricostruzioni rese dai ministri, denunciandone le incongruenze e sottolineando i punti inevasi. E soprattutto l\u2019assenza della presidente del Consiglio. Per l\u2019occasione, evidentemente non ritenuta una passeggiata, il governo ha serrato i ranghi. Tutti presenti tranne il vertice: non c\u2019era Meloni e neppure i suoi vice Tajani e Salvini. Quest\u2019ultimo si far\u00e0 vedere nel pomeriggio al Senato.<br \/>\nA NORDIO il compito pi\u00f9 ingrato: mettere in risalto le presunte falle nell\u2019atto di arresto. Per poi attaccare la Cpi ( \u00abLa Corte ha fatto un enorme pasticcio frettoloso, attiver\u00f2 i miei poteri per chiedere giustificazione circa le incongruenze\u00bb) e denigrare la magistratura per pretendere la riforma della giustizia: \u00abCerta magistratura sciatta non legge le carte. Volevano rallentare la riforma? Ci hanno compattato\u00bb. Per Nordio il suo \u00abministero non \u00e8 un passacarte della Cpi, ma un organo politico che deve meditare il contenuto delle sue richieste, in funzione dei contatti con altri organi dello Stato\u00bb.<br \/>\nConfermando quindi, con una sola frase, che \u00ab\u00e8 stato un atto politico e si \u00e8 consultato prima con Meloni\u00bb. Come nota l\u2019opposizione che, negli interventi, ha incalzato il guardasigilli: \u00abNon si trattava di essere passacarte ma di trasmettere gli atti, era l\u2019unica cosa che avrebbe dovuto fare\u00bb. Nordio si era preparato per fare le pulci nel merito all\u2019atto della Cpi ma poi \u00e8 tornato a sottolineare che era scritto in inglese. E ha perso diversi minuti solo per indignarsi per la lingua scelta dalla giurisprudenza internazionale. \u00abAddirittura alcune parti erano in arabo\u00bb esclama, causando l\u2019ilarit\u00e0 del centro sinistra.<\/p>\n<p>A SEGUIRE l\u2019intervento, pi\u00f9 misurato, del ministro dell\u2019Interno. Piantedosi ha escluso che Elmasry \u00absia mai stato un interlocutore del governo\u00bb per la questione migratoria, ha affermato di non aver ricevuto nessuna pressione o minaccia e ripetuto che l\u2019uomo accusato di crimini contro l\u2019umanit\u00e0 sarebbe stato espulso \u00abper salvaguardare la sicurezza dello Stato\u00bb. Ma le due versioni non collimano e i partiti di centro sinistra se ne accorgono subito.<\/p>\n<p>\u00abIl primo \u00e8 stato imbarazzante, il secondo imbarazzato\u00bb, si accanisce il senatore Iv Matteo Renzi. I parlamentari di centro destra, per supportare l\u2019esecutivo, hanno seguito le istruzioni ricevute ringraziando i ministri e la premier per aver difeso l\u2019Italia, dichiarando che le informative sono state \u00abottime, eccellenti, solari, indiscutibili, piane, serene\u00bb, e, sulla scia di Meloni, hanno attaccato il Pd per il tesoriere campano, poi espulso dal partito, coinvolto in un procedimenti sui permessi di soggiorno falsi a Salerno. Mossa, quest\u2019ultima, che ha scatenato la bagarre in entrambi gli emicicli.<br \/>\nALLA CAMERA, cos\u00ec come a Palazzo Madama, Pd e Avs hanno agitano le foto che testimoniano la violenza delle carceri libiche e le torture compiute direttamente dal libico che il governo Meloni ha rilasciato. Espongono cartelli con la scritta \u00abuna patriota in fuga\u00bb rivolti alla premier, definita \u00abpresidente del coniglio\u00bb da Elly Schlein. Per la segretaria dem, Nordio \u00abha parlato da avvocato difensore di un torturatore\u00bb. \u00abLa nostra credibilit\u00e0 internazionale \u2013 ha rimarcato \u2013 \u00e8 stata sfregiata dalla vostra scelta, oggi rivendicata, di riaccompagnare a casa un torturatore. Meloni diceva che avrebbe dato la caccia ai trafficanti di tutto il mondo, invece li rimanda a casa con il rimpatrio pi\u00f9 veloce della storia\u00bb.<br \/>\n\u00abDISCORSO scandaloso, giustificazioni menzognere, contraddittorie, ridicole\u00bb incalza il leader del M5S, Giuseppe Conte. Nicola Fratoianni stizzito: \u00abCapisco la premier, era forse impossibile venire qui a schiena dritta a giustificare la scelta del suo governo di liberare uno stupratore di bambini, per questo ha inviato due onorevoli prestanome\u00bb. \u00abQuella sedia vuota nei banchi del governo \u00e8 un\u2019offesa non soltanto per il Parlamento, ma anche per la giustizia internazionale\u00bb, attacca anche Riccardo Magi di +Europa.<br \/>\nE la \u00absedia vuota\u00bb \u00e8 il punto su cui si concentreranno le opposizioni per le prossime mosse. Se Magi propone una commissione parlamentare d\u2019inchiesta, i 5s valutano l\u2019ostruzionismo e il dem Boccia chiede le dimissioni di Nordio. Tutti sono compatti su un punto: Meloni deve assumersi le sue responsabilit\u00e0. Pd, M5s, Avs, Azione e Iv hanno chiesto di nuovo una informativa urgente della presidente del Consiglio. Ma Meloni tace e manda avanti un altro ministri, Ciriani, per assicurare che le sue politiche per l\u2019immigrazione continuano<br \/>\n*(03 &#8211; Luciana Cimino*:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Fosco Giannini*: L MINACCIOSO IMPERIALISMO DI TRUMP E DEL CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA TECNOLOGICA E IL COMPITO DEI COMUNISTI &#8211; LA PRESA DIRETTA DEL POTERE DA PARTE DEL \u201cQUINTO CAPITALISMO\u201d CHIEDE AI COMUNISTI DI RIAPPROPRIARSI PIENAMENTE DELL\u2019INTERA VISIONE DEL MONDO LENINISTA E GRAMSCIANA.<\/strong><\/p>\n<p>Donald Trump, lo scorso 20 gennaio 2025, giorno del suo secondo insediamento alla Casa Bianca, svolge, di seguito, due discorsi: il primo alla Rotonda del Campidoglio, il secondo presso l\u2019Emancipation Hall, di fronte ai militanti repubblicani, ai suoi sostenitori pi\u00f9 fedeli e a tutta la schiera dei nuovi vip corsi sul carro del vincitore. Nel suo primo intervento il presidente Usa mantiene un profilo relativamente equilibrato \u00e8 istituzionale\u201d, pur annunciandosi senza vergogna \u201csalvato da Dio affinch\u00e9 l\u2019America torni grande\u201d, eroe della nuova era d\u2019oro americana e pacificatore delle guerre del mondo. \u00c8 nel secondo intervento, tuttavia, che il presidente fa riemergere il vero Trump che ha in s\u00e9, rilanciando con fulmini e tuoni il proprio disegno razzista di deportazione di massa degli immigrati e i propri progetti proto-imperialisti volti a cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo Americano, a \u201criconsegnare all\u2019America\u201d il Canale di Panama e a conquistare per gli Usa la Groenlandia. Proponendo, inoltre, con particolare iattanza reazionaria, una sorta di undicesimo comandamento per il quale dal 20 gennaio 2025 in poi vi saranno negli Usa solo due generi: maschile e femminile e tutto il resto del doloroso, sofferente, non \u201cordinato\u201d, comunque non protocollare e diverso, e a volte anche persino felice, percorso sessuale umano (che tale \u00e8, non ordinato, non protocollare, dall\u2019intera storia dell\u2019umanit\u00e0) sar\u00e0 cancellato attraverso la stessa forza poliziesca della \u201clegge\u201d trumpiana (sar\u00e0 interessante vedere come nelle universit\u00e0 statunitensi, tra i giovani americani, nelle vaste aree socialmente e intellettualmente avanzate Trump potr\u00e0 ratificare e far rispettare il \u201cnuovo ordine\u201d di genere controrivoluzionario, come potr\u00e0 edificare su tutto il territorio nordamericano l\u2019immensa Vandea della controrivoluzione sessuale).<\/p>\n<p>Ma, sulla natura dei due discorsi di Trump nel giorno del suo secondo insediamento molto si \u00e8 parlato. Ci\u00f2 che, credo, sia stato poco rimarcato \u00e8 un altro fatto, che nella sua essenza sembra a chi scrive di importanza strategica.<br \/>\nCi riferiamo alla natura politico-ideologica dell\u2019intera corte dei miracoli che ha circondato Trump, lo scorso 20 gennaio a Washington, al Campidoglio, durante e dopo i suoi due discorsi.<br \/>\nChi era accanto a Trump, in quelle ore per certi versi fatali? Chi ha scodinzolato con totale subordinazione, servilismo, cortigianeria, adulazione? \u00c8 stata l\u2019intera Silicon Valley, l\u2019intero capitalismo big tech nordamericano, il nuovo tecno-feudalesimo capitalista (cos\u00ec come lo ha descritto Yanis Varoufakis), la nuova e oscura potenza neocapitalista e per molti versi postindustriale e persino postcapitalista del potentato high-tech.<\/p>\n<p>QUALI CAGNOLINI, IN CARNE E OSSA, HANNO REPLICATO SUL PALCO, A FIANCO DI TRUMP, LA FAMOSA DANZA DEI SERVI MUTI?<br \/>\nA rendere omaggio al nuovo presidente, non vi era solo Elon Musk (SpaceX, Tesla, Hiperloop, The Boring Company, X social network, gi\u00e0 Twitter, per un fatturato totale annuo di 500 miliardi di dollari), l\u2019ideologo del tecno-autoritarismo e sostenitore dichiarato dei neonazisti tedeschi della Allianz f\u00fcr Deutschland, che ha sostituito Steve Bannon quale consigliere principale di Trump; vi erano anche Tarek Waked, il capo dell\u2019inquietante, per grandezza, potenza economica e politica e capacit\u00e0 di organizzazione e manipolazione del senso comune di massa, Type One Ventures (tecnologia spaziale, robotica, intelligenza artificiale, nanotecnologie, automazione, longevit\u00e0 umana); David Sacks, il nuovo re dell\u2019intelligenza artificiale, capo dell\u2019immensa Craft Venture; vi era Jeff Bezos, proprietario di Amazon (nuovo costruttore planetario della coscienza mercificata); i capi di Apple, Microsoft, OpenAl; vi era Sundar Pichai (amministratore delegato di Google e Alphabet); Marc Andreessen, leader della Venture Capital di Silicon Valley; Peter Thiel, nuovo grande tycoon internazionale dell\u2019economia digitale, megafono dell\u2019estrema destra globale, \u201ccuore di tenebra\u201d della Silicon Valley, che assieme a Max Levchin ha fondato l\u2019ormai planetario servizio di pagamento online PayPal e ultimo arrivato, col passo trafelato del nuovo servo, del nuovo suddito nel regno trumpiano, Mark Zuckerberg (Meta-Facebook).<br \/>\nSul palco del 20 gennaio 2025, a Capitol Hill, mentre Trump veniva ufficialmente riconfermato presidente, si riaggregava fisicamente la cosiddetta \u201cPayPal Mafia\u201d (Musk, Thiel, Saks, Andreessen), tenuta assieme da quel sistema di pagamento digitale che ha cambiato la merce-denaro accumulando quell\u2019immenso, incalcolabile profitto universale che, in cos\u00ec tanta quantit\u00e0, mai aveva visto il capitalismo industriale e produttivo.<br \/>\nTutti i nuovi sudditi di Trump hanno gi\u00e0 conquistato le leve del potere politico, economico e militare statunitense e sono gi\u00e0 in lotta spietata tra loro per la conquista di altri pezzi di potere.<br \/>\nMusk ha gi\u00e0 fatto proprio il dipartimento dell\u2019Efficienza, che in senso ultraliberista attaccher\u00e0 la Stato americano licenziando centinaia di migliaia di dipendenti pubblici; Andreesen e Thiel hanno gi\u00e0 collocato, attraverso Trump, molti loro dirigenti nella Difesa, nella sanit\u00e0, nell\u2019area spaziale Nasa, nell\u2019Atf (l\u2019area politico-amministrativa dove si esercita il potere di controllo sulle armi, sull\u2019alcol, sul tabacco); Howard Lutnick, grande finanziere a cavallo sui confini mafiosi, sar\u00e0 ministro del Commercio e promotore, per la Casa Bianca, sia del sistema delle criptovalute che della lotta isolazionista doganale, specie contro la Cina; David Sacks, cane fedele di Musk, ha avuto da Trump il doppio portafoglio dell\u2019intelligenza artificiale e dell\u2019estensione nazionale e internazionale del denaro digitale; Shyam Sankar, legato a Thiel, avr\u00e0 un incarico di peso al Pentagono, un ruolo politico volto a collocare lo stesso Pentagono entro una rete di controllo guidata dall\u2019intelligenza artificiale promanata da quelle grandi imprese private che oggi sono suddite di Trump e che in un vicino domani potrebbero prendere completamente in mano gli Usa. E il mondo.<br \/>\nCosa \u00e8 accaduto, nell\u2019essenza, nel giorno del secondo insediamento al potere di Trump? Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, cos\u00ec ben plasticamente raffigurato dalla grande, vasta, unita squadra di tecno-miliardari americani a fianco e al servizio di Trump, \u00e8 che il potere del \u201cquinto capitalismo\u201d (quello dell\u2019intelligenza artificiale al totale servizio del nuovo profitto capitalista storico, della tech- economy, della cripto-moneta universalizzata, di un potere mediatico ristretto in pochissime e mafiose mani in grado di rovesciare governi vergando violentemente \u201cuna frase, un rigo appena\u201d nelle planetarie reti private; determinare la fortuna di movimenti nazifascisti e renderli di massa, destrutturare interi Stati, determinare profitti aurei delle grandi fabbriche, delle multinazionali delle armi scatenando le guerre) \u00e8 divenuto totalmente consustanziale al potere politico, come se le acciaierie Krupp, negli anni \u201930 in Germania, avessero preso direttamente il potere, a fianco di Hitler, persino spodestando Hitler, come se Gustav Krupp non si fosse limitato a finanziare l\u2019ascesa al potere del nazismo ma ne avesse preso direttamente la guida e con esso la guida dello Stato.<br \/>\n\u00c8 accaduto che \u201cil capitalismo della sorveglianza\u201d, oltrech\u00e9 dello sfruttamento planetario e della terza guerra mondiale, quel capitalismo della sorveglianza cos\u00ec mirabilmente messo a fuoco da Shoshana Zuboff, sia salito, negli Usa, direttamente al potere, occupando e dirigendo tutti gli spazi vitali e le articolazioni dello Stato, dal Pentagono alle politiche sull\u2019immigrazione, dalla sanit\u00e0 alla scuola, dall\u2019economia alla politica internazionale. Le gravi minacce insite in uno spaventoso ed esponenziale, non lineare, sviluppo tecnologico in mano a quei ristretti gruppi dell\u2019attuale iperliberismo-fascismo si sono maledettamente materializzate negli Usa di Trump, di Musk e Thiel; un\u2019architettura tecnologica volta all\u2019organizzazione del consenso delle masse planetarie ha ora le mani libere nel verosimile obiettivo di piegare interi popoli e continenti al Moloch di un profitto e di una manipolazione delle coscienze i cui livelli mai la storia del capitalismo aveva precedentemente toccato. Gli architetti del capitalismo big tech giunti al potere a Washington sono gi\u00e0 da oggi in grado di dettare un nuovo ordine economico, non solo statunitense ma anche mondiale fatto di plusvalore assoluto e irreggimentazione silente di vastissime masse sul piano nazionale e internazionale.<br \/>\nUn futuro dispotico e distopico, nella sua essenza semantica di indesiderabile utopia negativa prevedibile sulla base delle tendenze del presente, ha preso corpo dal Campidoglio e allunga la sua ombra sul mondo intero. Il 1984 di George Orwell non sembra pi\u00f9 un racconto di fantapolitica ma un reportage politico da Washington datato 20 gennaio 2025; il Blade Runner di Ridley Scott, nel quale gli androidi vengono fabbricati, messi sul mercato e utilizzati come forza-lavoro nelle colonie extraterrestri, sembra sempre pi\u00f9 uno spot pubblicitario per le aziende di Elon Musk e Tarek Waked, che si differenziano dalle aziende di Blade Runner solo perch\u00e9 non venderanno androidi forza-lavoro nelle colonie dello spazio infinito, ma direttamente nelle fabbriche e negli uffici della Terra e a livello globale, cacciando una parte sempre pi\u00f9 vasta di forza-lavoro umana dai cicli produttivi per poi deportarla da qualche oscura parte degli Usa e del pianeta, cos\u00ec come si deportano gli immigrati.<br \/>\nSostenuto da sempre pi\u00f9 potenti processi di globalizzazione, il progetto nordamericano non tarder\u00e0 a farsi universale, come sempre il capitalismo ha fatto sulle ali della propria essenza imperialista e spinta colonialista volta alla mercificazione universale.<br \/>\nIn Italia, gi\u00e0 ora, il \u201cquarto capitalismo\u201d delle \u201cnicchie d\u2019eccellenza\u201d, dei distretti industriali, delle vigorose filiere e delle \u201cmultinazionali tascabili\u201d, sta duramente combattendo per non cedere il passo al \u201cquinto capitalismo\u201d, quello big tech, quello delle aziende italiane in grande sviluppo dell\u2019informatica e dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>L\u2019Almaviva S.p.A., con i suoi 45mila dipendenti (6mila in Italia e 39mila all\u2019estero, a conferma di una natura oggettivamente e intrinsecamente globalista e imperialista della tech-economy) \u00e8 il gruppo privato leader nell\u2019Information &amp; Communication Technology italiana. L\u2019Esprinet, con i suoi 1.800 dipendenti, 900 dei quali lavorano in Brianza, e col suo utile netto di circa 40 milioni di euro \u00e8 un\u2019altra grande azienda italiana nello stesso campo e altre stanno crescendo: Ibm (software, tra cui il leader del mercato Red Hat, e trasformazione digitale del business mission-critical a livello mondiale); Accenture (13mila dipendenti e l\u2019occupazione cresce con una media di 1.500 l\u2019anno); Engineering Ingegneria Informatica; Reply; Tech Data Italia; Zucchetti; Sogei (Societ\u00e0 generale d\u2019informatica, opera nel settore dell\u2019Ict, societ\u00e0 in house controllata dal ministero dell\u2019Economia e delle Finanze).<\/p>\n<p>AZIENDE ITALIANE, TANTE OLTRE QUESTE CITATE, CHE GI\u00c0 CONTANO OLTRE 100MILA LAVORATORI, CHE SONO GI\u00c0 L\u2019AVANGUARDIA TECNOLOGICA ITALIANA, DESTINATE AD AVVIARE PROFONDI PROCESSI DI CONCENTRAZIONE MONOPOLISTICA E A VIVERE NELLA GLOBALIZZAZIONE, NELLE PROPRIE SPINTE IMPERIALISTE E NEI CONFLITTI INTER IMPERIALISTI. DESTINATE, SOPRATTUTTO, PER LA LORO STESSA NATURA, COME QUELLE NORDAMERICANE, A GUIDARE L\u2019INTERO MONDO PRODUTTIVO ITALIANO E A FARSI POTERE ECONOMICO, MEDIATICO, POLITICO.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la lezione, per i comunisti, per i rivoluzionari, che proviene dall\u2019inedita e grave forma di compenetrata unit\u00e0 stabilitasi, negli Usa, tra potere politico \u201ctrumpiano\u201d e potere economico e mediatico dal sapore spesso fascista del fronte che va da Elon Musk sino a Marc Andreessen, passando per la criptomafia di Peter Thiel? Qual \u00e8 la lezione che proviene dalla costituzione, sul campo, di questo nuovo potere dell\u2019autoritarismo tecnologico? Quale lezione pu\u00f2 provenire dal fatto che il potere generale big tech, solo per l\u2019insediamento di Trump del 20 gennaio 2025, ha raccolto 250 milioni di dollari? La lezione estrema non pu\u00f2 che essere la seguente: di fronte a concentrazioni di potere cos\u00ec grandi e inquietanti, cos\u00ec dense di futuro strategico e storico, cos\u00ec capaci di modellare a piacimento e con una potenza pervasiva e persuasiva l\u2019intero pianeta, occorre che la prassi comunista superi di slancio ogni residuo progetto di mediazione e compromesso con il nuovo sistema capitalista in fieri,che decisamente oltrepassi quel punto di intermediazione, di senseria, per esempio proposte dal tanto celebrato \u2013 anche a sinistra, anche da molti, troppi, comunisti moderati \u2013 Joseph E. Stiglitz nella sua ultima opera La strada per la libert\u00e0, 2024, nella quale si denuncia s\u00ec la concentrazione del capitale come attentato alla libert\u00e0 degli individui e delle masse, ma delineando una soluzione di tale problema entro un capitalismo pi\u00f9 moderato e ammansito, utopia idealistica e antidialettica tendente, infine, a ratificare il potere capitalista stesso.<br \/>\nPer mettere a valore sul piano della contingenza politica la questione della crisi di sovrapproduzione capitalistica evocata in Blade Runner attraverso l\u2019immagine distopica di eserciti di androidi quale nuova forza-lavoro di massa e a basso costo (entro un quadro, peraltro, di sviluppato \u201ccapitalismo della sorveglianza\u201d) in grado di espellere dalla produzione tanta parte della classe lavoratrice da quella di fabbrica a quella dei punti alti e d\u2019avanguardia della stessa produzione big tech, occorre rimarcare il fatto che entro questo processo pu\u00f2 oggettivamente prendere corpo la rivoluzione, poich\u00e9 gli eserciti di operai e tecnici in carne e ossa espulsi dal lavoro per far posto agli androidi saranno espulsi anche dal mercato capitalista, aprendo cos\u00ec un problema senza soluzione per il \u201cquinto capitalismo\u201d, una contraddizione entro la quale potr\u00e0 agire una forza comunista e rivoluzionaria. A condizione che essa si ponga il problema della riconquista della propria priorit\u00e0 ideologica e politica, nel tempo perduta: la presa del potere.<br \/>\nLa \u201csvolta\u201d del 20 gennaio in Campidoglio, a Washington, che ha ratificato di fronte al mondo la presa diretta del potere da parte del \u201cquinto capitalismo\u201d, chiede ai comunisti di riassumere sino in fondo l\u2019intera \u201cweltanschauung\u201d leninista e gramsciana che, a partire dalla centralit\u00e0 della presa del potere, deve plasmare proprio attraverso questa categoria centrale la propria intera linea tattica e strategica, immettendo in ogni agire contingente tale progetto di fondo e ridefinendo, tra l\u2019altro, la stessa \u201cquestione elettorale\u201d, (troppo spesso cavallo di Troia per la moderazione politica e il tradimento di s\u00e9 come comunisti), \u201cquestione elettorale\u201d da vivere e interpretare attraverso un unico obiettivo: trasformare il Parlamento come cassa di risonanza della lotta di classe.<br \/>\nAnche alla luce del profondo e irreversibile cambiamento del capitalismo mondiale occorre, per i comunisti, riconquistare i punti salienti e irrinunciabili della propria identit\u00e0 e della propria strategia:<\/p>\n<p>\u2013 LA LOTTA ANTIMPERIALISTA E ANTICAPITALISTA CONSEGUENTE;<br \/>\n\u2013 LA ROTTURA RIVOLUZIONARIA, CHE SUPERI DI SLANCIO LA MITOLOGIA DELLA DEMOCRAZIA BORGHESE COME STADIO FINALE DELLA CIVILT\u00c0 POLITICA E DEL DIRITTO;<br \/>\n\u2013 LA PRESA DEL POTERE;<br \/>\n\u2013 LA DIFESA CON LA FORZA DEL POTERE RIVOLUZIONARIO;<br \/>\n\u2013 LA COSTRUZIONE CON LA FORZA E IL CONSENSO DELLE MASSE E DEL POPOLO DI UN NUOVO ORDINE SOCIALE E POLITICO: IL SOCIALISMO.<br \/>\nAnche in Italia un nuovo potere big tech (o si esercita la \u201cchiaroveggenza\u201d o non si \u00e8 rivoluzionari) nel tempo si former\u00e0.<br \/>\nE anche in Italia i comunisti dovranno recuperare appieno la teoria e la prassi della rivoluzione e della presa del potere. Idee-forza perdute nel tempo che dovranno guidare di nuovo la tattica e la strategia. Che dovranno sovra ordinare e segnare di s\u00e9 anche la politica quotidiana stessa dei comunisti.<br \/>\n*(Fonte: Sinistarainrete. Fosco Giannini, \u00e8 un politico e giornalista italiano gi\u00e0 Senatore della Repubblica Italiana.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; \u00c8 STATO SPESO MENO DI UN TERZO DEI FONDI DEL PNRR &#8211; DOPO MESI DI RICHIESTE E APPELLI, FINALMENTE SIAMO IN GRADO DI RENDERE PUBBLICI I DATI SULLA SPESA E I PAGAMENTI DI OGNUNO DEI QUASI 270MILA PROGETTI DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR). UN RISULTATO FRUTTO DI UNA MOBILITAZIONE COLLETTIVA. (*)<\/strong><\/p>\n<p>Finalmente abbiamo ottenuto la pubblicazione dell&#8217;avanzamento di spesa per ogni progetto del piano. Questo risultato \u00e8 frutto di un lavoro collettivo.<br \/>\nA MENO DI DUE ANNI DALLA FINE DEL PIANO \u00c8 STATO SPESO IL 30,5% DELLE RISORSE DISPONIBILI.<br \/>\nOggi \u00e8 possibile monitorare lo stato di avanzamento della spesa per ogni progetto del Pnrr.<br \/>\nDopo anni di battaglie oggi siamo finalmente in grado di annunciare un\u2019importante novit\u00e0 sullo stato dell\u2019arte del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).<br \/>\nLe informazioni sul nostro progetto di monitoraggio indipendente OpenPNRR sono state infatti aggiornate con l\u2019avanzamento della spesa effettiva per ognuno dei quasi 270mila progetti del piano. In questo modo \u00e8 possibile verificare quanto si sta effettivamente spendendo per il pi\u00f9 grande piano di investimenti pubblici del paese.<\/p>\n<p>269.299 PROGETTI DEL PNRR MONITORATI SU OPENPNRR, AL 13 DICEMBRE 2024.<br \/>\nLa fonte dei dati \u00e8 sempre Italia Domani, il portale governativo che rilascia periodicamente le informazioni sul piano. Questo risultato \u00e8 stato possibile solo dopo una campagna di pressione della societ\u00e0 civile, che nell\u2019ultimo anno ha preteso e ottenuto pi\u00f9 trasparenza.<\/p>\n<p>ERA IL 12 FEBBRAIO 2024, infatti, quando abbiamo inviato la nostra prima richiesta di accesso civico per conoscere i dati sull\u2019avanzamento di spesa per i progetti. A quella e ad altre richieste sono seguiti diversi dinieghi da parte del governo. Sono stati mesi di botta e risposta, resi possibili dal prezioso supporto dello studio legale E-lex. Inoltre, avevamo richiesto dati sulla spesa dei progetti gi\u00e0 a partire dal 2022.<br \/>\nFino a quando, poco prima di capodanno, il governo ha pubblicato i nuovi dati, proprio alla vigilia della scadenza del 31 dicembre, annunciata dal ministro dell\u2019economia Giancarlo Giorgetti in parlamento in seguito a un\u2019interrogazione parlamentare elaborata sulla base del nostro monitoraggio.<\/p>\n<p>QUESTO RISULTATO \u00c8 STATO POSSIBILE GRAZIE ALLA MOBILITAZIONE DI CENTINAIA DI ORGANIZZAZIONI.<br \/>\nIl percorso legato alle richieste formali \u00e8 stato importante tanto quanto la campagna pubblica che ha visto protagoniste centinaia di associazioni e organizzazioni della societ\u00e0 civile, riunite nelle sigle Dati bene comune e Osservatorio civico PNRR. Il rilascio dei dati da parte del governo \u00e8 la dimostrazione plastica che la mobilitazione paga.<br \/>\nOggi quindi siamo di fronte al salto di qualit\u00e0 di un progetto di monitoraggio importante per la nostra fondazione. Un lavoro necessario per valutare in modo indipendente, basato sui numeri, il Pnrr. E che necessita del sostegno di tutti per mantenere un\u2019autonomia slegata dalla politica e dall\u2019opinionismo delle parti che troppo spesso inquina il dibattito pubblico.<\/p>\n<p>\u201cFIN DAL 2021, anno di approvazione del piano, abbiamo lavorato affinch\u00e9 venisse fatta pi\u00f9 luce possibile sull\u2019andamento di investimenti e riforme. Non \u00e8 possibile valutare compiutamente questa ingente mole di risorse se non c\u2019\u00e8 la minima trasparenza. La chiediamo da sempre e continueremo a farlo fino alla fine\u201d, afferma Vittorio Alvino, presidente della Fondazione Openpolis.<br \/>\nSPESO UN TERZO DEI FINANZIAMENTI<br \/>\nMa perch\u00e9 sono cos\u00ec importanti i dati sulla spesa? Perch\u00e9 ci danno la misura quantitativa dello stato dell\u2019arte dei progetti del Pnrr. Ci dicono quanto e dove \u00e8 stato effettivamente investito finora in un piano che, secondo le previsioni, dovrebbe cambiare il volto dell\u2019Italia.<br \/>\nAl 13 dicembre scorso, data dell\u2019ultimo rilascio trimestrale dei dati su Italia Domani, la spesa effettiva delle risorse ammontava a 58,6 miliardi di euro, meno di un terzo del totale previsto dal piano, pari a 194,4 miliardi.<\/p>\n<p>30,14% DELLE RISORSE DEL PNRR PREVISTE \u00c8 STATO SPESO, AL 13 DICEMBRE 2024.<br \/>\nLa percentuale di spesa \u00e8 molto simile a quella dei pagamenti effettuati per i singoli progetti nel loro complesso. Questa rappresenta un\u2019altra novit\u00e0 di OpenPNRR. Differisce leggermente dalla spesa perch\u00e9 quest\u2019ultima, aggregata a livello di misura, \u00e8 comunicata al governo direttamente dalle amministrazioni titolari dell\u2019investimento. Mentre i dati sui pagamenti, relativi ai singoli progetti, arrivano dai rispettivi soggetti attuatori.<br \/>\nIn entrambi i casi, tuttavia, siamo in grado di dire che abbiamo speso meno di un terzo delle risorse a meno di due anni dal termine del piano, previsto per met\u00e0 2026, e tre anni e mezzo dall\u2019approvazione dello stesso, nel luglio 2021.<br \/>\nSi tratta d\u2019una conferma, rispetto alle difficolt\u00e0 e ai ritardi che abbiamo denunciato negli ultimi mesi, che contraddice il tono trionfalistico sul Pnrr della presidente del consiglio Giorgia Meloni e dell\u2019ex ministro Raffaele Fitto, oggi diventato commissario europeo.<\/p>\n<p>QUANTO SAR\u00c0 IMPATTANTE IL PNRR PER L\u2019ECONOMIA E LA SOCIET\u00c0 ITALIANA?<br \/>\nCerto, l\u2019avanzamento di questo importante programma di investimenti non \u00e8 omogeneo in tutte le misure, agli ambiti e ai territori. Per questo, attraverso OpenPNRR, \u00e8 possibile monitorare lo stato dell\u2019arte di ogni singolo progetto e territorio, per capire dove ci si trova in difficolt\u00e0 e dove a buon punto rispetto alla programmazione iniziale.<\/p>\n<p>COME NEL PASSATO, \u00c8 POSSIBILE FARLO IN MODO PERSONALIZZATO, ISCRIVENDOSI GRATUITAMENTE E RICEVENDO VIA MAIL AGGIORNAMENTI COSTANTI SUI PROGETTI CHE SI \u00c8 SCELTO DI MONITORARE.<br \/>\nNelle prossime settimane pubblicheremo un\u2019analisi pi\u00f9 dettagliata dell\u2019avanzamento della spesa del Pnrr, alla luce di questi nuovi dati. \u00c8 importante analizzare gli eventuali ritardi negli investimenti, per comprendere come vengono impiegati i fondi e quindi valutare se e quanto realmente saranno impattanti per il futuro dell\u2019economia e della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>IL NOSTRO OSSERVATORIO SUL PNRR<br \/>\nQuesto articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni luned\u00ec pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilit\u00e0 di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.<br \/>\n*(Fonte: redazione, OpenPNRR)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; I DATI AGGIORNATI SULLA SPESA DEI FONDI PNRR CONFERMANO LE DIFFICOLT\u00c0 E I RITARDI &#8211; UNA RECENTE RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI CONFERMA CHE MOLTI INTERVENTI SONO IN RITARDO E CHE C\u2019\u00c8 BISOGNO DI RECUPERARE IL TEMPO PERSO. PER QUESTO SI \u00c8 RESA NECESSARIA ANCHE UN\u2019ULTERIORE RIPROGRAMMAZIONE DELLA SPESA. (*)<\/strong><\/p>\n<p>SECONDO LA CORTE DEI CONTI, AL 30 SETTEMBRE, SONO STATI SPESI CIRCA 57,7 MILIARDI DI EURO. APPENA IL 30% DEI FONDI PNRR TOTALI.<br \/>\nNEL BIENNIO 2025-2026 SI PREVEDE DI SPENDERE OLTRE 17 MILIARDI IN PI\u00d9 RISPETTO ALLA PROGRAMMAZIONE ORIGINARIA.<br \/>\nIN 79 CASI SU 100 IL LIVELLO DI SPESA GI\u00c0 SOSTENUTA \u00c8 INFERIORE AL 25%.<br \/>\nLa rendicontazione dei progetti \u00e8 ancora nelle fasi iniziali. Il governo ha adottato delle misure per velocizzare le erogazioni ma questo pu\u00f2 comportare problemi.<br \/>\nNelle scorse settimane il governo ha incassato il via libera preliminare da parte della commissione europea all\u2019erogazione della sesta rata di fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Si tratta di un traguardo importante, subordinato a tutta una serie di controlli che permettono di comprendere lo stadio attuale del piano. Ma la verifica sul rispetto delle scadenze non rappresenta in questa fase un indicatore particolarmente significativo per valutare se ci sono eventuali criticit\u00e0 o ritardi. Questo perch\u00e9 il Pnrr \u00e8 stato modificato per ben 4 volte e in molti casi gli obiettivi da raggiungere sono stati posticipati o rivisti al ribasso.<br \/>\nUn elemento molto pi\u00f9 utile per valutare lo stato di avanzamento dei vari progetti finanziati con il piano \u00e8 quello della spesa sostenuta finora. Il suo incremento infatti dovrebbe indicare un avanzamento delle procedure legate alle opere che si intende realizzare. Su questo fronte purtroppo i dati disponibili sono ancora molto scarsi. Per questo abbiamo presentato anche una specifica richiesta di accesso agli atti (Foia) a cui per\u00f2 \u00e8 arrivata una risposta insoddisfacente.<br \/>\nTuttavia una recente relazione della corte dei conti fornisce una serie di indicazioni utili a ricostruire un quadro aggiornato. Dal documento emerge come, al 30 settembre 2024, i fondi spesi fossero circa il 30% delle risorse totali assegnate all\u2019Italia.<\/p>\n<p>57,7 MILIARDI \u20ac I FONDI DEL PNRR GI\u00c0 SPESI.<br \/>\nLa corte evidenzia come, a seguito dell\u2019ennesima revisione del piano, ci sia stata anche la necessit\u00e0 di una ulteriore riprogrammazione della spesa. Di conseguenza, l\u2019erogazione di una parte dei fondi inizialmente prevista per quest\u2019anno \u00e8 stata posticipata al biennio 2025-2026.<br \/>\nDa ci\u00f2 emerge con evidenza lo sforzo richiesto negli ultimi semestri del PNRR a tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione delle iniziative progettuali, al fine di assicurarne la finalizzazione nei tempi previsti.<br \/>\n\u2013 CORTE DEI CONTI, RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (DICEMBRE 2024)<br \/>\nI FONDI SPESI E LA NUOVA PROGRAMMAZIONE<br \/>\nLe norme in materia di Pnrr prevedono che la corte dei conti rediga una relazione sullo stato di avanzamento del piano con cadenza semestrale. A questo fine i giudici contabili hanno la possibilit\u00e0 di addire i soggetti coinvolti e hanno anche accesso al sistema Regis, la piattaforma dedicata alla rendicontazione del Pnrr e riservata ai soli addetti ai lavori. Sulla base delle informazioni raccolte la corte ha potuto cos\u00ec delineare come si sviluppa il nuovo quadro programmatico della spesa.<br \/>\nIn base ai dati presenti sul sistema Regis a inizio novembre, si pu\u00f2 notare un ulteriore slittamento in avanti di una parte delle spese precedentemente previste per il biennio 2023-2024 per un totale di circa 2,4 miliardi di euro. A seguito di questa ennesima revisione, si prevede un incremento della spesa di circa 1,2 miliardi nel 2025 e 680 milioni nel 2026. Confrontando questa nuova programmazione con quella originaria emerge come nel biennio 2023-2024 la spesa ipotizzata inizialmente sia stata rivista al ribasso in maniera particolarmente significativa.<\/p>\n<p>-12,9 MLD \u20ac LA RIDUZIONE DELLA SPESA DEI FONDI PNRR NEL BIENNIO 2023-2024 RISPETTO ALLA PROGRAMMAZIONE ORIGINARIA.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunge una riduzione anche nelle annualit\u00e0 precedenti, tutte da recuperare nei due anni conclusivi del piano. Rispetto a quanto previsto inizialmente infatti si prevede di spendere ben 8,3 miliardi in pi\u00f9 nel 2025 e 8,9 miliardi nel 2026.<br \/>\nPer quanto riguarda i dati sulla spesa sostenuta finora, la corte riporta che nei primi 9 mesi dell\u2019anno c\u2019\u00e8 stato un incremento di 12,6 miliardi rispetto al dicembre 2023. Tale ammontare rappresenta circa il 30% rispetto alla programmazione rivista presente attualmente sul sistema Regis.<br \/>\nCI\u00d2 SIGNIFICA CHE, IN TEORIA, NELL\u2019ULTIMO TRIMESTRE DELL\u2019ANNO SI DOVREBBERO RIUSCIRE A SPENDERE BEN 29,5 MILIARDI DI EURO.<br \/>\nA questo proposito per\u00f2 occorre sottolineare che il governo nel documento programmatico di bilancio (Dpb) ha ulteriormente rivisto al ribasso le stime. In base a questo documento infatti il livello di spesa raggiunto attualmente sarebbe pari a circa il 60% di quanto previsto per l\u2019anno in corso. Dunque l\u2019aspettativa sarebbe quella di riuscire a spendere un totale di circa 21 miliardi nel 2024.<\/p>\n<p>8,4 MLD \u20ac I FONDI PNRR CHE IL GOVERNO CONTA DI RIUSCIRE A SPENDERE NELL\u2019ULTIMO TRIMESTRE DELL\u2019ANNO SECONDO LE INDICAZIONI CONTENUTE NEL DPB.<br \/>\nCi\u00f2 per\u00f2 comporterebbe una ulteriore revisione rispetto alla programmazione della spesa contenuta in Regis e un ennesimo aumento degli obiettivi da raggiungere nel biennio 2025-2026.<\/p>\n<p>DOVE SI CONCENTRANO I FONDI GI\u00c0 EROGATI<br \/>\nLa relazione della corte dei conti fornisce ulteriori dati sulla spesa sostenuta, aggregati per missione e componente del Pnrr. Considerando la nuova programmazione 20-24, sono gli investimenti contenuti nella missione 3 (dedicata alle infrastrutture e alla mobilit\u00e0) quelli che fanno registrare il tasso di avanzamento pi\u00f9 elevato. Parliamo dell\u201987% di fondi gi\u00e0 erogati a fronte di quanto programmato. Dato che sale al 92% se consideriamo gli investimenti ferroviari raccolti nella componente 2. Si deve per\u00f2 rilevare come, a livello complessivo, la spesa sostenuta rappresenti appena il 37% rispetto al totale delle risorse assegnate per questo tipo di interventi. Anche su questo fronte peraltro, le difficolt\u00e0 non sono mancate.<\/p>\n<p>A CHE PUNTO SONO LE GRANDI INFRASTRUTTURE FINANZIATE DAL PNRR.<br \/>\nSempre con riferimento alla programmazione 20-24, risultano in stato particolarmente avanzato anche la prima missione dedicata a digitalizzazione, innovazione, competitivit\u00e0 e cultura (70%) e la seconda dedicata alla transizione ecologica (68%). Nel primo caso a trainare la spesa sono stati principalmente gli investimenti della componente 2 (Digitalizzazione, innovazione e competitivit\u00e0 nel sistema produttivo) con un tasso di avanzamento del 77%. Nel secondo caso invece risulta particolarmente elevata la spesa per gli investimenti della componente 3 (efficienza energetica e riqualificazione degli edifici) che raggiunge addirittura il 97%.<\/p>\n<p>LA SPESA DEI FONDI PNRR \u00c8 TRAINATA DAI CREDITI D\u2019IMPOSTA.<br \/>\nA incidere particolarmente su questi dati sono i fondi erogati attraverso i crediti d\u2019imposta, come Superbonus e Transizione 4.0. La corte fa notare che se si escludessero dal conteggio queste due misure la percentuale di completamento per la missione 1 scenderebbe al 40% mentre per la missione 2 al 37%.<br \/>\nL\u2019accentuazione dell\u2019incidenza dei contributi alle imprese, in particolare di quelli consistenti nei crediti d\u2019imposta, potrebbe imprimere maggiore velocit\u00e0 alla realizzazione della spesa, imponendo per\u00f2 l\u2019esigenza di garantire un attento monitoraggio nella ripartizione territoriale dei fondi, al fine di preservarne un\u2019adeguata fruizione anche alle aree meridionali.<\/p>\n<p>\u2013 CORTE DEI CONTI, RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (MAGGIO 2024)<br \/>\nGli investimenti contenuti nella missione 5 (Inclusione e coesione) sono quelli che presentano lo scostamento pi\u00f9 significativo rispetto al cronoprogramma 20-24. Parliamo di una spesa sostenuta pari al 27% rispetto a quanto previsto per l\u2019anno corrente. Percentuale che scende all\u201911% considerando l\u2019importo totale delle risorse disponibili. Le missioni 4 (Istruzione e ricerca) e 6 (Salute) hanno un livello di allineamento rispettivamente del 60% e del 68%. In entrambi i casi, tuttavia, parliamo di dati particolarmente bassi rispetto alla dotazione finanziaria totale. Si tratta rispettivamente del 25% e del 14%.<\/p>\n<p>LA SPESA DEI FONDI PNRR \u00c8 INFERIORE AL 25% IN 8 CASI SU 10<br \/>\nIl livello di spesa sostenuta per gli investimenti del Pnrr suddivisi in componenti<br \/>\nQuesto contenuto \u00e8 ospitato da una terza parte. Mostrando il contenuto esterno accetti i termini e condizioni di flourish studio.<br \/>\nA livello di singole misure con dotazione finanziaria, la corte rileva che nel 79% dei casi il tasso di avanzamento complessivo risulta essere inferiore al 25%. Solamente il 13% delle misure si colloca a un livello di avanzamento compreso tra il 25% e il 50%. Solo l\u20198% degli investimenti si trova a un livello ancora superiore.<\/p>\n<p>57% IL COMPLESSO DI MISURE DEL PNRR CON UNA DOTAZIONE FINANZIARIA IL CUI LIVELLO DI SPESA GI\u00c0 SOSTENUTA \u00c8 INFERIORE AL 10%.<br \/>\nLa rendicontazione della spesa<br \/>\nAltri dati interessanti che emergono dalla relazione della corte dei conti sono quelli relativi alla rendicontazione delle spese sostenute. Un passaggio fondamentale per i soggetti attuatori al fine di ottenere i fondi assegnati. Tale attivit\u00e0 costituisce la fase conclusiva di ciascuna spesa (parziale o totale che sia) e consiste nell\u2019invio della documentazione a supporto dei pagamenti disposti. Eventuali criticit\u00e0 o ritardi in questa fase possono rappresentare un problema per quei soggetti che hanno anticipato i fondi con risorse proprie. Perci\u00f2 \u00e8 molto importante analizzare anche questi dati. I controlli sono a carico delle amministrazioni centrali titolari della specifica misura e si distinguono in:<br \/>\n\u2022 Formali (su tutti i progetti): verifica della correttezza e completezza dei dati e della documentazione amministrativa, tecnica e contabile inviata;<br \/>\n\u2022 Sostanziali (anche a campione) circa la regolarit\u00e0 delle spese e delle relative procedure rendicontate dagli attuatori.<br \/>\nSe l\u2019esito dei controlli \u00e8 positivo, i rendiconti sono trasmessi all\u2019ispettorato generale per il Pnrr del ministero dell\u2019economia. Quest\u2019organo aggrega i rendiconti per misura e dispone l\u2019erogazione dei pagamenti. Inoltre esegue specifici controlli su base campionaria focalizzati sui profili del conflitto di interessi e del rischio di doppio finanziamento.<\/p>\n<p>LA RENDICONTAZIONE DELLE SPESE SI TROVA ANCORA IN UNA FASE INIZIALE.<br \/>\nL\u2019analisi delle informazioni disponibili su Regis restituisce un quadro in cui la rendicontazione si trova ancora in una fase iniziale. Infatti, alla data del 17 luglio, risultavano ultimati 4.775 rendiconti di progetto da parte dei soggetti attuatori (i progetti finanziati attualmente sono oltre 260mila). Questi rendiconti sono legati principalmente a investimenti contenuti nella missione 1 (32%) e nella missione 4 (26%). Ci\u00f2 comporta che tali istanze sono soggette principalmente ai controlli dei ministeri della cultura (26%), dell\u2019istruzione (22%) e del dipartimento per lo sport (10%).<br \/>\nOltre la met\u00e0 (52%) dei rendiconti predisposti dai soggetti attuatori devono ancora passare al vaglio delle amministrazioni titolari competenti. C\u2019\u00e8 poi un 23% di progetti che si trova nella fase della verifica formale mentre solo l\u20191% si trova alla fase della verifica sostanziale. Scomponendo l\u2019iter di controllo tra verifiche formali e sostanziali, va sottolineato come le prime, necessarie su tutti i rendiconti, abbiano assorbito gran parte delle tempistiche di approvazione con circa 73 giorni, a fronte dei 19,4 mediamente impiegati per i controlli sostanziali.<\/p>\n<p>RENDICONTATI MENO DI 5MILA PROGETTI PNRR<br \/>\nLO STATO DEI PROGETTI PNRR PER CUI \u00c8 GI\u00c0 INIZIATO L\u2019ITER DI RENDICONTAZIONE, SUDDIVISI PER AMMINISTRAZIONE TITOLARE<br \/>\nA livello di amministrazioni titolari emergono risultati molto disomogenei, anche influenzati dal numero di rendiconti di competenza. Fanno registrare dati superiori alla media il ministero del lavoro (quasi 8 mesi per un solo rendiconto), quello delle infrastrutture (oltre 6 mesi per 38 rendiconti), quello della cultura (poco meno di 4 mesi, ma per 607 rendiconti) e quello della salute (pi\u00f9 di 3 mesi per 89 rendiconti).<\/p>\n<p>LE CAUSE DELLE DIFFICOLT\u00c0 NEI CONTROLLI<br \/>\nLa corte ha anche svolto degli approfondimenti in merito alle difficolt\u00e0 incontrate dalle amministrazioni titolari che hanno fatto registrare tempi superiori alla media. Il primo elemento che emerge \u00e8 il numero molto consistente delle rendicontazioni presentate, a cui si associa spesso uno scarso livello di adeguatezza compilativa. Anche l\u2019eterogeneit\u00e0 dei soggetti attuatori coinvolti (che pu\u00f2 variare da strutture interne ai ministeri a societ\u00e0 pubbliche e private, a enti locali e organizzazioni profit e no profit) ostacola la celerit\u00e0 dei controlli soprattutto nella fase iniziale. Le amministrazioni consultate hanno poi sottolineato il fatto che i soggetti attuatori spesso presentano rendiconti con importi molto ridotti (spezzettando quindi le richieste anzich\u00e9 presentarne una univoca), aggravando ulteriormente il lavoro delle strutture preposte al controllo.<br \/>\nAltro fattore che incide negativamente sulla capacit\u00e0 di gestire le attivit\u00e0 di verifica delle spese \u00e8 la forte carenza di personale. Tutte le amministrazioni in esame hanno infatti evidenziato penuria di organico negli uffici di rendicontazione e controllo, con conseguente allungamento delle tempistiche.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 nella rendicontazione sono dovute alla carenza di personale e all\u2019inadeguatezza della documentazione.<br \/>\nPer far fronte alle carenze documentali e alla difficolt\u00e0 dei soggetti attuatori di rispondere alle richieste di integrazione, sono state avviate attivit\u00e0 formative e di affiancamento. Al fine, invece, di sopperire alla mancanza di personale dedicato alle attivit\u00e0 di controllo, in alcuni casi, sono state avviate procedure per il reclutamento di esperti. In altri casi invece l\u2019amministrazione sta verificando la possibilit\u00e0 di attingere a servizi di assistenza tecnica, anche con il coinvolgimento di soggetti esterni.<br \/>\nInoltre, per velocizzare le erogazioni il governo \u00e8 intervenuto con un decreto legge, il 113\/2024. In sintesi, al fine di garantire ai soggetti attuatori la liquidit\u00e0 necessaria alla realizzazione degli interventi, le amministrazioni titolari sono autorizzate a erogare fino al 90% del costo dell\u2019intervento a carico del Pnrr entro 30 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Le verifiche e i controlli sulla documentazione giustificativa saranno concentrati nella fase finale della procedura, prima dell\u2019erogazione del saldo.<\/p>\n<p>Se, da un lato, tale intervento di semplificazione accelera i flussi di cassa per il finanziamento dei progetti del PNRR, dall\u2019altro rischia di determinare un accumulo dei controlli sulle rendicontazioni nella fase finale della spesa, aumentando le eventualit\u00e0 di rettifiche di spese gi\u00e0 oggetto di rimborso.<\/p>\n<p>\u2013 CORTE DEI CONTI, RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (DICEMBRE 2024)<br \/>\nIl nostro osservatorio sul Pnrr<br \/>\nQuesto articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni luned\u00ec pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilit\u00e0 di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.<br \/>\n*(FONTE: Elaborazione Openpolis su dati corte dei conti e presidenza del consiglio dei ministri, ultimo aggiornamento: luned\u00ec 30 settembre 2024)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 \u2013 Alberto Leiss, Vincenzo Vita*: Gridava la sinistra \u00e8 la libert\u00e0. ADDIO ALDO TORTORELLA \u00c8 stato un vero maestro. 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