{"id":50494,"date":"2024-10-20T00:25:06","date_gmt":"2024-10-20T00:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=50494"},"modified":"2024-10-21T09:57:56","modified_gmt":"2024-10-21T09:57:56","slug":"n42-19-ottobre-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=50494","title":{"rendered":"N\u00b042 \u201319\/10\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Andrea Colombo*: Meloni prepara la guerra d\u2019Albania &#8211; RIMPATRIOTI Domani il decreto sui Paesi sicuri. Non sar\u00e0 risolutivo ma dar\u00e0 il via allo scontro frontale. Palazzo Chigi punta a esasperare la pressione sui giudici e a massimizzare il consenso elettorale<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Record povert\u00e0, tagliati i sostegni, il governo offre un caff\u00e8 al giorno.<\/strong><br \/>\n<strong>Il caso I dati Istat 2023, 600 mila nuclei senza sussidio, in manovra c\u2019\u00e8 solo lo spot \u00abCarta dedicata a te\u00bb: 5,7 milioni di persone erano in \u00abpovert\u00e0 assoluta\u00bb l&#8217;anno scorso. Il bilancio sar\u00e0 pi\u00f9 pesante il prossimo per i tagli ai sussidi. Ne arrivano altri con la legge di bilancio, a cominciare dai servizi sociali. Il sit-in della Rete dei numeri Pari a Roma: &#8220;Un&#8217;altra agenda sociale \u00e8 possibile&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: Fine settimana di impegni a New York per la Sen. La Marca per il \u201cColumbus Weekend&#8221; \u00e8Italea\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Gianluca Schinaia*: Jeremy Rifkin vuole ribattezzare la Terra. E riscrivere la storia dell&#8217;uomo.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Mazzino Montinari: Berlinguer e la grande ambizione della collettivit\u00e0 perduta.<\/strong><br \/>\n<strong>Festa del Cinema di Roma In apertura il nuovo film di Andrea Segre, racconto di un\u2019epoca e di un fare politica ormai scomparso. Elio Germano nel ruolo del segretario del Pci, l\u2019Italia tra lotte e crisi<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Marco Bascetta*: Israele, una violenza senza proporzione &#8211; La brutalit\u00e0 dell\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre \u00e8 stata sepolta sotto decine di migliaia di vittime civili e sotto le macerie di Gaza ridotta alla fame, pur di annientare il nemico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Andrea Colombo*: Meloni PREPARA LA GUERRA D\u2019ALBANIA &#8211; RIMPATRIOTI DOMANI IL DECRETO SUI PAESI SICURI. NON SAR\u00c0 RISOLUTIVO MA DAR\u00c0 IL VIA ALLO SCONTRO FRONTALE. PALAZZO CHIGI PUNTA A ESASPERARE LA PRESSIONE SUI GIUDICI E A MASSIMIZZARE IL CONSENSO ELETTORALE<\/strong><\/p>\n<p>l\u2019Albania entro la settimana prossima. Il rischio di doverli riportare indietro in poche ore c\u2019\u00e8 tutto. Ma il clamore, a quel punto, diventerebbe davvero assordante. Sul Colle si aspetta l\u2019inizio della settimana prossima nel classico clima di tensione immobile che precede le battaglie vere. Lo scontro istituzionale stavolta \u00e8 serio, molto pi\u00f9 di quelli che si registravano ai tempi del braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e i togati.<br \/>\nQui la posta in gioco \u00e8 molto pi\u00f9 alta di un caso personale e non saranno solo dichiarazioni esplosive quelle che partiranno luned\u00ec alle 18, ora della convocazione del consiglio dei ministri, dalle batterie del governo.<br \/>\nSar\u00e0 un decreto legge che dovr\u00e0 essere emanato dal presidente della repubblica e che certamente verr\u00e0 presentato in anticipo dal sottosegretario Mantovano al segretario generale del Quirinale Zampetti.<br \/>\nL\u2019opposizione avrebbe molto gradito un pronunciamento di Mattarella su quella che considera una gravissima invasione di campo da parte del ministro della Giustizia Nordio. Ma il capo dello Stato in materia \u00e8 irremovibile: il Quirinale valuta gli atti, e se del caso interviene, non le dichiarazioni per quanto fragorose.<\/p>\n<p>NESSUNO COMUNQUE si illude che il governo limiti la reazione al ricorso in Cassazione gi\u00e0 annunciato dal ministro dell\u2019Interno Piantedosi o alla richiesta di chiarimenti dettagliati che probabilmente il centrodestra inoltrer\u00e0 alla Corte di Giustizia europea in merito alla sentenza del 4 ottobre, che costituisce la base giuridica sovranazionale sulla quale poggia in buona parte la sentenza del Tribunale di Roma.<br \/>\nLa parte politicizzata della magistratura vuole sancire il diritto di migrare a piacimento e impedire di contrastare l\u2019immigrazione illegale Giorgia Meloni<br \/>\nIl passare delle ore non ha moderato l\u2019irritazione oltre i livelli di guardia della premier Meloni, ancora convinta che \u00abla parte politicizzata della magistratura\u00bb voglia \u00absancire il diritto di migrare a piacimento e impedire al governo di contrastare l\u2019immigrazione illegale\u00bb.<\/p>\n<p>DALL\u2019ALBANIA A BARI \u00abIMPAURITI E SOTTO CHOC\u00bb<br \/>\nMa una contromossa davvero efficace, cio\u00e8 in grado di sottrarre la decisionalit\u00e0 alla magistratura ordinaria, ieri il governo non la aveva ancora trovata. Si ipotizzava soprattutto lo spostamento per decreto della decisionalit\u00e0 ai giudici di pace ma \u00e8 un\u2019opzione che il governo ha gi\u00e0 vagliato e poi scartato perch\u00e9 impraticabile in passato. Significherebbe, oltretutto, arrivare a uno scontro frontale con Mattarella \u2013 presidente della repubblica e del Consiglio superiore della magistratura \u2013 che la premier vuole invece evitare.<\/p>\n<p>CENTRO DEL PROVVEDIMENTO sar\u00e0 dunque, salvo trovate in extremis, la definizione per decreto legge invece che per decreto interministeriale dei Paesi considerati sicuri.<br \/>\nSolo che, se fosse davvero questo l\u2019intervento del governo, non basterebbe a evitare sentenze come quella che ha imposto il rientro in Italia dei dodici migranti tornati ieri dall\u2019Albania.<br \/>\nNon solo perch\u00e9 il decreto non annullerebbe il verdetto della Corte europea ma anche perch\u00e9 nella legislazione internazionale c\u2019\u00e8 una quantit\u00e0 di appigli che consentono, caso per caso, di bloccare i rimpatri.<br \/>\nA quel punto per\u00f2 lo scontro istituzionale sar\u00e0 frontale e senza precedenti, tanto pi\u00f9 se il decreto sar\u00e0 scritto in modo da contrastare platealmente con la sentenza europea, che ha valore costituzionale.<br \/>\nSarebbero i magistrati stessi a dover chiamare in causa la Consulta, che alla fine sar\u00e0 comunque probabilmente chiamata a giudicare perch\u00e9 questo \u00e8 sia l\u2019obiettivo che lo sbocco naturale di uno scontro tra le istituzioni come quello che si prepara a scatenare il governo Meloni.<\/p>\n<p>MAJORINO: \u00abACCELERAZIONE AUTORITARIA PAZZESCA PER COPRIRE L\u2019ORRORE DELLE DEPORTAZIONI\u00bb<br \/>\nPALAZZO CHIGI \u00e8 consapevole di non disporre di armi risolutive. Portando la guerra alle estreme conseguenze punta per\u00f2 a esercitare una pressione che auspica insostenibile sui giudici, forte anche dell\u2019\u00abinteresse\u00bb che molti Paesi hanno manifestato nei confronti del Protocollo con l\u2019Albania. Ma soprattutto mira a massimizzare il consenso elettorale che la vicenda garantisce.<\/p>\n<p>Non a caso il pi\u00f9 soddisfatto di tutti, nella maggioranza, \u00e8 Matteo Salvini, il leader che pi\u00f9 di ogni altro, e molto pi\u00f9 della premier stessa, tira dall\u2019inizio a rendere lo scontro sull\u2019immigrazione esclusivamente politico. Forse il consenso, a fronte del fallimento di un modello sul quale conta molto a livello europeo, \u00e8 solo una consolazione per Giorgia Meloni. Ma non di quelle insignificanti.<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 LA COSTITUZIONE VUOLE CHE DECIDA UN GIUDICE<br \/>\nProprio nell\u2019ottica di rendere il conflitto quanto pi\u00f9 estremo possibile, il governo medita davvero di imbarcare altri migranti verso<br \/>\n*(Andrea Colombo redattore de il manifesto e Gli Altri ha collaborato con varie testate, tra cui Liberazione.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: RECORD POVERT\u00c0, TAGLIATI I SOSTEGNI, IL GOVERNO OFFRE UN CAFF\u00c8 AL GIORNO. IL CASO I DATI ISTAT 2023, 600 MILA NUCLEI SENZA SUSSIDIO, IN MANOVRA C\u2019\u00c8 SOLO LO SPOT \u00abCARTA DEDICATA A TE\u00bb: 5,7 MILIONI DI PERSONE ERANO IN \u00abPOVERT\u00c0 ASSOLUTA\u00bb L&#8217;ANNO SCORSO. IL BILANCIO SAR\u00c0 PI\u00d9 PESANTE IL PROSSIMO PER I TAGLI AI SUSSIDI. NE ARRIVANO ALTRI CON LA LEGGE DI BILANCIO, A COMINCIARE DAI SERVIZI SOCIALI. IL SIT-IN DELLA RETE DEI NUMERI PARI A ROMA: &#8220;UN&#8217;ALTRA AGENDA SOCIALE \u00c8 POSSIBILE&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>In Italia nel 2023 c\u2019erano 5,7 milioni di persone e 2,2 milioni di famiglie in condizioni di povert\u00e0 assoluta a cui si aggiungono 8,5 milioni di persone e 2,8 milioni di famiglie che sono lavoratori poveri e vivono in una condizione di \u00abpovert\u00e0 relativa\u00bb.<br \/>\nSe i primi non riescono ad assicurare a s\u00e9, e alla propria famiglia, una vita dignitosa, i secondi non arrivano nemmeno alla fine del mese.<br \/>\nCos\u00ec i figli di entrambi ereditano in maniera diversa la povert\u00e0 che si manifesta in molteplici dimensioni: relazionale e dell\u2019istruzione, senza contare quella energetica e l\u2019altra legata all\u2019impossibilit\u00e0 di affrontare spese impreviste perch\u00e9 i soldi non bastano mai.<br \/>\nOggi la povert\u00e0 colpisce maggiormente le famiglie numerose e con figli minori, le famiglie operaie, quelle del Mezzogiorno, quelle in affitto e i migranti.<\/p>\n<p>UN LAVORO NON BASTA, LA POVERT\u00c0 \u00c8 INVISIBILE<br \/>\n\u00c8 il ritratto che emerge dal rapporto annuale pubblicato ieri dall\u2019Istat sulla povert\u00e0 in Italia. Si tratta della fotografia di una situazione in transizione.<br \/>\n\u00c8 probabile, infatti che l\u2019anno prossimo di questi tempi racconteremo una situazione peggiorata dal governo Meloni negli ultimi 12 mesi.<\/p>\n<p>I dati potrebbero infatti registrare gli effetti dell\u2019abolizione del cosiddetto \u00abreddito di cittadinanza\u00bb e della sua rimodulazione nel doppio canale dell\u2019assegno di inclusione e del supporto alla formazione e lavoro. Stando agli ultimi dati dell\u2019Osservatorio dell\u2019Inps il taglio delle risorse voluto dal governo Meloni pari a 1,1 miliardi al vecchio sussidio ha espulso pi\u00f9 di 600 mila famiglie che hanno ricevuto almeno una mensilit\u00e0 del \u00abreddito di cittadinanza\u00bb negli anni scorsi.<\/p>\n<p>NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2023 ERANO IN TOTALE 1.324.104 NUCLEI, SONO DIVENTATI 695.127 NELLO STESSO PERIODO DEL 2024.<\/p>\n<p>UN RECORD PER MELONI: NEL 2023 \u00c8 AUMENTATA LA POVERT\u00c0 ASSOLUTA<br \/>\nLe conseguenze di questa operazione, non priva di una ferocia ideologica pi\u00f9 volte mostrata dagli esponenti della maggioranza a cominciare dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, sono state occultate.<br \/>\nNel sistema mediatico la povert\u00e0 \u00e8 andata fuori moda, salvo ieri in cui si \u00e8 stata celebrata la \u00abgiornata mondiale per l\u2019eliminazione della povert\u00e0\u00bb.<br \/>\nUna responsabilit\u00e0 ce l\u2019hanno anche le opposizioni che hanno preferito convergere sull\u2019idea del salario minimo, respinta tra l\u2019altro dal governo, e hanno abbandonato un progetto complessivo di rilancio del Welfare universale che va insieme alla lotta contro il lavoro povero e contro la precariet\u00e0.<br \/>\nLa proposta avanzata ieri dall\u2019Alleanza contro la povert\u00e0 di un \u00abreddito minimo europeo\u00bb \u2013 che potrebbe avere un immediata applicazione in Italia \u2013 arriva in un vuoto di elaborazione politica (ma non culturale) causato da una visione segmentata e categoriale del Welfare.<\/p>\n<p>NEL FRATTEMPO MELONI HA INSISTITO SUI DATI DELL\u2019OCCUPAZIONE CHE HANNO REGISTRATO UN AUMENTO.<br \/>\nIn realt\u00e0 si \u00e8 trattato di lavoro povero e non riguarda in gran parte i poveri assoluti che sono tali anche perch\u00e9 non riescono a (ri)entrare nel mercato del lavoro.<br \/>\nLa sovrapposizione di elementi eterogenei nella propaganda governativa \u00e8 servita a separare l\u2019argomento \u00abpovert\u00e0\u00bb da quello sul \u00ablavoro povero\u00bb. Ed \u00e8 stata usata per dimostrare che i \u00abpoveri\u00bb oggi lavorano. Prima no, a causa dell\u2019assistenzialismo.<br \/>\nIn realt\u00e0 i \u00abpoveri\u00bb non smettono di lavorare nella scandalosa economia sommersa che c\u2019\u00e8 in Italia. Infine Meloni ha rilanciato il mito dell\u2019impresa, tanto cara alla destra postfascista neoliberale: va sussidiato l\u2019imprenditore che \u00abassume\u00bb.<\/p>\n<p>IL VERO ASSISTENZIALISMO \u00c8 QUELLO ALLE IMPRESE. ALLE DESTRE PIACCIONO LE TRADIZIONI. ECCONE UNA.<\/p>\n<p>QUALCOSA PER\u00d2 NON FUNZIONA NEL MAGICO MONDO DI MELONI &amp; CO.<br \/>\nCon un caff\u00e8 al giorno il governo non scaccia lo spettro della povert\u00e0<br \/>\nLo ha dimostrato l\u2019istituzione della \u00abCarta dedicata a te\u00bb che sar\u00e0 rifinanziata dalla prossima legge di bilancio con 500 milioni.<br \/>\n\u00c8 una misura incongrua e una tantum, da 500 euro a famiglia, che non pu\u00f2 essere paragonata a una misura garantita.<br \/>\n\u00c8 pari a poco pi\u00f9 di un caff\u00e8 al giorno ed \u00e8 rivolta a una minoranza di chi \u00e8 stato escluso dallo governo dal \u00abreddito di cittadinanza\u00bb.<br \/>\nSi chiama pauperismo. L\u2019umiliazione \u00e8 la sua cifra. L\u2019Italia \u00e8 la sua \u00abpatria\u00bb.<\/p>\n<p>RETE DEI NUMERI PARI: UN\u2019ALTRA AGENDA SOCIALE \u00c8 POSSIBILE<br \/>\n\u00abIl governo sta per varare una legge di bilancio pessima, ingiusta e inadeguata \u2013 ha detto Giuseppe De marzo, coordinatore della Rete dei Numeri Pari in un sit-in ieri a piazza Capranica a Roma \u2013 Si pu\u00f2 fare diversamente, come chiedono pi\u00f9 di 700 realt\u00e0 sociali che promuovono un\u2019altra Agenda Sociale\u00bb. Al sit in, organizzato in occasione della giornata mondiale per l\u2019eliminazione della povert\u00e0 e contro il Ddl sicurezza, hanno partecipato numerose reti sociali. Tra gli interventi quello di Gaetano Azzariti, Marina Boscaino e Maura Cossutta. \u00abCon questo governo, il numero di persone aumenter\u00e0\u00bb ha detto Tino Magni (Avs). \u00abUna situazione difficile con la destra che si oppone al salario minimo e vuole fare l\u2019autonomia differenziata\u00bb ha aggiunto Marta Bonafoni (Pd).<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli (Bari, 1973). Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb,)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: FINE SETTIMANA DI IMPEGNI A NEW YORK PER LA SEN. LA MARCA (PD) PER IL \u201cCOLUMBUS WEEKEND&#8221; E &#8220;ITALEA\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Fine settimana denso di impegni istituzionali a New York per la Senatrice La Marca, dove ha partecipato a manifestazioni dedicate alla promozione della cultura italiana e al consolidamento dei legami tra l\u2019Italia e la folta comunit\u00e0 italiana di New York e dintorni.<br \/>\nIl momento clou del sabato \u00e8 stato l\u2019annuale &#8220;Columbus Citizens Foundation Gala\u201d che ha visto la partecipazione di circa mille persone. Questo importante evento, volto a riconoscere l\u2019eccellenza italiana in America attraverso l&#8217;assegnazione di borse di studio, attrae svariati esponenti di spicco della collettivit\u00e0. Tra i presenti, i Vicepresidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica italiani, Giorgio Mul\u00e9 e Licia Ronzulli, rispettivamente, accompagnati da delegazioni regionali, Sindaci e rappresentanti delle Istituzioni italiane all\u2019estero, tra cui il Console Generale d\u2019Italia a New York, Fabrizio Di Michele. Al Gala hanno inoltre partecipato il Coordinatore per il Turismo delle Radici del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Cons. Amb. Giovanni Maria De Vita, e il Direttore Generale per gli Italiani all\u2019Estero e le Politiche Migratorie, Luigi Maria Vignali, rappresentanti di spicco del Ministero degli Affari Esteri. La presenza della Governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, e di numerosi esponenti della comunit\u00e0 italiana come la Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, del Sindaco di Caserta, Carlo Marino, e le altre delegazioni delle regioni Toscana, Calabria, e Sicilia hanno arricchito ulteriormente l\u2019evento.<br \/>\nLe Regioni ospiti dell&#8217;iniziativa \u2013 Toscana, Calabria, Puglia e Sicilia \u2013 hanno contribuito a presentare l\u2019eccellenza italiana in ambito culturale ed enogastronomico. La Senatrice La Marca ha voluto sottolineare l&#8217;importanza di eventi come questo per rafforzare i legami tra l\u2019Italia e le sue comunit\u00e0 all\u2019estero, contribuendo a mantenere viva l&#8217;eredit\u00e0 culturale e promuovendo opportunit\u00e0 di crescita per le nuove generazioni attraverso borse di studio e progetti educativi. \u201cEventi come questo \u2013 ha dichiarato la Senatrice La Marca nel suo intervento \u2013 sono fondamentali per sostenere le nuove generazioni italo-americane, dando loro la possibilit\u00e0 di studiare e di crescere professionalmente, mantenendo sempre viva la fierezza delle loro radici italiane.\u201d<br \/>\nLa giornata di domenica si \u00e8 aperta con una partecipata degustazione di prodotti gastronomici organizzata dalla Regione Sicilia, sempre nel quadro del progetto \u201cItalea\u201d, grazie al contributo del MAECI, un\u2019iniziativa volta a promuovere i sapori e le tradizioni dell\u2019isola. All&#8217;evento erano presenti delegazioni provenienti direttamente dalla Sicilia, insieme all&#8217;Assessore al Turismo della Regione e a rappresentanti del settore agroalimentare. Particolarmente significativa \u00e8 stata la presenza di Nicola Fiasconaro, conosciuto imprenditore e fondatore dei prodotti di alta gastronomia Fiasconaro \u2013 noti al pubblico soprattutto per gli storici Panettoni artigianali \u2013 che ha offerto una selezione dei suoi pregiati prodotti ai partecipanti.<br \/>\nDurante un&#8217;intervista, la Senatrice La Marca ha ribadito il suo orgoglio per le sue origini siciliane, sottolineando come la gastronomia rappresenti un ulteriore mezzo per riscoprire le proprie radici culturali. Ha inoltre ribadito l&#8217;importanza del progetto \u201cItalea\u201d &#8211; &#8220;Riscoprire le proprie radici \u2013 ha detto La Marca \u2013 non \u00e8 solo un viaggio fisico, ma un percorso identitario che rafforza l&#8217;appartenenza culturale e alimenta il futuro della nostra comunit\u00e0 globale. La cucina \u00e8 molto pi\u00f9 di un semplice piacere culinario; \u00e8 un legame vivo e profondo con la nostra terra e le nostre tradizioni. Attraverso il cibo possiamo ritrovare i sapori dell&#8217;infanzia e trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza che \u00e8 radicato nei luoghi da cui proveniamo\u201d.<br \/>\nLa giornata di domenica si \u00e8 poi conclusa con un cocktail riservato a circa 400 ospiti, tra cui influencer, operatori turistici ed esponenti di spicco della comunit\u00e0 italiana per la presentazione del programma \u201cItalea\u201d inserito nell\u2019insieme delle iniziative di promozione del turismo delle radici. Durante l&#8217;evento, la Senatrice ha preso la parola per congratularsi con il Ministro De Vita e il Direttore Vignali per il successo del progetto \u201cItalea\u201d, che mira a creare un ponte tra le comunit\u00e0 italo-discendenti nel mondo e le realt\u00e0 italiane locali. La Marca ha espresso il suo sostegno alla continuazione di questo importante progetto, auspicando che vengano stanziate nuove risorse per la sua prosecuzione anche nel prossimo anno. &#8220;Progetti come \u201cItalea\u201d \u2013 ha sottolineato la Senatrice \u2013 non solo contribuiscono a promuovere il turismo delle radici, ma \u2013 rafforzano il legame indissolubile tra l\u2019Italia e le sue comunit\u00e0 all&#8217;estero. Da bambina e poi adolescente, ho avuto la possibilit\u00e0 di vivere in prima persona la bellezza e la ricchezza dei piccoli paesi di origine dei miei genitori ed \u00e8 questo che vogliamo offrire ai giovani di origine italiana sparsi nel mondo: la possibilit\u00e0 di riappropriarsi di un pezzo della loro identit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa partecipazione della Senatrice La Marca a questi eventi sottolinea il suo continuo impegno nel promuovere l\u2019identit\u00e0 italiana all&#8217;estero e nel rafforzare i legami tra l\u2019Italia e le comunit\u00e0 italiane nel mondo. Il successo di progetti come \u201cItalea\u201d e gli eventi dedicati alla cultura e alle tradizioni italiane testimoniano la vitalit\u00e0 e la centralit\u00e0 del patrimonio culturale italiano a livello internazionale. La Marca, con la sua presenza, ha ribadito la sua intenzione di continuare a sostenere iniziative che promuovano non solo l&#8217;eccellenza italiana, ma anche il senso di appartenenza e orgoglio che contraddistingue le comunit\u00e0 italo-discendenti ovunque nel mondo.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Gianluca Schinaia*: JEREMY RIFKIN VUOLE RIBATTEZZARE LA TERRA. E RISCRIVERE LA STORIA DELL&#8217;UOMO.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;AUTORE AMERICANO, ATTRAVERSO IL SUO ULTIMO LIBRO PIANETA ACQUA, DISEGNA PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELL&#8217;UMANIT\u00c0 NELL&#8217;OTTICA DELL&#8217;IDROSFERA. E PARLA DI METAVERSO, FILOSOFIA, GEN-Z E TRANSIZIONE ECOLOGICA IN QUESTO COLLOQUIO ESCLUSIVO CON WIRED<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo su un pianeta chiamato Terra, che \u00e8 composto per due terzi d&#8217;acqua: per l&#8217;economista Jeremy Rifkin, gi\u00e0 solo questa incomprensione sulla nostra identit\u00e0 rivela un grande caos sulla nostra direzione come specie dominante. Per citare il rapper Salmo, \u201cdove cazzo vai se non sai dove vieni\u201d (1984). Per questo, ribattezzare il pianeta con un nuovo nome pu\u00f2 essere un primo passo per raccontare una storia diversa dell\u2019umanit\u00e0? Insomma, pu\u00f2 aiutare a salvarci da una corsa chiamata progresso che ci sta portando all\u2019autodistruzione?<br \/>\nDa questa proposta forte e chiara inizia l\u2019ultimo libro di Jeremy Rifkin, intitolato appunto Pianeta Acqua. Wired lo ha intervistato all\u2019interno del Wired Next Fest 2024 di Rovereto. Partiamo da un parallelo azzardato con il linguaggio del marketing: l\u2019autore americano propone un rebranding del Pianeta? Alla fine, il target principale di chi ha il potere di cambiare le carte in tavola nella sfida del cambiamento climatico sono dirigenti e Ceo aziendali, e i business men conoscono l\u2019importanza di ridisegnare l&#8217;identit\u00e0 del marchio di un&#8217;azienda quando si definisce una nuova mission. \u201cBen detto\u201d, risponde lui, \u201cspiega parte della filosofia che ho cercato di portare con questo libro: presentare una narrazione diversa che sia uno schema di comprensione di ci\u00f2 che siamo\u201d.<br \/>\nPer quasi due ore, Rifkin parla in collegamento dal suo ufficio di Washington, dopo essere intervenuto anche all&#8217;interno del festival in Trentino da remoto, di diverse sfumature che riguardano le nuove sfide dell\u2019umanit\u00e0. Citando tecnici, scienziati, filosofi, poeti. E offrendo visioni alternative. Schopenhauer? Non certo un pessimista. Platone? Ha messo l\u2019umanit\u00e0 sulla strada sbagliata. L\u2019AI? Non manterr\u00e0 ci\u00f2 che promette (ha bisogno di troppa acqua). E i petrolieri? Sanno che la (loro) festa \u00e8 finita. Pianeta Acqua, da cui parte questa conversazione sul futuro dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 il suo libro numero 24 (gli altri sono stati tradotti complessivamente in 35 lingue) in oltre mezzo secolo di attivit\u00e0. Oltre alle diverse attivit\u00e0 autoriali e accademiche, oggi Rifkin \u00e8 uno dei principali architetti dei piani economici dell\u2019Unione europea e della Cina per la transizione green e ha svolto il ruolo di consigliere del leader della maggioranza democratica al Senato degli Stati Uniti. Ecco cosa ha raccontato in esclusiva a Wired Italia.<\/p>\n<p>UN NUOVO PARADIGMA, A PARTIRE DALL\u2019ACQUA<br \/>\n\u201cQuesto libro si \u00e8 scritto da solo: dopo cinquant\u2019anni di attivit\u00e0, ho cominciato a realizzare che in Occidente abbiamo sbagliato tutto\u201d. Rifkin comincia cos\u00ec ad introdurre il motivo per cui ha scritto Pianeta Acqua. Parte dal libro della Genesi nella Bibbia, citando l\u2019incipit: in principio c\u2019era il &#8216;profondo&#8217;, ovvero le acque. Solo dopo apparse Dio che separ\u00f2 la luce dal buio e l\u2019acqua dalla terra. Le acque, insomma, preesistevano perfino a Dio. Come l\u2019autore americano scrive nel suo libro, questa preesistenza compare anche nel racconto della creazione della civilt\u00e0 babilonese e in altre versioni religiose della creazione in tutto il mondo.<br \/>\n\u201cUn punto importantissimo &#8211; racconta -. Ci d\u00e0 la dimensione dell\u2019importanza dell\u2019acqua per la vita. Solo che nelle religioni occidentali, come racconta la storia di Adamo ed Eva, Dio affida il \u2018creato\u2019 all\u2019uomo, come fosse il suo custode ma anche la sua guida. Nelle religioni orientali, l\u2019Uomo \u00e8 invece parte della Natura, non sovraordinato a lei\u201d. Un tema che ricorre spesso nel dialogo con Rifkin e nella sua ultima opera: il riferimento continuo all&#8217;animismo, in contrapposizione alle religioni rivelate: un invito a recuperare quel senso di unit\u00e0 tra diverse entit\u00e0 naturali, di cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 solo una componente. Una narrazione diversa, una delle chiavi per salvarci dalla nostra attuale concezione suicida di futuro e scegliere un progresso resiliente. E questo storytelling riparte dall\u2019importanza dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>SAR\u00c0 LO STORYTELLING A SALVARE IL PIANETA?<br \/>\nDati e statistiche non sono riusciti a suscitare la reazione globale necessaria a fronteggiare la crisi climatica: forse \u00e8 il momento di provare con le storie<br \/>\nRifkin ricorda nel libro che il 24 agosto 2021 l\u2019Agenzia spaziale europea introdusse l\u2019espressione &#8220;Planet Aqua&#8221;. La Nasa si dichiar\u00f2 d\u2019accordo, affermando sul proprio sito web che, guardando la nostra Terra dallo spazio, \u00e8 evidente che viviamo su un pianeta d\u2019acqua. \u201cIl paradosso \u2013 riprende nell\u2019intervista \u2013 \u00e8 che oggi la nostra Nazione, gli Usa, \u00e8 letteralmente sott\u2019acqua: \u00e8 una crisi di visione riflessa in problemi enormi e concreti. \u00c8 necessario vedere la Natura come una life source and not a resource (come fonte di vita e non come una risorsa, ndr). Pensiamo ai riflessi sociali di questa crisi, ad esempio sul fatto che la Gen-Z si chiede se valga la pena riprodursi o meno. Noi sappiamo che stiamo andando nella direzione sbagliata: il problema \u00e8 che stiamo cercando di affrontare la cosa con gli stessi strumenti che hanno creato il problema. Penso all\u2019industrializzazione, al capitalismo in particolare. Per questo, riprendendo il tema del rebranding, abbiamo bisogno di un nuovo playbook\u201d.<br \/>\nNel linguaggio del business, il playbook \u00e8 un manuale che descrive le politiche, i flussi di lavoro e le procedure di un&#8217;azienda. Qui il riferimento \u00e8 al futuro della nostra specie sul Pianeta. \u201cQuello che abbiamo fatto in Europa [nel suo lavoro di consulenza alla Commissione, ndr] \u00e8 partito da questo: dato che il playbook non funziona, non abbiamo un playbook. Dobbiamo cominciare da zero\u201d. E l\u2019autore si riferisce alla governance che usiamo, al sistema economico in cui viviamo, all&#8217;approccio a scienza e tecnologia, al modo in cui educhiamo le giovani generazioni. E perfino a come concepiamo ed orientiamo tempo e spazio. Le attuali grandi infrastrutture umane, sia fisiche che organizzative, bloccano lo sviluppo umano in senso assoluto: \u201cLa cosa pi\u00f9 imbarazzante che ho scoperto \u00e8 che se prendi un libro di biologia della scuola superiore tutto questo appare chiarissimo\u201d.<\/p>\n<p>LA STORIA UMANA NELL\u2019OTTICA DELL\u2019IDROSFERA<br \/>\n\u201cI ragazzi a scuola non imparano la storia corretta: sono seimila anni che esiste una cultura diversa dello sviluppo umano, basata sull\u2019acqua\u201d. L\u2019idrosfera \u00e8 l&#8217;insieme delle acque presenti sul pianeta nei vari stati di aggregazione: dal sottosuolo alla superficie sino all&#8217;atmosfera. Secondo Rifkin, per seimila anni abbiamo canalizzato, privatizzato, sfruttato e avvelenato l\u2019idrosfera: oggi questa si sta ribellando e minaccia di provocare la sesta estinzione di massa sulla Terra. \u201cCome disse di me una mia insegnante a mia madre: \u2018Non \u00e8 il pi\u00f9 intelligente, ma si applica: ci prova\u2019. Ecco, per 40 anni ho provato a mettere in contatto punti diversi per dargli una lettura. \u00c8 il mio proposito con questo libro: offrire uno scenario completo, una visione composta\u201d.<br \/>\nIn Pianeta Acqua, l\u2019autore ripercorre i principali snodi della storia umana nell\u2019ottica del rapporto umano con le risorse idriche. A partire dalla prima societ\u00e0 idraulica urbana, che fu fondata dai Sumeri lungo i fiumi Tigri ed Eufrate, in Mesopotamia: dove si riconosce universalmente sia nata la civilt\u00e0 umana moderna. La necessit\u00e0 di addomesticare i grandi flussi idrici ha richiesto sviluppo di competenze: ci fu bisogno di migliaia di braccianti per costruire canali e dighe, artigiani per allestire edifici e produzione, architetti, ingegneri e contabili per progettare e dirigere. E infine fu inventata la prima forma di scrittura, il cuneiforme, per amministrare il tutto.<\/p>\n<p>Nella stessa ottica, l\u2019autore ci spiega come i cereali abbiano svolto un ruolo cruciale nella formazione dello Stato agricolo, la prima forma complessa di organizzazione politica: \u201cSemplicemente perch\u00e9 i cereali potevano essere conservati, quindi immagazzinati e trasportati rispetto ai tuberi e le radici: peccato che per\u00f2 siano estremamente idrovori, richiedono moltissima acqua\u201d. Questo ed altri aspetti affrontati da Rifkin ridisegnano il rapporto dell\u2019uomo con l\u2019acqua come fondamento del nostro sviluppo: \u201cPensavo fosse necessario in questo libro condividere questa versione della Storia, per capire cosa abbiamo fatto di sbagliato \u00e8 cosa dobbiamo fare invece adesso\u201d.<\/p>\n<p>LA RIVINCITA DEGLI UMANISTI SUI TECNOLOGI<br \/>\nNel libro di Jeremy Rifkin emergono numerosi riferimenti a filosofi e poeti, oltre alle pi\u00f9 canoniche citazioni a scienziati e innovatori come nelle sue opere precedenti. Alcuni ricordano gli appelli dello scrittore Amitav Gosh, sull&#8217;importanza della letteratura e della filosofia per comunicare il cambiamento climatico: il cambio di narrazione, per rendere pi\u00f9 sensibile il problema dei cambiamenti che affronteremo e l&#8217;urgenza delle soluzioni da intraprendere. Non solo presentare informazioni, ma raccontare storie diverse per trasmettere messaggi pi\u00f9 profondi.<br \/>\nAlla domanda se in qualche modo Rifkin intende spingere la rivincita della sfera umanistica su quella tecnica, dopo che quest&#8217;ultima ha plasmato il secolo scorso (con risultati brillanti e terrificanti), l\u2019autore risponde con un sorriso: \u201cTi racconto un episodio: nel 2018 abbiamo realizzato un documentario sul mio libro The Third industrial Revolution. All\u2019inizio c\u2019era questa lunga frase di Walter Benjamin: &#8216;Il valore dell&#8217;informazione non sopravvive al momento in cui \u00e8 nuova. Vive solo in quel momento; deve abbandonarsi completamente ad esso e spiegarsi senza perdere tempo. Una storia \u00e8 diversa. Non si consuma. Conserva e concentra la sua forza ed \u00e8 in grado di liberarla anche dopo molto tempo.&#8217; Il target del doc erano giovani e non c\u2019era musica, non c\u2019era grafica, durava 1 minuto: cos\u00ec aveva deciso il produttore. Abbiamo pensato: ehi, dopo al massimo 30 secondi ci abbandoneranno. E invece il documentario \u00e8 stato visto da 8 milioni di persone, di cui la stragrande maggioranza giovani. Sorprende per capire cosa pu\u00f2 essere proposto alle nuove generazioni\u201d. Al di fuori della dimensione di un video da 30 secondi su Tik Tok.<br \/>\nDa qui parte il suo ragionamento che critica la direzione data dalla filosofia di Platone alla storia umana. Platone introdusse nella filosofia occidentale il concetto di scissione mente-corpo: si pu\u00f2 fare esperienza soltanto mediante il pensiero puro e il ragionamento deduttivo, e non mediante l\u2019esperienza sensoriale. Questo pensiero, secondo Rifkin, ha finito per condizionare il modo in cui generazioni di studiosi e scienziati hanno condotto le loro ricerche. \u201cAbbiamo sentito tutti innumerevoli volte la battuta \u2018cerca di non essere cos\u00ec emotivo\u2026 Sii pi\u00f9 razionale. Fidati della ragione pi\u00f9 che dell\u2019esperienza\u2019. Anche Bacone innest\u00f2 nell\u2019Illuminismo un\u2019idea della Natura come passiva, come oggetto di scienza da cui estrarre segreti. \u00c8 questo approccio utilitaristico con tutto ci\u00f2 che ci circonda \u00e8 quello che ancora oggi guida i nostri avanzamenti scientifici\u201d. Poi arriv\u00f2 John Locke, che secondo l\u2019autore di Pianeta Acqua ha dato le basi filosofiche al concetto di propriet\u00e0 privata e nel caso specifico la possibilit\u00e0 di possedere proporzioni di idrosfera. \u201cLa sua tesi sulla Natura e il ruolo della propriet\u00e0 privata forn\u00ec la base intellettuale per lo sviluppo del capitalismo\u201d. Da qui, la sottrazione del suolo per uso privato, che \u00e8 parte attiva del processo di fotosintesi: alla lunga tutto ci\u00f2 ha creato problemi come la frammentazione della Natura (uno dei rischi pi\u00f9 grandi ad esempio per la biodiversit\u00e0 in Europa). E alla concezione estrema dell\u2019utilitarismo naturale.<\/p>\n<p>\u201cOGNI ESSERE VIVENTE, OGNI ELEMENTO NATURALE, INTERAGISCE CON TUTTO IL RESTO: DEPRIVARE IN MODO SCONSIDERATO LE ACQUE AD ESEMPIO DAL SOTTOSUOLO, LO RENDE VUOTO. E QUESTO STA PORTANDO AL COLLASSO DELLE CITT\u00c0. ANCHE CHICAGO, SOLO PER FARE UN ESEMPIO TRA GLI ALTRI, STA COLLASSANDO&#8221;<br \/>\nEcco perch\u00e9 abbiamo bisogno di una storia nuova, che racconti come l\u2019acqua crei tutto: &#8220;La scienza lo sa, ma non lo spiega o forse non lo realizza in modo pieno per raccontarlo al meglio: per questo dobbiamo recuperare filosofi e umanisti per riconfigurarla anche a livello narrativo\u201d.<\/p>\n<p>IL RUOLO DELLA GEN-Z NEL FUTURO DELL&#8217;UOMO<br \/>\n\u201cCredo che i ragazzi della Gen-Z siano molto consapevoli. Loro protestano da sempre e in questo caso non ancora secondo un contesto narrativo: ma solo per istinto\u201d. C&#8217;\u00e8 qualcosa di nuovo in questo istinto che Rifkin riconosce e che ha realizzato proprio in Italia. \u201cA Milano ho capito per la prima volta, parlando con tre ragazzi della Gen-Z, come la nuova generazione abbia un istinto consapevole: si sono qualificati come &#8216;specie in pericolo e come le altre creature siano parte di loro. Semplice cos\u00ec: possiedono la biofilia, l&#8217;empatia con gli altri esseri viventi\u201d. E a questo punto lancia una prospettiva per la grande sfida climatica che attende le nuove generazioni. La Smithsonian Institution, come racconta anche nel suo libro, ha condotto uno studio per capire come la nostra minuscola specie si sia sviluppata durante il breve periodo di tempo trascorso sulla Terra. \u201cPer me \u2013 spiega \u2013 si tratta forse della massima nota di speranza dei nostri tempi\u201d. I ricercatori hanno considerato gli ultimi 800.000 anni della documentazione geologica, per scoprire che questo periodo fu caratterizzato scandito dall\u2019inclinazione dell\u2019asse terrestre e da improvvisi mutamenti estremi della temperatura e del clima sulla Terra, tra glaciazioni e surriscaldamento improvviso. Questi drastici cambiamenti si sono ripetuti pi\u00f9 e pi\u00f9 volte per 800.000 anni. E lo studio conclude che ce l\u2019abbiamo fatta perch\u00e9 la nostra \u00e8 tra le specie pi\u00f9 adattive del pianeta, anche se fisicamente molto meno dotata di altre.<\/p>\n<p>\u201cPossiamo imparare da ci\u00f2 che abbiamo vissuto: abbiamo un cervello eccezionalmente grande, i pollici opponibili per la tecnica, abbiamo il cuore per l\u2019empatia con altri umani e altri esseri viventi. Questo \u00e8 quello che le giovani generazioni devono tenere a mente come segno di speranza per la sfida dei cambiamenti climatici nel prossimo futuro\u201d<\/p>\n<p>IL RUOLO DELL\u2019ARTE CHE DEVE DIVENTARE EFFIMERA<br \/>\nNel libro, l\u2019autore mette in discussione molti dogmi: uno tra questi \u00e8 il ruolo contemporaneo dell\u2019arte. Contro una visione commerciale e utilitaristica dell\u2019opera artistica, dove un oggetto \u00e8 fatto per durare e pi\u00f9 dura pi\u00f9 acquisisce valore, Rifkin suggerisce di fare attenzione alla crescita di quella che chiama arte effimera. &#8220;Questa \u00e8 immediata, destinata a dissolversi e non a essere conservata. \u00c8 una forma di arte che celebra la dimensione temporale dell\u2019esistenza&#8221;. Solo per fare qualche esempio, si tratta dello stand-up comedy, delle jazz session e delle battle di freestyle rap, delle installazioni temporanee nelle mostre e dei flash-mob. \u201cNegli anni Novanta le generazioni hanno cominciato ad avvicinarsi ad un\u2019arte effimera, legata agli elementi naturali come ad esempio la sabbia. Attraverso questo tipo di arte effimera puoi sentirti parte di qualcosa di pi\u00f9 grande. Il problema delle nuove generazioni \u00e8 che possono protestare, ma poi se stanno pi\u00f9 di sette ore davanti ad uno schermo, come succede normalmente, la salute mentale si deteriora e i cervelli smettono di svilupparsi. In futuro avremo molto tempo in cui dovremo stare chiusi in casa, ma altro in cui bisogner\u00e0 stare fuori per imparare e anche performare nella realt\u00e0 vivente. Quindi l\u2019avvento delle arti effimere sar\u00e0 tanto importante quanto quelle che hanno dato vita al Rinascimento\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019INSOSTENIBILE FREDDEZZA DEL METAVERSO<br \/>\nRifkin sostiene l\u2019importanza dell\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale, ma non condivide l\u2019entusiasmo sul metaverso: il problema \u00e8 che genera al momento un distacco dalle capacit\u00e0 umane legate all\u2019empatia. Una qualit\u00e0 che deve essere allenata nella vita reale, e non si pu\u00f2 trasmettere tramite un device digitale. E dubita che l\u2019AI si svilupper\u00e0 tanto come si crede: \u201cCi sar\u00e0 un ruolo per l\u2019AI, ma adesso chi la sviluppa sta solo puntando a guadagnare triliardi di dollari: ma non si svilupper\u00e0 come pensano. La motivazione \u00e8 questa: non c\u2019\u00e8 abbastanza acqua. \u00c8 vero che l\u2019AI funziona con elettricit\u00e0, ma per realizzarla serve tanta acqua\u201d. Infatti secondo l\u2019autore gli studi dimostrano come sole ed eolico possano gi\u00e0 sostituire le energie fossili nell\u2019approvvigionamento elettrico generale e che quindi questo potrebbe supportare la diffusione dell\u2019AI, \u201cma il problema \u00e8 che stiamo raccogliendo troppi dati: stiamo installando sensori dappertutto. Quindi, ad esempio, se tu hai un veicolo autonomo che manda ad un cervello generale i dati, c\u2019\u00e8 un tempo di latenza che creer\u00e0 problemi. E poi sai quanta acqua ci vuole per produrre un chip? 8 tonnellate di acqua dolce per ognuno. L\u2019anno scorso sono stati prodotti 1 miliardo e 300 milioni di chip. Wow! E si stanno spendendo triliardi di dollari per questo tipo di tecnologia\u201d, mentre l\u2019umanit\u00e0 ha sempre pi\u00f9 sete d\u2019acqua. \u201cQuindi abbiamo bisogno di acqua e di AI, ma quest\u2019ultima non per usi secondari. Dobbiamo usarla per motivi primari: dalle infrastrutture alla mobilit\u00e0. Ad esempio, nella distribuzione di energia nei governi bioregionali che ipotizzo nel libro. Ma chi si occupa di AI al momento conosce o si preoccupa di ci\u00f2 di cui stiamo parlando adesso? Non credo\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA IN UFFICIO<br \/>\nFinora sono le societ\u00e0 di consulenza le vere vincitrici della corsa all\u2019intelligenza artificiale<br \/>\nPerch\u00e9 l&#8217;impatto sul business delle aziende \u00e8 molto meno di quanto ci si aspetta, e in taluni casi con risultati deludenti. Ma c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 gi\u00e0 passato all&#8217;incasso<br \/>\nLa fine dell\u2019era delle energie fossili<br \/>\nPochi hanno una visione pi\u00f9 aggiornata di Rifkin sulla sfida della transizione ecologica, dato il suo ruolo di consulente su alcuni di questi aspetti per il governo americano, cinese e per la Commissione europea. Recentemente, fondi d\u2019investimento della portata di Blackrock o Vangard hanno mostrato pi\u00f9 timidezza nel supporto agli investimenti in sostenibilit\u00e0. La Shell dichiara di voler estrarre petrolio fino al 2050. Se dobbiamo realizzare la transizione energetica per salvarci, le premesse di un cambiamento sembrano oscurarsi. \u201c\u00c8 un\u2019impressione momentanea: in realt\u00e0 le aziende petrolifere non stanno pi\u00f9 investendo tanto nelle esplorazioni. Quello su cui si concentrano adesso \u00e8 aumentare il prezzo del petrolio e delle risorse fossili che sono gi\u00e0 a disposizione. Ma non so davvero cosa i loro dirigenti dicano ai propri figli quando tornano a casa la sera. Se sei un Ceo di un\u2019azienda petrolifera sai bene che hai 5-10 anni al massimo per massimizzare i profitti e mostrarli ai tuoi azionisti. E sai bene che solare ed eolico sono molto pi\u00f9 economici del nucleare, molto pi\u00f9 economici del petrolio, assolutamente pi\u00f9 economici del carbone. Non gli importa davvero del mercato: il costo marginale delle rinnovabili corre verso la prossimit\u00e0 allo zero, in futuro non c\u2019\u00e8 gara ad esempio con l\u2019impiego dell\u2019uranio o l\u2019estrazione di risorse fossili\u201d.<\/p>\n<p>SALVARCI CON IL SUBLIME: LA PAURA CHE CREA MERAVIGLIA<br \/>\nAll\u2019inizio e alla fine del libro di Rifkin c\u2019\u00e8 il grande scontro al centro della concezione del sublime, il concetto elaborato dal filosofo irlandese Edmund Burke. Scrive l\u2019autore americano a proposito di questo concetto che ci sono due impostazioni diverse e contrapposte nate da due grandi filosofi. Immanuel Kant ci spingerebbe a esercitare il nostro impulso razionale e a costringere le acque ad adattarsi ai capricci della nostra specie, \u201cmentre Arthur Schopenhauer ci spingerebbe a immedesimarci nella natura vivificante dell&#8217;esistenza e a trovare il modo di adattarci a un ciclo idrologico in rapida evoluzione. L&#8217;umanit\u00e0 dovr\u00e0 scegliere tra questi due modi molto diversi di guardare al futuro del pianeta blu. Le decisioni che prenderemo su quale opzione scegliere influenzeranno non solo il nostro destino, ma il futuro della vita stessa sulla Terra\u201d. Appare chiaro che l\u2019autore scelga chiaramente una visione per il futuro alla Schopenhauer, che nel linguaggio comune \u00e8 un pessimista. Qualcosa di simile al nostro poeta Giacomo Leopardi e alla sua poesia La ginestra, dove riflette sulla bellezza e sull&#8217;effimero di un fiore come la ginestra comune che cresce vicino ad un vulcano. Eppure lo stesso Leopardi in quello sforzo eroico della ginestra trova il senso dell\u2019esistenza umana e la meraviglia per l\u2019amore per la vita, anche oltre la razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>VOGLIAMO DAVVERO FONDERCI CON L\u2019INTELLIGENZA ARTIFICIALE?<br \/>\nNel suo ultimo libro, l\u2019indovino delle nuove tecnologie Ray Kurzweil immagina un futuro utopico che potrebbe anche rivelarsi un incubo<br \/>\nLa nostra ultima domanda \u00e8 quindi se la soluzione per non estinguerci sia recuperare la paura oltre che il rispetto per la Natura che ci circonda. \u201cTanti anni fa ho scritto La civilt\u00e0 dell\u2019empatia, un libro di quasi 650 pagine, ci ho messo 10 anni. Mia moglie mi disse: \u2018Tu sei pazzo, non lo legger\u00e0 nessuno\u2019\u201d. Rifkin, con la sua consueta placida ironia, ci dice che nessuno della sua famiglia pi\u00f9 stretta ha mai letto una pagina di un suo libro: o almeno di quello in particolare. \u201cIn quel libro ho parlato del concetto di sublime secondo Bulke. Dove lui parla di osservare queste manifestazioni naturali estreme, da un tornado a un\u2019inondazione, che ci sovrastano come individui. Ma lo stesso pu\u00f2 avvenire anche alla vista di un arcobaleno.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che queste manifestazioni suscitano in te meraviglia: questo scatena l\u2019immaginazione. E l\u2019immaginazione pu\u00f2 portare a due strade: uno \u00e8 mettersi in sicurezza da questo fenomeno, un altro \u00e8 arrivare ad una forma di trascendenza che spiega cos\u2019\u00e8 la vita. Una trascendenza che ci porta ad apprezzare a fondo la meraviglia della vita. Questo ci succede con le arti effimere contemporanee e con il senso di appartenenza ad una specie in pericolo nelle nuove generazioni\u201d<\/p>\n<p>JEREMY RIFKIN<br \/>\nTutto questo adesso rappresenta l\u2019evoluzione della narrazione che stiamo vivendo. \u201cQuindi ce la faremo in tempo a cambiare lo storytelling dell&#8217;umanit\u00e0 per salvarci? Non lo so. Ci sono dei movimenti verso una nuova narrazione? S\u00ec, stanno emergendo\u201d. La sfida \u00e8 sulle piccole spalle dei giovani, secondo Rifkin: se riusciranno a muoversi oltre la protesta per cambiare l\u2019accademia, il modo in cui concepiamo le scienze, la maniera in cui pensiamo. \u201cLa chiave sar\u00e0 evolvere come umanit\u00e0 in senso adattivo per vedere la Natura come un processo e un modello, come un essere vivente: non pi\u00f9 solo come un oggetto strumentale ai nostri fini\u201d.<br \/>\n*(Gianluca Schinaia. Giornalista, scrive di sostenibilit\u00e0. \u00c8 collaboratore di Wired e Avvenire, docente di sustainability communication all&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano e all&#8217;Almed dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica, e soprattutto Partner e Head of Sustainability dell&#8217;agenzia FpS)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Mazzino Montinari: BERLINGUER E LA GRANDE AMBIZIONE DELLA COLLETTIVIT\u00c0 PERDUTA.<\/strong><br \/>\n<strong>FESTA DEL CINEMA DI ROMA IN APERTURA IL NUOVO FILM DI ANDREA SEGRE, RACCONTO DI UN\u2019EPOCA E DI UN FARE POLITICA ORMAI SCOMPARSO. ELIO GERMANO NEL RUOLO DEL SEGRETARIO DEL PCI, L\u2019ITALIA TRA LOTTE E CRISI<\/strong><\/p>\n<p>La diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma \u00e8 iniziata con la proiezione del film in concorso, Berlinguer \u2013 La grande ambizione (in sala dal 31 ottobre), quinto lungometraggio di Andrea Segre che, tra numerosi documentari e finzioni, per la prima volta si cimenta con il racconto biografico e, in particolare, con la vita di un uomo le cui parole e azioni sono parte fondante della nostra recente storia e forse, ancor pi\u00f9, di un immaginario da difendere in un\u2019epoca nella quale si avverte il declino, se non il tracollo, della politica e dell\u2019etica.<br \/>\nFa rabbia e tristezza, vedere e ascoltare per circa due ore Enrico Berlinguer (interpretato da Elio Germano) all\u2019indomani della prima spedizione di una nave militare italiana partita con sedici migranti a bordo e arrivata in Albania. Eppure \u00e8 cos\u00ec. Sono bastati pochi decenni per seppellire definitivamente la grande ambizione. Anni nei quali \u00e8 scomparsa la tensione verso il bene della collettivit\u00e0. E dunque dai compagni combattivi ed entusiasti delle fabbriche che chiedono come progredire, come realizzare l\u2019eguaglianza, come impedire lo sfruttamento, come comportarsi nei confronti dell\u2019Unione Sovietica (oggi che sembra quasi impossibile esprimersi su Israele), si \u00e8 passati a trattare le persone come nudi corpi privati di identit\u00e0 e diritti. A leader, sostenuti dal consenso, che incarnano l\u2019idea de L\u2019\u00c9tat, c\u2019est moi!<\/p>\n<p>Nel percorso cinematografico di Segre, Berlinguer \u2013 La grande ambizione rappresenta un passaggio quasi obbligato. Come se tutti gli incontri fatti in precedenza con i migranti e i lavoratori, da Marghera canale nord a Come un uomo sulla Terra, da Io sono Li a Welcome Venice, avessero trovato in Berlinguer la voce capace di accogliere istanze, comprendere traiettorie, cercare nuove direzioni.<br \/>\nIl regista nato a Dolo ha raccontato cinque anni cruciali, dal 1973 al 1978, dalla caduta di Salvador Allende in Cile, con la conseguente presa di coscienza che il Partito Comunista non avrebbe potuto governare nemmeno con il cinquantuno percento, al rapimento e omicidio di Aldo Moro, che segna il tramonto (senza una vera alba) del \u00abcompromesso storico\u00bb.<\/p>\n<p>UN QUINQUENNIO decisivo tanto per il segretario del Pci quanto per l\u2019intero Paese, scosso da attentati nei treni e nelle piazze, da violenti conflitti per le strade dove perdevano la vita giovani donne e uomini che speravano di cambiare il mondo e non di perderlo. Eravamo sull\u2019orlo di un baratro, tra tentativi di colpi di stato, soppressione delle libert\u00e0, eversioni, profonde crisi economiche, in mezzo a una Guerra Fredda e arsenali atomici pronti a mostrare la loro distruttiva potenza.<br \/>\nNon solo violenza, per\u00f2. Perch\u00e9 in quel periodo le elezioni politiche e amministrative premiavano i comunisti italiani. Bandiere rosse sventolavano in festa, nonostante Papa Paolo VI, Giovanni Agnelli e Amintore Fanfani. Avversari e nemici non cos\u00ec temibili, a dire il vero, come quelli che provenivano da Ovest, anche se si nutrivano tiepide speranze per il nuovo presidente Jimmy Carter, e da Est, con i vertici sovietici che non tolleravano l\u2019Eurocomunismo e tramavano contro l\u2019italiano che parlava di democrazia.<br \/>\nAl di l\u00e0 della mimesi e della ricostruzione di un\u2019epoca attraverso costumi e scenografie, il film rielabora per frammenti lo spirito di un tempo, non sempre riuscendo a evitare interventi eccessivamente didascalici, soprattutto in alcuni dialoghi che invece di rivelare una dimensione privata (e magari pi\u00f9 tormentata), si limitano a spiegare lo stato delle cose.<br \/>\nProprio in questi giorni \u00e8 uscito nelle sale italiane Megalopolis di Francis Ford Coppola (evento di pre-apertura della Festa del Cinema di Roma e di Alice nella Citt\u00e0). Un film che insieme a Berlinguer \u2013 La grande ambizione spinge a riflettere, attraverso modalit\u00e0 cinematografiche decisamente diverse, sul senso dell\u2019utopia in un frangente della pur modesta storia umana nella quale a prevalere \u00e8 il distopico.<br \/>\nDA QUESTO punto di vista, i materiali d\u2019archivio recuperati da Segre, le movenze di Germano, lo spettrale Roberto Citran che rid\u00e0 vita ad Aldo Moro, unito alle fantasmagorie di Coppola, narrano di ideali che si ha il dovere di inseguire, di tempi futuri che si possono immaginare, di azioni volte a provocare il benessere del prossimo. E come canta Pierangelo Bertoli nel film: \u00abUn\u2019isola intera ha trovato nel mare una tomba, il falso progresso ha voluto provare una bomba, poi pioggia che toglie la sete alla terra che \u00e8 viva, invece le porta la morte perch\u00e9 \u00e8 radioattiva. Eppure il vento soffia ancora spruzza l\u2019acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie e bacia i fiori li bacia e non li coglie\u00bb<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Mazzino Montinari. Giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>O6 &#8211; Claudia Fanti*: LA RIVOLTA STUDENTESCA CHE PREOCCUPA MILEI &#8211; ARGENTINA LA RISPOSTA DELLE UNIVERSIT\u00c0 ALLA RATIFICA DA PARTE DEL CONGRESSO DEL VETO DI MILEI SULLA LEGGE DI FINANZIAMENTO UNIVERSITARIO RIBATTEZZATA COME &#8220;ESTUDIANTAZO&#8221;, \u00c8 STATA INFATTI TANTO RAPIDA QUANTO POTENTE<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 passano i giorni, pi\u00f9 la ratifica da parte del Congresso del veto di Milei sulla Legge di finanziamento universitario appare esattamente per quello che \u00e8 stata: una vittoria di Pirro. La risposta delle universit\u00e0, ribattezzata come Estudiantazo, \u00e8 stata infatti tanto rapida quanto potente: un\u2019ottantina di facolt\u00e0 occupate, lezioni all\u2019aperto \u2013 per strada, anche sotto il sole e in mezzo al rumore del traffico -, manifestazioni e scioperi.<br \/>\nIl governo agita lo spauracchio della rivolta cilena \u2013 nella versione rivista e corretta della ministra della Sicurezza Patricia Bullrich, secondo cui gli studenti avrebbero \u00abrotto e distrutto tutto\u00bb \u2013 e rivolge le sue consuete minacce. \u00ab\u00c8 chiaro che dopo questo verranno le molotov\u00bb, ha dichiarato la ministra, annunciando provvedimenti: \u00abNon lo permetteremo perch\u00e9 non siamo scemi, sappiamo qual \u00e8 il loro obiettivo\u00bb, quello cio\u00e8, a suo giudizio, di una protesta fuori controllo con \u00abrivolte e morti\u00bb.<br \/>\n\u00abI discorsi di violenza alimentano la violenza\u00bb, le ha risposto il presidente del Consiglio interuniversitario nazionale (Cin) V\u00edctor Mori\u00f1igo. E a prendere sul serio il pericolo \u00e8 stata anche la rettrice dell\u2019Universit\u00e0 nazionale de Comahue Beatriz Gentile, la quale ha sollecitato la giustizia a indagare sulle minacce contenute in un post su X rilanciato da Milei: \u00abSiete avvisate, zecche. Poi non venite a piangere su diritti umani e lesa umanit\u00e0\u00bb.<br \/>\nStudenti e lavoratori, tuttavia, non si lasciano intimidire, come indica lo sciopero nazionale universitario di 24 ore che si \u00e8 svolto ieri rivendicando ancora una volta l\u2019aumento degli stanziamenti di bilancio per gli atenei pubblici e per i salari del personale docente e non docente, il 70% dei quali si trova al di sotto della soglia della povert\u00e0 (e il cui adeguamento costerebbe al fisco un misero 0,14% del Pil, a fronte di una caduta degli investimenti nel settore educativo del 40% in un solo anno). E molte altre misure sono previste nel piano di lotta definito marted\u00ec dal Cin insieme al Fronte Sindacale e alla Federazione universitaria argentina: uno sciopero di 48 ore luned\u00ec e marted\u00ec prossimi; lezioni all\u2019aperto in tutto il paese come accompagnamento al dibattito parlamentare sulla legge di Bilancio; marce regionali in cinque diverse province nel corso di novembre.<br \/>\nGi\u00e0 mercoled\u00ec, tuttavia, studenti e lavoratori di diverse facolt\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 di Buenos Aires (Uba), armati non di molotov ma di candele, avevano marciato di sera fino al Palazzo Pizzurno, la sede dell\u2019ex ministero dell\u2019Educazione declassato da Milei a segreteria del dicastero del Capitale umano. Una fiaccolata organizzata in segno di protesta contro l\u2019atto di violenza consumato all\u2019Universit\u00e0 di Quilmes da un gruppo di militanti de La Libertad avanza \u2013 i quali avevano fatto irruzione in un\u2019assemblea autoconvocata lanciando gas al peperoncino \u2013 ma anche contro le violenze verbali del governo Milei.<br \/>\nE, soprattutto, contro le sue menzogne. Come quella che in Argentina l\u2019universit\u00e0 pubblica sarebbe nient\u2019altro che un regalo dei poveri ai figli della classe alta e medio-alta e ostacolerebbe, anzich\u00e9 favorirla, la mobilit\u00e0 sociale: secondo i dati ufficiali, al contrario, 2 su 3 studenti appartengono alla fascia bassa della popolazione \u2013 il 48% addirittura sotto la soglia della povert\u00e0, con uno scatto di 20 punti in appena un anno \u2013 e il 47,8% degli iscritti nel 2022 rappresentava la prima generazione di universitari nelle proprie famiglie (correndo cos\u00ec 4 volte in meno il rischio di lavorare senza contratto).<br \/>\nO la menzogna che le universit\u00e0 pubbliche, che per inciso godono di una profonda legittimit\u00e0 sociale, sfuggirebbero ai controlli da parte dello stato \u00abper continuare a rubare\u00bb, seguita dalla decisione del governo \u2013 accettata peraltro senza alcuna resistenza dai vertici accademici \u2013 di attribuire nuovamente alla Sigen (Sindicatura General de la Naci\u00f3n), vincolata all\u2019esecutivo, la responsabilit\u00e0 dei controlli che, dal 2022, era passata all\u2019Agn (Auditor\u00eda General de la Naci\u00f3n), dipendente dal Congresso. E pazienza se il titolare della Sigin Miguel Blanco abbia riconosciuto che non risulta sia stato commesso alcun atto di corruzione.<br \/>\n*(Claudia Fanti. Giornalista, scrive soprattutto di America Latina. Da pi\u00f9 di 20 anni scrive sul settimanale Adista e collabora con il Manifesto e con altre testate.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Marco Bascetta*: ISRAELE, UNA VIOLENZA SENZA PROPORZIONE &#8211; LA BRUTALIT\u00c0 DELL\u2019ATTACCO DI HAMAS DEL 7 OTTOBRE \u00c8 STATA SEPOLTA SOTTO DECINE DI MIGLIAIA DI VITTIME CIVILI E SOTTO LE MACERIE DI GAZA RIDOTTA ALLA FAME, PUR DI ANNIENTARE IL NEMICO<\/strong><br \/>\nLa scelta di assegnare il Nobel per la pace all\u2019organizzazione fondata e animata dai sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki per la messa al bando delle armi nucleari proprio nel momento in cui il loro impiego sta rientrando nell\u2019orizzonte del possibile \u00e8 quasi un imperativo morale.<br \/>\nMa vi \u00e8 un altro aspetto della percezione e della memoria della bomba cui converrebbe prestare attenzione.<br \/>\nNella memoria collettiva del dopoguerra la distruzione nucleare delle due citt\u00e0 giapponesi ha in qualche modo eclissato le molte atrocit\u00e0 commesse dall\u2019esercito giapponese durante il conflitto mondiale. Non saranno queste ultime, non dissimili da quelle ad opera delle truppe naziste, n\u00e9 Pearl Harbour e la responsabilit\u00e0 dell\u2019attacco a rimanere impresse nelle menti di testimoni e posteri ma le centinaia di migliaia di vittime evaporate in un istante nel fungo atomico.<\/p>\n<p>UN NOBEL CONTRO L\u2019ATOMICA<br \/>\nQualcosa di simile sta accadendo alla sanguinosa aggressione subita da Israele il 7 ottobre del 2023, tanto pi\u00f9 dopo l\u2019uccisione del suo principale ideatore, Yahya Sinwar e di molti altri dirigenti di Hamas.<br \/>\nLa brutalit\u00e0 dell\u2019invasione lampo dei miliziani e le sue vittime sono state sepolte sotto decine di migliaia di vittime civili e sotto le macerie in cui Gaza \u00e8 stata ridotta.<br \/>\nSono state seppellite dalle agghiaccianti esternazioni del governo israeliano sulla legittimit\u00e0 di lasciar morire di fame centinaia di migliaia di civili (non solo un\u2019ipotesi senza conseguenze) pur di annientare il nemico.<br \/>\nIl 7 ottobre resta naturalmente quello che \u00e8 stato: qualcosa che, per quanto se ne valutino le cause profonde, si situa per le sue modalit\u00e0 di esecuzione tra l\u2019attentato terroristico e il crimine di guerra.<br \/>\nMa non \u00e8 pi\u00f9 e non pu\u00f2 pi\u00f9 essere il centro della scena e il fulcro di quella solidariet\u00e0 generale e quasi esclusiva che Israele ha ricevuto subito dopo l\u2019aggressione.<br \/>\nLe vittime del 7 ottobre, cos\u00ec come gli ostaggi abbandonati alla loro sorte nelle mani di Hamas, perdono di peso e di consistenza, sommersi dall\u2019enormit\u00e0 degli eventi che sono seguiti, ridotti a pedine di uno spietato gioco di potere nelle spire del quale la tragica realt\u00e0 delle singole esperienze e il valore delle singole vite si dissolvono.<br \/>\nGli ostaggi, \u00e8 cosa nota, cadono spesso non solo per mano dei loro carcerieri, ma anche e soprattutto per conto della ragion di stato che si nutre del loro sacrificio. E che, ancora una volta, continuando a negare ogni occasione di tregua, ne mette a repentaglio la vita pur di continuare la guerra.<br \/>\nSe cos\u00ec forte continua ad essere l\u2019insistenza con la quale Israele, ma anche i governi alleati di Tel Aviv, pretendono il riconoscimento del 7 ottobre come legittimazione di un diritto di rappresaglia su vasta scala \u00e8 anche perch\u00e9 non sfugge il fatto che le spaventose proporzioni della rappresaglia stessa stanno offuscando del tutto la sua origine e i suoi motivi, mentre nessuno crede pi\u00f9 che da Gaza possa provenire una seria minaccia per la sicurezza dello stato ebraico.<br \/>\nIn ogni codificazione del diritto, in ogni sistema etico il principio di proporzionalit\u00e0 \u00e8 imprescindibile e decisivo. Calpestarlo significa porsi al di fuori di ogni regola di convivenza presente e futura e imboccare una via suprematista che rende legittimo qualunque obiettivo raggiungibile con il puro e semplice esercizio della forza, compreso il totale annientamento dell\u2019avversario e la conquista di nuovi territori.<br \/>\nIl problema \u00e8 che la politica dell\u2019attuale governo di Israele \u00e8 fondata proprio sulla sproporzione, ovverosia sul fatto che a qualunque atto aggressivo rivolto contro lo stato ebraico, seguir\u00e0 una risposta cento volte pi\u00f9 violenta e sanguinosa.<br \/>\nPer colpire un solo nemico diventa normale e persino \u201cmorale\u201d annientare decine di innocenti. Declassati al ruolo, sacrificabile come quello degli ostaggi, di scudi umani. L\u2019attenzione per i civili e i bombardamenti mirati sono da tempo solo una stucchevole farsa.<br \/>\nDi fronte a un potere che pratica questa strategia della dismisura, che \u00e8 poi anche una politica del terrore, il diritto internazionale \u00e8 impotente e le Nazioni unite poco pi\u00f9 che un coretto dell\u2019esercito della salvezza.<br \/>\nMa anche gli inviti alla moderazione e alla prudenza dei potenti alleati di Israele (che disporrebbero di sostanziali strumenti di pressione) cadono regolarmente nel vuoto perch\u00e9 moderazione e prudenza rappresenterebbero la negazione stessa di una politica israeliana fondata, appunto, sull\u2019esercizio \u201csproporzionato\u201d della forza.<br \/>\nE questi alleati, che hanno contribuito a renderlo possibile e lo hanno sostenuto, non possono ora negarlo e impedirlo. Nemmeno quando la dismisura della rappresaglia si trasferisce al Libano del sud, prende di mira Unifil, bombarda Beirut e rischia di investire l\u2019Iran scatenando un incendio senza confini.<br \/>\nNondimeno, non solo il 7 ottobre, ma Israele stesso, la sua immagine, le simpatie e le speranze (oltre alle ostilit\u00e0 e le critiche) che ha suscitato nel corso della sua complessa storia rischiano di finire sepolte sotto questo cumulo immane di cadaveri, di macerie, di ipocrisie e di menzogne.<br \/>\nNon siamo ingenui, le ragioni storiche e geografiche della forza militare israeliana ci sono tutte e vanno riconosciute.<br \/>\nMa si pu\u00f2 vivere solo di questo? Progettare un futuro garantito dalla \u201csproporzionata\u201d capacit\u00e0 di combattimento?<br \/>\nNessun criterio sensato di sicurezza pu\u00f2 corrispondere a un simile schema. L\u2019egocentrismo armato, alimentato dal mito della propria unicit\u00e0, non \u00e8 in grado di star dietro a un mondo che sta cambiando.<br \/>\nDestinato a un sicuro isolamento continuer\u00e0 a riprodurre intorno a s\u00e9 nuovi nemici da combattere, nuove minacce da scongiurare<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Marco Bascetta, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Andrea Colombo*: Meloni prepara la guerra d\u2019Albania &#8211; RIMPATRIOTI Domani il decreto sui Paesi sicuri. Non sar\u00e0 risolutivo ma dar\u00e0 il via allo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=50494\" title=\"N\u00b042 \u201319\/10\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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