{"id":50328,"date":"2024-10-03T09:10:41","date_gmt":"2024-10-03T09:10:41","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=50328"},"modified":"2024-10-03T09:10:41","modified_gmt":"2024-10-03T09:10:41","slug":"la-lunga-crisi-politica-francese-linstabilita-nel-sistema-politico-piu-stabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=50328","title":{"rendered":"La lunga crisi politica francese : l\u2019instabilit\u00e0 nel sistema politico pi\u00f9 stabile"},"content":{"rendered":"<p>Di Lorenzo Battisti<\/p>\n<p><strong>La lunga crisi politica francese : l\u2019instabilit\u00e0 nel sistema politico pi\u00f9 stabile<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La Francia attraversa ormai da anni una fase di instabilit\u00e0 politica che non trova soluzione nel sistema istituzionale attuale, quello pensato dal Generale De Gaulle. I risultati delle elezioni sono solo l\u2019ultimo episodio di questa crisi. Una crisi che \u00e8 francese, ma anche e soprattutto occidentale.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Il sistema politico francese \u00e8 spesso stato visto come sinonimo di stabilit\u00e0. Una stabilit\u00e0 il cui significato non \u00e8 solo quello di evitare crisi frequenti dei governi, ma anche come sinonimo di prevedibilit\u00e0. Se pensiamo alla Commissione Bicamerale presieduta da D\u2019alema negli anni \u201890 (quella in cui il leader della sinistra si prefiggeva di trasformare l\u2019Italia in un \u201cpaese normale\u201d, come da titolo di un suo libro dell\u2019epoca), il cui obiettivo era la riforma costituzionale e politica dell\u2019Italia, il modello a cui si guardava era proprio quello francese.<\/p>\n<p>Questa immagine cozza per\u00f2 con le notizie che arrivano dalla Francia negli ultimi tempi. Certamente le elezioni che si sono svolte la scorsa primavera-estate sono il segno pi\u00f9 evidente di questa crisi. Ma sono solo l\u2019ultimo segnale di un sistema che mostra sempre pi\u00f9 evidenti segni ci crisi. Il sistema ideato dal Generale de Gaulle, che fino a poco fa sembrava infallibile, sta forse mostrando la necessit\u00e0 di un suo superamento. Un superamento che, visti i tempi, non necessariamente partorir\u00e0 un sistema democratico migliore. Soprattutto in un momento storico in cui il declino del capitalismo occidentale si accentua.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esplosione della crisi istituzionale : le elezioni del 2024<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Partiamo dalla fine, cio\u00e8 dalle elezioni di quest\u2019anno. Queste rappresentano l\u2019elemento pi\u00f9 \u201cvistoso\u201d della crisi francese, quello di cui si \u00e8 avuta larga conoscenza. Ma al contempo si tratta anche dell\u2019ultimo anello di una catena che \u00e8 partita molti anni fa.\u00a0Sebbene i fatti siano largamente conosciuti, troviamo importante darne una succinta cronaca. Alle elezioni di Giugno 2024, il Rassemblement National (il nuovo nome del vecchio Front National) \u00e8 uscito largamente in testa: il partito escluso fino a poco tempo fa dall\u2019arco repubblicano si trovava in testa alle preferenze dei francesi.<\/p>\n<p>Il dato politico \u00e8 ancora pi\u00f9 duro se si osserva la distanza della coalizione presidenziale: l\u2019RN raccoglie pi\u00f9 del doppio dei voti della coalizione centrista al governo, che esprime anche il Presidente della Repubblica Macron.\u00a0Il risultato non \u00e8 arrivato totalmente inaspettato: i sondaggi parlavano da tempo di una crescita inarrestabile dell\u2019estrema destra nel paese (oltre all\u2019RN, c\u2019\u00e8 anche il partito del giornalista di estrema destra Eric Zemmour). E la coalizione presidenziale aveva cercato di rispondere al pericolo imminente con un cambio di governo: la premier Borne, protagonista dello scontro con i sindacati sulla contro-riforma delle pensioni, \u00e8 stata sostituita a fine del 2023 con il giovane Attal. Una faccia nuova e giovane da contrapporre al candidato del RN Bardella.<\/p>\n<p>Il dato elettorale \u00e8 stato cos\u00ec fragoroso da scuotere il sistema politico francese. Il Presidente ha annunciato lo scioglimento dell\u2019Assemblea Nationale e il voto politico due settimane dopo le europee. Lo scioglimento delle camere \u00e8 raro in Francia: c\u2019\u00e8 stato in passato, ma non a fronte di una situazione simile a quella che si \u00e8 presentata a Giugno. L\u2019ultima volta era stata nel 1997, quando la destra pensava di poter approfittare della situazione politica, ma fu invece superata dai socialisti di Jospin.<\/p>\n<p>Due settimane per preparare le elezioni politiche non sono niente. Per di pi\u00f9 in una situazione in cui la minaccia di un governo di estrema destra era estremamente probabile. Le proiezioni del voto delle europee sui seggi delle politiche davano una maggioranza quasi autonoma all\u2019estrema destra. La coalizione presidenziale non avrebbe raccolto pi\u00f9 di una quarantina di seggi. Tutto questo ha suonato l\u2019allarme nella societ\u00e0 francese.\u00a0L\u2019effetto pi\u00f9 forte \u00e8 stata la creazione del Nuovo Fronte Popolare, che riprende il nome da quello storico del 1936.<\/p>\n<p>La nascita \u00e8 stata fulminea: in 3 o 4 giorni, i partiti di sinistra (comunisti, socialisti, verdi e Insoumises) hanno concordato un programma per i primi 100 giorni di governo e le candidature. A questi si sono aggiunti partiti che non avevano fatto parte della sinistra prima, come l\u2019Npa o altri partiti minori. Ma soprattutto l\u2019NFP ha trovato, in vari gradi il sostegno dei sindacati. Alcuni (come i sindacati centristi o moderati) hanno invitato a fermare l\u2019estrema destra, senza dare indicazioni specifiche, per quanto fosse chiaro quale fosse l\u2019indicazione. Altri, come la CGT, hanno partecipato per la prima volta dal 1936 alla scrittura del programma del NFP.<\/p>\n<p>La scelta sindacale della CGT \u00e8 chiara e in rottura evidente con la tradizione francese che risale alla Carta di Amiens, scritta dai sindacalisti dell\u2019epoca (prevalentemente di orientamento anarchico) che segna una divisione netta tra sindacato e partiti. Questa scelta di rottura radicale esprime un orientamento di lungo periodo della CGT che deriva da due prese di coscienza. La prima \u00e8 che l\u2019iscrizione sindacale, una volta forte vaccino contro l\u2019estrema destra diventa sempre pi\u00f9 inefficace. C\u2019\u00e8 una proporzione crescente di iscritti al sindacato (anche alla CGT) che non vedono contraddizione tra un sindacalismo di classe e il voto RN. In alcuni sindacati, come Force Ouvri\u00e8re, la percentuale di iscritti che vota estrema destra sfiora il 40% <a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> .<\/p>\n<p>La seconda presa di\u00a0 coscienza \u00e8 che quanto avvenuto non rappresenta un \u201cincidente\u201d, ma una tendenza di lungo periodo che attraverser\u00e0 la societ\u00e0 francese come le altre societ\u00e0 occidentali. Una tendenza che non sar\u00e0 costituita solamente da risultati elettorali sfavorevoli al sindacato, ma anche e soprattutto da un restringimento delle libert\u00e0 personali e collettive, degli spazi democratici, anche sindacali, e (non \u00e8 da escludere) a una trasformazione della democrazia in forme autoritarie di governo. Se questa \u00e8 la tendenza che avanza, non la si pu\u00f2 affrontare con un sindacato ancorato ancora alla Carta di Amiens e con iscritti che tentennano quando si tratta di estrema destra.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della CGT nel Nuovo Fronte Popolare \u00e8 probabilmente il primo passo di una risposta a questa tendenza. Questo infatti ha provocato molte discussioni all\u2019interno della CGT. Iscritti che ritenevano che il sindacato \u201cnon dovesse fare politica\u201d hanno restituito la tessera. Cos\u00ec come quelli che sostengono con forza il RN. Ma gli iscritti che sono restati, sono il nocciolo duro su cui costruire una resistenza solida e di lunga durata alla tendenza di estrema destra, e con cui si pu\u00f2 combattere contro il restringimento della democrazia.<\/p>\n<p>Le elezioni politiche sono state una montagna russa di emozioni. Dopo il primo turno, il rischio di un\u2019estrema destra al governo si era fatto concreto. Questo ha portato il Fronte Popolare e la coalizione presidenziale (che comprende anche la destra repubblicana) a formare desistenze per sbarrare la strada al RN. Il risultato \u00e8 stato ottenuto: il RN, sebbene aumenti in eletti, non \u00e8 in grado di formare un governo neanche in coalizione con la destra repubblicana. La coalizione presidenziale salva la pelle, perdendo eletti, ma andando ben oltre le proiezioni che le davano 40 deputati.<\/p>\n<p>Ma il risultato ha dei chiaro scuri. Il Fronte Popolare ottiene un risultato inatteso, ma in termini di voti la coalizione arretra rispetto a 2 anni fa. Il RN \u00e8 in termine di voti il primo partito, anche se viene penalizzato dal sistema maggioritario a doppio turno, a causa dello \u201csbarramento repubblicano\u201d, in cui i voti della coalizione presidenziale e della sua opposizione di sinistra si sono uniti. La Francia si trova divisa in 3 parti: i centri citt\u00e0 che votano la coalizione presidenziale, le periferie che votano NFP e la provincia (villaggi e citt\u00e0 medio piccole) che votano estrema destra.<\/p>\n<p>Il risultato delle elezioni \u00e8 stato per\u00f2 anche lo specchio di una crisi del sistema istituzionale francese: il parlamento francese \u00e8 oggi diviso in tre parti quasi uguali (Sinistra, coalizione presidenziale, estrema destra), mutualmente incompatibili tra loro, cosa che impedisce la formazione di qualsiasi maggioranza stabile.\u00a0L\u2019estate \u00e8 passata tra richieste del FP di ricevere la nomina per formare il governo, poich\u00e9 rappresentava la prima forza politica in parlamento, e il tentativo di Macron di dividerlo, di rubare i deputati pi\u00f9 moderati per creare una coalizione pi\u00f9 stabile. I tentativi sono stati vani e il risultato \u00e8 stata la nomina di un oscuro presidente, Barnier, proveniente dalla destra repubblicana, sostenuto ufficialmente solo dalla coalizione presidenziale, ma che non suscita ostilit\u00e0 nell\u2019estrema destra.<\/p>\n<p>In fondo, i lettori con qualche anno in pi\u00f9 avranno gi\u00e0 trovato la definizione migliore per questo governo senza maggioranza parlamentare: infatti somiglia tanto ai \u201cgoverni balneari\u201d della Prima Repubblica, quelli che duravano un\u2019estate e \u201cnon arrivavano a mangiare il panettone\u201d. Il governo Barnier superer\u00e0 certamente l\u2019inverno, poich\u00e9 la Costituzione Francese impedisce, pur in assenza di una maggioranza parlamentare, di tornare a votare prima di un anno, cio\u00e8 a Giugno 2025. Inoltre non esiste il problema della fiducia: il governo non deve dimostrare di avere una maggioranza. Al massimo \u00e8 esposto al voto di sfiducia, che per\u00f2 dovrebbe mettere insieme la sinistra e il RN. Cosa che Le Pen e Bardella non faranno mai, vista la centralit\u00e0 che questo governo gli offre.\u00a0Non c\u2019\u00e8 segno pi\u00f9 evidente della crisi del sistema politico francese che l\u2019arrivo anche oltralpe degli ormai lontani e dimenticati governi balneari italiani.<\/p>\n<p><strong>La crisi che viene da lontano<\/strong><\/p>\n<p>La crisi attuale e la conseguente instabilit\u00e0 che attraversa la Francia vengono da lontano. Sono lo specchio di un sistema pensato in un altro momento storico e che cozza con la realt\u00e0 attuale. Ma quali sono i limiti principali di questo sistema?<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema attualmente in vigore pu\u00f2 essere riassunto in due caratteristiche principali: il presidenzialismo e il doppio turno maggioritario.<strong>\u00a0<\/strong>Il presidenzialismo (una volta definito semi-presidenzialismo) \u00e8 costituito dall\u2019elezione diretta del Capo dello Stato, su cui si concentrano i principali poteri, tra qui quello di nomina il Premier. L\u2019elezione diretta conferisce a questa carica una forza politica superiore a tutte le altre.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il doppio turno maggioritario permette la formazione (ancora pi\u00f9 di quello a un turno solo che vige in Uk e in Usa) di maggioranze ampie e stabili. Infatti questo amplifica una piccola maggioranza (e a volte una minoranza) facendola diventare una stabile e comoda maggioranza parlamentare.\u00a0<strong>\u00a0<\/strong>Come \u00e8 possibile che questo sistema ben congegnato da De Gaulle oggi non produca pi\u00f9 i risultati attesi?<strong>\u00a0<\/strong>Le cause sono tante e si possono mettere su due piani: quello politico e quello sociale. Partiamo dal primo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il presidenzialismo presuppone la presenza di personalit\u00e0 forti e autorevoli, come erano quelle della generazione uscita dalla Liberazione, tanto in Italia quanto in Francia. In sostanza \u00e8 un sistema che De Gaulle ha ritagliato su se stesso. Oggi non si vedono all\u2019orizzonte politici di quella caratura, con l\u2019autorevolezza, la cultura, e il peso politico di quella generazione. L\u2019elezione diretta quindi finisce per torcersi nel suo contrario: si elegge per esclusione un presidente che non si apprezza e a cui non si riconosce la superiorit\u00e0 politica e morale di guidare la nazione, compito che \u00e8 implicito nel ruolo presidenziale in Francia. Il Presidente diventa quindi il giorno dopo le elezioni il bersaglio principale della maggioranza della nazione. A maggior ragione se si \u00e8 fatto eleggere non per convinzione ma come unica soluzione disponibile contro l\u2019estrema destra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La stessa critica pu\u00f2 essere trasposta a livello dei parlamentari, la cui qualit\u00e0 \u00e8 sicuramente scaduta negli anni. In questo caso per\u00f2 ci sono altri punti critici riguardo al sistema a maggioritario a doppio turno. Questo era stato pensato per un sistema essenzialmente bipolare: da una parte i gollisti, dall\u2019altra i partiti operai (comunisti e socialisti), con l\u2019obiettivo dichiarato di usare il sistema elettorale per limitare la loro presenza parlamentare. Il sistema per\u00f2 non pu\u00f2 funzionare a dovere se il panorama politico diventa tripolare, come \u00e8 avvenuto con l\u2019emersione dell\u2019estrema destra. Il risultato diventa un parlamento instabile vista l\u2019incapacit\u00e0 del sistema a doppio turno di amplificare le maggioranze: non c\u2019\u00e8 maggioranza nella popolazione e non c\u2019\u00e8 nulla da amplificare.<\/p>\n<p>Inoltre questo funzionava con due logiche diverse nei due turni: al primo si sceglieva, al secondo si eliminava. Il primo turno si votava per il partito che pi\u00f9 si riteneva vicino ai propri orientamenti, anche fosse minoritario nel proprio collegio, al secondo turno si votava contro uno dei due candidati che restavano, eliminando quello che si riteneva il peggiore. Oggi la presenza dell\u2019estrema destra distorce questo funzionamento, obbligando a un voto utile gi\u00e0 dal primo turno.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Le cause sociali della crisi del sistema politico francese vengono da lontano. Il sistema politico rigido e tendente alla conservazione era pensato per distribuire in maniera paternalista i benefici della crescita post bellica, impedendo che comunisti e socialisti potessero beneficiarne. Dovevano essere i gollisti a farlo e fino al 1982, anno della vittoria di Mitterand, cos\u00ec \u00e8 stato. In un mondo diviso in blocchi, con il Pcf legato all\u2019Unione Sovietica, bisognava evitare che andasse la governo e che quindi potesse consolidare le proprie basi nel paese.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Ma l\u2019economia francese, come le altre economie capitaliste occidentali, soffre da decenni della caduta del tasso di profitto. Per riportarlo al livello precedente \u00e8 necessario imporre riforme sempre pi\u00f9 dure, che comprimano salari e stato sociale. Insomma, da diversi decenni, la Francia si ritrova a dover redistribuire povert\u00e0 invece che ricchezza. Il sistema pensato per una redistribuzione paternalista della ricchezza non pu\u00f2 reggere a una imposizione autoritaria di arretramenti sociali. Per ovviare a questa situazione, Macron ha utilizzato l\u2019autorit\u00e0 presidenziale per imporre leggi senza l\u2019approvazione del parlamento, un potere che gli \u00e8 dato dalla Costituzione francese. L\u2019uso che ne ha fatto Macron ha peraltro sorpassato tutte le esperienze passate.<\/p>\n<p>Il numero di volte in cui questo potere dato dall\u2019articolo 49-3 della costituzione \u00e8 stato usato, cos\u00ec come il peso dei temi su cui lo si \u00e8 esercitato ha di fatto esautorato il parlamento e gli eletti del popolo dalle questioni pi\u00f9 importanti. L\u2019esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 stata la contro-riforma delle pensioni che ha, tra l\u2019altro, alzato l\u2019et\u00e0 pensionabile a 64 anni e che, nonostante i milioni di persone in piazza (lo sciopero pi\u00f9 partecipato, ad Aprile \u00e8 stato partecipato da oltre 4 milioni e mezzo di persone), non \u00e8 stato mai votato in parlamento ed \u00e8 stato approvato con decreto presidenziale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Si discutono gi\u00e0 le possibili riforme del sistema (dalla possibilit\u00e0 di effettuare pi\u00f9 facilmente dei referendum, all\u2019introduzione del proporzionale), ma sono a mio parere semplicemente dei palliativi. Se la ragione della crisi attuale viene dalla situazione economica delle imprese, qualsiasi sistema dovr\u00e0 continuare a imporre austerit\u00e0 e bassi salari. Qualsiasi riforma sar\u00e0 quindi conforme a questa necessit\u00e0 e si tradurr\u00e0 in una riduzione ulteriore degli spazi di democrazia, tanto elettorale quanto sociale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019estrema destra, la guerra, il capitale francese<\/strong><\/p>\n<p>Finora ci siamo concentrati sugli aspetti \u201csovrastrutturali\u201d delle vicende politiche. Tutto quanto descritto per\u00f2 non avviene nell\u2019empireo, ma in un luogo e in un tempo determinato, con rapporti di forza determinati (per quanto non immutabili, ma non nel breve periodo).\u00a0Non si pu\u00f2 ignorare il sostegno che l\u2019estrema destra ha ottenuto negli anni (in particolare negli ultimi) dal capitale monopolistico francese. Se in passato questo era diviso tra il sostegno ai partiti repubblicani (Partito Socialista e I repubblicani), oggi sembra essersi sbilanciato fortemente a sostegno dell\u2019estrema destra. Per fare un esempio lontano nel tempo, il FN di Jean Marie Le Pen, riceveva di certo ingenti sostegni (alcuni dei quali sono finiti nel patrimonio personale della famiglia), ma solo in una parte particolarmente piccola e reazionaria del capitale.<\/p>\n<p>Oggi il grande capitale monopolistico francese lavora per la vittoria dell\u2019estrema destra. Bernard Arnaud, l\u2019uomo pi\u00f9 ricco al mondo, da anni sta acquistando qualsiasi media in Francia per portarli su posizioni di estrema destra. E\u2019 successo con catene all news, con radio, con giornali (l\u2019ultimo il Journal de Dimanche, una volta centrista, che ha visto la propria redazione sostituita da una di estrema destra favorevole agli orientamenti del nuovo proprietario). E nessun altro \u201ccompagno\u201d di Arnaud si \u00e8 lanciato in una strategia diversa. C\u2019\u00e8 un certo consenso, quindi, perch\u00e9 le cose vadano come stanno andando, almeno nel grande capitale francese.<\/p>\n<p>La domanda da porsi \u00e8 \u201cperch\u00e9\u201d: perch\u00e9 oggi il grande capitale francese, che in passato ha sostenuto ed \u00e8 stato sostenuto dai partiti repubblicani, si sposta sull\u2019estrema destra? La ragione \u00e8 a mio parere semplice: l\u2019estrema destra \u00e8 l\u2019unica forza che pu\u00f2 preparare il paese alla guerra. E\u2019 la forza politica che pu\u00f2 irregimentare un paese e la sua popolazione come una guerra necessita. Ma di quale guerra parliamo? Si tratta della guerra che, sotto traccia, gi\u00e0 \u00e8 presente oggi e lo \u00e8 gi\u00e0 da diversi anni: la guerra contro un sud del mondo che emerge e si libera, progressivamente e di certo in maniera contraddittoria, delle catene coloniali con cui l\u2019occidente bianco lo ha incatenato negli ultimi 5 secoli.<\/p>\n<p>Il capitale occidentale, tra cui quello francese, vive una doppia crisi: da una parte un saggio di profitto che, come Marx ci ha insegnato, cala progressivamente; dall\u2019altra la possibilit\u00e0 sempre minore di sfruttare i paesi del sud del mondo per compensare il calo in patria. L\u2019unica speranza del capitale occidentale \u00e8 ristabilire l\u2019 \u201cordine\u201d neo coloniale e imperialistico: riportare le lancette della storia indietro ai (per loro) bei tempi passati in cui si potevano sfruttare le ricchezze e\u00a0 la manodopera del resto del mondo liberamente; i tempi in cui si spostavano le cannoniere su tutti i mari del globo a disciplinare i popoli che non accettavano la loro inferiorit\u00e0 e che volevano emanciparsi dalla tutela dell\u2019uomo bianco.\u00a0Ma per fare tutto questo, la societ\u00e0 francese deve cambiare.<\/p>\n<p>Il post modernismo godereccio uscito dal \u201868 non \u00e8 adatto ad affrontare questa situazione, una situazione in cui le popolazioni occidentali dovranno tornare a farsi massacrare in territori pi\u00f9 o meno lontani da casa. Il libertarismo che ancora impregna le societ\u00e0 occidentali, l\u2019edonismo (una volta cavalcato dalla destra reaganiana), e il privatismo diventano oggi ostacoli ai piani del grande capitale monopolistico e per questo vanno combattuti. Le societ\u00e0 occidentali dovranno, nei loro piani, sacrificare gradi e spazi di democrazia (al limite anche tutta), per prepararsi ai nuovi impegni bellici a sostegno del capitale monopolistico occidentale. Il compito dell\u2019estrema destra, ed \u00e8 per questo che viene sostenuta dal capitale monopolistico francese, \u00e8 quello di \u201cdrizzare la schiena\u201d a una societ\u00e0 abituata da troppi anni alla pace, in cui anche il ricordo della guerra, dei suoi sacrifici, della sua violenza sono stati rimossi.<\/p>\n<p>L\u2019estrema destra \u00e8 nuovamente lo strumento del grande padronato per ristabilire l\u2019ordine imperialistico sul mondo. Ed \u00e8 pronta a svolgere appieno il suo compito. Preparare, da qui a 10-20 anni, le societ\u00e0 a combattere; restringere la democrazia, per impedire che le voci discordi possano essere ascoltate e possano guadagnare consenso; reprimere il movimento sindacale, che pu\u00f2, con la sua presenza nei luoghi della produzione, creare problemi allo sforzo produttivo bellico. L\u2019odio per gli stranieri, le tendenze xenofobe sono funzionali a tutto questo: prima si insegna a odiare arabi, africani, asiatici in Francia a causa della loro concorrenza con i francesi sul mercato del lavoro e nelle prestazioni dello stato sociale; poi si usa questa stessa ostilit\u00e0 per lanciarsi contro queste stesse persone, considerate inferiori e barbare, nei loro paesi di origine.<\/p>\n<p>Il vero ostacolo, da parte nostra, \u00e8 la scarsa coscienza della situazione storica attuale e delle cupe prospettive tra la popolazione e tra i lavoratori. La debolezza del movimento operaio, dopo la sconfitta dell\u201989-91, diventa oggi centrale nell\u2019attuale momento storico. Ma come in altri momenti storici di debolezza, il movimento operaio sapr\u00e0 recuperare velocemente e rispondere alle sfide storiche che sar\u00e0 costretto ad affrontare.<\/p>\n<pre><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>Alla fine degli anni \u201890 il sindacato corporatista francese si sciolse, senza dare indicazione esplicita ai suoi iscritti. Molti di essi si iscrissero a Force Ouvri\u00e8re. Molti di questa tendenza appartengono alle forze di polizia, dove FO rappresenta la prima o seconda forza sindacale alle elezioni professionali.<\/em><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Di Lorenzo Battisti La lunga crisi politica francese : l\u2019instabilit\u00e0 nel sistema politico pi\u00f9 stabile La Francia attraversa ormai da anni una fase di instabilit\u00e0 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=50328\" title=\"La lunga crisi politica francese : l\u2019instabilit\u00e0 nel sistema politico pi\u00f9 stabile\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":3,"featured_media":50330,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[409,129,128,21,20,17],"tags":[64,71,664,665,666,667,668],"class_list":["post-50328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studi-e-ricerche","category-b-europa","category-b-diritti","category-cultura","category-politica","category-economia","tag-francia","tag-elezioni","tag-crisi-economica","tag-risultati-elettorali","tag-estrema-destra","tag-macron","tag-presidenzialismo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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