{"id":49803,"date":"2024-08-09T00:56:32","date_gmt":"2024-08-09T00:56:32","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=49803"},"modified":"2024-08-09T09:53:20","modified_gmt":"2024-08-09T09:53:20","slug":"n32-10-agosto-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allester","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=49803","title":{"rendered":"n\u00b032 &#8211; 10\/08\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) ricorda il sessantottesimo anniversario del disastro minerario di Marcinelle<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Lorenzo Lamperti*: Taipei &#8211; ESCLUSIONE DI ISRAELE: USA E UE boicottano NAGASAKI GIAPPONE. ALLA COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DELL\u2019ATOMICA \u00c8 STATO INVITATO IL RAPPRESENTANTE PALESTINESE.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Le carte truccate sul Pnrr: enfasi sulle misure attivate, non sui progetti avviati Bilancio. \u00c8 arrivata la quinta rata: Meloni \u00abprimi in Europa\u00bb, l\u2019Italia \u00e8 solo quarta nel rapporto risorse erogate e fondi totali Le carte truccate sul Pnrr: enfasi sulle misure attivate, non sui progetti avviati.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Fumagalli: \u00abCrollo in borsa, mercati in tilt: banche centrali responsabili\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>Il crack. Intervista a Andrea Fumagalli: &#8220;Alla base della crisi c&#8217;\u00e8 la politica monetaria della Federal Reserve americana che tiene alto il costo del denaro, seguendo una logica capitalista a difesa del dollaro<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Le dichiarazioni del governo sul Pnrr rischiano di essere fuorvianti.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Alfiero Grandi* : perch\u00e8 e&#8217; fondamentale il referendum abrogativo della legge sull&#8217;autonomia regionale differenziata, articolo di Alfiero Grandi su sinistra sindacale.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Giovanna Branca*: Harris guarda a sinistra: il suo vice \u00e8 Tim Walz &#8211; elettorale americana. Il governatore del Minnesota, ex professore di liceo, che ha difeso aborto e diritto di voto. Ha invocato il cessate il fuoco a Gaza e l\u2019ascolto dei cittadini arabo americani<\/strong><br \/>\n<strong>08 \u2013 Mario Pianta*: Commenti Un messaggio ai giovani: andatevene &#8211; Sotto scacco. In autunno rischiamo di trovare un\u2019universit\u00e0 meno finanziata, meno capace di far crescere le competenze dei giovani, pi\u00f9 gerarchizzata.<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Claudia Fanti*: Sei deputati di Milei in visita ai torturatori della dittatura. Argentina. L\u2019obiettivo \u00e8 far uscire dal carcere gli assassini della dittatura militare. L&#8217;ira delle opposizioni: vanno espulsi dal parlamento.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) HA RICORDATO IL SESSANTOTTESIMO ANNIVERSARIO DEL DISASTRO MINERARIO DI MARCINELLE.<\/strong><br \/>\nL\u20198 agosto, ricorre il 68\u00b0 anniversario del disastro minerario di Marcinelle, la pi\u00f9 grande tragedia che abbia mai colpito la migrazione italiana in Europa e una delle pi\u00f9 grandi del mondo. La mattina dell\u20198 agosto del 1956 un incendio in una miniera di carbone del Bois du Cazier di Marcinelle in Belgio che caus\u00f2 la morte di 262 uomini provenienti da ogni parte del vecchio continente, tra cui 136 italiani, la met\u00e0 proveniente dalla Regione Abruzzo.<br \/>\nAncora oggi le nostre comunit\u00e0 nel mondo portano il peso di queste tragedie, per sempre scolpite nella nostra memoria &#8211; noi siamo gli eredi di queste vicende, della sofferenza di chi ci ha preceduto, di chi ha sacrificato la propria vita per dare un futuro migliore alla generazione successiva. Abbiamo dunque il dovere di onorare la memoria delle vittime e di non disperdere il valore del loro sacrificio, soprattutto per i nostri giovani, cos\u00ec che anche loro conoscano un pezzo importante della nostra storia e apprezzino i privilegi di cui godono oggi. Perci\u00f2, l\u20198 agosto, giornata dedicata al Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, ma non soltanto l\u20198 agosto, credo che abbiamo il dovere di unirci come Paese in un pensiero di gratitudine per tutti i nostri connazionali che furono costretti a lasciare il proprio paese, la propria famiglia, tutto ci\u00f2 che per loro era sicuro e familiare, per lo sconosciuto, rischiando tutto per la speranza di un futuro migliore.\u201d<br \/>\n\u201cMi unisco a voi, oggi e non solo oggi, in un pensiero di gratitudine e affetto per tutti i nostri connazionali caduti sul lavoro, in ogni parte del mondo, ma anche per riaffermare, qui ed oggi, che dobbiamo continuare a batterci per scongiurare i troppi infortuni e le troppe morti sul lavoro che affliggono le donne e gli uomini della nostra comunit\u00e0 nel mondo.\u201d<br \/>\n*( Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Lorenzo Lamperti*: TAIPEI &#8211; ESCLUSIONE DI ISRAELE: USA E UE BOICOTTANO NAGASAKI. GIAPPONE: ALLA COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DELL\u2019ATOMICA \u00c8 STATO INVITATO IL RAPPRESENTANTE PALESTINESE<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nGLI USA NON SI PRESENTANO ALLA COMMEMORAZIONE DEL MASSACRO COMPIUTO DALLA LORO BOMBA ATOMICA SU NAGASAKI. COME LORO, ASSENTI ANCHE REGNO UNITO, AUSTRALIA, CANADA, GERMANIA, UE. NON CI SAR\u00c0 NEMMENO L\u2019ITALIA. MOTIVO?<br \/>\nIl sindaco della citt\u00e0 giapponese ha deciso di non invitare Israele all\u2019anniversario del bombardamento del 9 agosto 1945, quando la Fat Man sganciata dal Boeing B-29 del maggiore Charles Sweeney uccise all\u2019istante almeno 40mila dei 240.000 abitanti di Nagasaki<\/strong>.<\/p>\n<p>IL PRIMO CITTADINO Shiro Suzuki ha motivato il mancato invito all\u2019ambasciatore israeliano a Tokyo, Gilad Cohen, con \u00abproblemi di sicurezza\u00bb. Parlando di una scelta \u00abdifficile\u00bb, ha spiegato che \u00e8 stata presa sulla base di \u00abvari sviluppi nella comunit\u00e0 internazionale in risposta alla situazione attuale in Medio oriente\u00bb. Il timore di Suzuki \u00e8 che con la presenza del rappresentante di Israele la cerimonia possa essere disturbata, mentre il desiderio \u00e8 di \u00abtenere la cerimonia per commemorare le vittime in un\u2019atmosfera pacifica e solenne, garantendo che tutto si svolga senza rischi\u00bb.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019allineamento pressoch\u00e9 totale della politica estera del Giappone a quella degli Stati uniti, non sono state poche in questi mesi le manifestazioni di solidariet\u00e0 dal basso verso la Palestina. Nei giorni scorsi, la presenza di Cohen alla commemorazione di Hiroshima ha provocato le critiche di diversi gruppi di attivisti. C\u2019\u00e8 chi ha accusato la municipalit\u00e0 di doppi standard, visto che da anni vengono escluse Russia e Bielorussia per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e le bombe contro le sue citt\u00e0. Soprattutto, \u00e8 stata attaccata la decisione di non invitare nessun rappresentante palestinese.<br \/>\nNAGASAKI ha deciso cos\u00ec di prendere un\u2019altra strada, invitando il rappresentante palestinese e non quello israeliano. La richiesta \u00e8 pervenuta al sindaco anche dagli hibakusha, i sopravvissuti del bombardamento. Senza dimenticare che Nagasaki ha alle spalle una tradizione politica vivace, spesso non allineata al governo centrale. Nel 1945, memore della tradizione socialista e del ruolo di primo approdo degli occidentali, era una delle citt\u00e0 pi\u00f9 ostili al fascismo militarista del governo centrale. Non bast\u00f2 a salvarla.<br \/>\nDopo il mancato invito, Cohen ha protestato: \u00abSi sono inventati la scusa della sicurezza, ma non ha nulla a che fare con l\u2019ordine pubblico\u00bb. Accusando Suzuki di utilizzare la cerimonia per mandare \u00abun messaggio opposto a quello che dovrebbe essere inviato al mondo libero\u00bb. Non la pensa cos\u00ec chi ricorda l\u2019orrore di Fat Boy, che oltre alle minacce nucleari di Mosca denuncia le decine di migliaia di vittime causate dai bombardamenti israeliani su Gaza.<br \/>\nL\u2019AMBASCIATORE Usa Rahm Emanuel ha fatto sapere che non parteciper\u00e0 per la \u00abpoliticizzazione dell\u2019evento\u00bb e andr\u00e0 invece a un evento separato in un tempio a Tokyo. Nel giro di poche ore, la scelta americana \u00e8 stata imitata da diversi paesi occidentali. Prima dall\u2019ambasciatrice britannica Julia Longbottom, poi dagli altri. Secondo l\u2019Asahi Shimbun, gli ambasciatori di tutti i paesi del G7 (escluso ovviamente il Giappone stesso) e quello dell\u2019Ue hanno inviato nelle scorse settimane una lettera in cui anticipavano la loro assenza in caso di mancato invito a Israele. Al loro posto, ci saranno funzionari di rango inferiore. Il consolato Usa a Fukuoka mander\u00e0 il suo responsabile Chuka Asike.<br \/>\nLA VICENDA \u00e8 arrivata sul tavolo del governo centrale giapponese. Il ministro degli Esteri Yoshimasa Hayashi ha sottolineato che si tratta di una scelta dell\u2019amministrazione locale, su cui l\u2019esecutivo non \u00e8 in grado di intervenire. Il premier Kishida, protagonista di un netto rafforzamento dei rapporti (anche e soprattutto militari) con Usa e Nato, sar\u00e0 molto attento a prendere le distanze. A Nagasaki, invece, si ricorder\u00e0.<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto &#8211; Lorenzo Lamperti \u00e8 un giornalista professionista, di base a Taipei. Per Wired si occupa di Asia orientale, con particolare attenzione agli intrecci tra politica, tecnologia e produzione culturale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Roberto Ciccarelli*: LE CARTE TRUCCATE SUL PNRR: ENFASI SULLE MISURE ATTIVATE, NON SUI PROGETTI AVVIATI BILANCIO. \u00c8 ARRIVATA LA QUINTA RATA: MELONI \u00abPRIMI IN EUROPA\u00bb, L\u2019ITALIA \u00c8 SOLO QUARTA NEL RAPPORTO RISORSE EROGATE E FONDI TOTALI LE CARTE TRUCCATE SUL PNRR: ENFASI SULLE MISURE ATTIVATE, NON SUI PROGETTI AVVIATI.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo primi in Europa\u00bb. Cos\u00ec la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha salutato ieri l\u2019arrivo della quinta rata (su 10) del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), pari a 11 miliardi di euro. La consueta, eccessiva, enfasi data dal governo al mero calcolo degli gli \u00abobiettivi\u00bb raggiunti in rapporto con l\u2019importo complessivo da 194,4 miliardi di euro risulta dissonante rispetto all\u2019incertezza in cui versa il Sacro Graal dell\u2019economia italiana.<br \/>\nIncertezza, in primo luogo, politica. Raffaele Fitto, il ministro delegato alla grana di inizio secolo, \u00e8 stato candidato a ricoprire un ruolo da commissario europeo. Se cos\u00ec fosse, lascerebbe vacante il suo posto. Vista l\u2019oscurit\u00e0 e la difficolt\u00e0 dell\u2019incarico potrebbe essere un modo per complicare ancora un percorso sempre pi\u00f9 in salita. La seconda incertezza \u00e8 che il governo sa gi\u00e0 che non riuscir\u00e0 a rispettare la scadenza di giugno 2026. \u00c8 questa la data entro la quale dovr\u00e0 avere speso tutti i fondi europei. Impresa complicata. A giugno di quest\u2019anno sono stati spesi 51,3 miliardi. All\u2019appello mancano 143 miliardi da spendere in meno di due anni. Non a caso il ministro dell\u2019economia Giorgetti ha chiesto, pi\u00f9 volte, di rinviare la scadenza. Ipotesi che \u00e8 stata respinta, senza tanti complimenti, dalla Commissione Ue uscente.<br \/>\nNel frattempo il governo spera di accelerare la spesa, ma gli osservatori dubitano fortemente del suo percorso. Anche perch\u00e9 il Pnrr non ha pace. Fitto ha annunciato una revisione che dovrebbe riguardare l\u2019attribuzione del 40% dei fondi al Sud.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 pace per il Pnrr: Fitto parla di una revisione dei fondi per il Sud<br \/>\n\u00c8 possibile vedere oltre la cortina fumogena o sul Pnrr. Lo facciamo con il nuovo fact-checking pubblicato ieri dalla fondazione Openpolis che ha analizzato la quinta relazione del governo sul Pnrr. Anche qui \u00e8 stata messa molta enfasi sulle \u00abmisure attivate\u00bb, cio\u00e8 gli investimenti gi\u00e0 finanziati e in corso di esecuzione: sono l\u201985% degli importi, il 92% se si considerano quelli tramite bandi.<br \/>\nTale indicazione per\u00f2 non dice molto sullo stato di avanzamento dei diversi progetti. Un\u2019indicazione pi\u00f9 rilevante riguarda la spesa sostenuta. Questa ammonta a meno di 10 miliardi nel 2024. I fondi spesi finora sono il 26% circa del totale.<br \/>\nPer quanto riguarda le risorse gi\u00e0 ricevute, l\u2019Italia si trova al primo posto: 102,45 miliardi di euro. Il secondo dato pi\u00f9 elevato \u00e8 quello della Spagna che per\u00f2 si ferma a 38,41 miliardi. Segue la Francia con 30,86 miliardi. Occorre per\u00f2 tenere presente che l\u2019importo dei Pnrr varia da paese a paese. L\u2019Italia \u00e8 prima perch\u00e9 ha una ricevuto pi\u00f9 soldi di tutti (194,4 miliardi di euro) e ha pi\u00f9 rate da conseguire. Altri hanno ricevuto meno e vanno pi\u00f9 veloci. Il rapporto percentuale tra scadenze gi\u00e0 raggiunte e il totale di quelle previste. Al primo posto troviamo invece la Francia (67%).<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 solo nona. Il governo, semplicemente, non lo dice. Sul rapporto tra risorse erogate e dotazione finanziaria totale al primo posto troviamo la Francia (76,6%). L\u2019Italia \u00e8 quarta (52,7%). Anche includendo le scadenze italiane riguardanti la quinta rata il rapporto percentuale del nostro paese sale al 38% circa. Dato ancora non particolarmente elevato<br \/>\n*( Roberto Ciccarelli, filosofo, blogger e giornalista, scrive per il manifesto.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Roberto Ciccarelli*: FUMAGALLI: \u00abCROLLO IN BORSA, MERCATI IN TILT: BANCHE CENTRALI RESPONSABILI\u00bb IL CRACK. INTERVISTA A ANDREA FUMAGALLI: &#8220;ALLA BASE DELLA CRISI C&#8217;\u00c8 LA POLITICA MONETARIA DELLA FEDERAL RESERVE AMERICANA CHE TIENE ALTO IL COSTO DEL DENARO, SEGUENDO UNA LOGICA CAPITALISTA A DIFESA DEL DOLLARO.<br \/>\nIL SUO ORIENTAMENTO DANNEGGIA I SALARI E CONTRASTA LA CONFLITTUALIT\u00c0 SOCIALE. I VINCITORI DELLE POLITICHE ANTI-INFLAZIONE SONO LE GRANDI IMPRESE, CHI HA PERSO SONO I LAVORATORI. IN ITALIA LO SCENARIO PEGGIORE, SALARI AL PALO&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Andrea Fumagalli, economista all\u2019universit\u00e0 di Pavia, un crollo delle borse simile a quello visto tra venerd\u00ec scorso e ieri non lo si vedeva dal \u00abLuned\u00ec nero\u00bb del 1987 o dai tempi della pandemia. Quali sono i motivi?<br \/>\nQuando c\u2019\u00e8 un calo abbastanza forte degli indici azionari che perdura per giorni le cause non sono mai univoche. Pu\u00f2 essere dovuto ai forti investimenti nelle Big Tech e nell\u2019intelligenza artificiale che hanno ridotto i profitti e i dividendi e richiedono tempi abbastanza lunghi per vedere i risultati. Il grado di incertezza \u00e8 molto elevato, soprattutto se vi sono previsioni di calo della crescita dell\u2019economia americana. Crescono i segnali di guerra in Medioriente, il prezzo del petrolio sta calando. Ma credo che il problema principale stia nella politica della Federal Reserve americana di tenere alti i tassi di interesse, seguita a ruota dalla Bce e dalle altre banche centrali.<br \/>\nUna politica giustificata dall\u2019alta inflazione. Ora che si \u00e8 abbassata perch\u00e9 la Fed non taglia i tassi di interesse?<br \/>\nInnanzitutto perch\u00e9 il reale obiettivo della Fed non \u00e8 l\u2019inflazione ma continuare a garantire una ciambella di salvataggio al dollaro per mantenere l\u2019egemonia economica Usa. La tenuta del dollaro consente agli Usa di finanziare un debito interno che ha raggiunto livelli mai visti prima: il 122,3% del Prodotto interno lordo e un debito estero strutturale. Se il dollaro perde di appeal l\u2019economia Usa corre rischi seri. I due debiti sono una spada di Damocle. Fintanto che i mercati finanziari sono egemonizzati dal dollaro, le bolle che producono possono essere sotto controllo, anche se ci sono segnali di segno contrario. I paesi del Sud Globale organizzati nei Brics+, dopo la riunione della scorsa estate a Johannesburg, stanno premendo per una governance mondiale multipolare, un rischio che gli Usa non si possono al momento permettere.<br \/>\nIl presidente della Fed Powell sta aspettando che il mercato del lavoro americano peggiori per tagliare i tassi. Nell\u2019attesa che aumenti la disoccupazione, la banca centrale americana (e cos\u00ec quella europea) fa pagare di pi\u00f9 i mutui ai lavoratori. Non \u00e8 paradossale questa idea? Come la spiega?<br \/>\nLa spiego con il fatto che la politica delle banche centrali \u00e8 una politica anti-salariale e contro il lavoro che ha favorito l\u2019accumulo di grandi profitti, sta diminuendo la domanda, contrasta l\u2019aumento dei salari e la conflittualit\u00e0 sociale, Che nel periodo post-covid era ripresa, almeno negli Stati Uniti. Penso alle vertenze nel settore automobilistico, a Hollywood, nei servizi, tra gli addetti alle pulizie. Ci sono stati grandi aumenti salariali in linea con l\u2019inflazione.<br \/>\nIl ribasso delle borse, e il rallentamento del mercato del lavoro, potrebbero convincere la Fed a tagliare i tassi a settembre?<br \/>\nPotrebbe concedere un taglio dello 0,25% per aiutare i democratici. Nell\u2019anno delle elezioni alla Casa Bianca di solito vengono fatte politiche espansive per consentire a chi ha governato di dire di averlo fatto bene. Del resto la segretaria al tesoro \u00e8 l\u2019ex governatrice della Fed Janet Yellen. La situazione per\u00f2 \u00e8 incerta.<br \/>\nPerch\u00e9?<br \/>\nLa Fed non segue la logica del ciclo politico elettorale, ma una logica prettamente capitalistica a difesa del dollaro e spesso contrasta anche con gli interessi degli stessi mercati che sono molto nervosi. Alla lunga queste politiche non piacciono nemmeno ai governi. Soprattutto quelli con un debito alto come l\u2019Italia che lo devono pagare con gli interessi.<br \/>\nChi sono i vincitori e i vinti di questa politica contro l\u2019inflazione?<br \/>\nNegli Stati Uniti i vincitori sono state le corporation delle piattaforme e gli speculatori finanziari che hanno fatto tantissimi soldi. Tra i lavoratori c\u2019\u00e8 stato un miglioramento della forza lavoro bianca pi\u00f9 istruita e un peggioramento per la popolazione non bianca.<br \/>\nIn Europa? In Italia?<br \/>\nQui di certo ha perso tutto il lavoro. I vincitori sono stati il capitale e la rendita: le grandi banche, le grandi imprese. All\u2019aumento dei prezzi non \u00e8 seguito un aumento dei salari che mantenesse inalterato il potere di acquisto. Ci sono grandi differenze a livello nazionale. C\u2019\u00e8 stata una tenuta, parziale, in Spagna, Francia e in Germania. In Italia non \u00e8 successo per nulla. Non a caso noi viviamo nella situazione peggiore, qualunque cosa dica Meloni che fa propaganda.<br \/>\nIl ritorno della volatilit\u00e0 in borsa, e le incertezze nell\u2019economia globale, spingeranno a politiche ancora pi\u00f9 prudenti, e a rafforzare le politiche di austerit\u00e0 da noi?<br \/>\nL\u2019Europa ha fatto una scelta di economia politica ben chiara: sostegno all\u2019offerta, e dunque ai profitti, non disturbare l\u2019impresa che \u00abcrea ricchezza\u00bb \u2013 un altro mantra di Meloni e il ripristino delle politiche di controllo dei bilanci pubblici. All\u2019orizzonte non si vedono grandi conflitti salariali. Il rischio \u00e8 che queste politiche di austerit\u00e0 vadano a penalizzare i servizi sociali, cio\u00e8 le forme di salario indiretto, ancora di pi\u00f9 di quanto non sia gi\u00e0 avvenuto in passato.<br \/>\n*( Roberto Ciccarelli, filosofo, blogger e giornalista, scrive per il manifesto.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; LE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO SUL PNRR RISCHIANO DI ESSERE FUORVIANTI(*)<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; NEL 2024 L\u2019ITALIA HA SPESO MENO DEL 20% DI QUANTO PREVISTO<br \/>\n&#8211; L\u2019ITALIA HA COMPLETATO SOLO IL 38% DELLE SCADENZE RIGUARDANTI IL PROPRIO PNRR.<br \/>\n&#8211; PNRR, SOLO 3 AMMINISTRAZIONI TITOLARI HANNO SPESO ALMENO LA MET\u00c0 DEI FONDI ASSEGNATI.<br \/>\n&#8211; L\u2019ITALIA HA COMPLETATO SOLO IL 38% DELLE SCADENZE RIGUARDANTI IL PROPRIO PNRR<br \/>\n&#8211;<br \/>\nLa scorsa settimana il governo Meloni ha pubblicato una nuova relazione sul Pnrr italiano. Il documento pone molta enfasi su alcuni dati trascurandone altri. Questo rende molto difficile avere un\u2019idea del reale stato di avanzamento del piano.<\/p>\n<p>\u2022 IL GOVERNO HA PUBBLICATO LA QUINTA RELAZIONE SUL PNRR. MOLTI DATI PRESENTI NEL DOCUMENTO RISCHIANO DI ESSERE FUORVIANTI SE NON CONTESTUALIZZATI.<br \/>\n\u2022 LA RELAZIONE PONE MOLTA ENFASI SULLE &#8220;MISURE ATTIVATE&#8221;. TALE INDICAZIONE PER\u00d2 NON DICE MOLTO RIGUARDO LO STATO DI AVANZAMENTO DEI DIVERSI PROGETTI.<br \/>\n\u2022 UN&#8217;INDICAZIONE PI\u00d9 RILEVANTE RIGUARDA LA SPESA SOSTENUTA. QUESTA AMMONTA A MENO DI 10 MILIARDI NEL 2024. I FONDI SPESI FINORA SONO IL 26% CIRCA DEL TOTALE.<br \/>\n\u2022 SONO LE MISURE DI COMPETENZA DEL MINISTERO DELL&#8217;AMBIENTE A RIPORTARE IL LIVELLO PI\u00d9 ALTO DI SPESA, PARI A 14,3 MILIARDI. SEGUE IL MINISTERO DELLE IMPRESE.<br \/>\n\u2022 L&#8217;ITALIA HA COMPLETATO MENO DELLA MET\u00c0 DELLE SCADENZE PREVISTE. A LIVELLO EUROPEO, DIVERSI PAESI RIPORTANO PERCENTUALI PI\u00d9 ALTE.<br \/>\nLa scorsa settimana il governo ha diffuso la quinta relazione sullo stato di avanzamento del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel documento, cos\u00ec come nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, l\u2019esecutivo ha posto grande enfasi sui dati riguardanti le \u201cmisure attivate\u201d. Quegli investimenti cio\u00e8 gi\u00e0 finanziati e in corso di esecuzione.<br \/>\nLa relazione evidenzia che l\u201985% degli importi \u00e8 attribuibile a misure gi\u00e0 attivate. Dato che sale al 92% se si considerano gli investimenti che prevedono l\u2019assegnazione delle risorse tramite bandi o avvisi pubblici.<br \/>\nQuesta e altre informazioni contenute nella relazione devono per\u00f2 essere contestualizzate per non rischiare di risultare fuorvianti. Il fatto che le misure siano state attivate ad esempio non implica automaticamente che i vari progetti siano gi\u00e0 nella fase di concreta realizzazione. Da questo punto di vista un indicatore pi\u00f9 significativo \u00e8 quello relativo alla spesa sostenuta.<\/p>\n<p>8,5 mld \u20ac LA SPESA DEI FONDI PNRR SOSTENUTA NEI PRIMI 6 MESI DEL 2024.<br \/>\nNon si trovano per\u00f2 riferimenti all\u2019obiettivo di spesa previsto per l\u2019anno corrente. Cifra che, in base alle informazioni pi\u00f9 recenti disponibili pubblicate dalla corte dei conti, dovrebbe aggirarsi intorno ai 43,2 miliardi di euro. Traguardo che sembra davvero difficile da raggiungere a meno di un clamoroso cambio di passo.<br \/>\nDa contestualizzare anche il confronto con gli altri paesi europei. Il governo ha sottolineato infatti come l\u2019Italia sia il paese con il maggior numero di traguardi e obiettivi, le cosiddette scadenze, gi\u00e0 conseguiti. Se da un lato questo \u00e8 vero in termini assoluti, dall\u2019altro occorre evidenziare che gli adempimenti completati rappresentano meno del 40% del totale. Diversi paesi da questo punto di vista riportano percentuali pi\u00f9 alte.<br \/>\nUn ultimo elemento che vale la pena sottolineare riguarda il fatto che la relazione cita le valutazioni di diversi organismi internazionali sull\u2019operato dell\u2019Italia. Dalla commissione europea all\u2019Ocse al Fondo monetario internazionale. Il documento governativo evidenzia gli elogi riconosciuti al nostro paese ma omette quasi del tutto il fatto che tali soggetti riportano anche la presenza di criticit\u00e0 ancora non risolte.<\/p>\n<p><em>The implementation of Italy\u2019s recovery and resilience plan is underway, however timely completion will require increased efforts. [\u2026] The size and complexity of the plan, and challenges linked to absorption capacity, call for accelerating investments and addressing emerging delays while strengthening administrative capacities to ensure that reforms and investments can be completed on time. Investments, in particular, are highly concentrated towards the end of the RRP implementation and merit special attention.<\/em><br \/>\n<em>\u2013 Recomendation for a Council recommendation on the economic, social, employment, structural and budgetary policies of Italy, 19 giugno 2024.<\/em><\/p>\n<p>Le procedure di attivazione e la spesa sostenuta<br \/>\nIl governo ha posto molta enfasi sulle cosiddette \u201cmisure attivate\u201d. Con questo termine si fa riferimento in particolare a quegli investimenti contenuti nel Pnrr per cui sono state avviate le procedure per la selezione dei progetti da finanziare cos\u00ec come dei soggetti attuatori che dovranno realizzare tali interventi. Il valore complessivo delle misure gi\u00e0 attivate \u00e8 di circa 164,8 miliardi sui 194,4 totali assegnati al nostro paese (l\u201985% circa).<br \/>\nAggregando i dati per missione \u2013 le macro aree di intervento con cui si categorizzano le diverse misure \u2013 emerge che 3 su 7 sono gi\u00e0 attivate per oltre il 90% degli importi previsti. La percentuale pi\u00f9 alta \u00e8 quella della missione 3 (Infrastrutture per una mobilit\u00e0 sostenibile) che arriva al 99%.<br \/>\n29,6 mld \u20ac GLI IMPORTI DEL PNRR AFFERENTI A MISURE NON ANCORA ATTIVATE.<br \/>\nIn base a quanto riportato dalla relazione governativa, gli interventi non ancora attivati riguardano misure nuove (con particolare riferimento a quelle contenute nella missione 7) o che hanno cambiato amministrazione titolare a seguito della revisione del piano e ad altre misure per le quali la fase di selezione dei progetti da finanziare \u00e8 in via di conclusione. Si tratta in prevalenza di interventi che prevedono l\u2019erogazione di incentivi o di forniture di beni e servizi per i quali sono state espletate le procedure di selezione e sono in corso le attivit\u00e0 di verifica.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 cambiata la programmazione economica del Pnrr.<br \/>\nLa relazione inoltre fornisce le stesse informazioni ma facendo riferimento solamente a quegli interventi che richiedono procedure di affidamento come bandi, avvisi e decreti di finanziamento per l\u2019assegnazione delle risorse.<br \/>\nPer questo sottoinsieme di progetti, la presenza di procedure di affidamento \u00e8 un indicatore affidabile di avanzamento perch\u00e9 la messa a gara presuppone una serie di atti procedurali e attuativi riguardanti la definizione delle specifiche modalit\u00e0 di realizzazione del progetto stesso.<br \/>\n\u2013 Quinta relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr, 22 luglio 2024<br \/>\nGli investimenti che rientrano in questa categoria valgono in totale circa 133 miliardi di euro, di cui 122 miliardi relativi a misure gi\u00e0 attivate. A livello di missione quella che riporta il valore pi\u00f9 alto \u00e8 ancora la numero 3 dove la totalit\u00e0 delle risorse che richiede procedure di questo tipo \u00e8 stata attivata. Solo le missioni 4 (Istruzione e ricerca) e 5 (Inclusione e coesione) presentano un valore inferiore al 90%.<br \/>\nIn questo caso specifico per\u00f2 \u00e8 forse pi\u00f9 interessante valutare la percentuale di risorse che sono gi\u00e0 state messe a gara. L\u2019importo che risulta associato ad almeno un bando ammonta a 111 miliardi, pari al 91% del valore delle misure attivate. Tutte le missioni presentano una percentuale pari o superiore al 90% con la sola eccezione della missione 5 (76%). Il dato pi\u00f9 alto \u00e8 ancora quello della missione 3 (97%).<br \/>\nIl dato sulle \u201cmisure attivate\u201d non dice molto sul reale stato di avanzamento dei progetti.<br \/>\nIl fatto che la percentuale di risorse attivate sia alta, cos\u00ec come anche quello delle misure gi\u00e0 andate a gara \u00e8 certamente un\u2019indicazione importante. Anche perch\u00e9 molti osservatori, tra cui l\u2019ufficio parlamentare di bilancio, hanno notato che proprio gli aspetti procedurali sono quelli pi\u00f9 difficili da portare a conclusione. Mentre una volta che i cantieri partono si riesce a procedere abbastanza speditamente. Occorre tuttavia rilevare che queste informazioni non ci forniscono nessuna indicazione circa lo stato di realizzazione dei vari interventi.<br \/>\nL\u2019attivazione di una misura infatti \u00e8 abbastanza irrilevante a fronte delle procedure per la selezione degli operatori per la realizzazione degli interventi, di cantieri che procedono lentamente o che ancora devono partire. In questo senso, il dato della spesa gi\u00e0 sostenuta pu\u00f2 rappresentare un\u2019indicazione pi\u00f9 consistente. Nella relazione sono forniti dati aggiornati anche su questo aspetto.<br \/>\n51,36 mld \u20ac IL TOTALE DEI FONDI PNRR GI\u00c0 SPESI AL 30 GIUGNO 2024.<br \/>\nCifra che corrisponde al 31% se si considera il valore totale delle risorse rientranti nelle misure attivate e che scende al 26% considerando l\u2019importo totale del Pnrr italiano.<\/p>\n<p>NEL 2024 L\u2019ITALIA HA SPESO MENO DEL 20% DI QUANTO PREVISTO<br \/>\nI DATI SULLO STATO DI AVANZAMENTO PROCEDURALE E FINANZIARIO DEL PNRR PER MISSIONE<br \/>\nLe misure \u201cattivate\u201d sono quelle per cui sono state avviate le procedure sia per l\u2019assegnazione del finanziamento ai soggetti attuatori sia per l\u2019individuazione dei progetti da finanziare (ad esempio bandi, avvisi, circolari e decreti di finanziamento).<br \/>\nLa percentuale \u00e8 quella riportata dal governo nella quinta relazione sullo stato di attuazione del Pnrr ed \u00e8 calcolata rispetto agli importi monetari espressi in euro. Pu\u00f2 pertanto differire dal dato approssimato in miliardi di euro presente nei popup grafici.<br \/>\nFONTE: elaborazione openpolis su dati governo.<br \/>\n(ultimo aggiornamento: domenica 30 Giugno 2024)<br \/>\nA meno di eventuali riprogrammazioni del piano di spesa, di cui al momento non si ha notizia, servirebbe davvero uno sforzo straordinario per completare tutte le erogazioni di fondi entro il 2026, com\u2019\u00e8 attualmente previsto.<br \/>\nI dati delle amministrazioni titolari<br \/>\nLa relazione del governo sul Pnrr fornisce informazioni anche sull\u2019impegno delle diverse amministrazioni titolari. Cio\u00e8 i soggetti (principalmente i ministeri) che hanno la responsabilit\u00e0 della realizzazione delle misure e del rispetto delle varie scadenze. In questo caso, tenendo conto di quanto gi\u00e0 detto riguardo le procedure di attivazione, ci focalizzeremo sulla spesa gi\u00e0 sostenuta.<br \/>\nIn valori assoluti, la spesa pi\u00f9 rilevante si \u00e8 registrata per le misure di competenza del ministero dell\u2019ambiente (14,34 miliardi). Seguono il ministero delle imprese (14 miliardi) e quello delle infrastrutture (8,1 miliardi).<br \/>\nOvviamente l\u2019importo assegnato varia da amministrazione ad amministrazione. Per questo per avere un\u2019indicazione utile a valutare la \u201ccapacit\u00e0 di spesa\u201d si pu\u00f2 analizzare il rapporto tra spesa sostenuta e totale dei fondi assegnati. Tenendo in considerazione questo indicatore, al primo posto troviamo il dipartimento per le politiche giovanili con il 66,2% (pari a circa 430 milioni rispetto alla dotazione totale di 650). Seguono il ministero degli esteri (55%) e gli organismi giudiziari superiori (Tar e consiglio di stato, 50%).<\/p>\n<p>PNRR, SOLO 3 AMMINISTRAZIONI TITOLARI HANNO SPESO ALMENO LA MET\u00c0 DEI FONDI ASSEGNATI<br \/>\nI DATI SULLA SPESA SOSTENUTA PER OGNI AMMINISTRAZIONE TITOLARE DELLE MISURE DEL PNRR<br \/>\nIl grafico riporta la spesa totale sostenuta al 30 giugno 2024 per ogni amministrazione totale di misure del Pnrr. Anche se hanno la responsabilit\u00e0 della realizzazione dei vari interventi, nella stragrande maggioranza dei casi non sono i ministeri a occuparsene direttamente. Questi si affidano a soggetti attuatori quali enti pubblici o privati e aziende partecipate.<br \/>\nCi sono poi 4 soggetti che fanno registrare un dato sulla spesa sostenuta pari a 0. Si tratta del dipartimento per gli affari regionali e di quello per le pari opportunit\u00e0 e la famiglia che per\u00f2 hanno importi assegnati molto ridotti (rispettivamente 140 e 10 milioni). A questi si aggiunge la struttura per la ricostruzione post alluvione in centro Italia che per\u00f2 \u00e8 stata istituita a fine 2023. Lo 0% di spesa sostenuta \u00e8 quindi fisiologico.<br \/>\nUna parte dei fondi del Pnrr deve ancora essere assegnata.<br \/>\nCi sono infine 1,38 miliardi ancora da spendere che risultano essere di competenza della struttura di missione del Pnrr. Da notare che a seguito della riprogrammazione economica del piano, delineata con il decreto legge 19\/2024, la stessa cifra risultava ancora da assegnare. \u00c8 molto probabile quindi che questi fondi saranno ricollocati.<br \/>\n\u00c8 interessante osservare che anche in questo caso la relazione del governo riporta solamente la percentuale di risorse spese a fronte degli importi rientranti nelle misure attivate. In questo modo per\u00f2 si fornisce un\u2019informazione incompleta e fuorviante.<br \/>\nIl confronto con gli altri paesi<br \/>\nGli ultimi dati riportati nella relazione sul Pnrr che passeremo in rassegna sono quelli legati al confronto con l\u2019operato degli altri paesi. Il governo ha affermato che il piano italiano \u00e8 al primo posto sia per quanto riguarda le scadenze completate che per la quantit\u00e0 di risorse ricevute. In realt\u00e0 questi sono dati che dicono poco sulla qualit\u00e0 dell\u2019operato del nostro paese se non contestualizzati in maniera corretta.<br \/>\nPer fare un confronto con gli altri paesi europei \u00e8 possibile fare riferimento ai dati messi a disposizione dalla commissione europea sull\u2019apposita piattaforma. Per quanto riguarda le scadenze gi\u00e0 completate il dataset non tiene ancora conto, limitatamente al caso italiano, dei traguardi e degli obiettivi che il nostro paese doveva conseguire entro il primo semestre di quest\u2019anno. Ci\u00f2 perch\u00e9 anche se la commissione ha gi\u00e0 accertato il raggiungimento di tutti gli impegni, tale decisione deve ancora essere ratificata dal consiglio dell\u2019Unione europea.<br \/>\nTenendo presente questo elemento, possiamo osservare che \u00e8 in realt\u00e0 la Spagna il paese che ha il numero assoluto di scadenze gi\u00e0 completate pi\u00f9 alto. Si tratta di 180 adempimenti gi\u00e0 conseguiti a fronte di 595 scadenze previste in totale. Il nostro paese viene al secondo posto con 178 scadenze completate su 617, mentre al terzo troviamo la Croazia con 156 impegni gi\u00e0 raggiunti a fronte dei 436 previsti in totale. Se per\u00f2 si considera il rapporto percentuale tra scadenze gi\u00e0 raggiunte e il totale di quelle previste, l\u2019Italia scivola al nono posto.<\/p>\n<p>29% LE SCADENZE GI\u00c0 COMPLETATE DALL\u2019ITALIA RISPETTO AL TOTALE DI QUELLE PREVISTE.<br \/>\nAl primo posto troviamo invece la Francia (67%) seguita da Danimarca (46%) e Lussemburgo (43%). Ovviamente bisogna tenere presente che questi ultimi due paesi hanno un numero totale di scadenze da raggiungere molto pi\u00f9 basso: 93 nel primo caso e 60 nel secondo.<br \/>\nAnche includendo le scadenze italiane riguardanti la quinta rata il rapporto percentuale del nostro paese sale al 38% circa. Dato ancora non particolarmente elevato. A questo proposito per\u00f2 occorre rilevare che l\u2019Italia ha gi\u00e0 inviato anche la richiesta di pagamento dei fondi legati alla sesta rata.<\/p>\n<p>L\u2019ITALIA HA COMPLETATO SOLO IL 38% DELLE SCADENZE RIGUARDANTI IL PROPRIO PNRR<br \/>\nIL CONFRONTO SULLO STATO DI AVANZAMENTO DEI PNRR DEI VARI PAESI EUROPEI<br \/>\nPer quanto riguarda le risorse gi\u00e0 ricevute, l\u2019Italia si trova ampiamente al primo posto anche senza considerare gli importi legati alla quinta rata che ancora devono essere erogati. Nel nostro paese sono gi\u00e0 arrivati 102,45 miliardi di euro. Il secondo dato pi\u00f9 elevato \u00e8 quello della Spagna che per\u00f2 si ferma a 38,41 miliardi. Segue la Francia con 30,86 miliardi.<br \/>\nOccorre per\u00f2 tenere presente che l\u2019importo dei Pnrr varia da paese a paese. Per cui per fare un confronto omogeneo \u00e8 utile valutare il rapporto tra risorse gi\u00e0 erogate e dotazione finanziaria totale. In questo caso al primo posto troviamo la Francia (76,6%) seguita dall\u2019Estonia (53,7%). L\u2019Italia si trova al quarto posto (52,7%) superata di poco anche dalla Danimarca (53%).<br \/>\nNon tutti i Pnrr prevedono l\u2019invio di 10 richieste di pagamento.<br \/>\nUn ultimo elemento da tenere in considerazione \u00e8 quello legato al cronoprogramma delle erogazioni dei fondi da parte delle istituzioni europee. Il piano italiano prevede 10 rate ma non per tutti \u00e8 cos\u00ec. Solo altri 7 Pnrr infatti prevedono il pagamento in 10 rate. Oltre all\u2019Italia anche Croazia, Slovacchia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Cipro. Non deve sorprendere pi\u00f9 di tanto che questi paesi siano anche quelli che hanno gi\u00e0 presentato il maggior numero di richieste di pagamento.<br \/>\nTra questi paesi effettivamente l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unica che ha gi\u00e0 presentato la richiesta della sesta rata. La Croazia ne ha presentate 5, Spagna, Slovacchia e Portogallo 4.Considerazioni finali<br \/>\nCome abbiamo spiegato anche in un precedente articolo, per quanto l\u2019Italia abbia fatto dei passi avanti nell\u2019attuazione del Pnrr c\u2019\u00e8 ancora molta strada da percorrere e non pu\u00f2 essere dato per scontato che il nostro paese riuscir\u00e0 a realizzare tutti gli obiettivi prefissati.<br \/>\nDopo aver passato in rassegna alcuni dei dati contenuti nella quinta relazione sul piano \u00e8 per\u00f2 opportuno fare alcune precisazioni. In primo luogo a partire dai dati sulla spesa. Questi restituiscono infatti un\u2019immagine comunque parziale dello stato di avanzamento del Pnrr. Anche perch\u00e9 non ci dicono niente sull\u2019attuazione delle riforme. Misure che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno fondi a disposizione ma sono comunque una componente fondamentale del Pnrr. Da questo punto di vista \u00e8 il rispetto delle varie scadenze l\u2019indicatore da prendere in considerazione.<br \/>\nL\u2019esecutivo ha inoltre sottolineato come sia fisiologico un livello limitato di spesa nei primi anni che poi tender\u00e0 ad aumentare nelle fasi finali, man mano che i vari cantieri si completeranno.<br \/>\n\u00c8 corretto attendersi una concentrazione della spesa nella seconda parte dell\u2019orizzonte temporale di attuazione del Piano poich\u00e9 nei primi anni di attuazione erano prevalenti gli obiettivi qualitativi.<br \/>\n\u2013 Quinta relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr, 22 luglio 2024<br \/>\nSi evidenzia inoltre come i dati a questo proposito possano essere sottostimati a causa di una tardiva rendicontazione da parte dei soggetti attuatori. Ostacolo che peraltro ha portato a un rallentamento delle erogazioni con conseguenti problemi di liquidit\u00e0 delle realt\u00e0 coinvolte.<br \/>\nA questo proposito, l\u2019articolo 2 del gi\u00e0 citato decreto Pnrr quater aveva imposto ai soggetti attuatori di aggiornare il cronoprogramma procedurale e finanziario entro 30 giorni dall\u2019entrata in vigore della norma. Tale processo, stando a quanto si legge nella relazione, avrebbe raggiunto un livello di copertura pari all\u201985,8% dei progetti.<br \/>\nIl nostro osservatorio sul Pnrr<br \/>\nQuesto articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni luned\u00ec pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilit\u00e0 di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.<br \/>\n*( FONTE: elaborazione openpolis su dati governo )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Alfiero Grandi* : PERCH\u00c8 E&#8217; FONDAMENTALE IL REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE SULL&#8217;AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA, ARTICOLO DI ALFIERO GRANDI SU SINISTRA SINDACALE.<br \/>\nIL REFERENDUM PER ABROGARE LA LEGGE CALDEROLI SULL\u2019AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA \u00c8 OGGETTO DI ATTACCHI SUBDOLI, PER SMINUIRNE LA PORTATA O PEGGIO INSINUARNE L\u2019INUTILIT\u00c0, CHE VANNO CONTRASTATI CON FORZA. E\u2019 UN\u2019INIZIATIVA NECESSARIA, INDISPENSABILE PER BLOCCARE CONSEGUENZE POLITICHE, ISTITUZIONALI, SOCIALI DEVASTANTI PER L\u2019ITALIA.<\/strong><br \/>\nLa legge &#8211; gi\u00e0 in vigore &#8211; rappresenta un pericolo per l\u2019Italia. Ha regalato al Paese un secondo \u201cPorcellum\u201d ed \u00e8 un pericolo per la possibilit\u00e0 dei cittadini italiani di godere degli stessi diritti (istruzione, salute, ecc.) in qualunque territorio risiedano e di avere le stesse regole per le materie che dovrebbero passare dallo Stato alle Regioni in 21 modi diversi (fino a prefigurare 21 simil staterelli) come reti di comunicazione, energia, ambiente, contratti di lavoro, previdenza, ecc. Un pasticcio per tutti, imprese comprese.<br \/>\nAd esempio, su ferrovie ed autostrade si ragiona con una visione europea, prefigurando corridoi da un capo all\u2019altro dell\u2019Unione. Perch\u00e9 mai il potere decisionale e di controllo dovrebbe passare alle Regioni, frammentando in Italia quello che in Europa si cerca di rendere unitario? Questo \u00e8 uno dei poteri che si apprestano a chiedere Veneto e Lombardia.<\/p>\n<p>Il trasferimento di poteri alle Regioni porta con s\u00e9 personale e soldi per poterli esercitare, ma chi si assumer\u00e0 il debito pubblico corrispondente alle entrate che mancherebbero allo Stato? Se mancano entrate allo Stato chi ripagher\u00e0 il debito pubblico italiano?<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo delle Regioni richiedenti \u00e8 di trattenere una parte pi\u00f9 consistente delle entrate fiscali, il Veneto ha ipotizzato il 90%. Di pi\u00f9: \u00e8 prevista una sorta di scala mobile (abolita per i salari) con il ricalcolo annuale delle entrate passate dallo Stato alle Regioni. Quelle che hanno maggiore forza economica avranno a disposizione pi\u00f9 risorse di quelle meno forti, che per di pi\u00f9 nemmeno potranno contare su un intervento di solidariet\u00e0 per la differenza. Lo scopo teorico dei Lep \u00e8 garantire che in tutta Italia i cittadini abbiano gli stessi diritti e le stesse risposte, ma in questo modo \u00e8 un obiettivo impossibile da realizzare.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9 la legge Calderoli prevede che non ci siano nuovi oneri per lo Stato, quindi se alle Regioni pi\u00f9 forti andranno pi\u00f9 risorse ne mancheranno per le altre. Si passa da una concezione solidale del regionalismo a una divaricazione nei diritti delle persone.<br \/>\nE\u2019 vero ci sono gi\u00e0 differenze nei diritti effettivi esigibili dalle persone, tanto che nella sanit\u00e0 ci sono 800mila trasferimenti all\u2019anno dalle regioni pi\u00f9 deboli a quelle pi\u00f9 forti. Tuttavia, un conto \u00e8 registrare le differenze e darsi l\u2019obiettivo di superarle, altro \u00e8 aumentarle ancora di pi\u00f9 come avverr\u00e0 come conseguenza della legge Calderoli, fino a creare di fatto Stati diversi.<br \/>\nLa legge \u00e8 certamente procedurale, tanto \u00e8 vero che i primi protocolli di pre-accordo nel 2018 fra 3 Regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) e il governo furono siglati in assenza di questa legge, ma la loro attuazione per il trasferimento di poteri alle Regioni avrebbe dovuto rispondere alle leggi esistenti, a partire dal ruolo del Parlamento, dalla legge di bilancio, e soprattutto non avrebbero potuto stabilire un meccanismo blindato di approvazione (procedura simile a quella degli accordi tra Stato e confessioni religiose). E, una volta approvati, gli accordi di fatto non sono pi\u00f9 modificabili se non con l\u2019accordo del presidente della Regione interessata.<br \/>\nLa legge Calderoli mette ai margini della procedura il Parlamento, infatti viene informato poco e male e alla fine pu\u00f2 solo dire s\u00ec o no all\u2019accordo raggiunto dal presidente del Consiglio e dal presidente della Regione interessata recepito in legge. E\u2019 evidente che in caso di rischio per l\u2019approvazione verrebbe usato il voto di fiducia per imporlo ai parlamentari riottosi.<br \/>\nInoltre, la commissione paritetica istituita tra governo e Regione ha poteri che scavalcano il Parlamento, il ministro dell\u2019Economia, la Ragioneria dello Stato e gli organi dello Stato che debbono attestare la verit\u00e0 in materia di conti pubblici, come l\u2019Upb e la Banca d\u2019Italia.<br \/>\nIl ministro dell\u2019Economia Giorgetti non avrebbe mai dovuto accettare una procedura che lo vincola con tempi e modi finora sconosciuti a dare un consenso, altrimenti la procedura prevista andr\u00e0 avanti comunque a conferire funzioni, poteri e soldi alle Regioni differenziate. Questo non \u00e8 casuale: i presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto sono leghisti, Calderoli pure e Giorgetti anche. Una cordata leghista, che ha poteri enormi sull\u2019attuazione della legge.<br \/>\nPerch\u00e9 Fratelli d\u2019Italia, che nel suo passato ha un\u2019attenzione all\u2019unit\u00e0 nazionale, ha deciso di regalare alla Lega questa legge che esalta le pulsioni secessioniste di alcune regioni del nord? La spiegazione \u00e8 che la Meloni, pur di ottenere una sorta di surrogato del presidenzialismo, ha fatto un patto di potere con la Lega per avere il premierato in cambio del decentramento dei poteri alle Regioni. Per di pi\u00f9 l\u2019elezione diretta del presidente del Consiglio porterebbe ad una drastica riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica, per fare posto al nuovo \u201cCapo assoluto\u201d, e ridurrebbe il Parlamento ad un ruolo subalterno al Capo, con un sostegno obbligato all\u2019eletto, dal cui destino dipenderebbe la sua stessa esistenza.<br \/>\nQuesta maggioranza di destre divise e diverse regge solo in quanto ha potere da spartire e tre modifiche da realizzare: autonomia regionale differenziata voluta dalla Lega, premierato voluto da Fratelli d\u2019Italia, separazione delle carriere dei magistrati e deriva securitaria volute da Forza Italia. Un pasticcio istituzionale formidabile e inaccettabile, che stravolgerebbe la Costituzione.<br \/>\nIl referendum per abrogare la legge Calderoli \u00e8 l\u2019unica via possibile per bloccare un percorso che porterebbe l\u2019Italia sull\u2019orlo della \u201csecessione dei ricchi\u201d e ai margini dell\u2019Europa.<br \/>\nIl quesito referendario \u00e8 depositato, la raccolta delle firme a sostegno (almeno 500mila) \u00e8 iniziata. I tempi sono molto stretti, ma ci si pu\u00f2 e deve riuscire. Occorre un impegno straordinario entro il 30 settembre, termine ultimo di presentazione delle firme in Cassazione.<br \/>\nIl Parlamento non \u00e8 riuscito a bloccare l\u2019approvazione di questa legge nefasta. Solo il referendum abrogativo a questo punto pu\u00f2 riuscirci. Il percorso parlamentare di opposizione \u00e8 servito a maturare una consapevolezza politica dei partiti di opposizione sulla necessit\u00e0 di arrivare al referendum abrogativo. A questo punto c\u2019\u00e8 un importante schieramento sociale e insieme uno schieramento dei partiti di opposizione che convergono sull\u2019obiettivo di abrogare la legge Calderoli. L\u2019abrogazione della legge Calderoli \u00e8 un obiettivo oggi possibile, necessario, indispensabile.<br \/>\nIl governo deve essere costretto a tenere tutto fermo fino allo svolgimento del referendum e a questo fine sarebbero molto utili i ricorsi delle singole Regioni, gi\u00e0 impegnate a promuovere anch\u2019esse il referendum abrogativo, sull\u2019incostituzionalit\u00e0 della Calderoli. Incostituzionalit\u00e0 pi\u00f9 volte richiamata nelle argomentazioni delle cinque Regioni per motivare i quesiti referendari che presenteranno. I ricorsi delle singole regioni alla Corte costituzionale \u201cspingerebbero\u201d il governo a fermare tutto fino al voto degli italiani, e darebbero tempo anche a Regioni del Mezzogiorno, guidate dalle destre di riflettere meglio su cosa vorrebbe dire attuare questa legge anzich\u00e9 abrogarla. Ci sono incertezze tra le Regioni, ma questo ricorso sarebbe importante.<br \/>\nOccorre recuperare alla contrariet\u00e0 l\u2019opinione pubblica del nord. Stefano Fassina ha scritto un volume sulle ragioni che dovrebbero portare proprio i cittadini del nord, non solo quelli del sud, a bocciare questa autonomia differenziata. Non si tratta solo dei sacrosanti principi costituzionali fondamentali che vengono disattesi da una legge che, sotto le mentite spoglie dell\u2019attuazione del 116 e 117, versione 2001, li contraddice e di fatto stravolge la Costituzione.<br \/>\nSono in discussione gli ideali che hanno portato all\u2019unit\u00e0 dell\u2019Italia, e concretissimi danni attuali che deriverebbero da questa autonomia regionale differenziata anche alle regioni del nord.<br \/>\nLa Corte Costituzionale a gennaio si pronuncer\u00e0 sull\u2019ammissibilit\u00e0 del quesito abrogativo della legge Calderoli. Occorre argomentare bene le ragioni che possono aiutare la Corte a decidere per l\u2019accoglimento del quesito.<br \/>\nPer giustificare la legge Calderoli si \u00e8 cercato di sminuirne il potere distruttivo che invece sarebbe enorme sulla finanza pubblica, sui tassi, sull\u2019economia nazionale, sui diritti fondamentali dei cittadini &#8211; economici e sociali &#8211; sulle istituzioni e perfino sullo spirito pubblico dell\u2019Italia. E\u2019 un pericolo enorme per l\u2019Italia, e la sua attuazione avrebbe conseguenze devastanti, difficilmente rimediabili. La Corte dovr\u00e0 tenerne conto.<br \/>\nSe tutto andr\u00e0 come \u00e8 sperabile, bisogner\u00e0 preparare la campagna referendaria. Ai cittadini viene chiesto di decidere se abrogare o no la legge Calderoli, correggendo la decisione del Parlamento. Questo dovrebbe essere un potente antidoto contro l\u2019astensionismo. Partecipate e decidete, questo \u00e8 il messaggio.<br \/>\nLe destre probabilmente sceglieranno l\u2019astensionismo. Se lo faranno nelle urne sar\u00e0 prevalente il \u201cNo\u201d e di conseguenza anche il governo arriverebbe rapidamente al capolinea, come \u00e8 avvenuto nel 2011 con il governo Berlusconi. Non sar\u00e0 facile, ma \u00e8 possibile costruire un riscatto politico, un rilancio di partecipazione, che \u00e8 il migliore antidoto all\u2019astensionismo crescente, alla sfiducia fin troppo diffusa. E ci saranno insieme i quattro referendum abrogativi promossi dalla Cgil per rilanciare i diritti dei lavoratori. Quattro referendum sui diritti di chi lavora e uno contro l\u2019autonomia regionale differenziata possono essere un pacchetto di mobilitazione di tutto rispetto, e tutti chiedono di abrogare leggi sbagliate o parti di esse.<br \/>\nQuindi la risposta per tutti \u00e8 \u201cS\u00ec\u201d. Una vittoria del \u201cS\u00ec\u201d nei referendum potrebbe provocare anche il blocco degli attacchi alla Costituzione rappresentati dal premierato e dalla separazione delle carriere, e forse un cambiamento sostanziale dello scenario politico.<br \/>\n*(Alfiero Grandi, \u00e8 un politico e sindacalista italiano. Deputato della Repubblica Italiana. XIII Legislatura &#8211; \u00e8 vice presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, organismo che svolse un ruolo decisivo per la vittoria)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Giovanna Branca*: HARRIS GUARDA A SINISTRA: IL SUO VICE \u00c8 TIM WALZ &#8211; ELETTORALE AMERICANA. IL GOVERNATORE DEL MINNESOTA, EX PROFESSORE DI LICEO, CHE HA DIFESO ABORTO E DIRITTO DI VOTO. HA INVOCATO IL CESSATE IL FUOCO A GAZA E L\u2019ASCOLTO DEI CITTADINI ARABO AMERICANI.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abWeird\u00bb, strano, strambo. \u00c8 la parola che ha proiettato il governatore del Minnesota Tim Walz nelle prime linee della campagna elettorale democratica, fino alla scelta di Kamala Harris, ieri, di nominarlo suo vice nella corsa alla Casa bianca. \u00abNon ci piace quel che \u00e8 successo \u2013 aveva detto durante il programma Msnbc Morning Joe criticando le politiche repubblicane \u2013 per cui non possiamo neanche andare alla cena del Ringraziamento con nostro zio senza finire in qualche strano litigio\u00bb. \u00ab\u00c8 la verit\u00e0, questi tizi sono proprio strani!\u00bb<br \/>\nDEFINIZIONE nata per ridimensionare l\u2019aura di malvagia imbattibilit\u00e0 di Donald Trump e i suoi, \u00abweird\u00bb \u00e8 diventata virale sui social, \u00e8 stata abbracciata dalla campagna elettorale dem, ripresa da Harris e perfino dal rivale pi\u00f9 temibile di Walz nella rosa dei candidati alla vicepresidenza, il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro.<br \/>\nLa scelta di Walz non \u00e8 per\u00f2 certo dovuta alla vitalit\u00e0 di una felice trovata linguistica che fa infuriare il Gop (\u00abNon siamo weird\u00bb si \u00e8 ridotto a dire di s\u00e9 e del suo vice Trump), quanto a una scelta di campo desiderata e acclamata in particolare dalla sinistra del partito: si rallegrano Alexandria Ocasio Cortez \u2013 \u00abun\u2019ottima scelta\u00bb \u2013 e Bernie Sanders: \u00ab\u00c8 un ex insegnante, coach di football e grande sostenitore dei sindacati\u00bb, il presidente della Uaw (United Auto Workers) Shawn Fain lo ha citato come uno dei due favoriti del suo sindacato. Walz ha legiferato in favore di \u00abpasti scolastici gratuiti, congedi familiari e per malattia, legalizzazione della marijuana e la protezione dei diritti riproduttivi\u00bb, scrive Ilhan Omar su X. Congratulazioni anche da Barack Obama, Joe Biden, Nancy Pelosi e lo stesso centro del partito, fino alla destra: un messaggio di endorsement arriva dall\u2019ex senatore dem, diventato indipendente, Joe Manchin.<br \/>\nNATO E CRESCIUTO in Nebraska, trasferitosi in Minnesota nel 1996, Tim Walz \u00e8 l\u2019\u201duomo bianco\u201d, ammantato dall\u2019aura di american dad e di pragmatismo rurale che spunta molte delle caselle di cui la campagna di Harris era evidentemente in cerca \u2013 anche se non viene da uno swing state o uno stato rosso: il Minnesota non vota per un presidente repubblicano dal 1972, e sotto il secondo mandato di Walz i democratici hanno conquistato sia il posto di governatore che Camera e Senato statali.<br \/>\nA lungo membro della Guardia nazionale e professore di liceo, Walz si avvicina alla politica gi\u00e0 quarantenne: la sua candidatura al Congresso come deputato per un distretto rurale del Minnesota \u2013 che ha poi ricoperto per 5 cariche consecutive dopo aver strappato il seggio a un repubblicano \u2013 arriva nel 2006. Ex pupillo della National Rifle Association, che lo aveva insignito di una A, ha voltato le spalle alla tutela a oltranza del secondo emendamento dopo il mass shooting di Parkland, nel 2018, e da governatore ha sostenuto i controlli sul passato di chi cerca di acquistare un\u2019arma. Ora la Nra \u00abmi da delle F, e il mio sonno non ne \u00e8 minimamente danneggiato\u00bb, ha detto in un\u2019intervista Walz.<br \/>\n\u00abIL PI\u00d9 GRANDE onore della mia vita\u00bb, ha definito ieri la scelta di Harris. Che fino all\u2019ultimo si pensava destinata ad appuntarsi su Shapiro (da cui \u00e8 arrivato immediato l\u2019endorsement per Walz): non \u00e8 un dato di secondo piano che l\u2019aspirante vice pi\u00f9 vicino a Israele sia infine stato scartato, e non pu\u00f2 che indicare un tentativo di avvicinamento alla comunit\u00e0 arabo americana che stava voltando le spalle al partito per il sostegno del governo alla guerra a Gaza. In merito, Walz non ha mai detto molto, ma si \u00e8 schierato per il cessate il fuoco e ha invitato l\u2019amministrazione Biden a prestare ascolto alla preoccupazione dell\u2019ampia cittadinanza arabo americana di Minneapolis: durante le primarie democratiche, il Minnesota aveva espresso il 19% dei voti uncommitted \u2013 il voto di protesta contro il massacro nella Striscia \u2013 una percentuale perfino superiore al Michigan.<br \/>\nDURANTE il primo mandato di Walz da governatore, il suo Minnesota \u00e8 stato teatro della miccia che ha catapultato Black Lives Matter sulla scena nazionale e globale: l\u2019omicidio a Minneapolis di George Floyd. La destra critica Walz per non aver subito mobilitato la Guardia nazionale contro i manifestanti, la sinistra \u00e8 giustamente pi\u00f9 scettica del fatto che la Guardia nazionale sia stata infine chiamata a sedare con la forza la rabbia della cittadinanza per l\u2019omicidio di un uomo inerme le cui ultime parole \u2013 I can\u2019t breathe \u2013 sono rimaste scolpite nella storia del razzismo americano. Come nota The Intercept, anche l\u2019approccio di Walz al movimento per la riforma della polizia e la giustizia innescato da Blm \u00e8 stato ambivalente: a gennaio dell\u2019anno scorso ha sostenuto il sindacato di polizia nella difesa dell\u2019agente che aveva ucciso un altro uomo nero, Ricky Cobb II, dopo un fermo per una violazione stradale.<br \/>\nDopo aver agevolmente rivinto la carica di governatore nel \u201922, Walz si \u00e8 per\u00f2 fatto campione di importanti misure progressiste, dalla protezione del diritto all\u2019aborto alla tutela dell\u2019accesso al voto; ha varato misure contro il cambiamento climatico e in favore dei migranti (una sua legge consente alle persone senza documenti di avere la patente).<br \/>\nIN CASO DI VITTORIA democratica a novembre, a rimpiazzare Walz alla guida del Minnesota sar\u00e0 la sua vice Peggy Flanagan, della trib\u00f9 degli Ojibway, che diventerebbe la prima nativa americana a ricoprire la carica di governatrice.<br \/>\nLe reazioni repubblicane che dipingono Tim Walz come un pericoloso \u00abestremista di sinistra in stile San Francisco\u00bb (JD Vance) non si sono fatte attendere. Il suo diretto rivale Vance ha anche detto di avergli lasciato un messaggio di congratulazioni in segreteria. Intanto la campagna Trump dichiara ai quattro venti che una presidenza Harris\/Walz \u00abscatenerebbe l\u2019inferno sulla terra\u00bb. Weir<br \/>\n*( fonte: Il Manifesto &#8211; Giovanna Branca, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 \u2013 Mario Pianta*: COMMENTI UN MESSAGGIO AI GIOVANI: ANDATEVENE &#8211; SOTTO SCACCO. IN AUTUNNO RISCHIAMO DI TROVARE UN\u2019UNIVERSIT\u00c0 MENO FINANZIATA, MENO CAPACE DI FAR CRESCERE LE COMPETENZE DEI GIOVANI, PI\u00d9 GERARCHIZZATA.<br \/>\nAL RIENTRO DALLE VACANZE STUDENTI E PROFESSORI TROVERANNO LE UNIVERSIT\u00c0 CAMBIATE. UN MESE FA UN DECRETO HA TAGLIATO 513 MILIONI IN CORSO D\u2019ANNO, IN PARTICOLARE LE SPESE NON VINCOLATE, SOLLEVANDO LE PROTESTE DELLA CONFERENZA DEI RETTORI (CRUI) E DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE (CUN).<\/strong><br \/>\nIeri il governo ha approvato un disegno di legge che cambia profondamente le figure previste per i giovani ricercatori e per i docenti esterni. A fare ricerca (e, spesso, lezione) potranno esserci neolaureati magistrali (assistenti di ricerca junior), neodottorati (assistenti di ricerca senior), contrattisti post-doc (che rimpiazzano gli attuali assegnisti di ricerca), mentre resta congelato il contratto di ricerca che offriva tutele e remunerazioni dignitose, a costi maggiori per gli atenei. Per di pi\u00f9, i corsi universitari potranno avere come docenti \u00abprofessori aggiunti\u00bb: esperti esterni incaricati direttamente dai rettori.<br \/>\nIl disegno di legge lascia grande incertezza \u2013 forse in attesa di verificare le reazioni che verranno \u2013 sulle procedure di selezione, sui compensi e sulle regole. Altri interventi sono stati annunciati dalla ministra Anna Maria Bernini, che ha ricevuto nei mesi scorsi un\u2019ampia delega per la riforma dell\u2019universit\u00e0 all\u2019interno del disegno di legge \u00abSemplificazione\u00bb. Molte cose potranno ancora cambiare prima della riapertura.<\/p>\n<p>DECRETO OMNIBUS: MANCE A PIOGGIA, I NODI A SETTEMBRE<br \/>\nLe misure prese finora dal governo si scontrano con tre nodi di fondo. I<\/p>\n<p>L PRIMO \u00c8 IL SOTTOFINANZIAMENTO strutturale dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca in Italia. Il \u00abTavolo tecnico\u00bb insediato dal governo Draghi due anni fa chiedeva di stabilizzare la ricerca pubblica allo 0,75% del Pil, sfiorato nel 2023 grazie ai finanziamenti straordinari e temporanei del Pnrr. Da quest\u2019anno, con il Pnrr ancora in piedi, stiamo scivolando indietro, in un quadro europeo in cui siamo tra i paesi con la pi\u00f9 bassa percentuale di laureati sulla forza lavoro.<\/p>\n<p>LA SECONDA QUESTIONE \u00e8 la moltiplicazione del precariato. Le nuove figure coinvolgono gi\u00e0 i neolaureati in forme di collaborazione poco precisate e trasparenti, ampliano le modalit\u00e0 con cui si si prolunga il limbo della ricerca instabile. Tutto ci\u00f2 va a complicare una situazione gi\u00e0 difficile: nel 2022 c\u2019erano in Italia 12mila ricercatori a tempo determinato (A e B) e 19mila assegnisti: il 40% di tutto il personale di ricerca. Si \u00e8 scelto di infittire il sottobosco del precariato, anzich\u00e9 offrire prospettive di crescita professionale ai giovani che tengono in piedi le attivit\u00e0 universitarie, ed evitare la \u00abfuga dei cervelli\u00bb, visto che in un decennio 15mila giovani ricercatori italiani hanno trovato lavoro all\u2019estero.<br \/>\nPer di pi\u00f9 tra il 2022 e il 2027 c\u2019\u00e8 il pensionamento del 18% dei professori ordinari e associati: senza un piano adeguato di nuovi concorsi, c\u2019\u00e8 un rischio concreto di svuotamento degli atenei, sostituendo magari i docenti con \u00abprofessori aggiunti\u00bb pescati dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>LA TERZA CONTRADDIZIONE riguarda l\u2019enfasi sul merito e sulla valutazione della qualit\u00e0 della ricerca che ha segnato gli ultimi 15 anni delle politiche universitarie, a partire dall\u2019Abilitazione scientifica nazionale, che ha orientato fortemente le traiettorie professionali dei giovani ricercatori. Tutto questo ora sembra dimenticato: le forme di reclutamento \u2013 sia dei nuovi precari della ricerca, sia dei \u00abprofessori aggiunti\u00bb \u2013 prevedono di evitare in molti casi i concorsi. In cattedra potremmo avere sempre pi\u00f9 persone scelte dai vertici degli atenei, ma che non sono passate attraverso alcuna verifica delle loro competenze.<br \/>\nIn autunno rischiamo di trovare un\u2019universit\u00e0 meno finanziata, meno capace di far crescere le competenze dei giovani, pi\u00f9 gerarchizzata tra grandi atenei, premiati dai fondi speciali da un lato, e, dall\u2019altro, le universit\u00e0 piccole e periferiche, colpite dai tagli e indebolite dal calo delle iscrizioni. \u00c8 anche questa \u2013 a modo suo \u2013 una riforma delle istituzioni del paese che ci allontana dai maggiori paesi europei, aggrava i divari interni, riduce gli spazi di mobilit\u00e0 e partecipazione sociale.<br \/>\n*( Mario Pianta \u00e8 Professore Ordinario di Politica Economica presso la Scuola Normale Superiore, Classe di Scienze Politico-Sociali di Firenze, ..)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Claudia Fanti*: SEI DEPUTATI DI MILEI IN VISITA AI TORTURATORI DELLA DITTATURA. ARGENTINA. L\u2019OBIETTIVO \u00c8 FAR USCIRE DAL CARCERE GLI ASSASSINI DELLA DITTATURA MILITARE. L&#8217;IRA DELLE OPPOSIZIONI: VANNO ESPULSI DAL PARLAMENTO.<\/strong><\/p>\n<p>TUTTI IN POSA PER LO SCATTO, DEPUTATI DI \u00abLA LIBERTAD AVANZA\u00bb DI MILEI E GENOCIDI DELLA DITTATURA MILITARE. \u00c8 LA FOTO DELLO SCANDALO, QUELLA DELLA VISITA \u2013 OGGETTO DI UNA DENUNCIA PENALE \u2013 ALLA UNIDAD 31 DEL CARCERE DI EZEIZA REALIZZATA DA SEI DEPUTATI CON UN OBIETTIVO SPECIFICO: CERCARE IL MODO DI FAR TORNARE A CASA QUANTI SONO STATI CONDANNATI PER AVER SEQUESTRATO, TORTURATO, ASSASSINATO, FATTO SPARIRE E SOTTRATTO FIGLI ALLE VITTIME.<br \/>\nDall\u2019ultima fila sorride Alfredo Astiz, lo stesso che ad Alicia Milia, sequestrata e condotta alla Esma il 28 maggio del \u201977, parlava dei vantaggi dei voli della morte: \u00abDa quell\u2019altezza l\u2019acqua si trasforma in una lastra d\u2019acciaio e l\u2019impatto stesso sfracella i corpi. E quello che resta se lo mangiano le orche\u00bb.<br \/>\nVICINO A LUI si trova Ra\u00fal Guglielminetti, membro del famigerato Battaglione di intelligence 601, che avrebbe consegnato al deputato Beltr\u00e1n Benedit, l\u2019organizzatore dell\u2019incontro, un documento con \u00abidee per gli arresti domiciliari\u00bb, secondo quanto \u00e8 riuscita a osservare la deputata Roc\u00edo Bonacci, l\u2019unica che non ha voluto farsi immortalare nella foto di gruppo con repressori.<br \/>\nCompaiono invece nello scatto sia Antonio Pern\u00edas, uno dei criminali della Esma, che Marcelo Cinto Courtaux, membro dell\u2019intelligence dell\u2019esercito, il cui figlio \u00e8 stato consigliere della vicepresidente Victoria Villarruel quando era ancora una deputata.<br \/>\nNon \u00e8 stata questa l\u2019unica visita. Come ha dimostrato il quotidiano P\u00e1gina 12, gi\u00e0 il 15 marzo Benedit e Alida Ferreyra Ugalde avevano incontrato i genocidi della Unidad 34 di Campo de Mayo \u2013 un carcere vip per criminali in uniforme, con celle spaziose e campi da tennis -, tra i quali trascorre non troppo spiacevolmente il suo tempo anche Christian Federico Von Wernich, cappellano della polizia di Buenos Aires condannato all\u2019ergastolo per l\u2019assassinio di sette persone e per pi\u00f9 di 40 sequestri.<br \/>\nUna settimana prima, il ministro della difesa Luis Petri aveva inviato nello stesso carcere due suoi funzionari, il sottosegretario Guillermo Madero e il direttore nazionale per i Diritti umani Lucas Erbes, i quali si sarebbero portati via la bozza di un decreto per la prescrizione dei crimini commessi durante gli anni della dittatura, in aperta contraddizione con l\u2019attuale giurisprudenza.<br \/>\nPer il governo, tuttavia, c\u2019\u00e8 anche un piano B: quello della concessione degli arresti domiciliari, come chiedono a gran voce la ministra della sicurezza Patricia Bullrich e il ministro della giustizia Mariano C\u00faneo Libarona, secondo il quale i macellai della dittatura meriterebbero di \u00abmorire tenendo per mano la moglie\u00bb. \u00abStiamo calpestando il criterio della dignit\u00e0 umana e questo si traduce non in giustizia ma in vendetta\u00bb, ha spiegato il ministro.<br \/>\nE PAZIENZA se, come ha spiegato il procuratore Miguel Palazzani, in prigione siano rimasti ben pochi \u2013 l\u201980% \u00e8 gi\u00e0 ai domiciliari \u2013 e nessuno con pi\u00f9 di 90 anni o con malattie in fase terminale, come invece \u00e8 convinta Bullrich.<br \/>\nDure reazioni sono venute dalla coalizione progressista \u00abUni\u00f3n por la patria\u00bb, che chiede non solo una commissione di inchiesta sulla visita, ma anche l\u2019espulsione dei sei deputati. E a dar loro ragione \u00e8 anche la madre di Piazza di Maggio Taty Almeida: \u00abQuesti sei individui non possono continuare a rappresentare il popolo\u00bb.<br \/>\nChe il clima sia grave lo dimostra, del resto, anche l\u2019assassinio avvenuto sabato di Susana Beatriz Montoya, vedova di un desaparecido della dittatura e madre di un militante di Hijos di C\u00f3rdoba: \u00abVi uccideremo tutti. Adesso andiamo a prendere i tuoi figli\u00bb, era scritto su una delle pareti della casa.<br \/>\n*( Claudia Fanti: Giornalista, scrive da pi\u00f9 di 20 anni sul settimanale Adista, collabora con \u201cil manifesto\u201d e con altre testate.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) ricorda il sessantottesimo anniversario del disastro minerario di Marcinelle 02 &#8211; Lorenzo Lamperti*: Taipei &#8211; ESCLUSIONE DI ISRAELE: <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=49803\" title=\"n\u00b032 &#8211; 10\/08\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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