{"id":46019,"date":"2024-05-11T21:52:45","date_gmt":"2024-05-11T21:52:45","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=46019"},"modified":"2024-05-12T22:47:46","modified_gmt":"2024-05-12T22:47:46","slug":"n19-11-maggio-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=46019","title":{"rendered":"n\u00b019 &#8211; 11\/5\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Andrea Carugati*: Quando l\u2019opposizione non si indigna &#8211; MANGANELLI DI STATO. Schlein e Conte gridano al regime se uno scrittore viene censurato in Rai, ma tacciono dopo l&#8217;ennesima repressione contro gli studenti che manifestano per il diritto di scegliere sui propri corpi.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Marina Catucci*, New YORK: 143 a favore e 9 contro. L\u2019assemblea generale Onu vota per lo stato di Palestina-medio oriente. L&#8217;ambasciatore israeliano Gilad Erdan straccia il documento: \u00abavete aperto ai nazisti moderni\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Luca Martinelli*: Decreto Agricoltura, il Quirinale stoppa il ministro Lollobrigida &#8211; GUAI DI GOVERNO. Tra i rilievi del Colle i cambiamenti al Comando unit\u00e0 forestali. Legamibente: \u00abSi smantella un corpo che \u00e8 la pi\u00f9 importante polizia ambientale\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Luciana Cimino*: Roccella si caccia da sola &#8211; DISSENTI CHI PARLA. Agli Stati generali della natalit\u00e0 la contestazione degli studenti alla ministra, annunciata da giorni. Cori e cartelli, e lei se ne va.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Le divisioni nelle opposizioni aiutano la maggioranza in parlamento. Dall\u2019inizio della legislatura molti provvedimenti sono stati approvati con un numero di voti piuttosto basso, tanto che la maggioranza ha rischiato di essere battuta.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Stefano Lucarelli*: La sinistra italiana, prigioniera dell\u2019uso dell\u2019economia &#8211; Antonio Calafati: L&#8217;uso dell&#8217;economia. La Sinistra italiana e il capitalismo 1989-2022, in-corso-d \u2019opera, 2023<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Andrea Carugati*: QUANDO L\u2019OPPOSIZIONE NON SI INDIGNA &#8211; MANGANELLI DI STATO. SCHLEIN E CONTE GRIDANO AL REGIME SE UNO SCRITTORE VIENE CENSURATO IN RAI, MA TACCIONO DOPO L&#8217;ENNESIMA REPRESSIONE CONTRO GLI STUDENTI CHE MANIFESTANO PER IL DIRITTO DI SCEGLIERE SUI PROPRIO CORPI.<\/strong><br \/>\nUN SILENZIO ASSORDANTE, QUELLO DELLE OPPOSIZIONI. COME SE L&#8217;ALLARME DEMOCRATICO DOVESSE SCATTARE SE A ESSERE COLPITO \u00c8 UN VOLTO NOTO. E INVECE LE ANTENNE DEVONO RESTARE BEN DRITTE QUANDO LE VITTIME SONO I PI\u00d9 DEBOLI.<\/p>\n<p>Un silenzio assordante delle opposizioni accompagna l\u2019ennesima ingiustificabile repressione contro un gruppo di studenti delle superiori che manifestavano contro gli \u201cStati generali della natalit\u00e0\u201d. Eppure anche ieri a Roma, come a Pisa a febbraio, le immagini della violenza delle forze dell\u2019ordine ai danni di un centinaio di giovanissimi disarmati sono terribili. In una di queste si vede una ragazzina con il sangue che esce da una ferita sulla testa, la maglietta bianca completamente coperta di rosso e una barella dell\u2019ambulanza che le si avvicina.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 stata colpita in modo cos\u00ec violento? Il ministro degli Interni Piantedosi non aveva detto di condividere il monito lanciato a febbraio dal presidente Mattarella, dopo i fatti di Pisa? \u00abL\u2019autorevolezza delle Forze dell\u2019ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacit\u00e0 di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libert\u00e0 di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento\u00bb, disse il capo dello Stato. Era meno di tre mesi fa. Da allora ci sono stati altri episodi di manganelli ingiustificati. Quali sono state in questi mesi le direttive impartite dal Viminale alle questure? Si \u00e8 recepito il messaggio del Colle? Pare proprio di no. E qui entrano in gioco le opposizioni, ormai concentrate nella campagna delle europee.<\/p>\n<p>Schlein \u00e8 molto concentrata sulla campagna elettorale e, soprattutto, sul duello tv con Meloni, Conte su come non finire nel cono d\u2019ombra della polarizzazione tra le due leader. Colpisce per\u00f2 la distanza tra le reazioni indignate dopo la censura Rai ad Antonio Scurati, alla viglia del 25 aprile, e il silenzio di ieri. Come se le opposizioni (tranne alcune rare eccezioni, come il dem Paolo Ciani, Massimiliano Smeriglio di Avs e qualche esponente romano di Pd e 5S che ieri si sono fatti sentire) scoprissero il regime incipiente solo quando a essere colpito \u00e8 un volto noto, che sia lo scrittore o la conduttrice che ha denunciato la censura.<\/p>\n<p>Se invece l\u2019ipotetico regime se la prende con dei ragazzi delle superiori allora \u00e8 meno regime, quasi ordinaria amministrazione. E del resto, gioved\u00ec, il coro di indignazione si \u00e8 levato altissimo e monocorde quando una trentina di ragazzi e ragazze hanno contestato con cori e striscioni la ministra Roccella. Sdegno bipartisan. Dunque ieri avrebbero dovuto stare a casa, o andare a scuola, senza rompere troppo le scatole. Come a significare che sono solo i partiti, nella lotta di sumo in vista delle europee, a decidere cosa \u00e8 grave e cosa no, quando si vedono i semi dell\u2019autoritarismo e quando invece \u00e8 meglio lasciar correre. Guarda caso, si lascia correre quando le vittime sono sconosciute, fuori dal circuito del potere. E invece una opposizione degna di questo nome dovrebbe fare l\u2019esatto contrario: tenere le antenne pi\u00f9 alte proprio quando la repressione colpisce i pi\u00f9 deboli, quei giovanissimi che, guarda caso, votano sempre meno.<br \/>\nConte non ha detto una parola ieri, mentre gioved\u00ec si era preoccupato di ammonire i ragazzi a lasciar parlare Roccella, singolare perbenismo per un movimento nato distribuendo \u00abvaffanculo\u00bb senza troppe distinzioni. Mentre Schlein, che dice ogni giorno di voler cercare il voto dei disillusi, farebbe meglio a pensare meno al duello tv (a casa Vespa, tanto per confermare che il banco vince sempre e normalizza anche i leader sedicenti outsider) e molto pi\u00f9 alle passioni politiche dei giovanissimi, da Gaza all\u2019ambiente fino al diritto di decidere sui propri corpi. Altrimenti \u00e8 inutile spendere fiumi di parole sui giovani che non votano pi\u00f9.<br \/>\nIl circuito autoreferenziale di una politica sempre pi\u00f9 ripiegata sui s\u00e9 stessa, in un risiko sempre meno interessante, si rompe se si fanno entrare i corpi e le menti di chi sa ancora esprimere un conflitto reale, ideale, anche fosse ingenuo. Altrimenti diventa tutto un minuetto da salotto televisivo. Dove gli allarmi per la democrazia non scattano per le teste rotte dalla polizia ma solo se viene sfiorato qualche amico, solitamente qualcuno che ha tutte le occasioni per manifestare il proprio dissenso e che, nel tritacarne dei media, facilmente riesce a ricoprire il ruolo dell\u2019epurato.<br \/>\nQuella di ieri \u00e8 stata una brutta pagina: per la polizia, per il Viminale, ma anche per le forze della cosiddetta alternativa alla destra imperante. Per fortuna, questa generazione di giovanissimi che protestano per Gaza e per i propri corpi sembra avere le spalle gi\u00e0 robuste. E non \u00e8 disposta a farsi silenziare.<br \/>\n*(<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Marina Catucci*, NEW YORK: 143 A FAVORE E 9 CONTRO. L\u2019ASSEMBLEA GENERALE ONU VOTA PER LO STATO DI PALESTINA-MEDIO ORIENTE. L&#8217;AMBASCIATORE ISRAELIANO GILAD ERDAN STRACCIA IL DOCUMENTO: \u00abAVETE APERTO AI NAZISTI MODERNI\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu ha determinato che la Palestina \u00e8 \u00abqualificata\u00bb per presentare richiesta di ammissione come membro delle Nazioni unite, e ha raccomandato al Consiglio di Sicurezza di \u00abriconsiderare favorevolmente la questione\u00bb. I voti sono stati 143 a favore, 9 contrari, tra cui Usa ed Israele, e 25 astensioni, tra le quali quelle di Italia e Ucraina,<br \/>\nDAL 2012 la Palestina \u00e8 uno stato osservatore dell\u2019Onu, con un effetto soprattutto simbolico che ha consentito comunque la partecipazione ai dibattiti delle Nazioni unite. Con la nuova risoluzione l\u2019Assemblea generale ha attribuito alla Palestina nuovi \u00abdiritti e privilegi\u00bb all\u2019interno dell\u2019Onu.<br \/>\nAnche questa nuova risoluzione ha un valore pi\u00f9 simbolico che effettivo, ma con qualche spazio di azione maggiore.<br \/>\nLa Palestina continuer\u00e0 a non poter votare le risoluzioni discusse dall\u2019Assemblea generale, ma potr\u00e0 proporre dei temi da dibattere, i suoi rappresentanti potranno partecipare alle discussioni su tutti gli argomenti e non solo a quelli legati al Medio Oriente, e prendere parte alle conferenze e ai dibattiti organizzati dalle Nazioni unite. La risoluzione ha naturalmente fatto infuriare la rappresentanza israeliana. \u00abAvete aperto le Nazioni unite ai nazisti moderni \u2013 ha detto l\u2019ambasciatore israeliano all\u2019\u2019nu Gilad Erdan \u2013 Questo giorno sar\u00e0 ricordato con infamia\u00bb. Erdan ha parlato di uno \u00abstato terrorista palestinese\u00bb che sarebbe guidato \u00abdall\u2019Hitler dei nostri tempi. State facendo a pezzi la Carta Onu con le vostre mani. Vergognatevi\u00bb, ha detto passando alcune pagine del documento in un tritacarte.<br \/>\nEPPURE non ci sarebbe molto di cui preoccuparsi visto che sicuramente gli Usa si serviranno del proprio veto al Consiglio di sicurezza per bloccare la questione caldeggiata dall\u2019Assemblea .<br \/>\nDurante il dibattito il portavoce della missione Usa all\u2019Onu, Nate Evans, ha dichiarato che \u00abL\u2019Autorit\u00e0 palestinese attualmente non soddisfa i criteri per l\u2019adesione previsti dalla Carta delle Nazioni unite. Il presidente Biden \u00e8 stato chiaro sul fatto che una pace sostenibile nella regione pu\u00f2 essere raggiunta solo attraverso una soluzione a due stati\u00bb, ma \u00abresta l\u2019opinione degli Usa che le misure unilaterali, all\u2019Onu e sul campo, non porteranno avanti questo obiettivo\u00bb. Inoltre, ha sottolineato Evans \u00abla bozza non altera lo status della Palestina di \u2018osservatore non membro\u2019\u00bb. Gli Usa hanno giustificato la propria posizione sostenendo inoltre che \u00abl\u2019adozione di questa risoluzione non porter\u00e0 un cambiamento tangibile per i palestinesi. Non metter\u00e0 fine ai combattimenti a Gaza n\u00e9 fornir\u00e0 cibo, medicine e riparo ai civili. \u00c8 qui che si concentrano gli sforzi degli Stati uniti: ottenere un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi, continuando a fornire aiuti ai civili di Gaza\u00bb.<br \/>\nDi sicuro il popolo palestinese non riceverebbe danni dall\u2019approvazione di questa risoluzione il cui risultato sembra gi\u00e0 scritto, ma la determinazione dell\u2019Assemblea generale \u00e8 comunque un passo avanti in un momento in cui i rapporti fra Usa ed Israele sono molto tesi, con Biden che ha minacciato di interrompere le forniture di armi se Netanyahu inizier\u00e0 l\u2019offensiva a Rafah: \u00abAttaccare Rafah \u2013 ha detto \u2013 non sconfigger\u00e0 Hamas\u00bb.<br \/>\n\u00abSE DOBBIAMO restare da soli, resteremo da soli\u00bb, ha dichiarato in risposta Netanyahu, lasciando Biden tra due fuochi: non apparire complice dei bombardamenti israeliani che hanno gi\u00e0 fatto decine di migliaia di vittime palestinesi, e allo stesso tempo non dare l\u2019impressione di abbandonare il suo alleato di lunga data. Con la sua base democratica ebraica che spinge in entrambe le direzioni.<br \/>\n*(Marina Catucci, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Luca Martinelli*: DECRETO AGRICOLTURA, IL QUIRINALE STOPPA IL MINISTRO Lollobrigida &#8211; GUAI DI GOVERNO. TRA I RILIEVI DEL COLLE I CAMBIAMENTI AL COMANDO UNIT\u00c0 FORESTALI. LEGAMIBENTE: \u00abSI SMANTELLA UN CORPO CHE \u00c8 LA PI\u00d9 IMPORTANTE POLIZIA AMBIENTALE\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Il decreto legge sull\u2019agricoltura del ministro, e primo cognato d\u2019Italia, Francesco Lollobrigida non passa al vaglio della presidenza della Repubblica. Non lo fa, almeno, con il testo che \u00e8 stato votato luned\u00ec sera, durante un serratissimo Consiglio dei ministri, al termine di un braccio di ferro tra il cognato di Giorgia Meloni e il titolare dell\u2019Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin di Forza Italia.<br \/>\nLa bomba, anticipata ieri mattina dal Foglio, \u00e8 stata confermata dall\u2019ufficio stampa del Quirinale, che segnalava interlocuzioni ancora in corso tra i due uffici legislativi. Spiega Agra Press, che d\u00e0 conto della fonte quirinalizia, che \u00abancora non sono noti i punti sui quali sembra siano state rilevate criticit\u00e0\u00bb. E anche se Lollobrigida vuole apparire tranquillo (\u00able interlocuzioni sono sempre ben accette tra i diversi livelli istituzionali, c\u2019\u00e8 ovviamente \u2013 ognuno per la propria competenza \u2013 il dovere e la necessit\u00e0 di ragionare su quali siano gli strumenti, gli elementi che possono essere utili a migliorare un provvedimento o semplicemente un percorso pi\u00f9 idoneo per garantire alcuni obiettivi che un governo si deve porre attraverso il dibattito interno\u00bb ha detto il ministro in un punto stampa a margine di un\u2019iniziativa elettorale a Gizzeria, in Calabria), senz\u2019altro lo smacco subito su un provvedimento tanto cercato non \u00e8 un buffetto.<br \/>\nIl Colle avrebbe espresso dei dubbi su alcune parti del provvedimento che non rispetterebbero i requisiti di necessit\u00e0 e urgenza, che Lollobrigida ha rispedito al mittente, sottolineando che \u00abquando c\u2019\u00e8 una criticit\u00e0 c\u2019\u00e8 sempre il requisito di urgenza, specie se si tratta di provvedimenti che riguardano un settore strategico come l\u2019agricoltura\u00bb. In particolare, secondo il Foglio, le problematicit\u00e0 riguardano l\u2019accorpamento della societ\u00e0 Sistema informativo nazionale per lo sviluppo dell\u2019agricoltura nell\u2019Agenzia per le erogazioni in Agricoltura, cio\u00e8 l\u2019Agea, e la trasformazione del Comando unit\u00e0 forestali, ambientali e agroalimentari dell\u2019Arma dei Carabinieri.<br \/>\nUn pericolo relativo a quest\u2019ultimo aspetto era stato segnalato da Legambiente, che aveva parlato di \u00absmantellamento\u00bb per un corpo che \u00abin tutte le sue articolazioni, rappresenta unitariamente la pi\u00f9 importante polizia ambientale a livello internazionale\u00bb.<br \/>\nSecondo l\u2019associazione, \u00abspezzettarla tra diversi ministeri, trasferendola in larga parte al ministero dell\u2019Agricoltura e lasciando a quello dell\u2019Ambiente la dipendenza del solo Comando Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica, come avverr\u00e0 se venisse approvato il decreto, \u00e8 un grave errore\u00bb. Secondo il Foglio, poi, lo staff del presidente della Repubblica Mattarella avrebbe sottolineato alcuni passaggi del decreto relativi allo stop ai pannelli fotovoltaici, senz\u2019altro l\u2019aspetto pi\u00f9 controverso dell\u2019intero decreto e quello su cui si \u00e8 consumato lo scontro pi\u00f9 aspro tra i due ministeri coinvolti.<br \/>\nL\u2019Alleanza per il fotovoltaico ha approfittato dell\u2019impasse per spronare Mattarella: \u00abLanciamo un appello al governo e alle istituzioni affinch\u00e9 si valutino con attenzione i recenti interventi legislativi che stanno mettendo a rischio la transizione energetica, arrivando addirittura a bloccarla. Il governo ha, infatti, costruito una contrapposizione strumentale e nella realt\u00e0 inesistente tra l\u2019agricoltura e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Si tratta invece di due elementi complementari e quindi perfettamente compatibili. Anzi, possono e devono procedere in simbiosi\u00bb<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Luca Martinelli, \u00e8 giornalista, autore e attento osservatore del territorio italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Luciana Cimino*: ROCCELLA SI CACCIA DA SOLA &#8211; DISSENTI CHI PARLA. AGLI STATI GENERALI DELLA NATALIT\u00c0 LA CONTESTAZIONE DEGLI STUDENTI ALLA MINISTRA, ANNUNCIATA DA GIORNI. CORI E CARTELLI, E LEI SE NE VA.<\/strong><br \/>\nCome ogni anno, le contestazioni agli Stati generali della natalit\u00e0 erano state pi\u00f9 che annunciate. Lo stesso Gianluigi De Palo, organizzatore dell\u2019evento e attivista per la famiglia di lunghissimo corso, aveva commentato tre giorni fa il post su Instagram in cui il collettivo transfemminista Aracne lanciava la mobilitazione, risalente al 19 aprile scorso, chiedendo: \u00abCome posso mettermi in contatto con voi?\u00bb. Insomma tutti sapevano quando, perch\u00e9 e come ci sarebbero state le contestazioni, che avvengono ogni anno dato il parterre ricchissimo e i temi sensibili che vengono affrontati nei panel di discussione, e soprattutto chi le avrebbe fatte: ragazzi e ragazze delle scuole superiori.<\/p>\n<p>Non erano neanche tanti, una cinquantina, dicono gli studenti, \u00aberano 15\u00bb dichiara De Palo alla stampa, facendo sorgere di conseguenza la domanda: la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella ha davvero abbandonato l\u2019evento per dei cartelli e dei cori (\u00abBuuuu\u00bb, \u00abVergogna\u00bb, \u00abma quale stato ma quale dio, sul mio corpo decido io\u00bb, \u00abfuori i provita dai consultori\u00bb) di una manciata di ragazzini nella vasta platea dell\u2019auditorium Conciliazione? De Paolo, nello schierarsi naturalmente con la ministra (\u00abla contestazione in sala era benzina in un contesto di questo tipo\u00bb) ammette per\u00f2 anche che \u00abnessuno ha cacciato nessuno\u00bb.<\/p>\n<p>LA REDAZIONE CONSIGLIA:<br \/>\nLa scatola \u00e8 vuota ma la colpa \u00e8 di chi lo grida<br \/>\n\u00abVoglio chiarire perch\u00e9 le parole sono importanti, come diceva Nanni Moretti: chi contestava la ministra Roccella voleva solo intervenire per interromperla e per avere visibilit\u00e0, una volta ottenuta sono usciti, quindi noi non li abbiamo cacciati\u00bb. E nessuno ha cacciato la ministra.<\/p>\n<p>NEL POMERIGGIO, RIUNITI in assemblea alla Sapienza con altri collettivi transfemministi dal resto d\u2019Italia, gli studenti sono un po\u2019 attoniti dalla chiave narrativa usata dalla ministra: \u00abcensura\u00bb. \u00abEra una contestazione democratica \u2013 dice Mattia, del Liceo Mamiani di Roma \u2013 non abbiamo impedito a nessuno di parlare\u00bb. Anche lui, come gli altri, \u00e8 stato identificato dalle forze dell\u2019ordine durante l\u2019uscita, volontaria, dall\u2019auditorium.<\/p>\n<p>\u00abParlano di ipotetica censura quando da mesi c\u2019\u00e8 la repressione in ogni piazza\u00bb. \u00abNoi eravamo l\u00ec per dire che non vogliamo che il corpo delle donne venga visto come strumento per la riproduzione e che il fine ultimo della donna venga considerata la maternit\u00e0 \u2013 racconta Elisa \u2013 poi certo la ministra ha colto la palla al balzo\u00bb. \u00abHa abbandonato la sala perch\u00e9 probabilmente non trovava pi\u00f9 argomenti per parlare di natalit\u00e0 e gravidanze da forzare per dare figli alla nazione e al mercato del lavoro\u00bb, dice anche un\u2019altra studentessa. \u00abDi certo \u2013 ragionano in assemblea- ha sfruttato la nostra azione per portare consensi dalla sua parte, la criminalizzazione del dissenso serve alla propaganda\u00bb. E serve anche a nascondere i contenuti delle contestazioni.<br \/>\nNEI MATERIALI di promozione del convegno, assurto agli onori della cronaca lo scorso anno per le gaffe del ministro all\u2019Agricoltura Lollobrigida sulla razza e di quello all\u2019Istruzione Valditara, si legge, tra le altre cose, \u00abi figli sono un dono, ma rappresentano anche un capitale umano, sociale e lavorativo\u00bb. \u00abQueste parole indicano chiaramente la linea politica che il governo intende perpetuare \u2013 denuncia la rete Aracne \u2013 il convegno \u00e8 convocato, dopo mesi di silenzio, come unica risposta a un intero anno di lotte con l\u2019obiettivo di ottenere un nuovo genere di scuola e di educazione\u00bb. In pi\u00f9, a rendere \u00aburgente\u00bb la contestazione specifica a Roccella, secondo i collettivi transfemministi, c\u2019era anche il recente tentativo del governo di inserire i provita nei consultori attraverso un uso distorto del Pnrr.<br \/>\nIN REALT\u00c0 IL VERO destinatario delle proteste, o per lo meno il pi\u00f9 citato nei volantini, \u00e8 Valditara, che qualche mese fa era gi\u00e0 stato contestato dalle associazioni degli studenti per aver inviato una circolare a tutte le scuole per richiedere la \u00abpartecipazione attiva\u00bb delle classi agli Stati generali della natalit\u00e0.<br \/>\nUn protagonismo tale che parte degli studenti si era anche convinta che l\u2019organizzazione del convegno fosse in capo al ministero dell\u2019Istruzione, cosa che De Palo ha avuto gioco facile a smentire. Rimane il fatto per\u00f2 che nella serata di ieri sia Giorgetti che Valditara hanno disdetto la loro partecipazione, prevista per oggi. Valditara ha chiesto agli organizzatori di non trasmettere il video preparato dal suo ufficio stampa per l\u2019evento, forse temendo slogan contro lo schermo. Gli studenti e le studentesse si riuniranno comunque in corteo con altre realt\u00e0 questa mattina a piazzale degli Eroi sotto lo striscione \u00abun altro genere di educazione\u00bb.<br \/>\n*(Fonte: il manifesto &#8211; Luciana Cimini. Giornalista professionista. Il Manifesto.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; LE DIVISIONI NELLE OPPOSIZIONI AIUTANO LA MAGGIORANZA IN PARLAMENTO. DALL\u2019INIZIO DELLA LEGISLATURA MOLTI PROVVEDIMENTI SONO STATI APPROVATI CON UN NUMERO DI VOTI PIUTTOSTO BASSO, TANTO CHE LA MAGGIORANZA HA RISCHIATO DI ESSERE BATTUTA.<\/strong><br \/>\nLa scarsa coesione delle opposizioni dunque sta rendendo pi\u00f9 semplice il lavoro in aula della coalizione di governo. I voti finali sui disegni di legge sono quelli in cui i gruppi parlamentari si ricompattano. Per questo \u00e8 interessante analizzare eventuali aspetti critici.<\/p>\n<p>SONO 78 IN TOTALE LE VOTAZIONI FINALI IN CUI LE OPPOSIZIONI, PRESENTANDOSI IN AULA COMPATTE, AVREBBERO POTUTO METTERE IN DIFFICOLT\u00c0 LA MAGGIORANZA.<br \/>\nSituazioni di questo tipo si sono verificate pi\u00f9 spesso alla camera rispetto al senato.<br \/>\nIn qualche caso l&#8217;opposizione ha scelto di non ostacolare alcuni provvedimenti. Su altri per\u00f2 avrebbe potuto fare di pi\u00f9.<br \/>\nNelle ultime settimane abbiamo osservato come la compattezza delle forze di maggioranza in parlamento sia superiore rispetto alle opposizioni. Allo stesso tempo per\u00f2 occorre osservare come gli esponenti del centrodestra siano chiamati a ricoprire incarichi ulteriori. O nel governo o all\u2019interno di altri organi parlamentari come le commissioni. Ci\u00f2 fa s\u00ec che molti di loro non riescano sempre ad essere presenti in aula per votare a favore dei provvedimenti di volta in volta in discussione.<br \/>\nIl mancato apporto di questi parlamentari pu\u00f2 potenzialmente creare delle difficolt\u00e0 alla maggioranza. Questa infatti \u2013 nonostante il teorico ampio margine \u2013 potrebbe ritrovarsi a non avere i numeri in parlamento. Tuttavia la scarsa capacit\u00e0 (o la mancanza di volont\u00e0) dell\u2019opposizione di coordinarsi per partecipare in massa al voto e affossare alcuni provvedimenti in diverse occasioni ha \u201csalvato\u201d la coalizione di governo.<\/p>\n<p>78 LE VOTAZIONI FINALI IN CUI I VOTI FAVOREVOLI CON CUI UN DDL \u00c8 STATO APPROVATO SONO STATI INFERIORI rispetto al totale dei potenziali contrari.<\/p>\n<p>Si tratta, \u00e8 bene precisarlo, di un ragionamento del tutto teorico. Questo presuppone infatti la contemporanea presenza in aula di tutti gli esponenti che non hanno votato la fiducia al governo Meloni e che questi votino in maniera compatta contro il provvedimento in esame. Ci\u00f2 al netto delle defezioni fatte registrare nella maggioranza.<br \/>\nUn ragionamento che tuttavia conferma ancora una volta come la scarsa compattezza delle forze di opposizione finisca per favorire il centrodestra. Ma anche di come quest\u2019ultimo sia meno solido di quanto si potrebbe pensare.<br \/>\nDall\u2019inizio della legislatura alla data del 17 aprile, tra camera e senato si sono tenute complessivamente quasi 12mila votazioni. Ci\u00f2 considerando solo gli scrutini che si sono tenuti in assemblea. A questi andrebbero aggiunte le votazioni svolte in commissione, di cui per\u00f2 purtroppo non si hanno riscontri precisi.<br \/>\nCome abbiamo visto parlando dei voti ribelli, tuttavia non tutte le votazioni hanno la stessa rilevanza. Ad esempio, quando un parlamentare deve esprimersi su atti diversi dai disegni di legge (come ordini del giorno, mozioni o risoluzioni) o sugli emendamenti \u00e8 pi\u00f9 probabile che voti in maniera diversa rispetto al gruppo di appartenenza. Le varie forze politiche invece si ricompattano nel momento della votazione finale su un disegno di legge (Ddl).<br \/>\nSi tratta, come si intuisce, dell\u2019ultimo voto che avviene in aula prima dell\u2019approvazione di un Ddl, a seguito delle discussioni sugli emendamenti e sui singoli articoli del provvedimento. Proprio per questo motivo \u00e8 molto interessante analizzare in quali occasioni, durante una votazione finale, la maggioranza ha rischiato di non avere i numeri.<\/p>\n<p>LA MAGGIORANZA HA SEMPRE AVUTO NUMERI SOLIDI DURANTE LE QUESTIONI DI FIDUCIA.<br \/>\nCome gi\u00e0 anticipato nell\u2019introduzione, si tratta di speculazioni puramente teoriche. In primo luogo infatti occorre evidenziare che abbiamo considerato come membri dell\u2019opposizione tutti i parlamentari che non hanno votato la fiducia al governo Meloni. Tuttavia in questa classificazione rientrano profili diversi, inclusi esponenti del gruppo misto o appartenenti alle minoranze linguistiche. Rappresentanti che non \u00e8 scontato possano essere collocati in un\u2019ipotetica coalizione alternativa all\u2019attuale maggioranza. Come vedremo infatti, in molte occasioni i voti favorevoli di questi esponenti (ma non solo loro) si sono aggiunti a quelli della maggioranza.<br \/>\nUn\u2019altra osservazione da fare \u00e8 che in alcuni casi le opposizioni hanno deciso di non ostacolare provvedimenti ritenuti necessari. Ma l\u2019elemento forse pi\u00f9 rilevante \u00e8 che gli esponenti del centrodestra, rendendosi conto di non avere i numeri, avrebbero probabilmente cercato di rinviare la votazione per chiamare a raccolta i colleghi assenti o comunque impegnati in altre attivit\u00e0 istituzionali. In modo che anche questi potessero dare il proprio contributo per l\u2019approvazione del Ddl.<br \/>\nAl di l\u00e0 di tali premesse tuttavia \u00e8 comunque molto interessante analizzare gli esiti di queste votazioni. Molte infatti hanno riguardato provvedimenti dalla forte componente \u201cpolitica\u201d. In queste occasioni le opposizioni avrebbero potuto essere pi\u00f9 incisive nella loro azione in aula se fossero riuscite a coordinarsi meglio, rendendo quantomeno pi\u00f9 difficile il compito della maggioranza.<br \/>\nL\u2019ANDAMENTO DEI VOTI FINALI ALLA CAMERA<br \/>\nAlla camera sono 163 gli esponenti che non hanno votato la fiducia al governo Meloni. Ne consegue che il centrodestra per avere l\u2019assoluta certezza di riuscire ad approvare un provvedimento che non richieda maggioranze qualificate (come ad esempio le leggi costituzionali o di revisione costituzionale) dovrebbe mettere insieme almeno 164 voti favorevoli. Spesso per\u00f2 non si \u00e8 rivelato necessario raggiungere questa soglia.<br \/>\nTUTTE LE VOTAZIONI FINALI DELLA CAMERA.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 successo in 49 occasioni. Il provvedimento approvato con il numero di voti favorevoli pi\u00f9 basso in assoluto \u00e8 la recente norma che prevede l\u2019introduzione dell\u2019insegnamento nelle scuole del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo caso i \u201cS\u00ec\u201d sono stati appena 121 ma sono bastati. Mentre tra le fila dell\u2019opposizione in 68 si sono astenuti e in 92 erano assenti o comunque non hanno partecipato al voto.<br \/>\nQuesto evidenzia come in alcuni casi la volont\u00e0 dell\u2019opposizione sia stata quella di non ostacolare un provvedimento ritenuto comunque necessario. Non si tratta dell\u2019unico caso. In 9 occasioni infatti non si sono registrati contrari. Tra queste troviamo il voto sulla legge delega per le politiche a favore delle persone anziane, quello sulla legge delega per il voto di studenti e lavoratori fuori sede e quello sulla legge per le politiche sociali e gli enti del terzo settore.<\/p>\n<p>Camera, in 34 voti finali pezzi di opposizione hanno votato a favore<br \/>\nLe votazioni finali alla camera in cui la maggioranza \u00e8 stata \u201csalvata\u201d dalle divisioni interne alle opposizioni.<br \/>\nNei casi presenti nel grafico in cui il numero di voti favorevoli \u00e8 pari alla soglia minima richiesta, alcuni esponenti dell\u2019opposizione hanno votato con la maggioranza. Per questo sono stati presi in considerazione per l\u2019analisi.<\/p>\n<p>Ci sono stati alcuni casi in cui addirittura esponenti dell\u2019opposizione hanno fatto da stampella alla maggioranza.<\/p>\n<p>34 I VOTI FINALI, TRA I 49 PRESI IN ESAME, IN CUI ALMENO UN ESPONENTE DELL\u2019OPPOSIZIONE HA VOTATO A FAVORE DI UN PROVVEDIMENTO DELLA MAGGIORANZA.<br \/>\nIn 3 occasioni gli esponenti dell\u2019opposizione che hanno votato a favore sono stati ben 12. Si tratta della gi\u00e0 citata legge a favore delle persone anziane, della conversione del decreto legge in materia di strumenti finanziari e della conversione del decreto legge finalizzato al potenziamento della ricostruzione nei territori del centro Italia colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016.<\/p>\n<p>IN MOLTI VOTI FINALI L\u2019OPPOSIZIONI AVREBBE POTUTO ESSERE PI\u00d9 INCISIVA.<br \/>\nCi sono per\u00f2 altri casi in cui la componente \u201cpolitica\u201d del provvedimento \u00e8 molto pi\u00f9 marcata rispetto a quelli appena vista e in cui l\u2019opposizione avrebbe potuto essere pi\u00f9 incisiva. Tra questi possiamo citare il voto sul divieto di produzione di carne coltivata (approvata con 159 voti favorevoli, inclusi 4 provenienti dall\u2019opposizione), quello sulla legge contro il deturpamento dei beni culturali pensata per perseguire i manifestanti per la lotta al cambiamento climatico (138 voti favorevoli), quello sulla ratifica dell\u2019accordo Italia-Albania in materia di immigrazione (155 favorevoli) e quello riguardante l\u2019istituzione della commissione d\u2019inchiesta sulla gestione dell\u2019emergenza Covid (132) che ha visto, tra gli altri, i voti favorevoli degli esponenti di Italia viva.<\/p>\n<p>L\u2019ANDAMENTO DELLE VOTAZIONI FINALI AL SENATO<br \/>\nAl senato invece la \u201csoglia di sicurezza\u201d per la maggioranza rispetto ai potenziali contrari \u00e8 di 87 voti. Anche in questo caso non \u00e8 stato sempre necessario superare questo valore per approvare un Ddl. \u00c8 per\u00f2 interessante osservare che rispetto a Montecitorio in questo caso le situazioni a rischio sono state molte meno: 29 in totale.<\/p>\n<p>DURANTE I VOTI FINALI LA MAGGIORANZA HA RISCHIATO MENO AL SENATO.<br \/>\nQuesto probabilmente dipende anche dal fatto che i margini della maggioranza rispetto all\u2019opposizione sono molto pi\u00f9 ampi alla camera rispetto al senato. Probabilmente quindi a palazzo Madama c\u2019\u00e8 maggiore attenzione tra gli esponenti del centrodestra a essere presenti in aula nel momento delle votazioni finali.<br \/>\nAnche nel caso del senato si registrano situazioni in cui esponenti che non appartengono propriamente al perimetro della maggioranza hanno votato a favore di qualche provvedimento. Tra le votazioni prese in esame ci\u00f2 \u00e8 successo 14 volte. Tra queste, le situazioni pi\u00f9 significative hanno riguardato il voto sulla conversione del decreto legge riguardante la presidenza italiana del G7 e quello sulla modifica delle norme sul controllo dell\u2019esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. In entrambi questi casi 8 esponenti dell\u2019opposizione si sono espressi a favore.<\/p>\n<p>TUTTE LE VOTAZIONI FINALI AL SENATO.<br \/>\nAnche a palazzo Madama poi ci sono state delle votazioni in cui non si sono registrate posizioni contrarie ma solo astensioni. Sono 5 in totale. Rientrano in questa categoria, il voto sulla conversione del decreto legge emanato dal governo a seguito dell\u2019alluvione che ha colpito l\u2019isola di Ischia nel 2022 e alcune misure riguardanti gli strumenti finanziari. A questi si aggiunge anche il voto sulla conversione del decreto sui Campi Flegrei, in cui si \u00e8 registrato un solo contrario.<br \/>\nSenato, il Ddl sul voto in condotta degli studenti approvato con soli 74 favorevoli<br \/>\nLe votazioni finali al senato in cui la maggioranza \u00e8 stata \u201csalvata\u201d dalle divisioni interne alle opposizioni.<br \/>\nAnche al senato ci sono state altre situazioni dove il contenuto \u201cpolitico\u201d dei provvedimenti era pi\u00f9 marcato. Come gi\u00e0 visto alla camera per\u00f2 le opposizioni non sono riuscite a presentarsi in aula compatte e a votare contro. Possiamo citare, tra gli altri, il voto sulla legge di conversione del decreto flussi migratori (approvato con 84 voti favorevoli), quello sul Ddl in tema di deturpamento di beni culturali (85), quello sulla conversione del decreto legge sulla governance del cosiddetto Piano Mattei (85) e infine il voto sulla recente riforma in materia di voto in condotta per gli studenti (74). Quest\u2019ultima \u00e8 tra l\u2019altro la norma approvata con il pi\u00f9 basso numero di voti favorevoli dall\u2019inizio della legislatura.<\/p>\n<p>Sui quasi 5mila candidati e candidate alle prossime elezioni politiche, solo il 15% ha meno di 40 anni. Addirittura meno del 3% \u00e8 under 30. Tra le liste e coalizioni che hanno presentato pi\u00f9 candidature, sono Movimento 5 stelle e Unione popolare ad annoverare tra le loro fila il numero maggiore di giovani candidati e candidate.<br \/>\nIn Italia sono ancora pochi i giovani in politica. In parte il problema \u00e8 strutturale, visto che \u00e8 la costituzione stessa a imporre dei limiti di accesso in questo senso. Tuttavia l\u2019et\u00e0 degli esponenti \u00e8 un importante indicatore del tasso di cambiamento della politica.<br \/>\nCome si configura la situazione dei candidati alle prossime elezioni politiche del 25 settembre? Analizzando i dati, vediamo che delle 4.746 persone che hanno presentato la propria candidatura, 695 hanno un\u2019et\u00e0 inferiore ai 40 anni, il 14,6% del totale.<\/p>\n<p>1 SU 7 I CANDIDATI ALLE ELEZIONI DI ET\u00c0 INFERIORE AI 40 ANNI.<br \/>\nUna cifra che si abbassa poi considerevolmente se contiamo soltanto i giovanissimi, di et\u00e0 compresa tra i 20 e i 30 anni. Parliamo in questo caso di appena 134 candidati, meno del 3% del totale. Questi numeri bassi sono diretta conseguenza degli articoli 56 e 58 della costituzione, che stabiliscono come et\u00e0 minima per accedere alla camera e al senato rispettivamente i 25 e i 40 anni.<br \/>\nA essere maggiormente rappresentate sono invece le fasce intermedie e in particolare quella tra i 40 e i 60 anni. Come abbiamo gi\u00e0 evidenziato precedentemente, sono questi i veri protagonisti della politica italiana, a tutti i livelli istituzionali.<\/p>\n<p>NON \u00c8 UN PAESE PER GIOVANI, NEANCHE IN POLITICA.<br \/>\nLa maggior parte dei candidati ha tra i 40 e i 60 anni<br \/>\nI candidati e le candidate alle elezioni politiche del 2022, per fascia di et\u00e0 (2022)<\/p>\n<p>SECONDO GLI ARTICOLI 56 E 58 DELLA COSTITUZIONE, L\u2019ACCESSO AL PARLAMENTO \u00c8 LIMITATO PER I PI\u00d9 GIOVANI, RISPETTIVAMENTE ALL\u2019ET\u00c0 DI 25 ANNI PER LA CAMERA E DI 40 PER IL SENATO.<\/p>\n<p>Alla camera, dove l\u2019et\u00e0 minima di accesso \u00e8 pi\u00f9 bassa, sono candidate 134 persone di et\u00e0 inferiore ai 30 anni &#8211; una persona sola, Elia Francesca Martinico di Forza Italia, ha 24 anni, ma ne compir\u00e0 25 a ottobre. Mentre 561 hanno tra i 30 e i 40 anni, 558 alla camera e 3 al senato &#8211; analogamente, persone che raggiungeranno a breve la soglia d&#8217;et\u00e0 minima per accedere all&#8217;istituzione.<\/p>\n<p>Mentre come accennato la fascia pi\u00f9 consistente \u00e8 quella di et\u00e0 compresa tra i 40 e i 60 anni, in cui rientra il 61,2% di tutti i candidati. Sono 1.359 i candidati di et\u00e0 tra i 40 e i 50 anni, e ancora pi\u00f9 rappresentata \u00e8 la categoria 50-60, in totale 1.548 persone.<\/p>\n<p>51,4 ANNI L&#8217;ET\u00c0 MEDIA DEI CANDIDATI E DELLE CANDIDATE ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2022.<br \/>\nUna cifra pi\u00f9 elevata rispetto alla media della popolazione italiana, che secondo l&#8217;ultimo aggiornamento Istat \u00e8, nel 2022, di 46,2 anni.<br \/>\nIn generale come prevedibile l&#8217;et\u00e0 dei candidati al senato \u00e8 mediamente pi\u00f9 elevata rispetto a quella dei candidati alla camera. Ma questo non \u00e8 l&#8217;unico livello di differenziazione.<\/p>\n<p>I GIOVANI NELLE COALIZIONI<br \/>\nPer quanto l&#8217;et\u00e0 media all&#8217;interno delle liste principali si attesti piuttosto omogeneamente su valori compresi tra i 49 e i 52 anni, le singole liste e coalizioni hanno avuto approcci diversi nella scelta di candidare persone giovani. Alcune hanno candidato quote pi\u00f9 elevate di under 40.<\/p>\n<p>UNIONE POPOLARE E MOVIMENTO 5 STELLE HANNO LA QUOTA MAGGIORE DI UNDER 40<br \/>\nI candidati e le candidate alle elezioni politiche del 2022, per fascia di et\u00e0 (2022)<br \/>\nI dati riguardano le coalizioni, non le singole liste, e sono riferiti alla quota di candidati singoli (escludendo quindi le possibili candidature in pi\u00f9) di et\u00e0 inferiore ai 40 anni, rispetto al totale.<br \/>\nSono in particolare Unione popolare e il Movimento 5 Stelle a proporre la quota pi\u00f9 elevata di candidati di et\u00e0 inferiore ai 40 anni, rispettivamente il 21,1% (per un totale di 93 persone) e il 19,9% (78).<\/p>\n<p>ITALEXIT HA LA QUOTA PI\u00d9 BASSA DI CANDIDATI GIOVANI.<br \/>\nTra le due coalizioni, \u00e8 il centro-sinistra a presentare pi\u00f9 candidati giovani, per un totale di 169 persone (il 17% del totale). Il centro-destra raggiunge invece quota 12,3% (136 candidati). Cifre leggermente pi\u00f9 elevate le registra Azione &#8211; Italia viva (13,9% per un totale di 57 giovani), mentre all&#8217;ultimo posto da questo punto di vista troviamo Italexit, con 41 candidati di meno di 40 anni, pari all&#8217;11,7% del totale.<br \/>\nPer quanto riguarda poi i giovanissimi, tra i 20 e i 30 anni, oltre il 64% si trova tra la coalizione del centrosinistra (38 persone) e le liste di Unione popolare (33). Il Movimento 5 Stelle invece si distingue per l&#8217;elevata quota di candidati di et\u00e0 compresa tra i 30 e i 40 anni (72 su 391).<\/p>\n<p>QUANTI GIOVANI SONO CANDIDATI COME CAPILISTA?<br \/>\nUn aspetto centrale della questione dell&#8217;accesso giovanile alle istituzioni \u00e8 anche la posizione in cui la candidatura \u00e8 posta nel listino plurinominale, al di l\u00e0 del dato quantitativo sulle candidature giovani. Andiamo quindi a vedere quanti sono i giovani capilista &#8211; considerando quindi soltanto i seggi plurinominali, che secondo la legge elettorale rosatellum costituiscono i 5\/8 del totale.<\/p>\n<p>12% DEI CAPILISTA HA MENO DI 40 ANNI.<br \/>\nOVVERO 90 PERSONE SU 750. MENTRE 228 HANNO TRA I 40 E 9 50 ANNI, 255 TRA I 50 E I 60, E 139 TRA I 60 E I 70. NELLA FASCIA 70-80 RIENTRANO 36 CANDIDATI CAPILISTA E 2 HANNO PI\u00d9 DI 80 ANNI.<br \/>\nTale ragionamento sui capilista pu\u00f2 essere fatto anche sui candidati ai seggi uninominali, eletti con metodo maggioritario. Analizzando i dati non emergono per\u00f2 differenze significative rispetto alla situazione dei capilista al plurinominale. Inoltre, bisogna evidenziare che la posizione del candidato all&#8217;uninominale \u00e8 pi\u00f9 complessa, e strategicamente molto vincolata alle singole liste e coalizioni.<br \/>\nOLTRE IL 20% DEI CAPILISTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE \u00c8 UNDER 40<br \/>\nI CAPILISTA CANDIDATI ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2022, PER FASCIA D\u2019ET\u00c0 E COALIZIONE DI APPARTENENZA<br \/>\nI dati sono riferiti ai capilista candidati ai seggi plurinominali, divisi per lista di appartenenza. Abbiamo escluso i candidati ai seggi uninominali, che seguono logiche differenti.<br \/>\n\u00c8 il Movimento 5 Stelle a riportare la quota pi\u00f9 alta di giovani rispetto al totale, con 14 capilista sotto i 40 anni rispetto ai 67 totali (il 20,9%). Segue Unione popolare con 10 candidati under 40 (il 14,5%) e lo stesso centro-sinistra (12,4%).<br \/>\nAncora una volta, \u00e8 Italexit a registrare il record negativo, con appena 5 capilista under 40 su 54 (9,3%). Praticamente pari Azione &#8211; Italia viva, con 5 su 62 (9,6% del totale) e la coalizione del centro-destra, con 25 (9,7%).<br \/>\nPer quanto riguarda invece gli over 60, il dato pi\u00f9 elevato lo registra Unione popolare con il 33,3% (23 capilista), seguita dal centro-destra (27,5%). Infine la fascia intermedia, tra i 40 e i 60 anni, che come abbiamo detto \u00e8 la pi\u00f9 rappresentata, ha la maggiore incidenza in Azione &#8211; Italia viva (il 76,9% dei capilista candidati ha un&#8217;et\u00e0 compresa tra i 40 e i 60 anni) e in Italexit (75,9%).<br \/>\n*(FONTE: elaborazione e dati openpolis, ultimo aggiornamento: venerd\u00ec 19 aprile 2024)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Stefano Lucarelli*: LA SINISTRA ITALIANA, PRIGIONIERA DELL\u2019USO DELL\u2019ECONOMIA &#8211; ANTONIO CALAFATI: L&#8217;USO DELL&#8217;ECONOMIA. LA SINISTRA ITALIANA E IL CAPITALISMO 1989-2022, IN-CORSO-D \u2019OPERA, 2023<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 UN BREVE VIAGGIO QUELLO CHE SI COMPIE IN QUESTO LIBRO, PER COMPRENDERE CI\u00d2 CHE \u00c8 ACCADUTO ALLA SINISTRA ITALIANA DOPO LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO, PER MOSTRARE CHE LA SUA METAMORFOSI \u00c8 STATA UN TRADIMENTO DELLE RAGIONI DEL SOCIALISMO E DELLA DEMOCRAZIA&#8221;.<br \/>\nL\u2019economia politica come scienza nasce per interpretare il capitalismo. Un modo di produzione capace di rivoluzionare non solo l\u2019organizzazione del lavoro, di dare un senso nuovo alla produttivit\u00e0, di concepire e realizzare citt\u00e0 industriali, ma anche di determinare nuove contraddizioni sociali. \u00c8 questo il punto di partenza del ragionamento che Antonio Calafati sviluppa nel suo ultimo libro, tessendo una trama, per certi versi inattesa ma estremamente coerente, fra le retoriche della scienza economica contemporanea, che egli svela grazie una lettura rigorosa dei Classici e in particolare di Adam Smith, e il sentiero di sviluppo intrapreso, e forse concluso, dalla Sinistra italiana.<br \/>\nL\u2019economia politica come scienza nasce per interpretare il capitalismo. Un modo di produzione capace di rivoluzionare non solo l\u2019organizzazione del lavoro, di dare un senso nuovo alla produttivit\u00e0, di concepire e realizzare citt\u00e0 industriali, ma anche di determinare nuove contraddizioni sociali.<br \/>\n\u00c8 questo il punto di partenza del ragionamento che Antonio Calafati sviluppa nel suo ultimo libro, tessendo una trama, per certi versi inattesa ma estremamente coerente, fra le retoriche della scienza economica contemporanea, che egli svela grazie una lettura rigorosa dei Classici e in particolare di Adam Smith, e il sentiero di sviluppo intrapreso, e forse concluso, dalla Sinistra italiana.<br \/>\nEconomista formatosi alla scuola di Giorgio Fu\u00e0 ad Ancona, Calafati \u00e8 autore di ricerche importanti nel campo dell\u2019economia dello sviluppo locale e dell\u2019analisi delle politiche pubbliche. Tra questi occorre ricordare almeno il libro \u201cEconomie in cerca di citt\u00e0, La questione urbana in Italia\u201d (Donzelli, 2009) e il saggio \u201cAree interne: crescita e sviluppo economico\u201d scritto insieme a Fabrizio Barca all\u2019interno del documento ministeriale principale in cui venne definita la Strategia Nazionale per le Aree Interne nel 2014.<br \/>\nL\u2019attenzione inconsueta che questo studioso ha dedicato nella sua vita intellettuale all\u2019intreccio fra dinamica economica strutturale e dinamica istituzionale (in una prospettiva critica ma non riconducibile alle scuole sraffiane, postkeynesiane e men che meno marxiste) costituisce il presupposto de \u201cL\u2019uso dell\u2019economia\u201d. E pu\u00f2 essere molto significativo per il lettore di questo pamphlet (un tascabile di 156 pagine scritto con lucidit\u00e0 e consapevolezza, persino con l\u2019ambizione di vincere l\u2019amarezza del presente) ritornare sulle opere passate di Calafati su richiamate. Infatti, il libro del 2009 e l\u2019analisi delle aree interne da lui condotta nella squadra di studiosi impegnata presso il Ministero dello Sviluppo Economico rappresentano probabilmente i due momenti principali in cui questo scienziato sociale dalla forte vocazione politica ha cercato di mettersi al servizio delle istituzioni.<\/p>\n<p>Fra Smith, Engels e Tocqueville<br \/>\nNon voglio presentare ai potenziali lettori di questo testo una sintesi delle tesi sostenute da Calafati. Voglio invece invitarli alla lettura e alla discussione de \u201cL\u2019uso dell\u2019economia\u201d perch\u00e9 lo ritengo uno dei libri pi\u00f9 importanti scritti negli ultimi anni. Fra i motivi c\u2019\u00e8 la grande cura con cui l\u2019autore recupera aspetti essenziali dell\u2019opera smithiana. Concetti centrali di un libro che non si legge pi\u00f9, che sono messi nel cassetto dai ciarlatani sedicenti conoscitori de \u201cLa Ricchezza delle Nazioni\u201d facenti insistentemente capolino sui nostri media: il significato di sussistenza economica, l\u2019equilibrio sostanziale del mercato del lavoro e soprattutto la questione urbana.<\/p>\n<p>\u201cLe citt\u00e0 che diventano metropoli \u2013 che si industrializzano e nelle quali si manifesta l\u2019ascesa del capitalismo \u2013 sono luoghi senza natura.\u201d (p. 32)<br \/>\n\u00c8 attraverso l\u2019analisi dei luoghi dell\u2019abitare umano e delle trasformazioni violente che li interessano (passando per Engels e Tocqueville grazie alla giusta considerazione delle indagini sul campo che il coautore del Manifesto del partito comunista e l\u2019autore de La democrazia in America condussero a Manchester negli anni Quaranta dell\u2019Ottocento) che Calafati offre al lettore una prospettiva sempre pi\u00f9 radicalmente politica per svelare le contraddizioni odierne della politica progressista:<br \/>\n\u201cNelle citt\u00e0 si dovrebbe andare anche oggi, e sarebbe sufficiente osservare come la Sinistra italiana le narra e governa per capire in cosa sia consistita la sua metamorfosi.\u201d (p. 43)<br \/>\nCambiamenti<br \/>\nLe metamorfosi della Sinistra italiana stanno tutte nel percorso che conduce dal capitalismo sociale al capitalismo sovrano. Nel linguaggio scelto da Calafati, il primo \u00e8 un modello che \u201csembrava riscattare le democrazie europee dai loro tragici errori\u201d (p. 50), regolamentando la terra, la moneta e il lavoro, riconosciuti come aspetti del vivere che non possono essere ridotti a merci, come notava Karl Polanyi.<br \/>\nIl capitalismo sovrano si afferma proprio quando il capitalismo sociale avrebbe potuto intraprendere un nuovo corso (si legga a tal proposito molto attentamente il capitolo 4 del libro di Calafati) e nasce da una falsa rappresentazione della realt\u00e0. Sta qui l\u2019uso dell\u2019economia, l\u2019uso cio\u00e8 al contempo di un sapere che si vorrebbe tutto scientifico (e che ingabbia ogni critica dell\u2019economia politica) e dei rapporti materiali che si instaurano tra i gruppi sociali impegnati nella produzione e nello scambio che vengono piegati alle logiche di un mercato deregolato.<br \/>\n\u201cIl paradigma mercatista che la Sinistra ha adottato \u00e8 quello scientista, nel quale la disconnessione tra economia e societ\u00e0 ha trovato la sua formalizzazione.<br \/>\nNon ammette dubbi sulla validit\u00e0 dei modelli di effetti utilizzati per valutare le politiche che propone\u201d. (p. 91)<br \/>\nQuesto atteggiamento che ha giustificato l\u2019adozione di politiche economiche molto approssimative ha contribuito a realizzare anche in Italia un\u2019agonizzante ricerca della crescita economica senza considerare la rilevanza che la sussistenza economica, l\u2019equilibrio sostanziale sul mercato del lavoro, la questione urbana, la regolamentazione della terra e della moneta hanno se si ha a cuore il governo dei dis-equilibri che un modo di produzione vocato a continue rivoluzioni industriali genera.<br \/>\nDove nasce la Sinistra (e dove potrebbe rinascere)<br \/>\nL\u2019immagine pi\u00f9 forte che Calafati ci regala \u00e8 affidata alle parole seguenti:<br \/>\n\u201cLa Sinistra \u00e8 nata sulle strade di Manchester nel vortice della Rivoluzione industriale, quando lo sguardo etico incontra le sofferenze inflitte dall\u2019organizzazione capitalistica del lavoro.<br \/>\n\u00c8 nata rifiutando una prospettiva che declassa quelle sofferenze a (meritati) destini individuali, da affidare alla storia. E quando l\u2019\u00e9lite intellettuale della Sinistra smette di andare in cerca delle sofferenze altrui per consegnarle come priorit\u00e0 all\u2019agenda politica, diventa inutile \u2013 e inutile lo \u00e8 diventata\u201d (p. 130)<br \/>\nLascio ai lettori il piacere \u2013 e il dovere \u2013 di ricercare in questo pamphlet le giustificazioni logiche e storiche che l\u2019autore individua per supportare una tesi cos\u00ec severa, nella speranza che si diffonda almeno l\u2019abitudine di chiamare le cose con il proprio nome: capitalismo \u00e8 il nome del sistema economico in cui viviamo; la Sinistra italiana \u00e8 invece una coppia di parole che non d\u00e0 nome a nulla di vero \u2013 come scriveva gi\u00e0 il 25 Aprile del 2003 nel suo ultimo articolo Luigi Pintor:<br \/>\n\u201cLa sinistra rappresentativa [\u2026] \u00e8 fuori scena. Non sono una opposizione e una alternativa e neppure una alternanza, per usare questo gergo.<br \/>\nHanno raggiunto un grado di subalternit\u00e0 e soggezione non solo alle politiche della destra ma al suo punto di vista e alla sua mentalit\u00e0 nel quadro internazionale e interno\u201d.<br \/>\nEppure, la fuoriuscita dalle retoriche dell\u2019economia e il ripristino di un sapere economico per guardare la realt\u00e0 contraddittoria che caratterizza il capitalismo \u00e8 il presupposto per un uso altro dell\u2019economia e per un mondo diverso possibile.<br \/>\n*(Stefano Lucarelli \u00e8 professore di politica economica presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo. Ha pubblicato saggi su varie riviste accademiche, ..)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Andrea Carugati*: Quando l\u2019opposizione non si indigna &#8211; MANGANELLI DI STATO. 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