{"id":49971,"date":"2024-09-07T09:02:53","date_gmt":"2024-09-07T09:02:53","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=49971"},"modified":"2024-09-08T08:58:35","modified_gmt":"2024-09-08T08:58:35","slug":"n36-07-settembre-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=49971","title":{"rendered":"n\u00b036 \u2013 07\/09\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) partecipa all&#8217;inaugurazione annuale delle celebrazioni di &#8220;Festitalia&#8221; a Hamilton<br \/>\n02 &#8211; Lucia Tedesco*: No, la tecnologia non \u00e8 neutrale ed ecco come ha condizionato la vita delle donne. In Tecnologia della rivoluzione Diletta Huyskes apre una riflessione sulle responsabilit\u00e0 sociali di chi innova. Dal forno a microonde all&#8217;AI<br \/>\n03 &#8211; Irene Doda*: Internet cambia a seconda della lingua che usi.<br \/>\n04 \u2013 FINALMENTE. (ndr)<br \/>\nMatteo Pascoletti*: Il ministro Gennaro Sangiuliano si \u00e8 dimesso &#8211; Aggiornamento del 7 settembre 2024: Venerd\u00ec pomeriggio Gennaro Sangiuliano ha rassegnato le sue dimissioni \u201cirrevocabili\u201d.<br \/>\n05 &#8211; Emiliano Brancaccio*: Pupari e marionette di guerra &#8211; Economia a Cernobbio. Oggi Cernobbio, ieri Jackson Hole, domani Davos. Un tempo questi informali incontri al vertice del potere internazionale riuscivano a mantenere i toni glamour tipici delle leggiadre passerelle, delle armoniche serate [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) PARTECIPA ALL&#8217;INAUGURAZIONE ANNUALE DELLE CELEBRAZIONI DI &#8220;FESTITALIA&#8221; A HAMILTON<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec 4 settembre, La Sen. La Marca ha partecipato all\u2019inaugurazione della 49\u00aa edizione di \u201cFestitalia\u201d a Hamilton, un evento che rappresenta oramai un\u2019istituzione per la comunit\u00e0 italiana in quella area del sud-ovest Ontario e che celebra la gastronomia regionale, la cultura e le tradizioni italiane e che dura tutto il mese di settembre.<br \/>\nIn una sala stracolma, numerose le istituzioni presenti come la Sindaca della citt\u00e0 di Hamilton, Andrea Horwarth, consiglieri comunali, la Presidente dell\u2019Associazione \u201cFestitalia&#8221;, Vita Maria Fortunato, la Console Onoraria di Hamilton, Susanna Fortino-Bozzo, e un cospicuo numero di associazioni regionali che operano in quell\u2019area.<br \/>\n\u201cSono molto contenta \u2013 esordisce la Senatrice &#8211; di essere nuovamente con voi qui a \u201cFestitalia\u201d, come lo sono ogni anno in questo periodo, per l\u2019inaugurazione di quella che \u00e8 una celebrazione della nostra italianit\u00e0 \u2013 della nostra musica, gastronomia e tradizioni regionali.<br \/>\n\u201cCome rappresentante dei cittadini italiani nel Senato della Repubblica, sono sempre alla ricerca di nuovi modi per rafforzare il legame tra i nostri due Paesi. Sono molto orgogliosa della longevit\u00e0 e del successo di \u201cFestitalia\u201d e apprezzo la sua importanza nel mantenere vivo il patrimonio italiano, soprattutto per le giovani generazioni, in quanto il festival trasmette loro la cultura dei genitori e dei nonni, e sviluppa un senso di appartenenza e di orgoglio.\u201d<br \/>\n\u201cQuesta iniziativa \u2013 conclude la Senatrice \u2013 rappresenta ormai un momento imprescindibile di tutela e valorizzazione dell\u2019italianit\u00e0 nella citt\u00e0 di Hamilton. Vi faccio i migliori auguri di un sereno svolgimento del festival e attendo con ansia l\u2019edizione del prossimo anno, quando tutti insieme festeggeremo i 50 anni di \u201cFestitalia\u201d.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Lucia Tedesco*: NO, LA TECNOLOGIA NON \u00c8 NEUTRALE ED ECCO COME HA CONDIZIONATO LA VITA DELLE DONNE. IN TECNOLOGIA DELLA RIVOLUZIONE DILETTA HUYSKES APRE UNA RIFLESSIONE SULLE RESPONSABILIT\u00c0 SOCIALI DI CHI INNOVA. DAL FORNO A MICROONDE ALL&#8217;AI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea che la tecnologia sia una forza neutrale e inarrestabile, che opera indipendentemente dai contesti sociali, economici e culturali, \u00e8 un mito radicato nel nostro immaginario collettivo. Tuttavia, come dimostra Diletta Huyskes nel suo libro Tecnologia della rivoluzione. Progresso e battaglie sociali dal microonde all\u2019intelligenza artificiale (Il Saggiatore, 2024), questo mito \u00e8 ben lontano dalla verit\u00e0. La tecnologia non \u00e8 mai stata neutrale e spesso amplifica le ingiustizie esistenti.<br \/>\nUn esempio significativo che viene raccontato nel libro \u00e8 il caso di ProKid+, l\u2019algoritmo di polizia predittiva impiegato nei Paesi Bassi nel 2015, che ha condannato preventivamente un adolescente, Omar (nome fittizio), a un futuro da criminale. Reddito basso, background migratorio e un\u2019et\u00e0 inferiore ai diciotto anni, sono solo alcune delle caratteristiche utilizzate dai sistemi di intelligenza artificiale per valutare il rischio di migliaia di persone ogni giorno. Il progetto, noto come Top400, inizialmente pensato come una lista di adolescenti precedentemente condannati per almeno un reato, \u00e8 stato successivamente ampliato includendo anche bambini e ragazzi che, pur non avendo ancora avuto problemi legali, erano considerati dall\u2019algoritmo a rischio di esserlo presto.<\/p>\n<p>UNA TECNOLOGIA A SFAVORE DELLE MINORANZE<br \/>\nQuesto algoritmo, che avrebbe dovuto rappresentare un approccio innovativo alla prevenzione del crimine, non ha fatto altro che reiterare stereotipi e pregiudizi preesistenti, privando i soggetti come Omar di qualsiasi possibilit\u00e0, riscatto ed emancipazione e lasciandoli intrappolati in un circolo di sospetti e discriminazioni: \u201cQuesta sentenza e\u0300 il risultato di una raccomandazione proveniente da un modello matematico che prometteva il rilevamento della criminalita\u0300 utilizzando principalmente metodologie di apprendimento automatico, un sottoinsieme dell\u2019intelligenza artificiale che utilizza modelli statistici e algoritmi per analizzare e fare previsioni basate sui dati\u201d.<br \/>\nLa pretesa di prevedere il crimine attraverso l&#8217;analisi dei dati ignora il fatto che tali modelli sono costruiti su basi che riflettono le disuguaglianze sociali, contribuendo a perpetuarle piuttosto che risolverle. Non a caso Huyskes cita Andrew Feenberg che nel suo testo, Transforming Technology, asserisce che la progettazione della tecnologia \u00e8 una decisione ontologica ricca di conseguenze politiche. Huyskes ci guida attraverso una riflessione critica, evidenziando come ogni nuova tecnologia sia il risultato di un preciso percorso storico e sociale. Contrariamente all\u2019immagine romantica del genio inventore che cambia il mondo con un\u2019illuminazione improvvisa, la realt\u00e0 ci mostra come le innovazioni tecnologiche siano frutto di compromessi, conflitti e distribuzioni ineguali di potere.<br \/>\nL\u2019idea di un progresso lineare e inevitabile si sgretola di fronte all\u2019analisi che Huyskes offre, svelando una verit\u00e0 fattuale: la tecnologia \u00e8 costruita, modificata e implementata per servire interessi specifici, spesso a scapito delle fasce pi\u00f9 vulnerabili della societ\u00e0. Un altro esempio significativo \u00e8 rappresentato dall&#8217;introduzione delle tecnologie domestiche nel ventesimo secolo. Queste invenzioni, come il forno a microonde, venivano presentate come soluzioni liberatorie per le donne, promettendo di alleviare il carico del lavoro domestico.<br \/>\nTuttavia, come dimostra Huyskes, la realt\u00e0 \u00e8 stata ben diversa: piuttosto che emancipare, queste tecnologie hanno rafforzato gli stereotipi di genere, relegando ulteriormente le donne al loro ruolo tradizionale di casalinghe. Invece di liberarle, le hanno intrappolate in un ciclo di lavori domestici sempre pi\u00f9 standardizzati e invisibili: \u201cLa speranza era che la tecnologia domestica avrebbe sollevato le donne dal loro lavoro non pagato nelle case, un tema politico su cui il movimento femminista stava concentrando quasi interamente le sue lotte in quegli anni\u201d.<\/p>\n<p>IL CONTROLLO DEI CORPI<br \/>\nInfatti, nel 1974, Joann Vanek dimostr\u00f2 come la condizione femminile nel lavoro casalingo non avesse subito nessun cambiamento con l\u2019introduzione delle tecnologie domestiche; l\u2019industrializzazione del lavoro domestico e la meccanicizzazione del focolare aveva creato nuove aspettative, un aumento della produttivit\u00e0 e nuovi compiti: \u201cLungi dal sentirsi liberate, le donne che lavoravano nelle case, che quotidianamente e instancabilmente portavano avanti tutto il lavoro di cura necessario al sostentamento della vita economica e politica di intere nazioni, si sentivano sempre pi\u00f9 meccanizzate, ma anche sempre pi\u00f9 affaticate\u201d.<br \/>\nNell\u2019analisi di Diletta Huyskes emerge con forza il tema del controllo dei corpi come uno dei nodi cruciali nell\u2019intersezione tra tecnologia e genere: \u201cCome pu\u00f2 una societ\u00e0 che per decenni si \u00e8 basata esclusivamente sul corpo maschile come metro di misura garantire un trattamento equo in base al genere?\u201d. L&#8217;esclusione delle donne dalla tecnologia non ha significato solo tenerle lontane dai luoghi di potere, formazione e creazione, ma anche privarle della possibilit\u00e0 di utilizzare e beneficiare di tali innovazioni. Questo schema di esclusione, che continua a persistere anche dopo molti decenni, rappresenta ancora il modello dominante nella gestione del rapporto tra genere e tecnologia.<br \/>\nNel libro si racconta anche come a partire dal 1980, il gruppo di ricerca su donne e tecnologia della Fondazione per la ricerca scientifica e industriale dell&#8217;Istituto norvegese di tecnologia (Sintef), con le studiose Anne-Jorunn Berg e Merete Lie, ha iniziato a riflettere sulle conseguenze pratiche dell&#8217;esclusiva presenza maschile nelle fasi di progettazione e sviluppo tecnologico. Inizialmente, le domande riguardavano l&#8217;impatto delle nuove tecnologie sulla vita delle donne. Tuttavia, con il progredire delle loro ricerche, la questione si \u00e8 evoluta in: \u201cGli artefatti hanno un genere?\u201d.<\/p>\n<p>AI E STEREOTIPI SOCIALI<br \/>\nAutomobili, computer, smartphone sono alcuni esempi di tecnologie usate da uomini e donne, ma progettate principalmente tenendo conto delle caratteristiche e delle abitudini di un uomo medio: &#8220;La testimonianza pi\u00f9 forte degli ultimi anni sulle persistenti disuguaglianze di genere nel design di ci\u00f2 che diamo pi\u00f9 per scontato l\u2019ha scritta l\u2019attivista e scrittrice Caroline Criado Perez. Un catalogo di fatti e cifre che raccontano di un mondo a misura d\u2019uomo, forse tra i pi\u00f9 scioccanti quello sulle case automobilistiche statunitensi che solo nel 2011 hanno iniziato a effettuare crash test anche con manichini femminili. Prima di quel momento, tutti i dati a disposizione e gli interventi necessari riguardo agli incidenti automobilistici avevano a che fare esclusivamente con i corpi maschili, per cui l\u2019accuratezza nei casi di corpi femminili era sconosciuta\u201d.<br \/>\nNel panorama contemporaneo, l\u2019intelligenza artificiale rappresenta la nuova frontiera di questa riflessione critica. Lungi dall\u2019essere una tabula rasa, l\u2019AI porta con s\u00e9 i bias e le ingiustizie del passato, riflettendo le stesse logiche di potere che hanno caratterizzato le tecnologie precedenti: \u201cNon solo incorporano cultura, valori, pregiudizi durante le fasi di design iniziale, ma continuano ad alimentarsi di questi input sempre nuovi durante la loro intera esistenza\u201d. Oggi, le nuove tecnologie sono progettate per mantenere lo status quo e perpetuare le disuguaglianze sociali esistenti, contribuendo a rafforzare ci\u00f2 che la studiosa femminista Patricia Hill Collins chiama \u201cla matrice del dominio\u201d, un sistema sociologico che comprende diverse forme di oppressione come il capitalismo, l&#8217;etero patriarcato, la supremazia bianca e il colonialismo.<br \/>\nUno degli esempi pi\u00f9 emblematici dell&#8217;automazione di sistemi istituzionali gi\u00e0 particolarmente discriminatori ed escludenti \u00e8 quello della giustizia penale. Con l&#8217;obiettivo di trovare una formula matematica che potesse prevedere con precisione la probabilit\u00e0 di recidiva, sempre pi\u00f9 dipartimenti di giustizia hanno sperimentato l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale: quasi tutti gli stati nordamericani hanno adottato o testato software basati su AI per questo scopo. Questi sistemi calcolano le probabilit\u00e0 attraverso la valutazione del rischio: un punteggio di rischio elevato indica una maggiore probabilit\u00e0 che l&#8217;individuo commetta nuovamente un crimine in futuro: &#8220;Il calcolo che porta a questi punteggi \u00e8 basato solitamente su delle domande rivolte direttamente alle persone imputate e i dati estratti dal casellario giudiziario. Si tratta di previsioni sul futuro in base a comportamenti passati, frequenze, statistiche, e i dati per addestrare modelli come questi spesso includono variabili proxy come \u00abarresto\u00bb per misurare il \u00abcrimine\u00bb o qualche nozione di \u00abrischiosit\u00e0\u00bb sottostante.\u201d<\/p>\n<p>RIPENSARE LA TECNOLOGIA: GIUSTIZIA E INCLUSIONE<br \/>\nNegli Stati Uniti, dove i dati relativi al crimine sono stati influenzati da decenni di pratiche di polizia basate su pregiudizi razziali, e dove alcuni gruppi sociali ed etnici sono stati storicamente pi\u00f9 esposti a controlli di polizia, la mappatura del crimine non pu\u00f2 essere considerata neutrale. A partire da questi presupposti, l&#8217;etnia viene tracciata indirettamente attraverso altre variabili correlate, come il codice postale o la condizione socio-economica.<br \/>\nIl risultato \u00e8 un modello che presenta un tasso significativamente pi\u00f9 alto di falsi positivi, cio\u00e8 attribuisce un rischio elevato di recidiva a individui neri rispetto a quelli bianchi. Alcuni di questi strumenti mirano a prevedere i rischi di criminalit\u00e0 associati a singoli individui, basandosi sulla loro storia personale e su altre caratteristiche. \u00c8 proprio ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Omar: giudicato da un software di polizia predittiva come un adolescente ad alto rischio di diventare un criminale, \u00e8 stato trattato come tale fin da subito.<br \/>\nCome asserisce l\u2019autrice, \u201cL\u2019intelligenza artificiale \u00e8 molto pi\u00f9 di una tecnologia. \u00c8 un discorso utilizzato attivamente per plasmare le realt\u00e0 politiche, economiche e sociali del nostro tempo\u201d. La tecnologia pu\u00f2 essere un potente strumento di liberazione, ma solo se siamo disposti e disposte a interrogarci su chi ne controlla lo sviluppo e su chi ne beneficia davvero. \u00c8 essenziale che il dibattito sulla tecnologia non rimanga confinato a un\u2019\u00e9lite specifica, ma diventi un discorso collettivo, aperto e inclusivo, in grado di affrontare le domande fondamentali su giustizia, equit\u00e0 e democrazia. In questo senso, Tecnologia della rivoluzione \u00e8 un invito a ripensare il nostro rapporto con il progresso e con le forze che plasmano il nostro presente e il nostro futuro. Huyskes ci ricorda che ogni innovazione porta con s\u00e9 una responsabilit\u00e0, e che \u00e8 nostro compito vigilare affinch\u00e9 il futuro tecnologico sia costruito su basi pi\u00f9 giuste e consapevoli.<br \/>\n*(<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Irene Doda*: INTERNET CAMBIA A SECONDA DELLA LINGUA CHE USI<\/strong><\/p>\n<p>NONOSTANTE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI UTENTI DI INTERNET SI TROVI NEL SUD GLOBALE, QUASI TUTTE LE RISORSE DELLE PIATTAFORME DEDICATE ALLA CONTENT MODERATION SONO MODELLATE SU ESIGENZE OCCIDENTALI.<br \/>\nVi \u00e8 in primis una questione linguistica: gli strumenti automatici di contrasto all\u2019hate speech e alla violenza online funzionano bene in inglese. Sono assai meno efficaci nell\u2019 individuare contenuti pericolosi in altre lingue. Diversi ricercatori provenienti da paesi in via di sviluppo si stanno scontrando con questo problema: come creare strumenti che rendano davvero la rete un posto sicuro e accessibile per tutti?<br \/>\nUn\u2019indagine del Center for Democracy and Technology (CDT) rivela \u201cuna tendenza preoccupante: le aziende tecnologiche nascondono ai ricercatori dati cruciali, ostacolando lo sviluppo di tecnologie di moderazione automatizzata dei contenuti per le lingue a cui sono dedicate meno risorse\u201d. Se pensiamo ai modelli NPL (natural language processing, quelli che permettono alle macchine di comprendere e replicare il linguaggio umano), osserviamo che questi sono allenati su dati in inglese e progettati per un pubblico anglofono &#8211; o al massimo parlante spagnolo, francese, tedesco e altri idiomi di origine europea. Tale bias alla fonte influenza l\u2019intera catena del dato, dalla gestione, all&#8217;annotazione, all&#8217;addestramento di modelli di intelligenza artificiale in grado di comprendere i dialetti locali.<br \/>\nI ricercatori intervistati dal CDT (che lavorano in tre lingue: Tamil, Kiswahili e Quechua) hanno individuato come problema principale la mancanza di dati di qualit\u00e0 in lingue diverse dall\u2019inglese. Spesso la sola fonte \u00e8 lo user generated content sui social media. Le aziende tecnologiche chiedono costi esorbitanti per l\u2019accesso ai dati e bloccano l\u2019uso di strumenti open source per lo scraping. I ricercatori con meno risorse sono quindi tagliati fuori dalla possibilit\u00e0 di lavorare su strumenti di moderazione efficaci. Alcuni di loro hanno concepito delle soluzioni ad hoc. In India \u00e8 stata lanciata una raccolta dati dal basso, via WhatsApp, per studiare la disinformazione. In America Latina un progetto ha visto coinvolte le comunit\u00e0 di parlanti Quechua, per la creazione di un database linguistico.<br \/>\nPermane tuttavia il problema di fondo: la mancanza di accesso a risorse computazionali sufficienti e a modelli di intelligenza artificiale che funzionino in lingue diverse da quelle europee. Il problema si estende anche oltre la moderazione dei contenuti: \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e riguarda il diritto di accesso a Internet. \u201cAlcune popolazioni possono accedere a Internet in modo molto pi\u00f9 significativo di altre, anche in spazi digitali molto noti\u201d, si legge nel report State of The Internet Language \u201cPer esempio, anche se la maggior parte di chi \u00e8 online proviene dal Sud globale. Non siamo in grado di accedere a Internet come creatori e produttori di conoscenza, ma solo come consumatori. La maggior parte delle modifiche di Wikipedia, la maggior parte degli account su Github e la maggioranza degli utenti di Tor provengono dall&#8217;Europa e dal Nord America\u201d.<br \/>\nPu\u00f2 internet diventare davvero uno spazio multilingua? Si tratta senza dubbio di una sfida complessa. Ma le compagnie tecnologiche possono fare dei passi avanti, grazie alla collaborazione con ricercatori e attivisti locali. Secondo le autrici del report State of the Internet Language, si pu\u00f2 attuare un cambio di paradigma. Le studiose suggeriscono di \u201cmettere al centro delle strategie di diffusione e localizzazione le lingue pi\u00f9 marginali, anzich\u00e9 considerarle a posteriori. Si pu\u00f2 utilizzare un approccio che coinvolga la comunit\u00e0, piuttosto che un approccio top -down e che non tiene conto del contesto\u201d.<br \/>\n*(cura di: Irene Doda, vive a Forl\u00ec e lavora come scrittrice e giornalista freelance. Si occupa di lavoro, tecnologia e questioni di genere; spesso di tutte e tre queste cose insieme. Ha scritto per Wired, Singola, Il Tascabile e altre riviste online e cartacee.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 \u2013 FINALMENTE. (ndr)<br \/>\n<strong>Matteo Pascoletti*: IL MINISTRO GENNARO SANGIULIANO SI \u00c8 DIMESSO &#8211; AGGIORNAMENTO DEL 7 SETTEMBRE 2024: VENERD\u00cc POMERIGGIO GENNARO SANGIULIANO HA RASSEGNATO LE SUE DIMISSIONI \u201cIRREVOCABILI\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Nella lettera che accompagna la decisione, Sangiuliano ha parlato di giornate \u201cdolorose e cariche di odio nei suoi confronti\u201d, specificando che andr\u00e0 fino in fondo per dimostrare la sua \u201cassoluta trasparenza e correttezza\u201d. Sempre nella lettera annuncia che presenter\u00e0 un esposto alla Procura, avendo ora \u201cle mani libere per agire in tutte le sedi legali contro chi mi ha procurato questo danno\u201d.<br \/>\nNella giornata di ieri ha giurato il nuovo ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Prima della nomina Giuli \u00e8 stato presidente della Fondazione MAXXI, incarico che aveva ricevuto nel dicembre 2022 proprio da Sangiuliano.<br \/>\nLa vicenda che ha visto protagonista Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia, intanto, potrebbe approdare alla Corte dei Conti. La magistratura contabile sta infatti procedendo a verificare le dichiarazioni di questi giorni.<br \/>\nIl quotidano Domani ha invece riportato il parere di fonti vicine al caso, secondo cui \u201cl\u2019entourage di Boccia avrebbe fatto sapere al Mic che la pompeiana avrebbe scaricato sul computer tutta la cronologia delle chat whatsapp del cellulare del ministro, tramite il qr code\u201d. Se cos\u00ec fosse, osservano, i giornalisti Stefano Iannaccone e Stefano Vergine, vorrebbe dire che Boccia \u00e8 in possesso di tutti i messaggi dell\u2019ex ministro.<br \/>\nIntervistata ieri da Marianna Aprile e Luca Telese per la trasmissione In onda, Maria Rosaria Boccia ha smentito di essere \u201cuna spia\u201d, come alluso da alcuni giornali. Boccia ha lasciato intendere che ci sia altro che potrebbe emergere \u201cIn questa verit\u00e0 sono coinvolte tante donne che ancora non sto menzionando\u201d.<\/p>\n<p>Possiamo guardare da diversi punti di vista la vicenda che sta vedendo coinvolti il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, la moglie del ministro, la cicatrice sulla fronte del ministro, Maria Rosaria Boccia, i rapporti tra il ministro e Maria Rosaria Boccia, l\u2019account Instagram di Maria Rosaria Boccia, un incarico da consigliere del ministero della Cultura, Dagospia, Pompei, il G7, il governo italiano, Giorgia Meloni, tre quarti di stampa italiana appresso, la stampa internazionale, il revival della Commedia sexy all\u2019italiana e financo la buonanima di Benedetto Croce da Pescasseroli.<\/p>\n<p>Tra questi molteplici punti di vista, scegliamo il seguente: vedi che il fact-checking \u00e8 importante? Da quando, lo scorso 26 agosto, Maria Rosaria Boccia ha pubblicato su Instagram un post in cui festeggiava \u201cla nomina a Consigliere del Ministro per i Grandi Eventi \ud83e\udd29\u201d, \u00e8 iniziato un botta e risposta tra il ministro stesso e Boccia. Il primo a smentire, la seconda a sbugiardare la smentita, a mezzo post o stories, causando non pochi imbarazzi e interrogativi di natura politica. Cos\u00ec il caso si \u00e8 ingrossato, creando non pochi imbarazzi e aspettative di dimissioni.<\/p>\n<p>In mezzo a questa corrispondenza di non pi\u00f9 amorosi sensi, abbiamo avuto il governo e la stampa appesi a un account Instagram. In particolare Dagospia, che ha pubblicato una mail ministeriale dove tra i destinatari c\u2019\u00e8 anche Boccia, e che conteneva informazioni per un sopralluogo a Pompei durante il G7. L\u2019Italia \u00e8 paese ospitante, e il 20 settembre ci vedr\u00e0 accogliere i pi\u00f9 importanti leader del mondo in un clima da telenovela e da solita italietta. \u201cStiamo facendo la storia, e dobbiamo esserne tutti consapevoli. E questo non prevede n\u00e9 pause n\u00e9 soste, ma tanto meno pu\u00f2 consentire errori e passi falsi\u201d ha detto Meloni, provando a serrare i ranghi in vista dell\u2019importante appuntamento. Il problema \u00e8 che ha ragione: stanno facendo la storia, ma delle figuracce. A ottobre, per dirne una, ci aspetta la figuraccia del padiglione italiano alla Fiera di Francoforte dove \u00e8 stato escluso per ripicche politiche Roberto Saviano, con conseguenti proteste di autori e autrici italiani.<\/p>\n<p>Ma Dagospia \u00e8 semplicemente il contraltare fecale del retroscenismo, l\u2019aruspice che ispeziona il cadavere del decoro istituzionale e vomita il suo responso con le mani affondate nelle interiora. Lo possiamo chiamare \u201cassioma Amenduni\u201d (dal cognome della persona che per primo me lo fece notare): all\u2019aumentare di una crisi politica, aumenta la rilevanza di Dagospia nell\u2019ecosistema dell\u2019informazione. Cos\u00ec, per una decina di giorni a questa parte, il rimpallo Sangiuliano-Boccia \u00e8 stato tutto un collateralismo di voci, indiscrezioni, virgolettati attribuiti, ipotesi, fino a sfociare nelle interviste. Ne \u00e8 emersa una cultura istituzionale dove il privato si mescola col pubblico e il pubblico si mescola col privato, e tutti e due se ne sbattono allegramente dell\u2019opinione pubblica.<br \/>\nLo abbiamo visto in particolare durante l\u2019intervista di mercoled\u00ec al Tg1, diciassette minuti su trenta del direttore Gian Marco Chiocci con Sangiuliano pagati dal canone. Un penoso gioco delle parti con i due che si imbeccano a vicenda: \u201cPrima di iniziare questa conversazione, io l\u2019ho fatta accedere al dispositivo del mio telefono cellulare con la mia banca\u201d, dice a un certo punto Sangiuliano. \u201cLei \u00e8 ricattabile?\u201d, domanda Chiocci, come se fosse una domanda che ammette tra le risposte un \u201cs\u00ec\u201d; allo stesso tempo, quando gli viene chiesto se pu\u00f2 uscire qualcosa di compromettente, ammette che potrebbero uscire le chat (s\u00ec, abbiamo tutti pensato a quel tipo di foto).<br \/>\nLe prove esibite hanno solo peggiorato la situazione di Sangiuliano. Quando pesca tra i vari fogli la mail con cui vorrebbe dimostrare di aver interrotto la collaborazione di Boccia al ministero poich\u00e9 il legame con la donna \u00e8 diventato nel frattempo di natura sentimentale, Sangiuliano mostra anche la data della mail 26 agosto, la stessa data del post di Boccia. Mentre \u00e8 vago sulle date che vengono prima, sulle settimane in cui \u201cl\u2019amicizia\u201d sarebbe diventata qualcos\u2019altro, con in mezzo la decisione di affidare un incarico.<br \/>\nI \u201ccuoricini\u201d in chat, le consultazioni per farsi spiegare da pazienti funzionari che esisteva un conflitto di interessi in caso di nomina quando ci sono state? La nomina \u00e8 stata decisa a voce o ci sono anche l\u00ec delle mail? Ci sono troppe lacune nel racconto, un buco di circa venti giorni secondo Repubblica. Su tutto emerge una gestione tutta informale e privatistica di una carica pubblica, tra un viaggio e l&#8217;altro. E, a posteriori, emerge il racconto di un mediocre romanziere che non sa tenere assieme i fatti finora emersi, n\u00e9 anticipare i colpi a sorpresa che potrebbero ancora arrivare. Sangiuliano d\u00e0 troppi dettagli e fogli stampati sui punti che ritiene inattaccabili, mentre resta vago o si contraddice in tutti gli altri. Cos\u00ec per comparazione emerge la mole della magagna. Sarebbe stato poi il caso di sentire l\u2019altra campana, ma il copione del Tg1 era per due maschi. Boccia, in ogni caso, ha replicato a mezzo Instagram il giorno dopo.<\/p>\n<p>Che l\u2019opinione pubblica conti solo quando impedisce alla classe politica di lavare i panni sporchi in famiglia (o tra sodali) lo si evince anche dalle scuse di Sangiuliano. Il quale ha sentito di doverle porgere alla sua personale versione della triade Dio-Patria-Famiglia: ovvero sua moglie, Giorgia Meloni e i collaboratori del ministero. Mai che gli fosse venuto in mente di chiedere scusa agli italiani, visto anche che a poche settimane dal G7 la storia \u00e8 arrivata sulla stampa estera, e almeno due paesi hanno chiesto delucidazioni affinch\u00e9 siano garantite la sicurezza e il corretto svolgimento del summit.<br \/>\nInsomma, la vera telenovela italiana non \u00e8 Un posto al sole, ma Un posto al ministero. Pi\u00f9 delle risatine pruriginose, delle gomitate d\u2019intesa e del vergognoso lessico sessista (\u201cla pompeiana esperta\u201d di Paolo Mieli), preoccupa la facilit\u00e0 con cui \u00e8 bucabile o aggirabile la riservatezza delle comunicazioni, di come sembri mancare una elementare e necessaria cultura in tal senso; la percezione di binari da seguire e la contestuale consapevolezza di quando ci si allontana troppo. Ricordiamo per esempio lo scherzo telefonico a Giorgia Meloni, con dei comici russi che impersonano un finto leader africano e parlano con lei della guerra in Ucraina, o il caso Delmastro, rinviato a giudizio per violazione del segreto d\u2019ufficio.<br \/>\nE, a proposito di Delmastro, \u00e8 evidente che se Sangiuliano \u00e8 ancora l\u00ec \u00e8 per debolezza di Meloni, che tra fedelissimi da difendere a ogni costo e giochi di equilibri nella coalizione non pu\u00f2 liberarsi dell\u2019anello debole tanto facilmente. Perch\u00e9 se si dimette Sangiuliano, a maggior ragione diventano indifendibili il gi\u00e0 citato Delmastro, ma anche Santanch\u00e9 e Salvini: la prima \u00e8 rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato e falso il bilancio, il secondo \u00e8 imputato per sequestro di persona e rifiuto d\u2019atti d\u2019ufficio. Lo stesso Sangiuliano rischia un\u2019indagine per peculato. Inoltre, a voler credere a tutto ci\u00f2 che dice per difendersi, resta da capire perch\u00e9 siano state condivise mail e comunicazioni istituzionali con una semplice cittadina senza alcun incarico.<br \/>\nC\u2019\u00e8 quindi un incredibile effetto domino che, partendo da un post su Instagram e passando per una patta ministeriale, ha messo il governo al centro di un uragano sotto gli sguardi attoniti dei pi\u00f9 importanti leader mondiali. Non \u00e8 che se ti indagano il ministro della Cultura alla vigilia del G7 puoi dire \u201ce allora Caravaggio che ammazzava la gente?\u201d. Al Tg1 Sangiuliano ha anche detto che si dimetterebbe, se Meloni lo chiedesse. Prima per\u00f2 aveva detto alla Stampa di non aver fatto nulla di male; del resto, visto l\u2019andazzo generale, ci manca solo debba andarsene lui. Abbiamo pur sempre un governo dove fa il ministro il cognato della sorella della presidente del Consiglio, ora fresco di separazione. Cos\u00ec, a dispetto dei virgolettati circolati su molte testate, traducendo dal sangiulianese all\u2019italiano si ottiene questo: \u201cNessuno mi ha chiesto di dimettermi, n\u00e9 io ho rassegnato le dimissioni\u201d.<br \/>\nQueste non sono persone serie, sono persone che vanno prese necessariamente sul serio perch\u00e9 occupano posizioni di potere. Tanto pi\u00f9 sembrano ridicoli, tanto pi\u00f9 questa risata dovrebbe risuonare amara al pensiero che, alla fin fine, se stanno l\u00ec \u00e8 perch\u00e9 sono i migliori che hanno trovato. Cos\u00ec ora pur di difenderlo, dagli ambienti governativi si prova a far passare Boccia per una specie di femme fatale, di arrampicatrice; una che filma e registra a mo\u2019 di infiltrata, per intendersi.<br \/>\n*(Matteo Pascoletti, relatore di WeSchool, lavora principalmente come web editor e social media editor.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Emiliano Brancaccio*: PUPARI E MARIONETTE DI GUERRA &#8211; ECONOMIA A CERNOBBIO. OGGI CERNOBBIO, IERI JACKSON HOLE, DOMANI DAVOS. UN TEMPO QUESTI INFORMALI INCONTRI AL VERTICE DEL POTERE INTERNAZIONALE RIUSCIVANO A MANTENERE I TONI GLAMOUR TIPICI DELLE LEGGIADRE PASSERELLE, DELLE ARMONICHE SERATE [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Oggi Cernobbio, ieri Jackson Hole, domani Davos. Un tempo questi informali incontri al vertice del potere internazionale riuscivano a mantenere i toni glamour tipici delle leggiadre passerelle, delle armoniche serate di gala. Tra una foto in posa e un dinner ufficiale c\u2019era anche da concordare qualche rilevante decisione politica, beninteso. Ma il tutto avveniva in piena serenit\u00e0, dietro le quinte, lontani dal fastidioso voc\u00eco dei parlamenti.<\/p>\n<p>E SEMPRE IN UN CLIMA DI SINTONICA ALLEGREZZA. OSEREMMO DIRE, DI AMORE CAPITALISTICO TRA POTENTI.<br \/>\nInsomma, mostrare il bel volto di un potere unito, solo invidiabile e mai attaccabile: questa era un tempo la funzione dei cosiddetti incontri informali al vertice.<\/p>\n<p>Da qualche anno, tuttavia, lo scenario \u00e8 profondamente mutato. I sorrisi si fanno tesi, le strette di mano appaiono insicure. La vecchia dolcezza del bel mondo in posa appare sempre pi\u00f9 inquinata da dissidi, controversie, nuove lotte materiali tra i potenti. Che pure cambiano postura e passo: sui delicatissimi prati delle ville ospitanti oggi \u00e8 il tempo dei talloni di ferro.<br \/>\nAccade anche a Cernobbio, che inaugura il suo celebre forum dando la ribalta a Zelenskyj e a Orb\u00e1n, due esemplari perfetti della nuova, feroce epoca di lotte al vertice. Gli ospiti del meeting si vedono costretti, pi\u00f9 o meno esplicitamente, ad allinearsi alle fazioni che questi due nuovi \u201cmostri\u201d di diplomazia oggi rappresentano. Da un lato ci sono gli atlantisti a oltranza, capitalisti convinti che dalla guerra si pu\u00f2 ancora guadagnare. Dall\u2019altro lato troviamo gli imprenditori putinisti, o pi\u00f9 prosaicamente i proprietari che vogliono farla finita con una guerra che non li aiuta a macinare profitti.<br \/>\nA ben vedere, per\u00f2, Zelenskyj e Orb\u00e1n non rappresentano le incarnazioni pi\u00f9 nitide della lotta al vertice di questi mesi. In realt\u00e0, esiste una linea di faglia pi\u00f9 profonda, che disegna uno scontro ancor pi\u00f9 decisivo tra poteri internazionali. In questo conflitto capitale troviamo per un verso i sostenitori di una \u201cnormalizzazione\u201d delle politiche economiche, al fine di rilanciare i tassi d\u2019interesse e le rendite finanziarie dei creditori. Sono i nostalgici del periodo glorioso che precede la grande recessione internazionale del 2008. Era l\u2019epoca in cui i tassi d\u2019interesse medi al netto dell\u2019inflazione ancora veleggiavano al di sopra del tre percento. Grazie a quelle cifre, in gran parte del globo, i capitalisti finanziari mangiavano quote enormi di prodotto interno lordo. Se tornare a quella fase vorr\u00e0 dire scatenare nuove crisi del debito e nuova disoccupazione, poco importa. L\u2019essenziale \u00e8 che i creditori tornino a respirare e a godersela. Il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, \u00e8 la maschera perfetta di questi normalizzatori.<br \/>\nDall\u2019altro versante della grande contesa ci sono gli apologeti di un nuovo keynesismo protezionista e militare, seguaci della guerra e dell\u2019inflazione come fattori di rinnovamento del profitto capitalista. Sono gli esponenti della nuova coscienza infelice del capitale, ormai rassegnati all\u2019idea che nel declinante ovest del mondo sia difficile tirar su i guadagni dal lato delle rendite finanziarie e che si debba pertanto agire da un altro lato. La tesi di questi \u00e8 che il tempo in cui si poteva guadagnare concedendo prestiti e girandosi i pollici \u00e8 finito. Siamo ormai in piena fase imperialista, in cui la competizione tra capitali scivola inesorabilmente nello scontro militare. Bisogna quindi chiudere le frontiere dei commerci e spostare risorse pubbliche verso l\u2019investimento nelle tecnologie belliche. E se l\u2019effetto finale \u00e8 inflazionistico e i tassi d\u2019interesse netti tornano a scendere, ben venga. I capitalisti che fanno i prezzi avranno solo da guadagnarci. Baster\u00e0 stringere ancor pi\u00f9 il guinzaglio attorno alle rivendicazioni salariali. Il capitano ideale di questa truppa di potenti visionari \u00e8 Mario Draghi.<br \/>\nTra questi grandi ospiti dei vari vertici informali esiste una precisa gerarchia strutturale. Per intenderci, la contesa tra Nagheliani e Draghiani, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, \u00e8 quella che sta tirando realmente i fili della politica internazionale. Comparativamente parlando, Orban, Zelenskyj e gli altri ospiti di Cernobbio sono soltanto marionette in scena.<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto. Emiliano Brancaccio \u00e8 un economista e saggista italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) partecipa all&#8217;inaugurazione annuale delle celebrazioni di &#8220;Festitalia&#8221; a Hamilton 02 &#8211; Lucia Tedesco*: No, la tecnologia non \u00e8 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=49971\" title=\"n\u00b036 \u2013 07\/09\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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