{"id":45477,"date":"2024-03-23T01:09:21","date_gmt":"2024-03-23T01:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45477"},"modified":"2024-03-23T10:12:20","modified_gmt":"2024-03-23T10:12:20","slug":"n12-23-marzo-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45477","title":{"rendered":"n\u00b012 &#8211; 23\/03\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO."},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; La Marca (PD) partecipa all&#8217;evento \u201cWomen in Leadership\u201d organizzato dalla Canadian-Italian Business and Professional Association of Toronto<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Alfiero Grandi*: sintesi introduzione di Alfiero Grandi al consiglio direttivo del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale<\/strong><br \/>\n<strong>03 \u2013 Roberto Ciccarelli*: ECONOMIA. Effetto Bce: punire i salari, deprimere i consumi, premiare i profitti &#8211; LA STORIA. Economia di guerra: un rapporto della banca centrale europea racconta gli effetti delle sue politiche, ma senza spiegare le cause. Lagarde: \u00abA giugno un taglio dei tassi di interesse, ma senza impegno\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Laura Pennacchi*: Meloni e le tasse, tra carit\u00e0, ostilit\u00e0 e Stato minimo &#8211; IL SENSO DI UNA RIFORMA. L\u2019idea dell\u2019epoca di Reagan e Thatcher che \u00abla societ\u00e0 non esiste\u00bb \u00e8 parte di una &#8220;economia&#8221; di benefici fiscali e trasferimenti monetari al mercato e alle privatizzazioni<\/strong><br \/>\n<strong>05 \u2013 EUROPA* I fabbisogni di una popolazione che invecchia Europa &#8211; La porzione di persone con pi\u00f9 di 65 anni sta progressivamente aumentando in Europa. Questo comporta una maggiore dipendenza, che nel medio termine richieder\u00e0 di aumentare una spesa gi\u00e0 ingente e di affiancare gli anziani con una maggiore capacit\u00e0 di assistenza.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Andrea Medda*: \u201cCi sar\u00e0 una nuova pandemia\u201d: l\u2019allarme dell\u2019esperta<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019allarme su una nuova pandemia: parla Ilaria Capua. La situazione Dengue e aviaria &#8211; Non solo l\u2019allerta Dengue e l\u2019aviaria, in arrivo una nuova pandemia. L\u2019esperta Ilaria Capua, nota virologa, ha fatto la sua previsione.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Antonio Piemontese*: come la guerra ha trasformato l&#8217;industria ucraina dell&#8217;aerospazio. Per Kyiv i satelliti sono stati fondamentali nella difesa dall&#8217;aggressione russa. Nel settore lavorano circa sedicimila addetti ma ora c&#8217;\u00e8 un problema di fondi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; La Marca*: PARTECIPA ALL&#8217;EVENTO \u201cWOMEN IN LEADERSHIP\u201d ORGANIZZATO DALLA CANADIAN-ITALIAN BUSINESS AND PROFESSIONAL ASSOCIATION OF TORONTO<\/strong><\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 20 marzo, la Senatrice La Marca ha partecipato all\u2019evento annuale organizzato dalla Canadian-Italian Business and Professional Association of Toronto avente come tema il riconoscimento della leadership femminile nella comunit\u00e0 italiana di Toronto. Presenti oltre 500 persone tra cui molti esponenti di spicco della collettivit\u00e0, il Console Generale a Toronto, Luca Zelioli, il sindaco della citt\u00e0 di Vaughan, Steven Del Duca, nonch\u00e9 la neoleader del Partito Liberale dell\u2019Ontario, Bonnie Crombie.<br \/>\nNel corso della serata \u00e8 stato consegnato il premio Woman of the Year alla Professoressa Giuseppina D\u2019Agostino, professoressa associata di giurisprudenza presso la Osgoode Hall Law School, fondatrice della IP Osgoode, per il suo contributo nei campi della giurisprudenza, dell\u2019intelligenza artificiale, tecnologia e istruzione<br \/>\nNel suo saluto alla platea, a inizio serata, la Senatrice ha dichiarato &#8211; \u201cSiamo qui per celebrare donne che per il loro percorso accademico o professionale, rappresentano eccellenze all&#8217;interno della comunit\u00e0 italiana in Canada e a Toronto. Vorrei porgere le mie pi\u00f9 sincere congratulazioni alla Professoressa D\u2019Agostino per l\u2019importante riconoscimento da lei conseguito &#8211; la comunit\u00e0 italo-canadese necessita di pi\u00f9 donne come lei, professioniste di prim\u2019ordine. Tra noi questa sera abbiamo donne che si sono distinte nei campi della medicina, giurisprudenza, business ed altri ancora. Ringrazio vivamente la CIBPA per il suo costante impegno nel sostenere cause meritevoli e nel promuovere l\u2019istruzione dei giovani italo-canadesi attraverso borse di studio\u201d.<br \/>\n\u201cL\u2019esempio della Professoressa D\u2019Agostino funge da ispirazione alle giovani ragazze nella nostra comunit\u00e0 &#8211; ha concluso La Marca &#8211; dimostrando che, attraverso impegno e lavoro sodo, si possono superare i peggiori stereotipi ed eccellere in tutti i campi\u201d.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Alfiero Grandi*: SINTESI INTRODUZIONE DI ALFIERO GRANDI AL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE<\/strong><\/p>\n<p>SINTESI DELL\u2019INTRODUZIONE DI ALFIERO GRANDI AL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, 15\/3\/2024<br \/>\nNell\u2019ultimo consiglio direttivo, dicembre 2023, avevamo messo al centro 2 temi di fondo: Autonomia regionale differenziata e elezione diretta del Presidente del Consiglio su cui il Governo ha presentato in prima persona proposte di legge e sta gestendo direttamente anche le modifiche. Consapevoli che argomenti universali come questi debbono essere oggetto di una formidabile campagna di informazione e di orientamento &#8211; tanto pi\u00f9 se dovessero evolvere come auspichiamo, soprattutto nel caso del cosiddetto \u201cpremierato\u201d, verso consultazioni referendarie che sono l\u2019ultima possibilit\u00e0 per bloccarne l\u2019entrata in vigore &#8211; abbiamo indicato nella Via Maestra la sede politica necessaria per affrontare queste sfide.<br \/>\nPer questo abbiamo scritto insieme a Libert\u00e0 e Giustizia e al Presidente di Salviamo la Costituzione una richiesta a La Via Maestra di affrontare questi temi, cosa che \u00e8 avvenuta il 3 febbraio 2024 e ha trovato una prima sostanziale condivisione della centralit\u00e0 di questi temi, a cui giustamente sono stati intrecciati altri temi di enorme valore come ad esempio la precariet\u00e0, gli incidenti sul lavoro, gli appalti senza regole.<br \/>\nIl 2 marzo scorso una nuova assemblea nazionale de La Via Maestra ha non solo confermato l\u2019orientamento di costruire a livello territoriale dei coordinamenti locali, facendo perno sulla diffusione organizzativa della Cgil ma ha approvato una sintesi conclusiva chiara che indica anche l\u2019uso dei referendum sia nella materia costituzionale (elezione diretta del Presidente del Consiglio) che su Autonomia differenziata e temi sociali di fondo, senza trascurare strumenti diversi come leggi di iniziativa popolare, petizioni e altre iniziative per porre la questione dell\u2019emergenza sanitaria, del rinnovo dei contratti di lavoro, tanto pi\u00f9 indispensabile a fronte dell\u2019erosione del potere d\u2019acquisto e dei diritti dei lavoratori.<br \/>\nNoi che abbiamo dall\u2019inizio ritenuto la Via Maestra la sede pi\u00f9 opportuna per affrontare battaglie di grande impegno politico e sociale abbiamo anche posto il problema di allargare ulteriormente l\u2019area dei soggetti impegnati e per questo abbiamo chiesto un incontro con la Uil nazionale e proveremo a organizzare iniziative verso i giovani, verso i quali c\u2019\u00e8 un lavoro ancora insufficiente.<\/p>\n<p>Occorre avere la dimensione politica dello scontro che si prepara, perch\u00e9 se si arriver\u00e0 ai referendum occorrer\u00e0 cercare di vincerli, De Coubertin non basta. Per reggere un impegno come questo occorre un movimento che si estende e dura nel tempo perch\u00e9 la destra far\u00e0 di tutto per assestare i suoi colpi nei momenti a lei pi\u00f9 convenienti e oggi non \u00e8 del tutto chiaro cosa intende fare nei prossimi mesi.<br \/>\nPer di pi\u00f9 \u00e8 in corso un\u2019iniziativa cosiddetta bipartisan che anzich\u00e9 avere al centro i pericoli che rappresentano le iniziative del governo sembra pi\u00f9 rivolta a cercare di bloccare il referendum costituzionale, cio\u00e8 il diritto dei cittadini di esprimersi sulle modifiche della Costituzione, considerato evidentemente il vero avversario.<br \/>\nDovrebbe essere l\u2019iniziativa del governo sotto accusa ma al contrario \u00e8 il referendum, cio\u00e8 il diritto delle elettrici e degli elettori di pronunciarsi e decidere. Questa iniziativa cosiddetta bipartisan per ora \u00e8 esplicitamente rinviata a dopo le elezioni europee.<br \/>\nDeve essere chiaro che qualunque sia l\u2019intenzione vera del governo il referendum costituzionale pu\u00f2 essere evitato solo se una parte dell\u2019opposizione accetta di andare in soccorso della destra e questo per chi dichiara di volere chiarezza e trasparenza sarebbe il massimo del trasformismo politico, da cui non pu\u00f2 venire nulla di buono.<\/p>\n<p>A nostro avviso questa iniziativa non fa altro che confermare che c\u2019\u00e8 ancora molto da fare per informare, chiarire, mobilitare. Siamo convinti che la posta in gioco \u00e8 enorme. Le destre hanno ottenuto il 44 % dei voti nel 2022, conquistando il 59 % dei deputati e dei senatori, con un premio di maggioranza del 15 %, un\u2019enormit\u00e0. Questa esagerata maggioranza parlamentare viene oggi usata come una clava per portare avanti un patto scellerato nella maggioranza fondato su due leggi di iniziativa del governo: elezione diretta del Presidente del Consiglio e Autonomia differenziata.<br \/>\nSe andassero in porto gli effetti sarebbero uno sconvolgimento della nostra Costituzione antifascista e della nostra democrazia fondata sul ruolo del parlamento e su un equilibrio tra i poteri dello stato e il loro reciproco controllo.<br \/>\nDemocrazia non si riduce a votare ogni 5 anni ma \u00e8 una complessa e continua dialettica politica e sociale e rispetto dei diritti a partire da quello di manifestare, contraddetto a Pisa nei giorni scorsi.<br \/>\nOccorre preparare e organizzare un movimento all\u2019altezza di una sfida di fondo che riguarda la democrazia e la Costituzione e quindi puntando a vincere i referendum, quando ci saranno, in particolare quello costituzionale.<br \/>\nPer questo occorre coordinare le forze in campo, mobilitare le energie pi\u00f9 diverse e perfino distanti, sapendo che un movimento ampio e variegato ha bisogno anche di consapevolezza che si lavora per un obiettivo di fondo comune, superando concorrenzialit\u00e0 inutili e distinguo.<br \/>\nSul premierato. Non si capisce perch\u00e9 mai settori dell\u2019opposizione dovrebbero entrare in una logica di trattativa (subalterna) in presenza di un ddl del Governo, le cui modifiche sono gestite da emendamenti del governo, senza alcuna possibilit\u00e0 di mettere in discussione la linea di fondo di questa proposta. Del resto \u00e8 &#8211; purtroppo \u2013 lo stesso metodo usato da Renzi che port\u00f2 al referendum del 2016.<br \/>\nL\u2019asse della proposta del governo \u00e8 un Presidente del Consiglio eletto direttamente, che taglia di netto i poteri del Presidente della Repubblica e riduce il parlamento alla subalternit\u00e0, anche perch\u00e9 se si ribella, e cade il governo, si torna a votare, quindi vivrebbe sotto un ricatto permanente. E\u2019 una proposta presentata fingendo di cambiare poco, ma in realt\u00e0 scassa l\u2019assetto fondamentale della nostra Repubblica, tagliando in modo sostanziale i poteri del Presidente della Repubblica, oggi indispensabile figura di garanzia ed equilibrio, e stabilendo un rapporto con il parlamento del tipo \u201csimul stabunt simul cadent\u201d, con il corollario di un\u2019elezione maggioritaria di fedeli di chi viene eletto Presidente del Consiglio, una sorta di guardia del pretorio.<br \/>\nAlla proposta di eleggere direttamente il Presidente del Consiglio, avviando la costruzione di una sorta di capocrazia, occorre contrapporre l\u2019elezione diretta di tutti i deputati e senatori da parte delle elettrici e degli elettori, anzich\u00e9 farli scegliere dall\u2019alto, dai capi, sulla base della loro fedelt\u00e0. E\u2019 incredibile che sia chi \u00e8 capo del partito, della formazione politica europea e presidente del Consiglio che dica sfrontatamente che propone agli elettori di scegliere il Presidente del Consiglio, contrapponendo i vertici dei partiti agli elettori come se lei non fosse segretaria del maggior partito.<br \/>\nE\u2019 poi curioso che la maggioranza stia lavorando alacremente per aumentare in ogni occasione i poteri della Presidenza del Consiglio, evidentemente in vista di questa modifica della Costituzione.<br \/>\nCon questa modifica la Costituzione del 1948 verrebbe stravolta, cambierebbe il suo impianto democratico ed antifascista e l\u2019Italia si avvierebbe verso una nuova Costituzione e una nuova Repubblica. Del resto la destra al governo sta cercando una nuova legittimazione che la affranchi da domande scomode sul suo rapporto con il passato. Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realt\u00e0, in futuro con queste modifiche La Russa potrebbe essere il successore di Mattarella e non \u00e8 uno scherzo.<br \/>\nCostruiamo informazione, orientamento, costruiamo un No di massa e prepariamoci al referendum costituzionale, se in parlamento non si riuscir\u00e0 a fermare questo provvedimento.<br \/>\nL\u2019altro corno \u00e8 l\u2019Autonomia regionale differenziata. Rivendico il ruolo importante della nostra proposta di legge di iniziativa popolare per modificare gli articoli 116 e 117 della Costituzione per interrompere in modo netto la possibilit\u00e0 di una interpretazione del titolo V a cui dichiara di agganciarsi la proposta Calderoli. Quando siamo partiti abbiamo avuto resistenze e critiche ma poi grazie al sostegno dei sindacati scuola siamo arrivati a 106.000 firme e la proposta \u00e8 stata presentata al Senato e grazie ad un regolamento pi\u00f9 aperto alle lip abbiamo ottenuto di incardinarlo in commissione e poi di portarlo in aula. Certo la maggioranza lo ha messo in discussione dopo l\u2019approvazione al Senato del ddl Calderoli, ma il suo contributo \u00e8 stato di fare riflettere tutta l\u2019opposizione, anche quella che non riusciva a fare i conti con formulazioni del titolo V approvato nel 2001 dal centro sinistra. Quando \u00e8 stata discussa la nostra Lip ormai tutta l\u2019opposizione aveva compreso che solo liberandosi da eredit\u00e0 del passato era possibile opporsi con nettezza al ddl Calderoli, che ad ogni pi\u00e8 sospinto dichiara di volere attuare la Costituzione. Noi abbiamo sempre sostenuto che in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec ma anche se fosse basta cambiare alcuni punti del titolo V per correggere la situazione.<br \/>\nOra il testo sull\u2019A. D. \u00e8 alla Camera e sono in corso molte audizioni che come gi\u00e0 al Senato confermano le peggiori preoccupazioni sul ddl Calderoli. Sta crescendo nel Mezzogiorno la consapevolezza delle conseguenze di questa proposta, con il rischio concreto che la secessione dei ricchi non sia solo uno slogan. Occorre insistere, ma bisogna porsi l\u2019obiettivo di spiegare anche al Nord come \u00e8 stato fatto gi\u00e0 in alcune realt\u00e0 che la frantumazione del nostro paese e dei diritti dei cittadini \u00e8 un danno per tutti e prelude alla privatizzazione dei servizi che rispondono a diritti fondamentali come sanit\u00e0, scuola, lavoro,ecc. L\u2019obiettivo \u00e8 fermare l\u2019approvazione della proposta Calderoli, o almeno ritardarla compreso un rinvio al Senato se si riuscir\u00e0 ad introdurre modifiche. Se l\u2019A.D. dovesse diventare legge ci sar\u00e0 ancora tanto da fare, Villone si \u00e8 esercitato con altre proposte importanti, dai ricorsi delle Regioni alla Corte costituzionale a consultazioni popolari che potrebbero promuovere direttamente i comuni che hanno questa previsione nello statuto per allargare il dissenso sull\u2019A. D.. Naturalmente continuando a fare crescere la mobilitazione e le iniziative.<br \/>\nA nostro avviso se dei parlamentari ripresenteranno alla Camera la lip potranno usarla per arricchire le motivazioni e le occasioni di contrasto al ddl Calderoli<br \/>\nQuando i tempi dei provvedimenti si allungano non \u00e8 semplice mantenere la mobilitazione in modo continuativo, ma dobbiamo proseguire con impegno e fantasia.<br \/>\nIn particolare consideriamo possibile tentare anche la strada del referendum abrogativo del ddl Calderoli che con una furbata \u00e8 stato connesso alla legge di bilancio ma \u00e8 in realt\u00e0 un provvedimento che non c\u2019entra con la spesa, infatti non prevede un intervento a favore delle regioni pi\u00f9 deboli e recita pi\u00f9 volte che non ci saranno aumenti di spesa, quindi c\u2019\u00e8 lo spazio per sostenere che un referendum abrogativo \u00e8 possibile anche prima che intervengano i decreti attuativi.<br \/>\nPremierato e Autonomia regionale differenziata pongono il problema generale che occorre recuperare errori del passato che hanno portato a sottovalutare il ruolo strategico della Costituzione e il valore dell\u2019assetto democratico che essa prevede.<br \/>\nOggi va rilanciata l\u2019attuazione e la difesa della Costituzione e questo va fatto come ha deciso la Via Maestra, mettendo in collegamento temi sociali e sostanza della democrazia, unificando le iniziative referendarie quando \u00e8 possibile.<br \/>\nCon questo indirizzo organizzeremo un appuntamento il 23 aprile pomeriggio nella sala Capitolare del Senato, che verr\u00e0 trasmessa in diretta dalla Tv del Senato, con l\u2019obiettivo di fare sentire forte e chiara la contrariet\u00e0 a queste proposte e insieme per contribuire a rilanciare un grande movimento sulle questioni di fondo della democrazia in Italia. Non ci rassegniamo al declino della partecipazione, vogliamo contribuire a dimostrare che si pu\u00f2 rilanciare il protagonismo dei cittadini.<br \/>\nInfine sulla legge elettorale. Certo, \u00e8 necessaria una nuova legge elettorale fondata su proporzionale ed elezione diretta dei parlamentari da parte di elettrici ed elettori, ma dobbiamo riconoscere che tuttora ci sono pareri diversi anche dentro l\u2019opposizione, che peraltro ha perso l\u2019occasione che ha avuto prima della vittoria delle destre per cambiare una legge sbagliata ed erratica come il rosatellum. Il maggioritario resiste malgrado le evidenze contrarie anche in una parte dell\u2019opposizione e c\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare per superare le difficolt\u00e0 attuali. Oggi \u00e8 difficile immaginare di affrontare con un referendum abrogativo il superamento del rosatellum e la discussione sui quesiti mi sembra francamente prematura, tanto pi\u00f9 che si rischia di dividere lo schieramento unitario che occorre costruire e rafforzare sulla Costituzione e l\u2019Autonomia differenziata.<br \/>\nCerto occorre evitare di tornare a votare con il rosatellum ma prima occorre fermare l\u2019attacco alla Costituzione e nel frattempo costruire un orientamento che oggi non ha abbastanza forza per affrontare una prova difficile. Non tutto si pu\u00f2 affrontare per via referendaria, ci sono altri strumenti da usare, al limite in vista di questo obiettivo, per fare crescere la consapevolezza sull\u2019esigenza di arrivare ad una nuova legge elettorale. Ci sono oggi posizioni interessanti con cui confrontarsi per fare crescere la consapevolezza.<br \/>\nLa nostra organizzazione \u00e8 a rete, non ha sovraordinati, e ovviamente c\u2019\u00e8 piena libert\u00e0 di assumere iniziative ma dobbiamo avere la consapevolezza che il coordinamento oggi non avrebbe la forza e le risorse umane e materiali, nemmeno volendo, per andare nella direzione di un referendum abrogativo sulla legge elettorale.<br \/>\nNon manca la convinzione che il problema della legge elettorale \u00e8 fondamentale per contrastare l\u2019astensionismo ma occorre perseguire l\u2019obiettivo con consapevolezza delle risorse e delle energie disponibili.<br \/>\n*( Alfiero Grandi, \u00e8 un politico e sindacalista italiano. Gi\u00e0 Deputato della Repubblica Italiana.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 \u2013 Roberto Ciccarelli*: ECONOMIA. EFFETTO BCE: PUNIRE I SALARI, DEPRIMERE I CONSUMI, PREMIARE I PROFITTI &#8211; LA STORIA. ECONOMIA DI GUERRA: UN RAPPORTO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA RACCONTA GLI EFFETTI DELLE SUE POLITICHE, MA SENZA SPIEGARE LE CAUSE. LAGARDE: \u00abA GIUGNO UN TAGLIO DEI TASSI DI INTERESSE, MA SENZA IMPEGNO\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Consumi ridotti, risparmi intaccati, straordinari e lavoretti extra, in nero si presume. E pi\u00f9 precariet\u00e0 a tempo pieno. Sul fronte interno di un\u2019Europa che si sta pensando in un\u2019economia di guerra \u00e8 stato questo il modo in cui le famiglie dell\u2019Eurozona hanno cambiato le loro abitudini per far fronte alla fiammata inflazionistica e alle decisioni della Banca Centrale Europea (Bce) di aumentare i tassi di interesse che hanno comportato tra l\u2019altro l\u2019erosione dei salari e dei risparmi. L\u2019idea economica che sta dietro a questa politica \u00e8 paradossale: pur sapendo che l\u2019inflazione attuale non \u00e8 stata generata da una spirale prezzi-salari, ma semmai da un boom dei profitti, tutte le autorit\u00e0 bancarie hanno deciso di punire i lavoratori in maniera preventiva. per evitare che i salari salgano domani, bisogna punire oggi i lavoratori. Il risultato \u00e8 stato quello di implementare i profitti, cio\u00e8 la causa dell\u2019inflazione. In attesa di tornare all\u2019ordine, con un\u2019inflazione sotto il 2%. Cosa che dovrebbe avvenire nel 2025. I soldi persi? Hanno arricchito imprese, banche e rendite.<\/p>\n<p>BCE: ABBASSARE I SALARI, ALLE BANCHE EXTRA-PROFITTI<br \/>\nQuesta situazione \u00e8 ben conosciuta a Francoforte, la sede della Bce al punto che, ieri, \u00e8 stato diffuso un altro studio che conferma gli effetti del caro-vita sulla sua politica sui salari, i consumi e sui risparmi. Con un\u2019avvertenza: lo studio non spiega le cause di questa situazione, ma registra disinvoltamente gli effetti sulla vita delle persone. Tra chi ha risposto alle domande del sondaggio effettuato nell\u2019agosto 2023 il 69%, ha modificato i consumi, il 43% ha usato i risparmi, il 31% ha cercato di far salire le entrate. Tra chi ha agito solo sui propri consumi, il 50% ha cercato di trovare prezzi pi\u00f9 vantaggiosi altrove, il 33% ha abbassato la qualit\u00e0 dei propri acquisti, il 28% ha ridotto le quantit\u00e0. Solo il 15% ha negoziato un aumento di stipendio, mentre il 17% ha fatto gli straordinari o ha preso un lavoretto extra. Lo studio ha anche registrato un calo dei risparmi negli ultimi due anni, determinato non dall\u2019aumento della spesa sui beni di prima necessit\u00e0 ma da quella sui viaggi e le attivit\u00e0 di ricreazione in generale. Questo perch\u00e9, spiega la Bce, \u00e8 aumentata maggiormente la spesa dei nuclei ad alto reddito. Questi ultimi, dopo la pandemia, hanno recuperato e sono tornati a finanziare l\u2019economia predatoria del turismo. La spesa dei nuclei a basso reddito, concentrata sui beni di prima necessit\u00e0, resta ferma. \u00c8 l\u2019immagine di una societ\u00e0 classista. La Bce la tiene ferma.<\/p>\n<p>BCE: GUERRA ALL\u2019INFLAZIONE O AI LAVORATORI?<br \/>\nIn un convegno tenuto ieri all\u2019universit\u00e0 Goethe a Francoforte il suo economista-capo Philip Lane ha chiarito il problema politico che impedisce, al momento, di tagliare i tassi di interesse (dovrebbe avvenire a giugno, ieri la Fed americana li ha lasciati fermi). Sono attesi i dati di aprile che dovrebbero attestare la decelerazione della crescita dei salari, contenuta dall\u2019aumento dei profitti. Solo dopo avere messo al riparo questi ultimi, si proceder\u00e0 al taglio. Che per\u00f2, ha precisato la presidente Bce Christine Lagarde, \u00abnon sar\u00e0 vincolato a successive riduzioni\u00bb. Questo significa che la Bce dar\u00e0 in pasto ai mercati il tanto sospirato taglio, per dare l\u2019illusione di fare ripartire il mercato dei mutui. La disciplina rester\u00e0 per\u00f2 la stessa almeno per il prossimo anno quando l\u2019inflazione \u00e8 prevista al 2,3% (2024), al 2% (2025) e all\u20191,9% (2026). Dunque altri due anni di ingrasso dei profitti. Loro non sono mai stanchi.<\/p>\n<p>QUELLA ROVINOSA CADUTA DELLA POLITICA DEI REDDITI<br \/>\nSu questa navigazione a vista, orientata solo da politiche monetariste, pesano anche le incertezze sulla crescita legate alle due guerre in Ucraina e a Gaza. Dal punto di vista dei dati, tanto cari alla Bce, due conferme sono arrivate ieri dall\u2019Istat in Italia: l\u2019indice della produzione industriale \u2013 importante per capire l\u2019andamento dell\u2019economia \u2013 \u00e8 rallentato a gennaio, bruciando i miglioramenti dell\u2019ultima parte dello scorso anno e tornando cos\u00ec ai livelli di novembre 2023. E poi sono cresciuti i prezzi delle case: +1,3% nel 2023, mentre le compravendite diminuiscono anche a causa della crisi dei salari.<\/p>\n<p>Matteo Gaddi: \u00abPROFITTI ALLE STELLE, CROLLANO I SALARI, LE IMPRESE PAGHINO\u00bb<br \/>\nSegnali che contraddicono la narrazione auto-incensatoria del governo italiano che per\u00f2 far\u00e0 a meno di notarli. \u00c8 il prezzo delle politiche dell\u2019identit\u00e0 e della loro speculazione sul mercato della politica.<br \/>\n*(Roberto Ciccarelli. Filosofo e giornalista, scrive per \u00abil manifesto\u00bb. )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Laura Pennacchi*: MELONI E LE TASSE, TRA CARIT\u00c0, OSTILIT\u00c0 E STATO MINIMO &#8211; IL SENSO DI UNA RIFORMA. L\u2019IDEA DELL\u2019EPOCA DI REAGAN E THATCHER CHE \u00abLA SOCIET\u00c0 NON ESISTE\u00bb \u00c8 PARTE DI UNA &#8220;ECONOMIA&#8221; DI BENEFICI FISCALI E TRASFERIMENTI MONETARI AL MERCATO E ALLE PRIVATIZZAZIONI.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019affermazione della premier Meloni \u2013 \u00abNON PENSO E NON DIR\u00d2 MAI CHE LE TASSE SONO BELLISSIME, LO SONO LE LIBERE DONAZIONI E NON I PRELIEVI IMPOSTI PER LEGGE\u00bb \u2013 contiene un intreccio concettuale a cui \u00e8 bene prestare molta attenzione. Da una parte, infatti, vi ritroviamo un\u2019ostilit\u00e0 a un istituto fondamentale della Repubblica democratica \u2013 le tasse, appunto \u2013 a cui la premier ci ha tristemente abituati, dalle tasse definite \u00abpizzo di stato\u00bb alla crescente tolleranza dell\u2019evasione fiscale. Dall\u2019altra vi \u00e8 esaltata l\u2019attitudine alla beneficenza e alla carit\u00e0 da parte dei ricchi, magari loro stessi evasori, che dovrebbero sopperire al degrado e alla privatizzazione dei servizi pubblici indotto dalle decrescenti risorse fiscali destinate a finanziarli.<\/p>\n<p>QUESTO INTRECCIO PALESA QUALE ANGUSTA NOZIONE ABBIA LA DESTRA DELLA \u00abRESPONSABILIT\u00c0 COLLETTIVA\u00bb CHE LE ISTITUZIONI PUBBLICHE DOVREBBERO ESERCITARE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI.<\/p>\n<p>Il \u00abNAZIONALISMO MERCATISTA\u00bb CHE ANIMA LA DESTRA SI TRADUCE DA UNA PARTE IN CORPORATIVISMO (L\u2019EVASIONE FISCALE VIENE TOLLERATA SPECIALMENTE DA PARTE DEL PROPRIO ELETTORATO, ARTIGIANI, COMMERCIANTI, PARTITE IVA\u2026), DALL\u2019ALTRA IN UN MIX DI PRIVATIZZAZIONE E DI ASSISTENZIALISMO COMPASSIONEVOLE I CUI ELARGITORI, MEGLIO SE GRANDI, VANNO CONSIDERATI, ESSI S\u00cc, \u00abBELLISSIMI\u00bb.<\/p>\n<p>Qui si svela che il sovranismo populistico non cessa di contenere molto liberismo e qui c\u2019\u00e8 uno snodo cruciale, decisivo sotto il profilo culturale e caratterizzante anche dal punto di vista antropologico: si punta a minare profondamente il senso di responsabilit\u00e0 collettiva che sostiene le politiche pubbliche e che si esprime attraverso le istituzioni collettive.<\/p>\n<p>Non si deve dimenticare che l\u2019ostilit\u00e0 alle tasse, insieme con l\u2019idea che \u00abla societ\u00e0 non esiste\u00bb e pertanto non esiste la responsabilit\u00e0 collettiva, si sono imposte all\u2019epoca di Thatcher e di Reagan, parte di una supply side economics consistente in benefici fiscali e trasferimenti monetari in favore dell\u2019autoregolazione del mercato, delle privatizzazioni e dello \u00abStato minimo\u00bb. Infatti, nessuno credeva che i tagli fiscali del 1981 potessero essere finanziariamente sostenibili (e in effetti non lo furono), ma si consideravano i tagli stessi come mezzi per formare disavanzi tali da affamare il bilancio pubblico (starving the beast e la bestia \u00e8 l\u2019operatore pubblico). Il tutto nella pi\u00f9 classica logica ostile all\u2019esercizio della responsabilit\u00e0 collettiva incarnata dalle istituzioni pubbliche: \u00abMeno tasse, meno regole, meno stato, pi\u00f9 mercato\u00bb, associando l\u2019idea che la tassazione sia intrinsecamente dannosa alla volont\u00e0 di ridurre al minimo il ruolo degli stati e dei governi lasciando spazi solo a un welfare residuale e alla carit\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>OGGI, DUNQUE, VA POSTO CON TUTTA LA INCISIVIT\u00c0 CHE MERITA IL PROBLEMA CRUCIALE DEL LIMITE SOTTO IL QUALE LA RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE PU\u00d2 GENERARE LA DEVASTAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI E LA CRISI DEL WELFARE E, AL TEMPO STESSO, DEPOTENZIARE L\u2019OPERATORE PUBBLICO NELL\u2019ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI STRATEGICHE.<\/p>\n<p>Il significato e il ruolo della tassazione non sono valutabili in se stessi, ma si commisurano anche e soprattutto agli effetti redistributivi (per i quali \u00e8 essenziale la progressivit\u00e0) che essa consente di perseguire, al livello e alla qualit\u00e0 dei servizi di cui una societ\u00e0 desidera disporre (i quali, a loro volta, esprimono la qualit\u00e0 dei \u00ablegami di cittadinanza\u00bb propri di quella stessa societ\u00e0), alla natura del modello di sviluppo che si vuole adottare e allo spazio da farvi ai beni pubblici e collettivi, in primo luogo sanit\u00e0 e istruzione.<br \/>\nL\u2019idea neoliberista che le tasse siano un furto, un esproprio, un \u00abmettere le mani nelle tasche dei cittadini\u00bb \u00e8 un\u2019idea tipicamente di destra, sulla base della quale essa ha legittimato moralmente chi si sente autorizzato ad evaderle. Invece, le tasse vanno considerate un \u00abcontributo al bene comune\u00bb \u2013 parole non solo di Tommaso Padoa Schioppa ma del Catechismo sociale della Chiesa e della nostra Costituzione \u2013 perch\u00e9 il mezzo con cui reperire le risorse necessarie a finanziare strade, ferrovie, reti, scuole, ospedali, asili nido, riassetto idrogeologico, riqualificazione dei territori e delle citt\u00e0, Ricerca e Sviluppo e innovazione. Tutte cose per le quali servono diretti interventi strutturali e piani straordinari di investimento pubblico per la creazione di lavoro, tanto pi\u00f9 oggi di fronte alle grandi transizioni ecologica, digitale, sociodemografica.<br \/>\nSi tratta di riconoscere nell\u2019operatore pubblico l\u2019interprete della responsabilit\u00e0 collettiva, da esercitarsi congiuntamente alla responsabilit\u00e0 individuale ma per il cui esercizio \u00e8 essenziale la raccolta per via fiscale di risorse adeguate, e di prendere le distanze dalla visione dello \u00abStato minimo\u00bb che sposta tutto sulla responsabilit\u00e0 individuale e lascia il singolo alla benevolenza della carit\u00e0 e della filantropia, in realt\u00e0 solo, una volta che le tasse gli siano state decurtate, a sbrogliarsela con le incombenze della vita.<br \/>\n*(fonte. Il Manifesto. Laura Pennacchi, \u00e8 un&#8217;economista e politica italiana gi\u00e0 Deputato della Repubblica Italiana.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 EUROPA* I FABBISOGNI DI UNA POPOLAZIONE CHE INVECCHIA EUROPA &#8211; LA PORZIONE DI PERSONE CON PI\u00d9 DI 65 ANNI STA PROGRESSIVAMENTE AUMENTANDO IN EUROPA. QUESTO COMPORTA UNA MAGGIORE DIPENDENZA, CHE NEL MEDIO TERMINE RICHIEDER\u00c0 DI AUMENTARE UNA SPESA GI\u00c0 INGENTE E DI AFFIANCARE GLI ANZIANI CON UNA MAGGIORE CAPACIT\u00c0 DI ASSISTENZA.<\/strong><\/p>\n<p>\u2022 OLTRE UNA PERSONA SU 5 IN UE HA PI\u00d9 DI 65 ANNI (2023).<br \/>\n\u2022 LA SPESA PER ANZIANI AMMONTA AL 10,4% DEL PIL (2022). L&#8217;ITALIA \u00c8 PRIMA DA QUESTO PUNTO DI VISTA, CON IL 13,7%.<br \/>\n\u2022 QUASI LA MET\u00c0 DEGLI ANZIANI IN DIFFICOLT\u00c0 NON RICEVE SUFFICIENTE ASSISTENZA PERSONALE O DOMESTICA.<\/p>\n<p>Grazie al miglioramento delle condizioni di vita e al conseguente allungamento dell\u2019aspettativa, in tutta Europa il numero di anziani \u00e8 in aumento. Visto il parallelo calo delle nascite, si pu\u00f2 dire che la popolazione sta mediamente invecchiando.<br \/>\n\u2022 All\u2019inizio degli anni 2000 la quota di persone con almeno 65 anni di et\u00e0 sul totale si aggirava intorno al 16%: appena 20 anni dopo, il valore risulta incrementato di 5 punti percentuali.,<br \/>\n\u2022 Nonostante qualche differenza tra gli stati europei, non c\u2019\u00e8 paese che non registri questo fenomeno. In media, il 21,3% dei cittadini Ue \u00e8 anziano.<br \/>\nUna delle conseguenze pi\u00f9 evidenti \u00e8 l\u2019aumento della dipendenza, dal nucleo familiare ma anche da servizi specifici per la terza et\u00e0. Sono sempre meno le persone in et\u00e0 lavorativa, ed essendo progressivamente meno numerose le famiglie aumentano anche i bisogni di cura e assistenza degli anziani. La spesa, gi\u00e0 ingente, \u00e8 destinata ad aumentare per soddisfare fabbisogni sempre maggiori.<\/p>\n<p>L\u2019EUROPA \u00c8 UN CONTINENTE CHE INVECCHIA &#8211; Gli anziani in Europa sono pi\u00f9 di 90 milioni.<\/p>\n<p>Come emerge dalle rilevazioni demografiche di Eurostat, parliamo di oltre il 20% di tutta la popolazione: pi\u00f9 di una persona su cinque.<br \/>\n\u2022 21,3% della popolazione europea ha pi\u00f9 di 65 anni, nel 2023.<br \/>\n\u2022 Questa quota varia ampiamente da stato a stato, con Italia e Portogallo al primo posto, entrambe con il 24% della popolazione anziana.<br \/>\n\u2022 Seguono Bulgaria, Finlandia e Grecia con quote superiori al 23%. Solo in 9 stati membri non si arriva al 20%: si tratta di Lussemburgo (unico sotto il 15%), Irlanda, Cipro, Slovacchia, Malta, Austria, Romania, Belgio e Polonia. L\u2019Italia \u00e8 anche il paese con l\u2019et\u00e0 mediana pi\u00f9 elevata: 48,4 anni, mentre in Irlanda, Lussemburgo e Cipro siamo sotto i 40.<br \/>\nLa spesa per anziani \u00e8 ingente e l\u2019Italia \u00e8 prima per rapporto con il Pil<br \/>\nPer sostenere buoni standard di vita alla fascia demografica pi\u00f9 anziana, sono necessari numerosi interventi di spesa pubblica: in primis, le pensioni per vecchiaia sono un presidio necessario ma anche gli investimenti in infrastrutture di sostegno sociale e medico, come le strutture residenziali per gli anziani non autosufficienti.<\/p>\n<p>Complessivamente tale voce di spesa \u00e8 pari a oltre il 10% del Pil europeo, ed \u00e8 in aumento da anni. Nel corso di un decennio \u00e8 aumentata del 34,8%, anche se il suo rapporto con il prodotto interno lordo \u00e8 rimasto stabile.<\/p>\n<p>L\u2019ITALIA \u00c8 IL PRIMO PAESE PER SPESA PER ANZIANI IN RAPPORTO AL PIL<br \/>\nLa spesa per anziani in termini assoluti e in rapporto al Pil e la variazione dal 2013 al 2022<\/p>\n<p>I dati si riferiscono alla spesa effettuata dal governo centrale per la funzione \u201canzianit\u00e0\u201d, che comprende anche le pensioni. Il valore \u00e8 restituito in termini assoluti e in rapporto al Pil (cui \u00e8 riferita la gradazione di colore). Viene inoltre riportata la variazione della spesa nel decennio.<br \/>\n\u2022 L\u2019Italia \u00e8 il primo paese in Europa per spesa per anziani in rapporto al Pil (13,7%).<br \/>\n\u2022 Seguono Finlandia, Austria e Francia (sopra il 13%). Ultima invece l\u2019Irlanda (3,1%).<br \/>\n\u2022 Tre paesi dell\u2019Europa orientale (Romania, Bulgaria e Lituania) hanno invece visto l\u2019aumento pi\u00f9 pronunciato tra 2013 e 2022: in dieci anni, la spesa \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata.<br \/>\n\u2022 Solo in Grecia si \u00e8 verificato un calo, bench\u00e9 lieve: -3,3%. Mentre l\u2019Italia \u00e8, dopo la Svezia, lo stato membro che ha visto l\u2019incremento pi\u00f9 contenuto: +19,1% in un decennio. Nel nostro paese questa voce di spesa ammonta a pi\u00f9 di 266 miliardi di euro, pari al 24,4% della spesa totale. In Finlandia, la quota supera il 25%.<\/p>\n<p>UN FABBISOGNO NON INDIFFERENTE<\/p>\n<p>Nei paesi con pi\u00f9 anziani, il rapporto tra chi \u00e8 ormai inattivo a causa dell\u2019et\u00e0 e le persone in et\u00e0 lavorativa \u00e8 molto elevato.<br \/>\n\u2022 In Portogallo, per ogni 100 persone che potenzialmente lavorano, ce ne sono 38 di oltre 65 anni. Poco distante l\u2019Italia, come anche la Bulgaria e la Finlandia.<br \/>\nLa dipendenza assume diverse forme e l\u2019equilibrio tra parte attiva e parte passiva della societ\u00e0 si rispecchia anche nella qualit\u00e0 della vita. Gli anziani hanno spesso bisogno di assistenza, ma a causa anche del numero sempre inferiore di figli per famiglia, spesso si trovano a necessitare di supporto proveniente dall\u2019esterno. Questo emerge chiaramente dai risultati dell\u2019Ehis, la European health interview survey, con cui Eurostat ha misurato in pi\u00f9 momenti le necessit\u00e0 della popolazione anziana in Europa.<\/p>\n<p>IN UE QUASI MET\u00c0 DEGLI ANZIANI IN DIFFICOLT\u00c0 NON HA SUFFICIENTE ASSISTENZA<br \/>\nGLI ANZIANI CON GRAVI DIFFICOLT\u00c0 CHE HANNO DICHIARATO DI AVER BISOGNO DI ASSISTENZA PERSONALE O DOMESTICA (2019)<\/p>\n<p>I dati si riferiscono al numero di persone, nell\u2019ambito dell\u2019Ehis (European health interview survey), di oltre 65 anni che hanno dichiarato di necessitare di assistenza per svolgere compiti di cura personale o domestici. Sono considerate solo le persone che hanno riportato difficolt\u00e0 gravi.<br \/>\n\u2022 In Lussemburgo quasi tre quarti degli anziani ha dichiarato di non ricevere sufficiente assistenza.<br \/>\n\u2022 Seguono Croazia e Finlandia con quote superiori al 70%. L\u2019Italia, con il 44,2%, \u00e8 leggermente al di sotto della media Ue (46,6%).<br \/>\n\u2022 Ultime invece Lettonia e Paesi Bassi, dove meno di un quarto degli over 65 dichiara di aver bisogno di assistenza.<br \/>\nSi tratta comunque di dati in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione Ehis risalente al 2014, nella quale le quote risultavano essere pi\u00f9 elevate.<br \/>\n\u2022 Il 51,8% degli intervistati in condizioni di grave difficolt\u00e0 dichiarava di non ricevere sufficiente aiuto, una cifra che 5 anni dopo era di 5 punti percentuali pi\u00f9 bassa.<br \/>\nTuttavia l\u2019invecchiamento della popolazione causa inevitabilmente un aumento dei fabbisogni: un fenomeno che riguarda la societ\u00e0 nella sua interezza.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Andrea Medda*: \u201cCI SAR\u00c0 UNA NUOVA PANDEMIA\u201d: L\u2019ALLARME DELL\u2019ESPERTA<\/strong><br \/>\nL\u2019ALLARME SU UNA NUOVA PANDEMIA: PARLA ILARIA CAPUA. LA SITUAZIONE DENGUE E AVIARIA &#8211; NON SOLO L\u2019ALLERTA DENGUE E L\u2019AVIARIA, IN ARRIVO UNA NUOVA PANDEMIA. L\u2019ESPERTA ILARIA CAPUA, NOTA VIROLOGA, HA FATTO LA SUA PREVISIONE.<\/p>\n<p>In Italia si parla ultimamente degli effetti devastanti subiti dalle persone dopo la diffusione del Covid ma anche delle recenti allerte relative al Dengue. Eppure, secondo la nota virologa Ilaria Capua grande attenzione andrebbe fatta anche su quella che sar\u00e0 una nuova pandemia. Intervistata da Il Giornale, l\u2019esperta non ha fatto giri di parole per sottolineare il suo pensiero.<\/p>\n<p>L\u2019ALLARME SU UNA NUOVA PANDEMIA: PARLA ILARIA CAPUA<br \/>\nGi\u00e0 in passato la Capua aveva parlato di come, certamente, ci sar\u00e0 una nuova pandemia. Anche a Il Giornale, la virologa, da poco tornata in Italia dagli States, ha ribadito il proprio pensiero: \u201cNon sappiamo quando, n\u00e9 se si diffonder\u00e0 per via respiratoria, sessuale o oro-fecale. Ma ci sar\u00e0\u201c, ha detto in merito appunto ad una nuova pandemia in arrivo.<br \/>\n\u201cDel resto lo scorso secolo ci sono state tre pandemie influenzali (spagnola, asiatica e Hong Kong) e poi c\u2019\u00e8 stato l\u2019Hiv. Facendo i conti, le pandemie influenzali arrivano ogni 11-40 anni\u201d, ha proseguito.<\/p>\n<p>LA SITUAZIONE DENGUE E AVIARIA<br \/>\nDecisa l\u2019esperta anche sul fronte Dengue: \u201cAvere paura non serve. Ma, questo s\u00ec, serve una lotta con tutti i crismi contro le zanzare, a cominciare dalla zanzara tigre, veicolo del virus\u201d, il pensiero della Capua.<br \/>\nIn questa ottica, l\u2019esperta ha voluto sottolineare cosa dovrebbero fare le istituzioni, ovvero \u201cprovvedere a bonifiche e disinfestazioni\u201d. Stesso discorso per quanto riguarda i cittadini privati che \u201cdevono evitare situazioni che favoriscono la diffusione delle zanzare: dai sottovasi pieni di acqua stagnante a stagni e mini laghetti nei giardini\u201d.<br \/>\nLa cosa principale da evitare \u00e8 che \u201cla zanzara tigre si infetti e dia vita a un ciclo autoctono nazionale. Quello diventerebbe un problema\u201d, ha aggiunto la Capua.<br \/>\nPer quanto concerne l\u2019aviaria, la virologa ha detto, invece: \u201cLa situazione \u00e8 molto seria. Non per il rischio del salto di specie nell\u2019uomo ma per la situazione sanitaria degli animali: nel 2023 sono morti o sono stati abbattuti 450 milioni di volatili\u201d<br \/>\n*(Fonte: News Mondo. Andrea Medda, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Antonio Piemontese*: COME LA GUERRA HA TRASFORMATO L&#8217;INDUSTRIA UCRAINA DELL&#8217;AEROSPAZIO. PER KYIV I SATELLITI SONO STATI FONDAMENTALI NELLA DIFESA DALL&#8217;AGGRESSIONE RUSSA. NEL SETTORE LAVORANO CIRCA SEDICIMILA ADDETTI MA ORA C&#8217;\u00c8 UN PROBLEMA DI FONDI. <\/strong>(visto dall\u2019altra parte)<\/p>\n<p>Kyiv, Kharkyv, Dnipro: questi i vertici dell&#8217;ideale poligono che descrive il settore aerospaziale dell&#8217;Ucraina, colpito &#8211; ma non affondato &#8211; da venticinque mesi di ostilit\u00e0. Un comparto che, in due anni di guerra iper tecnologica, ha mostrato di essere irrinunciabile: dai satelliti \u00e8 venuto un aiuto fondamentale per le truppe del presidente Volodymyr Zelensky. Le connessioni internet, certo; i sistemi di guida di missili e droni: ma anche le prove inconfutabili per smentire la propaganda del Cremlino. Come a Bucha, quando le immagini dei satelliti dell&#8217;americana Maxar Technologies &#8211; e i loro metadati &#8211; smentirono le accuse, rivolte a Kyiv, di aver inscenato il massacro dei propri stessi connazionali.<br \/>\nIn questo e altri casi i dispositivi in orbita hanno consentito ai giornalisti di documentare atrocit\u00e0 e crimini di guerra russi, confermando che nel ventunesimo secolo i manuali di arte bellica devono necessariamente comprendere un capitolo per il cosmo, e un altro per la guerra della propaganda su internet. Grazie alle immagini dall&#8217;alto \u201csiamo stati in grado di respingere la narrazione mendace su Bucha &#8211; ha detto il vice maresciallo dell&#8217;aria Paul Godfrey, alla testa dello UK Space Command -. Non sottovalutate l&#8217;effetto deterrente che questo ha avuto sui russi\u201d.<\/p>\n<p>Triangolo industriale<br \/>\nOgni citt\u00e0 \u00e8 specializzata in un pezzo della catena del valore. \u201cKyiv \u00e8 rinomata per l\u2019esperienza nell\u2019elettronica e nelle tecnologie di rendezvous, Kharkiv \u00e8 un hub per lo sviluppo di sistemi di controllo per lanciatori come Soyuz; Dnipro, invece, \u00e8 il cuore industriale, particolarmente versato nell\u2019assemblaggio e produzione di un\u2019ampia gamma di lanciatori e veicoli spaziali\u201d, dice a Wired l&#8217;ucraino Volodymyr Usov, ad e co-fondatore di Kurs Orbital, una startup del settore aerospace basata a Torino. Nei giorni scorsi Kurs ha raccolto 3,7 milioni di euro in un round di finanziamento guidato da Otb Ventures, a cui si sono aggiunti Credo Ventures, Galaxia, In-Q-Tel e Inovo. L&#8217;azienda realizza moduli standardizzati di rendezvous per consentire il trasporto, l\u2019estensione della vita, l\u2019assistenza in orbita e la rimozione dei detriti spaziali.<\/p>\n<p>\u201cI pi\u00f9 grandi nomi del settore aerospace nel mio Paese sono Yuzhnoye and Yuzhmash, specializzati rispettivamente nella progettazione e costruzione di veicoli di lancio\u201d, riprende il manager, gi\u00e0 direttore dell\u2019Agenzia spaziale ucraina, e quindi buon conoscitore dell\u2019ecosistema nazionale. Quale l&#8217;impatto della guerra sull&#8217;industria di settore? \u201cIl conflitto in corso ha innegabilmente influenzato l\u2019attivit\u00e0 del comparto &#8211; replica l&#8217;imprenditore &#8211; e il clima di incertezza presente complica la formulazione di strategie di lungo periodo\u201d prosegue. \u201cNello specifico, \u00e8 il settore civile a vedersela peggio, dal momento che la maggior parte delle risorse produttive sono state spostate verso le attivit\u00e0 militari. Inoltre, in questi due anni l\u2019Ucraina ha perso importanti contratti internazionali, come per esempio quelli per la produzione dei primi stadi dei razzi Antares e di quelli superiori dei razzi Vega. Spero che arrivino nuove opportunit\u00e0 per rimpiazzarli\u201d. Circa sedicimila persone, secondo le stime che circolano, sarebbero impiegate nelle industrie aerospaziali del Paese: buona parte non ha mai smesso di lavorare grazie allo smart working, gi\u00e0 sperimentato ai tempi della pandemia.<\/p>\n<p>DIPENDENZA DAI LANCI (COME DAL GAS)<br \/>\nNell&#8217;epoca di deglobalizzazione, reshoring e friendshoring dovuti alle crisi ricorrenti, quello che \u00e8 certo \u00e8 che, all\u2019inizio della guerra, l\u2019Europa si \u00e8 trovata in grave difficolt\u00e0 per l\u2019improvvisa mancanza dei servizi di lancio dei razzi Soyuz dovuta alle sanzioni nei confronti di Mosca. Lungo l\u2019elenco dei clienti che contavano sui vettori russi per mandare in orbita i propri dispositivi, tra cui due coppie di satelliti della costellazione europea Galileo, ma anche materiale giapponese.<br \/>\nUna dipendenza che non pareva tale fino a quando il bubbone non \u00e8 scoppiato nel febbraio del 2022, e che, vista con gli occhi di oggi, ricorda quella dal gas. Sono gi\u00e0 diverse le voci che chiedono di non sostituire un fornitore straniero con un altro. Nemmeno se si chiama Space X e batte bandiera statunitense. Insomma, nei prossimi anni l\u2019Europa potrebbe essere chiamata a costruirsi una propria capacit\u00e0 di lancio. E l\u2019Italia pu\u00f2 giocare un ruolo. A Torino c\u2019\u00e8 una scena aerospaziale vivace e attiva dagli anni Sessanta. Ed \u00e8 qui che \u00e8 basata Kurs, che ha altre due sedi, una a Catania, l\u2019altra a Kyiv. \u201cTorino per noi \u00e8 stata una scelta ovvia in Europa &#8211; dice Usov -. Ha un passato nella costruzione di gran parte degli habitat per l&#8217;esplorazione spaziale, produce i cargo per la Stazione spaziale internazionale e ha una scena vibrante composta da grandi aziende ma anche realt\u00e0 giovani. E non siamo gli unici a pensarla cos\u00ec: altre compagnie straniere stanno insediandoci i propri uffici. Inoltre \u00e8 ben collegata con le altre citt\u00e0 italiane ed europee&#8221;. E non ha ancora i prezzi di Milano.<br \/>\n*( International journalist and fixer based in Milan, Italy. My work has been published on Wired Italia, Wired US, La Repubblica, La Stampa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; La Marca (PD) partecipa all&#8217;evento \u201cWomen in Leadership\u201d organizzato dalla Canadian-Italian Business and Professional Association of Toronto 02 &#8211; Alfiero Grandi*: sintesi introduzione <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45477\" title=\"n\u00b012 &#8211; 23\/03\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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