{"id":46074,"date":"2024-05-18T12:05:31","date_gmt":"2024-05-18T12:05:31","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=46074"},"modified":"2024-05-18T14:12:37","modified_gmt":"2024-05-18T14:12:37","slug":"n20-18-maggio-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=46074","title":{"rendered":"n\u00b020 &#8211; 18\/05\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Contro il Jobs Act gi\u00e0 200 mila firme in due settimane*. QUATTRO REFERENDUM. \u00abStiamo facendo il nostro mestiere di sindacato\u00bb &#8211; ha detto ieri il segretario generale della Cgil Maurizio.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Record povert\u00e0, salari fermi: Meloni, fine della narrazione.<\/strong><br \/>\n<strong>03 \u2013La Sen. La Marca (PD) riceve una Laurea Honoris Causa alla John Cabot University a Roma<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Kevin Carboni*: I PROGRAMMI DELLE ELEZIONI EUROPEE. I programmi dei partiti per le elezioni europee dicono poco sui diritti civili &#8211; Se ne occupano solo Partito democratico e Movimento 5 stelle. Che chiedono pi\u00f9 tutele per la comunit\u00e0 lgbtqia+, lotta alla violenza di genere e alle discriminazioni. Poveri gli altri programmi.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Alfiero Grandi *: Contro il premierato: nonostante silenzi e censure.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Alfiero Grandi*: tutti i vizi del premierato, difendiamo la costituzione contro la \u201ccapocrazia\u201d targata Meloni.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Elisabetta Rosso*: La Cina lancia un nuovo chip cerebrale per sbloccare il potenziale umano: come funziona Neucyber &#8211; Il chip \u00e8 stato presentato durante una conferenza tecnologica a Pechino. Il Paese ora sta correndo per recuperare lo scarto e stare al passo con gli Stati Uniti, che gi\u00e0 da tempo stanno investendo su interfacce neurali in grado di migliorare le capacit\u00e0 fisiche e mentali.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Emiliano Brancaccio*: lavoratori e donatori anonimi dei padroni. Il caso Italia. L\u2019accumulazione avanza, i profitti si espandono, eppure il \u00ablavoro povero\u00bb si ripresenta di continuo, come una macchia incancellabile del capitalismo contemporaneo.<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Alessandro Portelli*: Quelle tre guerre di Dante Bartolini e Claudio Pavone. ANTICIPAZIONI: Pubblichiamo un estratto dalla relazione \u00abImmaginazione e memoria\u00bb, che oggi verr\u00e0 presentata a Torchiara.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Contro il Jobs Act gi\u00e0 200 mila firme in due settimane* . QUATTRO REFERENDUM. \u00abStiamo facendo il nostro mestiere di sindacato\u00bb &#8211; ha detto ieri il segretario generale della Cgil Maurizio.<\/strong><\/p>\n<p>In sedici giorni la Cgil ha raccolto duecentomila firme sui quattro referendum contro il Jobs Act, per la sicurezza, la tutela dei diritti dei lavoratori in appalto e il ripristino delle tutele contro i licenziamenti. E tra poco presenter\u00e0 le proposte legislative di iniziativa popolare. L\u2019obiettivo \u00e8 raccogliere almeno 500mila firme.<br \/>\n\u00abNoi stiamo facendo il nostro mestiere di sindacato- ha detto ieri il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in una conferenza stampa \u2013 tutelare i lavoratori per la sicurezza, contrastare la precariet\u00e0 e rinnovare i contratti. Vogliamo cancellare la norma che esclude la responsabilit\u00e0 solidale delle aziende committenti nell\u2019appalto e nel subappalto, in caso di infortunio e malattia professionale dei lavoratori. Per noi questo significa indicare un modello che possa restituire il futuro al paese\u00bb.<br \/>\n\u00abSull\u2019adesione alla proposta del Pd sul salario minimo stiamo discutendo e ragionando anche con la Uil \u2013 ha aggiunto Landini- Abbiamo intenzione di proporre una legge sulla rappresentanza, che arrivi a toccare anche l\u2019equo compenso e il salario minimo. Siamo d\u2019accordo con la proposta ma su cosa fare il lavoro \u00e8 ancora in corso\u00bb.<br \/>\nLandini ieri ha lanciato anche la manifestazione contro l\u2019autonomia differenziata che si terr\u00e0 sabato 25 maggio a Napoli con le associazioni della \u00abVia Maestra\u00bb: \u00abmandare un messaggio di unit\u00e0 e costruzione di unit\u00e0 del paese che \u00e8 il contrario di quello che sta avvenendo\u00bb ha detto Landini. Inoltre \u00ababbiamo scritto a tutti i presidenti di Regione, ai segretari delle forze politiche e ai capigruppo: \u00e8 il momento di fare politiche che vadano nella direzione opposta a quella del governo. Non bisogna proseguire su quella strada. \u00c8 a rischio l\u2019unit\u00e0 nazionale\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. La redazione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Roberto Ciccarelli*: RECORD POVERT\u00c0, SALARI FERMI: MELONI, FINE DELLA NARRAZIONE &#8211; DESTRA ASOCIALE. IL RAPPORTO ANNUALE DELL\u2019ISTAT SMENTISCE LA REALT\u00c0 PARALLELA COSTRUITA DAL GOVERNO. IL RACCONTO DI UN PAESE IN BILICO DOVE AUMENTANO LE DISUGUAGLIANZE DOPO 30 ANNI DI POLITICHE COMPLICI: 5,7 MILIONI DI PERSONE SONO IN \u00abPOVERT\u00c0 ASSOLUTA\u00bb IN ITALIA: PER L\u2019ISTAT \u00c8 UN RECORD DAL 2014 QUANDO IN TALE CONDIZIONE ERANO POCO PI\u00d9 DI 4 MILIONI.<\/strong><\/p>\n<p>Record della povert\u00e0, salari fermi, crolla il potere di acquisto, cresce il lavoro povero. La realt\u00e0 parallela che il governo Meloni prova, inutilmente, a costruire da un anno e mezzo ieri \u00e8 stata smontata dalla pubblicazione del rapporto annuale 2024 dell\u2019Istat. Nel silenzio di quasi tutti gli esponenti dell\u2019esecutivo e della maggioranza, di solito loquaci quando si tratta di equivocare e non capire i dati sull\u2019occupazione, ieri \u00e8 stato messo nero su bianco che la povert\u00e0 assoluta ha raggiunto livelli mai visti da dieci anni a questa parte. Cinque milioni e 752 mila persone hanno gravissime difficolt\u00e0 economiche, sociali, personali e 1,3 milioni di minorenni sono in grave deprivazione materiale e sociale.<\/p>\n<p>POVERT\u00c0, L\u2019UE BOCCIA MELONI: \u00abAumenter\u00e0 con le sue politiche\u00bb<br \/>\nDIECI ANNI FA, nel 2014, erano state calcolate poco pi\u00f9 di 4 milioni di persone in questa condizione. I dati non colgono ancora in pieno gli effetti della decisione, presa tra maggio e dicembre 2023, dal governo di restringere l\u2019accesso all\u2019\u00abassegno di inclusione\u00bb e al \u00absupporto lavoro e formazione\u00bb che hanno sostituito il \u00abreddito di cittadinanza\u00bb. Per questo, l\u2019anno prossimo, i dati saranno peggiori. E sar\u00e0 tutta farina del sacco di Meloni &amp; Co.<\/p>\n<p>PI\u00d9 LAVORO POVERO, MENO SALARI: \u00e8 subito propaganda<br \/>\nNONOSTANTE IL BUON andamento del \u00abmercato del lavoro\u00bb che ha registrato tra il 2022 e il 2023 un aumento dell\u20191,8% in entrambi gli anni, sono cresciuti contemporaneamente i lavoratori poveri (\u00abworking poors\u00bb), quelli che sono in \u00abpovert\u00e0 relativa\u00bb, soprattutto nei settori \u00abdi punta\u00bb di un\u2019economia ormai basata su ristorazione, turismo e servizi poveri. In questa cornice l\u2019incidenza della povert\u00e0 assoluta tra gli occupati \u00e8 aumentata dal 4,9% nel 2014 al 7,6% del 2023. Non essendo cambiato strutturalmente il mercato del lavoro, e tanto meno il Jobs Act di Renzi e del Pd ( la Cgil si propone di abolire con un referendum), \u00e8 certo che questa condizione sia cresciuta anche tra chi \u00e8 stato assunto nell\u2019ultimo anno. In pi\u00f9 l\u2019Istat sostiene che \u00e8 \u00abpovero\u00bb, ad esempio, il 14% degli operai rispetto al 9% registrato nel 2014. Quest\u2019altro numero, tradotto nella realt\u00e0, significa che il reddito da lavoro non \u00e8 pi\u00f9 in grado di proteggere le persone e il loro nucleo familiare da un grave disagio economico e sociale. A questo si aggiunge il ricorso al lavoro part-time involontario, le pi\u00f9 colpite sono le donne, in particolare quelle pi\u00f9 giovani. \u00c8 un fenomeno macroscopico, soprattutto al Sud. Gi\u00e0 nel 2022 era del 57,9 per cento in Italia, il 50,8 in Spagna, il 25,9 in Francia, il 6,1 per cento in Germania.<\/p>\n<p>IL REDDITO \u00c8 DI BASE<\/p>\n<p>LA PAROLA DEFINITIVA \u00e8 stata messa sulle misure caricaturali del governo Meloni contro la super-inflazione. Non occorrerebbe, dato che lo stesso esecutivo se ne \u00e8 vergognato e non le ha rinnovate. Ma \u00e8 utile vedere i dati che arrivano fino a dicembre 2023, quando \u00e8 scaduto il \u00abcarrello tricolore anti-inflazione\u00bb. Il lavoro si \u00e8 impoverito ulteriormente perch\u00e9 il potere di acquisto dei salari non \u00e8 stato sostenuto dai dovuti aumenti contrattuali cospicui e tempestivi. I dati sono impressionanti: le retribuzioni contrattuali orarie, nel biennio 2021-2023, sono aumentate del 4,7% mentre l\u2019indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) del 17,3%. Un abisso. Da ottobre 2023 le retribuzioni sono aumentate, ma solo perch\u00e9 l\u2019inflazione \u00e8 diminuita. Una tendenza confermata nel primo trimestre del 2024. Ci\u00f2 ha penalizzato le famiglie pi\u00f9 povere, le hanno indotte a intaccare i risparmi e a spendere di pi\u00f9 per casa, acqua, elettricit\u00e0, gas, cibo.<\/p>\n<p>L\u2019INVENZIONE DEI \u00abLAZZARONI\u00bb E L\u2019APOLOGIA DEL LAVORO SERVILE<\/p>\n<p>ALTRA QUESTIONE \u00e8 la produttivit\u00e0 del lavoro. In volume, il Prodotto interno lordo (Pil) per ora lavorata in Italia \u00e8 cresciuto di solo l\u20191,3 per cento tra 2007 e 2023, contro il 3,6 per cento in Francia, il 10,5 in Germania e il 15,2 per cento in Spagna. \u00abLa stagnazione della produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 uno degli elementi che ha caratterizzato il debole andamento del Pil negli ultimi vent\u2019anni e il conseguente allargamento del divario di crescita con le altre principali economie dell\u2019Ue\u00bb ha commentato l\u2019Istat. In 15 anni tale divario \u00e8 aumentato di oltre 10 punti rispetto alla Spagna, 14 alla Francia, 17 alla Germania. Rispetto al 2019 il Pil nominale \u00e8 cresciuto del 4,2%, pi\u00f9 rapidamente delle maggiori economie Ue ma il divario con la crescita di quello reale resta ampia.<\/p>\n<p>NON TUTTO, ovviamente, \u00e8 farina del sacco del governo Meloni. Ma come gli altri, dal 1991 a oggi, anch\u2019esso \u00e8 l\u2019espressione organica di una politica di classe che ha imposto la pi\u00f9 violenta repressione salariale nei paesi Ocse. Negli ultimi trent\u2019anni i salari reali in Italia sono rimasti fermi con una crescita simbolica dell\u20191% a fronte del 32,5% registrato in media nell\u2019area Ocse. Considerata il drastico cambio di congiuntura politico-economica, con l\u2019austerit\u00e0 di ritorno e una procedura di infrazione per deficit eccessivo incombente, Meloni &amp; Co. dimostreranno che la loro esistenza dipende dalla conservazione di questo stato di cose. \u00c8 il marchio di fabbrica del capitalismo straccione italiano. E lo \u00e8 della politica che, in mancanza di lotte, si conforma ad esso. La storia, in fondo, sta tutta questa.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto, Roberto Ciccarelli (Bari, 1973). Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb. Ha pubblicato tra l\u2019altro Potenza e beatitudine (Carocci 2003), Immanenza (il Mulino 2009), Il Quinto Stato (con Giuseppe Allegri, Ponte alle Grazie, 2013), Forza lavoro. &#8230; Google Books)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 \u2013La Sen. La Marca (PD) RICEVE UNA LAUREA HONORIS CAUSA ALLA JOHN CABOT UNIVERSITY A ROMA.<\/strong><br \/>\nLUNEDI, 13 MAGGIO, LA SENATRICE LA MARCA HA PARTECIPATO AL COMMENCEMENT CEREMONY 2024, LA CERIMONIA ANNUALE DEL CONFERIMENTO DELLA LAUREA NEGLI ATENEI DEL SISTEMA ANGLOSASSONE, DELLA JOHN CABOT UNIVERSITY A ROMA DURANTE LA QUALE LE \u00c8 STATO CONFERITA UNA LAUREA \u201cDOCTOR OF HUMANE LETTERS, HONORIS CAUSA\u201d PER IL SUO \u201cIMPEGNO NEI CONFRONTI DELLE COMUNIT\u00c0 ITALIANE ALL\u2019ESTERO\u201d.<br \/>\n\u00c8 nella meravigliosa cornice di Villa Aurelia a Roma che si \u00e8 svolta la elaborata ed elegante cerimonia di consegna delle Lauree per gli oltre 230 studenti della Classe accademica 2024 provenienti da ben 35 Paesi distinti. Un\u2019organizzazione impeccabile grazie al lavoro del Presidente dell&#8217;Universit\u00e0, Franco Pavoncello e della sig.ra Jacqueline Falk Maggi, Senior Advisor to the President Development, Special Projects &amp; Events, con il tradizionale corteo di rappresentanza iniziale, all\u2019interno del quale hanno sfilato gli studenti e gli ospiti d\u2019onore (Dean, Trustee). Insieme alla Senatrice, \u00e8 stata premiata la Direttrice della rivista Aspenia, Marta Dass\u00f9, alla quale \u00e8 stata conseguita una Laurea Honoris Causa in Foreign Relations per il suo contributo, prima come Viceministra agli Affari Esteri, e poi come Direttrice dell\u2019Aspen Istitute.<br \/>\nSuccessivamente alla preghiera di apertura di Fra\u2019 Dunlap, i bellissimi saluti iniziali agli studenti da parte del presidente dell\u2019Ateneo Pavoncello e della \u201cVice Chair&#8221; Portia Prebys, \u00e8 stata conferita alla Senatrice La Marca la Laurea.<br \/>\nIntervenendo in inglese, la Senatrice si \u00e8 rivolta alla platea &#8211; \u201cPermettetemi di iniziare\u201d, ha esordito la Senatrice, &#8220;dicendo che sono pi\u00f9 che onorata di ricevere una laurea honoris causa da un&#8217;istituzione accademica cos\u00ec prestigiosa. Questa laurea ha un doppio significato per me perch\u00e9 non viene conferita solo a me, ma a tutte le comunit\u00e0 italiane del Nord e Centro America, che ho l&#8217;onore di rappresentare in parlamento.\u201d<br \/>\n\u201cCome deputata prima e senatrice ora, ho il privilegio di rappresentare una diaspora vibrante e multidimensionale, in continua evoluzione, troppo spesso ignorata dal Governo italiano e dalla societ\u00e0 in generale. Nel mio caso specifico, significa rappresentare oltre 500.000 cittadini italiani che risiedono da qualche parte tra l&#8217;Alaska e Panama, altri milioni che sono nati italiani e hanno perso la cittadinanza per naturalizzazione, per non parlare di innumerevoli altri di origine italiana. In questo ruolo unico e privilegiato, ho cercato di fare da ponte tra l&#8217;Italia e il continente nordamericano, sostenendo politiche a favore delle comunit\u00e0 italiane all&#8217;estero. Non a caso, quindi, che questo incredibile riconoscimento provenga da un&#8217;istituzione internazionale che vanta un corpo studentesco eterogeneo proveniente da 75 Paesi del mondo. Perci\u00f2 questo onore che mi avete cos\u00ec gentilmente conferito \u00e8 prima di tutto un riconoscimento dell&#8217;enorme contributo che gli italiani hanno dato alla societ\u00e0 nordamericana e centrale, con la loro operosit\u00e0 e creativit\u00e0, e di questo vi sar\u00f2 sempre grata\u201d.<br \/>\nNel resto del suo discorso, la Senatrice, si \u00e8 rivolta ai ragazzi e alle ragazze della Classe del 2024, veri protagonisti di questa giornata di festa: \u201cCos&#8217;\u00e8 che volete veramente dalla vita? Non \u00e8 mai troppo presto o troppo tardi per porsi questa domanda fondamentale. Vuoi qualcosa perch\u00e9 la societ\u00e0 ti dice che dovresti volerlo, perch\u00e9 i tuoi genitori e la tua famiglia ti dicono che devi ottenerlo o perch\u00e9 tu lo vuoi davvero? Nella vita, il tuo unico obbligo \u00e8 quello di essere fedele verso te stesso, rendere felice te stesso e nessun altro \u2013 scusate, genitori.\u201d<br \/>\n\u201cMentre dovresti dare il 100% in tutto ci\u00f2 che fai e assicurarti che le tue azioni siano sempre in linea con la tua anima e sforzarti di rendere il mondo un posto migliore, la vita non dovrebbe mai essere cos\u00ec seria o travolgente da non trovare il tempo per coltivare connessioni personali \u2013 ridendo e stabilendo legami sani con altri esseri umani. Migliorerai inevitabilmente il tuo benessere generale e contribuirai al miglioramento della societ\u00e0. Il tuo successo nella vita dipende esclusivamente da ci\u00f2 che tu credi essere vero di te stesso, nel profondo del tuo essere, indipendentemente da ci\u00f2 che gli altri ti dicono di te stesso e dai messaggi che ricevi lungo la strada.<br \/>\n\u201cNon abbiate paura \u2013 conclude la Senatrice &#8211; di andare controcorrente, di non conformarvi, di lottare per ci\u00f2 in cui credete con convinzione ma anche con umilt\u00e0 e buon cuore. A questo proposito, congratulazioni a tutti voi, Classe Laureandi del 2024, e i miei migliori auguri per le tante emozionanti avventure che vi aspettano in questo viaggio chiamato vita\u201d ( )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Kevin Carboni*: I PROGRAMMI DELLE ELEZIONI EUROPEE. I PROGRAMMI DEI PARTITI PER LE ELEZIONI EUROPEE DICONO POCO SUI DIRITTI CIVILI &#8211; SE NE OCCUPANO SOLO PARTITO DEMOCRATICO E MOVIMENTO 5 STELLE. CHE CHIEDONO PI\u00d9 TUTELE PER LA COMUNIT\u00c0 LGBTQIA+, LOTTA ALLA VIOLENZA DI GENERE E ALLE DISCRIMINAZIONI. POVERI GLI ALTRI PROGRAMMI.<\/strong><\/p>\n<p>I PROGRAMMI DEI PARTITI PER LE ELEZIONI EUROPEE DICONO POCO SUI DIRITTI CIVILI<br \/>\nA meno di un mese dalle elezioni europee 2024, che si terranno l&#8217;8 e 9 giugno, in Italia solo 4 grandi formazioni politiche hanno pubblicato ufficialmente i loro programmi elettorali. Sono il Partito democratico, Movimento 5 stelle, Azione e Forza Italia-Noi moderati. Degli altri non si sa ancora nulla. Inoltre, tranne nel caso del Partito democratico e del Movimento 5 stelle, i diritti civili sono un tema quasi completamente assente nei siti, nei manifesti o nei programmi degli altri partiti e quando se ne parla vengono affrontati in maniera molto ampia, includendo altri argomenti.<\/p>\n<p>COSA DICONO I PARTITI SUI DIRITTI CIVILI IN VISTA DELLE ELEZIONI EUROPEE<br \/>\nPARTITO DEMOCRATICO, ALLEANZA VERDI-SINISTRA, MOVIMENTO 5 STELLE, STATI UNITI D&#8217;EUROPA, AZIONE, FORZA ITALIA-NOI MODERATI, LEGA, FRATELLI D&#8217;ITALIA<\/p>\n<p>I leader dei partiti italiani candidati alle europee. Da sinistra: Antonio Tajani (Forza Italia), Matteo Renzi (Stati Uniti d&#8217;Europa), Elly Schlein (Partito democratico), Giorgia Meloni (Fratelli d&#8217;Italia), Matteo Salvini (Lega), Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), Carlo Calenda (Azione)<br \/>\nCome trovare i candidati alle elezioni europee..<br \/>\nWired ha realizzato un calcolatore che permette di conoscere i nominativi delle persone candidate dai principali partiti nelle cinque circoscrizioni in cui \u00e8 divisa l&#8217;Italia<\/p>\n<p>PARTITO DEMOCRATICO<br \/>\nIl partito guidato da Elly Schlein ha lanciato la campagna elettorale per le elezioni europee focalizzandosi su una serie di dicotomie. Sul piano dei diritti, gli slogan utilizzati sono \u201cuna famiglia, non un bersaglio\u201d e \u201cl\u2019Europa che vogliamo \u00e8 inclusiva\u201d, per sottolineare la volont\u00e0 di lottare per il riconoscimento di uguali diritti anche per le cosiddette famiglie omogenitoriali o monoparentali. Durante la conferenza stampa per il lancio della campagna Schlein ha poi citato come punti cardine della propria azione in Unione europea la difesa del \u201cdiritto alla salute, diritto alla casa, diritto allo studio\u201d e dei \u201cdiritti delle donne\u201d.<br \/>\nNel programma dedicato alle elezioni europee, il tema dell\u2019uguaglianza viene ampliato con la proposta di promuovere \u201cun\u2019Europa femminista, che attui pienamente e concretamente il principio di uguaglianza tra uomini e donne\u201d. Si fa quindi riferimento alla trasparenza salariale di genere, alla parit\u00e0 salariale e al contrasto della violenza di genere e contro le donne, anche tramite la ricerca di una definizione europea del reato di stupro basato sulla definizione di consenso. Altre proposte riguardano l\u2019inserimento del diritto all\u2019aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione europea, l\u2019approvazione di leggi per parificare i congedi di maternit\u00e0 e paternit\u00e0, promuovere la salute sessuale e riproduttiva, combattere la marginalizzazione e la discriminazione delle persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nIl programma dedica poi ampio spazio alla difesa dello stato di diritto e dei diritti fondamentali delle persone, anche tramite la riforma di alcuni trattati per dare alla Commissione pi\u00f9 poteri per sanzionare quei paesi che commettono violazioni dei diritti. Il partito si impegna quindi a trovare soluzioni legislative per garantire a tutte e tutti il diritto di voto anche quando si risiede in paesi terzi, a far adottare la direttiva che istituisce il reato di discriminazione in tutti gli stati membri, assicurare pari diritti alle persone della comunit\u00e0 lgbtqia+, promuovere pari opportunit\u00e0 e pari accesso all\u2019istruzione, estendere i diritti e i doveri della cittadinanza ai figli di persone migranti nati in Europa e a chi studia e lavora in Unione europea.<\/p>\n<p>ALLEANZA VERDI-SINISTRA<br \/>\nLa federazione ambientalista e socialista guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni non ha diffuso un documento programmatico per le europee. Tuttavia, la stessa campagna elettorale si sta basando sulla tutela dei diritti umani e dello stato di diritto in tutti i paesi europei. Il partito ha infatti candidato tra le sue fila Ilaria Salis, l\u2019antifascista italiana detenuta da oltre un anno in Ungheria, senza prove e in condizioni disumane, per aver partecipato a una manifestazione antinazista a Budapest. Se eletta Salis potr\u00e0 essere liberata ottenendo l\u2019immunit\u00e0 parlamentare.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, le posizioni in tema di diritti della formazione politica si possono desumere dal manifesto del partito e comprendono la legalizzazione delle droghe leggere, la difesa dei diritti delle persone lgbtqia+, la difesa del diritto all\u2019aborto, la lotta contro il sessismo e il contrasto a violenze e molestie subite dalle donne.<\/p>\n<p>MOVIMENTO 5 STELLE<br \/>\nIl partito guidato da Giuseppe Conte ha creato un programma partecipato per le elezioni europee, coinvolgendo direttamente i propri sostenitori. Nel concreto, i giovani iscritti con meno di 36 anni e gli iscritti delle comunit\u00e0 dei Gruppi territoriali sono stati chiamati a votare alcune proposte che guideranno la linea politica del partito in sede europea. Il testo \u00e8 lungo 103 pagine e contiene un intero capitolo chiamato \u201cPer una Unione dei diritti\u201d.<br \/>\nNel concreto, assieme altre cose che non riguardano precisamente i diritti civili, il Movimento pone l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di contrastare la violenza di genere e sulle donne, lavorare per l\u2019uguaglianza e contro le discriminazioni, andando a rafforzare le norme comunitarie su violenza di genere, violenza domestica e promuovere programmi educativi sulla parit\u00e0 di genere per ragazzi e ragazze. Altre proposte riguardano pari diritti per le famiglie omo e mono genitoriali, modalit\u00e0 pi\u00f9 facili per adozioni e affidamento e la \u201cprocreazione medicalmente assistita come nuovo diritto\u201d. Infine il movimento propone un radicale abbattimento delle barriere per persone con disabilit\u00e0 in tutta Europa.<\/p>\n<p>STATI UNITI D\u2019EUROPA- La nuova coalizione elettorale composta da +Europa, di Emma Bonino, e Italia viva, di Matteo Renzi, non ha presentato un programma condiviso per le elezioni europee. Non esiste nemmeno un sito ufficiale della lista e sui siti dei due partiti quasi non si parla della nuova formazione. Sul sito di Italia Viva non si parla nemmeno un gran ch\u00e9 di europee, mentre su quello di +Europa si fa riferimento solo a un vecchio appello di Bonino per la creazione degli Stati Uniti d\u2019Europa, pubblicato da La Stampa. Nell\u2019assenza di informazioni, il sito di +Europa parla genericamente della creazione di un welfare universale e del rispetto dei diritti fondamentali.<\/p>\n<p>AZIONE &#8211; Al contrario di molti altri, il partito di Carlo Calenda ha pubblicato un programma per le europee. Il testo \u00e8 diviso in dieci punti e inizia sottolineando la necessit\u00e0 di sostenere la difesa dell\u2019Ucraina dall\u2019invasione della Russia. Sul piano dei diritti il documento parla di \u201ctolleranza zero\u201d rispetto a ogni violazione dello stato di diritto, con maggiori poteri dati al Consiglio europeo per sanzionare i paesi membri che commettono infrazioni.<\/p>\n<p>Al punto otto e nove si fa riferimento alla necessit\u00e0 di \u201cregolare operativamente l\u2019et\u00e0 di accesso ai social e ai siti vietati\u201d e di rilanciare il \u201cpilastro sociale dell\u2019Unione europea\u201d, con particolare attenzione \u201cai temi della sanit\u00e0, dell\u2019istruzione, della demografia e della parit\u00e0 di genere\u201d. Nel dettaglio Azione chiede un \u201cPnrr dedicato ai diritti sociali\u201d, un \u201cNew Deal per l\u2019uomo nell\u2019era digitale\u201d, equa distribuzione della conoscenza e della ricchezza, la creazione di un nuovo sistema di \u201cwelfare 4.0\u201d, che comprenda un sussidio di disoccupazione europeo.<\/p>\n<p>FORZA ITALIA\u2013NOI MODERATI &#8211; Il partito guidato da Antonio Tajani si candida assieme alla formazione Noi Moderati, alleanza che riunisce Noi con l\u2019Italia di Maurizio Lupi, Italia al centro di Giovanni Toti (presidente della Liguria recentemente arrestato per corruzione) e Coraggio Italia di Luigi Brugnaro. Anche questa lista ha presentato un programma per le elezioni europee, lungo 17 pagine e basato su 10 \u201cpriorit\u00e0\u201d.<br \/>\nTuttavia, nonostante la lunghezza, i diritti civili non sembrano parte integrante del programma. Solo al nono punto si parla in maniera generica di sostenere gli anziani e le persone vulnerabili con un\u2019assistenza \u201ca lungo termine a prezzi accessibili\u201d ed elaborare una \u201cCarta europea della disabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>LEGA<br \/>\nAl partito di Matteo Salvini mancano sia indicazioni relative a come la formazione si voglia muovere per tutelare i diritti civili, sia un programma per le elezioni europee. Inoltre, sul sito ufficiale, il primo slogan legato alle elezioni recita \u201cpi\u00f9 Italia, meno Europa\u201d.<\/p>\n<p>FRATELLI D\u2019ITALIA<br \/>\nAnche nel partito di Giorgia Meloni non si parla di diritti civili e manca un programma per le europee. Sul sito ufficiale c\u2019\u00e8 una sezione chiamata \u201cProgramma Europa\u201d, ma non c\u2019\u00e8 scritto nulla.<br \/>\n*(Fonte: Wired. Kevin Carboni. Scrive molto di attualit\u00e0, in particolare di Ucraina, crisi del clima, politica, multe alle grandi aziende tecnologiche e scioperi.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Alfiero Grandi *: CONTRO IL PREMIERATO: NONOSTANTE SILENZI E CENSURE.<\/strong><br \/>\nRiceviamo da Alfiero Grandi, vice presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, una breve nota sulla proposta di premierato avanzata da Giorgia Meloni e in discussione in Parlamento.<br \/>\n\u00c8 la replica a un articolo aperturista di Franco De Benedetti comparso su La Stampa il 20 aprile scorso (Governo e Parlamento. La riforma di cui c\u2019\u00e8 bisogno), inviata da Grandi il 22 aprile, dopo avere avuto dal quotidiano torinese indicazioni sulle relative modalit\u00e0, e a tutt\u2019oggi non pubblicata.<br \/>\nLibero ogni giornale di scegliere la propria linea politica e di decidere cosa pubblicare, resta il tema, cruciale, della possibilit\u00e0 di un effettivo contraddittorio sulle questioni al vaglio dei cittadini e, dunque, dell\u2019effettivit\u00e0 in concreto dei diritti di parola e di manifestazione del pensiero. A dimostrazione di come la \u201ccensura\u201d non stia solo \u2013 n\u00e9 tanto \u2013 nei cori degli studenti contro una ministra. Per dar conto dei termini della vicenda pubblichiamo, di seguito, la nota di Grandi. (la redazione)<\/p>\n<p>Franco De Benedetti sostiene, in rapporto alla proposta di elezione diretta del Presidente del Consiglio, che il problema di fondo dell\u2019Italia sia rendere gli esecutivi pi\u00f9 stabili (Governo e Parlamento. La riforma di cui c\u2019\u00e8 bisogno, 20 aprile, ndr).<\/p>\n<p>NON CONVINCE PER ALMENO DUE RAGIONI:<\/p>\n<p>1) il Governo Meloni ha una stabilit\u00e0 potenziale straordinaria. Le destre con il 44% dei voti hanno ottenuto il 59% dei parlamentari. Un premio di maggioranza del 15% grazie a una legge elettorale incostituzionale. Malgrado questo il Governo vuole modificare la Costituzione per dare ancora pi\u00f9 potere al presidente del Consiglio, mentre dovrebbe preoccuparsi dei risultati che per ora latitano. Le difficolt\u00e0 politiche vengono scaricate sulla Costituzione;<\/p>\n<p>2) il problema di fondo della nostra vita democratica \u00e8 la crescita inarrestabile dell\u2019astensione, ormai met\u00e0 dell\u2019elettorato. Riportare alla partecipazione democratica la met\u00e0 dei cittadini che oggi non crede alla possibilit\u00e0 di contare \u00e8 la sfida di fondo per il futuro della nostra democrazia. Sono necessari diversi interventi, tra questi \u00e8 prioritario ricostruire un rapporto diretto tra i deputati e i senatori e gli elettori che oggi sono invece nominati dai capi partito. In pratica non hanno rapporti con gli elettori, che non hanno alcun potere reale nella loro elezione. \u00c8 prioritaria una nuova legge elettorale, ma l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio legher\u00e0 a doppio filo il suo ruolo e la vita del Parlamento.<\/p>\n<p>Non a caso il Governo ha fatto una proposta unilaterale e conta sul 59% che gli \u00e8 stato regalato per imporre le sue soluzioni, come ha gi\u00e0 fatto pi\u00f9 volte. \u00c8 difficile comprendere perch\u00e9 mai questa proposta sarebbe un\u2019occasione da cogliere visto che rappresenta una forzatura al limite dell\u2019imposizione, che ha l\u2019obiettivo di andare oltre la Repubblica fondata sulla Costituzione democratica e antifascista del 1948, per transitare in una \u201cterza Repubblica\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della proposta Meloni \u00e8 uscire dalla democrazia parlamentare della nostra Costituzione per costruire una vera e propria capocrazia. \u00c8 una menzogna che accrescerebbe il potere del Presidente del Consiglio senza diminuire quello del Presidente della Repubblica e il ruolo fondamentale del Parlamento. Giorgia Meloni non ha insistito sull\u2019elezione diretta del Presidente della Repubblica perch\u00e9 le sarebbe difficile spiegare al Paese perch\u00e9 Mattarella dovrebbe essere ridimensionato, visto che svolge il ruolo in modo impeccabile. Da qui il ripiegamento sull\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio che diventerebbe la figura istituzionale dominante.<\/p>\n<p>Le proposte per migliorare aspetti del meccanismo proposto da Giorgia Meloni sono di scarso interesse perch\u00e9 non richieste e velleitarie. Per di pi\u00f9 Fratelli d\u2019Italia ha gi\u00e0 lanciato i comitati a sostegno della proposta. Sarebbe logico prepararsi fin da ora al No alla proposta di Giorgia Meloni che ha un carattere eversivo della Costituzione del 1948 e conferma l\u2019ansia di uscire dal suo cono di luce per costruire un\u2019altra fonte di legittimazione, attraverso l\u2019elezione diretta. Il Presidente della Repubblica verrebbe sterilizzato nel suo ruolo politico malgrado in diverse occasioni abbia salvato la Repubblica. Il Parlamento diventerebbe la guardia del pretorio del Presidente del Consiglio perch\u00e9 la sua vita dipenderebbe dalla fedelt\u00e0 al capo. Sarebbe la fine della Repubblica parlamentare nata nel 1948, a causa di modifiche della Costituzione tali da stravolgerla. La proposta di Giorgia Meloni spinger\u00e0 a invidiare la chiarezza della Costituzione americana che prevede una netta separazione tra elezione dei parlamentari e del Presidente.<\/p>\n<p>Meglio affrontare il vero problema dell\u2019Italia, la disaffezione dalla partecipazione politica, e costruire il contrasto a queste modifiche istituzionali, pretendendo l\u2019effettuazione del referendum costituzionale per consentire ad elettrici ed elettori di poterle respingere.<br \/>\n*(A. Grandi. vice presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale,)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Alfiero Grandi*: TUTTI I VIZI DEL PREMIERATO, DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE CONTRO LA \u201cCAPOCRAZIA\u201d TARGATA MELONI.<\/strong><br \/>\nGiorgia Meloni in un convegno alla Camera ha rilanciato la proposta del Governo di fare eleggere direttamente il Presidente del Consiglio, rendendo evidente un tentativo di coinvolgere settori dell\u2019opposizione richiamandone posizioni e proposte presentate in tempi molto diversi.<br \/>\nNon \u00e8 questione da sottovalutare ed \u00e8 prevedibile che questo atteggiamento torner\u00e0 con forza nella campagna elettorale per il futuro referendum costituzionale sulla proposta del Governo. Per essere evitato il referendum ha bisogno che una parte dell\u2019opposizione voti questa proposta del Governo, per arrivare ai 2\/3 dei parlamentari \u2013 nella seconda lettura \u2013 a distanza di almeno tre mesi dalla prima approvazione, come prevede l\u2019articolo 138 per le modifiche della Costituzione.<br \/>\nVa sottolineato anzitutto che tutte le citazioni che vengono portate a conferma della presunta bont\u00e0 delle proposte del Governo sono proposte avanzate durante i lavori di commissioni bilaterali o sedi simili, quindi con una presenza importante delle opposizioni dell\u2019epoca. Infatti tutte queste occasioni, pur diverse tra loro, sono state istituite con un accordo tra maggioranza ed opposizione dell\u2019epoca per modificare in punti pi\u00f9 o meno rilevanti la Costituzione, interpretando in modo estensivo l\u2019articolo 138 che invece prevede modifiche precise e puntuali, come ha sempre sostenuto il prof Alessandro Pace. Queste occasioni hanno sempre lavorato per un\u2019ampia convergenza, come dovrebbe avvenire quando si vuole modificare la Costituzione.<br \/>\nLa proposta del Governo Meloni per l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio ha un\u2019origine ben diversa. Infatti \u00e8 un succedaneo del programma elettorale della destra che prevedeva il Presidenzialismo e non il premierato. La proposta di legge del Governo \u00e8 stata presentata con le sole firme di Meloni e Casellati e anche le modifiche al testo iniziale sono state decise unilateralmente da una ristretta cabina di regia dei leader di maggioranza.<br \/>\nL\u2019opposizione non ha avuto alcun ruolo malgrado molte controproposte ed emendamenti. Le modifiche sono state decise dalla sola maggioranza. L\u2019impostazione e il percorso della proposta al Senato non hanno nulla delle caratteristiche di precedenti tentativi di modifiche costituzionali. E\u2019 un\u2019iniziativa unilaterale del Governo, che decide unilateralmente anche le correzioni. Quindi il testo finale risponde agli obiettivi della maggioranza di destra a trazione FdI, le opposizioni non hanno avuto alcun ruolo di merito se non opporsi con tutte le loro forze. Perch\u00e9 parte delle opposizioni dovrebbe aggregarsi alla maggioranza nell\u2019approvazione del premierato al solo scopo di evitare il referendum costituzionale, rinunciando al pronunciamento delle elettrici e degli elettori?<br \/>\nEppure limitati settori dell\u2019opposizione sembrano interessati ad entrare nella partita, per evitare un\u2019eccessiva incoerenza chiedono modifiche non decisive alla proposta. Se volessero chiedere modifiche sostanziali dovrebbero chiedere di eleggere il parlamento in modo separato ed indipendente dal Presidente del Consiglio e scoprirebbero il legame indissolubile che ha per la maggioranza l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio con una legge elettorale con premio di maggioranza.<br \/>\nNessuno ha finora chiesto di azzerare tutto, ripartire da capo e costituire una commissione bilaterale, o un\u2019iniziativa simile. E\u2019 prevedibile che le destre non accetterebbero alcun azzeramento perch\u00e9 puntano ad usare il vantaggio del premio di maggioranza regalato alla destra dalla legge elettorale incostituzionale in vigore, che ha concesso loro un premio di maggioranza del 15 % che ha trasformato il 44% dei voti nel 59% dei parlamentari. Forti di questo risultato, che \u00e8 dipeso non da loro meriti quanto da un\u2019opposizione che ha deciso di perdere le elezioni, forse senza rendersi conto completamente delle conseguenze politiche.<br \/>\nSubiamo oggi le conseguenze di errori imperdonabili, il maggiore dei quali \u00e8 stato non cambiare una legge elettorale incostituzionale quando era ancora possibile, prima delle elezioni. Dopo \u00e8 stata una slavina spaventosa.<\/p>\n<p>INSOFFERENZA VERSO LA COSTITUZIONE DEL 1948<br \/>\nIl premio di maggioranza \u00e8 la clava che le destre usano senza ritegno e possono contare su un patto di potere che, per ora, conviene a tutti gli attori e questo spiega perch\u00e9 Giorgia Meloni abbia deciso di sfruttare condizioni parlamentari favorevoli.<br \/>\nSpinge le destre a cambiare la Costituzione, in particolare FdI, una sofferenza storica verso la Costituzione democratica ed antifascista del 1948. E\u2019 evidente la sofferenza verso le richieste di accettare l\u2019antifascismo, che ricevono ogni volta risposte contorte e inconcludenti. Senza sottovalutare che in aree delle destre ci sono perfino espliciti richiami al fascismo come \u00e8 capitato con un candidato in un comune pugliese. Uscire dalla piattaforma di principi, diritti, organizzazione democratica dei poteri sancita nella Costituzione del 1948 \u00e8 un modo per ottenere una diversa fonte di legittimazione, per transitare in quella che Giorgia Meloni definisce la terza repubblica.<br \/>\nIn sostanza l\u2019obiettivo di FdI \u00e8 trovare un\u2019altra fonte di legittimazione, anche per questo non viene scartata la possibilit\u00e0 di arrivare al referendum. Anzi la tentazione \u00e8 di arrivarci in modo da ottenere una diversa fonte di legittimazione sia dalla modifica della Costituzione che dalle elezioni, nella convinzione che allettare con l\u2019elezione diretta dal capo del governo possa supplire a tante frustrazioni delle elettrici e degli elettori, dimostrate dal crescente astensionismo elettorale.<br \/>\nLa disaffezione dal voto in Italia \u00e8 arrivata ormai alla met\u00e0 dell\u2019elettorato e la discesa continua, questo restringe la partecipazione ad aree sociali coinvolte per tante ragioni, anche da quelle poco nobili. Il punto centrale di intervento delle opposizioni attuali dovrebbe essere restituire agli elettori la scelta diretta dei parlamentari da eleggere, in modo da ricostruire un rapporto tra eletto ed elettore che da almeno 20 anni in Italia \u00e8 stato spezzato. Quindi a Giorgia Meloni che propone l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio va risposto con la proposta di fare eleggere direttamente tutti i 600 tra deputati e senatori.<br \/>\nLa scelta diretta dei deputati e dei senatori da parte degli elettori sarebbe una svolta che ricostruirebbe un rapporto tra eletto ed elettore. Invece Meloni chiede suadente agli elettori volete decidere voi chi governer\u00e0 o lasciare decidere i vertici dei partiti e tutto questo proprio da parte di chi \u00e8 Presidente del suo partito, del suo partito europeo nonch\u00e9 Presidente del Consiglio. Questo ricorda da vicino la favola del lupo (Meloni) e dell\u2019agnello (elettorato). In questa scelta rientrano pulsioni antiche, con radici evidenti nel ventennio, legate al capo che deve decidere, e pulsioni pi\u00f9 recenti derivanti dalla pressione di gruppi finanziari internazionali e da un modo di intendere la decisionalit\u00e0 mutuato dalle imprese come se l\u2019Italia di oggi fosse un\u2019azienda, ignorando completamente la complessit\u00e0 della struttura sociale, culturale, economica.<br \/>\nTutto viene semplificato e ridotto a decisionismo senza qualit\u00e0. A questo si aggiunge il mito del Governo che decide come soluzione di tutti i mali del paese, fino ad affermare che un governo con un mandato per 5 anni sarebbe incline ad una visione meno contingente, trascurando il fatto che questo riguarda anzitutto il ruolo dei partiti che debbono porsi il problema di una visione di lungo periodo, mentre oggi non \u00e8 cos\u00ec, questo \u00e8 un altro capitolo decisivo della risalita della partecipazione democratica nel nostro paese.<br \/>\nSi sottovaluta un problema di fondo: il rapporto tra politica, societ\u00e0 ed economia. La semplificazione che porta tutto il potere decisionale nelle mani del Governo e in particolare del Capo del Governo \u00e8 falsa, \u00e8 un sistema decisionale autoritario e accentrato. Infatti come si vede dal progetto di legge del Governo se si punta ad un parlamento subalterno, al traino del Capo del governo \u00e8 inevitabile che la sua caduta porti con s\u00e9 una crisi istituzionale e quindi nuove elezioni, con il rischio che la crisi anzich\u00e9 risolversi si ripeta anche con le nuove elezioni. Paradossalmente mentre in un sistema parlamentare la crisi di un governo \u00e8 risolvibile, come hanno dimostrato i Presidenti della Repubblica che si sono succeduti, e la legislatura pu\u00f2 proseguire, in un sistema di Capocrazia come quello proposto da FdI il risultato \u00e8 che la crisi di un governo diventa automaticamente la fine anticipata della legislatura, del resto a questo punta Fratelli d\u2019Italia.<\/p>\n<p>L\u2019OPPOSIZIONE INVECE\u2026<br \/>\nLa proposta del Governo \u00e8 stata presentata nel modo peggiore, con un piglio impositivo inaccettabile ma soprattutto \u00e8 il merito che la rende inaccettabile, per questo sono incomprensibili i tentativi di limitarsi in modo subalterno a suggerire miglioramenti, peraltro non richiesti.<\/p>\n<p>Nell\u2019area dell\u2019opposizione ci sono difficolt\u00e0 a decidere una posizione di netta contrariet\u00e0, anche se va sottolineato che le posizioni ufficiali dei partiti di opposizione sono state meglio dei fremiti che li agitano, vale in particolare per il Pd, per il M5Stelle, per AVS, altri hanno avuto posizioni possibiliste. La stessa questione si \u00e8 posta sull\u2019Autonomia Regionale differenziata nella quale le regioni richiedenti l\u2019attuazione erano tre, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e salta agli occhi che la posizione di quest\u2019ultima era innaturale. Per di pi\u00f9 il Presidente del Consiglio che pens\u00f2 bene di stipulare i preaccordi con le tre regioni, malgrado fossero gli ultimi giorni di vita del Governo, era Gentiloni, altro esponente Pd. Questo conferma che la confusione politica nel Pd nel periodo post renziano era notevole. Anche il M5Stelle non era senza confusione visto che a partire dal Conte 1, proseguita nel Conte 2, l\u2019autonomia regionale differenziata era entrata nei collegati alla legge di bilancio con contenuti preoccupanti e con una Ministra leghista a sovraintendere.<br \/>\nEra evidente che occorreva togliere la questione da un terreno scivoloso del tipo ma \u201cvoi avevate accettato\u201d per porre una posizione politica che superasse di slancio sul piano del merito e dei comportamenti, in modo tale da superare posizioni precedenti. Per questo \u00e8 stato importante che il Coordinamento per la Democrazia costituzionale presentasse al Senato una legge di iniziativa popolare che, forte di 106.000 firme, che ha aiutato i partiti impigliati in un passato recente a smarcarsi e a prendere una nuova e chiara posizione. Il risultato pi\u00f9 importante \u00e8 avere aiutato i partiti che avevano avuto degli sbandamenti a riconoscerli e ad assumere una nuova, credibile e diversa posizione di forte contrasto al ddl Calderoli.<br \/>\nPosizioni appagate dalla sola critica al passato non avrebbe aiutato un\u2019evoluzione per assumere nuove e forti posizioni contrarie, uscendo dal cono d\u2019ombra dei tentativi del Governo di trovare contraddizioni tra i comportamenti precedenti e quelli sul ddl Calderoli. In sostanza \u00e8 stato tolto un argomento decisivo di polemica alla maggioranza e sono state liberate le energie delle opposizioni. Emblematico \u00e8 che risulta la Regione Emilia Romagna abbia ritirato la sua richiesta. Oggi la contrariet\u00e0 delle opposizioni parlamentari principali \u00e8 abbastanza netta.<br \/>\nElezioni La stessa evoluzione \u00e8 necessaria sull\u2019elezione diretta del Capo del governo. Alcuni si attardano in vecchie valutazioni sul ruolo del governo e su un presunto bisogno di decidere, dimenticando che ormai da molti anni \u00e8 il parlamento ad essere espropriato dei suoi reali poteri, anzitutto perch\u00e9 non viene scelto dagli elettori ma dai capi partito a cui rispondono.<br \/>\nIl vero problema del futuro della democrazia italiana \u00e8 l\u2019astensionismo che rischia di diventare la tomba della democrazia che abbiamo conosciuto e che la Costituzione ha sancito. E\u2019 vero che anche a sinistra non ci si \u00e8 risparmiati nelle modifiche della Costituzione, non solo il malaugurato titolo V nel 2001, ma anche in altre occasioni.<\/p>\n<p>DIFENDERE LA COSTITUZIONE<br \/>\nIl giudizio fondamentale deve essere che la Costituzione ha le caratteristiche che ha ricordato in questi giorni il Presidente Mattarella. La Costituzione \u00e8 frutto di una temperie irripetibile (ricordando la 2\u00b0 guerra mondiale) che ha portato alla sconfitta del nazifascismo e a delineare per il futuro un paese democratico, per la divisione dei poteri e il loro reciproco controllo e per la connotazione antifascista, con in pi\u00f9 una visione della democrazia con una diffusa partecipazione e di libert\u00e0 individuale e collettiva, di crescita sociale delle classi subalterne in nome di obiettivi di uguaglianza e di rimozione degli ostacoli esistenti.<br \/>\nTroppe volte anche per responsabilit\u00e0 di settori della sinistra cambiare la Costituzione \u00e8 sembrata la via pi\u00f9 breve per risolvere problemi politici, dimenticando che gli Usa hanno una Costituzione che vive da 2 secoli e mezzo e ha subito pochi emendamenti. La nostra che \u00e8 certamente una delle migliori del mondo, non ha bisogno del bricolage a cui qualcuno pensa e tanto meno di un capovolgimento dei principi fondamentali.<br \/>\nSemmai bisogna ammettere che il vero e irrisolto problema \u00e8 attuarla, per questo va difesa.<br \/>\nOccorre cambiare l\u2019ottica, non \u00e8 la Costituzione che ha problemi, semmai \u00e8 la politica che \u00e8 asfittica e soggetta a tentazioni semplificatorie, di mantenimento del potere occupato grazie ad errori politici madornali delle attuali opposizioni.<\/p>\n<p>La svolta indispensabile \u00e8 tornare alla fonte, all\u2019attuazione e alla difesa della Costituzione. Ricordiamoci sempre la semplice chiarezza con cui l\u2019articolo 1 afferma che L\u2019Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro, che la sovranit\u00e0 appartiene al popolo che la esercita attraverso le modalit\u00e0 definite dalle leggi, e che l\u2019articolo 3 afferma che la Repubblica \u00e8 impegnata rimuovere le disuguaglianze.<\/p>\n<p>LA TERZA REPUBBLICA TARGATA MELONI<br \/>\nQuando Giorgia Meloni afferma che la proposta transiterebbe l\u2019Italia verso una terza repubblica apre problemi enormi.<br \/>\nAnzitutto la Repubblica parlamentare attuale, disegnata dai costituenti nel 1948, \u00e8 chiara e riconoscibile, mentre cosa sia la terza repubblica della Meloni nessuno lo sa. Si intuisce che \u00e8 un succedaneo del presidenzialismo, senza neppure identificare i contrappesi istituzionali che un presidenzialismo comporterebbe. Ad esempio che l\u2019elezione diretta del Presidente non pu\u00f2 essere condizionata e legata a quella del parlamento.<br \/>\nLa divisione dei poteri \u00e8 un pilastro della democrazia. Il parlamento decide attraverso le leggi e controlla il governo, il governo deve avere la fiducia del parlamento e ad esso risponde. Purtroppo da anni \u00e8 prevalso l\u2019andazzo dei voti di fiducia, di un uso alluvionale dei decreti legge, creando subalternit\u00e0 del parlamento al governo.<br \/>\nPer non parlare delle garanzie previste in Costituzione del quorum per eleggere il Presidente della Repubblica che diventerebbe di fatto un appannaggio della maggioranza visto che la proposta del governo parla apertamente di legge maggioritaria collegata al Presidente del Consiglio eletto direttamente.<br \/>\nAnche sull\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio occorre un\u2019operazione di ridefinizione delle posizioni da parte delle opposizioni. Non ci sono ragioni per assecondare la personalizzazione. Comuni e Regioni non sono esempi positivi, si sono create enormi concentrazioni di potere in poche persone e la sostanziale inutilit\u00e0 dei consigli la cui vita dipende da quella di Sindaci e Presidenti.<br \/>\nCi vorrebbe il coraggio di ripensare a questa esperienza nei Comuni e nelle Regioni, certamente questo metodo non va esteso al parlamento e al governo, altrimenti si creerebbe un accentramento di potere in una sola persona, il Governo ne sarebbe lo staff, il parlamento ne diventerebbe subalterno e il Presidente della Repubblica drasticamente ridotto nei suoi poteri ma dipendente dal Presidente del Consiglio e futuro appannaggio della maggioranza.<br \/>\nQuesta proposta \u00e8 inaccettabile ma se vogliamo condurre un contrasto efficace dobbiamo rimuovere gli ostacoli rappresentati da posizioni precedenti e togliere dalle mani del Governo la possibilit\u00e0 di continuare a dire: ma voi avevate detto, rivolto a questo e a quello. Abbiamo gi\u00e0 avuto una prova generale nell\u2019iniziativa alla Camera e abbiamo capito che se vogliamo condurre una battaglia vittoriosa fermando il tentativo della destra di mandare in soffitta la Costituzione del 1948 occorre affermare con chiarezza che questo tentativo di stravolgere il nostro impianto costituzionale va respinto e combattuto fino in fondo.<br \/>\nE\u2019 decisivo comprendere che stiamo correndo il pericolo di finire non tanto in una democrazia illiberale, che \u00e8 una contraddizione in termini, ma in una Capocrazia e questo obbliga a rivedere precedenti comportamenti. Ciascuno pu\u00f2 giudicarli come vuole ma \u00e8 certo che oggi la Costituzione va attuata e difesa non stravolta per andare in un altrove che interessa solo quanti desiderano essere legittimati in modo diverso da quanto previsto dalla Costituzione democratica ed antifascista del 1948.<br \/>\n*) A. Grandi. vice presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale,)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Elisabetta Rosso*: LA CINA LANCIA UN NUOVO CHIP CEREBRALE PER SBLOCCARE IL POTENZIALE UMANO: COME FUNZIONA NEUCYBER &#8211; IL CHIP \u00c8 STATO PRESENTATO DURANTE UNA CONFERENZA TECNOLOGICA A PECHINO.<\/strong> IL PAESE ORA STA CORRENDO PER RECUPERARE LO SCARTO E STARE AL PASSO CON GLI STATI UNITI, CHE GI\u00c0 DA TEMPO STANNO INVESTENDO SU INTERFACCE NEURALI IN GRADO DI MIGLIORARE LE CAPACIT\u00c0 FISICHE E MENTALI.<\/p>\n<p>Una scimmia con gli arti legati dietro alla schiena ha preso una fragola con il pensiero. Nell&#8217;era delle Brain Computer Interface o Bci, non \u00e8 poi cos\u00ec strano. La dimostrazione si \u00e8 svolta a Pechino, la societ\u00e0 Beijing Xinzhida Neurotechnology, sostenuta dal governo cinese, ha presentato il suo dispositivo, Neucyber, un&#8217;interfaccia neurale che vuole competere con i chip Occidentali, come Telepaty di Neuralink. Secondo William Hannas, analista capo del Center for Security and Emerging Technology (Cset) dell&#8217;Universit\u00e0 di Georgetown, la Cina sta rapidamente recuperando terreno nel settore. &#8220;Sono fortemente motivati&#8221;, ha spiegato a Wired. &#8220;Stanno facendo un lavoro davvero all&#8217;avanguardia&#8221;.<br \/>\nLa Cina \u00e8 dovuta partire in rincorsa per recuperare lo scarto, e il suo interesse verso le Bci pensate per applicazioni non mediche sta sollevando nuove preoccupazioni. Le brain-computer interface (BCI), sono interfacce cervello-computer che permettono una comunicazione tra l\u2019attivit\u00e0 cerebrale e un qualsiasi altro device esterno. Possono servire per esempio ad aiutare persone paralizzate a muovere con il pensiero un arto robotico. Ma non solo.<br \/>\nInfatti nelle linee guida etiche pubblicate dal Partito comunista cinese a febbraio 2024, sono incluse anche Bci per &#8220;soggetti sani&#8221;. L&#8217;obiettivo \u00e8 potenziare l&#8217;essere umano a livello cognitivo. &#8220;La Cina non \u00e8 affatto timida al riguardo&#8221;, ha spiegato Hannas.<\/p>\n<p>Compri un abito firmato e ti rubano tutti i dati: come funziona la mega-truffa che arriva dalla Cina<br \/>\n\u201cScopi non terapeutici per le tecnologie Bci come la modulazione dell&#8217;attenzione, la regolazione del sonno e della memoria e l&#8217;uso degli esoscheletri Bci dovrebbero essere oggetto di studio e sviluppo, deve essere per\u00f2 garantita una regolamentazione severa e stabilito il chiaro beneficio derivante dalle loro applicazioni\u201d, si legge nelle linee guida pubblicate dalla Cina. Le Bci quindi non devono intaccare le capacit\u00e0 decisionali degli umani e &#8220;non interferire o offuscare l&#8217;autonomia e la consapevolezza di s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>IL PROGETTO DELLA CINA<br \/>\nNeucyber, \u00e8 un dispositivo indossabile (a differenza di Telepaty di Neuralink che invece viene impiantato nel cervello attraverso un&#8217;operazione). \u00c8 basata su elettrodi posizionati sul cuoio capelluto. L&#8217;obiettivo \u00e8 migliorare l&#8217;analisi degli impulsi cerebrali sfruttando l&#8217;apprendimento automatico.<br \/>\n&#8220;In breve, la tecnologia cattura i sottili cambiamenti dei segnali elettrici provenienti dai neuroni e decodifica le intenzioni del cervello, per realizzare azioni di controllo del pensiero&#8221;, ha spiegato Luo Minmin, direttore del Chinese Institute for Brain Research. Neucyber, \u00e8 stato testato su una scimmia, e le ha permesso di controllare un braccio robotico solo con il pensiero. Secondo l&#8217;agenzia di stampa statale Xinhua la tecnologia \u00e8 stata \u201csviluppata in modo indipendente\u201d ed \u00e8 la prima \u201cBCI invasiva ad alta prestazioni\u201d della Cina.<\/p>\n<p>IL CASO NEURALINK<br \/>\n\u00c8 dal 2016 che Neuralink lavora al suo chip Telepaty, a dicembre del 2022 sono state annunciate le prime sperimentazioni umane. Poi, il 28 gennaio 2024, Noland Arbaugh, rimasto paralizzato dalla spalla in gi\u00f9 dopo un incidente subacqueo, \u00e8 diventato il primo paziente a ricevere il chip di Neuralink. L&#8217;operazione \u00e8 andata bene, anche se in seguito sono emerse alcune complicazioni.<br \/>\nL\u2019obiettivo dell&#8217;azienda \u00e8 \u201ccreare un\u2019interfaccia neuronale per il ripristino dell\u2019autonomia di coloro che oggi hanno bisogni medici insoddisfatti\u201d. Ma non solo, come la Cina anche Neuralink vuole investire sulla creazione di una tecnologia in grado di potenziare gli esseri umani. Le persone con paralisi e condizioni debilitanti sono solo il primo passo, l&#8217;azienda vuole infatti sviluppare anche un dispositivo in grado di \u201csbloccare il potenziale umano\u201d migliorandone capacit\u00e0 fisiche e mentali fino a raggiungere la \u201csimbiosi con l\u2019intelligenza artificiale\u201d.<br \/>\n*(Elisabetta Rosso. Dal 2013 collabora con la prestigiosa Nikon School come docente e master photographer)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Emiliano Brancaccio*: LAVORATORI E DONATORI ANONIMI DEI PADRONI. IL CASO ITALIA. L\u2019ACCUMULAZIONE AVANZA, I PROFITTI SI ESPANDONO, EPPURE IL \u00abLAVORO POVERO\u00bb SI RIPRESENTA DI CONTINUO, COME UNA MACCHIA INCANCELLABILE DEL CAPITALISMO CONTEMPORANEO<\/strong><\/p>\n<p>Come su tutte le incresciose tare della moderna societ\u00e0 capitalista, anche sul fenomeno dei cosiddetti \u00ablavoratori poveri\u00bb la scienza economica offre due interpretazioni antagoniste. La dottrina liberista prevalente considera il caso del lavoro povero come un piccolo bug di sistema, un errore circoscritto e in fin dei conti rimediabile.<br \/>\nLa circostanza che i famigerati salari di equilibrio si trovino al di sotto delle soglie minime di sussistenza \u00e8 ritenuta un\u2019aberrazione del tutto secondaria, che si situa ai margini del processo produttivo e che pu\u00f2 essere risolta facilmente, magari con qualche ora in pi\u00f9 di straordinario.<\/p>\n<p>LA CHIAVE DI LETTURA DI MARX \u00c8 DIVERSA. L\u2019immiserimento operaio, a suo avviso, rappresenta uno dei fondamentali pilastri che reggono il meccanismo capitalistico. Nella visione marxiana, l\u2019accumulazione di ricchezza della classe dominante richiede, per forza di cose, accumulazione di miseria tra le file della classe lavoratrice. In questo senso Marx cita Mandeville: \u00abIn una nazione libera in cui non siano consentiti gli schiavi, la ricchezza pi\u00f9 sicura consiste in una massa disponibile di poveri laboriosi\u00bb. Un esercito di indigenti a buon mercato, in altre parole, \u00e8 condizione necessaria per il funzionamento del sistema.<\/p>\n<p>PI\u00d9 LAVORO POVERO, MENO SALARI: \u00c8 SUBITO PROPAGANDA<br \/>\nL\u2019evidenza empirica di questi anni, come sempre pi\u00f9 spesso accade, tende a confermare l\u2019eresia marxiana. L\u2019accumulazione avanza, i profitti si espandono, eppure il \u00ablavoro povero\u00bb si ripresenta di continuo, come una macchia incancellabile del capitalismo contemporaneo. Qualcuno ha osservato, giustamente, che i lavoratori poveri sono diventati i maggiori filantropi della nostra societ\u00e0: sopportano le privazioni in modo che l\u2019inflazione non cresca troppo e i profitti delle azioni siano sempre pi\u00f9 alti. Essere un lavoratore povero significa essere un donatore anonimo, a favore dei padroni.<br \/>\nNonostante i ripetuti proclami delle istituzioni europee sulla lotta contro il fenomeno del lavoro povero, Eurostat segnala che dal 2008 la percentuale di lavoratori a rischio povert\u00e0 in Europa \u00e8 rimasta grosso modo stabile intorno al 6 percento tra i cosiddetti regolari ed \u00e8 diminuita solo di un risicato punto percentuale, arrivando al 13 percento, fra i temporanei. In Italia le cose sono andate anche peggio: dalle nostre parti la minaccia della povert\u00e0 resta marcatamente al di sopra delle medie europee e per giunta \u00e8 aumentata di un punto tra i precari e ancor pi\u00f9 tra i regolari, di due punti e mezzo.<br \/>\nIl fatto che in Italia la povert\u00e0 sia in aumento soprattutto tra i lavoratori regolari mostra che la vecchia tesi dei contratti a tempo indeterminato come fonte di sicurezza economica inizia a risultare desueta. Le riforme del lavoro come il Jobs Act e la crisi del sindacato espongono ormai anche molti \u201cprivilegiati\u201d del tempo indeterminato a un tangibile rischio di immiserimento. Quello che i liberisti definivano \u00abapartheid del mercato del lavoro\u00bb, con i regolari in paradiso e i precari all\u2019inferno, \u00e8 insomma finito nel peggiore dei modi: adesso tutti possono precipitare verso una infernale penuria.<br \/>\nMa soprattutto, \u00e8 interessante notare che ancora una volta l\u2019Italia muove in controtendenza rispetto alle medie europee. Se nel continente la quota di lavoratori poveri resta grosso modo stabile o in lieve diminuzione, da noi sale in misura significativa. \u00c8 la riprova che nel nostro paese, ancor pi\u00f9 che altrove, l\u2019immiserimento del lavoro \u00e8 diventato il propulsore principale dell\u2019accumulazione. In questo scenario, non deve allora meravigliare l\u2019ultimo dato Istat: la crescita dei working poor non soltanto si registra fra gli addetti alle pulizie o fra i precari del turismo, ma ormai dilaga pure nei gangli principali del sistema industriale, dentro la classe operaia.<br \/>\nChe sul piano dell\u2019evidenza economica esista ormai una nuova \u00abquestione operaia\u00bb \u2013 nell\u2019accezione ampia ma anche nel senso stretto del termine \u2013 \u00e8 dunque avvalorato dai dati. Si tratta di rivendicarla nuovamente, come \u00abquestione politica\u00bb.<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto. Emiliano Brancaccio, \u00e8 un economista e saggista italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Alessandro Portelli*: QUELLE TRE GUERRE DI DANTE BARTOLINI E CLAUDIO PAVONE . ANTICIPAZIONI. PUBBLICHIAMO UN ESTRATTO DALLA RELAZIONE \u00abIMMAGINAZIONE E MEMORIA\u00bb, CHE OGGI VERR\u00c0 PRESENTATA A TORCHIARA<\/strong><\/p>\n<p>In questa occasione, io vorrei rendere omaggio a due persone che hanno contribuito, in modi diversi, a dare forma al mio antifascismo e alla mia coscienza della storia. Uno di loro \u00e8 Claudio Pavone, e non ho certo bisogno di spiegare a voi perch\u00e9. L\u2019altro \u00e8 Dante Bartolini, operaio, partigiano, cantore, poeta e aedo della Resistenza nella Valnerina. Non si sono mai conosciuti, ma non erano estranei l\u2019uno all\u2019altro: anzi, in occasione di un 25 aprile di qualche anno fa, scrissi sul manifesto un articolo in cui li facevo incontrare. Scrivevo allora: \u00abDante Bartolini non aveva letto Claudio Pavone (oltre tutto, \u00e8 morto troppo presto, nel 1979). In compenso, Claudio Pavone aveva letto Dante Bartolini e lo citava: \u00abIl difficile nesso fra lotta in fabbrica e lotta armata\u00bb, scrive in Una guerra civile, \u00ab\u00e8 ben espresso nei versi di un poeta proletario ternano, Dante Bartolini, a proposito di un episodio soltanto immaginato.<\/p>\n<p>IN REALT\u00c0 non erano versi e non erano scritti: era la trascrizione di una intervista in cui Dante, scandendo le parole come se davvero fossero versi incisi sul marmo, reimmaginava l\u2019inizio della Resistenza a Terni e lo collocava direttamente dentro la fabbrica: La fabbrica d\u2019armi di Terni\/ andammo migliaia di operai\/ fu rotto il cancello\/ spalancato\/ prendemmo le armi\/ una parte\/ poi si part\u00ec per la montagna.<\/p>\n<p>Non and\u00f2 affatto cos\u00ec, ma Claudio Pavone era uno dei rari storici che sono capaci di intrecciare una straordinaria competenza nel trattamento delle fonti documentarie (dopo tutto veniva dagli archivi) con la consapevolezza che gran parte della storia avviene altrove \u2013 nell\u2019immaginario, nella soggettivit\u00e0 \u2013 e capisce quanta verit\u00e0 profonda sta in un racconto poetico e \u00absbagliato\u00bb. Non a caso parla di \u00abmoralit\u00e0\u00bb nella Resistenza, cio\u00e8 di qualcosa di immateriale, interiore, profondo. Dante Bartolini, scriveva Pavone, riprendendo una mia definizione, \u00abmaterializza una metafora\u00bb, la presa delle armi nel luogo dove si \u00e8 formata la sua arma pi\u00f9 importante, la sua coscienza antifascista e di classe.<\/p>\n<p>ANTIFASCISTA, DI CLASSE \u2013 e patriottica. Perch\u00e9 le risonanze fra Claudio Pavone e Dante Bartolini vanno oltre. A suo modo, anche Dante era uno storico: le sue canzoni pi\u00f9 importanti le ha scritte dopo la Resistenza, e hanno lo stesso incipit, \u00abNon ti ricordi?\u00bb Una di queste \u2013 che secondo me \u00e8 tra le pi\u00f9 belle canzoni in assoluto sulla Resistenza \u2013 sembra una conferma ante litteram di quell\u2019idea delle \u00abtre guerre\u00bb intrecciate che Claudio Pavone ha reso canonica. Ciascuna delle tre strofe centrali \u00e8 dedicata a una di queste tre guerre: la guerra di liberazione nazionale (\u00abora la nostra patria dobbiamo ripulir\u00bb), la guerra antifascista (\u00abfascismo e monarchia fu la cagione\/ se diventarno tutti partigiani\u00bb), la guerra di classe (\u00abperch\u00e9 il socialismo vuole la libert\u00e0\/ non pi\u00f9 il servilismo che \u00e8 condannato gi\u00e0\u00bb).<\/p>\n<p>L\u2019incrocio fra Dante Bartolini e Claudio Pavone non \u00e8 incidentale. Rileggendo Una guerra civile, mi sono accorto per la prima volta di quanto sia ampio e accurato l\u2019uso che fa Claudio Pavone delle fonti orali. Non era una cosa scontata, a cavallo fra gli anni \u201980 e \u201990, quando gran parte della storiografia le scartava perch\u00e9 inattendibili o le tollerava solo in funzione ancillare. Claudio Pavone le accoglie e le tratta alla pari con tutte le altre, e in questo le valorizza.<br \/>\nMi spiego. In Una guerra civile, ci sono almeno una trentina di citazioni dal mio libro, Biografia di una citt\u00e0, una storia orale di Terni operaia. Quando il libro usc\u00ec, nel 1985, le persone che avevo intervistato non ne furono particolarmente emozionate \u2013 dopo tutto, le storie che raccontavo nel libro loro le sapevano gi\u00e0 e magari gli dava anche fastidio che le avessi riportate in tutta la vivacit\u00e0 non convenzionale del loro racconto orale.<\/p>\n<p>MA MI ACCORSI che erano emozionati invece quando si erano accorti che le parole che avevano detto a me, attraverso il mio libro, erano entrate nel libro di Claudio Pavone, e grazie a lui non erano pi\u00f9 storia locale ma erano parte del canone storico generale dell\u2019antifascismo e della Resistenza in Italia, con la stessa dignit\u00e0 e sullo stesso piano di altre \u00abtestimonianze\u00bb pi\u00f9 accreditate.<br \/>\nC\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Riguardando le citazioni dalle interviste, mi sono reso conto che Pavone non usa quasi mai le fonti orali come mera documentazione degli eventi, ma soprattutto come elementi di interpretazione. Riconosce ai narratori non solo la loro esperienza, ma anche la loro intelligenza; non solo hanno fatto la Resistenza, ma ci aiutano anche a capirla. Forse la chiave sta in una nota, che non riesco a ritrovare tra le migliaia di note che sostengono Una guerra civile, in cui Claudio Pavone come fonte indica \u00abRicordo di chi scrive\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco: Dante Bartolini, partigiano, ha scritto e cantato la memoria della Resistenza. Claudio Pavone, storico della Resistenza, \u00e8 stato partigiano a sua volta e l\u2019ha raccontata in un piccolo libro bellissimo. La Resistenza tutti e due l\u2019avevano fatta e tutti e due la ricordavano e la raccontavano. Un tempo avremmo forse parlato di teoria e prassi. Oggi, \u00e8 grazie a questo intreccio fra storia e memoria, fra immaginazione ed esperienza, fra intelligenza e passione che riconosco entrambi come miei maestri.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>SCHEDA. Un premio alla Storia come impegno civile<\/p>\n<p>Giunto alla seconda edizione, il premio nazionale \u00abClaudio Pavone. La Storia come impegno civile\u00bb, conferito l\u2019anno scorso a Chiara Ottaviano, figura di spicco nel campo della Public History, \u00e8 stato assegnato quest\u2019anno ad Alessandro Portelli. L\u2019iniziativa \u00e8 promossa, tra gli altri, dal Comune di Torchiara, Istituto nazionale Ferruccio Parri \u2013 Rete degli istituti storici della Resistenza e dell\u2019et\u00e0 contemporanea, e l\u2019Associazione italiana di Public History. Il riconoscimento, conferito da un apposito Comitato scientifico, viene assegnato a chi si \u00e8 distinto nell\u2019ambito della ricerca storica, dell\u2019impegno nella sfera pubblica, e per capacit\u00e0 di azione nella condivisione dei valori costituzionali di libert\u00e0, uguaglianza, solidariet\u00e0 e legalit\u00e0. La premiazione avverr\u00e0 oggi alle ore 16.30 a Torchiara (SA) presso il palazzo Baronale De Conciliis. Anticipiamo un estratto dalla relazione dal titolo \u00abImmaginazione e memoria: le tre guerre di Dante Bartolini e Claudio Pavone\u00bb.<br \/>\n*(Alessandro Portelli, tra i fondatori della storia orale, ha insegnato letteratura angloamericana all&#8217;Universit\u00e0 \u00abLa Sapienza\u00bb di Roma)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Contro il Jobs Act gi\u00e0 200 mila firme in due settimane*. 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