{"id":46138,"date":"2024-05-25T08:00:09","date_gmt":"2024-05-25T08:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=46138"},"modified":"2024-05-25T10:06:51","modified_gmt":"2024-05-25T10:06:51","slug":"n21-25-maggio-2024-rassegna-di-news-nazionale-ed-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=46138","title":{"rendered":"N\u00b021 &#8211; 25\/5\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALE ED INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Emiliano Brancaccio*: Le ricette \u00abaustere\u00bb che la sinistra non rinnega &#8211; Fondo Monetario. Se avevamo ancora dubbi possiamo adesso fugarli tutti: la dottrina dell\u2019austerity sta tornando alla ribalta. Approvato dal governo italiano dei sovranisti redenti, il nuovo Regolamento Ue annuncia una nuova epoca di restrizioni di bilancio.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Luca Kocci*: Autonomia differenziata, la scomunica Cei &#8211; RIFORME. La Conferenza episcopale italiana diffonde una nota per bocciare senza appello il ddl Calderoli: \u00abTimori soprattutto per la sanit\u00e0\u00bb. \u00abDiritti civili e sociali vanno garantiti in maniera uniforme\u00bb. Destre stizzite<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Luca Tancredi Barone*: Katz furioso per il riconoscimento, Cisgiordania interdetta alla Spagna &#8211; SCONTRO ISRAELE &#8211; SPAGNA. Yolanda D\u00edaz celebra la scelta con \u00abPalestina libera dal fiume al mare\u00bb. Apriti cielo.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Ostruzionismo e divisioni a destra frenano la forzatura pre-elettorale &#8211; PREMIERATO. Tempi ristretti ma voto dopo le europee. Sergio Mattarella: \u00abQuesta non \u00e8 solo la Costituzione del passato, ma anche quella del futuro\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; L\u2019incidenza dei voti di fiducia \u00e8 ancora molto alta. Governo e parlamento. I dati per\u00f2 dicono che l\u2019attuale esecutivo mantiene il pi\u00f9 alto rapporto tra voti di fiducia e leggi approvate delle ultime 4 legislature.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Massimo Villone*: Autonomia, presto la Repubblica rischier\u00e0 grosso . BASTA UN VOTO. Si sono levate voci autorevoli contro lo stravolgimento della Costituzione. Da Asti, Sergio Mattarella ci ricorda le parole di Giovanni Goria sulla modernit\u00e0 di una Costituzione che \u00e8 il \u00abnostro [\u2026]<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Murat Cinar*: Mille settimane da Madri del sabato a Istanbul. UNA LUNGA LOTTA. In Turchia come in Argentina, cercano i propri famigliari fatti sparire dallo Stato per le loro idee. E come ogni settimana, dal 1995, anche oggi sfideranno la polizia con il loro millesimo presidio<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Lelio La Porta*: il materialismo storico, tra invettiva e citazione &#8211; scaffale. Per le edizioni quodlibet, \u00abretorica e polemica nel capitale di Marx\u00bb, un saggio di Elisabetta Mengaldo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Emiliano Brancaccio*: LE RICETTE \u00abAUSTERE\u00bb CHE LA SINISTRA NON RINNEGA &#8211; FONDO MONETARIO. SE AVEVAMO ANCORA DUBBI POSSIAMO ADESSO FUGARLI TUTTI: LA DOTTRINA DELL\u2019AUSTERITY STA TORNANDO ALLA RIBALTA. APPROVATO DAL GOVERNO ITALIANO DEI SOVRANISTI REDENTI, IL NUOVO REGOLAMENTO UE ANNUNCIA UNA NUOVA EPOCA DI RESTRIZIONI DI BILANCIO.<\/strong><\/p>\n<p>SE AVEVAMO ANCORA DUBBI POSSIAMO ADESSO FUGARLI TUTTI: LA DOTTRINA DELL\u2019AUSTERITY STA TORNANDO ALLA RIBALTA.<br \/>\nAPPROVATO DAL GOVERNO ITALIANO DEI SOVRANISTI REDENTI, IL NUOVO REGOLAMENTO UE ANNUNCIA UNA NUOVA EPOCA DI RESTRIZIONI DI BILANCIO.<br \/>\nE l\u2019ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale dedicato all\u2019Italia va persino oltre. La tesi da cui partono gli economisti di Washington \u00e8 la solita: il nostro debito pubblico \u00e8 troppo alto e dobbiamo ridurlo tagliando il bilancio statale.<br \/>\nLa proposta per diminuire il debito \u00e8 che entro due anni lo Stato crei un eccesso di entrate fiscali rispetto alla spesa pubblica al netto degli interessi pari a tre punti percentuali di Pil. Ossia, il Fmi invoca una stretta progressiva nell\u2019ordine di una sessantina di miliardi. L\u2019invito, senza tante cerimonie, \u00e8 a rituffarci nel vecchio mare tempestoso delle lacrime e del sangue.<br \/>\nAlcuni avversari del governo Meloni hanno colto l\u2019occasione per rimettere in funzione una vecchia grancassa: c\u2019\u00e8 una destra scriteriata che sfascia i conti pubblici, spaventa i mercati e finir\u00e0 per alzare il famigerato spread, cio\u00e8 lo scarto fra i tassi d\u2019interesse italiani rispetto a quelli tedeschi. Questa destra andrebbe allora sostituita da una maggioranza di governo responsabile, che rimetta in ordine le casse statali prima che sia tardi.<br \/>\nLa pensano cos\u00ec i vari nostalgici dei governi guidati dagli ottimati: da Ciampi, a Monti, a Draghi. Per questi apologeti di una nuova tecnocrazia dei \u00abconti in ordine\u00bb, i partiti che ancora cercano di intercettare il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori dovrebbero rassegnarsi al solito ruolo di portatori d\u2019acqua. Torna cos\u00ec ad essere invocata una quaresimale \u00absinistra spread\u00bb: ancora una volta disposta a immolarsi sull\u2019altare della cosiddetta \u00abresponsabilit\u00e0\u00bb di bilancio. Con effetti notoriamente disastrosi in termini di consenso.<br \/>\nMa quali sarebbero le basi scientifiche di questa nuova e auspicata svolta verso l\u2019austerity? La risposta \u00e8 che non esistono. Ce lo spiega, paradossalmente, proprio il Fmi. Nel World Economic Outlook dell\u2019aprile 2023 sono riportati gli esiti di un\u2019indagine sui programmi di riduzione del debito intrapresi da 54 nazioni tra il 1980 e il 2019. Ebbene, il Fmi ammette che in media i programmi basati sull\u2019austerity \u00abnon portano a un effetto statisticamente significativo sul rapporto debito\/Pil\u00bb. L\u2019indagine segnala pure che in vari casi il rapporto debito\/Pil \u00e8 migliorato con le politiche espansive, cio\u00e8 l\u2019esatto opposto dell\u2019austerity.<br \/>\nUn tale risultato non costituisce una novit\u00e0. La ricerca scientifica prevalente ha assodato che le politiche di austerity non aiutano a contenere il rapporto tra debito e Pil ma al contrario creano recessione, abbattono il Pil e pertanto rischiano di aumentare quello stesso rapporto. L\u2019evidenza empirica insegna che per ridurre efficacemente il debito bisogna agire diversamente: soprattutto con un\u2019azione forte della banca centrale per tenere i tassi d\u2019interesse a livelli bassi, stabilmente inferiori ai tassi di crescita del Pil.<br \/>\nUn esempio lampante \u00e8 rappresentato proprio dall\u2019Italia. Per quasi un trentennio i vari governi nazionali hanno attuato politiche di austerity record, persino pi\u00f9 rigide di quelle adottate in Germania. L\u2019effetto \u00e8 consistito in un andamento del Pil italiano peggiore rispetto alla media UE, con il risultato che il rapporto tra debito e Pil non \u00e8 affatto diminuito. Anzi, sotto il governo Monti, \u201causterico\u201d per eccellenza, il debito \u00e8 pure aumentato. Le uniche fasi in cui la riduzione del debito \u00e8 avvenuta sono quelle in cui la banca centrale ha spinto i tassi d\u2019interesse sotto la crescita del Pil.<br \/>\nEmerge cos\u00ec una tipica contraddizione di questi tempi turbolenti. Pur tra mille imbarazzi, le grandi istituzioni economiche internazionali insistono nel propugnare ricette smentite dalle loro stesse ricerche scientifiche.<br \/>\nGareggiare con Meloni e soci a chi sia il pi\u00f9 bravo scolaro nell\u2019applicare l\u2019austerity suggerita dalle istituzioni internazionali \u00e8 dunque insensato sul piano scientifico e stupido sul terreno politico.<br \/>\nLa vera onta della destra di governo \u00e8 che sta spostando spesa pubblica a favore di imprenditori decotti, faccendieri della finanza e monopolisti vari, e al contempo sta allentando la presa su inquinatori ed evasori.<br \/>\nLa battaglia di una sinistra degna di questo nome dovrebbe allora riguardare la composizione del bilancio pubblico, non il suo saldo totale. La \u00absinistra spread\u00bb sia lasciata nello sgabuzzino dei fallimenti della storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Luca Kocci*: AUTONOMIA DIFFERENZIATA, LA SCOMUNICA CEI &#8211; RIFORME. LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA DIFFONDE UNA NOTA PER BOCCIARE SENZA APPELLO IL DDL CALDEROLI: \u00abTIMORI SOPRATTUTTO PER LA SANIT\u00c0\u00bb. \u00abDIRITTI CIVILI E SOCIALI VANNO GARANTITI IN MANIERA UNIFORME\u00bb. DESTRE STIZZITE<\/strong><br \/>\nI vescovi bocciano senza appello il disegno di legge per l\u2019autonomia differenziata: aumenta gli squilibri territoriali, distrugge la solidariet\u00e0, mette a rischio l\u2019unit\u00e0 nazionale. Il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi, l\u2019aveva anticipato gioved\u00ec al termine dell\u2019assemblea generale della Cei, e ieri \u00e8 stata diffusa la nota del Consiglio episcopale permanente con cui l\u2019esecutivo dei vescovi afferma che questa autonomia non s\u2019ha da fare.<br \/>\n\u00abCI PREOCCUPA QUALSIASI tentativo di accentuare gli squilibri gi\u00e0 esistenti tra territori, tra aree metropolitane e interne, tra centri e periferie. In questo senso \u2013 si legge nella nota \u2013 il progetto di legge con cui vengono precisate le condizioni per l\u2019attivazione dell\u2019autonomia differenziata rischia di minare le basi di quel vincolo di solidariet\u00e0 tra le diverse Regioni che \u00e8 presidio al principio di unit\u00e0 della Repubblica\u00bb. A farne le spese, secondo i vescovi, sarebbero le persone in difficolt\u00e0, soprattutto a causa dell\u2019ulteriore indebolimento del Sistema sanitario nazionale. Un rischio che \u00abnon pu\u00f2 essere sottovalutato, in particolare alla luce delle disuguaglianze gi\u00e0 esistenti, specialmente nel campo della tutela della salute, cui \u00e8 dedicata larga parte delle risorse spettanti alle Regioni e che suscita apprensione in quanto inadeguata alle attese dei cittadini sia per i tempi sia per le modalit\u00e0 di erogazione dei servizi\u00bb.<br \/>\nIl sistema delle autonomie e il principio di sussidiariet\u00e0 \u2013 capisaldi della dottrina sociale della Chiesa \u2013 devono tener conto \u00abdell\u2019effettiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali\u00bb che vanno \u00abgarantiti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale\u00bb. Aspetti che invece l\u2019autonomia differenziata mette a rischio. Per questo i vescovi rivolgono un appello alla politica affinch\u00e9 \u00absi incrementino meccanismi di sviluppo, controllo e giustizia sociale per tutti e per ciascuno\u00bb, poich\u00e9 \u00abnon c\u2019\u00e8 sviluppo senza solidariet\u00e0, attenzione agli ultimi, valorizzazione delle differenze e corresponsabilit\u00e0 nella promozione del bene comune\u00bb.<\/p>\n<p>STIZZITE LE REAZIONI della destra di governo, che fatica a trovare una sintonia con la Cei di Zuppi. \u00abDa tutti ci si poteva aspettare un pregiudizio politico e spiace che l\u2019abbia assunto la Cei, peraltro a pochi giorni dal voto\u00bb, commenta il \u201cpadre\u201d dell\u2019autonomia differenziata, Roberto Calderoli, ministro leghista per gli Affari regionali, che rimprovera ai vescovi di aver rifiutato qualsiasi confronto con l\u2019esecutivo. Quella della Cei \u00e8 una valutazione \u00abpoliticamente sbagliata\u00bb, aggiunge il capogruppo dei senatori di Fdi Lucio Malan. \u00abNon penso che l\u2019autonomia differenziata metta in discussione il principio di solidariet\u00e0 n\u00e9 metta in difficolt\u00e0 le Regioni con un\u2019economia meno fiorente\u00bb, \u00ababbiamo approvato diversi emendamenti che lo impediscono\u00bb. Dopodich\u00e9, concede Malan, \u00abciascuno fa le valutazioni che ritiene\u00bb.<br \/>\nPER MAURIZIO GASPARRI si tratta di una nota a orologeria, alla vigilia delle elezioni. \u00abRispettiamo tutto, anche se la tempistica mi pare strana, ma ne parler\u00f2 direttamente con gli esponenti della Cei, con i quali abbiamo una felice interlocuzione, io sono anche cattolico praticante\u00bb, afferma il capogruppo di Forza Italia al Senato. Che poi cambia bersaglio: i vescovi \u00abhanno fatto un comunicato contro il prete che ha definito criminale Piantedosi?\u00bb. Gasparri ce l\u2019ha con don Angelo Cassano, prete di frontiera e referente di Libera in Puglia che in una manifestazione a Bari ha attaccato il ministro dell\u2019Interno per le politiche contro i migranti e i morti nel Mediterraneo. \u00abHo chiesto a Zuppi una presa di posizione pubblica nei confronti di don Cassano, mi dispiace che non l\u2019abbia fatto\u00bb. Evidentemente quando si \u00e8 a corto di argomenti l\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 quella di \u201cbuttarla in caciara\u201d.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Luca Kocci insegna Italiano e Storia nelle scuole superiori a Roma, scrive su il manifesto e Adista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Luca Tancredi Barone*: KATZ FURIOSO PER IL RICONOSCIMENTO, CISGIORDANIA INTERDETTA ALLA SPAGNA &#8211; SCONTRO ISRAELE &#8211; SPAGNA. YOLANDA D\u00cdAZ CELEBRA LA SCELTA CON \u00abPALESTINA LIBERA DAL FIUME AL MARE\u00bb. APRITI CIELO<\/strong><\/p>\n<p>La risposta di Israele a quello che il suo ministro degli esteri Israel Katz vede come \u00abun premio al terrorismo\u00bb, e cio\u00e8 l\u2019annuncio che marted\u00ec la Spagna riconoscer\u00e0 lo stato palestinese, non si \u00e8 fatta attendere.<br \/>\nIn un duro messaggio in ebraico, inglese e spagnolo, Katz ha annunciato su X che ha \u00abdeciso di tagliare la connessione tra la rappresentazione diplomatica spagnola in Israele e i palestinesi, e di proibire al consolato spagnolo a Gerusalemme di prestare servizio ai palestinesi in Giudea e Samaria\u00bb, e cio\u00e8 il territorio che il resto del mondo chiama Cisgiordania.<br \/>\nA fare infuriare particolarmente Katz, oltre all\u2019annuncio di Pedro S\u00e1nchez che marted\u00ec il Consiglio dei ministri dar\u00e0 il passo del riconoscimento che promette da tempo e che ha coordinato con la Norvegia e l\u2019Irlanda, \u00e8 stato un messaggio della vicepresidente del governo, Yolanda D\u00edaz, leader di Sumar. Nel messaggio di circa due minuti, D\u00edaz con tono impostato e un po\u2019 artificiale, celebrava la decisione del governo, rivendicando il riconoscimento palestinese come una \u00abquestione di diritti umani e legalit\u00e0 internazionale\u00bb, e come \u00abatto d\u2019umanit\u00e0\u00bb. Parla di \u00abgenocidio\u00bb e di premere sulla Ue per \u00abrivedere la compravendita di armi\u00bb e ottenere il cessate il fuoco, per concludere con un \u00abla Palestina sar\u00e0 libera dal fiume al mare\u00bb.<br \/>\nQuest\u2019ultima frase \u00e8 quella che ha fatto saltare i nervi a Katz e al governo di Netanyahu, che la interpreta come antisemita perch\u00e9 tra il fiume e il mare, oltre alla Cisgiordania e Gaza, c\u2019\u00e8 anche Israele. La frase \u00e8 usata da anni dai nazionalisti palestinesi come slogan per la liberazione palestinese, e per l\u2019uguaglianza dei diritti fra palestinesi e israeliani, ma non necessariamente come invito alla distruzione dello stato di Israele, come invece interpreta Tel Aviv e l\u2019ambasciatrice israeliana a Madrid, Rodica Radian-Gordon.<\/p>\n<p>Katz chiama D\u00edaz \u00abquesta persona ignorante e piena di odio\u00bb e la invita \u00abse vuole capire quello che realmente vuole l\u2019islam radicale\u00bb a \u00abimparare sui 700 anni di dominio islamico nell\u2019Al Andal\u00fas, l\u2019attuale Spagna\u00bb.<br \/>\nIl consolato spagnolo di Gerusalemme \u00e8 attualmente una specie di ambasciata di fatto per i palestinesi perch\u00e9, oltre a offrire loro servizi consolari, si incarica di mantenere i rapporti diplomatici con l\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese e di coordinare i progetti di cooperazione spagnoli nei territori occupati. Ma chi esercita la giurisdizione sul territorio \u00e8 Israele dopo l\u2019occupazione del 1967, ed \u00e8 il ministero guidato da Katz quello incaricato di concedere visti al personale diplomatico spagnolo.<br \/>\nIl ministro degli esteri Jos\u00e9 Manuel Albares ha gi\u00e0 fatto sapere che, se la decisione annunciata sulle reti sociali si concretizza, Madrid protester\u00e0 formalmente con il governo israeliano per la decisione. Inoltre Albares e ha negato veementemente che fra gli esponenti del governo spagnolo ci siano antisemiti. Ha detto che \u00e8 invece \u00abun governo tollerante, plurale e diverso, che non accetta nessun discorso di odio, incluso l\u2019antisemitismo\u00bb.<br \/>\nAll\u2019indomani dell\u2019annuncio dei capi di governo di Spagna, Norvegia e Irlanda, Israele aveva convocato adirato i loro rappresentanti diplomatici per esprimere loro la reprimenda dell\u2019esecutivo israeliano e costringerli a guardare un video in cui si vedeva come i miliziani di Hamas il 7 ottobre scorso sequestravano e maltrattavano varie soldatesse di una base di Nahal Oz, vicino alla Striscia di Gaza.<br \/>\nIntanto le proteste organizzate nei campus spagnoli cominciano a dare frutti: alcune universit\u00e0, fra cui quelle di Barcellona, Granada, Sevilla, e Oviedo annunciano che, come chiedevano gli studenti, hanno interrotto qualsiasi collaborazione con le universit\u00e0 israeliane.<br \/>\n*( Luca Tancredi Barone, Barcellona. Attualmente \u00e8 redattore e conduttore del quotidiano scientifico Radio3 Scienza (Rai) e collabora con i quotidiani Liberazione e il manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; OSTRUZIONISMO E DIVISIONI A DESTRA FRENANO LA FORZATURA PRE-ELETTORALE &#8211; PREMIERATO. TEMPI RISTRETTI MA VOTO DOPO LE EUROPEE. SERGIO MATTARELLA: \u00abQUESTA NON \u00c8 SOLO LA COSTITUZIONE DEL PASSATO, MA ANCHE QUELLA DEL FUTURO\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>La seconda giornata di votazioni degli emendamenti al premierato, ieri in Senato, si \u00e8 conclusa con la decisione della conferenza dei capigruppo di contingentare i tempi dell\u2019esame del ddl Casellati: 30 ore complessive di dibattito, suddivise tra tutti i gruppi, che dovrebbe portare a un voto finale dell\u2019aula di Palazzo Madama il 18 giugno. Questo, almeno, nelle intenzioni: si tratta di una decisione forte del centrodestra che tuttavia preoccupa pi\u00f9 chi l\u2019ha presa che non chi la subisce. Come si \u00e8 intuito scrutando i volti dei partecipanti alla riunione al momento della loro uscita: sardonici quelli delle opposizioni, tirati quelli della maggioranza, a partire da quello di Guido Liris, che sostituiva il capogruppo di Fdi Malan.<br \/>\nPer capire tale preoccupazione occorre ripercorre quanto accaduto in aula prima della capigruppo, tenutasi alle 15. In oltre 5 ore di seduta, dalle 9 alle 14,15, sono state bocciate o saltate \u2013 grazie al canguro che permette di votare insieme diversi emendamenti simili \u2013 solo circa 40 proposte di modifica sulle 147 del solo articolo 1, e sulle quasi tremila all\u2019intero provvedimento. Un risultato identico a quello di mercoled\u00ec, deludente o meglio frustrante per Fdi e per la ministra Casellati. E questo non solo per l\u2019efficacia dell\u2019ostruzionismo di tutte le opposizioni (anche Iv e Azione), ma soprattutto per l\u2019algida noncuranza teatralmente messa in scena dalla Lega: quando all\u2019inizio della seduta sono intervenuti tutti i capigruppo, per il centrodestra hanno preso la parola Malan per Fdi e Gasparri per Fi, ma n\u00e9 Massimiliano Romeo n\u00e9 altri leghisti hanno chiesto di intervenire. Dopo un\u2019oretta \u00e8 anche mancato il numero legale per le troppe assenze nella maggioranza, soprattutto nella Lega, il cui unico big presente era Calderoli. Al ministro non \u00e8 stata strappata una risposta alla domanda se ci sia un nesso tra la freddezza della Lega sul premierato e quella di Fdi e Fi sull\u2019autonomia differenziata, ferma alla Camera. A Montecitorio, infatti, l\u2019aula \u00e8 stata impegnata con il Superbonus e altri provvedimenti, e la settimana \u00e8 passata senza che iniziassero le votazioni sul ddl Calderoli come sperava il partito di Salvini.<br \/>\nTornando alla capigruppo, in quella sede Liris e Gasparri hanno minacciato forzature con un voto finale sul ddl prima delle europee dell\u20198 e 9 giugno. \u00abPrego, accomodatevi\u00bb \u00e8 stata la risposta delle opposizioni. Il fatto stesso che il presidente La Russa abbia tentato una mediazione, proponendo un voto finale concordato il 13 giugno, poi spostato al 18, ha dimostrato la difficolt\u00e0 della maggioranza rispetto a una prova muscolare. E questo per le evidenti divisioni tra Fdi, spalleggiato da Fi, e la Lega, come hanno sottolineato i capigruppo di Pd e 5S, Boccia e Patuanelli. Quindi al contingentamento dei tempi il centrodestra \u00e8 stato costretto un po\u2019 per non perdere la faccia, un po\u2019 per frustrazione, un po\u2019 per costringere la Lega a ricompattarsi sulla maggioranza.<br \/>\nLe opposizioni hanno fatto muro, rifiutando ogni tipo di accordo. Ora si preparano a mettere in campo nuove forme di ostruzionismo. Il regolamento consente a ciascun gruppo di intervenire per 5 minuti su ogni emendamento, ma una volta esaurite le 14 ore (su 30) spettanti a Pd, M5S, Avs, Iv e Azione, questi non potranno pi\u00f9 chiedere la parola. Si moltiplicheranno quindi le richieste di intervento sull\u2019ordine dei lavori, le richieste di verifica del numero legale, e altri trucchi che magari facciano perdere la pazienza ai senatori di Meloni.<br \/>\nIntanto da Asti, citando l\u2019ex presidente del Consiglio Giovanni Goria, Sergio Mattarella ha trovato il modo di dire che \u00abquesta non \u00e8 solo la Costituzione del nostro passato, ma anche quella del nostro futuro\u00bb. Un messaggio abbastanza esplicito, senza essere un intervento sui lavori del parlamento che il presidente evidentemente osserva con attenzione.<br \/>\n*(<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; L\u2019incidenza dei voti di fiducia \u00e8 ancora molto alta. Governo e parlamento. I dati per\u00f2 dicono che l\u2019attuale esecutivo mantiene il pi\u00f9 alto rapporto tra voti di fiducia e leggi approvate delle ultime 4 legislature. (*)<\/strong><\/p>\n<p>\u2022 NEGLI ULTIMI MESI IL RICORSO ALLA QUESTIONE DI FIDUCIA DEL GOVERNO MELONI SI \u00c8 RIDOTTO. MA L&#8217;INCIDENZA DELLO STRUMENTO \u00c8 ANCORA MOLTO RILEVANTE PER L&#8217;AZIONE DELL&#8217;ESECUTIVO.<br \/>\n\u2022 IL GOVERNO MELONI \u00c8 TERZO PER NUMERO MEDIO DI VOTI DI FIDUCIA AL MESE (2,83) MA \u00c8 PRIMO SE SI CONSIDERA IL RAPPORTO TRA VOTI DI FIDUCIA E LEGGI APPROVATE (44%).<br \/>\n\u2022 IL CALO NEL RICORSO ALLA FIDUCIA DIPENDE ANCHE DALLA QUANTIT\u00c0 E IMPORTANZA DEI PROVVEDIMENTI IN VOTAZIONE.<br \/>\n\u2022 SONO 19 I DDL APPROVATI CON DOPPIA FIDUCIA DALL&#8217;INIZIO DELLA LEGISLATURA. DI QUESTI, 11 SONO LEGATI AD ATTI CHIAVE.<\/p>\n<p>Nella giornata di ieri il governo ha ANNUNCIATO la decisione di porre la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione del DECRETO SUPERBONUS. Un ritorno all\u2019utilizzo di questo strumento che segue di pochi giorni quanto accaduto con il cosiddetto DECRETO PNRR QUATER, per cui l\u2019esecutivo aveva posto la fiducia sia CAMERA che al SENATO.<br \/>\nAl di l\u00e0 di questi episodi, i primi mesi del 2024 si sono caratterizzati per un ricorso allo strumento tutto sommato moderato. Soprattutto se paragonato al dato record del novembre 2023. Questo ha portato a una diminuzione di alcuni indicatori tra cui quello del numero medio di voti di fiducia al mese. Indicatore che adesso non vede pi\u00f9 l\u2019attuale esecutivo al primo posto nel confronto con i suoi predecessori.<br \/>\n52 LE QUESTIONI DI FIDUCIA POSTE IN TOTALE DAL GOVERNO MELONI.<br \/>\n\u00c8 ancora presto per dire se si tratta di una tendenza consolidata o solamente di una fase. In effetti, analizzando i dati, l\u2019incidenza della questione di fiducia \u00e8 ancora molto forte per quanto riguarda l\u2019azione dell\u2019attuale esecutivo. Infatti il rapporto tra voti di questo tipo e leggi approvate dal parlamento resta il pi\u00f9 alto delle ultime legislature. Senza dimenticare che la decisione del governo di porre o meno la fiducia dipende anche dalla rilevanza e delicatezza del provvedimento di volta in volta in discussione.<br \/>\nI dati del governo Meloni e il confronto con i predecessori<br \/>\nDal suo insediamento nell\u2019ottobre del 2022 fino all\u2019aprile del 2024, il governo Meloni ha posto in totale 51 questioni di fiducia per l\u2019approvazione di disegni di legge. A queste, si deve aggiungere la 52esima, in discussione proprio in queste ore.<br \/>\nL\u2019esecutivo pu\u00f2 decidere di mettere la fiducia su un disegno di legge per velocizzarne l\u2019approvazione. I voti di fiducia nascevano per ricompattare la maggioranza in situazioni eccezionali ma sono diventati sempre pi\u00f9 frequenti. Vai a \u201cChe cosa sono i voti di fiducia\u201d<br \/>\nIn valori assoluti, due esecutivi hanno fatto registrare numeri pi\u00f9 elevati durante il loro periodo a palazzo Chigi. Si tratta dei governi Renzi (68) e Draghi (55), mentre quello guidato da Mario Monti riporta lo stesso numero dell\u2019attuale. Questi esecutivi hanno per\u00f2 avuto tutti durate diverse. Il governo guidato da Matteo Renzi ad esempio \u00e8 rimasto in carica quasi il doppio del tempo rispetto a quello di Giorgia Meloni.<br \/>\nLa media dei voti di fiducia mensili del governo Meloni \u00e8 in diminuzione.<br \/>\nPer permettere un confronto omogeneo tra esecutivi di diversa durata \u00e8 quindi utile valutare il numero medio di questioni di fiducia poste al mese. Da questo punto di vista al primo posto troviamo il governo Monti (3 voti di fiducia al mese di media). Seguono Draghi (2,89) e Meloni (2,83 considerando i dati consolidati al 30 aprile). Rispetto al nostro ultimo aggiornamento sul tema, il dato riguardante l\u2019esecutivo attualmente in carica risulta in diminuzione. Dopo una fase in cui il ricorso alla fiducia era parso sistematico e quindi eccessivo, sembra quindi che l\u2019operato dell\u2019attuale governo stia rientrando nei canoni adottati anche dai suoi predecessori.<br \/>\nIL GOVERNO MELONI HA IL PI\u00d9 ALTO RAPPORTO TRA VOTI DI FIDUCIA E LEGGI<br \/>\nI DATI SUL RICORSO ALLA FIDUCIA FATTO DAI GOVERNI DELLE ULTIME 4 LEGISLATURE (2008-2024)<br \/>\nTuttavia occorre sottolineare che sull\u2019evoluzione di questo dato incide molto anche la quantit\u00e0 di disegni di legge che il parlamento discute e vota di mese in mese. Logicamente, un basso numero di Ddl in discussione comporter\u00e0 anche un basso numero di questioni di fiducia poste dal governo. Viceversa, all\u2019aumentare delle proposte da approvare (in particolare quelle di iniziativa governativa) \u00e8 pi\u00f9 probabile che l\u2019esecutivo sia portato a ricorrere alla fiducia. Questo sia per velocizzare i tempi sia per evitare che il parlamento modifichi eccessivamente il provvedimento in esame. Da questo punto di vista \u00e8 interessante osservare che l\u2019attuale esecutivo fa registrare il rapporto pi\u00f9 alto tra voti di fiducia e numero di leggi approvate.<br \/>\n44% IL RAPPORTO TRA VOTI DI FIDUCIA E LEGGI APPROVATE DURANTE IL GOVERNO MELONI. SEGUONO GLI ESECUTIVI MONTI (42,5%) E CONTE II (39,8%).<br \/>\nL\u2019evoluzione nel ricorso alla fiducia del governo Meloni<br \/>\nAlla luce di quanto appena visto, sarebbe lecito attendersi un andamento abbastanza simile per quanto riguarda il numero di leggi approvate dal parlamento e le questioni di fiducia poste dal governo nello stesso periodo. Come possiamo osservare nel grafico, questa tendenza sembrerebbe a grandi linee confermata. Una dinamica che diventa ancora pi\u00f9 evidente se consideriamo le leggi di conversione dei decreti. In questo caso infatti spesso l\u2019esecutivo ha posto la fiducia in entrambe le camere per far s\u00ec che fossero approvati entro la scadenza dei 60 giorni.<br \/>\nQuesta tendenza risulta piuttosto evidente se si considerano i periodi aprile-giugno e settembre-novembre 2023. In entrambi questi momenti infatti possiamo osservare un alto numero di leggi approvate e parallelamente un elevato numero di questioni di fiducia.<br \/>\nA MARZO 2024 NESSUN VOTO DI FIDUCIA. \u00c8 LA PRIMA VOLTA DAL NOVEMBRE 2022.<br \/>\nL\u2019ANDAMENTO DEI VOTI DI FIDUCIA E DELLE LEGGI APPROVATE DAL PARLAMENTO NELLA XIX LEGISLATURA<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nNel grafico non \u00e8 considerata l\u2019approvazione di leggi di ratifica di trattati internazionali poich\u00e9 questo tipo di norme, salvo rarissimi casi, sono poco rilevanti dal punto di vista politico. Vengono infatti approvate con larghissime maggioranze e non sono mai oggetto di questioni di fiducia. Non sono state oggetto di analisi nemmeno le mozioni di fiducia sul governo stesso e quelle di sfiducia nei confronti di singoli ministri presentate dalle opposizioni.<br \/>\nIl governo pu\u00f2 porre la fiducia su un disegno di legge in entrambe le camere. Per questo possono esserci dei mesi in cui il numero di voti di fiducia \u00e8 superiore alle leggi entrate in vigore.<br \/>\nA SETTEMBRE E OTTOBRE 2022 NON SONO STATE APPROVATE LEGGI.<br \/>\nIl ricorso pi\u00f9 o meno massiccio alla fiducia dipende anche dal numero dei Ddl in discussione.<br \/>\nAd aprile 2023 le leggi approvate sono state 4 (di cui 3 erano conversioni di decreti legge) e i voti di fiducia 2. A maggio si registra un aumento sia delle leggi approvate (6 di cui 4 conversioni di decreti) che di voti di fiducia (4). A giugno si raggiunge un primo picco di voti di fiducia con 6 in un solo mese a fronte di 4 leggi approvate (tutte conversioni). Invece a settembre 2023 le leggi approvate sono state 7 a fronte di 2 soli voti di fiducia. Nei due mesi successivi si registra per\u00f2 un progressivo aumento di queste votazioni fino al dato record di 8 raggiunto a novembre 2023.<br \/>\nIn questo mese le leggi approvate sono state 10 (la met\u00e0 sono conversioni di decreti legge). Non si tratta del dato pi\u00f9 alto in assoluto. A febbraio 2024 infatti le leggi entrate in vigore sono state 11 in totale. In questo caso i voti di fiducia registrati sono stati solo 2, questo mese pu\u00f2 quindi essere considerato un\u2019eccezione. Cos\u00ec come il successivo mese di marzo in cui il governo non ha mai fatto ricorso alla fiducia a fronte di 5 leggi approvate (4 conversioni di decreti). Nel valutare questi dati per\u00f2 occorre tenere conto anche della portata politica dei disegni di legge in esame.<br \/>\nA febbraio 2024 ad esempio sono entrate in vigore ben 6 leggi di iniziativa parlamentare.<br \/>\nTra queste l\u2019ISTITUZIONE DELLA GIORNATA DELL\u2019UNIT\u00c0 NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE, LE DISPOSIZIONI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELL\u2019IMPRENDITORIA GIOVANILE NEL SETTORE AGRICOLO, L\u2019ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE D\u2019INCHIESTA SUL COVID e altre norme in tema di AGRICOLTURA. Tutte misure su cui il governo non aveva probabilmente alcun interesse a porre la fiducia n\u00e9 per ragioni politiche n\u00e9 per rispettare delle tempistiche (come nel caso dei decreti legge che sono soggetti a<br \/>\nSituazione diversa invece a marzo dove il parlamento ha convertito ben 4 decreti e in nessun caso \u00e8 stata posta la fiducia. Si tratta dei Dl sulla presidenza italiana del G7, sull\u2019Ilva, sulle elezioni e sulle olimpiadi invernali. Si tratta in questo caso di provvedimenti per cui c\u2019era un\u2019ampia convergenza, anche da parte di esponenti dell\u2019opposizione molti dei quali si sono astenuti per non ostacolare l\u2019iter. Probabilmente quindi il ricorso alla fiducia non si \u00e8 reso necessario.<br \/>\n\u00c8 ancora presto quindi per poter dire se stiamo assistendo a una effettiva tendenza dell\u2019esecutivo a ricorrere meno alla fiducia. Anche perch\u00e9 in effetti quando si \u00e8 trattato di provvedimenti particolarmente delicati come i gi\u00e0 citati decreti superbonus e Pnrr quater, il governo \u00e8 tornato subito a utilizzare lo strumento. Occorrer\u00e0 quindi continuare a monitorare questi aspetti per capire se ci troviamo di fronte a una reale inversione di rotta.<br \/>\nI Ddl approvati con doppia fiducia<br \/>\nUn altro dato interessante da analizzare da questo punto di vista riguarda i provvedimenti su cui viene posta la fiducia in entrambi i rami del parlamento. In questo caso infatti le possibilit\u00e0 di intervento in assemblea per i parlamentari si riducono al lumicino, limitandosi alle dichiarazioni di voto.<br \/>\nPer quanto riguarda il governo Meloni sono 19 i provvedimenti che rientrano in questa categoria. Stesso numero anche per il governo Draghi mentre l\u2019esecutivo Renzi \u00e8 quello che fa registrare il dato pi\u00f9 alto con 22 (da ricordare per\u00f2 che quest\u2019ultimo \u00e8 rimasto in carica 33 mesi, il governo Draghi 20, quello di Meloni per il momento circa 18).<br \/>\nPER IL GOVERNO MELONI 19 PROVVEDIMENTI APPROVATI CON DOPPIA FIDUCIA<br \/>\nLE LEGGI APPROVATE CON LA FIDUCIA IN ENTRAMBE LE CAMERE NELLE ULTIME 3 LEGISLATURE (2013-2024)<br \/>\nCon specifico riferimento all\u2019esecutivo attualmente in carica tra le leggi approvate con doppio voto di fiducia soltanto una non \u00e8 una conversione di un decreto legge. Si tratta della legge di bilancio per il 2023. \u00c8 interessante osservare che dei 19 provvedimenti approvati con doppia fiducia, molti sono atti chiave. Si tratta di Ddl particolarmente significativi o per l\u2019importanza dell\u2019atto o per la rilevanza del tema in discussione.<br \/>\n11 GLI ATTI CHIAVE SU CUI IL GOVERNO MELONI HA POSTO LA FIDUCIA IN ENTRAMBE LE CAMERE.<br \/>\nTra i pi\u00f9 recenti possiamo citare i DL PNRR QUATER, MILLEPROROGHE 2024 E IMMIGRAZIONE E SICUREZZA. Al netto della diminuzione del dato sui voti di fiducia posti in media al mese dunque, l\u2019incidenza di questo strumento \u00e8 ancora molto rilevante.<br \/>\n(FONTE: elaborazione e dati openpolis &#8211; ultimo aggiornamento: venerd\u00ec 10 Maggio 2024)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Massimo Villone*: AUTONOMIA, PRESTO LA REPUBBLICA RISCHIER\u00c0 GROSSO . BASTA UN VOTO. SI SONO LEVATE VOCI AUTOREVOLI CONTRO LO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE. DA ASTI, SERGIO MATTARELLA CI RICORDA LE PAROLE DI GIOVANNI GORIA SULLA MODERNIT\u00c0 DI UNA COSTITUZIONE CHE \u00c8 IL \u00abNOSTRO [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Si sono levate voci autorevoli contro lo stravolgimento della Costituzione. Da Asti, Sergio Mattarella ci ricorda le parole di Giovanni Goria sulla modernit\u00e0 di una Costituzione che \u00e8 il \u00abnostro passato, ma anche il nostro futuro\u00bb.<br \/>\nUn richiamo che qualche corifeo di maggioranza ha subito stigmatizzato come ingresso dell\u2019arbitro in partita. Ovviamente, non \u00e8 cos\u00ec. Ma a destra piace un capo dello stato che sia supino follower del primo ministro.<br \/>\nE non \u00e8 solo Mattarella. Il cardinale Zuppi, parlando dopo la chiusura dell\u2019assemblea generale dei vescovi, ha chiesto sul premierato cautela e un risultato non contingente, \u00abcio\u00e8 che non sia di parte\u00bb. L\u2019esatto contrario \u00e8 accaduto in senato. Il presidente La Russa con tempi contingentati ha annunciato il 18 giugno come data possibile per il voto finale dell\u2019aula, applicando agli emendamenti il famigerato \u00abcanguro\u00bb per stroncare l\u2019ostruzionismo delle opposizioni.<br \/>\nIl 22 maggio il consiglio episcopale permanente ha approvato una nota sull\u2019autonomia differenziata in cui si segnala la preoccupazione che siano accentuati gli squilibri gi\u00e0 esistenti \u00abtra territori, tra aree metropolitane e interne, tra centri e periferie \u2026 il progetto di legge (Calderoli) rischia di minare le basi di quel vincolo di solidariet\u00e0 tra le diverse Regioni, che \u00e8 presidio al principio di unit\u00e0 della Repubblica\u00bb. Parole chiarissime. Ora la Chiesa dovr\u00e0 far giungere il messaggio alla base, cio\u00e8 nelle parrocchie, in modo da contribuire alla consapevolezza del popolo dei fedeli. Perch\u00e9 \u00e8 di una resistenza popolare che abbiamo bisogno. \u00c8 necessario scendere in campo, qui e ora. Lo impongono la tempistica decisa dalla destra e gli strumenti disponibili per opporsi.<br \/>\nUna maggioranza divisa su tutto \u2013 dal redditometro alle alleanze in Ue \u2013 si compatta nel mercatino delle riforme tra premierato a Meloni, autonomia differenziata alla Lega, giustizia addomesticata a Forza Italia. Dopo il voto europeo, salvo sconvolgimenti imprevedibili, la maggioranza arriver\u00e0 in tempi brevi al voto finale sul Calderoli, probabilmente cercando di rimanere allineata con il voto del 18 giugno in senato.<br \/>\nIl punto \u00e8 che subito dopo percorsi e tempi delle riforme inevitabilmente si divaricano. La via per il premierato e la giustizia \u2013 leggi costituzionali \u2013 rimane lunga, e pu\u00f2 concludersi con un referendum confermativo. Il disegno di legge Calderoli \u00e8 invece definitivamente approvato, e un referendum (abrogativo) sarebbe probabilmente inammissibile. Anche se cos\u00ec non fosse, probabilmente non si voterebbe prima del 2026.<br \/>\nIl negoziato per intese di autonomia differenziata con singole regioni pu\u00f2 invece partire subito \u2013 come Zaia chiede, gi\u00e0 dal \u00abgiorno dopo\u00bb l\u2019approvazione \u2013 almeno per le materie e\/o funzioni non condizionate alla previa determinazione di livelli essenziali delle prestazioni. Si tratta di circa 200 su un totale di 500 funzioni statali nelle materie in principio devolvibili. La trattativa sar\u00e0 nelle mani dei presidenti di regione e di Calderoli, che ha diffidato Meloni a non usare il potere di cui dispone di porre limiti al negoziato.<br \/>\nSar\u00e0 questa la fase di maggiore rischio per la Repubblica una e indivisibile. Se anche solo una o due regioni riuscissero a fare breccia \u2013 ad esempio mettendo le mani sulla scuola, obiettivo molto concupito dal ceto politico regionale \u2013 per un effetto domino inevitabile altri \u00abgovernatori\u00bb farebbero richieste analoghe e a quel punto non resistibili. Escluso il referendum abrogativo, l\u2019unico strumento di contrasto immediatamente attivabile contro il disegno di legge Calderoli una volta approvato \u00e8 \u2013 come ho gi\u00e0 proposto \u2013 il ricorso in via principale di una o pi\u00f9 regioni in Corte costituzionale.<br \/>\nPer questo interessa che il coordinamento nazionale della Via Maestra, a prima firma Landini, abbia scritto ai presidenti di regione sollecitando il ricorso contro la (futura) legge Calderoli. Come interessa che in una chat (\u00c8 sempre 25 aprile) Bonaccini abbia detto \u00absono convinto che l\u2019Emilia Romagna sar\u00e0 tra le regioni a presentare quesito di legittimit\u00e0 alla Corte costituzionale\u00bb.<br \/>\nAvevamo dubitato dei suoi buoni propositi, per il silenzio sulle 6mila firme che hanno chiesto con una legge di iniziativa popolare il ritiro dell\u2019adesione ai preaccordi del 2018. Forse avevamo torto. Comunque, \u00e8 utile che venerd\u00ec 24 ci sia stato davanti al consiglio regionale un sit-in, al fine appunto di sollecitare il ricorso. Aspettiamo ora Bonaccini alla prova. Che dia una mano.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Massimo Villone \u00e8 un politico e costituzionalista italiano. \u00c8 professore emerito di Diritto costituzionale nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Murat Cinar*: MILLE SETTIMANE DA MADRI DEL SABATO A ISTANBUL. UNA LUNGA LOTTA. IN TURCHIA COME IN ARGENTINA, CERCANO I PROPRI FAMIGLIARI FATTI SPARIRE DALLO STATO PER LE LORO IDEE. E COME OGNI SETTIMANA, DAL 1995, ANCHE OGGI SFIDERANNO LA POLIZIA CON IL LORO MILLESIMO PRESIDIO. PARLA BESNA TOSUN, ALLA RICERCA DI SUO PADRE DA 29 ANNI: \u00abFAR SCOMPARIRE LE PERSONE IN DETENZIONE PROVVISORIA O IN ALTRE CIRCOSTANZE \u00c8 UN REATO PERMANENTE FINCH\u00c9 NON VENGONO RITROVATE QUELLE PERSONE E PUNITI I COLPEVOLI. PER QUESTO SIAMO ANCORA QUI\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>La protesta popolare non violenta pi\u00f9 antica e duratura della Turchia, quella delle \u201cMadri del sabato\u201d, ha raggiunto le mille settimane di presidio. Dal 1995, ogni sabato, con grande tenacia, un gruppo di persone si riunisce davanti al Liceo di Galatasaray a Taksim\/Istanbul. Sono alla ricerca dei loro cari scomparsi.<\/p>\n<p>IL PRIMO PRESIDIO risale al 27 maggio 1995, due mesi dopo la scomparsa di Hasan Ocak che era in detenzione provvisoria per gli scontri avvenuti nel quartiere di Gazi a Istanbul, il 21 marzo 1995. Sua madre, Emine Ocak, la famiglia e gli amici lo hanno cercato per 55 giorni. Il 15 maggio il corpo di Hasan \u00e8 stato ritrovato nel cimitero dei senzatetto, evidenti segni di tortura. Il suo caso ha fatto scattare la lotta delle \u201cMadri del sabato\u201d. Al loro primo sit-in c\u2019erano 20 persone.<\/p>\n<p>Questa prima azione ha spinto una serie di madri a scendere in piazza con un obiettivo comune: ritrovare i loro figli ma anche individuare i colpevoli.<br \/>\nL\u2019INIZIATIVA SI ISPIRA alle madri di \u201cPlaza de Mayo\u201d, i cui figli furono fatti sparire dalla giunta militare in Argentina. Anche in Turchia, le \u201cMadri del sabato\u201d cercano i loro cari, considerati \u201cscomodi\u201d dallo Stato per le loro idee e posizioni politiche.<br \/>\nTra queste donne c\u2019\u00e8 anche Besna Tosun, alla ricerca di suo padre da 29 anni. \u00abAvevo 12 anni quando lo hanno preso e portato via davanti ai miei occhi. Poco dopo, mia madre si \u00e8 rivolta all\u2019Associazione per i Diritti umani (Ihd) e quando siamo venute a sapere dell\u2019esistenza delle \u201cMadri del sabato\u201d ci siamo unite a loro. Da quel giorno sono in piazza ogni sabato\u00bb.<br \/>\nIL PADRE DI BESNA si chiama Fehmi Tosun e aveva 35 anni quando \u00e8 stato rapito nel giardino della sua abitazione di sera a Istanbul. La famiglia si \u00e8 rivolta subito alla polizia, che ha risposto dicendo che non poteva fare nulla. Il percorso legale sul suo caso si \u00e8 concluso nel 2003: la Corte europea dei Diritti dell\u2019uomo (Cedu) ha condannato la Turchia e il governo dell\u2019epoca pag\u00f2 il risarcimento. Ma tuttora non si sa dove si trovi Fehmi Tosun e nessun responsabile \u00e8 stato identificato. Nel 2019 il caso \u00e8 caduto in prescrizione. \u00abLe scomparse non vengono definite come reati contro l\u2019umanit\u00e0 in Turchia, quindi, dopo 20 anni, possono cadere in prescrizione. Purtroppo, il caso di mio padre non \u00e8 l\u2019unico\u00bb, racconta Besna con amarezza.<br \/>\nLE \u201cMADRI DEL SABATO\u201d, con la loro determinazione, hanno reso di pubblico dominio un fatto noto ma oscurato. Da mille settimane cercano di creare consapevolezza a livello popolare, portando avanti un percorso politico e giuridico con l\u2019intento di evitare che simili casi si ripetano e che i colpevoli siano identificati. \u00abSappiamo che ci sono stati governi complici \u2013 aggiunge Besna \u2013 e altri che non hanno voluto muovere un dito, perch\u00e9 non indagano n\u00e9 puniscono i colpevoli. Per questo siamo sempre qui\u00bb.<br \/>\nDAVANTI AL LICEO DI GALATASARAY ci sono almeno tre autobus pieni di poliziotti tutti i giorni a tutte le ore, anche se il presidio delle \u201cMadri del sabato\u201d si svolge solo una volta a settimana e dura appena 15 minuti. La repressione della polizia si \u00e8 fatta permanente dal 2018.<br \/>\n\u00abIn questi anni sono stati aperti diversi processi a causa di questo presidio e delle mie rivendicazioni, tuttavia, in merito a mio padre non \u00e8 stato aperto nessun fascicolo. Far scomparire le persone in detenzione provvisoria o in altre circostanze \u00e8 un reato permanente finch\u00e9 non vengono ritrovate quelle persone e puniti i colpevoli. \u00c8 un reato che esiste da anni ma non viene punito. Quindi la nostra posizione resta ferma: pretendiamo informazioni e nel caso la possibilit\u00e0 di trovare il corpo e svolgere i funerali. Per questo siamo ancora qui\u00bb, cos\u00ec Besna Tosun riassume il motivo della loro lunga lotta.<br \/>\nMa svolgere questo presidio \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile. \u00abPer ben 30 settimane numerose persone sono state prese in detenzione provvisoria. Ora poche persone sono autorizzate ad accedere a questa piazza\u00bb, spiega Besna, illustrando la situazione attuale.<br \/>\nOGGI SAR\u00c0 IL MILLESIMO presidio delle \u201cMadri del sabato\u201d. \u00abVorremmo sederci in piazza in massa. Speriamo che saranno rimosse le transenne della polizia e non ci saranno limitazioni. Non sappiamo cosa ci aspetta \u2013 conclude Besna \u2013 ma noi ci saremo anche stavolta\u00bb.<br \/>\n*(Murat Cinar &#8211; Attualmente e saltuariamente scrive in Turchia per il portale di giornalisti indipendenti BiaNet. Nel passato ha collaborato con Sendika.org, HaberSoL, Birgun)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Lelio La Porta*: IL MATERIALISMO STORICO, TRA INVETTIVA E CITAZIONE &#8211; SCAFFALE. PER LE EDIZIONI QUODLIBET, \u00abRETORICA E POLEMICA NEL CAPITALE DI MARX\u00bb, UN SAGGIO DI ELISABETTA MENGALDO<\/strong><\/p>\n<p>IN UNA NOTA DEI QUADERNI DEL CARCERE, DAL SAPORE AUTOBIOGRAFICO NON DEL TUTTO CELATO, MA AVENTE COME OGGETTO REALE MARX, GRAMSCI INDICAVA QUALI FOSSERO GLI ACCORGIMENTI PER \u00abSTUDIARE LA NASCITA DI UNA CONCEZIONE DEL MONDO CHE DAL SUO FONDATORE NON \u00c8 STATA MAI ESPOSTA SISTEMATICAMENTE\u00bb E FRA TALI ACCORGIMENTI IL LAVORO FILOLOGICO ACCURATO VENIVA COLLOCATO AL PRIMO POSTO.<br \/>\nPerch\u00e9, si chiedeva il marxista sardo, \u00e8 necessaria tanta cura con gli scritti marxiani? Perch\u00e9 si tratta di un pensatore \u00abpiuttosto irruento, di carattere polemico\u00bb il cui intelletto si trova \u00abin continua creazione e in perpetuo movimento\u00bb. La specificit\u00e0 dei toni polemici dell\u2019opera di Marx, in specie del Capitale, unita ad una ricerca attenta e puntuale delle figure retoriche pi\u00f9 ricorrenti soprattutto nel primo libro dell\u2019opus magnum costituiscono il contenuto del lavoro che Elisabetta Mengaldo consegna alle lettrici e ai lettori (Retorica e polemica nel Capitale di Marx, Quodlibet, pp. 139, euro 12).<br \/>\nIL SAGGIO \u00e8 denso e ricco nell\u2019esame della dimensione poetica e retorica del Capitale che consente di rivelare quali fossero le capacit\u00e0 letterarie del Moro e come sapesse sapientemente utilizzarle al fine di rendere pi\u00f9 solido l\u2019ordito di storia, filosofia, economia di cui si avvale la sua opera maggiore. Un intreccio di critica e polemica, come ricorda l\u2019autrice: \u00abLa critica vuole convincere l\u2019interlocutore e\/o lettore; la polemica vuole distruggere l\u2019avversario\u00bb. Le polemiche, spesso agite attraverso attacchi personali, poste il pi\u00f9 delle volte in nota, riempiono di s\u00e9 tutto quanto il Capitale con la loro asprezza; ne costituiscono elemento ineludibile.<\/p>\n<p>L\u2019asprezza nulla toglie alla raffinatezza della costruzione marxiana che si rivela ancora di pi\u00f9 in quella che Mengaldo definisce \u00abretorica della citazione\u00bb. Il secondo capitolo del libro (Distorsione, commento e personificazione: il montaggio di citazioni del Capitale) \u00e8 dedicato al tema. Partendo dal significato etimologico del termine \u00abcitazione\u00bb (\u00abchiamare in giudizio, convocare\u00bb), l\u2019uso che Marx fa della citazione letteraria risulta \u00abcreativo, talora manipolativo\u00bb, ma raramente teso ad assumere \u00abun semplice valore documentario o di testimonianza\u00bb. Ci\u00f2 che maggiormente potrebbe intrigare la lettrice e il lettore \u00e8 il riferimento all\u2019uso creativo che il filosofo di Treviri fa delle citazioni. Cosa significa? Lo spiega l\u2019autrice: si tratta di modificare le citazioni per integrarle nel testo e usarle per lo scopo che Marx si prefigge di raggiungere; questo vale per Dante, per Shakespeare, per Goethe, tutto documentato e pregevolmente analizzato da Mengaldo che, inoltre, classifica le citazioni in tre categorie: letterarie, polemiche, empatiche. Nella sostanza, scrive l\u2019autrice, \u00abl\u2019opus magnum di Marx \u00e8 esso stesso una \u201cimmane raccolta\u201d di citazioni, un colossale e stratificato palinsesto\u00bb.<br \/>\nDa questo palinsesto prende forma e vita un romanzo? Pu\u00f2, quindi, Il Capitale essere definito un romanzo? \u00c8 stato inteso come la bibbia del materialismo storico e del marxismo, \u00e8 stato analizzato sub specie politica ed economica, anche filosofica, ma ha valenza anche sub specie letteraria? La figura del capitalista infelice quasi costretto all\u2019astinenza, ad una vita di privazioni e sacrifici nell\u2019attesa che venga partorito il sistema di sfruttamento capitalistico si colloca dentro la storia lunga di quella che Marx intitola, nel capitolo 24 del primo libro, La cosiddetta accumulazione originaria, titolo nel quale, nota Mengaldo, \u00abcosiddetta\u00bb \u00e8 un aggettivo \u00abvistoso e polemico\u00bb. Quasi a chiudere il cerchio, ritorna il Marx polemico che usa le figure della retorica per criticare quanti hanno scritto di un \u00abpresunto stadio originario idillico in cui sarebbe stato magicamente accumulato il primo capitale\u00bb.<br \/>\nNELLA STESSA NOTA a cui si \u00e8 fatto riferimento all\u2019inizio, Gramsci individuava nella ricerca \u00abdel leit-motiv, del ritmo del pensiero in sviluppo\u00bb l\u2019importante per chi volesse dedicarsi allo studio di Marx. Mengaldo, con il suo lavoro, offre la possibilit\u00e0 di affrontare tale ricerca con una modalit\u00e0 nuova che ci restituisce un\u2019immagine a tutto tondo di Marx e ci consente di comprendere il senso profondo della risposta che diede alle figlie quando gli chiesero quale fosse la sua occupazione preferita: \u00abrazzolare tra i libri\u00bb<\/p>\n<p>*(Lelio La Porta \u00e8 membro del \u201cCentro per la filosofia italiana\u201d e della \u201cInternational Gramsci Society Italia\u201d. \u00c8 studioso di Gramsci (Un Gramsci per le nostre scuole. Antologia, 2016), Luk\u00e1cs (Luk\u00e1cs chi?)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Emiliano Brancaccio*: Le ricette \u00abaustere\u00bb che la sinistra non rinnega &#8211; Fondo Monetario. 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