{"id":45406,"date":"2024-03-16T17:51:10","date_gmt":"2024-03-16T17:51:10","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45406"},"modified":"2024-03-16T18:17:07","modified_gmt":"2024-03-16T18:17:07","slug":"n11-16-marzo-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45406","title":{"rendered":"n\u00b011 \u2013 16\/03\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; La Marca *(PD):<\/strong><br \/>\n<strong>A &#8211; Presentata ulteriore interrogazione su partecipazione al voto alle Elezioni europee.<\/strong><br \/>\n<strong>B &#8211; Risposta del Ministero del Lavoro all&#8217;interrogazione sulle pensioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Federico M. Butera*: Capitalismo e transizione ecologica: il lupo e l\u2019agnello &#8211; La crescita economica illimitata capitalistica si sostiene sulla crescita illimitata della estrazione di risorse dall\u2019ambiente, che per\u00f2 ha una capacit\u00e0 finita di fornirle.<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Alberto Negri*: Quanto tempo rimane all\u2019Ucraina? E alla Russia? IL LIMITE IGNOTO. Il tempo dell\u2019Ucraina si sta esaurendo? Non lo dice qualche pericoloso sovversivo, oppure Papa Francesco, ma un saggio di Foreign Affairs di Dara Massicot esperta del Carnegie Endowment for International [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Anna Lisa Bonfranceschi*: Cosa accadr\u00e0 al fotovoltaico con l&#8217;eclissi totale di Sole? La radiazione solare si riduce, e cos\u00ec la produzione dell\u2019energia rinnovabile (anche quella eolica). Gli scenari previsti per il prossimo 8 aprile &#8211; Eclissi totale di sole cosa accadr\u00e0 al fotovoltaico<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Alfiero Grandi*: Solo con il proporzionale c&#8217;\u00e8 il diritto di scegliere, Alfiero Grandi su Il Fatto Quotidiano 16.3.24<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Laura Carrer *: Siamo in guerra: le nuove superpotenze si chiamano Google, Facebook, Amazon, Apple e sono sempre pi\u00f9 pronte a prendere il posto dei vecchi stati. Cina, basta email e chat dopo l&#8217;orario di lavoro<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Stefano Ungaro*: la riforma fiscale \u00e8 il trionfo dello stato minimo &#8211; ideologia di governo. Si tratta del lento compimento di quella \u00abrivoluzione liberale\u00bb di cui parlava Berlusconi, almeno per quanto riguarda la sempre maggiore privatizzazione dello stato: MENO TASSE E AL TEMPO STESSO MENO SERVIZI.<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Claudio Tognonato*: Argentina, dure condanne ai massacratori dell\u2019Esma &#8211; DESAPARECIDOS E VOLI DELLA MORTE. Il processo a 40 anni dalla dittatura Videla ha portato a 48 condanne, 29 sono ergastoli. La sentenza di ieri \u00e8 anche un lascito dell\u2019era Kichner in un paese che teme ritorno al passato<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Marina Catucci, AUSTIN*: \u00abBiden \u00e8 parte del problema, permette il genocidio. Io da dem non lo voter\u00f2\u00bb Questione arabo-americana, parla Hatem Natsheh &#8211; \u00abAvrebbe potuto fermare la guerra fin dal primo giorno, se avesse voluto, \u00e8 il presidente degli Stati Uniti. Ma continuano a disumanizzarci come comunit\u00e0\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Andrea Cegna*: BUENOS AIRES &#8211; C\u2019\u00e8 Milei, la marea viola e verde invade le strade di Buenos<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; La Marca* (PD).<\/strong><br \/>\n<strong>A &#8211; PRESENTATA ULTERIORE INTERROGAZIONE SU PARTECIPAZIONE AL VOTO ALLE ELEZIONI EUROPEE<\/strong><br \/>\nNei giorni scorsi, la Senatrice La Marca ha depositato un\u2019ulteriore interrogazione, sottoscritta da numerosi Senatori e Senatrici del PD, sul voto alle Elezioni europee per i cittadini italiani residenti fuori dall\u2019Unione Europea. A un anno di distanza da un\u2019interrogazione sullo stesso tema, alla quale il Governo rispose in modo del tutto insufficiente (https:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/frame.jsp?tipodoc=Sindispr&amp;leg=19&amp;id=1375631 ), la Senatrice ha posto nuovamente la questione in vista del prossimo appuntamento elettorale della primavera.<br \/>\n\u201cDopo la risposta alla mia interrogazione di circa un anno fa, mi aspettavo passi in avanti in questi mesi ma purtroppo non \u00e8 successo nulla e il Governo non ha dato seguito a quanto indicato nella risposta. Alcune settimane fa, ho avuto modo di ribadire in Commissione Esteri il mio dispiacere riguardo una situazione del tutto ingiusta &#8211; i tanti giovani professionisti, cittadini del mondo che risiedono in Paesi fuori dall\u2019Europa, non possono esercitare il loro diritto di voto alle Elezioni europee se non recandosi presso il loro Comune di iscrizione in Italia con l\u2019aggravio dei relativi costi e disagi. Perci\u00f2 ho voluto presentare nuovamente un\u2019interrogazione ai Ministri competenti alla quale mi auguro che il Governo dia un riscontro rapido e concreto.\u201d Cos\u00ec la Senatrice La Marca depositando l\u2019interrogazione.<br \/>\nIn attesa della risposta, chi volesse votare alle prossime Elezioni europee, trova di seguito le indicazioni &#8211; i cittadini italiani che risiedono fuori dall\u2019Unione Europea riceveranno entro venti giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali un avviso dal Comune di iscrizione AIRE in Italia. Per poter partecipare a questa tornata elettorale, sar\u00e0 necessario recarsi in Italia nei giorni definiti dal suddetto avviso.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America &#8211; Senato della Repubblica XIX Legislatura ).<\/p>\n<p><strong>B &#8211; La Marca (PD) &#8211; Risposta del Ministero del Lavoro all&#8217;interrogazione sulle pensioni<\/strong><br \/>\nRoma, 14.03.2024<br \/>\n\u201cIn questi giorni \u00e8 arrivata la risposta alla mia interrogazione sulla mancata erogazione di alcuni ratei della pensione INPS a numerosi connazionali residenti in Nord e Centro America che mi avevano precedentemente riportato le loro frustrazioni per la spiacevole situazione\u201d. Cos\u00ec esordisce la Senatrice La Marca, commentando la risposta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali arrivata alla sua interrogazione presentata in data 23 gennaio 2024 (Link all\u2019interrogazione: https:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/showText?tipodoc=Sindisp&amp;leg=19&amp;id=1383392)<br \/>\n\u201cNei mesi scorsi, il mio ufficio ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di patronati e anziani in Nord e Centro America che lamentavano la mancata erogazione. Ci siamo attivati immediatamente, inviando segnalazioni agli uffici di INPS e contestualmente abbiamo depositato una interrogazione alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone\u201d.<br \/>\n\u201cNella risposta fornitaci \u2013 continua la Senatrice \u2013 il Ministero ci comunica che ha avviato un\u2019istruttoria coinvolgendo le strutture tecniche dell\u2019INPS per verificare eventuali malfunzionamenti. Sono parzialmente soddisfatta della risposta perch\u00e9 sia INPS, sia il Ministero del Lavoro, hanno preso l\u2019impegno a monitorare questa situazione e ad attivarsi prontamente verso le ambasciate, gli uffici consolari e i patronati con sedi all\u2019estero, al fine di aggiornare i dati ed erogare tempestivamente le relative prestazioni.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi auguro, alla luce di questi impegni assunti dagli Enti responsabili \u2013 conclude la Senatrice \u2013 che queste spiacevoli situazioni, che hanno colpito tanti concittadini nei mesi scorsi, non si verifichino nuovamente in futuro\u201d.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America &#8211; Senato della Repubblica XIX Legislatura )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Federico M. Butera*: CAPITALISMO E TRANSIZIONE ECOLOGICA: IL LUPO E L\u2019AGNELLO &#8211; LA CRESCITA ECONOMICA ILLIMITATA CAPITALISTICA SI SOSTIENE SULLA CRESCITA ILLIMITATA DELLA ESTRAZIONE DI RISORSE DALL\u2019AMBIENTE, CHE PER\u00d2 HA UNA CAPACIT\u00c0 FINITA DI FORNIRLE.<\/strong><\/p>\n<p>Fino a quando sar\u00e0 il mercato a decidere sulla transizione ecologica, non ce la faremo mai. Il mercato \u00e8 cieco, non ha morale, valori. Il capitalismo, che sul libero mercato si basa, conosce un solo imperativo, la massimizzazione del profitto, e subito. Secondo le leggi del mercato, se la transizione ecologica non fa ammassare pi\u00f9 ricchezze che il non farla, non la si fa. Non importa che sia in gioco il futuro dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo imperativo \u00e8 legato a un altro: la crescita senza limite, che deriva da una spirale perversa innescata dal fatto che nella logica dell\u2019accumulo di ricchezza il profitto deve sempre aumentare, e per aumentarlo si aumenta la produttivit\u00e0 attraverso la riduzione della forza lavoro, diminuendo cos\u00ec i costi. Ma ci\u00f2 genera disoccupazione, e il lavoratore disoccupato non consuma, e quindi parte della produzione resterebbe invenduta, e addio profitto. Occorre allora che l\u2019economia continui a espandersi indefinitamente per mantenere il tasso di occupazione. Questa \u00e8 la trappola della produttivit\u00e0, cos\u00ec qualcuno l\u2019ha chiamata, che spiega perch\u00e9 il PIL debba crescere sempre, e perch\u00e9 il successo di un governo si misuri da quanto \u00e8 cresciuto, poco importa se intanto la sanit\u00e0 e la scuola sono andate in malora, la disuguaglianza \u00e8 aumentata e l\u2019ambiente \u00e8 danneggiato.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 un problema: la crescita economica illimitata, postulata dal capitalismo, si sostiene sulla crescita illimitata della estrazione di risorse dall\u2019ambiente, che per\u00f2 ha una capacit\u00e0 finita di fornirle. Scriveva l\u2019economista Kenneth Boulding, gi\u00e0 nel 1966: \u00abChi crede che una crescita esponenziale possa continuare all\u2019infinito in un mondo finito \u00e8 un pazzo, oppure un economista\u201d. Lo aveva capito il popolo indiano americano Cree, con la profezia: \u201cQuando tutti gli alberi sono stati tagliati, quando tutte le acque sono inquinate, quando l\u2019aria \u00e8 dannosa da respirare, solo allora scopri che non puoi mangiare il denaro\u00bb<br \/>\nOsserva Umberto Galimberti, nel suo \u2018L\u2019etica del viandante\u2019, che \u00abil capitalismo si trova nella contraddizione di poter realizzare i propri scopi solo attraverso una progressiva distruzione della terra, in cui sono le risorse di cui il capitalismo ha bisogno per realizzare i suoi fini\u00bb. Quindi o si autodistrugge perch\u00e9 distrugge la sua base vitale oppure, come dice Emanuele Severino, citato da Galimberti: \u00absi convince del proprio carattere distruttivo, e finisce con l\u2019assumere come scopo non pi\u00f9 il semplice profitto, ma la sintesi tra profitto e salvezza della Terra\u2013e anche in questo caso il capitalismo perviene alla propria distruzione, perch\u00e9 assume uno scopo diverso per cui il capitalismo \u00e8 capitalismo\u00bb.<\/p>\n<p>IL CAPITALE DEVE SFRUTTARE NON SOLO IL LAVORO MA ANCHE L\u2019AMBIENTE PER PROSPERARE. L\u2019AVEVA GI\u00c0 SCOPERTO MARX, COME CI RIVELA KOHEI SAITO NEL SUO \u201cL\u2019ECOSOCIALISMO DI CARLO MARX\u201d.<br \/>\nMa intanto, impermeabili a queste considerazioni, ci sono quelli che puntano alla crescita \u201cverde\u201d, confidando nella infinita capacit\u00e0 creativa dell\u2019uomo, contando su nuove miracolose tecnologie, quali la riduzione della temperatura della Terra riducendo l\u2019energia solare che arriva mediante particelle riflettenti iniettate nella troposfera, con effetti indiretti che possono essere catastrofici; oppure l\u2019estrazione e il sotterramento della CO2 estratta dalle ciminiere e dall\u2019aria, con tutti i rischi che comporta, cos\u00ec non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ragione di ridurre la produzione di energia da fonti fossili; oppure ancora il fantomatico nucleare di IV generazione che ci fornirebbe tutta l\u2019energia che vogliamo senza emettere CO2.<br \/>\nTutto ci\u00f2 per poter aumentare produzione e consumi energetici senza limite, marginalizzando le rinnovabili, perch\u00e9 \u00e8 difficile fare diventare merce il sole e il vento, come si \u00e8 fatto con l\u2019acqua. Ma per farne che, di questa energia? Per estrarre sempre pi\u00f9 risorse, evidentemente. E da dove? Da un pianeta finito estraiamo risorse infinite?<br \/>\nUna civilt\u00e0 in armonia con la natura si basa su valori radicalmente diversi da quelli che governano il capitalismo. L\u2019avidit\u00e0 deve tornare ad essere un vizio, non una virt\u00f9, come \u00e8 ora; la competizione deve cedere il passo alla cooperazione; la sobriet\u00e0 deve tornare ad essere una virt\u00f9, e il consumismo un vizio da estirpare; l\u2019equit\u00e0 deve sempre essere un principio guida. Gi\u00e0 Aristotele, nel suo Politica, condannava l\u2019accumulo \u00absenza limite alcuno di ricchezza e propriet\u00e0\u00bb, e tra le massime che erano scritte nel pronao del tempio di Apollo, a Delfi, ce n\u2019era una che diceva: \u00abNiente eccessivamente\u00bb.<br \/>\nAlla luce di tutto questo, affidarci adesso al capitalismo per salvarci dalla crisi ambientale che ha causato, seguendo il miraggio della crescita \u201cverde\u201d, \u00e8 come dare l\u2019agnello in custodia al lupo, perch\u00e9 \u00e8 un sistema economico e culturale geneticamente incompatibile con la natura e le sue leggi.<br \/>\n*( Federico Maria Butera (Mezzojuso, 1943) \u00e8 un ingegnere italiano, professore emerito di fisica tecnica ambientale al Politecnico di Milano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Alberto Negri*: QUANTO TEMPO RIMANE ALL\u2019UCRAINA? E ALLA RUSSIA? IL LIMITE IGNOTO. IL TEMPO DELL\u2019UCRAINA SI STA ESAURENDO? NON LO DICE QUALCHE PERICOLOSO SOVVERSIVO, OPPURE PAPA FRANCESCO, MA UN SAGGIO DI FOREIGN AFFAIRS DI DARA MASSICOT ESPERTA DEL CARNEGIE ENDOWMENT FOR INTERNATIONAL [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Il tempo dell\u2019Ucraina si sta esaurendo? Non lo dice qualche pericoloso sovversivo, oppure Papa Francesco, ma un saggio di Foreign Affairs di Dara Massicot esperta del Carnegie Endowment for International Peace. Kiev e i suoi alleati fronteggiano un questione fondamentale: come fermare l\u2019avanzata russa e invertire la tendenza. Dopo la conquista di Avdiika, Mosca si sta rafforzando lungo tutto il fronte e la sua industria bellica produce a pieno ritmo mentre l\u2019Ucraina aspetta ancora gli aiuti militari americani bloccati dall\u2019impasse il Congresso. E se gli e europei hanno approvato un pacchetto di aiuti Ue, a Kiev manca ancora la consegna di armi pesanti come i missili tedeschi Taurus: come hanno rivelato le intercettazioni i generali tedeschi sono favorevoli ma non il cancelliere Scholtz che teme un\u2019altra escalation del conflitto.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019Ucraina deve razionare sia le munizioni che gli uomini da inviare al fronte. Quello cui assistiamo oggi \u00e8 dovuto essenzialmente al fatto che mentre la Russia ha mobilitato la sua economia di guerra l\u2019Occidente non l\u2019ha fatto e l\u2019Ucraina non \u00e8 in grado di farlo perch\u00e9 la sua base industriale, dopo due anni di conflitto e distruzioni, \u00e8 ridotta al minimo. La Russia \u00e8 riuscita a produrre o importare milioni di proiettili di artiglieria e si \u00e8 procurata migliaia di droni dai suoi partner (Iran e Corea del Nord) mentre le forniture occidentali non hanno tenuto il passo e si sta raschiando il fondo del barile degli arsenali militari.<\/p>\n<p>Non solo. E qui viene il punto pi\u00f9 importante. Nonostante i conflitti siano sempre pi\u00f9 tecnologici, la guerra, anche questa, divora la carne da cannone, ovvero i soldati. La Russia ha quindi reclutato militari in tutte le sue provincie mentre Kiev ha fallito la mobilitazione generale: molti uomini in et\u00e0 da combattimento \u2013 si parla di circa 300mila \u2013 si sono dati alla fuga dal Paese. I soldati al fronte non hanno possibilit\u00e0 di avvicendamento, le truppe migliori sono tenute nelle retrovie e il presidente Zelensky non ha avuto idea migliore di far fuori i vertici militari che erano diventati anche concorrenti politici. Secondo Foreign Affairs se non ci sar\u00e0 un\u2019inversione a breve di questa tendenza la situazione \u00e8 destinata peggiorare e raggiungere il punto pi\u00f9 basso entro l\u2019estate.<\/p>\n<p>Sia chiaro, neppure i russi stanno benissimo e presentano diverse vulnerabilit\u00e0, come dimostrano alcuni successi ucraini nel Mar Nero. In generale c\u2019\u00e8 stata un certa sottovalutazione della capacit\u00e0 della Russia di rispondere alle sfide belliche. Questo giudizio \u00e8 stato fortemente influenzato dalle sconfitte della Russia a Kharkiv e Kherson ma da allora Mosca si \u00e8 messa nelle condizioni di affrontare un conflitto prolungato dove il fattore tempo e quello del logoramento dell\u2019avversario giocano un ruolo fondamentale.<br \/>\nQuanto tempo pu\u00f2 resistere la Russia? I russi hanno dovuto ricondizionare migliaia di carri armati e blindati che giacevano nei magazzini e anche per loro le riserve non sono infinite: si stima che Mosca abbia ormai bruciato dal 30 al 40% delle sue riserve strategiche migliori. Eppure gli strateghi occidentali stimano che Mosca pu\u00f2 resistere altri due anni e due anni per l\u2019Ucraina sono un tempo infinito.<br \/>\nSe \u00e8 vero che il fronte ci appare in gran parte bloccato ci sono segnali preoccupanti per Kiev: nel Donetsk, occupato dai russi, i due nemici nel 2023 schieravano pi\u00f9 o meno lo stesso numero di soldati, da febbraio la Russia ha un vantaggio di due a uno. Certo anche la Russia non pu\u00f2 reclutare all\u2019infinito ed evita una mobilitazione generale che possa incidere sulla stabilit\u00e0 interna e la sicurezza del regime.<br \/>\nMa oggi, come si \u00e8 visto, il Cremlino \u00e8 in grado di programmare nuove offensive contro le roccaforti ucraine. L\u2019offensiva ucraina dei mesi scorsi invece \u00e8 clamorosamente fallita, al punto che neppure i pi\u00f9 ottimisti (o creduloni) oggi prestano la minima attenzione alla propaganda bellica di Zelensky. E questo \u00e8 un altro nodo della questione: il potere del dittatore Putin, che usa tutti i mezzi a sua disposizione, anche i pi\u00f9 crudeli, \u00e8 incontrastato, la cerchia intorno al presidente ucraino si sta sfaldando. Per lui e per l\u2019Ucraina il tempo non \u00e8 finito ma si sta esaurendo assai rapidamente.<br \/>\n*( Alberto Negri (Milano, 1956) \u00e8 un giornalista e reporter di guerra. Per \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb ha seguito dal 1987 al 2017 i principali eventi politici e bellici)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Anna Lisa Bonfranceschi*: COSA ACCADR\u00c0 AL FOTOVOLTAICO CON L&#8217;ECLISSI TOTALE DI SOLE? LA RADIAZIONE SOLARE SI RIDUCE, E COS\u00cc LA PRODUZIONE DELL\u2019ENERGIA RINNOVABILE (ANCHE QUELLA EOLICA). GLI SCENARI PREVISTI PER IL PROSSIMO 8 APRILE &#8211; ECLISSI TOTALE DI SOLE COSA ACCADR\u00c0 AL FOTOVOLTAICO<\/strong><\/p>\n<p>Non saremo tra i fortunati testimoni della prossima eclissi totale di Sole: il prossimo 8 aprile infatti solo gli abitanti di Messico, Stati Uniti e Canada avranno l\u2019opportunit\u00e0 di vedere la Luna spegnere il Sole. Un\u2019occasione d\u2019oro per appassionati, semplici cittadini, e di certo scienziati: come vi raccontavamo le eclissi totali di Sole sono occasioni speciali per lo studio della corona solare, cos\u00ec come degli effetti che l\u2019oscuramento della nostra stella produce su temperatura dell\u2019atmosfera e venti. Se da un lato dunque c\u2019\u00e8 chi aspetta l\u2019evento per godersi lo spettacolo e studiarlo, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 chi si prepara a correre ai ripari per cercare di contenere i danni o quanto meno di tamponare eventuali mancanze. Difatti, con la prossima eclissi totale di Sole a spegnersi non sar\u00e0 solo la nostra stella ma anche la rete di impianti fotovoltaici alimentata grazie al Sole. Che si fa in questi casi? Si studia quanto successo in passato e si fanno una marea di calcoli sulla base del percorso dell\u2019eclissi, per capire quanta energia mancher\u00e0 e dove andare a prenderla.<\/p>\n<p>OSCURAMENTO ENERGETICO: UN FENOMENO RELATIVAMENTE NUOVO<br \/>\nSe si riduce la quantit\u00e0 di luce che proviene dal Sole, logica conseguenza \u00e8 infatti la riduzione della quantit\u00e0 di energia prodotta in risposta alla radiazione solare. L\u2019oscuramento prodotto durante l\u2019eclissi varia a seconda di dove ci si trovi. C\u2019\u00e8 una bellissima animazione della Nasa che mostra cosa accadr\u00e0 durante l\u2019evento &#8211; eccezionale in modo particolare per gli Stati Uniti, che per osservare qualcosa di simile dovranno aspettare il 2044 &#8211; offrendo diversi punti di vista all\u2019osservatore. Nelle zone attraversate direttamente nel cono d\u2019ombra proiettato dalla Luna sulla Terra sar\u00e0 possibile ammirare la totalit\u00e0 per pochissimi minuti, mentre nelle cosiddette zone di penombra l\u2019eclissi sar\u00e0 solo parziale. Totalit\u00e0 o meno, spettacolo pi\u00f9 o meno, le ripercussioni si sentiranno sulla rete fotovoltaica. E\u2019 cos\u00ec almeno dal 2015, ovvero dalla prima eclissi che avvenne in un mondo con una cospicua rete fotovoltaica, ricordano dalla Nasa. E\u2019 successo poi nel 2017 (sempre per un\u2019eclissi totale di sole) poi di nuovo alla fine dello scorso anno (con l\u2019eclissi anulare) e oggi sta per accadere di nuovo, con un interessamento sempre maggiore, senza che questo significhi necessariamente ripercussioni tangibili.<br \/>\nQuello che \u00e8 certo infatti \u00e8 che \u00e8 aumentata la quota di energia proveniente dal fotovoltaico rispetto al passato: negli Stati Uniti, che saranno i principali interessati dal fenomeno, la capacit\u00e0 di produzione oggi si stima tre volte tanto quella del 2017. Nel panorama attuale il solare fornisce circa il 4% del totale di energia: pi\u00f9 del doppio arrivano dall\u2019idroelettrico e dieci volte tanto dal gas.<\/p>\n<p>MENO LUCE, MENO ENERGIA<br \/>\nSette anni fa, le analisi stimarono perdite ritenute minime dagli esperti (comprese tra 5.5 GWh e 11 GWh per l\u2019area occidentale al picco dell\u2019eclissi), attese e di per s\u00e9 e non tali da influenzare la stabilit\u00e0 della rete elettrica nordamericana. Non solo: quel crollo della produzione di energia elettrica da fotovoltaico osservato durante l\u2019eclissi mostrava un andamento che poteva ricordare la caduta di produttivit\u00e0 che si osserva nei giorni particolarmente nuvolosi, notavano gli esperti. Senza considerare che terminato l\u2019evento la produttivit\u00e0 tornava normale e che, ovviamente, quella solare non \u00e8 certo l\u2019unica fonte di energia, anzi. Quella da gas naturale e centrali idroelettriche sostenne i cali di produzione durante l\u2019eclissi, facendo filare tutto liscio.<\/p>\n<p>COSA SUCCEDER\u00c0 CON L\u2019ECLISSI DELL\u20198 APRILE<br \/>\nLo stesso potrebbe accadere il prossimo aprile, come racconta Vahe Peroomian, professore di fisica e astronomia alla USC Dornsife College of Letters, Arts and Sciences sulle pagine di The Conversation. Ma il ribilanciamento in risposta alle variazioni di input &#8211; e quindi di output &#8211; \u00e8 pi\u00f9 complesso, spiega Peroomian, e chiama in causa anche l\u2019uso di batterie per immagazzinare l\u2019energia e gli accordi per gli scambi di energia tra i diversi operatori di rete. E volendo anche i conteggi per l\u2019energia eolica: quando va via il sole, le temperature scendono, e cos\u00ec anche i venti.<br \/>\nI precedenti dunque raccontano di cali reali, sebbene ben gestiti grazie alle previsioni, e non ci sono motivi per credere che questa volta dovrebbe andare diversamente, malgrado esistano pi\u00f9 impianti fotovoltaici. Come di consueto &#8211; a prescindere o meno dall\u2019eclissi &#8211; i diversi operatori per la gestione dell\u2019energia elettrica stanno conducendo previsioni per stimare l\u2019impatto dell\u2019eclissi sui vari impianti afferenti alle diverse reti in funzione del percorso dell\u2019eclissi stessa. Alcuni hanno condiviso piani dettagliati su quello che ci si aspetta e su come intendono rispondere alle ore di buio e semibuio (in totale l\u2019eclissi durer\u00e0 circa 5 ore, ma solo pochi minuti per le zone interessate dalla totalit\u00e0), ricorrendo a fonti alternative e batterie. Altri si limitano ad assicurare la stabilit\u00e0 della fornitura durante e dopo l\u2019eclissi, quando la luce (meteo) permettendo torner\u00e0 ad alimentare i pannelli.<\/p>\n<p>E IN FUTURO?<br \/>\nSebbene il calo di produttivit\u00e0 in occasioni delle eclissi ad oggi non possa considerarsi un problema importante in tema di energia solare, quello dell&#8217;affidabilit\u00e0 del fotovoltaico, soprattutto per questioni meteorologiche, tutt&#8217;altro. Per questo si continua a parlare anche seriamente di impianti solari spaziali, cos\u00ec da assicurare una produzione pi\u00f9 costante di energia &#8211; da trasferire wireless attraverso le microonde, non senza problemi &#8211; senza affollare al tempo stesso i terreni sul nostro pianeta.<br \/>\n*(Anna Lisa Bonfranceschi \u00e8 una giornalista scientifica. Dopo una laurea in Biologia Molecolare e Cellulare, dal 2010 \u00e8 a Galileo, giornale di scienza; collabora principalmente con Wired e La Repubblica sui temi di scienza e salute)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Alfiero Grandi*: SOLO CON IL PROPORZIONALE C&#8217;\u00c8 IL DIRITTO DI SCEGLIERE, ALFIERO GRANDI SU IL FATTO QUOTIDIANO 16 3 24<\/strong><\/p>\n<p>LA PRIMA EMERGENZA NEL FUNZIONAMENTO DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA \u00c8 LA CRESCITA DELL\u2019ASTENSIONISMO. QUESTO \u00c8 IL SEGNALE CHE ACCOMUNA SARDEGNA E ABRUZZO.<br \/>\nCi sono stati episodi di partecipazione massiccia al voto che confermano che quando si \u00e8 chiamati a decidere su argomenti di grande rilievo in modo chiaro la situazione cambia, come in occasione del referendum del 2016 che bocci\u00f2 la deformazione costituzionale proposta da Renzi.<br \/>\nDa anni sono in vigore leggi elettorali che hanno creato una frattura tra eletti ed elettori. Di fatto l\u2019elezione di deputati e senatori non dipende dalla scelta dell\u2019elettore ma dai capi dei partiti. In pratica si tratta di cooptazione dall\u2019alto. L\u2019unica vera incognita \u00e8 quanti voti prende la lista di partito, chi sar\u00e0 eletto \u00e8 deciso a tavolino dai capi partito.<br \/>\nPer questo \u00e8 stupefacente l\u2019ineffabile affermazione di Giorgia Meloni che chiede agli elettori se preferiscono eleggere direttamente il Presidente del Consiglio, fingendo di dimenticare che lei \u00e8 anche il capo di Fratelli d\u2019Italia (e del suo partito europeo) e che la proposta \u00e8 legata ad una legge elettorale che toglier\u00e0 per sempre l\u2019autonomia decisionale dei singoli parlamentari (in barba all\u2019articolo 67) che verranno nominati dall\u2019alto, cio\u00e8 da lei, al solo scopo di sostenere il governo del Presidente del Consiglio, con in pi\u00f9 il ricatto di elezioni anticipate se sgarrano.<br \/>\nIl veleno del maggioritario \u00e8 stato portato nel sistema politico dimenticando che la nostra Costituzione delinea un sistema di pesi e contrappesi, di garanzie per evitare di tornare al governo del capo come nel ventennio, basato su un sistema elettorale proporzionale.<br \/>\nOggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, il rosatellum in vigore ha regalato nel 2022 alle destre un premio di maggioranza del 15%, trasformando il 44 % di voti ottenuti nel 59 % di deputati e senatori. Questa maggioranza parlamentare spropositata, che altera la parit\u00e0 nel voto in modo inaccettabile, viene ora usata per imporre l\u2019autonomia regionale differenziata, versione Calderoli, che porter\u00e0 l\u2019Italia verso 20 staterelli.<\/p>\n<p>Il Covid ha dimostrato che occorrerebbe tornare ad un vero sistema sanitario nazionale, superando laderiva attuale in 20 sistemi regionali, ma il patto scellerato tra Lega e FdI porter\u00e0 a rompere l\u2019unit\u00e0 su diritti fondamentali come sanit\u00e0, istruzione, lavoro e alla creazione di barriere tra le regioni sulle scelte economiche. Un disastro per l\u2019unit\u00e0 nazionale, che a FdI non sta a cuore come afferma.<\/p>\n<p>L\u2019altro corno del patto scellerato \u00e8 l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio che taglia i poteri al Presidente della Repubblica e riduce il parlamento ad appendice del governo, per di pi\u00f9 insistendo con la menzogna che i poteri altrui non verrebbero toccati.<\/p>\n<p>Giorgia Meloni vuole uscire dalla Costituzione democratica ed antifascista del 1948 e ottenere una diversa legittimazione, iniziando un percorso di modifiche costituzionali. Immaginare che La Russa potrebbe essere il successore di Mattarella, un incubo con cui \u00e8 bene fare i conti.<\/p>\n<p>Occorre respingere le modifiche proposte dal governo alla Costituzione e la creazione di un\u2019Autonomia regionale differenziata che fa a pugni con i suoi principi fondamentali. Anche ricorrendo ai referendum se necessario, purtroppo \u00e8 in corso un lavorio per impedire il referendum sulle modifiche della Costituzione, che pu\u00f2 riuscire solo se una parte dell\u2019opposizione vota con la destra.<\/p>\n<p>E\u2019 importante che si apra una seria discussione sulla legge elettorale che la destra vuole maggioritaria e legata a filo doppio con l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio. Il maggioritario ha fallito i suoi obiettivi, ha spinto met\u00e0 degli elettori nell\u2019astensione e questo mina la stessa democrazia, che \u00e8 ben pi\u00f9 che votare ogni 5 anni.<\/p>\n<p>Le opposizioni debbono riflettere sul ritorno al proporzionale e dando la possibilit\u00e0 a chi vota di scegliere la persona che lo deve rappresentare, questo ristabilirebbe un rapporto di fiducia tra eletto ed elettore, che il maggioritario ha interrotto.<\/p>\n<p>Dopo il voto si formeranno maggioranze parlamentari sulla base di un programma concordato, sul modello tedesco. Condivido Travaglio: \u201cla politica \u00e8 fatica, mediazione, compromesso tra istanze e interessi diversi\u201d. Dopo il voto occorre decidere programma e obiettivi. Ci pu\u00f2 essere la preferenza unica o collegi uninominali con eletti in proporzione su base circoscrizionale e nazionale, l\u2019importante \u00e8 che l\u2019elettore sappia chi sceglie.<\/p>\n<p>Costringere gli elettori a scegliere in un bipolarismo forzato pu\u00f2 solo allontanare ancora di pi\u00f9 gli elettori dal voto, restringendo le basi della rappresentanza e della democrazia. Oggi questa consapevolezza non c\u2019\u00e8, ma l\u2019impegno a respingere il premierato e il maggioritario al suo servizio \u00e8 occasione per fare questa discussione e decidere le scelte migliori.<br \/>\n*(Alfiero Grandi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Laura Carrer *: SIAMO IN GUERRA: LE NUOVE SUPERPOTENZE SI CHIAMANO GOOGLE, FACEBOOK, AMAZON, APPLE E SONO SEMPRE PI\u00d9 PRONTE A PRENDERE IL POSTO DEI VECCHI STATI. CINA, BASTA EMAIL E CHAT DOPO L&#8217;ORARIO DI LAVORO<\/strong><\/p>\n<p>LA SCORSA SETTIMANA, NELLA CORNICE DELLA CONFERENZA CONSULTIVA POLITICA DEL POPOLO CINESE (CPCC) SVOLTASI A PECHINO, IL DIRETTORE DELL\u2019UFFICIO GENERALE DELLA FEDERAZIONE SINDACALE CINESE, LYU GUOQUAN, HA CHIESTO CHE IL GOVERNO PRENDA IN CONSIDERAZIONE UN ITER NORMATIVO PER L\u2019INQUADRAMENTO GIURIDICO DEGLI STRAORDINARI ONLINE.<br \/>\nNegli ultimi tempi la Cina sta attraversando un periodo particolarmente problematico per quanto riguarda il mondo del lavoro. Il governo \u00e8 infatti alle prese con un\u2019elevata disoccupazione giovanile. Al contempo per\u00f2, come in molti altri paesi del mondo, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 comune per i lavoratori cinesi rispondere a messaggi di richieste o email (inviate anche attraverso WeChat) al di fuori dell\u2019orario lavorativo o durante i giorni festivi.<br \/>\nCon questa proposta di intervento normativo si chiederebbe dunque una garanzia sugli straordinari effettuati \u201conline\u201d, che potrebbe portare al pagamento di una somma e al riconoscimento anche di un diritto al riposo. Una sorta di \u201cdiritto alla disconnessione\u201d di cui si \u00e8 parlato spesso anche in Europa durante e dopo la pandemia da Covid-19. Secondo quanto riportato dal quotidiano Workers\u2019 Daily, il direttore Guoquan ha parlato esplicitamente di \u201cstraordinari invisibili sempre pi\u00f9 normalizzati come straordinari non retribuiti\u201d. Un fenomeno che porterebbe anche a possibili impatti negativi per il benessere fisico e mentale dei lavoratori.<br \/>\nTutto \u00e8 nato da alcuni casi di lavoratori che si sono rivolti a tribunali cinesi lamentando situazioni di lavoro al limite. Uno di questi, come riportato dal giornale South China Morning Post, \u00e8 il caso di un dipendente che ha citato in giudizio il proprio capo per straordinari non retribuiti dopo essere stato licenziato nel 2020. Stando alla legge sul lavoro cinese, i dipendenti non dovrebbero lavorare pi\u00f9 di 8 ore al giorno per 40 ore a settimana, anche se alcune inchieste giornalistiche hanno nel tempo smentito l\u2019applicazione della legge soprattutto nel mercato tessile e in quello del fast fashion.<br \/>\nLa proposta del sindacato \u00e8 orientata infatti ai lavoratori che prestano la loro professionalit\u00e0 all\u2019interno delle compagnie tecnologiche, il settore di mercato pi\u00f9 competitivo nel paese e che attira decine di milioni di persone in cerca di lavoro in un contesto occupazionale particolarmente incerto. Lou Yu, direttore del Social Law Institute dell\u2019Universit\u00e0 cinese di scienze politiche e diritto, ha dichiarato che la regolamentazione ha una probabilit\u00e0 di essere introdotta molto alta.<br \/>\nNella pratica per\u00f2 ci vorranno almeno due anni, dice il South China Morning Post, per una norma a livello ministeriale, e ancor di pi\u00f9 se l\u2019intenzione sar\u00e0 quella di introdurre una legge governativa. In caso positivo, rimane per\u00f2 un punto cruciale da risolvere. Come per tutte le leggi, la trasposizione degli obblighi che introduce nei confronti dei datori di lavoro (e dei diritti dei lavoratori) \u00e8 complessa. E in questo caso l\u2019impresa \u00e8 ancor pi\u00f9 ardua poich\u00e8 al momento non ci sono esempi di normative simili nel resto del mondo che possiamo considerare di successo.<br \/>\n*( a cura di: Laura Carrer, giornalista freelance e ricercatrice. Scrive di sorveglianza di stato, tecnologia all\u2019intersezione con i diritti umani, piattaforme tecnologiche e spazi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Stefano Ungaro*: LA RIFORMA FISCALE \u00c8 IL TRIONFO DELLO STATO MINIMO &#8211; IDEOLOGIA DI GOVERNO. SI TRATTA DEL LENTO COMPIMENTO DI QUELLA \u00abRIVOLUZIONE LIBERALE\u00bb DI CUI PARLAVA BERLUSCONI, ALMENO PER QUANTO RIGUARDA LA SEMPRE MAGGIORE PRIVATIZZAZIONE DELLO STATO: MENO TASSE E AL TEMPO STESSO MENO SERVIZI.<\/strong><\/p>\n<p>Il \u00abFisco amico\u00bb presentato dal governo come una riforma epocale attesa da anni e dai suoi avversari come un regalo agli evasori, altro non \u00e8 che la piena realizzazione di un\u2019egemonia, culturale e politica costruita nel tempo che attraversa classi sociali e schieramenti partitici.<br \/>\nSi tratta del lento compimento di quella \u00abrivoluzione liberale\u00bb di cui parlava Berlusconi, almeno per quanto riguarda la sempre maggiore privatizzazione dello Stato: meno tasse e al tempo stesso meno servizi.<br \/>\nGli ultimi dati Istat relativi alla disuguaglianza e i decreti attuativi sulla riforma fiscale indicano infatti un\u2019unica tendenza. Un\u2019unica direzione che non nasce con questo governo ma \u00e8 da questo stata confermata, sulla scorta di quello precedente e di un\u2019ideologia ormai pi\u00f9 che trentennale che vede il pubblico come sempre inefficiente e corrotto e il privato come efficace e positivo in ogni caso e situazione.<br \/>\n\u00c8 in questo quadro che bisogna analizzare la \u2013 pur molto contenuta \u2013 riduzione delle disuguaglianze testimoniata dal rapporto Istat, nonch\u00e9 le politiche fiscali del governo di Giorgia Meloni.<\/p>\n<p>CAPITALISMO E TRANSIZIONE ECOLOGICA: IL LUPO E L\u2019AGNELLO<br \/>\nIl taglio del cuneo fiscale attuato dal governo Draghi e voluto dalla sua larghissima maggioranza ha fatto guadagnare un piccolo aumento in busta paga ai lavoratori dipendenti, anche di reddito medio-basso. La riforma fiscale di Meloni favorisce invece gli autonomi, categoria molto variegata nel nostro Paese, poich\u00e9 dietro a questa etichetta si nascondono tipi di lavoro e livelli di reddito molto diversi tra loro, dai precari della conoscenza ai liberi professionisti.<\/p>\n<p>Il punto, come spesso avviene in economia, \u00e8 il seguente. Di fronte a qualche categoria che ci guadagna, perlomeno sul breve periodo \u2013 e che fa guadagnare politicamente il governo e i partiti che lo sostengono, e in particolare Fratelli d\u2019Italia \u2013 c\u2019\u00e8 chi ci perde. Ecco, chi paga? Innanzitutto i pi\u00f9 poveri: il taglio del cuneo \u00e8 stato finanziato anche con l\u2019abolizione del reddito di cittadinanza. Una redistribuzione al contrario, non dall\u2019alto verso il basso, ma dai pi\u00f9 poveri verso i leggermente meno poveri.<br \/>\nIn secondo luogo, e in modo pi\u00f9 strutturale e quindi estremamente inquietante, queste misure sono e saranno finanziate tramite la riduzione della spesa. Dove riduzione della spesa pubblica significa riduzione dei servizi.<br \/>\nNon potendo aumentare il debito pubblico, gi\u00e0 elevatissimo, l\u2019unico modo per Meloni di finanziare la riduzione delle tasse \u00e8 quello di tagliare i servizi. Il nostro debito \u00e8 sottoposto infatti a un doppio vincolo: da un lato, l\u2019aderenza ai trattati europei, che non ci permette di indebitarci ulteriormente, se non per effettuare riforme strutturali dirette verso la transizione digitale ed energetica.<br \/>\nDall\u2019altro, abbiamo un prodotto interno lordo che stagna, complice l\u2019assenza totale di politica industriale, la struttura di un Paese fondato sulle piccole e medie imprese \u2013 le quali non hanno abbastanza massa critica per investire, innovare e quindi aumentare la produttivit\u00e0 \u2013 nonch\u00e9 lo scarso desiderio politico, da parte della maggioranza di governo, di impegnarsi verso la transizione energetica.<br \/>\nIl passaggio verso l\u2019economia privatizzata e la riduzione dello stato sociale non \u00e8 per\u00f2 frutto del caso. Si tratta di una strategia pensata, voluta e cercata dalle destre fin dai tempi di Berlusconi, ed \u00e8 ormai egemonica culturalmente ed elettoralmente nel paese. E l\u2019attuazione della cosiddetta autonomia differenziata, ovvero la delega di responsabilit\u00e0 amministrative e di scelte politiche alle regioni, \u00e8 perfettamente funzionale della messa in opera di questa strategia. Lo Stato centrale non dovr\u00e0 direttamente tagliare la spesa. Baster\u00e0 delegare alle regioni sempre pi\u00f9 servizi \u2013 dalla sanit\u00e0 ai trasporti all\u2019istruzione.<br \/>\nLe regioni, da canto loro, seguiranno l\u2019esempio dei trent\u2019anni di governo di centrodestra in Lombardia e altrove: privatizzare i servizi sanitari, le scuole, i trasporti, o perlomeno le parti pi\u00f9 redditizie di questi servizi. Al pubblico resteranno solo i servizi meno remunerativi, la cui efficienza e qualit\u00e0 continueranno a declinare come hanno fatto negli ultimi decenni. Con buona pace di chi non potr\u00e0 permettersi scuole, trasporti e sanit\u00e0 privata.<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Claudio Tognonato*: ARGENTINA, DURE CONDANNE AI MASSACRATORI DELL\u2019ESMA &#8211; DESAPARECIDOS E VOLI DELLA MORTE. IL PROCESSO A 40 ANNI DALLA DITTATURA VIDELA HA PORTATO A 48 CONDANNE, 29 SONO ERGASTOLI. LA SENTENZA DI IERI \u00c8 ANCHE UN LASCITO DELL\u2019ERA KICHNER IN UN PAESE CHE TEME RITORNO AL PASSATO<\/strong><\/p>\n<p>IERI SI \u00c8 CONCLUSO IL PROCESSO PI\u00d9 IMPORTANTE E PI\u00d9 LUNGO DI TUTTA LA STORIA DELL\u2019ARGENTINA. DOPO 5 ANNI DI UDIENZE CHE HANNO COINVOLTO 54 IMPUTATI E 789 VITTIME LA CAUSA \u00c8 ARRIVATA A SENTENZA CON 48 CONDANNE: 29 ERGASTOLI, 19 COLPEVOLI CON PENE DA 8 A 25 ANNI E 6 ASSOLTI. IL PROCESSO HA GIUDICATO LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL PRINCIPALE CAMPO DI CONCENTRAMENTO DELLA DITTATURA MILITARE (1976-1983), LA FAMIGERATA ESMA, LA SCUOLA DI MECCANICA NAVALE IN CUI VENIVANO PORTATE LE PERSONE SEQUESTRATE DAL REGIME.<\/p>\n<p>Le vittime dell\u2019Esma sono migliaia, il processo ha riguardato solo i casi di alcuni superstiti e di molti che furono uccisi durante la tortura o gettati vivi in mezzo al mare da aerei della Marina nei tristemente celebri \u00abvoli della morte\u00bb. Con queste condanne all\u2019ergastolo si \u00e8 chiuso un processo esemplare in materia di diritti umani non solo per l\u2019Argentina ma per l\u2019intera umanit\u00e0.<br \/>\nSono passati ormai 40 anni dai fatti, ma il processo ai responsabili del principale centro illegale di detenzione, tortura e morte di dissidenti politici o presunti tali, vuole rappresentare un altro passo verso il consolidamento della memoria storica. I militari condannati non si sono mai pentiti, non hanno mai collaborato con la magistratura e soprattutto non hanno mai rivelato la fine di migliaia di desaparecidos.<br \/>\nOra si sa che molti desaparecidos sono in fondo al mare. Si calcola che solo con \u00abi voli della morte\u00bb dell\u2019Esma siano state gettate in mare vive oltre 5.000 persone. Purtroppo il patto di sangue tra i militari ha funzionato e i familiari delle vittime non sapranno mai quale fine abbiano fatto i loro cari. L\u2019impassibile silenzio degli assassini \u00e8 stato una costante in tutti i processi che si sono susseguiti in questi anni. L\u2019impunit\u00e0 della dittatura per\u00f2 \u00e8 stata possibile grazie alla complicit\u00e0 di molti argentini.<br \/>\nL\u2019arroganza militare giocava a un doppio messaggio, da una parte nascondeva centinaia di campi di concentramento disseminati in tutto il territorio, si calcola oltre 360. Dall\u2019altra, davanti alle telecamere, si rappresentava la normalit\u00e0 di un governo militare affiancato dalle pi\u00f9 alte autorit\u00e0 della chiesa cattolica. Si parafrasava con insolenza Bertolt Brecht dicendo \u00abPrima uccideremo tutti i sovversivi; poi uccideremo i loro collaboratori; poi i loro simpatizzanti; poi chi rimarr\u00e0 indifferente, e infine uccideremo gli indecisi\u00bb. Come dichiar\u00f2, senza scomporsi, il generale Iberico Saint-Jean, governatore della provincia di Buenos Aires, parole pubblicate in Francia da Le Monde all\u2019inizio della dittatura. Cos\u00ec, la complicit\u00e0 di un ampio settore della societ\u00e0 e l\u2019indifferenza internazionale hanno reso possibile un genocidio.<br \/>\nLa riparazione storica continua, la memoria \u00e8 la facolt\u00e0 che dimentica e deve essere continuamente ripresa per non ritornare all\u2019oblio. Questo lungo percorso \u00e8 iniziato nel 1985 durante il governo di Ra\u00fal Alfons\u00edn, che condann\u00f2 i membri delle Giunte militari per delitti di lesa umanit\u00e0. La dura sentenza non fu per\u00f2 definitiva: calmate le acque, i carnefici furono beneficiati dall\u2019indulto nel 1989 durante il governo di Carlos Menem. Ma prima ancora, nel 1986, lo stesso Alfons\u00edn aveva fatto retromarcia e sancito le norme di \u00abPunto finale\u00bb e \u00abUbbidienza dovuta\u00bb, per fermare la valanga di processi aperti contro i militari. S\u2019imped\u00ec l\u2019apertura di nuovi processi e furono scagionati gli autori materiali di torture e omicidi sostenendo che i quadri intermedi non avevano potere decisionale. I processi sono rimasti bloccati dalle leggi dell\u2019impunit\u00e0 fino al 2005, anno in cui la Corte suprema dichiar\u00f2 finalmente l\u2019incostituzionalit\u00e0 di quelle norme.<br \/>\nGrazie alle pressioni del governo di N\u00e9stor Kirchner si sono riaperti in Argentina centinaia di processi e molti imputati sono stati condannati. Lo stesso generale Jorge Videla morir\u00e0 in carcere nel 2013 ammettendo la necessit\u00e0 della \u00abdisposizione finale\u00bb che ha lasciato 30.000 desaparecidos. Nei governi di N\u00e9stor e Cristina Kirchner la promozione dei diritti umani \u00e8 rimasta al centro delle loro politiche. N\u00e9stor Kirchner si era definito nella prima assemblea delle Nazione UNITE COME FIGLIO DELLE MADRI DI PIAZZA DI MAGGIO.<br \/>\nLa sentenza ora arriva in una Argentina sconvolta dal ritorno al passato con le politiche del presidente Mauricio Macri.<br \/>\nLa dirigente indigena Milagro Sala rimane in carcere anche se la Commissione diritti umani dell\u2019Onu, Amnesty e l\u2019opinione pubblica internazionale considerano arbitraria la sua detenzione. Il ritorno alle politiche neoliberiste \u00e8 accompagnato da politiche repressive di ogni tipo che hanno perfino provocato la scorsa settimana la morte di Rafael Nahuel, indigeno che rivendicava l\u2019ancestrale propriet\u00e0 delle terre mapuche oggi propriet\u00e0 del nostro Benetton.<br \/>\nSono passati 40 anni, ma le ferite non si sono mai rimarginate e il clima che si respira con il governo Macri dimostra quanto sia difficile nella storia dei popoli considerare acquisito quell\u2019agognato \u00abmai pi\u00f9\u00bb, quel Nunca m\u00e1s che si declamava ieri in aula ed \u00e8 un impegno per un futuro che non sia un ritorno al passato.<br \/>\n*( Claudio Alberto Tognonato (Buenos Aires, 1954) \u00e8 un sociologo e filosofo argentino.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Marina Catucci, AUSTIN*: \u00abBIDEN \u00c8 PARTE DEL PROBLEMA, PERMETTE IL GENOCIDIO. IO DA DEM NON LO VOTER\u00d2\u00bb QUESTIONE ARABO-AMERICANA, PARLA HATEM NATSHEH &#8211; \u00abAVREBBE POTUTO FERMARE LA GUERRA FIN DAL PRIMO GIORNO, SE AVESSE VOLUTO, \u00c8 IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI. MA CONTINUANO A DISUMANIZZARCI COME COMUNIT\u00c0\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Hatem Natsheh \u00e8 uno dei punti di riferimento dell\u2019attivismo texano. Vive nella democratica Austin, \u00e8 fra gli organizzatori nazionali del movimento Usa per la Palestina, presidente della sede texana di Our Revolution, organizzazione fondata da Sanders di cui \u00e8 stato uno dei delegati, e fa parte del consiglio comunale dove si occupa di combattere la discriminazione degli arabo-americani.<\/p>\n<p>\u00abSono negli Stati Uniti da quasi 40 anni \u2013 racconta \u2013 e mi occupo di giustizia sociale. In questo momento, la maggior parte del mio lavoro riguarda il fermare il genocidio a Gaza\u00bb.<br \/>\nSembra che gli Usa abbiano scoperto d\u2019improvviso il problema palestinese.<br \/>\nGli Usa hanno scoperto di essere parte del problema, perch\u00e9 stanno consentendo il genocidio con le armi e i miliardi di dollari che noi americani diamo al governo israeliano.<\/p>\n<p>COME SI TRADUCE QUESTO NEL VOTO STATUNITENSE?<br \/>\nSono fra quelli che alle primarie hanno spinto per la scheda bianca. In Texas non c\u2019\u00e8 come in Michigan la possibilit\u00e0 di votare uncommitted, qui o voti scheda bianca o scegli un candidato alternativo. Ho una piccola organizzazione chiamata Texas Arab American Democrats, e per le primarie ho chiesto alla mia comunit\u00e0 e a tutte le altre comunit\u00e0 che ci seguono, di non votare: \u00e8 cos\u00ec che dimostriamo al presidente che siamo insoddisfatti e che non accettiamo il suo sostegno a Israele.<\/p>\n<p>PENSA CHE QUESTO ACCADR\u00c0 ANCHE A NOVEMBRE?<br \/>\nCosa faremo a novembre non lo so ancora. Siamo una comunit\u00e0 attiva a livello nazionale, decideremo a novembre, ma dobbiamo rispettare il movimento. Non credo voteremo per Biden. Sono un attivista democratico e non voter\u00f2 per un repubblicano in nessuna circostanza: sono stato un membro attivo del partito, sono stato delegato nazionale di Bernie Sanders nel 2016 e nel 2020, rimango fedele alle mie radici nel Partito democratico, ma questo non significa che devo votare per Biden.<\/p>\n<p>C\u2019\u00c8 NIENTE CHE BIDEN PU\u00d2 FARE PER FARLE CAMBIARE IDEA?<br \/>\nA fronte di oltre 30 mila persone massacrate a Gaza non pu\u00f2 fare pi\u00f9 nulla. In oltre in Michigan pi\u00f9 di 100 mila persone hanno votato uncommitted e lui e la sua campagna hanno fatto come se nulla fosse successo. Ci danno per scontati, e sbagliano, perch\u00e9 forse non possiamo controllare chi vince, ma potremmo essere in grado di controllare chi perde. Biden non pu\u00f2 vincere senza il Michigan eppure ci ignora. Continuano a disumanizzarci come comunit\u00e0. Biden avrebbe potuto fermare la guerra fin dal primo giorno, se avesse voluto, \u00e8 il presidente degli Stati Uniti. Come posso sostenere qualcuno che sta consentendo un genocidio? Nel 2020 ho votato per Biden e ho chiesto alla mia comunit\u00e0 di votare per lui contro Trump. Ora guardo il presidente che ho votato ed \u00e8 lui che sta aiutando questo genocidio, non Trump. Non venite a cercare di spaventarci dicendo che Trump \u00e8 peggio. Sono consapevole che ci siano molti temi importanti, come l\u2019occupazione della Corte Suprema, e questo \u00e8 il motivo per cui li ho sempre votati, ma ora non posso farlo, perch\u00e9 sfortunatamente il presidente e i suoi referenti intorno a lui non si preoccupano della nostra gente. Questo ha un effetto sulle persone. Io la notte mi alzo ogni poche ore, si tratta delle nostre famiglie: mia moglie ha perso 12 cugini, alcuni erano medici, erano nel loro ospedale, vivevano proprio sopra l\u2019ospedale e i carri armati li hanno circondati e li hanno bombardati. Uno ha perso tutta la sua famiglia.<br \/>\nTrump aveva spostato l\u2019ambasciata, ma ricordo che nel 2012 Biden stesso si \u00e8 etichettato come \u00absionista\u00bb. Perch\u00e9 si aspettava qualcosa di diverso da lui?<br \/>\nNon credevo che avrebbe riportato indietro l\u2019ambasciata, e che fosse un sionista lo sapevo. Non hanno nemmeno voluto che si usasse ufficialmente il termine \u00aboccupazione\u00bb nella piattaforma e comunque, da democratico, ho votato per Biden. Quando Blinken ha incontrato i delegati membri della comunit\u00e0 palestinese e araba era il momento in cui Trump aveva sospeso gli aiuti all\u2019Agenzia Onu per i rifugiati, e Blinken ci aveva promesso di ripristinarli: questo lo hanno fatto. Ci hanno promesso che avrebbero aperto l\u2019ufficio per la Palestina a Washington: hanno ripristinato i finanziamenti, ma non l\u2019ufficio. E questa \u00e8 politica solita. Ora per\u00f2 le cose sono andate molto pi\u00f9 in l\u00e0 di questo, si \u00e8 superato un limite.<\/p>\n<p>ANCHE SANDERS \u00c8 STATO CRITICATO ALL\u2019INIZIO DEL CONFLITTO<br \/>\nSono uno di quelli che lo ha criticato. Speravo che si schierasse apertamente con i palestinesi fin dall\u2019inizio, contro l\u2019occupazione e a favore dell\u2019umanit\u00e0. Avevo molta fiducia. E sono rimasto molto deluso quando ha iniziato a parlare di un cessate il fuoco \u00abtemporaneo\u00bb. Ha cambiato direzione, ma qualcuno come il senatore Sanders avrebbe dovuto fare meglio. \u00c8 una persona colta e come ebreo americano sa che i governi israeliani non vogliono la pace. Sono felice di vedere che inizia a parlare di tagliare gli aiuti americani a Israele, sono felice che stia tornando in s\u00e9, ma ancora non vuole parlare di genocidio.<br \/>\n*( Marina Catucci, US correspondent &#8211; ilmanifesto documentarista, newyorker.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Andrea Cegna*: BUENOS AIRES &#8211; C\u2019\u00c8 MILEI, LA MAREA VIOLA E VERDE INVADE LE STRADE DI BUENOS AIRES &#8211; 8 MARZO . IN ARGENTINA MOBILITAZIONE RECORD PER DIFENDERE CONQUISTE SOCIALI E DIRITTI DELLE DONNE. NEL PAESE SUDAMERICANO UN FEMMINICIDI OGNI 29 ORE. LA FORZA FEMMINISTA CONTRO IL PRESIDENTE TURBO-CAPITALISTA<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 Milei, la marea viola e verde invade le strade di Buenos Aires<br \/>\nUn femminicidi ogni 29 ore. Non c\u2019\u00e8 angolo della piazza che si trova tra il palazzo del Congresso e il Senato, a Buenos Aires, che non lo ricordi. Un 8 marzo segnato in modo netto dall\u2019opposizione alle politiche che il neo governo Milei sta attuando.<\/p>\n<p>La motosega promessa contro la casta \u00e8 diventata, proprio come aveva vaticinato il movimento femminista, una violenta operazione oppressiva contro la parte pi\u00f9 povera della societ\u00e0 e contro le conquiste sociali che il movimento femminista ha strappato negli ultimi anni. E se la difesa dell\u2019aborto \u00e8 un mantra che le migliaia di donne, e uomini, in piazza ripetono, non mancano cartelli e messaggi per un cambio di politiche sociali.<br \/>\nChe la giornata dell\u20198 marzo in Argentina sia lontana da una ricorrenza svuotata di significato \u00e8 risaputo da anni, ma in questo 2024 la politica e l\u2019attualit\u00e0 sono state il collante per una mobilitazione moltitudinaria tra le pi\u00f9 ampie dal 2018. Gi\u00e0 ben prima delle 16.00 la piazza \u00e8 piena, le vie attorno piene di donne e uomini di ogni et\u00e0, ma anche classe sociale e provenienza.<\/p>\n<p>Buenos Aires \u00e8 il centro di una giornata che attraversa il paese e mette al centro la lotta femminista come pratica di costruzione di una societ\u00e0 dove le differenze siano un valore e la solidariet\u00e0 una norma. Ci sono i sindacati uniti come lo scorso 24 gennaio, e ci sono le Madri di Plaza de Mayo nelle due componenti nate nel 1985 da una spaccatura che il prossimo 24 marzo si ricomporr\u00e0 con una manifestazione unitaria nel giorno in cui si ricorda il drammatico inizio della dittatura del 1976. Un momento storico che in molte e molti hanno ricordato nella disordinata adunata che ha occupato ieri il centro di Buenos Aires.<\/p>\n<p>Dall\u2019obelisco di 9 de Julio, per avenida de Mayo fino alla piazza del Congresso una marea viola e verde come i colori dei pa\u00f1uelos che in piazza mostrano la forza della campagna per l\u2019aborto libero, gratuito e sicuro e della lotta femminista. Ci sono i movimenti dell\u2019economia popolare, c\u2019\u00e8 chi gestisce le mense popolari e i luoghi di prossimit\u00e0 nelle zone pi\u00f9 povere. Ci sono docenti universitari e chi si oppone alla svendita della scuola pubblica. Ci sono lavoratrici e lavoratori dell\u2019agenzia statale di notizie Telam, che Milei vorrebbe demolire: da giorni sono in presidio nella sede della capitale e al tempo stesso in piazza a fare il loro lavoro. Ci sono i partiti di opposizione.<\/p>\n<p>Poi ci sono decine, se non centinaia di migliaia, di donne, giovani, lesbiche, trans, che vogliono essere libere senza chiedere il permesso e aver paura. C\u2019\u00e8 l\u2019Argentina che resiste e che nuovamente trova nella forza femminista e nella prospettiva intersezionale di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta le parole per affrontare il nuovo incubo turbo capitalista chiamato Milei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; La Marca *(PD): A &#8211; Presentata ulteriore interrogazione su partecipazione al voto alle Elezioni europee. B &#8211; Risposta del Ministero del Lavoro all&#8217;interrogazione <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45406\" title=\"n\u00b011 \u2013 16\/03\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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