{"id":45818,"date":"2024-04-27T06:01:40","date_gmt":"2024-04-27T06:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45818"},"modified":"2024-04-27T09:03:00","modified_gmt":"2024-04-27T09:03:00","slug":"n17-27-aprile-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45818","title":{"rendered":"n\u00b017 &#8211; 27\/04\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Barbara Weisz*: Elezioni Europee 8-9 giugno 2024: regole e casi particolari per il voto.<\/strong><br \/>\n<strong>Credits: Ministero Interni<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) partecipa alla settimana di eventi organizzati dalla National Italian American Foundation<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Matteo Giusti*: IL CASO &#8211; Telefonate di Meloni alla Rai, esposto alla Commissione Ue per ingerenze. La nota di Fnsi &#8211; Usigrai: premier chiarisca &#8211; La denuncia presentata dal verde Bonelli dopo l\u2019articolo della Stampa: \u00abViolato il Media freedom Act<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: &#8220;bandiere rosse al vento\u201d &#8211; con queste parole, 79 anni fa, arrivava in edicola l&#8217;edizione dell\u2019avanti, quotidiano dell&#8217;allora partito socialista italiano di unit\u00e0 proletaria.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Marco Bersani*: Patto di stabilit\u00e0: per chi \u00e8 finita la pacchia. La rubrica settimanale di politica economica. A cura di autori vari<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Alberto Piccinini*: Propal, il mostro costruito ad arte dai talk di destra -PROPAGANDA. Succhiare come vampiri dal 25 aprile ogni linfa e storia fino ad occuparne il guscio vuoto era la strategia della destra. Ce l\u2019hanno fatta? In televisione s\u00ec.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Alberto Piccinini*: Blackbird, il ritorno dei diritti civili all\u2019epoca del ministro Valditara. Nel suo nuovo disco, Beyonc\u00e9 riporta a casa la canzone scritta da Paul McCartney per la storia dei Little Rock Nine. Quando la notte \u00e8 scura, bisogna tornare ai Beatles.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Claudio De Fiores*: Nel vicolo cieco del particolarismo &#8211; TEMPI PRESENTI. \u00abSpezzare l\u2019Italia\u00bb, l\u2019ultimo volume di Francesco Pallante per Einaudi. Una ricostruzione serrata che affronta i cedimenti consumatisi in 30 anni sul terreno costituzionale<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Guido Liguori . Antonio Gramsci, il giornalista militante e gli anni torinesi &#8211; SCAFFALE. Il libro di oltre mille pagine che raccoglie i suoi scritti del 1918 \u00e8 edito dall\u2019Istituto della Enciclopedia italiana.<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Barbara Weisz*: Elezioni europee 2024: domanda per votare fuori sede. Gli studenti fuori sede per la prima volta possono votare alle Europee senza tornare a casa, ma devono presentare domanda entro il 5 maggio: la procedura.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Barbara Weisz*: ELEZIONI EUROPEE 8-9 GIUGNO 2024: REGOLE E CASI PARTICOLARI PER IL VOTO.<\/strong> (Credits: Ministero Interni)<br \/>\nElezioni Europee 2024, tutte le istruzioni per votare l&#8217;8 e 9 giugno, con regole particolari per residenti all&#8217;estero, fuori sede e infermi.<br \/>\nSabato 8 e domenica 9 giugno 2024 si vota per le Elezioni Europee, scegliendo i 76 membri italiani del Parlamento di Strasburgo, votando con sistema elettorale proporzionale e sbarramento al 4% e segnando sulla scheda fino a tre preferenze.<br \/>\nDi seguito forniamo una guida completa con tutte le istruzioni su come si vota.<br \/>\nIndice<br \/>\nEuropee 2024: quando si vota &#8211; ITALIANI ALL\u2019ESTERO &#8211; IN QUALE SEDE O SEGGIO SI VOTA &#8211; REGOLE PER INFERMI E DISABILI &#8211; COME SI VOTA E SI COMPILA LA SCHEDA &#8211; REGOLE E OBBLIGHI SULLE PREFERENZE<br \/>\nPRESENTAZIONE LISTE ENTRO IL 1\u00b0 MAGGIO &#8211; EUROPEE 2024: QUANDO SI VOTA.<\/p>\n<p>Presso le predette sezioni elettorali potranno altres\u00ec votare i connazionali temporaneamente domiciliati nel Paese membro dell\u2019UE per motivi di studio o di lavoro che abbiano presentato apposita domanda in tal senso all\u2019Ufficio consolare di competenza entro il 21 marzo 2024.<br \/>\nHanno diritto di voto tutti i cittadini maggiorenni, mentre per essere eletti al Parlamento UE ci vogliono 25 anni.<br \/>\nIn Italia, si va alle urne presso i seggi elettorali in cui si \u00e8 iscritti (numero riportato sulla tessera elettorale) votando con i seguenti orari:<\/p>\n<p>SABATO 8 GIUGNO DALLE 15 ALLE 23;<br \/>\nDOMENICA 9 GIUGNO DALLE 7 ALLE 23.<\/p>\n<p>ITALIANI ALL\u2019ESTERO<br \/>\nLe elezioni europee si svolgeranno all\u2019estero il 7 e l\u20198 giugno 2024. per i residenti italiani iscritti all\u2019AIRE e localizzati in un Paese membro dell\u2019Unione Europea, che possono votare presso le sezioni elettorali istituite dagli Uffici consolari. Gli italiani residenti in altro Stato UE possono votare nella sede diplomatica estera (la ricevono a casa) ma se preferiscono tornare a casa devono avvertire il sindaco che voteranno con certificato elettorale di una circoscrizione estera. Sa legislazione del paese in cui risiedono lo consente, possono votare per i candidati dello stato in cui si trovano.<\/p>\n<p>IN QUALE SEDE O SEGGIO SI VOTA<br \/>\nEuropee 2024: domanda per votare fuori sede23 aprile 2024Quest\u2019anno, gli studenti fuori sede presso un altro Comune, possono chiedere di votare dove sono domiciliati (o nel luogo in cui si trovano o nel relativo capoluogo di Regione). Militari, forze di polizia, vigili del fuoco e naviganti possono invece votare nel comune in cui si trovano per causa di servizio.<\/p>\n<p>REGOLE PER INFERMI E DISABILI<br \/>\nGli impossibilitati a spostarsi (ricoverati in ospedale o case di riposo e i detenuti) pu\u00f2 votare presso la struttura in cui si trova, previo rilascio di una specifica attestazione richiesta al Sindaco dagli interessati.<br \/>\nGli infermi confinati a casa possono votare dalla propria abitazione, presentando una certificazione sanitaria della ASL, previa richiesta al Sindaco.<br \/>\nI non deambulanti possono votare in un\u2019altra sezione del comune se si trova in una sede con adeguate caratteristiche, presentando un\u2019attestazione medica ASL.<br \/>\nGli elettori fisicamente impediti possono farsi assistere da un familiare elettore o, in mancanza, da un accompagnatore, presentando documentazione sanitaria ASL (in alternativa, possono ottenere dall\u2019Ufficio elettorale del comune l\u2019annotazione permanente del diritto di voto assistito sulla tessera elettorale).<\/p>\n<p>I NON VEDENTI HANNO DIRITTO AL VOTO ASSISTITO DIETRO ESIBIZIONE DEL LIBRETTO NOMINATIVO RILASCIATO DALL\u2019INPS.<br \/>\nContrariamente a quanto succede per le elezioni politiche, nel caso delle europee gli italiani residenti fuori dai confini UE non possono votare dall\u2019estero ma devono tornare in Italia.<\/p>\n<p>COME SI VOTA E SI COMPILA LA SCHEDA<br \/>\nElezioni Europee 8-9 giugno 2024: le regole nei Comuni26 gennaio 2024Non \u00e8 necessario iscriversi alle liste elettorali: il certificato \u00e8 lo stesso gi\u00e0 utilizzato nelle scorse elezioni; chi lo smarrisce pu\u00f2 rifarlo nelle sedi del Comune. Chi ha cambiato residenza da poco se non ha ancora ricevuto il nuovo certificato, deve contattare il Comune per capire dove pu\u00f2 votare.<br \/>\nAl seggio bisogna presentarsi con documento di identit\u00e0 valido e scheda elettorale: quest\u2019ultima si pu\u00f2 richiedere agli uffici del Comune nel caso in cui sia stata smarrita. Dovrebbe sempre essere possibile farlo anche il giorno del voto: spesso la pratica pu\u00f2 essere effettuata online, in ogni caso bisogna chiedere la procedura al proprio comune di appartenenza.<\/p>\n<p>REGOLE E OBBLIGHI SULLE PREFERENZE<br \/>\nIl Parlamento Europeo si rinnova ogni cinque anni, eletto con sistema proporzionale e soglia di sbarramento al 4%. Significa che una lista deve ottenere almeno questa percentuale di voti per esprimere un parlamentare. Per il resto, i seggi vengono distribuiti in modo proporzionale rispetto ai voti ottenuti.<\/p>\n<p>VENGONO ELETTI 720 DEPUTATI E L\u2019ITALIA NE ESPRIME 76. Sulla scheda bisogna contrassegnare il simbolo del partito scelto e si possono inserire da una o tre preferenze.<br \/>\nAttenzione: se le preferenze sono pi\u00f9 di una, devono andare a persone di sesso diverso, non \u00e8 possibile esprimere ad esempio due preferenze entrambe per candidate donne e per candidati uomini.<\/p>\n<p>PRESENTAZIONE LISTE ENTRO IL 1\u00b0 MAGGIO<br \/>\nLe circoscrizioni elettorali per le Elezioni Europee sono cinque: Nord Occidentale, Nord Orientale, Centrale, Meridionale, Insulare. I partiti possono decidere di presentarsi in tutte le circoscrizioni oppure solo in alcune.<\/p>\n<p>SONO STATI DEPOSITATI I SIMBOLI DI 42 FORZE POLITICHE.<br \/>\nIl l Ministero dell\u2019Interno non ha ancora pubblicato i fac-simile delle liste perch\u00e9 sono ancora aperti i termini per formarle. Potranno presentare i candidati dalle 8 alle 20 di marted\u00ec 30 aprile e di mercoled\u00ec primo maggio presso le cancellerie delle corti di appello di Milano, Venezia, Roma, Napoli e Palermo.<br \/>\n*(Barbara Weisz. Giornalista professionista, scrive di economia, politica e finanza per la stampa specializzata, tra testate online quotidiani e riviste a diffusione nazionale.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; La Senatrice La Marca (PD) PARTECIPA ALLA SETTIMANA DI EVENTI ORGANIZZATI DALLA NATIONAL ITALIAN AMERICAN FOUNDATION<\/strong><br \/>\nSettimana ricca di impegni istituzionali a New York per la Sen. La Marca &#8211; marted\u00ec, 16 aprile, la Senatrice ha partecipato ad un ricevimento organizzato dal Consolato Generale d\u2019Italia a New York in occasione del 500\u00b0 anniversario dalla \u201cscoperta\u201d della Baia di New York da parte di Giovanni Da Verrazzano, esploratore e navigatore italiano, che nel 1524 sbarc\u00f2 sulle coste newyorkesi. A fare gli onori di casa \u00e8 stato il Console Generale, Fabrizio Di Michele. Oltre alla Senatrice, hanno partecipato al ricevimento un numero di esponenti di spicco come Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, una delegazione della Regione Sicilia, il giornalista, Alan Friedman, rappresentanze di COMITES e associazioni socioculturali presenti sul territorio.<br \/>\nMercoled\u00ec 17 aprile, la Senatrice ha partecipato ad un pranzo di lavoro organizzato da GEI (Gruppo Esponenti Italiani) dove ha avuto l\u2019occasione di confrontarsi con Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, su un numero di questioni come gli investimenti della Regione nelle relazioni economiche tra Stati Uniti e Italia. In qualit\u00e0 di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l&#8217;On. Fedriga ha inoltre illustrato le strategie per accrescere l&#8217;attrattivit\u00e0 di questi territori verso i mercati esteri. Presenti all\u2019incontro, oltre alla Senatrice, anche alcuni esponenti di spicco della filiera economica e commerciale italo-statunitense.<br \/>\nSuccessivamente all\u2019appuntamento GEI, si \u00e8 tenuta, presso la sede del Consolato, una presentazione, alla presenza del Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, della nuova tratta aerea Palermo \u2013 New York, effettuata dalla compagnia NEOS. Un servizio aggiuntivo che aumenta i collegamenti dell\u2019isola italiana con la Grande Mela e rilancia lo sviluppo della Regione Sicilia nei rapporti con gli Stati Uniti. Inoltre, il Sindaco e una delegazione della Regione Sicilia hanno illustrato le innumerevoli opportunit\u00e0 turistiche che l\u2019isola e il capoluogo stesso offrono, concentrandosi anche sulla famosissima festa patronale di Santa Rosalia.<br \/>\nIn seguito, si \u00e8 arrivati alla firma di un Memorandum d&#8217;Intesa tra la National Italian American Foundation (NIAF) e la National Federation of Canadian Italian Business and Professional Association (CIBPA). Il Presidente della NIAF, Bob Carlucci, e il Presidente Nazionale della CIBPA, Gianni Leonetti, hanno firmato un accordo che impegna le rispettive organizzazioni in una serie di iniziative congiunte nel corso dei prossimi tre anni. Le principali aree di collaborazione delineate nel Protocollo riguardano il sostegno a cause benefiche in linea con la conservazione del patrimonio culturale italiano, la semplificazione del processo di cittadinanza per italo-americani e italo-canadesi, la promozione del &#8220;turismo delle radici&#8221; in Italia, l\u2019organizzazione di scambi accademici e culturali tra Italia, Stati Uniti e Canada e la promozione incrociata dei risultati di importanti italoamericani e italocanadesi. A seguire, al ricevimento organizzato dalla NIAF, la Senatrice ha assistito alla proiezione del docufilm realizzato da Alan Friedman su Giovanni Da Verrazzano, inserito all\u2019interno delle celebrazioni per il 500\u00b0 anniversario della \u201cscoperta\u201d, un momento per riscoprire la storia di un grande navigatore.<br \/>\nLa settimana si \u00e8 conclusa, gioved\u00ec 18 aprile, con il Gala NIAF. Alla serata, organizzata dal Chairman Bob Carlucci e dal Presidente Robert Allegrini sono stati presenti oltre 700 ospiti, tra cui alcuni Ambasciatori e rappresentanti delle istituzioni come i gi\u00e0 citati, Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, Fabrizio Di Michele, Console Generale d\u2019Italia a New York, Alan Friedman, Giornalista ed esperto di politica internazionale. La Regione Friuli-Venezia Giulia \u00e8 stata designata come regione d\u2019onore dal NIAF per l\u2019anno 2024, un insieme di eventi che si susseguiranno nel corso dell\u2019anno con visite delle rispettive delegazioni nei due diversi territori. Nel corso della serata, sono state premiate un numero di eccellenze come la Ceo &amp; General Manager di \u201cTerna S.pA.\u201d, Giuseppina di Foggia, la Managing Director di \u201cKKR\u201d, Monica Mandelli e il President &amp; CEO della \u201cNew York Building Congress\u201d, Carlo Scissura. Un bel momento di condivisione e un appuntamento annuale organizzato dalla NIAF al quale non si pu\u00f2 mancare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Matteo Giusti*: IL CASO &#8211; TELEFONATE DI MELONI ALLA RAI, ESPOSTO ALLA COMMISSIONE UE PER INGERENZE. LA NOTA DI FNSI -USIGRAI: PREMIER CHIARISCA &#8211; LA DENUNCIA PRESENTATA DAL VERDE BONELLI DOPO L\u2019ARTICOLO DELLA STAMPA: \u00abVIOLATO IL MEDIA FREEDOM ACT. LA SCUSA ECONOMICA DIETRO LA CENSURA HA LA REGIA POLITICA DEL GOVERNO\u00bb. IL LEADER DELLA SINISTRA FRATOIANNI: \u00abVICENDA INQUIETANTE\u00bb. I DUE SINDACATI DEI GIORNALISTI CHIEDONO CHIARIMENTI ALLA VIGILANZA RAI<\/strong><\/p>\n<p>Pu\u00f2 un presidente del Consiglio telefonare a due dirigenti Rai, considerati amici, e studiare con loro la migliore strategia per smontare l\u2019accusa di censura nata dopo la cancellazione del monologo di Antonio Scurati su Raitre, e allo stesso tempo sbeffeggiare lo scrittore per il compenso pattuito? Dopo l\u2019articolo pubblicato da La Stampa, che ha svelato le chiamate della premier al dg Giampaolo Rossi e al direttore Approfondimenti Paolo Corsini per trovare una giustificazione a quanto accaduto, il leader di Europa Verde Angelo Bonelli, che guida con Nicola Fratoianni l\u2019Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un esposto sulla Rai alla Commissione europea: \u00ab\u00c8 una palese violazione del Media Freedom Act del 13 marzo scorso. C\u2019\u00e8 un\u2019ingerenza continua del governo finalizzata alla censura e al controllo dei media\u00bb. Il caso Scurati prova, secondo Bonelli, \u00abche \u00e8 in corso un\u2019occupazione di tutti gli spazi di informazione da parte del governo Meloni\u00bb. Le telefonate di Meloni sono solo l\u2019ultimo episodio della presa di Meloni su Viale Mazzini: \u00abConfermano \u2013 attacca Fratoianni &#8211; l\u2019asservimento totale del servizio pubblico radio tv alla destra al governo\u00bb. Con un\u2019aggravante, secondo il leader della sinistra, riferita al post con il quale Meloni lancia le sue insinuazioni \u2013 per ben tre volte in poche righe \u2013 sui soldi trattati da Scurati con la Rai: \u00abChe si voglia far passare gli intellettuali liberi come degli avidi. Una cosa insopportabile\u00bb<br \/>\nL\u2019elenco si allunga di giorno in giorno. Prima \u00e8 stato il turno di Roberto Saviano, la cui trasmissione, Insider, \u00e8 finita fuori palinsesto dopo la causa intentata da Meloni allo scrittore. Poi le rivelazioni sulla probabile vendita dell\u2019Agi, la seconda agenzia di stampa del Paese, ad Antonio Angelucci, imprenditore della sanit\u00e0 privata, deputato della Lega ed editore di tre quotidiani di destra filomeloniani, tra cui Libero, diretto dall\u2019ex portavoce della premier Mario Sechi. E ancora: il tentato blitz in commissione di Vigilanza dove Fratelli d\u2019Italia ha provato a modificare il regolamento AgCom per svincolare dalle regole della par condicio i membri del governo. Infine, il caso delle telefonate. \u00abCon le telefonate intercorse fra Palazzo Chigi e alcuni dirigenti Rai, cos\u00ec come la racconta La Stampa, per trovare una giustificazione plausibile \u00e8popolare \u201calla censura nei confronti dello scrittore Scurati, la vicenda assume contorni ancora pi\u00f9 inquietanti\u00bb, attacca il leader della sinistra Nicola Fratoianni. \u00abIl quotidiano racconta come la decisione di annullare il monologo e la scusa economica siano state orchestrate con la regia politica del governo \u2013 continua Bonelli -. Del resto, il direttore approfondimenti Corsini, alla festa del partito di Giorgia Meloni, si \u00e8 dichiarato fedele sostenitore di Fratelli d&#8217;Italia\u00bb. L\u2019esposto alla Commissione europea \u00e8 un\u2019iniziativa che nasce sulla base del nuovo regolamento di cui si \u00e8 dotata l\u2019Europa, dopo le derive liberticide di Viktor Orban in Ungheria, contro il controllo dei media da parte dei governi, contro le concentrazioni editoriali, e contro le ingerenze dei partiti. Di fatto un dispositivo che potrebbe azzoppare il sistema Italia.<br \/>\n(ansa)<br \/>\nAnche il sindacato nazionale Fnsi assieme al sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, Usigrai, hanno chiesto, in una nota congiunta, un chiarimento alla commissione di Vigilanza dopo l\u2019articolo de La Stampa: \u00abIn particolare chiediamo di chiarire se e quale ruolo abbia avuto la presidente del Consiglio Meloni nell\u2019indirizzare le scelte dei vertici Rai, in particolare di Rossi e Corsini.<br \/>\n*(Matteo Giusti. Giornalista professionista, ha lavorato per diverse testate nazionali e locali, conducendo programmi radiofonici e televisivi.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: &#8220;BANDIERE ROSSE AL VENTO\u201d &#8211; CON QUESTE PAROLE, 79 ANNI FA, ARRIVAVA IN EDICOLA L&#8217;EDIZIONE DELL\u2019AVANTI, QUOTIDIANO DELL&#8217;ALLORA PARTITO SOCIALISTA ITALIANO DI UNIT\u00c0 PROLETARIA.<\/strong><br \/>\nMi piace ricordare quel giorno, quel 25 aprile del 1945, con queste quattro parole che restituiscono il sentimento di liberazione degli italiani dopo gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale e dell&#8217;occupazione Nazifascista.<br \/>\nOggi, a distanza di 79 anni, vediamo come i valori della Resistenza e le virt\u00f9 delle Democrazie vengono messe a dura prova dai nuovi conflitti ai confini dell&#8217;Europa e nel vicino Medioriente. Inoltre, con le immagini che ci sono pervenute dalla commemorazione di Acca Larenzia, ci rendiamo conto di come alcuni spettri del passato aleggiano ancora in molti italiani, convinti che la stagione fascista fosse una stagione di giustizia ed eguaglianza sociale.<br \/>\nOggi pi\u00f9 che mai, occorre ricordare gli orrori della guerra, gli orrori perpetrati dalla violenza del Regime. Oggi pi\u00f9 che mai, abbiamo il dovere di ricordare il 25 aprile del 1945, una giornata di sole, una giornata che restitu\u00ec la libert\u00e0 al popolo italiano.<br \/>\nBuona Festa della Liberazione a tutti e tutte voi!<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Elettorale College &#8211; North and Central America &#8211; Senato della Repubblica XIX Legislatura)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Marco Bersani*: PATTO DI STABILIT\u00c0: PER CHI \u00c8 FINITA LA PACCHIA. LA RUBRICA SETTIMANALE DI POLITICA ECONOMICA. A CURA DI AUTORI VARI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 preoccupata? Se vinciamo noi \u00e8 finita la pacchia!\u00bb. Cos\u00ec urlava Giorgia Meloni all\u2019ultimo comizio elettorale del settembre 2022. Siamo nell\u2019aprile 2024, Meloni ha vinto \u00e8 l\u2019Unione Europea ha approvato il \u201cnuovo\u201d patto di stabilit\u00e0 dopo la sospensione triennale post pandemia. Guardando le misure introdotte, si pu\u00f2 dire che Meloni avesse ragione dal punto di vista letterale, ma avendo invertito soggetti attivi e soggetti passivi dell\u2019affermazione.<br \/>\nPerch\u00e9 la pacchia -peraltro mai pervenuta dalle parti delle fasce deboli e medie della popolazione- \u00e8 davvero finita e ritorna in grande stile la gabbia del debito e delle politiche di austerit\u00e0.<br \/>\nCosa prevede infatti il nuovo patto di stabilit\u00e0? Intanto ripropone i numeri magici (60% rapporto debito\/Pil e 3% rapporto deficit\/Pil) i cui stessi ideatori dichiararono a pi\u00f9 riprese di averli letteralmente inventati senza alcuna base scientifica. Su come raggiungerli e sulle procedure d\u2019infrazione nel caso di mancato risultato, i mass media e l\u2019\u00e9lite politiche si sbracciano per dire che c\u2019\u00e8 un allentamento rispetto alle misure previste in passato. Ma il focus \u00e8 ancora una volta sbagliato.<br \/>\nVediamo i dettagli. Per quanto riguarda il rapporto debito\/Pil, i Paesi con un debito tra il 60% e il 90% del Pil dovranno ridurlo dello 0,5% ogni anno, mentre i Paesi con un debito superiore al 90% del Pil (\u00e8 il caso dell\u2019Italia) dovranno ridurlo dell\u20191% annuo. Se \u00e8 vero che il patto di stabilit\u00e0 precedente prevedeva un rientro del 5% all\u2019anno, \u00e8 altrettanto vero che prima tutti i Paesi erano consapevoli della totale impossibilit\u00e0 di un rientro cos\u00ec drastico, mentre ora il risultato \u00e8 esigibile e quindi con conseguenze reali in termini di impatto economico e sociale.<br \/>\nRitorno all\u2019austerit\u00e0. Le nuove regole e i limiti alla flessibilit\u00e0 voluti dai frugali<br \/>\nPer quanto riguarda il deficit, le nuove misure sono drasticamente peggiorative, perch\u00e9, pur mantenendo il 3% come tetto non soggetto a procedura d\u2019infrazione, spinge i Paesi ad arrivare all\u20191,5%, in modo da avere una pi\u00f9 cogente stabilit\u00e0 finanziaria che consenta di affrontare eventi straordinari (vedi pandemia) senza mai superare il mitico 3%.<br \/>\nE come si raggiunge questo risultato? Con un miglioramento del saldo primario strutturale (entrate maggiori delle uscite) del 0,4% annuo del Pil nel caso di un percorso di aggiustamento di quattro anni o del 0,25% annuo del Pil nel caso il percorso sia di sette anni. Come riporta uno studio della Confederazione europea dei sindacati (Ces) basato sui calcoli del centro studi Bruegel (https:\/\/www.etuc.org\/en\/pressrelease\/100bn-cuts-next-year-under-council-austerity-plan ), si tratta per l\u2019Italia di tagli al bilancio di 25,4 mld\/anno (percorso quadriennale) o di 13,5 mld\/anno (percorso settennale). E se il buongiorno si vede dal mattino, segniamoci la data del 19 giugno (post-elezioni) perch\u00e9 sar\u00e0 allora che si aprir\u00e0 la prima procedura d\u2019infrazione nei confronti dell\u2019Italia per il deficit eccessivo registrato nel 2023.<br \/>\nNon di soli numeri si parla nel \u201cnuovo\u201d patto di stabilit\u00e0, bens\u00ec anche di democrazia. Gi\u00e0 perch\u00e9 l\u2019altra novit\u00e0 \u00e8 che per i Paesi con debito alto sar\u00e0 direttamente Bruxelles \u201ca indicare la traiettoria di riferimento della spesa primaria netta\u201d, ovvero a decidere quanti soldi andranno alla sanit\u00e0, all\u2019istruzione, alla transizione ecologica, mentre un occhio di riguardo nei conteggi sar\u00e0 riservato per tutti gli investimenti che riguardano il bilancio della Difesa e le spese militari.<br \/>\nTORNA LA GABBIA, DUNQUE, E LA RIDICOLA ASTENSIONE AL VOTO DA PARTE DELLA MAGGIORANZA DI GOVERNO DI DESTRA, COS\u00cc COME QUELLA DEL PD, HANNO IL SAPORE DELLA FOGLIA DI FICO PRE-ELETTORALE. OGGI PI\u00d9 CHE MAI SERVE UNA VERA LIBERAZIONE: CONTRO IL FASCISMO POLITICO, MA ANCHE CONTRO IL FASCISMO DEI MERCATI FINANZIARI.<br \/>\n(Fonte: Il Manifesto. Marco Bersani. Laureato in Filosofia, \u00e8 dirigente comunale dei servizi sociali e consulente psicopedagogico per cooperative sociali.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Alberto Piccinini*: PROPAL, IL MOSTRO COSTRUITO AD ARTE DAI TALK DI DESTRA -PROPAGANDA. SUCCHIARE COME VAMPIRI<\/strong> DAL 25 APRILE OGNI LINFA E STORIA FINO AD OCCUPARNE IL GUSCIO VUOTO ERA LA STRATEGIA DELLA DESTRA. CE L\u2019HANNO FATTA? IN TELEVISIONE S\u00cc. MA LA TELEVISIONE \u00c8 ROBA LORO, ADESSO SEGNATEVI UNA PAROLA NUOVA: PROPAL. PROPALESTINA. NUOVISSIMA NON \u00c8, GIRA DA ANNI NEGLI OSSERVATORI SULL\u2019ANTISEMITISMO, MA PROPRIO QUESTA CIRCOSTANZA LA RENDE VELENOSAMENTE ADATTA A IDENTIFICARE IL NEMICO NUOVO CHE SI AVANZA NELLA GUERRA CULTURALE.<\/p>\n<p>Nemico loro. Propal \u00e8 il babau dei talk di destra (cio\u00e8 quasi tutti), un mostro costruito con pazienza dalle prime urla mesi or sono degli ospiti filoisraele contro chi denunciava il genocidio a Gaza (fino allo scandalo Ghali-Mara Venier \u2013 casa mia o casa tua a tutto volume in corteo ieri), ai collegamenti malmostosi con le proteste nelle universit\u00e0 italiane, i video degli scontri studenti-polizia (Pisa, Roma, Torino), infine il racconto del 25 aprile che della strategia \u00e8 il momentaneo capolavoro, temo.<br \/>\nGiorni fa Maurizio Belpietro, in uno dei cento talk settimanali ai quali lo invitano, aveva anticipato che il 25 aprile se lo sarebbe giocato la Brigata Ebraica contro i propal, e cos\u00ec \u00e8 stato. I pi\u00f9 grandicelli di noi sono abituati a riconoscere la puzza di propaganda fino dai titoli dei telegiornali: tensione e insulti a porta San Paolo; allerta massima in piazza del Duomo. Piuttosto surreale ma significativo il collegamento di un tg4 pomeridiano dal centro della piazza del Duomo con un\u2019unica agitata inquadratura dei caschi della polizia che impedivano di vedere chiunque ci fosse dietro, scarsi i tentativi del cameramen.<br \/>\nEsiste su instagram un controcampo della scena, mostra almeno chi c\u2019era dietro\/davanti agli scudi. Su instagram c\u2019\u00e8 tutto: ci sono i maranza senza patria del McDonald\u2019s che fanno a botte coi City Angel, c\u2019\u00e8 il messaggino di Giorgia Meloni sulla \u201cfine\u201d del fascismo, ridicola rincorsa a un revisionismo semantico ossessivo e insultante. C\u2019\u00e8 lo sclero di Riccardo Pacifici contro un\u2019inviata del programma Reset, colpevole di avere raccontato the dark side della Brigata Ebraica, niente di che, tante scuse via social.<\/p>\n<p>LA PALESTINA IN TESTA<br \/>\nSucchiare come vampiri dal 25 aprile ogni linfa e storia fino ad occuparne il guscio vuoto era la strategia della destra. Ce l\u2019hanno fatta? In televisione s\u00ec. Ma la televisione \u00e8 roba loro, adesso. Solo per un antico meccanismo di rappresentazione istituzionale il tg1 ha avuto l\u2019obbligo di mostrare il presidente Mattarella che si aggirava come un marziano in questa strana giornata a parlare di antifascismo e unit\u00e0 popolare, ruolo delle donne e libert\u00e0, a Civitella della Chiana fisicamente separato dai set principali, Roma e Milano.<br \/>\nIn apertura dei suoi tg Rete4 ha trasmesso per ben due volte il servizio completo del discorso di Berlusconi a Onna, il 25 aprile 2009: il fazzoletto e i partigiani, la festa della Libert\u00e0 contro la festa della Liberazione. Divino l\u2019attacco stile Luce: \u00abLa scintilla della riappacificazione dell\u2019Italia fu scoccata da Silvio Berlusconi\u00bb. Colpiva il pessimo stato di conservazione dei colori su nastro magnetico: se va avanti cos\u00ec tra 40 anni sar\u00e0 tutto cancellato. Gli resteranno soltanto i film di Peppone e Don Camillo.<br \/>\nHa scritto Filippo Barbera ieri su questo giornale che il guaio della sinistra \u00e8 aver appaltato la sua unica idea di televisione a Blob invece che pensare a costruire immaginario. Sono uno degli umilissimi militanti della brigata Blob, programma che quest\u2019anno compie 35 anni e ringrazio, magari fosse cos\u00ec. Blob era nato in tempo di guerra per smontare la propaganda, fare a pezzi l\u2019immaginario, pi\u00f9 altri deliri di giovent\u00f9. Proprio come i ragazzi (i marziani?) che ieri hanno tanto colpito Luciana Castellina a Milano, il commento pi\u00f9 sano della giornata resta il suo, come certi quartieri di Roma pieni di gente che ha festeggiato in strada, come si fa, come si dovrebbe fare da sempre il 25 aprile<br \/>\n*(Alberto Piccinini, giornalista. Scrive principalmente per il manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Alberto Piccinini*: BLACKBIRD, IL RITORNO DEI DIRITTI CIVILI ALL\u2019EPOCA DEL MINISTRO VALDITARA. NEL SUO NUOVO DISCO, BEYONC\u00c9 RIPORTA A CASA LA CANZONE SCRITTA DA PAUL MCCARTNEY PER LA STORIA DEI LITTLE ROCK NINE. QUANDO LA NOTTE \u00c8 SCURA, BISOGNA TORNARE AI BEATLES.<\/strong><\/p>\n<p>Quando la notte \u00e8 scura bisogna sempre tornare ai Beatles. Come Beyonc\u00e9, che canta Blackbird di Paul McCartney nel nuovo album Cowboy Carter in un bell\u2019arrangiamento corale, e riporta a casa una canzone nata in sostegno ai diritti civili nell\u2019America anni \u201960.<br \/>\nPer prima la storia dei Little Rock Nine, i nove ragazzi e ragazze neri che soltanto con l\u2019intervento dell\u2019esercito riuscirono a entrare nel primo liceo desegregato di Little Rock, Arkansas, mentre il governatore aveva schierato la sua guardia nazionale per impedirlo. Era il 1957.<\/p>\n<p>DA QUESTA PARTE DELL\u2019ALTRO SECOLO CI BALOCCHIAMO COI TWEET GOFFI DEL MINISTRO VALDITARA, CON CERTE PARODIE SEGREGAZIONISTE ACCOLTE NEI TALK SHOW COME FOSSE TUTTO NORMALE; QUELLE IMMAGINI IN BIANCO E NERO SONO ANCORA SCONVOLGENTI NELLA LORO TRATTENUTA FEROCIA. I RAGAZZI E LE RAGAZZE NON MAI HANNO COLPA DI NIENTE, A LITTLE ROCK COME A PIOLTELLO.<br \/>\nLa volta che and\u00f2 a suonare a Little Rock nel 2016 Paul McCartney ricord\u00f2 di quando aveva letto su un giornale quella notizia. \u00abPer me qui \u00e8 dove la lotta \u00e8 cominciata\u00bb, raccont\u00f2, e dopo quasi sessant\u2019anni pot\u00e9 incontrare due delle ragazze entrate in classe, Thelma Mothershed e Elizabeth Eckford. Dedic\u00f2 a loro di persona la canzone che aveva scritto perch\u00e9 \u00abse fosse arrivata laggi\u00f9 avrebbe potuto aiutarle un poco\u00bb. Merlo nero che canti nella notte\/ riprendi le tue ali spezzate e impara a volare, dice il testo. Nella registrazione sull\u2019Album Bianco \u00e8 aggiunto il suono degli uccellini che il musicista aveva registrato nel giardino di casa all\u2019alba. Il risveglio, la fragilit\u00e0, la bellezza, proprio come certi usignoli e allodole nei lieder di Schubert.<br \/>\nIn realt\u00e0, i tempi di composizione di Blackbird non sono cos\u00ec precisi. Come sempre quando si tratta di Beatles ci sono voci e storielle, come quella che la canzone fu scritta per una nonna acquisita che non era stata troppo bene. Niente di male, anzi. Probabilmente McCartney se l\u2019era portata dietro per anni quell\u2019idea. Di ritorno dall\u2019India nel 1968 e subito dopo l\u2019uccisione di Martin Luther King, riprese l\u2019immagine delle ali spezzate nella notte pi\u00f9 nera, che sembrava cos\u00ec adatta al momento. Il verso successivo dice: Per tutta la vita\/ hai aspettato questo momento per risorgere. La traduzione pasquale non stupisca, nei significati di arise c\u2019\u00e8 qualcosa di collettivo e pure di spirituale. Arise, in fondo, \u00e8 un altro sinonimo di woke, perch\u00e9 no. Quando Beyonc\u00e9 e il coro arrivano al verso sul momento di rialzarti, l\u2019arrangiamento ha un sussulto polifonico, per sottolineare tutta l\u2019importanza di quella parola.<br \/>\nNon \u00e8 tutto. Il segreto pi\u00f9 importante della canzone McCartney lo svel\u00f2 a Diana Ross, che rimase senza parole. Nel gergo popolare e spiccio, bird \u00e8 una ragazza. Black bird perci\u00f2 \u00e8 una ragazza nera, forse una delle ragazzine di Little Rock: \u00abVolevo incoraggiarla \u2013 spieg\u00f2 ancora il cantante \u2013 a continuare a provarci, a non perdere la fiducia, c\u2019\u00e8 ancora una speranza\u00bb. Del resto, l\u2019accompagnamento di chitarra \u00e8 rubato con poche modifiche alle Bourree di Bach che lui e George Harrison suonavano alla chitarra per far colpo sulle amiche.<br \/>\nRob Sheffield di Rolling Stone ha ricordato in un lungo pezzo l\u2019altro giorno la lunga strada di Blackbird fino a noi, la grande intensit\u00e0 assunta nelle interpretazioni di molti performer neri: la versione reggae dei Pioneers, la stranezza disco-funky di Sarah Vaughan, il piano di Ramsey Lewis, quella straziante di Betty LaVette, quella disco-gospel di Sylvester, la diva di You make me feel. Come se ognuna contenesse l\u2019altra, fino a Beyonc\u00e8 che le riassume tutte, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre un presente nella storia e le canzoni servono a ricordarlo. Come disse McCartney con tutta la semplicit\u00e0 possibile: \u00abL\u2019uccellino \u00e8 simbolico, puoi applicarlo a ognuno dei tuoi problemi\u00bb.<br \/>\n*(Alberto Piccinini, giornalista. Scrive principalmente per il manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Claudio De Fiores*: NEL VICOLO CIECO DEL PARTICOLARISMO &#8211; TEMPI PRESENTI. \u00abSPEZZARE L\u2019ITALIA\u00bb, L\u2019ULTIMO VOLUME DI FRANCESCO PALLANTE PER EINAUDI. UNA RICOSTRUZIONE SERRATA CHE AFFRONTA I CEDIMENTI CONSUMATISI IN 30 ANNI SUL TERRENO COSTITUZIONALE.<\/strong><br \/>\nUn accorato j\u2019accuse contro lo stato della Repubblica e una politica debole e improvvisata: un\u2019amministrazione priva di cultura, senza idee n\u00e9 progetto. Le questioni sono molto pi\u00f9 complesse e delicate, coinvolgono direttamente la capacit\u00e0 di tenuta delle garanzie della Carta e le forme assunte dal conflitto sociale<br \/>\nQuali sono le prospettive del regionalismo italiano? Cosa accadrebbe se il disegno di legge Calderoli sull\u2019autonomia differenziata, gi\u00e0 approvato in Senato e oggi in discussione alla Camera, dovesse entrare in vigore? Quali le ripercussioni sul terreno dei diritti, dei doveri di solidariet\u00e0 e sull\u2019unit\u00e0 della Repubblica?<\/p>\n<p>La questione \u00e8 attentamente analizzata nel recente volume di Francesco Pallante, Spezzare l\u2019Italia. Le regioni come minaccia all\u2019unit\u00e0 del Paese, Einaudi (pp. 144, euro 13). Un libro del quale si apprezza, in particolare, la chiarezza del linguaggio. Un linguaggio rigoroso, ma allo stesso tempo attento \u2013 anche quanto si affrontano le questioni tecnicamente pi\u00f9 complesse \u2013 ad assecondare le esigenze di tutti lettori. Anche dei non addetti ai lavori e di chi giurista non \u00e8.<\/p>\n<p>IL TIMORE DI FONDO che l\u2019autore di questo volume, sin dalle prime pagine, ha inteso confidarci nasce dalla preoccupazione che un certo \u00abscenario a breve scadenza\u00bb possa prendere corpo davanti ai nostri occhi: \u00abVeneto Lombardia ed Emilia Romagna \u2013 le regioni pi\u00f9 ricche del paese \u2013 mettono fine all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia\u2026 lo Stato si ritrova privo delle leve essenziali per realizzare politiche sociali, culturali, ambientali, economiche di respiro nazionale. La solidariet\u00e0 nazionale va in frantumi e il tutto senza nemmeno il fastidio di dover cambiare la Costituzione. Come \u00e8 stato possibile arrivare a tanto?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 da questo interrogativo che la riflessone del costituzionalista torinese prende le mosse. Ne viene fuori una ricostruzione serrata nei suoi sviluppi e coesa sul piano argomentativo che affronta con lucidit\u00e0 e pathos quelli che sono stati i ripetuti cedimenti consumatisi, negli ultimi trent\u2019anni, sul terreno storico e costituzionale. Una sorta di piano inclinato la cui genesi non discende semplicemente dalla revisione del titolo V. La riforma costituzionale del 2001 fu semmai l\u2019esito, il disastroso epilogo di un processo ben pi\u00f9 profondo e risalente nel tempo, del quale Pallante ci fornisce una descrizione storica particolarmente dettagliata: l\u2019emersione del leghismo nelle regioni del Nord, tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso; l\u2019irruzione del revisionismo craxiano; la costruzione del mito secessionista celebrato nelle adunate di Pontida; l\u2019 intreccio venutosi, in quegli stessi anni, consolidando tra mercato, egoismo territoriale e retorica del capo: un ordito inedito che avrebbe trovato in Gianfranco Miglio un indiscusso interprete, non solo teorico; la rimozione della questione meridionale sacrificata sull\u2019altare degli interessi economici delle ricche regioni del nord.<\/p>\n<p>Un programma eversivo, sul piano costituzionale, proteso a compromettere l\u2019ispirazione sociale della Repubblica, ma allo stesso tempo capace di sedurre ampia parte del mondo cattolico e finanche gli eredi del Pci. Si arriv\u00f2 cos\u00ec alla riforma del nuovo titolo V: voluta, sostenuta e approvata in Parlamento dalla maggioranza di centrosinistra.<\/p>\n<p>UNA RIFORMA SBAGLIATA e dagli esiti fallimentari come \u00e8 oggi riconosciuto \u2013 pressoch\u00e9 unanimemente \u2013 da tutti i principali attori politici, economici e sociali del Paese. Le falle della revisione del 2001 sono oggi sotto i nostri occhi. Fra queste l\u2019introduzione insidiosa e pasticciata, al terzo comma dell\u2019art. 116 Cost., di una nuova forma di autonomia regionale (oltre quella ordinaria e speciale): l\u2019autonomia differenziata.<\/p>\n<p>Nel volume di Francesco Pallante tutto si tiene (forma di Stato e forma di governo, diritti e doveri costituzionali, regionalismo e ruolo dello Stato unitario) e tutto si dipana all\u2019interno di un impianto serrato e coeso che, pagina dopo pagina, tende sempre pi\u00f9 ad assumere le forme e i contenuti di un accorato j\u2019accuse contro lo stato della Repubblica e contro una politica debole e improvvisata: una politica senza cultura, senza idee, senza progetto. E che preda dell\u2019ideologia del maggioritario ha via via smarrito, nel corso del tempo, anche l\u2019idem sentire de repubblica.<\/p>\n<p>Pallante \u2013 \u00e8 bene chiarirlo \u2013 non \u00e8 mai stato uno studioso pregiudizialmente ostile alle regioni: ai suoi occhi \u00able regioni non sono un malo. Ma nemmeno un bene. Sono \u2013 devono essere \u2013 istituzioni rivolte, come tutte le istituzioni che compongono la Repubblica, al conseguimento dell\u2019obiettivo ultimo della Costituzione: il pieno sviluppo della persona umana, condizione necessaria affinch\u00e9 tutti possano effettivamente partecipare alla vita politica, economica e sociale del Paese\u00bb.<\/p>\n<p>Condizione, questa, che i progetti in discussione in Parlamento rischiano oggi definitivamente di travolgere. N\u00e9 un efficace valvola di compensazione potrebbe, in questo quadro, essere costituita dall\u2019attivazione dei Lep, come una certa vulgata venutasi affermando \u2013 a destra e a sinistra \u2013 vorrebbe oggi farci intendere.<\/p>\n<p>L\u2019INTRODUZIONE DEI LIVELLI essenziali di prestazione \u2013 veicolata dalla lett. m) del novellato art. 117 Cost. \u2013 rappresenta, ancora oggi, uno dei punti maggiormente criticabili della riforma del titolo V della Costituzione, soprattutto per le ricadute gravi e pregiudizievoli che questa nozione tende fatalmente a innescare sul terreno dell\u2019eguaglianza dei diritti e quindi dell\u2019unit\u00e0 giuridica ed economica della Repubblica. Un espediente terminologico promiscuo, ripetutamente impiegato dal legislatore sin dagli anni Novanta. E il cui tenore letterale \u2013 come precisato dallo stesso giudice costituzionale \u2013 allude fatalmente all\u2019obbligo posto a carico dello Stato di determinare un \u00abaccettabile livello qualitativo e quantitativo di prestazioni\u00bb (sent. 335\/1993). Nulla di meno, ma neppure nulla di pi\u00f9.<\/p>\n<p>DI QUI L\u2019INEVITABILE ristrettezza dei margini di oscillazione delle politiche di previsione e determinazione dei livelli essenziali di prestazione. Margini sempre pi\u00f9 compressi dai vincoli finanziari e dalle strozzature di bilancio, derivanti in buona parte dalla maldestra revisione dell\u2019art. 81 Cost. Una riforma la cui applicazione \u00e8 destinata oggi a ripercuotersi drammaticamente sul terreno delle garanzie sociali e dei diritti, con il risultato di rendere i livelli essenziali ancora pi\u00f9 essenziali.<br \/>\nOra, in un assetto sociale cos\u00ec debole e farraginoso, \u00abche qualcuno possa seriamente pensare di risolvere lo scarto che da sempre esiste tra la proclamazione dei diritti e la loro attuazione tramite una serie di addizioni lascia increduli. E, in effetti, nel solo ambito in cui i Lep gi\u00e0 sono operativi da alcuni decenni, quello della tutela della salute \u2013 segnala Pallante \u2013 il risultato \u00e8 lontanissimo dall\u2019uguaglianza, seppure minima. \u00c8 la prova che i Lep non funzionano e che ci\u00f2 che avrebbe dovuto essere un \u2019pavimento\u2019 al di sotto del quale non andare \u00e8 diventato un \u2019soffitto\u2019 al quale ambire\u00bb.<\/p>\n<p>NE DISCENDE che il sistema dei Lep, cos\u00ec come configurato in Costituzione e soprattutto nell\u2019ultima legge di bilancio, pi\u00f9 che arginare i devastanti effetti dell\u2019autonomia differenziata, rischia oggi di alimentarli a dismisura, inasprendo la competizione territoriale tra regioni e aree del Paese.<br \/>\nLa questione dell\u2019autonomia differenziata non allude pertanto a un\u2019asettica scelta verso un modello o un altro di regionalismo. Come si vede, le questioni sono molto pi\u00f9 complesse e delicate e coinvolgono direttamente la capacit\u00e0 di tenuta delle garanzie costituzionali, l\u2019unit\u00e0 della Repubblica, le forme del conflitto sociale. Ecco perch\u00e9 \u00abfermare oggi l\u2019autonomia regionale differenziata significa dare un contributo per impedire il compimento del disegno in atto. E, forse, avviare finalmente un\u2019inversione di rotta\u00bb.<br \/>\nMa per poter perseguire efficacemente questo obiettivo \u2013 ammonisce l\u2019autore \u2013 \u00e8 necessario \u00abl\u2019apporto di tutte le forze che hanno a cuore la tenuta della Repubblica cos\u00ec come configurata dai principi costituzionali fondamentali\u00bb. A cominciare dalla difesa della sua unit\u00e0 e indivisibilit\u00e0 (art. 5 Cost.)<br \/>\n*(Claudio De Fiores \u00e8 professore ordinario e titolare della cattedra di Costituzione e cinema presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Guido Liguori. ANTONIO GRAMSCI, IL GIORNALISTA MILITANTE E GLI ANNI TORINESI &#8211; SCAFFALE. IL LIBRO DI OLTRE MILLE PAGINE CHE RACCOGLIE I SUOI SCRITTI DEL 1918 \u00c8 EDITO DALL\u2019ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA.<\/strong><br \/>\nAntonio Gramsci, il giornalista militante e gli anni torinesi.<br \/>\n\u00abLa libert\u00e0 economica si dimostr\u00f2 subito dottrina di classe: gli strumenti di produzione, pur circolando, rimasero propriet\u00e0 di una minoranza sociale; il capitalismo fu anch\u2019esso un privilegio di pochi, che tendono a diventar sempre pi\u00f9 pochi, accentrando la ricchezza per sottrarsi cosi alla concorrenza col monopolio. La maggioranza dei diseredati cerca allora nell\u2019associazione il mezzo di resistenza e di difesa dei propri interessi. Le libert\u00e0, concepite solo per l\u2019individuo capitalista, devono estendersi a tutti\u2026 Le associazioni proletarie educano gli individui a trovare nella solidariet\u00e0 il maggiore sviluppo del proprio io\u00bb. Il brano \u00e8 tratto da un articolo gramsciano del 9 marzo 1918, che testimonia di alcuni dei motivi pi\u00f9 originali presenti nel Gramsci degli anni torinesi: un\u2019idea di libert\u00e0 nella solidariet\u00e0 che viene posta alla base dell\u2019alternativa socialista a un capitalismo che aveva tradito anche le sue stesse premesse e promesse liberali. L\u2019articolo si intitola Individualismo e collettivismo, ed \u00e8 ora riproposto nel nuovo volume pubblicato nell\u2019ambito dell\u2019\u00abEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci\u00bb, dedicato agli scritti del 1918: Scritti (1910-1926), vol. 3: 1918, a cura di Leonardo Rapone e Maria Luisa Righi (Istituto della Enciclopedia italiana, pp. 1004, euro 70).<\/p>\n<p>IL LIBRO RACCOGLIE 344 articoli di varia lunghezza, restaurati nelle parti oscurate dalla censura attiva durante la Grande guerra. Gramsci nel 1918 era da tempo un prolifico giornalista militante della stampa socialista torinese e i suoi articoli erano non di rado ripresi nell\u2019edizione nazionale dell\u2019Avanti! diretta da Serrati o in altre edizioni locali o in altri giornali di partito. Sono qui presentati cronologicamente, dotati di un attento ma non eccessivo apparato critico, comprendente note esplicative e collegamenti interni ai testi. Con l\u2019aggiunta di trenta pagine di utili Voci bibliografiche.<\/p>\n<p>COME AVVERTE la Nota al testo che apre il volume, rispetto alle precedenti edizioni sono una ventina gli articoli per la prima volta attribuiti a Gramsci. E altrettanti quelli fin qui creduti di Gramsci e ora esclusi. Non \u00e8 superfluo ricordare che le difficolt\u00e0 di attribuzione son dovute al fatto che nella stampa socialista del tempo gli articoli uscivano in genere non firmati. Va da s\u00e9 dunque che, come ricordano i curatori, \u00abl\u2019attribuzione di tali articoli chiama in causa, in ultima analisi, la sensibilit\u00e0 e la soggettivit\u00e0 dell\u2019interprete\u00bb, non separabile \u00abda un certo grado di opinabilit\u00e0\u00bb. Resta sempre, in altre parole, su alcuni scritti controversi, la possibilit\u00e0 del dubbio, ma le inclusioni e le esclusioni sono sempre ponderate \u2013 e in alcuni casi controversi motivate testo per testo.<\/p>\n<p>L\u2019ANNO 1918 aveva immediatamente alle spalle sia la Rivoluzione russa dell\u2019ottobre 1917, sia la coeva rotta di Caporetto, con le note conseguenze anche sui posizionamenti e sulle polemiche interni al mondo socialista. Come pure non lontani erano i quattro giorni di rivolta popolare dell\u2019agosto 1917 a Torino, dopo i quali Gramsci \u2013 messosi gi\u00e0 in mostra come scrittore colto e creativo e come appassionato militante della corrente \u00abintransigente\u00bb \u2013 venne chiamato a ricoprire incarichi di maggiore responsabilit\u00e0 sia nella stampa socialista del capoluogo piemontese, sia nella locale Sezione (come erano chiamate allora le Federazioni) del Partito socialista, al quale aveva aderito fin da prima della guerra.<br \/>\nSi era parimenti alla vigilia del Biennio rosso 1919-1920, quando il giovane rivoluzionario sardo insieme alla sua rivista L\u2019Ordine Nuovo emerger\u00e0 \u2013 a livello non solo nazionale \u2013 soprattutto quale teorico dei Consigli di fabbrica, nonch\u00e9 dirigente socialista tra i pi\u00f9 seguiti e apprezzati dalla classe operaia torinese.<\/p>\n<p>UN ANNO CRUCIALE, dunque. E molti sono i testi e gli argomenti rilevanti che il volume curato da Rapone e Righi ripropone: dalla polemica gramsciana contro la guerra, i nazionalisti, i militaristi e gli approfittatori alla riflessione in merito alle basi nuove su cui si cercava di pensare un equilibrio internazionale per il dopoguerra; dagli articoli sulla Russia rivoluzionaria a un anno dalla caduta dello zarismo e a pochi mesi dalla presa del Palazzo d\u2019Inverno \u2013 nei quali tra l\u2019altro Gramsci si pronunciava per i \u00abSoviety\u00bb e contro l\u2019Assemblea costituente (\u00abmito vago e confuso del periodo prerivoluzionario\u00bb) \u2013 a scritti famosi e dirimenti, come Il nostro Marx, o alla miriade di riflessioni culturali (dai romanzi d\u2019appendice alla critica storicista all\u2019esperanto, alla ripresa \u2013 sulla scia delle posizioni del nuovo Commissario del popolo per la pubblica istruzione sovietico Lunacarskij \u2013 del tema dell\u2019importanza della cultura per il proletariato) che costituiscono un filo rosso presente sia nel Gramsci degli anni precedenti sia in quello del periodo pi\u00f9 maturo. Da segnalare anche, tra i tanti articoli di cronaca e di riflessione polemica, un breve scritto sulla pandemia del tempo, la temibile \u00abfebbre spagnuola\u00bb, che colp\u00ec lo stesso giovane sardo e che egli super\u00f2 senza molti problemi.<br \/>\nLa sola controindicazione a questo bel volume della \u00abedizione nazionale\u00bb gramsciana sta nella difficile reperibilit\u00e0 dei volumi: stampati in non molte copie e soprattutto non poco costosi. Torno ad auspicare \u2013 come ho gi\u00e0 fatto in passato \u2013 almeno una edizione in e-book: avrebbe un successo notevole, e anche un significato democratico.<br \/>\n*(Guido Liguori insegna dal 1998 Storia del pensiero politico contemporaneo e Storia delle dottrine politiche presso l&#8217;Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Barbara Weisz*: Elezioni europee 2024: domanda per votare fuori sede. Gli studenti fuori sede per la prima volta possono votare alle Europee senza tornare a casa, ma devono presentare domanda entro il 5 maggio: la procedura.<\/strong><br \/>\nPer la prima volta, gli studenti fuori sede potranno votare per le elezioni europee senza tornare nel Comune di residenza. Non c\u2019\u00e8 per\u00f2 un automatismo: per farlo devono presentare domanda entro il 5 maggio seguendo le istruzioni riportate sul sito del Ministero dell\u2019Interno.<br \/>\nLa novit\u00e0 \u00e8 stata introdotta dall\u2019articolo 1-ter del Decreto Legge n. 7\/2024, \u00e8 riguarda esclusivamente gli studenti domiciliati fuori sede da almeno tre mesi rispetto alla data del voto.<\/p>\n<p>STUDENTI FUORI SEDE: DOVE VOTARE PER LE EUROPEE 2024<br \/>\nCOME FARE DOMANDA PER VOTARE FUORI SEDE<br \/>\nQUALE LISTA ELETTORALE VIENE CONSEGNATA<br \/>\nSTUDENTI FUORI SEDE: DOVE VOTARE PER LE EUROPEE 2024<\/p>\n<p>Elezioni 2024Elezioni 8-9 giugno 2024: le regole nei Comuni<br \/>\n26 gennaio 2024<br \/>\nLe Elezioni Europee si tengono sabato 8 e domenica 9 giugno 2024. Si vota per eleggere 76 membri del Parlamento UE, attraverso un sistema elettorale proporzionale, con una soglia di sbarramento al 4%.<br \/>\nLa regola generale, come per tutte le tornate elettorali, prevede che il cittadino voti nel suo seggio, identificato dal certificato elettorale in base alla residenza. E qui interviene la novit\u00e0 per gli studenti fuori sede.<\/p>\n<p>IL COMMA 1 TER DEL SOPRA CITATO DL 7\/2024 PREVEDE CHE GLI STUDENTI POSSANO VOTARE FUORI SEDE CON UNA DOPPIA ALTERNATIVA:<\/p>\n<p>nel Comune in cui risiedono temporaneamente se questo si trova nella stessa circoscrizione elettorale di quello di residenza<br \/>\n1. in un seggio speciale istituito nel capoluogo di Regione del Comune dove vivono temporaneamente, se quest\u2019ultimo appartiene ad una circoscrizione elettorale diversa da quella di residenza.<br \/>\n2. Le circoscrizioni elettorali per le elezioni europee 2024 sono cinque:<\/p>\n<p>3. ITALIA NORD OCCIDENTALE: LOMBARDIA, PIEMONTE, VALLE D\u2019AOSTA E LIGURIA;<br \/>\n4. ITALIA NORD ORIENTALE: VENETO, TRENTINO-ALTO ADIGE, FRIULI-VENEZIA GIULIA, EMILIA-ROMAGNA;<br \/>\n\u2022 ITALIA CENTRALE: TOSCANA, UMBRIA, MARCHE, LAZIO;<br \/>\n\u2022 ITALIA MERIDIONALE: ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA;<br \/>\n\u2022 ITALIA INSULARE: SICILIA, SARDEGNA.<\/p>\n<p><strong>Come fare domanda per votare fuori sede<\/strong><br \/>\nIn entrambi i casi, per poter votare fuori sede bisogna presentare domanda entro il 5 maggio al proprio Comune di residenza (si pu\u00f2 comunque revocare entro il 15 maggio).<br \/>\nSul portale del Ministero dell\u2019Interno c\u2019\u00e8 il modulo da utilizzare per la domanda. \u00c8 possibile consegnarlo fisicamente agli sportelli del Comune di residenza oppure avvalersi di un intermediario, o ancora inviarlo per mail all\u2019indirizzo che ogni singola amministrazione deve indicare sui propri portali istituzionali.<br \/>\nEntro il 4 giugno arriver\u00e0 un\u2019attestazione di ammissione al voto con l\u2019indicazione del numero e dell\u2019indirizzo della sezione presso cui votare, che dovr\u00e0 essere esibita al seggio.<br \/>\nAttenzione: questo documento non sostituisce la tessera elettorale, che va comunque presentata, ma la integra. Quindi, bisogna presentarsi il seggio con documento di identit\u00e0, tessera elettorale, e attestazione studenti fuori sede.<\/p>\n<p>QUALE LISTA ELETTORALE VIENE CONSEGNATA<br \/>\nLo studente fuori sede voter\u00e0 con la lista elettorale della sua circoscrizione originaria. Ad esempio: uno studente residente e Roma e fuori sede a Bologna potr\u00e0 votare in quest\u2019ultima citt\u00e0 ma avr\u00e0 la scheda con le liste e i candidati che si sono presentati nella circoscrizione dell\u2019Italia Centrale.<\/p>\n<p>LA REGOLA \u00c8 CONTENUTA NEL COMMA 13 DEL DL 7\/2024, IN BASE AL QUALE ALL\u2019ELETTORE FUORI SEDE:<br \/>\nil presidente della sezione elettorale speciale consegna la scheda, predisposta dal ministero dell\u2019Interno e stampata in sede locale, relativa alla circoscrizione elettorale alla quale appartiene il comune nelle cui liste elettorali l\u2019elettore stesso \u00e8 iscritto. Una volta votata, la scheda \u00e8 restituita al presidente che la introduce nell\u2019urna relativa alla circoscrizione elettorale di appartenenza dell\u2019elettore.<br \/>\n*(Weisz Barbara. Giornalista professionista, esperta di questioni economiche, politiche e finanziarie, collabora da anni con numerose testate on line, quotidiani e riviste)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Elezioni politiche 2013. Roma 18 gennaio 2013 <\/strong><br \/>\nAi sensi di legge (L. 459\/2001, emanata in attuazione dell&#8217;art. 48 della Costituzione) possono esercitare il diritto di voto all&#8217;estero soltanto i cittadini italiani residenti all&#8217;estero e iscritti all&#8217;AIRE.<br \/>\nA questi, in base al DL 223\/2012, valido solo per le prossime elezioni politiche, si aggiungono alcune categorie di elettori temporaneamente all&#8217;estero per motivi di servizio (appartenenti alle Forze armate e di polizia impegnati in missioni internazionali; dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome temporaneamente all&#8217;estero per motivi di servizio; professori e ricercatori universitari di ruolo anch&#8217;essi temporaneamente all&#8217;estero per motivi di servizio).<br \/>\nUn&#8217;estensione del voto all&#8217;estero ad elettori che vi si trovino per periodi inferiori a 12 mesi e che quindi per legge non possono iscriversi all&#8217;AIRE (quali ad esempio il personale delle ONG e gli studenti universitari) richiederebbe una modifica dei meccanismi previsti dalla normativa vigente.<br \/>\nAnalogamente a quanto accade a coloro che in Italia si trasferiscono per alcuni mesi in un luogo diverso da quello di residenza anagrafica, gli elettori temporaneamente all&#8217;estero non rientranti nelle categorie di cui al DL 223\/2012, possono votare soltanto recandosi ai seggi istituiti presso il proprio comune d&#8217;iscrizione elettorale in Italia.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Barbara Weisz*: Elezioni Europee 8-9 giugno 2024: regole e casi particolari per il voto. 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