{"id":45196,"date":"2024-02-24T11:01:07","date_gmt":"2024-02-24T11:01:07","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45196"},"modified":"2024-02-24T12:49:08","modified_gmt":"2024-02-24T12:49:08","slug":"n08-24-febbraio-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45196","title":{"rendered":"n\u00b008 \u2013  24\/02\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Riccardo Chiari, Firenze*: Cariche della polizia sui cortei dei ragazzi pro-Palestina. IL VIZIETTO. A Pisa e Firenze manganello selvaggio su studenti e manifestanti pacifici: fermi e oltre 10 feriti, tra cui molti minori, nelle due citt\u00e0.<br \/>\n02 &#8211; Alessandra Algostino*: Dai decreti ai manganelli, il filo nero &#8211; REPRESSIONI. Manifestazioni per la Palestina e manganelli. Sta diventando una inaccettabile costante: ieri, a Pisa, Firenze, Catania; pochi giorni fa ai presidi sotto la Rai, a Napoli, Torino e Bologna. La [\u2026]<br \/>\n03 &#8211; L\u2019abuso dei decreti legge e le incognite di una riforma costituzionale &#8211; Mentre il governo Meloni segna nuovi record in tema di decreti legge, in parlamento si discute di una proposta di riforma che estenderebbe a 90 giorni il tempo massimo per la conversione. Un\u2019eventualit\u00e0 che per\u00f2 rischia di comprimere ancora di pi\u00f9 le prerogative delle camere.<br \/>\n04 \u2013 Alfiero Grandi*: Premierato, quel tentativo di sequestrare il referendum costituzionale- In questi giorni c\u2019\u00e8 chi si incarica di dare un appuntamento a nome di un\u2019area di volenterosi a dopo le elezioni europee, quando i cittadini avranno gi\u00e0 votato e quindi saranno usciti di scena, nell\u2019illusione di costruire una nuova versione del premierato tale da bloccare il ricorso al referendum costituzionale, che \u00e8 evidentemente la bestia nera dei fautori di questa posizione.<br \/>\n05 &#8211; ANDREA MONTI*: Neuralink \u00e8 l&#8217;anticamera della discriminazione tecnologica. Gli annunci sulle interfacce cervello-computer e su alcuni sviluppi in ambito genetico rischiano di accentuare la discriminazione fra esseri umani, se non agiamo subito<br \/>\n06 \u2013 NOTIZIE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Riccardo Chiari, Firenze*: CARICHE DELLA POLIZIA SUI CORTEI DEI RAGAZZI PRO-PALESTINA. IL VIZIETTO. A PISA E FIRENZE MANGANELLO SELVAGGIO SU STUDENTI E MANIFESTANTI PACIFICI: FERMI E OLTRE 10 FERITI, TRA CUI MOLTI MINORI, NELLE DUE CITT\u00c0. \u00abCI HANNO COLPITO PI\u00d9 VOLTE, PURE CHI ERA GI\u00c0 A TERRA. ANCHE CHI AIUTAVA I CONTUSI\u00bb. IMMAGINI VIRALI SUI SOCIAL MEDIA, GLI ATENEI E LE FORZE POLITICHE E ASSOCIATIVE DELLA REGIONE, AD ECCEZIONE DELLA DESTRA, COMPATTE NELLA DENUNCIA.<\/strong><br \/>\nNel giro di pochi minuti le violentissime cariche dei celerini sugli studenti di Pisa e Firenze erano gi\u00e0 diventate virali. Manganellate a pioggia su ragazze e ragazzi a braccia alzate, molti minorenni, che stavano manifestando per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, chiedendo di fermare la carneficina in corso da mesi. \u00abCI HANNO CARICATO DUE VOLTE \u2013 RACCONTA ALESSANDRA, STUDENTESSA DI SCIENZE DELLA PACE -, LA SECONDA MANGANELLANDO CHI ERA GI\u00c0 A TERRA E ANDANDO AVANTI COLPENDO CHI CERCAVA, MANI AL CIELO, DI RESTARE L\u00cc PER AIUTARE I FERITI\u00bb.<\/p>\n<p>STESSA DINAMICA a Firenze. Con l\u2019\u00abaggravante\u00bb, in questo caso, di essersi avvicinati alla zona rossa per eccellenza, il consolato Usa in lungarno Vespucci. Nella citt\u00e0 della Torre pendente, dove a sera ci saranno quasi 10mila persone a protestare in piazza dei Cavalieri, in corteo la mattina c\u2019erano 200 studenti. \u00abL\u2019appuntamento era in piazza Dante \u2013 continua Alessandra \u2013 per una passeggiata \u2018spontanea\u2019 per i poli umanistici universitari e la sede dell\u2019ateneo in piazza dei Cavalieri, con la conclusione al polo di San Rossore che per Pisa \u00e8 il luogo della memoria\u00bb. Un corteo degli Studenti per la Palestina che a novembre avevano calato una bandiera dalla Torre, e che ieri cercavano di sensibilizzare i coetanei sulla necessit\u00e0 della pace. Le modalit\u00e0 \u00abdell\u2019agguato\u00bb sono raccontate da un gruppo di docenti del liceo artistico Russoli, testimoni delle cariche: \u00abCome educatori siamo allibiti, il corteo era assolutamente pacifico ma chiss\u00e0 mai perch\u00e9 non avrebbe dovuto sfilare in piazza dei Cavalieri. Gli agenti avevano chiuso la strada e attendevano i ragazzi con scudi e manganelli, mentre dalla parte opposta le forze dell\u2019ordine chiudevano la via, un\u2019altra squadra era in via Tavoleria\u00bb.<\/p>\n<p>VISTE CON GLI OCCHI dei prof, le cosiddette \u00abcariche di alleggerimento\u00bb hanno avuto una portata ben diversa: \u00abABBIAMO ASSISTITO A SCENE INAUDITE, CI SIAMO TROVATI RAGAZZE E RAGAZZI DELLE NOSTRE CLASSI TREMANTI, SCIOCCATE, CHI CON UN DITO ROTTO, CHI CON UN DOLORE ALLA SPALLA O ALLA SCHIENA PER LE MANGANELLATE, MENTRE UNA QUANTIT\u00c0 INCREDIBILE DI VOLANTI SFRECCIAVANO IN VIA TAVOLERIA\u00bb.<br \/>\nAlcuni agenti bloccavano sul selciato bagnato i giovani fermati, intanto mezza dozzina di feriti venivano portati in ambulanza e curati al Santa Chiara. All\u2019ospedale, fra i tanti solidali, anche Francesco Auletta della sinistra di alternativa: \u00abChiediamo che i fermati siano subito rilasciati, siamo di fronte a una violenza gratuita e fuori controllo, il questore deve risponderne in prima persona\u00bb. Preoccupato perfino il sindaco leghista Conti, a cui non avr\u00e0 fatto piacere il commento della collega di partito Susanna Ceccardi: \u00abUn corteo non autorizzato che voleva scatenare il caos, la polizia ha fatto il suo dovere e va ringraziata\u00bb.<br \/>\nA FIRENZE, nel giorno dello sciopero generale per la Palestina promosso dai sindacati di base, in circa 500 si erano ritrovati in piazza Santissima Annunziata dietro i due striscioni \u00abSTOP AL GENOCIDIO\u00bb \u00c8 WORKERS AND STUDENTS FOR FREE PALESTINE\u00bb. Il corteo, forte anche di numerosi studenti, ha attraversato il centro per poi raggiungere piazza Ognissanti, avvicinandosi al sempre blindatissimo consolato Usa. Risultato: carica e manganellate alzo zero. Cos\u00ec come era gi\u00e0 accaduto, con una violenza inimmaginabile, al corteo che nel 1999 protestava contro la guerra Nato in Jugoslavia. Anche a Firenze una ragazza colpita da una manganellata sul setto nasale, rotto, \u00e8 stata curata in ospedale, mentre il Si Cobas di Prato e Firenze dava visivamente conto dell\u2019accaduto sui social.<br \/>\nIMMAGINI viste anche dal sindaco Nardella e dal governatore Giani: \u00abSONO VIDEO CHE MI LASCIANO SENZA PAROLE, VOGLIAMO CAPIRE COME SIANO POSSIBILI QUESTI INACCETTABILI ATTI REPRESSIVI E VIOLENTI!\u00bb. E ancora: \u00abVedere giovani presi a manganellate solo perch\u00e9 chiedono pace, mentre si proteggono i luoghi del potere dove si prendono decisioni di guerra, \u00e8 una sconfitta delle istituzioni \u2013 annotano i consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Spc -, prendiamo atto di come una parte della politica si nasconda dietro l\u2019uso della forza per trasformare in ordine pubblico questioni sociali e politiche\u00bb.<br \/>\nCompatte le forze politiche e associative toscane non di destra, Iv compresa, nel denunciare l\u2019accaduto, cos\u00ec come hanno fatto gli atenei toscani, la Cgil e il Forum toscano del Terzo settore. Dal 7 ottobre ci sono state 1.023 manifestazioni in Italia, gi\u00e0 157 i denunciati.<br \/>\n*(Riccardo Chiari, Giornalista de il manifesto, responsabile della pagina regionale toscana del quotidiano comunista, purtroppo oggi chiusa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Alessandra Algostino*: DAI DECRETI AI MANGANELLI, IL FILO NERO &#8211; REPRESSIONI. MANIFESTAZIONI PER LA PALESTINA E MANGANELLI. STA DIVENTANDO UNA INACCETTABILE COSTANTE: IERI, A PISA, FIRENZE, CATANIA; POCHI GIORNI FA AI PRESIDI SOTTO LA RAI, A NAPOLI, TORINO E BOLOGNA. LA [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>La deriva autoritaria che ha la sua veste istituzionale nella riforma sul premierato si esercita nelle piazze sotto forma di violenza delle forze di polizia, nelle aule di tribunale con la repressione del dissenso, nello spazio pubblico con l\u2019espulsione del pensiero divergente.<br \/>\nQuasi sembra di vivere in una distopia, non nella realt\u00e0: sul serio non si pu\u00f2 nemmeno pronunciare la parola \u00abgenocidio\u00bb se accostata alla Palestina e Israele? Non si pu\u00f2 manifestare per un cessate il fuoco, per la pace?<br \/>\nSembra quasi una commedia dell\u2019assurdo, se non stessimo manifestando per una tragedia e se non fosse che stiamo scivolando verso il baratro.<br \/>\nManifestare per la pace, per il lavoro, manifestare in s\u00e9, \u00e8 agire e attuare la Costituzione; una democrazia che impedisce la libert\u00e0 di espressione, la discussione, il dibattito, abbandona i suoi presupposti, le condizioni minime di una \u00abdemocrazia liberale\u00bb.<br \/>\n\u00c8 un filo nero quello della repressione del dissenso che lega decreti sicurezza che si susseguono senza soluzione di continuit\u00e0, normalizzando, con un ossimoro, presunte emergenze e stabilizzando eccezioni (violazioni) dei diritti; prassi delle procure che considerano la protesta eversiva rispetto alla democrazia; pronunce della magistratura civile e amministrativa che infliggono risarcimenti a chi contesta scelte politiche; provvedimenti di prefetti e questori che sottraggono spazi pubblici alle manifestazioni e comminano fogli di via agli eco-attivisti per le azioni di disobbedienza civile; limitazioni delle commissioni di garanzia agli scioperi; nuovi reati e pene per il dissenso, il disagio sociale e la solidariet\u00e0; daspo urbano per chi disturba il decoro della citt\u00e0.<br \/>\n\u00c8 un filo che sta tessendo una cappa nera, che si diffonde a partire dai margini: dagli \u00abantagonisti\u00bb, come tendenzialmente vengono qualificati tutti i manifestanti, che si sa sono tutti violenti; dai migranti, che non sono \u00abnoi\u00bb, non sono cittadini e forse anche un poco meno umani; dai poveri, che in fondo qualche colpa per la loro situazione l\u2019avranno pure.<br \/>\nE la cappa diviene sempre pi\u00f9 asfissiante, il diritto penale del nemico diviene panpenalismo, perch\u00e9 chi \u00e8 controcorrente, con la materialit\u00e0 della sua esistenza o con la manifestazione delle sue idee, \u00e8 un nemico. Preciso: occorre denunciare e resistere all\u2019espulsione sociale e politica di ciascuna persona, non solo perch\u00e9 \u00e8 un passo verso altre repressioni, ma in quanto tale; ogni diritto negato a qualsiasi persona, senza che si reagisca, rende tutti un po\u2019 meno democratici, un po\u2019 meno umani.<br \/>\nLa logica della guerra, che non chiede di ragionare, ma di obbedire, e l\u2019egemonia del modello neoliberista, che nega alternative e deve blindarsi per sopravvivere agli effetti brutali che produce (sulle persone e sulla natura), convergono naturalmente (del resto muovono dalla stessa radice di sopraffazione) nella volont\u00e0 di anestetizzare il conflitto.<br \/>\nLa passivit\u00e0, l\u2019acquiescenza, l\u2019ignavia sono la strada pi\u00f9 comoda. Ed \u00e8 un percorso facilitato da scuola e universit\u00e0 che le controriforme tendono a ridurre a mercati dove acquistare nozioni (i crediti) da spendere nel mercato del lavoro, sterilizzandone le potenzialit\u00e0 come luoghi di creazione e discussione di sapere critico.<br \/>\nE se ancora vi sono resistenze, se ancora studentesse e studenti scendono in piazza, le cariche della polizia e i processi a carico dei manifestanti che poi ne seguono, si incaricano della repressione e della dissuasione.<br \/>\n\u00c8 una democrazia quella che in timida chi manifesta, delegittima chi esprime opinioni controcorrente, accetta campi di detenzione e morti alle frontiere, punisce ed espelle chi vive condizioni di disagio?<br \/>\nSicuramente non \u00e8 la democrazia disegnata dalla Costituzione, che persegue la rimozione dei condizionamenti economici e sociali, sancisce il diritto di asilo, ripudia la guerra, promuove la partecipazione effettiva. Della democrazia non basta mantenere il nome.<br \/>\nSono tanti i segnali inquietanti che ci circondano, cerchiamo di vederli, comprendere le loro connessioni, denunciamo la violenza della polizia, in s\u00e9 e quale espressione fisica della violenza \u00abdi sistema\u00bb, continuiamo ostinatamente a manifestare e manteniamo aperto lo spazio della critica dell\u2019esistente.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Alessandra Algostino, \u00c8 professoressa ordinaria di Diritto costituzionale presso l&#8217;Universit\u00e0 di Torino. Fra i suoi temi di ricerca: democrazia, diritti, migranti, lavoro, partecipazione e movimenti, fonti del diritto, Europa, diritto e economia.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; L\u2019ABUSO DEI DECRETI LEGGE E LE INCOGNITE DI UNA RIFORMA COSTITUZIONALE &#8211; MENTRE IL GOVERNO MELONI SEGNA NUOVI RECORD IN TEMA DI DECRETI LEGGE, IN PARLAMENTO SI DISCUTE DI UNA PROPOSTA DI RIFORMA CHE ESTENDEREBBE A 90 GIORNI IL TEMPO MASSIMO PER LA CONVERSIONE. UN\u2019EVENTUALIT\u00c0 CHE PER\u00d2 RISCHIA DI COMPRIMERE ANCORA DI PI\u00d9 LE PREROGATIVE DELLE CAMERE.<br \/>\n\u2022 In parlamento si discute di una proposta di riforma costituzionale che estenderebbe da 60 a 90 giorni il tempo massimo per la conversione dei decreti legge.<br \/>\n\u2022 L&#8217;attuale governo ha pubblicato 55 decreti legge in 16 mesi (3,44 al mese). Si tratta del rapporto pi\u00f9 alto considerando gli ultimi 9 esecutivi.<br \/>\n\u2022 Le proposte in discussione certificano di fatto la trasformazione dei decreti legge da strumento emergenziale ad atto ordinario.<br \/>\n\u2022 Sono gi\u00e0 5 in meno di due mesi i decreti legge pubblicati nel 2024.<\/strong><br \/>\nCi siamo occupati spesso in passato del ricorso eccessivo fatto dagli esecutivi allo strumento del decreto legge (Dl). Una dinamica che con il governo Meloni sta raggiungendo nuovi picchi. L\u2019attuale esecutivo infatti riporta il dato pi\u00f9 alto per quanto riguarda il numero medio di decreti legge emanati al mese.<br \/>\nL\u2019abuso di questo strumento porta a diverse conseguenze negative. Il parlamento infatti ha solo 60 giorni per convertire in legge i decreti governativi. Un tempo adatto ad affrontare occasionalmente questioni urgenti e specifiche ma che diventa insufficiente se l\u2019esecutivo tende a ricorrere ai decreti con frequenza eccessiva, per affrontare temi anche molto complessi e articolati. Una modalit\u00e0 che peraltro lascia pochissimo spazio alle camere per dedicarsi ad altro che non siano le proposte di legge di iniziativa governativa. Questo ha portato gli esecutivi a ricoprire un ruolo sempre pi\u00f9 centrale anche per quanto riguarda l\u2019iter legislativo.<br \/>\nData questa situazione, ai parlamentari rimangono pochi margini di manovra e spesso l\u2019unico modo che hanno per intervenire \u00e8 quello di proporre emendamenti alle leggi di conversione. Una pratica per\u00f2 che porta ad altri problemi, come quello dei cosiddetti decreti omnibus di cui ci siamo occupati anche recentemente.<\/p>\n<p>55 I DECRETI LEGGE PUBBLICATI DAL GOVERNO MELONI, DI CUI 5 TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2024.<br \/>\nIn questo contesto, il centrodestra ha presentato recentemente due proposte di revisione costituzionale che punterebbero ad estendere i tempi per la conversione dei decreti a 90 giorni in modo da fornire pi\u00f9 tempo alle camere per esaminare i Dl e presentare eventuali proposte di modifica.<br \/>\nSe da una parte risulta indispensabile la previsione che il Governo possa intervenire tempestivamente in situazioni urgenti con provvedimenti legislativi emergenziali, d\u2019altra parte il termine perentorio di sessanta giorni in cui il Parlamento pu\u00f2 apportare le opportune modifiche al decreto risulta eccessivamente stringente. Questa tempistica ha infatti prodotto pi\u00f9 volte, nel corso degli anni, il risultato di depotenziare il ruolo del Parlamento portandolo ad esaminare il decreto in una sola delle due Camere per avere certezza del rispetto dei termini di approvazione.<br \/>\nSi possono comprendere le ragioni che hanno portato a questa proposta che per\u00f2 al contempo presenta gravi criticit\u00e0. Tale impostazione infatti andrebbe nella direzione di trasformare in maniera definitiva il decreto legge da strumento emergenziale ad atto ordinario a cui il governo pu\u00f2 fare ricorso per dare pi\u00f9 rapida attuazione alle proprie iniziative.<br \/>\nCos\u00ec come la riforma del premierato anche in questo caso ci si muove quindi nella direzione di un rafforzamento dei poteri dell\u2019esecutivo. Come ha fatto notare anche la giurista Vitalba Azzolini, infatti tale riforma anzich\u00e9 tutelare il parlamento andrebbe e legittimare l\u2019abuso dei decreti legge fatto dai governi comprimendo ancora di pi\u00f9 le prerogative delle camere. Da questo punto di vista il prolungamento del tempo per la conversione dei decreti appare pi\u00f9 come un tentativo dei parlamentari di salvare il salvabile piuttosto che intervenire con una riforma che renda pi\u00f9 agevole e rapido il ricorso all\u2019iter legislativo ordinario. Riforma per\u00f2 pi\u00f9 complessa e su cui sarebbe pi\u00f9 difficile trovare consenso tra le varie forze politiche.<br \/>\nI numeri del governo Meloni e il confronto con i suoi predecessori<br \/>\nPrima di andare a vedere pi\u00f9 nel dettaglio le proposte di riforma in discussione, \u00e8 utile passare in rassegna i dati riguardanti l\u2019uso e abuso dei decreti legge. Questi dati infatti ci aiutano a capire perch\u00e9 il tema \u00e8 cos\u00ec rilevante nell\u2019attuale dibattito sulle riforme costituzionali.<br \/>\nIl governo Meloni ha gi\u00e0 pubblicato ben 55 decreti legge dal suo insediamento a palazzo Chigi nell\u2019ottobre del 2022. In termini assoluti, considerando le ultime 4 legislature, possiamo osservare che solo 3 esecutivi riportano un valore pi\u00f9 elevato. Si tratta dei governi Berlusconi IV (80), Draghi (64) e Renzi (56). Il dato dell\u2019attuale esecutivo risulta particolarmente significativo se si considera che quelli appena citati sono comunque rimasti in carica per pi\u00f9 tempo.<br \/>\nSe ci soffermiamo ad analizzare il dato medio dei decreti legge pubblicati per mese \u2013 in modo da poter fare un confronto omogeneo tra esecutivi che hanno avuto durate diverse \u2013 vediamo che il governo Meloni sale al primo posto con una media di 3,44 Dl emanati nei suoi primi 16 mesi. Un dato superiore anche a quelli dei governi Draghi (3,2) e Conte II (3,18) che per\u00f2 hanno dovuto fronteggiare le fasi pi\u00f9 concitate della pandemia.<\/p>\n<p>Per il governo Meloni quasi 3,5 decreti legge pubblicati ogni mese<br \/>\nLa media dei decreti legge pubblicati al mese dai governi delle ultime 4 legislature (2008-2024)<br \/>\nSignificativo da questo punto di vista il fatto che il governo Meloni abbia sopravanzato il Conte II anche in valori assoluti. L\u2019esecutivo giallorosso infatti si era fermato a 54 Dl emanati in 17 mesi.<\/p>\n<p>Non sempre le iniziative portate avanti dai governi richiederebbero un\u2019azione rapida ed emergenziale. Spesso per\u00f2 si preferisce comunque adottare un Dl sia per velocizzare l\u2019iter parlamentare sia per limitare eventuali tentativi di modificare il dispositivo. Ed \u00e8 proprio su questo secondo aspetto che vanno ad intervenire le proposte di riforma costituzionale presentate.<br \/>\nIn realt\u00e0 i Ddl depositati sarebbero 4. Due provengono dalla maggioranza e due dall\u2019opposizione. Questi ultimi per\u00f2 non hanno ancora iniziato l\u2019iter legislativo. I primi firmatari sono Vittoria Baldino del Movimento 5 stelle e Andrea Giorgis del Partito democratico. In entrambi i casi non \u00e8 disponibile il testo completo della proposta di legge. Non \u00e8 quindi possibile conoscere nel dettaglio la posizione di questi schieramenti.<\/p>\n<p>LE PROPOSTE DI RIFORMA PUNTANO A UN ALLUNGAMENTO DEI TEMPI PER LA CONVERSIONE DEI DECRETI LEGGE.<br \/>\nQualcosa di pi\u00f9 si sa invece a proposito delle due proposte di riforma presentate dalla maggioranza. Queste hanno gi\u00e0 iniziato il loro iter e risultano in discussione nella commissione affari costituzionali del senato. La prima delle due proposte \u00e8 stata presentata da Adriano Paroli di Forza Italia. In questo caso il Ddl dispone semplicemente l\u2019ampliamento a 90 giorni del tempo a disposizione per le camere per la conversione in legge dei decreti governativi.<br \/>\nL\u2019altra proposta invece porta la prima firma di Paolo Tosato della Lega. Anche in questo caso si prevede l\u2019estensione massima per la conversione a 90 giorni ma viene aggiunto un dettaglio in pi\u00f9. La camera che inizia la discussione sul Ddl avrebbe al massimo 60 giorni di tempo per concludere l\u2019iter, di modo che alla seconda resti almeno un mese di tempo per fare altrettanto.<br \/>\nEntrambe le proposte figurano ai primi passi dell\u2019iter. L\u2019ultima occasione in cui se ne \u00e8 discusso in commissione infatti risale al 30 novembre scorso. In questa circostanza si \u00e8 deciso di procedere all\u2019analisi congiunta delle due proposte, data la loro somiglianza. Il seguito della discussione \u00e8 per\u00f2 stato rinviato e da allora non \u00e8 ancora ripreso. Verosimilmente quindi tali proposte potranno eventualmente concludere il loro percorso nella parte finale della legislatura. Ci\u00f2 alla luce del fatto che la stessa commissione sta affrontando anche la riforma sul premierato presentata dal governo.<br \/>\nSoffermandoci sul periodo pi\u00f9 recente, possiamo osservare che sono gi\u00e0 5 i decreti legge che il governo ha pubblicato dall\u2019inizio dell\u2019anno. Tra i primi provvedimenti adottati troviamo il Dl 5\/2024 che riguarda la presidenza italiana del G7. In questo caso si dispone la nomina di un commissario straordinario e alcune semplificazioni in tema di appalti, con l\u2019obiettivo di velocizzare le opere da realizzare in vista dei vertici dei capi di stato e di governo che si terranno nel nostro paese.<br \/>\nNel corso di questi primi due mesi, il governo ha pubblicato anche il decreto legge 7\/2024 che introduce alcune misure in vista delle elezioni europee, regionali e amministrative. Tra gli interventi contenuti in questo decreto c\u2019\u00e8 anche la possibilit\u00e0 per i sindaci dei comuni con popolazione compresa tra 5mila e 10mila abitanti di ricandidarsi per un terzo mandato. Viene invece eliminato ogni limite per i territori con popolazione inferiore ai 5mila abitanti.<br \/>\nQuesta decisione dell\u2019esecutivo peraltro ha generato un ampio dibattito sul tema dei limiti al numero di rielezioni possibili per i sindaci uscenti. Da questo punto di vista alcune forze politiche (la Lega in particolare) vorrebbero estendere la possibilit\u00e0 di un terzo mandato anche ai presidenti di regione. Mentre il presidente dell\u2019associazione nazionale dei comuni italiani, Antonio Decaro (Pd) si \u00e8 esposto sostenendo che la rimozione al limite dei mandati dei sindaci dovrebbe essere estesa anche ai centri pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>IL GOVERNO \u00c8 INTERVENUTO CON 2 DECRETI LEGGE IN POCHI GIORNI PER GESTIRE LA CRISI DELL\u2019EX ILVA.<br \/>\nCon due distinti Dl poi il governo \u00e8 intervento per cercare di limitare i danni derivanti dalla situazione di crisi che sta attraversando l\u2019ex Ilva di Taranto. Con il Dl 4\/2024 si punta a salvaguardare la continuit\u00e0 aziendale e tutelare i dipendenti delle aziende di grandi dimensioni. Il decreto 9\/2024 invece introduce una serie di interventi per tutelare le piccole e medie imprese. Ci\u00f2 con un particolare occhio di riguardo per quelle realt\u00e0 che facevano parte dell\u2019indotto dello stabilimento siderurgico.<br \/>\nInfine, tra i decreti di pi\u00f9 recente pubblicazione, troviamo il Dl 10\/2024 che prevede una serie di interventi finalizzati a velocizzare le opere necessarie per lo svolgimento delle olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.Anche da questa breve rassegna emerge chiaramente come non sempre il ricorso ai decreti legge sarebbe indispensabile.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione e dati openpolis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 \u2013 Alfiero Grandi*: PREMIERATO, QUEL TENTATIVO DI SEQUESTRARE IL REFERENDUM COSTITUZIONALE- IN QUESTI GIORNI C\u2019\u00c8 CHI SI INCARICA DI DARE UN APPUNTAMENTO A NOME DI UN\u2019AREA DI VOLENTEROSI A DOPO LE ELEZIONI EUROPEE, QUANDO I CITTADINI AVRANNO GI\u00c0 VOTATO E QUINDI SARANNO USCITI DI SCENA, NELL\u2019ILLUSIONE DI COSTRUIRE UNA NUOVA VERSIONE DEL PREMIERATO TALE DA BLOCCARE IL RICORSO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE, CHE \u00c8 EVIDENTEMENTE LA BESTIA NERA DEI FAUTORI DI QUESTA POSIZIONE.<\/strong><br \/>\nIl punto debole di questa posizione sta nel fatto che il Governo ha presentato una sua proposta di legge (firmata da Meloni e Casellati) sull\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio, pi\u00f9 o meno sul modello dei Presidenti di regione. Senza dimenticare che le modifiche al testo presentato dal governo vengono concordate dentro la maggioranza e presentate dal governo a nome di tutta la maggioranza.<br \/>\nUna proposta di legge di peso, che punta all\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio, presentata dal solo Governo non \u00e8 procedura normale. Anzi \u00e8 un sequestro del confronto politico parlamentare all\u2019interno della sola maggioranza. Come dimostra il comportamento della Lega che ha insistito al Senato per proporre suoi emendamenti per ottenere il 3\u00b0 mandato per i sindaci dei comuni sopra i 15.000 abitanti e per i Presidenti di Regione.<br \/>\nQuesti emendamenti a un testo di modifica della Costituzione sono una evidente forzatura e infatti sono stati ritirati o bocciati dalla stessa maggioranza.<\/p>\n<p>L\u2019ENNESIMO TENTATIVO DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE<br \/>\nCerto non \u00e8 il primo governo che prova a cambiare la Costituzione da solo, anche Renzi ci ha provato ma non c\u2019\u00e8 riuscito.<br \/>\nIn passato le iniziative per cambiare la Costituzione sono state prevalentemente parlamentari, con tutti i partiti coinvolti, modalit\u00e0 molto diversa da una proposta del solo Governo, che presuppone un confronto tra maggioranza e opposizione. Un confronto in sostanza tra proposte diverse o alternative, senza steccati pre costituiti.<br \/>\nInfatti il Governo \u00e8 espressione della sola maggioranza e \u2013 come sta avvenendo \u2013 sequestra la discussione sui punti decisivi, ad esempio modificando continuamente il punto sul capo del governo, facendo non poca confusione, anche perch\u00e9 non tutta la maggioranza \u00e8 disponibile ad accettare il \u201csimul stabunt simul cadent\u201d tra governo e parlamento, cio\u00e8 il legame inscindibile tra vita del governo e vita della legislatura.<br \/>\nNon va dimenticato che la proposta Meloni\/Casellati in realt\u00e0 non attua neppure il programma delle destre, che prevede l\u2019elezione diretta del Presidente della Repubblica, ma punta ad eleggere direttamente il Presidente del Consiglio, che \u00e8 cosa ben diversa.<br \/>\nNeppure \u00e8 vero che la maggioranza degli elettori abbia affidato questo compito al Governo, perch\u00e9 nel 2022 ha votato il 63 % degli aventi diritto, la destra ha preso il 44%, cio\u00e8 il 28 % dei votanti e tanto meno ha raggiunto la maggioranza degli aventi diritto al voto. Quindi la maggioranza degli elettori non ha dato alle destre alcun mandato per modificare la Costituzione del 1948 ed \u00e8 discutibile che questo mandato ci sia stato anche da parte di tutti gli elettori della destra.<\/p>\n<p>UNA MAGGIORANZA CHE, IN REALT\u00c0, MAGGIORANZA NON \u00c8<br \/>\nSenza dimenticare che la maggioranza parlamentare \u00e8 stata ottenuta grazie ad una legge elettorale per vari aspetti incostituzionale, che ha \u201cregalato\u201d alle destre un premio di maggioranza del 15 %, facendole arrivare al 59 % dei parlamentari. \u00c8 vero che le attuali opposizioni hanno sbagliato a non modificare la legge elettorale quando potevano farlo, ma questo non pu\u00f2 essere un alibi per la maggioranza per usare il premio ottenuto in pi\u00f9 di parlamentari come un randello per fare passare le sue proposte. Questo rende ancora pi\u00f9 incomprensibile per quale ragione un governo che ha una maggioranza parlamentare esagerata voglia cambiare la Costituzione se non per segnare un risultato politico-ideologico, conquistare una bandiera per il suo elettorato.<\/p>\n<p>IL GOVERNO HA PRESENTATO UNA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA COSTITUZIONE (IL PREMIERATO) CERCANDO DI NASCONDERNE LE REALI CONSEGUENZE SULLA COSTITUZIONE E SULL\u2019EQUILIBRIO ISTITUZIONALE, FINO A OSCURARNE LA PORTATA.<br \/>\nAd esempio. Il meccanismo elettorale proposto in Costituzione, anche tolta l\u2019esplicitazione del 55 % di parlamentari garantiti al soggetto vincente, porterebbe comunque ad un legame inscindibile tra i parlamentari di maggioranza e il capo del governo. Questo legame entrerebbe, ad esempio, in conflitto con l\u2019articolo 67 della Costituzione che prevede che il parlamentare agisca senza vincoli di mandato. Articolo che non viene modificato, mentre il governo propone in realt\u00e0 un parlamento subalterno al Presidente del Consiglio eletto direttamente, sotto la minaccia permanente di elezioni anticipate. Due norme di significato opposto, destinate a creare una contraddizione nella Costituzione.<\/p>\n<p>IL PREMIERATO PROPOSTO DAL GOVERNO RIDUCE DRASTICAMENTE I POTERI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A FAVORE DEL CAPO DEL GOVERNO, MA FINGE CHE QUESTO NON AVVERR\u00c0.<br \/>\nPerch\u00e9 il governo nasconde le conseguenze delle sue proposte, rischiando di scrivere in Costituzione testi contraddittori? Non solo per evitare forti contrariet\u00e0 se diventasse esplicito il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica da un lato e del parlamento dall\u2019altro, ma per aggirare la necessit\u00e0 di prevedere un riequilibrio ai troppi poteri concentrati nelle mani del Presidente del Consiglio, il noto check and balance, questo anche a rischio di creare contraddizioni nei testi.<\/p>\n<p>SI VUOLE FARE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO UNA \u201cCAPOCRAZIA\u201d<br \/>\nIn altre parole il ruolo del Presidente del Consiglio diventerebbe una vera e propria \u201ccapocrazia\u201d, senza dimenticare che nel concreto il parlamento sta accrescendo alacremente i poteri della Presidenza del Consiglio, ad esempio sulla stessa Autonomia regionale differenziata.<br \/>\nLa Costituzione attuale si basa sulla divisione dei poteri con al centro il ruolo del parlamento, che non a caso nel 1948 \u2013 dopo lo scioglimento forzato della Camera da parte del fascismo \u2013 \u00e8 diventato fondamento della nostra Repubblica, che \u00e8 appunto parlamentare.<br \/>\nPerch\u00e9 Meloni ha bisogno dell\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio? Mi sembra evidente che cerchi una sua legittimazione popolare, oltre i voti al suo partito, ed \u00e8 evidente che punta a superare la Costituzione democratica e antifascista che non le assicura questo risultato. Perch\u00e9 la nostra Costituzione contraddice le pulsioni autoritarie e qualche nostalgia di troppo del passato.<br \/>\nL\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio \u00e8 una sorta di \u201ccapocrazia\u201d, visto che se ne riparlerebbe dopo 5 anni, con i parlamentari sempre nominati dall\u2019alto e cooptati per fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019ALTERNATIVA AL PREMIERATO \u00c8 SEMPLICE: FARE ELEGGERE AGLI ELETTORI TUTTI I 600 PARLAMENTARI, CAMBIANDO UNA LEGGE ELETTORALE CHE HA LETTERALMENTE SPEZZATO IL LEGAME TRA RAPPRESENTANTI (I PARLAMENTARI) E RAPPRESENTATI (GLI ELETTORI).<br \/>\n\u00c8 una presa in giro che Meloni chieda ai cittadini di eleggere direttamente il capo del governo in alternativa al potere dei partiti di decidere il Presidente del Consiglio, proprio lei che \u00e8 Presidente di FdI, del suo partito europeo ed \u00e8 a capo di un governo che ha una maggioranza parlamentare del 59%, usata per fare passare proposte di legge come l\u2019Autonomia regionale differenziata e ora le modifiche della Costituzione.<br \/>\n\u00c8 evidente che \u00e8 in corso un tentativo che si autodefinisce trasversale di rimandare a dopo il voto europeo la ricerca di una soluzione sul premierato diversa da quella attuale. Francamente sembrano largamente sottovalutate le ragioni che hanno spinto Giorgia Meloni a forzare sul premierato. A volte sarebbe meglio prendere seriamente le ragioni altrui e prepararsi a contrastarle, anzich\u00e9 illudersi che siano da attribuire ad insipienza. Sottovalutare gli avversari \u00e8 da sempre un errore e la proposta di premierato del governo \u00e8 semplicemente inemendabile e in quanto tale da respingere, anche con il referendum costituzionale popolare, se non verr\u00e0 fermata prima. Per fortuna i padri e le madri costituenti hanno previsto i referendum, in particolare quello costituzionale. Se non si arriva ai 2\/3 dei parlamentari \u00e8 possibile il referendum sulle modifiche della Costituzione e, grati ai costituenti, usiamolo per fermare questa destra. \u00c8 l\u2019occasione per rilanciare in Italia una battaglia per attuare e difendere la Costituzione.<br \/>\n*(Fonte: Strisciarossa. Alfiero Grandi, giornalista, ex sindacalista italiano. Deputato della Repubblica Italiana. Durata mandato, 2001)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; ANDREA MONTI*: NEURALINK \u00c8 L&#8217;ANTICAMERA DELLA DISCRIMINAZIONE TECNOLOGICA. GLI ANNUNCI SULLE INTERFACCE CERVELLO-COMPUTER E SU ALCUNI SVILUPPI IN AMBITO GENETICO RISCHIANO DI ACCENTUARE LA DISCRIMINAZIONE FRA ESSERI UMANI, SE NON AGIAMO SUBITO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019annuncio della sperimentazione umana di una brain-computer interface (Bci) da impiantare nel cervello sviluppata da Neuralink, una delle aziende high tech di Elon Musk, ha invariabilmente generato un\u2019ondata di sensazionalismo e rievocato per l\u2019ennesima volta scenari fantascientifici abitati da cyborg e trans-umani, come lo stesso Musk ha lasciato intendere gi\u00e0 da tempo. Usando una tecnica pubblicitaria molto diffusa, la notizia della Bci di Musk \u00e8 stata presentata con un\u2019affermazione tipo \u201cil primo essere umano ha ricevuto un impianto Neuralink\u201d, ma questo non vuol dire che sia il primo in assoluto e che, dunque, siamo di fronte a un evento rivoluzionario.<br \/>\nUno studio pubblicato su Science and Engineering Ethics dimostra che la prima sperimentazione umana di una Bci risale al 2019 e uno spin off dell\u2019Istituto italiano di tecnologia ha realizzato un chip altrettanto, se non pi\u00f9 avanzato di quello di Neuralink. Altre startup americane stanno esplorando le possibilit\u00e0 delle interfacce cervello-macchina e dunque, pi\u00f9 che a un evento rivoluzionario, siamo di fronte all\u2019avvio di una nuova corsa all\u2019oro, al cui confronto quella dell\u2019AI, gi\u00e0 rallentata da contrasti ideologici e politici, somiglia pi\u00f9 a una domenicale passeggiata nel bosco alla ricerca di funghi.<br \/>\n\u00c8 invece passata sotto silenzio, al di fuori degli ambienti degli addetti ai lavori un\u2019altra notizia, questa s\u00ec oggettivamente importante: pi\u00f9 o meno contemporaneamente all\u2019annuncio di Neuralink, il 13 febbraio 2023 la giapponese PorMedTec, startup dell\u2019universit\u00e0 Meiji, ha annunciato di essere riuscita a creare tre cloni di maiali con organi potenzialmente idonei a essere trapiantati in esseri umani, grazie all\u2019utilizzo di cellule di maiale geneticamente modificate dalla statunitense eGenesis. Anche in questo caso, non \u00e8 tanto il \u201ccosa\u201d, quanto il \u201cse\u201d a essere rilevante: la creazione di organi artificiali, insieme al bioprinting, \u00e8 da sempre considerata un\u2019alternativa essenziale per superare il problema del reperimento di organi umani da trapiantare. Analogamente alle Bci, dunque, l\u2019utilizzo in ambito medico e terapeutico di tecnologie del genere non \u00e8 soltanto desiderabile ma certamente necessario.<br \/>\nAvere compiuto un altro passo verso la possibilit\u00e0 di ripristinare i collegamenti fra cervello e resto del corpo (o strumenti esterni), e realizzare xenotrapianti grazie all\u2019ingegneria genetica sono senz\u2019altro notizie eccellenti per la ricerca e, pur se non sul breve periodo, per chi soffre di malattie degenerative o di altra natura. Nello stesso tempo, per\u00f2, non sono mancate le preoccupazioni sull\u2019impatto della manipolazione diretta del funzionamento del cervello, basata sulla comunicazione bidirezionale con un software che riceve comandi esterni, e sull\u2019eticit\u00e0 della creazione di esseri viventi (pur non necessariamente senzienti) per produrre organi.<br \/>\nCon una sconsolante coazione a ripetere, l\u2019approccio di alto livello a questi temi \u00e8 sistematicamente orientato alla burocratizzazione e all\u2019irrigidimento della possibilit\u00e0 di fare ricerca in nome dell\u2019onnipresente \u201cuso etico e responsabile\u201d della tecnologia e, dall\u2019altro, all\u2019accettare, o quantomeno non rifiutare, che queste ricerche possano anche avere applicazioni non strettamente mediche, cio\u00e8 dirette a curare le persone. Stiamo parlando, in altri termini, della possibilit\u00e0 che Bci e organi biologici artificiali possano essere impiantate in soggetti sani, e dunque non per guarirli da una malattia ma per \u201cpotenziarli\u201d o \u2014 come nel caso dei dati generati dalle Bci \u2014 per utilizzo ludico, in videogiochi e altre forme di interazione con strumenti digitali.<br \/>\nLA DISCUSSIONE IN ATTO<br \/>\nIl primo tema \u00e8 quello, oramai classico, del transumanesimo, cio\u00e8 di quella corrente di pensiero nata in Inghilterra e che teorizza il diritto a potenziare il corpo ricorrendo alla tecnologia e che da qualche tempo interseca ambiti strettamente medici come lo sviluppo di protesi robotiche e la medicina potenziativa.<\/p>\n<p>Il secondo tema riguarda la rottura dell\u2019ultima barriera fra l\u2019associazione delle manifestazioni esteriori del comportamento umano ai meccanismi che le generano, per finalit\u00e0 diverse da quelle di diagnosi e cura. Da tempo ci sono tentativi per utilizzare tecniche di neuroimaging come \u201cmacchina della verit\u00e0\u201d nei processi giudiziari e da tempo analisi critiche hanno evidenziato i limiti di questo approccio. Questo non ha impedito di continuare su una strada parallela, quella della raccolta dei segnali elettrici del cervello per decodificarli ed associarli a stati fisici e mentali, caso del quale si occup\u00f2 \u2014 in modo peraltro discutibile \u2014 la Corte suprema cilena nell\u2019agosto 2023 con una sentenza sull\u2019uso dei dati raccolti da un elettroencefalografo \u201cper uso ludico\u201d.<br \/>\nMentre il dibattito pubblico si concentra sui \u201csoliti\u201d argomenti (etica, privacy, uso responsabile ecc.) vengono trascurati due temi che dovrebbero essere analizzati prima degli altri: l\u2019ammissibilit\u00e0 di un uso non medico di queste tecnologie, e la scelta di renderle disponibili a tutti o solo a chi \u2014 individuo o Stato sovrano \u2014 pu\u00f2 permettersele.<br \/>\nConsentire un uso non medico \u2014 cio\u00e8 non curativo \u2014 di Bci e ingegneria genetica \u00e8 una scelta politica che presuppone un modello di societ\u00e0 basato sulla definitiva presa di potere da parte di Big Tech e sull\u2019uso geopolitico della superiorit\u00e0 tecnologica in questi settori. Queste aziende potranno intervenire direttamente sul corpo e sulla mente degli individui, invece di dover utilizzare obsoleti strumenti di profilazione che non consentono la raccolta in tempo reale e, nello stesso tempo, governeranno queste tecnologie in barba a qualsiasi controllo pubblico.<br \/>\nI visori a realt\u00e0 aumentata che iniziano ad affacciarsi sul mercato sono dei precursori di quello che potrebbe accadere con l\u2019uso \u201cludico\u201d delle Bci. Oggi la realt\u00e0 viene aumentata da quello che qualche sviluppatore ha deciso di far percepire all\u2019utente tramite la proiezione di immagini sul nervo ottico. Fra qualche tempo \u2014 ed \u00e8 la dichiarata intenzione di chi intende usare queste tecnologie \u201ca scopo ludico\u201d \u2014 questo potr\u00e0 accadere inviando direttamente segnali al cervello, superando la soglia della percezione razionale. Di fronte a una prospettiva del genere, non ci sono \u201ccodici di condotta\u201d, \u201clinee guida per un uso responsabile\u201d o qualsiasi altro \u201cdocumento di indirizzo\u201d che tengano: l\u2019uso non medico di queste tecnologie dovrebbe essere semplicemente vietato.<br \/>\nQuesta scelta, veniamo al tema dell\u2019ingegneria genetica, \u00e8 gi\u00e0 stata presa in rapporto alla clonazione umana: non ci sono, tecnicamente, ostacoli insormontabili alla clonazione della componente fisica d\u2019un individuo ma, molto semplicemente e molto chiaramente, la Convenzione di Oviedo vieta questa pratica. Dunque, nulla vieta di vietare anche l\u2019uso di Bci e, in generale, di sistemi che interagiscono direttamente con il cervello o con la sua attivit\u00e0 elettrica per scopi diversi da quelli strettamente curativi, nonch\u00e9 delle estremizzazioni transumaniste che invocano impianti tecnologici ma anche trapianti organici. La posta in gioco, pi\u00f9 che la bizzarra idea della \u201cprivacy mentale\u201d o dello specismo, \u00e8 quella della discriminazione basata sulla ricchezza privati e sul ruolo dei poteri pubblici.<br \/>\nIn uno Stato dove Bci e ingegneria genetica sono saldamente nelle mani del settore privato, solo il settore privato decide chi pu\u00f2 fruirne. In una dimensione internazionale dove uno Stato detiene il controllo di queste tecnologie, solo quello Stato decide a quali altri pu\u00f2 esserne consentito l\u2019utilizzo. Possiamo non usare il termine eugenetica, ma alla fin fine di questo si tratta ed \u00e8 difficile non ricordare cosa aveva immaginato Aldous Huxley in Brave New World, con l\u2019aggravante che, in questo caso, la discriminazione non lascerebbe speranza a chi \u00e8 \u201cfuori\u201d dai confini, siano essi quelli del conto corrente, o del proprio (non abbastanza tecnologicamente autonomo) Stato<br \/>\n*(Andrea Monti. giornalista, Dal 1990 al 1996 \u00e8 direttore del settimanale Panorama. &#8230; Passato al Corriere della Sera nel 1997, dirige per circa un anno il supplemento settimanale Sette.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>0<strong>6 &#8211; NOTIZIE<br \/>\na &#8211; Giso Amendola*: polizia e populismo nell\u2019Italia contemporanea. Scaffale. \u00abincontri troppo ravvicinati?\u00bb, un libro di Vincenzo Scalia. Nel saggio, tra sociologia e politica, vengono analizzate diverse storie di abusi.<br \/>\nb &#8211; Andrea Fabozzi*: Guerra e diritti, cambiare programma &#8211; FRONTE ITALIA. Facciamo l\u2019ipotesi che il Pd, alla testa di un\u2019opposizione unita (qui gi\u00e0 l\u2019ipotesi traballa) segni un punto in quella che evidentemente considera la partita politica pi\u00f9 importante del momento, la conquista di uno spazio maggiore nella televisione pubblica.<br \/>\nc &#8211; Valeria Parrella*: L\u2019unico spazio di libert\u00e0 &#8211; LE PAROLE E IL GESTO. L\u2019impiccagione non \u00e8 un suicidio qualunque: \u00e8 un\u2019accusa &#8211; Antigone si impicca con i veli che l\u2019avrebbero dovuta vedere sposa &#8211; spesso l\u2019unica accusa a cui possono ricorrere i ristretti<br \/>\nd &#8211; Micaela Bongi*: Il mondo nella bolla di Rai Uno &#8211; SANREMO. Capita che l\u2019acqua non si fermi con le mani, l\u2019attivismo politico, le informazioni, le idee riescono a viaggiare anche per canali che non si possono controllare neanche volendo e a irrompere anche dove si pretenderebbe il controllo pi\u00f9 occhiuto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A<\/strong> &#8211; Giso Amendola*: POLIZIA E POPULISMO NELL\u2019ITALIA CONTEMPORANEA. SCAFFALE. \u00abINCONTRI TROPPO RAVVICINATI?\u00bb, UN LIBRO DI VINCENZO SCALIA. NEL SAGGIO, TRA SOCIOLOGIA E POLITICA, VENGONO ANALIZZATE DIVERSE STORIE DI ABUSI.<br \/>\nFederico Aldovrandi e Riccardo Magherini sono due casi di \u00abincontri troppo ravvicinati\u00bb, uccisi dall\u2019intervento dei tutori dell\u2019ordine. Vincenzo Scalia (Incontri troppo ravvicinati? Polizia, abusi e populismo nell\u2019Italia contemporanea, manifestolibri, pp. 180, euro 12, con prefazione di Stefano Anastasia) muove dall\u2019analisi dei discorsi prodotti dalle e sulle forze di polizia in quelle circostanze, per mostrare come, contro ogni retorica delle mele marce, quei fatti siano rilevatori della violenza strutturale delle politiche dell\u2019ordine pubblico.<br \/>\nScalia fa emergere un blocco culturale di fondo che riguarda la cultura dell\u2019Europa continentale: le polizie tendono ad essere identificate strutturalmente e persino \u00abeticamente\u00bb con lo Stato, sicch\u00e9 l\u2019indagine stessa, anche solo scientifica, sulle forze dell\u2019ordine \u00e8 a priori sospetta di contenere una qualche insidiosa minaccia alla nazione.<br \/>\nUN MODELLO di organizzazione centralistico e un onnipresente elemento di militarizzazione, che resiste malgrado le riforme, testimoniano dentro la struttura delle forze dell\u2019ordine questa matrice statualistica. Il ricorso continuo da parte della polizia a pratiche di \u00abalterizzazione\u00bb, vale a dire alla costante riduzione a \u00abnemico\u00bb dei diversi attori che ne incrociano l\u2019azione, e una cultura interna caratterizzata da machismo e conservatorismo, ne testimoniano il costitutivo isolamento dalla popolazione.<br \/>\nMolto pi\u00f9 dinamico \u00e8 invece il rapporto tra societ\u00e0 e polizia nei modelli anglosassoni, ispirati al decentramento e a un rapporto pi\u00f9 stretto con le comunit\u00e0. Non \u00e8 vero, per\u00f2, che una governance decentrata sino a giungere all\u2019elezione democratica dei capi della polizia, garantisca contro la violenza sistemica molto di pi\u00f9 del centralismo continentale. Questo perch\u00e9, spiega bene Scalia, l\u2019offerta di polizia \u00abdall\u2019alto\u00bb si incrocia con la domanda \u00abdi sicurezza\u00bb dal basso.<\/p>\n<p>IL SECURITARISMO poliziesco \u00e8 evidentemente un prodotto dell\u2019irriducibilit\u00e0 violenza del comando statuale, ma \u00e8 anche, in modo forse pi\u00f9 complesso e insidioso, il frutto delle politiche neoliberali che hanno destrutturato il welfare. L\u2019analisi delle politiche della sicurezza in pandemia \u00e8 un buon esempio di questo intreccio tra controllo dall\u2019alto e domanda di sicurezza dal basso: la richiesta di protezione sociale \u00e8 stata sistematicamente elusa e tradotta esclusivamente nei termini di una gestione emergenziale dei comportamenti, e nella sollecitazione di una sorveglianza diffusa affidata alla popolazione stessa.<br \/>\nQuesto intreccio critico di culture securitarie di polizia e di populismo penale dal basso non chiude per\u00f2 tutti gli spazi. Se il neoliberalismo ha reso difficile avanzare richieste di cura collettiva e di diritti sociali, non ha eliminato un certo senso comune sulla difesa dei diritti individuali, che rende difficile affossare le vicende pi\u00f9 gravi di abuso poliziesco. Si tratta di contestare la tesi delle \u00abmele marce\u00bb, e di portare avanti lotte per una responsabilizzazione delle forze dell\u2019ordine, sul modello delle richieste dei numeri di riconoscimento visibili e delle commissioni di inchiesta.<br \/>\nMolto pi\u00f9 scettico invece si mostra Scalia sui movimenti abolizionisti, che hanno proposto lo smantellamento della polizia o almeno un radicale spostamento di risorse dalla polizia a modalit\u00e0 alternative e democratiche di controllo. Scalia solleva il problema che l\u2019abolizionismo potrebbe, contro le sue intenzioni, finire per dare una mano ad un ulteriore privatizzazione del controllo di polizia.<br \/>\nSE QUESTO AVVERTIMENTO deve essere sicuramente tenuto prudentemente presente nel progettare alternative praticabili alla polizia, \u00e8 bene ricordare, per\u00f2, il grande ruolo che le campagne abolizioniste dei movimenti americani tipo \u00abDefund the police!\u00bb hanno avuto nel creare, contro la violenza di Stato, un forte terreno di connessione intersezionale tra mobilitazioni di classe, di genere e di razza.<br \/>\nL\u2019abolizionismo potrebbe offrire alla lotta contro gli abusi di polizia un orizzonte pi\u00f9 generale di riappropriazione radicale di democrazia e di mobilitazione antiautoritaria, senza peraltro essere alternativo alle necessarie e saggiamente riformiste campagne sull\u2019accountability democratica delle forze dell\u2019ordine.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Giso Amendola ha indagato sulla crisi della sovranit\u00e0 moderna, sulla societ\u00e0 del controllo, sulle nuove soggettivit\u00e0 e i movimenti soci).<\/p>\n<p><strong>B<\/strong> &#8211; Andrea Fabozzi*: GUERRA E DIRITTI, CAMBIARE PROGRAMMA &#8211; FRONTE ITALIA. FACCIAMO L\u2019IPOTESI CHE IL PD, ALLA TESTA DI UN\u2019OPPOSIZIONE UNITA (QUI GI\u00c0 L\u2019IPOTESI TRABALLA) SEGNI UN PUNTO IN QUELLA CHE EVIDENTEMENTE CONSIDERA LA PARTITA POLITICA PI\u00d9 IMPORTANTE DEL MOMENTO, LA CONQUISTA DI UNO SPAZIO MAGGIORE NELLA TELEVISIONE PUBBLICA.<br \/>\nBene, da queste casematte guadagnate \u2013 o pi\u00f9 realisticamente difese \u2013 quali contenuti intende diffondere il Pd, tanto diversi da quelli che quotidianamente ci propone tele-Meloni?<br \/>\nPrendiamo tre questioni che a noi sembrano le pi\u00f9 urgenti, tutte e tre hanno a che fare con le guerre.<br \/>\nIeri la camera dei deputati ha approvato la proroga per tutto il 2024 delle procedure eccezionali necessarie per continuare ad armare l\u2019Ucraina.<br \/>\nPer un altro anno si mettono tra parentesi le leggi ordinarie che vietano di cedere armi agli stati in guerra e obbligano in ogni caso a informare sempre dettagliatamente e pubblicamente il parlamento sul materiale trasferito all\u2019estero. Otto spedizioni segrete si sono gi\u00e0 succedute e tra pochi giorni saranno due anni dall\u2019invasione russa. I gruppi 5 Stelle e Sinistra\/Verdi hanno votato contro ma il Pd ha votato a favore (con quattro eccezioni) dunque giudica che si possa continuare cos\u00ec. Quando ormai la possibilit\u00e0 che l\u2019Ucraina armata dall\u2019occidente sconfigga la Russia e la ricacci indietro \u00e8 esclusa da chiunque: cancellerie estere, governo italiano (pi\u00f9 facilmente off the record ma non solo) e persino militari di Kiev. Stati uniti e alleati sanno benissimo e dichiarano ormai apertamente che solo il flusso continuo di armi e denaro dall\u2019estero tiene in piedi la guerra di trincea, capace di moltiplicare le morti ma non di risolvere il conflitto. Eppure invece di usare questo dato di fatto in una trattativa con la Russia per impegnarla in un negoziato che preveda, inevitabilmente, concessioni da entrambe le parti, preferiscono tenere in piedi la finzione di una possibile vittoria. Lo sforzo bellico deve continuare, quello diplomatico neanche iniziare.<\/p>\n<p>Votando ancora una volta a favore delle procedure eccezionali per armare l\u2019Ucraina, il Pd contraddice quello che proprio Schlein aveva detto qualche settimana fa: \u00abBisogna evitare l\u2019esportazione di armi verso i conflitti\u00bb. E aveva aggiunto: \u00abIn particolare verso Israele, non si pu\u00f2 rischiare che le armi vengano utilizzate per commettere crimini di guerra\u00bb. Immediatamente erano arrivati i distinguo dal suo partito, tanto che la segretaria aveva dovuto giurare \u00absupporto all\u2019Ucraina senza ambiguit\u00e0\u00bb. Senza per\u00f2 domandarsi, non ancora, se il modo migliore per supportare gli ucraini sia effettivamente quello di tenerli incastrati in un conflitto che pu\u00f2 solo moltiplicare i morti. Quanto all\u2019importante dichiarazione su Gaza, le pi\u00f9 forti smentite sono venute dall\u2019interno del Pd, cos\u00ec come le prese in giro sul fatto che in questo momento le forniture di armi italiane a Tel Aviv sono bloccate (proprio nel rispetto di quella legge che per l\u2019Ucraina viene scavalcata). Ma il passaggio pi\u00f9 importante era un altro, e cio\u00e8 la denuncia da parte di Schlein, per quanto prudente, che a Gaza Israele sta compiendo crimini di guerra.<br \/>\nPeccato che i comportamenti del partito non siano all\u2019altezza di quella denuncia, anche quando chiede il cessate il fuoco. Perch\u00e9 la dimensione del massacro in atto \u00e8 tale (\u00abplausibile genocidio\u00bb per la corte internazionale dell\u2019Aja) che richiede di mettere la denuncia dell\u2019azione di Israele al primo posto dell\u2019intervento politico \u2013 pi\u00f9 dell\u2019occupazione della Rai, per capirci. Il governo italiano con la sua inerzia o peggio, per esempio quando si \u00e8 astenuto sulla tregua nell\u2019assemblea Onu o quando \u00e8 corso a definanziare l\u2019agenzia che si occupa dell\u2019assistenza ai palestinesi, offre continui argomenti per impugnare con decisione la battaglia per la salvezza della Palestina, anche nelle piazze, ma il Pd non li coglie. Non vedendo, tra l\u2019altro, che il moto di indignazione mondiale verso l\u2019azione di Netanyahu non fa sconti elettorali a una sinistra che non sa distinguersi dalla destra.<br \/>\nInfine cos\u2019ha da dire il Pd su quello che a noi sembra lo scandalo pi\u00f9 grave in corso sul territorio nazionale, quello dei Centri di permanenza per il rimpatrio, territori fuori dal controllo e dalle leggi, fabbriche di suicidi appaltate ai privati dove finiscono i pi\u00f9 sfortunati tra i migranti che arrivano in Italia fuggendo da guerre e sconvolgimenti climatici? Perch\u00e9 la sua voce che pure in materia potrebbe alzarsi pi\u00f9 forte di quella dei 5 Stelle \u2013 che su migranti e sicurezza hanno pensanti ambiguit\u00e0 \u2013 non si sente o resta flebile? Perch\u00e9 non ne chiede la chiusura immediata \u2013 di tutti non solo di ponte Galeria? Perch\u00e9 non chiama in parlamento a riferire ministri e poliziotti? Probabilmente perch\u00e9 ha addosso il peso delle responsabilit\u00e0 di chi ha introdotto la detenzione amministrativa per i migranti, quasi trent\u2019anni fa, o perch\u00e9 l\u2019idea di aprire un Cpr in ogni regione era stata sua in origine: Piantedosi oggi copia Minniti allora.<br \/>\nIl Pd \u00e8 capace di fare autocritica sulla lottizzazione della Rai, adesso. Provi a farla anche sulle politiche dell\u2019immigrazione. Ed eviti di doverla fare presto sulla guerra.<br \/>\n*(Andrea Fabozzi &#8211; Cronista parlamentare, al manifesto dal 2001, insegnante di giornalismo a Unisob dal 2010. \u00c8 direttore del manifesto dal 2023.)<\/p>\n<p><strong>C<\/strong> &#8211; Valeria Parrella*: L\u2019UNICO SPAZIO DI LIBERT\u00c0 &#8211; LE PAROLE E IL GESTO. L\u2019IMPICCAGIONE NON \u00c8 UN SUICIDIO QUALUNQUE: \u00c8 UN\u2019ACCUSA &#8211; ANTIGONE SI IMPICCA CON I VELI CHE L\u2019AVREBBERO DOVUTA VEDERE SPOSA &#8211; SPESSO L\u2019UNICA ACCUSA A CUI POSSONO RICORRERE I RISTRETTI<br \/>\nSOTTO UNA PICCOLA SINDONE, IL SUO AUTORITRATTO, C\u2019\u00c8 QUELLA SCRITTA SUL MURO:<br \/>\nOusmane Sylla<br \/>\nSE MORISSI VORREI CHE IL MIO CORPO FOSSE PORTATO IN AFRICA, MIA MADRE NE SAREBBE LIETA. I MILITARI ITALIANI NON CAPISCONO NULLA A PARTE IL DENARO. L\u2019AFRICA MI MANCA MOLTO E ANCHE MIA MADRE, NON DEVE PIANGERE PER ME. PACE ALLA MIA ANIMA, CHE IO POSSA RIPOSARE IN PACE.<br \/>\nE quando c\u2019\u00e8 una scritta cos\u00ec non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da aggiungere, l\u2019esercizio stesso della scrittura resta esercizio. \u00c8 quello che si prova visitando gli archivi di Pieve Santo Stefano, scendendo gi\u00f9 nei ricoveri della seconda guerra mondiale ricavati dai tunnel borbonici a Napoli, quello che sentiamo andando a Via Tasso a rileggere i messaggi lasciati dai condannati a morte dai nazisti, non lontano da questa nuova lapide del Centro Permanenza e Rimpatrio di Ponte Galeria, in cui non si riesce a entrare, su cui da giorni si rincorrevano allarmi, e infatti, poi, eccolo. Ha lasciato una scritta semplice e incancellabile, quella scritta dice. Una scritta non \u00e8 una cosa qualunque, una scritta \u00e8 sempre un manifesto quando fatta su un muro, sta sempre a urlare agli altri anche quando ci sembra intima, come questa.<\/p>\n<p>QUELLA SCRITTA DICE. DICE QUELLO CHE TUTTI SEMPRE VOGLIAMO, QUELLO CHE OGNI MIGRANTE SOGNA, ANDARE, VEDERE, VIVERE, LAVORARE, AIUTARE CHI ABBIAMO LASCIATO, TORNARE.<br \/>\nE poi dice che il suicidio \u00e8 l\u2019unico spazio di libert\u00e0, l\u2019ultima capriola concessa nell\u2019angolo della reclusione. Che \u00e8 insieme un atto di disperazione, ma anche un atto di liberazione e di speranza. Gli altri, i liberi, restano e per gli altri quel gesto deve valere come condanna.<br \/>\nL\u2019impiccagione non \u00e8 un suicidio qualunque: \u00e8 un\u2019accusa \u2013 Antigone si impicca con i veli che l\u2019avrebbero dovuta vedere sposa \u2013 spesso l\u2019unica accusa a cui possono ricorrere i ristretti. E dice che i sistemi di reclusione in Italia ci rappresentano bene come una societ\u00e0 incapace e disamorata: abbandonati a loro stessi, luogo di dolore sia fisico che mentale, luoghi in cui fatica a entrare non gi\u00e0 il concetto di speranza, ma quello di sopravvivenza. Dice che i centri per il rimpatrio tengono chiuse dentro persone innocenti, in attesa di cosa.<br \/>\nQuelle frasi sono la nostra condanna, il suo atto di accusa per noi perch\u00e9 qualunque persona libera \u00e8 responsabile per qualunque recluso. L\u2019insostenibile paradosso di trovarla in un centro per il rimpatrio \u00e8 che dice anche di un nostos negato.<br \/>\nMentre scriveva aveva ancora ventuno anni, e viveva \u2013 e vive \u2013 di parole bellissime: Vorrei. Mia madre. L\u2019Africa. La mia anima. Pace. Cinque passaggi dal mondo ingiusto a quello giusto.<br \/>\nOUSMANE SYLLA muore consegnandoci un messaggio che splende tutta l\u2019umanit\u00e0 che non gli abbiamo saputo dare: lui, mentre lo uccidevamo, la custodiva.<br \/>\nSe un funerale nobile dovesse esserci oggi in Italia dovrebbe essere per Ousmane Sylla, poi, dopo: quella parola rimpatrio sotto cui \u00e8 rimasto, sospeso in vita, sospeso in morte, sarebbe l\u2019unico tardivo atto di piet\u00e0.<br \/>\n*(Valeria Parrella (Torre del Greco, 20 gennaio 1974) \u00e8 una scrittrice, drammaturga e giornalista italiana)<\/p>\n<p><strong>D<\/strong>&#8211; Micaela Bongi*: IL MONDO NELLA BOLLA DI RAI UNO &#8211; SANREMO. CAPITA CHE L\u2019ACQUA NON SI FERMI CON LE MANI, L\u2019ATTIVISMO POLITICO, LE INFORMAZIONI, LE IDEE RIESCONO A VIAGGIARE ANCHE PER CANALI CHE NON SI POSSONO CONTROLLARE NEANCHE VOLENDO E A IRROMPERE ANCHE DOVE SI PRETENDEREBBE IL CONTROLLO PI\u00d9 OCCHIUTO.<br \/>\nPer fortuna che c\u2019\u00e8 Ignazio La Russa, voce di dentro e di fuori del governo della Fiamma, presidente del senato talmente super partes da essersi autonominato giudice della politica, della cronaca, della storia e anche del festival di Sanremo.<br \/>\nDunque: per la prima volta grazie all\u2019avvento di Fdi a palazzo Chigi, rivendica La Russa tra una considerazione sul televoto taroccato e un suggerimento per l\u2019edizione 2025, il festival non \u00e8 stato \u00absfacciatamente di sinistra\u00bb. Ma Amadeus ha sbagliato perch\u00e9 \u00abdi fronte a un cantante che ricorda il dramma dei palestinesi io avrei ricordato anche coloro che sono tenuti in ostaggio dai terroristi di Hamas\u00bb e perch\u00e9 \u00e8 stato bravo a parlare delle Foibe ma avrebbe dovuto accusare i \u00abcomunisti\u00bb.<br \/>\nPer fortuna per\u00f2 Amadeus ha deciso da solo che il suo ciclo festivaliero si \u00e8 concluso e non c\u2019\u00e8 bisogno di invocarne la cacciata. L\u2019attuale amministratore delegato di viale Mazzini \u00e8 stato indicato dal governo in carica e quindi ha svolto egregiamente il suo compito: ha fatto irruzione via comunicato stampa a domenica in per esprimere solidariet\u00e0 a Israele dopo l\u2019invettiva dell\u2019ambasciatore contro lo \u00abstop al genocidio\u00bb pronunciato da Ghali.<br \/>\nE Mara Venier, tra un \u00abGhali ti amo\u00bb, un \u00absiamo tutti per la pace\u00bb e un seme attacco di panico di fronte alla scaletta che le sfuggiva da tutte le parti (ci si \u00e8 messo pure Dargen D\u2019Amico con le sue considerazioni sui migranti) \u00e8 riuscita quasi supplicando a chiudere baracca e burattini in fretta e furia leggendo diligentemente il comunicato dell\u2019ad e assicurando che \u00absiamo tutti d\u2019accordo\u00bb pure con l\u2019ad (non ha aggiunto \u00abio speriamo che me la cavo\u00bb, ma \u00e8 molto probabile che lo abbia pensato).<br \/>\nPotrebbe finire qui, grazie al \u00abriequilibrio\u00bb, come certifica anche Antonio Tajani, ministro degli esteri e delle comunicazioni in tempo di guerra. Non c\u2019\u00e8 bisogno di tirare la polemica troppo per le lunghe, neanche si trattasse di un bacio tra Rosa Chemical e Fedez o di Blanco che prende a calci un tappeto di rose recise. Anzi, la destra (a parte il solito Gasparri che quando si parla di Rai attacca a prescindere) sembra proprio volerla chiudere qui, e non solo per mettere al riparo TeleMeloni e i suoi vertici che non sono riusciti a telecomandare il sovversivo Amadeus.<br \/>\nPeccato per\u00f2 che il \u00abcessate il fuoco\u00bb e il \u00abci sono bambini sotto le bombe, senza acqua, senza cibo, il nostro silenzio \u00e8 corresponsabilit\u00e0\u00bb di Dargen D\u2019Amico, lo \u00abstop al genocidio\u00bb di Ghali abbiano messo alle corde una politica dal fiato corto e un\u2019informazione che quando non viene imbrigliata \u00e8 capace benissimo da sola di autocensurarsi. Per\u00f2 capita che l\u2019acqua non si fermi con le mani, l\u2019attivismo politico, le informazioni, le idee riescono a viaggiare anche per canali che non si possono controllare neanche volendo e a irrompere anche dove si pretenderebbe il controllo pi\u00f9 occhiuto.<br \/>\nE a nulla servono i riflessi pavloviani e i comunicati riparatori. \u00abPer cosa dovrei usare questo palco? Io sono un musicista e ho sempre parlato di questo da quando sono bambino\u00bb, \u00able persone sentono che perdono qualcosa se dicono \u2019viva la pace\u2019, non deve succedere questo\u2026 ci sono bambini di mezzo\u2026\u00bb, spalanca gli occhi e le braccia Ghali in diretta su Raiuno davanti a milioni di telespettatori. Non \u00e8 il bambino che dice che il re \u00e8 nudo. Non \u00e8 una maschera da riporre al suo posto passato il carnevale e torniamo al solito tran tran.<br \/>\n\u00c8 un artista seguitissimo, ha milioni di follower, testimonial di marchi e multinazionali, attivista per la Palestina non dall\u2019altro ieri. Ha fatto entrare il mondo dentro una bolla che si pensava a prova di bomba. Ed \u00e8 partita la contraerea.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto &#8211; Micaela Bongi. Lavora presso Mario Navarro Abogado )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Riccardo Chiari, Firenze*: Cariche della polizia sui cortei dei ragazzi pro-Palestina. IL VIZIETTO. A Pisa e Firenze manganello selvaggio su studenti e manifestanti <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=45196\" title=\"n\u00b008 \u2013  24\/02\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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